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2/19/78, Mattino

Prendete la vostra Bibbia, se volete, e seguitemi ad Efesini capitolo 1 - Efesini capitolo 1, e stiamo esaminando i versetti che vanno dal 15 al 23 nel nostro studio e stiamo osservando alle risorse che il credente possiede in Cristo - le risorse del credente. Per alcuni di voi che hanno fatto parte della nostra chiesa da un po’ di tempo, questo è un po’ come quello che disse Pietro, del ricordarvi “cose che già conoscete”, invece per altri, tra voi, che non si sono ancora imbattuti in queste verità, confido che questa sarà una delle scoperte più belle della vostra vita, quando riuscirete ad afferrare la realtà delle risorse a vostra disposizione tramite la salvezza in Gesù Cristo.

Permettetemi d’introdurre l’argomento questa mattina parlandovi di una preoccupazione che vi ho espresso in altre circostanze. C’è una tendenza nel cristianesimo in America oggi, e forse anche in altri luoghi, che mi opprime il cuore che mi disturba. Spesso l’ho chiamata la ricerca di qualcosa di più. È l’idea prevalente che l’essere in Cristo non sia sufficiente, che essere “in Cristo” non dia tutto quello che c’è da ottenere, e che quindi si debba ricercare qualcos’altro.

Sentiamo spesso parlare di ottenere Cristo di più, di più Gesù, più dello Spirito Santo, più potenza, e la cosa è piuttosto comune, come se le risorse di Gesù Cristo venissero distribuite un po’ come una ricetta farmaceutica, una dose alla volta, come se si dovesse atterrare nel punto giusto per ottenerle o essendo qualificati tramite un qualche rituale o una routine particolare.

Mi ricordo che un giorno stavo parlando con una signore al riguardo ed essa mi disse: “Francamente, io cerco ogni cosa possibile perché - disse - voglio ricevere tutto il Gesù che c’è”, beh, l’implicazione di una cosa del genere è che quando si è stati salvati, non si ha ottenuto tutto il Gesù che c’è. È un po’ come se si ottenesse il diritto al tutto, ma non lo si ricevesse tutto nel cuore o nella mente.

Ma è vero? È questa buona teologia o no? Abbiamo bisogno di ricevere di più di Gesù? Di più di Dio? Più dello Spirito Santo? Più potere? O abbiamo tutto con la salvezza? E questa è una questione molto importante e, per l’inizio della risposta, andiamo a considerare gli Efesini, rivolgendoci per un momento a 2 Pietro capitolo 1 versetto 3. Questo è quello che dice la Parola di Dio: “La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtú”, e potete fermarvi lì, questo è un versetto piuttosto chiaro. “Secondo la Sua potenza divina, ci sono già state elargite tutte le cose che riguardano la vita e la pietà mediante la conoscenza di Cristo”, in altre parole – ascoltatemi bene - la posizione biblica della dottrina della salvezza è che la salvezza concede al credente tutto in Cristo, e non c’è bisogno di cercare altro.

Infatti, tale ricerca, anche se coloro che la perseguono non son disposti ad ammetterlo, ma tale ricerca non fa altro che indebolire o minare l’essenza della dottrina della salvezza stessa. State davvero annullando quello che disse Gesù quando affermò: “Tetelestai”, “è compiuto”, o finito o fatto o completato, o adempiuto. E state dicendo che c’è qualcosa che manca, qualcosa che deve essere ricercato.

Un buon modo per illustrare questo conflitto particolare è quello di guardare per un momento, come introduzione, al capitolo 2 di Colossesi. Ora, la chiesa di Colosse era come molte delle prime chiese nel mondo romano. Fu esposta ad un sacco di tipi di eresie, e c’era un’eresia prevalente nella situazione di Colosse che probabilmente poteva essere fatta risalire agli Esseni, anche se non ci soffermeremo su questo aspetto questa mattina, perché sembrano essere i più vicini. Ma c’era un’eresia che fondamentalmente diceva questo: “Cristo non è sufficiente. Bisogna avere qualcosa di più”, quindi, in realtà, è la stessa cosa che vediamo al giorno d’oggi le quali radici risalgono al secondo capitolo di Colossesi.

Ora, l’apostolo Paolo scrisse questa lettera a Colosse per cercare di ricordar loro che Gesù Cristo è assolutamente, totalmente, e completamente sufficiente, e già nel capitolo 1 l’aveva fatto intendere quando disse: “ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio”, e poi continua descrivendo il Figlio come “l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose. Ed Egli è il capo della sua Chiesa ed in lui - versetto 19 - dimora tutta la pienezza della deità”, in altre parole, vedete, Paolo sta cercando di dire che la pienezza si trova in Cristo.

Come vedremo in Efesini 1, è Cristo, infatti che è tutto, Cristo riempie tutto ed in Lui c’è tutta la pienezza, e quando siamo in Lui, in noi c’è tutta la pienezza e questo è il messaggio di Efesini come di Colossesi. Inoltre, quando si arriva al capitolo 2, si vede di nuovo la stessa cosa, e lasciate che vi mostri cosa intendo dire.

La chiesa di Colosse era esposta a queste persone che dicevano che era necessario aver Cristo più altre cose, e quel “più” è ciò che ti rende spirituale. Il “più” è ciò che ti eleva; il “più” è ciò che ti porta alle cose veramente belle, e poi ci sono i “più” offerti, i vantaggi. Numero uno: dicevano che ci vuole Cristo più la filosofia. E quello che stava succedendo ai tempi è che avevano la loro saggezza umana da aggiungere alla realtà di Cristo, era Cristo più la filosofia umana.

