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Come ho detto all’inizio della nostra comunione di questa mattina, la Cena del Signore, credo sia l’atto di adorazione più meraviglioso, più sacro, e più unico che la Chiesa comprata con il sangue di Gesù Cristo possa mai sperimentare. È sacra in molti modi. È sacra perché è un ricordo sacro della croce. Il pane parla del Suo corpo ed il calice parla del Suo sangue, e questi puntano alla croce dove il Suo corpo fu crocifisso e il Suo sangue fu versato, e quindi è sacra per il suo ricordo. Ma più di questo, la tavola del Signore è sacra perché è una comunione presente con il Cristo vivente che ci incontra proprio qui. L’apostolo Paolo dice: “Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il corpo di Cristo?” (1 Corinzi 10:16), abbiamo, letteralmente, comunione con lui alla cena.

Inoltre, è sacra, credo, perché Gesù disse in Luca 22:19-20: “Fate questo in memoria di me”. Ed è quindi sacra perché è un atto di obbedienza, e l’obbedienza è una cosa santa e sacra.

E quindi, la tavola del Signore è speciale. Io mi ci avvicino ogni volta che posso, e molto spesso, nella mia stessa vita personale, prendo le cose più comuni e nelle mie mani e, nel mio cuore, diventano simboli del corpo e del sangue di Gesù Cristo perché la cosa ha così significato per me. Eppure, pensando a coloro che raramente o che mai per lunghi periodi di tempo, si avvicinano alla tavola del Signore, come molti non sono mai obbedienti nel battesimo, e credo che il mio approccio è sempre stato quello di dire: “Beh, forse sono solamente ignoranti; non comprendono l’importanza della tavola del Signore o non comprendono l’importanza del battesimo. Non sanno cosa significhi dare una testimonianza pubblica attraverso l’obbedienza nel battesimo. Non sanno cosa significhi comunicare con Gesù Cristo e con il Suo corpo per celebrare la croce”, son solo ignoranti, e quindi di recente ho pensato a qualcosa di un po’ di diverso, e questo è il messaggio che voglio condividere con voi questa mattina. Di recente Ho pensato che se qualcuno non avesse alcun desiderio di obbedire alla testimonianza del battesimo, e se qualcuno non avesse alcuna comunione alla tavola del Signore, forse non è perché sia un cristiano debole, ma forse perchè non è affatto un cristiano. Potrebbero pensare di esserlo, ma non lo sono.

E che dire di te? Sei cristiano? E potresi dire: “Sì, certo che lo sono, ho creduto! Ho preso una decisione per Cristo”, e credetemi, ci sono molte persone che puntano al passato per verificare la loro cristianità o la loro salvezza. Ma la Bibbia non guarda mai al passato; la Bibbia non parla mai di una decisione presa nel passato. Sei davvero cristiano? Dite: “Sono venuto a Gesù. Ho invitato Gesù nella mia vita”. È abbastanza? Lasciate che vi mostri qualcosa. Tutti conosciamo il capitolo 11 di 1 Corinzi che parla della comunione. Ora, lasciate che ve lo ricordi brevemente. 1 Corinzi capitolo 11 versetto 27 afferma: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà il calice del Signore in modo indegno sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore”, ora, questo è molto forte. Lasciate che vi dica una cosa: sapete cosa è peggio di non venire mai alla tavola del Signore? Venire alla tavola del Signore immeritatamente, quello è peggio, perchè farlo significa mangiare e bere indegnamente ed essere colpevoli del corpo e del sangue del Signore.

E quindi il versetto 28 dice: “Or ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva del calice. Perché colui mangia e beve senza discernere il corpo, mangia e beve un giudizio contro sé stesso” (1 Corinzi 11:28-29). È molto serio avvicinarsi alla tavola del Signore, ed è serio per il credente venire alla tavola del Signore intrattenendo del peccato nella propria vita. È serio per il cristiano presentarsi alla tavola del Signore senza ravvedersi di ogni cosa e senza desiderare sopra ogni cosa giustizia e santità, allontanandosi da ogni peccato noto, è una cosa seria. Ma la cosa ancora più seria è quella di venire alla tavola del Signore indegnamente perchè non si è nemmeno cristiani.

