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Abbiamo il privilegio d’iniziare in questa sessione uno studio sulla crescita spirituale come indicata nella Parola di Dio. E francamente non credo che ci sia nulla di più importante per il credente che crescere spiritualmente. Per cominciare, permettetemi di condividere con voi due passi molto importanti che ci aiutano a vedere questo in prospettiva. In 2 Pietro 3:18 - questo è l’ultimo versetto della seconda epistola di Pietro - dice questo, “ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesú Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.” La sintesi di ciò che Pietro ha da dire in questa epistola meravigliosa è il concetto di crescere nella grazia. Tornando quasi all’inizio della sua prima epistola, al capitolo 2 versetto 2 disse questo: “come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate.”

Pietro, quindi, in un certo senso, inizia e termina le sue epistole pratiche con l’ingiunzione di crescere. La crescita spirituale è fondamentale per la vita del credente, proprio come la crescita fisica è fondamentale per la vita fisiologica. E Dio ci ordina di crescere, non c’è niente di più tragico di un credente stentato, di un cristiano che ha trascorso molto tempo nella sua esperienza spirituale senza giungere a maturità. Abbiamo tutti testimoniato ad alcuni bambini che sono in qualche modo ritardati nella loro crescita, ed è davvero una triste tragedia quando vediamo qualcuno che ha vissuto a lungo ma che non è mai cresciuto fisicamente, mentalmente, emotivamente, o socialmente.

E molto più seriamente, c’è da dire che spesso incontriamo persone che hanno proclamano il nome di Cristo per molti anni ma che non sono mai cresciuti spiritualmente parlando, e quindi nel nostro studio di questa sessione, vogliamo esaminare questo tema della crescita spirituale, o del come crescere nella grazia, cioè, cosa significa maturare come credenti.

Ora per cominciare lasciate che condivida alcuni concetti che son certo ci aiuteranno. Innanzitutto, la crescita spirituale non ha nulla a che fare con la nostra posizione in Cristo. Con questo intendo dire che non si cresce diventando cristiani. Diventare cristiani è un miracolo istantaneo. La nuova nascita è una cosa improvvisa che si verifica nella vita quando Dio c’inserisce nel corpo di Cristo nel momento in cui crediamo in Lui, non è un processo, è un miracolo meraviglioso che avviene in un momento. Ora, l’esser esposti al Vangelo può essere un processo, ma il punto effettivo della salvezza è un momento miracoloso in cui si passa dalla morte alla vita, dal regno delle tenebre al regno del Suo amato Figliolo, come dice l’apostolo Paolo.

Quindi quando parliamo di crescita spirituale non stiamo parlando della nostra posizione in Cristo. Siamo in Cristo nel momento in cui crediamo, ed in quel momento, dice Paolo ai Corinzi, “se uno è in Cristo, è una nuova creatura,” diventi immediatamente una nuova creatura. Paolo dice ai Colossesi, al capitolo 2 versetto 10, che “siete completi in Lui,” posizionalmente parlando. Pietro disse anche che quando diventiamo credenti abbiamo “tutte ciò che riguarda la vita e la pietà,” 2 Pietro capitolo 1 versetto 3.

Quindi, quando diventiamo credenti, siamo posizionati in Cristo, Cristo viene a dimorare in noi, riceviamo tutte le benedizioni spirituali celesti, abbiamo tutto ciò che riguarda la vita e la pietà e siamo completi in Lui, da un punto di vista posizionale, tutto è sistemato. Quindi la crescita spirituale non dipende dalla nostra posizione in Cristo.

In secondo luogo, la crescita spirituale non è una questione di favore da parte di Dio, o di amore divino. A volte sentiamo dei genitori dire: ‘Beh, se fai questo ti amo!’ Dio non lo direbbe mai. Dio ci ama a prescindere da ciò che facciamo. Secondo il capitolo 5 di Romani, Dio ci ha amati quando eravamo peccatori, quando eravamo suoi nemici e quando eravamo estranei, prima che venissimo a Cristo. E quando siamo diventati credenti, Dio ci ha continuato ad amare infinitamente, perché nell’amore di Dio non ci sono misure, non ci sono gradi, non c’è alcuna crescita graduale, cosìche quando siamo diventati credenti, Dio ci ha amato totalmente come membri della sua famiglia. Non si tratta di ottenere più amore da parte di Dio. Non si cresce a godere del favore di Dio, quella è una cosa momentanea che si otteiene nel momento della salvezza.

In terzo luogo, la crescita spirituale non ha nulla a che fare con il tempo. Abbiamo detto prima di tutto che non si tratta della nostra posizione in Cristo; in secondo luogo, non si tratta di essere amati da Dio; ed in terzo luogo, non è una questione di tempo. Ci sono persone che sono state salvate da molto e son cresciute pochissimo; invece ci sono altri che sono stati salvati da poco tempo e son cresciuti moltissimo. Ora, certamente il tempo dovrebbe essere un fattore di crescita, perché se continuiamo a crescere per un lungo periodo di tempo, saremo certamente più maturi di coloro che hanno avuto poco tempo, ma non è una questione del tempo in sé e per sè, è l’impegno nei confronti dei principi di crescita che fa la differenza. Non misuriamo la maturità spirituale in base al calendario.

In quarto luogo, la crescita spirituale non è una questione di sola conoscenza. Penso che a volte equipariamo la maturità spirituale a ciò che conosciamo, ma non è quella la chiave. Perché la conoscenza da sola non è il problema, è ciò che facciamo con ciò che sappiamo. Infatti, la Bibbia dice che la conoscenza ha la tendenza di gonfiarci, e l’orgoglio è uno stato. E quando un credente si trova in quello stato, la crescita spirituale viene ritardata immediatamente. La conoscenza dei fatti non può essere equiparata alla maturità spirituale. Solamente quando quei fatti ci conformano all’immagine di Cristo, la nostra conoscenza equipara la nostra crescita.

