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Conoscere Dio, e tutto quello che ha rivelato di se stesso, è la ricerca più alta della vita. Proverbi 9:10 dice: “Il principio della saggezza è il timore del Signore, e conoscere il Santo è l’intelligenza”. Un uomo non può neanche iniziare ad esser saggio finchè non conosce Dio, un uomo non può iniziare ad aver alcuna comprensione, finché non conosce il Santo. Conoscere Dio, è la ricerca più elevata della vita dell’uomo. In Giovanni capitolo 17 al versetto 3 il nostro Signore, nella Sua preghiera sacerdotale, affermò di essere venuto per dare la vita eterna; e questa vita eterna consiste nel “conoscere il solo vero Dio”. Conoscere Dio è l’obiettivo più alto della vita di un uomo, per questo Gesù venne nel mondo, affinchè potessimo conoscere Dio – questo è un sinonimo per “vita eterna”. Le persone spesso chiedono: «Cos’è la vita eterna?» È semplicemente conoscere Dio, conoscerlo intimamente, partecipare alla sua stessa natura e vita.

L’uomo più saggio che sia mai vissuto, ebbe alcune buone istruzioni da parte di un uomo che, qualche volta, dimostrò di non essere molto saggio, ovvero Davide che istruì Salomone, ed alle volte quello che Davide disse era molto saggio. In 1 Cronache capitolo 28 versetto 9, Davide disse a suo figlio: “E tu, Salomone, figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso” fu un buon consiglio. “Salomone, conosci Dio; e quando lo conosci, servilo con cuore integro e con animo volenteroso. Perché il Signore scruta ogni cuore e comprende ogni immaginazione dei pensieri. Se lo cerchi, si farà trovare da te; ma se lo abbandoni, ti rigetterà per sempre”.

Pietro disse: “Crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo”, in 2 Tessalonicesi 1:8, è scritto che il Signore apparirà: “In un fuoco fiammeggiante, per fare vendetta di coloro che non conoscono Dio”. Vedete, conoscere Dio è il fulcro dell’esistenza. Conoscere Dio è la più alta ricerca della vita. Conoscere Dio è tutto! E poi conoscere tutto quello che ci è stato rivelato a suo riguardo nelle pagine di questo libro. Consocere Dio non è solo la ricerca più elevata degli uomini, ma conoscere Dio è lo scopo più alto di Dio stesso. Non vuole solo che lo conosciamo, ma Egli stesso coopera con noi per farsi conoscere. Dio desidera che Lo conosciamo. Su questo, la Bibbia è molto esplicita. In Osea capitolo 6, vediamo un altro contesto dove Dio, attraverso il profeta, rimprovera Israele per la sua ipocrisia perché offriva sacrifici con un cuore del tutto estraneo a Dio, ma in Osea 6:6 Dio dice: “Poiché io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti”. Più di ogni altra attività esteriore, Dio desidera che lo conosciamo. Gli uomini devono conoscere Dio, e Dio desidera che gli uomini lo conoscano, questo è il senso della vita. Questo è ciò che ci riguarda. Questo è il nostro scopo supremo, e lo scopo più alto di Dio nei nostri confronti.

Stavo pensando a come illustrarvi in modo grafico quant’è importante per Dio che lo conosciamo, e mi è venuto in mente il fatto che il profeta Ezechiele ci presenta una visione della gloria di Dio; nel primo capitolo d’Ezechiele troviamo una visione di Dio, e potreste anche andarci per un minuto, Ezechiele capitolo 1 inizia con Dio, e dice: “Il tredicesimo anno, il quinto giorno del quarto mese, mentre mi trovavo presso il fiume Chebar, fra i deportati, i cieli si aprirono, e io ebbi delle visioni divine”, Ezechiele inizia la sua profezia, parlando di questa visione di Dio che egli ebbe. E poi quando vai alla fine del libro d’Ezechiele – e non sentitevi obbligati ad andarci – ma dice semplicemente al 48:35, l’ultima affrmazione del libro, “il Signore è là”, incomincia con una visione di Dio e termina con il Dio eterno che regna dal suo trono eterno nel suo regno eterno. Ezechiele presenta Dio nel 1:1 e conclude con Dio nel 48:35, e sapete, ogni cosa nel mezzo è un’enfasi sul carattere di Dio.

E guardando agli estremi del libro d’Ezechiele mi sono chiesa, “ah mi domando cosa ci sia nel mezzo del libro sul quale Ezechiele continua a battere così fortemente” e così mi sono inoltrato in uno studio personale del lirbo ed ho scoperto una cosa davvero importante su ciò che Dio vuole che tu ed io conosciamo. Guardiamo insieme al capitolo 6, e voglio che mi seguiate, Ezechiele capitolo 6 versetto 7, e leggerò solo un’affermazione comune a questi versetti e noterete che a volte all’inizio del versetto, altre volte nel mezzo ed altre volte ancora alla fine, ma non farò altro che leggerli, versetto 7: “.. e voi conoscerete che io sono il Signore”. Versetto 10: “Conosceranno che io sono il Signore”. Versetto 13: “Voi conoscerete che io sono il Signore”. Capitolo 7 versetto 4, alla fine del versetto: “e voi conoscerete che io sono il Signore”. Versetto 9: “e voi conoscerete che io sono il Signore”, e poi più avanti, e son certo che stiamo saltando alcuni, capitolo 11 versetto 12: “Voi conoscerete che io sono il Signore”. Capitolo 12 veresetto 16: “conosceranno che io sono il Signore”; versetto 20: “e voi conoscerete che io sono il Signore”. Capitolo 13 versetto 9: “e voi conoscerete che io sono Dio il Signore”, 14: “conoscerete che io sono il Signore”; 21: “e voi saprete che io sono il Signore”; 23: “e voi conoscerete che io sono il Signore”; 14:8: “e voi conoscerete che io sono il Signore”.