E quella è un po’ un’ottima immagine di quello che oggi conosciamo come liberalismo, o la neo-ortodossia, il modernismo. Partono da Cristo, ma è Cristo più la saggezza umana, la ragione umana, la logica umana, la filosofia umana, e quella è esattamente la cosa da cui Paolo li mette in guardia nel verso 8 del capitolo 2: “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo”, e quelle due frasi puntano all’ABC della religione umana, che è filosofica piuttosto che teologica - “e non secondo Cristo”. In altre parole, Cristo è sufficiente, non lasciate che qualcuno vi dica che vi serve Cristo più la filosofia.

In secondo luogo, questi sviatori stavano anche suggerendo che non solo ci serviva Cristo più la saggezza umana per essere spirituali, ma occorreva anche Cristo più il legalismo. Al versetto 16, dice ancora: “Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati”, in altre parole, non permettete a nessuno di valutare la vostra spiritualità sulla base dei rituali che osservate perché, nel versetto 17, “Quelli sono l'ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo”, quindi non è Cristo più la filosofia, né Cristo più il legalismo.

In terzo luogo, gli sviatori che si trovavano di fronte alla chiesa di Colosse dicevano che era Cristo più le esperienze mistiche - il misticismo. Guardate al versetto 18, dice, per di più: “Nessuno vi derubi a suo piacere del vostro premio, con un pretesto di umiltà”, che di fatto si riferisce ad un’umiltà falsa – che deriva dal culto degli angeli, affidandosi alle proprie visioni”. Qui il testo greco dice: “... intromettendosi in cose che ha visto”.

Ora ci sono persone che dicono: “Beh, non basta avere Cristo. Bisogna ricevere una visione, un angelo, bisogna avere un’esperienza più profonda, un’esperienza più lontana, una visione celeste”, e quello da loro un senso di falsa umiltà che in realtà si rivela esser, secondo la fine del versetto 18, “un gonfiore di vanità nella sua mente carnale”, vedete, ci sono persone che dicono, è Cristo più queste esperienze che ti permettono d’avere qualcosa di più, oppure è Cristo più “il legalismo” che ti porta a quel qualcosa di più, oppure è Cristo più la filosofia umana che ti porta a quel qualcosa.

E poi, in quarto luogo, dice che c’è persino l’ascetismo - l’ascetismo è l’abnegazione, un tipo di vita monacale, un tipo di vita monastica, un’esistenza eremitica - e ne parla dal versetto 20 al 23, la gente, il tipo di religione terrena, “i rudimenti del mondo”, di nuovo, quella stessa frase, che si riferisce alle basi della religione umana che dice: “Non toccare; non assaggiare, non maneggiare, non...” e prosegue considerando il fatto che c’è un trascurare del corpo alla fine del versetto 23, e così via...

E qui si parla di flagellazione e di tutto quello che si fa per privare il corpo, e quello è l’ascetismo, un tipo di vita monastica, la monacazione, l’abnegazione, e la privazione. Ma il punto è questo: Ci sono sempre state, fin da Colossesi 2, e in tutto il corso della Chiesa, e ci saranno sempre, persone che vogliono dire che aver Gesù Cristo tramite il suo atto meraviglioso della salvezza non è sufficiente, bisogna fare “questo” per riceverlo tutto.

E la risposta dell’apostolo Paolo è: “Non permettete a nessuno d’incasinarvi la mente con quel tipo di roba”, e la chiave di tutto si trova nel 2:9 e 10 di Colossesi. Ed ecco cosa dice: “Poiché in Lui - ed il “Lui” rimpiazza “Cristo” nel versetto 8 “perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”, c’è forse qualcosa che gli manca a Cristo? C’è? No! In Cristo, nulla manca. Versetto 10, “E voi avete – cosa? – avete tutto pienamente in lui”

Ora, l’essenza di quello che Paolo sta dicendo è questa: Non avete bisogno di altro. Non avete bisogno di null’altro, è tutto finito, tutto completato, è già stato tutto sistemato. Siete stati sepolti con Lui nel battesimo. Siete stati risuscitati con Lui dai morti. Siete completi in Cristo. E quella è la dottrina della salvezza che insegna il Nuovo Testamento e, miei cari, non c’è alcun motivo di cercare qualcosa di più. Non si tratta di trovare qualcosa in più, ma solo di utilizzare le risorse disponibili già presenti nel credente che si trova in Cristo. Quello è il punto, e questo è quello che Paolo sta dicendo in Efesini 1, quindi, torniamoci.

Ora nei versetti che vanno dal 3 al 14 di Efesini 1, Paolo ha delineato con molta attentamente le risorse e la posizione del credente in Cristo. Ci ha detto chi siamo e cosa abbiamo, è una dichiarazione assolutamente fantastica e magnifica del compimento della salvezza e di quello che produce e non c’è nulla che manca. Infatti, il versetto 3 inizia a chiarire la cosa perchè dice: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo che ci ha benedetti con - cosa? – ogni benedizione spirituale”, tempo passato, finito! L’ha già fatto in Cristo.

