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Bene, questa mattina, continueremo il nostro studio sulle questioni nel movimento carismatico e voglio prefare la cosa dicendo che sento che le cose che condivideremo questa mattina sono davvero vitali. Stiamo parlando di qualcosa di molto più ampio del movimento carismatico, ma stiamo parlando di una battaglia che la chiesa sta combattendo da molti anni a questa parte, per conto della sua stessa purezza. E sono molto preparato nel mio spirito, e sono molto eccitato ed incoraggiato nel mio spirito che questo è il messaggio che il Signore ha per noi.

Ci sono cristiani in tutta l'America ed in tutto il mondo che sono molto preoccupati per questa stessa questione, ed in queste ultime due settimane ho ricevuto alcune telefonate da alcuni evangelici di spicco che sono preoccupati per questa stessa questione che sta affrontando la chiesa. E quindi, questa mattina, c’immergeremo direttamente, continuando il nostro studio del movimento carismatico ed in particolare della questione dell'esperienza, la questione dell'esperienza.

E voglio che capiate che questo non è l'approccio normale, che di solito studiamo versetto per versetto e so che questo è il mio primo amore ed il vostro, ma sotto la direzione degli anziani e del mio stesso cuore, ho la grande convinzione che questo è quello che Dio vuole che facciamo adesso, affinché capiamo dove dobbiamo enfatizzare e rimanere fermi e resistere in un giorno in cui Satana vuole che la chiesa si disgreghi e perda la sua testimonianza. E quindi questa è una cosa vitale, ed è come preparare le truppe per la battaglia, quindi siate con noi in spirito e riflettete sulle cose che vi sto per dire questa mattina, non è l'approccio tipico all'insegnamento biblico; sarà più simile ad un – ad un’apologia o un discorso in difesa, ma spero che capirete che per questo periodo, questa è la cosa più necessaria in luce alla direzione dello Spirito di Dio.

Per cominciare, vorrei che prendiate la vostra Bibbia e guardaste 2 Pietro capitolo 1; 2 Pietro capitolo 1. E voglio usare questo testo come punto di partenza per illustrarvi il punto in questione, e poi voglio parlarne in dettaglio. In 2 Pietro capitolo 1, l'apostolo Pietro scrive a dei credenti e l’ enfasi principare di molto di quello che ha detto in 1 Pietro e 2 Pietro è il ritorno di Gesù Cristo. Così come il coro ha cantato questa mattina, "la meraviglia di tutto, Cristo viene per me", “Cristo tornerà”, e questa era una grande parte della predicazione di Pietro, il fatto che Cristo sarebbe tornato, che Cristo stava tornando, e voleva che le persone credessero davvero a tale realtà, voleva che le persone fossero convinte che fosse vero, che non fosse solo una sorta di fantasia, o una sorta di fiaba, o una sorta di favola, ma che Cristo sarebbe tornato. E quindi pone un forte accento su questo punto nel capitolo 1 versetto 16. Notate quello che dice: “Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesú Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà”

In altre parole, Pietro dice: “Guardate, quando ho proclamato la venuta di Cristo, non ho raccontato una favola; non ho presentato uno schema ingegnoso. Ascoltatemi io ero un testimone oculare della maestà della Seconda Venuta”, e voi avreste potuto dire: “Beh, ora aspetta un minuto, Pietro, com’è possibile? Tu hai vissuto anni fa quando lui non era ancora venuto, come puoi esser stato un testimone oculare della gloria della Sua Seconda Venuta? Della maestà della Sua Seconda Venuta?”

Continuate a leggere al versetto 17: “Egli, infatti, ricevette da Dio Padre onore e gloria quando la voce giunta a lui dalla magnifica gloria gli disse: «Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto»”, ora Pietro sta dicendo: “Qui ho intravisto la gloria della Sua Seconda Venuta, quando il Padre disse: «Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto»”, beh, e quand’è che lo disse, Pietro? Versetto 18: “E noi l'abbiamo udita questa voce che veniva dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo.”.

E ancora: “Quand’è che fu, Pietro?” Vi ricordate in Matteo capitolo 16 ed in Matteo capitolo 17, quando Gesù prese i suoi discepoli, Giacomo, Giovanni e Pietro, e salirono sul monte dove fu trasfigurato di fronte a loro, vi ricordate? La Bibbia dice che rotolò indietro la Sua carne e rivelò la gloria, ed essi lo videro nella gloria della Sua seconda venuta. Cristo nella gloria, e fu proprio un’immagine totale della Seconda Venuta proprio lì su quel monte. Per esempio, Mosè era lì presente, e Mosè era un simbolo dei redenti che morirono; ed Elia era lì come esempio dei redenti che furono stati glorificati o tramutati, e Pietro, Giacomo e Giovanni erano lì presenti in carne ed ossa come simbolo dell’Israele sulla terra al ritorno di Gesù e la moltitudine dei non rigenerati era ai piedi del monte. Non erano lì presenti e rappresentano i non salvati che non entreranno mai nella gloria della Sua seconda venuta.

Quindi, l’intero quadro era lì presente, la scena intera e Gesù stava dando a Pietro un assaggio della Sua gloria della Seconda Venuta; e quindi, Pietro dice: “Quando parlo della venuta di Cristo e della gloria della Sua seconda venuta, non sto raccontando fantasie, l’ho vista!” E potremmo dire: “Ma Pietro, John MacArthur ha detto che non bisogna basare la nostra teologia sull’esperienza”, e lui direbbe: “Lo so bene”, leggi il versetto 19: “Abbiamo inoltre la parola profetica piú salda”, Una parola profetica piú salda di cosa? Dell’esperienza. “Ascoltate, la mia esperienza è fantastica, è grandiosa, ma abbiamo una parola profetica piú salda, la parola della – cosa? – della profezia”, del pronunciamento, è il parlare di Dio che è la parola più salda”, ora, saltate al versetto 21 e lasciate che vi definisca la “profezia”: “infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”.

Pietro sta dicendo: “Ascoltatemi, la mia esperienza va bene, ma una parola più salda è la rivelazione di Dio, che fu pronunciata per mezzo di uomini santi mossi dallo Spirito Santo”. In altre parole, la rivelazione degli scrittori delle Scritture è più salda dell’esperienza di chiunque, persino di quella di Pietro, questo è il punto. E Pietro sta dicendo: “Non si può mai predicare la verità sulla base dell’esperienza, a meno che quell’esperienza non sia convalidata dalla Scrittura”. Quello è il suo punto, ed è un punto fondamentale, “Una parola più salda”, il che è conclusivo, è vitale, ed è un punto essenziale che ogni esperienza deve essere convalidata da una parola più salda, che è la rivelazione divina della Scrittura. E quindi, quando andiamo a cercare la verità per la vita cristiana, quando andiamo a cercare la verità sulla dottrina cristiana, non vogliamo che sia solamente l’esperienza di qualcuno a dirci quale sia, vogliamo essere certi che sia la Parola ce lo dica.

Non c’è esperienza valida se non concorda con le Scritture già rivelate ed è quello che abbiamo cercato di dire in tutto il corso della serie. Ora questo ci porta al cuore di un grande difetto del movimento carismatico, e anche oltre. E non me la prendo solo con quelle persone; molti sono nostri amati fratelli e sorelle in Cristo. Ma voglio richiamare la chiesa intera alla posizione d’impegno verso la verità. E, davanti a Dio, devo farlo. Ed il difetto principale che vedo nel movimento carismatico è che permettono all’esperienza di dettar loro cosa sia vero piuttosto che la Parola di Dio. Ora, nell’ultimo studio, abbiamo parlato di questa caratteristica del movimento pentecostale-carismatico: il problema di basare la dottrina sull’esperienza personale, sull’esperienza soggettiva piuttosto che sulla rivelazione oggettiva, storica. E vi ho suggerito che il movimento pentecostale-carismatico va verso una teologia esperienziale piuttosto che verso una teologia della Parola. E, vedete, il motivo è che tutto inizia con un errore particolare d’enfasi. Il segno di riconoscimento del movimento carismatico è che, dopo essere stati salvati, si deve ricercare l’esperienza del battesimo dello Spirito.

E quando si fa in modo che le persone pensino che l’unica grande cosa che devono avere è questa esperienza, e le si costringe a perseguire tale esperienza, allora si aprono le porte che portano le persone a credere che la vita intera sia solo la ricerca dell’esperienza, che l’unico modo per vivere la vita cristiana sia quella d’avere qualcosa di più, qualcosa di più grande, qualcosa di migliore, un’altra esperienza. E dicono che il battesimo dello Spirito sarà accompagnato da esperienze fisiche, emozioni, sensazioni e sentimenti vari. E la gente le insegue ed una volta che si ricevono tali esperienze, alcuni mi hanno anche detto: “Si passa il resto della vita a cercar di trovare un’altra esperienza. Ed hanno un orientamento completamente errato e cominciano a pensare che la vita cristiana consista nel perseguire sentimenti emotivi e soggettivi, fenomeni fisici, miracoli ed esperienze, invece di perseguire la conoscenza della Parola di Dio, che da sola può cambiare la vita.

