Questa mattina continueremo la nostra serie di studi sulla questione carismatica. Nelle ultime settimane le cose si sono fatte un po’ interessanti. Ho ricevuto lettere da tutta la nazione da persone che dicono di pregare per me, e lo apprezzo molto! Questa settimana ho ricevuto una lettera da un uomo che mi ha detto che avevo convinto sua moglie così tanto della verità di questo argomento, che aveva causato una grande divisione nella loro casa, cosa che non era nelle intenzioni, ma mi ha scritto chiedendomi se sarei stato disposto a chiacchierare un po’ con lui. Ho ricevuto lettere da persone che sono state molto solidali, e da persone che invece sono rimaste piuttosto turbate dalla cosa. Ma continuiamo a fare quello che sentiamo che Dio vuole che facciamo, lavorando nei testi relativi a questo movimento, in modo da poterlo comprendere al meglio.
È stato interessante che questa settimana al seminario, dove mi son trovato tutta la settimana a tenere lezioni e a dare discorsi e robe del genere e mi è stato chiesto d’insegnare una sessione su questo argomento e di presentare il materiale alla facoltà e agli studenti in maniera generale e lo feci ed ero felice di vedere che la risposta è stata molto positiva ed ero felice di vedere che il pensiero di molti di quegli uomini di Dio era proprio sulla stessa linea, il che mi è stato di conferma e mi ha incoraggiato a continuare a fare quello che stiamo facendo.
Veniamo quindi al messaggio numero cinque. Riprendendo da dove ci siamo lasciati la settimana scorsa, abbiamo parlato, in termini di introduzione, del libro “Perché dovrei parlare in lingue?” di Charles e Frances Hunter, e vi ho detto che nell’introduzione dichiarano quest’affermazione che voglio ripetere, e cito: “Nel XX secolo, non dobbiamo accontentarci di niente di meno di quello che fecero i discepoli. Dio sta riversando il Suo Spirito Santo nello stesso modo oggi come ai tempi, non c’è alcuna differenza”, fine della citazione. Questa non è solo l’affermazione degli Hunters, è uno dei principi cardine del movimento carismatico. Essi affermano costantemente che oggi non c’è alcuna differenza rispetto al modo in cui lo Spirito di Dio operava nei tempi apostolici. Per loro è essenziale che ci sia una certa somiglianza. Per una persona pentecostale è assolutamente fondamentale che ciò che legge nel Nuovo Testamento avvenga anche nella sua vita di oggi. E per cercare di sostenere quelle affermazioni, invariabilmente useranno l’unico testo che hanno a disposizione, ovvero Ebrei 13:8, che come vi ho detto la settimana scorsa dice: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e per sempre”, e sulla base di questo versetto, affermano che Dio oggi sta facendo le stesse cose che faceva un tempo; ma naturalmente, come abbiamo osservato brevemente la scorsa settimana, quel versetto non può dimostrare quello. Quel versetto non ha assolutamente nulla a che fare con ciò che Gesù fa ma ci dice qualcosa su chi Egli è. È un incredibile dichiarazione sull’immutabilità, sulla sua fermezza, la sua costanza assoluta, e sulla divinità eterna di Gesù Cristo. Non dice nulla sul modo in cui Dio può scegliere di operare, che è vario, come ogni studente della Bibbia sa bene.
Un tempo, prima della caduta, Dio lavorò con l’uomo come re della terra; dopo la caduta, Dio ha operato tramite la coscienza, poi ha istituito dei governi e poi ha operato tramite la legge. E spesso, Dio ha mediato il suo governo tramite giudici, e spesso con i re, i sacerdoti e i profeti e cose varie. Nel Nuovo Testamento Dio ha operato sulla terra tramite l’incarnazione di Gesù Cristo; in questa epoca, tramite lo Spirito Santo e la vita del credente. Nell’età futura, lo farà tramite il re che regnerà sul trono nel regno. Dio ha avuto vari modi di governo, varie dispensazioni come vengono chiamate, in cui Dio ha operato nel mondo unicamente, in modo unico per quell’epoca particolare o per quel periodo di tempo specifico. Una volta, Cristo era l’angelo del Signore. Una volta era il servo sofferente incarnato. In futuro, sarà il re dei re e il Signore dei signori. Quindi non c’è costanza nell’operare di Dio, ma c’è nel carattere di Dio, e questo è quello che Ebrei 13:8 sta dicendo: Gesù Cristo è l’esempio perfetto di leader, non cambia mai, può essere seguito senza timore di fallire, e quello è il messaggio di Ebrei 13, perché Ebrei 13 sta cercando di dire: seguite coloro che hanno il comando su di voi, nel versetto 7. E come modello perfetto di guida guardate a Gesù Cristo, che potete seguire senza temere che si allontani dalla verità.
Stamattina, nella sezione sportiva del L.A. Times, ho letto un articolo di un nuovo membro dei Los Angeles, o degli Angels della California e stava dicendo che le persone lo stavano criticando perché aveva il braccio debole, e lui rispondeva dicendo: “Tutti hanno le loro debolezze. E se guardaste persino Gesù Cristo da vicino, potreste vedere che anche lui aveva i suoi difetti”, beh, quella fu una pessima analogia, perché se si guardasse a Gesù Cristo da vicino si scoprirebbe che come detto da Pilato: “Trovo in lui”, cosa? “Nessuna colpa”, ed è questo il motivo per cui viene usato in Ebrei 13:8 come modello perfetto di vita da seguire. Non si tratta di dire che Egli opera sempre nello stesso modo, perché non è possibile sostenere una cosa del genere da un punto di vista scritturale. Quindi, in pratica, non hanno alcun versetto a sostegno dell’idea che quello che sperimentarono i discepoli debba essere la norma per ogni cristiano.
David du Plessis dice, cito: “Il Nuovo Testamento non è un resoconto di ciò che è accaduto in una generazione, ma è un progetto di ciò che dovrebbe accadere in ogni generazione fino alla venuta di Gesù”, fine della citazione. Naturalmente, egli è probabilmente la figura più conosciuta a livello mondiale nel movimento carismatico, e dice che ciò che è accaduto nel Nuovo Testamento dovrebbe accadere sempre. Tutto ciò che si trova nel Nuovo Testamento che era miracoloso, notevole e caratterizzato da manifestazioni soprannaturali deve esser considerato normativo per tutta l’era della Chiesa. Bruner dice, e Bruner non è un carismatico, nella sua teologia dello Spirito Santo dice, cito: “I pentecostali si riferiscono spesso al movimento come a una fedele riproduzione del movimento apostolico del I secolo”, fine della citazione. E questo è vero. Ritengono che Dio non sia cambiato, ma che la chiesa si sia organizzata, sia diventata ritualistica, sia diventata dottrinalmente orientata. E così ha perso e abbandonato la potenza dello Spirito Santo che finalmente, dopo 2.000 anni, è stata recuperata nel movimento pentecostale. E pretendono che oggi accettiamo l’idea che Dio faccia le cose che faceva nel I secolo: rivelazioni, visioni, segni, guarigioni, azioni potenti, lingue, miracoli, tutto quello perché la potenza del I secolo è la modalità standard per l’operazione dello Spirito, quella è l’’affermazione.
