Grace to You Resources
Grace to You - Resource

Vogliamo continuare il nostro studio meraviglioso ed entusiasmante di Efesini capitolo 5 versetti dal 18 al 21. Siamo stati in questo brano per circa sei settimane, perché siamo andati un po’ per la tangente e ci siamo inoltrati in alcune divergenze, ma ci stiamo divertendo e credo che rimarremo qui ancora per un po’. Credo davvero che questa sia una porzione straordinaria, contiene così tante grandi verità d’importanza e dobbiamo prenderci il tempo necessario per comprenderle veramente. Efesini capitolo 5 versetti dal 18 al 21. Li leggerò e seguitemi nella lettura.

“Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesú Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Dio”. Preghiamo insieme prima d’iniziare.

Padre, questa mattina ti chiediamo, Signore, che tu possa placare in qualche modo i nostri cuori dalle nostre cose, che tu ci possa aiutarci a separarci da tutte le vicissitudini, le lotte e le parti della nostra vita che tendono a riempire i nostri pensieri. Signore, per così dire, con un atto divino, sgombra le nostre menti in modo che possiamo attingere alla tua presenza senza preconcetti, senza predisposizioni, con una mente ed un cuore puro per poter ricevere dalla tua mano ciò che hai per noi. E, Signore, ti prego che tu possa guidare colui che insegna, affinché egli sia solamennte un tramite, che Cristo sia l’insegnante e lo Spirito di Dio sia colui che comunica. Affinchè possiamo ascoltare da Te, e che potremo andarcene sapendo di esserci incontrati con Te, e ti lodiamo nel nome di Cristo. Amen.

Nell’ultima notte di Gesù con i suoi discepoli, riportata in Giovanni 13, 14, 15 e 16, Egli promise loro molte cose, molte cose meravigliose, incomparabili, cose che sono in qualche modo incredibili. Ma la chiave di tutte era la stessa: la venuta dello Spirito Santo. Ogni promessa che Gesù diede quell’ultima sera prima del suo tradimento e della sua crocifissione, ogni promessa fatta da Gesù quella sera ha trovato il suo compimento, in un certo senso, nella venuta dello Spirito Santo. Ora, sappiamo bene che Dio è uno solo: “Ascolta, o Israele, il Signore il nostro Dio è l’unico Signore”, dice la Shema dell’Antico Testamento. Ma sappiamo anche che quell’unico Signore, quell’unico Dio, è in tre persone distinte, e questo è il mistero del Dio trino. Che Dio è uno eppure Dio è individualmente Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo, e spesso Dio fa promesse tramite di Cristo che ci vengono confermate dallo Spirito Santo. Di fatto si tratta di Dio nella sua terza persona che realizza le sue promesse originarie. E quindi lo Spirito di Dio non è altro che la terza persona di Dio stesso. Ed è la venuta dello Spirito Santo nella vita del cristiano che rende tutte le promesse di Gesù Cristo reali. Guardiamo insieme per un momento al 14° capitolo di Giovanni, che ci aiuterà ad inquadrare i nostri pensieri.

In Giovanni 14, in particolare nel 14° capitolo, forse ancora di più del 13°, 15° o anche nel 16° capitolo, il nostro Signore li promette un certo numero di cose importanti. Gesù sta per lasciare i suoi discepoli e non vuole lasciarli nel timore. Più volte dice: ‘il vostro cuore non sia turbato’, perché erano molto preoccupati per la sua partenza. E quindi per compensare il vuoto e l’assenza che avrebbero sperimentato, gli concede queste promesse sorprendenti, che si realizzano tutte nella venuta dello Spirito Santo, in un modo o nell’altro. Guardate al versetto 17, per esempio, perchè li troverete un po’ il nocciolo della questione: “Lo Spirito della verità – dice – che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce, ma voi lo conoscete perché dimora con voi e sarà in voi”.

Ora, qui c’è una delle grandi dichiarazioni dispensative della Bibbia, una delle grandi dichiarazioni sul conto del disegno divino per l’era del Nuovo Testamento. Lo Spirito Santo è stato con voi e sarà in voi. Questa è la promessa che nell’era del nuovo patto, nella nuova era, dopo il giorno di Pentecoste, lo Spirito di Dio non sarebbe stato solamente con il suo popolo, ovvero accanto a loro, ma sarebbe stato in loro. Questo, quindi diventa l’elemento che rende tutte le altre promesse possibili. Se lo Spirito di Dio non prende dimora, allora tutte le cose promesse da Gesù non potrebbero mai realizzarsi pienamente.

Per mostrarvi cosa intendo dire, guardate ai primi sei versetti del 14° capitolo. Qui Gesù gli sta essenzialmente promettendo il Cielo, nel versetto 2 c’è la promessa che ‘Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi”, ora questa è una grande promessa. Gesù disse: ‘Ok, me ne sto per andare, andrò a preparvi un posto, tornerò e vi porterò via con me’.

Ora questa è una promessa meravigliosa. Ma se sei come me, ti piacciono le promesse che hanno una certa garanzia, giusto? Se qualcuno dovesse farti una promessa, voi potreste dire: ‘Va bene, apprezzo la tua promessa, ma hai modo di fornire una certa garanzia? Potresti verificare le tue parole?’ E Dio sa che ha bisogno di verificare la sua promessa e quindi in 2 Corinzi al capitolo 5, ci dice – non c’è bisogno di cercarlo – lo dice anche in Efesini 1, ma dice che ci ha dato l’arrabōn dello Spirito. In Italiano si chiama ‘la caparra dello Spirito’. Il termine “arrabōn” significa ‘garanzia, la prima rata, l’acconto o potremmo dire l’anello di fidanzamento’. In altre parole, Cristo sta dicendo: ‘Vi porterò in cielo per tenervi con me ed ereditare il mio regno’, e come prima rata o come acconto, come garanzia o come sicurezza, come anello di fidanzamento per dimostrare il fatto che faccio sul serio, vi darò lo Spirito Santo’, quindi, vedete? Lo Spirito Santo diventa il garante di questa promessa d’eredità celeste. Se non avessimo lo Spirito Santo, non avremmo la sicurezza di sapere che Cristo avrebbe mantenuto la sua promessa.

Più avanti in questo stesso capitolo, guardate al versetto 12, dove il nostro Signore fa un’altra promessa magnanima e sorprendente. Dice: “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre”, ora qui Gesù sta dicendo che voi farete opere più grandi, ovviamente non più grandi in genere, perché non è possibile, ma più grandi in termini d’estensione, più ampie persino di quelle che ha fatto Lui, perchè Egli era confinato in un’area molto circoscritta. Sta dicendo: ‘Visto che sto per andare dal Padre, voi farete cose più grandi’. Ma com’è possibile? Soprattutto in luce alla sua assenza? La risposta si trova in Atti 1:8, dove il Signore dice: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni” - mou martures - miei martiri – attenzione – “in Gerusalemme, in Giudea e fino all’estremità della terra”, ecco qui il compimento. Gesù lo fece a Gerusalemme, Gesù lo fece in Giudea, ma voi lo farete fino all’estremità della terra, in luoghi dove Gesù non è mai andato, e potrete farlo grazie allo Spirito Santo. Quindi il compimento stesso dipende dal fatto che lo Spirito di Dio dimori in noi, altrimenti non potremmo mai essere testimoni fino all’estremità della terra. Non avremmo mai la sicurezza e la garanzia dell’eredità del Suo regno senza la sicurezza e la garanzia della presenza dello Spirito di Dio.

In terzo luogo, nei versetti 13 e 14 dice: ‘Voglio darvi anche un’altra promessa’, questa: “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò”, ora questa è una promessa incredibile! E la ripete nel versetto 14, “Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”. In altre parole, sta dicendo: ‘Vi darò una risorsa, e questa risorsa si chiama preghiera. Se chiederete nel mio nome e io lo farò’. Ma sapete una cosa? È difficile. Molto difficile. E sapete il perché? Perché Romani 8 dice che non sappiamo pregare come dovremmo. Non sappiamo come pregare. Ma lo Spirito Santo intercede per noi con sospiri ineffabili ed Egli conosce la mente del Padre. In altre parole, questo versetto non si potrebbe mai realizzerebbe pienamente se non fosse per la continua opera d’intercessione dello Spirito Santo presso il trono di Dio. Il fatto che siamo sicuri di avere un’eredità celeste, il fatto che faremo cose più grandi del nostro Signore, il fatto che possiamo chiedere e ricevere dipende tutto dal fatto che lo Spirito Santo dimori in noi.

