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Questa mattina, continuiamo il nostro studio di 1 Corinzi capitolo 7, e vedremo i versetti dall’8 al 16 questa mattina, discutendo delle linee guida divine per il matrimonio – linee guida divine per il matrimonio – 1 Corinzi 7:8-16, e stiamo continuando nel nostro studio di 1 Corinzi. Sapete, credo sia difficile nel nostro mondo mantenere il matrimonio; mantenere un qualsiasi tipo di relazione duratura. Quindici milioni di americani, secondo l’ultima statistica dell’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, hanno vissuto un divorzio. Le persone trovano estremamente difficile costruire relazioni durature con qualsiasi tipo di significato. Un divorzio ogni 2,56 matrimoni ora in America, e sta aumentando, ed interessante notare che il tasso di divorzio più alto al mondo è in Russia. Le città russe hanno un tasso di divorzio di tre su quattro. Inoltre, ero interessato a leggere da qualche parte che la canzone numero uno in Russia nel 1974 era “Love Story”. Ne parliamo molto anche qui in America, ma troviamo molto difficile mantenere qualsiasi tipo di relazione d’amore.

E purtroppo, ciò che stiamo vivendo non è un fenomeno storico nuovo; è qualcosa che è sempre esistito. E se andaste a 1 Corinzi capitolo 7, trovereste che c’era un problema terribile a Corinto, per quanto riguarda il matrimonio. E questo è il problema di cui Paolo parla nel settimo capitolo. I Corinzi non sapevano veramente cosa avrebbero dovuto fare in termini del matrimonio, o almeno non erano disposti ad ammettere cosa avrebbero dovuto fare, e quindi posero delle domande a Paolo. Il primo versetto del capitolo 7 dice che “mi avete scritto riguardo a queste questioni”, e procede ad offrire delle risposte. Come in ogni altra area della loro vita, i Corinzi erano riusciti a rovinare anche l’area del matrimonio. Avevano rovinato tutto il resto; non c’era motivo di credere che ce l’avrebbero fatta in quest’area. E così Paolo scrive il capitolo 7 per affrontare le loro idee sbagliate ed i loro comportamenti errati riguardo al matrimonio. Erano confusi sul fatto che fosse giusto essere single, e se fosse necessario essere single per essere spirituali, o se fosse giusto essere sposati, e necessario essere sposati per essere spirituali. Gli ebrei nella congregazione, visto che era una credenza dell’ebraismo ortodosso, propagavano il fatto che bisognava essere sposati. E se non eri sposato eri fuori dalla volontà di Dio, e dovevi essere escluso dal cielo.

D’altra parte, c’erano molte persone che avevano una fascinazione crescente per il celibato, ed erano più interessate a rimanere single come valore spirituale. In altre parole, se fossero stati single, sarebbero stati in grado di dare a Dio una devozione più alta, sarebbero saliti a un piano superiore di vita spirituale se non erano stati sposati, e c’erano alcuni che arrivavano fino a dire che il sesso di qualsiasi tipo era, se non altro, certamente una cattiva direzione dello sforzo, e che avrebbe potuto essere meglio incanalato nel servizio a Dio piuttosto che nell’attaccamento ad una moglie o ad un marito. Alcuni dicevano che il vero cristiano devoto non si sarebbe sposato affatto. Bene, questo arrivò al punto che persone veramente devote, che erano cristiane, pensavano che forse fosse meglio divorziare, dicevano, “per poter servire meglio il Signore, ci separeremo”. Oppure, se volevano restare insieme, “Ci asteniamo da ogni relazione fisica, niente più rapporti sessuali nel nostro matrimonio. Ci dedicheremo solo a Dio e non ci faremo trascinare in quelle cose fisiche”, quindi ogni tipo di problema e confusione dominava la scena matrimoniale a Corinto, e scrissero a Paolo richiedendo delle risposte.

Fondamentalmente, le domande erano queste: Il matrimonio è un comandamento? Bisogna esser sposati per piacere a Dio? Le persone single, quindi, dovrebbero sposarsi, o è più spirituale rimanere single? E si è cristiani più devoti se non si è sposati? Un’altra domanda che derivava da questo era: le persone sposate che diventano cristiane dovrebbero poi astenersi da ogni relazione sessuale? E... un cristiano sposato con un non credente dovrebbe divorziarsi da quel non credente, per non avere un matrimonio misto e non unire Cristo con un pagano? Queste erano le domande. E il capitolo sette risponde chiaramente a queste domande.

Ora, l’ultima volta abbiamo considerato dal versetto 1 al 7, ed in quella porzione, abbiamo visto principi generali riguardanti il matrimonio. E quello che Paolo ha detto, per riassumere brevemente, è questo: il matrimonio è normale; il matrimonio è per la maggioranza. Dio ci ha fatti per sposarci. Il matrimonio è buono, ma il matrimonio non è un comandamento assoluto per tutti, perché Dio ha, secondo il versetto 7, dato ad alcune persone il carisma o il dono di essere single; la capacità, mediante lo Spirito Santo, di controllare totalmente i desideri sessuali. E se questo è il dono che Dio ti ha dato, allora la tua condizione di single è un dono unico di Dio e dovrebbe essere usato per la Sua gloria. Quindi il matrimonio è la norma; non è comandato, non è un assoluto, ma è la norma per evitare la fornicazione ed il coinvolgimento sessuale, dovreste sposarvi. Ma per alcuni, che hanno questo dono, quella è una benedizione speciale di Dio, e dovrebbe essere mantenuta perché ti mette in una posizione per essere usato da Lui in un modo molto unico. Quindi c’è il principio generale. Il matrimonio è normale. La condizione di single è l’eccezione; è un dono di Dio. Se ce l’hai, allora è qualcosa a cui dovresti aderire e custodire come un dono speciale da parte di Dio.