E poi un’altra cosa da considerare è questa: la crescita spirituale non ha nulla a che fare con l’attivismo. Alcuni pensano che se hanno fatto parte della chiesa a lungo e son molto attivi, e son molto aggressivi, e hanno fatto parte di un qualche consiglio, o hanno partecipato alla corale, o quello che sia, allora si può esser certi di esser cresciuti spiritualmente. Dopotutto, hanno frequentato la chiesa per eoni, e un po’ di quello è stato trasmesso per osmosi. E se sei abbastanza occupato, allora devi essere spirituale.

Ascoltate, nessuno era più impegnato dei farisei nella religione e nessuno era più lontano di loro dalla verità. In Matteo 7, Gesù disse: ‘Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, abbiamo fatto molte opere meravigliose.’ Ed io gli dirò: ‘Andatevene, non vi ho mai conosciuti.’ Ascoltate, l’operosità non qualifica nemmeno la salvezza, figuriamoci se ha qualche parte nella crescita spirituale.

E poi un ultimo pensiero introduttivo, la crescita spirituale non ha nulla a che fare con la prosperità. È stato interessante scoprire che molte persone equiparano la loro situazione economica al favore di Dio. Se hanno molto, pensano che Dio li abbia benedetti perché sono dei cristiani meravigliosi. Beh, Dio potrebbe averti benedetto, ma quello non indica necessariamente che siate maturi spiritualmente parlando. Quindi non equiparate le vostre circostanze positive al timbro d’approvazione di Dio sulla vostra maturità spirituale.

Ora, se la crescita spirituale non è queste cose, non è una questione di posizione in Cristo, non è una questione d’amore di Dio, non è una questione di tempo, non è una questione di conoscenza, non è una questione d’attivismo o di prosperità, allora che cos’è la crescita spirituale? Lasciate che ve lo spieghi con una definizione molto semplice, che amplieremo man mano che procederemo nello studio.

La crescita spirituale non è un qualcosa di mistico, sentimentale, devozionale, psicologico. Non è il risultato di un qualche segreto intelligente o di una qualche formula che può essere messa in pratica facilmente per garantire un futuro brillante, no. La crescita spirituale può essere riassunta in questa affermazione semplice. È il far coincidere la mia pratica con la mia posizione, la mia posizione in Cristo è perfetta, sono completo in Lui, ho tutto ciò che mi serve per la vita e la pietà. Sono stato benedetto con tutte le benedizioni spirituali celesti; ora quello che devo fare è progredire nella mia vita pratica per vivere commisuratmente alla mia posizione.

Mi ricordo di aver sentito Bobby Richardson dire che quando indossava l’uniforme degli Yankees giocava il 50% meglio di quanto facesse senza. C’era un qualcosa nel far parte degli Yankee che tirava fuori il suo meglio. Mi ricordo che spesso i miei allenatori di football mi dicevano: ‘MacArthur, vogliamo solamente che giochi nella tua posizione, non uscire dai ranghi,’ e lo stesso vale spiritualmente parlando. C’è una definizione di chi siete in virtù del Cristo dimorante nella vostra vita, e quello che Dio sta dicendo è semplice: ‘vivete all’altezza di quello standard. Diventate nella pratica ciò che siete in posizione.’

Ora, in modo molto semplice, voglio che comprendiate questo principio. C’è una chiave maestro che ci può aiutare a comprendere e sperimentare veramente la crescita spirituale, c’è una chiave maestro che sblocca il tutto. E in un certo senso, questa ci è già stata presentata in 2 Pietro 3:18, perché Pietro dice: “Ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.” E poi dice: “A lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.”

Ora è interessante che il crescere nella grazia sia affincato al dare gloria a Dio, ora questa è una cosa veramente importante da comprendere, e voglio che lo capiate per bene. L’idea di crescere nella grazia è legata strettamente al dare gloria a Dio. E francamente, gente, se capite questo punto, siete sulla buona strada per comprendere questo processo di maturità. La chiave maestro della crescita spirituale è il capire cosa significa glorificare Dio, questa è la chiave.

Ora lasciate che vi mostri questo concetto in questa sessione, con un panoramica generale della storia. Prima di tutto, tenete presente che il tema più grande di tutto l’universo è la gloria di Dio. Il dare gloria a di Dio è il locus crucis, è la conditio sine qua non, è l’hierpunkt, se volete saperlo in Tedesco, è il punto più alto, è l’apice della rivelazione di Dio. Il concetto di glorificare di Dio è la ragione della nostra esistenza.

L’antico catechismo, il catechismo puritano del XVII secolo, dice: ‘Qual è il fine principale dell’uomo? Il fine principale dell’uomo è glorificare Dio e godere di Lui per sempre,’ proprio così; infatti non è solamente il fine principale dell’uomo, è il fine di tutto! Prendete ad esempio il macrocosmo, l’universo, Salmo 19: “I cieli raccontan la gloria di Dio,” e quindi vediamo che la vastità dello spazio esiste per dare gloria a Dio.

Se dovessimo andare ad Isaia 43:20 vediamo che Isaia diche che persino le bestie dei campi gli daranno gloria – o onore. E quindi vediamo che sia il macrocosmo, la vastità dell’universo che le bestie dei campi, esistono per glorificare Dio. E quindi l’universo - che sarebbe il minerale, per così dire - e le bestie – gli animali – ed ogni altra cosa creata, esiste per darGli gloria. In Luca, capitolo 2, ci sono gli angeli che si presentano alla nascita di Cristo e dicono, cosa? ‘Gloria a Dio nell’alto dei cieli,’ Quindi l’universo intero esiste per dare gloria a Dio.

Infatti, quando tutto sarà completato nel libro dell’Apocalisse, e la storia giunge al compiemento e Dio redimerà il suo popolo, ed instaurerà il suo regno glorioso ed eterno, ci sarà un grande cantico che dirà: ‘Gloria a Dio, gloria all’Agnello,’ perché quello è lo scopo per cui tutto ciò che è stato creato è stato fatto.