Gente, sembra proprio che qui da qualche parte ci sia un messaggio! Lo state capendo? Capitolo 15 versetto 7: “riconoscerete che io sono il Signore”; Andando più avanti al capitolo 20, versetto 12: “conosceranno che io sono il Signore”; versetto 20: “si conosca che io sono il Signore, il vostro Dio”; 26: “affinché conosceranno che io sono il Signore”; 38: “e voi conoscerete che io sono il Signore”; 42: “voi conoscerete che io sono il Signore”; 44: “conoscerete che io sono il Signore”, e questo ci porta fino al capitolo 21. 22:16, “e conoscerai che io sono il Signore” 24:24, “e voi conoscerete che io sono Dio il Signore”; 27, 24:27, “essi conosceranno che io sono il Signore”. Bene, non voglio tirarla troppo, ma quest’affermazione continua e continua e continua fino alla fine del libro. Non mi sono nemmeno preoccupato di contare quante volte, ma guardando solamente al capitolo 39 è presente due volte, una volta al capitolo 38, e continua e continua fino al capitolo 40, poi, Dio si manifesta nel suo grande e glorioso regno milleniale. E l’intera profezia è finalizzata al fine che “Conosciate che io sono il Signore”.

Ora, cos’è che Dio sta cercando di dirci? Vuole che lo conosciamo! Questo è il desiderio di Dio per gli uomini. Dio non si nasconde mica! Dio non è una sorta di coniglietto pasquale cosmico nascosto in un qualche cespuglio, che ci dice: ‚fuoco, fuocherello...”, man mano che ci avviciniamo. Dio non sta cercando di nascondersi, Dio si è rivelato e vuole che lo conosciamo perchè conoscerlo è il proposito più alto della vita dell’uomo.

Come possiamo conoscerlo? Come possiamo conoscere Dio? Ebbene sapete che il profeta disse, “se mi cercherete con tutto il vostro cuore mi troverete” (Geremia 29:13). Salomone ci ha lasciato commenti di saggezza in Proverbi 2:3, ha detto, “se chiami la saggezza (o la conoscenza), se rivolgi la tua voce all’intelligenza, se la cerchi come l’argento e ti dai a scavarla come un tesoro nascosto, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio”, Salomone ha detto che c’è solamente un modo di conoscere Dio realmente e di conoscere tutto quello che c’è di rivelato sul suo conto, ovvero, far si che tale ricerca diventi lo scopo della propria vita. Se state cercando i soldi, se siete a caccia di successo o quant’altro, non riuscirete mai a scoprire tutto quello che c’è da conoscere di Dio. Tuttavia, dice: “figlio mio! Se cerchi Dio come l’argento, e lo cerchi così come si fa con un tesoro nascosto, allora lo troverai”. Dio vuole che Lo conosciamo, e che Lo seguiamo. Questo è il motivo di questo studio, per conoscerLo meglio, affinchè io possa aiutarvi a conoscerLo meglio.

Ora torniamo al nostro schema, abbiamo già risposto alle prime due domande: ‘è Lui?’ E ‘chi è Lui?’ E stiamo cercando di rispondere la terza domanda: “a che assomiglia?” “Dio: a che assomiglia?” Finora abbiamo detto che Dio è descritto per noi nella Bibbia, in base a certi attributi o caratteristiche. E la definizione di un attributo è questa: un attributo è tutto ciò che è vero di Dio. Tutto ciò che è vero di Dio. Gli unici di cui possiamo parlare, sono quelli rivelati nella Scrittura. Quanti attributi vi ho detto che ha Dio? Vi ricordate? Quanti? Un numero infinito, sono incalcolabili. Solamente alcuni ci sono rivelati, e tra tutti quelli che ci sono stati rivelati ne vedremo solo alcuni per conoscerlo meglio.

Ora, cos’è che abbiamo già studiato. Abbiamo studiato che Dio è immutabile. Questo significa non cambia e che non può cambiare, che Dio non cambia mai. La seconda cosa che abbiamo studiato è che Dio è onnipresente, ovvero che è dappertutto allo stesso tempo con la medesima consapevolezza. Il terzo che abbiamo studiato Domenica scorsa, è che Dio è onnipotente, ovvero che è potentissimo. Può far tutto e può fare tutto con semplicità e può fare tutto ciò che desidera fare. Dio è immutabile, è dappertutto in ogni momento e può fare tutto.

Oggi vedremo inseime due attributi nuovi del carattere di Dio. Il quarto è che Egli è onniscente. Questo significa semplicemente che Dio conosce ogni cosa. Dio sa tutto, tutto. Nel Salmo 147:5 la Bibbia dice che: “La sua intelligenza è infinita”, cioé senza limiti. “La sua intelligenza è infinita”. Egli non solo conosce il conoscibile, ma anche l’inconoscibile. 1 Timoteo 1:17 lo chiama ‘l’unico Dio saggio’; Giuda 25 lo chiama, ‘l’unico Dio saggio’. Romani 16:27 Paolo lo chiama Dio “unico in saggezza”. Egli non solo è saggio, non solo conosce ogni cosa, ma è l’unico che conosce tutto quello che conosce. Gli angeli conoscono molto, ma non sanno quello che Dio conosce. Tu ed io sappiamo qualcosa, ma nessuno conosce quanto Dio: sapienza, intelligenza e conoscenza senza pari e infinita.

Sapevi che Dio non ha mai imparato nulla? Quando preghi, non dici: “O Dio, vorrei informarti del fatto che mia suocera sta male”, “Oh! Adesso me lo scrivo!”, no, no, non gli dai nessuna informazione di cui avesse bisogno. Vuoi solo che sappia che ci tieni, e sceglie di operare tramite le tue preghiere, ma per Dio non ci sono sorprese. Dio non ha mai imparato nulla.

Chi può insegnarGli qualcosa? Isaia 40:13, “Chi ha preso le dimensioni dello Spirito del Signore o chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa?” Chi gli ha insegnato qualcosa? Naturalmente nessuno. Romani 11:34, “Chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato il suo consigliere?” Nessuno. Chi ha mai insegnato a Dio? Nessuno. Dio conosce ogni cosa. Ora gente, quando vi fermate a pensarci un attimo... la maggior parte di noi conosce e ama il Signore Gesù Cristo, la maggior parte di noi conosce Dio. Vi siete mai fermati a pensare il fatto che la cosa più incredibile dell’onniscenza di Dio è che Egli ci conosce e che siamo ancora qui? Questo è incredibile. Dio sa tutto e continua ad amarci. Straordinario. Quando fai combaciare l’attributo che citerò fra un minuto, la sua santità: del fatto che Dio disprezza il peccato e conosce ogni cosa, e poi cerchi di capire com’è che ti trovi alla sua presenza, allora penserai ad un altro attributo: l’amore. Dio conosce tutto e comunque ci redime.

