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Questo è l’ultimo studio della serie sulla crescita spirituale. L’abbiamo intitolato ‘Chiavi della crescita spirituale’ perché riteniamo che ci siano alcune cose molto specifiche che sbloccano i tesori di Dio lungo il cammino della maturità cristiana. All’inizio del nostro studio, abbiamo condiviso il fatto che c’è una chiave principale/maestro per tutte le serrature che si possono trovare lungo il cammino, ed è il concetto della gloria di Dio, questa è la chiave principale della crescita spirituale, e poi ci sono alcune chiavi più specifiche, che di fatto includono il dare gloria a Dio, in maniera molto pratica, e le abbiamo già esaminate, come sapete.

Ed abbiamo suggerito che la crescita spirituale è semplicemente un impegno a vivere per la gloria di Dio. E quando si vive per la gloria di Dio, lo Spirito di Dio stimola il processo di maturità spirituale e si diventa sempre più simili a Gesù Cristo. Si va dall’infanzia spirituale alla maturità, si cresce nella grazia, si cresce in Cristo, come dice la Bibbia.

Quindi la crescita spirituale è un processo, non è un qualcosa d’istantaaneo, è un qualcosa che continua per il resto della vita. Ed è un processo che ha bisogno, per crescere, per svilupparsi e realizzarsi, ha bisogno di una mentalità dedicata al concetto di dar gloria a DIo. Dobbiamo impegnarci a glorificare Dio per poter crescere. E questo è solamente un altro modo, come ho detto nell’ultima lezione, un altro modo di vivere la vita ricolma di Spirito, di camminare nello Spirito, di obbedire alla Parola di Dio, di far sì che la Parola di Cristo dimori riccamente in noi, di conformarci alla Sua volontà, di rendere i nostri corpi come strumenti di giustizia. In altre parole, tutte queste cose sono modi diversi per dire la stessa cosa.

Nel corso degli anni ho scoperto, studiando la Bibbia, che fondamentalmente nella Bibbia ci sono dei principi spirituali semplici che vengono ripetuti in molti modi ed in molte maniere. Ogni buon insegnante della Bibbia impara qualcosa. Ci sono due cose da ricordare quando s’insegna. Una è la dimenticanza. Le persone tendono a dimenticare ciò che hanno sentito. Quindi bisogna continuare a ripetere; la seconda è la familiarità. Non si può ripetere sempre nello stesso modo, altrimenti le persone pensano di saperlo già e non lo ascoltano più. Quindi bisogna ripetere le cose più e più volte, ma sempre in maniera più nuova e fresca, in modo che ci sia un’euforia ed una sorta d’eccitazione per una nuova dimensione della verità.

Questo è esattamente quello che fa la Bibbia. Prende alcuni principi spirituali basici, secondo i quali si deve crescere come cristiani, e colpisce quelli stessi concetti da molti, molti punti di vista differenti. Il modo più pervasivo di vederla è che la crescita spirituale è passare, come ci ha detto 2 Corinzi 3:18, da un livello di gloria, ad un altro livello di gloria, ad un altro livello di gloria, man mano che ci conformiamo sempre di più all’immagine di Cristo.

Bene, quindi, dobbiamo vivere per la gloria di Dio, com’è che possiamo farlo? Finora abbiamo condiviso dieci modi per glorificare Dio. Lasciate che ve l’illustri rapidamente. Numero uno: glorifichiamo Dio confessando Gesù come Signore. È da qui che inizia tutto, Filippesi 2:11, quando “confessiamo Gesù come Signore, per la gloria di Dio.” Per crescere bisogna nascere. Bisogna entrare a far parte della famiglia. Bisogna stabilirsi sotto la signoria di Cristo per iniziare il processo di maturità spirituale.

In secondo luogo, diamo gloria a Dio organizzando la nostra vita a quello scopo. Non si glorificherà mai Dio se non si punta a quello, e questo deve esser il nostro obbiettivo, e questo è quello che 1 Corinzi 10:31 vuole comunicare quando dice: “Qualunque cosa facciate, sia che mangiate o che beviate,” ovvero, anche le cose più banali della vita, “dovete farlo per la gloria di Dio.”

In terzo luogo, abbiamo appreso che glorifichiamo Dio confessando il nostro peccato. Giosuè 7:19 dice: “Date gloria al Signore Dio d’Israele e confessate il vostro peccato.” Vedete, glorifichiamo Dio quando ammettiamo il nostro peccato, lo confessiamo e ce ne allontaniamo, ravvedendoci. Questo si che ci fa avanzare nel cammino della maturità. Non si può maturare se non si affronta il peccato e non lo si elimina dalla propria vita.

