Questa mattina torniamo a studiare il quinto capitolo di Efesini. Ci stiamo prendendo un po’ di tempo per finire i versetti dal 18 al 21, perché sono carichi di verità e non vogliamo tralasciare nessuna delle cose meravigliose che lo Spirito di Dio ha in serbo per noi in un passo così chiave. Se non avete la vostra Bibbia, ne potete trovare una nelle panche vicino a voi così che potete seguire la lettura di Efesini 5 dal 18 al 21, seguite pure mentre leggo.
“Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesú Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo”.
Ora, nell’ultimo studio abbiamo appreso che essere ricolmi di Spirito, come indica il versetto 18, significa vivere ogni momento come se si fosse alla presenza di Gesù Cristo. Confrontando Efesini 5:18 con Colossesi 3:16, abbiamo notato che lasciare che la Parola di Cristo dimori riccamente in noi equivale all’essere ricolmi di Spirito. Abbiamo visto dall’illustrazione della vita di Pietro che quando Pietro era accanto a Gesù Cristo, poteva fare miracoli, poteva pronunciare miracoli ed aveva anche un coraggio miracoloso. Quello stesso Pietro, quando era ricolmo dello Spirito di Dio, operava il miracoloso, pronunciava parole miracolose ed aveva un coraggio miracoloso. In altre parole, il parallelo è interessante, perchè il risultato della sua vita quando era in prossimità di Gesù Cristo, alla Sua presenza, e quando era ricolmo dello Spirito di Dio, era lo stesso. E vedete, questo è esattamente quello che Efesini 5:18 e Colossesi 3:16 ci stanno dicendo. Esser ricolmi di Spirito non è un’esperienza estatica, non è una sorta d’esperienza soprannaturale. Essere ricolmi di Spirito significa semplicemente vivere momento per momento con la consapevolezza di essere sempre alla presenza di Gesù Cristo.
Questo è il cuore della vita ricolma di Spirito. La consapevolezza della presenza di Cristo. È l’avere i propri pensieri controllati dalla consapevolezza del fatto che Gesù Cristo è reale ed è presente, è presente. Si tratta di un’esperienzache si ripresenta momento per momento, è un impegno per il presente, non per il futuro. Dio non è interessato agli impegni futuri, e lo sapevate, non è vero? In effetti, è lo stesso anche per voi, se vostra moglie dovesse venire e dovesse chiedervi: ‘Tesoro, mi ami?’, voi non direste mica: ‘Ah, prova a richiedere tra un paio di settimane’, non gli interessa mica se l’amerai tra un paio di settimane, vuole sapere se la ami adesso. Ebbene, è lo stesso, a Dio non interessa il vostro futuro, ma il vostro presente, è il momento, è l’adesso. La questione ruota attorno alla realtà che la vostra vita è controllata dallo Spirito Santo adesso.
E, a proposito, lo sapevate che vivrete solamente ora, non vivrete mai nel futuro? Non ci riuscirete mai a vivere nel futuro. Potete continuare a cercarlo, ma non ci arrivereste mai, rimarrà sempre il futuro. E non vivremo mai nel passato. Alcuni si sforzano tantissimo, soprattutto nella nostra società. I vecchi tempi sono belli, e vogliamo tornare al passato ma non ci riusciremo mai. Sarete sempre qui, e questo è l’unico momento che conta. Ed è quello che l’apostolo Paolo sta dicendo è: siate continuamente ricolmi in questo momento, controllati dallo Spirito Santo. Questo è il modo di vivere la vita cristiana. Non controllati da noi stessi, ma dallo Spirito Santo di Dio. Come? Riempiendo la nostra vita con la Parola di Dio, affinchè i nostri pensieri siano i pensieri di Dio, e per quanto possibile, le nostre vie siano anche le sue. In modo che Cristo stesso domini il nostro pensiero e cos facendo saremo controllati dal suo Spirito.
C’è un sottoprodotto meraviglioso di questo concetto in 2 Corinzi capitolo 3 versetto 18. Dove leggiamo che se contempliamo la gloria del Signore, se ci concentriamo sulla realtà di Cristo, verremo trasformati a Sua immagine dallo Spirito Santo. In altre parole, la consapevolezza di Cristo porta alla Sua somiglianza, vedete? Questa è l’opera dello Spirito. Quando siamo ricolmi di Spirito, diventiamo come Cristo, e quindi diciamo che l’impegno assoluto, dello sforzarci ad esser ricolmi di Spirito in ogni momento della nostra vita, ci porta alla maturità finale. Diventiamo come Cristo quando viviamo nello Spirito, camminiamo nello Spirito, e siamo ricolmi di Spirito.
La vita cristiana di fatto non è altro che il muoverci per esser sempre più simili a Cristo. E l’unico momento in cui ci muoviamo in quella direzione è quando siamo ricolmi di Spirito, quando operiamo sulle funzioni della carne, ci appiattiamo e non abbiamo alcun progresso. L’unico progresso si presenta quando siamo ricolmi dello Spirito di Dio, quello è l’unico momento in cui progrediamo verso l’alto. E la maggior parte dei cristiani, sapete, vanno un po’ sai, così, poi siappiattiscono e così via... ma Dio vuole muoverci sempre verso la somiglianza a Cristo. Così, che mentre siamo ricolmi di Spirito, contemplando la gloria di Cristo, diventiamo sempre più simili a Cristo. Questa è la chiave della vita cristiana, è li che troviamo la vittoria, è li che troviamo la gioia, è lì che raggiungiamo all’euforia, l’utilità e la prosperità spirituale verso Dio.
Ora, abbiamo visto che c’erano tre cose in questo testo che volevamo sottolineare: la prima era il contrasto, nel versetto 18, ve lo ricordate? L’apostolo Paolo dice: “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza” - o asōtia, dissipazione, una malattia incurabile senza speranza - “ma siate ricolmi di Spirito”, e quello è il contrasto. In altre parole, non siamo come i Pagani che si ubriacano ed inducono una sorta di falsa idea di entrare in comunione con gli dèi tramite l’ubriachezza; la nostra comunione con Dio avviene tramite il riempimento dello Spirito. Non siamo come i pagani che pensano di raggiungere un altro livello di vita o che pensano di ottenere una sorta di forza maggiore o quello che sia, tramite l’ubriachezza, no! Noi otteniamo tutto quello che otteniamo tramite la potenza del riempimento dello Spirito di Dio, quindi questo è il contrasto. Non siamo più come loro. La nostra influenza di controllo, la nostra risorsa, il nostro potere, la nostra risorsa per elevarci alla piena consapevolezza della presenza di Dio è il riempimento dello Spirito, non l’ubriachezza.
