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Stiamo esaminando 1 Corinzi capitolo 13 e lo stiamo facendo con calma perché è estremamente, estremamente vitale. E nel versetto 13 di 1 Corinzi 13 ci viene detto che: “L’amore è il più grande”, e di conseguenza richiede una grande quantità di attenzione. Non sarebbe giusto trattare un argomento come questo con una considerazione limitata. Quindi ci stiamo prendendo il nostro tempo e stiamo guardando attentamente questi pensieri. E in modo specifico, stiamo osservando i versetti da 4 a 7, 1 Corinzi 13:4-7. Questo fa parte del nostro studio continuo di 1 Corinzi e in questo meraviglioso capitolo, stiamo leggendo realmente quattro versetti che ci danno la definizione stessa di Dio dell’amore. Se c’è qualcosa che ha bisogno di essere definita, è l’amore.

Nel nostro tempo, nel nostro mondo, questa parola è usata e abusata, e quindi ecco la definizione stessa di Dio di che cosa sia l’amore e la definisce sulla base di ciò che l’amore fa. E abbiamo imparato molti, molti aspetti dell’amore man mano che abbiamo esaminato le 15 qualità dell’amore nei versetti da 4 a 7. Lasciate che ve le legga, e seguite mentre leggo: “L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa”. Ora, in questo elenco semplice di 15 qualità, avete ciò che riassume la definizione – anzi, la descrizione – di Dio stesso dell’amore.

Si dice che in un cimitero del vecchio villaggio inglese di Lemington, in Inghilterra, vi sia una lapide. E l’unica cosa scritta su quella lapide sono queste parole: “Qui giace un avaro vissuto per sé, cercava solo ricchezze, e niente di più c’è;dove sia ora, o come gli va, nessuno lo sa, nessuno lo sa”. In contrasto, c’è una semplice lapide nella cattedrale di San Paolo a Londra e dice questo: “Sacra alla memoria del Generale Charles George Gordon che in ogni tempo e luogo diede la sua forza ai deboli, i suoi beni ai poveri, la sua compassione ai sofferenti, ed il suo cuore a Dio”.

Due epitaffi, due opposti distinti. Una vita mostra mancanza d’amore, l’altra vita piena d’amore. E davvero, suppongo, in ultima analisi, le uniche persone che contribuiscono davvero nel mondo sono quelle non egoiste. O detto in un altro modo, l’unico momento in cui qualcuno contribuisce è quando fa qualcosa di non egoista. Le persone veramente utili nel mondo sono quelle che hanno dato la loro forza ai deboli, i loro beni ai poveri, la loro compassione ai sofferenti, e i loro cuori a Dio. E questo è ciò che fa l’amore.

Non so quale sarà il commento sulla mia vita. Ho spesso pensato che la cosa intelligente da fare sia quella di copiare Benjamin Franklin, di scriversi il proprio epitaffio così che si sentiranno obbligati ad includerlo. Ma certamente sarebbe tragico se, al momento della nostra morte, venisse reso pubblico che abbiamo trascorso tutta la nostra vita ostentando il nostro egoismo. Nulla è sufficiente nella vita del cristiano eccetto l’amore – è tutto. E il comportamento dell’amore è ciò che lo Spirito Santo sta cercando qui. Nell’assemblea di Corinto, non accadeva, e doveva accadere, e quindi qui vengono pronunciate parole forti. Questi Corinzi avevano ricevuto dal Signore tutto ciò che poteva dar loro: diede loro la salvezza, lo Spirito Santo, la speranza del cielo, la sicurezza, la verità della sana dottrina, i doni spirituali, i leader, le capacità, gli insegnanti, le benedizioni della grazia, e nonostante tutto ciò, erano egoisti e senza amore. Erano dediti a sé stessi, centrati su sé stessi e si ferivano a vicenda con le loro esibizioni arroganti.

Anche nell’ambito dei loro doni spirituali, che erano stati progettati per il prossimo, i loro doni erano stati progettati per essere usati al servizio del prossimo, erano diventati una dimostrazione egoista, arrogante, ed egocentrica. E così lo Spirito Santo scrive, in mezzo alla sezione sui doni spirituali, questo grande, grande capitolo sull’amore e definisce l’amore perché senza l’amore, tutto il loro ministero è rumore, tutto il loro ministero è nulla. E quindi, devono comprendere che cos’è l’amore e come si comporta. E come ho detto, questa è la descrizione personale di Dio dell’amore. Ed ho menzionato diversi elementi nelle ultime settimane, lasciate che li riassuma brevemente così che possiate comprendere alcune chiavi di questi versetti.

Prima di tutto, l’amore può essere descritto solo osservandolo in azione. Quindi tutti i termini qui sono verbi. L’amore non è solo qualcosa che si definisce, è qualcosa che si fa. Può essere solo descritto con l’azione. In secondo luogo, l’amore non è un sentimento o un atteggiamento, è un’azione. Prima di tutto, dunque, l’amore può essere descritto solo osservandolo in azione. In secondo luogo, l’amore non è un sentimento o un atteggiamento, ma un’azione. Ed in terzo luogo, l’amore è sempre riferito a qualcun altro, mai a me – mai a me.

Ora, con queste tre cose in mente, afferriamo il significato di questi versetti. Essi stanno discutendo ciò che l’amore sta facendo, non in relazione a chi lo compie, ma in relazione a colui che è l’oggetto dell’amore. E nel mentre vediamo Paolo scomporre l’amore in tutte le sue componenti qui, 15 qualità, è come se la grande luce dell’amore di Dio colpisse il prisma della Scrittura e si frantumasse nelle sue parti componenti e voi vedete tutti i colori dell’amore. E ricordate che il ritratto dell’amore qui è anche il ritratto di Gesù perché Egli è l’amore incarnato. Ora, abbiamo già studiato molte di queste qualità. Lasciate che le ricapitoli e poi inizieremo da dove ci eravamo lasciati l’ultima volta. Ma guardiamole tutte molto brevemente, a partire dal versetto 4: Quindici qualità dell’amore, tutte che descrivono l’azione dell’amore.

