Stiamo studiando la grande verità di questo testo relativa alla guerra dei credenti contro le forze dell’inferno, e nel mentre Paolo ci illustra nel libro di Efesini l’enorme potere e le infinite risorse del cristiano. Non vuole che diventiamo troppo fiduciosi; non vuole che c’illudiamo che, grazie alle risorse che abbiamo, sarà facile, perché siamo stati benedetti con tutte le benedizioni spirituali celesti, e che siamo in grado di fare più di quanto possiamo chiedere o immaginare, e perché possiamo essere ricolmi dello Spirito di Dio, e perché possiamo permettere allo Spirito di riempirci con la sua potenza, e visto che tutte queste risorse sono nostre, ed abbiamo la verità stessa di Dio nelle nostre mani e visto che il disegno sovrano finale di Dio è quello di portarci a produrre buone opere, non significa che sarà facile vivere la vita cristiana.
E quindi dopo tutto quello, al versetto 10 dice questo: “Del resto, fratelli, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.
Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”.
Ora, in questo passo, come abbiamo visto nelle ultime settimane, l’apostolo Paolo ci delinea la strategia, il piano, il nemico, l’intero concetto della guerra dei credenti, e la somma di tutto è che dobbiamo, come dice il versetto 11, “rivestirci di tutta l’armatura”, e lo ripete nel versetto 13, “prendere su di noi tutta l’armatura”, se vogliamo essere vittoriosi.
Questo, dunque, è un passaggio di natura critica nella vita del cristiano. Per quanto abile sia la vostra teologia, per quanto solide siano le fondamenta della vostra comprensione, per quanto possiate conoscere le Scritture, per quante informazioni abbiate sulla verità di Dio, c’è comunque la possibilità che perdiate, perché questa è una guerra che si vince e si combatte giorno dopo giorno.
Quindi tutte le risorse che si hanno a livello intellettuale, oltre a tutte le risorse che si hanno a livello spirituale, e la potenza, la presenza dello Spirito di Dio, possono essere messe da parte anche da un credente fino al punto in cui s’inizia a perdere la battaglia. E quindi Paolo ci ricorda che dobbiamo essere ben consapevoli che la vita cristiana è una guerra, e prima lo impariamo, prima sperimenteremo la vittoria che Dio ha per noi.
In Luca, mi viene in mente un versetto che si riferisce a un altro contesto, ma che forse ci darà qualche spunto di riflessione. Luca 14:31 dice: “Oppure, qual è il re che, partendo per muovere guerra a un altro re, non si sieda prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila?” Ora, basti pensare a quello, quale re è mai entrato in battaglia senza aver esaminato attentamente le proprie risorse e aver sviluppato la propria strategia? In sostanza, è esattamente quello che stiamo facendo nel capitolo 6 di Efesini. Avendo la consapevolezza di essere in guerra, dobbiamo anche aggiungere alla consapevolezza che si tratta di una guerra un’attenta valutazione della strategia, del piano, del nemico e delle risorse a nostra disposizione per vincere la guerra, e niente di meno di un impegno totale ci porterà alla vittoria.
Ora, la volta scorsa abbiamo visto, se tornate indietro al versetto 14, abbiamo visto il primo pezzo dell’armatura. Paolo dice, immaginando un soldato romano in piena tenuta da battaglia: “State dunque saldi: prendete la aletheia per cintura dei vostri fianchi”, ed abbiamo detto che principalmente aveva in mente la veridicità, o l’atteggiamento di disponibilità, d’impegno privo d’ipocrisia.
La frase qui ‘avere i fianchi cinti’ è associato nel pensiero ebraico all’idea di ‘prontezza o preparazione’. Per secoli il popolo ebraico ha comunicato la disponibilità a partire con l’espressione ‘cingere i fianchi’, quando lasciarono la terra d’Egitto alla Pasqua, furono istruiti a cingersi i fianchi, è una frase molto comune nel pensiero ebraico. L’apostolo Paolo quindi sta chiedendo la stessa cosa in senso spirituale.
Pietro dice ad esempio in 1 Pietro 1:13, “Perciò predisponete la vostra mente all’azione”, in altre parole, preparate la vostra mente alle cose di Dio, e questo è quelo che Paolo sta dicendo. Un ebreo, non avrebbe mai intrapreso un viaggio senza cingersi le vesti, li avrebbe sistemati con una citura in modo da essere pronto per muoversi e la stessa cosa valeva per i soldati romani. Prendevano la loro tunica, la tiravano indietro sotto la cintura e la legavano strettamente così che non gli fosse d’intralcio durante la battaglia. E quindi quello che il nostro apostolo Paolo ci sta dicendo è che dobbiamo essere pronti per la battaglia. Dobbiamo essere preparati e dedicati all’impegno; e quindi vi ho suggerito che l’idea circostante qui è quella dell’impegno.
Sapete, una delle cose che accadono spesso – ed in questi ultimi giorni ne abbiamo parlato tra gli anziani – ma quando una chiesa comincia a crescere come la nostra, le persone cominciano ad aggiungersi in una periferia che è sempre più lontana, sempre più distante, man mano che la chiesa diventa più grande, più grande, e più grande. Sembra che ci sia, in generale, alle estremità ci sia una diminuzione d’impegno, perché quelle persone non si sentono parte del nucleo e diventano una sorta di spettatori. Il livello d’impegno comincia a diminuire e diventa doveroso sfidare costantemente le persone a impegnarsi, perché più Grace cresce, maggiore è la potenzialità d’impatto, maggiore sarà la resistenza del nemico, e più disperatamente necessario sarà l’impegno, capite il punto?
Jerry Mitchell mi ha dato il privilegio, questa settimana, di pranzare con lui e con il suo amico, il generale Zonich Shaham, che ha parlato alla riunione di Homebuilders, credo, Domenica scorsa; ed è un generale israeliano che ha una serie di titoli di combattimento lunga come un braccio, un uomo di un certo tipo, non è cristiano, ha un orientamento molto sionista, crede nella sovranità dello Stato d’Israele e che ha un’alta considerazione per la grande tradizione storica di quel grande popolo, ed ho avuto il privilegio di pranzare con lui e, a dirla tutta, è davvero una persona affascinante.