Dopo il contrasto, abbiamo visto il comando, non è vero? Il comando si trova alla fine del versetto 18: ‘Siate sempre ricolmi di Spirito’, è uno stile di vita. Non si tratta di un’iniezione che vale un po’ per tutta la vita, giusto? Non è come il deodorante, una volta e via, son a posto per tutto il giorno, no, non funziona così. Lo Spirito Santo non opera in quel modo, è il costante cedere il controllo totale allo Spirito Santo, momento per momento per momento. Anzi, è forse meglio illustrato dalla metafora del camminare. È come camminare, e camminare è un passo alla volta, è un’andatura regolare, mentre cediamo un passo alla volta allo Spirito di Dio, è semplice come il prendere ogni decisione nella vita. La vita è una questione di decisioni, giusto? Alla mattina, quando suona la sveglia, dobbiamo prendere la prima decisione: mi alzerò o rimarrò a letto? Mi prendo la malattia o dico la verità? Che cosa farò? Poi andiamo all’armadio e lì c’è la seconda decisione: metto la maglietta blu o quella marrone? Ed è così che funziona la vita, giusto? Vai in cucina e c’è un’altra decisione: Mangio i cereali Fruit Loops o mangio il Captain Crunch? E così continua... è un processo di decisioni, decisioni, una dopo l’altra.
E la vita controllata dallo Spirito è quella che cede ogni passo allo Spirito di Dio, è una questione di decisioni, una cosa alla volta. E quando ci si arrende allo Spirito di Dio, si segue costantemente il suo cammino e l’unico modo in cui quello può funzionare è quando siamo controllati dalla Parola di Dio perché la riceviamo ogni giorno. Beh, possiamo anche saltare un po’ i nostri cereali preferiti se ci accertiamo di ricevere la Parola perchè solo allora avremo le informazioni ed i dati necessari per far sì che lo Spirito di Dio controlli il nostro pensiero.
Ora il “camminare,” è un buon modo di vederla, perché bisogna fare un passo alla volta, andiamo insieme a Galati, il libro precedente, al quinto capitolo, e lì vedremo che di fatto, questa è la stessa illustrazione che l’apostolo Paolo usa in un altro contesto. Le persone dicono spesso: ‘Com’è che possiamo strutturare una teologia intera da Efesini 5:18? Com’è che possiamo dire tutta sta roba qui solamente basandoci su quel versetto?’. Ovviamente non è tutto basato su quel versetto; quello è solamente un modo di vederlo. Ma la stessa verità della vita controllata dallo Spirito è presente in tutto il Nuovo Testamento, è ovunque. La si trova da per tutto nel libro di Atti, in Colossesi, in Efesini, qui nel libro di Galati, nell’ottavo capitolo di Romani, è anche nel Vangelo di Giovanni, quando Cristo parla della venuta dello Spirito, è ovunque.
Ma voglio che notiate Galati capitolo 5 versetto 16, perché è qui che usa il termine ‘camminare’ in riferimento a quest’aspetto del ministero dello Spirito. Dice: “camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne”, ora, qui vediamo la vita controllata dallo Spirito, è un camminare, un passo alla volta, si tratta di fare un passo alla volta nello Spirito, cioè sotto il controllo dello Spirito. “Continuate!”, letteralmente dal Greco dice, “Continuate a camminare nello Spirito. Non deviate! E se lo farete, non adempirete affatto ai desideri della carne. In altre parole, il modo per spingerci oltre la nostra peccaminosità, ed il modo per superare i nostri desideri malvagi e le tentazioni di Satana è semplicemente il camminare nello Spirito, continuate a camminare nello Spirito.
Vedete? La parte positiva si prende cura di quella negativa, del problema. Sapete, le persone dicono sempre: ‘Oh, il diavolo mi sta inseguendo, i demoni mi stanno perseguitando, è meglio che vada a cercare qualcuno che mi liberi dei demoni. Non so come combattere, devo trovare un esperto che mi aiuti’. Cammina nello Spirito e non avrai problemi. Il positivo risolve il negativo, quindi se camminate nello Spirito, non adempirete affatto i desideri della carne.
Ora, dovreste sapere che c’è una guerra interiore in corso, guardate al versetto 17, dice: “La carne ha desideri contrari allo Spirito”. Voi potreste chiedere: ‘Che cos’è la carne?’ ed il modo migliore di spiegare la carne è dire che La carne è il caposaldo del peccato. La carne è il luogo in cui Satana si insedia con le sue tentazioni, è quella parte della nostra umanità che è esposta alla capacità del peccato. Anche se sono una creatura redenta, ed in Cristo tutte le cose sono nuove, e di fatto sono un “nuovo io” che vive in Cristo e Cristo vive in me, anche se sono una nuova creatura ed ho una nuova natura, in luce al fatto che sono comunque un essere umano e sono terrestre, c’è ancora in me la possibilità di peccare, e Satana atterra proprio in quel caposaldo, su quella testa di ponte per tentarmi. La carne è quell’elemento, quell’aspetto dell’umanità che è opposta al bene, è quell’elemento che vuole fare il male. È quella cosa che, come dice l’apostolo Paolo in Romani 7 che, anche quando voleva fare il bene, continuava a soffocarlo in modo che non facesse quello che voleva fare e finisse con il fare quello che non voleva fare.
E siamo tutti così, ed il modo di affrontare la situazione non è semplicemente quella di affrontarla fisicamente, ma quella di camminare nello Spirito. E se camminate controllati dallo Spirito di Dio in ogni momento di ogni giorno, essendo consapevoli di Cristo perché vi nutrite della Parola di Dio, essendo consapevoli di Cristo perché pensate a Cristo e continuate a contemplare la sua essenza essendo consapevoli della sua presenza non avrete problemi con la carne. Due cose distinte non possono occupare la vostra mente allo stesso tempo. Non possiamo concentrarci su Gesù Cristo ed allo stesso tempo sulla tentazione e la concupiscenza della carne. Bisogna dissipare l’una o l’altra affinchè l’una o l’altra fiorisca. Quindi, sta dicendo: ‘Guardate, c’è una guerra e lo Spirito Santo sta combattendo contro la vostra carne sono l’uno contro l’altro, sono contrari’.
E cosa succede se vi abbandonate alla carne? Cosa succede se seguite la via semplice, se non studiate la Scrittura, se non passate tempo in preghiera, se non camminate nello Spirito, se non cedete il controllo della vostra vita, se fate quello che volete, il risultato è quello che vediamo al versetto 19: “le opere della carne”, e le opere della carne sono queste: “fornicazione” - altri testi includono anche l’adulterio, ma la fornicazione lo comprende - il peccato sessuale; “l’impurità”, che si riferisce ad un impurità generale; dissolutezza, che è una parola biblica antica che indica la lussuria - un desiderio lascivo che non è mai soddisfatto, una sorta di perversione sessuale; poi c’è l’idolatria; la stregoneria, che ha a che fare con le religioni pagane - a volte questa parola è collegata alle droghe; poi dice “inimicizie, discordie, gelosie, ire, contese, divisioni, sette, eresie, invidie, omicidi, ubriachezze, orge, eccetera, eccetera. Queste sono le cose prodotte dalla carne.