Paolo chiama ad un esame in un altro passo, e voglio che lo notiate, l’ultimo capitolo di 2 Corinzi capitolo 13 versetto 5, e voglio che notiate cosa dice: 2 Corinzi 13:5, solo la prima frase, “Esaminatevi per vedere se siete nella fede”; “mettetevi alla prova”, sta dicendo, “testatevi!” Dite a qualcuno: “Sei cristiano?” “Sì”. “Su cosa basi questa affermazione?” “Beh, tanti anni fa ho preso una decisione”, quello non significa nulla. La Bibbia non verifica mai la salvezza di nessuno sulla base del passato. È sempre sulla base del presente. E se non avete una prova evidente della vera salvezza nella vostra vita adesso, c’è una possibilità molto reale che non siate affatto cristiani, indipendentemente da ciò che è successo in passato. Quindi esaminatevi per vedere se siete nella fede, mettetevi alla prova.

E potreste chiedere: “John, come si fa?” Come posso sapere se son veramente cristiano? Dopotutto, ci credo!” Magari siete anche stati battezzati, oppure: “Vado in chiesa... cioè, penso di essere un cristiano”, seguitemi a Matteo capitolo 5 e scopriamolo insieme. Quando Gesù arrivò sulla scena, i Giudei avevano già deciso cosa significava vivere rettamente, avevano già stabilito il loro codice, avevano già sviluppato il loro sistema, ed era tutto ben definito, che quello era il significato dell’esser santi, e la cosa era tutta basata su una questione esteriore. Era tutta autosufficienza ed opere.

E Gesù venne e distrusse la cosa intera e disse: “Voglio darvi un nuovo standard di vita. Voglio darvi un nuovo criterio con il quale valutare se siete redenti o no. Voglio dirvi com’è che vive davvero un cittadino del regno”. Volete provarvi? Ecco la prova. Prendete la vostra vita questa mattina e lasciate che lo Spirito di Dio la confronti con i fatti del sermone sul monte, ed il risultato sarà l’esame, e la fine di tutto dimostrerà se siete cristiani o meno, questo è lo standard. E la chiave di tutto è una sola parola, ora prestate attenzione, è la parola giustizia, quella è la chiave.

Gesù sta dicendo nel Sermone sul Monte che, se siete figli del Re, se siete veramente convertiti, se appartenete davvero a Dio, se siete stati veramente redenti, la caratteristica della vostra vita sarà la rettitudine. E ci sono molte persone che affermano di essere cristiane, e ci vuole molto tempo per trovare una qualche traccia di giustizia nella loro vita. Qualcuno mi ha detto la settimana scorsa che c’è una donna nella loro chiesa che dice di essere cristiana, e da quando è cristiana vive con un uomo che non è suo marito. Ed in 1 Corinzi 6 ci viene detto: “Non illudetevi; né fornicatori né idolatri né adulteri... erediteranno il regno di Dio”. Perché? Perché quello rappresenta uno stato costante di ingiustizia. E la conversione è caratterizzata dalla giustizia, dalla rettitudine.

Guardate il versetto 20; questo è il versetto chiave di tutto il sermone, capitolo 5 versetto 20, Gesù dice: “Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli”. Ascoltate, gli scribi e i farisei andavano al tempio ogni giorno, pagavano le decime, digiunavano, pregavano; erano dei fanatici religiosi, per così dire, e Gesù dice: “Non mi importa di tutto questo. A meno che la vostra giustizia—e questa è la richiesta minima—non superi la loro, non entrerete affatto nel mio regno”. Vedete, la giustizia è il sine qua non; è la questione centrale; è ciò che distingue i convertiti, e rettitudine, semplicemente, non è altro che una parola lunga per comunicare il vivere rettamente, vivere secondo gli standard di Dio, vivere secondo la Sua definizione.

In 2 Timoteo 2:19 si legge: “Il Signore conosce quelli che sono suoi; e: Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome del Signore”. In Tito capitolo 1, verso 16 ci viene detto: “Essi professano di conoscere Dio, ma con le opere lo rinnegano, essendo abominevoli e ribelli”. In altre parole, la professione di fede non significa nulla se non c’è obbedienza, giustizia, santità, o rifiuto dell’iniquità. Dio ha tutto il diritto di aspettarsi quelle cose da noi. Ed ho sentito un predicatore dire l’altro giorno: “Non è meraviglioso che si possa venire a Gesù Cristo senza dover cambiare nulla dentro o fuori?” Questa è una menzogna dall’inferno, è necessario aver una trasformazione.

In 2 Corinzi 5:17 è detto chiaramente: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”. In 1 Giovanni 1:9 si legge che i cristiani confessano costantemente i loro peccati. Ed essere giusti non significa non peccare mai, ma affrontare il peccato quando si verifica. Lo si confessa, lo si abbandona, ci si pente, lo si disprezza e lo si odia, non lo si ama. In 1 Giovanni capitolo 2, verso 3, Giovanni dice: “Da questo sappiamo che lo conosciamo: se osserviamo i suoi comandamenti”, più avanti, nello stesso capitolo, dice: “Chi ama suo fratello dimostra di essere nella luce; ma chi odia suo fratello è nelle tenebre fino ad ora”.