Ti chiedi perché? Isaia 48 ci spiega tutto. Isaia 48:8 dice: ‘No, tu non ne hai udito nulla” – tu non mi hai ascoltato – ‘non ne hai saputo nulla, nulla in passato te ne è mai venuto alle orecchie”, non mi hai mai ascoltato - Fin dall’inizio da quando ho creato l’uomo, non hanno mai ascoltato – perché sapevo che ti saresti comportato perfidamente e che ti chiami Ribelle fin dal seno materno”. Dio dice: “io sapevo che eri un peccatore fin dal grembo materno”. E ci chiediamo quand’è che una persona diventa un peccatore agli occhi di Dio? La Bibbia è abbastanza chiara: già mentre si trova nel grembo materno. “Per amore del mio nome io rinvierò la mia ira, e per amore della mia gloria io mi freno per non sterminarti. Ecco, io ti ho voluto affinare, ma senza ottenere argento; ti ho provato nel crogiuolo dell’afflizione. Per amore di me stesso, per amore di me stesso io voglio agire”. Dio guarda in basso e conosce ogni cosa, “Ti conoscevo. Sapevo che eri marcio fin dall’inizio. Sapevo che eri un trasgressore fin dal grembo materno, e ho odiato il peccato, ma ti ho salvato comunque. Perché? Non tanto per amore di te stesso, ma perché volevo mostrare al mondo un altro dei miei attributi, quello dell’amore; e volevo mostrare agli angeli quello della saggezza, per amore di me stesso”.

Gente, per me la meraviglia delle meraviglie è che Dio sa tutto e continua ad amarmi. Niente Gli è nascosto. Lo sapevi che Dio conosce ogni cosa del tuo corpo? Sa quanti sono i capelli del tuo capo? Per alcuni di voi non troppo è difficile saperlo. Dio sa tutto di voi. Potresti chiederti: “Perché mai Dio si disturberebbe a contare i miei capelli?” Non ha bisogno di contarli, lo sa e basta. Non lo fa mica per darsi le arie, non è che ha un registro sul numero dei capelli delle persone da qualche parte. Egli sa qualunque cosa, non ha bisogno di impararla o di scoprirla, la conosce. Egli conosce il tuo corpo, ma sai una cosa? Egli conosce ben oltre il tuo corpo. Per Dio il tuo corpo è trasparente. In Apocalisse 2:23 dice: “Io sono colui che scruta le menti ed i cuori”, il tuo corpo non copre nulla. Egli vede il tuo cuore e la tua mente, così bene come ti vede dall’esterno. Le nuvole, l’oscurità e la notte non sono un velo per Dio. La notte non è velo di copertura per Dio, Nel Salmo 139:12 è scritto: “Le tenebre stesse non possono nasconderti nulla”. Suppongo che: “Gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Giovanni 3:19), abbia a che fare con il fatto che molti peccati si commettono in posti scarsamente illuminati. Ma certamente anche in quei luoghi oscuri vi è la luce brillante dell’onniscenza di Dio. La notte non gli nasconde nulla.

I sussurri non possono essere così tenui da non poter giungere all’orecchio di Dio. Il Salmo 139:4 dice: “Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci appieno”. Dio ascolta i tuoi sussurri come se fossero in urlati. E potresti dire: “E i miei pensieri?” Ascolta, la tua mente non può concepire il più impercettibile pensiero, al di fuori della conoscenza di Dio. Isaia 66:18, “Io conosco i loro pensieri”. Gesù in Giovanni capitolo 2, attesta alla sua stessa divinità dicendo che nessuno aveva bisogno di comunicargli quello che era nel cuore dell’uomo perchè Egli già lo conosceva” (v. 25). Quando Gesù confrontà Nicodemo, questi gli fece una domanda con la sua bocca, e un altra con la sua mente e Gesù rispose alla domanda della sua mente, senza mai riscontrare quella delle sue labbra. Non esiste luogo segreto della tua casa, oppure un posto segreto nel mondo dove potresti andare per nasconderti da Dio. Stesso capitolo, Isaia 66, stesso versetto 18: “Io conosco le loro opere”, Egli conosce... e ascoltatemi, tutto quello che conosce è giusto, perché secondo Deuteronomio 32:4, viene chiamato Dio della verità. Per lui è impossibile mentire. Non ha mai fatto un errore, non può sbagliare. Conosce ogni cosa, e conosce tutto in modo giusto e veritiero, tutto!

E tu potresti dire, ma che ne facciamo, io sto pensando a Osea 13:12? Ne ho fatto di questo il versetto della mia vita dice: “L’iniquità di Efraim è legata in fascio, il suo peccato è tenuto in serbo”, sto sperando in questo... Sto sperando che ci sono alcune cosette che non conosce. Scusatemi, e potreste dire: “Cosa vuol dire quel versetto? Conosco tante persone che affermano che Dio non conosce tutti i peccati. Dio sa tutto e la Bibbia è chiara su questo. Ovunque tu legga a riguardo del carattere di Dio, è ovvio che Egli conosce ogni cosa! “e allora cosa significa questo versetto?” Certamente non è una contraddizione. Significa questo: “L’iniquità di Efraim è legata in fascio, il suo peccato è tenuto in serbo”, e quello è che per il momento, il suo peccato Per il momento, il suo è messo da parte per il giorno del giudizio futuro. È un piano di accantonamento divino: pecca ora e paghi dopo, è così.

Sapete, guardate un po’ la situazione, alle volte sembra che i pii siano sottoposti a più pressione rispetto ai malvagi, giusto? Perché a volte i malvagi prosperano? Non prospereranno sempre. Forse, come Efraim, i loro peccati sono nascosti per un tempo, rimandati per il giorno del giudizio che verrà in futuro.

Questo è il significato di Romani capitolo 2 dal versetto 5 al 6 dove Paolo dice: “Tu, invece, con la tua ostinazione e con l’impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d’ira per il giorno dell’ira”, in altre parole state peccando, e state accumulando un tesoro di peccato rimandato al giorno futuro quando il tutto sarà smascherato e punito durante la rivelazione del giusto giudizio di Dio, che ricompenserà ogni persona secondo le sue opere. Il giorno sta arrivando, quando quel giudizio sarà manifestato, ed il peccato che al momento è nascosto o legato, in quel giorni futuro sarà smascherato e punito.

