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Questa mattina, come sapete se eravate qui l’ultima volta, faremo una piccola digressione dal nostro testo di Efesini 5:18. Nel nostro studio del libro degli Efesini, la settimana scorsa ci siamo trovati al versetto 18, che ci introduce al tema dell’ubriachezza e al tema del bere. E sappiamo che questo è un tema molto importante e di fatto ci sono state molte domande al riguardo. Molti di voi hanno chiesto: ‘È giusto? Un cristiano dovrebbe bere bevande alcoliche? Cosa insegna la Bibbia al riguardo?’ e così via - abbiamo deciso di fermarci su questo punto e di condividere alcune riflessioni in merito.

Qualcuno mi ha detto che stamattina, arrivando in chiesa, ha visto un nuovo cartellone pubblicitario che diceva: ‘Che cos’è il Natale senza Jim Beam?’. Forse questo riflette qualcosa della malattia della società in cui viviamo. Ci presenta un problema che è di fatto un problema. Efesini 5:18 dice: “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito”. Questo è un comando diretto contro l’ubriachezza. Lo Spirito di Dio sta dicendo che non dobbiamo ubriacarci.

Possiamo tranquillamente affermare che l’America ha un grave problema di alcolismo, e suppongo che la cosa non ci sorprenda più di tanto. Ci aspetteremmo che una società orgogliosa, auto-indulgente, peccaminosa, dedita al piacere personale, che è ricolma di sensi di colpa, ansia, frustrazione e depressione cerchi allo stesso tempo di sopravvivere e dimenticare tutto bevendo. Questo fatto non ci scandalizza affatto. Ma ciò che forse ci può sembrare un po’ più strano è il fatto che i cristiani, che secondo quello che disse il nostro Signore sono miti, altruisti, assolutamente perdonati, confortati dallo Spirito Santo, pieni della gioia del Signore, ricerchino il loro conforto e la loro gioia nella bottiglia. Si tratta di una questione molto importante, su cui si discute molto e su cui c’è anche molta confusione. Alcuni dicono che i cristiani non devdovrebbero bere, ‘assolutamente no, è proibito, è sbagliato, ed è peccato’. Altri dicono che i cristiani possono bere, ‘sì, con moderazione va bene, soprattutto perché la Bibbia indica che il popolo di Dio beveva vino e se lo si fa con moderazione, non c’è problema’.

Sono stato in compagnia di cristiani – nel nostro paese, in Europa, in America Latina ed in altri luoghi – alcuni bevono ed altri no, altri quando andavano a cena non gli veniva neanche l’idea di ordinare del vino, mentre altri lo ordinavano ancora prima di ordinare la cena. Mi è capitato di ricevere alcuni suggerimenti da alcuni missionari di andare in un posto piuttosto che nell’altro perchè il miglior vino si trovava lì, e d’altra parte son anche stato con altri missionari in altre località missionarie che hanno speso anni, anni ed anni di servizio però non hanno mai neanche assaggiato il vino locale. Non sembra essere un problema se si è qui geograficamente o da qualche altra parte, ma della presenza di sentimenti contrastanti sul fatto che sia giusto o meno.

Ci sono persone che sono venute e mi hanno detto: ‘Quand’è che predicherai contro il bere?’. E ho avuto altri invece che mi hanno detto: “Non predicherai mica contro il bere, vero?”. Vi sarebbe piaciuto essere a casa mia ieri e sentire l’ambivalenza delle telefonate che ho ricevuto, ‘Beh, stiamo solamente chiamando per chiedere - non dirai mica questo domani, vero?’; ed io rispondevo: “Vieni e lo scoprirai!”. So che c’è molta preoccupazione, e l’ultima cosa che voglio fare è colpevolizzare molti di voi o farvi pensare che il fatto che beviate o non beviate sia un simbolo o un emblema della vostra spiritualità. La spiritualità è ciò che siete veramente, quello che fate è solamente una sua manifestazione.

Ora, ricordate questo, che nell’ultimo studio che abbiamo fatto di Efesini 5:18 vi abbiamo detto che il bere è usato in contrasto con il riempimento dello Spirito Santo perché di fatto Paolo non stava considerando una questione sociale ma teologica. Certo, in quella società - proprio come nella nostra o in ogni altra società del mondo nella storia dell’umanità - si beve per dimenticare, si beveva per gioire, si beve per confortarsi in un certo senso; è vero che c’è di fatto un elemento sociale, ma quello che Paolo ha in mente va ben oltre quello, è un qualcosa di teologico.

Vedete, il vino veniva usato per indurre l’ubriachezza nelle religioni pagane, nel culto degli dèi pagani da parte dei Greci e dei Romani, al fine di indurre quella che ritenevano esser una coscienza religiosa superiore. Credevano che più erano ubriachi, più raggiungevano un livello di coscienza superiore per entrare in comunione con i loro dèi. È esattamente quello che Paolo stava dicendo in 1 Corinzi 10 quando disse che non si poteva bere il calice dei demoni e allo stesso momento anche il calice del Signore, non ci si può ubriacare per aver comunione con gli dèi e poi partecipare al calice della comunione con Gesù Cristo. La nostra comunione richiede l’uso completo delle nostre facoltà in quanto energizzate dal riempimento dello Spirito, a differenza della loro comunione, che in realtà non è altro che l’assenza delle facoltà personali indotte dal contenuto alcolico di alcune bevande.

Vi ricordate che vi ho detto che Satana di fatto ha contraffatto l’intero Vangelo? Abbiamo parlato del dio Zeus, che era una sorta di falso padre di Satana, una sorta di Dio Padre. E che poi Zeus diede alla luce un figlio che fu squarciato braccio per braccio e poi fu rinato con una sorta di falsa resurrezione. Vi ricordate che quel figlio fu concepito originariamente senza che Zeus avesse mai incontrato sua madre, come se fosse una sorta di concepimento verginale? E vi ricordate che Zeus decise di fare di quel figlio il signore della terra, indicando ancora una volta la stessa contraffazione? E quindi divenne il signore della terra, il figlio rinato di Zeus. Il suo nome era Dioniso ed è conosciuto come il dio del vino. Perché? Perché la religione pagana era indotta dall’ubriachezza, faceva tutto parte del sistema.

Quindi, quando Paolo dice: “Non ubriacatevi! Perchè il vino porta alla dissolutezza, ma siate ricolmi di Spirito”, sta dicendo che il vecchio tipo di adorazione religiosa è finita, ed il nuovo metodo è arrivato ed è tramite lo Spirito Santo, non l’ubriachezza. Quindi questa è la base del suo contrasto, è la base del suo confronto. Ed è molto più di una semplice questione sociale; sta parlando in termini religiosi. Sta dicendo che se vogliamo camminare degnamente, se vogliamo camminare in umiltà ed in unità e se vogliamo camminare diversamente da come camminano i gentili, se vogliamo camminare nell’amore, nella luce e nella saggezza, allora non c’induciamo in comunione con Dio tramite l’ubriachezza, ma tramite il riempimento dello Spirito di Dio.