Prima di tutto, l’amore è paziente. Ed abbiamo visto che ciò significa che l’amore è paziente con le persone, non esaurisce mai la pazienza. È il cuore, per esempio, del padre in attesa del figlio prodigo che aspetta e aspetta e aspetta, e quando tutti gli altri hanno rinunciato e quando altri si sono rivolti all’amarezza, le sue braccia sono aperte per accogliere il figlio quando torna a casa, a pesare da cos’abbia fatto L’amore è paziente con le persone. Secondo, l’amore è benigno. Abbiamo visto che il significato radicale della parola è “l’amore è utile agli altri”. Si consuma per gli altri.

Terzo, l’amore non invidia. L’amore non è mai geloso. L’assemblea dei Corinzi era gelosa. C’era uno spirito di partito, c’erano fazioni e lotte, ma l’amore non diventa mai geloso perché l’amore non cerca mai nulla per sé, quindi non desidera mai ciò che qualcun altro ha, e poiché ama così tanto qualcun altro, è completamente felice che qualcun altro abbia ciò che ha.

Quarto, abbiamo visto che l’amore non si vanta mai, e abbiamo visto che il significato alla radice è “sbruffone”. L’amore non è uno sbruffone, che si vanta delle sue realizzazioni. Visto che l’amore è molto più preoccupato che qualcun altro riceva l’onore, non ha molto da dire su sé stesso. Arnold Bittlinger colpisce particolarmente il problema dei Corinzi quando dice, e cito: “L’amore non chiacchiera nemmeno di miracoli sensazionali, visioni, e profezie, ecc”, e lo stiamo vedendo anche oggi. Vantarsi esiste per far sentire il prossimo inferiore, e l’amore non lo farebbe mai.

Quinto, l’amore non si gonfia, ed abbiamo visto che questo si riferisce all’atteggiamento interiore che dà come risultato la bocca da sbruffone. La parola phusioō significa “soffiare”, ed è da qui che viene il “gonfiarsi”, e soffiare, sapete, prendete un palloncino o altro e lo gonfiate, e la parola significa semplicemente esagerare. E quando una persona è phusioō, quando una persona è gonfiata, ha gonfiato o esagerato la propria immagine, una persona che esagera il proprio concetto dei fatti su sé stessa, ed il risultato con tutta quell’aria calda dentro è che prima o poi uscirà fuori. Quindi, qualcuno gonfiato dentro sarà uno sbruffone fuori. Queste due cose vanno insieme.

Va bene, numero sei, abbiamo imparato, nel versetto 5 che l’amore non si comporta in modo indecente. Le persone scortesi sono centrate su sé stesse, dicono: “Farò quello che voglio come voglio, che vi piaccia o no”, e questo è maleducato. Ma l’amore non è mai maleducato. L’amore considera sempre come qualcun altro si sentirà, come risponderà, quindi non si comporta mai in modo scortese. Non è mai indifferente ai sentimenti altrui, non è mai sprezzante o irrispettoso verso gli atteggiamenti e le convenienze degli altri.

Settimo, e stiamo ancora ripassando la cosa, questo è davvero il punto chiave di tutta la sezione: “L’amore non cerca il proprio interesse”, dice il versetto 5. “L’amore non cerca il proprio interesse”. L’amore non è egoista. I Corinzi, naturalmente, erano molto egoisti, cercavano solo l’edificazione personale, la soddisfazione personale. L’amore cerca la soddisfazione e l’edificazione del prossimo, è altruista.

Poi abbiamo concluso il nostro studio l’ultima volta discutendo l’ottava di queste qualità nel versetto 5: “L’amore non si irrita”, ed abbiamo visto che la parola “irritarsi” significa letteralmente “essere infastiditi o turbati o arrabbiati”, l’amore non si irrita mai, l’amore non si turba mai. L’amore non si arrabbia mai. Ora, può essere usata, questa parola, in un senso buono, di indignazione giusta. Per esempio, in Atti capitolo 17, al versetto 16, ci viene detto: “E l’apostolo Paolo li aspettava nella città di Atene e il suo spirito si infiammò dentro di lui quando vide che la città era tutta dedita all’idolatria”, ed usa la stessa parola lì quando dice che il suo cuore era turbato. Era arrabbiato, era irritato, ed era arrabbiato per l’idolatria. Ora, quella è indignazione giusta. Era arrabbiato perché qualcosa era un affronto a Dio.

Ma quello di cui Paolo sta parlando qui non è questo. Sta dicendo: “L’amore non si arrabbia mai quando qualcuno vi offende”, non si sta parlando del carattere di Dio messo in cattiva luce, non si sta parlando della difesa della natura giusta di Dio, si sta semplicemente parlando delle relazioni personali, e l’amore non si irrita quando è offeso da un’altra persona. Non si turba, non si arrabbia, ed abbiamo considerato in dettaglio la cosa l’ultima volta.

E William Barclay dice: “Ci sono nel mondo solo due tipi di persone: quelli che pensano continuamente ai loro diritti e quelli che pensano continuamente ai loro doveri”, ed il vostro dovere è amare. Potete ridurre tutto a questo – è semplice. Se avete un problema ad irritarvi e turbarvi, se avete problemi d’ira, che vi infuriate, perdete il controllo, perdete la calma, è perché avete una mentalità egoista. In altre parole, tutta la vostra preoccupazione è centrata su voi stessi.

State guidando – illustrazione semplice che abbiamo vissuto tutti – state guidando e c’è solo, sapete, un piccolo spazio tra voi e quello davanti e qualcuno si infila davanti a voi, capite? E cosa succede? Su va il termometro, “Come si permette!?” – giusto? Perché? Qual è la differenza? La differenza è che voi volevate quel posto, giusto? “È mio”, capite? Quello è l’atteggiamento. E qualcuno vi ha tolto i vostri diritti. Ed il motivo per cui vi siete arrabbiati è perché avevate una mente predisposta a determinare che voi siete quelli che contano. Non importa che anche lui doveva andare da qualche parte, e che quella fosse un’opzione possibile che aveva. Oppure lo vedete quando due corsie diventano una e vedete qualcuno che accelera così per restare a un centimetro dal paraurti davanti così che voi non potete entrare, e come reagite? Vi importa? O vi scoprite a cominciare ad arrabbiarvi? Dipenderà dal fatto che la vostra mentalità sia egoista o altruista, è così semplice.