Inoltre, noterete che dice nel versetto 18: ‘Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. Ancora un po’, ed il mondo non mi vedrà piú; ma voi mi vedrete”. Ora, com’è possibile? Te ne andrai? Il mondo non ti vedrà più? Cosa vuol dire che tornerai? Versetto 20: “In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre Mio, e che Egli è in me, ed io - dove? - “in voi”. In quale giorno hanno riconosciuto che Dio era in loro? In quale giorno il popolo di Dio seppe che Dio era venuto a vivere in loro? Il giorno di Pentecoste. Lo Spirito di Dio discese a dimorare in loro. E sta dicendo proprio questo. Gesù sta dicendo: ‘Me ne sto per andare, ma tornerò ed in quel giorno saprete che sarò in voi”. Il compimento di quello è la venuta dello Spirito Santo, è la garanzia che Dio vive in me.

Guardate al versetto 27: “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”. Ora, aspettate un attimo, Gesù ha promesso la pace. E, a proposito, guardate al capitolo 15 versetto 11, dice: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi”. Gesù disse: ‘Voglio che abbiate la mia pace”, capitolo 14. “Voglio che abbiate la mia gioia”, capitolo 15. E disse anche: “Voglio che abbiate il mio amore”, capitolo 13, ve lo ricordate? Amore, gioia, pace. ‘Beh’ potremmo dire – quella è una promessa meravigliosa, ma com’è che la otteniamo?’ Galati 5:22, “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace”, vedete?

Tutto ciò che Gesù promise ai credenti si realizza grazie alla presenza dimorante dello Spirito di Dio, e questo è così importante fratelli! Abbiamo tutti questa risorsa, ed è per questo che nel capitolo 16 al versetto 14, il Signore dice che quando lo Spirito verrà, “Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà”. In altre parole, lo Spirito diventa quindi il canale tramite il quale le promesse di Cristo arrivano al credente. Lo capite? È molto importante che lo capiate. Se non fosse per la presenza dello Spirito, le promesse di Cristo non potrebbero mai realizzarsi nella vostra vita.

Ma questo è chiave: Tutto questo vi appartiene grazie alla presenza dimorante dello Spirito, ma è solamente appropriato nella vostra vita, è solamente funzionale quando siete ricolmi di Spirito; capite? Potete possedere lo Spirito di Dio come tutti i cristiani, potete esser dimora dello Spirito di Dio, potete avere a disposizione tutto il potenziale di tutti questi adempimenti delle promesse di Cristo, ma a meno che non siate riempiti o controllati dallo Spirito di Dio, a meno che non siate guidati dallo Spirito di Dio, non saprete mai cosa significa possedere queste promesse incredibili. Promesse non adempiute equivalgono a promesse non fatte o non mantenute. Dio vi ha dato Cristo ed in Cristo vi ha dato delle promesse grandi e preziose, come le chiama Pietro. E sono tutte vostre, le possedete tutte, ma non si realizzeranno mai, non saprete mai cosa vuol dire aver sicurezza per la vita e per la morte, non saprete mai cosa vuol dire vedere cose nella vostra vita che vanno al di là di quanto possiate immaginare, non saprete mai cosa vuol dire avere le vostre preghiere esaudite costantemente, non saprete mai cosa vuol dire avere il senso di Dio vivo in voi, non saprete mai cosa vuol dire avere amore, gioia e pace a meno che non sappiate cosa vuol dire esser controllati dallo Spirito Santo. Anche se lo possedete, non saranno attive... e questo è essenzialmente quello che Paolo sta dicendo.

Ora torniamo ad Efesini 5. Sta dicendo che se volete vedere la realizzazione di tutte queste realtà nella vostra vita, è assolutamente necessario che siate ricolmi di Spirito. Non c’è altro modo, non c’è altra possibilità di realizzare queste cose. Ed in tutti e cinque i capitoli di Efesini, Paolo ha non fa altro che descrivere il potere ed il potenziale dei credenti, ma il tutto si riduce a questo, gente: Potete anche volare per questi primi cinque capitoli e diciassette versetti, ma se v’impantanate qui, rovinerete tutto. Perché se non siete controllati dallo Spirito Santo, tutte le risorse a vostra disposizione, tutto il potenziale per vivere una vita in saggezza, amore, luce, unicità, umiltà ed unità, tutto quel potenziale va perduto. Ed una volta che arrivate al capitolo 6 quando inzierete a trovarvi nella guerra contro Satana, se non state vivendo controllati dallo Spirito Santo, manderete tutto a rotoli. Questo è il cuore della questione, dovreste prendere una matita rossa e circondare per bene il versetto 18, questo è il nocciolo della questione.

Ora, nel mentre abbiamo esaminato i versetti dal 18 al 21 - in realtà abbiamo solo visto il versetto 18 e un pochino il 19 – ma nel mentre li abbiamo osservati ho voluto sottolineare tre cose: il contrasto, il comando e le conseguenze. Il contrasto, il comando e le conseguenze. Abbiamo studiato in dettaglio il contrasto: “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza, ma siate ricolmi di Spirito”. In altre parole, la nostra gioia, la nostra pace, la nostra euforia, la nostra comunione con Dio, la nostra comunione fraterna e la nostra forza non derivano, come con i pagani, dall’ubriachezza, ma dall’essere ricolmi di Spirito, questo è il contrasto.

Poi, dal contrasto, fuoriesce il comando: “Siate sempre ricolmi di Spirito” – in altre parole, se tutte le nostre risorse sono legate, se tutta la realizzazione del nostro potenziale è legata all’essere ricolmi di Spirito, allora continuate ad essere ricolmi di Spirito o continuate ad essere controllati dallo Spirito. E questo si tratta di cedere momento per momento la propria vita alla volontà e all’opera dello Spirito di Dio. Non si tratta di una sorta di colpo divino, mistico, di un qualcosa di strano; si tratta semplicemente di cedere ogni momento allo Spirito di Dio. E quello succederà solamente quando considereremo lo Spirito di Dio, e quello accadrà solamente quando saturerete il vostro cuore, la vostra mente e la vostra anima con le pagine della Parola di Dio. E quindi nel mentre lo facciamo, saremo controllati dallo Spirito, saremo ricolmi di Spirito ed in terzo luogo ci saranno delle conseguenze.

Ed in questo testo ne menziona tre, e probabilmente prima che ci arriveremo tra qualche settimana finirò con aggiungerne un’altra, ma ce ne sono tre. Prima di tutto, dice che ci sarà una conseguenza personale: canteremo. In secondo luogo, ci sarà una conseguenza verso Dio: ringrazieremo, ed in terzo luogo, ci sarà una conseguenza tra i credenti: ci sottometteremo l’un l’altro. Ed in quarto luogo, aggiungerò questa probabilmente, ma ci sarà anche una conseguenza verso i non credenti, ovvero: il servizio. E vi mostrerò cosa intendo dire nel mentre continueremo lo studio.

E quindi quando siamo ricolmi di Spirito tutte le nostre relazioni sono nel giusto. Siamo nel giusto con noi stessi – saremo sani e completi... Spesso le persone vanno dallo psichiatra, dallo psicologo, dall’analista, dal consulente cristiano e così via, ed assumono il Diazepam, della Clorpromazina o il clordiazepossido o quella roba li, con l’obbiettivo di risolvere certi problemi, e si appisolano a lungo, sapete, vogliono imitare un po’ l’esempio di Rip Van Winkle e dimenticare tutto. Cercano di fuggire dai loro problemi quando l’unico modo per essere in pace con se stessi e avere un canto nel cuore è quello di essere ricolmi di Spirito! E questo è a riguardo del primo punto: avere il giusto rapporto con se stessi.

In secondo luogo, quando siamo collegati giustamente allo Spirito di Dio, ci ritroverete a fare quello che dice il versetto 20: “ringrazieremo continuamente per ogni cosa Dio Padre”. In terzo luogo, anche il versetto 21 diventerà una realtà: vi sottometterete a coloro che vi circonderanno. Ritroverete uno spirito d’umiltà. Uno spirito che dirà: ‘Non sto cercando di soddisfare i miei interessi, ma di fare ciò che è meglio per gli altri’, e quindi così facendo ogni relazione sarà nel giusto. Ogni rapporto sarà nel giusto, e anche quella quarta, nell’ambito del servizio, si trova in Giovanni 7, dove il Signore dice: “Quando lo Spirito di Dio vi riempirà, fiumi d’acqua viva sgorgheranno fuori da voi verso coloro che vi circondano”, quindi tutte le relazioni si riassumono nell’essere ricolmi di Spirito, perchè quando Egli controlla la tua vita, tutto è nel giusto.