E tra l’altro dice che queste sono le cose che caratterizzano coloro che non erediteranno il regno di Dio. In altre parole, questo è il modo in cui vivono i non credenti è lontanissimo dal modo in cui dovremmo vivere noi. Ma se vi arrendete alla carne, se non camminate nello Spirito, se non lasciate che lo Spirito controlli la vostra vita, se non fate un passo alla volta nella Sua potenza, questo è quello che succederà nella vostra vita! E, tra l’altro, quando accadrà, cadrete sotto il castigo di Dio. Il versetto 18 dice: “Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge”, il contrario sarebbe questo, se non camminate nello Spirito, cadrete sotto la legge di Dio. Che cosa significa? Significa che se fate cose malvagie, la legge di Dio vi punirà, giusto? Dev’essere così.
Quindi, se camminate nello Spirito, sfuggirete al castigo di Dio. Ma se fate le cose della carne, soffrirete le conseguenze tipiche di coloro che violano la legge di Dio. Quindi scegliete pure. C’è lo Spirito Santo che desidera e la carne che brama contro lo Spirito e cosa succede? Se decidete di seguire la carne, vedrete immediatamente quel tipo di roba nella vostra vita, vi ritroverete sotto la legge di Dio e ci saranno delle conseguenze. Ma dall’altra parte, versetto 22, diciamo che decidiate di camminare nello Spirito. Diciamo che decidiate di dare il controllo della vostra vita allo Spirito. Diciamo che ogni giorno, prendete la Parola di Dio ed ogni giorno trascorrete del tempo in preghiera con il Signore, ogni giorno vi concentrate sulla presenza di Gesù Cristo, ogni giorno, quando una decisione si presenta, passate da una decisione all’altra, dalla mattina alla sera, affidandovi allo Spirito di Dio. Cosa credete che succede quando camminate nello Spirito? Verrà prodotto il frutto dello Spirito, che caratterizzerà la vostra vita. Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo, e contro queste cose, non c’è – cosa? Dice: “non c’è legge”. Se lo farete, non cadrete mai sotto le conseguenze o sotto la condanna che si meritano coloro che infrangono la legge, vedete quello che sta dicendo? Non c’è nessuna pena per coloro che vivono quel tipo di vita.
Volete vivere una vita felice, volete vivere una vita di significato, volete vivere una vita gioiosa e pacifica, allora funziona così: camminate nello Spirito! È semplice, il versetto 25 riassume il tutto, ‘Se posizionalmente parlando stiamo già vivendo nello Spirito, allora camminiamo anche nello Spirito praticamente parlando, giusto?’ Che senso ha vivere nello Spirito e camminare nella carne? Non ha alcun senso! ‘Se avete voluto Cristo all’inizio, non lo volete più adesso? Se avete iniziato nello Spirito, ora pensate di perfezionarvi nella carne?’ Voglio dire, se vivete nello Spirito, allora camminate anche nello Spirito, realizzate la capacità ed il potenziale finale del vostro destino. Quindi di fatto, miei cari è la stessa cosa che Paolo sta dicendo in Efesini, sta solamente dicendo di vivere nello Spirito, di camminare nello Spirito, di essere ricolmi dello Spirito, di essere controllati dallo Spirito, di far si che la Parola di Cristo dimori in noi. Il punto è che Dio vuole che siamo controllati da Lui e non da noi stessi. Lo capite?
Benissimo, passiamo al terzo punto, del quale parleremo oggi e la prossima volta: le conseguenze. Il contrasto, il comando e le conseguenze. Quali sono le conseguenze? Se siamo ricolmi di Spirito, che cosa succede nella nostra vita? In realtà, le conseguenze si estendono chiaramente fino alla fine del libro di Efesini. Tutto il resto di quello che viene presentato in questo libro sono le conseguenze. Se siamo ricolmi di Spirito, succederanno un sacco di cose. Ma ci sono tre cose principali che voglio farvi notare questa mattina e che concluderemo la prossima volta, per poi delinearle in modo specifico più avanti, a Gennaio magari dopo il periodo natalizio.
Quando siamo ricolmi di Spirito ci sono tre cose prinicipali che succedono: Uno, cantiamo - versetto 19, cantiamo; due, ringraziamo, versetto 20; tre, ci sottomettiamo, versetto 21. Tre cose: cantiamo, ringraziamo e ci sottomettiamo. Queste sono tre cose e sono delle categorie generali. Ovviamente, la terza, il sottomettersi, diventa la base di tutto dal capitolo 5 versetto 22, fino al capitolo 6 versetto 9. Quell’intera sezione è un’esposizione del versetto 21, quell’intera sezione spiega il versetto 21. Poi, 6:10 e a seguire, l’armatura del cristiano, ci mostra cosa succede a coloro che vivono camminando nello Spirito, ovvero, Satana si presenta per cercare di fermarli, ed è così che si affronta Satana. Quindi tutto il resto della storia è semplicemente una risposta all’essere ricolmi di Spirito. Questo è il locus crucis, questo è il nocciolo della questione, questo è il punto più alto, questa è la chiave, questa è la vetta del libro di Efesini, questo è il punto in cui tutto si riunisce. Se stiamo camminando nello Spirito, se siamo controllati dallo Spirito, ecco cosa succede...
Ora prendiamo queste tre cose: la prima è il cantare. Questo è personale, è verso me stesso. Il risultato, prima di tutto, di una vita ricolma di Spirito è una certa cosa che avviene in me e che mi porta a cantare. Va bene? Quindi, la prima cosa è molto personale. Ed è molto bello il modo in cui Paolo lo presenta, il modo in cui lo Spirito Santo l’ha ispirato a scrivere. Il fatto che il vivere camminando nello Spirito, cioè l’essere ricolmi di Spirito, ha prima di tutto risultato nella mia vita. Produce qualcosa in me, a prescindere da chiunque altro. In secondo luogo, dice che porta al ringraziamento, e questo ha a che fare con Dio. Terzo, “sottomettendoci l’un l’altro”, il che ha a che fare con coloro che mi circondano, quindi ogni relazione possibile è resa giusta dal riempimento dello Spirito. Sono nel giusto con me stesso, sono nel giusto con Dio e sono nel giusto con voi altri, vedete? Tutto ha senso.