Inoltre, dice: “Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15). E Giacomo lo esprime così: “Non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Voi oh adulteri... non potete esser amici del mondo e di Dio... Più avanti, in 1 Giovanni 3, afferma: “Chiunque è nato da Dio non persevera nel peccato – non può – perché il seme di Dio dimora in lui; e non può continuare a peccare”.

Ma cosa sto dicendo? Sto dicendo questo: Dio afferma che se siete davvero salvati, ci sarà giustizia, ci sarà santità, ci sarà un nuovo approccio intero alla vita. Peccate? Sì, ma vedrete una diminuzione nella frequenza del peccato, e quando peccherete, lo odierete, come Paolo in Romani 7. E li confesserete, li abbandonerete, vi pentirete di essi, e avrete fame e sete di giustizia. Obbedirete, amerete i vostri fratelli, e odierete il sistema malvagio del mondo, così stanno le cose, se siete veramente salvati. Non potete dire: “Beh, sono un cristiano”, e continuare a percorrere lo stesso vecchio sentiero di sempre. Provatelo. Dici di esserlo? Provalo.

Forse non mi accontento più di dire semplicemente che se dichiarate di essere cristiani, allora lo siete veramente. Se avete preso una decisione in un incontro, o in una conferenza, o avete percorso una navata, o qualcuno vi ha guidati con un libretto... non credo che quello sia il criterio biblico per la salvezza. Il criterio biblico per la salvezza è: ora come ora, cosa afferma la vostra vita, sul come state vivendo, ora come ora... e miei cari, credetemi lo dico con dolore al cuore: sono certo che ci sono molte persone—e lo dico, molte persone—qui a Grace che non sono cristiane. Noi non le conosciamo e forse nemmeno loro lo sanno.

E voi potreste dire: “Bene, ma quali sono gli standard?” Guardiamo insieme a Matteo capitoli dal 5 al 7, il Sermone sul Monte Gesù ci insegna i principi per poter vivere nel Suo regno. Ed è qui che inizia tutto: “Beati i poveri in spirito – verso 3 – perché di loro è il regno dei cieli”. L’enfasi in greco qui è chiara: solo loro, nessun altro. In altre parole, le uniche persone che entrano nel regno sono coloro che sono povere nello Spirito. Coloro che riconoscono la loro bancarotta spirituale, che vedono sé stessi come peccatori e sanno di non poter portare nulla a Dio. Coloro che non hanno alcuna speranza per sè stessi. Poveri in spirito...

Ed il risultato è, al versetto 4: “Beati quelli che piangono, perché saranno consolati”. E ancora, solo loro. Le uniche persone che ricevono la salvezza sono quelle spezzate dal loro peccato e che piangono per esso. Poi, al versetto 5, sono persone umiliate nella mansuetudine, e solo loro erediteranno la terra. Solo loro sono cittadini celesti, e l’essenza di tutto questo, quando si è rotti nello Spirito, in lutto e schiacciato dalla mansuetudine, è al versetto 6: “si sarà affamati ed assetati di giustizia”, e solo loro saranno saziati.

Ascoltate, se non siete venuti a Gesù Cristo spezzati dal vostro peccato, se non siete venuti a Lui completamente abbattuti letteralmente fino al cuore del vostro essere, dalla vostra peccaminosità, se non avete pianto per i vostri peccati, se non avete fame e sete di giustizia più di qualsiasi altra cosa, allora è molto probabile che non siate nemmeno cristiani. Questo è il criterio che il nostro Signore ci offre. Prima di tutto dice: Ci dev’esser un’entrata appropriata al regno. Ed è lì che inizia il sermone sul monte. Il cittadino del regno è caratterizzato, prima di tutto, dalla propria abnegazione, dal proprio senso di nullità, di disprezzo personale, dalla propria bancarotta spirituale e dalla propria insufficienza, dal proprio nulla.

Ci sono molte persone che si avvicinano a Gesù perché pensano che Lui voglia avere un ruolo in ciò che hanno da offrire. A volte anche noi la pensiamo così, diciamo cose del tipo: “Non sarebbe fantastico se una tale persona famosa diventasse cristiana, perché, guarda, il Signore potrebbe...”. Non ne ha bisogno. Cosa vi fa pensare che abbia bisogno delle loro capacità oltre alla Sua potenza? No, signore. Se non venite a Gesù alle Sue condizioni, allora non venite affatto. E le Sue condizioni sono spezzatezza, lutto, mansuetudine, fame e sete di giustizia. E chi sono questi cittadini del regno? Al versetto 7: sono misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati ed insultati.