In effetti, si parla della restaurazione della potenza dello Spirito Santo del Nuovo Testamento. E, se non accettiamo questo, allora neghiamo la realtà come la Chiesa ha fatto per secoli, dicono. E facciamo parte del problema, non della soluzione. Ora, quell’affermazione particolare da parte loro, che è un tema fondamentale del movimento, è, a mio avviso, il terzo problema principale, il terzo errore cruciale che dobbiamo portare alla luce delle Scritture.
Ora cosa c’è di sbagliato nel movimento carismatico? Numero uno: abbiamo visto la questione della rivelazione. Il problema è che hanno ancora rivelazione in corso, e non c’è fine alla Bibbia. La seconda cosa che abbiamo visto essere sbagliata è la questione dell’interpretazione, e cioè che interpretano erroneamente la Parola di Dio. Fanno come fece il grande teologo Friedrich Schleiermacher, che era un liberale. Passano dall’esperienza alla Scrittura, per lasciare che la Scrittura convalidi la loro esperienza. E così facendo la mal-interpretano. Ed ora arriviamo al terzo grande errore del movimento, ovvero la questione dell’unicità apostolica. Non ammettono l’unicità dell’epoca apostolica, come l’epoca della Chiesa primitiva. Vogliono fare in modo che quella sia la norma per tutta l’età della chiesa e che l’esperienza degli apostoli, sia la norma dell’esperienza di ogni credente nella storia della chiesa; ed è di questo che discuteremo questa mattina. Ora questa mattina la cosa sarà un po’ più accademica, quindi dovete tenervi forte. Questo non è il tipo di messaggio che vi farà venire la pelle d’oca spirituale. Non direte: “Oh, sono stato benedetto oggi!” Oggi lavoreremo un po’ sul vostro cervello. Ok? Quindi avrete bisogno di riflettere un pochino.
Ora, la domanda che vogliamo affrontare è la seguente: l’era apostolica, con tutti i suoi elementi, è normale per ogni cristiano? È l’esperienza normativa per tutte le epoche della Chiesa? Oggi dovremmo forse camminare sulle acque? Dovremmo sfamare 20.000 persone con il miracolo dei pani e dei pesci? Dovremmo oggi fare miracoli su miracoli di guarigione? John MacArthur dovrebbe forse camminare per strada e curare tutte le persone che si troveranno all’ombra del suo corpo? Il personale di questa chiesa o il pastore di qualsiasi chiesa dovrebbe forse mandare fazzoletti con i quali le persone potrebbero esser guarite? Dio sta forse facendo al giorno d’oggi tutte le cose che ha fatto ai tempi? Dovremmo forse ricevere rivelazioni, visioni, voci, lingue, miracoli e cose del genere? Beh quella è la domanda, vediamo un po’ la risposta.
Il movimento carismatico dice assolutamente sì. Oggi dovremmo vedere tutto. Purtroppo, quando si esamina la questione, tale affermazione non può essere verificata affatto. Non stanno vedendo questo tipo di cose, eppure si aggrappano disperatamente al fatto che è così.
Ora parliamo un po’ di diverse cose e rimaniamo insieme nel mentre cercherò di rispondere a questa domanda essenziale. Cominciamo in modo generale con l’assumere che la caratteristica principale dell’età apostolica è l’elemento miracoloso. E credo che sia un’ipotesi corretta. Dicono che l’elemento miracoloso dell’età apostolica deve essere la norma per ogni epoca. Ebbene, guardiamo alla Bibbia e scopriamo un po’ il perché e com’è che Dio ha usato i miracoli. I miracoli nella Bibbia si sono verificati solamente in tre grandi periodi di tempo: il tempo di Mosè e di Giosuè, il tempo di Elia ed Eliseo ed il tempo di Cristo e degli apostoli. Ognuno di quei periodi corrisponde a qualcosa di meno di 100 anni in tutta la storia dell’umanità. Ed è stato in quei tre brevi periodi di tempo, e solamente in quelli, che i miracoli proliferarono, che i miracoli erano la norma, che i miracoli erano in abbondanza. Ora, Dio può intervenire nel flusso della vita umana in modo soprannaturale quando vuole, non lo stiamo limitando; stiamo semplicemente dicendo che ha scelto di limitarsi a sè, in larga misura, a quei tre periodi di tempo.
E ci sono quattro elementi in tutti i miracoli che ci aiutano a capire il perché. Quattro scopi per i miracoli, che s’intrecciano tra loro, e vedrete quanto sarà utile quando li avremo completati tutti. Numero uno: quando c’è un’epoca miracolosa, che sia l’epoca mosaica, o l’epoca profetica di Elia ed Eliseo, o l’epoca apostolica del Nuovo Testamento, la prima ragione era quella d’introdurre una nuova epoca di rivelazione. Per introdurre una nuova era di rivelazione. Dio sta parlando e pronunciando la sua rivelazione. I miracoli, per esempio, che circondano la vita di Mosè, erano quelli che dovevano confermare il fatto che Dio stava parlando. Era al tempo di Mosè, per esempio, che furono scritti i primi cinque libri della Bibbia. Nulla era stato scritto prima di quelli inclusi nel canone. Forse il libro di Giobbe è antecedente, non lo sappiamo ancora. Ma Mosè scrisse sostanzialmente la prima grande composizione della Scrittura. Fu al tempo di Mosè che Dio introdusse la legge, i dieci comandamenti, la nuova nazione d’Israele, il tabernacolo, i sacrifici, il sacerdozio e tutta la rivelazione mosaica. Dio stava dando rivelazione. E, per accompagnare quella rivelazione con argomenti convincenti, Dio la accompagnò con i miracoli.
In secondo luogo, abbiamo il periodo di Elia ed Eliseo. E lì c’è stata una rinascita dell’ufficio profetico. Sotto Mosè, Dio diede la legge, e da Elia ed Eliseo fu data la voce profetica, e l’Antico Testamento è composto dalla legge ed i profeti. E quindi, quando Dio porta la rivelazione attraverso i suoi profeti, la accompagna con alcune cose miracolose e quindi, sia la legge che i profeti furono attestati da miracoli.
