Anche questa mattina abbiamo il meraviglioso privilegio di studiare il capitolo 6 di Efesini. Come sapete se siete stati alla Grace Church per un po’ di tempo, siamo dedicati ad un ministero di tipo espositivo, dispiegando le verità della Parola di Dio versetto per versetto. E di tanto in tanto c’imbattiamo in certi passi che sono così pesanti, con così tanta verità implicita, che finiamo per fare degli studi teologici, e diventiamo un po’ più attuali in un certo senso, perché ci immergiamo un po’ più profondamente in un pensiero o in un altro.
E questo è stato il caso dello studio di Efesini 6; anche se lo abbiamo trattato, in un certo senso, come un’esposizione, scorrendo il testo, non siamo riusciti a procedere molto rapidamente per quanto riguarda l’avanzamento del testo, e fino a questo punto abbiamo discusso solo un pezzo di armatura ogni settimana. E, che ci crediate o no, questa mattina ne affronteremo un altro, solo che non lo finiremo nemmeno; il resto lo terremo per la prossima volta.
Ma stiamo avendo un periodo incredibile discutendo il libro d’Efesini e, più recentemente, l’armatura del cristiano. E stamattina voglio leggervi i versetti dal 13 al 17, Efesini 6 dal 13 al 17, “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”.
Ora, in questo passo straordinario, Paolo ci presenta le risorse per ottenere la vittoria nella vita cristiana, almeno per quanto riguarda la battaglia contro Satana ed i suoi demoni. Ora, abbiamo studiato questo passo per molte settimane e vorrei introdurlo brevemente, perché l’abbiamo già presentato così tante volte, ma poi vorrei proseguire. Ma questa settimana stavo pensando a come potrebbe sembrare strano, per alcuni di voi che siete stati con noi in questo studio, che in un’epistola come quella di Efesini, che ci offre il più grande dispiegamento dei privilegi del credente, ci sia anche questa questione incredibile sul conflitto cristiano.
In un’epistola in cui, francamente, per 5 capitoli ci siamo occupati delle glorie celesti più grandiose, all’improvviso ci ritroviamo a trattare dell’inferno nel capitolo 6. Nel capitolo 3 ci siamo gloriati della testimonianza angelica e nel capitolo 6 c’imbattiamo in demoni. Nel capitolo 1 abbiamo visto l’enorme maestosità e potenza di Dio mentre dispiegava il suo piano eterno, e nel capitolo 6 affrontiamo la bruttezza della mostruosità di Satana. E quindi questo è un libro di contrasti estremi; inizia nei cieli e termina all’inferno. Inizia con gli angeli e termina con i demoni; inizia con Dio e culmina in risultati antagonisti che portati sull’opera di Dio da Satana. Inizia con privilegi elevati, santi, inestimabili, e termina con un conflitto contro il peccato che cerca di togliergli quello stesso privilegio.
Quindi è un libro di contrasti, di contrasti estremi. E credo che potremmo dire ancora una volta che più grande è il privilegio, più grande il conflitto. Più grande è la realtà della nostra appartenenza al Regno di Dio, più evidente sarà l’attacco di Satana con l’intento di detronizzare Cristo. I privilegi spirituali portano sempre al conflitto con il nemico, e l’abbiamo visto. E quindi, dopo aver detto tutto quello che Paolo ha detto sulla posizione e sulla pratica del credente, dopo aver esaltato tutta la beatitudine di essere benedetti con tutte le benedizioni spirituali, dopo averci dato tutte le risorse e tutte le funzioni del credente fino alla fine del capitolo 5; nel capitolo 6 dice: ‘Preparatevi al conflitto, perché non sarà facile. Sarete contrastati, sarete sviati, sarete attaccati, sarete ostacolati in tutti i modi possibili, Satana cercherà di avere successo’.
Ora, ricordate anche che la Bibbia parla del conflitto della vita cristiana in tre dimensioni. In Galati capitolo 5, ad esempio, parla del conflitto nella vita del credente tra la carne e lo spirito. In Giovanni capitolo 15, c’è un conflitto della vita del credente tra il cristiano ed il mondo. E di fatto, Paolo non si concentra nè sul sul mondo o sulla carne, ma si concentra sul conflitto tra il credente ed i demoni.
Ora, non è possibile separarli dagli altri due, perché essi stessi opereranno tramite il mondo e la carne; ma qui arriva al nocciolo della questione. Come fa un credente a vivere questa vita nella vittoria con l’enorme quantità d’opposizione che riceverà da quelle che il versetto 11 chiama le astuzie del diavolo e che il versetto 12 chiama i principati, le potenze, i dominatori delle tenebre di questo mondo e gli spiriti maligni nelle alte dimore? Come possiamo veramente vincere in questa guerra sofisticata? Beh, se tornate un po’ indietro, lasciate che vi dia alcune nozioni di base.
Al capitolo 3 versetto 20, troviamo una grande verità. Questa è la somma dei primi tre capitoli. Grazie a tutto ciò che Cristo ha fatto per noi, grazie a tutto quello che significa veramente ssere in Cristo, “Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di piú di quel che domandiamo o pensiamo”, questa è la somma della posizione del credente: ‘abbiamo la potenza, abbiamo la risorsa necessaria. “Dunque – capitolo 4 versetto 1, visto che c’è la potenza per glorificare Dio, visto che abbiamo la forza, allora, “dobbiamo comportarci in modo degno”.
In altre parole, abbiamo la risorsa e dobbiamo quindi camminare in modo degno. La chiave di tutto questo è il capitolo 5 versetto 18: com’è che si attinge la forza per camminare in modo degno? “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito”. Abbiamo la risorsa che ci da la responsabilità di camminare nel modo giusto; dobbiamo dunque attingere a quella stessa risorsa tramite il riempimento dello Spirito, “Riceverete potenza dopo che lo Spirito discenderà su di voi”, disse il nostro Signore, e quando attingiamo a quella potenza, saremo vittoriosi.
Ora, quando si arriva al capitolo 6, non c’è davvero nulla da temere, non è vero? La potenza è lì, quindi il comando è presente, e la risorsa per attingere a quella stessa potenza è lo Spirito di Dio che risiede nella vita di ogni cristiano. E quindi possiamo entrare nell’esercito ed inoltrarci direttamente nella guerra con un senso di realizzazione e con la vittoria a portata di mano. Ma questo non significa che la battaglia sarà facile, vero? Voglio dire lottiamo e lottiamo e la battaglia va avanti e continua, è implacabile; alcuni di noi vincono altri no, e forse alcuni di voi in questo momento sono in una sorta di stasi e non stanno né vincendo né perdendo. Ma è così che sarà finché vivrete in questo mondo, la battaglia continuerà e continuerà. E penso che man mano che si cresce in Cristo, che ci si nutre della Parola e che si matura, quello che succede è che s’inizia a vincere più che a perdere, e la percentuale di vittorie diventa sempre più alta. Ma tutti sperimentano le vittorie e tutti sperimentano le sconfitte nella battaglia.