Ora, abbiamo esaminato il primo punto: il cantare, e questo è l’elemento personale. Quando diventi un cristiano, lo Spirito di Dio viene a vivere in te e lo Spirito di Dio ti riempie, diventi gioiosi dal dentro al fuori. Un cristiano ricolmo di Spirito è felice, non importa cosa stia succedendo attorno a lui. Può ritrovarsi in prigione, in ceppi, come Paolo e Sila - e a proposito, i ceppi non erano come quelli dei pellegrini, dove si appendevano le mani in questo modo e i piedi in questo modo, ma ceppi con fori graduali che si estendevano e si allontanavano piano piano sempre di più, in modo che le gambe venissero tirate il più lontano possibile senza spaccarsi, e poi li bloccavano in quella posizione e li tenevano lì per settimane e settimane. E nel mezzo di quella circostanza, Paolo e Sila passarono tutta la notte facendo cosa? Cantando. Perché? Perché le circostanze non sono il problema; il riempimento dello Spirito è il problema e quello ci porta a cantare. E quando sono a posto con me stesso, quando ho pace nel mio cuore e quando sono ricolmo del Suo Spirito, si sprigiona il canto. Alla fine del sermone di questa mattina, vedrete il perché, e lo vedrete nel culmine di tutti i nostri pensieri, un culmine molto emozionante.

Quindi la cosa che abbiamo esaminato è che le persone ricolme di Spirito cantano perché c’è qualcosa di giusto nel loro cuore. Jerry Mitchell, che è uno dei pastori della nostra chiesa e serve in uno dei gruppi di comunione e nel ministero di evangelizzazione, è appena tornato dopo due settimane in Israele. È andato con un gruppo di Ebrei dagli Stati Uniti ed è stato il primo gentile ad andare con quel gruppo. Nessuno di loro era cristiano ed alloggiò nella casa di un generale israeliano, un generale israeliano laico. Ovviamente non è abituato a spendere due settimane senza cristiani. Non è abituato a non aver alcuna comunione fraterna e quando tornò - e Domenica scorsa, non ha sentito il sermone, perchè è arrivato Lunedì – ma quando venne si presentò alla riunione dello staff e la prima cosa che disse è stata: ‘Sapete? È così bello tornare nella comunione dei fratelli – disse - È così bello essere qui con voi, - disse - sapete? Ero così frustrato dal fatto che ero sempre con non credenti ed ogni volta che mi facevo la doccia, mi mettevo a cantare!” E tutti si misero un po’ a ridere perchè non aveva sentito quello che avevo insegnato, ma è quello che fanno le persone ricolme di Spirito.

E quando un cristiano è imbottigliato e non può cantare, c’è qualcosa che non va e deve trovare una doccia da qualche parte dove poter cantare di Cristo a squarcia gola – e ovviamente, in alcuni alberghi in Israele non è mica possibile farlo senza finire in un sacco di guai. E ci disse che spesso si rinchiudeva nella sua stanza solamente per poter leggere il Nuovo Testamento, ma è necessario rilasciare quella gioia dello Spirito.

Sapete, nel Pellegrinaggio del Cristiano, John Bunyan ha scritto un capolavoro sulla vita cristiana, e nel mentre descrive il pellegrinaggio, dice che lungo il percorso il Pellegrino spesso si svia, non è vero? Cade nella ‘Palude della Disperazione’ e poi continua e si ritrova nel Castello del Dubbio e poi sbaglia strada e qualcuno lo porta nella Fiera della Vanità e si trova con tutti questi problemi e continua ad uscire dal sentiero a sviarsi, e poi ritorna sul sentiero e poi finalmente attraversa il fiume, sale sulla collina ed entra nella Città Celeste nel Paradiso a venire. E John Bunyan non menziona mai il riempimento dello Spirito. In tutto il Pellegrinaggio del Cristiano non parla mai del riempimento dello Spirito. Ma sapete cosa ripete? Per almeno 50 volte? Dice che il pellegrino si rimise in cammino e continuò... come? Cantando. Quello è il modo in cui John Bunyan lo descrive, ‘proseguì cantando’. Perché? Perché il canto è l’espressione di quello che Dio sta facendo nel cuore.

Le persone ricolme di Spirito hanno un canto e qui sta dicendo di fatto che quando i pagani si radunano nelle orge e nella loro liturgia satanica, fanno certe cose nell’ubriachezza; ma quando noi ci raduniamo, cantiamo perché lo Spirito di Dio ha fatto nascere un canto nei nostri cuori, quindi è un qualcosa di fondamentale. Efesini 5:18 dice che quando siamo ricolmi di Spirito cantiamo. Colossesi 3:16 dice che se la Parola di Cristo dimora in noi abbondantemente, cantiamo. Giacomo 5:13 dice che se il nostro cuore è pieno di gioia, canteremo; e tutto questo è vero. Dio ci ha dato il canto come espressione di gioia.

Ora, abbiamo proposto diverse domande. Esaminiamole di nuovo: la prima domanda era: ‘tra chi cantiamo?’ Tra chi cantiamo? Il versetto 19 risponde semplicemente dicendo: ‘Parlandovi a vicenda’, cantiamo tra di noi, sono canzoni personali. So bene che molti hanno insistito sull’uso della musica come strumento evangelistico. Mi è capitato di parlare in diverse situazioni dove ci sono certi gruppi musicali che eseguono un certo tipo di musica ed io chiesi: ‘perché fate questo tipo di musica?’ e loro rispondono: ‘Beh, sai, se vuoi raggiungere il mondo per Cristo tramite la musica, devi suonare il tipo di musica che il mondo ascolta’. E la mia domanda è sempre la stessa: ‘Ma dove sta scritto nella Bibbia che bisogna raggiungere il mondo con la musica?’ E nessuno ci pensa mai. E immancabilmente rispondono dicendo: ‘Non lo so’. Vuoi sapere una cosa? Nella Bibbia non c’è mai scritto di cantare il Vangelo di Cristo, c’è scritto di predicarlo.

Dio non ha mai concepito la musica come strumento evangelistico. Voglio dire la musica esiste da molto tempo e sono sicuro che ci sono state volte in cui certe canzoni, certi inni o certi cantici spirituali abbiamo colpito il cuore e la coscienza di alcuni non credenti ed è possibile che visto che già conoscevano la verità del Vangelo siano stati spinti dall’altra parte e son venuti a Cristo, ma questo è solamente un beneficio residuo, così come il fatto che la nostra vita cristiana personale potrebbe essere di testimonianza per qualcun altro. Ma il cuore dell’evangelizzazione è la predicazione del Vangelo, ed è il vivere il Vangelo ed è l’insegnare il Vangelo. Non ci viene mai detto che il mondo dev’essere conquistato da gruppi musicali. Ora, non voglio essere troppo duro su questo punto, ma penso che se esaminassimo davvero di nuovo ciò che la Bibbia sta dicendo qui, potremmo eliminare un sacco di cose piuttosto brutte che vanno avanti nel nome della musica cristiana con il pretesto che dobbiamo raggiungere il mondo. Non ci è mai stato detto di raggiungere il mondo cantandogli addosso, e credo che dobbiamo tenerlo bene a mente.

Il Vangelo deve essere predicato perchè è la potenza di Dio per la salvezza; e sono certo che Dio volesse assicurarsi che non confondessimo il fatto che la predicazione del vangelo deve esser rivolta alle facoltà decisionali piuttosto che alle emozioni abbindolate dal potere della musica. Quindi penso che sia molto importante che la Bibbia dica che la Chiesa deve usare la musica per rivolgersi a se stessa, per parlare tra sè e sè, è lì che la musica deve rimanere.