Dio sa tutto, tutto, e questo ci porta ad una nota a piè di pagina, un altro attributo che ci limiteremo a mezionarlo perchè non abbiamo abbastanza tempo, ma stiamo parlando dell’attributo della saggezza. Ora ascoltatemi, cos’è la sapienza? Vi do una definizione semplice. La sapienza è l’onniscenza che agisce con una volontà santa. È l’onniscenza che agisce con una volontà santa. Se Dio conosce tutto, allora tutto quello che egli fa, è assolutamente saggio. Se conosce la fine dall’inizio, allora conosce ogni passo intermedio. Se Dio sa che questo è ciò che sei, e questo è quello che sarai, tu potresti anche non capire quello che, nel frattempo, ti sta succedendo, ma egli lo sa e va tutto bene. Se Egli ha una conoscenza perfetta, ha una sapienza perfetta. Una onniscenza pratica: egli sa tutto, tutto.

Guarda, si ptrebbero considerare tante illustrazioni sulla saggezza di Dio. Guarda alla creazione, tutto quello che esiste dal macrocosmo dell’universo, al microcosmo delle minuzie della vita ha a che fare con la saggezza. Il nostro Dio è assolutamente incredibile, sbalorditivo! Saggezza! Potreste immaginare com’è che Dio potrebbe creare l’universo intero, le cui componenti vanno oltre la possibilità di essere enumerate, e che ogni singola cosa opera in armonia con ogni altra cosa, per realizzare esattamente ciò che Egli vuole? Incredibile. Nel frattempo, ogni risultato dispiega perfettamente la sua sapsaggezza. La creazione di Dio è un monumento della sua sapienza. Il Salmo 104:24 dice: “Quanto sono numerose le tue opere Signore! Tu le hai fatte tutte con sapienza”. La sapienza di Dio. Secondo Efesini 1:11 vediamo come “ogni cosa coopera secondo la decisione della propria volontà”.

E poi dovete anche concordare sul fatto che anche la redenzione è un atto di saggezza. In 1 Corinzi 1, vediamo che Dio ha scelto quelli che non erano potenti, che non erano nobili, che non erano intelligenti e di loro ne ha fatto il suo popolo e così facendo ha svergognato i potenti, i saggi e i nobili del mondo. E poi secondo Efesini 3:10, Dio, davanti agli angeli, ha fatto della chiesa la dimostrazione della sua saggezza. Amici miei, la sapienza di Dio si vede nella nostra redenzione, noi che siamo la sua chiesa. Dio è saggio, Dio conosce ogni cosa.

Quali sono le lezioni pratiche di tutto questo? Ora ve lo dico. Prima di tutto, qual è la lezione pratica per il credente? Qual’è l’implicazione di conoscere che Dio è saggio e conosce ogni cosa? Numero uno: sapere che Dio sa tutto, mi è di grande conforto. E si potrebbe dire: ‘perchè?’ Bè, in primo luogo è bello sapere che mi conosce. Per conoscere me deve conoscere praticamente tutto nell’Universo perchè non sono così importante. Ti sei mai domandato: “Mi chiedo se egli sa che sono qui?” Ah, m’immagino che ci siano persone al mondo che sono li da qualche parte e non sono famose o altro, e ogni tanto si domandano: “ah mi chiedo se Egli sa davvero che esisto. Non sono un tipo che si fa notare”.

Sapete, ai tempi di Malachia c’erano alcune persone come queste. Dio stava giudicando pesantemente il popolo, e Malachia il profeta era in forte agitazione. Si riunì un piccolo gruppo di persone che erano scosse, e dissero: “Potremo soccombere sotto tutto questo giudizio. Dio potrebbe dimenticarci e colpirci tutti. Mi chiedo se si ricorda ancora di noi?” E in Malachia 3:16 è scritto: “Allora quelli che hanno timore del Signore si sono parlati l’un l’altro”... Parlavano molto: ‘Sapete, le cose stanno peggiorando, mi chiedo se Dio sa che siamo qui’; “Il Signore è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore e rispettano il suo nome. ‘Essi saranno, nel giorno che io preparo, saranno la mia proprietà particolare’ dice il Signore degli eserciti; ‘io vi risparmierò come uno risparmia il figlio che lo serve’”.

Amici miei, Dio ha un libro, e non si dimentica di coloro che vi sono scritti. Non è bello saperlo? Sono contento che egli sa ogni cosa. Conosce John MacArthur, e sa che io conosco Gesù Cristo, e quindi sa che sono nel libro. Infatti, lo sà da così tanto tempo che l’ha scritto ancor prima che il mondo iniziasse. Sapere che Dio conosce tutto mi è di conforto, sapere che non c’è assolutamente nulla al di fuori della conoscenza di Dio. Egli mi conosce, e conosce che io gli appartengo. Questo mi è di conforto. Nel Salmo 56 versetto 8 dice, amo questo: “Tu conti i passi della mia vita errante; raccogli le mie lacrime nell’otre tuo”, potrebbe essere un’affermazione piuttosto che una domanda: “Raccoglierai le mie lacrime nell’otre tua”, sapete, in Oriente quando arrivavano le piagnone, era abbastanza usuale che tutti piangessero. Alcune di loro, per essere pagate, dovevano conservare le loro lacrime in otri. Suppongo che servisse come prova del loro lavoro, alla consegna dell’otre di lacrime, seguiva il pagamento. Ma c’erano piagnone che venivano a fare cordoglio, conservavano le loro lacrime nell’otre lasciandolo come un piccolo segno.

Davide dice che Dio, conserva le sue lacrime nel suo otre. Dio si ricorda delle mie lacrime. Dio non solo mi conosce, ma conosce anche le mie lacrime. Non è bello saperlo? Non ti è di conforto sapere che Dio conosce ogni prova che hai attraversato, e che conserva le tue lacrime nel suo otre? Egli deve avere un otre molto grande. Forse le usa per riempire l’oceano, ecco perchè è salato, non lo so. Dio conserva le tue lacrime nel suo otre. Per me questo significa che Dio s’interessa di me, e sono contento di saperlo.