Quindi quando le persone si arrabbiano e si irritano e si turbano e dicono: “Ma ho un diritto”, “Non posso farci niente”, “La situazione”. No, non è la situazione; è la preoccupazione della vostra mente che voi contiate, che i vostri diritti contino, che il vostro territorio sia inviolabile, e quando qualcuno entra nel vostro territorio o viola i vostri diritti, scatena quella rabbia perché avete già preconcetto di avere quei diritti, però quando non considerate nulla come vostro diritto ma tutto come vostro dovere, non avrete mai problemi. Perché le persone possono offendervi ancora e ancora e la vostra unica risposta sarà che “visto che il mio dovere è quello d’amarli, questa è solo un’altra meravigliosa opportunità”.

Guardate l’apostolo Paolo, per esempio, e vedete un uomo che non si vendicava mai, perché? Perché non si considerava mai come avente diritti. Non si vendicava mai nella cosa, l’unica cosa che faceva arrabbiare Paolo erano le cose che facevano arrabbiare Dio. Difendeva la giustizia di Dio, ma non malediceva mai le persone che lo lapidavano. Non si arrabbiava mai con coloro che si mettevano sulla sua strada quando stava cercando di predicare un sermone. Non inveiva mai contro qualcuno che lo aveva messo in prigione. Non diceva mai cose cattive sugli ebrei che alla fine lo fecero imprigionare. Non maledisse mai quelli che lo portarono incatenato a Roma. Perché? Perché non vedeva mai nessuno come uno che stava violando i suoi diritti, perché non considerava mai nulla un diritto, era solo una questione in cui tutto era un dovere, e il dovere era sempre amare.

Ma nella chiesa di Corinto, facevate una cosa per offendere un fratello e guardate il capitolo 6, e la prossima cosa che sapete è che siete in tribunale – vi sta facendo causa. Erano occupati a difendere i loro diritti. Vedete, l’amore sopporta le offese ricevute per mano degli altri senza alcuna irritazione perché l’amore è totalmente altruista. Non va mai sulla difensiva, non si difende mai.

Ora, non sto dicendo che dovete esser ridicolmente insensibili. Se c’è un comportamento offensivo, lo percepireste e ne avete tutto il diritto. È normale essere sensibili e sentire un certo dolore, ma che quella sensibilità sfoci in irritazione, turbamento, rabbia, comportamento incontrollato, non è conforme a Cristo. Ed io credo veramente, amici, che una delle principali cause di malattie mentali e fisiche, in particolare nella nostra società, è che tutti stanno calpestando tutti per difendere i propri diritti. E sapete che questo non fa bene al vostro stomaco né a molte altre parti del vostro corpo. È un male. Con tutti che lottano per i propri diritti invece di cercare opportunità privilegiate per compiere i doveri dell’amore.

Bene, non sto dicendo che non dobbiate mai irritarvi per certe cose. Come ho detto la scorsa settimana, alcuni cristiani farebbero meglio a irritarsi, altrimenti non faranno mai nulla di significativo contro il diavolo, ma allo stesso tempo, non ha senso arrabbiarsi gli uni con gli altri. Essere arrabbiati, essere fuori controllo a causa di ciò che le persone fanno o dicono su di voi avvelenerebbe l’amore.

Granville Walker disse: “L’amore è l’unica cura per l’irritabilità, poiché l’irritabilità è solo un’altra manifestazione dell’egoismo, e l’amore che porta l’uomo fuori da sé stesso e centra il suo sguardo sul benessere degli altri è la sua unica cura”, fine citazione. Prima imparate che ciò che conta sono gli altri, meno problemi avrete con ciò che accade ai vostri diritti. Quindi l’amore non si turba, non si irrita, non si arrabbia mai.

Guardiamo ora al numero 9 ed iniziamo veramente dove dovremmo, questa mattina. Il numero 9 è nel versetto 5, alla fine del versetto: “L’amore non addebita il male”. Sapete qualcosa sull’amore? Questo è ciò che la parola significa qui. La parola “non addebita il male” è letteralmente la parola greca logizomai. E questa parola, è una parola da contabile, significa letteralmente “fare un calcolo matematico”, è la parola che viene usata in un libro mastro di un contabile. Ed il motivo per cui si scrivono le cose in un libro contabile è per non dimenticarle, giusto? Perché sono cose essenziali. E quello che sta dicendo qui è che l’amore non tiene mai il conto del male che riceve. L’amore non tiene mai registro continuo delle offese altrui. L’idea è quella di tenere qualcuno responsabile per qualche torto, male o offesa. L’amore semplicemente perdona e dimentica.

Crisostomo, il padre della chiesa antica, ebbe un pensiero bellissimo su questo, disse: “L’amore è come una scintilla che cade nel mare e si spegne. Quando un’offesa colpisce un cristiano pieno d’amore, essa viene affogata con la stessa certezza”, e così dovrebbe essere – affogata nel mare dell’amore.

Ora, per illustrare l’idea qui, basta guardare alla parola logizomai. Menziono la parola perché alcuni di voi andranno a cercarla, ma è proprio il verbo usato nel Nuovo Testamento per parlare dell’atto del perdono di Dio. Così come Dio non ha tenuto il conto dei nostri peccati, così anche noi non dobbiamo tenere conto dei mali degli altri. Infatti, la parola logizomai è tradotta nel Nuovo Testamento con questa parola italiana: imputata. Ed è usata in molti passi. Guardate con me per un momento Romani capitolo 4 versetto 8. In Romani 4:8 leggiamo questo: “Beato l’uomo” – naturalmente, questo viene dal Salmo 32 – “Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato”, ora ascoltatemi: “Beato l’uomo” – nel linguaggio di 1 Corinzi 13 – “del quale il Signore non addebita alcun male”.

