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Per il nostro studio di questa mattina, vi invito ad aprire ad Efesini capitolo 6; stiamo guardando ai versetti dal 13 al 17 sul tema dell’armatura del credente. Vorrei leggere i versetti dal 13 al 17 come cornice per la nostra lezione di oggi, “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”.

Ci fu un momento nella vita di Martin Lutero in cui il suo conflitto con Satana divenne così reale da assumere quasi una manifestazione fisica, a tal punto che, in preda alla rabbia, Lutero prese il suo calamaio e glielo scagliò contro; il quale si ruppe e schizzò l’inchiostro su tutta la parete lasciando una macchia che rimase per molti anni, ricordando a molti quanto fosse vivido il conflitto della sua vita. E gente, non lo è meno nella nostra vita, anche se forse non abbiamo l’intensità spirituale di Martin Lutero per vederlo come tale. Il credente e Satana sono in una lotta mortale; il versetto 12 di Efesini 6 dice che stiamo “combattendo”, e questo è lo stesso verbo usato per descrivere un combattimento corpo a corpo, di vita o di morte.

Ora, Dio ha scopi alti, santi, elevati, grandiosi e gloriosi per i credenti, tanto che ci chiama a camminare in un modo che ci distingue dal sistema che ci circonda. Questi sono propositi che gli danno gloria; ma d’altra parte, Satana fa e continuerà a fare tutto il possibile per impedirci di realizzare i propositi di Dio. Di conseguenza, possiamo dire che c’è una guerra vera e propria nella vita dei credente. Ed in realtà, credo che la guerra inizi già al momento della salvezza, e persino prima della salvezza, quando la Parola si presenta con il messaggio del Vangelo, secondo quello che disse il nostro Signore, Satana prova a strappargliela via, così che le persone non possono rispondere alla chiamata; ma quando diventiamo credenti, e siamo solamente dei bambini nella fede, per così dire, egli ci manda una marea di false dottrine per sballottolarci e portarci lontano dalla verità. Ci assale e ci accusa senza sosta per tutto il corso della nostra vita. Se tornaste al momento in cui Gesù venne al mondo, già da lì Satana fece di tutto per far si che Erode l’uccidesse; e fece tutto quello che poteva per ucciderlo anche durante la Sua vita; per spingerlo giù dal monte e per crocifiggerlo, però Gesù varcò tali sforzi.

Si può vedere che nel libro di Atti, quando la chiesa iniziò a proclamare il messaggio di Gesù Cristo, il diavolo non fa altro che opporle resistenza. Paolo, iniziò poi i suoi viaggi missionari per proclamare il Vangelo al mondo e s’imbatte in maghi, santoni e gente posseduta con l’obbiettivo di mettergli i bastoni tra le ruote; Pietro dal giorno della Pentecoste non fece altro che imbattrsi in ostilità varie e da lì in poi, ci furono persecuzioni ed il Sinedrio richiese che i cristiani fossero sempre questionati ed obbligati a rimanere in silezio; e per tutto il corso del Nuovo Testamento, il Vangelo fu contrastato, se così si può dire, da Satana.

Ed infine, quando la chiesa naque, in termini delle sue radici e fondamenta, iniziò a marciare nei secoli del tempo che conosciamo come l’anno del Signore, i primi tre secoli furono caratterizzati da persecuzioni, dalla morte di cristiani, e del martirio di coloro che amano il Signore. E poi nel terrore dei secoli bui, in cui l’intera testimonianza del Vangelo viene quasi cancellata, a parte di alcuni gruppetti fedeli che hanno creduto alla verità per tutto il tempo. Infine, al tempo della Riforma, la luce tornò a splendere, ed il Vangelo iniziò a risuonare fortemente e chiaramente con la nascita della Chiesa protestante; e poi anche lì però ci fu una guerra, anche a quel livello, tra il Romanismo e la Chiesa protestante.

Infine, arriviamo ai nostri giorni, ed il protestantesimo è ben radicato ed il Vangelo è conosciuto, e lì si presenta l’arrivo del modernismo, del liberalismo, della neo-ortodossia, della psicologia e di tutte quelle altre cose, per non parlare degli attacchi del comunismo, dell’umanesimo, del materialismo, dell’edonismo e di tutte quelle altre, così che fin dal principio e fino in fondo c’è stata e c’è una battaglia terribile tra Satana ed il Vangelo di Cristo. E non è solo una battaglia di movimenti, non fu solo una battaglia di ideologie – ma una battaglia nella vita di ogni individuo, quando Satana attaccò l’opera che Dio cercò sempre di realizzare nella vita dei suoi figli. C’è quindi una guerra, ed è per questo che Paolo conclude Efesini così come fece, certo che abbiamo tutte le risorse, come spiegato nei primi tre capitoli. Certamente, sappiamo che, come detto nei prossimi capitoli, dobbiamo camminare in modo degno, ma ci sarà resistenza, ed è per questo che Paolo conclude così, Satana si oppone a tutto quello che Dio fa. Per esempio, Gesù rivela la verità; Giovanni 1:17 dice: “Egli è pieno di grazia e di verità”, e Satana la nasconde; in Giovanni 8:44 ci viene detto che è il bugiardo ed padre della menzogna. Quindi Gesù rivela la verità e Satana la nasconde.

D’altra parte, la Bibbia ci dice in Giovanni 5:24 che Gesù dà la vita; dice che “il Padre gli diede la vita; ed anche Egli la dà a chiunque vuole”. E Satana, in Giovanni 8:44, viene chiamato assassino – egli toglie la vita, ed in Ebrei 2:14 dice che Lui è colui che ha il potere sulla morte. E quindi Gesù dà la vita e Satana la toglie; Gesù rivela la verità e Satana la nasconde. Gesù produce frutti spirituali. Secondo Galati 5:22, Gesù produce nella nostra vita amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; mentre Satana produce frutti della carne, elencati anch’essi in Galati 5, “le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21 invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose”...