Davide aveva capito tutto nel Salmo 16 al verso 8 disse: ‘Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei... però il mio cuore si rallegra.’ In altre parole, in tutto ciò che faccio mi concentro sulla gloria di Dio e Lui mi rende felice.

Questo è lo scambio che Dio vuole offrire agli uomini, glorificatemi ed io vi ricolmerò di gioia, “Io ho sempre posto il Signore e la sua gloria davanti a me, e dunque, il mio cuore si rallegra.’ Questa è la ragione della nostra esistenza! Ecco perché la Bibbia dice sempre: ‘Date gloria a Dio.’ Ecco perché le Cronache, nel sedicesimo capitolo, continua a ripetere: ‘Date gloria a Dio, date gloria a Dio.’ Nei Salmi di nuovo: ‘Date gloria a Dio, date gloria a Dio.’ Gli angeli alla nascita di Cristo proclamarono: ‘gloria a Dio,’ ancora: ‘Qualsiasi cosa facciate, fatelo alla gloria di Dio.’ Efesini 3: ‘Affinchè Egli sia glorificato nella Chiesa.’ Nel libro dell’Apocalisse: ‘Gloria all’Agnello, gloria a Dio!’ E di nuovo la benedizione: ‘A lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.’ Questo è l’impulso costante della Scrittura.

1 Timoteo capitolo 1, versetto 17: “Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, - ed ecco che arriva – siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.’ Di nuovo la stessa enfasi, la ragione per eccellenza della nostra esistenza, è quella di glorificare Dio.

Ora ascoltate, quando viviamo per la gloria di Dio, entriamo nel processo della maturità spirituale. Nel mentre glorifichiamo Dio, cominciamo a crescere. Ora lasciate che ve lo dimostri guardando a 2 Corinzi capitolo 3 versetto 18, un testo monumentale del Nuovo Testamento, 2 Corinzi capitolo 3 versetto 18, notate questo, “Ma noi tutti, - parlando naturalmente, dei credenti – a viso scoperto - in altre parole, il velo che si trovava sui credenti nell’economia antica, il velo portato dalla legge, il velo rimosso dal Nuovo Testamento grazie alla sua rivelazione meravigliosa, - a viso scoperto – senza cose nascoste, senza la necessità di ricercare come facevano i profeti per capire quello che stavano scrivendo, ma ora che il velo non c’è più, cosa?

“Vediamo come in uno specchio,” in altre parole, mettiamo a fuoco come in uno specchio e cosa vediamo? Vediamo ‘la gloria del Signore.” Ora guardate qui, nel mentre noi “a viso scoperto,” ed il velo è stato rimosto nel Nuovo Testamento, e nel mentre comprendiamo il Nuovo Testamento e le sue grandi verità e ci concentriamo sulla “gloria del Signore,” cosa succede? “Siamo trasformati nella sua stessa immagine di gloria in gloria, da un livello di gloria all’altro, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.”

Ora ascoltate, la forza che si trova dietro la nostra crescita spirituale è lo Spirito Santo, è lo Spirito che dà energia alla nostra crescita, è lo Spirito che dà vita, e la vita è crescita. Quindi nel mentre lo Spirito infonde la nostra vita con la sua potenza, ci fa crescere nell’immagine di Cristo, da un livello di gloria al prossimo, al prossimo ancora, ma la condizione è che contempliamo la gloria del Signore. Ora ascoltate, riassumendo il tutto, quando tu ed io ci concentriamo sulla gloria di Dio, lo Spirito di Dio energizza il processo di crescita spirituale.

Quindi il punto è questo, per crescere spiritualmente parlando, dobbiamo concentrarci sulla gloria di Dio. Quindi, non preoccupatevi di quello che fa lo Spirito Santo, e alcune persone si preoccupano troppo con lo Spirito Santo, e non concentratevi neanche troppo su quello che fate voi a tal punto che diventate introspettivi e analitici, no, concentratevi sulla gloria del Signore, questa è la spinta, questa è la ragione per eccellenza della vita. E questa è la chiave, la chiave maestra della crescita spirituale.

Ora, per mostrarvi quanto tutto questo sia importante, voglio che vediate che la condanna definitiva dell’uomo nella storia è dovuta al fatto che non ha dato gloria a Dio. Guardate a Romani capitolo 1, versetto 21. Romani 1:21. Ora vi ricorderete che l’apostolo Paolo ha accusato la razza umana per la sua defezione dalla verità. Ed in Romani 1:21 dice: ‘Ecco il problema fondamentale dell’uomo,’ “Perché, pur avendo conosciuto Dio,’ ora fermatevi lì un attimino.

Cosa vuol dire ‘pur avendo conosciuto Dio’? Intende forse dire che tutta la civiltà e tutti gli uomini conoscono Dio? Sì, esattamente. Il versetto 19 dice: “poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro,” per coscienza, l’hanno conosciuto. Versetto 20: “Le sue qualità invisibili si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo,” hanno conosciuto Dio fin dalla creazione. Quindi l’uomo ha una conoscenza interiore ed una esterna. Ma, seppur l’hanno conosciuto così, cosa? – “non l’hanno glorificato come Dio.” Questa è l’accusa fondamentale contro gli uomini, non gli hanno dato gloria. Invece, al versetto 23, “hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili,” in altre parole, hanno escogitato alcuni sistemi idolatri religiosi.

Ora, l’uomo quindi - e voglio che osserviate questo punto – gli uomini hanno abbandonò il concetto della gloria di Dio. L’hanno abbandonato, e quando lo fecero si tagliarono fuori dalla vita e dalla crescita spirituale. E quindi la storia dell’umanità è discendente, non è vero? È discendente, è degradazione. Non può ascendere, non può crescere, perché si rifiuta di glorificare Dio, e la glorificazione di Dio è l’impulso alla crescita spirituale.