La gente dice: “Un giorno, quando arriveremo in cielo, affronteremo il registro dei nostri peccati”, no, non c’è nessun registro. “Beato l’uomo del quale il Signore non addebita alcun male”, nel libro non c’è scritto nulla. Nel libro che parla di John MacArthur, lo aprite e c’è scritto una sola cosa: “Giusto”, si chiude e si mette in archivio, nessun registro, perché? Il Signore non somma matematicamente i nostri peccati. Non tiene una contabilità del peccato. Questa è una grande verità ed io ne sono felice, e voi?

2 Corinzi 5:19, in risposta al versetto 18: “Che Dio era in Cristo nel riconciliare il mondo a sé”, ora osservate: “Non imputando loro le colpe”, in altre parole, a coloro che vengono a Cristo, Dio non tiene conto del male. Dio non tiene contabilità. Dio non pensa male di loro. Amici, questa è una realtà fantastica! Dio non attribuisce mai il male al credente. E voi potreste chiedere: “Ma cosa c’è scritto nel libro?” Come ho detto, Romani 4 ci dice, versetto 6: “Così come Davide descrive anche la beatitudine dell’uomo al quale Dio imputa” – cosa? – “giustizia”. Giustizia. E poi nel versetto 22 di Romani 4, “E perciò ciò gli fu imputato come giustizia”. In Giacomo 2:23, la stessa cosa, “Abramo credette a Dio e ciò gli fu imputato come giustizia”, in altre parole, Dio tiene conto solo della giustizia, mai del male. Ora, questo è un concetto fantastico. Dio non serba risentimento.

Ascoltate, Dio è stato offeso. Come cristiani avete mai offeso Dio? L’avete fatto? Io sì. Tutto il tempo. Ma sapete qualcosa? Egli non dice: “MacArthur, mi hai stancato, e se non ti correggi comincerò a scrivere tutto”. No, non lo dice. Non tiene conto. Perdono assoluto. Questo perché ci ama, giusto? Dio ci ha amato così tanto che non tiene conto dei nostri peccati, li perdona tutti e continua a perdonarli e continua a perdonarli e continua a perdonarli. Ma il risentimento continua a tenere il conto. E così spesso lo facciamo anche noi, teniamo il conto e rimuginiamo il registro, lo leggiamo e lo rileggiamo e trasformiamo la collinetta di un’offesa in una montagna di ostilità, però Dio è amore e Dio scrive una sola cosa nel suo libro: “Giusto”.

Uno scrittore racconta che in Polinesia, in alcune isole, ha trovato alcuni nativi che passavano molto tempo a combattere e fare guerre. Ed era usanza per ogni uomo conservare i ricordi del suo odio. Così, appesi al soffitto della capanna, tutto intorno, ci sono degli oggetti, e ognuno di quegli oggetti rappresenta qualcosa su qualcuno che li fa odiare quella persona. Voi potreste dire: “È incredibile”, eppure – potete immaginare questo nella nostra società? Le case di tutti decorate con roba del genere? Eppure non è falso dire che la maggior parte delle nostre menti ha qualcosa di simile appeso dentro. Non è qualcosa che ci piacerebbe ammettere, ma temo che sia vero.

L’amore non fa mai memoria del male. L’amore dimentica in fretta e guarda oltre il peccato della persona al suo potenziale, al fatto che Dio la ama. L’amore esita a credere a qualsiasi pettegolezzo, l’amore perdona sempre, l’amore non tiene mai conto del torto, non s’irrita mai, come abbiamo visto, e non serba mai rancore, quello è l’amore. Amate voi in questo modo? Questo è il modo in cui Gesù ha amato, è il modo in cui noi dobbiamo amare.

Poi Paolo offre l’ultima delle otto caratteristiche negative nel suo elenco qui, notate: “L’amore non si compiace dell’” – cosa? – “iniquità”, versetto 6, “L’amore non si compiace dell’iniquità”, la parola “iniquità” significa semplicemente “ingiustizia”, è la parola che parla del peccato, l’amore non si rallegra mai nel peccato. Ora, potremmo parlare di questo in moltissimi sensi, perché ci sono tanti, tantissimi modi in cui le persone si rallegrano del peccato. Uno sarebbe: alcuni si rallegrano del proprio peccato, pensando di farla franca, “Sapete cosa ho fatto? Ho fatto questo”, avete mai sentito persone vantarsi del proprio peccato? Questa settimana son andato dal parrucchiere ed un tizio è entrato e si è seduto, ed era uno di quei personaggi dall’aspetto un po’ trasandato, ma comunque, si è seduto. E il barbiere gli dice: “Ogni volta che ti vedo, penso sempre a due cose”, gli ha detto “ciao” prima, sapete, “Ogni volta – penso a due cose: birra e sigarette”. Ed ha riso: “Sì, sono io, birra e sigarette, ma ne dimentichi una!” E disse: “Quale?” “Donne”, capite?

Ed io ero lì seduto mentre tagliava, ed il tizio disse: “e quella è la cosa più importante”... E continuò per una mezz’oretta con un sacco di conversazioni su tutte queste donne che rimorchiava nei bar e su tutto quello succedeva, ed io ero lì seduto in silenzio completo – e, sapete, più i miei capelli si accorciavano, più le mie orecchie si scoprivano e non ero tanto sicuro per quanto a lungo potessi reggere quella roba lì, no? E Mark, mio figlio di otto anni, era lì seduto così, e continuava a guardarmi e controllarmi, no?

Alla fine, dopo un lungo periodo di ascolto di quest’uomo gloriarsi nella sua iniquità e la cosa mi ha semplicemente nauseato e le persone ridevano, ma io non potevo ridere perché non riuscivo a rallegrarmici e l’unica cosa che potevo provare per lui era dolore perché conosco le conseguenze che lo attendono; ed alla fine, il parrucchiere che mi stava tagliando i capelli mi chiese: “Che lavoro fai tu?” Ed era ovvio, dato il mio silenzio assoluto per qualcosa come 20 minuti e risposi dicendo: “Beh, una cosa che non faccio è parlare in quel modo”. E poi dissi: “e l’altra cosa che faccio è che sono un ministro”. E poi le forbici fecero “Boing-oing-oing” così... “Oh – oh”, disse lui.

