Prendete la vostra Bibbia e guardiamo insieme il capitolo 16 di 1 Corinzi. Vogliamo esaminare, mentre chiudiamo il libro di 1 Corinzi nelle prossime due volte, queste ultime parole che Paolo pronuncia. Il 16° capitolo è suddiviso in diverse sezioni. Nella prima sezione Paolo parla della colletta che voleva fare per i santi di Gerusalemme. Nella sezione successiva, di cui abbiamo parlato nelle ultime due settimane, Paolo parla del suo ministero e di come ha abbondato nell’opera del Signore.
Poi, nella nostra sezione di questa mattina, solo due versetti, il 13 e il 14, Paolo stabilisce alcuni imperativi essenziali per i Corinzi e poi, dal 15 alla fine del capitolo, chiude con una discussione su alcune personalità e cose che fanno parte della Chiesa. Li esamineremo la prossima volta. Ma per ora guardiamo ai versetti 13 e 14. Lasciate che ve li legga per farvi un’idea di ciò che discuteremo questa mattina. “Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi. Tra voi si faccia ogni cosa con amore”, ora si tratta di un testo molto breve, ma è letteralmente carico di cose che dobbiamo comprendere. È un testo di grande impatto. Questa mattina vedremo cinque meravigliosi imperativi, che io chiamo “principi per una vita potente”, che son contenuti in questi due versetti.
Ma permettetemi d’iniziare preparando un po’ la scena. Di tutte le chiese del Nuovo Testamento a cui Paolo scrisse, nessuna era in difficoltà come la chiesa di Corinto. Non c’era nessuna che fosse così peccatrice come la chiesa di Corinto. Non c’era nessuna che avesse fallito così gravemente nell’essere ciò che Dio aveva progettato per la sua chiesa. I Corinzi erano davvero nei guai. Ricordate, infatti, che tempo fa li chiamavamo i Corinzi “rozzi”. Se c’era qualcosa che non andava, lo facevano a tutto spiano. C’erano molti problemi, e di conseguenza, poiché era probabilmente la chiesa più in difficoltà di tutte quelle del Nuovo Testamento, ricevette il maggior numero di rimproveri. Nessun’altra chiesa fu così rimproverata come questa.
D’altra parte questa è una prova d’amore, perché l’amore è qualcosa che ammonisce e rimprovera quando il peccato è visibile. Infatti, vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che se prendete i 16 capitoli di 1 Corinzi ed i 13 capitoli di 2 Corinzi, il totale è di 29 capitoli scritti per raddrizzare una chiesa sola. Ora in termini di capitoli, questo lo rende il libro più lungo del Nuovo Testamento. Non ci sono altri libri con 29 capitoli. I più vicini sono Matteo ed Atti, ma questo ha 29 capitoli perché c’era così tanto da dire, perché a Corinto c’era una tale confusione. Non so voi, ma io preferirei non avere 29 capitoli scritti su di me per cercare di raddrizzarmi, ma è quello che è successo a Corinto.
Il libro è pieno di rimproveri, ma è anche pieno di amore perché, vedete, è l’amore che chiama alla rettitudine, non è vero? È l’amore che rimprovera sempre. È l’amore che dice: “Ecco la via; camminate in essa”. In 1 Corinzi 4:14 c’è quella che è la chiave del libro e che dice - 1 Corinzi 4:14 dice: “Non scrivo queste cose per svergognarvi, ma come miei figli diletti io vi ammonisco”. Corinzi non è stato scritto per svergognarli, ovvero, solo per buttarli giù, ma fu scritto per amore, per ammonirli ad un comportamento retto che permetta loro di iniziare a ereditare la benedizione di Dio. Quindi è un libro d’amore. L’amore fa quello, vedete. Ed infine, l’intero libro fa capolino nel capitolo 13, con una grande definizione di amore.
Quindi Paolo li ha rimproverati? Sì! ma il suo è un rimprovero d’amore. Scrive loro per scuoterli dalla loro peccaminosità e affronta ogni problema che avevano. Quattordici capitoli di questa prima epistola per raddrizzare il loro comportamento errato e un capitolo per raddrizzare la loro teologia errata. Ora è arrivato al capitolo 16 e ad alcune cose conclusive. E tra le cose che chiude c’è questo piccolo, breve segmento nei versetti 13 e 14.
Molto spesso alla fine delle lettere di Paolo non sono tutte - non è sempre tutto strettamente collegato. Ci può essere un po’ di questo e un po’ di quello. È una specie di P.S. Credo che il libro formale sia finito al 58 del 15. Il versetto 58 è il dunque dell’intera lettera. Il versetto 58 è il punto di partenza dell’intera lettera: “Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore”, e così via... quello è il punto culminante, poi però c’è un P.S
Poi qualche parola sulla colletta, che a quanto pare era stata richiesta, e che lui inserisce alla fine. Poi alcune parole su come ha svolto il lavoro del ministero. Più avanti, in un saluto conclusivo, alcune parole su alcune cose che stanno accadendo nella chiesa. Ma se guardiamo a questo capitolo, ciò che salta all’occhio sono gli imperativi nei versetti 13 e 14. In greco ci sono cinque imperativi. Questo li rende dei comandi. Non sono facoltativi. Sono richieste dello Spirito Santo al credente ed io li ho chiamati “Principi per una vita potente”.
E quello che fanno e questo è molto interessante, stavo cercando di strutturare il pensiero di Paolo nella mia mente e quando ho iniziato a studiare queste cinque cose ho scoperto che fondamentalmente quello che sono, è che sono il lato positivo di tutte le cose negative che ha detto nei primi 15 capitoli. Ribaltano la situazione intera. Per 15 capitoli ha detto: “Non fate questo e non fate quello e non fate questo e smettete di fare questo e smettete di fare quell’altro”, ed ora tutto d’un tratto dice: “Guardate, fate questo, fate questo, fate questo, fate questo, fate questo”, è il rovescio della medaglia.
E dà cinque comandi militari, per così dire, pronunciati modi sergente, “Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi. Tra voi si faccia ogni cosa con amore”, e se avessero risposto solamente a quelle cinque cose, il resto del libro non sarebbe mai stato scritto, perché quelle sono le cose che annullano gli errori precedenti. Esaminiamo insieme queste cinque. Se lo desiderate, potete seguire lo schema che vi è stato fornito nel bollettino, ma analizziamo questi cinque comandi militari dati al credente.