Ed infine, dopo aver riassunto l’Antico Testamento, Dio diede il Nuovo Testamento, tutto in un unico periodo di tempo dal tempo di Cristo, circa dal 30 al 96, alla fine dell’ultimo libro, in quel breve periodo in quegli anni, è stato dato tutto il Nuovo Testamento, e anch’esso è stato accompagnato da prodigi e miracoli.
Quindi, tre grandi periodi di miracoli, tre grandi periodi di storia rivelativa dove Dio diede nuove rivelazioni. I miracoli furono utili nell’introdurre una nuova epoca di rivelazione. In secondo luogo, per autenticare i messaggeri di quella stessa rivelazione. Per autenticare i messaggeri di quella stessa rivelazione. Se Dio si è impegnato a dare una nuova rivelazione, Satana si è impegnato a confondere la questione inserendo altre persone che dicono cose diverse, e così Dio si adegua a quello assicurandosi che sia chiaro chi erano i suoi oratori, dando loro capacità miracolose. Quindi: Mosè e Giosuè, Elia ed Eliseo, Cristo e gli apostoli avevano tutti la capacità di compiere determinati segni e prodigi, e quei segni e prodigi avevano lo scopo di convincere le persone che ascoltavano che questi, erano di fatto i messaggeri della nuova era.
Ora guardate al capitolo 4 di Esodo perchè voglio mostrarvi un’illustrazione. Esodo capitolo 4, e voglio che guardiamo a circa nove versetti, perché penso che vi aiuterà a capire quello che sto dicendo. Dio sta autenticando i messaggeri della nuova rivelazione. Versetto 1, Esodo 4: “Mosè rispose e disse: «Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno: “Il Signore non ti è apparso”, sta dicendo: “Ok, ora andrò dal popolo d’Israele e gli dirò che ho visto Dio in un pruno ardente; gli dirò che Dio mi ha detto di condurli fuori dall’Egitto e loro mi diranno: “Chi sei tu, amico?” Perché dovremmo mai crederti? Potrebbero dire: “Ehi, non lo sappiamo mica! Come facciamo a sapere che il Signore ti è apparso?” Va bene? “Il Signore gli disse: «Che cos’è quello che hai in mano?» Egli rispose: «Un bastone». Il Signore disse: «Gettalo a terra». Egli lo gettò a terra ed esso diventò un serpente; Mosè fuggí davanti a quello. Allora il Signore disse a Mosè: «Stendi la tua mano e prendilo per la coda». Egli stese la mano, lo prese ed esso ritornò un bastone nella sua mano. «Farai questo», disse il Signore,
«affinché credano che il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe ti è apparso»“. In altre parole, Mosè, potrai compiere prodigi affinché il popolo saprà che sei il mio messaggero e che stai portando la mia parola; va bene? Versetto 6: “Il Signore gli disse ancora: «Mettiti la mano nel petto». Egli si mise la mano nel petto; e, quando la tirò fuori, ecco che la mano era *lebbrosa, bianca come la neve. Il Signore gli disse: «Rimettiti la mano nel petto». Egli si rimise la mano nel petto; e, quando la tirò fuori, ecco che era ritornata come il resto della sua carne. «Avverrà», disse il Signore, «che, se non ti crederanno e non daranno ascolto alla testimonianza del primo segno, crederanno a quella del secondo segno. Se non crederanno neppure a questi due segni e non ubbidiranno alla tua voce, tu prenderai dell’acqua del Fiume, la verserai sull’asciutto, e l’acqua che avrai presa dal Fiume diventerà – cosa? – sangue sull’asciutto»“, e Dio dovette persino spingersi tanto in Egitto, non è vero?
Ma vedete, Egli stava dando a Mosè la capacità di autenticarsi come messaggero della nuova rivelazione. Ora, quando si arriva ad Elia ed Eliseo, si vede la stessa cosa. E vi darò solo un’illustrazione, e potrebbero essercene molte altre, ma 1 Re 17:24. In 1 Re 17:24, Elia aveva appena compiuto la guarigione di un figlio morto, il figlio della vedova. Porta il piccolo di sopra, lo consegna alla madre e gli disse: “Vedi? Tuo figlio vive”, ora, 1 Re 17:24, guardate qui, “Allora la donna disse a Elia: «Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio, e che la parola del Signore, che è nella tua bocca, è – cosa? – verit໓.
Ora vedete? Dio sta autenticando l’ufficio profetico di Elia come colui che stava parla la sua nuova rivelazione. Ora, quando si arriva al Nuovo Testamento la stessa cosa vale, Giovanni 10:25. Il primo portatore della nuova rivelazione, il Signore Gesù Cristo stesso, Giovanni 10:25: “Gesù rispose loro: “Ve l’ho detto e non avete creduto”, ora ascoltate qui, “Le opere che io compio nel nome del Padre mio testimoniano di me”, in altre parole, Gesù era autenticato da segni. E quando Pietro si alza a Pentecoste, in Atti 2:22, dice che è Gesù di Nazaret che era stato confermato o autenticato dal Padre tramite segni e prodigi che furono fatti da Lui. E lo stesso vale per gli apostoli, in Atti 14:3 ci viene detto che “Dio ha testimoniato la predicazione degli apostoli con segni e prodigi”, e quindi Dio autenticò il messaggero della nuova rivelazione al tempo di Mosè, il messaggero della rivelazione al tempo di Eliseo ed Elia, ed i messaggeri della rivelazione al tempo del Nuovo Testamento. Quindi i miracoli avevano lo scopo di dichiarare che la nuova rivelazione era stata data e di mostrare chi erano i messaggeri di tale rivelazione.
In terzo luogo, i miracoli avevano lo scopo di autenticare, numero tre, il messaggio che veniva proclamato: per dimostrare che si trattava di un periodo di nuova rivelazione, che quello era il messaggero e che, in terzo luogo, quello era il messaggio. Tre periodi di ampia rivelazione nel passato: Il tempo di Mosè, al tempo di Giosuè, il tempo dei profeti e nel Nuovo Testamento. Ed ogni volta il nuovo messaggio fu convalidato da miracoli, per dimostrare che era da Dio che quelli erano i messaggeri di Dio e che Dio stava parlando.
Ora poi c’era un quarto elemento, ovvero, che i miracoli, come scopo, dovevano richiamare l’attenzione di coloro che avrebbero ascoltato la nuova rivelazione. Nuova rivelazione fu data, i messaggeri erano presentati, il messaggio affermato e qui c’è la risposta, questo è quello che dovete fare. Ad esempio, i miracoli in Egitto furono compiuti da Mosè e avevano l’intenzione d’istruire due gruppi di persone, due gruppi di persone.