Ora, prende quel principio nei versetti dall’8 al 16, e lo applica a quattro gruppi – quattro gruppi. Il primo gruppo è quello dei single. Il secondo gruppo è quello delle persone sposate ed entrambi sono cristiani. Il terzo gruppo, quelli sposati con un non credente che vuole restare. Il quarto gruppo, quelli sposati con un non credente che vuole andarsene. Quattro gruppi, ed ognuno di voi qui si trova in uno di quei gruppi. Guardiamo al primo gruppo e vediamo com’è che mette in pratica il principio. Quelli che sono non sposati e le vedove, versetto 8: “Ordino dunque” – cioè, dunque, nel senso sulla base del principio stabilito – “Dico dunque ai non sposati” – e questo è un termine generale che include scapoli, nubili, divorziati. “ai celibi ordino dunque, e specialmente alle vedove” – perché, ovviamente, loro si trovavano in una situazione unica, essendo state sposate e conoscendo tutte le gioie del matrimonio, ed essendo state separate, non perché lo volevano, come lo è per il divorziato, ma a causa della morte del coniuge e del trauma che essa porta, “Dico dunque ai celibi, e specialmente alle vedove, dico che è bene per loro che se ne stiano come sto anch'io”, è bene esser single. Se sei scapolo, va bene. Se sei nubile e non sei mai stata sposata, va bene, se sei vedova o vedovo, va bene. Non c’è nulla di sbagliato in questo. E “bene” significa benefico, eccellente e semplicemente buono. Non è sbagliato. Non ascoltate quegli ebrei ortodossi che dicono che se non siete sposati, siete anormali. E sapete, tendiamo a cadere in quella categoria.

Troviamo qualche povero giovane di circa 28 anni, e vogliamo sempre fare da Cupido, “Devi sposarti – non puoi semplicemente andare avanti nella vita – devi iniziare a cercare”, e vogliamo spingere queste persone a sposarsi. Non fatelo. Dio potrebbe aver dato loro il dono del celibato, e se è così, allora forse sposarsi sarebbe una violazione del meglio che Dio ha per la loro vita. Ci sono alcune cose in questo mondo per cui servono persone single, e va bene se c’è qualcuno che dice: “Devo sposarmi”, ovviamente dovete aiutarli, ma se c’è qualcuno che non ha alcun interesse in ciò, e sente che Dio gli ha dato il dono di poter controllare il desiderio sessuale al di fuori del matrimonio, allora lasciate che sia così, e Dio li appagherà unicamente, e quindi sta semplicemente dicendo che “È cosa buona per loro se rimangono come me”.

E, naturalmente, in quel momento, Paolo era single, è possibile che era sposato in passato, perchè il matrimonio sembra essere una necessità per un membro del Sinedrio, quale egli fu una volta. Tuttavia, è probabile che sua moglie sia morta prima della sua conversione, e il suo tempo di ministero per Cristo fu sempre come individuo single, per quanto possiamo dire. E quindi, una volta che fu rimasto vedovo, se davvero fu così, allora mantenne quella condizione perché Dio gli diede quel dono, quel carisma del celibato; quella capacità di rimanere single senza preoccuparsi per il sesso ed il matrimonio, quindi è una cosa buona, guardate al versetto 25, Paolo parla ulteriormente di questo, e ci entreremo in dettaglio nelle prossime settimane, “Ora, quanto alle vergini – o a coloro che non son sposati – non ho alcun comandamento dal Signore” – il Signore non ha mai detto nulla su coloro che non son sposati, non ha mai detto a nessuno di sposarsi, ha solo parlato del matrimonio come un qualcosa già esistente, e quindi dice: “Nessun comandamento”... Tuttavia, son pronto ad offrirvi il mio parere, come uno che ha ricevuto dal Signore la grazia di essere fedele”, son pronto ad aggiungere della rivelazione su questo argomento: “Io penso dunque che a motivo della pesante situazione sia bene per loro di restare come sono; poiché per l'uomo è bene di starsene cosí. Sei legato a una moglie? Non cercare di sciogliertene”.

In altre parole, immagino che, solo da un punto di vista pratico, “Nel mondo in cui vivete, il mondo sessualmente corrotto di Corinto, potrebbe semplicemente essere a vostro vantaggio restare come siete. Se siete single, allora restate così. Se siete sposati, restate così, di sicuro”, però il versetto 28 dice: “Ma se ti sposi, non pecchi. Se una vergine si sposa, non...” – non è peccato sposarsi, ma potrebbe essere a vostro vantaggio restare single, “Tuttavia, costoro avranno tribolazioni nella carne, ma io vorrei risparmiarvele”. “Vorrei risparmiarvi i problemi che il matrimonio porta, e il matrimonio porta problemi. Non fate del matrimonio una grande questione se non è una necessità per voi. Va bene, non peccherete, ma se Dio vi ha dato la capacità di essere single, apprezzate quella capacità; per via della sua mancanza di intralcio, avete un modo speciale in cui potete servire Dio”, e questa è una cosa piuttosto entusiasmante, è un dono molto speciale che vi rende capaci di servire Dio in modo molto unico.

Ora, mi rendo conto che ci sono pressioni nell’essere single, specialmente con tutta l’enfasi attuale sul matrimonio e sulla famiglia, e ci si sente un po’ come la quinta ruota, e stavo leggendo sul Times che durante la stagione delle feste è peggio che mai. Le persone single, in particolare i genitori single, si sentono veramente esclusi, ed ovviamente non c’è bisogno di sentirsi così. Se Dio vi ha dato il dono del celibato, se Dio vi ha permesso di essere single per ora, accettatelo come il Suo piano. Non c’è nulla di sbagliato nell’essere single, e Paolo lo sostiene.