Volete sapere una cosa? Se venite a Cristo spezzati, contriti, addolorati, affamati ed assetati di giustizia — e, per inciso, è l’unico modo per venire — non credo che nessuno sia mai diventato cristiano senza ravvedersi dei propri peccati. Magari avete preso una decisione anni fa. Quella non era la vostra salvezza se non includeva tutto questo. E forse anni dopo siete tornati al Signore spezzati dal vostro peccato e quello era il momento in cui la cosa si è realizzata, quello era il momento nel quale siete entrati a far parte del regno. E vivrete così per il resto della vostra vita: amando la giustizia ed odiando il peccato.

Una delle caratteristiche di un cristiano è che, quando pecca, odia quel peccato. Lo detesta; non è ciò che vuole. È il peccato che è in lui a farlo, e lui lo odia. E quando venite a queste condizioni, il Signore vi rende misericordiosi, e vi rende puri di cuore e vi trasforma in operatori di pace. E se cercate di vivere così nel mondo, il mondo non vi sopporterà proprio.

Quindi, cosa succede al verso 10? Si è perseguitati. Al versetto 11, si viene insultati. Vi saranno dette contro falsità di ogni tipo, ma va bene così, siate felici, perché? Perché siete cittadini del regno. Ora, la prima cosa che voglio che vediate quindi è che se siete veramente cristiani, verrete a queste condizioni, addolorati sul vostro peccato.

Il secondo punto è questo: esaminatevi. Se siete cristiani, non solo l’ingresso nel regno sarà avvenuto a queste condizioni, ma anche la vostra testimonianza sarà diversa. Ed è ciò di cui si parla al versetto 13: “voi siete il sale della terra”, e poi il versetto 14: “siete la luce del mondo”.

Se siete davvero cristiani, la vostra testimonianza sarà chiaramente, decisamente e facilmente distinguibile dal resto del mondo, è quello che sta dicendo. Vedete, il mondo è come carne in decomposizione, sta marcendo, e come sapete il sale è un conservante, e noi siamo qui per preservare il mondo dalla decadenza e dalla sua stessa distruzione. E per questo motivo la tribolazione sarà così terribile: quando la chiesa sarà tolta di mezzo, il sale sparirà, ma ora siamo qui per preservare la cosa, per conservare il mondo come un’agenzia conservatrice nel mezzo di una civiltà decadente ed in decomposizione.

Siamo una luce posta su un monte, e siamo sale che conserva il suo sapore. In altre parole, se siete cristiani, non solo entrerete nel modo giusto, ma avrete anche una testimonianza che sarà chiaramente e facilmente distinguibile dal resto del mondo. E la vostra testimonianza? È evidente a tutti coloro che vi circondano che siete diversi? O fate ciò che fanno tutti gli altri? Quando siete diventati cristiani, la vostra vita è cambiata? Se no, allora perchè non è accaduto, non è avvenuto.

Il nostro Signore si spinge oltre e dice che un’altra caratteristica di colui che è un figlio del regno è l’obbedienza. Al versetto 17, leggiamo: “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti? No, io sono venuto non per abolire ma per compiere. Infatti, neppure uno iota o un apice della legge passerà ed io vi dico che chiunque infrangerà il più piccolo dei comandamenti ed insegnerà agli uomini sarà considerato esser il più piccolo del regno dei Cieli, ma chiunque insegnerà lo stesso sarà chiamato, grande, nel regno dei Cieli” e poi continua dicendo che la vostra giustizia deve superare quella degli scribi e dei farisei. Il punto è questo: se siete davvero salvati, sarete obbedienti, sarete obbedienti, ci saranno atti di obbedienza.

La legge di Dio sarà qualcosa che desidererete profondamente, di nuovo, Romani 7, Paolo desiderava adempiere la legge di Dio, aveva fame di praticarla, si dilettava nella legge di Dio, amava la legge di Dio, anche se il peccato continuava a tirarlo giù. Quindi, esaminatevi: sei veramente salvato? Sei venuto in lutto sul tuo peccato? Sul tuo cuore malvagio? Esaminati! Sei chiaramente distinguibile dal resto del mondo? Esaminati! Stai obbedendo Dio ed è la fame più profonda del tuo cuore quella di fare la Sua volontà? E poi continua, va ben oltre: se siete davvero stati convertiti, penserete in modo diverso, proprio così. Al versetto 21 e seguenti parla del pensare correttamente. Vedete, i Giudei compivano solamente atti esteriori, ma non potevano gestire le cose interiori. E quindi il Signore gli disse: “Avete udito che fu detto: ‘Non uccidere’, ma io vi dico – voglio andare oltre e parlare dell’interiore e dice: “chiunque si adira contro il proprio fratello sarà sottoposto al giudizio”.