In quarto luogo, abbiamo imparato che glorifichiamo Dio confidando in Lui. Romani 4:20 ci dice che Abramo “non vacillò di fronte alla promessa di Dio, ma fu forte nella fede, dando gloria a Dio.” Quando crediamo a Dio e seguiamo la sua guida con fede, gli diamo gloria, perché in effetti quello dice: ‘Dio, di te ci si può fidare,’ e questo gli dà gloria.

In quinto luogo, abbiamo imparato da Giovanni 15:8 che glorifichiamo Dio portando frutto. Glorifichiamo Dio quando la nostra vita produce un certo prodotto, quando quello che Dio sta facendo in noi è visibile. Quando le nostre buone opere ‘mostrano e glorificano il Padre nostro che è nei cieli,’ come disse Gesù, dobbiamo portar frutto, “In questo è glorificato il Padre,” dice Giovanni 15:8, “perché portiate molto frutto.”

E poi, sesto, abbiamo detto che glorifichiamo Dio con la lode, “Chiunque offre lode mi glorifica.” Quando recitiamo gli attributi di Dio e le sue opere meravigliose, e ringraziamo per entrambi perché entrambi operano nella nostra vita, anche quello ci fa crescere.

E poi settimo, abbiamo detto che cresciamo essendo obbedienti per amore, amandolo abbastanza da obbedire a ciò che ci chiede di fare. E l’abbiamo visto, non è vero? In Giovanni capitolo 21, dove Gesù disse a Pietro che sarebbe morto, che gli sarebbe costata la vita, e gli disse: ‘Se mi ami, Pietro, se mi ami davvero come hai appena affermato per tre volte, allora sarai disposto a morire.’ E poi gli disse: ‘Seguimi.’ E quando sei disposto a seguirlo anche a costo di morire perché lo ami così tanto, allora stai vivendo alla sua gloria.

Abbiamo anche detto che glorifichiamo Dio con la preghiera. Glorifichiamo Dio con la preghiera, Giovanni 14 dice che se chiediamo qualcosa nel suo nome, egli la farà, “affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.” Dobbiamo pregare affinché Dio si metta in mostra nell’agire, quello gli dà gloria, quindi la preghiera è essenziale per dar gloria a Dio.

Poi abbiamo detto, nono, che glorifichiamo Dio proclamando la Sua Parola, proclamando la Sua Parola. 2 Tessalonicesi 3:1 era il nostro versetto che ci ha insegnato di promulgare la parola a libero corso, affinché Dio sia glorificato.

E poi l’ultimo punto che abbiamo considerato nell’ultimo studio è che glorifichiamo Dio portando altri a Lui. Ed abbiamo visto che in 2 Corinzi capitolo 4 versetto 15, la Bibbia dice che Dio è glorificato quando aggiungiamo un’altra voce a quelle che ringraziano Dio. Quando conquistiamo qualcuno per Cristo, raddoppiamo il potenziale per glorificarlo.

Ora, per concludere il nostro studio in questa particolare sessione, voglio darvi alcuni punti che completeranno e riassumeranno ciò che questo concetto della crescita spirituale deve insegnarci.

Un undicesimo punto – e questo è molto, molto essenziale – glorifichiamo Dio con la purezza morale. Glorifichiamo Dio con la purezza morale, e questa è una verità assolutamente essenziale. Non si può crescere spiritualmente con uno stile di vita impuro. Lasciate che vi mostri questo concetto, 1 Corinzi capitolo 6, e voglio che lo leggiate perché ci soffermeremo su di esso per un po’ di tempo. 1 Corinzi capitolo 6, versetto 19: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi.”

Ora, quello che Paolo sta dicendo è questo: Dovete riconoscere che lo Spirito di Dio dimora in voi. Voi siete il tempio dello Spirito Santo, “Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Quindi, glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” Qui ci viene comandato di glorificare Dio nel nostro corpo e nel nostro spirito. Sia internamente che esternamente, dobbiamo vivere per la gloria di Dio.

Ora, precisamente, quello che Paolo ha in mente qui è il concetto della moralità personale. Per mostrarvelo, voglio che torniate al versetto 12, 1 Corinzi capitolo 6 versetto 12. E voglio che scorriamo un po’ questo testo perché è molto importante. E francamente, oggi è essenziale come qualsiasi altra cosa di cui potremmo parlare, perché viviamo in una società così amorale. Anche nella Chiesa di Gesù Cristo c’è una tolleranza per il peccato – in particolare per il peccato sessuale – che non è stata tipica della chiesa dei giorni passati. Sembriamo così permissivi in questa società, e Paolo ha una parola molto adatta a questo proposito.