Sapete, Gesù ebbe una conversazione con i discepoli – dovrei mostrarvela, Matteo 19 – nella quale conclusero che probabilmente sarebbe stato meglio essere single. In Matteo 19, Gesù sta parlando del matrimonio, e sta dando tutte le istruzioni sul matrimonio, e su come non si debba mandare via la propria moglie se non per fornicazione, e così via... E dopo che ha finito tutto questo discorso, e il Signore aveva davvero stabilito delle linee guida forti sul matrimonio, versetto 10, Matteo 19, “I suoi discepoli gli dissero: ‘Se tale è la condizione dell’uomo rispetto alla moglie, non conviene sposarsi’”, in altre parole, mamma, con tutto quello, è meglio non sposarsi affatto! “‘Sì’, disse Gesù, ‘ma tutti non possono ricevere questo detto se non quelli a cui è stato dato’”, e qui il Signore indicò che sarebbe andato bene se tutti sarebbero rimasti single, ma non tutti possono permetterselo. E ci dà l’introduzione al concetto del carisma del versetto 7 di 1 Corinzi 7, che bisogna avere un dono speciale per essere single, e non preoccuparsi con il sesso.

Ora, esser single apre ogni tipo di possibilità per servire il Signore. Non dovremmo mai prendere qualcuno che è contento di essere single e forzarli in una situazione in cui pensa di non essere realizzato e che deve sposarsi, non è vero! Se non siete sposati o se siete vedovi, è una cosa buona, e potete restare così, va bene! Non dovete sposarvi, “Ma – versetto 9 – se non possono contenersi, si sposino, perché è meglio sposarsi che ardere”. Se non riuscite a gestire l’essere single, sposatevi. Ora, stiamo parlando di cristiani. Alcuni di voi potrebbero dire, “Beh, non ho quel dono, ma non riesco a sposarmi”, e la verità potrebbe essere che avete peccato in passato, avete violato i principi di Dio; quindi, ora non siete in una posizione in cui Dio vi benedirà con il matrimonio. Oppure forse vi siete squalificati a causa di matrimoni precedenti nel peccato, e così via, ma prendendola da zero, diciamo che siete appena diventati cristiani, o che state iniziando: questo è lo standard di Dio: È buono se Dio vi ha dato il dono, ma se no, allora sposatevi; e io credo che ciò presupponga che Dio provvederà un partner. Come potrebbe Dio comandarvi di sposarvi senza provvedere il partner?

Però, ascoltatemi, gente, se non siete la persona giusta, non incontrerete mai il partner giusto. Questo è il punto chiave, se non siete la persona giusta, non incontrerete mai il partner giusto. Quindi, invece di cercare la ragazza giusta, iniziate ad essere l’uomo giusto. E, ragazze, invece di cercare l’uomo giusto, iniziate a essere la donna giusta – ed allora l’uomo giusto riconoscerà la donna giusta. E quindi, “che si sposino”, ora, questo è un imperativo aoristo: “Sposatevi! È meglio sposarsi che ardere”, se andate in giro ardendo dentro per il desiderio, allora sposatevi! Non ha senso dire, “Beh, mi sa che è meglio rimanere single per la causa di Cristo – rmm, rmm, capite?” Questo è – sapete – è ridicolo. Non c’è alcun valore in tutto ciò. Se state “ardendo di desiderio sessuale”, tempo presente continuo, se continuate ad ardere, allora per favore sposatevi. Il matrimonio, per una cosa, porterà alla realizzazione di quel desiderio fisico.

Sapete, non ha mai smesso di stupirmi a volte ci sono coppie che vengono e mi dicono: “John, ci siamo appena fidanzati ufficialmente”, e sapete, e sono davvero entusiasti, e con un’espressione un po’ buffa, sapete com’è quando ci si fidanza – un misto tra felicità e apprensione. E ti mostrano l’anello, e, “Bene, quando vi sposate?” “Oh, ci vogliamo sposare tra due anni”, due anni? Sapete, lo sento spesso. Oppure “tra un anno – dobbiamo aspettare di avere un po’ più di soldi” – o quello che sia... ascoltatemi, “è meglio sposarsi che ardere”, e se pensate di riuscire a passare due anni uh, così... non ha senso! Sapete, io dico loro, “Non aspettate due anni; sposatevi tra due mesi”, una volta fatto quell’impegno, vi mettete in una posizione di essere tentati, e di vedere la vostra vita spirituale svanire dinnanzi a voi! Una volta fatto quel voto, sposatevi. Il matrimonio è fatto per aiutarvi in quell’area, non c’è alcun vantaggio nei lunghi fidanzamenti.

Ascoltatemi, genitori, quando i vostri figli tornano a casa e vi dicono che si sono fidanzati, dite loro di sposarsi. Sposarsi in fretta, “Beh, no; vogliamo che aspettiate e finiate i vostri quattro anni di università, e” – ruh. Sapete cosa succede durante il tempo in cui sono fidanzati? Distruggono la loro vita spirituale, perché faranno fatica a controllare i loro desideri, perché l’impegno è già stato preso, non è vero? E Paolo sta dicendo: “Va bene esser single, se avete il dono del celibato, non lasciate che nessuno vi spinga a sposarvi, ma se decidete di sposarvi, lasciate che tutti vi spingano a farlo. Fatelo partire, sposatevi. La vostra condizione di single è eccellente”. Voi potreste dire: “Beh, sai, non ho il dono, ma sto solo aspettando il partner giusto; cosa devo fare? Come posso controllare il mio desiderio nel frattempo?” Beh, è una domanda lecita, e non stiamo affrontando davvero quel problema questa mattina. Lasciate che vi dia solo alcuni spunti a cui ho pensato. Come posso, come persona single che sta aspettando il compimento del proprio desiderio fisico, aspettando il partner giusto, come posso controllarmi? Bene, ecco alcuni pensieri che potete approfondire.