Sapete, sentivo solamente dolore nel cuore perché non riesco a rallegrarmi dell’iniquità, nemmeno quella di quell’uomo, però lasciate che vi dica qualcosa d’interessante. Questo è un modo per rallegrarsi dell’iniquità: vantarsi del proprio peccato. Potreste dire: “Beh, di certo i cristiani non farebbero mai questo”, oh sì, che ci sono. Sapete chi? I Corinzi. Leggete il capitolo 5, certamente, si trovavano in fornicazione, incesto, e ne erano orgogliosi, giusto? 1 Corinzi 5:2, si vantavano letteralmente di quella roba lì e non smettevano di parlarne.

Mi viene sempre in mente la storia di Ernest Hemingway. C’era un articolo – la rivista Eternity aveva pubblicato una serie su di lui, e c’era un articolo nel quale diceva: “Si può peccare e farla franca quanto si vuole”, e poi disse: “La vecchia idea della pudicizia del peccato, il punto di vista vittoriano, fondamentalista, che ci siano conseguenze è una totale sciocchezza. Hemingway è la prova vivente che si può peccare e farla franca”. E, ragazzi, lo adorava e se lo gustava. E dieci anni dopo, proprio il giorno esatto in cui quell’articolo fu scritto, si sparò un colpo in testa e si fece saltare il cervello. Ci si può rallegrare del peccato solamente per un po’ di tempo, però ci sono persone che vogliono farlo e pensano che sia la cosa giusta da fare, che li rende virili che in un certo senso dà loro una sorta d’invincibilità, sono più grandi di Dio, non è vero? È come se fosse una sorta di complesso da Dio... e quello è decisamente un modo.

Ma l’altro è quello di rallegrarsi in qualche modo dell’iniquità di qualcun altro perché voi non la commettete e questo vi rende una sorta di quasi-santi, non è vero? Voglio dire, spesso penso che – beh, prendete per esempio i giornali... La vendibilità dei giornali si basa sulla narrazione dell’iniquità, giusto? Voglio dire, è l’ingiustizia di Los Angeles, è il Corriere dell’Iniquità, praticamente. Voglio dire, è così, lo aprite e tizio ha lasciato sua moglie, e caio ha stuprato, e tizio e caio ha commesso un crimine, e tizio ha ucciso quello lì, e c’è disordine alla Casa Bianca, e questo qui e quello là, e corruzione qui e corruzione lì. E noi cristiani abbiamo la tendenza a dire: “Tsk, tsk, tsk, ci risiamo”, e, sapete, eccoci qui nella nostra conchiglia santimoniosa, e quello che stiamo veramente facendo è che ci stiamo convincendo che siamo davvero santi perché non facciamo quelle cose lì ed è quasi piacevole che qualcuno le faccia perchè dà uno standard più basso con il quale possiamo confrontarci. E questo è il rallegrarsi dell’iniquità.

E l’ho visto nel caso del divorzio. Due persone divorziano – a volte anche due cristiani – e non hanno alcun motivo. Voglio dire, non c’è alcuna base scritturale come la fornicazione. Divorziano e basta. E poi uno dei due si rende conto col tempo – studiando la Bibbia – che l’unico ragione biblica sarebbe la fornicazione, ma non c’era. Quindi sono bloccati. Non possono risposarsi. E quindi cominciano a sperare che l’altro commetta adulterio. Oh, mi è capitato più volte di quante ne vorrei menzionare, e potete quasi percepire un – sai – “Beh, non so, non so se l’ha fatto”, e poi quando lo fa, o pensano che l’abbia fatto, sentite la telefonata: “Ascolta, ho appena scoperto che l’ha fatto – sta commettendo adulterio”, non è vero? “Ora sono libero”, no? È quasi come se avessero pregato, “Signore, fà si che commetta adulterio”; e potreste chiedere: “succede veramente?” Certo che sì, è successo molte volte, e l’ho visto nel mio ministero stesso, dove c’è quel desiderio profondo che l’adulterio accada così da avere motivi legittimi per risposarsi e questo è solo un esempio.

Potete rallegrarvi del male sperando che qualcuno pecchi, o essendo contenti quando qualcuno lo fa, così da sembrar migliori dell’altro; o semplicemente godendo del fatto che sentite una certa invincibilità quando peccate. Ho perfino sentito dei cristiani dirmi: “Beh, sai è da tempo che commetto questo peccato, e Dio non ha ancora fatto nulla per fermarmi”, beh, la Bibbia dice che le ruote di Dio girano lentamente ma frantumano tutto; Non potete rallegrarvi dell’iniquità altrui se amate, e sapete perché? Prima di tutto perché l’iniquità è un affronto a Dio, e se amate Dio, non volete offenderlo, non è vero?

Cosa pensate volesse dire il Salmo 69:9 quando Davide disse: “Gli insulti di quelli che ti oltraggiano sono caduti su di me”? Intendeva dire che quando tu sei disonorato, io mi ritrovo in agonia. Non potete rallegrarvi del peccato che offende Dio – in nessun modo. Guardatevi intorno al giorno d’oggi alla nostra società ed il tipo di cose che fa per “divertimento”, il tipo di cose che la nostra società tollera, l’ostentazione ed il peccato aperto, ed un cristiano che si rallegra di questo o che lo tollera non capisce cosa significa amare Dio, perché ciò è così profondamente offensivo alla santità ed alla purezza di Dio che se davvero amaste Dio, quello vi farebbe sentire freddi dentro, senza alcun posto per alcuna gioia.

Quindi non c’è nemmeno l’idea di rallegrarsi del male. Secondo, non solo in relazione a Dio, ma come potreste rallegrarvi del peccato quando ne conoscete la conseguenza? Questo è ciò che continuavo a pensare di quell’uomo lì al parrucchiere, invece di ridere alle sue battute, per me era come se si stesse dando la zappa sui piedi, tutto ciò che riuscivo a pensare era che quell’uomo era senza speranza e se Dio non sarebbe entrato a far parte della sua vita e lui non avesse incontrato e conosciuto Cristo, sarebbe stato, e di fatto era, un uomo condannato a causa del suo peccato. Quindi non ragione per il cristiano di rallegrarsi nel suo peccato. Vedete, è per questo che il credente è così ansioso di correggere il peccato. Le persone dicono: “Beh, ma se amate tutti, come potete disciplinare?” Perché amarli significa odiare il loro peccato.