Non c’è altro modo di vivere, giusto? Stare bene dentro di noi stessi, star bene con Dio e stare bene con il resto delle persone è l’unico modo di vivere. E quando sono a posto con me stesso, canto. E quando sono a posto con Dio, ringrazio. E quando sto bene con voi, mi sottometto. È bellissimo il modo in cui lo Spirito di Dio ha raggruppato insieme queste tre realtà. Tutte le relazioni possibili sono incluse in queste tre semplici verità. Ma mi stupisce sempre che il primo risultato sia un qualcosa di molto personale. Quanto è meraviglioso che Dio, ancora una volta, consideri il modo in cui rispondiamo. È proprio come Gesù, con le Beatitudini, giusto? Quando inizia e dice: ‘Beato, felice, benedetto, felice, beato, felice, felice colui, felice colui, felice colui’. Vedete, quella è sempre la prima considerazione di Dio quando si avvicina a noi: ‘Questo è per te’. Ah, ma c’è anche un elemento di ciò che è per Lui e di ciò che tocca il resto delle persone e sono tutte importanti.
Ma guardiamo al primo, che è - non credo neanche che riusciremo a finire questo primo aspetto che, non credo neanche che riusciremo a finire questo questa mattina, per cui non preoccupatevi. Il cantare. Ora questo si tratta di una questione molto personale. Mi affascina, letteralmente mi affascina, prendere una verità teologica incredibile come questa: ‘Siate ricolmi di Spirito!’, e dire: ‘Oh, mamma, se fossimo ricolmi di Spirito, cosa succederebbe mai!?’ E pensiamo: ‘Sai, oh, potremmo dire a quella montagna di muoversi e si muoverebbe! Mamma mia potremmo fare cose meravigliose. Potremmo predicare la Parola e le anime verrebbero salvate e potremmo pronunciare cose potentissime e... E sapete cosa dice? Siate ricolmi di Spirito così che ‘canterete’. E potremmo dire: ‘Beh, sembra un po’... non so, sembra che manchi qualcosa’, potremmo dire: ‘Sai, sono monotono... vale anche per me?’ non dice mica che saremo intonati, voglio che lo sappiate, c’è grande conforto in questo... Non dice nemmeno che qualcuno dovrà ascoltarci... Capite il punto?
Ma il primo prodotto della vita ricolma di Spirito è un qualcosa che accade nella mia vita personale che si esprime nel canto, vedete? Il canto è l’espressione delle emozioni dell’anima. La prossima settimana vi mostrerò alcune cose assolutamente fantastiche. Sapete che potete anche fischiare nello Spirito? Oh, è incredibile! Ma quello è per la prossima settimana... È vero. La radice della parola greca per ‘parlandovi” è la stessa per ‘cinguettare come un uccellini’, ma ne parleremo la prossima volta. Alcuni di voi sono più bravi a cinguettare che a cantare, francamente. Ad ogni modo, questa è una dichiarazione straordinaria del fatto che quando un credente cammina nello Spirito, c’è una gioia interiore che si sprigiona nella musica dell’anima. Dio ha messo la musica nell’anima dell’uomo e la sprigiona nella sua forma più bella grazie al riempimento dello Spirito Santo. Ragazzi, ve lo dico chiaramente, quando qualcuno è ricolmo di Spirito Santo e canta, non importa nemmeno se canta bene o no, e non importa neanche se è intonato oppure no.
La scorsa Domenica mattina c’era un giovane che si è presentato e ha detto: ‘Mi chiamo Randy Mendenhall’, e io gli ho detto: ‘Oh, sì, riconosco il tuo nome, Randy, ti ho scritto molte volte’. E lui annuì... Era appena uscito da Soledad da Vacaville ed era stato in prigione per quasi tre anni, per più di due anni. E quando andò in prigione la prima volta, qualcuno gli diede una delle nostre cassette e lui scrisse richiedendo altre cassette e gliene mandammo parecchie, così venne a Cristo, dedicò la sua vita a Cristo ed iniziò ad insegnare la Bibbia in prigione, è incredibile e disse che le nostre cassette erano dappertutto nelle prigioni e gli uomini erano li ad ascoltare ogni giorno seduti nelle loro celle ed il Signore stava facendo un’opera meravigliosa, ma mi disse: ‘Sai, vorrei condividerti la mia testimonianza’ – e disse – ‘mi hai scritto e mi hai mandato molte cassette e vorrei darti una cassetta che ho registrato io della mia mia testimonianza’. E quindi io le dissi: ‘Va bene, Randy, mi piacerebbe tanto averla’, quindi la presi e la misi in macchina e così mentre stavo guidando, andando da qualche parte l’ho ascoltata, ed iniziò dicendo: ‘Prima d’iniziare, vorrei cantare’.
Ora, stava dando la sua testimonianza, la sua testimonianza d’addio a tutti i prigionieri poco prima di uscire, due settimane fa, e disse: ‘Prima di tutto voglio cantare’, e disse ‘Sento di voler cantare dal mio cuore’ e così fece. E voglio dirvelo, nella prima battuta ha toccato cinque tonalità diverse, cercando di trovare il punto di partenza e la melodia. E cantò senza pianoforte, senza chitarra, senza niente! Era in un edificio di cemento massiccio con un pavimento di cemento, perché il suono era forte e c’era l’eco, ma lui cantava, cantava, cantava, cantava, poi finì e disse: ‘Ora voglio cantare un’altra canzone’, e cantò ancora, deve aver cantato per dieci o quindici minuti. E, sapete, quando finì, io stavo ridendo nel mio cuore, ero così pieno di gioia e stavo lacrimando, e sapete? Non importava che non ci fosse un’orchestra e non importava che non ci fosse un pianoforte o un organo. Non importava perché l’uomo stava cantando nella pienezza dello Spirito di Dio. Non importava nemmeno che non fosse intonato. Stava cantando ricolmo della presenza di Cristo e quello era evidente a tutti ed era evidente anche per me.
D’altra parte, ho sentito altre cose con tutti i talenti possibili ed immaginabili, con strumenti, sfondi musicali, amplificazione e tutto il resto che però non avevano niente a che fare con lo Spirito di Dio, ed è proprio di questo che Paolo sta parlando, vedete? C’era qualcosa nel cuore di Randy. Qualcosa nel suo cuore a causa di quello che Dio stava facendo nella sua vita, ed ora stava dando la sua vita per tornare nelle prigioni e portare Gesù Cristo al resto degli uomini. Vedete? C’era qualcosa dentro di lui che gli diede un canto, ed era un canto nuovo, un canto che solo Cristo può dare. E contrastate quello con la musica pagana selvaggia delle orge presenti nella città di Efeso, legate alla religione empie e demoniache. Che differenza ci sarebbe stata con il dolce canto dello Spirito Santo nato nato nei cuori di coloro che erano sotto il suo controllo, e quella è la differenza, vedete? Paolo sta dicendo: ‘Quando ci raduniamo nelle nostre congregazioni, cantiamo a noi stessi, ed è diverso dai canti che ascoltavamo tempo fa’.