Questa settimana ho ricevuto una lettera da Boston mandata da un radioascoltatore del nostro programma, e quindi questa settimana ricevetti questa lettera e son certo che quando la scrisse non sapeva che sarebbe stata un’illustrazione perfetta per il mio sermone, ma è così. Ecco quello che disse: ‘Caro John MacArthur, il tuo ministero è stato importante per me e volevo cogliere questa opportunità per ringraziarti personalmente e per esprimere il mio desiderio di sostenerti finanziariamente. Che Dio possa continuare a benedire e moltiplicare la tua crescita spirituale e la tua diffusione ovunque, anche qui nell’area di Boston dove ti ascoltiamo su W.E.Z.E. Sono un giovane di 23 anni e sono venuto a Gesù Cristo all’età di 19. In questo periodo sono cresciuto nella Parola, ho barcollato, sono caduto, sono stato schiacciato, sono stato convinto da un legalista nevrotico che ero posseduto da un demone, sono stato arrestato per guidare in stato di ebbrezza, ho messo incinta un’amica ed infine ho iniziato a riacquisire i miei sensi spirituali’, così su due piedi direi che si è trovato nella battaglia.
Così come puoi notare è andato tutto bene’.... e poi continua al paragrafo successivo; mi piace questa parte, “Per favore, mandami delle munizioni. Le linee di battaglia sono state tracciate, le trincee sono state scavate, e non ho intenzione di essere uno di quelli che vengono colti in vergogna al ritorno del nostro comandante. Quando il verbale sarà esaminato, voglio che sia scritto che il soldato in questione, cioè io, dopo aver ripetutamente disobbedito agli ordini ed esser andato in sciopero dopo aver sentito l’allarme di guerra, ha finalmente indossato l’armatura, ha rapportato al suo comandante, ha combattuto con coraggio, senza paura e senza battere ciglio, ha colpito il nemico con tutto quello che poteva ed ha inflitto grandi danni in aree strategiche, per il merito del suo paziente comandante, Amen!” Mi piace! E poi alla fine dice: “Ricordatemi nelle tue preghiere, per favore; sinceramente, (parentesi con la parola ‘sin’ che in Inglese significa peccato, coperat) C.T, firma”.
Ehi, è stato veramente in battaglia, non è così? È stato in battaglia, come voi, come me. Essere vittoriosi nella battaglia è collegato all’indossare l’armatura, non è vero? Torniamo all’armatura nel versetto 14 e seguire per vedere cos’è che ci direbbe oggi lo Spirito di Dio. E come ho detto, abbiamo iniziato con uno studio espositivo. E mi ricordo che circa otto anni fa, quando insegnai Efesini, finimmo l’armatura in due settimane, ora ne stiamo usando dalle 8 alle 10. Ma nelle ultime settimane siamo tornati indietro ed abbiamo esaminato questi pezzi d’armatura incredibili e ci siamo trovati ad aprire un tesoro di verità così incredibile che ci siamo limitati ad esaminarne uno alla volta e così faremo anche per il quinto, oggi, e la prossima settimana.
Ma ricordate innanzitutto il versetto 14: “ State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi”, e lì abbiamo discusso del fatto che l’apostolo Paolo non sta parlando tanto del contenuto, che viene fornito dall’ultimo pezzo dell’armatura, la Parola di Dio; non è tanto il contenuto quanto l’atteggiamento, e sta usando alētheia nel senso di un atteggiamento di ‘veridicità, di impegno, d’assenza di ipocrisia’, in altre parole, ci si cingono i fianchi, come si usava dire nell’antica ebraica che significa ‘prontezza, anticipazione’, l’atteggiamneto di un soldato che è pronto per la battaglia, è dedicato, si è unito all’esercito, si è cinto i fianchi ed è certo che vincerà. E abbiamo visto quanto sia importante, se vogliamo vincere, impegnarsi a quel fine fin dal principio.
In secondo luogo, abbiamo visto nel versetto 14 la corazza della giustizia ed abbiamo detto che un’altra cosa che deve armare il cristiano è la propria purezza di vita, la rettitudine, la santità, la giustizia pratica. Abbiamo tutti ricevuto la giustizia impartita da Cristo; e quella è la base della nostra giustizia, ma noi dobbiamo continuare a vivere una vita pura, altrimenti Satana ci colpirà nelle aree vitali. Dobbiamo proteggere le nostre aree vitali con la rettitudine, per evitare che Satana tragga vantaggio sulle nostre vite. E poi, in terzo luogo, abbiamo visto che dobbiamo avere i piedi calzati con la prontezza, o la preparazione, del Vangelo della pace. E l’idea è che il Vangelo della pace è la buona notizia che siamo in pace con Dio. Eravamo nemici, combattevamo contro Dio, eravamo dall’altra parte, ma il Vangelo è ‘pace con Dio’. Quindi, essendo giustificati per fede, abbiamo pace con Dio e le scarpe che ci permettono di resistere contro Satana sono semplicemente fatte del fatto che Dio è dalla nostra parte. Che possiamo resistere a qualsiasi attacco con le Sue risorse disponibili, e quindi rimaniamo in piedi, fermi, con le scarpe del vangelo della pace, il fatto che Dio è dalla nostra parte.
E fin qui è rappresentata l’armatura a lungo raggio. In altre parole, questa è quella che si tiene sempre addosso e poi, quando la battaglia si fa davvero calda, si prende il resto ed il verbo cambia a “prendere” nel versetto 17 “prendete” l’elmo. Il soldato avrebbe avuto la corazza, ben stretta, avrebbe avuto i calzari, la cintura e, quando la battaglia si faceva calda, prendeva l’elmo, lo indossava, prendeva la spada e lo scudo; e quindi è come se questi ultimi aggiungessero quel senso immediato di preparazione per accertarsi di difendersi contro le frecce svolazzanti. E quindi la volta scorsa siamo passati al versetto 16 ed abbiamo parlato del fatto che, oltre a tutto il resto, dobbiamo prendere ‘lo scudo della fede, con il quale dsaremo in grado di spegnere tutti i dardi infuocati del maligno’, abbiamo parlato di come Satana vuole scagliare le sue frecce della tentazione, e l’unico modo per spegnerle è tramite la fede.