Lasciate che vi mostri un’illustrazione: 2 Tessalonicesi capitolo 3 versetto 5, e voglio che vediate il contesto qui. Dice questo: “Che il Signore diriga i vostri cuori all’amore di Dio”, fermiamoci qui. Ragazzi, che bella dichiarazione. Dice: “E il Signore diriga i vostri cuori all’amore di Dio”. Dice: “Voglio che siate caratterizzati dall’amore”. Ora, vediamo l’amore in azione, versetto 6: “Vi ordiniamo, nel nome del Signore Gesù Cristo, di separarvi da ogni fratello che cammina disordinatamente e non secondo l’insegnamento che ha ricevuto da noi”, versetto 14: “E se qualcuno non ubbidisce a ciò che diciamo in questa epistola, notatelo e non abbiate alcuna compagnia con lui affinché si vergogni. Tuttavia, non consideratelo come un nemico, ma ammonitelo come un fratello”.

Ora, sta dicendo questo: “Se trovate qualcuno che è un credente, lo buttate fuori dalla comunione, interrompete la fratellanza e non avete nulla a che fare con lui”, perché? Questo fa parte del lasciare che l’amore di Dio entri nella vostra vita, perché l’amore odia il peccato e l’amore va verso il peccatore e dice che non va bene. E l’amore purifica la comunione e rimuove il peccato che potrebbe contaminare il resto delle persone.

Quindi, quando qualcuno arriva e dice: “Wow, la vostra disciplina ecclesiastica. Non pensate forse che non sia proprio una pratica amorevole?” Al che diciamo: “Quello è amore!” è amore! L’amore non tollera il male. L’amore non si rallegra del peccato. Perché? Offende Dio e porta punizione al peccatore. Ed è anche vero che ciò che questo versetto dice veramente – e potreste non notarlo se non foste attenti a rifletterci – è che colpisce l’idea del pettegolezzo, perché non lascia spazio nemmeno al riportar iniquità. Spesso ho pensato che se non spettegolassimo mai sui difetti ed i peccati altrui, mi chiedo quanta parte delle nostre conversazioni verrebbe silenziata. Voglio dire, che cosa faremmo? Se non leggessimo il giornale e non riportassimo il male che ci circonda, se non parlassimo dei fallimenti, difetti e peccati delle persone attorno a noi, di cosa parleremmo? Eppure questo, dopo Giacomo 3, è probabilmente l’atto d’accusa più severo nel Nuovo Testamento riguardo al pettegolezzo. L’amore non si rallegra dell’iniquità. E se non si rallegra, non è contento di ascoltarla, e non sarà contento di diffonderla.

Alcuni dicono: “Ma è la verità. È solo la verità. Voglio dire, so che è un dato di fatto. Non sto indovinando – è la verità”, ascoltate, non significa che dobbiate dirlo. Sapete, oggi sentiamo spesso cose del tipo: “Bisogna dire a tutti la verità, bisogna esser aperti”, formazione alla sensibilità, tutto quel genere di cose, apritevi, dite la verità. L’amore non si rallegra del male di qualcun altro, e quindi l’amore non va a raccontarlo in giro, perché? Perché dovreste diffondere qualcosa che offende Dio? Perché dovreste diffondere qualcosa che ferisce, danneggia e corregge il peccatore che l’ha fatto? Perché? Se amaste Dio ed amaste quella persona, non lo fareste.

C’era un direttore di un giornale locale negli Stati Uniti che si era stancato delle persone che scrivevano sempre dicendo: “Non riportate le notizie con sufficiente onestà, siete troppo di parte, siete sempre troppo gentili”, così decise di rispondere a tali lamentele ed annunciò nel numero della settimana successiva che avrebbe detto tutta la verità su tutti e su tutto. Bene, le persone erano così impazienti di prendere il giornale che si esaurì immediatamente, ed ho qui un piccolo documento che riporta alcuni degli articoli del giornale. Ve ne leggerò solamente tre, va bene?

“Dave Konkie è morto a casa sua venerdì sera e c’è stato un grande funerale domenica pomeriggio. Il ministro ha detto che è stata una perdita per la comunità, ma ne dubito. La comunità sta meglio senza di lui. Il medico ha detto che è morto per un attacco di cuore, tutte sciocchezze – è stato il whiskey a ucciderlo”.

Un altro articolo: “Il Club Letterario del Mercoledì si è radunato a casa della signora Tal dei Tali. Il programma indicava che avrebbero studiato la commedia di Shakespeare “Molto rumore per nulla”. Beh, non fu così. La signora incaricata di presentare il discorso non aveva mai letto l’opera e quindi non c’era nessun programma, ma hanno invece compensato spettegolando su ogni membro che non era lì presente, e l’intero pomeriggio è stato proprio come la commedia: molto rumore per nulla”.

Poi c’era un altro articolo – e questo mi piace, “Winifred Jones e Jim Smith si sono sposati sabato nella canonica metodista. La sposa è una ragazza molto ordinaria che non sa cucinare meglio di un coniglio, e non ha aiutato sua madre per più di tre giorni in tutta la sua vita. Di certo non è una bellezza in nessun senso e cammina come un’anatra”, volevate onestà? Eccola qui! “Lo sposo è un fannullone moderno. Passa la maggior parte del suo tempo nella sala da biliardo, ha vissuto a carico dei suoi tutta la sua vita. Non vale nulla ed è certo che sarà una vita difficile per entrambi”.