Amati, se c’è qualcosa che dovrebbe essere diversa nella nuova vita cristiana, dovrebbe essere la musica. Se – ascoltatemi bene - se la musica riflette davvero il linguaggio dell’anima, allora la nostra musica dovrebbe essere diversa da quella del mondo, non è vero? Perché siamo diversi. Colossesi 3:16 dice la stessa cosa, dice che quando siamo ricolmi della Parola di Cristo, succederà che ci parleremo a vicenda con salmi, inni e cantici spirituali – ed eccolo qui di nuovo – “cantando di cuore a Dio sotto l’impulso della grazia”. Parte sempre dal cuore e va sempre al Signore, capite?
In Giacomo capitolo 5, c’è una dichiarazione bellissima. Dice - versetto 13 – “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Che canti!” I canti sono sempre l’espressione della gioia dello Spirito Santo. Ed in Romani ci viene detto che ‘il regno di Dio è giustizia, gioia e pace nello Spirito Santo’, e quando lo Spirito Santo produce quella pace, quella giustizia e quella gioia, essa si esprime sempre in un canto, è una cosa fantastica! Lo Spirito di Dio ci ha dato questa liberazione. La redenzione ci dà un nuovo canto, capite? Un nuovo canto, e non è nuovo – ‘neos’ – ovvero nuovo cronologicalmente parlando, è nuovo, kainos, ovvero un canto nuovo perché non c’è mai stato un canto simile prima d’ora. Non è nuovo cronologicalmente parlando è nuovo di costituzione, è nuovo nel carattere, è nuovo nella qualità, il nostro canto dovrebbe esser diverso.
Ho sentito delle canzoni che dovrebbero essere ‘cristiane’, ma sembrano esattamente come il resto delle canzoni del mondo. Poi però, come questa mattina, ho sentito quello che abbiamo ascoltato, e niente di quello che fa il mondo è simile a quello, è un canto nuovo. Tra l’altro, ci sono molte menzioni di un nuovo canto, e credo che le scritture ne parlino nove volte, ed ogni volta che viene menzionato è collegato alla redenzione, è relazionato alla salvezza. Indicando che è la salvezza che produce un cantico nuovo.
E posso illustrarvelo graficamente facendovi guardare ai Salmi per un momento. Nel Salmo 33 versetto 1, si legge: “Esultate, o giusti nel Signore – esultiamo perché Dio ci ha resi giusti - la lode s’addice agli uomini retti. Celebrate il Signore con la cetra; salmeggiate a lui con il saltèrio a dieci corde. Cantategli un cantico nuovo – perché? – perchè la parola del Signore è retta e tutta l’opera sua è fatta con fedeltà. Egli ama la giustizia e l’equità; la terra è piena della benevolenza del Signore”. In altre parole, è grazie a quello che Dio ha compiuto, al fatto che ci ha reso giusti. È grazie al fatto che ci ha redenti che cantiamo un cantico nuovo. Nel Salmo 40 versetto 3, dice la stessa cosa; iniziando dal versetto 2 dice: “Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla terra, ha reso sicuri i miei piedi – e come risultato di questa salvezza gloriosa – “ha messo nella mia bocca un nuovo cantico” vedete?
Continuando nei Salmi, nel Salmo 96 versetto 1: “Cantate al Signore un cantico nuovo, cantate al Signore, abitanti di tutta la terra! Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza!”. Di nuovo, è il cantico della salvezza. Nel versetto 1 del capitolo 98, Salmo 98, “Cantate al Signore un canto nuovo”. Perché? Versetto 2: “Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza”.
Lo si trova anche alla fine dei Salmi. Il Salmo 144 riporta lo stesso concetto al versetto 9: “Cantate al Signore un cantico nuovo”. Salmo 149 versetto 1, la stessa cosa: “Cantate al Signore un cantico nuovo”. Questo cantico è sempre collegato alla redenzione è la sua essenza. Ed infine, amo che il Apocalisse 5:9 dice che cantarono un cantico nuovo. E qual era? “Degno è l’agnello – di fatto – perché ci ha riscattati/redenti da ogni tribù, nazione, popolo e lingua”, è sempre il canto della redenzione. Ascoltate, miei cari, se c’è qualcosa di nuovo nella vita cristiana, è il cantico nuovo, è il canto della redenzione che nasce dallo Spirito di Dio, che prorompe in lode dalla gioia presente quando siamo controllati dal suo Spirito.
Siamo stati redenti e questo ci ha dato un canto, e quando lo Spirito di Dio, controlla la nostra vita, fa sì che quel cantico venga fuori. Il canto di Mosè era un canto di redenzione. Lo possiamo leggere in Esodo 15. Dio aveva liberato Israele dall’Egitto, che in un certo senso era un’immagine di redenzione, non è vero? Li fece oltrepassare il mare quando si divise ed annegò l’esercito del faraone, e la prima cosa che fecero quando arrivarono sull’altra sponda - Esodo 15 – dice che tutta la compagnia d’Israele si riunì e cantarono il cantico di Mosè. E poi quando Dio liberò Israele - nel capitolo 5 di Giudici - per mano di quelle due persone meravigliose, Deborah e Barak, dove vediamo il primo duetto della Bibbia, offerto da Deborah e Barak - capitolo 5 di Giudici - cantarono un duetto. Un duetto della redenzione, su come Dio aveva risparmiato il suo popolo, e così via... Il canto è il cantico dei redenti, il cantico di coloro che Dio ha meravigliosamente liberato dalla schiavitù, dal peccato, dai problemi.
Amati, sapete che Dio ama la musica? Cioè la ama parecchio. Gli angeli cantavano prima della caduta ed il cielo alla fine sarà ricolmo di cantici, Dio ama la musica. Lo sapevate che nell’Antico Testamento – giusto per darvi qualche informazione in merito - nell’Antico Testamento c’erano 38.000 persone che servirono nel tempio - 38.000 persone. 4.000 di loro erano musicisti, quello è quasi uno su nove. Dio ama la musica. Lo sapevate che nel capitolo 15 di Esodo, versetti 20 e 21, c’è il primo coro di donne? Proprio così. Sapete chi era la direttrice? Miriam. Iniziò un coro di donne. Sapete una cosa? Lo sapevate che il primo coro maschile che son riuscito a trovare si trova in 1 Samuele capitolo 10 versetto 5, ed era formato dai profeti. I profeti si riunirono ed ebbero un coro maschile, o se mi sarebbe piaciuto vederlo! Scommetto che la loro teologia era perfetta; v’immaginate i profeti cantare?