Ora lasciate che v’illustri un po’ la storia della Bibbia in poche parole. Come ha detto qualcuno: ‘Se capirai questa allora deve essere in poche parole,’ comunque, voglio che vediate com’è che nel corso della storia Dio si sia occupato di fare una cosa sola, una cosa principale. Nel corso della storia, Dio si è impegnato a far sì che l’uomo contemplasse la sua gloria, d’invertire la caduta, per così dire; di cambiare la realtà di Romani 1: non che l’uomo si allontani dalla gloria di Dio, ma che vi si rivolga. E quindi durante il corso della storia biblica, Dio vuole che gli uomini vedano la Sua gloria.

Ora lasciate che ve lo mostri semplicemente e non è necessario che mi seguiate perchè andremo velocemente. In Genesi capitolo 3, come ricorderete, il versetto 8 dice che Adamo ed Eva camminarono e parlarono con Dio al fresco del mattino. La grande realtà del Giardino dell’Eden prima della caduta era che Adamo ed Eva vivevano alla presenza di Dio.

Ora gli Ebrei avevano una parola per questo concetto, un termine che significava ‘presenza,’ una parola che indicava il concetto ‘d’abitare’ o ‘risiedere,’ e questa parola era Shekinah. Quindi Adamo ed Eva vivevano con la Shekinah di Dio, la gloria Shekinah. Dio è Spirito, giusto? Giovanni 4:24. Quindi quando era nel giardino, Dio non aveva un corpo, com’è che si manifestava quindi? Beh credo che Dio si manifestava con una gloria incandescente, gloriosa, una Shekinah luccicante, una luce incandescente gloriosamente brillante. Credo che Dio si mostrava così perché quello era il modo in cui lo vediamo apparire in altri luoghi della Scrittura.

E quindi c’era questo bagliore, questa rappresentazione della gloria infinita ed eterna di Dio che dimorava nel giardino con Adamo ed Eva, ed essi avevano comunione con Lui. Ma quando peccarono, nel capitolo 3 versetto 24 dice che furono cacciati dal giardino. Furono tagliati fuori dalla gloria di Dio, tagliati fuori dalla Shekinah di Dio. Ed un angelo fu messo all’ingresso del giardino con una spada per non farli più rientrare.

E questo è il punto, l’uomo caduto non può sperimentare la gloria di Dio. L’uomo caduto non può dimorare alla Sua presenza. L’uomo caduto non può darGli gloria, non può identificarsi con Dio nella sua gloria. E quindi furono tagliati fuori e quella fu la tragedia della storia umana.

Ora guardate qui. Da quel momento in poi, Dio si sforzò di far sì che gli uomini vedessero la sua gloria. E continua a farlo al giorno d’oggi. Ma vediamo come lo fece dal principio, andate ad Esodo, capitolo 33, e voglio che veniate con me ad Esodo capitolo 33, qui vediamo gl’israeliti, guidati da un grande uomo, Mosè. Ed erano giunti a un punto di crisi nel loro cammino, avevano lasciato l’Egitto e si stavano dirigendo verso la terra promessa e se c’era qualcosa che Dio voleva che credessero e che sapessero, è che era un Dio di grande gloria, voleva che vedessero la sua gloria, voleva che tornassero indietro, per così dire, fino a prima della caduta, e voleva dimostrargli la sua presenza e far si che lo riconoscessero per chi fosse veramente.

E quindi in Esodo capitolo 33 versetto 12, Dio sta comunicando con Mosè. E gli sta dicendo, a tutti gli effetti: ‘Mosè, guida il mio popolo! Prendi il mio popolo, sii la loro guida da qui in poi,’ e gli era già stato dato quest incarico, ma era una reiterazione e Mosè aveva ancora paura e temeva le sue incapacità. E quindi, al versetto 12, dice: ‘Vedi, tu mi dici: ‘Fà salire questo popolo!’ Però non mi fai conoscere chi manderai con me.’” Dio mi stai dando un incarico enorme e non mi dici neanche chi è che m’aiuterà? È una cosa un po’ pesante per un solo uomo. E alcuni stimano che ci fossero fino a due milioni di persone in quel momento.

E poi dice, al versetto 13: “Or dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca,” in altre parole, ‘Dio, sento che sei là fuori e ci credo, ma dimostrami che sarai con me in questo compito così difficile.’ Versetto 14, Dio dice: “La mia presenza – la mia presenza – ora gente, questa è la stessa parola che abbiamo visto in Genesi, ‘La mia presenza andrà con te.’ Ora cosa intende dire? Che cos’è la Sua presenza? Beh, per Mosè era chiaro, al versetto 18, dice: ‘Ti prego, fammi vedere – non la tua presenza, ma - gloria.’ La presenza di Dio era la sua gloria manifesta, e Dio dice: ‘Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del Signore davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà”

Ora notate, Dio dice: ‘Va bene, ti mostrerò la mia bontà. Ti mostrerò il mio nome, che è l’incarnazione di tutti i miei attributi, ti mostrerò la mia grazia e la mia pietà,’ ora cos’è la gloria di Dio? È l’incarnazione di tutti i suoi attributi in una rappresentazione sfolgorante di luce. Ora non capisco tutto questo, vi sto solo dicendo quello che dice la Bibbia.

Dio ha ridotto i suoi attributi ad una luce gloriosa e dice: ‘Mosè, te la mostrerò.’ E quindi nel resto di questa piccola sezione, nasconde Mosè nella fenditura di una roccia, versetto 22, “mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere,” ascoltate, nessuno può vedere la gloria di Dio e vivere, giusto? E quindi Dio dice, ‘Ti farò vedere solamente una parte del mio bagliore, tutto lì, ma vedrai comunque la mia gloria.’