Gesù, la Bibbia dice che ‘ci mette alla prova affinchè maturiamo’, Giacomo 1 dice che la prova della nostra fede ci rende perfetti, mentre Satana ci tenta per distruggerci, “Va in giro” dice Pietro “come un leone ruggente, cercando chi divorare”. Quindi, da un lato, c’è Gesù che rivela la verità, Satana che la nasconde; Gesù che produce vita, Satana che la toglie; Gesù che produce frutti spirituali, Satana invece produce frutti carnali vili e malvagi; Gesù che ci mette alla prova per farci maturare, e Satana ci divora per distruggere. In Giovanni 8 c’è l’affermazione che se si conosce il Figlio, il Figlio vi renderà liberi. In 2 Timoteo 2:26 c’è il fatto che Satana ci rende schiavi. In 1 Giovanni 2:1, Gesù difende i credenti: “Se qualcuno pecca, abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo, il giusto”, ma in Apocalisse 12:10 il diavolo ci accusa. Quindi c’è un enorme conflitto in corso tra Dio e Satana nella vita del credente.

Ora, com’è che vinceremo mai, come potremo mai conoscere la vittoria? Come possiamo superare i nostri dubbi? Come possiamo elevarci al di sopra dei nostri peccati? Come possiamo superare le nostre indifferenze? Come possiamo raggiungere il livello di vita spirituale a cui Dio ci chiama? Come possiamo camminare in modo degno della chiamata elevata, della chiamata celeste? Come possiamo sconfiggere Satana? Come possiamo vincere? Ebbene, la Bibbia ci dà delle soluzioni; infatti, il Nuovo Testamento ci dà diverse risposte chiave che voglio sottoporvi. Questa è una piccola mini-teologia di com’è che il credente deve affrontare Satana. E tra l’altro, questo è quello che la Bibbia insegna sul modo di affrontare Satana nella propria vita, e questo è quanto. Oggi ci sono persone che vogliono sostenere esorcismi e certi rituali strani, e sostengono d’avere certe formule per dominare Satana, ma questo è quello che dice la Scrittura, vi darò qualcosa come cinque o sei principi. Li vedremo tutti in rassegna, ok? Vi do una sorta di sequenza.

Numero uno: innanzitutto, per conoscere la vittoria su Satana, dobbiamo riconoscere che Cristo ha già inferto il colpo di grazia. Dobbiamo realizzare che Cristo l’ha già sconfitto. In 1 Giovanni 3:8 dice che Gesù è venuto a distruggere le opere del diavolo. In Ebrei 2:14 dice che è venuto a distruggere colui che aveva il potere sulla morte, al quale eravamo tutti soggetti in schiavitù per il corso della nostra vita. Quindi sappiate questo miei cari, il Signore ha già inferto il colpo di grazia.

Seconda cosa: il Nuovo Testamento dice che dobbiamo riconoscere che la potenza che ha inferto quel colpo di grazia risiede dentro di noi. Il potere che ha sconfitto Satana risiede in voi. In 1 Giovanni 4 c’è scritto, al versetto 4: “Più grande è colui che è in voi, di colui che è nel mondo”. Quando un credente viene salvato, e riceve lo Spirito di Dio; in lui è impiantata la potenza che ha sconfitto Satana. La risorsa, la riserva è presente.

Terza cosa: 1 Pietro 5 versetti 8 e 9, dicono questo: “Siate sobri” - cioè conoscete le vostre priorità, siate impegnati - “vegliate” – siate vigili - “il vostro avversario, il *diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede”.

Ora notate, principio numero uno: dovete riconoscere che Cristo ha già inferto un colpo mortale a Satana. Principio numero due: dovete riconoscere che quella potenza che sconfigge Satana vi dimora per mezzo dello Spirito di Dio; e quella è la nostra risorsa; numero tre: resistete a Satana – resistetegli! E potete farlo, grazie a quel potere che è a vostra disposizione.

Ora voi potreste dire: beh, John, ma com’è che si fa a fare quello che dice Pietro? Beh, guardiamo ad Efesini 4:27, questo ci darà un altro concetto. Efesini 4:27 ci dice come resistere al potere di Satana nella nostra vita. Efesini 4:27 dice semplicemente questo: “Non fate posto al diavolo”, non dategli mai posto, è piuttosto semplice! Non dategli posto! Ora l’implicazione del versetto è che se ha un posto è perché gliel’abbiamo dato, giusto? Quindi la chiave è la nostra volontà.

Ora torniamo indietro: bisogna iniziare riconoscendo che il colpo di grazia è già stato inferto. Poi dobbiamo riconoscere che la potenza che colpì risiede in noi; e quindi possiamo stare in guardia per resistere ai suoi sforzi. Che cosa significa? Significa che non dobbiamo lasciare alcuno spazio a Satana nella nostra vita. E voi potreste chiedere: ‘Bene... com’è che possiamo farlo? Com’è che possiamo adoperarci a non lasciare alcun posto per Lui? Com’è che possiamo evitare di – come dice 2 Corinzi 2:11 – di ‘dargli un vantaggio?’ La risposta è questa, 2 Corinzi 2:11, “Non ignoriate le sue macchinazioni”, bene non volete dargli spazio? Allora dovete riconoscere da dove viene! Sprangate la porta, chiudete le finestre, rinforzate le serrature. Assicuratevi di non ignorare le sue macchinazioni, e potremmo chiederci: ‘Beh, ma quali sono le sue macchinazioni?’

1 Giovanni dice questo: “Perché tutto - proprio così, la parola ‘tutto’ - “tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non sono da Dio, ma del mondo”, com’è che Satana vi si presenta? Con la concupiscenza degli occhi, la concupiscenza della carne e l’orgoglio della vita, quelle sono le sue macchinazioni. Quindi, se non ne siete ignoranti – e sbarrate la porta alla concupiscenza degli occhi, sbarrate la porta alla concupiscenza della carne, sbarrate la porta all’orgoglio della vita - non darete alcuno spazio a Satana. E non dandogli alcun posto, non gli permetterete d’entrare a far parte della vostra vita!

C’è un’altra riflessione: se non volete dare spazio al diavolo, significa che dovete essere consapevoli delle sue macchinazioni; non potete esserne ignoranti. In secondo luogo, però, quando lo vedete arrivare, dovete fuggite. 2 Timoteo 2:22 dice: “Fuggete le passioni giovanili” - fuggite la tentazione - “e seguite la giustizia”.