E la cosa triste è che da quelle esperienze cominciano a formare la loro dottrina. Per esempio, un uomo dice: “Ho visto Gesù”, l’ha detto in televisione. “Stavo guidando in macchina e Gesù... mi sono girato, e Gesù era seduto accanto a me sul sedile. Gesù in forma fisica era proprio lì, reale come voi”. E disse: “Ed era così meraviglioso, ho continuato a guidare mentre parlavo con Gesù seduto l accanto a me”, e disse: “Se avesse abbastanza fede, tutti voi potreste parlare con Gesù e Gesù vi apparirebbe”, quindi la conclusione è che i cristiani possono avere un’apparizione fisica di Gesù se hanno abbastanza fede, quella è la teologia che ne consegue.

La Bibbia dice: “Colui che non avete visto, amate”, vedete il fatto? L’esperienza si scontra direttamente con la Scrittura. Oppure si dice: “Sono tornato dalla morte”, oggi ce ne sono molti che dicono: “Sono morto, sono andato in cielo, l’ho visto e”, ne abbiamo parlato, “E sono tornato. E se avesse abbastanza fede, quando sareste malati, non importa quanto, anche se moriste, se credeste veramente al potere di guarigione di Dio, Lui vi riporterebbe indietro. Perciò i cristiani possono tornare dalla morte”, e la Bibbia dice: “Agli uomini è stabilito di morire una volta sola”, capite il punto? Quindi, quello che accade è che la Scrittura si scontra di nuovo con l’esperienza. Ma, vedete, quando si fa dell’esperienza il criterio, allora si prende la Scrittura e si dice: “Beh, vediamo, sistemiamolo così e tutto andrà bene”, e questo non è giusto, perché si finisce con il creare un sistema di dottrina basato sull’esperienza di tutti, e mamma se la cosa diventa sempre più complesso. Ci sono molte persone che hanno molte esperienze.

Ora, nell’ultimo studio, ho cercato di farvi notare che questo non è il modo di fare dell’ortodossia cristiana storica. Questo non è l’approccio storico cristiano alla vita. Non è questo l’approccio storico alla verità, alla teologia e alla Parola di Dio, non lo è. Non stiamo rinnegando l’esperienza. Mamma mia, ve lo dico, son come Pietro, alle volte ho una gioia indicibile e piena di gloria nel mio cuore non è vero? Non sto mettendo in discussione l’esperienza. Mamma, nessuno si agita più di me per queste cose. Io godo della mia gioia ed odio la mia infelicità, ho sperimentato tutto dall’alto al basso e tutto nel mezzo, non sto rinnegando la vera esperienza. Il cristianesimo storico non rinnega mai la vera esperienza, ma la convalida sempre sull’autorità della Parola di Dio. Non fa mai coincidere la Bibbia con l’esperienza. Infatti, questo non è affatto il cristianesimo storico; questo è l’approccio che fu tradizionalmente adottato dalla Chiesa cattolica romana, dal liberalismo, dalla neo-ortodossia e dal misticismo cristiano, ma non è mai stata la fede cristiana storica, mai.

E potreste chiedere: “Beh, John, ma quali sono le radici di questo approccio?” Lasciate che vi dia un piccolo studio qui, resistete, sarà bello, lo troverete interessante. Le radici di questa metodologia o di questo approccio alla verità a partire dall’esperienza, non si trovano nella dottrina cristiana. Non si trovano nella storia della Chiesa cristiana, ma si trovano nelle false religioni e nelle filosofie. Vengono direttamente fuori dai falsi sistemi degli uomini.

A questo punto voglio aggiungere una nota. Non sto affatto negando la sincerità dei carismatici, proprio per niente, son sinceri e credo che la maggior parte di loro creda davvero nel loro approccio. Ma sono come i Giudei, di cui Paolo disse: “Rendo loro testimonianza che hanno uno zelo per Dio, ma non secondo” - cosa? - “la conoscenza”, hanno zelo senza conoscenza, hanno entusiasmo senza illuminazione. John Stott disse in gergo più moderno: “Sono appassionati, ma senza conoscenza”. I cristiani pentecostali che fanno dell’esperienza il criterio principale della verità rivelano quello che Stott chiamò “un dichiarato anti-intellettualismo”, si avvicinano alla vita cristiana senza la mente, senza pensare, senza usare veramente la comprensione. E, già ai tempi d’Isaia, Dio disse: “Venite, ragioniamo insieme”, la rivelazione intera di Dio si basa sul concetto di un uomo pensante che è pronto a riceverla con ragione.

Alcuni di questi carismatici hanno persino detto che Dio sta deliberatamente dando agli uomini parole incomprensibili per aggirare e, quindi, umiliare i loro intelletti orgogliosi. Ma la verità gloriosa è che Dio si è rivelato in una rivelazione razionale che richiede che gli uomini pensino; che esige che gli uomini ragionino e che comprendano la verità storica, oggettiva. La fede cristiana è sempre stata fondata su una mente chiara, che va alla Parola rivelata, non da qualche iper-emozione, che presumibilmente estrapola dalla Parola di Dio concepita dalla loro fantasia.

Il defunto ministro, il Dr. Rufus Jones, ha detto e cito: “Ogni volta che vado in chiesa, mi sento come se stessi svitando la mia testa e la stessi posizionando sotto la panca; perchè non ho mai la necessità d’usare nulla al di sopra del mio colletto”, fine della citazione. Temo che questo sia spesso il caso, che anche noi evangelici, non carismatici, non pentecostali, in molti casi nelle nostre chiese, abbiamo optato per le cose emotive. Come ha fatto la Chiesa ad entrare in questa mentalità emotiva ed esperienziale? Harry Blamires, che ha scritto un libro intitolato “La mente cristiana” (The Christian Mind), dice questo: “La mente cristiana ha ceduto alla deriva secolare con un grado di debolezza e di nerditudine che non ha eguali nella storia cristiana. È difficile rendere giustizia a parole alla completa perdita dell’intellettualità morale della Chiesa del XX secolo. Non è possibile caratterizzarla senza ricorrere ad un linguaggio che suonerà isterico e melodrammatico. Come essere pensante, il cristiano moderno ha ceduto alla secolarizzazione”, fine della citazione. Ragazzi, se ha ragione, ha ragione.

Abbiamo messo le nostre menti sotto terra come lo struzzo proverbiale, e stiamo solo cercando di, sapete, di farcela per emozione e di determinare la verità di Dio in base alle nostre sensazioni ed esperienze. Ascoltate, la vita cristiana non è stabilita sulle emozione ma sulla mente, acquisendo una comprensione della verità di Dio, lasciate che mi spieghi, non cercate di seguirmi, ma prendete un po’ d’appunti, se volete. Efesini 1:17. Qui c’è la preghiera di Paolo per voi come cristiani, ecco cosa disse: “affinché il Dio del nostro Signore Gesú Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; che egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate”, ora avete sentito? Ascoltate, lasciate che ripeta alcune di queste parole:

“Affinché abbiate saggezza, rivelazione, conoscenza, comprensione, illuminazione e affinché sappiate”, ora, ognuna di queste cose ha a che fare con la mente: Saggezza, conoscenza, illuminazione e comprensione, affinché possiate conoscere. Questa è la preghiera di Paolo per i credenti. Nel capitolo 3 di Efesini, versetto 18: “affinchè siate resi capaci di comprendere”, versetto 19: “Che conosciate”, e quello è il piano di Dio: Dovete comprendere, e dovete conoscere quello che Egli ha rivelato come fatto e verità storica. In Romani, capitolo 12, Paolo dice: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra – cosa? – della vostra mente”, “affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà”, dovete conoscere! E di nuovo in Efesini al capitolo 4, versetto 23, dice: “Siate rinnovati nello spirito della vostra mente”, ed in Colossesi 3:10: “Rivestitevi dell’uomo nuovo che si rinnova nella mente”. Ed in Filippesi 4:8: “Se c’è qualche virtù e c’è qualche lode” - fate cosa? - “pensare”.

Tutta la rivelazione di Dio è orientata verso la comprensione. E certamente c’è una condizione morale in cui tale comprensione può avvenire, ovvero, quando conosciamo Dio e Cristo. Ma dobbiamo usare la nostra mente per comprendere quello che Dio ha già scritto come verità, non alle nostre emozioni che ci portano a correre in giro a cercare di scoprire fantasie ed esperienze, per poi poterne estrapolare verità. Così che arriviamo poi a conclusioni sbagliate.

James Orr, nel suo libro “La prospettiva cristiana di Dio e del mondo” (The Christian View of God and the World), dice questo: “Se c’è una religione al mondo che esalta l’ufficio dell’insegnamento, si può dire che è la religione di Gesù Cristo. È stato spesso osservato che nelle religioni pagane l’elemento dottrinale è al minimo. L’elemento principale è l’esecuzione di un rituale. Ma è proprio qui che il cristianesimo si distingue dalle altre religioni. Esso contiene dottrina. Si presenta agli uomini con un insegnamento definito e positivo. Sostiene di esser la verità. Basa la religione sulla conoscenza, anche se una conoscenza che è raggiungibile solo su condizioni morali. Una religione avulsa da un pensiero serio ed elevato ha sempre avuto la tendenza, lungo tutta la storia della Chiesa, a diventare debole e malsana”, fine della citazione.

Questo non è l’approccio storico. Nel cristianesimo, nella corrente principale della grande fede cristiana, non abbiamo mai cercato di determinare la teologia a partire dall’esperienza di tutti. Eppure, all’interno del movimento carismatico, abbiamo tutte queste persone che hanno tutte queste esperienze e traggono conclusioni su ciò che è vero e ciò che non è vero secondo la loro esperienza, piuttosto che imparare sistematicamente la Parola di Dio. E voi potreste chiedere: “Com’è che tutto questo è arrivato alla chiesa, John? Come è che è successo?” Diversi elementi vi hanno contribuito. Ve ne darò tre ok?