Guardate al verso 12 del capitolo 6, Paolo dice: “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla.” Poi dice: “Le vivande sono per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore.”

Ora avete l’idea di cosa sta dicendo, ‘Fornicazione’ è la parola greca, porneia – da cui deriva il termine “pornografia” – che significa “peccato sessuale,” è una parola ampia, come una coperta, che copre ogni peccato sessuale possibile. Paolo sta dicendo che non dobbiamo impegnarci nel peccato sessuale, ed in questo testo ci offre tre ragioni che voglio farvi notare.

Numero uno: danneggia; numero due: controlla; e numero tre: perverte. Prima di tutto, notate il versetto 12, che vi ho appena letto. Qui Paolo ci sta dicendo che “tutto è lecito, ma non tutto è utile; tutto è lecito, ma ‘non mi lascerò dominare da nulla.’” In altre parole, sta dicendo: ‘Per quanto riguarda la libertà cristiana, siamo liberi di fare certe cose; ma se dovessimo farle, ci farebbero del male, non sarebbero per il nostro bene.’

Usa la parola ‘utile.’ È il termine symphero, letteralmente significa ‘mettere insieme.’ E da quel significato letterale si è arrivati a tradurlo con il concetto del ‘trarne un profitto,’ e quello che sta dicendo è che ci sono cose che vanno bene, ma non sono redditizie. Aristotele usava questo termine, ad esempio, in relazione alla paga dei marinai ed al bottino dei soldati. In considerazione al profitto che ne traevano, e questo è fondamentalmente il suo significato. Significa ‘trarne profitto.’

Il termine in italiano è molto interessante, è stato tradotto con ‘utile, vantaggioso, espediente,’ considerando quest’ultima, ‘espediente,’ la parte centrale del termine, P–E–D, dal latino include la nozione di ‘piedi.’ Spesso includiamo ‘ped’ con qualcosa che ha a che fare con i piedi, tipo ‘pedali’ o cose del genere, ed è interessante che quando è collegata al prefisso ‘ex,’ al di fuori, o liberamente, ‘Exped’ significa ‘a piedi liberi.’ Il concetto di ‘piedi liberi’ significa questo, alla radice: significa che i tuoi piedi sono liberi da ogni impiccio; in altre parole, ci sono cose che potrei fare, ma se le facessi non avrei i piedi liberi, mi ingarbuglierei, sono cose che mi farebbero male.

Quindi tutte le cose sono in un certo senso lecite all’interno della grazia di Dio, ma non tutte le cose ci aiutano. Alcune cose c’impigliano, altre ci ostacolano. Sono un cristiano, giusto? Sono stato redento, sono stato redento eternamente parlando. Son libero di fare ciò che voglio, ho libertà e Dio mi redimerà perché il suo amore è eterno. Ma anche se ho questa libertà, ci sono alcune cose che non faccio perché m’ingarbugliano i piedi. Mi legherebbero, mi farebbero del male. E l’immoralità è una di queste cose, immoralità non aiuta mai, fa solo del male.

Guardate al versetto 18 di 1 Corinzi 6: “Fuggite la fornicazione.” Perché? Perché alla fine del versetto dice che con essa ‘pecchiamo contro il nostro stesso corpo,’ non farà altro che farci del male, e quindi, ‘Fuggite da essa.’

Sapete, alcuni dicono: ‘Beh, sai, posso vivere come voglio. Sono un cristiano, mi trovo sotto la grazia, Dio perdona tutto e sono stato liberato. Sono libero dal potere della legge perché Cristo ha sopportato la mia pena. Sono libero dal potere del peccato perché Lui ne ha pagato il prezzo. Sono libero dal giudizio eterno perché Lui ha portato il giudizio di Dio nel suo stesso corpo, son libero!’ Ma Paolo dice: ‘Sì. È vero, ma non siete liberi di fare cose che ti possono far del male.’

Sapete, il libro dei Proverbi ha molto da dire su com’è che l’immoralità ci fa del male; nel quinto capitolo di Proverbi, nel sesto capitolo di Proverbi, nel settimo capitolo di Proverbi e nel nono capitolo di Proverbi, c’è un lungo elenco di cose molto pratiche che ci mostrano che la fornicazione è dannosa. In 1 Corinzi capitolo 10 verso 8 dice: “Non fornichiamo come alcuni di loro – ovvero gli israeliti – fornicarono e ne caddero, in un giorno solo, ventitremila.” Paolo sta dicendo: ‘Non commettete fornicazione per trovarvi nella stessa situazione degli Israeliti, quando 23.000 di loro morirono in un solo giorno.’