Prendete la vostra Bibbia e guardate ad Esodo capitolo 6, Esodo capitolo 6, versetto 6. Ora, in Esodo 7, Dio dà inizio alle piaghe, ai miracoli meravigliosi della natura, “Perciò – Esodo 6:6 – dite ai figli d’Israele: “Io sono il Signore”. Ora, l’avrebbe potuto dire e loro avrebbero potuto rispondere: “Sì, l’abbiamo sentito dire per 400 anni, ma cosa ci facciamo in Egitto?” È un bel messaggio, ma sembra che il nostro Dio sia un po’ impotente e che gli dèi egiziani siano un po’ più forti, perché non sembra che riusciamo ad andarcene da qui, quindi: ““Io sono il Signore; quindi vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitú e vi salverò con braccio steso e con grandi atti di giudizio. Vi prenderò come mio popolo, sarò vostro Dio e voi conoscerete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani”.
In altre parole, nel versetto 6 dice: “Ditegli che lo farò”, e nel versetto 7 digli che lo sapranno tra poco, perchè? Perché i miracoli avevano indicato a quello che Dio aveva fatto e li aveva convinti. Non avevano alcun dubbio quando cominciarono a vedere quello che Dio stava facendo. E così, i miracoli dovevano chiamare i figli d’Israele. Il popolo credente a credere alla verità, perché anche loro avevano dei dubbi. Ma il secondo gruppo, Esodo 7:17, e qui Mosè sta parlando al Faraone e dice: “Cosí dice il Signore: Da questo saprai che io sono il Signore”. In altre parole, “Faraone, tu saprai che sono il Signore”, ed “ecco, io percoterò col bastone che ho in mano le acque che sono nel Fiume, ed esse saranno cambiate in sangue”.
Ora, notate qui il secondo gruppo, il faraone e gli egiziani, i pagani. In Esodo 8:19 dice la stessa cosa: “Il mago disse al faraone: “Questo è il dito di Dio”, questo è il dito di Dio ed egli non gli diede retta come aveva detto il Signore”. Quindi di cosa stiamo parlando? I miracoli servivano al proposito di introdurre periodi di nuova rivelazione per attestare il messaggero, per attestare il messaggio e per istruire sia il popolo credente che quello non credente sul fatto che si trattava della Parola di Dio. I miracoli di Elia ed Eliseo fecero la stessa cosa.
Alla donna credente come la vedova di 1 Re 17:24, il miracolo era convincente. In 1 Re 18:36: “All’ora in cui si offriva l’offerta, il profeta Elia si avvicinò e disse: «Signore, Dio d’Abraamo, d’Isacco e d’Israele, fà che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo”, e poi sapete cosa fece Dio? Dio mandò del fuoco dal cielo ed incendiò le pietre, l’altare e l’acqua e distrusse i sacerdoti di Baal, giusto?
Quindi, nel caso di Mosè abbiamo miracoli per dimostrare al popolo credente, miracoli per dimostrare ai non credenti che Dio stava parlando. Al tempo di Elia, miracoli per le persone credenti, come la vedova. Miracoli al popolo non credente per dimostrare che Dio stava parlando! Quando si arriva al Nuovo Testamento, la stessa identica cosa. Guardate a Giovanni 20:30, e in Giovanni 20:30 si dice: “E molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli”, questo è importante e non sono scritti nel libro.
Ora ascoltate, Gesù fece dei segni in presenza dei suoi discepoli. In altre parole, voleva che il popolo credente sapesse che quella era un’epoca di rivelazione, che Lui stava parlando. Ma guardate al versetto 31: “E queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e credendo, che abbiate vita per mezzo del suo nome”, sono state scritte anche affinchè gli increduli possano diventare credenti, vedete? Quindi, in tutti i casi, i miracoli di Mosè, prima di tutto servirono a convincere i figli di Israele che il loro Dio era più potente degli dèi dell’Egitto. In secondo luogo, per convincere il faraone e gli egiziani dell’inutilità di adorare i loro dei.
Infatti, se studiaste Esodo 7:12, notereste una cosa molto interessante. Ovvero che ogni singola piaga è diretta proprio ad ogni dio egiziano specifico in contrasto alla sua falsità. Il dio del Nilo fu distrutto quando il fiume si trasformò in sangue, e come lui anche il dio del sole fu attaccato. E così via. In Egitto si adoravano le rane e Dio si occupò anche di quel dio con la proliferazione delle rane. Ogni piaga era diretta contro uno degli dèi egiziani. Così, Egli stava mostrando sia agli israeliti che il loro Dio era superiore che ai pagani. Al tempo di Elia ed Eliseo si verificò la stessa cosa. Convincere il popolo di Dio a tornare a Dio ed ai pagani ad ascoltare la nuova rivelazione di Dio. Il tempo di Cristo e degli apostoli per confermare la fede di coloro che già credevano e per rendere inescusabili coloro che non credevano.
Giusto un paio di altri passaggi su quest’ultimo punto da aggiungere alla vostra riflessione. Atti 5:12, “Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone. Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro; il popolo però li esaltava. E sempre di piú si aggiungevano uomini e donne in gran numero”. Dio diede loro la capacità di compiere segni e prodigi, e la gente udì, e la gente credette, e la gente fu aggiunta alla chiesa”. Ora, miei cari, quelle sono state le uniche volte nella storia del piano redentivo di Dio in cui i miracoli erano cosa standard. E quando la legge, i profeti e il Nuovo Testamento sono stati completati, la rivelazione di Dio è terminata: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio”, Dio ha parlato due volte, con la legge, i profeti e con suo Figlio, nel Nuovo Testamento e quelle due cose si uniscono per formare la Parola di Dio completa.
E credetemi, con tutti quei miracoli, Dio ha autenticato questo libro, non è vero? E non ha bisogno di riautenticarlo. Ora, se capireste che quella è l’intenzione dei miracoli, allora capireste che oggi non c’è motivo di avere una proliferazione di miracoli, come dicono queste persone, che tutti hanno il proprio miracolo, come il libro scritto da Pat Boone che disse: “Un miracolo al giorno tiene lontano il diavolo”, in cui si susseguono miracoli su miracoli, quando invece, capite che sono stati usati da Dio tre volte nella storia, in periodi inferiori ai 100 anni, per autenticare una nuova rivelazione.
E almeno i carismatici di oggi sono coerenti se ammettono i miracoli, allora ammettono anche la nuova rivelazione, ma il problema è che entrambi si sbagliano. Abbiamo cercato di mettere in evidenza l’errore di permettere nuova rivelazione negli ultimi mesi di studio. A cos’è che ci chiama Dio in quest’era? Qual è l’ordine di questa epoca? Guardate Giovanni 20:29: “Gesù gli disse: “Gesú gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»“, in altre parole, Gesù sta dicendo che “non sarà più così, Tommaso, sarà diverso. Ci sarà un altro modo. Non saranno più i veggenti e i credenti, ma coloro che non hanno visto. E Paolo la mette in questo modo in 2 Corinzi 5:7, disse: “Camminiamo – come? – per fede e non per vista”, e quello è l’ordine del nuovo giorno. E Pietro dice: “Pur non avendo visto, lo amiamo”.