Numero uno. Essere vigili. Il primo è “Esser vigili”, all’erta. La parola qui, nel versetto 13, è “vigilare”. Vigilare. Se chiamaste vostro figlio “Gregorio”, lo chiamereste “Vigilante”, perchè questa è la parola greca “grēgoreō”, “vegliare”, “stare all’erta”, il che di fatto significa... può essere usata in un senso fisico, l’essere svegli piuttosto che addormentati. In 1 Tessalonicesi 5:10 ci viene detto: “Cristo che è morto per noi, sia che vegliamo o che dormiamo”, e lì usa quella parola per essere svegli e significa essere vivi invece che morti. Ma nello stesso capitolo, 1 Tessalonicesi 5:6, la parola viene usata spiritualmente: “Non dormiamo come il resto, ma svegliamoci e siamo sobri”. Quindi potrebbe essere una parola usata in riferimento ad un risveglio fisico o per un risveglio spirituale. Qui è usata nel suo senso spirituale. Ovviamente non sta scrivendo a persone che sono addormentate fisicamente. Sta scrivendo a persone che sono addormentate spiritualmente e sta dicendo: “Svegliatevi, siate all’erta”. E secondo la maggior parte dei lessici, questa parola ha qualcosa di più del semplice esser svegli rispetto all’essere addormentati, ha l’idea di essere veramente svegli e consapevoli, si riferisce ad uno sforzo determinante di essere vigili.
L’idea è di sapere cosa sta succedendo e, per inciso, la parola qui, la parola “vegliate o siate svegli o siate all’erta”, è usata 22 volte nel Nuovo Testamento ed è usata più e più e più volte in riferimento al cristiano. La vita cristiana deve essere una vita d’allerta. Dobbiamo essere svegli. Dobbiamo essere vigili. Dobbiamo avere i nostri sensi all’erta per capire cosa sta succedendo, per valutare ed essere consapevoli di ciò che l’avversario sta facendo. Paolo sta dicendo che non si può vivere la vita cristiana in uno stato di torpore. Bisogna essere vigili.
Ora questo faceva parte del comportamento dei Corinzi. Erano sempre in uno stato di torpore. Prima di tutto, molti di loro erano in uno stato di torpore fisico, francamente, erano spesso sotto controllo di stupefacenti, o ubriachi. In 1 Corinzi 11 e versetto 21 dice: “Poichè al pasto comune”, pensate che si tratti della Cena del Signore, ma non è così, “Quando vi radunate non è per quello che fate, ma dice: “al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre uno ha fame, l'altro è...” Cosa? “Ubriaco”. Si stavano letteralmente ubriacando e quindi erano spesso in uno stato di stupore.
Ora, uno dei motivi per cui non ci si dovrebbe ubriacare, tra molte ragioni, è che quando ci si ubriaca non si è più attenti a quello che sta succedendo nella vita cristiana. Non si è attenti a Satana. Non si è attenti alle tentazioni. Non si è attenti ai bisogni. Non si è attenti a nulla e questo è un buon motivo per non assumere mai nulla che ci possa portare sotto il suo controllo ed accecarci dall’essere attenti.
A volte erano in stato di ubriachezza fisica, ma il punto principale di Paolo qui non è quello fisico, ma quello spirituale. Erano in uno stato di torpore spirituale. Non erano vigili. Ora questa è una situazione mortale per il cristiano e tra l’altro, sapete, quando viaggiate e parlate con vari cristiani e varie chiese in cui non viene insegnata la Bibbia e in cui non si comprendono i principi spirituali, essi vivono la maggior parte della loro vita cristiana in uno stato di torpore. Non sanno mai veramente cosa sta succedendo. E se gli si dice una verità spirituale semplice, spesso rispondono: “Oh”, come se fosse caduta dal cielo in quel momento.
Lasciate che vi mostri cosa intendo dire, voglio andare a ritroso nel libro e ad ogni punto di questi cinque comandi voglio mostrarvi la situazione opposta che c’era a Corinto e come quelle cinque cose fossero semplicemente il rovescio di tutti i loro problemi, torniamo indietro. Erano all’erta? La risposta è no. Ora ascoltate e basta. Non provate a cercare tutti questi versetti, ascoltate e basta per un minuto. In 1 Corinzi 5:6 dice: “Non sapete che un po’ di lievito lievita tutta la massa?” Sta dicendo: “Suvvia, non sapete che non potete far entrare i peccatori nella comunione senza che abbiano un effetto su di essa?”
Nel capitolo 5 versetto 12 dice: “Non giudicate coloro che sono in mezzo a voi?” “Non valutate le persone per vedere se sono un vantaggio per la vostra comunione o se sono un’influenza negativa?” In 1 Corinzi 6:2 dice: “Non sapete che i santi giudicheranno nel regno?” “Perché non vi occupate delle vostre questioni nel modo in cui Dio vi ha realmente conferito l’autorità di farlo, invece di portarle davanti ad un giudice pagano?” e quindi dice: “Non sapete che non si può far entrare tra di voi il lievito? Non sapete che dovete giudicare il peccato che si trova tra di voi? Non sapete che Dio vi ha dato l’autorità di giudicare nel regno a venire? Dovreste certamente essere in grado di occuparvi dei vostri affari qui ed adesso senza trascinarli nei tribunali pagani”. In 1 Corinzi 6:3 dice: “Non sapete che giudicheremo gli angeli? Non sapete che abbiamo una vocazione elevata davanti a Dio e che dovremmo essere in grado di risolvere i nostri problemi?”. Nel capitolo 6, versetto 4, dice: “Non c’è nessuno saggio tra voi?” Nel capitolo 6 versetto 9: “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio?”. Capitolo 6, versetto 15: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?”. Capitolo 6, versetto 16: “Non sapete che se vi unite a una prostituta siete una sola carne con quella prostituta?” Capitolo 6 versetto 19: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo?”