E lo fece, e sapete cos’è successo? Gli si manifestò sul viso, era ovunque, divenne come una lampadina, e scese dal monte e si presentò al popolo d’Israele, ed erano scioccati. Mosè era tutto luminoso, come una lampadina incandescente, era illuminato con la gloria di Dio.

E sapete cosa? Dio stava usando Mosè per dire: ‘Popolo, popolo d’Israele, vuoi vedere la mia gloria?’ E quello stesso popolo, vi ricordate quando viaggiavano nel deserto? Di giorno erano guidati da una grande nuvola bianca e di notte da una colonna di fuoco e sapete cos’era? Niente poco di meno che la gloria di Dio. E Dio mise la Sua gloria sul volto di Mosè, Dio mise la Sua gloria nel cielo di giorno e di notte, e ciò che Dio stava dicendo era: ‘Vedete la mia gloria, vedete la mia gloria, la pienezza di chi sono, la pienezza dei miei attributi manifestati in una luce sfolgorante.’

E la cosa triste è che, pur avendo visto la gloria di Dio sul volto di Mosè, mormorarono, si lamentarono e disobbedirono. Pur avendo visto la gloria di Dio ogni giorno ed ogni notte mentre li conduceva nel deserto, erano così increduli ed infedeli che la generazione intera morì nel deserto e Dio disse: ‘Guardate la mia gloria,’ e gli uomini si voltarono.

Andiamo al capitolo 40 di Esodo perchè li vedremo la seconda volta che Dio depositò la sua gloria di fronte agli uomini. Noterete che alla fine del libro di Esodo al capitolo 40 versetto 34, il tabernacolo era già stato costruito, e quando il tabernacolo fu costruito, dice che “Una nuvola coprì la tenda d’incontro e la gloria del Signore riempì il tabernacolo.”

Ora, ascoltate, il tabernacolo era un luogo d’adorazione, e le tribù avevano tutte un posto prefisso ed erano disposte a cerchio intorno al tabernacolo, erano tutte rivolte con il volto verso quel luogo. Ed in mezzo al tabernacolo c’era la gloria di Dio, e tutte le persone dovevano concentrarsi su di essa, e quando fu completato il tutto videro che la gloria di Dio discese, e rimase lì quando si accamparono. E quando la gloria di Dio se ne andò ed andò in cielo, divenne quella nuvola e quella colonna che dovevano seguire, e quando Dio voleva che si fermassero, la gloria scendeva e rimaneva lì, ed ecco che, quando il loro accampamento si riuniva, si concentravano sulla gloria di Dio. E quindi Dio aveva rivelato la sua stessa gloria sul volto di quell’uomo, nel cielo ed in mezzo al tabernacolo. Ma in ogni caso, mormorarono, disobbedirono, si lamentarono, borbottarono e non diedero mai a Dio la gloria che gli spettava.

Alla fine entrarono nella terra promessa e Dio disse: ‘Voglio che costruiate un tempio,’ seguitemi al capitolo 8 di 1 Re per vedere cosa accadde; il tempio fu costruito e cosa successe? Versetto 10: “Mentre i sacerdoti uscivano dal luogo santo, la nuvola riempí la casa del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi il loro servizio, a causa della nuvola; perché la gloria del Signore riempiva la casa del Signore.”

Ora, ascoltatemi: Dio mise la sua gloria sul volto di un uomo, Dio mise la sua gloria nel cielo, Dio mise la sua gloria in una tenda, ed ora Dio mette la sua gloria in un tempio, un edificio magnifico senza eguali, costruito da Salomone. E Dio disse al popolo: ‘Guardate la mia gloria. Concentratevi sulla mia gloria. Vedete chi sono vermante e prestatemi la giusta riverenza e adorazione.’

Ma sapete cosa è successo? Poco dopo c’è Ezechiele il profeta, e venite con me per un momento al capitolo 8 di Ezechiele. Ezechiele ha una visione del tempio e cosa vide? Che ne è di questo luogo dove risiede la gloria di Dio? Che ne è di questo luogo in cui si trova l’Arca del Patto e su di essa la gloria di Dio nel luogo Santissimo? Che ne è di questo luogo? Versetto 7, nella visione dice: “mi condusse all’ingresso del cortile. Io guardai, ed ecco un buco nel muro. Allora egli mi disse: ‘Figlio d’uomo, adesso fà un’apertura nel muro.’ E quando io ebbi fatto un’apertura nel muro, ecco una porta. Egli mi disse: ‘Entra,’ – ed ora, nella visione entrò nel tempio ed ‘entrai ‘ed ecco ogni sorta di figure di rettili e di bestie abominevoli, e tutti gli idoli della casa d’Israele dipinti sul muro tutto attorno’”

Sapete cos’è successo? Trasformarono il tempio di Dio in un luogo d’idolatria. Fecero esattamente quello che dice Romani 1, invece di adorare Dio e dargli gloria, trasformarono la gloria di Dio in rettili, animali, cose corruttibili e così via. Nel versetto 11 parla di coloro che usurpano il posto dei sacerdoti, nel versetto 16 parla dell’adorazione del sole, nel verso 14 parla dell’adorazione di Baal o di Tammuz. In altre parole, Ezechiele sta dicendo che hanno trasformato quel luogo, in un luogo d’idolatria. E di nuovo Dio disse: ‘Ecco la mia gloria!’ Non manifesta sul volto d’un uomo, nè nel cielo, nè nella tenda, ma nel tempio,’ e loro si rifiutavano di vedere la sua gloria. E se seguiste questa sezione fino al capitolo 10, ‘ichabod,’ c’è scritto sul tempio, che significa ‘la gloria è partita.’ E lì si vede la gloria di Dio uscire dal tempio, uscire dalla porta, ascendere in cielo, salire sulla montagna ed infine scompare, e Dio dice, ‘se non mi date la gloria io rimuoverò l’opportunità.’