Oggi non andiamo in giro a cercare miracoli, perché i miracoli avevano uno scopo unico, quello di autenticare la rivelazione, i suoi messaggeri, il suo messaggio, e quello d’istruire coloro che lo sentirono per portarli a rispondergli e non fu data alcuna nuova rivelazione e non siamo stati chiamati a ricercare miracoli per autenticare parole già autenticate, ma siamo stati chiamati a credere per fede che questa è di fatto la Parola di Dio e a rispondergli.
Ora lasciatemi fare un passo avanti nello sviluppo dell’unicità dell’era apostolica parlando degli apostoli stessi. Gli scrittori del Nuovo Testamento, come abbiamo visto nei nostri studi passati, erano gli apostoli ed i loro collaboratori stretti. Erano completamente unici, la loro epoca era unica perché c’è un solamente un Nuovo Testamento ed è stato scritto una volta sola e non c’è nulla da aggiungergli ad esso. Apocalisse 22:18 lo afferma chiaramente: che non si può aggiungere alla Bibbia; nulla nelle Scritture indica che le cose che accadevano ai tempi dovrebbero accadere ancora oggi, che le cose che succedevano agli scrittori della Bibbia dovrebbero succedere anche a noi perchè quello era un periodo molto particolare. Infatti, la Bibbia indica proprio quello. Lo sapevate che in tutto il Nuovo Testamento, riguardo allo Spirito Santo, Paolo dà solamente quattro comandi? Solo quattro! “Non spegnete, non rattristatelo, camminate e pregate nello Spirito Santo, ed è tutto lì e poi c’è un’altra illusione: “siate ricolmi”, non dice nulla sul ricercare miracoli o una qualsiasi altra manifestazione dello Spirito, “Non rattristatelo, non spegnetelo, camminate e pregate nello Spirito Santo”, il che significa, pregate coerentemente con la Sua volontà, eppure, i carismatici credono che gli elementi spettacolari e miracolosi siano stati dati per l’edificazione, e che debbano continuare anche al giorno d’oggi e chiaramente la Parola di Dio dice, prendete per esempio le lingue, 1 Corinzi 14:22, “Le lingue sono per segno non a coloro che credono, ma a quelli che non credono”, non erano mai intese per l’edificazione, e lo vedremo quando arriveremo al 14° capitolo. Tutti questi miracoli, incluse le lingue ed il resto, erano segni per autenticare un’era di nuova rivelazione. Quando la rivelazione cessò, anche i segni cessarono con lei. B.B. Warfield, un grande teologo riformatore di 75 anni fa, scrisse, e la sua parola è ferma perchè erano uno studioso di rispetto, infatti quando scrisse nessuno lo contestò perché scrisse prima del Pentecostalesimo moderno, ma disse questo, e cito: “I miracoli non appaiono sulla pagina della Scrittura vagamente, qui là ed altrove indifferentemente senza una ragione specifica. Appartengono ai periodi di rivelazione ed appaiono solo quando Dio parla al Suo popolo tramite dei messaggeri accreditati dichiarando loro i Suoi scopi di grazia. Li si trovano in abbondanza nella chiesa apostolica come il segno della ricchezza dell’epoca apostolica di rivelazione. E quando quel periodo di rivelazione si concluse, il periodo del miracoloso terminò con esso come una mera questione di corso”, fine della citazione, ed aveva ragione. Joel Gerlach, che è un luterano e scrisse in un articolo della quaterna Luterana del Wisconsin, nell’ottobre del 1973, scrisse un articolo intitolato “Glossolalia” disse: “La glossolalia fu data principalmente a scopo evidenziale: per autenticare e sostenere certi aspetti della verità di Dio. Tale scopo è sempre distorto da coloro che spostano l’enfasi dall’oggettività del segno ad un’esperienza soggettiva”, fine della citazione. I doni di segni, miei cari, furono dati per autenticare la nuova rivelazione. Guardate Marco 16:20, torniamo a Marco 16:20, eravamo lì un pochino la scorsa settimana quando abbiamo parlato dei serpenti e del veleno, ma torniamoci assumendo che Marco 16 dal 9 al 20 siano parte del canone e che siano autorevoli. Voglio che notiate qualcosa di interessante qui. Versetto 14, “Poi apparve agli undici”, ora sappiamo a chi sta parlando, sta parlando agli undici, meno Giuda, ovviamente. Ed il resto di quello che dice è per loro, versetto 19: “Il Signore Gesú dunque, dopo aver loro parlato”, ed il “loro” si riferisce ancora agli undici, “fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono”... ora prestate attenzione qui: “a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano”, in altre parole, è chiaro come il giorno che i questi segni, furono dati agli undici per confermare la loro proclamazione della Parola di Dio, esistevano per quello!
Guardate Atti 2:22. In Atti 2:22, dice: “«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole!” Ve l’ho citato pocanzi, “Gesú il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi”, e com’è che Dio approvò Cristo? Tramite “opere potenti, prodigi e segni”, Dio accredita Cristo. In Marco 16, Dio accredita gli apostoli.
Ora, voglio che guardiate Atti 7, al messaggio di Stefano, e vi mostrerò una dichiarazione interessante, ok? Atti 7:36, parlando di Mosè, Stefano disse: “Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nel paese d’Egitto, nel mar Rosso e nel deserto per quarant’anni. Questi è il Mosè che disse ai figli d’Israele: “Dio vi susciterà, tra i vostri fratelli, un profeta come me”. Questi è colui che nell’assemblea del deserto fu con l’angelo che gli parlava sul monte Sinai e con i nostri padri, e che ricevette parole di vita da trasmettere a noi”, ora notate, Mosè ed i suoi segni sono legati agli oracoli viventi. Dio attesta il Suo messaggero quando gli da nuova rivelazione, che sia Mosè, i profeti, Cristo, o gli apostoli. Cosa molto essenziale, gente, cosa che dovete tenere ben a mente. I miracoli non sono cose che sono sparpagliate nel corso di tutta la storia dell’economia di Dio. Sono quelle cose per confermarono i Suoi messaggeri rivelatori.