Ora, penso che sia meraviglioso che i non credenti vengano ad ascoltare la musica, e spero che la amino, ma non la capiranno mai come la capiamo noi; e per esser portati a Cristo hanno bisogno del vangelo, hanno bisogno di più delle mere canzoni. Ed io temo davvero che al giorno d’oggi la musica, con il suo potere emotivo ed il suo impatto, sia usata come strumento. Ma se rendiamo la nostra musica così simile a quella del mondo, il mondo pensa che diventare cristiani non sia poi così diverso dall’essere nel mondo. Ed è per questo che è così difficile vedere certi impegni. Beh, io non voglio continuare ad insistere, volevo solo aiutarvi a capire che Paolo sta dicendo che le persone ricolme di Spirito cantano a se stessi, dice: “parlandovi a vicenda”, così come nell’antica Israele, la loro musica era la loro musica, era personale, era la loro espressione personale, così è anche per la chiesa.

In secondo luogo: Da dove nasce? Da dove viene la nostra musica? Il versetto 19 dice alla fine del versetto – “con il vostro cuore” che significa letteralmente dal cuore, proviene da una fonte interiore. L’origine è il cuore, e la settimana scorsa vi ho detto che in Amos capitolo 5, il profeta Amos, come voce di Dio, disse al popolo: ‘Smettete di cantare! I vostri cuori non sono a posto e quindi non voglio sentire i vostri canti!’ E nel sesto capitolo dice: ‘Vi state comportando da stolti! Vi stendete su letti d’avorio, vi sdraiate su letti lussuosi, bevete il vino in ampie coppe perché i bicchieri sono troppo piccoli, vi ubriacate, siete indulgenti, vi ungete di oli pregiati, avete gioielli ovunque, suonate un sacco di canzoni, cantate un sacco di musica e v’inventate strumenti nuovi e sofisticati ed io non voglio sentire nulla di ciò che fate – dice - fermate tutto”.

E poi nel capitolo 8 al versetto 3, dice: “I vostri canti diventeranno urla quando avrò finito con voi”. In altre parole, il problema non è la musica in sé e per sé, il problema è il cuore di colui che canta, per lo meno, quello è il problema di fronte a Dio. Potete cantare la canzone più bella del mondo, potete cantare le parole più glorificanti che ci siano, se il vostro cuore non è a posto davanti a Dio, non importa se la stiate cantando da questo pulpito, dal vostro posto o che siate a casa vostra, non sarà accettabile di fronte a Dio. Se il cuore non è a posto la canzone non gli sarà mai gradita, non importa quanto la cantiate bene. D’altro canto, non importa quando pessimi possiamo essere, non importa il fatto che non riusciamo a tenere la nota giusta, se il nostro cuore è nel giusto, sarà come musica dolce per le orecchie di Dio... quello è il problema, il cuore.

Gente, ve lo dico chiaro e tondo, oggi nella Chiesa abbiamo perso di vista questo aspetto. Nel Cristianesimo abbiamo accumulato una pila di musicisti, di cantanti di artisti vari il cui cuore non è a posto davanti a Dio, che vengono costantemente promossi, spinti e ritratti sulla scena, e Dio non è interessato ai loro canti, se i loro cuori non sono nel giusto. Io non sto cercando di eliminare tutte queste persone dal ministero, sto solo dicendo che forse dovrebbero fare marcia indietro e mettere a posto la loro vita prima di pretendere di rappresentare la musica di Dio, perché a Lui interessa il cuore.

In effetti, la musica del mondo... di fatto non dovremmo mica volerci identificare con loro, la nostra musica dovrebbe essre diversa! Lo sapevate che la musica del mondo un giorno finirà? Tutte le stazioni radio che trasmettono musica si fermeranno, tutti gli strumenti si fermeranno, non ci sarà più la musica del mondo. E potremmo chiederci: ‘Quando?’ Apocalisse capitolo 18, se volete leggerlo ve lo mostro, dal versetto 20 al 22. In Apocalisse 18, Dio ha giudicato il sistema mondiale, e qui quel sistema viene chiamato Babilonia. Babilonia è stata l’origine del sistema mondiale maligno e sarà anche la sua fine, e quindi questa forma finale del sistema mondiale dell’anticristo viene chiamato Babilonia.

E qui nel capitolo 18 ci dice com’è che questa sarà sterminata, e sarà spazzata via alla fine della tribolazione. E quando terminerà, Cristo ritornerà ed instaurerà il suo regno. Ed una delle cose che avverranno è questa, versetto 21 dice che un angelo solleverà una pietra grossa come una grande macina e la getterà nel mare dicendo: “con questa violenza, la grande città, Babilonia, precipiterà”, e quando il sistema intero finirà, guardate un po’ a cosa terminerà per primo, versetto 22: “non si udranno piú le armonie degli arpisti né dei musicisti né dei flautisti né dei sonatori di tromba”, quella sarà la fine della musica del mondo, finirà, finirà. Dio dirà: ‘Ne ho abbastanza, è finita!’ Tutta la musica priva di Spirito cesserà immediatamente. Sapete? È quasi come se Dio avesse dato la musica agli esseri umani – perchè è una benedizione meravigliosa – ma gli esseri umani l’hanno corrotta così come hanno corrotto ogni altro dono di Dio e quindi sta arrivando il giorno in cui Dio se ne sbarazzerà.

Riuscite a immaginare un mondo senza musica? Ci riuscite? Nella nostra società le persone non riescono neanche ad aspettare di arrivare fino all’auto senza accendere la radio, e dalla macchina a casa senza accendere lo stereo. C’è musica al lavoro, in fabbrica, in negozio, all’intervallo della partita di Football, c’è sempre musica costante. Le persone non possono affrontare la vita senza musica, perché la musica mette certi pensieri nella loro mente, certe parole che gli impediscono di pensare veramente alle cose che contano. Questo mondo senza musica sarà un luogo molto frustrante, ma è quello che Dio dice.

Ezechiele 26:13, Dio dice: “Io farò cessare il rumore dei tuoi canti ed il suono delle tue arpe non si udrà piú”, e lo disse a Tiro e poi arrivarono e spazzarono via la città intera, e quello era solamente piccolo microcosmo di quello che accadrà quando Dio giudicherà il mondo intero. All’inferno non ci sarà alcuna canzone. Le persone vivranno per sempre all’inferno senza una nota di musica, senza una canzone da cantare, senza nulla che sarà mai in grado di alleviare il giudizio senza attenuanti che dovranno subire, e le uniche canzoni che potranno mai essere cantate, dopo che Dio si sbarazzerà della musica del mondo saranno i canti dei cuori dei Suoi santi ricolmi di Spirito che riempiranno il regno e continueranno per l’eternità, il canto eterno dei redenti. Ascoltatemi bene, il nostro canto deve provenire dai nostri cuori e dev essere distinto, dev esser unico.

In terzo luogo: a chi dev esser cantata la nostra canzone? E quello è chiaro, non è vero? Capitolo 5 versetto 19, alla fine del versetto, dice “al Signore”. Cantiamo al Signore ed è per questo che stamattina ho detto, ‘sai non è necessario applaudire o battere le mani’, ed ovviamente io lo apprezzo, non importa più di tanto, non voglio farvi sentire in colpa per essere grati se è questo quello che è nel vostro cuore, ma non è necessario che esprimiate così il vostro ringraziamento, perché di fatto, stiamo offrendo tutto al Signore. Se c’è qualcuno che dovrebbe applaudire, dovrebbe essere il Signore. E ieri sera ha applaudito parecchio con tutti quei tuoni, ma non credo che abbia nulla a che fare con quello di cui stiamo parlando. Non credo che il Signore risponda così.

Ma quello che sto cercando di dire è che quando offriamo qualcosa al Signore, non la trattiamo come un intrattenimento. Se il coro sta cantando o qualcuno sta suonando, come ha fatto Rufus questa mattina, o se c’è qualcun altro che canta, in realtà loro non stanno cercando di esibirsi per voi, ma di far sì che i nostri pensieri si uniscano ai loro e che vengano innalzati in lode al Signore, quindi non è una questione d’intrattenimento. Siamo tutti radunati per lodare il Signore ed i cantanti ci guidano insieme ai musicisti, ed è lì che la lode deve andare a finire, è tutto per il Signore. Tutta la musica deve essere offerta a Lui. E sapete, a questo punto dovremmo controllare un po’ il nostro canto. Ci sono alcuni che dicono: ‘Beh, sai, tal dei tali canta sempre, ma penso proprio che lo stia facendo per se stessa’, beh, sapete una cosa? Tutti coloro che cantano per se stessi non sono qui.