Numero uno: canalizzate la vostra energia con il lavoro fisico ed il servizio spirituale. Reindirizzatevi verso un buon lavoro fisico ed un servizio spirituale, questo dà uno sbocco alla vostra energia. Secondo, non cercate di sposarvi, cercate di amare e lasciate che il matrimonio venga come risposta. Le persone che vogliono sempre sposarsi sposeranno la persona sbagliata più spesso che no, però le persone che cercano di trovare il compimento dell’amore sposeranno la persona di cui si innamorano. Non cercate di sposarvi, sapete, è quando uscite e tornate a casa, e subito tirate fuori i vostri appunti – vediamo, A per questo, e B per quello, e C per questo – li spuntate via così no? “Beh, lui si che è abbastanza vicino, mi sa che se chiede, gli dico di si”, non è vero? Quello che state facendo, vedete, è lasciare che il matrimonio sia la questione, invece di lasciare che la persona giusta sia la questione. Cercate di essere amati e di amare, non di sposarvi. Non preoccupatevi; il matrimonio si prenderà cura di se stesso.

Terzo, lasciate andare un mondo ossessionato dal sesso e adultero. E quello che intendo dire è: fate attenzione a cosa assorbite dal sistema. Quarto, programmate la vostra mente con realtà divine – programmate la vostra mente, è incredibile, ma il vostro comportamento è il risultato diretto della programmazione della vostra mente con la verità divina. Quinto, riconoscete che per ora Dio ha scelto che viviate senza sesso, e riconoscete anche che: “non vi ha colti alcuna tentazione che non sia comune agli uomini, ma Dio è fedele, e non permetterà che siate tentati” – come? – “al di sopra di quanto possiate sopportare, ma con la tentazione provvederà anche a” – cosa? – “una via d’uscita, affinché la possiate sopportare”. Sesto, evitate situazioni potenzialmente pericolose, proprio come Giuseppe che non fece altro che scappare. Settimo, ringraziate e lodate Dio per la condizione in cui siete, e siate contenti. Dovete affrontarla da questi punti di vista. Bene, Paolo dice: “Se siete single, ottimo! Se non potete sopportarlo, sposatevi”. Quindi non c’è alcun comandamento che tutti debbano sposarsi, o che la spiritualità consista nell’essere single, no.

Bene, secondo gruppo, ed ecco che arriva il consiglio pratico per coloro che sono sposati con un cristiano; questo include la maggior parte di noi. Abbiamo mariti e mogli cristiane, bene, cos’è che ci dice a noi? Versetti 10 ed 11, “Ai coniugi” – ora, “Come fai a sapere che sono cristiani?” Perché si rivolge a quelli nei matrimoni misti a partire dal versetto 12, quindi sappiamo che qui si sta rivolgendo ai cristiani, e tra un attimo lo vedrete, “Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito”, ora, ai coniugi – ora voglio che vi ricordiate di qualcosa, voglio ricordarvi qualcosa che abbiamo considerato la scorsa settimana, abbiamo detto che a Roma c’erano almeno quattro modi diversi per sposarsi, giusto? Nell’Impero Romano? Schiavi che vivevano in compagnia temporanea, matrimoni di fatto, quello che chiamavano matrimonio per usus, dove in pratica si comprava la moglie, si pagava una certa somma, e poi c’era il grande matrimonio per confarreatio, di tipo nobile. In qualunque forma, la Bibbia dice semplicemente: “Bene, qualunque sia stato il modo, ora la questione non è come ci siete entrati, ma la questione è che restiate dove siete... Se siete sposati” – guardate – “ordino, ma non sono realmente io, il Signore ci ha dato la Parola su questo, che la moglie non si separi dal marito”.

E qui sta semplicemente dicendo – Gesù ha già detto qualcosa a riguardo; Matteo 5:32, Matteo 19:9, e Marco 10:11 e 12, in tutti e tre quei passi il nostro Signore Gesù Cristo dice, “Rimanete sposati. Non divorziatevi”, notate, dice alla fine del versetto 10: “Che la moglie non si separi”, il termine “separarsi” è un termine tecnico per il divorzio; “non divorziate dal vostro partner”, e potremmo chiedere: “Beh, perché due cristiani dovrebbero voler divorziare?” Bene, a Corinto, vedete, dicevano, “Beh, il celibato è l’unica strada. Una volta che diventi cristiano devi lasciare perdere tutta la parte fisica, e devi dedicarti a Cristo. Quindi: “Ora divorzieremo e ci separeremo e ci dedicheremo a Cristo”, ed egli dice, “Dimenticatelo! Non fatelo, non divorziate”. Nessun divorzio è tollerato tra cristiani. Dio odia il divorzio. Malachia 2, “Io odio il ripudio”, dice Dio; “odio il divorzio”. Condannò gli Israeliti, dicendo: “Avete agito perfidamente contro la moglie della vostra giovinezza”, vi state divorziando.

Ora, alcuni dei Corinzi l’avevano già fatto – troppo tardi. Due cristiani di Corinto avevano deciso di divorziarsi – per ragioni spirituali, tra virgolette. Potete immaginare com’è che sarebbe se la Bibbia dicesse: “Potete divorziarvi se volete dedicarvi totalmente al Signore”? Potete immaginare cosa succederebbe? Tutti userebbero quella scusa per liberarsi del coniuge che non vogliono più, “Beh, noi ci vogliamo divorziare per ragioni spirituali”... La verità è che stavate cercando di sbarazzarvene da anni, avete solamente trovato un versetto per giustificare la cosa, no? Quindi Dio non lo permette. Deve esserci un’unione continua. No, “la moglie non si separi”. Ma alcuni lo avevano già fatto – alcuni lo avevano già fatto. Versetto 11: “Ma se si separa” – ora, questo presuppone che qualcuno a Corinto lo avesse già fatto – troppo tardi, è già successo – quali sono le conseguenze? “Che rimanga” – cosa? – “non sposata, single per il resto della sua vita o si riconcili con il marito”. Solo due scelte se due cristiani divorziano. O restano single per tutto il resto della loro vita, oppure tornano insieme per riconciliarsi.