Ascoltate, vi dirò qualcosa d’emozionante Se volete sentire un gruppo di uomini cantare come un qualcosa che non avete mai sentito prima, dovete ascoltare il canto di un gruppo di predicatori. Quando vado alla Conferenza dei Pastori di Moody e sento 1200 pastori cantare, è emozionante! Avevano un coro di uomini, ed avevano anche un canto congregazionale, 1 Cronache 13 versetto 8, dice che tutto il popolo cantava con lodi e suonava’. Ed amo questo, dice che lo facevano “a tutta forza”, dice. Ascoltate, la Bibbia dice che a Dio gli piace, e gli piace ad alto volume! A Dio piace la musica ad alto volume. A volte mi capita di ascoltare la musica a casa e mia moglie mi dice: ‘Abbassa un po’. E io rispondo: ‘Tesoro, non essere non-spirituale’. A Dio piace il volume alto, non incasinato, ma comunque ad alto volume, ordinato, e gli piace così.
1 Cronache 16:4 e 5, Davide istituisce un coro, e Davide era un maestro, non è vero? Possiamo solo immaginare di che tipo di coro si trattasse. Lo sapevate che nel tempio di Salomone, in 1 Cronache 23:5, ci viene detto che Salomone aveva un coro di 4.000 voci? Che coro dev’essere stato! Immaginate sentire 4.000 cantanti cantare. Quando Zorobabele tornò ed Esdra stava parlando della ricostruzione del tempio perchè ne avevano uno che era più piccolo perchè il paese era stato sottoposto alla terribile cattività Babilonese, una delle prime cose che fecero – in Esdra capitolo 2 – è che stabilirono un coro, un coro che era composto da 200 persone ma era comunque un coro.
Lo sapevate che i Leviti, alcuni dei sacerdoti, erano addestrati per essere degli abili musicisti? Ascoltate, gente, se avete dei figli che hanno una qualche propensione verso questo, incoraggiateli! Addestrateli affinchè un giorno ci aiutino ad esprimere la nostra lode, va bene?
In Neemia capitolo 12, c’è un canto antifonale, che a quanto pare sembra essere uno dei cantici preferiti di Dio, dove c’è un coro da una parte ed un’altro dall’altra ed i due si cantano a vicenda, a Dio gli piace molto e tra qualche minuto vi dimostrerò il perchè.
Avevano anche degli strumenti, ora non sono un esperto in materia, ma ho trovato queste cose nella Bibbia: strumenti a corda, a fiato e persino delle batterie, dei tamburi – ed alcuni di voi staranno pensando: ‘Oh, nella Bibbia?’ Si, ci sono delle batterie, ci sono i tamburi nella Bibbia. E ci sono anche - erano membrane - li chiamavano – membranofoni - che erano dei tamburi a membrana. Alcuni si tenevano in mano e si suonavano così. Ci sono altri che erano dei timbri, delle campane, ed altri strumenti di percussione. Ma tra gli strumenti a corda, c’era l’asor, che era una sorta di arpa, c’era il dulcimer che si percuoteva invece di pizzicarlo, c’era anche l’arpa vera e propria, c’era il sackbut che era una sorta di lira, una sorta di trombone piuttosto grande che si suonava a mano. C’erano strumenti a fiato come quelli che abbiamo ascoltato questa mattina come le trombe, le coroncine, i flauti, organi a canne. E per coloro che non erano troppo bravi con le note, c’era anche il corno d’ariete, che si bastava appoggiare sulla bocca e soffiare, c’erano davvero un sacco di cose. Perché la lode al Signore era appropriata e la musica era il modo in cui l’anima poteva liberare la sua espressione, capite?
E quando si arriva al Nuovo Testamento, la situazione è un po’ diversa. La prossima volta vedremo che il Nuovo Testamento insegna l’uso della musica strumentale. Lo vedremo nel prossimo studio. Ma lo sapevate che alla tavola del Signore, l’ultima cosa che fecero prima che Gesù fosse preso ed imprigionato, prima che fosse processato e crocifisso? Ci viene detto che l’ultima cosa che fecero dopo la Cena del Signore fu che cantarono un inno. Vedete? I discepoli si riunirono e cantarono. In Atti capitolo 4, credo che ci sia uno dei primi inni. Credo che abbiamo lì uno dei primi inni che la chiesa cantò; di fatto, credo che ce ne sia anche un’altro in Filippesi ed in altre parti della Scrittura, come vedremo probabilmente la prossima settimana. Ma in Atti capitolo 4, ci viene detto che tutti i credenti si riunirono e - versetto 24 dice che – “alzarono concordi la voce a Dio e dissero” - e poi partirono con questa cosa qui. E potremmo chiederci com’è che un gruppo intero di persone possa dire la stessa cosa senza leggere le parole, giusto? E tutti cantarono dicendo: “Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi...”, e così via, continuarono così... Quindi, senza dubbio, nel Nuovo Testamento abbiamo anche alcuni testi che furono cantati. Cosa facevano Paolo e Sila in prigione? Cantavano, non è vero? Cantavano.
In 1 Corinzi 14, l’apostolo Paolo cerca di correggere il canto dei Corinzi dicendogli, ‘Guardate, dovete cantare con lo spirito ma dovete anche cantare con – cosa? – con l’intelligenza’. E gli dice ‘quando vi radunate, ognuno di voi ha un salmo’ è troppo. Non possiamo avere otto solisti contemporaneamente, sarebbe un po’ difficile da gestire. Quindi bisogna ordinare la cosa, ma tra il popolo di Dio c’è sempre stata la musica.
Ora, sapete una cosa? Quando Gesù tornerà, instaurerà il regno millenario, giusto? Il regno di 1.000 anni sulla terra. La maledizione sarà invertita e allora gli angeli canteranno di nuovo. Tutto sarà meraviglioso ed Egli regnerà come Principe della Pace, e sapete che una delle prime cose che farà sarà quella di costruire un tempio nel Regno Millenario. Ora, Ezechiele descrive i dettagli del tempio in Ezechiele, intorno al capitolo 40 e seguire. Lì ci dà una descrizione del tempio che il Signore costruirà per glorificarlo nel periodo millenario. Ed una delle cose più affascinanti è questa: è che in quel tempio Dio instaurerà una cupola gigante per il coro, lo sapevate? Riesco a intravedere il sorriso sul volto di alcuni dei membri del nostro coro. Ci sarà una nuova gioia nell’attesa della venuta del Signore. Ma nel tempio millenario ci sarà un coro, e giudicando dalle dimensioni, di una parte e dell’altra, sembra proprio indicare che si tratti di un coro antifonale. Ci sarà un elemento da una parte ed un altro dall’altra, e la cosa intera è descritta, ed è così grande che sembra che potrebbe facilmente includere migliaia di persone in entrambe le camere, affinchè cantino in alternanza. Ora questo è un po’ quello che Dio pensa sulla musica.
Ed ho voluto dedicarci un po’ di tempo per farvi capire che Dio ama la musica. Ed ama quella musica che riflette il nuovo canto della redenzione, la musica che fuoriesce dalla vita ricolma di Spirito, è quello che ama.