In altre parole, ogni volta che pecchiamo, pecchiamo perchè abbiamo creduto alla menzogna del diavolo, giusto? Compriamo la sua menzogna, ci lasciamo ingannare; ma finché credete alla Parola di Dio, non crederete a Satana. Quindi lo scudo è la fede. Finché credo a Dio, Dio dice: ‘Non fare questo e sarai benedetto’, Dio dice: ‘Fai quello che ti dico e sarai benedetto, fai quello che ti dico e sarai felice, fai quello che ti dico e tutto andrà bene, fai quello che ti dico e troverai vero compimento’. Satana invece arriva e dice: ‘Fai questo e godrai. Dio non se ne curerà mica, non ti castigherà; dai fallo, è divertente’ a chi credete? Se credete a Satana, peccate. Se credete a Dio, no, è semplice, lo scudo della fede.
Ora, per questa mattina vogliamo passare al quinto pezzo dell’armatura - una verità tremenda, tremenda... nel versetto 17: “E prendete l’elmo della salvezza”, non c’è scritto altro, eppure non riuscirò nemmeno a finire la conversazione questa mattina e dovremo riprenderla settimana prossima. E voi potreste dire: ‘Che cosa ci sarà mai da dire?’ L’elmo della salvezza, facile! Sii salvato’, no, non sta parlando di quello.
Parliamo dell’elmo. Il soldato romano non andrebbe mai in battaglia senza elmo; sarebbe da stolti. Il soldato romano sarebbe stato molto attento ad accertarsi che avrebbe indossato l’elmo; ora gli elmi, fondamentalmente erano composti da due materiali: cuoio con alcune macchie di metallo, pezzetti di metallo, oppure avevano quegli elmi che avevano la penna, a seconda del reggimento, della funzione, o del periodo nel quale erano coinvolti; ma l’elmo era molto importante per proteggere la testa - da cosa? Beh, dalle frecce, per esempio, ma soprattutto da quello che veniva chiamato spadone. Non c’era solo la machaira, il piccolo pugnale del versetto 17, ma c’erano anche coloro che portavano lo spadone in battaglia, che era lunga da un metro a un metro e mezzo, più del tipico bastone da giardino, ed aveva un’impugnatura enorme e massiccia che si doveva tenere con entrambe le mani come una mazza da baseball.
Lo si sollevava sopra la testa e si andava in giro con l’intento di creare sdoppiamenti di personalità, in pratica. L’idea era quella. Si andava in giro a cavallo e la si sferrava contro i fanti, e così via. Quindi lo spadone era un’arma incredibile, e quindi era necessario avere un elmo per deviare i suoi colpi, credetemi, perchè avrebbe inflitto dei colpi veramente pesanti, schiaccianti e che avrebbero anche potuto spaccare il cranio a metà. Di recente ho letto sul giornale che è stato scoperto di recente, uno scheletro in uno scavo con una fenditura nel cranio, che si presume sia stata causata da qualcuno che fu colpito da uno spadone. Quindi l’elmo era un qualcosa di molto necessario e qui è identificato come l’elmo della salvezza.
Ora lasciatemi dire che non si riferisce alla salvezza dell’anima. Non sta dicendo, ora che siete nell’esercito, e ora che state combattendo contro Satana, ed che ora che avete la corazza della giustizia, e che ora che avete i calzari della preparazione del Vangelo della pace, ed che ora che avete lo scudo della fede, siate salvati! No, no, quello è già successo. Voglio dire che non si può nemmeno entrare a far parte dell’esercito se non si è credenti, giusto? Se state combattendo contro Satana, dovete essere dalla parte di Dio; se non siete con Lui siete contro di Lui, quindi se vi trovate nella battaglia contro Satana, siete già salvato. Non sta parlando di quello.
L’elmo della salvezza non è la salvezza. Non sta dicendo: ‘Oh, a proposito, quinto: siate salvati’, oh no, siete stati salvati nel capitolo 2, giusto? “Per grazia siete stati salvati mediante la fede; non è un dono di voi stessi, è un dono di Dio, non di opere, affinchè nessuno se ne vanti’, siete già stati salvati; questo non è l’essere salvati. Non sareste nemmeno nell’esercito se non fosse stati dei credente. Satana non vi avrebbe neanche attaccato se non foste dei credente, giusto? Vi lascerebbe in pace; vi avrebbe già dalla sua parte, stareste già combattendo contro Dio; quindi se fate parte dell’armatura e c’è già la guerra, seiete già credenti; quello è già successo; l’elmo della salvezza non sta dicendo: ‘dovete esser salvati’... e quindi si può chiedere: ‘E allora cosa sta dicendo?’ Ora vi darò un po’ di teologia, quindi mettetevi comodi, prendete la matita o la penna e prendete qualche appunto, e vediamo un po’ cos’è che possiamo sapere di questo:
Prima di tutto, dovete capire questo o non capirete molte cose. Le persone sono confuse sulla sicurezza eterna e mi chiedono sempre: ‘Credi che una volta salvati, si è sempre salvati? E che dire di mia zia Marta, che ha professato per tantissimo tempo e poi è sparita, e credente o no? O domande del genere’, e le persone son sempre preoccupate di questo, e anche nella loro vita commettono qualche peccato, si sentono in colpa: ‘Beh, non so se sono più salvato’, e l’altra cosa è che, sai si chiede ai giovani: ‘Hai mai dato la tua vita a Cristo?’ E loro rispondono: ‘Sì, 24 volte, ripetutamente, e per essere sicuro l’ho fatto di nuovo oggi’, e cose del genere. Quindi com’è che possiamo veramente comprendere la sicurezza del credente? Innanzitutto comprendendo il significato della salvezza e per questa mattina e la prossima volta, voglio che la comprendiamo per bene.
Ora, permettetemi di cominciare dal principio più semplice ok? Ci sono tre aspetti della salvezza, tre aspetti: passato, presente e futuro, e questi sono stati definiti semplicemente in questo modo: l’aspetto passato ci libera dalla pena del peccato - l’aspetto passato ci libera dalla pena del peccato. In altre parole, se dovesse chiedermi: ‘Sei un cristiano, sei stato salvato?’ Io dire: ‘Sì’, e ‘quand’è successo?’ ‘Beh, tanti anni fa, quando ho confessato Gesù Cristo, l’ho invitato nella mia vita, lì i miei peccati sono stati messi su di Lui sulla croce, per così dire, ed Egli ha pagato la pena per il mio peccato’, quello è nel passato. La pena è stata pagata. Sono morto. “Sono stato crocifisso con Cristo, tuttavia vivo” - giusto? Sono morto.