Seguitemi ad Ebrei 2:3 e 4, che abbiamo visto sotto vari punti di vista ma che dobbiamo approcciare di nuovo a causa dell’essenzialità di quello che dice. Ebrei 2:3 dice: “Come scamperemo”, e qui l’autore sta scrivendo ad un gruppo di ebrei, e gli dice: “Come scamperemo, se trascuriamo una così grande salvezza?” Ora, quella è una grande verità, come possiamo scampare se trascuriamo la salvezza? Non possiamo! Poi discute il tema della salvezza: “Questa, dopo essere stata annunziata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito”, ora, il Signore e gli apostoli. Gli apostoli erano coloro che erano associati a Cristo, quindi qui c’è una congregazione di seconda generazione ebraica che sta dicendo di aver ricevuto il vangelo della prima generazione e: “mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo”, non rendendoci testimonianza, quello è un Aoristo del passato prossimo che è avvenuto nel passato. Il participio deve identificarsi contemporaneamente con il verbo principale, perchè anch’esso è passato, ed a loro è stato confermato e quindi anche a noi dai miracoli, i doni ed i segni che l’accompagnarono, e quindi questa è ancora un’altro commento biblico chiaro, sul fatto che i miracoli, le opere potenti ed i dsegni dei doni dello Spirito Santo erano doni di conferma che furono dati agli apostoli della prima generazione, che erano i messaggeri di nuova rivelazione, proprio come nel caso di Elia, Eliseo e Mosè.
Per cui, Warfield dice nel suo libro, “Miracoli contraffatti”, così come Abraham Kuyper lo esprime figurativamente: “Non è stata la via di Dio quella di comunicare a ciascun uomo una propria riserva unica di conoscenza divina per soddisfare le sue esigenze. Ma, piuttosto ha steso una tavola per tutti ed ha invitato tutti a venire ed a partecipare alla ricchezza del grande banchetto. Egli ha dato al mondo una rivelazione organicamente completa adatta a tutti, sufficiente per tutti, provveduta per tutti. E da quell’unica rivelazione completa, richiede a ciascuno di trarre il suo intero sostentamento spirituale. Pertanto, l’operare miracoli che non è altro che il segno del potere rivelatore di Dio, non si può aspettare che continui dopo che la rivelazione che dovrebbe accompagnare è già stata completata”, fine della citazione. Tutto quello per dire: non si possono avere miracoli senza rivelazione.
I carismatici dicono che Dio vuole fare un miracolo speciale per tutti. E li si sente dire spesso cose del genere: “Dio ha un miracolo speciale proprio per te”. Jack Nemeth ha fatto alcune ricerche su questo tema nelle ultime due settimane ed ha preso ogni singolo miracolo presente nei Vangeli, e la sua conclusione, prendendoli tutti e facendone un grafico dimostrò che nessuno di essi è mai stato fatto privatamente, mai! Dio non fa miracoli privati perchè sono inutili. Servono solo per autenticare la nuova rivelazione e la nuova rivelazione non è mai un problema privato. Ma, per lo meno sono coerenti con il loro errore nel dire che se si vogliono avere miracoli, bisogna anche avere nuova rivelazione. E se si vuole avere nuova rivelazione ci devono anche essere i messaggeri della rivelazione stess, gli apostoli; e quindi i carismatici di oggi credono che ci sia nuova rivelazione, apostoli e miracoli. Infatti, uno di loro mi ha persino detto recentemente che io ero un apostolo; al quale dissi: “chi, io?” E poi dissi: “non sono un apostolo” e lui disse: “sì, sei un apostolo dato alla chiesa per questa epoca”, non io, io ho la mia definizione molto chiaramente delineata in Efesini 4, sono un pastore insegnante, e anche nelle epistole pastorali dove viene affermato che sono un anziano, un vescovo o un presbitero. Che significano tutte la stessa cosa, ma non sono un apostolo. Gli apostoli erano speciali, per un tempo speciale. Le credenziali, l’autorità dei primi predicatori del cristianesimo non avevano bisogno di continua ripetizione. Un’epoca di miracoli pienamente autenticata e sufficiente per stabilire l’origine divina del messaggio, ed il messaggio è ricongiunto, e sufficiente per soddisfare ogni bisogno così che oggi, lo Spirito Santo non dice, cercate i miracoli. Paolo non dice mica ricerca la manifestazione dello Spirito, ricerca i segni e le opere potenti, dice solamente, sforzatevi di camminare in esso e nell’energia dello Spirito. E lo sovrappone in parallelo al: “Far si che la Parola di Cristo dimori abbondantemente in noi”.
E Paolo lo esprime in questo modo e penso che sia appropriato vederlo in questo momento, in 2 Timoteo 3:15, ricorda a Timoteo questo, “Che fin da bambino hai conosciuto le Sacre Scritture”, ora ascoltate qui, “che son in grado di renderti saggio per la salvezza. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”, quindi di cosa abbiamo bisogno per essere saggio per la salvezza? Delle Sacre Scritture. Di cosa abbiamo bisogno per essere perfetti? Delle Sacre Scritture. Di cosa abbiamo bisogno per essere completamente equipaggiati? Delle Sacre Scritture. Di cosa abbiamo bisogno per compiere ogni opera buona? Delle Sacre Scritture, quindi di cosa abbiamo bisogno? Delle Sacre Scritture, tutto lì.
In Romani 15, versetto 4, “Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato”, cioè la Parola di Dio, “fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza”, se vogliamo speranza, se vogliamo un’ancora, se vogliamo qualcosa che ci porti nel mondo, non ci serve mica un miracolo, ci servono le Scritture. Nel capitolo 1 di Apocalisse, e Apocalisse incidentalmente parlando, essendo un libro pieno di visioni, meraviglie, segni e tutto il resto, sarebbe il posto perfetto per dire: “ora, voi dovreste cercare lo stesso tipo di cose che vide Giovanni qui”, ma guardate un po’ a cosa dice: “Beato chi legge e beati quelli che ascoltano le parole di questa profezia e fanno tesoro delle cose che vi sono scritte”, non dice: “ricercate queste stesse esperienze, dice solamente, leggete, imparate ed obbedite. Ed in Giacomo capitolo 1, versetto 25, lo stesso accento viene posto e dice: “Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare”, e qual è questa legge perfetta della libertà? È la Parola di Dio. E chiunque guarda attentamente in essa sarà un uomo perfetto e le sue opere saranno benedette.
Non hai bisogno di un numero infinito di miracoli autenticanti per autenticare una Scrittura già autenticata. Non abbiamo bisogno di più di due o tre testimoni per confermare qualcosa. Abbiamo solo bisogno di avere un processo una sola volta e dopo che la decisione è fatta: “questa è la Parola di Dio”, è fatta e non ha bisogno di andare di nuovo in tribunale. E se Dio facesse miracoli al giorno d’oggi come li fece nel periodo apostolico, allora o si potrebbe dire che ha fatto un pessimo lavoro d’autenticazione della Scrittura, o ci sta dando nuova rivelazione ma entrambe sono impossibili! Il periodo della nuova rivelazione e gli apostoli sono connessi inestricabilmente.