Ora, lasciatemi aggiungere una nota a piè di pagina qui, una nota molto importante. Paolo qui non sta trattando un caso di adulterio, quello è estraneo alla discussione. Nei casi di adulterio – ascoltatemi bene – il divorzio era permesso tra cristiani. Dove un cristiano commetteva adulterio, Dio permetteva la rottura di quel legame matrimoniale, Matteo 5:32, “Io vi dico: Chiunque manda via la moglie, se non per motivo di fornicazione” – e ciò può includere peccato sessuale di ogni tipo – “eccetto per fornicazione, la induce all’adulterio; e chiunque sposa una divorziata commette adulterio”, eccetto per fornicazione, nessun divorzio, ma in caso di fornicazione, Dio dice che c’è divorzio. Matteo 19:9, stesso concetto: “E io vi dico: Chiunque manda via la moglie, se non per fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio”, l’unico motivo che Gesù abbia mai dato per la dissoluzione del matrimonio era l’immoralità sessuale, e quando ciò accade, c’è il diritto al divorzio.

Questo è molto chiaro anche nel caso di Giuseppe. Ricordate che in Matteo 1, Giuseppe fu sconvolto quando scoprì che Maria era incinta, ricordate? Perché la conosceva, e sapeva che era totalmente fuori dal suo carattere, ed era convinto del fatto che non poteva esser vero, Matteo 1:19, “Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto, e non volendo esporla all’infamia, pensò di lasciarla segretamente”, ascoltatemi: Giuseppe aveva tutto il diritto di divorziare Maria se fosse rimasta incinta di un altro uomo. E la Bibbia dice, “Giuseppe, suo marito, essendo – che tipo di uomo? – Un uomo giusto, un uomo retto” – ascoltate, agì con giustizia nel desiderare di divorziare da una moglie che aveva commesso adulterio. Ora, scoprì che non era così. La meravigliosa storia era che lo Spirito Santo aveva concepito in lei il Bambino Cristo, però vedete, è giusto lasciare una moglie per causa di adulterio, o per una moglie lasciare o divorziare da un marito per quella causa – solo per quella causa.

Ma in questo testo, 1 Corinzi, non è quello il problema. Per qualsiasi altra ragione, non c’è tolleranza per il divorzio. “No”, dice Paolo, “a parte il peccato sessuale, nessun divorzio. Se lo avete già fatto, allora dovete restare single per il resto della vostra vita, perché quell’unione, quella sola unione, non è mai stata spezzata. Siete bloccati single per tutta la vita. Oppure, potete essere riconciliati con vostro marito”. E potete essere certi che, nel caso di vera obbedienza, avrebbero scelto la seconda opzione se fosse ancora possibile. E poi Paolo lo ribalta al versetto 11 e dice: “Il marito non ripudi la moglie”, così come la moglie non deve lasciare il marito. Bene, che cosa sta dicendo? Essere single è buono; restate single se avete il dono. Se siete sposati con un cristiano, restate sposati, e adempiete ogni aspetto del matrimonio. L’aspetto fisico – ne abbiamo parlato dal versetto 3 al 5 – non privatevi l’un l’altro sessualmente, adempiete ogni parte del matrimonio, portatelo al massimo. Quindi abbiamo visto le persone single e quelle sposate con un cristiano.

Terzo gruppo, quelli sposati con un non credente che vuole rimanere, dal versetto 12 al 14. Ora, cosa succede in questa situazione, diciamo che avete una donna, e lei dice: “Sapete, sono diventata cristiana, e mio marito è un pagano fatto e finito. Che cosa dovrei fare? Posso divorziarlo e sposarmi con un bravo cristiano?” È una domanda legittima. E poi, guardate questo, tornando al capitolo 6, versetto 15; questo è ciò che Paolo stava insegnando. Ascoltate: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di” – chi? – “di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!” Cosa? “Non sapete che colui che si unisce alla prostituta è” – cosa? – “un solo corpo, poiché, dice i due saranno una sola carne, ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo”, ora, ricordate cosa abbiamo detto a riguardo? Il cristiano è uno con Cristo, giusto? Il cristiano è un membro del corpo di Cristo. Se un cristiano si unisce a una prostituta, contamina Cristo, giusto? Riuscite a vedere com’è che i Corinzi potevano dire: “Beh, ascolta, se sono un membro di Cristo, se sono uno con il Signore, e mi unisco al mio marito pagano, sto contaminando Cristo?” Vedete? Quel ragionamento è possibile, “Non sarebbe una cosa contaminante? Se continuassi in questo matrimonio, eccomi qui come un membro di Cristo, che mi unisco a un membro di Satana; non mi sto contaminando? Mamma è meglio che me ne vada via da questa situazione”, e forse alcune persone molto coscienziose lo sentivano davvero. Forse lo sentivano davvero.

Che dire di un matrimonio misto? Che dire? Bene, ci sono diverse cose da considerare in un matrimonio misto. Primo, i matrimoni misti sono proibiti quando possono essere evitati, giusto? Il versetto 39, alla fine, dice: “Se vi sposate, sposatevi solamente nel Signore”, quindi, l’idea che un cristiano sposi un non credente è totalmente in disobbedienza alla Scrittura, “Ma che succede se si è già sposati e uno si converte? Cosa sta dicendo? Devo forse mandarlo via? Che ne sarà?” Bene, guardate al versetto 12: “Agli altri” – cioè a quelli che si trovano in matrimoni misti – “dico io, non il Signore”, in altre parole, non sto citando Cristo adesso, non c’è un’istruzione precedente nei vangeli; non è che non è rivelazione, lo è, “ma agli altri parlo io, senza citare il Signore, se un fratello ha una moglie non credente” – che non è credente – “e lei consente ad abitare con lui, non la mandi via”, se avete una moglie non salvata e vuole restare, lasciatela rimanere – lasciate che rimanga, “E la donna” – versetto 13 – “che ha un marito non credente, se lui acconsente ad abitare con lei, non lo lasci”, Dio non vuole che tutti si convertano e dicano: “Beh, addio, Carlo, è finita – vado a cercarmi un bel ragazzo cristiano”, no, no.