Paolo, in Romani 6, sta dicendo che, in sostanza, siete morti una volta e non avete bisogno di morire di nuovo. Quando siete morti? Siete morti quando avete riposto la vostra fede in Cristo, siete stati crocifissi con Lui, la pena è stata pagata, il peccato è stato trattato, non c’è più alcuna pena da pagare. Romani 8:1 dice: “Non c’è dunque più – cosa? - alcuna condanna per coloro che sono in Cristo”, tutto risolto. Quindi l’aspetto passato della salvezza è la libertà dalla pena del peccato. C’è un aspetto presente: la libertà dal potere del peccato, il peccato non ha più cosa? Dominio su di noi. Il peccato non ha più il dominio su di noi. Come disse il titolo di un libro, ‘non regnerà più’. Il peccato non ha più potere regnante; il peccato non ha più dominio - perché? Perché “Egli è fedele e giusto da continuare a purificarci da ogni peccato”.
Lo sapevate che non potreste nemmeno esser accusati di un solo peccato? Romani 8 dice: “Chi è che mette qualcosa a carico degli eletti di Dio?” Nessuno; nessuna condanna; Egli ci ha perdonato tutti i debiti per amore del suo nome. Continua a purificare, continua a purificarci. È come se Gesù dicesse a Pietro: ‘Fai il bagno una volta sola e poi per il resto della vita dovete solamente lavarvi i piedi’, il Signore ci lava, per così dire, al momento della salvezza, e poi giorno dopo giorno ci spolvera i piedi. Quindi c’è un aspetto presente. Sono stato salvato, sono continuamente salvato. Se sono stato salvato, Romani 5 dice: “Sono stato salvato per mezzo della sua morte; vengo salvato per mezzo della sua vita”.
In altre parole, Egli vive sempre per fare che? Per intercedere per noi, e quindi c’è quest’aspetto costante della salvezza. Sono stato salvato dalla pena del peccato e sono continuamente salvato dal potere del peccato, Romani 5, 10 e 11: “Se eravamo nemici e siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, quanto più saremo salvati mediante la sua vita”, ora veniamo salvati continuamente, nel mentre Lui ci purifica costantemente, e quindi c’è quell’elemento.
Poi c’è una parte futura. Nel passato siamo stati salvati dalla pena del peccato, nel presente dalla potenza del peccato, nel futuro dalla presenza del peccato. Sapete che sta per arrivare un giorno in cui non ci sarà più peccato? Esatto. Sapete come faccio a saperelo? Perché il Libro di Apocalisse dice che non ci sarà più la morte, ed il salario del peccato è... cosa? La morte - niente morte, niente peccato. E saremo come Lui, 1 Giovanni 3 dice: “Saremo come Lui perchè lo vedremo così com’Egli è”, ed Egli è senza peccato, senza macchia, senza difetti e senza errore. Sta per arrivare un giorno in cui saremo salvati dalla presenza del peccato.
Ora ascoltate, gente, la salvezza è avvenuta, sta avvenendo ed avverrà. È avvenuta, quella è la giustificazione; sta avvenendo, quella è la santificazione; verrà, e quella è la glorificazione. E Romani 8 dice: “Colui che giustifica, santifica e glorifica”, vedete? Quindi, quando pensate alla salvezza, non consideratela solamente come un evento passato, e non vedetela come alcune sette, o alcuni della Chiesa romana, come a qualcosa che si riceverà nel futuro: è passato, presente e futuro. Ora, se è passato, è fatto, finita; Se è anche presente, allora non si può perdere, perché è una realtà continua, e se è anche garantito nel futuro, allora siamo assolutamente sicuri.
Ora questo è il cuore e l’anima del significato della salvezza: l’aspetto passato, il presente ed il futuro. Permettetemi d’illustrare questo concetto facendovi leggere Romani 8:23 e vi mostrerò diverse Scritture che credo vi aiuteranno a comprendere questa cosa. In Romani 8:23 leggiamo questo - beh, torniamo indietro al versetto 22. Paolo sta parlando della maledizione, sta parlando di come il peccato abbia colpito la creazione e l’abbia resa soggetta alla vanità, ma che c’è ancora la speranza di qualcosa di diverso. Sapete che il mondo migliorerà, lo sapevate? Migliorerà; anzi, il mondo diventerà perfetto, diventerà perfetto, ma solo quando verrà Gesù. Non diventerà perfetto grazie agli sforzi dell’uomo e quindi la speranza è una parte molto importante dell’esperienza cristiana. Nel versetto 22 dice: “ Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio”, in altre parole, il mondo intero è consapevole di essere fuori controllo. Il mondo intero sa che c’è qualcosa di disperatamente sbagliato. Anche l’ordine creato è caotico, e non solo loro - verseetto 23 - “ma anche noi stessi”. Anche noi sappiamo che le cose non vanno bene, sappiamo che non è così che Dio ha voluto, sappiamo che non è così che Dio ha fatto la vita. “ noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo”.
Ascoltatemi, le nostre anime sono state salvate e vengono salvate, ed un giorno i nostri corpi, insieme all’anima, saranno salvati, in modo che ci sarà un santità assoluta. Questo è il significato del versetto 24, “Siamo stati salvati nella speranza”. “nella” è una traduzione migliore di “dalla”. “Siamo stati salvati nella speranza”, quindi sì che siamo stati salvati, ma non è tutto qui. Ascoltatemi, sapete che se qualcuno mi dicesse: ‘Oh, sai la salvezza che hai ricevuto, è lì, ed è lì per sempre; cel’hai adesso e non le si potrebbe aggiungere nulla!’, io direi: ‘Stai forse diendo che dovrò combattere contro la carne per il resto della mia vita e per tutta l’eternità? Vuoi dire che dovrò combattere il diavolo in questo modo e che dovrò vivere con questa debolezza umana? Stai forse dicendo che rimarrò in un modo o nell’altro in Romani 7, gridando: ‘Oh, me miserabile! Chi mi libererà dal corpo di questa morte?’ Quand’è che mi sbarazzerò di questo pasticcio? Stai forse dicendo che le cose saranno così per sempre?’ Allora io ti direi, che la nostra salvezza è incompleta. Se il Signore non fa altro che aiutarmi nella lotta, allora non arriva mai ad alcun compimento. Ma non è solo quello: c’è un elemento futuro della salvezza che dice che raggiungeremo un punto in cui non ci sarà più alcun peccato. E senza quello, non c’è alcuna speranza presente.