Gli ho fatto diverse domande su molte cose e poi mi ha detto: ‘Ho apprezzato il suo sermone. Sono venuto a sentirla predicare Domenica scorsa’, e disse: ‘Ho apprezzato molto quello che ha detto sull’impegno, perché’, disse: ‘l’impegno è il nocciolo della questione per il nostro popolo’ le persone pensao che siamo un – disse – pensano che siamo un super popolo, o che abbiamo un super intelletto, o una forza incredibile, ed è per quello che vinciamo. Ma in realtà si tratta tutto d’impegno’, e poi aggiunse: ‘E a proposito”, disse: ‘quello che hai detto sul fatto di cingersi i fianchi, che significa prepararsi, esser pronti, è esattamente giusto; è una frase che si usa ancora al giorno d’oggi’.
E poi disse: ‘Lascia che ti dia un’illustrazione, disse, - ho un amico nella San Fernando Valley che è un ebreo, ed ebbe un figlio e suo figlio volle trasferirsi. E quindi venne a vivere in un kibbutz’, e disse: ‘Dopo alcuni anni, credo due anni o qualcosa del genere, raggiunse l’età in cui avrebbe dovuto entrare nell’esercito o avrebbe dovuto tornare negli Stati Uniti’, e poi disse: ‘Francamente, pensando che fosse come molti degli altri americani, scelse la vita comoda e tornò in America piuttosto che entrare nell’esercito israeliano’, e disse: ‘Sono rimasto sorpreso quando scoprì che decise di arruolarsi. Ebbene, poco dopo ricevetti una lettera in cui chiedeva un appuntamento privato, perché lo conoscevo, al che pensai che, come il resto dei ragazzi americani avrebbe detto qualcosa del tipo: ‘Senta, generale, lei mi conosce ed io la conosco. Rendiamo la cosa il più semplice possibile; mi trovi un lavoro d’ufficio, così che mi possa rilassare’... e così via, e pensai che sarebbe venuto a chiedere un favore; beh, così fu’
E mi disse che si presentò all’ufficio e questa era la sua richiesta. Disse: ‘Generale il mio incarico nell’esercito è troppo facile’, disse: ‘Non è questo che voglio, disse, voglio far parte del reggimento più raffinato, strategico, diligente e difficile di tutto l’esercito israeliano, qual’è e come faccio a farne parte? Al che il generale lo informò del fatto che si trattava di un reggimento di paracadutisti in prima linea che avevano il compito più precario e che erano in prima linea, dovevano calarsi dovunque ci fosse la battaglia prima del resto, ma disse che quello che era richiesto per far parte di quel gruppo era incredibile e disse si conclude con quattro giorni di marcia senza sosta per tutto il giorno, arrampicandosi sul monte che porta a Masada nel mezzo del deserto, portando uno zaino pieno e quella è la fine dell’addestramento’, al che disse: ‘è quello che voglio’. S’iscrisse e non molto tempo dopo completò l’addestramento, sdraiatosi a pancia in giù, incapace di muovere il corpo perché non c’era un solo muscolo che funzionava, ma ce la fece. Il generale Shaham mi disse: ‘È per questo che vinciamo. Vinciamo perché ci sono persone come lui, dedicate’.
E questo è essenzialmente quello che l’apostolo Paolo ci sta dicendo in questo concetto della cintura della verità. Gente, questa è una guerra. Ed il mondo c’illude con la bella vita, ma noi siamo nel mezzo di una battaglia spirituale e vinceremo quando vi dedicherete seriamente alla battaglia. La Grace Church sta per diventare un potenziale inimmaginabile in questa città, in questo Paese e nel mondo. Ed io credo che non ci siano limiti a quello che Dio può fare, se non la nostra mancanza d’impegno. E credo che sia proprio da lì che deve iniziare tutto, come ha sottolineato Paolo.
Noterete ancora una volta, nel versetto 14, che il soldato romano deve anche avere anche una corazza, che Paolo chiama “corazza della giustizia”, nessun soldato romano sano di mente andrebbe mai in battaglia senza corazza. Anche se riuscisse a vincere contro il nemico personale con cui stava combattendo faccia a faccia, sarebbe potuto esser trapassato da una freccia scagliata da altre forze e così potrebbe esser colpito in una zona vulnerabile. E quindi si aveva sempre una corazza, e certamente anche per i combattimenti corpo a corpo, non poteva permettersi d’essere vulnerabile ed esser colpito da colpi che potevano esser mortali.
E quindi Paolo considerando l’attrezzatura del soldato romano in battaglia dice che non era solo è impegnato ed i suoi finachi erano ben saldi grazie alla cintura, così che poteva muoversi bene, ma le sue zone vitali erano anche protette ed era quindi pronto a vincere. Ora i soldati romani avevano diversi tipi di corazze. Alcune erano composte da lino, un lino molto pesante che pendeva in basso, ed erano quindi ricoperti, e prendevano degli zoccoli di animali e li tagliavano a fette sottilissime e li appendevano, agganciandoli insieme, in modo che fosse quasi come un corno, ed usavano del materiale simile a quello delle corna degli animali.
Inoltre, a volte usavano anche una sorta di cotta di maglia. A volte usavano il lino al quale vi appendevano piccoli pezzetti di metallo. E poi, naturalmente, la più familiare che conosciamo è la grande placca di metallo modellata, quasi a modi torace, che andava dalla base del collo alla parte superiore della coscia, coprendo tutta l’area vitale, quella che si vede con l’aquila o con l’SPQR o quello che sia, che in genere è associato ai soldati romani, e questo, ovviamente, era tutto per proteggere le zone vitali.