Tanto per quel giornale. Un’altra lettera fu scritta da una donna che aveva deciso di non mentire quando le fu chiesto di dare una raccomandazione per qualcuno che aveva lavorato per lei. Questa fu la sua raccomandazione: “La portatrice di questa lettera è stata al nostro servizio per un mese. L’abbiamo assunta per fare lavori domestici leggeri e non poteva farli più leggeri. L’abbiamo trovata estremamente attenta a rompere solamente i nostri piatti ed i bicchieri migliori. Era ordinata a casa, sempre pronta a nascondere lo sporco sotto il tappeto dove non si potesse vedere. Nel servire i pasti, dimostrava buona educazione non mettendo mai il pollice nella minestra quando era troppo calda e non rovesciandola mai tranne che sugli ospiti. La sua cucina era eccezionale. Infatti, ogni giorno trovavamo eccezioni per evitarla. Saremo sempre grati per il suo soggiorno perchè è stato così breve”, c’è qualcosa da dire per un po’ di onestà velata, vero? Vedete, l’amore non cerca di sbandierare il male di tutti. L’amore non ride né deride. L’amore nasconde con dolcezza quei tipi di cose. L’amore non si rallegra dell’iniquità.Mi piace quella definizione del pettegolezzo che dice questo: “Il pettegolezzo è un vizio goduto per procura”, ma l’amore non si comporta così. L’amore odia il peccato. L’amore odia il modo in cui ferisce Dio ed il modo in cui ferisce il peccatore.

Granville Walker disse: “Ci sono momenti in cui il silenzio è codardia. Momenti in cui dovremmo alzarci in piedi ed, a prescindere dalle conseguenze, dovremmo sfidare i mali più gravi del tempo, e momenti in cui non farlo è la forma più eclatante di codardia. Ma ci sono altri momenti in cui il silenzio è d’oro, quando dire la verità significa far sanguinare inutilmente molti cuori, e quando non si ottiene nulla e tutto viene danneggiato da una lingua sciolta”, fine citazione; e gente, ha ragione... Vedete, l’amore non si rallegra mai dell’iniquità. Non si rallegra mai di ciò che offende e spezza il cuore di Dio. Non si rallegra mai di ciò che fa male al peccatore. E quindi, non gli piace nemmeno sentire certe cose, figuriamoci diffonderle.

E quindi a questo punto potremmo chiederci: “in cosa si rallegra l’amore?” Il versetto 6 ce lo dice, l’undicesima caratteristica dell’amore, amo questa: “L’amore si rallegra con la verità”, “Con la verità” è il modo migliore per tradurre questo testo, l’amore si rallegra con la verità. Non si rallegra nell’ingiustizia, ma con la verità. Ora, questo è un confronto interessante, perchè li mette a confronto? Perché non dice, “L’amore si rallegra con la giustizia”? Perché è chiaro che la giustizia si fonda su cosa? Sulla verità. Non potete essere giusti finché non vi comportate in accordo con la verità di Dio.

Ora ascoltatemi, ci sono due cose che voglio che vediate qui: l’amore si rallegra solamente con la verità insegnata e vissuta, tenetelo bene a mente. L’amore si rallegra solamente con la verità insegnata e vissuta. L’amore non può rallegrarsi con l’errore. L’amore non può rallegrarsi con il falso insegnamento. L’amore non può tollerare la dottrina errata, eppure spesso, si sentono persone dire: “Beh, non vogliamo sollevare problemi su ciò che credono, vogliamo solo amarli”, vedete, questo è ciò che ha stimolato ciò che è comunemente noto come movimento ecumenico. Questo è ciò che ha stimolato il raduno di un sacco di persone sotto l’ombrello dell’amore, però quando – mi viene chiesto: “Beh, vogliamo solo amare tutti”.

Ho parlato con un leader cristiano, molto conosciuto, e gli ho detto: “Ma come puoi compromettere te stesso con persone che non credono nella Parola di Dio nel modo in cui sappiamo essere vera?” “Beh”, disse, “siamo istruiti nella Parola di Dio stessa ad amarli”, e la mia risposta è questa: “Ma l’amore si rallegra” – con cosa? – “con la verità”, e questo è il fondamento su cui l’amore può operare. Non posso abbracciare ed amare qualcuno che insegna cose diverse da ciò che insegna la Bibbia. E neppure posso accogliere ed amare, nel senso più vero, qualcuno che vive una vita che non si comporta secondo la verità. L’amore si rallegrerà quando la verità viene insegnata. Si rallegrerà quando la verità viene vissuta. Non si rallegrerà quando quelle sono assenti. E, credetemi, il minimo compromesso toglierà la gioia all’amore. Potrei anche amarvi, ma se insegnate l’errore, non mi rallegrerò in quello. Potrei anche amarvi, ma quando vivete nell’errore, non me ne rallegrerò. Il più minimo compromesso ruba quella stessa gioia.

Nella Seconda Lettera di Giovanni, quell’epistola importante, troviamo un’illustrazione interessante ed utile a questo proposito. Ed ecco cosa dice, al versetto 6 – e... ovviamente è nel giusto contesto qui – dice: “E questo è l’amore” – eccoci di nuovo con l’amore, “Questo è l’amore: che camminiamo secondo i Suoi comandamenti”, ora ascoltate di nuovo: “questo è l’amore”, non un sentimento, non un atteggiamento, ma obbedienza alla verità, che ciò che avete udito fin dal principio, “in quello camminiate”. Questo è l’amore: obbedienza, vivere la verità. L’amore non è trascurare la verità. L’amore non è dire: “Oh, beh, non importa ciò che credi” o “Non importa come vivi. Amiamo tutti comunque”, no! L’amore cammina secondo i Comandamenti.

Bene, potreste dire: “E se qualcuno si discosta un po’, come la mettiamo?” Il versetto 7 affronta proprio quello, “Molti seduttori sono usciti nel mondo, che non confessano Gesù Cristo venuto in carne”, in altre parole, mettono in dubbio l’incarnazione in un modo o nell’altro, “Questo è un seduttore ed un anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate le cose che avete operato, ma che riceviate piena ricompensa”, sta dicendo che potete perdere la vostra ricompensa scherzando con cose simili. Quelli che trasgrediscono e non rimangono nella vera dottrina di Cristo, non hanno Dio, ed il versetto 10: “Se vengono e non portano la vera dottrina, non riceveteli a casa vostra, non salutateli, perchè coloro che li salutano partecipano alle loro opere malvagie”.