Ci sono persino persone nella congregazione che, quando arriva il momento del canto congregazionale, stendono tutti nell’arco di cinque file. Quindi la gente si gira e dice: ‘Oh, chi è quello lì... meraviglioso’, sapete Martyn Lloyd-Jones disse che probabilmente c’è molta più roba di quel tipo tra le panche della chiesa piuttosto che tra il coro ufficiale. Ora non so se via vero o meno, ma credo che dobbiamo tutti esser consapevoli che se stiamo cantando veramente da un cuore colmo di Spirito, lo stiamo facendo per il Signore, non per far si che le persone che ci circondano dicando: ‘ah che voce meravigliosa!’

In 2 Cronache capitolo 5, c’è un’illustrazione piuttosto pratica, un testo fantastico. Il grande tempio era appena stato costruito... che giornata gloriosa per Israele; ed in 2 Cronache capitolo 5 versetto 12, i Leviti, che erano i cantori, si radunarono per la dedicazione del tempio e si presentarono vestiti di lino bianco. Avevano cimbali, saltèri, arpe, e c’erano 120 sacerdoti che suonavano la tromba. V’immaginate un coro da 4.000 voci con 120 trombe? Che esperienza straordinaria! “E fu che quelli che suonavano la tromba e quelli che cantavano erano come un sol uomo” - in che senso erano come un suol uomo? - “fecero udire un solo suono”. Erano uno nel senso che suonavano tutti la stessa melodia, nello stesso modo, e cantavano nello stesso modo, in altre parole, erano bravissimi, erano dei musicisti eccellenti.

Ma oltre a quello, erano un tutt’uno nel lodare e ringraziare il Signore, vedete? In altre parole, erano nel giusto sia musicalmente che nel cuore. E dice: ‘e alzarono la voce – singolare, ‘una voce’ – con il suono delle trombe, dei cembali e degli altri strumenti musicali, per lodare il Signore ‘perch’egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno!’, e Dio era così compiaciuto che dice che la nuvola – la gloria shekinah scese e riempì il tempio così che i sacerdoti non poterono rimanervi per svolgere il loro servizio perchè la gloria del Signore riempiva la casa di Dio”, che bella immagine! C’è musica che glorifica Dio e Dio risponde con la sua presenza che appare in modo tale che i sacerdoti non poterono nemmeno continuare il servizio perché la sua gloria li accecò e riempiì l’intera località.

E nell’Apocalisse, quando sentiremo il grande coro cantare nel futuro, canteranno al Signore dicendo: “Degno è l’Agnello, lode a Dio”, tutta la musica è sarà offerta a Dio. Johann Sebastian Bach, che di fatto è uno dei padri della musica moderna disse questo secoli fa: ‘Lo scopo di tutta la musica è la gloria di Dio’, fine della citazione, ed aveva ragione. Quindi, quando cantiamo, dobbiamo tenere presente che è un dono di lode al Signore. E questo significa che le parole che cantiamo, ogni parola di ogni canzone, dovrebbe essere biblica, giusto? Dovrebbe riflettere giustamente i pensieri di Dio, gli atteggiamenti di Dio e la rivelazione di Dio. E c’è molta musica che manca completamente questo punto, è un po’ un miscuglio teologico, è dottrinalmente sbagliata. Le nostre parole devono essere giuste. Non solo quello, anche la melodia dovrebbe portare onore: il veicolo, il metodo con cui cantiamo. Penso che a volte i canti vengono offerti a Dio in un vernacolo che fa così tanto parte del mondo che Dio non vorrebbe mai essere identificato con quello stile a causa di quello che implica nel sistema in cui viviamo. Dovrebbe esserci una certa bellezza, una certa distinzione, una certa separazione affinchè sia chiaro che si tratta di un qualcosa che dev’esser offerto a Dio.

Ora voi potreste dire: ‘John, stai dicendo che non dovrebbe avere alcun effetto su di noi e che è solamente un sacrificio a Dio? Che non dovremmo mai pensare a noi stessi?”, Beh, sapete cosa altro è meraviglioso? Che quando siamo ricolmi di Spirito ed offriamo quella musica a Dio, essa ha anche un effetto fantastico su di noi, non è vero? Oh, per me, per esempio, quando mi ritrovo seduto ad ascoltare la musica ed il mio cuore è ricolmo di Spirito e mi ritrovo a cantare e lodare il Signore, oppure quando sento cantanti e musicisti fare la stessa cosa, io mi ritrovo un po’ dappertutto, vado dalla pelle d’oca alle lacrime! Ha un effetto fantastico sul mio morale. Sapete, a volte, se quando ritorno a casa mi sento un po’ depresso o un po’ triste, metto la musica sul giradischi e quello mi cambia lo spirito. Mi solleva ed incomincio a cantare e comincio a pensare e a sollevare il mio cuore verso Dio, ed il tutto ha un effetto di guarigione sul mio cuore.

Mia moglie me lo dice spesso che è la cosa più bella ed efficace, per darle uno spirito quieto, con quattro bambini piccoli a casa, un marito molto occupato e tutto quello che succede ogni giorno, dice che la musica, la musica del Signore, ha un effetto calmante; e penso che ci sia un aspetto di quel tipo nella musica, e penso che Dio l’ha intesa in questo modo, lasciate che vi mostri un bel versetto.

1 Samuele 16:23, qui incontriamo Davide, e Davide, ovviamente, era un musicista straordinario. Tra le molte cose che era in grado di fare così bene, era un grande musicista, suonava molto bene, era un abile cantante ed era, ovviamente un grande, grande scrittore di inni, come testimoniano i Salmi. Ma in 1 Samuele 16 versetto 23, vediamo che Davide fu chiamato da Saul. Ogni volta che Saul era turbato, o che era in difficoltà, o si trovava in qualche problema chiamava Davide affinchè venisse a suonasse per lui. E iniziando a metà del versetto dice così: ‘Davide prese l’arpa” – ora non vedremo la storia completa, ma dice che Davide prese l’arpa e la suonò con le sue mani”, a quanto pare non cantò neanche, stava solamente suonando la sua arpa. E cosa successe? Io so una cosa, so che Davide suonò per il Signore, se si trovava nella giusta disposizione di cuore come era di solito. Davide suonò la sua arpa per il Signore ma ci fu grande beneficio per Saul, e guardate a quello che succede, tre cose: Saul si calmò, stava meglio ed il cattivo spirito sandò via da lui.

Le vedete quelle tre cose? Una è mentale, fisica e spirituale. La musica lo influenzò, prima di tutto, mentalmente. Lo rinfrescò, sembra che si trovasse sottoposto a grande ansietà, la sua mente era angosciata, era sconvolta, eppure, anche se Davide offrì la sua musica a Dio, essa ristorò la mente turbata di Saul. Nel XVII e XVIII secolo, i medici erano soliti raccomandare la musica ai loro pazienti mentali. Avevano diversi tipi di musica per diverse varietà di malattie mentali e anche oggi troviamo quello stesso tipo di trattamento in alcune località. La musica ha un effetto straordinario. Avrete certamente sentito l’affermazione che la musica ha il potere di calmare i più selvaggi, ed in un certo senso è vero. Può calmare la mente turbata.

In America esiste una società nota come Muzak, e Muzak fornisce la cosiddetta musica non d’intrattenimento per l’industria. Per esempio, quando si va dal dentista e ci si chiede il perché si sceglie un dentista piuttosto che un altro, e a volte non è grazie al suo trapano, o il suo sorriso, potrebbe essere grazie alla sua musica. La musica ha un’enorme capacità d’indurre tranquillità mentale e questa è una cosa studiata. I membri della Muzak Corporation non sono principalmente dei musicisti, sono degli scienziati comportamentali, e son riusciti a determinare cos è che ci fa sentire a nostro agio quando siamo dal dentista. La stessa cosa vale quando si va dal medico o in una fabbrica. Garantiscono al datore di lavoro che se adottano la loro musica e se la usano produrranno più prodotti in meno tempo. Ci sono persino delle statistiche che lo provano.

Inoltre, hanno scoperto che nei negozi in cui la suonano, c’è un aumento misurabile degli acquisti grazie alla musica. La mente viene letteralmente liberata o organizzata da certi tipi di musica. Molti di voi, dopo il lavoro, quando state guidando in autostrada in mezzo al traffico, molti di voi accendono la radio sul canale più rilassante piuttosto che a quello che riflette il manicomio che vi circonda, giusto? E se oggi dovesse ascoltate la musica rock, capireste perché ci sono così tanti malati psicologici. Quel tipo di musica ha l’effetto diretto di sconvolgerti e di stravolgerti.