In Matteo capitolo 6, è scritto che Dio non solo conosce le mie ansietà e i miei dolori, non solo sa chi sono, ma sa anche quali siano tutti i miei bisogni. In Matteo 6:25, egli dice: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli ucelli del cielo, non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?”... Voi valete più degli uccelli. “E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?” Non ha senso preoccuparsi, non puoi farci nulla comunque. “E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia dicendo: ‘Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?’ Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio”, e… – che cosa? - tutte queste cose vi saranno date di più”.

Mio Padre mi conosce, e il mio nome è nel suo libro. Mio Padre conosce le mie lacrime, e mio Padre conosce i miei bisogni, e si prende cura di ognuno. Io valgo più di un uccello. Sono più importante di un giglio. I gigli sono belli, e gli uccelli non sono niente male, ma io valgo più dell’erba, che oggi è presente e domani non c’è più perchè Dio si prende cura di me. È davvero di conforto conoscere che Dio sa tutto. Egli mi conosce, conosce le mie ansie, le mie prove, le mie lacrime e i miei bisogni. E ascoltate, nel mezzo di tutto, non commette mai e poi mai un errore, mai! Ascoltatemi, se Dio ha una infinita quantità di attributi, e una conoscenza infinita e tu non comprendi qualcosa, non dire: “Dio ha commesso uno sbaglio”, accetta invece il fatto che tu non sai molto. Non attribuirlo alla stupidità di Dio, ma alla tua. Dio non commette errori. E per di più, l’onniscenza, per il credente è di conforto, ed in secondo luogo implica una certa fiducia.

Ero solito pensare che la dottrina dell’onniscenza non avesse niente a che fare con la fiducia. Quando ero bambino, i miei genitori mi dicevano: “Guarda, noi potremmo anche non sapere quello che stai facendo, ma Dio lo sa! Vede tutto!” Vi ricordate? Me lo ripetevano spesso: “Lui sa tutto”, ed ero convinto che la dottrina dell’onniscenza fosse davvero una seccatura. Sai che affare! Poi studiai Giovanni 21 e crebbi un po’, e mi ricordai di Pietro... Pietro stava cercando di convincere il Signore che l’amava. Ve lo ricordate? “Signore, ma io ti sto dicendo che ti amo!” ed il Signore, però, continuava a chiederglielo e richiederglielo, ed alla fine, Pietro disse: “Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene” a cosa si appellò? A quale dottrina di Dio? A quale attributo? All’onniscenza.

L’onniscenza è una cosa meravigliosa gente! Non è tanto che Dio sta guardando giù e ti sta spiando, quella è solo parte della verità. Lo sapevate che se non fosse per l’onniscenza di Dio, ci sarebbero dei giorni in cui Dio non saprebbe che lo ami perché non è sempre ovvio, e se non conoscesse ogni cosa, non saprebbe neppure che t’importerebbe davvero di lui. Ammetto che nella mia vita ci sono molti giorni in cui non mi distinguo affatto dalla gente del mondo. Siete d’accordo? È così anche per voi? Come fa Dio a sapere che lo amo? Deve sapere tanto, deve conoscere tutto, deve conoscere il mio cuore. Questo mi dà una grande fiducia, che anche quando mando tutto all’aria. Il mio amore resta sicuro perché egli mi conosce.

E la terza implicazione, alla quale ho già accennato, è la correzione. Ascoltate a questo: se voi sapeste che Dio non conosce tutto, cosa fareste che non fareste adesso? Pensa a questo fatto, questa è una bella sfida. Se tu sapessi che Dio non conosce tutto, e che non l’avrebbe mai scoperto, che cosa faresti? “Ohh... La mia pagina non è sufficiente per scrivere tutto!” e quindi, io direi che il terzo risultato pratico positivo della dottrina dell’onniscenza, è la correzione. Dio è quell’insegnante che non lascia mai la classe, e che però comunque è lì sempre con amore, non è vero?

Egli sa tutto. Se tu sapessi... e pensaci un po’, se vuoi davvero sapere dov’è che sei ferito, se volessi davvero conoscere i tuoi peccati, se vuoi sapere dov’è che sei più corrotto, immagina solo che cosa faresti se tu sapessi che Dio non verrebbe a saperlo, e ti ritroveresti proprio in quella situazione! Ma Egli lo sà, e come vi ho detto la scorsa volta, visto che è ovunque, ogni peccato che commetterai, è come se ti fossi infilato nella stanza del trono di Dio, ti fossi avvicinato ai piedi del trono e l’avessi compiuto proprio al suo cospetto. Ma il Nuovo Testamento ci dice che dobbiamo rendere conto di tutte le cose che abbiamo compiuto nel corpo in 2 Corinzi 5, e ci dice anche in 1 Corinzi 4 e 5 che quel giorno metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre. Dio sa tutto, tutte le nostre vie, i nostri pensieri e comportamenti, tutto. Per il credente, questa è la correzione ragazzi. Se lo sa, non voglio farlo, non voglio offenderlo, non voglio disonorarlo, questa è la correzione. E poi c’è anche la fiducia che ho nel sapere che Egli conosce il mio cuore, ed il conforto che ho, nel sapere che egli sa che sono suo, che conosce le mie lacrime, conosce i miei bisogni e che non sbaglia mai.

E per il non credente? Che significato ha per te la dottrina dell’onniscenza? Tu sei qui presente, non conosci Dio, non conosci Cristo, sei solo entrato per guardare un po’, così per ascoltare un pochino. Che significato ha per te? Lasciatemi che ti dica questo; primo, questo dovrebbe rivelarti la stupidità dell’ipocrisia. Se pensi di poter giocare e di farla franca, ti sbagli di grosso. Dio sa tutto. Non pensare nemmeno per un istante di poterti prendere gioco di Dio, niente affatto! La tua ipocrisia è del tutto evidente. Quando Gesù, nel Sermone sul monte si rivolse a Israele, li denundò, non è vero? Gli strappò la maschera di dosso: “Voi ipocriti!” Credetemi, quando Gesù li ha beccati, si stavano affrettando a camuffarsi. Ascoltate a Ecclesiaste una parola di saggezza da Ecclesiaste 12:14, dice così: “Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male”. Ascolta: Dio non se la beve, non vede la tua maschera e dice: “Oh!” Dio non è come l’uomo. L’uomo guarda all’apparenza, Dio guarda… – a che cosa? – “al cuore”. Ti legge, forte e chiaro. Ascolta, amico mio, se non conosci Cristo, per prima cosa, renditi conto che non conosci Dio, e qualunque sia il gioco che stai facendo per sembrare buono davanti a Dio, non funziona. La stupidità dell’ipocrisia. Se Dio sa tutto, egli conosce molto di più di ciò che pensi che sappia.