Ora ci dice molto sul conto di quel cantico, e se andate al capitolo 14 di Apocalisse, scoprirete che le voci si leveranno in un coro meraviglioso, e voglio che vediate quanto meraviglioso sia questo coro, al versetto 1 dice: “Poi guardai e vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte Sion e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte. Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque e al rumore di un forte tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra.”
Ascoltate bene! Avranno un coro di centoquarantaquattro mila voci con arpisti celesti. Mamma mia, che canzone! Che canzone! Il capitolo 15 ci dice di più – stessa cosa - capitolo 15 versetto 3 - di nuovo, la stessa cosa. Ora, cosa stiamo dicendo? Stiamo dicendo che Dio ama la musica. Dio ama la musica che lo riflette giustamente, sia nel mezzo che nel contenuto.
Ora torniamo ad Efesini 5. Questa è stata una sorta di digressione, ma guardate ad Efesini 5. Vorrei proporre alcune domande. Forse, ne esamineremo due questa mattina e poi concluderemo la prossima volta. Ora quando le persone ricolme di Spirito si riuniscono, questo è il modo in cui la chiesa funziona. Quando delle persone ricolme di Spirito si radunano, prima di tutto cantano, quella è l’espressione di ciò che si trova dentro di noi. Ma tra chi cantiamo? Bene, tra chi? Ed ecco la prima risposta – ora non voglio insistere troppo su questo punto, voglio solo presentarlo, dice: “Parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali”, a chi cantiamo? A noi stessi, cantiamo tra di noi, ed alla fine il versetto 19 dice che cantiamo “al Signore”. Quindi il nostro canto è tra noi stessi, ma diretto al Signore.
E voglio che lo notiate. Perchè mi sembra davvero importante menzionare questa cosa qui, che il cantico dei santi è sempre tra di loro però verso Dio. Questo è vero in tutta la Scrittura. Non si trova mai musica evangelistica in quanto tale. Ora, io penso che Dio possa usare la musica per portare qualcuno a Cristo. Penso che Dio possa usare la musica per raggiungere un cuore tenero. Ma penso che ci debba essere una presentazione del Vangelo da qualche parte, ed è possibile che la musica stessa colpisca l’accordo di risposta che provoca la reazione, credo sia possibile, ma la musica non è stata concepita da Dio come strumento d’evangelizzazione. Eppure ci s’imbatte sempre in persone che dicono: ‘Beh, abbiamo un gruppo musicale evangelistico’ oppure, ‘Abbiamo un coro che va in giro e...’ - beh, non sono sicuro che quello sia evangelismo. Cioè la musica si può usare per attirare le persona, ma prima o poi bisogna predicare Cristo se si vuole ottenere una risposta. La musica, prima di tutto, non è altro che l’espressione di una vita ricolma di Spirito.
E gente, non credo proprio che, non credo proprio che la nostra musica debba essere cantata da non credenti. Non credo che sia il caso quello di usare persone che non conoscono lo Spirito di Dio, che non conoscono il Cristo che è la fonte della nostra musica per esprimerla! Penso che è nostra e che deve fuoriuscire dal nostro cuore.
E quindi dobbiamo tenerla tra di noi e dobbiamo rivolgerla al Signore. Questo è l’uso primario della musica, dev’essere usata nel nostro culto, nella nostra condivisione corporativa, nella celebrazione della nostra vita insieme a Cristo e come lode. Non è per il mondo, loro sono all’esterno. E penso che a volte sia un po’ triste quando vogliamo così tanto cantare i nostri canti al mondo che li prendiamo e li scriviamo prendendo in prestito il linguaggio del mondo, e poi pensiamo che è un qualcosa di evangelistico, quando in realtà, non è quello lo scopo della musica nelle Scritture. Quindi dobbiamo cantare tra noi stessi.
E sapete, è molto triste quando una chiesa non canta. Lo sapevate che la Chiesa Cattolica Romana ha privato la chiesa della musica per millecinquecento anni? Hanno completamente strappato la musica dalle persone. E solamente grazie alla Riforma la musica è tornata. Lo sapevate che gli stessi Riformatori erano tra i più grandi scrittori d’inni mai esistiti? Una delle prime cose che i grandi riformatori fecero fu quella di riportare la musica nella chiesa, riportarono la musica al popolo perchè ne erano stati privati! Quindi, quando veniamo qui a Grace church, cantiamo, non è vero? Perché è questo che le persone ricolme di Spirito fanno! Cantano tra di loro, e quindi il cantare insieme ci appartiene, e questo è in risposta alla domanda: ‘tra chi?’
Seconda domanda: Da dove? Dove nascono i canti? Qual è l’origine? Guardate di nuovo al versetto 19. Alla fine del versetto dice: “Cantando e salmeggiando” e poi notate la frase “con il vostro cuore”. Ora, la parola “con” non è presente nel Greco, è implicita dal caso del sostantivo. Ma ci sono un’infinità di possibilità a riguardo di quel caso specifico! Questa settimana ho ripescato il mio vecchio testo greco ed ho fatto un po’ di ricerca ed ho scoperto che potrebbe essere locativo, per gli studenti di greco, ho scoperto che potrebbe essere strumentale di mezzo o strumentale di causa. In effetti, c’è un uso molto simile nello strumentale di causa e se quello fosse il caso, allora sta dicendo “cantando e salmeggiando con dei cantici provocati o causati dal nostro cuore al Signore”, ed è proprio questo il nocciolo della questione, non è vero? Il nostro canto proviene dal cuore. Oh miei amati, se non proviene dal vostro cuore, non potete cantarlo, vero? Non si può cantare come Dio vuole.
Vi ricordate Israele? Catturati, portati a Babilonia, tristi, con il cuore spezzato? Come reagirono? Salmo 137:1, “Là, presso i fiumi di Babilonia, sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici delle sponde avevamo appeso le nostre cetre. Là ci chiedevano delle canzoni quelli che ci avevano deportati, dei canti di gioia quelli che ci opprimevano, dicendo: ‘Cantateci canzoni di Sion!’ Ma come potremmo cantare i canti del Signore in terra straniera?”, dissero. ‘Ai salici delle sponde avevamo appeso le nostre cetre’, vedete? Quando il canto non era presente nel loro cuore, non era nemmeno presente nella loro voce, non potevano cantare. Non potevano intrattenere i Babilonesi, non c’era nulla. Mamma, devo ammettere che li ammiro, non è vero? Non volevano essere degli ipocriti. Non volevano esibirsi. Non volevano fare lo show. Se non c’era alcun canto nei loro cuori, non era neanche sulle loro labbra. Se non c’era musica da suonare, non c’erano cetre, le avevano appese ai salici.