Il punto è che l’ubriachezza è proibita perché è una manifestazione di un vecchio stile di vita, che è incompatibile con la nuova vita, ok? “Non ubriacatevi!” è un comando. Nelle Scritture, l’ubriachezza è proibita. È un qualcosa che appartiene alla vita passata. In Romani capitolo 13, questo concetto è chiarissimo al versetto 13: “Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze”. In Galati, capitolo 5 versetto 21, troviamo le seguenti parole. Al versetto 17 parla della carne, al versetto 19 delle opere della carne ed al versetto 21 parla delle “invidie, omicidi, ubriachezze”, e dice che queste cose non fanno parte della nuova vita: “come vi ho già detto, vi preavviso, che chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio”. 1 Corinzi 6:10 dice la stessa cosa, gli ubriachi non erediteranno il regno di Dio”. 1 Pietro capitolo 4 versetto 3: “Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze.”

Questo è il passato, è sufficiente, rimane lì, non ci appartiene più e basta. Fa parte dell’oscurità del nostro passato. Noi non siamo più - dice 1 Tessalonicesi 5:6, dice: “Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte.” Il punto è che l’ubriachezza fa parte della notte da cui siamo usciti perchè in Gesù Cristo siamo entrati a far parte del giorno, e non c’è posto per l’ubriachezza.

Per questo la Bibbia mette in guardia contro l’ubriachezza. Ed un credente non può ubriacarsi. E la gente dice sempre: “Beh, cosa significa esser ubriaco?” L’ubriachezza può essere definita come un qualsiasi punto in cui l’alcol prende il sopravvento o il controllo, di una qualsiasi parte della nostra facoltà. Quella è l’ubriachezza, ora, ha livelli diversi e non so quale sia la linea di limite, ma ogni qual volta che cediamo il controllo di una qualsiasi parte della nostra facoltà, quella è ubriachezza.

Ora, la Bibbia ha molto da dire su questo proposito. Vorrei farvi notare un paio di cose. Nel libro di Proverbi al capitolo 20 versetto 1, la Bibbia dice: “Il vino è schernitore, la bevanda alcolica è turbolenta, e chiunque se ne lascia sopraffare non è saggio”. Il vino è schernitore, la bevanda alcolica è turbolenta, chiunque se ne lascia sopraffare non è saggio. Il punto è che chi si ubriaca è uno stolto e si inganna a sè stesso pensando che quello porti a qualcosa di positivo. Quello è l’inganno di Satana, è uno schernitore. Pensi che stia facendo qualcosa di buono per te, ma nello stesso atto non fa altro che prendersi gioco di te. Proverbi - Voglio che veniate con me al capitolo 23, perchè lì c’è una delle descrizioni più interessanti dell’ubriachezza in tutta la Bibbia. Proverbi 23, versetto 19.

Il libro dei Proverbi, ovviamente, era un libro che i padri insegnavano ai loro figli ed è per questo che nel corso del libro intero c’è sempre questo padre che si riferisce al figlio, e nel capitolo 23, versetto 19 lo si sente di nuovo: “Ascolta, figlio mio, sii saggio e dirigi il tuo cuore per la retta via”. In altre parole, se sei un figlio del re, se sei un figlio del regno, e se fai parte del mondo di Dio e del dominio di Dio, se stai camminando nella luce, se ti trovi sulla retta via, allora rimanici, dirigi il tuo cuore nella via ed il versetto 20 dice: “Non essere di quelli che sono bevitori di vino”. In altre parole, la nuova vita è incompatibile con l’ubriachezza di coloro da cui provenite. “Non essere di quelli che sono bevitori di vino” e a proposito, dice “che sono ghiotti mangiatori di carne”. E poi più avanti parleremo anche di questo, ma continua dicendo: “perché l’ubriacone e il goloso impoveriranno e i dormiglioni andranno vestiti di cenci”.

L’alcolizzato si ritrova vestito di stracci, e se questa settimana avete guardato il telegiornale ed avete seguito gli accoltellamenti di Skid Row, saprete esattamente a cosa si riferisce. Ho predicato più e più volte nelle missioni. Di fatto, quando ero più giovane, andavo sulla Terza Strada, a Los Angeles, sera dopo sera, andavo a predicare nella missione e vedevo un sacco di persone vestite di stracci a causa della loro ubriachezza. Che ingannatore che è il bere. Sapete, non ci rende mica uomini distinti, ci riveste di stracci, e questo era molto evidente. Bastava semplicemente andare a darci una breve occhiata per rendersene conto da soli.

Ora, continua giù al versetto 29 e descrive l’immagine dell’ubriachezza. A proposito, nel mezzo parla della prostituzione, perché l’ubriachezza e l’immoralità sessuale sono affini. Nel versetto 27 parla della prostituta, perché va di pari passo. Ma nel versetto 29 descrive la situazione dell’ubriachezza. Voglio che la vediate, “Per chi sono gli ahi? Per chi gli ahimè? Per chi le liti? Per chi i lamenti?

Per chi le ferite senza ragione? Per chi gli occhi rossi? Per chi s’indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare il vino tagliato”. Ora, guardiamo a questa cosa qui per un minuto. Per chi sono gli ahi? Per chi gli ahimè? Per chi le liti? Per chi i lamenti? Chi è che parla senza senso? Per chi sono le ferite senza ragione? Chi è che senza alcun motivo valido fa un incidente contro un pilastro? Chi è che si va a schiantare contro un idrante, o un palo telefonico, contro un muro, o cade dalla finestra? Chi? Chi è che ha gli occhi arrossati, chi è che si mette nei guai e si arrabbia, litiga e farfuglia da sè? Chi? L’ubriaco. Sono quelli che vanno a cercare il vino tagliato.

Ora, per evitare di cadere in questa roba, dice: ‘Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nel bicchiere, non guardarlo quando scende delicatamente’, in altre parole, non guardarlo neanche, perchè è allettante. Lo si guarda - e sapete cosa fanno... avete mai visto quelle pubblicità? Lo tengono in mano, ci sono tutte le luci brillanti, il vino si muove a rallentatore, e nel mentre va giù a rallentatore ci sono persone che sono esperti e lo degustano lentamente e non fanno altro che invogliarti a berlo. E naturalmente nel versetto 32 dice: “Alla fine, esso morde come

un serpente e punge come una vipera. I tuoi occhi vedranno cose strane”. Non mi fermerò a chiedervi di condividere la vostra testimonianza e di spigeare la vostra esperienza - possiamo presumerla, “ed il tuo cuore farà dei discorsi pazzi”, inizierai a vedere cose strane, gli elefanti rosa o quella roba lì, “e il tuo cuore farà dei discorsi pazzi.”

“Sarai come chi si coricasse in mezzo al mare, come chi si coricasse in cima a un albero di nave.” Il versetto significa che quando sei ubriaco sei come un ragazzo che vuole dormire in cima all’albero maestro durante una tempesta marittima, e se sai qualcosa sul conto delle navi, sai di per certo che il movimento del mare è più inteso man mano che si sale verso l’alto della barca. Quando l’albero maestro si muove così... Questa settimana ho parlato con una persona che mi ha detto di aver avuto l’esperienza d’essere spesso ubriaco e che questa è la descrizione più azzeccata che abbia mai sentito in vita sua.