Però se vi siete svitati la testa e l’avete messa sotto la panca, prendetela ok? Perchè voglio che capiate queste tre cose. Le tre cose, aspetti filosofici esistenti nel nostro mondo che sono state il terreno in cui sono cresciute cose come la teologia esperienziale, sono: l’esistenzialismo, l’umanesimo ed il paganesimo. Non il cristianesimo.

Soffermiamoci sul primo, l’esistenzialismo, potreste chiedere: “L’esistenzialismo, cos’è?” Sembra una sorta di frittata, ma non lo è. L’esistenzialismo non è una frittata. È la definizione di una posizione teologica o filosofica. Lasciate che vi spieghi cosa significa, molto semplicemente, “esistenziale”, dalla parola esistenza, significa semplicemente che l’unica cosa che conta sei tu, baby, tutto lì. Prendi la tua roba e vai. Di vita ne hai una sola e goditela”, tutto lì: Mangia, bevi e sii felice, perchè domani morirai e quindi spassatela e l’esistenzialista dice: “Guardate ciò che conta non è una sorta d’informazione, ma ciò che conta veramente è come ti senti e l’unico modo per conoscere la verità è quello di trovare la più grande sensazione e l’esperienza più grande e la verità di Dio è ciò che pensi di Dio e la verità su Dio è ciò che senti sia buono di Dio, e non c’è alcuna autorità biblica”, quello è l’esistenzialismo. “Quello che senti esser vero lo è, so, quello che vuoi, quello che ti attira”, tutto lì. Ora questo lo si vede bene nella nostra società, non è vero? Quel tipo di filosofia elevata ed altezzosa è ovunque nelle nostre pubblicità.

Il famoso scozzese filosofo David Hume, che tra l’altro non ha nulla a che fare con il lago Hume, ma il famoso scozzese filosofo David Hume che visse tra il 1711 e il 1776, diede il via a questa tendenza, disse che la ragione va criticata, perché non si può mai conoscere la verità tramite la ragione. L’unico modo di trovare la verità è sperimentare l’esperienza finale. Ora quello si che dev’esser stato un uomo frustrato, no? Voglio dire, ha trascorso gran parte della sua vita cercando di trovare la verità con la sua mente, e non ce l’ha fatta, così si è buttato a capofitto ed ha detto: “Vivi e basta”. Così nacque l’esistenzialismo e Hume ebbe un effetto profondo sulle generazioni successive. Ebbe un effetto profondo su un uomo che forse ricordate di nome Aldous Huxley. Huxley visse fino al 1963. E Huxley disse: “Ascoltate, sono d’accordo con Hume. L’esperienza è tutto ciò che conta. E ascoltate, vi dirò il modo per vivere l’esperienza completa è tramite l’uso di droghe”, e quindi Huxley, nel 1894, iniziò, quando nacque e non molto dopo, all’inizio del 1900, iniziò a sostenere le droghe e ovviamente conoscete l’eredità che lasciò al giorno d’oggi, non è vero?

Ma, vedete, tutto questo fa parte della filosofia del vivere per il momento. Del cogliere l’esperienza, baby e se le droghe ci aumentano la sensibilità e ci fanno vivere un’esperienza più selvaggia, ben venga; infatti, Huxley fece promettere alla moglie di dargli l’LSD quando stava per morire, in modo da poter morire nel bel mezzo di un viaggio esistenziale. Ora, le droghe sono ancora in circolazione come veicolo per ottenere l’esperienza definitiva. E anche l’occulto si basa su questo. Le persone che si dedicano all’occulto, alla vita dopo la morte e a tutte quelle robe strane, non stanno fanceod altro che cercare di uscire dal mondo razionale e di sperimentare un’esperienza soprannaturale, non è vero? E quindi, vedete, l’esistenzialismo era il terreno giusto per far nascere la teologia dell’esperienza. E, sfortunatamente, la Chiesa ha comprato questa roba qui ma non è mai stato il cristianesimo storico, mai!

Il secondo è l’umanesimo e sapete cos’è non è vero? È la sorella gemella dell’esistenzialismo. L’umanesimo dice: “Ehi, amico... auto-autenticati, no? Voglio dire devi essere qualcuno, non farti condizionare dalla massa. Non vuoi mica esser solo una parte dell’insieme umano, distinguiti! Fai la tua cosa, scrivi i tuoi graffiti sulle mura dell’umanità, no? Sii qualcuno. Firma il tuo nome da qualche parte”, e le persone, nell’era del computer e dei concetti di massa, lottano come bestie per il riconoscimento personale. Voglio dire, oggi ci sono più libri scritti da persone che non dovrebbero scrivere solo perché vogliono dire qualcosa. Ci sono persone che pubblicano i propri libri. Sai, vogliono esser ascoltati! Voglion esser sentiti e questi sono i giorni dei talk show, dove tutti hanno qualcosa da dire, perché non vogliono essere un pezzo di flottiglia e di jetsam, vogliono emergere, vogliono essere qualcuno che conta. E quindi, si tratta di persone che cercano di ottenere un’immagine di sé degna di nota e di autoautenticarsi con le proprie cose. E quindi arrivano e dicono: “Ehi, sapete cosa mi è successo? Ho avuto una certa esperienza” e all’improvviso diventano qualcuno come nessun altro, perché nessun altro ha mai avuto quell’esperienza.

E così abbiamo tutte queste persone che fanno quello che Francis Schaeffer disse “saltano nella non-ragione”, e dicono: “Ho avuto la mia esperienza, e ho avuto la mia esperienza”, e saltano fuori dalla razionalità, “Lascia perdere, amico, dobbiamo solo fare quest’esperienza, mamma, non m’interessa quello che dici”, ho persino sentito persone dire: “Non mi interessa quello che dice la Bibbia”, come vi ho detto, di quel tizio che scrisse nella sua Bibbia: “Non mi interessa quello che dice la Bibbia. Ho avuto un’esperienza”. E lo si vede nell’arte. Una volta si vedeva un quadro – lo disse Francis Schaeffer - e c’era un albero, c’era una montagna, c’era un cavallo e c’era una donna. Ora vedete un quadro e dite: “Cos’è?” non è vero? E loro dicono: “Oh quello è un albero, è una montagna, un cavallo ed una donna”; anche se non si capisce niente, anzi, non sai neanche come appenderlo. E non glielo chiedete, perché lo disonorereste, perchè quella è la sua esperienza, e quindi lo lasciate in pace. Non è razionale.

È successo nell’arte così come nella musica. Certa musica suona un po’ come l’urto di due camion ribaltabili. Non si può discutere. È dissonante, discordante, non armonica, e va bene così, amico mio, non è un problema perchè è l’esperienza di qualcuno, capite il punto? Ci sono persone che, dal punto di vista filosofico, saltano dappertutto nell’esperienza irrazionale. Ed, in qualche modo, la Chiesa si è tirata fuori ed ha comprato la borsa dell’esistenzialismo: “vivi per il momento; sii qualcuno; di quello che pensi”, e questo è uno dei motivi per cui oggi abbiamo difficoltà a convincere le persone che la chiesa deve essere governata da uomini di Dio, perché ognuno vuole dire la sua è lo spirito della nostra era.

E quindi nell’esistenzialismo e nell’umanesimo, queste cose sono scivolate nella chiesa. Sono entrate in teologia con gli scritti di due uomini in particolare: Soren Kierkegaard e Karl Barth. Questi due hanno in un certo senso cristianizzato l’esistenzialismo e l’umanesimo, e la loro eredità è stata il liberalismo e la neo-ortodossia. Oggi il liberalismo è fondamentalmente un esistenzialismo umanistico, così come la neo-ortodossia. Non credono nella Bibbia. Non credono che la Bibbia sia l’autorità. Le chiese liberali non credono che questa abbia una verità effettiva, storica, oggettiva. Dicono semplicemente: “Ehi, se leggi la Bibbia e ne trai la tua esperienza, va bene, amico mio, quello è il tuo zap, ed è lì che la Bibbia diventa vera, per te”, non c’è un contenuto storico, oggettivo, biblico, e si arriva a un cristianesimo senza senso. Questa è l’eredità dell’esistenzialismo e dell’umanesimo che arriva tramite il liberalismo e la neo-ortodossia. Tutto si basa sull’esperienza, e questo è lo spirito dell’epoca.

Ora, in questo programma che alcuni di voi potrebbero guardare questa settimana, e che va in onda di venerdì, tardi. Ma noterete una cosa interessante. Ci saranno diverse persone a discutere ed a parlare della vita dopo la morte. Ci sarà un certo Wheeler, che scrisse un libro su quando è morto ed è tornato tra noi; poi ci sarà un insegnante della Scientologia, occultista, una sorta d’insegnante strano di metafisica di Hollywood. E poi ci sarà anche un medico di Londra ed io. Ed il moderatore. E quindi l’uomo che è tornato dalla morte sarà un po’ la chiave perchè scrisse il libro, e luim con gli altri saranno un po’ sulla stessa linea e non so cosa ci sarà nel programma. Non so tutte le conversazioni che ne terranno, nè cosa taglieranno fuori o modificheranno; cioè, ho un po’ un’idea o due di cosa taglieranno fuori, probabilmente la mia parte; ma comunque, in ogni caso, vi darò un po’ d’informazioni.