Ora, questa è una formula piuttosto semplice, gente! Lasciate che ve la ripeta, così che la capirete per bene. Rendetevi conto che il colpo mortale è già stato inferto dalla potenza di Cristo. Rendetevi conto che quel potere risiede nella vostra vita; quindi, resistete al diavolo, il che significa che non dovete dargli alcuno spazio nella vostra vita. E lo si fa, in primo luogo, non ignorando le sue macchinazioni ed, in secondo luogo, quando si arrivano, fuggite. Voi direste: ‘Beh, John, com’è che si... com’è che ci si può orientare per poter fare una cosa del genere?’ E questo si trova in 2 Corinzi 10:3. 2 Corinzi 10:3: “In realtà, sebbene viviamo nella carne[a], non combattiamo secondo la carne”, e quello che Paolo sta dicendo qui è che siamo esseri umani, ma la nostra battaglia non è umana. Siamo creature fisiche, ma la nostra battaglia non è una fisica; versetto 4 di 2 Corinzi 10: “infatti le armi della nostra guerra non sono carnali”, no! Non stiamo combattendo una battaglia umana. Gli uomini non sono i veri nemici. La battaglia non è veramente umana, carnale, le nostre armi non sono carnali, “ma hanno da Dio il potere”, in altre parole, è una guerra spirituale che richiede armi spirituali.

Ora, com’è che potremo mai usarle? Come potremo conoscere e riconoscere le sue macchinazioni e quindi sfuggire alle sue tentazioni, resistere ai suoi assalti ed essere sicuri di non lasciargli alcuno spazio nella nostra vita? Come possiamo appropriarci di questo potere? La fine del versetto 5 dice semplicemente: “facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo”.

Ora ascoltatemi, questa è la nota finale della nostra breve teologia. Per sapere che Cristo ha inferto il colpo mortale a Satana, per sapere che quella stessa potenza risiede in noi, per resistere a Satana, per non dargli spazio, per non esser ignoranti sulle sue macchinazioni, per sfuggire alle sue tentazioni, dobbiamo far sì che ogni ogni pensiero sia prigioniero di Cristo. In altre parole, dobbiamo far si che la nostra mente sia controllata dalla Parola di Dio, tramite la potenza dello Spirito di Dio. Non ci sono scorciatoie, miei cari, per una vita cristiana efficace e vittoriosa. Se volete vivere una vita cristiana vittoriosa, dovete dare la vostra mente alla Parola di Dio, così che il vostro modo di pensare e di sentire sia controllato da quella stessa verità. Ora, questa è la formula del Nuovo Testamento in una cornice teologica, tratta da vari passaggi; ma lasciatemi fare un altro passo avanti.

Tutto questo è splendidamente e meravigliosamente riassunto in un solo passo che è proprio di fronte a voi, Efesini capitolo 6 dal versetto 13 al 17. Tutti i principi che vi ho appena spiegato, in un modo o nell’altro, sono latenti in questo passo. Sono tutti qui, sono tutti disponibili e splendidamente raggruppati in questo capolavoro sul com’è che i credenti possono vincere la guerra contro le forze dell’inferno. E ricordate, miei cari, è una vera guerra e c’è anche una vera vittoria disponibile giorno dopo giorno.

Ora, quale armatura abbiamo già esaminato? Guardate al versetto 14. Innanzitutto, abbiamo detto che Paolo, considerando il cristiano e la sua guerra contro Satana, vede nella sua mente un soldato romano pronto alla battaglia. E tutto quello che il soldato romano deve fare per prepararsi suggerisce alla mente di Paolo immagini che possono essere tradotte nella battaglia del cristiano contro Satana. E quindi inizia a fare il paragone, e così come il soldato romano indossa la cintura con la quale stringe a sè la veste larga, il che, implica, un impegno al combattimento, la preparazione, prontezza, attesa, sincerità; impegno verso la battaglia di cui sta parlando. Paolo vede in quello la cintura della veridicità, o della verità “prendete la verità per cintura dei vostri fianchi”, come dice il versetto 14. Il credente, deve dedicarsi a combattere, impegnarsi alla verità, deve impegnarsi a combattere la battaglia, a vivere la vita, a dedicarsi e consacrarsi per vincere la battaglia. E quindi abbiamo iniziato il nostro studio con uno sguardo al livello d’impegno richiesto per vincere.

In secondo luogo, nell’ultimo studio, abbiamo visto la porzione d’armatura successiva, anch’essa al versetto 14: “rivestitevi della corazza della giustizia”, abbiamo detto che il soldato romano indossava una corazza per coprire le zone vitali; non voleva essere colpito in certi punti perchè sarebbe stata fatale, e generalmente c’erano due aree che voleva proteggere: il cuore ed il resto della zona centrale, conosciuta come le viscere o i reni, nella terminologia ebraica. E per gli ebrei il cuore era come la mente, e le viscere o i reni erano i sentimenti. E quindi il credente deve proteggere la sua mente e i suoi sentimenti, perché quelle sono le aree in cui Satana ci tenta. Ci tenta nel pensiero e nei sentimenti, vuole suscitare il peccato, ci vuole indurre al peccato, tramite pensieri e sentimenti errati. E quindi dobbiamo proteggere quelle aree come dice la Scrittura, dobbiamo proteggerle con la corazza della giustizia. Nel mentre viviamo una vita santa, una vita consacrata, separata, giusta, così facendo proteggiamo le nostre aree vitali dagli attacchi, terribili e spaventosi di Satana.

L’ultima volta l’abbiamo riassunto dicendo che ogni giorno dobbiamo cercare di essere santi, ogni giorno dobbiamo essere giusti. Ogni giorno dobbiamo vivere una vita in cui, se c’è del peccato lo confessiamo, ci ravvediamo e ce ne allontaniamo. Questa è l’ingiunzione del Nuovo Testamento. In 1 Pietro 1:16 sentiamo il grido: ‘Siate santi, così come io sono santo’, dice Dio. In 2 Corinzi 7:1 Paolo dice: “purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio”. In Colossesi, capitolo 3 sentiamo che Paolo dice: “Uccidete le opere del corpo” e poi elenca tutte le cose malvagie che ci sono. In 1 Tessalonicesi 5 parla di eliminare ogni forma di male dalla nostra vita. Ma forse il passo più chiaro e semplice di tutti per illustrare la corazza è Romani 13:11.