Sapete, fu una brutta cosa nei primi anni del cristianesimo che i cristiani venissero accusati di distruggere i rapporti familiari; molti mariti pagani erano veramente turbati dal fatto che le loro mogli si convertissero. Sapete, per una donna cambiare religione senza il proprio marito era impensabile, ma stava accadendo. E una delle cose che stavo leggendo in uno degli storici antichi – Tertulliano ne commentava – una delle cose su cui i mariti pagani insistevano molto era il santo bacio. E forse la chiesa primitiva si era un po’ lasciata trasportare dal santo bacio, ed i mariti potevano dire: “Non voglio mica che mia moglie vada via tutta la sera ad incontri e solennità pasquali, strisciando nelle prigioni per baciare i martiri”, quindi c’erano alcune cose che disturbavano, e sono sicuro che alcuni cristiani che non si comportavano con saggezza ebbero dei problemi nei loro matrimoni misti. Sarebbe difficile non simpatizzare con alcuni mariti e mogli pagani i cui coniugi non si comportavano come avrebbero dovuto, ma qui sta dicendo: “Ascoltate, se avete un partner che non crede ma vuole restare, non divorziate; lasciatelo restare – lasciate che rimanga!” e potremmo dire. “Ma aspetta un momento, non verrò contaminato? Questa unione non mi contamina?” Ebbene, scopriamolo.

Guardate il versetto 14, molto interessante. “Perché il marito non credente è santificato dalla moglie, e la moglie non credente è santificata dal marito”, ora, aspettate un momento. Sapete una cosa, amici miei? Non solo il credente non è contaminato, ma cosa succede? L’esatto opposto. Voi potreste chiedere: “Sarò forse contaminato dal non credente?” No, lui sarà santificato da voi! Fantastico! Invece che un cristiano venga contaminato o reso impuro, il non credente, di fatto, viene santificato. A volte chiedo: “Vieni da una famiglia cristiana?” “No – son l’unico cristiano lì”, e sapete quanti cristiani servono per fare una casa cristiana? Un cristiano solo... “Cosa intendi dire?” Tutti i membri di quella casa sono ‘santificati’ dalla vostra presenza... Lo sapevate? E potreste chiedere: “Ma John, cosa intendi dire con ‘santificato’? Sembra una parola un po’ forte”, lo so che è una parola forte, santificato significa “esser separato, santo”, e potreste dire: “Si, ma cosa sta dicendo qui?” Ovvio, non sta dicendo che è automaticamente convertito, non sta dicendo che se un marito non crede, è comunque salvato solo perché è sposato con una cristiana, no... No, non sta dicendo quello, e non sta nemmeno dicendo che una moglie non credente è automaticamente salvata solamente perché è sposata con un marito cristiano... Va bene, ma quindi cosa significa la parola santificato?

Ebbene questo è quello che chiamiamo “santificazione matrimoniale”, e cosa intendiamo dire con questo? Beh, è solo un termine per distinguerla dalla santificazione spirituale e personale. Noi siamo separati per Dio e diventiamo santi quando crediamo in Cristo, però, semplicemente vivere in una casa dove c’è qualcuno che è cristiano ha un’influenza santificante. Paolo non intende dire che il non credente diventa automaticamente cristiano per mezzo del matrimonio, ma ciò che intende dire è che il matrimonio ne trae beneficio, e che tutti in casa ne raccolgono i benefici. Per esempio, due persone quando si sposano diventano cosa? Uno. Se Dio benedice uno di quei due, allora l’altro riceverà una parte di quella benedizione, giusto?

Questo è tutto quello che sta dicendo, “Ehi, se siete non cristiani, e avete un coniuge cristiano, dovreste ringraziare Dio, perché la vostra casa è destinataria delle benedizioni di Dio. Dio riversa grazia e misericordia su quella casa, e solo perché vi trovate collegati a quel coniuge, voi sarete anche destinatari di quelle cose; esclusa la salvezza, ma comunque molto superiore al vivere in una casa totalmente pagana”. Il matrimonio con un cristiano crea una relazione con Dio per il non cristiano; sebbene non sia la salvezza, è molto superiore alla vita pagana. Ascoltatemi: un cristiano solo in una casa rende quella casa cristiana, e porta grazia alla casa intera.

Dopo il culto della prima ora, una ragazza è venuta da me e ha detto: “Sai, quel messaggio era proprio quello che avevo bisogno di sentire”, disse: “Non l’avevo mai capito. Sai”, ha detto, “nella nostra casa, mamma, papà, tutti i figli, c’era solamente però un cristiano – la nonna. La nonna parlava sempre di Cristo, e tutti pensavano, ‘Oh, nonna, piantala’, capite? Nessuno voleva ascoltare, e sapete cos’è successo? Negli anni passati, tre dei quattro figli sono venuti a Gesù Cristo, e tutti”, disse, “risalgono all’influenza di nostra nonna”, vedete, quel tipo di grazia estesa alla casa intera attraverso quell’unico individuo benedetto da Dio irradierà a coloro che toccano quella vita. Vi ricordate la conversazione che Abramo ebbe con Dio in Genesi 18? Abramo disse: “Dio, se potessi trovare cinquanta giusti a Sodoma, risparmieresti l’intera città?” Dio disse: “Sì”. Abramo tornò e disse: “Se ne trovassi 45, risparmieresti la città intera?” “Sì”. “Uhm, venti?” “Sì”. “Uhm, Dio, se ne trovassi dieci, risparmieresti la città intera?” “Sì”. Non riuscì a trovarli però, vero? Ma sapete una cosa? Dieci persone giuste avrebbero potuto essere il mezzo per la benedizione di un’intera città di persone. Perché? Perché il semplice trovarsi attorno al popolo di Dio significa essere destinatari di una parte della Sua benedizione santificante.