Ora già sapete che Dio è stato piuttosto paziente. Ha mostrato la sua gloria nel giardino, ha mostrato la sua gloria nel deserto, ha mostrato la sua gloria nella terra di Canaan. Ogni volta però, come nazione, si sono rifiutati di dargli gloria. Ma non aveva finito, ci sarebbe stata un altra opportunità, seguitemi adesso a Giovanni 1:14, e questo è un testo straordinario, Giovanni sta parlando di Gesù Cristo, e voglio che vediate come Giovanni vede Cristo, Giovanni 1:14 dice questo, “e la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, - ascoltate qui – e noi abbiamo contemplato la sua gloria – quale gloria? – la gloria come di unigenito dal Padre.”

Ascoltate, sapete chi era Gesù? Gesù era la gloria di Dio in un corpo. Era l’incarnazione della Shekinah. E se leggeste il nono capitolo di Luca, scoprireste che Gesù salì sul monte, il monte della trasfigurazione, e lì ritirò la sua carne e lì dice che ‘Contemplarono la sua gloria.’ Mostrò loro chi era veramente, ed un’ultima volta il nostro Dio pieno di grazia disse agli uomini: ‘Ecco la mia gloria. Mi volete dare gloria?’

Non manifesta in un giardino, nè nel volto di un uomo, nè nel cielo, nè nella tenda, nè in un edificio, ma in Gesù Cristo è stata rivelata la Sua gloria, e cos’è che disse il mondo? ‘Non vogliamo che quest’uomo regni su di noi, è del diavolo, del principe dei demoni, Belzebù, crocifiggilo!’ E di nuovo voltarono le spalle alla Sua gloria, tragico...

Ma sta per arrivare un giorno in cui gli uomini nel futuro, non avranno più questa possibilità, perché Gesù Cristo sta per tornare ed in Matteo 24:30 dice che sta arrivando “con potenza e grande gloria,” e allora non ci sarà più alcuna opzione, sarà glorificato e tutta la creazione canterà ‘Gloria all’Agnello, gloria a Dio,’ Alla fine, Egli sarà glorificato.

Ora, quello che ho cercato di mostrarvi è che in passato Dio si è sforzato di far vedere agli uomini la sua gloria. In futuro, mostrerà la Sua gloria in tal maniera che gli uomini non avranno alcuna possibilità di scelta. Ma che dire del presente? Che dire del presente? Qual è il significato della gloria di Dio adesso? Ed è esattamente di questo che vogliamo parlare. In Efesini 3, come ho citato precedentemente, lasciate che vi ricordi dal versetto 19 al 21, dice: ‘Voglio che siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio; voglio che siate in grado di fare più di quanto possiate chiedere o immaginare – perché? – perchè a Lui sia la gloria nella Chiesa.’

Ora ascoltatemi bene: nell’Antico Testamento la sua gloria si trovava in un edificio, in una tenda, sul volto di un uomo, nel cielo e nel giardino. Nel futuro, la Sua gloria si manifesterà con la venuta di Cristo, ma oggi, la sua gloria è manifesta nella chiesa. Ecco perché Paolo disse ai Colossesi: “Cristo in voi, speranza di gloria.” Ecco perché Paolo disse ai Corinzi, in 2 Corinzi capitolo 4 versetto 6: “perché il Dio che disse: ‘Splenda la luce fra le tenebre’, è quello che risplendé nei nostri cuori – ascoltate – per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesú Cristo.” Se la gloria di Dio, che rifulge nel volto di Cristo, dovrà mai esser contemplata oggi, lo farà solamente tramite di noi. E quindi la più grande vocazione dei credenti è quella di glorificare Dio; la più grande vocazione del credente è quello che Paolo disse a Tito, ‘di adornare la dottrina di Dio.’ La più grande vocazione che possiamo avere è quella di far risplendere la gloria di Cristo tramite di noi (2 Corinzi 4:6). E quindi, oggi, Dio ci sta chiamando a manifestare la sua gloria, e se mai il mondo potrà vederla, ‘Cristo in noi’ è la speranza di quella gloria visibile, e è anche la chiave della nostra crescita spirituale.

E voglio sottolineare un’altra cosa a questo punto, ed è questo: questo è così importante per Dio che non c’è niente di più importante di questo, è tutto qui, questo è assolutamente essenziale. In Isaia 48:11, dice: “La mia gloria non la darò ad altri.” La conserverò perché questo è il motivo per cui tutto esiste, per darmi gloria.

Ora, se una persona non dà gloria a Dio, va contro l’intenzione stessa dell’universo e si scontra con Dio, che è una cosa molto grave. Lasciate che vi dimostri il perchè dico questo, Geremia capitolo 13, e stiamo ancora introducendo il concetto prima d’inoltrarci nella pratica per la nostra crescita spirituale, ma in Geremia 13:11 abbiamo un testo molto interessante; Geremia qui sta offrendo una piccola drammatizzazione per affermare un punto sulla gloria di Dio. La fine del versetto 11 parla della gloria di Dio, e Geremia è molto interessato alla gloria di Dio, e quindi al versetto 15 - e vedremo solamente questi due versetti, ma dice: ‘Ascoltate gente, porgete orecchio, “non insuperbitevi, perchè il Signore parla, date gloria al Signore, al vostro Dio.”

Ora quello che ostacola sempre la glorificazione di Dio è l’orgoglio. L’uomo ricerca gloria per sè, e quindi non è libero di glorificare Dio, e quindi Geremia dice: ‘Fate attenzione! Date gloria a Dio. Non siate orgogliosi! Date gloria a Dio.’ E poi dice questo: ‘Prima che egli faccia venir le tenebre; prima che i vostri piedi inciampino sui monti avvolti nel crepuscolo, e voi aspettiate la luce ed egli ne faccia un’ombra di morte, e la muti in oscurità profonda,” ora questa è roba serai! Quello che sta dicendo è: ‘o date gloria a Dio, o altrimenti Dio vi farà cadere nelle tenebre, vi farà inciampare e morirete.’