Cioè, sarebbe come correre una gara senza il traguardo, come se qualcuno dicesse: ‘Inizia a correre e corri per il resto della tua vita’, ‘Cosa? Dove? Non c’è un traguardo!’ ‘Esattamente! E dai tutto te stesso fino in fondo’, stiamo scherzando? Immaginate Dio dire: ‘Tutto lì, quindi combattete per sempre’, ma dai! Ecco perchè Apocalisse dice che quando morirono si riposarono dalle loro fatiche, giusto? Io mi trattengo, cioè, così come stanno le cose adesso, mi trattengo per l’eternità, e non farei nulla per la maggior parte del tempo; ma c’è un elemento futuro. Guardate a Galati 5, Galati 5: “Perché noi, per mezzo dello Spirito – e di nuovo, sta parlando di credenti, perché è lo Spirito di Dio ci abilita – noi per mezzo dello Spirito aspettiamo la speranza della giustizia per mezzo della fede”.
Ora, non sta parlando dell’elemento passato della salvezza o della caratteristica presente, ma sta parlando della sua pienezza. Aspettiamo nella speranza, ci aggrappiamo alla speranza che un giorno la battaglia finirà, ed un giorno non dovremo più lottare contro il peccato, la carne, il diavolo, il mondo e i demoni. Un giorno conosceremo la speranza di una giustizia completa. Guardate a 1 Pietro capitolo 1 versetto 3 e qui come grande benedizione, Pietro dice: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesú Cristo dai morti”, in altre parole, dice: ‘Siamo stati salvati per una speranza’ - salvati per una speranza, per sperare in qualcosa. E qual’è questa speranza? “un’eredità incorruttibile e senza macchia che non svanisce, riservata nei cieli per voi”. La nostra speranza è il cielo. “Siamo custoditi dalla potenza di Dio mediante la fede fino alla salvezza”, quale salvezza? Una salvezza “pronta ad essere rivelata negli ultimi tempi”.
C’è un altro elemento della salvezza, un elemento ‘dell’ultimo tempo’ che è la consumazione della speranza vivente, quando andiamo in cielo e riceviamo la ricompensa e l’eredità che Egli ha pianificato per noi. E per quello non c’interessa troppo il versetto 6, “un breve tempo d’afflizione e di svariate prove’, capite il punto? Non ci dispiace un po’ di dolore - c’è un traguardo. Non ci dispiace un po’ di fatica - c’è una meta da raggiungere, ho corso abbastanza gare nella mia vita, nelle competizioni atletiche al liceo e all’università, per sapere come ci si sente quando si percorre il rettilineo e tutto va bene, si fa l’ultima curva e ci si dirige verso casa, e all’improvviso ci si scontra contro il muro – come si dice in gergo, qualcosa va storto. Il cervello ti dice ‘dai!’ e le gambe invece dicono, ‘no’, e c’è un enorme cambiamento improvviso!
E si lotta per quell’ultimo pezzettino e quello che ti spinge a continuare è il senso di vittoria, d’onore, e rispetto personale che attende al traguardo. E quindi Dio non ci ha dato solamente una salvezza passata, né solamente una salvezza di mantenimento presente, ma ci ha dato una speranza incredibile! Ed è per questo che quando Gesù se ne andò, nel capitolo 1 di Atti, ed i discepoli erano già abbastanza confusi e spaesati, ed avevano bisogno di una spinta, Egli mandò loro degli angeli per dirgli: “Questo Gesú, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo”.
In altre parole, se mai vi stancherete e penserete di non potercela fare, sappiate questo: ‘tornerà, tornerà’, c’è una fine, c’è la meta, c’è il traguardo; e quello è esattamente quello che l’elmo della salvezza comunica: parla della speranza della salvezza finale. Lasciate che vi mostri 1 Tessalonicesi capitolo 5, 1 Tessalonicesi capitolo 5, versetto 8: “Ma noi” - 1 Tessalonicesi 5:8 - “che siamo del giorno” - ovvero, non siamo della notte; quello è il dominio di Satana, ma noi siamo del giorno, ovvero figli della luce appartenenti al Regno di Dio – dice: “Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore - ora guardate qui - “e preso per elmo la speranza della salvezza. Dio infatti non ci ha destinati a ira” - non siamo destinati a continuare a combattere per sempre, non finiremo nel giudizio - “ma a ottenere la salvezza”, c’è ancora un elemento di salvezza da ottenere; Dio ci ha designati per ottenerla, e quello è l’elmo della salvezza. Lo scrittore di Ebrei dice che questa speranza è l’ancora dell’anima! Che cos’è dunque quest’elmo?
Ora ascoltate, riassumendo il tutto, l’elmo della salvezza è la fiducia in una salvezza completa, finale, totale a venire; è la fiducia che un giorno la battaglia finirà; non potrei neanche combattere senza sapere che ci sarà una fine da qualche parte, e voi? Deve esserci una fine. Voi potreste chiedere: ‘Ma in che modo fa parte dell’armatura?’ Ascoltate: avete presente il grande spadone che il soldato romano doveva considerare per la battaglia? Sapete qual è il grande spadone di Satana? Ha due lati, un lato è lo scoraggiamento e l’altro è il dubbio. Parleremo del dubbio la prossima volta, ma per oggi parliamo dello scoraggiamento. Sapete cos’è che vuole fare Satana? Vuole colpirvi in testa con lo scoraggiamento ed il dubbio, vi fa scoraggiare: ‘Oh ragazzi, stai dando troppo senza ricevere nulla in cambio; stai vivendo questa vita cristiana, stai cercando di separarti dal mondo e gente, stai dando del tuo meglio, ma cos’è successo? hai perso il lavoro; oh che grande benedizione, eh? Hai letto la Bibbia tutti i giorni e tua moglie è tanto irritabile quanto lo era ancora prima che comprassi la Bibbia; sembra che non abbia avuto alcun effetto su di lei’....
Cos’è che sta facendo Dio nella tua vita? È da un sacco di anni che vai in chiesa e guarda ai tuoi figli, non ti rispettano più di quanto non l’abbiano mai fatto’. E così incominci a scoraggiarti! ‘Oh è da tanto che insegno questo studio e mi chiedo se le persone ci stiano ricavando qualcosa da tutti questi sforzi’, iniziate a dirvi da soli. E ci si scoraggia veramente, e questa è una delle cose; l’altra invece è il dubbio: ‘Come fai a sapere se sei davvero un cristiano? Sei sicuro di essere davvero salvato? Non te lo meriti - guarda cosa hai appena fatto. Pensi che questa sia prova dell’essere cristiano?’ E le persone soffrono per il dubbio e lo scoraggiamento, e questo è quello che usa contro di noi. E l’elmo della salvezza è una protezione.