Quando ho incontrato per la prima volta l’uomo nella sala trucco, il signor Wheeler, e lui mi chiese chi fossi e gli disse che ero un ministro e lui disse: “Beh, sai”, disse: “voglio che tu capisca fin dall’inizio che sono un cristiano e che sono un uomo molto religioso”, ed io dissi: “Bene, bene buono a sapersi”. E poi continuò con il raccontare la sua testimonianza, di come fosse morto e fosse risuscitato, e raccontò la sua esperienza che fu come tutte le altre che si possono trovare in libri come: “Vita dopo la vita” negli scritti di Kubler-Ross; ed il moderatore gli chiese: “Bene, quando eri morto, eri dichiarato clinicamente morto in ospedale?” e lui disse: “No, no, non sono stato dichiarato clinicamente morto”, “Beh”, allora come facciamo a sapere che fossi morto?” Al che rispose: “Oh, io so che ero morto. L’unico modo per saperlo è che l’ho sperimentato io, è come l’amore. Non si può provare. Si può solo sperimentare, quindi io so che ero morto”, beh, quello era interessante.

La risposta del moderatore era questa, e non so se era durante una pausa o quello che è perché noi abbiamo continuato a discutere di tutto, ma lui disse: “Oh wow, sai è meraviglioso”. Aveva una conoscenza del Cristianesimo, una conoscenza piuttosto adeguata, il moderatore, ma disse: “Sai, questo è meraviglioso, perché ti rendi conto di che grande speranza sia questa per il mondo intero? Perché quando sei morto...” - ed, in primo luogo, non sapeva nulla del vangelo o di quello, ma proprio di nulla, mi riferisco all’uomo che morì, la sua idea del Cristianesimo era quella liberale. Non aveva alcuna autorità biblica, proprio per niente, ma disse: “Sai, ti rendi conto che il fatto che sei morto, e che tutte queste persone sono morte, ed in ogni caso, hanno avuto una buona esperienza, e c’era una sensazione calda, e sentivano pace ed amore, e videro una luce abbagliante, e quel ragazzo dice nel libro che incontrò la figura di Cristo, che era così calda e così meravigliosa, e qualcuno ha menzionato qualcosa sul peccato, e la figura di Cristo disse: “Oh, quassù non ci preoccupiamo di quelle cose lì, non contano”, non c’era alcun giudizio. C’era felicità, luce, e tutto era meraviglioso, e grandioso”, e l’uomo disse: “Ti rendi conto della grande speranza che ci hai appena dato? Perché ora non dobbiamo temere nessuna di quelle cose paurose cristiane sul giudizio, perché tu ci sei stato e sei tornato e sai com’è lassù, capite? Non importa cosa dice questo libro, è tutto basato sull’esperienza.

Ebbene, il medico ha poi risposto ed ha smontato la cosa intera da un punto di vista medico, disse: “Beh, in primo luogo, l’un percento della popolazione Americana vive in paranoia, quindi disse: “penso che tutta questa isteria su tutti che stanno ritornando dalla morte si può spiegare da questo: ‘se un uomo pensasse di aver visto un disco volante verde e chiamasse il giornale e lo segnalasse, e fosse sul giornale il giorno successivo, riceverebbero cento altre chiamate da persone che hanno visto lo stesso disco volante verde, anche se non ce n’era uno. Perché è così che funziona la soggestione, e certe persone non hanno la struttura psicologica per affrontare la cosa in altro modo se non di pensare di averlo visto”, ha anche detto, “È solamente una questione di tendenza attuale”, e cose così: “è tutto per vendere libri, no?” e suggerì anche che il fatto che tutti passino sempre per questo tunnel buio e vedano questa figura bianca non suggerisce necessariamente che è quello che c’è ma piuttosto, che quello è quello avviene allo scoccare del sistema nervoso quando il corpo ha un trauma che lo porta vicino alla morte.

Ed io ho suggerito che probabilmente si potrebbe ottenere lo stesso effetto colpendo un ragazzo sulla nuca con una mazza da baseball. Ed il dottore ha concordato. Ed ha anche continuato a dire, “Che la più grande ansia umana si presenta sulla morte, ed è solo naturale che le persone vogliano fantasticare che la vita dopo la morte sia un’esperienza felice, e positiva, e quando qualcuno suggerisce tale cosa ci sono mucchi e mucchi di persone che son pronti a saltare sul carro”, ed io ho suggerito al dottore che aveva ragione con quello che disse ma che non si era spinto abbastanza e che si era fermato prima di affermare che la cosa intera non è altro che un inganno satanico per convincere le persone che non devono credere al vangelo di Gesù Cristo, e per anestetizzare la società intera contro le conseguenze del peccato. Ed il moderatore mi ha detto, “Sai, se hai ragione, quello risponde tutto”, ed io dissi: “Ho ragione e di fatto risponde a tutto”.

Ora, vedete cosa succede è che qui c’è un ragazzo che aspetta solo di dire, “Non è questa una grande notizia?” che è tutta basata sul fatto che questo tizio ebbe ques’esperienza, non è vero? Ora, vedete il pericolo di questo fatto qui? A Satana piacerebbe tanto che tutti andassero in giro a trarre la loro teologia dalla loro esperienza e capite il perchè? Perchè può facilmente contraffare l’esperienza, ma una cosa che Satana non può contraffare è proprio qui.

Ed è qui dobbiamo resistere, gente, non possiamo soccombere allo spirito di quest’epoca. L’atteggiamento della teologia esperienziale che si vede nel movimento carismatico non è l’eredità del cristianesimo storico; è l’eredità dell’esistenzialismo e dell’umanesimo. E Clark Pinnock dice, e cito: “Il semplice fatto che un evento psicologico sia avvenuto nel cervello di qualcuno non può stabilire la veridicità del Vangelo. La sensazione religiosa, di per sé, può solo dimostrare se stessa”, e continua a dire, “La ragione per la quale alcuni teologi favoriscono l’uso delle droghe per intensificare la percezione religiosa è ovvia. Ogni volta che il carro esistenziale viene messo davanti al cavallo storico, la teologia diventa una sintesi di superstizioni umane, e mettere l’LSD nel vino della comunione è lecito”, fine della citazion, perché no, giusto? Se è tutto basato sull’esperienza, cerchiamo di avere delle esperienze, no? E spesso nei raduni carismatici, c’è un’emotività intensificata di persone eccitate, che vengono estatizzate con musica, con ritmi, o in qualsiasi modo per indurre un’esperienza simile a quella provocata dalle droghe che generi un certo sentimento ed una certa emozione per poi creare certe cose accadono nelle loro menti, che li portino a tratte conclusioni teologiche sul loro conto che sono però inadeguate, perché non corrispondono alla Scrittura. E siamo caduti preda del secolarismo del giorno: l’umanesimo ed l’esistenzialismo.

E sapete una cosa, miei cari? Ogni volta che ciò accade, la dottrina biblica svanisce in secondo piano è così; ed è per questo che i carismatici possono andare d’accordo con tutti, dall’estremo fine del Cattolicesimo romano agli altri estremi del protestantesimo, i più estremi, e tutti nel mezzo, perché la dottrina non è il problema, vedete? L’autorità della Parola di Dio non è il problema, ma l’esperienza, e se non l’abbiamo vissuta va bene così ed è per questo che sentiamo alcuni di questi carismatici dire, “Sai, non è meraviglioso che da quando ho ricevuto quest’esperienze meravigliose, ho sentito una devozione più grande verso Maria”, è provocato forse dallo Spirito Santo? Lo Spirito Santo vuole che abbiamo una devozione verso Maria? Beh, vedete, la dottrina non è il problema. La Parola di Dio smette di regnare nella chiesa, e l’esperienza diventa il re, e l’emozione è il suo principe. E Walter Chantry dice nel libro “I Segni degli Apostoli”, citazione, “Man mano che i doni aumentano, l’esposizione della Parola di Dio diminuisce. Le riunioni sono piene di condivisioni di esperienze, ma solo con occasionale riferimento alla santa Parola di Dio. Molti che sono stati attratti da questo movimento sono dolorosamente non istruiti nelle prime cose della fede attraverso la trascuratezza della Parola. Vivono di esperienze visibili, emotive e non sulla verità. Anche alcuni che trascorrono ore a scrutare la Bibbia lo fanno, non allo scopo di afferrarne la sua verità, ma nella speranza di indurre un nuovo brivido nelle loro anime assetate di verità”, fine della citazione. Dice anche che “La pratica pentecostale è una negazione de facto della sufficienza della Scrittura”.

Ho letto questa settimana un autore che ha detto, “Non vogliamo pensare che la Scrittura sia sufficiente”, ora, ciò nega la testimonianza della Parola di Dio stessa, ed io dico ai carismatici, che siano benedetti i loro cuori, coloro che fanno parte della famiglia, ma molti di loro, hanno una bassa considerazione della Scrittura ed una bassa considerazione della dottrina, ed è quella la cosa su cui si basa tutto il cristianesimo. E più eccitazione è generata nella loro comunione per una profezia, o una lingua, o un messaggio estatico da Dio, o un predicatore emotivamente manipolatore e accattivante, piuttosto che da un chiaro, ragionevole, pensato insegnamento della Parola di Dio. E le presunte rivelazioni spesso date contro il pulsare del ritmo dell’organo sono più emozionanti delle stesse parole di Cristo rivelate e tramandate dagli apostoli.