E Geremia non è molto contento di questo, e nemmeno Dio lo è. Il versetto 17 dice: “Ma se voi non date ascolto, io piangerò in segreto, a causa del vostro orgoglio; gli occhi miei piangeranno a dirotto,” spezza il cuore di Dio, e di conseguenza anche il cuore del suo profeta, quando le persone non danno gloria a Dio perché si mettono al posto del giudizio.

Vorrei che notaste di nuovo il capitolo 4 di Daniele per vedere questo stesso tema, Daniele capitolo 4 versetto 30, qui troviamo Nabucodonosor, che pensava di essere arrivato, di non aver rivali, non solamente a Babilonia ma ovunque, e dopo aver compiuto grandi cose, nel versetto 30 dice: “Non è questa la grande Babilonia che io ho costruita?” ‘Oh come sono meraviglioso! Come sono maestoso! Come sono potente, guardate quello che ho fatto!’ sta dicendo. E poi il versetto 31 dice: “Il re aveva ancora la parola sulle labbra, quando una voce venne dal cielo e disse: ‘Sappi, o re Nabucodonosor, che il tuo regno ti è tolto,’” è finita! Ti stai spingendo un po’ troppo, e non puoi competere con Dio, hai seguito le orme di Uzzia, di cui la Bibbia dice: ‘E quando ebbe compiuto molte grandi cose, il suo cuore si innalzò,’ e poi Dio gli diede la lebbra e morì.

Cos’è che fece Dio a Nabucodonosor per trasmettere il messaggio? La parola venne: “tu sarai scacciato di mezzo agli uomini e abiterai con le bestie dei campi; ti daranno da mangiare erba come ai buoi, e passeranno sette tempi sopra di te, finché tu riconoscerai che l’Altissimo domina sul regno degli uomini,” finché non imparerai chi è veramente sul trono, sarai come una bestia, e così fu. Versetto 33: “Nello stesso istante quella parola si adempí su Nabucodonosor. Egli fu scacciato di mezzo agli uomini, mangiò l’erba come i buoi, il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, i capelli gli crebbero come le penne delle aquile e le sue unghie diventarono come quelle degli uccelli,” divenne un pazzo furioso nel deserto.

Ed infine, “Alla fine di quei giorni, io, Nabucodonosor, alzai gli occhi al cielo e la ragione tornò in me. Benedissi l’Altissimo, lodai e glorificai colui che vive in eterno: il suo dominio è un dominio eterno e il suo regno dura di generazione in generazione,” alla fine si rese conto che o si dà gloria a Dio, oppure Dio diventa modo molto severo.

Nel 12° capitolo di Atti – giusto un’ultima illustrazione su questo punto – lì c’era un uomo di nome Erode, uno degli Erodi che regnò attorno al tempo di Cristo. E li dice che Erode emanò un giorno speciale – Erode viveva a Cesarea, sulla costa, a ovest di Gerusalemme – e decise di stabilire un giorno di celebrazione d’Erode, un giorno d’Erode, e quindi fissò un giorno, “indossò abiti regali e si sedette sul trono e tenne un discorso pubblico,” ci andò giù pesante, ed il popolo acclamò – ascoltate qui, dissero – “Voce di un dio e non di un uomo!” Non è fantastico? Favoloso! O Erode, non c’è nessuno come te! “Ed in quell’istante un angelo del Signore lo colpí, perché non aveva dato la gloria a Dio; e, roso dai vermi, morí.” E potrete immaginare che quello fu un finale piuttosto basso per la giornata d’Erode. Voglio dire non è esattamente quello che aveva in mente, d’essere mangiato da vermi? Ed il motivo è che non diede la gloria a Dio.

Ora, gente, questo è molto elementare: o date gloria a Dio o ne pagate il prezzo. La generazione che non vide la gloria di Dio nel volto di Mosè, la generazione che non vide la gloria di Dio nel cielo, la generazione che non vide la gloria di Dio nel tabernacolo morì nel deserto. La generazione che non vide la gloria di Dio nel tempio fu distrutta e messa da parte. La generazione che non vide la gloria di Dio in Gesù Cristo sarà tagliata fuori dalla benedizione di Dio. La generazione che non riconosce la gloria di Dio prima che Egli venga nella sua gloria finale sfolgorante conoscerà un’eternità senza Cristo e senza Dio, è una cosa molto seria, perché quando non si dà gloria a Dio, dice Romani 1, Dio ci consegna ad “una mente ottenebrata.” E quella è un’esistenza sotto condanna, dare gloria a Dio è essenziale.

Ora, a causa delle sue conseguenze e perché ci è stato comandato, dobbiamo glorificare Dio. E mentre lo facciamo, mentre in quest’epoca ci concentriamo sulla glorificazione di Dio, saremo trasformati nell’immagine di Cristo da un livello di gloria all’altro, e questo è il processo di crescita spirituale. Ora, c’è un altro testo che voglio presentare nella nostra introduzione, e poi passeremo ad alcune chiavi specifiche e pratiche per la crescita spirituale.

1 Giovanni capitolo 2 questo è un testo molto, molto essenziale in questo contesto, dal versetto 12 al 14, ora qui ci sono i tre livelli di crescita spirituale, e dovete comprenderli. Similarmente, anche il nostro Signore ne menzionò tre: c’è il seme, il grano e la spiga, tre livelli di maturità secondo un’analogia agricola e qui li vediamo con l’analogia della crescita umana.

“Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtú del suo nome,” e qui riassume tutti i credenti sotto un unico termine, ‘figlioli,’ progenie. Il termine per ‘figlioli’ qui è una parola greca che si riferisce semplicemente a chiunque sia nato da qualcun altro, non ha nulla a che fare con l’età. Questo termine potrebbe riferirsi ad una persona di 85 anni, è figlio di qualcuno, non è un termine legato all’infanzia.