Ora il problema dei Corinzi era che non lo sapevano, capite? “Eh?” Non si può essere vigili se non si conosce, giusto? Erano in un torpore spirituale. E quindi in 1 Corinzi 8:9 dice: “Fate attenzione, svegliatevi!” 1 Corinzi, capitolo 10 versetto 12: “Fate attenzione!” Al capitolo 12 versetto 1, dice: “Ora, fratelli, riguardo agli spiriti, non voglio che siate”, cosa? Ignoranti. “Ma lo siete”. Erano ignoranti. Erano in uno stato di torpore. Non erano attenti ed il risultato era che tutto il loro lavoro era scombussolato.
Si può riassumere il problema di Corinto in 6:12, almeno in questa parte, Paolo dice: “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla”. I Corinzi, visto che si trovavano in uno stato di stupore, erano sotto il potere di quello che veniva, erano vittime di tutto, di ogni filosofia fasulla, di ogni comportamento sbagliato. Ne erano vittime perché non erano vigili, non sapevano, non conoscevano, non sapevo, e potremmo dire: “Poveri ragazzi, però non avevano risorse!” Oh sì, che le avevano. Avevano risorse in abbondanza!
Ed ecco perché in 15:34 di 1 Corinzi dice: “Svegliatevi alla giustizia e smettete di peccare!” Vedete, li stava chiamando a risvegliarsi! Ascoltate, i credenti devono essere vigili. Non vivrete mai la vita cristiana con un senso di vittoria andando in giro nell’ignoranza, mai! Non funzionerete mai su principi che non conoscete. Se siete un cristiano che dice: “Beh, non lo so”, siete e sarete in un mare di guai. Perchè perdereste la gioia di far parte della Volontà di Dio e della gioia di vedere com’è che Dio benedice quando lo si è perché non si sà qual è la Volontà di Dio.
Il Nuovo Testamento dice molto su quello che dobbiamo ricercare. Fintantoche saremo svegli, e voi potreste chiedere: “John, ma cos’è che stiamo cercando? Sono molto vigile, ma cosa dovrei vedere?” Beh, numero uno, la Bibbia dice di stare attenti a Satana. Pietro dice in 1 Pietro 5:8, “Vegliate e guardate perché il vostro avversario, il diavolo, va in giro come un – cosa? – un leone ruggente cercando chi divorare”, e chi è che divorerà? Colui che non... cosa? Che non veglia! Bisogna stare attenti alle sottigliezze astute e furbe di Satana, bisogna capire com’è che agisce.
Bisogna riconoscere che in pratica è come un allenatore di football con solo tre schemi il che dovrebbe essere semplice da difendere. La concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e cosa? L’orgoglio della vita. E si presenta sempre con quelle stesse tre tattiche, bisogna imparare le sue strategie. E bisogna esserne consapevoli, esserne all’erta. Non lasciatevi intrappolare, perché lui va sempre in giro a cercare quello che si riposa, come quello che va nel paese dove vivono i leoni, scende dall’auto e si fa un pisolino sull’erba. Sta cercando quei tipi di persone. Quindi fate attenzione a Satana.
In secondo luogo, fate attenzione alle tentazioni. Marco 14:38 Gesù disse: “Vegliate e pregate per non entrare in,” cosa? “Nella tentazione”, è meglio che stiate attenti alle tentazioni. Satana ha così tante possibilità alle quali non avete mai neanche pensato o considerato. Non si può andare in giro allegramente per il mondo esponendosi a tutto senza che quello abbia un qualche effetto su di noi, senza che ci faccia del male, che ci esponga alla tentazione, vegliate! Tenete gli occhi aperti!
E la terza cosa di cui parla il Nuovo Testamento è di stare attenti all’apatia e all’indifferenza. Alla chiesa di Sardi, nel capitolo 3 di Apocalisse, gli viene detto: “Avete un nome che dice che vivete, ma siete morti, vegliate, vegliate e rafforzate le cose che rimangono!” Ascoltate, una chiesa può galleggiare via nell’apatia. Un cristiano può diventare così compiaciuto, contento, apatico ed indifferente e il Signore disse alla chiesa di Sardi: “Verrò come un ladro nella notte per giudicarvi”.
Il Signore verrà a castigare il cristiano apatico e indifferente che non affronta i suoi peccati, che non affronta le sue debolezze, che non affronta le sue disobbedienze. Non pensate di potervi compiacere e fare i vostri comodi senza alcun ricorso. Credo che Dio vi castigherà e credo che vi castigherà perché è un Dio amorevole che vuole castigarvi per potrarvi ad un comportamento appropriato per poter riversare su di voi tutte le benedizioni che vuole che abbiate. L’apatia è un’altra cosa da tenere d’occhio. Guardate alla vostra vita e quando arrivate al punto in cui vi sentite a vostro agio con il vostro peccato e non state più cercando di affrontarlo e di gestirlo, allora siete davvero nei guai. Quindi, fate attenzione a quello.
Un’altra cosa: siate attenti ai falsi insegnanti. Scrivendo a Timoteo, Paolo disse in 2 Timoteo: “Ragazzi, verranno delle persone che non insegneranno la sana dottrina. Che distoglieranno gli orecchi del popolo dalla verità e li porteranno alle favole” e nel versetto 5 di 2 Timoteo 4 dice: “Ma tu sii vigilante”, dovete essere consapevoli del falso insegnamento, della falsa dottrina, tenere la mente all’erta.
In quinto luogo, la Bibbia ci dice di vegliare in preghiera. Pietro ci dice di “Vegliare nella preghiera”, 1 Pietro 4:7. Paolo dice in Efesini 6:18: “Pregando sempre con ogni preghiera e supplica, vegliando con ogni perseveranza”. Dobbiamo vegliare! Non si può pregare senza sapere cosa sta succedendo. Parlavo sempre di Marcy quando era piccola, diceva sempre: “Caro Dio, benedici il mondo intero”, ed io dicevo: “Marcy, non puoi dire quello! Cosa intendi con ‘benedici tutto il mondo’? Devi essere più specifica, tesoro”, “Dio, benedici tutto il mondo non basta”, quello che dovete fare è supporre che Dio voglia che preghiate per questioni specifiche e quello richiede di vegliare, come possiamo pregare se non sappiamo cosa sta succedendo attorno a noi? In modo specifico.