La seconda cosa che direi ad un non credente, oppure a qualcuno che non conosce Dio, è che esiste la promessa di un giudizio veritiero. In Romani 2:2 Paolo dice: “Il giudizio di Dio... è conforme a verità”. Quando giungerà il giudizio finale e lo stagno di fuoco, per chi sarà mandato all’Inferno, credetemi, quel giudizio sarà giusto. Dio giudicherà secondo verità perché egli ha una conoscenza della verità perfetta. Nessuno, e mi ripeto, nessuno può raggirare Dio. In Geremia 16:17 il profeta ha detto: “La loro iniquità non rimane occulta ai miei occhi”, nessun nascondiglio. In 1 Samuele 16:7, “L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore”. Il giudizio sarà secondo verità, e non c’è modo di nascondersi da Dio. Egli sa se sei un peccatore, conosce se non sei stato perdonato, conosce se il tuo chiesismo era tutto quello che avevi; Egli sa se le tue buone opere sono tutto quello che hai. Egli sa se il tuo nome è nel libro. Egli sa se ti sei revveduto e se sei venuto a Cristo. Egli sa. Egli conosce tutto, ei tuoi trucchi non lo fregheranno... e nemmeno i miei.

Un’altra cosa che direi a un non credente, è questa; sapere che Dio sa tutto dovrebbe indicarti la follia della sapienza umana. Dio sa tutto, quindi, se vuoi veramente essere saggio, dovresti ricercare la sua conoscenza. Come Salomone disse a suo figlio: “Cerca la sapienza... Cerca la sapienza”, e lo ripete più e più volte, in modo particolare al capitolo 8 di Proverbi: “Cerca l’istruzione. Cerca l’istruzione”, l’istruzione è la conoscenza di Dio. L’uomo stolto ricerca la coscenza del mondo. 1 Corinzi 1:19, “Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza intelligenti”, dice che: “rende pazza la sapienza di questo mondo”.

Quindi, a un non credente direi che c’è follia nell’ipocrisia. Dio ti giudicherà secondo la verità, e non confidare nella sapienza umana. Dio sa tutto. Questo è un conforto per noi, e dovrebbe essere un severo avvertimento per il resto. Dio è immutabile, è ovunque, è onnipotente e onniscente.

Per concludere, come quinto punto vorrei parlarvi della saantità di Dio, della santità di Dio. Dio è santo. Credo che questo sia il più importante di tutti i suoi attributi. Per me, questo è il gioiello più sfavillante della corona regale del suo capo, è il supremo. Dio è santo. Quando gli angeli cantavano, non dissero: “Eterno, eterno, eterno”, non hanno detto: “Fedele, fedele, fedele”, non hanno detto: “Saggio, saggio, saggio. Potente, potente, potente” Cosa dissero? “Santo, santo, santo, Signore Dio onnipotente”. Questo è l’apice di tutto quello che egli è. Egli è santo.

Esodo 15:11, “Chi è pari a te fra gli dèi, o Signore? Chi è pari a te splendido nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda, operatore di prodigi?” Nessuno! Sai che questo è il suo nome? Il Salmo 111:9 dice, “Santo e tremendo è il suo nome”. Santo è il suo nome. Giobbe 6:10 lo chiama “il Santo”, Isaia ascoltò gli angeli che dicevano: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!” In Apocalisse 4:8, le creature viventi dicevano: “Santo, santo, santo”. 1 Samuele capitolo 2 versetto 2 parla della sua santità, e che non c’è nessuno che sia santo come lui.

Dio è santo, e non conosco nessun altro modo per comprendere la santità di Dio, se non paragonandola con il peccato. Direi che nella Bibbia, almeno a mio parere, probabilmente il testo più chiaro che riguarda la santità di Dio, è il sesto capitolo d’Isaia, e non dovete andarci, lasciate che ve lo menzioni. Isaia dice: “Nell’anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio”, ebbe una visione di Dio, e disse: “Sopra di Dio c’erano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava”, e vi ricordate che uno di questi angeli, con le molle prese un carbone dall’altare e toccò la bocca d’Isaia.

Ma prima di quello, qual è il vero problema di questo testo? Isaia disse: “Io vidi il Signore e gridai: ‘Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure... e i mie occhi hanno visto il Re’”, egli fu assolutamente scosso dal profondo del suo essere, fu duramente sconvolto e fu violentemente distrutto. Perché? Perché aveva visto la santità di Dio, e nel vederla, fu turbato nel suo essere più intimo a causa della sua peccaminosità. Capite?

E vi dirò una cosa, gente, un uomo non vedrà mai la profondità del suo peccato finche non comprende la santità di Dio. Non conoscerai mai la santità di Dio finchè non vedrai la tua stessa peccaminosità. Le due cose vanno insieme, non puoi conoscere il tuo peccato finchè non conosci la sua santità e non puoi vedere la Sua santità finchè non vedi il tuo peccato.

Isaia vide Dio innalzato, e poi vide sé stesso, e riversò il suo cuore: “Guai a me, sono perduto”, fra te e Dio, esiste un abbisso assoluto di santità ed empietà. Tu sei empio, egli è santo. E quando ci confrontiamo con Dio, tu ed io, dovremmo essere assolutamente scossi dalla radice stessa del nostro essere. Dio è santo.

Ora ascoltami, Dio non si adegua a un santità normale, egli è la norma. È assolutamente santo. Non fa mai nulla di sbagliato. Non erra mai. Non fa mai un errore di giudizio. Non sbaglia mai. Non fa mai accadere qualcosa nella tua vita che non sia la cosa giusta per te, o che non abbia un giusto fine in mente. Fa sempre il giusto. La sua santità non conosce livelli, egli è assolutamente ed infinitamente santo. E visto che Dio è santo, questa è la condizione per ognuno che vuole vivere alla sua presenza. Quando gli angeli peccarono, Dio cosa fece loro? Immediatamente li... cosa? Li cacciò via, e gli preparò un posto lontano dalla sua presenza. Quando gli uomini scelgono di non andare a Dio, quando scelgono di rifiutare Gesù Cristo, che cosa li succede alla fine? Saranno mandati nello stesso posto preparato per il Diavolo e i suoi angeli, lontano dalla presenza di Dio, perché? Perché per essere alla presenza di Dio, nel suo universo, devi essere, che cosa? Santo!