Ora, francamente, nel corso degli anni, esaminando l’armatura del cristiano, ho cercato di capire se c’è una certa gerarchia di priorità, se ce n’è qualcuna più importante dell’altra il che è molto difficile, quasi impossibile, perché bisogna indossare l’armatura intera, giusto? L’intera armatura. Ogni pezzo è specificamente orientato a realizzare un determinato obbiettivo che è assolutamente essenziale. Quindi non possiamo dire che uno è specificamente classificato al primo posto, un altro al secondo e un altro al terzo. Eppure, mi sembra che la chiave di tutto questo sia la corazza della giustizia.
Se non c’è rettitudine nella vostra vita, è molto probabile che non ci sarà alcun impegno, se non c’è una rettitudine genuina nella vita, non ci sarà lo scudo della fede, i calzari della pace. Non ci sarà l’elmo della salvezza e non si sfodererà la spada se non siamo dedicati alla rettitudine personale. E la giustizia non è altro che un modo per identificare “una giusta relazione con Dio”, A meno che le cose non siano giuste tra voi e Dio, non c’è altro, questo mi sembra il punto fondamentale. L’impegno nasce proprio da questo, è quando ci si mette a posto con Dio che c’è un impegno vero.
Ora lasciatemi parlare per un attimo del concetto della corazza della giustizia. Ovviamente, sapete bene che in battaglia l’area da proteggere è proprio qui. L’elmo proteggeva la zona della testa, e nel tipo di battaglia che avrebbero combattuto - corpo a corpo - usavano una spada corta e non era il tipo di spada con cui si poteva tagliare la testa a qualcuno, quindi questa era la zona vitale. E quello che si cercava di proteggere era la zona del cuore, qui sopra, e poi la zona inferiore, che gli ebrei chiamavano “le viscere”, la parte centrale del corpo, dove si trovano tutti gli altri organi, gli organi funzionali del corpo. Quindi una corazza copriva due aree vitali: Il cuore e le viscere.
Ora per gli ebrei questo aveva un grande significato. Simbolicamente parlando, il cuore rappresentava la mente, la Bibbia dice: ‘Così come un uomo pensa nel suo - cosa? - cuore, così è”, dal cuore escono i pensieri malvagi. Il cuore è l’aspetto pensante della vita. Il cuore, in termini o simboli ebraici, si riferisce alla mente, ‘Il cuore dell’uomo è ingannevole e disperatamente malvagio’, il pensiero è associato al cuore.
Le viscere sono associate ai sentimenti e alle emozioni. Si parla delle viscere della compassione, o di chiudere le reni, le viscere dell’amore e non amare qualcuno correttamente. E questo è perché le emozioni ci fanno sentire delle cose nello stomaco, non è vero? Le emozioni ci colpiscono allo stomaco. Ci fa male lo stomaco quando proviamo certe emozioni. E quindi, per gli ebrei questo era un buon modo d’illustrare la cosa, il cuore è il processo di pensiero e le viscere o le reni si riferiscono alle emozioni.
E se riusciamo a far passare questo concetto nel nostro immaginario in termini dell’armatura, questo è quello che stiamo dicendo: ‘Satana vuole attaccare il credente principalmente in due aree. Uno, nel suo pensiero; due, nelle sue emozioni. Una nel modo in cui pensa e sente, l’altra nel modo in cui risponde emotivamente parlando, ed il credente deve proteggersi, perchè è lì che Satana attacca. Alimenta i nostri processi di pensiero con false informazioni. Alimenta le emozioni con false informazioni. Vuole offuscare la vostra mente con false dottrine, bugie, falsità religiose, con tutto quello che può, e vuole fare appello alle parti sbagliate delle vostre emozioni. Vuole provocare risposte emotive empie, vuole distorcere e pervertire i vostri affetti.
E quindi la sintesi è questa, gente, ascoltate, se proteggete il vostro pensiero ed i vostri sentimenti dagli attacchi di Satana, siete inespugnabili. Egli cercherà di confondere la vostra mente con la falsa dottrina, o cercherà di confondere le vostre emozioni per farvi desiderare, bramare, sentire e provare affetto per le cose sbagliate.
Ora, se prendiamo insieme la mente e le emozioni, esse comprendono tutto ciò che ci spinge ad agire. Comprendono il concetto della conoscenza, che è la prima chiave del rispondere. Bisogna avere una certa conoscenza. La comprensione, la coscienza, la volontà, i desideri, le pulsioni, gli affetti, i sentimenti, le emozioni, tutte queste cose che ci fanno agire sono protette dalla corazza della giustizia.
Satana entra nella vostra vita e vuole fare alcune cose. Vuole rubare la Parola di Dio dalla tua mente e vuole riempirla di bugie, giusto? Riempirla di perversione, riempirla di spazzatura, riempirla di una morale che non è quella di Dio, riempirla di una teologia che non è di Dio, riempirla di ogni tipo di falsità e di mezza verità. E quindi attacca la mente. Vuole che tu capisca le cose in modo sbagliato. Non vuole che interpretiate le cose correttamente. Vuole che del peccato diciate: ‘Oh, non è poi così male’, così facendo può affogarvici dentro in un mare di peccati, in modo che iniziate a tollerarlo e vi rifiutiate di pensare che sia così malvagio come lo è in realtà.
E quindi vuole che ridiate del peccato quando lo incontrate in televisione o al cinema. Ve lo fa ascoltare con delle belle melodie sottoforma di musica, in modo che offuschi e confonda il pensiero chiaro della vostra mente. Da lì si muove per distruggere la vostra coscienza, per farvi fare cose che non dovreste fare, per cauterizzare una coscienza che un tempo vi avvertiva che però presto non vi avvertirà più. Vuole debilitare la vostra volontà, abbattendola. Vuole confondere le vostre emozioni, facendovi provare sentimenti sbagliati nei confronti delle cose. Vuole corrompere i vostri desideri. Vuole attirare i vostri affetti verso le cose sbagliate. E tutti questi attacchi vengono da Satana in quell’area vitale, e così semplicemente l’apostolo Paolo dice che è protetta dalla giustizia, dalla rettitudine.