Ora, queste verità sono così profonde - ascoltatemi – e sono così profonde e così avvolgenti e vanno così tanto al di là di quanto la mente umana possa concepire che, dopo aver presentato tutte le grandi verità della nostra posizione in Cristo, le nostre risorse in Cristo fino al versetto 14, si ferma al versetto 15 e comincia a pregare che il lettore comprenda la realtà di quello che ha appena detto, perché va così tanto al di là della mente umana che essa non può concepire. Ecco perché, in Atti 6, c’è scritto che un buon uomo di Dio si dedica allo studio della Parola ed alla preghiera.

Studia la Parola per insegnare le verità al suo popolo e prega affinché Dio liberi il suo Spirito per aiutarli a comprenderla, perché la mente umana non può comprendere la cosa, nemmeno una mente umana rigenerata. Deve esserci un’opera speciale compiuta dallo Spirito di Dio ed è per questo che 1 Giovanni 2:27 dice che Dio ci ha dato un’unzione, e questa unzione è lo Spirito di Dio che ci insegna tutte queste cose in modo che non dobbiamo dipendere da quello che insegnano gli uomini, anche i migliori degli uomini.

E quindi Paolo si ferma dopo questa grande dichiarazione di posizione e di risorse e dice: “Prego per voi affinchè Dio vi conceda uno spirito di sapienza e di rivelazione nella conoscenza di Lui”, e dice quello al versetto 17, che possiate comprendere queste cose.

Miei cari, ve lo dico, e lo dirò per tutto il resto della mia vita fino alla morte: non potrete mai vivere dei principi che non comprendete. Dio vuole che impariate le verità e lo Spirito è il Maestro che prende la Parola di Dio e la fa vivere nella vostra comprensione.

E quindi Paolo interrompe il suo messaggio ed inizia la sua preghiera al versetto 15: “Perciò - ‘guardiamo’ - anch'io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesú e del vostro amore per tutti i santi, non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere”, e per cosa prego? Prego che “affinché il Dio del nostro Signore Gesú Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore”, fermatevi lì.

“Sto pregando per voi”, dice, e “Non sto pregando per niente di più che per questo, che siate in grado di capire e sto chiedendo a Dio di rilasciare lo Spirito Santo affinché operi sul vostro spirito umano per produrre uno spirito di sapienza, uno spirito di rivelazione nella Sua conoscenza”, e miei cari, vi ricordo quello che vi ho detto la volta scorsa, questa è un’opera dello Spirito Santo.

Venite con me a 1 Corinzi capitolo 2 per un momento, 1 Corinzi capitolo 2, e nel versetto 9 dice questo: “Ma come sta scritto - e qui cita Isaia - occhio non ha visto né orecchio ha sentito”, in altre parole, questo non è disponibile alla percezione umana, esternamente parlando, non è qualcosa che non si può nè vedere nè sentire, “... né è entrato nel cuore dell’uomo...” Non è nemmeno disponibile all’intuizione. Non si può nemmeno conoscere razionalmente: “...le cose che Dio ha preparato per coloro che lo amano”.

Ascoltatemi, le cose che Dio ci ha dato in Cristo vanno al di là della mente umana per pensare al di là della vista e del suono umano per sentire, toccare e vedere. E voi potreste chiedere: “Quindi come si fa a riceverle?” Versetto 10, “Dio ce le ha rivelate per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, sì le cose profonde di Dio”, quello è l’unico modo per conoscerle, e quindi abbiamo ricevuto, come dice il versetto 12, “... non lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio, affinchè possiamo conoscere le cose che ci sono state date gratuitamente da Dio stesso”.

Ascoltatemi, ci sono persone che vogliono dirci che quando diventiamo cristiani non riceviamo lo Spirito Santo, se questo è vero però non capiremo mai alcuni dei principi che dovremmo seguire. Ecco perché Paolo dice in Romani 8:9, “Se uno non ha lo Spirito di Cristo, non è dei suoi”, tutti i cristiani possiedono lo Spirito, Egli è l’Insegnante residente della verità, Colui che unge, ed è residente, colui che tocca la mente per aiutarci a concepire le cose che vanno veramente al di là della concezione umana, Egli è l’unico, dice il versetto 11, che è l’unico che “conosce le cose di Dio”.

E quindi Paolo prega e dice: “Oh, Dio, fa si che il tuo Spirito operi sul loro spirito umano per produrre uno spirito di comprensione, affinché sappiano qual è la loro posizione”. Miei cari, ve lo dico, se mai riusciremo a comprendere questo, mamma se ci cambierà la vita, posso solamente dirvi che quando questo mi si è presentato ed ha innondato la mia vita, quando lo Spirito di Dio mi ha insegnato veramente - e mi sta ancora insegnando perché non sono ancora arrivato, ma quando ho iniziato a realizzare ciò che avevo in Cristo, la cosa ha letteralmente cambiato la mia intera prospettiva della vita, drammaticamente.

Ora, Paolo ha in mente tre cose che vuole farci capire, tre verità magnifiche ed incomparabili: numero uno, che comprendiamo la grandezza del Suo piano; due, la grandezza della Sua potenza; tre, la grandezza della Sua persona. Non è possibile che io possa mai cominciare nemmeno a scalfire la superficie di queste realtà in una sola sessione di questa mattina. Per cui ve lo introdurrò e poi voi dovrete prenderne spunto e continuare da lì.

Prima di tutto, Paolo prega: “Oh, Dio, fa si che comprendano la grandezza del tuo piano - il tuo piano - per loro”. Versetto 18: “egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi”, e quello è quanto.