E potresti dire: «John, ma com’è che io posso diventare santo?» Puoi esserlo per fede nel Signore Gesù Cristo. Vedete, è tramite di Cristo che Dio ci dà la santità di Cristo, e ci vede come santi, posizionalmente parlando, Dio ci rende santi in Cristo. Ai Corinzi, l’Apostolo Paolo disse: “Siete santi in Cristo”, inoltre, riflettete su questo, l’unico modo per comprendere la santità di Dio, è con il contrario, dobbiamo vedere il suo odio nei confronti del peccato. Non possiamo comprendere la sua santità indipendentemente dal suo odio verso il peccato, bisogna vederla alla luce del peccato perché quest’ultimo lo capiamo molto bene. Dio disprezza il peccato, lo odia proprio! In Abacuc 1:13 è scritto: “Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male”. Dio non può tollerare il peccato. Egli non può tollerare il male. Gli è totalmente lontano, non può entrare alla Sua presenza, non può tollerarlo.

Quando la peccaminosità di Sennacherib era esagerata, vi ricordate, che lo Spirito Santo disse: “hai levato in alto i tuoi occhi, persino contro il Signore, contro il Santo d’Israele!” Vedete, il peccato di Sennacherib divenne evidente a causa della santità di Dio. In Esodo 15, quando gli Egiziani malvagi furono annegati, sapete chi li annegò? Alcuni dicono la potenza di Dio. No, non esattamente. Ascoltate ad Esodo 15: “Gli abissi li ricoprono; sono andati a fondo come una pietra”, poi questo: “Chi è pari a te fra gli dei, o Signore... splendido nella tua santità?” Sapete perché annegarono? Non fu per la potenza di Dio, ma per la santità di Dio. Egli non poteva tollerare il loro male. La santità di Dio si vede più chiaramente nel suo odio verso il peccato. In Amos capitolo 5 ci sono alcune parole forti: “Io odio, Io disprezzo le vostre feste, non prendo piacere nelle vostre assemblee solenni. Se mi offrite i vostri olocausti e le vostre offerte, io non le gradisco; e non tengo conto delle bestie grasse che mi offrite in sacrifici di riconoscenza. Allontanate da me il rumore dei vostri canti! Non voglio più sentire il suono delle cetre”. Dio ama tutte queste cose perché Egli stesso le ha istituite. Ma quando quei tipi d’azioni, anche se sono cose giuste, provengono da cuori impuri, Dio li odia. Dio non vuole persone che fanno cose giuste con atteggiamenti sbagliati. Dio dice: “Io le odio tutte; smettetela”. Il peccato è l’oggetto del suo dispiacere. Dio ama la santità. Nel Salmo 11 versetto 7 dice così, “Poiché il Signore è giusto; Egli ama la giustizia”, che bellissima affermazione, Dio ama la santità.

Finora abbiamo visto la santità di Dio da un punto di vista negativo, che egli odia il peccato. La cosa più incredibile qui però, dobbbiamo dirlo, è l’amore di Dio. Anche se è santo, e odia assolutamente il peccato, anche se, come ho già menzionato poco fa, è onniscente e conosce tutto, non è meraviglioso che Egli ti abbia redento? È incredibile sapere che mi conosce! Che seppur Egli disprezzi il mio peccato, mi ami! È qui che vediamo l’amore. La santità di Dio, la sua onniscenza ed il suo amore, agiscono tutti insieme. Che fantastica consapevolezza! Seppur Dio conosce tutto di me, Egli ha odiato ogni mio minimo peccato, e nonostante tutto m’ha amato. Ho provato a pensare ad un’illustrazione consona, e si potrebbe dire che sia un po’ come il cancro. Certamente ami il tuo corpo, ma odi il cancro. Se tu potessi, faresti tutto il possibile per preservare il tuo corpo, per mantenerlo sano e forte, soddisfare i suoi bisogni, ma allo stesso tempo, faresti tutto il possibile per distruggere il cancro. Odi quello che hai dentro, ma non interamente. In qualche modo, Dio guarda all’uomo, ama il suo corpo e disprezza il Suo peccato.

Dov’è che vedi la santità di Dio manifestata? In tanti modi. Dio non peccherà mai. No, no mai. Se scegli di farlo, ti permetterà di peccare, ma lui non peccherà. Dio non induce nessuno a peccare, Egli non vuole che pecchi. Alcune persone pensano che Dio voglia che loro pecchino; alcuni mi hanno detto: “Sai, quello che dovresti fare veramente, è avere una reale vita di peccato e dirlo a tutti, poi quando racconterai la tua conversione, un sacco di gente ci crederà, e diranno: “Che cambiamento. Non è meraviglioso?” Quindi, Dio deve davvero volere che tu scenda nella feccia, così avrai qualcosa da dire che sarà molto convincente. No, no. Dio non celebra il peccato di nessuno, mai! Dio non tenta mai un uomo a peccare. Giacomo 1:13-14: “Dio non tenta nessuno”.

Ma, la santità di Dio la si può ammirare sotto alcuni aspetti molto positivi. Per esempio, per cominciare la sua santità si può vedere chiaramente nella sua creazione. In Ecclesiaste 7:29, e concluderemo con questi pensieri, ma in Ecclesiaste 7:29 è scritto che, “Dio ha fatto l’uomo retto, ma gli uomini hanno cercato molti sotterfugi”. Dio creò l’uomo retto. Quando creò l’uomo, lo creò santo. La santità di Dio è visibile nella creazione. In secondo luogo, la Sua santità è visibile nella legge morale. La legge morale che continua a prevalere, seppur gli uomini cercano di rovinarla e di cancellarla, la legge morale che permea ancora il mondo, dimostra che Dio è santo. In Romani 7:12 Paolo dice: “Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono”. La legge morale di Dio mostra che egli è un Dio santo. Quando Dio dispose la legge morale retta, testimoniò di essere giusto, morale e santo.