Ora, sta solo parlando dell’amore qui, ma sta dicendo che l’amore non è una scusa per un comportamento indiscriminato in relazione alla verità, vedete? L’amore opera nei Comandamenti, e l’amore risponde verso coloro che insegnano la verità. Quindi l’amore si rallegra in quelli che insegnano la verità e quelli che vivono nella verità. Ma l’amore non si rallegra indiscriminatamente di chiunque e qualunque cosa solo perché gettano il nome di Dio o di Gesù a destra e sinistra. E la Bibbia, vedete, è molto severa nel trattare il peccato nel comportamento, ed è molto severa nel trattare il peccato nella dottrina.

Ebbene ora consideriamo il lato positivo: “L’amore si rallegra con la verità”, sapete cos’è che fa l’amore? Invece di sbandierare il male di qualcun altro, l’amore trova il bene e ne parla, amo trovarmi attorno a persone così, mi aiutano tanto! Desidero tanto che la mia vita sia caratterizzata da positività, non voglio esser negativo. Una persona negativa è colei che va in giro sottraendo alla reputazione degli altri. Voglio essere invece una persona positiva che non fa altro che aggiungere ad altri. E c’è sempre qualcosa da aggiungere. C’è sempre qualcosa – voglio dire, se Gesù ha potuto vedere del potenziale in Pietro, era sicuramente una persona del “più”, positiva. Sapete, la maggior parte di noi avrebbe licenziato Pietro molto tempo prima. Gesù poté vedere un “più” nella vita della prostituta che Gli lavò i piedi con lacrime penitenti, mentre il fariseo non vedeva altro che un “meno”. Gesù poté vedere un “più” nel mezzosangue samaritano. Gesù era una persona del “più”. Aggiungeva alle persone, non sottraeva. L’amore è un “più”. L’amore è positivo. Incoraggia la bontà. Trova il meglio e lo esalta, e spero che lo insegniate anche ai vostri figli. Spero che i vostri figli crescano imparando ad essere persone del “più”, positive. Spero che crescano imparando che ciò che si dice di qualcuno è la cosa buona, e sapete che i bambini fioriscono nella luce del sole dello spirito che li incoraggia e li aiuta, li edifica. C’era un caro ministro scozzese che per tutta la vita amò la gente semplice della Scozia, ed un giorno morì, e dopo la sua morte, qualcuno disse che non c’era più nessuno nel loro villaggio che apprezzasse i trionfi della gente comune.

Spero che ci sia qualcuno nella vostra casa che apprezzi i trionfi della gente comune. L’amore lo fa, sapete... Cerca la verità ed il vero comportamento. E si rallegra, e rallegrandosi quando c’è un buon comportamento, lo incoraggia. Se tutto ciò che fate è svalutare, svalutare, svalutare, quello è il tipo di risposta che otterrete. Se invece edificate e si accorgono che li state sollevando quando la verità è presente, allora la desidereranno e la cercheranno. L’amore si rallegra sempre della verità. Bene, spero che nella vostra vita, come nella mia, lo Spirito di Dio sia stato in grado di produrre il frutto dell’amore e che vediate quell’amore agire in questi modi.

Ora, ci sono quattro cose rimaste nel versetto 7 e le lasciamo per la prossima settimana, perché non cercheremo di affrontarle oggi. Ma lasciate che vi ricordi una cosa, quello che abbiamo visto stamattina. L’amore è così altruista che non si irrita né si turba. È così occupato per il benessere del prossimo che non tiene conto del male ricevuto. È così zelante per la santità di Dio e la salute di una persona che non si rallegra dell’ingiustizia. E sa che lo standard della gioia è sempre la verità, quindi si rallegra quando la verità è insegnata, la verità è vissuta. L’amore non è per chi è dedicato parzialmente, vero? L’amore non è per i sentimentali. L’amore è la cosa più dura e difficile che esista. Non è per i deboli, è solo per i forti. Richiede la più grande disciplina, il più grande impegno e la più grande fede di qualunque cosa io abbia mai scoperto nella Bibbia, vivere per amore.

Concludo con una storia, il dottor Sweeting, presidente del Moody, raccontò la storia del grande primo ministro d’Inghilterra, William Gladstone e questo è quello che disse: “Mentre stava affrontando una delle più grandi crisi della sua vita politica, Gladstone si ritrovò, alle due di mattina, a scrivere il discorso con il quale sperava di ottenere la grande vittoria politica alla Camera dei Comuni il giorno seguente. A quell’ora, alle due, bussò alla sua porta la madre di un povero ragazzo morente e storpio in un appartamento poco lontano. Supplicò il domestico di parlare con Gladstone. Il domestico riferì il messaggio del fatto che lei voleva che andasse in quell’appartamento, per portar loro un messaggio di speranza e conforto a suo figlio disperato che stava morendo. Aveva sentito dire che Gladstone poteva avere qualcosa che l’avrebbe aiutato. Senza esitazione, il grande Gladstone lasciò la preparazione di quel discorso importantissimo e trascorse il resto della notte con quel bambino, conducendolo alla conoscenza del Signore Gesù Cristo. Restò fino all’alba, chiuse gli occhi del bambino morto e tornò a casa, disse, con il cuore inondato dalla pace di Dio. Più tardi quella mattina, disse ad un amico: ‘Oggi, sono l’uomo più felice del mondo’”.

Perché? Perché, a costo dell’intera politica nazionale d’Inghilterra, e forse del mondo intero, Gladstone si fermò per mostrar l’amore di Cristo ad un piccolo ragazzo morente in una soffitta di Londra. E poche ore dopo pronunciò quello che i biografi hanno definito esser il più grande discorso della sua vita. E vinse la battaglia. Questo è altruismo, amici miei, è altruismo. E l’amore è altruista, e voi? Lo siete?

Signore, grazie ancora per darci una Parola chiara così chiara sull’amore. Stiamo cominciando a vedere – sto cominciando a vedere, prego che anche il resto della famiglia qui a Grace stia cominciando a vedere – ciò che Tu desideri. Aiutaci a vedere il perfetto esempio di quest’amore in Gesù. Aiutaci a vedere tutte queste qualità, se non altro in scorci velati nella nostra vita, almeno abbastanza da capire come sono, ed aiutaci a togliere il velo ed a lasciarle agire, affinché possiamo essere pienamente nati all’amore, per la Tua lode, come Gesù ha amato. Preghiamo nel Suo nome. Amen.

FINE

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