La chiamata prima del principio del mondo, la speranza dopo la fine del mondo, l’intero piano è in quell’unico versetto, e dice: “Prego che comprendano il piano”, mamma è così importante sapere chi siamo e cosa Dio ha preparato per noi.

Guardiamo il versetto 18, prima frase: “egli illumini gli occhi del vostro cuore”, ora questo ci introduce ad un pensiero molto importante. La parola in greco qui per “comprensione” è il termine, “kardias”, da cui ne deriviamo “cardiaco”, cosa significa? Cuore. Letteralmente, il greco dice: “Che Egli illumini gli occhi del vostro cuore”,

Ora questo è molto interessante, la fonte dell’illuminazione spirituale è Dio. Lo sappiamo già dai versetti che vanno dal 15 al 17 perché quella è la preghiera di Paolo a Dio. Egli sa che Dio è la fonte di tale comprensione. Il canale di quella comprensione per noi è... chi? Lo Spirito Santo. L’oggetto invece si trova alla fine del versetto 17, “... la Sua conoscenza”, Paolo sta dicendo: “Dio, fallo tu, tramite lo Spirito Santo, affinchè ti conoscano”, affinché possano veramente conoscere Dio.

E qui vediamo di fatto l’organo di quella comprensione, la fonte è Dio; Il canale è lo Spirito, l’oggetto è che possiamo conoscerlo e l’organo è il cuore ed è il cuore che deve aver comprensione.

Ora, noi abbiamo un problema con questo termine, quindi devo spiegarvelo un po’ perché, per noi, il cuore si riferisce alle emozioni. La cultura americana ha designato il cuore in riferimento alle emozioni. Tutte le canzoni d’amore parlano del cuore, e di recente, a San Valentino, abbiamo passato in giro dei cuoricini. E tutti hanno regalato cuore il che dovrebbe comunicare i sentimenti, come ci sentiamo, ma quello non è il modo in cui gli antichi vedevano la cosa e certamente non è il modo in cui i Giudei la pensavano. Lasciate che vi mostri quello che sto dicendo.

Gli ebrei parlavano di sentimenti non in termini di cuore, ma usando la parola greca splankhnon, che si traduce con “viscere o reni”, ok? Ora, noi gli attribuiamo un significato diverso, al giorno d’oggi non pensiamo a quella parola. Non diciamo a nostra moglie: “Ti amo con tutte le mie viscere o i miei reni”, quello è un po’... cioè, è mancante no? Tale designazione sarebbe un po’ mancante.

Ma questo è esattamente il modo in cui gli Ebrei avrebbero parlato ed è per questo che questa parola appare molto, molto spesso nella Bibbia, perché? Perché l’ebreo ha sempre associato le sensazioni ai suoi organi, in pratica allo stomaco. Noi diciamo che abbiamo una sensazione alla pancia. Quando diventiamo nervosi abbiamo dei subbugli nello stomaco, abbiamo del dolore e pensiamo a certe cose e diciamo che questo è il modo in cui ci sentiamo, non si sente nel cuore, si sente qui, e gli Ebrei vedevano le cose in questo modo.

Per esempio, nel Cantico dei Cantici, quando la sposa e lo sposo si vedono, dice: “Le mie viscere si sono commosse”, in altre parole, c’era un certo sentimento d’attesa ed eccitazione che vigeva proprio qui e se ne parla spesso per tutto il corso dell’Antico Testamento.

Anche nel Salmo 22, Cristo stava per morire sulla croce e lì parla delle sue viscere che soffrono e dell’agonia e del dolore. Ed in Lamentazioni 2:11, quando Geremia piange per la distruzione del suo popolo, dice che: “Gli fanno male gli organi interni”, proprio qui, nelle viscere. Usa persino la parola “fegato”, “Il mio fegato è afflitto”, perché è lì che sentivano la cosa.

Ed in 1 Giovanni 3:17, così come nel Nuovo Testamento, dice: “Se vedete qualcuno che ha bisogno, come potreste mai chiudere le vostre viscere di compassione?” Vedete, le sentivano proprio qui nello stomaco.

Ma il cuore, capite, per la mente Giudea non si riferiva al sentimento ma al pensiero, al pensiero. Ed è per questo che il termine kardias può essere tradotto con “cuore” o con “comprensione”, “Così come l’uomo pensa nel suo - cosa? - cuore, così è”, “Dall’abbondanza del cuore - cosa? “ - la bocca parla”. Il cuore è il processo del pensiero. “Il cuore dell’uomo è ingannevole e disperatamente malvagio, e chi può conoscerlo?”. È il pensiero. È la volontà, il pensiero, la parte di comprensione, e questo è vero in tutte le Scritture.

Quindi guardate qui: L’organo di comprensione per il credente è il processo del pensiero, non delle emozioni. Dio non sta cercando di fare appello alle emozioni. Sta cercando di fare appello alla mente, alla volontà ed al pensiero, ed è questo il significato del termine kardias. Il cristianesimo non ha come obbiettivo l’appello alle emozioni. Le emozioni sono progettate per fare questo: per rispondere alla mente e quando le emozioni si antepongono alla mente, si scatena il caos. E qualsiasi marchio di cristianesimo che si appelli al livello emotivo e sorprassa la mente non fa altro che creare problemi, perché genera risposte a prescinde dalla verità.