Ma sapete qual è la parte più sorprendente? “Dirai: ‘M’hanno picchiato... e non m’hanno fatto male; mi hanno percosso... e non me ne sono accorto; quando mi sveglierò?...Tornerò a cercarne ancora!’” Incredibile! Tutti queli problemi e cosa fai quando ti svegli? Ritorni a cercarne ancora. Uno dei grandi commentatori dell’Antico Testamento, Delitzsch, dice: “L’autore in questo testo passa dal peccato di prostituzione ed impurità a quello dell’ubriachezza perché sono collegati strettamente. L’ubriachezza eccita la concupiscenza carnale, e per crogiolarsi nel pantano della sensualità, un uomo creato a immagine di Dio deve prima abbrutirsi con qualche tipo di ebbrezza”.

La Bibbia è molto chiara a riguardo dell’ubriachezza. In Isaia, capitolo 5 e versetto 11: “Guai a quelli che la mattina si alzano presto per correre dietro alle bevande alcoliche e fanno tardi la sera, finché il vino li infiammi!” Uno dei segni caratteristici degli alcolisti è che bevono al mattino. E così dice: “Guai a coloro che iniziano al mattino e bevono fino alla sera”. E tra l’altro, come vedremo più avanti, un tempo era quasi necessario bere così tanto per ubriacarsi, perché il tasso alcolico era bassissimo. Bisognava darsi da fare per tutta la giornata, a meno che, ovviamente, non si beveva bevande alcoliche forti, come indicato qui. Se si beveva solamente del vino, ci sarebbe voluto molto tempo a causa della differenza del tipo di vino che usavano, come vedremo tra poco.

Ma per coloro che si svegliano e bevono tutto il giorno “Guai a loro!” Capitolo 28 di Isaia e ci sono molti altri passaggi – ma vi sto dando solamente alcuni esempi, nel capitolo 28 di Isaia, Dio presenta un’accusa molto severa contro Efraim, i figli del Signore, e dice: “Hanno errato” - Isaia 28:7 - “Ma anche questi barcollano per il vino, e vacillano per le bevande inebrianti” in altre parole, il bere li ha portati fuori dalla prospettiva corretta nei confronti di Dio. Guardate qui: “sacerdote e profeta barcollano per le bevande inebrianti”.

Ora questo lo vedremo la prossima volta, ma i sacerdoti non potevano neanche avvicinarsi all’alcol. Perché? Perché il sacerdote era nella posizione di rappresentare Dio e se si ubriacava e commetteva un errore di valutazione o di rappresentazione, ed avrebbe potuto trascinare con sé un gruppo intero di persone. E qui vediamo che il sacerdote ed il profeta di Dio erano ubriachi, avevano errato, avevano offerto dichiarazioni fasulle ed erano stati inghiottiti dal vino. Erano fuori strada a causa delle bevande inebrianti. Dicevano cose sbagliate, portavano la gente fuori strada. Insegnavano cose false e stavano sviando le perosne, e dice il versetto 8 che erano marciti: “Tutte le tavole sono piene di vomito, di lordure, non c’è piú posto pulito”. Vomitavano ed espellevano il tutto proprio nel luogo in cui stavano bevendo. Una dissolutezza incredibile da parte del sacerdote e del profeta seppur Dio li aveva chiamati a tale responsabilità. Non c’è da stupirsi che Dio li abbia giudicati.

Nel 56° capitolo di Isaia, nei versetti 11 e 12, ritroviamo una cosa simile. Parla di quelle persone che avrebbero dovuto essere le sentinelle d’Israele, coloro che avrebbero dovuto prendersi cura del popolo. E dice: “Sono cani ingordi, che non sanno cosa sia l’essere sazi; sono pastori che non capiscono nulla; sono tutti vòlti alla propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo”... e dicono: “io andrò a cercare del vino e c’inebrieremo di bevande forti! Il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà piú grandioso ancora!’”. Rimarremo ubriachi. E sapete? Dio letteralmente parlando li incrimina. Ogni volta che qualcuno si trova in una posizione di responsabilità spirituale e finisce con il bere ed ubriacarsi, Dio li giudica in modi spaventosi. In Osea, capitolo 4 versetto 11: “Prostituzione, vino e mosto, tolgono il senno”. Qui Dio collega il bere con l’adulterio, il bere con la prostituzione e la via della strada.

Va bene? Ci fermiamo qui per un minuto, ok? Penso che abbiate compreso un po’ il quadro generale sul cosa Dio pensa a riguardo dell’ubriachezza. Avete visto la malvagità dell’ubriachezza di Genesi, il cui risultato fu un incesto terribile. Sappiamo che Dio proibisce l’ubriachezza. Lo ripete più e più e più volte. In nessun momento il credete può permettersi di cedere il controllo delle proprie facoltà all’alcol. Siamo tutti dei sacerdoti di Dio. Abbiamo tutti delle responsabilità spirituali e siamo tutti tenuti a parlare appropriatamente e a rappresentare Dio e a compiacere Dio in ogni momento, senza mai cedere il controllo delle nostre facoltà con l’ubriachezza, per quanto minimamente possa essere, non possiamo violare i parametri di Dio in accordo con quello che lo Spirito Santo richiede.

Ma d’altra parte, lo sapevate che il vino è anche raccomandato nella Bibbia? Ora alcuni di voi stanno pensando: “Oh, no! Ero così a mio agio con la prima parte”. Ma nella Bibbia, il vino è accettabile, e dobbiamo essere onesti. Lo è. Lo sapevate che in Esodo 29 e Levitico 23 il popolo doveva portare una libazione al tempio da offrire a Dio? E quelle libazioni erano dei sacrifici di vino? Ed in Giudici 9:13 e nel Salmo 104:15 ci viene detto che c’è tipo di vino che rallegra, che rende felici. Ed in Isaia 55:1-2 - e questo è un po’ uno shock – ma in Isaia 55:1-2, Isaia equipara il vino alla salvezza. Dice: “Venite a comprare il vino”, e sta offrendo di fatto un invito alla salvezza.

Il nostro Signore Gesù Cristo beveva ed ha persino ordinato la Cena del Signore, la Tavola del Signore. Paolo disse a Timoteo in 1 Timoteo capitolo 5 versetto 23, di bere un po’ di vino per il suo stomaco. Ed è evidente che sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento la bevanda principale del popolo era il vino. Tra l’altro, quando il buon samaritano scese lungo la strada e trovò quell’uomo sul ciglio della strada, in Luca 10:34 dice che quando si prese cura di lui, gli versò del vino nelle ferite. Ed in Proverbi 31 dice che quando qualcuno invecchia, ed è molto malato o sta per morire, bisogna dargli un po’ di vino affinchè funga da sedativo, per alleviare il dolore, come una sorta di anestetico.

Quindi vedete nelle Scritture, il vino è presentato come un distruttore o uno schernitore, o un qualcosa che dissipa o un qualcosa che provoca ubriachezza, che è un qualcosa di proibito da Dio. D’altra parte però è anche un qualcosa di accettabile in molte altre parti della Scrittura, così come ho indicato. “Che cosa sto cercando di dire?”. Sto cercando di dire che è come un qualsiasi altra cosa. Quel piccolo acino d’uva appeso alla vite ha grande potenziale di far bene e grande potenziale di fare del male. Ora voi potreste dire: ‘Quindi... possiamo sapere cosa fare? Possiamo sapere se bere o no? La Bibbia dice qualcosa al riguardo?’. Ebbene, certo che sì, e adesso ve lo dico.