Leggendo il giornale ho notato che il Dipartimento di Polizia di New York ha avviato una raccolta fondi per acquistare giubbotti antiproiettile per tutti gli agenti. E possiamo capirla come cosa, serve a coprire le zone vitali. È così che fu per i soldati romani, si coprivano le zone vitali, e così è anche per i credenti, anche loro hanno zone vitali. Proteggete il vostro pensiero ed i vostri sentimenti così che sarete inespugnabili contro Satana.
Ora, qual è la giustizia di cui Paolo sta parlando? Di che cosa sta realmente parlando? Ci sono solamente tre possibilità da considerare. Una sarebbe la giustizia personale; due sarebbe la giustizia imputata e tre la giustizia pratica. O sta parlando della nostra giustizia personale, o sta parlando della giustizia di Cristo che ci è stata data, o sta parlando del vivere la giustizia di Cristo che ci è stata data; ora guarderemo la cosa e scopriremo di cosa si tratta.
Esaminiamo innanzitutto il concetto della nostra rettitudine personale. Ci sono alcune persone che pensano di essere a posto perché sono delle brave persone, non è vero? Perché? Qual’è l’obbiettivo di Satana nei confronti delle persone? Pensateci su. Qual è l’obiettivo finale di Satana nei confronti delle persone? Beh, ve lo dico io qual’è. L’obiettivo finale di Satana è quello di portare con sè gli uomini all’inferno, d’impedirgli di venire a Dio. Non vuole popolare il regno di Dio. Non vuole che le persone s’inchinino a Gesù Cristo. Non vuole cittadini del cielo. Vuole popolare l’inferno, e quindi l’obiettivo finale di Satana è quello di distruggere, di potrare tutti all’inferno, ora, questo è il suo obbiettivo! Ma ci sono alcune persone che dicono: ‘Beh, la mia giustizia personale sarà sufficiente per evitare che quello accada!’ Satana vuole incasinare la nostra vita per tutto il tragitto, e ci sono persone che pensano di essere abbastanza brave da poter evitare la cosa con le loro forze. Ai tempi della Bibbia, i farisei erano così, pensavano di essere abbastanza bravi. Pensavano di potercela fare ed è per questo che in Matteo 5:20 Gesù dice: ‘A meno che la vostra giustizia non superi quella degli scribi e dei farisei, non entrerete mai nel regno’, si sbagliavano, non erano abbastanza bravi, ma “per grazia siete stati salvati mediante la fede, e non da voi, ma è un dono di Dio, non per – cosa? – per opere”, non è fattibile! Eppure, loro pensavano di potercela fare.
In Luca, capitolo 18, troviamo l’atteggiamento tipico dei farisei, dei legalisti, di coloro che pensano di potercela fare da soli, anche oggi ci sono persone di questo tipo. Di fatto, ogni sistema religioso del mondo, a parte del cristianesimo, si basa sul fatto che l’uomo può farcela da solo, che può essere bravo abbastanza da sè; e quindi in Luca 18:9, il Signore racconta una parabola e dice che “Due uomini salirono al *tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adúlteri; neppure come questo pubblicano”, in altre parole, sono così contento di essere così bravo, sono così contento di me stesso, e tu? Ce l’ho fatta da solo, sono arrivato. Sono giusto da mè.
“Digiuno due volte alla settimana”, cioè, il digiuno era prescritto solamente due volte all’anno ma lui era davvero eccellente. “Pago la decima su tutto quello che possiedo”, e lì nell’angolo c’era il pubblicano che si batteva il petto dicendo: “ O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” e Gesù disse: ‘Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato»“.
Un’altra parola per ‘giustificato’ è ‘reso giusto’, chi era veramente giusto? L’uomo che pensava di potercela fare da solo o l’uomo che sapeva di non potercela fare? Gesù disse che l’uomo che sapeva di non potercela fare era giusto. Questa storia si potrebbe intitolare: ‘Un uomo buono che andò all’inferno, ed un uomo empio che andò in Cielo’.
Finché pensate di potercela fare da soli, sarete bloccati con la vostra giustizia personale, e così facendo sapete di non avere la corazza. Non vi difenderete mai contro Satana e sarete gettati all’inferno per sempre. E Satana è colui che ha il diritto di farlo, ma Satana è colui che attira. Tutto il vostro meglio non basterà mai. Isaia 64:6 dice: “Tutte le nostre opere di giustizia sono come panni sporchi”, e quello è il meglio che abbiamo. Se sperate di entrare in Paradiso grazie alla vostra bontà, siete i più miserabili di tutti gli uomini.
In Romani capitolo 3 versetto 10 leggiamo le seguenti parole molto provocatorie, “Non c’è nessun giusto, neppure uno”, se avesse detto semplicemente, ‘Non c’è nessuno giusto’, qualcuno avrebbe detto: ‘Tranne me’, e quindi la Bibbia dice: ‘No, nemmeno tu. Neanche uno’. “Non c’è nessuno che capisca, non c’è nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corotti. Non c’è nessuno che pratici la bontà, no, neppure uno»“, la parola ‘corrotti’ è la stessa che si usa in riferimento al latte inacidito. L’intera razza umana è marcita, non c’è nessun giusto, nessuno è buono in tutto il mondo. Di conseguenza, si legge alla fine del versetto 19, “ffinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio”, perché? Versetto 23: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”.
La giustizia personale non è la corazza della giustizia. Senza ombra di dubbio, sarete vittime delle forze dell’inferno se cercherete di coprirvi con la vostra giustizia personale. Penso che forse la miglior illustrazione di questo sia quella di Filippesi capitolo 3 versetto 4 e voglio che vediate com’è che Paolo affronta la questione.