Parliamo dell’area dello scoraggiamento. Vorrei illustrarvelo facendovi guardare a 1 Re capitolo 19, 1 Re capitolo 19, la grande storia d’Elia. Elia è un po’ il Pietro dell’Antico Testamento; è spesso in alto e in basso. Ma a questo punto Elia aveva appena sperimentato una grande vittoria, quel tipo di vittoria che nessun altro profeta di Dio aveva mai sperimentato. Aveva appena tirato fuori la spada e ha massacrato quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal. Cioè, quello era il suo giorno; vi ricordate che Dio fece scendere il fuoco dal cielo, bruciò il sacrificio, bruciò l’altare e bruciò persino l’acqua che ci avevano versato sopra? Ed Elia era il capo, cioè, era veramente il top. “Il Signore è Dio, il Signore è Dio!” Baal no! Baal ha perso. E mamma se aveva vinto!
E poi, arriva il capitolo 19 non passò molto tempo prima che Acab raccontò a Izebel tutto quello che Elia aveva fatto, e come aveva ucciso con la spada tutti i profeti. Allora Izebel mandò un messaggero a Elia per dirgli: «Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se domani a quest’ora non farò della vita tua quel che tu hai fatto della vita di ognuno di quelli» - disse: ‘Elia, per aver fatto quello – o tra l’altro lei era un’adoratrice di Baal – ma disse: ‘visto che hai fatto quello che hai fatto, entro domani ti ucciderò o morirò provandoci’. Ora, se fossi stato io, avrei detto: ‘Signore guarda, ti ho appena fatto un grande favore: quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal sono stati eliminati, dammi un giorno di riposo, no? Cioè, il giorno dopo mi mandi già Izebel alle calcagna, che dire di un po’ di riposo?’ Non c’è tempo di sedersi ed esser onorato dalla Società d’onori ebrea? Non c’è tempo per starsene seduti a ricevere allori e medaglie... era di nuovo in viaggio.
Ora, se era in grado di gestire quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal, non dovrebbe esser stato troppo scosso da una donna... ma poi, che dico? La storia non aiuta perchè ci sono state molte persone scosse da una sola donna che però erano in grado di gestire molti uomini, ma comunque, Elia decise che c’era solamente una cosa da fare: scappare. Ed Elia avrà dovuto avere qualcosa come 80 anni, e Dio non aveva mai inteso che profeti ottantenni corressero a Bersheba, ma se ne andò, e si mise a correre lungo la strada, sollevò una nuvola di polvere, e corse per salvarsi la vita, dice il versetto 3 - arrivò a Beer-Sceba, lasciò lì il suo servo e da lì, partì per un giorno di cammino nel deserto. Ora, di fatto corse... cioè - Beersheba è una città, e da lì partì per un altro giorno nel deserto. Un giorno, da Beersheba nel deserto, si sedette sotto un ginepro e chiese di morire, disse: ‘ne ho abbastanza! Signore, prendi la mia vita, ne ho avuta abbatsanza!’
Ora questo è quello che io chiamo scoraggiamento, voleva morire, ‘Signore, portami via dai... Portami via, ne ho avuto abbastanza. E si sdraiò e dormì sotto l’albero quando un angelo si presentò lo toccò e gli disse: ‘Alzati e mangia’, non lo lasciò nenache dormire. Lo svegliò e gli diede da mangiare. “Ed egli guardò, e c’era una torta sui carboni, e una brocca d’acqua per la sua testa”, mangiò, bevve e “L’angelo del Signore tornò una seconda volta, lo toccò, e disse: «Àlzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»,” devi mangaiare!
Ora, non so chi sia l’angelo del cibo, ma chiunque sia, sta funzionando! Nel versetto 8, “Egli si alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli aveva dato, camminò quaranta giorni e quaranta notti” - quindi, come ho detto, aveva funzionato - “fino ad Oreb, il monte di Dio”. Sapete perché? Dio disse: “Elia, non hai il diritto di scoraggiarti. Alzati in piedi e vai lì sul monte Oreb perchè dobbiamo fare due chiacchiere”, e quindi andò ed il Signore gli parlò ed Elia, con voce sottile e tremante disse: ‘Sono l’unico rimasto, Signore”. Oh, è così angosciante, è così scoraggiante! Sono l’unico rimasto; sono l’unica persona fedele a tua disposizione’, ed il Signore disse nel capitolo 19 al versetto 18: “Sì, ho ancora settemila fedeli più di te”, ‘Non è solamente uno, Elia, sono 7001, ora torna e datti da fare’. È così facile scoraggiarsi, e sapete, anch’io posso garantirlo. Anche nel momento di alcuni dei vostri trionfi più grandi, potete tornare alla realtà e la cosa diventa cruda e quasi scioccante, non è vero? Anch’io posso capirlo, è facile scoraggiarsi.
In Efesini capitolo 3 versetto 3, o meglio versetto 13, Paolo dice: “Vi chiedo quindi di non scoraggiarvi a motivo delle tribolazioni”, sapete, alcune di quelle persone, avrebbero potuto scoraggiarsi persino dei problemi di altri, non necessariamente dei propri. Galati 6:9 dice: “9 Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo.” Sapete, è così facile stancarsi ed affaticarsi e dire: ‘Oh Signore, devo predicare un’altra domenica, devo predicare un altro sermone, studiare un altro giorno; oh Signore, devo chiamare un’altra persona, devo incontrarmi con quella stessa persona per il discepolato. Signore, non posso avere qualche giorno di pausa dalla lettura della Bibbia? Signore, non posso proprio più sopportare il peso di quella lezione della scuola domenicale per un’altra domenica. Signore, che ne pensi se tornassi a parlargli un’altra volta? Signore, sai è da tanto che lotto contro questa stessa tentazione, son così stanco”, e sai, ci scoraggiamo così facilmente.
Arthur Cluff lo disse con queste parole: ‘Non dite che la lotta non serve a nulla, che la fatica e le parole sono vane, che il nemico non cede né fallisce e che le cose restano così come sono’, in altre parole, ‘Devo solamente continuare a lottare ed è tutto come se non fosse successo, ed io mi stanco pure, ma il nemico non si stanca mai!”, l’avete notato? Noi ci stanchiamo veramente, eppure Satana non si ferma mai. Matthew Arnold scrisse: “Perché ora la mia giovinezza è stata nel sangue e nella battaglia, e piena di sangue e di battaglia è la mia età, e quindi finirò questa vita nella battaglia”, si ferma mai? Beh, combattiamo contro il nemico per tutta la vita. L’apostolo Paolo, giunto alla fine della sua vita, in 2 Timoteo 4:7, disse: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede”, In Atti capitolo 20, gli dissero: ‘Paolo, se vai a Gerusalemme, sarai imprigionato e t’incateneranno’, al che risposte: ‘Va bene così, non importa, nessuna di queste cose mi smuove perchè non ritengo che la mia ivta sia cara, voglio solamente completare il ministero che Cristo mi ha affidato’, non ha mai ceduto, non si è mai arreso.