Questa è quella che chiamo la ‘Lista dei vini del cristiano’. Vi darò otto punti di riferimento. Non so quali siano i vostri presupposti, e voglio che sappiate che vi amo a tutti e non sto cercando di, come dire, di rimproverarvi. Ma vi proporrò otto domande e voi tutti dovrete rifletterci su insieme con me, ok? Oggi affronteremo le prime due e un po’ della terza, va bene? E credo davvero che, prima di tutto, questo vi aiuterà a prendere una decisione. Ora, lasciatemi dire questo: La Bibbia non proibisce di bere il vino. Ora, non dite: “Amen”. Non è il caso di farlo perché qualcuno intorno a voi potrebbe rimanerne scioccato. La Bibbia non proibisce di bere vino. Se lo facesse, leggerei il versetto, pregherei e andremmo tutti a casa. Non dovrei predicare un altro sermone, giusto? Sarebbe finita li. Ma la Bibbia non lo dice, non dice mai che bere è proibito. Ma dice alcune cose che ci aiutano a sapere cosa dovremmo fare.

Numero 1, e questa è la prima domanda che mi è venuta in mente, ok? È lo stesso vino di una volta? Cosa intendo dire? Il bere odierno è uguale a quello dei tempi della Bibbia? O per meglio dire: il vino di oggi è lo stesso di quello di allora? Ora, il motivo per cui faccio questa domanda è che inevitabilmente i cristiani che si affidano... o per meglio dire i cristiani che bevono, si affidano fortemente al loro diritto di bere basato sulla Bibbia. Dicono: ‘Beh, Gesù beveva, gli apostoli bevevano, si beveva nell’Antico Testamento, si beveva nel Nuovo Testamento. E quindi non può esserci niente di sbagliato con il bere”. E io ci ho pensato ed ho pensato: ‘va bene... vogliono affidarsi ad un fondamento biblico, cioè la gente ai tempi Biblici lo faceva, quindi, qual è il problema?”. “E dato che allora non c’era refrigerazione, quello che bevevano era senza ombra di dubbio fermentato, e quindi bevevano vino fermentato così come facciamo noi. Qual è il problema?’. E quindi ho iniziato a pensare e mi son chiesto se il vino di oggi è lo stesso di quello di allora”. Quindi, per queste ultime tre settimane, ho cercato di scoprire se fosse lo stesso, ed ho trovato delle informazioni favolose che condividerò con voi, quindi tenetevi forte.

Voglio iniziare con alcune parole. Queste sono le parole bibliche e le integrerò in quello che discuteremo tra poco. Il vino che bevevano era uguale al nostro? Se vogliamo usare il loro bere come base del nostro bere, allora dev’essere lo stesso. Se non lo è, allora quel principio è da escludere e ne dovremo trovare un altro. Bene, prima di tutto, la parola più comune nel Nuovo Testamento è oinos, O-I-N-O-S, la parola greca oinos, è una parola che si riferisce semplicemente al succo d’uva, è una parola molto generica, è molto comune ed è la parola normale del Nuovo Testamento in riferimento al vino.

Ora, l’equivalente dell’Antico Testamento di oinos è la parola ebraica yayin, Y-A-Y-I-N. Usata 141 volte nell’Antico Testamento, e la parola yayin si riferisce – fate attenzione – ma si riferisce ad un vino mescolato. Ok? Mescolato. Non con altro vino, ma di solito con acqua. A volte con del miele, a volte con delle erbe ed altre volte con mirra, ma sempre mescolato. E anche se era mescolato con miele, mirra o erbe, era più comunemente mescolato con acqua. Quindi facevano spesso degli intrugli di quel tipo.

A proposito, yayin significa “vino misto”, ed ho trovato quest’informazione nell’enciclopedia ebraica del 1901. Questa non è un’interpretazione cristiana, non è un qualcosa che ci siamo inventati noi, gli stessi Giudei, guardando al testo ebraico ed esaminando l’uso delle loro stesse parole, hanno detto che yayin significa ‘vino misto’. Però ci sono altre due parole da considerare: Gleukos, da cui si ricava il termine “glucosio”, che è una sostanza a base di zucchero. Ma gleukos significa vino nuovo, ‘vino nuovo’, termine usato in Atti 2:13 quando viene detto che gli apostoli al giorno di Pentecoste: erano ‘pieni di vino nuovo’, si riferisce a quel vino fresco, ma attenzione: era comunque fermentato, non servivano mica molti giorni per fermentare il vino. Ed anche il vino fresco appena prodotto dall’uva, senza refrigerazione, fermenterebbe molto velocemente. Quindi, sebbene fosse relativamente fresco e non completamente invecchiato, era potenzialmente inebriante. Ecco perché in Atti 2:13 si dice: “Questi uomini sono ubriachi di vino nuovo”. Il fatto che fosse vino nuovo non significava che non inebriasse. Avrebbe fermentato altrettanto velocemente.

Ora, se l’avrebbero bevuto direttamente dopo averlo spremuto fuori dall’uva, ovviamente, non avrebbe avuto il tempo di fermentare, ma il gleukos o “il vino nuovo” poteva essere a pochi giorni, settimane o qualche mese dalla freschezza assoluta e sarebbe comunque nel processo di fermentazione. Tra l’altro, la parola dell’Antico Testamento per quello è tirosh, T-I-R-O-S-H, tirosh, ‘vino nuovo’. Prima vi ho letto Osea 4:11, dove si parla di vino nuovo ed il termine è tirosh, e ascoltate qui, perchè in quello stesso versetto dice che l’ubriachezza accompagna il vino nuovo. Quindi vino nuovo, tirosh, vino nuovo, gleukos, in entrambi i casi può portare all’ubriachezza. Quindi il fatto che fosse vino nuovo non significava che non poteva succedere.

Bene? Ora voglio darvi un’altra parola. Un’altro termine che dovete conoscere dall’Antico Testamento è ‘shakar’ e shakar significa bevanda forte ovvero la bevanda pura non mischiata. La parola del Nuovo Testamento è sikera, che significa lo stesso. Quindi ci sono tre parole: la prima è oinos o yayin ovvero, ‘vino misto, vino mescolato con acqua’, e questo è il termine prevalente. Poi c’è gleukos o il tirosh, ovvero il vino nuovo, quello fresco che, tra l’altro, era anch’esso mescolato o diluito con l’acqua, per quanto impariamo dalla storia. In terzo luogo, c’era lo shakar e la sikera, che era un vino non mescolato, direttamente dall’uva al bicchiere e alla bocca, senza alcun intermediario. Ora, sulla base di questi termini - e voglio darvi alcuni approfondimenti storici ed il tutto congiungerà alla fine, e penso che lo troverete affascinante - la mia conclusione è questa - vi do la mia conclusione cosiche sapete dove sto andando a parare, la conclusione è che il dei tempi della Bibbia non era necessariamente uguale a quello di oggi.