Giù fino al versetto 14, Paolo dice questo: “E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è piú vicina di quando credemmo”, in altre parole, ci stiamo avvicinando alla venuta di Cristo, “La notte è passata da un pezzo, il giorno è vicino” ovvero l’alba del grande giorno del Signore, “gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce”, esattamente quello che disse in Efesini: ‘sbarazzatevi delle tenebre ed indossate l’armatura della luce. La luce significa santità, purezza, mentre le tenebre illustrano il male. Quindi, liberatevi dalle opere delle tenebre ed indossando l’armatura della luce, e quella è la corazza.

Poi dice: “Comportiamoci onestamente” – e quella è la cintura dell’impegno; la cintura della verità, senza ipocrisia, impegnati a vincere, “Alla luce del sole” - disposti ad essere esposti, perché siamo retti ed onesti nel nostro combattimento per il Signore – “senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza – il che punta ad un vivere senza vergogna – senza contese e gelosie ma rivestitevi del Signore Gesú Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri”, in realtà, sta dicendo la stessa cosa in Efesini quando parla della corazza della giustizia; liberatevi dell’immondizia, delle tenebre, del male e vivete in una relazione santa e giusta con il Signore. Questo non significa che sarete perfetti. Dobbiamo sforzarci di esserlo, falliremo, ma quando pecchiamo, confessiamo e ci ravvediamo.

E poi, in terzo luogo per questa mattina, voglio che vediate i piedi calzati con il Vangelo della pace. Questo è incredibile! Oh, che grande, meraviglioso concetto è questo, al versetto 15: “mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace”, ora viene alle scarpe del soldato; le scarpe sono diventate una parte importante della nostra cultura. In origine, le scarpe servivano a proteggere i piedi; ora sono diventate un oggetto di moda. Francamente non abbiamo bisogno di tanta protezione per i nostri piedi. Le nostre auto hanno i tappetini, le nostre strade son ben ricoperte e le nostre chiese hanno la moquette, i nostri uffici hanno la moquette e quelle località che non cel’hanno, in genere hanno un pavimento ben ripulito, ma per la maggior parte, non siamo lì a vagare su pietre grezze, non c’immergiamo nel fango, non camminiamo su un pavimento grezzo, o tra cespugli spinosi e cose così. Il nostro mondo è stato pavimentato e tappezzato per bene, e le nostre scarpe sono in linea di massima degli oggetto di moda. Quindi, non è semplice per noi capire bene quello che sta dicendo, se non capiamo quanto fosse terribile il terreno, quanto erano pericolose le spine o gli oggetti che giacevano sul terreno, e quanto era difficile camminare su sassi, rocce, sassolini e tutto quello che c’era da quelle parti del mondo. Forse potremmo farcene un’idea, perché oggi c’è una certa necessità di scarpe particolari se ci piace fare l’escursioni, o se stiamo attraversando il deserto, o se stiamo camminiamo su una superficie calda, o quello che sia, ma questo è il motivo per cui a quei tempi si usavano le scarpe.

Oggi abbiamo anche scarpe specifiche per ogni tipo di sport immaginabile, e mi ha sempre sorpreso quanto ognuno abbia una certa funzione. Se si pratica uno sport sul cemento, si ha un certo tipo di scarpa. Se si deve praticare su terreni sterrati, c’è un altro tipo di scarpa, ed ho notato che anche nel tennis, a seconda del tipo di superficie su cui si gioca - alcuni campi d’erba a Wimbledon, alcuni in terra battuta, altri in cemento, altri ancora son più gommati – e dipendendo da quale si deve avere una suola diversa. Ed esistono poi altre scarpe per pavimenti di legno o per altri pavimenti ancora. Ci sono scarpe da ginnastica diverse, a seconda che si corra su una pista di cemento o una gommata, e così via.

E quindi quando si va al centro commerciale, lì c’è un negozio che – credo si chiami Foot Lockers; e so che i miei figli ci vanno a colpo sicuro non appena arriviamo al centro perchè ne sono affascinati; ma abbiamo tutte le scarpe per ogni motivo. Vel’ho detto che l’altra sera ero nello spogliatoio di Jerry Terrell, e guardai nel suo armadietto e c’erano qualcosa come otto paia di scarpe da baseball diverse. E gli dissi: ‘Ne hai un sacco di queste no?’ e Lui disse: ‘Sì, ogni squadra ha una superficie diversa. Ed ogni superficie richiede una scarpa diversa’.

E posso capirlo, mi ricordo che una volta al college stavamo giocando a football, e stavamo giocando al Rose Bowl, ed aveva piovuto per un paio di settimane prima della partita, e la cosa era piuttosto misera, e naturalmente quando il campo è molto frequentato, verso la fine della stagione, non c’è quasi più erba, e poi se piove, la cosa diventa problematica. E quello che fanno è che ci fanno passare un carrettino e lo dipingono di verde così che sembra erboso, ma in realtà non c’è molta erba. Emmm a noi ci sembrava carino, ma non sapevamo come sarebbe stato; ed io avevo due paia di scarpe da Football, una con dei tacchetti più lunghi per giocare sull’erba, mentre l’altra con dei tacchetti più corti, ed ho pensato che sarebbe andato tutto bene e visto che quelle con i tacchettini lunghi erano un po’ pesanti e non mi piacevano scelsi di giocare con quelle più corte, e mi sbagliai di grosso...

E visto che avevo delle scarpe inadeguate, cosa che scoprì solamente al calcio d’inizio... e io ero lì, sulla linea profonda dei 4 yard per ricevere e restituire; e la palla discese dall’aria, la presi, feci due passi e caddi immediatamente sul mio emisfero meridionale, davanti a tutto il mondo, e mi trovai lì seduto con la palla sulle gambe, e ventun persone lì che mi guardavano, nessuna delle quali mi aveva nemmeno toccato! Caddi da solo, e rimasi lì seduto ai 6 yard non appena avevamo iniziato insieme come squadra dal nostro campo di profondità. E mi resi conto: ‘Sai, avrei dovuto indossare le altre scarpe’, e provai anche, a convincere qualcuno a bordo campo che non giocava così spesso come me a scambiarci, ma non riuscii a trovare nessuno che voleva, così scivolai e caddì per tutto il campo.