Ok, un’ultima cosa. Vegliate Satana, vegliate le tentazioni, vegliate l’apatia, vegliate i falsi insegnanti, vegliate nella preghiera. Ed infine, vegliate per il ritorno del Signore. Il Nuovo Testamento dice in Matteo 24:42, 25:13 e in molti altri passaggi che “Il Signore sta venendo, vegliate perché non sapete né il giorno né l’ora, vegliate”. Cosa significa vegliare? Significa forse che dobbiamo andare in giro così? “Bene, oggi non lo vedo?” No, no! Significa vegliate qui adesso, perché sta arrivando, non lì. Vegliate nella vostra vita. ABbiamo solo un po’ di tempo per fare quello che Dio vuole che facciamo, quindi, vegliamo. Quindi, va bene così, potremmo dire: “Voglio farlo!”.
Ed i Corinzi si sbagliarono, non erano all’erta e di conseguenza, furono vittime di Satana. Furono vittime della tentazione. Furono vittime dell’apatia e dell’indifferenza. Furono vittime di falsi insegnanti. Erano vittime della mancanza di preghiera e non erano pronti per il ritorno del Signore. Stavano persino rinnegando la risurrezione. E quindi Paolo gli dice: “Guardate, tutto questo si capovolgerà se vi metterete in allerta”, vedete? Se solo vi svegliaste, risolvereste così tanti problemi!
Voi potreste dire: “Beh, ma come si fa?” Ve lo dico io come. Tutti gli avvertimenti che dovete sapere si trovano nella Parola di Dio. Perciò per vegliare basta guardare in questo libro. È come un microscopio su ogni piccola sottigliezza di Satana. Rivela tutto. Vegliate. Vegliate proprio in questo libro e poi mettete in pratica i suoi principi. Vedete, la Parola di Dio è utile per la dottrina, per l’istruzione nella giustizia, per renderci perfetti, maturi. Entrate nella Parola perchè è la finestra attraverso la quale possiamo vegliare.
Il secondo punto di Principi per una vita potente è l’esser fermi; l’essere all’erta, numero uno; ed essere fermi, numero due. Mi piacciono le persone decise e voi? Mi piacciono le persone che rimangono ferme su ciò che credono. Non mi piacciono le persone che fluttuano, che vacillano e seguono il vento. Mi piacciono le persone che credono veramente in quello che credono e lì ci rimangono. E vedete che qui dice: “Rimanete saldi nella fede”. La parola greca, stēkō, mi fa sempre pensare ad un paletto quando sento quella parola, mamma, bum, radicati. E lì dice: “Siate saldi”, sapete, come disse Hodge: “Non considerate ogni punto della dottrina una questione aperta!” I Corinzi si lasciavano trasportare dalla brezza, non è vero? E lui disse: “Siate fermi”, mamma se i Corinzi avevano bisogno di sentirselo dire. E notate quello che dice: “Rimanete saldi nella fede”. Non si tratta di fede come un qualcosa di spirituale, ma la fede è il contenuto della rivelazione di Dio. “Rimanete saldi nel Vangelo, nella fede, nella fede che Giuda dice essere stata rivelata ai santi una volta per tutte”, nella fede, nel cristianesimo. Rimanere saldi nella fede, attenersi alla Parola di Dio, attenersi al Vangelo, ecco quello che sta dicendo. La fede non va confusa con la fede come il bene spirituale.
Anche, sapete, in 1 Timoteo 6:12 dice: “Combatti il buon combattimento della fede”, ma in greco non dice quello, quella è la versione autorizzata. Il greco dice: “Combatti il buon combattimento della fede”, vedete noi dobbiamo combattere per mantenere la fede, perché Satana vuole strapparcela via, il contenuto della verità.
Voi potreste dire: “Che cosa facevano i Corinzi?”. Ascoltate, non stavano mantenendo la fede. Lasciate che vi chieda questo: Qual è la linea di fondo della fede? Vi rispondo io, è questa: Che è una fede rivelata da Dio, giusto? La linea di fondo è che la nostra fede, il contenuto del Vangelo è stato rivelato soprannaturalmente da Dio e non ha eguali, è una fede rivelatrice. Sapete una cosa? In un certo senso avevano anche lasciato perdere quello, lasciate che ve lo mostri, tornate al capitolo 3, non stavano sostenendo la fede.
Torniamo per un attimo al capitolo 1. La gente stava dicendo: “Oh, questa fede cristiana, quella roba lì, il cristianesimo non è altro che follia”, non è vero? Sono solo sciocchezze; e stavano dicendo proprio quello, “La predicazione della croce”, versetto 18, “è per coloro che periscono”, cosa? Stoltezza, stupidità. “E tutti i sapienti e tutti gli scribi - versetto 20 - e tutti i disputatori di questo tempo sostengono la sapienza umana”, vedete? E stavano dicendo: “questa è la sapienza”, “la sapienza del mondo”, la chiama nel versetto 21. “Ed il Vangelo è una pietra d’inciampo ed è stoltezza”.
Ora, quello che sto dicendo è questo: I Corinzi avevano permesso che la saggezza umana infestasse la Chiesa a tal punto da accettarla su un piano di parità con la rivelazione di Dio. In altre parole, la rivelazione di Dio aveva perso il suo carattere distintivo. Abbiamo approfondito questo aspetto quando abbiamo studiato quel testo. Avevano tutte queste filosofie umane, vi ricordate, che avevano trascinato nell’assemblea di Corinto? In modo da mescolare la filosofia umana e la verità di Dio e non si può fare quello, amici miei, le due cose sono completamente diverse. La rivelazione di Dio non può essere equiparata alla sapienza umana. Ma stavano letteralmente tagliando il cuore stesso del cristianesimo giocando con l’idea che la filosofia umana fosse compatibile con la rivelazione di Dio.
Poi si arriva al capitolo 3 ed al versetto 18 ed egli gli disse: “Nessuno s'inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio”, in altre parole, se pensate di essere davvero intelligenti, vi siete persi. Sottraete la vostra saggezza umana e ciò che rimane è la vera saggezza. Ecco quello che sta dicendo, “Non ingannate voi stessi”, e lo erano, si erano ingannati pensando che la sapienza umana fosse allo stesso livello della rivelazione di Dio e stavano tagliando il cuore stesso della fede.