In effetti, recentemente, alcune persone mi hanno detto che hanno lasciato Grace Church per andare ad una chiesa carismatica, e volevano che sapessi che si rendono conto che l’insegnamento è migliore a Grace, ma che gli piace di più la sensazione proposta dall’altra chiesa; ebbene, siano benedetti, ma è proprio questa la differenza. Spererei che un vero insegnamento portasse un vero sentimento, una vera emozione, un vero entusiasmo, ma alcune persone stanno cadendo nello spirito dell’epoca, vogliono la sensazione e visto che hanno ricevuto una certa esperienza, ne sono soddisfatti.

Quindi, è esistenzialismo, umanesimo. Ed in terzo luogo è il paganesimo; veramente, questa è l’eredità lasciata dal paganesimo. Lo sapevate che le false religioni del mondo si basano su sensazioni, emozioni, esperienze e rituali vari? Non sull’insegnamento della dottrina. Le religioni misteriche erano le false religioni generate a Babele. Erano cresciute sproporzionatamente dal tempo di Cristo, così che in tutto il mondo greco e romano, le persone adoravano dèi molteplici, un sacco di tipi di dèi che componevano le religioni misteriche, quelle falsità, malvagità ed idolatrie orgiastiche, orientate al sesso. Ed alcuni degli storici che hanno scritto su quelle religioni misteriche ci hanno detto quanto è sorprendente che le persone in quelle religioni avessero pace, gioia, felicità, esperienze e si sentissero realizzati, e provassero estasi perchè tutte quelle cose facevano parte delle religioni misteriche.

Lasciate che vi legga solamente una citazione da Angus, tratta dal suo libro “Le religioni misteriche”, “Le religioni misteriche hanno prodotto santi, asceti e martiri”, le persone morivano pure per quelle cose, anche se erano menzogne di Satana. “Inoltre”, dice, “in quelle sette personali, i veri adoratori erano uniti dai legami di comunione con la divinità della loro scelta, dall’obbligo di voti comuni, dal dovere della propaganda personale e dall’entusiasmo rivivalistico”.

Ora, mi fermo qui per un minuto, ma sta dicendo: “ascoltate, avevano una comunione tremenda! Avevano un obiettivo in comune. Andavano in giro e propagandavano o evangelizzavano. Avevano un entusiasmo rivivalistico fantastico per scaldarsi di nuovo, mamma e per far riscaldare di nuovo quell’impegno e lo facevano riempiendo tutti i loro bisogni emotivi. “Inoltre”, dice Angus, “il pio poteva, in estasi, sentirsi elevato al di là dei suoi limiti ordinari per contemplare la visione beatifica”, che è un termine per Dio, “o in entusiasmo, poteva credersi ispirato da Dio o ripieno di Dio. Fenomeni in alcuni aspetti simili alle esperienze dei primi cristiani all’effusione dello Spirito”, fine della citazione. Vedete? Satana può falsificare gli stessi sentimenti che erano veri sentimenti nati dalla vera comprensione della dottrina di Dio. Non si può passare dall’esperienza alla Parola, e cercare di far coincidere la Bibbia con la tua esperienza. Questo è il modo pagano di fare le cose. Satana è sempre impegnato a fornire false esperienze, con il tentativo di portare le persone a conclusioni anti-bibliche, o a farle sminuire la Parola e mettere in risalto i sentimenti, e poi Satana può contraffare i loro sentimenti e condurli sul sentiero fiorito verso l’errore.

Sapete, la meditazione trascendentale, i musulmani, Roy Masters, La Scientologia o chiunque, non son altro che sentimenti, emozioni ed esperienze. Ascolta qui, tratto da, “La Meditazione Trascendentale” di David Haddon, è un libricino; ma disse questo: “La ragione è abbandonata a favore del paradosso mistico, non solo come una questione di principio astratto, ma a causa dell’effetto soggettivo della percezione del processo di condizionamento della MT”, in altre parole, se vuoi approfondire la MT, devi cancellare via il tuo cervello. “A questo punto”, ora, qui, questo è bello, “l’interferenza della meditazione con il pensiero logico è totale, nel senso che la ragione viene rifiutata a favore dell’esperienza mistica come mezzo per discernere l’ultima verità”, avete capito? In altre parole, la meditazione trascendentale dice: ottieniamo la verità ultima tramite l’esperienza quando mettiamo da parte la nostra mente, e, purtroppo, questa è l’eredità del paganesimo, che ha trovato la sua via nel cristianesimo.

Siamo stati vittimizzati dallo spirito dell’epoca e lo spirito dell’epoca è l’esistenzialismo, l’umanesimo, il paganesimo. Contrapponete tutto questo alle parole di Gesù. Gesù disse: “Padre, santificali nella tua verità”, e poi disse: “La tua Parola è verità”, vedete? Questo è quanto. Non so voi, ma io non sto cercando un’esperienza. Pinnock dice, “Un’esperienza soggettiva, centrata sull’uomo è indistinguibile da un disturbo gastrico”, un’esperienza può essere psicologica, fisiologica, teologica, o può esser demoniaca, ma non è il modo di valutare la verità. E, l’esperienza religiosa non è soggetta a procedure di verifiche dalla Parola di Dio che vengono utilizzate per comprovare ogni falso sistema e noi non possiamo andare in quella direzione. Miei cari, dobbiamo tenere saldo questo libro, non è vero? Lindsell l’aveva capito e non ha solo dato un nome ad un libro ma ad un’epoca, “La Battaglia per la Bibbia”, ebbene, preghiamo.

Uno dei problemi che il movimento carismatico ci ha presentato è il problema dell’esperienza. Abbiamo parlato stamattina di come sembrano voler formare la loro teologia sulla base delle loro esperienze, e vi ho suggerito che questo non è l’approccio cristiano storico normale alla verità, che la chiesa ha sempre tratto la sua verità dalla Parola di Dio rivelata. Non dall’esperienza umana, non avendo estrapolato una teologia da sentimenti, emozioni o soggettività. E vi ho suggerito che il luogo da cui proviene questo, o la metodologia che questo movimento particolare sta utilizzando al giorno d’oggi, trova le sue radici nell’esistenzialismo, nell’umanesimo e nel paganesimo.

Per darvi un esempio di questo, lasciate che vi legga, un articolo che contrappone il Baalamismo al culto di Iavè, il che penso sia molto interessante. “Il Baalamismo era il culto dei Cananei quando Israele occupò la terra sotto Giosuè. Continuò come una minaccia competitiva al culto d’Israele fino all’esilio”, e voi tutti già sapete queste cose qui, se conoscete l’Antico Testamento; “L’enfasi del Baalamismo è basata su un relazionamento psicologico e fisico, e sull’esperienza soggettiva. La trascendenza della deità doveva esser superata da un estasi emotiva. La partecipazione sensoriale era al centro, le immagini erano necessaria e le più audaci, colorate e sensazionali erano, meglio era. La musica e la danza diventarono il mezzo per attirare le persone fuori dalle loro diversità private e fonderle in una risposta di massa. L’attività sessuale nel culto era frequente, poiché raggiungeva l’obiettivo principale del Baalismo in modo completo: l’immersione estatica di tutta la persona sensoriale nella passione del momento religioso. Di conseguenza, la prostituzione sacra diventò l’espressione suprema del Baalismo”, e quello era vero, perchè ovviamente la cosa sarebbe stata un’esperienza grandiosa per le persone che vi partecipavano.

E dice per di più: “Il Baalismo riduce il culto alla statura spirituale dell’adoratore. I suoi canoni o le sue regole sono che debba essere interessante, rilevante ed eccitante. Il Yahwismo, o il culto di Iavè, stabilì una forma di adorazione centrata sulla proclamazione della Parola del Dio del patto. L’appello era rivolto alla volontà, e l’intelligenza razionale dell’uomo veniva stimolata ad attenzione mentre veniva chiamato a rispondere come persona alla volontà di Dio. Nel Yahwismo, o l’adorazione di Iavè, qualcosa veniva detto, parole che chiamavano gli uomini a servire, ad amare, ad obbedire, ad agire responsabilmente, a decidere. In contrasto con il Baalismo, il Yahwismo esercitava una pressione continua per elevare il culto nella sfera dell’intelligenza cosciente ed a concetti chiaramente definiti. Israele, nella sua maturità, aveva un culto dominato dalla Parola profetica di Dio. Niente fu fatto semplicemente per il gusto dell’esperienza sensoriale coinvolta. La distinzione tra il culto di Baal ed il culto di Iavè è una distinzione tra l’avvicinarsi alla volontà del dio del patto, che poteva essere compresa e conosciuta ed obbedita, e la forza vitale cieca della natura che poteva solo essere avvertita. Oggi, abbiamo il neo-Baalismo”, dice questo autore, “e le frasi sono: ‘Abbiamo un’esperienza d’adorazione’, oppure, ‘Non ci guadagno niente’. La frase, ‘abbiamo un’esperienza d’adorazione’, è il sostituto recente del vecchio, ‘Adoriamo Dio’. La differenza è tra il coltivare qualcosa che ha senso per l’individuo ed agire in risposta a ciò che ha senso per Dio. In un’esperienza d’adorazione, la persona vede qualcosa che suscita il suo interesse e cerca di metterci intorno un involucro religioso e quindi la soggettività è incoraggiata. Il Baalismo è un culto adattato alle specifiche emozionali e spirituali dell’adoratore stesso”.