Abbiamo delle ragioni per le cose che abbiamo; le scarpe hanno una certa funzione. E questo è particolarmente vero in guerra; se è importante nell’atletica, potete immaginare quanto lo sarebbe se steste combattendo per la vostra vita. E un soldato romano non se la sarebbe cavata in una battaglia con una scarpa normale di cuoio scivolosa. Sarebbe scivolato e caduto dappertutto, e se avesse provato ad arrampicarsi su una roccia per combattere contro qualcuno, sarebbe scivolato, e quindi dovevano avere delle scarpa speciali, il che era molto importante, perché in battaglia la cosa avrebbe potuto salvarli la vita, molto probabilmente. Inoltre, dovevano avere un tipo di scarpa che potesse durare per lunghe marce, perché coprivano enormi quantità di terreno.

Se vi ricordate nulla sul conto dell’esercito romano, certamente vi ricordate d’aver letto delle lunghe marce di Cesare. E molte guerre furono perse a causa dell’inadeguatezza delle scarpe dei soldati. Magari avete persino letto dei momenti della guerra della rivoluzione americana in cui c’erano i soldati, con i piedi tutti fasciati, sotto la guida del generale Washington, perché non potevano più usare le loro scarpe, tanto erano consumate. E ci sono stati tanti altri momenti nella storia in cui le battaglie sono state perse perché non proteggevano i piedi dei soldati dal freddo, dalle ferite o da lesioni varie. Inoltre, ai tempi delle guerre romane, c’era un’usanza comune; oggi abbiamo campi minati per intrappolare gli eserciti in avvicinamento; a quei tempi però, sapendo che un esercito spesso si presentava alle spalle dell’esercito nemico, piantavano dei bastoni affilati a punta di rasoio, rivolti verso l’esercito opposto, sperando di trafiggere i piedi dei soldati nemici. E quindi per proteggersi, i soldati romani indossavano degli stivali che avevano la suola pesante, in modo che non potessero essere trafitti, perché se i loro piedi venivano trafitti non potevano più camminare il che poteva debilitarli. Sai, si poteva trattare del miglior soldato in circolazione, con tutta la forza del mondo, ma se i suoi piedi erano feriti, se la parte inferiore dei suoi piedi era ferita, la battaglia era finita!

È incredibile, potresti farti male al braccio, alle mani, ai gomiti, alle spalle e potresti comunque continuare a muoverti e a funzionare, ma se ti facessi male ai piedi saresti davvero debilitato. E quindi cercavano sempre di trafiggersi i piedi. Inoltre, in battaglia potresti essere l’uomo più forte del mondo, potresti avere la spada più grande di tutte, ma se non riusciresti ad alzarti in piedi, saresti davvero nei guai.

Per questo la calzatura era così importante, e facevano questo: Usavano un semistivale con suola spessa e chiodata che si avvolgeva così sul piede ed aveva delle cinghie che lo legavano in tutte le direzioni, per accertarsi che fosse tremendamente stretto, ed aderente al piede. Sul fondo avevano dei chiodini, dei piccoli pezzi di metallo che sporgevano dal fondo, come una scarpa da calcio, o una scarpa da ginnastica, o da baseball, per far sì che avesse presa. Questo gli dava solidità di piede così da poter stare in piedi durante la battaglia, ed è quello che Paolo vide. Vide questo soldato romano in piedi, con i piedi saldi, e notò che era in grado di tenere il terreno, di fare movimenti rapidi e di mantenere i piedi, non scivola mai, nè slittava nè cadeva.

E quindi dice anche il cristiano deve avere le scarpe. Oh si, puoi andare lì fuori, e puoi avere la vita tutta stretta, e puoi esser dedicato; e potresti anche avere la corazza e potresti vivere una vita pia e retta così come vuole il Signore, ma se non riesci a stare in piedi, cadrai, e quindi devi avere una base solida.

Ora torniamo al versetto 15 e vediamo un po’ i dettagli. I vostri piedi devono essere calzati con ‘lo zelo’, e la parola ‘zelo’ qui non dovrebbe confondervi, probabilmente sembra un po’ una traduzione strana qui, ma significa semplicemente ‘esser preparati’ o ‘equipaggiati’, e tutto quello che sta dicendo è che i piedi devono essere preparati, pronti, ecco quello che sta dicendo. Devono essere equipaggiati, devono essere preparati; quella è l’idea, infatti, in Tito 3:1, lo stesso termine, ‘zelo’, viene tradotto ‘pronti’, quindi comunica l’idea di essere pronti, di essere preparati, di essere equipaggiati. I nostri piedi devono essere equipaggiati, devono essere adeguatamente ferrati per la battaglia.

Ora, la maggior parte delle persone che leggono questo testo, e molti commentatori che hanno scritto su questo testo, presuppongono che si riferisca all’idea di andare a predicare il Vangelo della pace, ‘Oh ragazzi, ho le scarpe del Vangelo, e quindi son pronto a predicare’. E sapete che lo traggono fondamentalmente da Romani 10:15, perché in Romani 10:15 cita Isaia 52:7: “ E come annunzieranno se non sono mandati? Com’è scritto: «Quanto sono belli i piedi di quelli che annunziano buone notizie!»“ Quanto sono belli i piedi di coloro che predicano il Vangelo della pace. C’è la stessa frase, il Vangelo della pace. E quindi nel messaggio di Paolo in Romani 10:15, sapete quando dice: ‘Come potranno sentire senza un predicatore, e come potranno predicare se non saranno mandati’, e quindi quanto sono belli i piedi di coloro che vanno e predicano il Vangelo della pace.

Ora, il Vangelo della pace – prestate attenzione - è qualcosa che dev esser predicato, su questo non c’è alcun dubbio. È qualcosa che dev esser preso e predicato. Questo è quello di cui sta parlando Romani 10, ma non è di questo che Efesini 6 sta parlando. Efesini 6 non ha nulla a che fare con la predicazione. Non ha nulla a che fare con l’andare. Qual è la prima parola del versetto 14? ‘State’ non si tratta di andare, ma di ‘stare’, come dice l’Apostolo. Il punto qui non è l’evangelizzazione, il punto non è il predicare il Vangelo, il punto è l’avere a che fare con il diavolo. Non si tratta di evangelizzazione dei non credenti, ma di conflitto personale dei cristiani. Non sta parlando di andare da qualche parte a predicare, ma di restare dove si è e resistere al diavolo. L’idea è meglio espressa nelle parole di 1 Corinzi 16:13, “Rimanete saldi nella fede”, “Rimanete saldi nella fede” - versetto 11 – “affinché siate in grado di resistere...” Questo è il punto. Versetto 13: “Affinché possiate resistere e, dopo aver fatto tutto per stare in piedi”, l’idea è quella di rimanere, non di andare.