Paolo inizia esaminando il concetto della giustizia personale e dice nel versetto 4: “benché io avessi motivo di confidarmi anche nella carne”, ora, in altre parole, se l’autogiustizia fosse possibile, se potessi entrare nel regno di Dio essendo abbastanza bravo, se fosse possibile, allora io, tra tutti, avrei certamente una possibilità di farcela! Io certamente potrei confidare nella carne e dire: ‘Ah, son proprio un bravo ragazzo’. ‘Se qualcun altro pensa di – dice – aver motivo di confidarsi nella carne, io posso farlo molto di più’.
In altre parole, se volete considerare la cosa in termini di rettitudine umana, probabilmente io son meglio della maggior parte delle persone. Probabilmente sono meglio dei più bravi... perchè? Versetto 5, “io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele”, in altre parole, son un vero israelita, e anche dalla circoncisione in poi tutto è andato per il verso giusto, a cominciare dal giorno giusto, l’ottavo giorno, “Io sono della tribù di Beniamino”, e tra l’altro non c’era tribù più ebraica della tribù di Beniamino. Se studiaste Beniamino nell’Antico Testamento, imparereste com’esso, in tutto il piano di Dio, era al centro dei suoi interessi, una tribù molto speciale.
Beniamino, ad esempio, secondo Genesi 35, non era solamente un figlio d’Israele, ma era il figlio della moglie più amata d’Israele, Rachele. Dei due figli prediletti, Beniamino e Giuseppe, solamente Beniamino insieme a Giuda, ricostituì la nazione d’Israele in 1 Re capitolo 12. Fu Beniamino a restaurare Israele dopo la cattività, Esdra 4:1. Fu Beniamino l’agente principale di Dio nella liberazione d’Israele dalla malvagità di Haman al tempo di Ester. Ora, Beniamino era una tribù molto speciale, molto speciale, e quindi sta dicendo: ‘il mio Pedigree è puro, sono “ebreo, figlio d’ebrei”, se sapete cos’è un Ebreo, eccomi, io lo sono! Io certamente lo sono, e poi dice questo: “Quanto alla legge, fariseo”, sono solamente un ebreo figlio d’ebrei ed appartengo alla tribù di Beniamino, ma appartengo specificamente alla setta più rigida, religiosa e legalista dell’intero sistema, sono un fariseo, “Per quanto riguarda lo zelo, non avete mai visto un ebreo più zelante di me, io perseguitavo la Chiesa, “quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile”. Ora questo è sorprendente!
Sta dicendo: ‘Se volete contare sulla vostra giustizia personale, avete davanti a voi il tizio che ne ha più di chiunque altro. Se l’autogiustizia fosse la via d’accesso, io ce la farei veramente. Il versetto 7 inizia con una parola chiave, Filippesi 3:7. Che cos’è? “Ma”. “ Ma ciò che per me era un guadagno – umanamente parlando, da me – l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno”, tutta quella robaccia lì non significa nulla! È tutto inutile “di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo – ora ecco qui la chiave al versetto 9 – e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede”.
In altre parole, Paolo sta dicendo: ‘La mia giustizia è inutile. Devo avere la giustizia di Dio, che si ottiene per fede in Cristo’, e quando si diventa credenti, quando si diventa cristiani, si tende la mano della fede, per afferrare la mano di Dio tramite di Gesù Cristo ed in quel momento, la giustizia di Cristo ci viene imputata. Dio ci riveste della giustizia di Cristo. Dio mette su di noi, per così dire, il baldacchino della santità assoluta di Gesù Cristo.
E da quel momento fino agli eoni dell’eternità a venire, quando Dio vi guarda e guarderà, vedrà la giustizia di Gesù Cristo. “Colui che non conosceva peccato è diventato peccato per noi, affinché noi potessimo diventare la giustizia di Dio in lui”, Dio vi mette un velo addosso ed ogni volta che vi vede, vi vede come gusti, in Cristo. Quella è la ‘giustizia imputata’, come viene chiamata dai teologi. La vostra è inutile, Paolo dice: “la considero tutta come spazzatura”
Augustus Toplady scrisse: ‘Debitore della sola misericordia, della misericordia del patto io canto, nulla temo con la tua giustizia e porto a te la mia offerta; i terrori della legge e di Dio con me non possono avere nulla a che fare, l’obbedienza ed il sangue del mio Salvatore nascondono tutte le mie trasgressioni”, Dio non le vede quando siamo rivestiti della giustizia di Cristo.
Ma c’è anche un altro passo da fare. Sapete una cosa? Non potete coprirvi e proteggervi con la giustizia della vostra vita personale. E volete sapere una cosa? Anche la giustizia di Dio che vi è stata concessa con la salvezza è solamente la base della vostra corazza. Dovete fare un passo in più. Siamo in Filippesi 3. Guardate al versetto 10; Paolo riconosce di aver la giustizia imputata, che la giustizia di Dio in Cristo è già sua, ma non finisce lì.
Poi dice: “Affinché io lo conosca, - è una clausola di scopo, “Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti”. Versetto 12: “Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino”. Versetto 13: “Non ritengo di averlo già afferrato, ma corro – versetto 14 – verso la meta”. Ed in sintesi, quello che sto dicendo è questo, sta dicendo: ‘Ho la giustizia imputata di Cristo, ma continuo a correre, continuo ad imparare, continuo ad avanzare, continuo ad aver fame di qualcosa’, e quello che sta veramente dicendo è questo: la giustizia imputata è solamente quella che rende possibile la giustizia pratica, non la rende necessariamente una realtà. Ora ci siamo, gente,s pero che stiate tenendo duro.
Ascoltatemi, quando siete stati salvati, vi è stata concessa la giustizia di Gesù Cristo. E quella giustizia vi coprirà per l’eternità. Ma affinchè possiate vivere il tipo di vita che vincerà la battaglia contro Satana, dovete mettere in pratica i principi di giustizia disponibili nella sua giustizia alla vostra vita quotidiana. Ora ci sono cristiani, sapete, che pensano che grazie al fatto che hanno la giustizia imputata di Cristo, non importa quello che fanno.