Lasciate che vi dia un’altra illustrazione. Guardate a 2 Corinzi capitolo 6 - 2 Corinzi capitolo 6 versetto 11: “O voi Corinzi - una sorta d’introduzione sospirata - la nostra bocca vi ha parlato apertamente, Corinzi; il nostro cuore si è allargato”, sta dicendo: “abbiamo la mente aperta davanti a voi”, ed usa il termine “mente”, sta dicendo: “La mia mente è vi è così aperta, oh, tutto quello che ho in mente di dirvi, la mia volontà, tutto quello che so, voglio trasmettervelo”.

Ma guardate al versetto 13: “Ora, per renderci il contraccambio (parlo come a figli), - e dice – allargate il cuore anche voi!” In altre parole, “Ehi, vorrei insegnarvi certe cose e dovremmo metterci d’accordo su questa cosa. C’è bisogno di imparare, di capire, ma tu hai qualcosa che ti ostacola”. E questo è il versetto 12, nel mezzo: “Da parte nostra non c’è alcuna costrizione, ma c’è costrizione nelle vostre viscere”, splankhnon.

Sta dicendo: “Non posso prendere la verità di Dio dalla mia mente e darvela a voi perchè le vostre emozioni sono d’intralcio”, il greco dice letteralmente: “Erano ristretti nelle loro viscere/reni”, oggi diremmo che erano emotivamente tesi.

E capite quello che sta dicendo? L’opera di Dio nella vita dei Corinzi fu ostacolata a causa del fatto che le loro emozioni erano d’intralcio alla verità. Ogni volta che si mettono i sentimenti davanti alla verità di Dio, si mette la verità in cortocircuito e le emozioni si scatenano, il cuore deve venire per primo.

Quindi io sto solamente sottolineando che quando Efesini 1 dice: “Che gli occhi del vostro cuore siano illuminati”, significa esattamente quello che dice. Sta parlando della comprensione del processo del pensiero. Paolo prega: “Oh, Dio, fà che la loro mente conosca queste cose”, sono così importanti.

Quando lo Spirito Santo opera sulla mente del credente, la arricchisce affinché possa comprendere la verità divina, che è profonda, e quindi è in grado di rapportarla alla vita. Ed è proprio questo che Paolo intese quando disse ai Colossesi, nel capitolo 3 versetto 16: “Non avete bisogno della filosofia umana. Non avete bisogno della sapienza umana. Non avete bisogno del legalismo, dell’ascetismo o del misticismo, questo è ciò che vi serve, dovete far si che la parola di Cristo dimori in voi – come? – abbondantemente”, Colossesi 3:16.

Questo è il punto centrale, e lasciate che vi dica una cosa, se lo Spirito Santo non risveglia la verità, essa non ha lo stesso effetto. Ecco perché Paolo sta pregando: “Dio, fallo nei loro cuori”, lo sanno. Forse è già lì in forma scheletrica. Oh, Dio, per mezzo del tuo Spirito, fa si che penetri in profondità nella loro comprensione”.

Lasciate che vi dia una bella illustrazione, Luca 24, e non c’è bisogno che ci andiate, voglio solo ricordarvela. I discepoli erano sulla strada di Emmaus, vi ricordate? Stavano camminando e Gesù era lì con loro ed erano stati con lui per 3 anni e qual era il risultato? Non lo conoscevano giusto? Lo conoscevano, ma non lo conoscevano, avevano tutte le informazioni necessari sul suo conto però non lo conoscevano veramente.

Ed infine, dice nel versetto 31, “Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista”, e poi questo commento, amo questo: “Ed essi dissero l'uno all'altro: «Non sentivamo forse il nostro cuore – a cosa si riferisce? – la mente, la volontà, ardere dentro di noi mentr'egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?»”.

Vedete, aver le Scritture, avere le informazioni, non fa ardere il cuore è quando il Cristo di Dio le prende e le spinge nel profondo del cuore che i loro cuori iniziarono ad ardere, e lo stesso vale ancora oggi, Cristo non è qui, ma il suo Spirito è qui presente ed il suo Spirito viene a noi che possediamo la Parola e la fa ardere nella nostra mente. Questa è la sua opera, questa è “l’illuminazione degli occhi del nostro cuore”, capite il punto?

E cosa vuole che capiamo nell’illuminazione? La prima cosa che vi ho detto è semplice, la grandezza del Suo piano. Guardate lì, nel versetto 18: “Affinché sappiate qual è la speranza della sua chiamata e la ricchezza della gloria della sua eredità nei santi”, non so cos’altro dire a questo riguardo, gente, se non che questo dice tutto quello che c’è in tutta la Bibbia e non ho intenzione d’iniziare dall’inizio e dirvi tutto quello che c’è fino alla fine.

Dice solamente: “Spero che capiscano cosa hai in mente per loro. Spero che capiscano cosa significa che li hai eletti e redenti e che gli hai promesso un’eredità. Spero che capiscano cosa significa esser stati chiamati fin da prima della fondazione del mondo”, capitolo 1 versetto 4, ‘scelti in Lui per essere stati redenti al fine di ereditare tutto ciò che c’è nel Regno di Dio che Dio poteva concepire per i suoi figli’.

Capisci il piano, amico mio? Cioè, capisci cosa sta succedendo? Ecco cos’è che stava pregando Paolo: “Oh, Dio, fa’ fa si che comprendano che non si tratta di un ripensamento dell’esistenza umana. Che questo è il piano generale del Dio eterno che va da secoli e secoli”, e voi ne fate parte già da prima della fondazione del mondo.