Nel dodicesimo capitolo, credo che sia, di 1 Corinzi, c’è un’altro commento su questa stesso stesso concetto... Beh, in questo momento non credo ci prenderemo il tempo di vederlo, non credo sia la referenza corretta, ma comunque, c’è un altra referenza, da qualche parte in 1 Corinzi dove Paolo parla di questo, ma il peccato ha un effetto devastante, in particolare il peccato dell’immoralità.

E quando ci ripenso, mi viene in mente il Salmo 51, il Salmo di Davide, che aveva commesso il peccato d’immoralità con Bat–Sceba. E in quella situazione terrificante e terribile che ne derivò, in cui Uria, suo marito, fu ucciso e Davide visse con questo senso di colpa incredibile. Il Salmo 51 dice che si ammalò, s’indebolì, si sentì solo, si rattristò e si sentì colpevole, per l’orribile senso di colpa che lo inondò, e lo troviamo anche in Ebrei, dove dice che “Il letto matrimoniale dev essere inviolabile; e che Dio giudicherà gli adulteri ed i fornicatori,” ci sono cose che ci fanno del male, e quindi dobbiamo evitarle.

In secondo luogo, il peccato sessuale non solo danneggia, ma controlla. La seconda parte del versetto 12 dice: “Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla.” Una delle cose che questo peccato particolare fa, come tutti gli altri peccati di fatto, ci rende schiavi. Qualcuno nella nostra chiesa mi ha detto che c’è qualcuno nella nostra chiesa che ha detto che viene ogni Domenica per il sermone e poi se ne va e nel pomeriggio guarda film pornografici. Perché non riesce a liberarsi dalla schiavitù di quella lussuria terribile, è una cosa molto schiavizzante, più ci si abbandona, più ci controllerà, e l’idea della ‘Schiavitù,’ comunica il senso della parola greca, ‘l’essere sotto il potere o sotto il dominio di...’ E quello che sta dicendo è: ‘Non farò nulla che mi porterà ad esserne schiavo.’ Ed è proprio questo che il male sessuale comporta, ci riduce in schiavitù. Diventa una schiavitù terribile, terribile.

Ora quindi abbiamo visto che fin dall’inizio il peccato sessuale ha un effetto potentissimo su di noi, ci danneggia e ci controlla, ma c’è un’altra cosa: ci perverte. Guardate al versetto 13, il male sessuale ci perverte, giusto per mostrarvi questo devo dire che ci sono tre scopi e propositi distinti del nostro corpo che vengono pervertiti dal peccato sessuale.

Prima di tutto, i nostri corpi sono, come cristiani, sono per il Signore. Guardiamo di nuovo a questo concetto nei versetti 13 e 14, “Le vivande sono per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; Dio, come ha risuscitato il Signore, cosí risusciterà anche noi mediante la sua potenza,” ora qui Paolo sta chiarendo questo concetto, sta dicendo: ‘Il corpo è per il Signore.’ In effetti, dovrebbe essere ovvio che i nostri corpi sono per il Signore, perché un giorno Egli li risusciterà. Un giorno, così come ha risuscitato il suo corpo, risusciterà anche i nostri corpi per farli dimorare nella Sua gloria, questa è l’estensione di quanto i nostri corpi gli appartengono, “Il corpo non è per la fornicazione, è per il Signore.”

Ma loro avevano – li prende un po’ in giro perché avevano – una frasetta che andava di moda, e la usa lì all’inizio del versetto 13, “Le vivande sono per il ventre,” e tra l’altro, in greco non ci sono verbi, è solo ‘vivande, corpo, corpo, vivande,’ e potremmo chiederci: ‘ma che cosa significa?’ Beh, quello che stavano dicendo è: ‘Beh, è uno slogan. Il cibo, o le vivande per il corpo ed il corpo per le vivande, è un qualcosa di naturale,’ ed era una piccola frasetta che usavano in referenza al sesso, e quello che intendevano comunicare in realtà era, ‘Beh, il sesso è come mangiare, sai, il corpo per le vivande e le vivande per il corpo. Il corpo è per il sesso così come il sesso è per il corpo, è solamente un qualcosa di naturale, è una funzione come molte altre,’ e questo è proprio quello che le persone dicono anche al giorno d’oggi: ‘Oh, perché ti preoccupi così tanto per il sesso? Voglio dire, siamo tutti esseri sessuali, sapete? Non c’è problema. È normale esprimerci: ‘mangiamo, beviamo, dormiamo, camminiamo, corriamo, facciamo queste cose, perché non fare sesso? È una cosa biologica,’ come dice Hugh Hefner.