In altre parole, un figlio del regno non è semplicemente qualcuno che non uccide, ma qualcuno che nel suo cuore non desidera nemmeno fare del male a nessuno. E sposta il tutto all’interno, perchè se siete veramente figli del regno, avrete un cuore diverso. In Ezechiele 36, il Signore dice che, quando siete stati redenti, vi toglie il cuore di pietra, ostinato, e vi dà un cuore di carne, un cuore nuovo. Al versetto 27, dice: “Avete udito che fu detto: ‘Non commettere adulterio’, ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio nel suo cuore”. Non dovreste neanche considerare tale pensiero.

In altre parole, un cittadino del regno è diverso! E se qualcuno dice: “Sono cristiano, ma ho solo problemi in quell’area” e continua ad essere adultero, continua a fornicare, o continua a vivere la vita omosessuale, o a vivere in altri peccati simili, io devo sempre andare a 1 Corinzi 6 e dire che tali persone non erediteranno il regno dei cieli. Non siete venuti a Cristo alle Sue condizioni, ma alle vostre, e quello non funziona.

Fino a quando non sarete spezzati e distrutti da queste cose, fino a quando non piangerete lacrime amare e entrerete nel Suo regno addolorati per la giustizia, non conoscerete mai cosa sia la vera redenzione. Più che avere pensieri giusti, dice il Signore, se siete davvero figli del regno, avrete anche parole giuste. Non solo penserete correttamente, ma parlerete correttamente. Al versetto 33, parla di questo. Continua a parlare di spergiuro, di giuramenti, e dice che la vostra comunicazione deve essere: “sì, sì; no, no”. In altre parole, le vostre parole saranno giuste, perché “dall’abbondanza del cuore – cosa? – la bocca parla” (Matteo 12:34).

E quindi, il nostro Signore sta dicendo che, se la vostra vita è indirizzata alla ricerca della giustizia, ciò risulterà in obbedienza, e l’obbedienza significa avere pensieri giusti, e quando aprite la bocca, usciranno parole giuste. E quando agite, al versetto 38 e seguenti, le vostre azioni saranno giuste. Non reagirete con ritorsioni, ma sarete gentili. Se qualcuno vi chiederà una cosa gliene darete due. E poi al verso 43, amerete il vostro prossimo e poi ancora più in basso dice che ameremo persino i nostri nemici. Amerete persino i pubblicani.

Infatti, al versetto 48 dice che questa è l’idea centrale: l’essere come Dio, e Lui ama i Suoi nemici. Vedete il punto? Provatelo. Non ditemi che siete cristiani perché cinque anni fa vi siete presentati di fronte al pulpito. Non ditemi che siete cristiani perché avete firmato una cartolina. Non cercate di dire a Dio che siete cristiani perché vi siete fatti avanti all’incontro o perchè siete andati alla sala di preghiera o perchè avete parlato con il consulente. E non ditevi che siete cristiani perché il consulente vi ha detto che lo eravate, perché nemmeno lui lo sapeva.

La cosa peggiore che potete fare è parlare di Cristo e, dopo che pregano o invitano verbalmente Cristo nella loro vita, dirgli che sono veramente salvati, perchè non avete la più pallida idea di dove siano, quella è l’opera dello Spirito Santo, è Lui che concede la sicurezza. E lo fa attraverso la testimonianza interiore (Romani 8) e attraverso l’evidenza esteriore delle opere che la dimostrano, perché la fede senza le opere è cosa? È morta (Giacomo 2:26).

Sapete uno dei problemi lasciatici in eredità dal tipo di evangelismo diffuso nel nostro paese è che abbiamo cominciato a credere che la salvezza sia legata ad una decisione. Ma la certezza della salvezza non ha nulla a che fare con una decisione passata, ha a che fare con ciò che sta accadendo nel presente. Gesù lo disse così in Giovanni 8:31, “Se perseverate nella mia parola, siete e sarete veramente miei discepoli”, è sempre una questione di perseveranza; è sempre al presente.

E quindi, il nostro Signore dice: “se siete davvero figli del regno, siete entrati nel modo giusto, addolorati per il peccato, e la vostra vita è totalmente diversa, distinguibile dal mondo. E siete caratterizzati dall’obbedienza: pensieri giusti, parole giuste, azioni giuste. E poi va ancora oltre: motivi giusti e il giusto tipo di espressione religiosa.