Ma poi passa a termini diversi, suddivide la totalità dei figli di Dio in tre categorie, versetto 13: “Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. E ragazzi, vi ho scritto – e qui usa un termine completamente diverso che significa ‘bambino,’ e poi continua dicendo: perché avete conosciuto il Padre.” E poi nel versetto 14 ripete un’affermazione simile: “Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.”

Ora ascoltate, tre livelli di crescita spirituale: bambini, giovani e padri. Che cos’è un bambino spirituale? Al versetto 14 dice che i ‘Ragazzi’ o i bambini “vi ho scritto perchè avete conosciuto il Padre,” qual è la prima cosa che un bambino riconosce? I genitori, il riconoscimento dei genitori, la mamma e il papà. Purtroppo, di solito è mamma e sei mesi dopo è papà. Ma ciònonostante, il riconoscimento dei genitori è il punto di partenza. Il fatto da sapere sul conto dei bambini è che riconoscono di essere figli di Dio, e questo è quanto, è una sorta di googoo, dada, mama, ‘Gesù mi ama, questo so, perché la Bibbia lo comunicò,’ e non si spinge mai oltre a quello.

C’è un secondo livello di crescita spirituale, “Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno,” chi è il maligno? Ho Poneros, Satana stesso, come si fa a vincere Satana? Versetto 14: “perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, ed avete quindi vinto il maligno.”

Ora notate questo: un bambino piccolo non ha la Parola di Dio radicata fortemente in lui, conosce solamente le basi. Di conseguenza, sono i bambini di Efesini 4, “come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina,” in altre parole, conoscono Dio e basta, conoscono Gesù, ma non conoscono bene le Scritture, ecco perché diciamo che quando si conduce qualcuno a Cristo, qual è la prima cosa da fare? Farli radicare nella Parola, in modo che non vengano sballottati da false dottrine. Un giovane spirituale è uno che è forte nella Parola ed ha vinto il maligno.

In che senso ha vinto il maligno? Satana è un bugiardo. Satana appare come un angelo di luce, Satana è il maestro della falsa religione. Un giovane spirituale conosce la Parola e di conseguenza non è più vittima della falsa religione. In effetti, nella mia vita, come giovane spirituale, so che c’è una differenza tra questo e l’essere un bambino, quando ero un giovane spirituale, non riuscivo veramente a capire cosa fosse vero e cosa no. Ero nell’euforia e nella luna di miele dell’amore per il Signore, ma non ne sapevo molto di teologia e quindi ero facilmente vittima dei capricci o delle fantasie di coloro che mi circondavano.

Ma venne il momento in cui iniziai a comprendere la teologia, in iniziai a conoscere la Parola di Dio, ed in quel momento la falsa dottrina non mi ingannava più, m’irritava e basta. Ed ho discepolato persone in questa situazione stessa, e quando poi diventano dei giovani spirituali, vogliono andare in giro e confrontare le sette, vogliono raddrizzare il mondo.

Ma c’è un livello di crescita spirituale ancora più grande. All’inizio del 13 e del 14 dice: “Vi ho scritto – o vi scrivo padri, perché avete conosciuto Colui che è dal principio,” ora ascoltatemi, una cosa è sapere di appartenere alla famiglia di Dio. Un’altra cosa è conoscere la Parola di Dio, ma un’altra cosa ancora è conoscere Dio, intimamente e profondamente. Una cosa è conoscere il Libro, un’altra cosa è conoscere l’autore del libro. Una cosa è comprendere le pagine, un’altra è conoscere il battito del cuore di Colui che lo scrisse.

La crescita spirituale, quindi, va dal sapere di essere cristiani, al conoscere la Parola di Dio, al conoscere Dio stesso in pienezza. E ascoltatemi bene, il modo per conoscere veramente Dio è passare la vita concentrandoci sulla sua gloria, questo è quello che ti porta al terzo livello di crescita spirituale. Quindi questo diventa il punto focale della vita del credente e, man mano che il credente si concentra su questo, sul dare gloria a Dio, sul comprendere la pienezza della Sua persona, sul comprendere la pienezza della Sua gloria e sul posizionare il proprio sguardo su tutto questo, quello tutto d’un tratto diventa un qualcosa di magnetico e lo porta a superare il punto in cui sa solamente a chi appartiene, e lo porta a conoscere in ciò che crede ed infine a sapere in chi crede, Dio stesso. E questo diventa lo slancio di tutta la maturità spirituale.

Sapete, Paolo lo disse così: “Tutto è stato fatto da Lui e per Lui,” anche noi siamo stati creati per Lui, per conoscerlo nella sua pienezza. In Romani 11:36 dice: “Poichè da Lui, per mezzo di Lui e a Lui sono tutte le cose; a Lui sia la gloria nei secoli dei secoli.”

Ora ascoltate, voglio concludere con questa prima lezione. Nel mentre vi concentrate sulla gloria di Dio e, nel mentre contemplate la sua gloria, cominciate a dargli la gloria che gli spetta, vi accorgerete che, perdendovi in questa considerazione, sarete impercettibilmente cambiati nella sua immagine, da un livello di gloria all’altro e questa è la crescita spirituale. Nel prossimo studio vedremo esattamente come possiamo mettere le chiavi nella serratura e girarle per concentrarci sulla gloria di Dio in modo da ottenere crescita spirituale.

Padre, grazie per il tempo dedicato a questa lezione. Grazie per averci aiutato a comprendere questo grande concetto della Tua gloria e come si relaziona alla maturità spirituale. Aiutaci ora ad avanzare e mettere in pratica questa verità generale in modo molto pratico e specifico, nel mentre vedremo esattamente cosa vuoi che facciamo per darti gloria. Ma Signore, sappiamo che dobbiamo comprendere le basi prima di poter iniziare, e quindi ti ringraziamo per queste grandi verità, nel nome di Gesù. Amen.

FINE

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