E questo è un po’ quello che stiamo vedendo al giorno d’oggi, non è vero? Penso che abbia ragione. Dice: “Ai tempi dell’Antico Testamento, l’unico posto dove sappiamo che veniva incoraggiata l’esperienza d’adorazione era nel Baalismo. Israele e la chiesa cristiana insistevano sul fatto che il culto doveva esser la proclamazione della volontà di Dio e la chiamata alla risposta umana ad essa. Il culto era l’atto di prestare attenzione a quella rivelazione e di dedicarcisi in obbedienza”, fine della citazione.

Ora, ho preso qualche minuto per leggervi quello, perché volevo che capiate che quello che ho detto stamattina è vero! Le radici della metodologia usata nel movimento carismatico per stabilire una teologia esperienziale si trovano nell’esistenzialismo, nell’umanesimo e nel paganesimo che risalgono al culto di Baal e quello è esattamente il modo in cui loro approccaiavano l’adorazione, è esattamente il modo in cui loro approcciavano il loro sistema religioso.

Invece di ricevere dati validi dalla Bibbia e prendere decisioni basate su quelli, vogliono basare le loro decisioni sul conto di sentimenti ed esperienze personali. E la fede è la parola che usano, dicono: “Beh, abbiamo fede”, e la loro irrazionalità o il salto nell’esperienziale viene chiamato, “fede”, e la fede viene distaccata dall’essere qualcosa basata sulla verità nella Parola, e trasformata in una sorta di bacchetta magica esistenziale.

Però, se tornaste nella Bibbia, per esempio, e studiaste Abraamo, dove ci viene detto che egli era veramente il padre della fede, che di fatto, Abraamo fu colui che iniziò l’approccio a Dio tramite la fede, in termini di un impegno nazionale. Era il padre di una nazione di fedeli. E noi, come chiesa, siamo la discendenza di Abraamo nel senso che anche noi siamo persone di fede in Dio, ma la fede di Abramo non era una di tipo bacchetta magica, e non era un’esperienza mistica; la fede di Abraamo era fondata sulla Parola di Dio. Quando Dio venne da Abraamo e disse: “È così, e questo è così, e quest’altro è così”, ed Abraamo credette a Dio, quella era la fede. Abraamo, il padre della fede, agì su promesse divine specifiche.

Prendete, per esempio, un’altra illustrazione nel Nuovo Testamento, l’apostolo Paolo. Sulla strada verso Damasco, Paolo ebbe un’esperienza straordinaria, non c’è dubbio. Sentì una voce dal cielo. Vide una luce dal cielo, così intensa che, cosa fece? Lo accecò. Anania ebbe una visione dal cielo. Quindi, c’è una visione, una luce accecante, ed una voce dal cielo e c’erano anche dei fenomeni fisici, Paolo fu scaraventato a terra. Ma quando Paolo predicò, quando Paolo dichiarò la verità sul conto di Gesù Cristo, non fu la sua esperienza ad esser il fulcro della sua predicazione. Non fondò mai la sua causa sulla sua esperienza.

Nel capitolo 9 di Atti, abbiamo l’esperienza di Paolo, l’evento straordinario sulla strada di Damasco, però quello è solo l’inizio, perché quando cominciò a predicare, subito dopo, il versetto 20 dice: “Predicò Cristo”, e cos’è che disse? “Ascoltate, so che Cristo è chi ha affermato di essere, perché l’ho visto sulla strada di Damasco, e questo è successo, e questo è successo, e questo è successo”, no, non proprio. Versetto 22: “Ma Saulo si fortificava sempre di piú e confondeva, o rispondeva, o rifiutava i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesú è il Cristo”, vedete? In altre parole, non bastava enunciare l’esperienza. Tra l’esperienza nel capitolo 9 e la predicazione del capitolo 9, Paolo fece dei compiti sulla Parola di Dio ed era in grado di dimostrare che Gesù era il Messia.

Più avanti, nel capitolo 17, nel libro di Atti versetto 2, “e Paolo, com'era sua consuetudine, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture, spiegando e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti. «E il Cristo», egli diceva, «è quel Gesú che io vi annunzio»”, ed il modo in cui dimostrò che questo Gesù era il loro Messia fu aprendo le Scritture. Ancora una volta, vediamo che l’apostolo Paolo non dipendeva dalla sua esperienza come convalida della verità.

In Atti 28:23, quando Paolo arrivò a Roma, alcuni Giudei andarono al suo alloggio e dice che “egli espose e testimoniò loro il regno di Dio”, ed ora ascoltate qui, “rendendo testimonianza e cercando di persuaderli per mezzo della legge di Mosè e per mezzo dei profeti, riguardo a Gesú”, da dov’è che Paolo attingeva le sue prove? Dalla Parola di Dio. Non si basava mai sulla sua esperienza. E ci dice, di fatto, di fare esattamente lo stesso, dove in 1 Corinzi 10:15, dice quello che è letteralmente parafrasato come: “Usate la testa”.

Ora, temo che questo sia l’approccio biblico, ma non quello che vediamo spesso oggi nel movimento carismatico. E sebbene i carismatici seguono la strada tracciata dai liberali, dai neo-ortodossi, dagli esistenzialisti filosofici, dagli umanisti e dai pagani, vogliono comunque legarsi alla Bibbia. Credetemi perché è il loro patrimonio, e perché direbbero, se glielo chiedeste, “noi crediamo alla Bibbia e non vogliamo contraddirre la Bibbia”, e quindi vogliono attenersi alla Bibbia, ma, vedete, c’è un’esperienza terribile, terribile di tensione in due sensi, provano a tenere questa, come unica autorità però vogliono anche che l’esperienza sia l’autorità.

Charles Farah, che è professore all’Università di Oral Roberts, ha scritto un articolo nella rivista, “Vita cristiana” (Christian Life Magazine) nel quale tenta di armonizzare i due aspetti in questo modo, dice: “C’è una certa tensione tra la rivelazione di Dio e quello che ti può colpire”, e lo disse in questo modo, disse: “Il logos” - ed usa la parola greca per “parola, o verbo”, una parola comune - “il logos è la parola storica, oggettiva”, però, dice: “rhēma” - che è un’altra parola greca - “è la parola personale, più soggettiva”. In altre parole, “il logos” o la Scrittura è un fatto storico, oggettivo; ma il “rhēma” è soggettivo, ora, ascoltate, dice, “Quello che vogliamo è che il logos diventi il rhēma quando vi parla”, ora permettetemi di dirvelo in un altro modo. Dice, “Il logos è legale, ma il rhēma è esperienziale”, in altre parole, c’è questa parola storica, il logos, ma non fa realmente nulla finché non ti colpisce, e diventa il rhēma o la vostra parola personale da parte di Dio.

E volete sapere una cosa? Questo è un approccio spaventoso. Sapete il perché? Perché dice che la Parola di Dio, per te, è diversa dalla Parola di Dio, punto. Ascoltate, la Parola di Dio per te non è diversa dalla Parola di Dio, punto; e questo è esattamente quello che hanno detto i neo-ortodossi. Questa non è affatto una soluzione al problema, non ho bisogno di leggere la Bibbia prima di aver l’esperienza. Non ho bisogno di leggere la Bibbia prima di ricevere una certa sensazione o un’estasi. Ascoltatemi, se la prendessi e ne leggessi una sola parola, quella sarebbe pratica anche per me perchè Dio dice che è così; non ho bisogno di aspettare una qualche scossa.

In 2 Timoteo capitolo 3, al versetto 15, c’è una dichiarazione che penso valga la pena di considerare. 2 Timoteo 3:15 dice, Paolo scrivendo a Timoteo, dice, “E che fin da bambino”, Timoteo, “fin da bambino, hai avuto conoscenza delle sacre Scritture”, ora ascoltate qui, “le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza”, ascoltate, Paolo dice, “Questo Libro può renderti saggio per la salvezza”. Non avete bisogno di altro. Non avete bisogno che diventi qualcos’altro.

Non avete bisogno di avere una sorta d’attaccamento estatico. La Parola è sufficiente per la salvezza. Poi nel versetto 16, dice: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile”, Ogni Scrittura è utile, tutta è utile. Non dovete aspettare che lo diventi, lo è, “a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo”, ascoltate, questa Parola può renderVi saggi per la salvezza e può renderVi maturi per ogni opera buona, è tutto ciò di cui avete bisogno e non avete bisogno d’aspettare una qualche esperienza soggettiva.

Ora, questa è una battaglia che dobbiamo combattere. Dobbiamo lottare per la verità, l’autorità e la sufficienza delle Scritture, e non cadere nello spirito dell’epoca che ci vuole far aspettare un qualche sentimento estatico o esperienziale. Ascoltate, se la Parola di Dio parla alla mia vita, non devo aspettare di ricevere una certa sensazione al riguardo, no, devo obbedire, è una battaglia. Coloro che vivettero due generazioni prima di noi combatterono la stessa battaglia su un fronte diverso. Alcuni di voi si ricordano i primi giorni dell’isituto Biblico di Los Angeles. Alcuni di voi si ricordano quando fu pubblicata una serie di libri chiamata “I fondamentali” (The Fundamentals); ed alcune di quelle persone provarono a combattere contro il liberalismo.