Il giusto tipo di adorazione, potremmo dire, quando adorate Dio, al capitolo 6, la vostra adorazione è reale, non come quella dei falsi che fanno suonare la tromba e pregano per fare la parata. Parla degli ipocriti la cui religione è falsa, la vostra però è reale. E quando pregate, pregate nel modo giusto, pregate: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”. Sta dicendo che, se qualcosa è davvero cambiato nella vostra vita, la vostra religione non è falsa, è reale. Le vostre preghiere non sono come quelle dei falsi; sono vere. Ed il vostro digiuno non è un digiuno da mostrare al pubblico. È il digiuno del segreto, che nessuno conosce.

Quindi dice: ubbidite, e così avrete pensieri giusti, parole giuste, azioni giuste, un’adorazione autentica e giuste relazioni. Non amerete il denaro, al versetto 19 del capitolo 6. E vi sto esponendo al cosa intera qui, ma dice che non accumulerete tesori sulla terra. Non sarete ossessionati dal denaro, perché non potete servire Dio e Mammona. Non dite di essere servitori di Dio quando tutta la vostra vita è orientata all’accumulare soldi. Le due cose sono incompatibili. State cercando di essere amici del mondo ed amici di Dio, ma non potete esserlo. Se siete amici del mondo, siete nemici di Dio. Se amate il mondo, l’amore del Padre non è in voi. Sta dicendo: i cittadini del Mio regno hanno una giusta relazione con il denaro. E poi, nei versetti 25-34 del capitolo 6, dice che hanno una giusta relazione con le cose materiali.

Non si preoccupano costantemente di cosa indossare, cosa mangiare o dove dormire, perché sanno che Dio si prende cura di tutto quello. Dio gestisce tutto. Al versetto 31 dice: “Non siate dunque in ansia, dicendo: ‘Che mangeremo?’ o ‘Che berremo?’ o ‘Di che ci vestiremo?’ Perché i pagani cercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose”.

E così avrete una giusta relazione con il denaro, con le cose materiali, e anche con le persone, come dice il capitolo 7. Non andrete in giro a giudicare il prossimo ingiustamente. Non andrete in giro facendo i pii mentre avete problemi nella vostra vita. Allora, vedete che il Signore sta davvero delineando alcune cose fondamentali, non è vero?

Sta dicendo: volete sapere se siete cristiani? Come siete venuti a Cristo? Siete venuti dicendo: “Ehi Gesù, se puoi darmi una vita felice, ci sto”? “Mi è sempre piaciuto avere una vita felice”, mi è sempre piaciuto averla facile... “Dio ha un piano meraviglioso per la tua vita!” Come se fosse un’offerta, no? La realtà è che Dio ha un piano terribile, orribile, per la vostra vita senza Cristo, e potete venire a Lui solamente alle Sue condizioni, non alle vostre. Quindi venite spezzati e contriti, distrutti dalla vostra peccaminosità, e Lui vi cambia immediatamente, vi dà un cuore nuovo, e siete diversi. Siete sale e siete luce, vi trovate su un monte e il mondo può vedervi. Siete distinguibili, se siete davvero cristiani.

La vostra vita è caratterizzata da una fame di giustizia, il che significa che desiderate ubbidire più di ogni altra cosa. E quello porterà a pensieri giusti, parole giuste, azioni giuste, adorazione autentica e relazioni giuste.

E qualcuno potrebbe dire: “Ma chi può mai vivere così?” Bene. Sono felice che siete arriviati a quel punto. Perché voi non potete. Volete sapere qualcosa? Tutto questo è impossibile... senza Cristo.

Posso illustrarvelo guardando Matteo 19. Matteo 19, versetto 23. Gesù aveva appena parlato con il giovane ricco, il capo giovane ricco, e gli aveva detto di vendere tutto ciò che possedeva, darlo ai poveri e poi seguirlo, però il ricco amava il suo denaro più di quanto amasse Gesù, così prese il suo denaro e se ne andò. Ora guardate quello che dice Gesù: “In verità vi dico che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. E di nuovo vi dico...”, ora ascoltate bene qui: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”, ora lasciate che vi chieda una cosa: può un cammello passare per la cruna dell’ago? Voi potreste dire: “Si, ma tu non capisci, quello si riferisce al passo dell’ago”... no no, non si riferisce a quello. Questo significa esattamente quello che dice. È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco essere salvato.