Non mi dimenticherò mai di una storia che mi disse mio padre di un uomo che era nel ministero e che una volta, mentre era con lui, imprecò una serie di parolacce. E lui, scioccato, gli disse: “Cos’è che ti ha spinto a dire certe cose?’ e lui disse: ‘Oh, non importa. Sono coperto dalla giustizia di Cristo. Quella è solo la mia vecchia natura. Non ci posso far nulla’
In un’altra occasione, l’uomo disse che voleva visitare un bar per nudisti, al che qualcuno della sua compagnia gli disse: ‘In che senso?’ ah ‘in che senso vuoi visitare un bar per nudisti?’ E lui disse: ‘non ha molta importanza, vedete, sono ricoperto dalla giustizia di Cristo, è solamente qualcosa della mia vecchia natura’.
Non si può dicotomizzare la cosa, non si possono separare le due. Il fatto che siamo stati coperti dalla giustizia di Gesù Cristo non ci garantisce che la mettiamo in pratica in ogni momento come dovremmo, ci garantisce solamente il fatto che possiamo possiamo farlo, giusto? Possiamo. C’è una differenza tra la nostra posizione e la nostra pratica. La posizione è sicura per sempre, ma la pratica non è sempre all’altezza, e questo è il vero problema. E quindi Paolo sta dicendo: ‘Certo, mi è stata data la giustizia di Dio, ma quello non significa che l’abbia raggiunta. Non significa che abbia varcata la soglia, non significa che sono arrivato. Ora devo - come dice nel capitolo 2 - operare la mia salvezza in modo da poter realizzare ciò che Dio vuole fare con la mia vita’.
Ora gente, è lì che si riceve la corazza. La corazza è indossata quando stiamo vivendo una vita retta e santa. Certo, il fondamento è da Cristo, assolutamente! Il conte Zinzendorf scrisse quel grande inno tradotto da John Wesley. Amo cantarlo, e l’avee cantato anche voi, dice questo: ‘Gesù, il tuo sangue e la tua giustizia, la mia bellezza son il mio vestito glorioso. In mezzo a mondi infuocati, in queste vesti, con gioia alzerò il mio capo. E con gran coraggio mi ergerò in quel grande giorno. Perchè chi mai potrà accusarmi, grazie a te sono pienamente assolto dal peccato, dal timor, dalla colpa e dal dolor. Oh, fà che i morti sentano ora la tua voce. Fa or gioir i tuoi banditi. La loro bellezza, il loro vestito glorioso, è Gesù, il tuo sangue e la tua giustizia”.
Ed ha ragione. Lo standard è la sua giustizia. Ciò che ci ricopre è la sua giustizia. La giustizia di Cristo ci viene imputata. Romani 3 continua a parlare di nessuno giusto, nessuno giusto, nessuno giusto; ed al versetto 22 dice: “ma la giustizia di Cristo ci è stata data”, la perfezione di Cristo è nostra e la nostra posizione davanti a Dio è perfetta.
Non possiamo mai raggiungere la standard di giustizia di Dio da soli, e quindi ci viene data come dono da parte di Gesù Cristo. Oh che pensiero fantastico! Ma non è solamente sulla giustizia imputata di Cristo che Paolo si sta concentrando qui, quello non è il pensiero principale. È quella che gli antichi puritani chiamavano ‘giustizia impartita’, bisogna metterla in pratica.
Tu puoi vivere una vita giusta. È una questione di scelte quotidiane, momento per momento. La rettitudine pratica ci fa indossare l’armatura. Paolo sta dicendo: ‘Oh, quanto la voglio’, Filippesi 3:10. ‘Oh, voglio vederlo, voglio raggiungere il premio’, ed il premio è la fedeltà a Cristo. Voglio che la mia – fate attenzione qui – voglio che la mia giustizia pratica corrisponda alla mia giustizia posizionale.
La vita santa è la corazza, miei cari. Sapete cosa penso? Credo che da qualche parte nella Chiesa questo sia un bene dimenticato. Sapete questo è il problema di fondo. Se non si vive una vita santa, si perde. Si potrebbe dire: ‘Beh, ma cos’è che si perde?’ Numero uno: perderete la vostra gioia. Ve lo prometto. Se non vivete una vita di rettitudine, Dio vi rinnegherà le sue benedizioni. 1 Giovanni dice: “Queste cose sono state scritte affinchè la vostra gioia sia completa’, ma l’idea è che sono state scritte affinché, obbedendo, la vostra gioia sarà completa, senza obbedienza però non c’è gioia.
Ve lo dico, il motivo principale per il quale i cristiani sono tristi ed il motivo per cui hanno dolore nella loro vita non è perché hanno bisogno di una consulenza psicologica o perché hanno qualche tipo di problema relazionale, è solamente la mancanza di una santità personale. Penso davvero che questo sia il nocciolo della questione. E la Chiesa di oggi ha ignorato questo aspetto per bene, e l’abbiamo sostituito con i programmi, seminari, consulenze, ascoltate, se avete problemi nella vostra vita, il primo posto dove dovreste guardare è la vostra santità. Se avete dei problemi matrimoniali, il primo posto dove guardare, è voi stessi; e ve lo garantisco in questo momento, se non state vivendo una vita santa, avrete problemi, perchè Dio tratterrà le sue benedizioni.
Davide lo sapeva. Quando si trovava nel peccato, gli disse al Signore: ‘Ridammi la gioia della tua salvezza’, ho la mia salvezza, ho solo perso la gioia, ho solamente perso la gioia. Ed è una questione di rettitudine! Per come la vedo io nel cristianesimo, andiamo in giro ad allacciare armature di carta. Avete presente quando andate al ristorante con dei figli piccoli, e quando arrivate si mettono lì quella cosa in testa, quella è un’illustrazione della corazza tipo del cristiano moderno, assolutamente inutile. È composta da un sistema, un metodo o un programma, ‘Oh, sai, per tutta la mia vita ho avuto problemi, la nostra famiglia ha grossi problemi...’ Beh, quello che vi serve sono circa 10 o 12 sedute con un consulente. E quindi così facendo indossano una corazza di carta. Ma non è di quello che avete bisogno... quello che vi serve sono 10 o 12 ore alla presenza di Dio, per risolvete l’empietà della vostra vita e di mettervi a posto con Lui, è questo quello che vi serve.