Il vino che si beve oggi non è mai mescolato con acqua, è vino puro. Però non è così con il vino biblico e vi mostrerò il perché. Innanzitutto, alcuni vini dei tempi non erano inebrianti. Non erano fermentati. Non era inebriante in nessun senso. Il professor Samuel Lee dell’Università di Cambridge dice che il termine yayin, cioè vino misto, o oinos, nel Nuovo Testamento, non si riferisce solamente al liquore inebriante prodotto dalla fermentazione, ma più spesso si riferisce ad uno sciroppo denso o a una sorta di marmellata prodotta – fate attenzione - da una marmellata prodotta bollendolo per renderlo conservabile, il che indica che era molto comune che prendessero il vino che fuoriusciva dall’uva, e lo bollivano facendone evaporare il liquido, che con tale perdita, ovviamente il prodotto perdeva la capacità di fermentazione e quello che infine rimaneva era semplciemente una pasta conservabile, che in genere mettevano in vasetti. Ora questo non è diverso da quello che le donne fanno al giorno d’oggi quando inscatolano le cose per conservarle. Quindi anche ai tempi conservavano questa sostanza densa e sciropposa. O, tra l’altro il succo d’uva che rimaneva dopo il processo di bollitura non poteva fermentare in quelle condizioni e quindi veniva conservato in nuovi barili.

C’erano tempi e luoghi in cui si voleva eliminare assolutamente qualsiasi capacità alcolica o di fermentazione, quindi non è così semplice come dire che si bevevano bevande alcoliche perché non c’era refrigerazione. Aggiravano il problema in quel modo. E quello sciroppo d’uva denso veniva spesso spalmato sul pane come marmellata. Lo sapevate? E quando volevano berlo, secondo Plinio, lo storico Romano, lo mescolavano con una quantità anche pari a 20 porzizoni d’acqua. Se c’era la pasta densa, dovevano rimetterla dentro finchè poi non rievaporava giusto? E poi dovevano rimescolarla di nuovo e poi se lo bevevano quindi quindi non era fermentata e totalmente non inebriante. O, e posso anche dire, secondo le mie ricerche, che quello era un po’ quello che preferivano, il metodo preferito. Ecco perché Samuel Lee disse che era il modo più comune di conservare e preparare il vino. E ovviamente era più facile conservarlo in quel modo piuttosto che in forma liquida, perché sarebbe stato troppo cosa? Troppo ingombrante. Quindi questo era un po’ il modo comune di farlo.

Ora, anche gli scrittori classici ne hanno parlato e voglio mostrarvelo per farvi capire che ci sono di fatto delle fonti reali. Orazio, nel 35 a.C. - e questo risale a molto tempo fa – ma disse: “Si possono bere, sotto l’ombra, coppe di vino privo di alcun effetto inebriante”. Quindi riconoscevano di avere quella possibilità. Plutarco, nel 60 d.C., scrisse: “il vino filtrato non infiamma il cervello, né la mente o le passioni ed è molto più piacevole da bere”. In altre parole, Plutarco disse che preferiva il vino analcolico perchè non infiamma la mente o nient’altro ed è molto più piacevole da bere. Aristotele disse: “Il vino d’Arcadia era così denso che bisognava raschiarlo dalla bottiglia di pelle in cui era conservato e bisognava scioglierlo nell’acqua”. Virgilio, nel 30 a.C., parlò del tipo di vino che doveva esser bollto fino ad ottenerne il succo che poi si doveva conservare.

Omero, nel nono libro dell’Odissea, racconta che Ulisse portò nella sua barca un otre di vino nero e dolce che, quando fu bevuto, doveva esser diluito con 20 parti d’acqua. Ovviamente era necessario perchè era così denso che era impossibile berlo senza esser diluito. Columella ed altri scrittori contemporanei agli apostoli c’informano che in Italia ed in Grecia era comune far bollire il vino, cosa che ovviamente non si sarebbe fatta se si fosse voluto preservare la gradazione alcolica. L’arcivescovo Potter, nato nel 1674, nelle sue Atiquità Greche, nell’edizione di Edimburgo del 1813, nel secondo volume, pagina 360, afferma che i Lacedemoni erano soliti bollire il vino sul fuoco prima di berlo. Fa anche riferimento a Democrito, un celebre filosofo che viaggiò un po’ da per tutto in Europa, Asia ed Africa e morì nel 300 a.C., e a Palladio, un medico greco, che fece delle affermazioni simili.

Ora, queste autorità d’antichità chiamavano il succo d’uva bollito, vino. Alcuni di voi avranno sentito parlare del vino di Opimia, menzionato da Plinio, lo storico romano, che disse che aveva la consistenza del miele. Quindi sto solo cercando di illustrarvi il fatto che tutto questo è un fatto storico. Il professor Donovan dice in un commento biblico che per conservare i loro vino nei secoli, i Romani concentravano il succo d’uva di cui erano fatti per evaporazione. E parla di come lo facevano per renderlo denso e sciropposo. Non si trattava solo di una pratica romana. Anche gli Ebrei lo facevano, infatti la Mishnah, che è la codificazione della legge ebraica, afferma che i Giudei avevano l’abitudine di usare il vino bollito. W. G. Brown, che nel XVIII secolo viaggiò in tutta l’Africa, l’Europa e l’Asia, affermò che i vini della Siria venivano bolliti immediatamente dopo l’estrazione dall’uva, fino a quando non erano concentrati abbastanza da poter esser incastonati in vasetti o bottiglie per poter esser conservati per un uso futuro. Un certo dottor Newman - professore di chimica a Berlino nel XVIII secolo – disse che è osservabile che quando i succhi dolci sono bolliti fino a raggiungere una consistenza densa, non solo non possono più fermentare in quello stato, ma non sono anche facilmente portati alla fermentazione anche se diluiti con acqua. Quindi, anche diluendoli di nuovo e lasciandoli riposare, potrebbero fermentare, ma molto più lentamente.

Quindi il punto è questo, gente, che c’era una pasta che veniva usata che non era inebriante. Il succo d’uva concentrato, tra l’altro, esiste ancora al giorno d’oggi e viene utilizzato nei vigneti in Palestina, Giordania e Libano. Viene usato generalmente per condire i cibi. A volte lo si spalma anche sul pane per evitare la necessità della refrigerazione per evitare la fermentazione. Quindi, dopo tutto questo, tutto quello che dobbiamo comprendere amici miei è questo: il vino che si consumava allora non era necessariamente quello che consumiamo oggi. Si trattava di un succo d’uva concentrato a cui erano state tolte le proprietà fermentative inebrianti. Il punto che voglio sottolineare è questo: Non si può difendere il consumo di vino di oggi sulla base del fatto che lo si beveva anche ai tempi, a meno che non si possa dimostrare il fatto che stiamo consumando la stessa sostanza. Ok? Quindi, se non possiamo provarlo, allora dobbiamo mettere da parte quell’argomento e magari possiamo affermare che forse possiamo bere il vino per una qualche altra ragione, e va bene così, ma non per quella però.