Dice: ‘Il sesso è un’attività biologica come mangiare o bere, e non c’è motivo di essere prudenti al riguardo. Trovati una ragazza che la pensi come te e lasciati andare.’ A proposito, ho letto questa frase sulla rivista Eternity, dove c’era qualcuno che l’ha citato... voglio solo che lo sappiate...

Ma Paolo sta dicendo: ‘quando pensate che la vostra frasettina “le vivande sono per il ventre, ed il ventre per le vivande,” quando pensate che è solamente una cosa biologica – state mancando il bersaglio, Dio distruggerà sia le vivande che il vostro corpo. Dio distruggerà il sesso ed il corpo. Il corpo è per Dio, il cibo è temporaneo, il sesso è temporaneo. Non è questo il motivo per cui Dio ci ha redento, non è questo il piano che Dio ha per il nostro corpo. Se sei un cristiano, il piano che Dio ha per il tuo corpo non è il sesso, è la resurrezione, è la glorificazione. E perché mai commetteresti adulterio contro quel corpo che ha uno scopo così meraviglioso e speciale?’ E questo è essenzialmente quello che sta dicendo: il corpo è, prima di tutto, per il Signore.

In secondo luogo, è un tutt’uno con Cristo, anche qui e adesso. Guardate al versetto 15: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?” Non sapevate che il vostro corpo, in questo momento, è parte del corpo di Cristo? “Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo!” Oh, no, no, no, me genoito, la negazione più forte della lingua greca, ‘Dio non voglia,’ impossibile! ‘Cosa?’ “Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? ‘Poiché’, Dio dice, ‘i due diventeranno una sola carne,’ ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.”

Sapete cosa sta dicendo qui? Voi che siete una cosa sola con Cristo. Se vi unite ad una prostituta, non fate altro che forzare Cristo ad unirsi a quella prostituta, è quello che sta dicendo, non potete comportarvi così. E a proposito, volete sapere chi è considerato una prostituta? Chiunque faccia sesso al di fuori del matrimonio, anche se si è fidanzati in casa, si prostituisce il proposito di Dio per quanto riguarda il sesso, è questo che significa.

Quindi le nostre membra sono membra di Cristo, i nostri corpi fanno parte del Suo corpo e siamo una cosa sola con Lui, e non possiamo trascinarlo in una relazione ignobile senza intaccare lo scopo che Lui si era prefissato. Ed ecco perché, nel versetto 18, dice: “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo.” Ogni altro peccato è esteriore, ma questo peccato sorge dall’interno e rivela una corruzione interiore. Quindi qui Paolo ci sta dando forte, sta dicendo: ‘Non potete commettere questo peccato perché siete una cosa sola con Cristo. Non potete commettere questo peccato perché Dio ha un altro proposito per il vostro corpo.’

E poi, terzo, dice: ‘Non potete farlo, perchè il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo.’ Versetto 19: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo.” Quindi, vedete, in luce al fatto che lo Spirito dimora in noi, e che siamo una cosa sola con Cristo, e visto che Dio ha pianificato una glorificazione del nostro corpo, non possiamo aver assolutamente nulla da fare con questa roba qui, ‘Dunque – versetto 20, e questa è la chiave per il proposito del nostro stuido – glorificate Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito.” Internamente ed esternamente, non fatelo e non desideratelo nemmeno, perchè questo glorifica Dio.

Sai, di tanto in tanto incontro persone che hanno una relazione illecita da un punto di vista morale ed hanno persino il coraggio di dire: ‘Beh, il Signore ci ha messo insieme.’ A volte incontro delle giovani coppie che si stanno indulgendo in rapporti sessualli prematrimoniali e credono che il Signore stia benedicendo la loro relazione, ma non è vero. E ci sono persone, anche nel matrimonio, che magari son spostate con dei non–credenti ed hanno trovato un cristiano e stanno avendo relazioni extraconiugali, e cercano di difendersi dicendo che il Signore lì sta benedicendo, ascoltatemi bene, non è affatto così. Non state glorificando Dio. E ve lo dirò chiaramente, se tu o io o chiunque altro staimo vivendo in uno stato d’immoralità, non potremo mai glorificare Dio e pertanto, non c’è modo di crescere spiritualmente. Cresciamo nella purezza, non nell’impurità. Quindi, nel mentre glorifichiamo Dio con i nostri corpi, cresciamo nella Sua grazia. Quindi cos’è che stiamo dicendo, in quest’undicesimo punto? La crescita spirituale implica il glorificare Dio tramite la purezza della nostra vita.