Penso anche che la santità di Dio, non sia visibile solo nella sua creazione, o nella sua legge morale, ma la vedo anche nella sua legge del sacrificio. Quando vedo Dio dare tutti quegli animali come sacrifici, vedo che dice: “La morte è il risultato del peccato, voglio che tu lo veda, e voglio che tu ne veda il bene”, ed ogni volta che quelle persone offrivano un sacrificio, vedevano la mortalità del peccato, e questo dimostrava la moralità e la santità di Dio. La santità di Dio è visibile nella creazione, nella legge morale e nella legge per i sacrifici, ma la si osserva anche nel giudizio verso il peccato, nel giudizio verso il peccato. Per esempio, quando studi la Bibbia e vedi in 2 Tessalonicesi capitolo 1: “Gesù venire in un fuoco fiammeggiante, per fare vendetta di coloro che non conoscono Dio... e non ubbidiscono al vangelo”, quando consideri Giuda dove si vedono gli empi, che sono dannati e condannati a motivo delle azioni malvagie che hanno ingiustamente commesse contro Dio, vedi il modo in cui Dio odia il peccato. Il suo giudizio contro il peccato, è il riflesso della sua santità, Egli deve condannarlo!

E forse, in modo ancor più supremo, vediamo che la santità di Dio si vede alla croce. Si! La santità di Dio è visibile alla croce. E tu diresti: «Ma lì è dove tutti i peccati furono riversati su di Lui», si, questa è la più grande dimostrazione della sua santità. Ascoltatemi, Dio è così santo che egli stesso pagò il prezzo assoluto, supremo che era necessario per soddisfare la sua santità. In Ebrei capitolo 9 versetto 26, molto spesso ci passiamo sopra, ma li c’è un’affermazione straordinaria, ascoltate a quello che dice: “In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo”, in altre parole, se ci fosse stato il sistema sacrificale, Gesù sarebbe dovuto morire più e più volte. Però ascoltate, “Ma ora, una volta, alla fine dei secoli, è stato manifestato”, ascoltate, Dio stesso si è presentato, Dio stesso è intervenuto, “per annullare il peccato con il sacrificio” – il sacrificio di chi? – “di se stesso!” La santità di Dio era così infinita, che ha dovuto pagare il prezzo più alto, il prezzo supremo, quello di dare se stesso, portando il peccato perché il prezzo doveva essere pagato, anche a costo della propria vita, quella è la santità... La sua santità si è dimostrata anche nella morte di Cristo. La santità di Dio richiedeva un pagamento, anche se doveva pagarlo lui stesso. Egli è santo, santo.

Quali lezioni pratiche comporta la santità di Dio? Per il non credente, proprio questo: la santità di Dio richiede santità nella tua vita, essa la si riceve solo per mezzo di Gesù Cristo. In Efesini 4 si parla di “Rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità”, Dio ti vuole santo, e l’unico modo per essere sempre santi, è essere in Cristo e ricevere la sua giustizia in dono. D’altro lato, se tu non sei un credente, e rifiuti la santità di Dio che ti viene offerta in Gesù Cristo, allora entra in azione un altro attributo di Dio, vale a dire la giustizia. Se tu rifiuti Dio, riceverai quello che ti meriti, cioè la giustizia, e Dio è giusto. Per gli impenitenti, la sua santità richiede giustizia.

E per i credenti invece? Che significato ha la santità per i Cristiani? Qual è la conseguenza pratica della santità di Dio nella mia vita? È chiaramente affermata in 1 Pietro, e voglio che ascoltiate bene, capitolo 1 versetto 15: “Ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: ‘Siate santi, perché io sono santo’”, se Dio è santo, cosa vuole da noi? Santità. Dio ci ha dichiarati santi, in Cristo noi siamo santi, ma vuole che le nostre vite pratiche corrispondano alla nostra posizione. Egli vuole che noi viviamo come santi, non solo dichiarati santi, ma vivere vite sante, perché quando siamo santi, quello ci distingue dal mondo. Che il mondo conosca che c’è una differenza. Ecco perché in 2 Timoteo 2:19 dice, “Si ritragga dall’iniquità chiunque pronunzia il nome del Signore”, se vuoi nominare il Nome, allora vivi la vita. Che il mondo conosca che c’è una differenza.

Vi dirò un’altra cosa, la santità nella tua vita ti da audacia davanti a Dio. Se sei un credente e stai vivendo una vita santa, hai di fronte il peccato, stai facendo cose giuste e sante, e stai vivendo una vita retta, allora avrai franchezza davanti a Dio. Ascoltate questo bellissimo esempio da Giobbe 22, e voglio solo leggervelo, ascoltate, “Se torni all’Onnipotente, se allontani l’iniquità dalle tue tende, sarai ristabilito”, ascolta, vuoi tornare a Dio e mettere le cose a posto, la prima cosa da fare prima di tornare, è mettere da parte il peccato. Versetto 26, ascoltate, “Allora l’Onnipotente sarà la tua delizia, e alzerai la faccia verso Dio”, quando c’è il peccato nella tua vita, non puoi andare a Dio, alzare la tua faccia e avere delizia in lui. L’avete mai sperimentato? Avete mai scoperto quello che ho scoperto anch’io da me stesso? Che quando c’è peccato nella mia vita ho difficoltà a pregare? Giobbe dice, Giobbe 22 dice, “Fai attenzione al tuo peccato, allora sarai in grado di sollevare la tua faccia di fronte a quella di Dio”, nessun rimorso.

Ascoltate, la santità ci distingue dal mondo, la santità ci da coraggio, la santità ci da pace, “Non c’è pace per gli empi” dice Isaia 57:21. Santità, Dio ci vuole santi anche se deve correggergi, secondo Ebrei 12:10, Dio ci corregge per renderci santi. Cosa dovrebbe fare il Cristiano? Be, forse dovrebbe fare quello che fece Davide nel Salmo 51, accertarsi di pregare con un cuore puro, e poi, secondo Proverbi 13:20 camminare con persone pure, “Siate santi, poiché io sono santo”.

Preghiamo. Padre, grazie questa mattina per la rivelazione che ci ha dato di te stesso. Affidiamo queste parole e pensieri alla tua cura. Fa si che portino frutto nella nostra vita. Conferma al nostro cuore queste verità, Padre. Congedaci con la tua benedizione per riportarci nuovamente qui, stasera, col desiderio d’imparare di più sull’Avversario ed di essere vittoriosi nel tuo potere. Ti lodiamo nel nome di Cristo. Amen.

FINE

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