Ed il primo attacco si presentò in quel momento, e quell’attacco fu un attacco frontale, diretto ed aperto. Dalla porta principale, entrarono e misero in discussione l’autenticità della Bibbia, e sapete chi erano? Erano i liberali teologici, ed entrarono direttamente nella chiesa, ed iniziarono a colpire ed a sferrare colpi all’autenticità della Bibbia, e quello era diretto a coloro che enfatizzavano l’intelletto. Entrarono nei seminari, e raggiunsero gli studiosi, i leader denominazionali, e tutte le scuole in quelle denominazioni, ed abbiamo visto certe denominazioni sgretolarsi come risultato di tutto ciò, non è vero?

Ebbene, però come sapete, stiamo ancora combattendo quella stessa battaglia non è vero? Stiamo ancora confrontando il liberalismo, però un secondo attacco si è presentato contro la Bibbia e non è venuto dalla porta principale ma da quella di servizio. Non è così evidente, è molto subdolo; e sta arrivando dalla porta posteriore e sta attaccando l’autorità e la sufficienza delle Scritture. E temo che i carismatici stiano guidando questo attacco, ed è diretto alle persone che enfatizzano l’esperienza, e sta arrivando anche tramite il mondo evangelico che a sua volta sta minando l’autorità della Bibbia cercando di sostituirla con l’esperienza, ed attaccando insidiosamente la validità della Bibbia che ci porta a combattere sia il fronte che il restro contemporaneamente. Entrambi seguono lo spirito di quest’epoca, che è quello di attaccare l’autorità della rivelazione di Dio.

Ascoltate, la Scrittura è sufficiente e la Scrittura esige che ogni esperienza sia testata da essa. Nessuna dottrina può essere formulata al di fuori della Parola rivelata. Si sentono spesso persone dire: “Beh, si, ma la Parola è solo la Parola, e lo Spirito, insieme all’esperienza spirituale è quello che ricerchiamo” e volete sapere una cosa? Nella Bibbia, la Parola e lo Spirito sono sinonimi. Giovanni 6:63, non cercatelo, lasciate che ve lo legga io, Giovanni 6:63, “È lo Spirito che dà la vita; è lo Spirito che dà la vita”, e la gente dice: “Oh, sì, ragazzi, dobbiamo ricevere lo Spirito, l’esperienza spirituale!”

“La carne non giova a nulla”, però poi, ascoltate a ciò che disse Gesù: “Le parole che io vi do, queste sono Spirito e sono vita”, vedete? Gesù non vide mai alcuna dicotomia tra lo Spirito, l’esperienza spirituale e le parole che pronunciava, sono sufficienti.

In Giovanni 4:24, Gesù dice: “Coloro che adorano devono adorare in spirito e in” - Cosa? - “verità”. Non potete adorare Dio con un’esperienza che viola la verità di Dio. Ora, lasciate che vi mostri 1 Samuele 15. 1 Samuele 15. E vi ho parlato molto tempo fa di Saul, ma voglio sottolinearlo di nuovo perché è una storia affascinante, 1 Samuele 15, qui c’era un uomo che cercava di adorare Dio in spirito, ma non in verità, e vediamo un po’ cos’è successo. Nel versetto 3 di 1 Samuele 15, “‘Ora va’, dice il Signore a Saul, re d’Israele, ‘và, sconfiggi Amalec, vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene; non lo risparmiare, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini»”, elimina completamente quell’influenza pagana, priva di Dio e corrotta. Versetto 7, “Saul sconfisse gli Amalechiti da Avila fino a Sur, che sta di fronte all'Egitto”, distrusse l’intera nazione.

però, versetto 8, “prese vivo Agag, re degli Amalechiti, e votò allo sterminio tutto il popolo, passandolo a fil di spada”, e la ragione per la quale prese il re fu per orgoglio, voleva mostrare a quel re che l’aveva conquistato, anche se Dio disse di distruggere tutto. “Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio delle pecore, dei buoi, gli animali della seconda figliatura, gli agnelli e tutto quel che c'era di buono; non vollero votarli allo sterminio, ma votarono allo sterminio ogni cosa senza valore e inutile”, distrussero solo ciò che non volevano. Tennero però ciò che volevano, disobbedirono a Dio. Ora guardate qui cosa succede, “‘E Dio dice: «Io mi pento di avere stabilito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini». Samuele ne fu irritato e gridò al Signore tutta la notte”.

E sapete cosa fece il Signore? Tolse il trono dalla casa di Saul, “E Samuele andò da Saul”, nel versetto 13, “e Saul gli disse: «Il Signore ti benedica! Ho eseguito l'ordine del Signore».” - il che era una grande bugia. “Samuele disse: «Che cos'è dunque questo belar di pecore che mi giunge agli orecchi e questo muggire di buoi che sento?» Saul rispose: «Sono bestie condotte dal paese degli Amalechiti; perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e dei buoi per farne dei sacrifici al Signore, al tuo Dio; il resto, però, l'abbiamo votato allo sterminio»”, vedete, voglio solo adorare Dio. Questo è il mio modo di adorare Dio. E nel versetto 17, “Samuele disse: «Non è forse vero che quando ti consideravi piccolo sei diventato capo delle tribú d'Israele, e il Signore ti ha unto re d'Israele? Il Signore ti aveva affidato una missione, dicendo: “Và, vota allo sterminio quei peccatori degli Amalechiti, e fa' loro guerra finché siano sterminati”. Perché dunque non hai ubbidito alla voce del Signore? Perché ti sei gettato sul bottino e hai fatto ciò che è male agli occhi del Signore?» Saul disse a Samuele: «Ma io ho ubbidito alla voce del Signore, ho compiuto la missione che il Signore mi aveva affidata”.

Poi il versetto 21: “Ma il popolo prese il bottino”. Poi vuole dare la colpa al popolo. Prima però disse che voleva adorare Dio, ma guardate un po’ al versetto 22: “Samuele disse: «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l'ubbidire alla sua voce? No, l'ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale piú che il grasso dei montoni; infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l'ostinatezza è come l'adorazione degli idoli e degli dèi domestici[a]. Poiché tu hai rigettato la parola del Signore, anch'egli ti rigetta come re».”.

Ascoltate, non potete mai adorare Dio secondo i vostri termini. Dovete adorarlo in spirito ed in” - Cosa? - “verità”. E le persone dicono: “Beh, è il mio modo di adorare. Beh, è la mia esperienza. Beh, sto cercando solo la mia sensazione”, però stanno violando una verità biblica basica. 2 Samuele capitolo 6; 2 Samuele capitolo 6. Voglio mostrarvi un’altra illustrazione molto velocemente. In 2 Samuele capitolo 6, stavano trasportando l’arca. Ed il versetto 3 dice: “Misero l'arca di Dio sopra un carro nuovo”, ora, stavano trasportando l’arca di Dio qui, “Misero l’arca di Dio sopra un carro nuovo”, nel versetto 5, andando giù: “Davide e tutta la casa d'Israele sonavano davanti al Signore ogni sorta di strumenti di legno di cipresso, e cetre, saltèri, timpani, sistri e cembali”, quindi eccoli qui, che portano l’arca tutti insieme, ora, Dio aveva stabilito delle regole sul conto dell’arca, e la prima regola era che in primo luogo, l’arca doveva essere trasportata, come? Non su un carro, ma sulle spalle dei Leviti su delle aste. E Dio aveva un’altra regola sull’arca, ed era che in nessuna condizione nessuno l’avesse mai toccata, e “Quando giunsero all'aia di Nacon, Uzza stese la mano verso l'arca di Dio per reggerla, perché i buoi la facevano inclinare”.

Caro Uzza, doveva essere un bravo ragazzo era lì che camminava, forse faceva parte del comitato del carro. E, sapete, l’arca di Dio era così importante per lui perché era una cosa molto sacra, ed i buoi presero una buca, e, mamma, l’arca cominciò a cadere. Ed Uzza stende la mano, e che atto d’adorazione fu. Che atto onorevole, perché mai Dio, ciò che simboleggia Dio per lo meno, dovrebbe mai cadere nella polvere e nel fango della strada, e lui lo fermò con la mano, e la Bibbia dice nel versetto, “L'ira del Signore si accese contro Uzza; Dio lo colpí lí per la sua empietà ed egli morí in quel luogo vicino all'arca di Dio”, potremmo dire: “Aspetta un attimo, qual è il problema? Era un atto d’adorazione da parte sua! Non si adora mai Dio in violazione delle sue norme, non è vero? C’è solo un modo d’adorare Dio, in Spirito ed in verità. Ed è sempre stato così, e sarà sempre così, e non potete dire di avere il vostro approccio, o il vostro modo di fare, o che sentite di doverlo fare in questo modo, o che sentite che questo sia giusto. L’adorazione di Baal era: “Cosa ci guadagno io da questo?” L’esperienza.

Però l’adorazione di Dio è sempre stata: “Come posso rispondere alla verità di Dio?” John Stott affermò: “Tutta l’adorazione cristiana, pubblica e privata, dovrebbe essere una risposta intelligente alla rivelazione di Dio di Sé stesso nelle Sue parole ed opere registrate nelle Scritture”, non c’è differenza tra l’adorare nello spirito e nella Parola.