Sapete, potreste trovarvi in una casa dove c’è solo un cristiano, e sapete una cosa? Siete beneficiari della benedizione di Dio sulla vita di quella persona, perché vedete, Dio vede mamma e papà come uno, e Dio vede mamma e papà e figli come un’unità, non è vero? E non può riversare benedizione su uno indipendentemente dal resto, perché ai Suoi occhi sono indissolubilmente legati insieme. Sapete, se non siete cristiani ma il vostro coniuge lo è, dovreste davvero ringraziare Dio di vivere in una casa dove Dio è all’opera, perché siete beneficiari. E sapete, è come quando vostra moglie riceve una grande eredità, e voi non avete niente a che fare con quella, non avete neanche parentela con quelle persone, ma, mamma, se ne raccogliete i frutti. È la stessa cosa! Non siete neanche parenti di Dio, ma godete dei benefici che Egli riversa su di lei. È una cosa benedetta per un non credente essere sposato con un cristiano; e lasciate che rimanga così. Cristiano, se questo è il vostro caso – se il vostro coniuge vuole restare, lasciatelo restare e percepire la benedizione di Dio. Chi può sapere se quella grazia santificante matrimoniale non porterà anche alla grazia salvifica, giusto?

Ora, Paolo va un passo oltre, però, a sostegno del suo punto, presenta un piccolo argomento al contrario. Dice: “Altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, ma ora sono santi”, sta dicendo: “Se foste contaminati da un non credente, allora i vostri figli sarebbero dei prodotti contaminati, giusto?” Ed apparentemente è ciò che alcuni Corinzi stavano dicendo: “Sai, mio marito non è salvato, è meglio interrompere ogni relazione sessuale, perché così potremmo avere un mezzosangue”, esattamente, un figlio mezzo cristiano e mezzo pagano, capite. Oppure: “Cosa faremo – sai, abbiamo – mio marito non è cristiano. Non posso sottoporre i miei figli a quell’influenza pagana”, un momento, “Saranno contaminati”, no, no! Dice: “Guardate, ecco un fatto semplice”. Paolo lo stabilisce, “Ora i vostri figli sono” – cosa? – “santi”, i vostri figli – stessa parola di “santificati”, dovrebbe essere tradotta allo stesso modo di prima, santificati. I vostri figli sono santificati da questa stessa grazia, esclusa la salvezza, ma comunque una sorta di vita piena di grazia, e la benedizione di Dio è su di loro. E se è vero che i vostri figli sono santificati e non sono impuri, allora secondo il ragionamento inverso, è vero anche che il vostro coniuge è santificato. Non preoccupatevi di essere in una casa pagana da questo punto di vista. Se siete l’unico cristiano lì, Dio dice: “Quella è una casa cristiana”. Se siete l’unico cristiano lì, Dio riverserà la Sua benedizione su di voi, e invece di essere contaminati, saranno santificati, sia il vostro coniuge che i vostri figli. E pregate Dio che un giorno quella santificazione matrimoniale porti alla santificazione totale e salvifica quando metteranno la loro fede in Gesù Cristo. Quindi, se siete sposati con un non credente e lui vuole restare, lasciatelo rimanere – lasciate che rimanga – perché ciò è per il suo bene.

Quarto gruppo – e questo includerà tutti quelli che non sono stati ancora trattati. Coloro che sono sposati con non credenti che però vogliono andarsene. Alcuni di voi hanno questo problema. Avete un partner non credente, e lui non sopporta il vostro cristianesimo, e vuole andarsene. Versetto 15: “Ma se il non credente si separa, combattete”, è questo che dice? “Non lasciatelo andare; chi gli predicherà mai il vangelo?” Dice questo? Cos’è che dice? “Lo lasci andare”. Dite: “John!” Non venite da me, chiamate il cielo, no? È scritto lì, vero? “Se il non credente si separa, lo lasci andare”. In altre parole, se è il non credente a iniziare il divorzio, lo lasci andare. Non combattete il divorzio, non andate in tribunale a combattere – lasciate perdere. Se vuole andarsene, lasciatelo andare. La parola “separarsi” si riferisce di nuovo al divorzio. È un termine tecnico per il divorzio. Il non credente ha divorziato dal credente, e al credente è detto: “Lasciatelo andare, non combattete”, voi potreste dire: “Non combattere? Ma che succede a me quando se ne va? Rimango bloccato per tutta la vita. Non c’è adulterio, e non posso gestirlo”.

No, non siete bloccati a vita. Guardate il versetto 15. “Se il non credente si separa, si separi; un fratello o una sorella non è sotto” cosa? “sotto schiavitù in tali casi”, sapete una cosa? Siete – cosa? – liberi. Liberi da cosa? Dalla schiavitù. La schiavitù di cosa? L’unica schiavitù a cui il matrimonio fa riferimento, il vincolo del matrimonio; siete liberi. Liberi di cosa? Liberi di risposarvi. È quello che sta dicendo. Siete liberi di risposarvi; non siete più sotto schiavitù. E la parola “schiavitù” è la stessa che usa in Romani 7:2 quando parla del fatto che il matrimonio, dell’essere legati dalla legge a un marito. Il matrimonio è schiavitù, nel vocabolario di Paolo, e qui sta dicendo che siete liberi da quel matrimonio. E potreste dire: “Sì, ma certo non ci si potrebbe risposare”. Perché? Non lo dice. Quando Dio vuole dire che non potete risposarvi, lo dice. Versetto 11: “Se lei si separa da un matrimonio cristiano, deve rimanere” – cosa? – “non sposata”, ma qui, “se il non credente si separa e ottiene il divorzio, un fratello o una sorella non è più sotto schiavitù in tali casi”. Quindi, il matrimonio finisce. Vedete, l’abbandono è come l’adulterio nei suoi effetti; spezza il legame. Non combattetelo; lasciatelo andare.