Lasciate che aggiunga un’altra cosa. Non avevano solamente la pasta, di tanto in tanto la conservavano anche liquidamente, ed ovviamente, il liquido fermentava. Ora, secondo Robert Stein, che ha fatto una ricerca in merito nel 1975, pubblicata su Christianity Today, dice che conservavano la forma liquida del vino, che veniva usata quotidianamente, e forse non volevano dover sempre prendere la pasta e mescolarla se non potevano - se non avevano tempo o per qualsiasi altra ragione, ma lo prendevano e lo conservavano in brocche giganti chiamate ‘anfore’. E facevano questo: da quelle anfore estraevano il vino, vino puro non diluito con acqua. Lo prendevano e lo versavano in crateri, K-R-A-T-E-R-S, crateri o brattoli. E da lì lo mescolavano con acqua, lo diluivano e poi dopo di quello lo riversavano nella kylix, che è la coppa. Non si serviva mai il vino direttamente dalle anfore alla kylix senza passare per il cratere. In altre parole, non si serviva mai vino che non era stato diluito con acqua. Quando non lo conservavano a modi pasta, quando era liquido e quindi fermentava, lo mescolavano comunque con l’acqua. E tra l’altro, se guardassimo alla testimonianza storica, scopriremmo che quelle miscele erano da 20 a 1 o dal 3 a 1 - quello è il minimo che ho trovato. Dal 20 ad 1 al 3 ad 1, veniva mescolato con acqua.

Ora, ascoltate qui: Bere vino non diluito era un qualcosa che era considerato barbarico, anche dai non credenti, era un qualcosa di barbarico. Atanasio cita Menesteo di Atene con questa affermazione: ‘Gli dèi hanno dato il vino ai mortali affinchè sia di grande benedizione per coloro che lo usano con correttamente, ma per coloro che lo abusano è l’esatto contrario”. Ora fate attenzione! Continua dicendo: “il vino dà cibo a coloro che lo assumono e ne rafforza la mente ed il corpo. In medicina è molto benefico”. Ascoltate qui, dice: “Può essere mescolato con liquidi e farmaci, per aiutare le ferite. Nel corso della vita quotidiana, a coloro che lo mescolano o lo diluiscono con moderazione, dà buonumore. Se si oltrepassano i limiti, porta alla violenza. Se lo si mescola metà e metà porta alla pazzia; se non lo si mescola, al collasso corporeo”.

Vedete, lo mescolavano, ed anche mescolarlo 1 a 1 era un qualcosa di barbarico. Il rapporto più basso che sono riuscito a trovare è di 3 a 1, ed è evidente che nell’antichità il vino era visto come una medicina e come una bevanda. E come bevanda, era sempre diluito. Veniva diluito direttamente quando era a forma di pasta oppure veniva mescolato dall’anfora al cratere e poi solo dopo veniva servito - mai senza diluirlo. La proporzione di acqua poteva variare, ma solo i barbari lo bevevano senza diluirlo, una miscela d’acqua e vino in parti uguali, 1 a 1, era considerata una bevanda forte e non era accettabile. Quindi il termine vino o oinos o yayin, nell’Antico e nel Nuovo Testamento, dev’esser inteso come vino diluito con acqua. E quando si riferivano al vino puro senza diluirlo, dicevano che il vino era akratesteron, in altre parole, era a-krater - non era passato per il cratere ma era stato riversato direttamente dalle anfore nella kylix senza diluirlo.

Ora, il punto che sto cercando di fare, gente, è questo: Il vino non diluito era inaccettabile per la cultura di allora. La bevanda forte non diluita, era solamente per i barbari. Quando ci allontaniamo dalla chiesa del Nuovo Testamento e arriviamo alla chiesa successiva, la cosiddetta chiesa primitiva, troviamo che anche loro scrissero su questo argomento in un volume intitolato “La tradizione apostolica”. E nella Tradizione apostolica si legge che la Chiesa primitiva seguiva questa stessa usanza, servendo solamente vino misto, sia sciroppato o liquido.

Ora, voi potreste, dire: ‘Beh, ma qual è il significato di tutto questo? Cosa sta cercando di dire?’. Quello che sto cercando di dire è questo: Che se vogliamo difendere il fatto che possiamo bere il vino al giorno d’oggi sulla base del fatto che si beveva ai tempi della Bibbia, allora dobbiamo riesaminare per capire se quello che stiamo bevendo oggi è lo stesso che si beveva ai tempi. Ed avvicinandoci all’argomento invece, scopriamo che il vino che bevevano loro era o assolutamente privo di alcol, come la base sciropposa, oppure che era talmente diluito con l’acqua che il suo livello alcolico era molto, molto basso, era minimo. Lasciate che ve lo illustri, ho chiamato al Concilio alcolico, ho chiamato al centro d’informazione, e ho scoperto queste informazioni: la birra è alcolica al 4%, il vino va dal 9 all’11% - e non importa per quanto tempo rimane, quella è solo la gamma alcolica che produce, è il livello di fermentazione, dal 9 all’11%. Il brandy, che è un vino fortificato, va dal 15 al 20%, ed il liquore, quello che sia: scotch, il Rye wishkey o cose simili, quello va dal 40% al 50%. In altre parole, se stiamo parlando di 80 gradi, il 40% è alcol; se invece stiamo parlando di 100 gradi, il 50% è alcol.

Ora, chiunque avesse bevuto una percentuale alcolica compresa tra il 15 ed il 50% ai tempi della Bibbia sarebbe stato decisamente considerato un insolente. Quindi non credo quindi che sia necessario discutere se un cristiano debba o meno bere bevande alcoliche o liquori. Penso che sia molto evidente - in effetti, ci si rende conto che se lo si vuole bere ed allo stesso tempo mantenere un po’ la sanità mentale, bisogna berlo a sorsetti a causa della sua intensità... a causa della quantità alcolica. E non voglio nemmeno soffermarmi sui fattori medici coinvolti in quello che l’alcol produce, vi basta solamente trovare qualcuno sdraiato in una fogna da qualche parte, portarlo all’ospedale per vederlo morire di sclerosi epatica giusto per avere un’idea.

Ma prendiamo in esame una stima prudente, ok? Diciamo che il vino fermenta fino ad una gradazione alcolica compresa tra il 9 e l’11%, ok? Quindi, prendiamo il livello di miscela più basso che sono riuscito a trovare, 3 a 1, ok? Il più basso che sono riuscito a trovare - non parliamo del 5 a 1, 10 a 1, 15 a 1 o altro, no, parliamo del 3 a 1, il più basso che sono riuscito a trovare. Bene, se dovessimo mettere il vino della fermentazione del 9-11% nell’anfora e dovessimo diluirlo nel cratere con dell’acqua per riprodurre quel rapporto di 3 ad 1, questo sarebbe il prodotto: Il contenuto alcolico del prodotto finale mescolato con l’acqua raggiungerebbe il 2,25-2,75% di tasso alcolico. Ora quello è bassissimo. Tra l’altro, per essere classificata come bevanda alcolica, una bevanda deve avere almeno il 3,2% di alcol. Quindi si tratta di una bevanda sub-alcolica, ma il punto è questo: Per ubriacarsi con vino mescolato con tre parti d’acqua, bisognerebbe bere tutto il giorno. Ed è proprio quello che la Bibbia dice che gli anziani della chiesa non possono indugiare a lungo accanto al vino.