In Apocalisse capitolo 2, il Signore esaltò la Chiesa d’Efeso dicendo: ‘Avete sopportato, siete stati pazienti, avete resistito e non vi siete persi d’animo’, e quello è un elogio. In Levitico capitolo 26, Dio – così come in Deuteronomio 11 - Dio delineò Israele e disse: ‘Va bene, Israele, se rimarrete in piedi, osserverete i miei statuti, obbedirete alle mie ordinanze e farete quello che dico, vi benedirò, benedirò la vostra terra, farò prosperare la vostra discendenza, vi darò ogni benedizione’, e continua così per tutto il corso del ventiseiesimo capitolo di Levitico elencandone una dopo l’altra; ed infine, nel versetto 14 dice: ‘Ma... se vi allontanate dai miei statuti e dai miei comandamenti, allora io farò cadere su di voi la corruzione, farò cadere su di voi il dolore e farò cadere su di voi la tristezza”, capite il punto?
Quindi, il punto finale è questo: ‘resistete, siate obbedienti, siate fedeli’, forse ci si scoraggia a causa di un marito non salvato, e la cosa non sembra mai cambiare, non succede mai niente e ci si scoraggia tantissimo; o forse c’è un figlio che sembra resistere ogni sforzo, o forse c’è un amico al quale state cercando di testimoniare; o forse state servendo ma non ricevete mai un grazie; o forse avete una sorta d’infermità, di disturbo fisico, un qualche tipo di handicap, e siete così stanchi di lottare con quella cosa, che sembra vincolarvi e basta, e perdete di vista il fatto che la salvezza ha una terza dimensione, che sta arrivando. Ed amo quello che dice Romani 13:11, “Ricordatevi che la nostra salvezza è più vicina di quando abbiamo creduto”, ci stiamo avvicinando al traguardo; non mollate adesso!
Sapete, c’erano quelli, nel Libro degli Ebrei, ai quali lo scrittore gli scrisse – che erano arrivati persino a credere in Cristo, a riconoscere che era vero, ed ora invece volevano tornare indietro, e lo scrittore gli disse: ‘No! Non tornate! Non siate come coloro che si girano e ritornano alla perdizione’, disse: ‘Continuiamo a combattere, fino alla perfezione.’ Non mollate!
Mi viene in mente Geremia, il Signore gli disse: ‘Geremia, sei il mio profeta e voglio che passi la tua vita a predicare per Me ed ecco il tuo messaggio, Geremia. Predicalo con tutto te stesso, e predicalo fino a quando non avrai più fiato, e P.S. nessuno ti ascolterà mai. Nessuno ascolterà mai una sola parola di quello che dirai’; oh il buon vecchio Geremia predicò tutto solo, ascoltò tutto da solo e disse: ‘Le tue parole ho trovato e le ho divorate, ed essere erano la mia gioia e l’esultanza del mio cuore’; e poi c’era Giobbe, il Signore lo spogliato come nessun uomo fu mai spogliato; gli tolse tutto quello che aveva, tutto quello che possedeva, tutto quello che amava, eppure disse: ‘Anche se mi uccierà io confiderò in Lui’, e continuò ad esser fedele, resistette e quando tutto fu finito disse: ‘Oh Dio”, disse, “avevo sentito parlare di te con l’udito del mio orecchio, ma ora ti vedo con i miei occhi. E mi aborrisco, in polvere e cenere”; in altre parole, ‘ho sentito parlare di te, ma nell’avversità, quando ero fedele, ti ho visto’, resistete, non lasciate che Satana vi colpisca con lo scoraggiamento. Gesù, il nostro Signore disse in Luca 18:1, “Pregate sembre e – cosa? – non perdetevi d’animo”, quando sembra che vi stiate scoraggiando, pregate.
Ragazzi, Satana vuole scoraggiarmi continuamente. Ci lavora come un matto. Questa settimana ho letto di un ometto in Inghilterra; il suo nome era dottor ah reverendo William Davie. Verso la fine della sua vita, seppur non lo sapesse, decise di scrivere una teologia sistematica che comprendesse tutta la Bibbia. Trascorse 12 anni interi a scrivere. Alla fine del lavoro scrisse 26 volumi. Era un uomo piccolo e sconosciuto; per quanto ne sappia, non ci sono alcune copie e quando finì non riuscì a trovare nessuno che volesse stamparlo, quindi lo fece da solo – e questo accadde duecento anni fa – e stampò 40 copie delle prime trecento pagine e 14 copie dei 26 volumi restanti; 14 copie del suo lavoro di 12 anni. Morì in povertà ed oscurità. Ma sapete una cosa? Scommetto che morì con la conoscenza di Dio. Un piccolo uomo che scrisse 26 volumi di teologia che probabilmente nessuno seppe nè lesse mai, ma ricercò la conoscenza di Dio e della Sua Parola, e continuò a seguirla.
C’era una bambina a Londra, in piedi su un marciapiede quando passò il camion del carbone, che scaricò una tonnellata di carbone davanti alla casa di questa bambina. E lei prese una piccola pala in cantina - aveva solamente 5 anni, ma uscì ed infilò la sua paletta nel carbone, attraversò il marciapiede, scese le scale della cantina e lo rovesciò nel seminterrato, e l’uomo della porta accanto rimase lì a guardarla. E dopo la terza pala piena di carbone, le disse: ‘Mia cara, non riuscirai mai a toglierla tutta’, al che rispose brillantemente: ‘Oh, certamente signore, se lavorerò abbastanza a lungo’, se lavorerò abbastanza a lungo - credo che la prova del carattere di qualsiasi persona è quello che serve per fermarla, giusto? Molte persone colpiscono la prima linea di difesa e si tirano indietro. Molti vanno in tilt la prima volta che sentono uno sparo. Ma poi ci sono quelli che fanno la differenza nel mondo, perché passano una linea d’opposizione dopo l’altra dopo l’altra, dopo l’altra e dopo l’altra; Ehi, potete farcela se lavorate abbastanza a lungo, non siate scoraggiati!
Ascoltate, ricordate il Signore Gesù? “Non avete ancora sofferto fino al sangue”, nessuno vi ha ancora crocifisso. Resistete, resistete. Il problema e l’obbiettivo è quello di non scoraggiarsi, ma di resistere e continuare; Satana vi scoraggerà in ogni modo possibile. Vi dirà che non stai ottenendo alcun risultato per tutte le tue fatiche: “Oh, nessuno ti ascolta. Guarda, hai fatto questo fedelmente, nessuno ti ha dato degli allori, nessuno ha detto niente. È così dietro le quinte, chi se ne accorge se cadi nel peccato? Oh, non preoccuparti della battaglia, cedi un po’, rilassati!’, l’elmo della salvezza mi protegge dal perdermi d’animo, dal rinunciare, dalla stanchezza - perché? Perché ho speranza, e la mia speranza è che c’è luce alla fine del tunnel, ed un giorno irromperò in quella luce gloriosa alla presenza di Gesù Cristo. E come quel ragazzo che mi ha scritto la lettera, non voglio trovarmi di fronte al mio ufficiale comandante con vergogna perché ho mollato nel bel mezzo della battaglia, giusto? Voglio trovarmi lì e dire: ‘Ehi, Signore, potrei anche essere ammaccato e sanguinante, ma son qui ed ho combattuto fino alla fine’.