Bene, voi dite: “Perché lasciarlo andare?” Perché Dio ci ha chiamati alla pace, sapete, uno dei benefici dell’essere cristiani è avere una vita pacifica – la pace di Dio – una vita piena di grazia. E, sapete, non c’è niente di cui Dio abbia meno bisogno di litigi costanti, tensione, frustrazione e turbolenza in casa. Una casa litigiosa, arrabbiata, piena di contese non è l’obiettivo di Dio, né, amici miei, il matrimonio è principalmente una base per l’evangelizzazione, “Ah... mi sa che mi aggrapperò a questo finché non si convertirà”, sapete, così facendo lo allontanerete del tutto. Se vuole andarsene, lasciatelo andare, lasciatelo partire rifiutando il cristianesimo, non odiando voi, ma per forza di cose ci sarà un’obiezione, perché qualche cristiano coscienzioso dirà: “Ora ascoltami: se lo lascio andare, perdo l’opportunità di vederlo salvato. Se lo lascio andare, chi lo porterà a Cristo? Perderò l’occasione di portarlo a Cristo e alla salvezza”. Così Paolo affronta questo nel versetto 16, dice questo: “Infatti, che ne sai, o moglie, se salverai tuo marito? O che ne sai, o uomo, se salverai tua moglie?” Non agite su quella premessa, perché non sapete se succederà.

Non sta dicendo, “Tienili così li puoi salvare”. Sta dicendo, “Lasciali andare, perché non hai alcuna garanzia che lo farai, e nel frattempo distruggerai la pace che Dio intende donare. Lascialo andare”, chi è che salva? Chi? Dio. E una cosa di cui Dio non ha mai avuto davvero bisogno è una casa litigiosa, piena di tensione, rabbia e ostilità per salvare qualcuno. Non ne ha bisogno. Può farlo senza tutto ciò. Lascialo andare. Il matrimonio non è principalmente uno strumento di evangelizzazione, e aggrapparsi a un matrimonio che il non credente è determinato a rompere porterà solo a una terribile tensione. È Dio che salva. Paolo risponde alla domanda, non è vero? E se sei – se sei single? Va bene? Bene, sii single. Dio ti ha dato un dono, sii single. Usalo per la Sua gloria, “ma se ardi, sposati”, ebbene, e se sei sposato con un cristiano, cosa devi fare? Resta sposato con lui. Vivi quel matrimonio fino in fondo, fisicamente e in ogni modo. E se sei sposato con un non credente che vuole restare? Lascia che rimanga, e benedici la sua vita e la vita dei tuoi figli con la benedizione che viene da Dio. E se invece vuole andarsene? Lascialo andare perché Dio ti ha chiamato alla pace. Ma chi gli testimonierà? Non preoccuparti di questo, non hai idea se sarai anche solo lo strumento; Dio lo sa, e Dio lo farà a modo Suo.

Ora qual è la conclusione di tutto questo? In conclusione, potrei dirla così: qualunque sia la condizione matrimoniale che Dio vi ha dato, accettatela come Sua volontà, e valorizzatela per la Sua gloria. Mi viene in mente solo un canto, mentre concludevo i miei pensieri. Sapete quale? Questo: la mia vita è Tua, Dio, ecco la mia risposta – “Sia fatta la Tua volontà, Signore, sia fatta la Tua volontà”, tu sei il vasaio – cosa? “Io sono l’argilla. Plasmami e formami secondo la Tua volontà”. Tutto qui. Se hai scelto di rendermi single, va bene così. Se hai scelto che io debba sposarmi, va bene così. Se hai scelto che io debba essere sposato con un non credente che vuole restare, va bene. Se hai scelto che io mi sposi, e sono sposato con un non credente che vuole andarsene, e se ne va, va bene così, perché sono libero, e forse Dio ha qualcun altro per me. Non so cos’è che Dio vuole per voi, ma so questo: che la Sua volontà ha proposito, e porterà frutto se vi ci dimoriamo.

Fra poco chiuderemo con la preghiera, ma voglio dire questo. Presumiamo, quando insegniamo la Parola di Dio, che lo Spirito di Dio in qualche modo prenda le parole e le porti al vostro cuore, e che Egli compia una sorta di lavoro di semina. Ieri eravamo fuori a scavare buche nel terreno e a piantarci delle piante, ed ho pensato allo Spirito Santo, a com’è che Egli prende la Parola e la pianta. E so che l’ha fatto nella vostra vita oggi, e forse, in risposta a ciò che sta facendo, state sentendo qualcosa dentro, e state dicendo: “Sai, voglio dire: ‘Dio, la Tua volontà, la Tua volontà, la Tua volontà’”, e se avete bisogno di pregare, di cercar consiglio su questo fatto qui, forse state dicendo semplicemente: “Ehi, sono uno di quei non credenti che deve entrare. Ho percepito un po’ della grazia che fluisce intorno ai cristiani, e vorrei farne parte”. Qualunque sia il bisogno della vostra vita, se siete disposti a dire al Signore: “Compi la Tua volontà in me, qualunque cosa Tu voglia”, ci piacerebbe aiutarvi, pregare con voi, aiutarvi a iniziare nella direzione giusta. Lasciate che Dio faccia la Sua volontà nella vostra vita oggi, affinché possa portare il frutto che desidera portare attraverso di voi, per la Sua gloria.

Grazie, Padre, per averci istruito questa mattina con chiarezza e intuizione pratica. E preghiamo davvero che possiamo essere obbedienti alla Tua volontà in ogni cosa, e Ti loderemo nel nome di Gesù. Amen.

FINE

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