Questa, miei cari, è la vostra identità e Paolo sa bene che quando lo capirete sarete più inclini ad agire di conseguenza. Perciò dice: “Io prego che comprendano con la loro mente il destino eterno del cristiano, stabilito nell’eternità passata, posseduto nel tempo presente ed ancorato nell’eternità futura”, e Paolo vuole che comprendiamo questa cosa.

E sapete un po’ cos’è che significa tutto questo per me in definitiva? Quello che voglio solamente considerare è questo: “Un giorno sarò come chi? Come Gesù Cristo”, questo per me è inconcepibile, che io sarò conformato all’immagine del Figlio Suo, che io sarò come Lui, quando lo vedrò com’Egli è, che io sarò un erede di Cristo e questo è il piano di Dio, la grandezza del suo piano.

E non è solo un grande piano, ma è anche un piano ricco, abbondante. Guardate il versetto 18, vi dice anche di cosa si tratta lì: “Le ricchezze della gloria della sua eredità nei santi”, e noi siamo i santi, noi siamo gli hagios. Siamo i santi, resi santi in Gesù Cristo, ed abbiamo un’eredità - non solo un’eredità, ma la gloria della Sua eredità, e non solo quello, ma le ricchezze della gloria della Sua eredità.

E che cosa significa? Significa che qualsiasi cosa Dio abbia in serbo per noi, non ci sono parole per descriverla. È troppo! È come se Paolo stesse dicendo: “E l’eredità, la gloria dell’eredità, le ricchezze della gloria dell’eredità non finiscono mai, continuano e continuano! Non si tocca mai il fondo”. È una grandezza meravigliosa delle benedizioni della salvezza che Egli vuole farci comprendere.

Sapete, quando si comprende questo fatto qui, ci si rende conto, tutto d’un tratto chi siamo. SIamo figli di Dio, e questo è l’inizio e la fine di tutto, e non c’è altro da ricercare. Voglio dire questo è tutto, gente, che altro potremmo chiedere al di là delle ricchezze della gloria dell’eredità dei santi?

Qualcuno potrebbe venire però e potrebbe dire: “Beh, però penso che ci sia un po’ di più là fuori da qualche parte, è meglio che cerchiamo un po’... un po’ di più?” I credenti devono comprendere le loro risorse, e questo è il principio, che piano, e noi ne facciamo parte.

In secondo luogo, Paolo prega non solo affinché comprendiamo la grandezza del Suo piano, ma anche la grandezza della Sua potenza - la grandezza della Sua potenza, versetto 19: “e qual è verso di noi, che crediamo, l'immensità della sua potenza. Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo”.

Ora, questo è davvero umoristico. Lo Spirito Santo l’ha scritto, ma ha usato l’agente umano e qui Paolo sta cercando di descrivere quanto noi siamo potenti, e butta lì tutte le parole che gli vengono in mente, infatti, solamente nel versetto 19 ci sono quattro parole diverse per “potenza”, quattro parole greche diverse per potenza.

Innanzitutto, c’è la parola “potenza”: “E qual è l’immensa grandezza della sua potenza”, quella è dunamis, da cui deriviamo il termine italian per – cosa? – dinamite.

E poi, c’è la - dice: “... potenza verso noi che crediamo secondo l’opera”... Notate che questa è solo per coloro che credono è per tutti coloro che sono stati salvati. Non c’è altra potenza al di fuori di questo e mi dà fastidio quando le persone cercano sempre più potere, sempre più potere anche se non cen’è di più da ottenere, gente! “La grandezza, l’immensa grandezza della sua potenza è verso di noi che crediamo”, non verso coloro che credono ed hanno una visione, che credono e osservano certe regole, che credono e fanno questo. È solo verso coloro che credono. Poi, continua e dice: “secondo l’opera”, e lì usa un’altra parola, la Parola energeia, che è la base della nostra parola, “energia”.

E poi continua dicendo “secondo l’opera della sua potenza”, e la parola ‘potenza’ è kratos, un’altra parola che potrebbe essere tradotta con “potere”, a volte però è tradotta con “dominio”, e poi termina con un’altra parola “potere”, che è ischus, che non è la stessa.

La prima parola, dunamis, significa potere intrinseco. La seconda parola, energeia, si riferisce ad un potere operativo. La terza parola, kratos, si riferisce ad un potere ultimo. La quarta parola, ischus, si riferisce ad un potere donato e quello che Paolo sta dicendo è che c’è potere, potere ovunque lo si voglia trovare, ed è vostro...

E mi dà fastidio sentire alcuni cristiani dire: “Beh, non so se ho la forza di farlo”, e Paolo direbbe: “Per questo sto pregando per te amico mio, affinchè tu lo sappia” abbiamo il potere, un potere inconcepibile, grandissimo”.

Abbiamo il potere di evangelizzare. Le persone dicono: “Beh, temo di non avere il potere di testimoniare Cristo”, o no, si abbiamo il potere d’evangelizzare. Ascoltate: “Non mi vergogno del vangelo di Cristo, perché esso è potenza di Dio per cosa? Per la salvezza. Voi avete quel potere. Avete il potere di evangelizzare

L’apostolo Paolo si recò a Tessalonica, nel capitolo 1, versetto 6 dove disse: “Il nostro vangelo non è venuto solo in parole, ma anche in - che cosa? - potenza e certezza”, potenza per l’evangelizzazione.