Se non hai alcuna canzone nel cuore, non puoi cantare con molta credibilità con le tue labbra. Ci sono alcuni che cantano per soldi. Ci sono alcuni che cantano per fama. Ci sono alcuni che suonano per orgoglio, ci sono alcuni che cantano senza lo Spirito. E possono anche cantare senza esser ricolmi di Spirito. Ma quello non è il cantico che il Signore vuole ascoltare, lo sapevate? Se quello è il tipo di canto che cantate, non cantatelo affatto. Se venite qui a Grace church al mattino e cantate giusto perchè tutti cantano anche se siete amareggiati o arrabbiati con Dio, per favore non cantate affatto. Dio non vuole sentire il vostro canto. O se avete l’opportunità di presentarvi e di cantare un assolo o di suonare una canzone ma il vostro cuore non è ricolmi dello Spirito di Dio, non fatelo. Non siate degli ipocriti, perché il nostro canto è il canto dei redenti ed il canto di coloro che sono ricolmi dello Spirito di Dio.
Ricordate le parole di Amos, il profeta che incriminò il popolo d’Israele perché continuava a cantare, anche se il loro cuore era nell’errore. Ed in Amos al capitolo 5 versetto 21, Dio dice al profeta: “io odio e disprezzo le vostre feste, non prendo piacere nelle vostre assemblee solenni. Se mi offrite i vostri olocausti e le vostre offerte, io non le gradisco; e non tengo conto delle bestie grasse che mi offrite in sacrifici di riconoscenza. Allontana da me il rumore dei tuoi canti! Non voglio piú sentire il suono delle tue cetre! Scorra piuttosto il diritto come acqua e la giustizia come un torrente perenne!”. In altre parole, finché non avrete giustizia e rettitudine, io non sarò interessato alla vostra musica. Dio vuole sentire il canto dei redenti, il canto che proviene da una vita ricolma di Spirito.
Oh, che grande priorità Dio ha dato al canto. Ma è così perché è rilasciato dal cuore. E, miei cari, è per questo che la nostra musica dev’essere diversa. Perchè lo Spirito di Dio è unico, la nostra musica non può essere come quella del mondo, non può essere come la loro, non può! Perché Dio non è come il sistema.
Non dimenticherò mai, e concludo con questo, non mi dimenticherò mai di quando stavo girovagando per una cittadina sulle Ande, nel sudamerica, in Ecuador. Stavamo viggiando con gli Schubert con un fuoristrada ed avevamo visto lama pascolare sulle montagne e gli indiani d’america erano ovunque sul ciglio della strada, una strada sterrata. Ed arrivammo ad un piccolo villaggio, Ken disse: ‘Voglio mostrarti il villaggio’, ed io dissi: ‘Va bene’, quindi scendemmo dalla macchina e camminammo lungo il cammino e tutte le casette erano fatte di fango, erano tutte delle casette di fango. Ed al centro, la stradina era di fango e le fognature scorrevano proprio al centro, era un posto un po’ deprimente, molto, molto primitivo. Non avevano nulla, a parte degli animali e quello che potevano coltivare, una località situata in alto sulle Ande, a 4000 metri d’altezza.
E quindi arrivammo a questo villaggio piccolino e vedemmo delle persone che mangiavano delle gallinette d’India che erano dappertutto. Le prendevano, gli rompevano il collo e le buttano nella pentola... tenevano la pentola sempre in ebollizione, così che quando avevano fame mangiavano. E quando arrivammo alla fine del villaggio, che era composto solamente da piccole capanne di fango, non c’era nient’altro... sentimmo qualcuno cantare, ed era incredibile! Perché riconobbi la melodia della canzone anche se non capivo le parole, era ‘Quale amico in Cristo abbiamo’. Ci avvicinammo sempre di più ed arrivammo ad un piccolo edificio senza finestre, fatto di fango con il tetto di paglia, e Ken mi disse: ‘vieni all’entrata’, quindi andammo all’ingresso e c’era... nessuno era seduto, erano tutti in piedi perché era l’unico modo per entrare.
Erano in piedi così, come in una scatola di sardine. E fuoriuscivano dalla porta ed erano tutti seduti nel mentre cantavano ad alta voce, ‘Quale amico in Cristo abbiamo...’ nella loro lingua. Ed ho pensato tra me e me: ‘Ah, interessante!’ Perché quella è musica occidentale, non è nata dagli indiani nativi della Cordigliera delle Ande, mica la conoscevano... Ma sapete la cosa incredibile è che quello che era successo, è che alcune persone erano rimaste lì per anni, anni e anni senza mai avere alcun successo, non successe mai nulla, e finalmente lo Spirito di Dio irruppe, e quegli indiani divennero cristiani immediatamente, ci fu un risveglio enorme, e c’erano indiani che furono salvati dappertutto, e costruirono una piccola chiesetta e s’incontravano rimanendo in piedi, proprio così, per tutto il tempo. E s’incontravano e cantavano inno dopo inno, dopo inno, dopo inno... E mi sono detto: ‘Sai, c’è una cosa che tutti i cristiani hanno in comune’. Abbiamo tutti un nuovo canto quando veniamo a Cristo, non è vero? Quella non era la stessa canzone che cantavano gli altri abitanti del villaggio, era un nuovo canto, un canto che esprimeva una nuova dimensione di vita.
Questa è una delle prime cose che accadono nella vita del cristiano. Qualcosa succede dentro di me che mi dà un nuovo canto! Sono così felice che Dio ci abbia dato l’opportunità di esprimerci in questo modo. E sono così grato che il Signore abbia presentato quel primo concetto, che quando siamo ricolmi di Spirito, il primo risultato è per noi. Sono felice per quel tipo di grazia; e la prossima volta vedremo un po’ come influisce sul nostro rapporto con Lui e con il resto delle persone, preghiamo.
Grazie, Padre ancora una volta questa mattina per la gioia di stare insieme, la gioia di cantare i canti dei redenti con i redenti. Voglio ringraziarti soprattutto oggi per i musicisti di talento che ci hai dato, come Jack Coleman, Reggie e molti altri, Mary Jane, Steve e molti altri Padre, che cantano e ci servono in quel modo. Padre, quanto sono importanti nel tuo piano, quanto sono meravigliosamente importanti perché dirigono, e coordinamento e guidano i canti che si trovano nei nostri cuori. Grazie per coloro che hanno scritto i grandi canti del passato e anche nei nostri giorni. Grazie Signore, per il canto. Ma soprattutto, grazie per il Tuo Spirito Santo che vive in noi e ci riempie quando ci abbandoniamo a Lui. Oh, Dio, aiutaci a camminare nello Spirito in modo che, qualunque cosa accada nella vita, anche se saremo perseguitati, o anche se tutto crollerà, se camminiamo nel Tuo Spirito, avremo sempre una canzone da cantare. Ti ringraziamo nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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