In Efesini 5:18, ci viene detto: “Siate riempiti di Spirito”, giusto? Ed in Colossesi 3:16, il passaggio parallelo dice: “Lasciate che la parola di Cristo dimori riccamente in voi”, l’essere ricolmi di Spirito e lasciare che la Parola di Cristo dimori riccamente in noi sono sinonimi, son la stessa la; non c’è Spirito senza Parola perchè non siamo in obbedienza a Dio, e lo Spirito di Dio è attivo solo in coloro che obbediscono. Nel Salmo 32, lasciate che vi mostri un passaggio interessante, versetto 8. Salmo 32:8 dice: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te”, che grande promessa. Dio dice: “Guarda, ti porterò per la via che dovrai seguire. Ti insegnerò, t’istruirò e ti guiderò”, ora guardate un po’ a quello che dice, versetto 9: “Ma non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” Ora, cosa sta dicendo? Voglio guidarvi, voglio indirizzarvi verso la verità, voglio indirizzarvi verso l’adorazione appropriato, voglio indirizzarvi verso la mia volontà, e l’unico modo in cui posso farlo è se avete comprensione.

Vedete? Non siate come il cavallo e il mulo che non hanno intelletto, com’è che Dio ci guida quindi? Attraverso la nostra comprensione, tramite la nostra ragione. E quello è il Suo piano, ed il Suo disegno, ed è per questo che Paolo disse a Timoteo di prestare attenzione alla sua dottrina.

Nel libro “Guarigione Miracolosa”, scritto da Henry W. Frost, dice questo, e l’ho accennato stamattina, dice questo, e cito: “Si può fiduciosamente prevedere, con l’aumentare dell’apostasia attuale, che Cristo manifesterà in misura crescente la Sua divinità e signoria tramite segni miracolosi. Non possiamo quindi dire che la Parola è sufficiente”, fine della citazione, quella è una dichiarazione di un carismatico. La Parola non è sufficiente?

Venite con me a Giovanni capitolo 14. Vi ricorderete questo capitolo meraviglioso, meraviglioso. Giovanni capitolo 14, versetto 7. Gesù si trovava con i Suoi discepoli nella stanza superiore e disse questo: “«Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete visto»”, oh, è così grandioso. Gesù aveva appena chiarito nella loro mente che Lui li avrebbe lasciati. E per consolarli, gli dice: “Ehi ragazzi, non dovete preoccuparvi troppo, perché avete visto il Padre in Me, e conoscete Dio tramite di Me, e va tutto bene”, però Filippo non era soddisfatto.

Non era sufficiente aver sentito le parole di Gesù. Non era sufficiente aver avuto ciò che Lui aveva. Lui doveva avere qualcosa in più. Desiderava un’altra esperienza, e quindi nel versetto 8, “Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»’”. In altre parole, “Ciò che hai fatto fino ad ora non è sufficiente. Fai ancora una cosa. Dacci una visione di Dio. Regalaci una meraviglia, un’esperienza”, implorò uno scorcio splendido del Padre, un’estasi, un’esperienza.

E Gesù ne fu ferito. Nel versetto 9, “Gesú gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”?” è straziante, stava dicendo: “Ehi, Filippo, non sono abbastanza? Non sono abbastanza? Avermi visto, le mie opere, dopo aver ascoltato le mie parole, ti serve di più?” Forse voleva vedere la gloria di Dio come Mosè, ma vi dirò una cosa, Mosè avrebbe scambiato volentieri quel breve scorcio della gloria di Dio per tre anni con Dio in carne umana, non credete? Ma Filippo voleva qualcosa di più, e fu davvero un insulto al Figlio di Dio, e temo che molte persone oggi stiano facendo la stessa cosa. Stanno insultando Dio e stanno insultando Gesù Cristo, che si è rivelato pienamente in questo Libro, volendo sempre qualcosa in più. Filippo pensava forse che una visione di Dio sarebbe stata più soddisfacente della presenza di Gesù? Filippo pensava forse che un qualche tipo di grande esperienza fosse stato più grande dell’ascoltare le parole di Dio sulle labbra del figlio Suo?

Noi non cerchiamo esperienze. Cerchiamo di conoscere Dio e di conoscere la Sua Parola. E, ascoltatemi, quando abbiamo trovato quelle due cose, Dio e la Sua Parola come veraci, ne segue una cascata di esperienze meravigliose non è vero? Non sto dicendo che non abbiamo esperienze. Ascoltate, sulla strada per Emmaus c’erano due discepoli solitali in Luca 24; con il cuore infranto e penso che stessero piangendo, ma all’improvviso mentre camminavano su quella strada, piangendo per la morte del loro Messia del loro Salvatore, Gesù iniziò a camminare al loro fianco. Non lo riconobbero. Camminarono un po’ e, all’improvviso, iniziò ad aprire le Scritture, e partendo da Mosè e dai profeti, insegnò loro le cose riguardanti Se stesso. Vi ricordate? Questa è la verità. Questa è la rivelazione. È la Parola. E più avanti, Gesù svanì e si dissero l’un l’altro: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre Egli ci parlava con noi per la via?” Ehi ascoltate, ebbero un’esperienza. I loro cuori erano caldi, c’era una certa gioia ed un brivido ed un certo eccitamento e, ascoltatemi, Pietro disse che a volte il credente avrà anche una gioia indicibile, che va oltre le parole! Ed è proprio così.

Romani 14:17 dice: “perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”, ed ogni cristiano che ha mai veramente vissuto la verità conosce quella gioia e quella pace che si trovano nella sua esperienza. In Matteo 22:37, “Dobbiamo amare Dio e dobbiamo amarlo con tutto il nostro cuore, anima e mente, con la volontà, l’intelletto e l’emozione”, il salmista ha detto nel Salmo 34:8, “Oh, provate e vedrete quanto il Signore è buono”, sperimentate Dio! E Malachia disse: “Mettetemi alla prova e vedrete se non aprirò le finestre del cielo e riverserò benedizioni affinché le riceviate”. Ci sono così tanti luoghi dove c’è una tale gioia ed esperienza, e quello arriva in risposta allo studio ed all’obbedienza alla Parola di Dio.

Miei cari, non sto negando l’esperienza. Sto solo dicendo che l’esperienza seguirà quando conosciamo la verità, ma se inseguiamo l’esperienza, l’Avversario la falsificherà e trarremo conclusioni errate su ciò che è vero, e perderemo la verità di Dio. Tanti dei nostri fratelli carismatici stanno dicendo: “Queste esperienze sono quello che tutti noi dobbiamo ricevere”, anche se in realtà non sono nella Bibbia, non colgono il punto.

1 Corinzi 15:14 è parafrasato da Clark Pinnock in questo modo, e penso che sia una buona parafrasi, dice: “Non vantatevi di resurrezioni spirituali e non vantatevi di esperienze religiose a meno che Cristo non sia realmente risorto nella storia spazio-temporale”, in altre parole, se non c’è un cristianesimo storico, non ci può esser alcuna esperienza valida, ma se c’è un cristianesimo storico, allora è quello a cui dobbiamo attenerci.

Ecco com’è che voglio che siate. Andate ad Atti 17 e concluderò con questo, ok? Versetto 10, Atti 17: “Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea[c]; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei”, dovettero fuggire da Tessalonica perché cercarono di ucciderli. Così, i fratelli mandarono Paolo e Sila fuori città, e corsero a Berea. “Or questi erano di sentimenti piú nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola – prestate attenzione qui perchè è così bello, questi erano Giudei, ok? Non erano cristiani – ma ricevettero la Parola con ogni – cosa? – premura, esaminando – che cosa? - Le Scritture – quanto spess? - ogni giorno per vedere se le cose stavano cosí. Dunque, molti di loro – cosa? – credettero”. Ragazzi, ve lo dico, fantastico, no? Questo è il tipo di persone che volete essere, non è vero? Ascoltatemi, Dio non si aspetta che dobbiate cercare di capire ciò che non è scritto qui. Tutto ciò che dobbiamo fare è impegnarci a cercare le Scritture quotidianamente per vedere se le cose siano così. Ed io posso promettervelo, perché è vero così come la Parola di Dio lo afferma più e più volte, se vi nutrirete di questo, sperimentarete la gioia e le benedizioni più grandi immaginabili, e saranno radicate e fondate sulla verità divina.

Caro Padre, questa sera Ti ringraziamo per la Tua Parola. Grazie per la famiglia di Grazia. È così incredibile che Tu abbia voluto costruire questa famiglia qui. Ti ringrazio per tutte le persone che sono qui stasera, che si trovano in diversi momenti della loro crescita spirituale. E Padre, per tutta questa famiglia, ho solo una preghiera. Rendici nobili come i Bereani che scrutavano le Scritture per verificare che le cose fossero così. E aiutaci a mantenere le nostre convinzioni con amore e tenerezza. Dolcemente, ad istruire gli altri, non in modo contenzioso, e fa di noi un popolo che spiccherà in questa parte della Valle, e in tutto il mondo come una luce, di cui si possa dire: “Sono persone del Libro”. Possiamo essere obbedienti e adorarTi in spirito e verità, sapendo che le parole che Tu parli, sono Spirito e sono vita. Vivere veramente è ascoltare le Tue Parole. E quindi questa è la nostra preghiera. Questo è il nostro impegno. E tutto il popolo di Dio ha detto, Amen.

FINE

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