In altre parole, per ubriacarsi di vino in quei tempi, bisognava davvero volerlo, ci si bisognava annegarsi la vescica... Se ci si voleva veramente ubriacare, bisognava andare e bisognava bere degli alcolici più forti, giusto? Non li si mescolava con acqua, si sarebbe fatto quello che facevano i barbari. Ma gli avvertimenti della Scrittura sono questi: ‘che seppur il vino ha un contenuto alcolico così basso, non sia mai che la situazione ci sfugga di mano e beviamo troppo da ubriacarci. L’idea è semplice: il vino che si consumava, anche se era diluito da 3 ad 1, ed aveva la gradazione alcolica di 2,25 o 2,50, che era talmente minima da non essere nemmeno classificata come bevanda alcolica.

Quindi il punto è semplice, gente, sia che si parli della pasta o della miscela, il vino che si consumava a quei tempi aveva un contenuto alcolico quasi inesistente o trascurabile. E quindi l’ubriachezza era un qualcosa che ci si prefiggeva di fare, ci si voleva ubriacare, e quelle persone che lo facevano, bevevano fino ad ubriacarsi. Sapete una cosa? Ho visto uno perdere le proprie facoltà bevendo vino in 45 minuti, bevendo tre o quattro bicchieri. Beh, quello non era possibile ai tempi della Bibbia. Bisognava soffermarsi a lungo per urbiacarsi. Quindi il punto, gente, è proprio questo. Non si può usare quello che si consumava nella Bibbia come base per ciò che beviamo oggi. Loro, considererebbero il nostro vino barbarico, folle... non era affatto quello che bevevano ai tempi.

Quindi - prima domanda: È lo stesso? Risposta: Cosa? No. Seconda domanda: È necessario? È necessario? Ora, io mi rendo conto che nei tempi biblici bere vino era in qualche modo necessario. E, sì, è possibile che anche oggi ci siano momenti nei quali è necessario. Voglio dire la Bibbia non dice che non si può bere, perché la Bibbia sa bene che in certi tempi storici ci sono situazioni in cui non si ha molta scelta. Se ti dovessi trovare in una qualche parte del mondo dove non c’è altro e stai morendo di sete non hai molta scelta, devi bere quello che c’è. Quindi la Bibbia non si limita a fare tabula rasa, e chiudere la conversazione del tutto. Quindi dobbiamo porci la domanda: è necessario al giorno d’oggi?.

Il Signore ha prodotto il vino ed il Signore ha parlato di bere vino e nell’Antico Testamento si beveva perché era una necessità nella società in cui vivevano, ma non possiamo concludere che fosse fermentato o inebriante perchè non era necessariamente il caso. Era possibile che a volte, dato quello che l’ospite offriva c’era una miscela di 1 ad 1, perché magari era tutto quello che c’era e bisognava prestare parecchia attenzione. Era possibile anche che altre volte venivano offerte solamente bevande più forti, e quindi facevano dei sorsetti perchè non avevano scelta, certamente ci possono essere stati momenti in cui tutte queste cose erano possibili, ma dobbiamo tenere a mente che in quei tempi, e in quell’epoca era diverso... ora è possibile che ancora al giorno d’oggi, in alcune parti del mondo la situazione sia la stessa ed è per questo che Dio non presenta una dichiarazione generica.

Ma il punto è semplice. Se dovessimo chiederci “è necessario che io beva?”, quella diventa una domanda molto importante. A quei tempi forse c’era vino, succo d’uva, latte e acqua, tutto qui. Non avevano molta scelta. Oggi si può bere di tutto, voglio dire gli armadietti dei mercati sono pieni di roba – c’è tutto quello che si può immaginare. Dovremmo quindi dire questo: È necessario bere vino al giorno d’oggi? Qual è la risposta? No, non è necessario. Quindi esce dalla categoria delle necessità e rientra nella categoria delle preferenza, giusto? Deve rientrare nella categoria delle preferenze, dei desideri. Quello è l’unico contesto in cui potrebbe appartenere, quindi se vogliamo dire che beviamo, non possiamo dire che beviamo perchè si beveva anche ai tempi della Bibbia... diciamo semplicemente dire che lo facciamo perchè vogliamo, e va bene così, è una preferenza. Preferiamo bere vino piuttosto che la Coca Cola, il tè, o il tè freddo o quello che sia. Ma bisogna ammetterlo perchè nella nostra società funziona così.

Ma non usate quest’ argomento, alcuni giustificano il loro bere dicendo che è un qualcosa di necessario, perché se non lo faccio, la gente si offende. Ho molti amici non salvati che bevono e quindi sento di aver il bisogno di bere una birra con i ragazzi o un po’ di questo con il gruppetto di amici, cioè, voglio farne parte, non voglio offenderli. Francamente, gente, questa è la ragione più stupida che abbia mai sentito. Davvero, di fatto non è neanche un argomento.... non è neanche una ragione valida. Cioè, voglio dire, se un gruppo di persone si raduna e tutti si dovessero grattare dietro l’orecchio sinistro, cosa fai ti gratti anche te l’orecchio sinistro perchè vuoi far parte del gruppo? Cioè se nessuno nel tuo quartiere usa il deodorante, non lo usi neanche te? Che roba è? Non è neanche una ragione valida, è un non sequitur, non significa niente, è una sciocchezza. Probabilmente ci sono tanti non credenti che non bevono quanti credenti che non bevono, in questa epoca.

Ci sono molti non credenti che non bevono. Ne puoi incontrare un sacco se vai ad una di quelle riunioni degli Alcolisti Anonimi. Ci sono un sacco di persone che hanno rinunciato a tutto. Ci sono un sacco di non credenti che non bevono. Mi sono persino trovato in una situazione di cristiani e non credenti dove i cristiani bevevano e i non credenti no. Non è mica una ragione valida non è che si potrà trarre una conclusione teologica profonda basata sulla tua incapacità di sviluppare relazioni perché non bevi, non funziona così. In realtà, ci sono molte persone che rimpiangono apertamente di aver iniziato a bere, molte persone.

Quindi l’argomentazione che afferma che bisogna bere per essere accettati non mi va giù per niente. Sono stato in Sud America, sono stato in America Latina dove si beve molto, sono stato in Messico dove si beve parecchio, sono stato a tutte le partite di baseball, a cui ho giocato, a tutti i tornei che ho giocato, son stato persino a giocare ai campionati nazionali del Messico, ed ogni volta che andavamo da qualche parte, dopo ogni partita, organizzavano sempre una festa gigante – e non sto scherzando una festa gigante. Ci portavano al ristorante locale o al bar, o dove volevano e ve lo dico chiaro e tondo la roba scorreva a fiumi. Mi ricordo che andammo in un posto che aveva davanti ad ogni piatto una bottiglia gigante di una qualche bevanda alcolica, una cosa enorme... cioè non so quanto fosse grande ma un paio di litri tutti, era enorme. Ci guardammo in faccia e abbiamo ordinato la Coca Cola, ma non era un problema, si divertirono ancora di più.