Quindi, questa non è l’interpretazione corretta. Certo, il Vangelo della pace può essere predicato. Deve essere predicato, e belli sono i piedi di coloro che vanno a predicarlo, ma non è questo il punto. Non sta trattando l’evangelizzazione. Sta parlando del conflitto con Satana che vivono i credenti. E sta dicendo che, visto che i nostri piedi sono calzati con la Buona Novella della pace, restiamo in piedi; non scivoliamo, non slittiamo e non cadiamo quando ci troviamo sotto attacco.

Ora, guardiamo un attimo all’espressione, ‘Il Vangelo della pace’, di che cosa si tratta? Cos’è? Beh, vangelo significa, cosa? Buona notizia. E ‘pace’ significa cosa? Pace, è la buona notizia della pace. E qual è la buona notizia della pace? Romani capitolo 5 – andateci perchè è un passo molto importante. Romani capitolo 5 - questa è la buona notizia della pace. Voglio che notiate il versetto 6, Romani 5:6. Ora questa è l’immagine di base dell’uomo, “Quando eravamo ancora senza forze” - va bene, l’uomo è debole, è debole. Versetto 7: “Difficilmente uno morirebbe per un giusto;” - il che significa che per un ingiusto nessuno morirebbe. Quindi l’implicazione è che secondo il versetto 6 ‘siamo deboli’, secondo il versetto 7 siamo ‘ingiusti’; nel versetto 8: “Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” - quindi ‘siamo peccatori’. Versetto 9: “Tanto piú dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira” – il che indica che eravamo ingiustificati, non salvati e oggetto dell’ira di Dio.

Ora, questa è la definizione dell’uomo: versetto 6, ‘debole’, versetto 7, ‘ingiusto’, versetto 8, ‘peccaminoso’, versetto 9, ‘ingiustificato, non salvato ed oggetto d’ira’. Riassumendo il tutto, quel tipo d’uomo, versetto 10, ‘Se, quando eravamo nemici’ – e quella è la somma... provate a prendere un uomo debole, ingiusto, peccatore, ingiusto, non salvato, e cosa otterreste? Un nemico di Dio, oggetto del giudizio stesso di Dio.

Dio e l’uomo, ora, gente, ricordatevelo, Dio e l’uomo sono su due fronti diversi. Non lasciate che nessuno vi propini la frase che ‘Dio è il Padre di tutti’, che Dio ama e tollera tutti, che tutti fanno parte della famiglia di Dio. All’inizio del nostro culto abbiamo letto il capitolo 1 di Naum, che dice: che “Dio non assolverà l’empio’, che Dio è un Dio di vendetta e di giustizia, e se un uomo e una donna sono nemici di Dio, sentiranno il peso del giudizio di Dio. Ma, cos’è che fece Dio per cambiare questa situazione? Versetto 6, di nuovo: “mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto”, versetto 7: eravamo ingiusti, e “Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”, Dio sta dicendo: ‘Voi siete nemici, ma io cercherò di porre rimedio a tutto questo con la morte di Cristo’, e noi quindi, veresetto 9, “piú dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo”, vedete?

Ora, ascoltatemi, che cos’è il Vangelo? Il Vangelo è che l’uomo era in guerra con Dio, ma Cristo ha fatto la pace, giusto? Cristo ha portato la pace; questo è il Vangelo della pace. Ora tornate al versetto 1 del capitolo 5 di Romani: “Giustificati dunque per fede” – grazie a quello che Cristo ha fatto, “abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore”, quello è il Vangelo. Il Vangelo è che l’uomo e Dio erano in guerra, e Dio era dalla parte opposta rispetto all’uomo - come disse Gesù: “Se non siete con me, siete – cosa? – siete contro di me’. Nel Libro di Apocalisse, il Signore dice: ‘Verrò contro di voi e combatterò con voi con la spada che esce dalla mia bocca”. Quindi l’uomo è nemico di Dio, eppure Cristo viene e rende la pace una realtà. Questa è la buona notizia! La buona notizia è che voi siete in pace con Dio; Dio e voi non siete più su fronti opposti, siete dalla stessa parte, giusto? Dio è dalla mia parte! Questo è il Vangelo della pace. Siamo stati riconciliati.

2 Corinzi 5:19 dice: “Egli ci ha riconciliati”, Colossesi, un passo tremendo, capitolo 1 versetto 20: “ e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli”, vedete? Il Vangelo è che siamo una cosa sola con Dio; ed Egli è dalla nostra parte. Ora sapete cosa significa? Significa che un cristiano che rimane saldo dice: ‘Guarda Satana, puoi venire contro di me quanto vuoi, ho delle scarpe che mi ancorano al terreno immobili perché Dio è dalla mia parte’, capite? È questo che ci aiuta a rimanere in piedi.

Se io dovessi trovarmi lì a combattere l’esercito dell’inferno da solo, con le mie forze, perderei! Illustrazione: Pietro nel giardino, Giovanni 18; era lì in piedi con i discepoli quando i soldati vennero a prendere Cristo, e probabilmente c’erano cinquecento soldati in marcia dal Forte Antonio, con le torce per trovarlo perchè pensavano che fosse nascosto in una grotta da qualche parte e vennero marciando nel giardino, ed avevano bastoni, ed erano pronti a picchiarlo per sottometterlo e a combattere contro i suoi discepoli e Gesù si presentò, gli andò incontro e disse: ‘Chi state cercando?’ Ed essi risposero: ‘Gesù di Nazaret’, e caddero a terra come un mucchio di tesserine del domino - tutti e cinquecento, per quanti ce ne fossero, caddero come tessere del domino. Si rialzarono tutti in piedi, si spolverarono ed Egli gli chiese di nuovo: ‘Chi state cercando?’ ed essi risposero: “Gesù di Nazaret”, e caddero a terra.

E senza ombra di dubbio, Pietro era lì che pensava tra sè e sè: ‘Wow, che potenza! Gli bastò pronunciare il Suo nome e l’intero esercito romano cadde a terra’, e gli viene in mentre un’idea: se è così potente, non ha senso aver paura, no? E quindi la Bibbia dice che prese la sua spada e tagliò l’orecchio al servo del sommo sacerdote, non stava mica cercando di tagliar l’orecchio di Malcus; sono convinto che volesse tagliarli la testa però Malcus lo schivò, ovviamente! Tutto lì: Malcus aveva degli ottimi riflessi, non sarebbe servito a nulla tagliargli l’orecchio! Ma la storia non finì lì! La storia è che lui voleva combattere l’intero esercito romano.