Ed è questo che prego per la Grace Church. Ascoltate, gente, non abbiamo bisogno di altri programmi qui; non abbiamo bisogno di altri metodi. Ciò di cui abbiamo bisogno è la santità nella nostra vita. Questo è il nocciolo della questione. E siamo una società che sta affogando in un mare d’immoralità, di materialismo e di umanesimo che ci sta inghiottendo al punto che ne siamo talmente vittime che con grande facilità evitiamo l’importanza della santità personale, e persino nel nome di Gesù Cristo, e sotto la bandiera dei ministeri, la sostituiamo con un’armatura di carta: programmi, tecniche, metodologie. Io la chiamo ‘roba cristiana’, è roba, robaccia che non ha alcun effetto pratico sul vero problema.
Guardate alla vostra vita: avete problemi in famiglia? Controllate la vostra santità. Siete fedeli nella lettura della Parola di Dio? La vostra vita di preghiera è quella che dovrebbe essere? State amando la vostra famiglia come dovreste? State testimoniando senza vergogna per Gesù Cristo nella società e nella vostra cultura, ovunque vi troviate? State dando al Signore ciò che dovreste dare con sacrificio e vi state occupando dell’amministrazione del resto che avete? State vivendo una vita di rettitudine nelle categorie della vostra vita come le avete delineate e come Dio ha fatto nella sua Parola?
Perché se non è così, perchè mai vi aspettereste che la vostra vita vada bene? Se così fosse, Dio vanificherebbe i suoi scopi, non è vero? È lì che dobbiamo andare! Ma, sapete, le persone vogliono trovare delle risposte agli estremi e preferiscono indossare corazze di carta invece di affrontare i problemi veri. Se c’è disobbedienza nella vostra vita, se c’è peccato nella vostra vita, che non è stato confessato e di cui non vi siete ravveduti, e continuate a commetterlo, se avete atteggiamenti errati, e state covando risentimenti, e ci sono problemi, e non li risolvete mai, se avete pensieri sbagliati che state coltivando, se quello che dite non è quello che dovreste dire, se le vostre opere non sono quelle che dovrebbero essere, e se continuate a vivere in questo modo, ve lo assicuro, garantito, avrete problemi. Perderete la vostra gioia!
Un’altra cosa che accadrà è che perderete la vostra fecondità. Non produrrete più, sarete sterili, come tralci della vite. E vi darò una terza cosa, perderete anche la vostra ricompensa finale. Giovanni disse: ‘Esaminatevi per accertarvi che non perderete la ricompensa per le cose che avete fatto’, alcuni di voi diminuiranno la loro capacità di servire Dio per tutta l’eternità persino in cielo.
Ed aggiungo un’altra cosa, porterete vergogna alla gloria di Dio. Perché mai vorreste vivere così? Siete così ingrati nei confronti di Dio da voler vivere una vita peccaminosa, una vita ingiusta, e così facendo perdere la gioia che Lui desidera darvi? Direste mai ‘no’ ai suoi doni? Siete così ingrati nei confronti del potenziale che Dio vi ha dato, tanto da vivere una vita ingiusta e così facendo direste di no a quello che Lui vorrebbe produrre tramite di voi? Direste mai di no a Dio in termini di quello che vuole farvi godere per l’eternità nel suo regno celeste, limitandovi? Direste mai di ‘no’ a Dio, che cerca la gloria in mezzo agli uomini, vivendo una vita ingiusta che porta vergogna sul suo nome?
Vedete quanto è sciocca come cosa? Ed infine tutto questo è un affronto al suo nome. Dio, per così dire, si trova alla fine del cielo, al limite del cielo. Le sue mani sono piene di benedizioni. Benedizioni che includono la gioia, la fecondità, la ricompensa finale e la Sua stessa gloria; e voi siete pronti a voltarvi per perseguire la vostra peccaminosità? Ascoltatemi gente. Come vi ho detto pocanzi, non abbiamo nemmeno iniziato a vedere cos’è che Dio potrebbe fare con questa chiesa, in questo luogo, in questo Paese ed in tutto il mondo, se iniziassimo a mettere le nostre vite in armonia con i giusti principi della Parola di Dio, e sto parlando a me stesso come a voi altro.
Questo è il nocciolo della questione. Se avete dei problemi, sono direttamente collegati a quell’area della vostra vita. Vi dirò di più, se le cose vanno bene nella vostra vita e siete giusti di fronte a Dio, probabilmente non avreste nemmeno troppe prove, perché non ci sarebbe molto d’affinare. Quindi Dio ci ha indicato la semplicità della sua Parola, ed mi è sorprendete come i cristiani vogliano sempre ignorare la semplicità di fondo e sostituirla con una risposta superficiale in confronto alla soluzione biblica che è spesso molto chiara.
Bene, quello che sto cercando di dirvi è che dovete indossare l’armatura, gente, questa è guerra ed io non sarò mai soddisfatto finchè non esalerò il mio ultimo respiro e dirò: ‘Signore, voglio vincere quest’ultima battaglia’, credo che Dio voglia che realizziamo tutto ciò che possiamo con il potenziale che ci ha dato, e penso che questo implichi il fatto che ognuno di noi prenda questo tipo d’impegno.
Ascoltatemi, voglio che riflettiamo insieme per un paio di minuti, in 1 Pietro capitolo 2 versetto 11 Pietro dice questo. “Carissimi, vi esorto – e qui è lì a supplicarli sulle ginocchia – come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l’assalto contro l’anima”.