Lasciate che vi dia il dodicesimo punto, e forse avremo tempo per un ultimo punto alla fine del messaggio. Glorifichiamo Dio con l’unità, e questo è molto importante. Glorifichiamo Dio attraverso l’unità. Ecco un altro elemento importante nella crescita spirituale, un’altra chiave, ed è questa: cresciamo – segnatevi questo – cresciamo più velocemente quando non dobbiamo crescere da soli, quando siamo stimolati, come dice nella Lettera agli Ebrei che “ci provochiamo reciprocamente all’amore e alle buone opere.”

Abbiamo nella Chiesa, diversi doni spirituali, giusto? Per servirci a vicenda, per stimolare la crescita. Lasciate che vi mostri questo concetto in Romani capitolo 15. Dio è glorificato nell’unità dei santi. In Romani 15 verso 5 dice: “Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesú.” In altre parole, ‘Voglio che andiate d’accordo. Voglio che proviate gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri. Voglio che abbiate la stessa mentalità, un medesimo sentimento nel corpo di Cristo, voglio che abbiate un’unità meravigliosa.’ Versetto 6: “affinché – ed eccola qui di nuovo, la clausola di scopo – affinchè di un solo animo – pensiate allo stesso modo – e d’una stessa bocca – parliate allo stesso modo – glorifichiate Dio.”

Vedete, Dio viene glorificato nell’unità della chiesa, nell’unità dei credenti. Oh, questo è un elemento essenziale! Glorifichiamo Dio nella nostra unità, una cosa grandiosa! Grandiosa. Dio non si aspetta che lottiamo da soli lungo il percorso della maturità spirituale, ma si aspetta che procediamo insieme gli uni con gli altri, è così che lo glorifichiamo. “Perciò – dice nel versetto 7 – accoglietevi gli uni gli altri.” Non escludete nessuno, non formate gruppi esclusivi, non escludete nessuno, non tenete nessuno a distanza, ma “accoglietevi gli uni gli altri.” Dopotutto, ‘Cristo ci ha accolti tutti,’ non è così? Siamo meglio di Lui? Abbiamo forse uno standard più alto per il nostro gruppo di quanto ne abbia avuto Lui? Perché? “Per la gloria di Dio.”

Ora, questo è molto importante, dobbiamo interagire l’un l’altro. Nessuno cresce sotto vuoto. Abbiamo disperatamente bisogno gli uni degli altri. Cresciamo tramite l’unità. Sapete il perché? Per esempio, un’illustrazione: nella mia vita, ho scoperto che più sono vicino al circolo di persone che mi circondano, più mi sarà facile vivere una vita di rettitudine, sapete il perchè? Perché dovrò rendere conto a quel gruppo, giusto? Quando ho un cerchio d’amici pii che amo e che mi sono vicini, mi rendono responsabile. Mantengono la mia vita nel loro punto di vista, e se qualcosa non va come dovrebbe, me lo fanno notare e quello mi costringe alla correzione.

Sono così felice che Dio mi abbia dato una famiglia. Sono felice che Dio mi abbia dato figli ed una moglie che hanno alte aspettative spirituali, e la mia famiglia mi costringe a camminare in rettitudine. E se mai mi allontanerò, uno o l’altro o a volte tutti e cinque me lo faranno notare. E questo è molto utile, se non avessi tutto questo, mi allontanerei. Ed è molto facile per una persona dire: ‘Beh, sai, vivrò la mia vita spirituale nel miglior modo possibile. Non mi coinvolgerò nella chiesa, non avrò amici più vicini, non dirò molto e me ne starò tra me e me,’ quello sarà molto difficile perché dove non c’è rendi conto, non c’è alcuna pressione a conformarsi.

Abbiamo bisogno della provocazione di Ebrei 10:24–25 per spingerci verso una vita di sana spiritualità. E quindi Dio è glorificato quando c’è un’unità vera ed amorevole, quando ci afferriamo a braccetto l’uno con l’altro, ci amiamo, ci serviamo reciprocamente, ci teniamo per mano, quando abbiamo una stessa mente.

Sapete, quando Paolo scrisse ai Corinzi all’inizio della sua prima lettera, puntò il dito su questo problema. Disse: “Ora fratelli, vi esorto – nel capitolo 1 versetto 10 – nel nome del Signore nostro Gesú Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire.” E poi proseguì dicendo di sbarazzarsi di tutte le contese, le fazioni, le cerchie e tutto il resto, e di rimanere insieme, perché abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri. E quindi affermo che cresciamo più velocemente, più fortemente e con più maturità, quando dedichiamo le nostre vite ai fratelli e alle sorelle che ci circondano. Dobbiamo crescere in gruppo, non da soli, questa è la forza e l’impulso di cui avete bisogno.