Voi potreste chiedere: ‘Da dov’è che prese quel tipo di forza? Cos’è che gli diede tale sicurezza?’ Aveva appena visto l’esercito intero cadere al suolo dopo aver solamente sentito il nome di Gesù, e si disse tra sè e sè: ‘Beh, se dovessi trovarmi nei guai, mi basterà dire: ‘Prendili, Gesù’, e lui avrebbe ‘zaap’ e sarebbero caduti’, aveva un senso d’invincibilità, vedete? Aveva la sensazione che nessuno avrebbe potuto sconfiggerlo, perché aveva già visto la manifestazione della Sua potenza. E quindi prese la spada ed iniziò a difendere il Signore. Oh, sapeva chi era dalla sua parte, capite il punto? Sapeva chi era dalla sua parte, ed è lì che trovò forza.

Penso all’esercito di Madian, che venne ad assalire e attaccare gl’israeliti, e Dio si mosse sui cuori d’Israele per condurli a combattere contro i Madianiti, e quindi il popolo d’Israele decise di radunare l’esercito e di prendere trentaduemila soldati, le truppe di rinforzo, per andare a combattere contro Midian; ma il Signore gli disse: ‘Ascoltate, non mi servono mica trentaduemila soldati per quello! Sbarazzatevi di tutti quelli che non fanno sul serio’, e quindi disse a Gedeone di sottoporsi ad un sistema che alla fine lo portò ad avere solamente trecento uomini.

E lì il Signore disse: ‘Va bene così, voi trecento sconfiggerete l’esercito di Madian - prendete una brocca, una candela e una tromba’, ah... se io fossi stato lì avrei detto: ‘ah... un po’ strano, no?’ ‘salite sulla montagna, e portate al suolo l’esercito di Madian e quando vi darò il segnale suonate la tromba, rompete la brocca, tirate su la candela e così vinceremo la battaglia’, e sapete cos’è successo? Lo fecero e la schiera di Madian si alzò e si uccise a vicenda.

Ascoltate, Gedeone sapeva chi era dalla sua parte. Vedete? Sapeva chi era dalla sua parte. Pietro e Giovanni entrarono nel Sinedrio e dissero: ‘Non c’interessa quello che direte; noi serviremo Dio’, e non ebbero timore; sapevano chi era dalla loro parte! L’apostolo Paolo fece la stessa cosa, predicò Gesù Cristo con audacia perchè sapeva che risorse aveva, era in pace con Dio! Dio era dalla sua parte, capite il punto? E su quello restiamo fermi, e per quello io posso dire a Satana ‘Fatti sotto, fai quello che vuoi, perchè posso dire, a qualsiasi cosa tu mi scagli contro, posso dire, ‘non assolutamente alcun timore, perché Dio è dalla mia parte’.Sapete una cosa? Sapendo quello che so, se non fossi stato un cristiano e non avessi Dio dalla mia parte, avrei sempre paura, sarei sempre spaventato a morte. Ascoltatemi: potete rimanere saldi in certezza assoluta. Circa otto anni fa, quando insegnai per la prima volta il libro degli Efesini, vi ho raccontato una storia e la ripeterò adesso: Quando ero alle medie, al secondo anno, avevo un amico di nome Roger. Roger era un ragazzino ed entrambi frequentavamo la seconda media, e Roger sembrava un po’ un bambino di quarta elementare, non si era sviluppato molto, era un po’ paffuto. Sembrava un po’ l’omino della Pillsbury che lo si vuole punzecchiare un po’, sapete a cosa mi riferisco? Era un po’ gonfietto, e carino, era un po’ un angioletto; e Roger era il mio amichetto perchè io ero il figlio del pastore ed anche lui veniva in chiesa, eravamo compagni di scuola domenicale e così via, e sapete, noi facevamo parte di una scuola medie piuttosto difficile.

Cioè voglio dire era molto difficile, c’erano sempre delle lotte a coltelli, e nel bagno dei ragazzi c’era una scatoletta di fusibili, e dentro c’era della mariuana, delle sigarette ed i ragazzini entravano e si facevano un tiro e la mettevano giù, e questo era nel 1950, non so, negli anni Cinquanta, sapete... E non era come - noi pensiamo alle droghe come a qualcosa di molto moderno, no, no, a quel tempo già c’erano, i ragazzini fumavano ogni giorno, c’era un parcheggio dedicati a certi ragazzi che andavano a scuola guidando, perchè erano grandi, Herbie aveva 18 anni ed aveva la sua macchina, e lui era in classe nostra. Era una scuola molto dura, e c’erano litigi in continuazione, in continuazione. Si arrivò al punto che, per qualche motivo, a loro piaceva prendere in giro Roger. Il suo aspetto invitava questo genere di cose. E quindi, mentre noi eravamo lì che camminavamo i ragazzi erano sempre lì che gli urlavano dietro e lo prendevano in giro, e mi ricordo che questo accadeva spesso. A quei tempi i ragazzi erano sempre nei guai perché portavano i pantaloni a cavallo basso, no? Ed il vicepreside, quando li beccava, gli alzava i pantaloni e gli legava con una cintura o gli faceva indossare le bretelle per metterli in imbarazzo, no? E questo li agitava ancora di più, e quindi erano sempre arrabbiati ed un giorno – e questo era molto comune - stavamo camminando e loro ci venivano contro da dietro e ci facevano cadere i libri, che portavamo sottobraccio, e poi li prendevano a calci. E in genere erano in sei e li prendevano calci e li facevano cadere dai gradini o li tiravano nei cespugli, e ovviamente noi non potevamo difenderci; e quindi li prendevamo di nuovo e cercavamo i nostri compiti e

un giorno ero in officina e stavo levigando qualcosa, e questo ragazzino, che era il capo, si chiamava Johnny, prese un blocco di due per quattro, lo lanciò per la stanza e mi spaccò la testa, e quindi andai all’ospedale e cose del genere, e sapete, non so perchè ma continuavamo a beccarci cose del genere. E quindi questa cosa andava avanti in continuazione, e questo ragazzino di nome Johnny era un po’ il capo. Ma un giorno quando eravamo nello spogliatoio e ci stavamo preparando per andare via dopo la ginnastica, quando arrivò la banda. Erano tutti incappucciati, erano i duri, così come li chiamavamo noi, ed arrivarono e pensavano che sarebbe stato divertente, e quindi vennero e ci diedero una gomitata e così cademmo sulla pachina e finimmo nell’armadietto – ed era un po’ come una commedia – cademmo insieme, fhoomp, sai, bang, capito? Stanlio e Ollio, sapete? E mentre eravamo lì sdraiati sul pavimento, Roger disse finalmente: ‘Basta così!’ Va tutto bene fino a un certo punto, no?