Perchè bevvero la loro e la nostra! Semplice! No? E il bello è che ci siamo divertiti tantissimo, solo che noi sapevamo quello che stava succedendo. Noi ci siamo goduti la realtà loro la loro fantasia. E quando tutto giunse al termine, ci amavano, ci abbracciavano, e ci invitavano di nuovo l’anno prossimo, quello non era mica il problema. Non era un problema in Messico; son stato anche in Israele, o in Europa, ma non mi è mai capitato che qualcuno denigrasse il mio cristianesimo o pensasse male di me perché sceglievo di non bere, non funziona così, non è una ragione valida. Ma ovviamente affermo questo: Se si tratta di una necessità, se ci si trova in una situazione in cui quello è l’unica cosa disponibile si ha poca o nessuna scelta, con discrezione si può bere ma è più una necessità che altro, però bisogn ammetterlo nella nostra società è una preferenza, è una preferenza.

Quindi devo proporvi questa terza domanda, e mi limiterò ad introdurla, ma poi mi fermerò e concluderemo la prossima volta. Ne abbiamo viste solo due, ne ho ancora sei, ma ascoltatemi bene, la terza domanda, molto velocemente, ok? È la scelta migliore? Va bene, ammettiamo il fatto che possiamo scegliere di bere, va bene, ma è la scelta migliore? Voi potreste dire: ‘Beh, fa molto meglio del caffè, fa molto meglio della Coca-Cola”. Qualcun altro però ha detto: “Si però non ho mai visto qualcuno bere otto Coca-Cola per poi non riuscire più a camminare dritto’, quindi potremmo anche discuterci sopra, ma la domanda è semplice, è la scelta migliore? Lasciate che vi mostri solamente una cosa, e poi ci dedicherò del tempo settimana prossima a questa domanda, ma voglio mostrarvi a chi è che Dio proibì di bere nella Bibbia, e così facendo scopriremo di fatto se è la cosa migliore, se è la scelta migliore.

Ma prima di farlo giusto per concludere, Luca 1:15. Voglio presentarvi il più grande uomo che sia mai vissuto, ok? Questo è l’uomo più grande che sia mai esistito - è quello che disse Gesù. ‘Fino al suo tempo - Matteo 11:11 – fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il battista, Matteo 11:11, Gesù disse che fino alla sua nascita non c’è stato nessun esser umano più grande di lui. Un uomo grandissimo. E guardate cosa dice in Luca 1:15: “Perché sarà grande davanti al Signore – ora prestate attenzione – Non berrà né vino - oinos - “né sikera” - né bevande alcoliche, e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre”. Ora, cosa sta dicendo? L’uomo più grande di tutti era astemio. Dio gli proibì di bere anche una goccia. Perché? Questo è per la prossima volta. Preghiamo.

Padre nostro, sappiamo che è facile per noi valutare la nostra vita spirituale in base ai ‘sì’ e ai ‘no’ che non sono il vero problema. Sappiamo che non hai proibito il bere, eppure ci sono alcune cose che nelle Scritture che sono molto chiare e che ci aiuteranno a prendere una decisione. Ma Dio, fa’ che sappiamo sempre che non sono le persone che non bevono ad essere spirituali e quelle che lo fanno a non esserlo. Non è così semplice. Ci sono altre cose da considerare. Non fare qualcosa non ci rende mai nulla. Il problema è chi siamo veramente, e, Signore, quello che crediamo o che abbiamo creduto su questo argomento, aiutaci a vederlo come lo vedi Tu, ed aiutaci a comprenderlo come lo comprendi Tu. È meraviglioso, Signore, che tu ci abbia dato così tante verità da affrontare, così tante cose per proteggerci. Sappiamo che non solo dobbiamo evitare il peccato, ma dobbiamo evitare anche tutto ciò che potrebbe portarci a peccare. Quindi aiutaci, Padre, a giudicare giustamente da soli ciò che Tu vuoi che facciamo.

Nel mentre meditate per un momento, lasciatemi dire questo per concludere. Questo messaggio è insolito per noi, il trattare un qualcosa di così tecnico, eppure si trova nel flusso della Parola di Dio... è meraviglioso vedere com’è che tocca ogni aspetto della vita. Ma potreste essere venuti questa mattina pensando: ‘Mamma, sono venuto questa mattina sperando di sentire parlare di Dio, di Gesù Cristo e di trovare una risposta alla mia vita, ai miei problemi, alle difficoltà e alle lotte del mio cuore, e parlato di questo ma non ha molto a che fare con me’.

Beh, lasciate che vi dica questo: concluderò la preghiera tra poco e vi congederò in un minuto, ma sappiache che alla mia destra, di fronte all’auditorium, proprio accanto al pianoforte, c’è una sala di preghiera e un centro di consulenza. Lì ci sono persone che vorrebbero pregare con voi e condividere qualcosa con voi. Ti diranno come conoscere Cristo, vi diranno com’è che Lui può entrare a riempire il vuoto che forse hai cercato di riempire con l’alcol di tanto in tanto, ti diranno come può rendere la vostra vita gioiosa e può sistemarvi, darvi pace nel vostro cuore turbato. Ti diranno come può perdonare i vostri peccati, purificare il vostro cuore e darvi la vita eterna. Perciò v’invitiamo a venire quando finiremo. Non c’è nessun obbligo, nessuna coercizione, nessuna iscrizione o niente da comprare o nient’altro. Vogliamo solamente pregare con te, vogliamo amarti ed aver un tempo di condivisione. Qualunque sia il tuo problema, loro saranno lì per te.

E se, per caso, c’è qualcuno qui che ha dei problemi con l’alcol, è possibile che ci sia qualcuno qui che s’identifica come un alcolista, qualcuno che ha un qualche problema con l’alcol. Voglio che tu sappia che il Signore Gesù può cambiare le cose. Non c’è bisogno d’essere un ubriacone, puoi venire a Gesù Cristo e Lui ti purificherà bianco come la neve. Alcuni di voi cristiani, forse avete problemi con il bere, Dio può occuparsene. Se vi arrendete al Suo Spirito Santo, Egli potrà iniziare a sistemare la vostra volontà e vi porterà al suo cospetto, “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza ma siate ricolmi di Spirito”. Se Dio lo richiede, allora provvede la forza per poterlo fare. Egli ti ama in qualsiasi situazione ti trovi, anche se sei un alcolizzato, un ubriacone, ti ama lo stesso, e ti amiamo anche noi, e Dio vuole cambiarti e vuole usare pienamente le tue facoltà per la Sua gloria. Lascia che ti cambi oggi stesso. I nostri consulenti saranno lieti di pregare con te.

Padre, ti ringraziamo per il tempo dedicatoci questa mattina, per averci aiutato a vedere almeno l’inizio della comprensione di questo argomento. Ti amiamo perché sappiamo che tieni così tanto a noi, tanto da dirci queste cose affinché possiamo custodire la nostra vita nel prendere decisioni per la tua gloria. Benedici tutti i presenti, Signore. Portaci di nuovo qui insieme questa sera mentre consideriamo cosa significa essere adoperatori per la pace. Ti ringrazieremo nel nome di Cristo. Amen.

FINE

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