Ora l’ultimo punto che voglio darvi si lega a questo, fa parte del dodicesimo, o potrebbe essere il tredicesimo, dipendendo da come l’avete suddiviso, ma vorrei che veniate con me, giusto brevemente, ad un altro passaggio della Scrittura, e si tratta della fine di 1 Pietro, nel capitolo 4. E questo punta ad un altro modo in cui possiamo glorificare Dio, strettamente correlato a questo concetto d’unità, ed è questo: glorifichiamo Dio adoperando i nostri doni spirituali, glorifichiamo Dio adoperando i nostri doni spirituali, 1 Pietro 4:10.

Ora dice che ‘ognuno ha ricevuto il dono.’ Credo che ogni cristiano abbia ricevuto un dono, e di che dono si tratta? Di quella capacità che lo Spirito di Dio ci ha dato, è quella combinazione di doni spirituali che si riducono a quel dono unico che abbiamo ricevuto. Io credo davvero che tutti i cristiani siano diversi. Penso che siamo come fiocchi di neve spirituali. Nessuno di noi è come un altro, e penso che il Signore prenda le categorie di doni, come elencate in Romani 12 e 1 Corinzi 12, e da quelle categorie di doni, alcuni ne conteggiano tra gli 11 ed i 19, a seconda di quali ne fanno parte o meno – ma da quegli elenchi di doni, il Signore ne seleziona una combinazione che saranno unici per ogni individuo. E si manifesteranno unicamente in un contesto unico ed individuale.

E nel mentre tu ed io esercitiamo i nostri doni, mettiamo in pratica nel corpo di Cristo un ministero che è unico e senza eguali. Ecco perché siamo così strategici. Quindi dice: “In quanto avete ricevuto un dono, mettetelo a servizio gli uni degli altri come buoni amministratori della svariata grazia di Dio,” se Dio è stato così generoso da darti un dono, usalo!

Ora, il versetto 11: “Se uno parla, lo faccia come si annunziano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce,” non vi limitate a promulgare la saggezza umana se avete un dono di parola, non agite nella carne se avete un dono di servizio. Perché? Perché dovremmo mai pronunciare gli oracoli di Dio, perché dovremmo servire con la potenza di Dio? “affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesú Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.” In altre parole, non usate il vostro dono per la vostra gloria, ma per quella di Dio.

Quindi, un altro modo in cui possiamo glorificare Dio è tramite i doni spirituali, e nel mentre usiamo i nostri doni spirituali, servendoci a vicenda, quello porta all’unità del corpo, ed in quella unità di ministero reciproco veniamo stimolati alla crescita spirituale, capite?

Quindi stiamo riassumendo tutto il nostro pensiero con questo. Lungo tutto il percorso abbiamo affrontato elementi individuali. Abbiamo detto, ad esempio, che cresciamo spiritualmente confessando Gesù come Signore. Che cresciamo spiritualmente parlando indirizzando la nostra vita a quel proposito. Cresciamo tramite la fiducia, la fruttosità, la lode, la preghiera.... Cresciamo testimoniando, proclamando la Parola; cresci tramite la purezza morale, cresci tramite tutte queste cose; ma quando tutto si riassume in quest’ultimo concetto, non si crescie da soli, non cresciamo da soli. Abbiamo bisogno del rendi conto e del ministero reciproco per ottenere quel tipo di crescita che lo Spirito di Dio vuole vedere nella nostra vita.

E quindi la Bibbia ci dice che dobbiamo crescere, inizia tutto da lì, inizia con un comando, 2 Pietro 3:18, “Ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo,” questo è un comando o gli diciamo di si, o gli diciamo di no, se diciamo, ‘Sì, Signore, voglio crescere. Non voglio rimanere stentato. Voglio maturare. Voglio conoscere la pienezza delle benedizioni. Voglio comprenderti come uno che è maturo e può concepire quanto è più possibile per la mia mente limitata. Signore, voglio essere il più utile possibile. Voglio vedere la Tua potenza in mostra quanto più possibile. Non mi accontento delle pianure, voglio andare sulla vetta,’ se siamo pronti ad affermare tutto questo, allora dobbiamo chiederci: ‘come? Come posso arrivarci?’