Ora Pietro sta dicendo: ‘Questa è una guerra, e a meno che non vi dedichiate alla giustizia’ e con quello non intendo dire che non pecchiate mai. Intendo dire che ci dovrebbe essere una frequenza decrescente di peccato nella vostra vita e quando capita lo confessate, vi ravvedete e ve ne allontanate, lo affrontate e lo portate ai piedi di Dio, siete abbastanza onesti da valutare la vostra vita. Egli sta dicendo: ‘Vi esorto! Astenetevi dalle concupiscenze carnali che danno l’assalto contro l’anima vostra e quando ci cadete, perdete, e così facendo perdete la gioia, la fecondità, la ricompensa ed, in ultima analisi, l’onore di Dio di fronte al mondo’.
Questo è l’aspetto negativo, ‘Astenersi dai desideri carnali”, mentre il positivo si trova al versetto 12, “avendo una buona condotta fra i pagani”, impegnatevi, vivete una vita di rettitudine, siate irreprensibile. Ascoltatemi, Ebrei 11:13 dice che ‘confessarono di essere alieni e pellegrini sulla terra’, hey, anche noi lo siamo, siamo stranieri e pellegrini sulla terra e non credo che lo capiamo veramente. Ci siamo fatti cullare così tanto da questa terra, che siamo bloccati come nel cemento. Ci lasciamo coinvolgere dai capricci della terra e dalle cose del mondo, e ci facciamo coinvolgere dall’amore per il mondo e per le cose del mondo, come disse Giovanni. Invece, il popolo nel libro di Ebrei dice che ‘Stavano cercando una città il cui costruttore ed artefice è Dio’, e Paolo dice ai Filippesi che ‘la nostra cittadinanza è nei cieli’, Gesù disse che non apparteniamo al mondo, il mondo ci odia e non siamo del mondo, non ne abbiamo parte, eppure ci trinceriamo e perdiamo così la prospettiva. Non ci vediamo come appartenenti al cielo, a combattere una guerra spirituale, perseguire una vita giusta con tutte le nostre energie che dipendono dalle sue risorse.
Ascoltate, la fine assoluta della stupidità per il cristiano è quella di farsi inglobare dal sistema mondiale. In 2 Timoteo capitolo 2 versetto 3 Paolo dice: “Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesú”, ed il versetto 4 dice, ascoltate qui: “Uno che va alla guerra non s’immischia in faccende della vita civile”, quello che sta dicendo è questo: ‘non potete far parte dell’esercito ed essere anche dei civili. Non potete esserli entrambi e se vi presentate a combattere per il comandante e per servire il Signore, allora dovete uscire dal sistema.
In questa chiesa ci sono risorse sufficienti da un punto di vista spirituale, intellettuale, di doni spirituali, di atti di comunione e di ministero, di finanze, per fare più di quello che potremmo mai concepire - più di quello che potremmo mai immaginare - se c’impegnassimo e se fossimo retti. Non voglio che facciate le cose per pressione, voglio che le facciate per scaturiscono da una vita santa, capite il punto? Sapete cosa dico io? Sei credenti, numero uno, hanno la cintura allacciata sono dedicati a tutti i costi e, numero due, vivono una vita santa, non c’è bisogno di dire molto altro perché da quella santità usciranno tutte le risposte suscitate dallo Spirito di Dio. È per questo che mi oppongo a tutte le tattiche ad alta pressione usate nel cristianesimo moderno. Non hanno a che fare con il nocciolo della questione, un vero impegno alla vera santità.
Quindi dobbiamo presentare i nostri corpi come sacrifici viventi, santi e graditi a Dio, santi. Dobbiamo, come dice Paolo in Colossesi 3, fissare i nostri affetti sulle cose di lassù e non su quelle della terra. Dobbiamo indossare la corazza, gente. Dobbiamo fare quello che dice Paolo in 1 Corinzi 15:34, dice: “Ridiventate sobri per davvero e non peccate”.
E sapete, anche la cosa più piccola fa la differenza, sapete quando un comandante inizia a combattere una battaglia con un altro esercito, la prima cosa che fa è inviare un gruppo avanzato che ha la responsabilità di stabilire una testa di ponte, e poi da lì inizia l’infiltrazione. Quello che Satana vuole trovare nella vostra vita è solamente una piccola crepa nella diga, ed è tutto ciò che gli serve per far scoppiare la cosa intera, è la piccola volpe che rovina la vite. Siate consapevoli, e ricordate anche questo, che alla fine vincerete. Alla fine, sarete vittoriosi. Non ha senso rinunciare a tutte le grandi cose che Dio ha in serbo per voi.
Oh prego che siate pieni di gioia. Prego che questa chiesa sia piena di gioia. Prego che questa chiesa sia piena di frutti. Prego che questa chiesa sia piena di ministero produttivo e sia ricompensata nella gloria. Prego che Dio sia innalzato, e so che accadrà quando saremo dedicati alla vera rettitudine. Perché la risorsa è lì, nella giustizia di Gesù Cristo.
Per concludere, le parole di John Newton. Ecco cosa scrisse, ‘Anche se molti nemici ti assalgono ed il tuo braccio è debole, la tua vita è nascosta con Cristo in Dio, al di là del regno del male. Per quanto tu sia debole, non ti spegnerai e non morirai svenendo. Gesù, la forza di ogni santo, vi aiuterà dall’alto. Anche se non percepito dai sensi mortali, la fede lo vede sempre vicino. Una guida, una gloria, una difesa, allora cosa avete da temere. Come sicuramente ha vinto e trionfato una volta per tutte. Così sicuramente anche voi che amate il suo nome trionferete in lui”, preghiamo.
Padre, abbiamo la fiducia finale che trionferemo. Ma sappiamo che anche quella fiducia finale non può proteggerci ora se non viviamo in santità, e quindi ti chiediamo di cingerci, di coprirci con la corazza della giustizia che proviene da cuori obbedienti. Oh Dio, rendici obbedienti alla tua Parola, per far si che possiamo vivere in modo santo, giusto, irreprensibile in mezzo a un mondo malvagio e perverso. E ti ringrazieremo per questo privilegio nel nome di Cristo, amen.
FINE
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