Il Dr. Jay Keenan, presidente di Muzak, dice questo, e cito: ‘A differenza delle droghe, la musica ci influenza psicologicamente e fisiologicamente senza invadere il flusso sanguigno. Le ricerche hanno indicato che la qualità intrinseca della musica influenza - ascoltate qui – influenza il nostro metabolismo, il nostro battito cardiaco e le nostre pulsazioni. Muzak Corporation si è specializzata unicamente nelle applicazioni di musica non d’intrattenimento in relazione alle scienze comportamentali. L’influenza sottile della musica è stata sfruttata in programmi che forniscono uno stimolo controllato per i lavoratori”, fine della citazione. Sanno cosa stanno facendo alla mente delle persone. Ha un effetto molto evidente sulla produttività, migliora le vendite, rende le persone più felici. La musica influenza il nostro pensiero.

Nel XVII secolo, un dottore medico e scienziato tedesco molto famoso di nome Anastasius Kircher studiò gli effetti fisici della musica. E questo dottore è colui che scoprì che se si mette dell’acqua sul bordo di un bicchiere e si fa scorrere il dito il bicchiere emette dei suoni. Inoltre fece anche degli studi ulteriori per scoprire che la musica provoca un riverbero dell’aria intorno al corpo e può anche causare variazioni nel flusso dei fluidi corporei, che si tratti del sangue, della saliva, del liquido linfatico o quello che sia. Disse che è persino possibile influenzare la consonanza, la dissonanza, il tempo e l’intonazione. Si possono influenzare i nervi, i muscoli e così via, così come il polso, il battito cardiaco ed il resto.

Forse vi può interesserà sapere che, non so se ne avete mai sentito parlare di questo tipo di musica, si chiama ‘Tarantella’? Questa fu originariamente scritta con l’idea che, vista la sua struttura avrebbe persino potuto estrarre il veleno della tarantola dopo esser stati morsi... lo credevano davvero. Pensavano che se qualcuno fosse stato morso da una tarantola, potevano suonarla ed il veleno sarebbe uscito dal corpo. Non sono sicuro di crederci, ma questo vi dà un po’ un idea di com’è che le persone abbiano concepito l’impatto della musica nel corso dei secoli. Oggi stesso negli ospedali si usa la musica come applicazione diretta a certi processi di guarigione! Due pazienti, stessa malattia, stessa diagnosi, stessa prognosi, uno fu inserito in un programma che adopera la musica, l’altro no. Ed il risultato è che quello con la musica generalmente si riprende più velocemente e meglio dell’altro, sotto certe circostanze. La musica ha degli effetti sul corpo fisico.

E poi può avere effetti spirituali, Saul non solo si calmò e guarì, ma dice che “il cattivo spirito se ne andò da lui”, e credo che questo si riferisca al fatto che può anche avere un effetto spirituale. Ora non sto dicendo che se ci sono degli spiriti maligni, basta suonare la melodia giusta e se ne andranno. Non sto cercando di dire questo! Ma quello che sto dicendo è che credo che la musica possa avere un ministero spirituale nel guarire alcune delle nostre ferite spirituali, non è vero? Oh, nella mia stessa vita l’ho sperimentato molte volte. Magari mi trovo un po’ giù di morale per qualcosa, mi siedo ed ascolto una bella interpretazione di ‘Preferirei aver Gesù di qualsiasi altra cosa’ e quello ha un effetto straordinario sui miei pensieri spirituali. Quindi, anche se la musica è offerta a Dio, ha anche un effetto incredibile su di noi. Dio cel’ha data come un dono meraviglioso. E quando è usata in modo appropriato, può ristorare la mente, guarire il corpo e restaurare lo spirito.

Apposto, quindi è molto importante, torniamo ad Efesini. Abbiamo una quarta domanda da porre: se dovessimo fare questo tipo di musica e se dovessimo offrirla a Dio ed allo stesso tempo può anche avere un effetto meraviglioso su di noi, con che cosa lo facciamo? Cosa è accettabile? Mi ricordo che qualcuno scrisse un articolo sul conto della nostra chiesa e ci hanno criticato per il fatto che avevamo suonato la chitarra in chiesa. Che ci siamo spinti persino fino al punto di suonare una chitarra, per il fatto che qualcuno aveva pizzicato una corda. Mi ricordo che si trattava di un articolo importante ed erano tutti arrabbiati e dicevano che eravamo una chiesa liberale perché avevamo una chitarra. Quindi la domanda è naturale, chi è che dice cosa possiamo fare? Chi è che stabilisce quali cose sono accettabili? Guardate qui, questo è davvero, davvero favoloso.

Innanzitutto, nel versetto 19 c’è una dichiarazione generale. La prima parola è cosa? Parlare. Sapete che parola è in greco? Laleō. Sapete da cosa deriva? La-la-la-la, la-la-la-la, semplicemente la-de-la, è una parola onomatopeica evoca il significato, la-la-la-la, è un suono, tutto lì; Laleō, come la lingua, il movimento della lingua, ‘la-la-la’, riproduce il movimento della lingua. Quando la lingua si muove, fa la-la-la-la, vedete? Tutto li, quello è il significato della parola, si riferisce ad un suono qualsiasi. In effetti, in origine, il significato più antico che potevamo trovare era quello del cinguettio, nel greco classico fu usata spesso in riferimento al cinguettio degli uccellini, e fu anche usata per il chiacchiericcio dei bambini.

L’altra sera avevamo un piccoletto a casa ed io ero li a guardarlo per un oretta o qualcosa del genere, e lui era lì seduto sul pavimento ed era davvero divertente. Diceva, ‘la-la-la-la-la’, solamente ‘la-la-la’, quella parola laleō deriva fondamentalmente da quello: il balbettio dei bambini, il cicaleccio degli uccelli. Si usa anche in riferimento ai suoni degli animali, i grugniti e i lamenti degli animali, i rumori che fanno. E nel greco classico viene anche usata per parlare del rumore della cavalletta e dei grilli, in altre parole, significa suoni.

Avete mai visto un gruppo di bambini che si presentano con della carta vetrata, dei bastoncini, il triangolo o le maracas e fanno un po’ di rumore, riproducono del suono, è tutto lì, e quella è la parola laleō. Per esempio, viene usata in Apocalisse 4:1 dove ci viene detto che “la tromba parla”, usata per identificare il suono della tromba. Nel greco classico viene usata spesso per indicare il suono di strumenti musicali, arpe, corni, tamburi, o quello che sia. In Apocalisse 10:4 viene usata per parlare dei tuoni, dice: “la voce del tuono” perchè i tuoni producono dei suoni. Ora, guardate qui: Quello che sta dicendo è semplice: “Le persone ricolme di Spirito fate rumore”. Ed è proprio quello che dice l’Antico Testamento, ‘Offrite – che cosa? - un suono gioioso al Signore”, si tratta di una categoria molto ampia.

Il punto è questo: qualsiasi suono offerto al Signore da un cuore ricolmo di Spirito nel contesto giusto, vedete? Potrebbe essere una chitarra, un violino, potrebbe persino essere una batteria, un’arpa, un corno, un clarinetto, un flauto, uno strumento ad ancia, potrebbero essere un po’ tutte queste cose. E stasera, quando tornerete, ci saranno qui sopra un 45 o 50, e suoneranno tutti quello che c’è da suonare e ci parleremo a vicenda cantando per il Signore, tutti i suoni! Avete mai pensato a com’è che Dio abbia inventato tutti questi suoni incredibili? Cosa sarebbe un mondo senza musica? Cosa sarebbe? Voglio dire, riuscite a immaginare se non potessimo cantare, se la voce umana fosse esattamente così e andasse sempre così e se parlassimo come R2D2, o quello che sia, e se parlassimo sempre come un computer e se fosse una cosa così impersonale a tal punto che nessuno potrebbe ascoltarci per più di dieci minuti senza che gli fischino le orecchie. Ma Dio ci ha creati capaci di andare su e giù e di toccare tutta la scala melodica per mantenere l’interesse delle persone, capite quello che sto dicendo?