E la Bibbia ci viene incontro e ci dice: ‘Vivi la tua vita per la Mia gloria’ e ci dà un percorso da seguire. Seguendo quel percorso e siamo incoraggiati da altri credenti, arriveremo alla vera maturità spirituale, ed è questo che Dio ricerca nella nostra vita.

Ora lasciate che concluda il nostro studio con questo pensiero. Nel mentre tu ed io vivremo per la gloria di Dio, quale sarà la conclusione? Quale sarà il risultato? Quale sarà l’effetto finale? Cosa otterremo da tutto ciò? E questo ci riporta esattamente dove abbiamo iniziato. Davide disse, Salmo 16:8–9, “Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei,” ora tenetelo bene a mente, Davide sta dicendo: ‘Ho vissuto per la gloria del Signore,’ e poi disse: ‘Perciò, il mio cuore si rallegra,” ora qual è il risultato di vivere una vita per la gloria di Dio? Qual è il risultato della maturità spirituale? È la gioia, “Il mio cuore si rallegra.”

Questo è quello che Dio vuole fare nella nostra vita. Il catechismo aveva ragione, dice: ‘Qual è lo scopo principale dell’uomo?’ E la risposta dice: ‘Lo scopo principale dell’uomo è di glorificare Dio e di godere di Lui per sempre.’ Dio vuole, secondo Efesini capitolo 2 versetto 6, vuole riversare su di noi la Sua bontà per tutta l’eternità. Dio vuole riversare nella nostra vita una grande gioia. E credo che la gioia sia un sottoprodotto di una vita che progredisce spiritualmente. Non penso che possiate mai conoscere la gioia se non state crescendo, perché è lì che Dio la riversa, ed insieme ad essa credo che ne provenga un senso profondo di soddisfazione.

Permettimi di concludere con un ultimo versetto, in Efesini capitolo 3 versetto 21 c’è di fatto la somma di tutto ciò che abbiamo detto. Noi siamo la Chiesa di Gesù Cristo, giusto? Tutti noi che crediamo siamo la Chiesa di Gesù Cristo, e questa è la somma di tutto, “A Lui sia la gloria nella Chiesa.” Vedete, Dio vuole essere glorificato, questo è il mandato. Dio vuole che come sua Chiesa, viviamo per la Sua gloria. E fintanto che obbediamo a questo mandato, Egli riempie le nostre vite di gioia. E noi potremo persino trovarci bloccati in una qualche prigione, in una circostanza terribile ed avere il cuore pieno di gioia proprio come Paolo, che in mezzo a circostanze terribili scrisse ai Filippesi, “Rallegratevi sempre, e ancora ripeto, rallegratevi!” Questo è il dono di Dio per un cristiano in crescita.

Ed alla fine di tutto ciò? Le parole dell’apostolo Giovanni, in 1 Giovanni, la somma, l’obiettivo, la fine è così enunciata. “Carissimi, ora siamo figli di Dio – Esatto, lo siamo adesso! ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo – cosa? – simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.”

Questo è l’obiettivo finale della crescita spirituale. Un giorno, quando vedremo Gesù, saremo come Lui. E, Giovann dice, “E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica,” se credete veramente che un giorno sarete come Gesù Cristo, quello dovrebbe spingervi a mettere in ordine la vostra vita oggi stesso e dovrebbe spingervi ad iniziare a vivere per la Sua gloria, preghiamo.

Padre, ti ringraziamo per queste sei lezioni sul vivere per darti gloria come cammino verso la maturità, e Signore, sappiamo che in noi stessi, nella carne, anche se possiamo conoscere queste cose, non possiamo realizzarle. E quindi la nostra preghiera deve essere sempre: ‘Signore, anima in noi queste realtà.’

Non possiamo obbedire al Signorio di Cristo al di fuori del Tuo potere. Non possiamo confessare i nostri peccati al di fuori della Tua convinzione. Non possiamo fidarci di Te se Tu non ci doni il dono della fede. Non possiamo portar frutto a meno che tu lo produca in noi. Non possiamo nemmeno lodarti se Tu non riempi i nostri cuori di lode. E non possiamo pregare a meno che tu non ci sospinga con il Tuo Spirito.

Padre, non possiamo proclamare la Tua Parola se lo Spirito di Dio non ce la insegna. Non possiamo portare altri a Te se Tu non li rigeneri con il Tuo potere. Non possiamo viver puramente se Tu non ci purifichi. Non possiamo vivere in unità a meno che tu non ce lo conceda; e quindi Padre, dipendiamo completamente da Te per compiere tutte queste cose buone in noi, affinché possiamo essere come Cristo e conoscere la gioia che viene a coloro che crescono. Nel nome di Cristo preghiamo, amen.

FINE

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