In secondo luogo, Dio ci ha dato la forza di soffrire e di sopportare la sofferenza vittoriosamente. In 2 Corinzi 4:7, “Abbiamo questo tesoro in vasi terreni affinchè l’eccellenza della potenza non sia nostra ma da Dio”, perciò dice – potremmo anche esser afflitti, ma non siamo mai abbattuti”, e continua con lo stesso filo del discorso e conclude tutto dicendo:

“Potremmo anche portare sempre nei nostri corpi la morte di Gesù, ma sappiamo anche cosa significa avere la vita della risurrezione”, la potenza d’evangelizzare, di soffrire, di fare la volontà di Dio. Le persone temono di non avere le energie, le risorse, per fare la volontà di Dio. In Filippesi 2:13 ci è detto che è Dio che opera in voi il volere e l’agire secondo il suo disegno benevolo. La potenza è lì presente.

La potenza di servire, in Colossesi 1:29, Paolo dice: “È la sua potenza che opera in me con forza mentre lavoro”. Voi potreste dire: “Oh, non so se ho tale potenza”, sì che cel’avete, Atti 1:8 dice: “Ma voi riceverete potenza dopo che lo Spirito Santo discenderà su di voi”, e quand è che lo Spirito discese su di loro? Quando furono salvati. Avete la forza, infatti, ne avete così tanta che siete pericolosi.

Efesini 3:20 dice: “Ora, a Colui che è in grado di fare ben più abbondantemente di tutto ciò che possiamo chiedere o pensare, secondo la potenza che opera - dove? - in noi”. Una potenza incredibile, incredibile! Lo capite o no? Non andate in giro a cercare qualcosa di più. È un affronto all’amore pieno di grazia e totale di Dio che, in Cristo, ci ha dato tutto, tutto.

infatti, vuole che comprendiamo bene questa potenza, così ne dà un’illustrazione al versetto 20: “È la stessa potenza che ha esercitato in Cristo quando lo ha risuscitato dai morti e lo ha posto alla sua destra nei cieli”. Sta dicendo: “Ascoltate, potreste anche metter in dubbio la potenza di Dio, ma guardate qui, è la stessa potenza che ha risuscitato Gesù e lo ha portato alla sua incoronazione. E nel caso in cui siate preoccupati se Dio sarà in grado o meno di mantenere la sua promessa, se Dio vi tirerà fuori dai guai qui presenti e vi porterà alla gloria là soprastante, ricordatevi che lo fece in Cristo e lo farà anche con voi perchè la potenza è la stessa”.

Questo è quello che sta dicendo. L’intero messaggio qui non è tanto di comprendere la potenza per il servizio, quanto di comprendere la potenza per la Sua custodia, la Sua sicurezza e l’adempimento della speranza meravigliosa che è nostra in Cristo.

Suppongo che tutti noi dubitiamo di tanto in tanto e ci chiediamo se Dio sarà davvero in grado di farcela. Lo ha fatto con Cristo. Lo ha risuscitato dalla tomba. Ha distrutto le bande della morte. Ha spezzato le catene e Cristo è venuto fuori vivo. Lo ha portato così al suo fianco in cielo e lo ha incoronato Re dei re e Signore dei signori e Maestà eterna, e farà la stessa cosa per voi.

La Bibbia dice che vi risusciterà dalla tomba e lì vi siederete con Lui nel trono del Padre, e dice che non c’è motivo di essere insicuri perché la stessa potenza che ha risuscitato Cristo e lo ha portato alla sua incoronazione farà lo stesso per voi. Quindi dice: “Spero, Dio, che li aiuterai, con il vostro Spirito, a comprendere la grandezza del piano e la grandezza della potenza che lo realizzerà”

E poi dice, in terzo luogo, che capiranno la grandezza della Sua persona - la Sua persona. Poi, nel versetto 21, parla di Cristo: “al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti”.

E poi passa a parlare dalla risurrezione e dell’incoronazione di Cristo a parlare della sua maestà. La Sua potenza corrisponde la Sua maestà, e sapete, è così importante sapere chi è che dimora in noi. Abbiamo Cristo! Cristo ci protegge. Cristo ci dà forza. Cristo rende le promesse di Dio, “sì ed amen”, è Cristo che ci sostiene. Non abbiam nulla da temere, nulla da perdere. Tutto è possibile! Non c’è più nulla da ricercare. C’è Cristo qui. Cosa ci serve di più di quello? “Non dà il Suo Spirito a misura”.

Paolo disse a Timoteo - Timoteo stava diventando un po’ timido ed era un po’ abbattuto e scoraggiando nel suo ministero, e alcune persone lo stavano tormentando perché era giovane, e alcune lo tormentavano per la sua dottrina, ed alcuni erroristi d’Efeso lo volevano confondere e la gente portava a galla le genealogie e Timoteo si stava un po’ esaurendo nel suo ministero e si stava scoraggiando un po’ e Paolo gli dice: “Senti, amico mio, è meglio che ravvivi un po’ la fiamma, è meglio che stimoli un po’ il dono di Dio che si trova in te. Faresti meglio a rimetterti un po’ in sesto. Prendi un po’ di vino. Organizza il tuo stomaco. Organizza i tuoi doni” e poi dice: “ ‘Soprattutto però, fai questo’, 2 Timoteo 2:8, “Ricordati del Signore Gesù Cristo, nato dalla stirpe di Davide, risorto dai morti’.