Questo è quello che abbiamo al giorno d’oggi. Oggi abbiamo il punto di vista che la Bibbia è semplicemente un commento umano sulla prospettiva di Dio che esisteva al tempo in cui fu scritta e quella è la saggezza umana. Loro stavano tagliando il cristianesimo al midollo.
Ok, il secondo livello direi che dopo aver affrontato il cristianesimo a livello di rivelazione di Dio, la seconda caratteristica più grande del cristianesimo è la persona di Cristo, non è vero? Mamma volete rimanere saldi in chi è Lui ed i Corinzi non stavano facendo neanche quello. Guardate al capitolo 12. Si erano dati a un misto di paganesimo e cristianesimo.
Avevano trascinato molte delle loro pratiche settarie, avevano permesso che molte delle estasi e delle trance pagane e tutte quelle cose strane che facevano parte della loro religione culturale entrassero nel cristianesimo, cosicché quando si riunivano insieme c’erano alcune persone che ministravano veramente nel Signore e nel Suo Spirito e c’erano altre persone che erano fuori di testa, distanziate, che presumibilmente ministravano in una sorta di roba estatica che di fatto non era altro che puro paganesimo e quello che accadde fu davvero sorprendente. Versetto 2 del capitolo 12: “Voi sapete che eravate gentili” o pagani - etnei - “portati verso questi idoli muti, come siete stati condotti”e tra l’altro, la terminologia parla d’essere stati portati via estaticamente, portati via come per qualcuno che era in una sorta di trance spirituale; e dice: “Una volta eravate trasportati e condotti in queste estasi quando adoravate gli idoli muti ed ora l’essenza di quello che è accaduto è che lasciate che accada nell’assemblea. Ma io vi dico - nel versetto 3 - che nessuno che parli per mezzo dello Spirito di Dio considera Gesù maledetto”.
Sapete cosa stava accadendo nella loro assemblea? La gente si stava letteralmente alzando nel mezzo di quelle estasi, presumibilmente sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e malediceva Gesù, malediceva Gesù. Ora, i Corinzi non erano saldi nella fede quando minavano l’autorità singolare della Parola di Dio e quando maledicevano Gesù letteralmente, stavano tagliando il cristianesimo al cuore.
In terzo luogo, guardate al capitolo 15. Gli dice loro nel capitolo 15 versetto 12. Ascoltate qui: “Ora se si predica che Cristo è stato risuscitato dai morti, come mai alcuni tra voi dicono che non c'è – cosa? – non c’è alcuna risurrezione dei morti?” Ora, riuscite a crederci? Uno, stavano minando l’autorità della Parola di Dio, due, stanno rinnegando la realtà di Gesù Cristo, tre, stavano dicendo che non c’è cosa? La risurrezione. Avevano appena colpito il cuore del Vangelo. Vedete, non erano in piedi nella fede, tutt’altro, e quindi, quando Paolo disse: “Rimanete saldi nella fede”, stava dicendo: “Tornate all’autorità della Parola di Dio, tornate alla persona di Cristo e tornate alla risurrezione, che è la grande pietra angolare del cristianesimo”, vedete? È proprio questo che sta dicendo quando dice quella piccola frase: “Rimanete saldi nella fede”, stava ribaltando tutti gli aspetti negativi che ho appena condiviso con voi.
Vedete, 1 Corinzi avrebbe potuto essere scritta in quei due versetti se tutte quelle cose non fossero state vere. Avrebbe dovuto solamente ribadire: continuate a vigilare, continuate a rimanere saldi nella fede, continuate a fare quello che state facendo, perché questi cinque principi ribaltano l’intera situazione problematica di Corinto. Quindi gli dice: “state attenti e di siate fermi”.
Ora la Bibbia ci dice di esser fermi, proprio così. E dobbiamo rimaner saldi nella fede. 2 Tessalonicesi 2:14 dice: “Il Vangelo è quel mezzo per il quale siamo stati chaimati affinchè otteniamo la gloria del nostro Signore, Gesù Cristo”, e poi dice: “Così dunque, fratelli, state saldi - ora ascoltate qui - e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi sia con la parola, sia con una nostra lettera”, dovete mantenere queste cose che vi sono state insegnate dalla parola, dall’epistola. E di nuovo, dico: qual è la chiave, miei cari? Qual è la chiave per rimaner saldi? È la Parola, non è vero? È la dottrina apostolica, sono le epistole.
Se volete rimanere all’erta, dovete guardare nella Parola per vedere tramite di essa il mondo. Se volete rimaner saldi, dovete sapere cos’è la dottrina della Parola e quindi dovete esser all’erta. Quindi la chiave per essere vigili, e la chiave per rimaner saldi è la Parola.
Ora il Nuovo Testamento dice molto sul rimanere saldi. Dice: “Siate saldi nella vostra devozione a Cristo”, Filippesi 4:1, “Rimaniate saldi nel Signore”, “Siate saldi nel vostro impegno verso Cristo e nella vostra fede sulle sue risorse”. Dice: “Siate saldi nell’unità”. Filippesi 1:27 dice: “State saldi in un solo spirito”, Filippesi 1:27, “Siate saldi nell’unità”; dice: “Siate saldi nella libertà”, Galati 5:1: “Rimanete saldi nella libertà con la quale Cristo vi ha resi liberi”, e non lasciatevi irretire di nuovo dal legalismo. Dice: “State fermi o saldi nella volontà di Dio”, Epafra prega in Colossesi 4:12 affinché possiamo essere maturi e completi in tutta la volontà di Dio. Dice: “Siate saldi contro Satana”, non è vero? Efesini 6, dice: “Siate forti nel Signore, perché non lottiamo contro la carne e il sangue”, bla, bla, bla e poi continua dicendo: “E dopo aver fatto tutto ciò - cosa - state saldi contro Satana”. Quindi dobbiamo essere saldi nella nostra devozione a Cristo, essere saldi nell’unità, essere saldi nella libertà, essere saldi nella volontà di Dio, essere saldi contro Satana, solidi, in piedi, senza essere sballottati da ogni vento di dottrina, senza essere sedotti da spiriti seduttori e dottrine di demoni. I Corinzi non erano saldi e non erano attenti. Quindi non potevano essere saldi nel Vangelo, saldi nella devozione a Cristo, saldi nell’uso corretto della libertà, saldi nell’unità, saldi nella volontà di Dio o saldi contro Satana. Non erano abbastanza nella Parola.