Voi potreste dire: “È impossibile”. E quello è esattamente quello che il Signore voleva che concludeste. Al versetto 25: “I discepoli, udito ciò, furono sbigottiti” se stava parlando di un qualche passo dell’ago non sarebbero stato sbigottiti! “e dissero: ‘Chi dunque può essere salvato?’” sapevano che stava dicendo che l’uomo ricco non può esser salvato... E “Gesù, fissandoli, disse loro: penso che abbiate ricevuto il messaggio ragazzi... Questo è – cosa? – impossibile agli uomini, ma a Dio ogni cosa è possibile”, cosa stava dicendo? Semplicemente questo: lo standard è impossibile. Nessuno, in nessun momento, potrebbe mai essere salvato, però con Dio è possibile. Vedete cosa sta cercando di dire? Noi non abbiamo le risorse per farlo da soli. Non possiamo farcela. Ed è per questo che dobbiamo essere pronti a liberarci di tutto il nostro bagaglio e a gettarci sulla misericordia di Dio, ma il ricco non era disposto a farlo. Era disposto a salire sul carro della religione portandosi dietro il suo bagaglio di materialismo, ma non poteva riuscirci. Era come cercare di passare per la cruna di un ago con un cammello, impossibile e quello è il punto. L’unico modo in cui qualcuno può entrare nel regno è quando realizza che non può farlo e si spoglia completamente, arrivando a Matteo 5:3, povero in spirito, piangendo ed essendo affamato ed assetato di una giustizia che non potrebbe mai raggiungere da solo.

Voi potreste dire: “Ma la maggior parte delle persone non vuole soddisfare queste condizioni”, avete ragione, la maggior parte delle persone vuole andare in cielo a modo proprio. Vogliono salire con tutto il loro bagaglio. Sono come una persona che parte per un viaggio con quattro valigie: mondanità, peccato, Satana e sé stessi. E dicono: “Gesù, voglio la felicità che mi darai. Voglio evitare l’inferno. Eccomi qui”. Ma c’è una strada per loro, sapete. Tornate a Matteo 7:13, e vi mostrerò. Matteo 7:13. Ora, immaginate i discepoli, insieme alla folla, che probabilmente si stavano chiedendo: “mamma, con questi standard, chi può mai entrare? Chi può essere salvato? Chi può qualificarsi?” Ascoltate: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa”, ecco il motivo: potete entrare con tutto il vostro bagaglio. È una porta larga. È così grande che potete portarci tutto il vostro sporco: le vostre opere, la vostra autosufficienza, il vostro “farò a modo mio”. E volete Gesù, ma volete anche il resto.

Come quell’uomo che diceva di essere un cantante a Las Vegas. Poi si è “convertito”, ma ha continuato a essere un cantante a Las Vegas. Questo, per me, sembra cercare di passare per la porta stretta con un mucchio di bagagli. Sapete, la porta stretta e la porta larga sono diverse in questo senso. Versetto 14: “Stretta è la porta ed angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”. Ascoltate, è una via difficile da seguire. La parola letteralmente significa “compressa”. Non potete portarvi tutto quel bagaglio. Non puoi. Avete mai provato a passare con quattro valigie attraverso un tornello? Non si può. Non potete entrare in quel modo. Dovete lasciare tutto il bagaglio, dovete entrare spogliati, nudi.

Ora voglio che notiate qualcos’altro. La via larga che conduce alla distruzione non è la strada per l’inferno, no. Le persone non stanno correndo sulla strada per l’inferno. Questa è la strada per il cielo, solo che è la strada sbagliata. Pensano che porti in cielo. Sono tutti sulla strada di Gesù. Questa è la strada larga. Non dovete lasciare nulla, non dovete vivere diversamente, non dovete pensare diversamente, non dovete fare nulla. Tutto ciò che dovete fare è dire che avete preso una decisione. Oppure che siete stati battezzati, avete camminato lungo una navata, avete firmato una carta quando eravate bambini, o che vostra madre vi ha aiutato. E potete portare tutto il vostro bagaglio e salirci sopra. Solo che è una strada larga che conduce alla distruzione. La parte triste è che molti ci sono sopra, molti. E stretta è la porta, e l’unico modo per passarci è lasciare il vostro peccato, Satana, il mondo e voi stessi, ed angusta o compressa è la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.

Ascoltate, nella Chiesa di Grace qui ci sono quei pochi, ma ci sono anche quei molti che sono sulla strada sbagliata. Siete su quella strada, e avete tutta la vostra mondanità, tutta la vostra autosufficienza, tutto quell’altro sporco. Non avete mai spezzato il legame con il mondo, non avete mai spezzato il legame con il vostro stile di vita peccaminoso, non avete mai cambiato il vostro approccio autosufficiente a Dio. Pensate ancora che siano le opere buone a salvarvi, e vi dico che siete sulla strada larga, e un giorno arriverete proprio alle porte del cielo, e come disse John Bunyan, “scoprirete che c’è un ingresso per l’inferno ai portali del cielo”, e sapete una cosa? Molte persone scelgono quella via perché è facile, e ci sono molte persone che vendono biglietti per quella strada. Lo sapevate?