Che cosa significa? Sta dicendo: “Ricordati della grandezza della persona che vive in te, nata dal seme di Davide”, in riferimento alla sua umanità; Egli comprende ed è comprensivo! Risorto dai morti, e quella è la sua divinità, nel senso che è in grado di farlo ed è abbastanza potente da compiere tutta la sua volontà tramite di te; ricordati chi Egli è, e ricordati che dimora in te”, questa è l’essenza della cosa.

E ve lo devo dire, ogni cristiano dovrebbe concentrarsi su questo! Ecco perché la Bibbia dice: “Contemplate la gloria del Signore e così sarete trasformati a sua immagine dallo Spirito Santo”, se ci concentrassimo meno sui nostri problemi psicologici, meno sui nostri piccoli problemini spirituali, meno sulle cosettine che facciamo e di più sulla persona di Gesù Cristo e comprendessimo di più la sua potenza e capissimo com’è che Egli è in noi, saremmo liberi da molti blocchi.

M’infastidisce molto il fatto che leggiamo così tanti libri su un sacco di cose periferiche e così pochi su Gesù Cristo. Quando è stata l’ultima volta che hai letto un libro su Gesù Cristo, su chi Egli è? La sua potenza corrisponde alla sua maestà e quindi dice: “Oh, Dio, fa si che possano comprendere la sua persona... Egli è molto di più di - versetto 21 – ben al di sopra di ogni principato – arche – e autorità – exousia – archē è la parola che indica il primo leader. Exousia è quella che si riferisce ad un secondo leader con un’autorità delegata.

Sta dicendo: “Non m’interessa se si tratta di angeli buoni o no, di principati, di potenze e signorie e tutte le altre cose; questi son tutti nomi angelici, tutti titoli e gradi diversi di angeli. Egli è ben al di sopra di tutti gli angeli. Egli è al di sopra di ogni nome che si nomina” il che significa che ogni persona nell’universo, chiunque abbia una qualsiasi identità si trova al di sotto di lui. “In quest’epoca ed in quella a venire”, ed egli ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti”

Miei cari, noi siamo ricolmi di Lui! Sta dicendo proprio quello, un pensiero incredibile. Siamo pieni della sua pienezza. E ve lo devo dire, man mano che riuscite a comprendere la grandezza del piano e la grandezza della potenza, il tutto sarà reso possibile dalla grandezza della Persona, e quello cambierà il vostro modo di vivere, deve esser così... nulla può sostituire Gesù Cristo. Non c’è potere più grande. Nessuno potrà mai cambiare nulla di ciò che Lui ha progettato, perché nessuno ha un potere più grande. Nessuno può amarvi di più. Nessuno potrà mai fare di più perché è tutti son impotenti rispetto a Cristo. Nessuno potrà mai amarvi di più perché Lui è amore per natura, e quindi siamo sicuri in Lui. Grandi verità.

Ebrei 1 ci dice che Lui è al di sopra degli angeli. Filippesi 2 ci dice che Egli è al di sopra di ogni nome che viene nominato, affinché “... ogni ginocchio si pieghi sulla terra e sotto la terra”, e Paolo ci ricorda, qui, che Egli è il capo di tutto, anche della Chiesa, che è la pienezza di Colui che riempie tutto e tutti”. E su quest ultimo versetto, se avessimo tempo, potremmo passare ore a studiarlo. Vi rendete conto che siete la pienezza di Cristo nel mondo? Egli ha scelto di irradiare se stesso tramite di voi, quindi ha progettato un grande piano, e quindi dà energia al piano stesso cosìda poter dimorare in noi per portare quello stesso piano a compimento.

Non c’è da stupirsi che Paolo dica che siamo hupernikaō, super-conquistatori, super nikes in Cristo. Non c’è da stupirsi se, più avanti in Efesini, alla fine del libro, nel 6:12, dice: “il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze”... e così via, e tutto ciò che dobbiamo fare è prendere l’armatura di Dio. E poi, al versetto 10, dice: “fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza”, è tutto a nostra disposizione. Egli ha bisogno di noi, miei cari, per essere la sua stessa pienezza in questo mondo.

Giovanni Calvino ha scritto queste parole: “Questo è il più alto onore della Chiesa, che, finché Egli non è unito a noi, il Figlio di Dio si considera in qualche misura imperfetto. Quale consolazione è per noi apprendere che, non prima d’essere alla Sua presenza, Egli possiede tutte le sue parti o desidera essere considerato completo!”.

Che cosa favolosa: Egli è in noi adesso, ma in questo senso, è disperso, ed un giorno, quando andremo a stare con Lui, sarà riunito. Paolo prega che lo comprendiamo e questo è quello che anch’io prego per voi. Inchiniamoci insieme.

La mia preghiera, Padre, per queste persone, e anche per me stesso, non è di trovare qualcosa di più. Quella è stoltezza perchè non c’è nulla di più di questo, ma che comprendiamo veramente tutto ciò che già abbiamo. E prego con l’apostolo Paolo, o Dio, che questo caro popolo, il Tuo popolo, chiamato dal Tuo nome, redento dal Tuo sangue, pervaso dal Tuo Spirito, possa aver lo spirito di sapienza, lo spirito di rivelazione nella conoscenza del Figlio Tuo, per vivere con fiducia, per vivere con potenza, per vivere con una fede sicura che trasformi letteralmente la loro vita a lode della Tua gloria. Ci offriamo come atto di adorazione a Te per vivere in modo che Tu sia reso manifesto attraverso di noi e riceva tutta la gloria. Nel nome di Gesù, amen.

END

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