In terzo luogo, un altro comando militare sparato da Paolo è questo: “Vegliate, restate saldi nella fede” – Ed amo questo “ - comportatevi come, cosa? – come uomini, comportatevi da uomini. Io questo lo chiamo “siate maturi”, siate maturi. “Comportatevi da uomini”, significa semplicemente comportatevi da uomini, e quella è una parola interessante che compare, se non ricordo male, solamente qui nel Nuovo Testamento, si, è l’unico caso in cui viene usata, ma è stata usata anche nella Septuaginta e spesso viene tradotta con: “Fatevi coraggio”, quindi ha l’idea del coraggio, ma è anche usata in riferimento alla maturità. Ci sono entrambe le cose. L’idea del coraggio e della maturità, ma poi comunque non è vero che le due sono quai co-equivalenti? Che un bambino, una persona immatura tende a non essere coraggiosa. Una persona matura tende ad essere coraggiosa. Un bambino tende ad essere piuttosto timoroso. Una persona matura tende ad avere un senso di controllo, di sicurezza e questo è essenzialmente quello che sta dicendo. “Dovreste essere uomini coraggiosi, adulti e maturi!” Comportatevi virilmente, potrebbe essere un altro modo per tradurre andrizo (-omai).
Permettetemi di sottolineare l’elemento della maturità, perché la parte del coraggio deve venire dopo la maturità. Nel capitolo 14 versetto 20, Paolo, e di nuovo aveva già affrontato questo argomento con i Corinzi molte volte, ma guardate a quello che dice in 14:20, “Fratelli - dice - non siate bambini in quanto al ragionare; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare – cosa? – siate uomini compiuti”, crescete! E glielo disse in così tanti modi, più e più volte, nel capitolo 4 disse: “Ho dovuto parlarvi come a figli”, e dice: “Devo trattarvi come bambini piccoli e se non vi comportate bene verrò da voi e se verrò da voi vi sculaccerò se necessario”, letteralmente, dice: “Volete forse che venga con la verga?” Quack Quack quack, se non vi date una regolata!
Erano un gruppo di bebè, non erano uomini nel ragionare, non erano uomini nel coraggio e non erano uomini nella maturità. Erano dei bambini che litigavano, si accapigliavano, erano immaturi, si dimenavano per ogni falsa dottrina, come dice Efesini 4:14, erano semplicemente infantili e di conseguenza non potevano difendersi dagli assalti di Satana, tornate al terzo capitolo, il testo più familiare su questo tema.
“Ed io, fratelli - dice - non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. Vi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di sopportarlo” Siete come un gruppetto di bambini, non posso nemmeno darvi del buon cibo solido, devo continuare a darvi il latte, erano infantili. Non erano cresciuti.
Dovevano essere trattati come bambini. Dovevano essere sculacciati. Avevano persino rivalità tra fratelli. Portavano i fratelli in tribunale, litigavano, si accapigliavano. Paolo gli dice persino, nel 13° capitolo: “Quando ero bambino parlavo come un bambino, ma quando sono diventato uomo - cosa? - ho messo da parte le cose infantili”, anche il loro culto religioso era infantile. Era tutto basato su sentimenti ed emozioni piuttosto che sulla verità e sulla dottrina, e quindi Paolo gli disse: “Crescete”.
E sapete una cosa? Se fossero cresciuti si sarebbero sbarazzati di un sacco di problemi, un sacco di problemi. La carnalità, le lotte, i litigi, il tipo di religione infantile. Tutte le cose emotive avrebbero offerto qualcosa se avessero contemplato la verità, se si fossero comportati da uomini nel ragionare. Ecco perché credo che l’insegnamento della Parola di Dio, la musica che la Chiesa presenta, la struttura della Chiesa debbano sempre fare appello al livello più alto per portare le persone a quel luogo di maturità e non sempre solo ai sentimenti e alle emozioni che sono fondamentalmente cibo per bambini, e quindi gli dice: “è ora di crescere”, e se fossero cresciuti molte cose avrebbero cambiato.
E quindi dice: “vegliate!” e se lo fossero stati non si sarebbero cacciati in tutto quel disagio, “Vegliate!”, se lo fossero stati non avrebbero rovinato la loro teologia. “Siate maturi”. Se fossero stati maturi, avrebbero eliminato tutti i battibecchi e le difficoltà e le lotte e le inadeguatezze e le inettitudini dell’immaturità. A proposito, tutti devono essere maturi, non è vero? 2 Pietro 3:18 dice: “Crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo”, in Efesini capitolo 4 versetto 13, dice che dobbiamo tutti crescere fino alla pienezza della statura di – chi? – di Cristo. Crescere in colui che è il capo e non siate più bambini, vedete? Crescete!
E voi potreste dire: “Come si fa, John? So come vigilare, devo guardare alla Parola. So come rimanere fermo, devo conoscere la dottrina della Parola, ma come posso crescere?”. Vi dirò come. “Come bambini desideriate il puro latte della Parola affinchè cresciate”, stessa cosa. Basta entrare nella Parola e scoprirete che così facendo si è all’erta, quello è un ottimo punto di partenza, siate saldi e così inizierete a maturare. Non è così difficile, è tutto lì, nella Parola.
Quarto, e questo è l’unico verbo in forma passiva di questo testo: “Siate rafforzati”. Non dice: “Siate forti”. Sapete perché? Perché non possiamo rafforzarci da soli, è qualcosa che deve fare il Signore. È come quando Paolo dice in Efesini 6:10: “Siate forti nel Signore e nella potenza della sua forza”. “Siate rafforzati”, dice. Il Signore si è servito del Signore, Gesù, in Luca 2:40 dove dice: “Il bambino crebbe e divenne forte di spirito”, è una parola che può significare il rafforzamento dello spirito, il rafforzamento interiore, la forza dell’uomo interiore, uno spirito forte – prestate attenzione – può vincere la carne, come in 2 Timoteo 2:1: “Ma tu, o uomo di Dio - dice - sii forte nella grazia che si trova in Cristo Gesù”, è uno spirito forte che vince la carne. I Corinzi non erano forti! La carne dominava. Qualsiasi cosa la carne gli dicesse, lo facevano. Non riuscivano a gestire la carne ed egli dice: “Voi siete carnali! Siete vittime della carne”.