Infatti, se ne parla nella sezione successiva. “Guardatevi dai falsi profeti”, dice il versetto 15. Cosa stanno facendo? Cercano di portarvi sulla strada larga, sulla via facile. Non dovete cambiare nulla, basta saltarci su e accettare Gesù, capite? Ma sapete cosa accadrà quando arriverete alla fine di quella strada? Ce lo dice il versetto 21: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo? E in nome tuo cacciato demòni? E in nome tuo fatto molte opere potenti?” Capite? Questa è tutta la folla sulla strada larga. Notate la parola “molti” nel versetto 13, “Molti sono su quella via. E poi, nel versetto 22, quando quei molti finalmente arrivano, dicono: “Signore, Signore, non abbiamo fatto tutte queste cose?”

Siamo noi, Signore, il gruppo della chiesa laggiù. Eravamo coinvolti nel ministero di liberazione. Predicavamo, facevamo opere meravigliose, “Ed allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori”. Diranno: “Signore, Signore”. Diranno “Signore, Signore!” Vedete, ci saranno molte persone che scopriranno solo alla fine di essere sulla strada sbagliata. E credo che sia per questo che vi sto dicendo ciò che vi sto dicendo. Non potete farcela da soli. Non illudetevi. Pochi trovano quella via perché pochi sono disposti a entrarci alle condizioni di Dio. E poi Gesù conclude con un’illustrazione.

Se volete sapere come funziona, dice: lasciate che vi racconti una storia su un uomo saggio, versetto 24, che costruì la sua casa sulla roccia. La pioggia cadde, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e batterono contro la casa, però essa non cadde, perché era fondata sulla roccia, ora quello era l’uomo che è venuto alle condizioni di Dio. Era sulla roccia e costruì la sua casa. Costruì quella casa sulla roccia e rimase in piedi. Versetto 26: “E chiunque ode queste mie parole e non le mette in pratica” questo è il disobbediente... “sarà simile a un uomo stolto che costruì la sua casa sulla sabbia”.

Ascoltate, questo tizio costruì una casa altrettanto bella. La sua religione sembrava fantastica. Grandi pareti, splendide finestre, un tetto eccezionale! Una casa religiosa favolosa. “Oh, abbiamo profetizzato, cacciato demoni. Abbiamo fatto... Oh Signore, Signore, guarda cosa abbiamo fatto”. Solo che non venne mai alle condizioni di Dio, quindi le fondamenta erano di sabbia, e quando la pioggia cadde, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e batterono contro quella casa, essa cadde, e grande fu la sua rovina. Capite quello che sta dicendo? Che disastro arrivare al momento del giudizio e svegliarsi bruscamente scoprendo che l’unica cosa che vi aspetta è l’inferno, perché non siete mai venuti alle condizioni di Dio. Perciò, vi ripeto, cari: esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Queste sono le condizioni di Dio. Chiniamo il capo. Mi vengono in mente le parole di Isaac Watts: “Quanto è impotente la colpevole natura, inconsapevole del suo peso; Il cuore non cambiato non potrà mai elevarsi alla felicità ed a Dio. La volontà perversa, le passioni cieche, si smarriscono in sentieri di rovina, la ragione degradata non potrà mai trovare la via sicura e stretta. Solo un potere divino può sottomettere la volontà ostinata; È Tuo, Salvatore Onnipotente, formare il cuore di nuovo. Oh, cambia questi nostri cuori miseri e donaci vita divina, allora le nostre passioni ed i nostri posso, Signore Onnipotente, saranno Tuoi”.

Padre, ti invochiamo affinché ci cambi. Per chiunque sia qui oggi e stia confidando in una salvezza invalida, scuotili da questa falsa sicurezza. Distruggi questa certezza. Portali al pentimento, affinché possano venire alle tue condizioni, dicendo addio a sé stessi, al peccato, a Satana e al mondo, per abbracciare la tua santità, senza la quale nessuno potrà vederti. Padre, congedaci con la tua grazia e misericordia. Ti ringraziamo per il nostro tempo di adorazione oggi. Attendiamo con gioia di condividere questa sera le testimonianze di coloro che hanno ricevuto un cuore nuovo. Preghiamo nel nome di Cristo. E tutti dissero: Amen.

FINE

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