Guardate 2 Corinzi 12 per un momento, al versetto 11, “Sono diventato pazzo”, dice, “siete voi che mi ci avete costretto”, in altre parole, Paolo sta dicendo: “devo continuare a difendere il mio apostolato, devo continuare a dirvi che sono un apostolo e devo pure provarvelo. E poi dice, “perché in nulla sono stato da meno di quei sommi apostoli”, “Ascoltate, io non son neanche un minimo di quegli apostoli, anche se so che personalmente non sono niente, ufficialmente, sono tanto quanto il sommo degli apostoli”, e per provarlo, dice: “Certo, i segni dell’apostolo sono stati compiuti tra di voi, in una pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti”, ora, ascoltate lì, potrebbe esser più chiaro di così? Dice guardate! “Questi segni, questi prodifi questi miracoli sono i segni di cosa? Di un Apostolo”.
Ora prestate attenzione, pensiamoci su, ok? Paolo sta cercando di provare di essere un apostolo e glielo dimostra facendo “miracoli, prodigi ed opere potenti”, se quel tipo di cose fossero comuni a tutti i cristiani, sarebbe un modo stupido di provare di esser un apostolo, giusto? Non proverebbe nulla. Ma, erano opere uniche a loro, vedete, gli apostoli avevano questo potere miracoloso come messaggeri della Parola di Dio, e come loro, anche altri che erano strettamente associati a loro, che erano stati commissionati da loro stessi, ma la cosa non andò mai oltre.
Infatti, vi dirò una verità sorprendente, qualcosa che non dovreste mai dimenticare. Dopo la Pentecoste, dopo la Pentecoste, nessun miracolo, dopo la nascita della chiesa, nessun miracolo è mai avvenuto in tutto il Nuovo Testamento, eccetto in presenza di un apostolo o di uno direttamente commissionato da un apostolo. Nel caso di Stefano e Filippo, entrambi furono nominati e commissionati in Atti 6 dagli apostoli stessi. Non avvennero mai tra tutto il popolo, proprio per niente. Non ci fu nessun miracolo dopo la Pentecoste se non in presenza di un apostolo o di uno direttamente mandato da un apostolo, come nel caso di Filippo e di Stefano. Infatti, anche la concessione miracolosa dello Spirito Santo in Samaria a Cornelio come Gentile, ed ai seguaci di Giovanni il Battista in Atti 19, nessuna di quelle cose miracolose, delle lingue, potevano avvenire finchè chi venen ed era presente? Gli apostoli, perché quelle cose erano specificamente legate a loro. Erano “i segni dell’apostolo”.
Ora la persona carismatica direbbe: “bene, allora dobbiamo per forza di cosa avere apostoli al giorno d’oggi”, abbiamo ancora apostoli. E la mia risposta a quello è: “no, non li abbiamo. E vi posso dare sei motivi in sostegno, sei motivi veloci, al giorno d’oggi non possiamo aver apostoli per sei ragioni: numero uno, la chiesa è stata fondata su di loro. Efesini 2:20: “il fondamento della chiesa sono gli apostoli ed i profeti”, Charles Smith del seminario Grace, dice che dal testo greco, l’interpretazione migliore a suo giudizio sarebbe gli apostoli profeti, che non sono qualcosa di diverso, ma che sono la stessa cosa, e che l’apostolo parla dell’ufficio, ed il profeta parla della funzione. Gli apostoli profeti, ma che lo siano o no, il punto è che gli apostoli sono designati come il fondamento della chiesa. Non si deve esser un genio per sapere che in una metafora del genere, quando si costruisce un edificio, le fondamenta si mettono in basso, e non si ripetono più, non si continuano a stabilire le fondamenta all’infinito, erano il fondamento della chiesa.
Seconda ragione: un apostolo doveva essere testimone oculare di cosa? Della resurrezione, Atti 1:22. Dovevano essere testimoni della resurrezione. E quando Paolo vuole provare il suo apostolato in 1 Corinzi 9:1, dice, “Non sono io un apostolo? Non ho io visto il Signore?” E nel 15, dice che il Signore apparve a tal dei tali, a tal dei tali e tal dei tali ed infinie, mi è apparso anche a me. Oserei dire al giorno d’oggi che non ci sono persone che hanno visto personalmente il Signore risorto, ma, mi affretterei ad aggiungere anche che alcuni carismatici affermerebbero una cosa tale; ma vedete, Pietro disse: “Il quale, non avendolo visto, lo amiamo”; e “beati coloro che credono senza averlo visto”, questa è l’era del non-visto, è l’era della fede, non della visione. Quindi l’apostolo era il fondamento della chiesa, era il testimone oculare della resurrezione.
Ed in terzo punto, l’apostolo era scelto direttamente e verbalmente da Gesù Cristo. In Matteo capitolo 10, è molto chiaro chi fossero gli apostoli, non poteva esser più chiaro, li chiamò, “i dodici discepoli”, diede loro potere, ed i nomi dei dodici apostoli sono questi, e poi li nomina. Questa è la prima volta che furono chiamati apostoli. Dice, dodici di voi, venite qui, ora siete, bang, “gli apostoli”, e li nomina. In Luca 6:13, dice, “I dodici che Egli chiamò apostoli”, erano coloro che furono scelti specificamente da Cristo. Potete certamente aggiungere alle fila, l’apostolo Paolo, e forse Mattia di Atti, ma dovevano essere scelti specificamente da Cristo. Erano i Suoi agenti autorizzati. La parola ebraica che Gesù avrebbe potuto usare quando li chiamò apostoli, se avesse parlato in ebraico piuttosto che in aramaico, e non sappiamo quale, ma se avesse parlato in ebraico, avrebbe detto sheliach. E la parola ebraica, sheliach, disse il Rabbino che “La sheliach di un uomo è come l’uomo stesso”, è il rappresentante che si trova con piena autorità e può agire per conto di un altro ed in termini legali si potrebbe chiamare, procuratore. Sono i procuratori di Gesù, nominati da Lui, agenti speciali così che poterono dire: “nel nome di Gesù di Nazaret alzati e cammina”. Erano gli agenti autoritativi originali. Erano gli agenti originali della rivelazione. Erano gli apostoli del Signore. Sì, nel Nuovo Testamento, altri vengono chiamati “apostoli”, ma se controllate 2 Corinzi 8:23, li chiama “gli apostoli della chiesa”, è una cosa essere un apostolo del Signore mandato direttamente da Lui; un’altra cosa è essere “un apostolo della chiesa”, qualcuno mandato.