Ora la cosa sorprendente è che pensavano di esser forti. Oh, mamma se pensavano di essere forti! Infatti nel capitolo 4 - Paolo dice: “Pensate che io abbia paura di venire. Che siete talmente forti che abbia paura di affrontarvi?” “Ah, non verrai mai a trovarci. Siamo troppo difficili da gestire!” E gli dice, nel capitolo 10 versetto 12: “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi – cosa? – di non cadere”, pensavano di essere così forti, eppure erano tutt’altro.
Guardate al quarto capitolo e guardate un po’ com’è che Paolo affronta quell’elemento di debolezza. A proposito, ci sono molte altre illustrazioni di ciascuno di questi punti che non abbiamo il tempo di approfondire. Ne sto solo scegliendo un paio che sono rappresentativi, ma come ho detto il libro intero è di fatto lo sfondo negativo di questi cinque principi, ma notate che in 1 Corinzi capitolo 4 dice al versetto 6: “Vi siete gonfiati”, versetto 18: “Vi siete gonfiati”, capitolo 5 versetto 2: “Vi siete gonfiati”, non c’è dubbio, erano gonfi, pensavano di essere dei pezzi grossi, che erano grandi e forti, delle superstar spirituali. Allora lui gli dice: “Lasciate che vi parli un pochino, siete così orgogliosi”, versetto 7: “Chi vi ha reso diverso? Cos’è che avete che non avete ricevuto e se l’avete ricevuto perchè vi vantate come se non l’avesse ricevuta?”, cos’è che vi fa pensare che siete voi così attraenti? Se Dio vi ha fatto così e se avete qualcosa Dio vel’ha dato e quindi non ha comunque nulla a che fare con voi. Pensate davvero di essere così importanti ah?” O ragazzi, pensavano di essere così forti, così importanti, e quindi gli dice, nel versetto 8.
Ragazzi, diventa così sarcastico! Questa è la parte più sarcastica del libro intero, “Già siete sazi, già siete arricchiti, senza di noi siete giunti a regnare! Non siete veramente dei pezzi grossi!”, “Sazi e ricchi e reali” E poi gli dice: “Oh fosse pure che voi foste giunti a regnare”, tutto sarcasmo, “Vorrei che Dio vi facesse regnare”, pensavano di essere dei re, sazi e ricchi e poi fa un paragone, e dice: “Poiché io ritengo che Dio abbia messo in mostra noi, gli apostoli, ultimi fra tutti, come uomini condannati a morte”, inizia a paragonarli agli apostoli, “poiché siamo diventati uno spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini”, ora guardate un po’ come diventa sarcastico, “Noi siamo pazzi a causa di Cristo, ma voi siete sapienti in Cristo; noi siamo deboli, ma voi siete forti”, vedete, pensavano di esserlo! “voi siete onorati, ma noi siamo disprezzati”. In altre parole, sta dicendo: “Da quello che dite, voi siete i più forti e noi siamo i perdenti!” erano così orgogliosi. Guardavano gli apostoli dall’alto dal loro punto di vista.
E dice: “Fino a questo momento, noi abbiamo fame e sete. Siamo nudi, schiaffeggiati e senza fissa dimora, e ci affatichiamo lavorando con le nostre proprie mani; ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; diffamati, esortiamo; siamo diventati, e siamo tuttora, come la spazzatura del mondo”, quelli siamo noi... Ma loro però pensavano di essere dei pezzi grossi. Non sapevano che quello che Paolo stava dicendo era questo: “La vera grandezza arriva tramite la vera umiltà”, giusto? Quando siamo deboli, siamo cosa? Forti. E quello poi glielo disse nella seconda lettera.
Pensavano di essere così forti, eppure non lo erano affatto e visto che erano così deboli spiritualmente parlando, di fatto lo divennero fisicamente e visto che - ascoltate qui, 11:30 dice: “A causa della vostra debolezza spirituale e del modo in cui avete trattato le cose sacre, molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi – cosa? – muoiono”, in altre parole la loro debolezza spirituale li portò alla debolezza fisica, alla malattia ed alla morte. Pensavano di essere così forti, eppure erano deboli, erano deboli.
E Paolo ha dovuto esortarli nel capitolo 9 versetto 24. E gli disse: “Ascoltate, non sapete che questa è una gara? Non sapete che se volete vincere dovete correre e che se correrete dovrete cercare di dominare? Il che significa disciplinarsi, con temperanza in tutto?” Che non potete vivere, non potete vivere la vita cristiana in modo sciatto, a metà, a metà. Se volete correre, correte per vincere e se volete correre per vincere dovete disciplinarvi”, e Paolo dice: “Tengo sotto controllo il mio corpo e lo sottometto”, autodisciplina. Gli incoscienti, flaccidi, indisciplinati e deboli dei Corinzi pensavano di essere così forti, pensavano di potersi abbandonare a se stessi senza preoccuparsi degli uomini o di Dio e Paolo gli disse: “Non potete fare così, io vi sto dicendo che dovete impegnarvi in una vita di abnegazione, di sacrificio e di autodisciplina”.
Il Nuovo Testamento ci dice di essere forti, Efesini 6:10 ci dice di essere forti nel Signore contro Satana. Filippesi 4:13 ci dice di essere forti nel servizio. Paolo dice: “Posso fare ogni cosa per mezzo di Cristo che mi fortifica”. Stava parlando del suo ministero e del suo servizio. La Parola di Dio ci dice di essere forti nelle opere buone, Colossesi 1:10 e 11: “Dobbiamo compiere le opere buone essendo rafforzati”, in Daniele 11:32, quel grande versetto ci dice: “Il popolo che conosce il Signore sarà forte e compirà imprese”.