Il punto è che anche i suoni possono glorificare Dio, suoni svariati. Dobbiamo lodarlo emettendo suoni dal nostro cuore per lodarlo. E per un bambino, sapete - e non mi piace usare la mia famiglia come illustrazione, ma la piccola Melinda mi fa ridere perché ha l’abitudine di alzarsi prima di tutti quanti. Ci alziamo tutti verso le 6:00 o le 6:15, ma Melinda si alza attorno alle 5:30. Fa la stessa cosa quasi ogni mattina: si alza, si siede sul pavimento, accende la sua lucina, prende uno dei suoi libri - ha un sacco di libri di storie della Bibbia, è l’unica cosa che conosce. Praticamente glieli leggiamo da quando è nata, e quindi si siede ed inizia a sfogliare le pagine.

E si legge le storie da sola. Non sa leggere una parola, ma inventa la storia in base alle illustrazioni, il che è meglio perché può inventarsi una storia diversa ogni giorno usando le stesse immagini e quello la tiene interessata; e quindi s’inventa delle storielle ed immancabilmente inizia a canticchiare. E fa versi, fa rumore, canticchia, ed una mattina è venuta e mi ha detto: ‘Papà, papà, ascolta qui...’ (fischia) ed ha fischiettato. E io le dissi: ‘Tesoro, sai fischiare!’ E lei disse: ‘Sì!’ E da quel momento in poi ha avuto un nuovo modo di emettere dei suoni. E penso che il Signore sia onorato quando un bambino si siede sul pavimento e si racconta una storia su Gesù e canticchia, fa rumori e fischietta. Penso che Dio sia coinvolto e sia lodato quando dal nostro cuore escono dei suoni, qualunque essi siano, che siano a lode sua.

Ma diventa molto specifico. Guardate il versetto 19. Che tipo di suoni? Due tipi. Il primo: il cantare - alla fine del versetto 19, poi ritorneremo all’altra parte - il cantare. In secondo luogo, “salmeggiando” o facendo melodie. Ora, questi sono i due modi, e voglio mostrarvi di quali si tratta: Cantare proviene dalla parola greca adō, che significa cantare con la voce. Ora questo è un modo per fare musica, il cantare. Non c’è niente di sbagliato nel cantare, è meraviglioso! Quando c’è qualcuno che si presenta qui e canta un assolo con il cuore al Signore, è meraviglioso! Non c’è niente di male in quello; so che ci sono alcuni posti che credono che sia sbagliato avere un coro, che le chiese non dovrebbero avere cori, perchè? Ci sono cori ovunque nella Bibbia. Per coloro che son capaci – cantare al Signore è una cosa meravigliosa. Dice che dobbiamo cantare con la nostra voce. E potremmo anche non essere molto bravi, ma non importa, dobbiamo comunque cantare con la nostra voce; potremmo anche esser bravi – dobbiamo comunque cantare al Signore.

E credo davvero, e non ne so molto – di fatto ci sono molti di voi che ne sanno molto più di me sulla musica, ma credo che la voce sia lo strumento più bello mai costruito, ha la flessibilità più alta! Voglio dire non c’è nulla di simile, è semplicemente incredibile! La voce e la sua flessibilità gloriosa, forse il violino ci si avvicina, ma la voce umana, con i suoi alti, i suoi bassi e tutto quello che può fare, la flessibilità e la sua gloria è unica. Dio ci ha dato uno strumento incredibile per lodarlo.

E, sapete, non dovete necessariamente esser qui sopra per farlo – lo potete fare ovunque. E Dio potrebbe essere più glorificato da quella canzoncina che potete cantate che dalla voce del più grande basso del mondo che non canta con un cuore ricolmo di Spirito. Alcuni pensano: ‘Beh, se non vieni sulla pedana, non puoi mica usare il tuo canto per il Signore’. Alcune persone mi hanno detto: ‘Sapete... – delle brave persone – ma mi hanno detto ‘Sai, ho voce ed il Signore mi ha dato un talento meraviglioso e penso che dovrei cantare in chiesa’. E, la mia risposta è spesso: ‘Il tuo dono è per noi o per glorificare Dio?”.

Se glorificate Dio con il vostro talento, allora glorificatelo quanto volete, cantate fino allo sfinimento e lasciate che Dio sia lodato. Non siete mica obbligati a farlo da questo pulpito, così come un buon falegname non è obbligato a costruire una panca e portarla qui per farsi vedere. Non funziona mica così. Alcuni di voi fanno delle ottime torte. Non possiamo mica avere 18 madri qui al pulpito per mostrare quello che fanno: ‘Guardate un po’ cosa posso fare!”. Non funziona mica così! Fai la torta, fagliela gustare alla tua famiglia e ringrazia il Signore per il tuo talento. Se sei capace di cantare, fatti una doccia e canta fino quanto più potete. Cantate con il vostro gruppo allo studio biblico. Cantate con la vostra famiglia. Cantate al Signore!

Non è che - sapete, mi ricordo che il dottor Criswell disse che nella sua chiesa c’erano così tante persone che volevano cantare assoli che non sapeva più cosa fare e quindi organizzò una serata di assoli. E disse: ‘Chiunque voglia cantare può cantare una strofa di qualsiasi canzone” e li fece sfilare tutti sulla pedana ed in un colpo solo se ne sbarazzò di tutti. Non è necessario che cantiate davanti a tutti, ma se siete ricolmi di Spirito, avete il diritto di cantare.

In secondo luogo dice, “salmeggiando”, e vorrei solamente accennare questo punto brevemente. Alcune traduzioni dicono ‘Produrre melodie, o fare melodie’ e quella tristemente è una traduzione un po’ povera perchè grazie a questa, ci sono alcune chiese in America che hanno insegnato che l’uso degli strumenti musicali è peccaminoso e che non ci dovrebbero esser strumenti nella chiesa del Nuovo Testamento. Ma di fatto, questo versetto si sbarazza di quella prospettiva, perchè il termine ‘fare melodia’ è psallō, psallō o p-sallō, da cui deriviamo il termine “salmo”, qui dice: psallontes. Ma quello che significa è ‘cogliere, o pizzicare’. Il significato della radice è “pizzicare” e viene usato per descrivere il pizzicare della corda quando si scaglia una freccia con l’arco, si prende la corda con due dita e si pizzica, si scocca, significa pizzicare. Più avanti però questo termine fu usato in riferimento al pizzicare l’arpa, Psallō significa pizzicare un arpa.

Con il passare degli anni, poi questa stessa parola è arrivata a significare il semplice suonare uno - cosa? - Uno strumento. Quindi sapete quello cosa sta dicendo? Sta dicendo che ci sono due modi per produrre dei suoni: con la voce e con cosa? Con gli strumenti, è quello che sta dicendo! È bellissimo – psallō, suonare uno strumento. Il pianoforte è uno strumento a corde. L’organo era uno strumento a fiato, ora è elettronico per riprodurre i suoni che fuoriescono dello strumento prodotti dal vento ma ad un prezzo più basso. Ci sono i corni, come quello di Rufus, che avete sentito questa mattina, e questa sera li sentirete tutti! Ascoltate, Dio può essere lodato con la musica strumentale. Se il cuore è al posto giusto, Dio può essere glorificato anche se non ci sono parole, anche se non c’è alcun messaggio particolare, come nelle parole di una canzone. Solo la melodia, nella sua bellezza, nella sua magnificenza, nella sua armonia, nel suo metro, nel suo ritmo ed in tutta la meraviglia così come Dio l’ha creata! Anche quella può lodarlo grandemente.

A proposito, anche al Rapimento ci sarà musica strumentale, un assolo di tromba. Ci sarà musica strumentale durante tutto il corso della tribolazione. Le trombe suoneranno... oh Dio ama tantissimo le trombe. E quando sento Rufus suonare come questa mattina e suonarla così forte... Dio ama questa roba qui. E mi sa che suggerirò al Signore che Rufus e Johnny Zell sono dei bravi ragazzi da usare quando il tutto si avvicinerà alla fine. Ma a Dio piace la musica che proviene da strumenti suonati da persone che hanno il cuore a posto. Possiamo fischiettare per il Signore, possiamo canticchiare, i più piccoli rumori dei bambini, un paio di giorni fa, Mercoledì, credo fosse due Mercoledì fa, abbiamo fatto cantare il coro dei bambini. Tutto quello era lode al Signore. C’erano qui i bambini che suonavano le loro campanelline al Signore. Vedete? Tutto questo è lode a Dio dal punto di vista musicale, è meraviglioso che Dio ci abbia dato questa espressione straordinaria.