Ed incidentalmente, mi affretto ad aggiungere: non sono mai stati registrati miracoli fatti dagli apostoli delle chiese. Quindi i dodici, più Paolo, hanno una commissione non trasferibile per insegnare dottrina rivelatoria e per fondare la chiesa, e quando parla del futuro della chiesa, delle pastorali, e di come la chiesa dovrebbe esser organizzata, si parla di vescovi, presbiteri, anziani, pastori, diaconi e diaconesse, ma non parla mai di apostoli. Quindi le prime tre ragioni per cui non ci possono essere apostoli al giorno d’oggi è perché: erano il fondamento della chiesa, che è già stata stabilita. In secondo luogo, erano testimoni speciali della resurrezione; ed in terzo luogo, erano gli agenti autorizzati di Cristo.
In quarto luogo, e l’abbiamo già visto quindi mi limiterò a ripeterlo, ma erano autenticati da segni miracolosi. È folle dire che io sia un apostolo della chiesa. Le persone non guariscono alla mia ombra, non guariscono, si coprono gli occhi dal sole, non ho i segni di un apostolo.
In quinto luogo, una quinta cosa che li distingue come unici è che avevano autorità assoluta. Avevano autorità assoluta. Non erano nemmeno come i profeti. Vi ricordate che quando un profeta dell’epoca Neo-Testamentaria parlava in 1 Corinzi 14, ci viene detto: “Quando i profeti parlano, fate si che lo spirito dei profeti sia soggetto ai profeti”, sapete, in altre parole, “voi avete la responsabilità di giudicare il loro messaggio”, ma quando parlavano gli Apostoli non c’era mica alcuna discussione. Erano gli agenti rivelatori di Dio. E Giuda 17 dice, “ricordate quello che fu detto dagli apostoli”. E Paolo dice, “Se qualcuno dice di essere profeta o spirituale, giudicatelo sulla base del fatto che dica o meno che le cose che io comando siano la Parola di Dio”, 1 Corinzi 14:37. Avevano un’autorità speciale.
E sesto, e questo per me è il colpo di grazia, hanno un posto unico eterno. E potremmo chiederci: “In che senso?” Lasciate che vi mostri, nella nuova Gerusalemme celeste, Giovanni nel capitolo 21 dell’Apocalisse sta guardando il cielo. E guardate un po’ cosa vede, “Le mura della città”, le mura fantastiche della nuova Gerusalemme, della città celeste, “avevano dodici fondamenti, e su quelli stavano”, cosa? “i nomi dei dodici apostoli”, sono unici per sempre e lo saranno per l’eternità sono intransferibili, non sono riproducibili. La rivelazione è terminata, gli apostoli sono finiti, i miracoli sono finiti fino alla prossima era quando Dio parlerà di nuovo nel Suo regno.
E la storia del secondo secolo della chiesa conferma questo fatto qui. Alva McClain dice, “Quando la chiesa apparirà nel secondo secolo, la situazione relativa ai miracoli sarà così diversa che ci sembrerà vivere in un altro mondo”, fine della citazione. Samuel Green “nell’Agenda della Storia della Chiesa” dice, e questo fu pubblicato nel 1913 a Londra, disse, “Quando emergiamo nel secondo secolo, ci troviamo in larga misura in un mondo diverso. L’autorità apostolica non era più nella comunità cristiana. I miracoli apostolici erano terminati e non possiamo dubitare che ci fosse stato uno scopo divino nel segnare così nettamente e definitivamente l’età dell’ispirazione e dei miracoli rispetto ai tempi successivi”.
Terminò tutto, la storia lo afferma, l’esegesi lo dice, la teologia lo ribadisce, e lo si può anche vedere nello studio del libro di Atti. In Atti 5, dice, “Tutti venivano guariti dagli apostoli”, 25 anni dopo, il più grande di tutti gli apostoli non poteva guarirsi da solo. E verso la fine della sua vita, disse a Timoteo di prendere un po’ di vino per le sue malattie frequenti. E più avanti, alla fine della sua vita, lasciò un suo caro amato fratello malato a Mileto, qualcosa era cambiato. Da tutti che venivano guariti a un sacco di persone malate alla fine del libro di Atti. Nei primi capitoli di Atti, la gente proclamava Cristo ovunque e nessuno moriva, e poi all’improvviso nel capitolo 7 Stefano muore, e nel capitolo 12 Giacomo, e qualcosa stava cambiando. Nelle prime pagine del libro di Atti, Gerusalemme è piena di miracoli, e dopo il martirio di Stefano non fu mai più registrato alcun miracolo nella città di Gerusalemme, qualcosa stava cambiando.
L’età apostolica era meravigliosamente unica e terminò. E quello che è accaduto allora non era normalità per ogni cristiano. La cosa normale per ogni cristiano è studiare la Parola di Dio, che è in grado di renderci saggi e perfetti; è il vivere per fede e non per visione.
Non mi disturba davvero quando Russell Bixler dice, “Molti cristiani hanno una fede che non lascia spazio ad un Gesù Cristo che è lo stesso ieri, oggi e per sempre. Sono piuttosto a loro agio con un Dio distante che non ha fatto nulla di significativo in 2.000 anni”, fine della citazione. Beh, Russell, Dio ha fatto cose significative in questi 2.000 anni e mi dispiace che non sei in grado di vederlo. E quando mi guardo intorno lo vedo fare ancora di più, non è vero?
Jerry Horner, professore associato di letteratura biblica all’Università di Oral Roberts, disse nella sua testimonianza, “Chi al mondo vorrebbe un Dio che ha perso tutto il suo slancio? Potrebbe Dio fare una cosa in un secolo e non in un altro? Ha Dio perso tutto il suo potere?” Fine della citazione; e Jerry, io ti rispondo dicendo che Dio non ha perso alcuno dei suoi poteri, ma non costringere Dio nella tua scatoletta. La Bibbia dice in Efesini 3:20, che c’è una promessa per quest’epoca ed è questa: “che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di piú di quel che domandiamo o pensiamo”, e non sarà quello che ha fatto nell’età apostolica, ma sarà meraviglioso perché è Dio e quello che fa è sempre meraviglioso.
Preghiamo. Grazie, Padre, per il nostro tempo questa mattina. Grazie per averci parlato con la tua parola. Aiutaci a realizzare, Signore, che dobbiamo solo portare tutto al testo per vedere se queste cose siano così. Rendici come i nobili Bereani che cercano le Scritture. Aiuta i nostri fratelli e sorelle, che forse hanno bisogno di fare questo un po’ di più per vedere la verità. Soprattutto, aiutaci ad essere amorevoli nel condividere queste cose. Grazie per averci riunito questa mattina per questo tempo, arricchendoci così tanto. Ti diamo lode nel nome di Gesù, che amiamo e serviamo. Amen.
FINE
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