Ebbene, lì gli chiesi: ‘Cosa vorresti fare a riguardo, Roger?’ E lui disse che l’avrebbe detto a suo fratello. Ed io dissi: ‘Beh, non è male come idea’ e suo fratello si chiamava Steve. Non li dimenticherò mai, la famiglia Williams. Steve giocava come linebacker centrale per la statale di Long Beach. Steve era alto un metro e novanta, circa 110 kg, ed aveva un girovita di 76 centimetri. E non mi dimenticherò mai Steve perché mi ricordo la prima volta che l’ho sentito raccontare la sua testimonianza. Stava guidando un camioncino del pane, e si schiantò contro un muro di cemento andando a 65 allora, uscì dall’abitacolo e se ne andò via camminando, era un tipo, un esemplare fisico straordinario.

Comunque, Roger disse che l’avrebbe detto a suo fratello e io dissi: “Bene, Roger”, e quindi tornò il giorno dopo e disse: ‘Steve verrà a scuola domani e farà qualcosa a riguardo’, e quindi questi si radunavano sempre in una certa zona della palestra nella quale avevano consumato il terreno e si radunavano ogni giorno per fumare e si portavano anche del fumo e cose del genere, ed erano lì a consumare l’erba e continuavano a parlare dei fatti loro; ed erano un sei persone ed erano sempre lì, e quindi quel giorno Steve si presentò e rimase nascosto dietro un edificio dove non potevano vederlo; questo era qualcosa come un quarto d’ora prima dell’inizio della scuola ed io e Roger stavamo... sai, eravamo lì ad aspettare per vedere cosa sarebbe successo. E quindi Roger urlò e disse: ‘Ehi te!’, a Johnny, e gli disse: ‘vieni qui’, e loro erano lì che se la ridevano ed erano pronti a darci dentro; e quindi johnny si presentò tutto spavaldo; infatti aveva persino dei precedenti con la polizia. E di fatto, più avanti - è una storia piuttosto triste, sapete - più tardi finì con l’essere ucciso in una sorta di rapina o qualcosa del genere.

Ma comunque, uscì tutto gasato ed era lì che se la rideva e prendeva in giro Roger; ed in quel momento Steve uscì dall’angolo, si avvicina a Roger e gli chiede: ‘Quale?’ Roger risponde: ‘Quello lì’, a quel punto, Steve gli si avvicinò - non me lo dimenticherò mai – questo è esattamente quello che è successo; lo prese per la maglietta, lo sollevò, gli tirò un pugno e li spaccò quattro denti con un colpo solo. Gli spaccò il naso, i due denti superiori e non so quali altri, e poi lo prese in braccio, e ovviamente il tizio era fuori - lo prese in braccio e c’era una grande siepe davanti al muro della palestra. Lo prese e lo gettò oltre la siepe, contro il muro e dietro al cespuglio. E poi disse al resto: ‘Non permettetevi più di dar problemi a Roger’, e se ne andò. Volete sapere cos’è successo dopo di quello scuola? Roger era il capo, senza alcun dubbio!. Roger dominava la North Downey Junior High, e sapete il perché? Perché Roger aveva delle risorse.

E sapete, è straordinario sapere che Gesù Cristo ha detto: ‘Non mi vergogno di chiamarvi fratelli’, è una cosa fantastica sapere che è dalla nostra parte, amen? E quando Satana si presenta e ci attacca, i nostri piedi rimangono saldi sul terreno solido del Vangelo della pace, che dice: ‘La buona notizia, gente, è che io non sono un nemico. Non sono dall’altra parte. Dio è dalla mia parte, grazie a Gesù Cristo’, e quindi a pesare di quello che Satana potrà mai fare, io posso, come dice il versetto 10, “essere forte nel Signore e nella potenza della sua forza”, e questa è la sicurezza di avere i piedi calzati con la preparazione del Vangelo della pace.

Ascoltatemi, la vittoria è disponibile nella vostra vita come cristiani; basta che rispondiate a queste tre domande in conclusione: Numero uno, voglio davvero vincere? Voglio davvero vincere? Sto indossando la cintura della dedizione? Domanda numero due: sto cercando di vivere una vita santa; sto indossando la corazza di giustizia? E numero tre: sono coraggioso nella battaglia, perché i miei piedi sono saldamente radicati nella fiducia in Dio? Se state correndo dubitando del Signore e della sua forza, perderete; ma se riuscite a rispondere di “sì” a queste tre domande, siete dei vincitori e Dio farà cose entusiasmanti e rivoluzionarie con la vostra vita per la sua gloria. Preghiamo.

Padre, questa mattina ti ringraziamo per la fiducia che la tua Parola ci offre. Grazie perché Gesù Cristo è morto per noi, affinché non fossimo più nemici ma amici, affinché non fossimo estranei ma accolti nella famiglia, affinché non fossimo stati alienati ma resi partecipi della natura divina. Oh Dio, grazie per Gesù Cristo, che ha pagato la nostra pena, che ha portato il nostro giudizio, che ha preso la Tua vendetta e la Tua giustizia, affinché potessimo conoscere la Tua sorprendente grazia. Oh Signore, grazie per averci dato le risorse, grazie per aver piantato in noi la stessa potenza di morte che ha causato la caduta di Satana. Grazie per averci dato, con la potenza dello Spirito di Dio, la forza di resistere al diavolo, di non dargli spazio, di non ignorare mai le sue mire e di fuggire sempre le sue tentazioni, perché i nostri pensieri sono portati in cattività da Gesù Cristo. Oh Dio, rendici obbedienti alla tua Parola e ti ringrazieremo per questo privilegio, nel nome di Cristo. Amen.

FINE

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