E voi potreste chiedere: “E ma come John? Esser vegli, fermi, maturi tramite la Parola, ma com’è che posso esser forte?” Beh, quella è una cosa passiva, un verbo passivo. Quello proviene da un’altra fonte e voi potreste chiedere: “Qual è la fonte?” Il Salmo 27:14 dice questo: “Aspetta il Signore; abbi coraggio ed egli fortificherà il tuo cuore; aspetta, io dico, il Signore”, chi è che ci dà la forza? È il Signore, è il Signore, “Siate forti nel Signore e nella potenza della sua forza”, Efesini 6:10.
Voi potreste chiedere: “Ma come?” Per mezzo del suo Spirito Santo. Efesini 3:16 dice che dobbiamo rafforzarci dal suo Spirito nell’uomo interiore. Se cedete la vostra vita allo Spirito di Dio, allora sarete rafforzati dalle sue forze. Ora abbiamo parlato molto di quel principio. Ve lo sto solamente ricordo. La vera forza proviene da Dio tramite il suo Spirito. Paolo dice: “Prego per voi affinché siate rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore. “Nel mentre vi abbandonate allo Spirito, egli vi rafforza”. Vedete la semplicità di quello che Paolo sta dicendo? Se v’immergete nella Parola e cedete allo Spirito, sarete vigili, sarete saldi, sarete maturi, sarete rafforzati.
Ce n’è una quinta, siate amorevoli, siate amorevoli. Questo è molto importante perché bilancia tutto il resto. Se ci limitassimo alle prime quattro, potremmo diventare veramente crostosi e militanti nel mondo. Quindi, nel versetto 14, dice: “E in ogni cosa che fate, fatela con amore” o letteralmente nell’amore, che tutto sia fatto nell’amore. Eccoci qui, abbiamo appena ricevuto gli ordini di marcia. Siamo pronti per la battaglia, pronti per la guerra. Abbiamo ricevuto questi comandi come un sergente che raduna le sue truppe per la battaglia. Ci è stato detto di combattere ed allo stesso tempo si tira indietro e dice: “A proposito, l’atteggiamento che voglio che abbiate in tutto quello che fate, è un atteggiamento d’amore” e quello è il bellissimo principio di addolcimento.
Un coraggio senza riserve, ed un amore senza riserve. Ed entrambi devono essere affiancati. Se c’è troppo amore e non si sta abbastanza in piedi, si rischia di naufragare nel sentimentalismo. Troppo stare in piedi senza abbastanza amore si diventa una sorta di brutto teologo. Bisogna essere entrambi. Bisogna avere amore e sana dottrina. E queste cose le vediamo più e più e più volte nel Nuovo Testamento e devono andare insieme, “Tutto quello che fate sia fatto nell’amore”.
E per amore ci riferiamo semplicemente ad un servizio sacrificale verso coloro che hanno bisogno, tutto lì; un servizio sacrificale verso coloro che hanno bisogno. Non è un’emozione. Non è un sentimento, ma un atto d’amore, un atto di servizio. Gesù disse: “Amatevi gli uni gli altri, così come io vi ho amato”. Il modo in cui li aveva appena amati era che gli aveva appena lavato i piedi ed è così che amiamo, lavando i piedi. Ovvero, rispondendo ai bisogni di coloro che ce li hanno!
Ora i Corinzi non erano amorevoli. Oh, mamma, e questo lo sapevate. Nel primo capitolo dice: “Vi combattete a vicenda”. Al capitolo 1 versetto 10, dice che c’era una schismata, tra loro, c’erano divisioni, problemi. Al capitolo 3 dice - uno dice: “Io sono di Paolo, io sono di Apollo, io sono di Cefa, io sono di Cristo. Siete carnali e ci sono divisioni dappertutto”. Capitolo 3; al capitolo 5 dice: “Siete talmente pervertiti nel vostro amore che agite nell’immoralità. Pensate che l’amore sia la lussuria. Non solo quello, ma avete contaminato la stessa moglie del padre vostro”, più avanti dice: “Vi siete uniti ad una prostituta”, avevano proprio rovinato l’intero concetto dell’amore.
Nel capitolo 6 si facevano causa a vicenda. Nel capitolo 7 i coniugi si privavano l’uno dell’altro. Nel capitolo 8, i fratelli più forti si facevano strada a scapito di quelli più deboli. Nel capitolo 11 si accaparravano il cibo al banchetto del Signore ed i poveri che arrivarono tardi non avevano nulla da mangiare. Non c’era amore. Non erano amorevoli. Avevano un approccio non amorevole verso i doni spirituali ed erano poco amorevoli in tutto. Ed egli gli capovolse l’intero stile di vita in quell’unica affermazione: tutto quello che fate, sia fatto nell’amore, perchè quello risolverebbe tutto.
Ci sono due cose, gli disse: “Volete raddrizzare la vostra chiesa? Sana dottrina e l’amore”, le mettete insieme e così invertirete l’intera situazione. E voi potreste chiedere: “Dov’è che possiamo trovate l’amore? Come si ottiene?” Beh, le prime tre sono tramite la Parola. La quarta, come vi ho detto viene dallo Spirito ed ascoltate qui, Paolo dice: “Prego per voi - Efesini 3:16 - affinché siate rafforzati dal suo spirito nell’uomo interiore – e poi il versetto successivo dice: “affinché possiate conoscere l’amore di Cristo che sorpassa la conoscenza”, l’amore viene dallo Spirito. Quindi c’è lo Spirito e la Parola che lavorano insieme per fornire la sana dottrina e l’amore per rendere la Chiesa, per rendere ogni singolo credente quello che Dio vuole che siano.
Ora ascoltate gente, ascoltate: Siate all’erta, siate fermi, maturi, fortificati, e siate amorevoli, questi sono i principi per una vita potente. Sono generati dalla Parola e dallo Spirito Santo. Si uniscono per formare la sana dottrina e l’amore, che sono i due pilastri che sorreggono la Chiesa intera, preghiamo.
Grazie Padre, ancora una volta, per le verità pratiche della Parola di Dio e sappiamo che Tu desideri che la proclamiamo con audacia e che le obbediamo con fervore. Quindi rendici il Tuo popolo che vive nel modo in cui Tu vuoi che viviamo, affinché possiamo veramente fare tutto ciò che facciamo alla gloria di Dio. Preghiamo nel nome di Cristo. Amen.
Fine
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