Mio nonno, benedetto sia il suo cuore, morì a causa del cancro che li divorò il corpo, e quel giorno guardò mio padre e gli disse: ‘Jack, ho solo un ultima richiesta - ohh, se solo potessi predicare un ultimo sermone’ - Proprio sul filo del rasoio. E quindi mio padre prese il sermone che aveva preparato ma che non aveva mai predicato, lo stampò, lo distribuì alla chiesa, e lì predicò il Suo ultimo sermone, sul filo del rasoio. Resistete! Apocalisse 2 e 3 dice: “A colui che vince, a colui che vince, a colui che vince, a colui che vince, a colui che vince, darò, darò, darò...’ in altre parole, Dio riserva delle cose speciali per i vincitori, grandi cose...
Ricordate Timoteo? Timoteo ebbe un calo nella sua vita, si scoraggiò. Cos’è che lo scoraggiò? Beh, molte cose. Innanzitutto, era giovane, ed era tentato da passioni giovanili e di quello era stanco. Un’altra cosa è che era giovane e le persone gli dicevano: ‘Sei troppo giovane Timoteo, cosa ne sai tu!’ Disprezzavano la sua giovinezza. Un’altra cosa è che il suo stomaco non stava bene e lì Paolo gli disse che doveva bere un po’ di vino per il bene del suo stomaco, era scosso; e poi si vergognava anche di Paolo, perché Paolo era sempre in prigione e lui si vergognava del fatto che le persone dicevano: ‘Ah, sì, sì, tu sei uno dei discepoli di quel galeotto’, ‘si vergogna di me’, disse Paolo.
E non solo quello, ma c’erano anche alcuni falsi insegnanti che erano arrivati a Efeso, e stavano insegnando errori che erano davvero sofisticati, e Timoteo non sapeva se avrebbe potuto gestirli. E poi c’erano la filosofia, le ciance, gli inganni vani, le genealogie, e Timoteo stava annegando in un mare di cose che lo stavano scoraggiavano. E l’apostolo Paolo gli scrisse in 2 Timoteo e gli disse: ‘Timoteo, ravviva il dono di Dio che è in te mediante... Dio infatti non ti ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo. E quindi, non aver vergogna della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo carcerato’, forza Timoteo, datti da fare di nuovo, alzati in piedi! Timoteo era scoraggiato.
Pietro disse la stessa cosa ai santi a cui scrisse quando erano perseguitati, gli disse: ‘Oh, ascoltate, tenete duro con il fare del bene, e se soffrirete per fare il bene, siete benedetti e felici; Oh se soffrirete per fare il bene, affidate le vostre anime ad un Creatore fedele, siate fedeli!’, e voi potreste dire: ‘si ma a volte ci si stanca!’ è proprio così, a volte le gambe diventano un po’ di gomma come all’ultimo giro. E quando quello mi succede, spesso rifletto su una Scrittura che son certo anche voi avete considerato molto spesso; Isaia 40, e con questa ci addentriamo alla conclusione; ascoltate qui, Isaia 40:29: “Egli dà forza allo stanco, e accresce il vigore a colui che è spossato’, oh, non è fantastico?
Proprio quando si arriva al punto dello sfinimento, ci da la forza proprio quando diciamo: ‘Signore, non ho più forze!’, e lì c’infonde la sua forza, “I giovani si affaticano e si tancano; i piú forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”, che grande affermazione! L’aquila, che vola così in alto, rispetto alla maggior parte degli altri uccelli, diventa un’illustrazione perfetta di quello che accade al credente quando si trova nella debolezza e riceve la forza di Dio; lì riesce a volare al di sopra degli altri.
Ascoltate, non c’è ragione di scoraggiarsi, cari. L’elmo della salvezza dice che sta per arrivare un grande giorno, un grande giorno di vittoria. Se rimarrete fedeli fino in fondo, ci sarà una ricompensa meravigliosa. Sta per arrivare un giorno di gloria. La salvezza è passata, sì, è presente, sì, ma è anche futura. E non lasciate che Satana vi scoraggi, e non lasciate che vi privi dell’anticipazione di quel brivido; non lasciate che vi porti via la speranza che vi porta ad esser dedicati. Ascoltate, Giovanni dice in 1 Giovanni 3: “Coloro che hanno questa speranza si purificano”, quando sapete che Gesù sta arrivando, quando sapete che quel grande giorno è alle porte, e che la salvezza si completerà alla fine, quello ha un efficacia purificante nella nostra vita, perché sappiamo che lo vedremo faccia a faccia... preghiamo.
Padre, sappiamo bene che Satana ed i suoi demoni sono implacabili. Non si arrendono mai; ci spingono continuamente. Ma sappiamo anche che la nostra salvezza è più vicina di quando abbiamo creduto e, oh Dio, ti ringraziamo per la speranza di vittoria che abbiamo. Sentiamo l’eco delle parole di Ebrei 6:11 e 12, e “Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per rendere certa la pienezza della speranza, affinché non diventiate indolenti ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse.” Oh Dio, aiutaci, come coloro che sono stati fedeli, coloro che sono stati pazienti, coloro che hanno ereditato la promessa, aiutaci a dimostrare la stessa diligenza fino alla fine, ad aggrapparci alla speranza fino alla fine, a vivere così per la Tua gloria. Padre, fà si che possiamo essere nel catalogo dei fedeli di Ebrei 11, perché perseveremo fino alla fine. Aiutaci a non scoraggiarci. Cosa c’è da scoraggiarsi? Quando sappiamo che ci aspetta un’eredità incorruttibile e senza macchia, un’eredità che non potrebbe essere descritta in termini umani, un Regno meraviglioso che va oltre la rivelazione stessa; un rapporto con Te per tutta l’eternità che può solamente essere descritto con ‘saremo come Gesù Cristo’. Oh Dio, con quel futuro che ci attende, non possiamo scoraggiarci per il momento, qualunque cosa ci porti. Aiutaci ad essere fedeli nell’indossare l’elmo, per la Tua gloria nel nome di Gesù. Amen.
FINE
This article is also available and sold as a booklet.