Ed infine, come? Come dobbiamo inquadrare la nostra musica? In tre modi, dice: “con salmi, inni e cantici spirituali”, ora, questi sono semplici, non mi dilungherò molto: i salmi, semplicemente da psalmos, si riferisce principalmente ai Salmi dell’Antico Testamento. La parola è usata anche per altre cose, per esempio, a volte viene usata per gli inni a Dio o per altre categorie più ampie, ma è interessante che Luca la usi esclusivamente per riferirsi ai Salmi. Quindi, ogni volta che la si incontra negli scritti di Luca, ha in mente i Salmi, il che ci indica che quello era un po’ il suo significato predominante, l’idea di salmeggiare, di cantare i salmi dell’Antico Testamento. Ora al giorno d’oggi non cantiamo più così tanti salmi come dovremmo. Credo che con l’arrivo degli innari, e con il fatto che ci sono un sacco di altre opzioni e che molti vogliono scrivere, il cantare i Salmi sia qualcosa che la Chiesa abbia perso, abbiamo tralasciato un po’ i Salmi. Ultimamente sono stato incoraggiato a parlare con Jack e a chiedere al Signore di aiutarci a farne sempre di più; ora, ne cantiamo alcuni. La Domenica sera abbiamo cantato il Salmo 19 o il Salmo 5, abbiamo ascoltato e cantato il Salmo 23 o altre cose del genere. Il nostro coro ha cantato molti inni tratti dai Salmi, ma forse dovremmo iniziare a cantare i Salmi più spesso. Ci sono molti gruppi che li cantano, sapete, ho alcuni innari che non contengono altro che i Salmi, perchè è quello che la Chiesa primitiva cantava, i Salmi.

Ora, lasciatemi dire che fondamentalmente i Salmi parlano, fondamentalmente i Salmi parlano della natura e dell’opera di Dio. Abbiamo molti inni che fanno lo stesso, è come se avessimo una sorta di nuovi Salmi, non sono ispirati come quelli del testo ebraico, ma son comunque dei canti che innalzano e glorificano Dio. I Salmi erano quelli cose che lodavano la natura e l’opera di Dio.

Poi c’erano gli inni, humnos; che significa letteralmente ‘un canto di lode’. Ma se volessimo fare una distinzione, mi sembra che questo concetto di inni sia spesso collegato all’opera di Gesù Cristo. In Colossesi 1 abbiamo un grande inno. Credo che quell’intera sezione di Colossesi 1 sia un inno in cui dice: “ringraziando con gioia il Padre che ci ha permesso di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Di Dio che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In Lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili...” Molti studiosi ritengono che si tratti di un inno della Chiesa primitiva, e gli inni si focalizza sull’innalzare Gesù Cristo. Ci sono altri invece che credono che anche Filippesi, al capitolo 2, sia un inno a Cristo. Quindi, a quanto pare, sembra che gli inni si focalizzavano particolarmente all’opera redentrice di Cristo.

Quindi i Salmi, erano al carattere e all’opera di Dio, gli inni, all’opera di Gesù Cristo sulla croce. Ed infine, i cantici spirituali erano come delle testimonianze. ‘Cantici’ – è un termine ampio, canti, ma dice ‘cantici spirituali’, canti rivolti a cose spirituali. Lasciate che vi mostri cosa intendo dire: un salmo, sarebbe un po’ come l’ascoltare un interpretazione musicale del Salmo 23, “Il Signore è il mio pastore”, quello sarebbe un salmo. O forse potrebbe anche essere un inno moderno come ‘Fortezza potente è il nostro Dio’ quello sarebbe un tipo di salmo più moderno. Poi ci sono anche gli inni, inni come ‘Rozza Croce’, che parlano dell’opera di redenzione di Cristo. E poi ci sarebbero anche canzoni spirituali come ‘O Come ci Ama,’ oppure ‘Preferirei aver Gesù di ogni altra cosa’, che si riferirebbero a quei canti che raccontano una testimonianza personale.

Tutti questi, che si tratti dei grandi inni su Dio o che si tratti dei canti della croce e della redenzione di Cristo, o che siano grandi interpretazioni di testimonianze, sono tutte espressioni di un cuore ricolmo di Spirito, e miei cari, ascoltatemi bene: Che sia suonato o cantato, se il cuore è nel giusto, gradisce a Dio. E ripeto, quando siamo ricolmi di Spirito, ci sarà sempre una gioia che si manifesterà in canti, una gioia che si manifesterà in musica.

Oggi ci troviamo di fronte ad una vera e propria crisi nella musica cristiana. Molti usano la musica con il nome di Gesù per fare soldi, per diventare famosi. Molti cantano con il cuore sbagliato. Molti scrivono canti usando pensieri anti-biblici ed una teologia errata. Molti usano metodi di musica che sono espressioni evidenti del mondo che non fanno altro che trascinare Gesù in basso a pari passo con il mondo. Sono un po’ come Simone il mago, non fanno altro che usare lo Spirito Santo per un tornaconto personale, ma sono corrotti. Ma d’altra parte, non pensate mai per un minuto che non ci sia la musica vera e propria. Dove c’è la contraffazione, c’è sempre la verità, giusto? Le persone non contraffanno cose che non hanno valore. Se c’è contraffazione, c’è anche la cosa vera.

E voglio concludere con questo pensiero: Quando cantiamo la vera musica da cuori veramente ricolmi di Spirito, sapete cosa stiamo facendo? E questo è incredibile! Guardiamo insieme a Ebrei 2:12, solo questa parola ed abbiamo finito. Ebrei 2:12 dice questo - e questo è Gesù che parla, questo è Gesù che sta parlando al Padre, il Signore Gesù Cristo parlando con il Padre - ascoltate a quello che dice - assolutamente incredibile! - dice: “Io” – e sta parlando al Padre! Dice: - “io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli” - e qui si riferisce alla chiesa, ai credenti - “in mezzo all’assemblea canterò la tua lode”. Lo sapete chi è il più grande cantante solista dell’universo? Chi è? Gesù. E sapete cos’è che mi sconvolge – che quasi non riesco neanche a crederci? Che dice: ‘In mezzo alla chiesa canterò la tua lode’. Il punto è questo: Quando il mio cuore è ricolmo di Spirito e quando sto cantando con un cuore ricolmo di Spirito, Gesù sta dicendo che in realtà è lui che canta e loda il Padre tramite di noi, non è una cosa incredibile?

Questo è solo un altro modo in cui Dio ha scelto di usarci come canali affinchè Cristo compia la sua opera. Io so che Cristo ama il Padre e so che Cristo canterebbe le lodi del Padre dall’inizio dell’eternità per tutta l’eternità. So che Cristo loderebbe il Padre in ogni momento e qui sta dicendo: ‘Padre, canterò quella lode tramite il tuo popolo’, e quindi quando il mio cuore è ricolmo di Spirito, quando la gioia dello Spirito si diffonde dentro di me, e mi ritrovo ad offrire cantici di lode e di ringraziamento a Dio, quando mi ritrovo a cantare dalla gioia del mio cuore, so che in realtà è Gesù Cristo che canta tramite di me, che concetto! Che concetto! E che responsabilità. Perché quando spengo lo Spirito, spengo il canto di Cristo al Padre nella mia vita. Preghiamo.

Signore, è così bello sapere che Tu ci usi in questo modo meraviglioso. Usaci, Signore, usaci anche oggi in questo modo. Fa si che i nostri cuori siano pieni di canti. E stasera, mentre canteremo, suoneremo e ci uniremo insieme, fa si che possiamo sentire la voce di Gesù cantare, suonare e lodare il Padre tramite di noi, per la sua gloria. Amen.

FINE

This sermon series includes the following messages:

Please contact the publisher to obtain copies of this resource.

Publisher Information
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969

Welcome!

Enter your email address and we will send you instructions on how to reset your password.

Back to Log In

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize
View Wishlist

Cart

Cart is empty.

Subject to Import Tax

Please be aware that these items are sent out from our office in the UK. Since the UK is now no longer a member of the EU, you may be charged an import tax on this item by the customs authorities in your country of residence, which is beyond our control.

Because we don’t want you to incur expenditure for which you are not prepared, could you please confirm whether you are willing to pay this charge, if necessary?

ECFA Accredited
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Back to Cart

Checkout as:

Not ? Log out

Log in to speed up the checkout process.

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize