Questa mattina andiamo per l’ultima volta al sesto capitolo di Efesini, perché stiamo per concludere il nostro studio di questo libro meraviglioso. Capisco, come ho menzionato la scorsa settimana, che questo è all’incirca il messaggio numero 62 o 63 nel nostro studio di Efesini e mi sento di nuovo, come sempre quando concludo un libro, anche se abbiamo studiato questo libro per più di un anno, mi sento come se non avessimo neanche iniziato a sondare tutte le ricchezze e le profondità che vi si trovano.
Ma Dio ha davvero cambiato le nostre vite durante questo studio. Dio ha fatto delle cose meravigliose nel mentre rifletto ai temi del Libro di Efesini, abbiamo vissuto probabilmente, in quest’ultimo anno e più, il periodo più emozionante della nostra chiesa. Dio ci ha confrontato in molti modi con molti pensieri nuovi, ha fatto alcune cose drammatiche in mezzo a noi, e tutto questo veramente non finisce ora perché ora dobbiamo prednere tutto quello che abbiamo imparato, tutto quello che Dio ha impiantato nei nostri cuori, e dobbiamo iniziare a metterlo in pratica nella nostra vita per la Sua gloria.
Quindi non lasciamo mai il libro degli Efesini. Prendiamo semplicemente quello che abbiamo imparato e lo facciamo fluire attraverso di noi per la gloria di Dio nel mentre viviamo in questo mondo. Ma questa mattina però, veniamo all’ultima sezione del libro e prenderemo questa sezione come un’unità, e voglio che ascoltiate nel mentre leggerò per voi i versetti che vanno dal 18 al 24. “pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi, e anche per me, affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, perché lo annunzi francamente, come conviene che ne parli.
Affinché anche voi sappiate come sto e quello che faccio, Tichico, il caro fratello e fedele servitore nel Signore, vi informerà di tutto. Ve l’ho mandato apposta perché abbiate conoscenza del nostro stato ed egli consoli i vostri cuori. Pace ai fratelli e amore con fede, da Dio Padre e dal Signore Gesú Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il nostro Signore Gesú Cristo con amore inalterabile.”
Nel 1671 nacque in Germania un uomo di nome Johann Burchard Freystein. Questi scrisse le seguenti parole che divennero un inno antico: ‘Sorgi, anima mia, a vegliare e pregare, dal tuo sonno risvegliati e non esser impreparata o sorpresa dall’empia giornata; perché il nemico, come sappiam, spesso coglie il suo raccolto mentre dormiam. Veglia contro le macchinazioni del diavolo così che non ti trovi addormentato; Perché non risparmia sforzo pur d’ingannarti ed accecarti; La preda di Satana spesso sono coloro che, sicuri, dormon; e la guardia non mantengon; Ma mentre vegli, prega anche al Signor incessantemente ch’Egli ti libererà, ed aumentando la tua forza e fede, il tuo Sostegno sarà; O Signore, benedici nella distretta e non lasciar che nulla mi distolga dal servizio di volontà’.
Più di 100 anni fa, Charlotte Elliott scrisse le parole per un altro inno: ‘Cristiano! Non cercar riposo, scaglia via i tuoi sogni d’alleviatezza; tu vivi tra nemici, veglia, prega seppur sei con stanchezza; Potestà e principati, radunando le loro forze invisibili, attendono le tue ore indifese, ‘veglia e prega.’ Veglia come se su quello dipendesse il tuo giorno, prega che aiuto arrivi, veglia e prega’, entrambi questi inni evidenziano la realtà che la vittoria su Satana, la vittoria sulle sue schiere, la vittoria nella guerra in cui siamo impegnati, comporta un enorme impegno verso la preghiera. È quello che entrambi gli autori stanno comunicando, ed è esattamente quello che l’apostolo Paolo sta dicendo nel capitolo 6 versetto 18. Ora, ha già discusso la guerra nei versetti che vanno dal 10 al 13 del capitolo 6, ed ha chiaramente discusso l’armatura nei versetti dal 14 al 17. Ed ora introduce il tema della preghiera; ed il versetto 18 inizia con “pregate in ogni tempo”.
Ora, la preghiera diventa quindi il tema conclusivo nella lettera agli Efesini. Non è menzionata come parte dell’armatura del cristiano perché è più di quello. L’armatura si concluse nel versetto 17 e la preghiera è presentata in aggiunta a tutto quello, ed ancor di più, la preghiera è in armonia con quella stessa realtà. Quindi l’apostolo Paolo non sta dicendo di aggiungere la preghiera in aggiunta a queste cose, ma piuttosto, intrecciata in questa realtà esiste la preghiera.
Nel mentre ci stiamo occupando della cintura della verità, e della corazza della giustizia, e delle scarpe del vangelo della pace, e dell’elmo della salvezza, e della spada dello spirito; nel mentre ci adoperiamo di quegli elementi, dello scudo della fede... e del resto, siamo, contemporaneamente impegnati nella preghiera, “Pregate in ogni tempo”, durante tutto il processo della preparazione, durante tutte le esigenze della battaglia, durante tutto il corso del calore della guerra o della pressione, siamo impegnati nella preghiera.
La preghiera è l’aria stessa che dobbiamo respirare. Mi ricordo di aver letto sul conto di un tipo d’animale che vive nei luoghi bui del mare, in profondità che non è nè pesce nè uccello, ma vive lì e può rimanere nell’oscurità per un certo periodo di tempo, ma poi ad un certo punto deve risalire fino alla superficie per ansimare aria, e poi può tornare di nuovo nelle profondità.
E lo stesso vale per il credente, che in tutti i momenti della sua vita, in tutte le vicissitudini, ed in tutti i tempi della sua vita, deve ascendere, per così dire, al trono di Dio per respirare l’aria della preghiera. E solo allora, può essere in grado di esistere nell’oscurità del mondo che lo circonda. E quello è esattamente ciò che Paolo sta dicendo qui, la preghiera è come il nostro respiro. Come vi ho già detto la preghiera è come respirare, non bisogna pensarci su perché l’aria esercita una certa pressione sui nostri polmoni e ci costringe a respirare. E quindi come credenti, il non pregare è come trattenere il nostro respiro spiritualmente parlando, ed i risultati sono sempre tutti negativi.
Nel mentre viviamo la vita cristiana. Nel mentre indossiamo l’armatura; nel mentre combattiamo stiamo respirando e respirando, per così dire, nella preghiera. La preghiera pervade il tutto.
Pensando al ‘Pellegrinaggio del Cristiano’, mi viene in mente come Dio fornisce al Cristiano, in quella meravigliosa allegoria, un’arma chiamata ‘Tutta Preghiera’, e l’istruzione è che, quando tutto il resto fallisce, questa gli avrebbe permesso di sconfiggere tutti i demoni che si sarebbero presentati nella valle dell’ombra. Ma la preghiera di fatto è molto più di quello che Bunyan presenta in quell’opera, è più di un’arma aggiuntiva, è l’atmosfera in cui avviene tutta la nostra vita; tutti i nostri combattimenti e tutto il nostro armarci, è una cosa pervasiva.
Ora, il fatto che sia climatica nel Libro di Efesini è un qualcosa di pianificato dallo Spirito Santo di Dio. Non è un qualosa che è avvenuto per caso. Il nostro Signore ha esortato gli uomini a pregare sempre, in Luca 18:1, perchè Egli sapeva che nella battaglia, quando la cosa si fa intensa, si puoi svenire, ci si può stancare; ci si può arrendere; si può anche abbandonare la lotta se non si prega. Di fatto cis ono solamente due alternative, o si prega o ci si arrende, non c’è via di mezzo.
E quindi, nella guerra di cui ha appena parlato, la preghiera diventa una cosa vitale, ma è più di quello che si vede in quel contesto unico. La ragione per la quale la preghiera viene presentata proprio qui è perché si adatta alla conclusione del libro intero. L’intera lettera agli Efesini raggiunge un punto climattico, un picco, un apice. È come se la preghiera fosse il crescendo musicale nell’inno di lode del Libro di Efesini.
Ora lasciate che vi mostri il perchè sto dicendo questo. Se tornaste indietro ad Efesini, trovereste, come abbiamo fatto nel tempo che l’abbiamo studiato, che questo libro, probabilmente più di ogni altro libro nella Bibbia intera, presenta le risorse del credente. Nella mia mente, non vedo nessun altro libro che lo eguagli in statura per quanto riguarda la delineazione delle risorse che ci sono state affidate in Cristo, in questo senso, è incomparabile. È un catalogo lungo di tutto ciò che è nostro come cristiani.
Ciò che Pietro dice in una frase semplice – del fatto che abbiamo tutte le cose necessarie per la vita e la pietà; quello che Colossesi 2 dice in quella frase semplice: “Siete completi in Lui”, viene veramente magnificato ed esplode al suo massimale nel Libro di Efesini. Tutto il nostro completamento si trova qui, tutte le nostre risorse sono proprio qu e la chiave di tutto è il capitolo 1 versetto 3: “benedetti con ogni benedizione spirituale celeste in Cristo Gesù”, e poi continua a delineare il tutto per sei capitoli interi, è un catalogo monumentale di tutto ciò che ci appartiene in Cristo, e c’innalza a grandi altezze.
Inizia tutto, per così dire, con la nostra posizione celeste; iniziamo nelle glorie e ci rimaniamo per tutto il libro fino a quando finalmente arriviamo al capitolo 6:18, dove Dio ci richiede di prostrarci sulle ginocchia. E quindi lì, la preghiera diventa la chiave - ora segnatevelo - per appropriarci delle risorse che abbiamo. Sono tutte lì, e sono tutte nostre in Cristo, ma non possiamo semplicemente galleggiare nella gloria, per così dire, dobbiamo venire alla realtà di prostrarci sulle ginocchia davanti a Dio affinché queste cose possano essere implementate nelle nostre vite.
E quindi il libro che inizia nei cieli finisce sulle ginocchia nel mentre Paolo ci chiama alla preghiera; ora, si potrebbe pensare che in un libro con tali risorse, la preghiera non sarebbe stat molto necessaria, per cosa dovremmo mai pregare? Per esempio, ascoltate qui: secondo il capitolo 1 versetto 3, siamo super benedetti; secondo il capitolo 1 dal versetto 4 al 6, siamo super amati; secondo il capitolo 1 versetto 7, siamo stati perdonati e redenti; il capitolo 1, versetto 8, dice che ci è stata data la saggezza; il capitolo 1, versetto 11 dice che siamo stati resi ricchi; Il capitolo 1, versetto 13 dice che siamo stati assicurati e sigillati con lo Spirito; il capitolo 2 dal versetto 4 al 6, dice che siamo vivi con una nuova vita; il capitolo 2 versetto 7, dice che siamo gli oggetti della grazia eterna; il capitolo 2, versetto 10, dice che siamo il capolavoro di Dio; e di nuovo nel capitolo 2 versetto 10, dice che siamo stati chiamati ad una vita di buone opere che Dio compirà attraverso di noi; il capitolo 2 dal versetto 13 al 18, dice che siamo uno con Dio e con ogni altro cristiano; il capitolo 2 versetto 19, dice che siamo membri della famiglia intima di Dio; il capitolo 2 versetto 22, dice che siamo l’abitazione stessa dello Spirito Santo; il capitolo 3 versetto 20, dice che siamo potenti oltre ogni immaginazione; il capitolo 3 versetto 21, dice che siamo capaci di glorificare Dio.
Che definizione incredibile degli essere umani, è sorprendente ciò che Dio ha fatto per noi, va oltre a ciò che possiamo immaginarci. E quando si passa da lì al quarto capitolo, la cosa continua; nel capitolo 4 versetto 3, ci viene detto che possediamo lo Spirito vivente di Dio. Nel capitolo 4, dal versetto 4 al 6, siamo membri del Corpo di Cristo; nel capitolo 4 dal versetto 11 al 13, abbiamo ricevuto doni e uomini dotati per perfezionarci per compiere l’opera del ministero. Nel capitolo 4 dal versetto 20 al 24, abbiamo Gesù Cristo che c’insegna a camminare in una nuova vita.
Nel capitolo 5 versetti 1 e 2, abbiamo l’amore di Dio in modo che possiamo camminare nell’amore. Nel capitolo 5, versetto 8, abbiamo ricevuto la stessa luce di Dio in modo che dimoriamo nella luce; nel capitolo 5 dal versetto 15 al 17, abbiamo ricevuto la saggezza e la verità di Dio in modo da poter camminare saggiamente nel mondo; nel capitolo 5 versetto 18, abbiamo ricevuto il potere della pienezza dello Spirito di Dio. Nel capitolo 5 dal versetto 21, fino al capitolo 6 versetto 9, abbiamo ricevuto le risorse per rendere ogni relazione umana tutto quello che Dio ha mai inteso che fosse; ed infine, nel capitolo 6 dal versetti 10 al 17, abbiamo ricevuto un’armatura invulnerabile, invincibile, fantastica e potente contro la quale Satana è impotente ed indifeso se la usiamo, ed il tutto culmina nella spada dello Spirito, l’arma magnifica, che è la Parola di Dio, che si trova nelle mani di ogni credente.
Ora questa è davvero un’immagine straordinaria! Questo è tutto quello che significa esser cristiani. Ora, prima che riuscite a comprendere tutto questo, e che riconoscete la vostra posizione elevata in Cristo, e vedete le risorse per una vita cristiana efficace, e sapete che non vi manca nulla, vi trovate immediatamente di fronte ad un problema, che potrebbe essere definito con una sorta di legalismo dottrinale. Un problema che potrebbe essere definito così come fa 1 Corinzi 10:12, “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di – cosa? – non cadere.” C’è il pericolo di diventare effettivamente quello che io definisco come “un ateo spirituale”.
In altre parole, avete una piena credenza in Dio, solo che non pensate di aver veramente bisogno di Lui. E suppongo che questo possa essere uno dei pericoli più gravi per una chiesa come la nostra. Siamo così adeguati, abbiamo così tanta conoscenza, abbiamo così tante informazioni, abbiamo così tante risorse, comprendiamo la nostra posizione, conosciamo i nostri doni, abbiamo visto la benedizione di Dio, ed abbiamo avuto così tanto successo e pochissimi fallimenti, e quindi è facile proseguire senza riconoscere veramente Dio. Possiamo cadere in un peccato terribile di sentirci adeguati e perdere il senso di dipendenza da Dio.
Suppongo che dovremmo pregare, come pregò un fratello, che Dio ci dia abbastanza successo per farci sapere che Lui è presente ed abbastanza fallimenti per portarci disperatamente ad aver bisogno di Lui. Abbiamo così tante cose a nostro favore nella nostra società, nella nostra chiesa, nelle nostre vite. Abbiamo visto così tante benedizioni tremende di Dio che è facile compiacersi e ridurre tutto ai modi di fare, alle trovate, ai programmi ed ai metodi. Abbiamo tutto, e abbiamo fatto tutto, ed è tutto grandioso, sapete, forse persino i nostri matrimoni stanno funzionando, i nostri figli sono bravi, in chiesa va tutto bene, è tutto meraviglioso e piano piano diventiamo degli atei spirituali, escludiamo Dio. E quel tipo di preghiera appassionata, profonda, ardente e sincera che Dio richiede dai nostri cuori non c’è più.
Abbiamo alcuni cari amici, Pedro e Lilian Marevus, che abbiamo avuto modo di visitare molte volte quando erano negli Stati Uniti, e con i quali abbiamo condiviso della comunione ricchissima quando stavamo servendo in Nicaragua. Nell’ultima settimana o giù di lì, nei combattimenti e massacri terribili che son avvenuti in Nicaragua, loro hanno dovuto fuggire dal paese; hanno raccolto quello che potevano e se ne son dovuti andare; e lui aveva una piccola fabbrica che produceva cosmetici, aveva la sua attività personale ed il governo richiese che la usasse per produrre qualche tipo di munizione e i ribelli dicevano che se non l’avessero fatto, li avrebbero uccisi a tutti. E quindi era intrappolato e dovettero fuggire per salvarsi la vita. E dubito seriamente che abbiano avuto molte difficoltà a trovare qualcosa per cui pregare, persero tutto, tutto, la loro casa, tutto. Dovevano ricostruire tutto di nuovo. I loro figli erano stati istruiti negli Stati Uniti e per quanto ho capito li hanno dovuto riportare tutti a casa perché non avevano più soldi per sostenerli.
Però noi a volte ci troviamo così bene che perdiamo di vista la prospettiva, e penso che a volte, se quello dovesse succedere, Dio ci presenta delle cose nella nostra vita per aiutarci a riprenderla. Ed è quello che Paolo sta dicendo: Avete tutto! E ciònonostante, tutto dipende comunque da Lui. È un po’ come un allenatore di football americano. Un giocatore di football professionista ha padroneggiato le sue tecniche. Quando arriva nei ranghi del football professionista, sa cosa sta facendo. Sa esattamente cosa sta facendo, sa come giocare nella sua posizione, conosce il football, è addestrato, è competente, ha talento, ha tutto; eppure,
quell’uomone grande e possente che ha padroneggiato la forma di professione in cui si trova, che conosce il tutto dentro e fuori, deve ascoltare ad un piccolo tizio che si trova ai margini del campo con una lavagnetta e che è lì per dirgli ogni mossa che deve fare. Ho sentito dire da alcuni giocatori del Dallas Cowboys, che è tipico che Tom Landry, dopo che perdono una qualche partita, entra nello spogliatoio e gli dice: ‘Signori, vi ho detto come vincere la partita, non avete fatto quello che vi ho detto, e di conseguenza avete perso’, e poi si gira e se ne va.
Ora, puoi avere tutto il talento, tutte le risorse, tutto l’addestramento e tutte le abilità innate, ma se non lo fai secondo la direzione di Dio, perdi. Questo è essenzialmente quello che Paolo sta dicendo. Non pensate mai che visto che avete tutte queste risorse, e tutta una storia di successo, e che siamo tutto in Cristo, allora possiamo diventare degli atei spirituali e vivere come se non avessimo bisogno di Dio, non funziona così.
L’armatura non è meccanica e l’armatura non è magica, ha bisogno di Dio. Dio infonde l’armatura ed infonde le nostre risorse, la sua potenza e la sua energia, e quindi c’è il pericolo latente che i cristiani che hanno una conoscenza della dottrina, ed un certo successo, ed una presa piuttosto efficace sui principi spirituali pratici possano diventare soddisfatti, e non hanno più bisogno della preghiera costante appassionata e straziante, e questo è tragico. Ed è per questo che l’epistola che inizia nei cieli finisce sulle ginocchia, perché tutto quello dipende dalla preghiera.
Forse stai guardando alla tua vita e stai dicendo: ‘Sai, so così tanto’, alcuni di voi, alcuni dei giovani qui, alcuni dei ragazzi del seminario, e alcuni di voi che sono usciti dal seminario, vi potreste guardare e dire: ‘So così tanto, ma non c’è molto che succede nella mia vita’, beh, forse perchè state pensando che l’armatura, o che le vostre risorse siano magiche o meccaniche, ma non è così. Dipendono dalla preghiera, l’anima dell’uomo che si muove nella presenza di Dio.
Ora questo è ciò che Paolo vuole che vediamo, quindi diamogli un’occhiata, e copriremo tutti questi versetti, che ci crediate o no, qualcuno mi si è avvicinato con la bocca spalancata dopo il primo culto e mi disse: ‘Non pensavo che potessi coprire così tanti versetti, son scioccato!’ lo faremo! Salteremo gli ultimi quattro...
Ma prima di tutto, voglio che vediate l’istruzione generale nel versetto 18, l’istruzione generale, versetto 18. E potete notare che ci sono quattro ‘ogni’: ‘Pregate in ogni tempo... con ogni preghiera e supplica nello Spirito... e veegliate a questo scopo con ogni perseveranza; e pregate per ogni – o per tutti – i santi’. Ora qui ci sono i quattro ‘ogni’ della preghiera. Quattro volte, ‘ogni’ viene enfatizzato, e questo è grandioso. Ogni pezzo dev’esser indossato con la preghiera. La preghiera pervade tutto quello che siamo e quello che facciamo, è l’elemento che abbraccia ogni cosa della nostra vita, ecco perché ho detto che è l’aria che respiriamo. Non c’è momento nella nostra vita in cui non dovremmo essere in preghiera.
Guardiamo prima di tutto alla frequenza della preghiera, le considereremo una alla volta, la frequenza della preghiera, versetto 18: ‘Pregate in ogni tempo’, quando dovremmo pregare? Sempre. Ora alcuni di voi provengono da contesti in cui si pregava leggendo da un libro di preghiere o dove si pregava ad un certo momento prestabilito, sapete, il popolo ebraico era solito pregare in determinati momenti, ed anche nel Libro di Atti, quando la chiesa primitiva s’incontrava, lo faceva ‘per il tempo della preghiera’, come dice; ovvero quella era l’usanza che avevano mantenuto dal giudaismo, che avevano certi tempi prestabiliti del giorno per le preghiere.
Ma con il Nuovo Testamento, il nuovo patto e la nascita della Chiesa hanno portato una nuova era, e sarebbe a dire che ci deve esser un ‘ogni tempo’ incorporato nel carattere della preghiera. Non stiamo pregando solo nei tempi prestabiliti. Stiamo pregando in ogni momento, in ogni occasione, in ogni tempo . Gesù ci ha dato indicazione che questo stava per arrivare quando disse in Luca 21:36, “Vegliate dunque e pregate sempre”, ed i primi apostoli lo dissero in Atti 6:4, “Ci dedicheremo continuamente alla preghiera”, continuamente... Non solo a quelle preghiere prescritte, ma a tutta la preghiera.
Di Cornelio fu detto in Atti 10, che ‘Era un uomo devoto che pregava Dio sempre’, in Romani 12:12 dice, ‘Siate perseveranti nella preghiera’, in Colossesi 4:2, “Perseverate nella preghiera”. In Filippesi 4:6, “In ogni cosa pregate”, e riassumendo il tutto in 1 Tessalonicesi 5:17, “Pregate senza - cosa? – cessare”, 2 Timoteo 1:3, l’apostolo Paolo indicò che anch’egli viveva così: scrisse a Timoteo: “Senza cessare, mi ricordo te nelle mie preghiere giorno e notte”, dobbiamo pregare sempre. In Atti 12, troviamo la chiesa che prega costantemente, e anche se la loro preghiera era in qualche modo debole nella fede, Dio rispose affinchè fosse stabilito un modello di preghiera costante.
Mi chiedevo cosa significasse tutto questo... perché la mia vita era piena di così tante cose, che apparentemente non c’era modo che potessi pregare in ogni momento. E ovviamente non si può andare in giro con un libretto a leggere preghiere per tutto il giorno, non è vero? Se andaste in Israele, vedreste alcuni ebrei oscillando davanti al Muro del Pianto sempre in preghiera, ora dopo ora... Potreste venire da un contesto Cattolico Romano dove siete stati abituati a ripetere una serie di rosari più e più volte, una dopo l’altra e dopo l’altra ancora, ma nessuna di queste chiarisce il significato del: ‘Pregate in ogni tempo’.
Non è solo andare in giro mormorando certe formule, o ripetizioni vane. Si tratta semplicemente di vivere la propria vita con la consapevolezza di Dio, è il fatto che tutta la nostra vita si eleva davanti a Dio in comunione e comunicazione. Posso guardare alla mia stessa vita e chiedermi com’è che si può pregare senza cessare, mentre adesso trovo veramente pochissimi momenti nella mia vita in cui non sono consapevole della presenza di Dio. Tutto ciò che vedo e tutto ciò che sperimento nella mia vita diventa semplicemente una preghiera, ovvero qualcosa che condivido con il mio miglior amico, qualcosa che viene comunicato istantaneamente con Dio.
Se sono tentato, immediatamente trovo che quella tentazione diventa una ragione per pregare: ‘Signore, tu sai cosa sto passando, aiutami!’ Se vedo qualcosa di buono, il mio primo pensiero è: ‘Dio, tu sei la fonte di ogni dono buono e perfetto. Grazie mille!’ Se vedo qualcosa di malvagio dico: ‘O Dio, che il male non regni!’, oppure, ‘O Dio, rendi tutto giusto’, se vedessi qualcuno senza Gesù Cristo ed avessi modo d’incontrarli, la mia prima risposta sarebbe sempre, ‘O Dio, è così triste che non ti conoscano, portali a te’, se vedessi mai dei problemi direi: ‘Dio, tu sei il liberatore’.
In altre parole, la vita diventa una preghiera ascendente. Tutti i suoi pensieri, tutte le sue azioni e tutte le sue circostanze diventano una causa o un punto di comunicazione con Dio. Questo è il modo di vivere, capite? È questo il significato del fissare i propri affetti sulle cose di sopra, questo è il significato del: ‘pensare a Cristo’, vivere sempre con la consapevolezza della sua presenza affinchè tutto diventi una ragione di pregare, tutta la vita e tutti i pensieri.
E credo che questo sia davvero il punto della vita cristiana, non è vero? Vedete, la ragione per cui Dio vi ha salvato è per la comunione, lo sapevate? Vi ha salvato per la comunione, è quello che dice 1 Giovanni, “Quello che abbiamo visto ed udito vi annunciamo!” Perché annunciamo il vangelo? “Affinché anche voi possiate aver comunione con noi: e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio Suo Gesù Cristo.”
Dio vi ha salvato per la comunione, e desidera la vostra comunione, e non c’è espressione di comunione più grande della preghiera, ovvero, quando abbiamo una comunione vera con Dio, e se siete stati salvati e non avete comunione con Lui state rinnegando il proposito per il quale vi ha redento. Siete stati salvati per aver comunione con Lui, e quindi dobbiamo continuare a pregare.
La radice della parola che si trova in Colossesi 4:2, “perseverate nella preghiera”, è kartereō, che significa “essere saldi, essere costanti”, fu usata con Mosè quando dice che “egli perseverò”, in Ebrei 11:27. Il termine è usato nella sua intensità in Colossesi con la preposizione aggiuntiva all’inizio che significa ‘intensità, persistere costantemente nella preghiera’.
L’idea non è solamente quella di una preghiera occasionale e rilassata al Signore, ma una vita intera di forte lota perseverante su questioni profonde. E sapete, non è altro che... non è altro che un modo di vivere quando il tuo cuore è aperto a Dio, con preghiera fervente, forte, coraggiosa e persistente, tenendo duro e non mollando fino a quando non si riceve la benedizione.
Sapete, il nostro Signore Gesù diede due esempi illustrativi in Luca 11 e Luca 18? E parla in una parte della vedova e del giudice ingiusto; dove la donna continuava a venire, a supplicare, a supplicare e a supplicare, e alla fine il giudice ingiusto fece quello che desiderava. E il Signore sta dicendo che se un giudice ingiusto darà qualcosa ad una donna persistente, cosa pensate che un Dio giusto darebbe a suo figlio se persisterebbe?
E in seguito, ricordate che l’uomo continuò a bussare e bussare e bussare alla porta e l’uomo disse: ‘Il negozio è chiuso, vai a letto, sono a letto con mia moglie e i miei figli e non ho intenzione d’alzarmi’, e lui continuò a bussare e bussare quando infine disse: ‘Va bene’, e gli diede del pane, e quello che Gesù sta dicendo è che se un uomo addormentato a letto è disposto a scendere e dare il pane a qualcuno che è lì che bussa alla porta, cos’è che pensate che un Padre amorevole sia disposto a dare a Suo figlio nel bisogno?
Ed il punto in entrambi i casi è che hanno persistito e così ottennero quello che volevano, e Dio sta dicendo che se anche voi siete persistenti e fedele nelle vostre preghiere, e pregate con importunità, Lui ascolterà e vi risponderà, e quindi la vita deve essere un’esercizio costante di preghiera. Oh miei cari, potreste sapere così tanto, senza però mai pensare a Dio, e le uniche cose che potreste considerare sono le cose che avete imparato, anche se il solo proposito per il quale le avete imparate è per attirarvi nella presenza di Dio. E vedremo di più su questo tra un minuto: prima di tutto quindi, la frequenza della preghiera, ‘sempre’ – ‘sempre’, qualunque cosa vediate nella vita deve ascendere a Dio in preghiera perché la comunione deve esser aperta, o a proposito, il concetto di comunione fraterna risiede in questo concetto di comunione.
In secondo luogo, non vediamo solo la frequenza della preghiera, ma il secondo “ogni” ci mostra la varietà della preghiera, ‘Pregando con ogni preghiera e supplica’, ‘con ogni preghiera e supplica’. La parola “preghiera”, una parola semplice, significa generalmente “richiesta”, proseuchē, “preghiera” in generale, conversazione; poi c’è la parola supplica, deēsis, che implica qualcosa di più specifico. Quindi ci sono delle aree generali di preghiera; preghiamo in modo più generale e più specifico, ma notate,
Esistiamo con ‘ogni preghiera ed ogni supplica’ dobbiamo pregare in ogni tempo. Ora cos’è che intende dire con: ‘pregare con ongi preghiera e supplica’? Semplicemente li include tutti. Tutto lì. Ci sono tanti modi di pregare. Alcune persone pensano che l’unico modo di pregare sia in ginocchio. Alcune pensano che l’unico modo di pregare sia con le mani alzate. Altri pensano che si debba avere le mani piegate così o così. Alcune persone pensano che si può solo pregare con un libro di preghiere o che bisogna recitare le preghiere.
Ascoltate, qui dice: ‘pregate in ogni tempo con ogni tipo di preghiera’ e a proposito, se preghereste in ogni momento, preghereste anche ogni tipo di preghiera perchè non sareste mai nella stessa posizione. Potreste pregare in pubblico o in privato, verbalmente o in silenzio, con grida forti o sussurri silenziosi, deliberatamente e pianificatamente o spontaneamente. Ci possono essere richieste o ringraziamenti, confessioni e umiliazioni, lodi: ci si può inginocchiare, rimanere in piedi, alzando le mani, essendo sdraiati e prostrati, sta semplicemente dicendo: ‘pregate tutto il tempo in tutti i modi’, e quello è un buon indizio che intende che dobbiamo pregare durante tutto il flusso della nostra vita. A volte, solitamente di sera, m’inginocchio e prego con i miei figli, e c’inginocchiamo, Melinda si sdraia, il resto però s’inginocchia, e preghiamo. Poi vado a letto a volte e mi sdraio e alzo lo sguardo e prego, e mi ritrovo a svegliarmi la mattina senza aver mai detto l’amen finale.
Prego quando cammino, mi ricordo quando andavo al college e stavo imparando a predicare, e ci portavano fuori in macchina, andavamo in cinque in una macchina, e ci portavano a diverse fermate del pulman in diverse città e ci facevano predicare. Ed una volta m’hanno portato al deposito Greyhound e mi dicevano: ‘Eccoci qui, predica, ti riprenderemo tra due orette’, allora predicavo un sermone, poi facevo una pausa di 15 minuti, andavo a testimoniare, e poi riprendevo a predicarne un altro.
E quella è una cosa abbastanza spaventosa per un ragazzo giovane, a dir la verità è ancora piuttosto spaventosa, non lo farei nemmeno adesso... ma comunque, comunque per tutto il tragitto pregavamo e pregavamo guidando la macchina, e mi ricordo che la prima volta che lo facemmo pensavo fosse piuttosto strano che il ragazzo alla guida stava pregando senza chiudere gli occhi e più ci pensavo su più la cosa mi piaceva, ovviamente... testimonianza vivente del fatto che è un buon modo di pregare se ti capita di guidare.
Ma comunque, si può pregare guidando la macchina. Infatti, Bill Clutterham mi ha detto stamattina che sua moglie riesce sempre a riconoscere quando sta pregando alla guida perchè la velocità rallenta e rallenta e rallenta sempre di più, più si avvicina a Dio, più diventa sensibile al limite di velocità.
Ma comunque, puoi pregare in ogni momento, ed in tutte le circostanze, ed in qualunque situazione tu ti trovi, e quello è esattamente quello che Paolo sta dicendo. Non pensare mai, avendo contato su tutte le risorse infinite che sono tue in Cristo, non azzardarti mai di pensare di non esser dipendente dal potere di Dio in ogni momento, perchè lo sei. Lascia che tutto diventi una preghiera.
E quindi Paolo dice a Timoteo in 1 Timoteo 2:8, “Voglio che gli uomini preghino ovunque”, se studiaste le preghiere della Bibbia, scoprireste che ci sono un sacco di tipi di preghiere in un sacco di posizioni diverse pregate in un sacco di momenti diversi, è uno stile di vita. Un soldato prega in ogni momento in modo che, quando la battaglia arriva, anche se dovesse esser un attacco a sorpresa, sarebbe pronto, avrebbe quel tipo di vita che è totalmente aperta a Dio.
Ascoltate, mi ricordo di esser andato ad una conferenza pastorale con alcuni membri dello staff e c’era lì un ragazzo che predicò sul fatto che dovremmo pregare la mattina. E cioè, lo predicò veramente: ‘Dobbiamo pregare la mattina’, ed andò ad ogni passaggio, come feci questa mattina, Salmo 63, “Ti cercherò presto, o Dio”, ed andò da quelli che pregavano la mattina, ed eccoli lì, la mattina, ‘dobbiamo pregare la mattina!’ oh, era un grande sermone.
E mentre predicava, continuavo a cercare tutte le Scritture che parlavano del fatto che dobbiamo pregare la sera, e a mezzogiorno, e così via... Intendo dire, aveva un buon punto. Dobbiamo pregare la mattina, ma non a esclusione di qualsiasi altro momento. Anche il Salmo 55:17 dice: “Sera, mattina e mezzogiorno pregherò”, e Daniele pregò tre volte al giorno, e di Gesù, Luca 6:12 dice che “Continuò tutta la notte in preghiera”. E 1 Timoteo 5:5 dice che le vedove “pregavano notte e giorno”, è uno stile di vita!
La preghiera, in un certo senso, miei cari, è più importante della conoscenza, e questo è un bel commento da considerare per noi; in un certo senso, è un elemento più importante della conoscenza. Martyn Lloyd-Jones disse: “La nostra posizione finale come cristiani è testata dal carattere della nostra vita di preghiera”, potresti avere molta conoscenza, potresti essere uno studente di seminario, o un laureato del seminario, un ministro, un pastore, un missionario, un insegnante della Bibbia, ma la tua vita di preghiera sarà il monitor che determinerà quanto profondamente conosci Dio e quanto è profonda la tua relazione con Lui.
Perché lo dico? Per questo motivo, ascoltatemi bene, ok? La teologia, ascoltatemi, è in ultima analisi la conoscenza di Dio, giusto? La teologia è la conoscenza di Dio. Quindi, più teologia conosco, più conosco Dio, e più conosco Dio, più dovrei essere spinto, come dice il salmista, a seguirlo da vicino. E se dico di avere tutta questa conoscenza, ma non sono spinto ad essere nella sua presenza in tutte le mie ore di veglia, allora l’effetto di quella conoscenza sulla mia vita è discutibile.
‘È per conoscere te, l’unico vero Dio, e Gesù Cristo che hai mandato’, che studio; è che voglio imparare la Parola, per conoscere Dio e più lo conosco, più voglio vivere nella Sua presenza. E se conosci tutto questo, ma non hai fame e sete di rimanere nella Sua presenza, e la tua vita non è una linea di comunicazione aperta con lui in ogni momento di veglia, allora è discutibile il fatto che la tua teologia abbia avuto l’effetto appropriato. Vediamo, quindi, che dobbiamo pregare in ogni momento, con ogni tipo di preghiera, nel mentre le nostre vite siano sempre aperte a Dio.
Come ho detto, Lui vuole che lo conosciamo perché la comunione è il risultato finale, hai tu quella comunione? È la tua vita una preghiera costante? Oh, che cosa purificante che è. In terzo luogo, non vediamo solo la frequenza della preghiera, ed i tipi di preghiera, o la varietà della preghiera, ma anche il modo di pregare, in terzo luogo, dice: “Vegliate a questo scopo con ogni perseveranza e supplica”.
In altre parole, dobbiamo vigilare con ogni perseveranza, e di nuovo l’idea di perseveranza punta al fatto che dobbiamo attenerci ad essa, che dobbiamo rimanere lì, dobbiamo restare fedeli, resistere, continuare, perseverare. Pregare continuamente rimanendo vigili. La preghiera deve essere attenta alle questioni, attenta a ciò che sta succedendo intorno a noi, infatti Gesù disse molte volte: ‘Vegliate e pregate’. 1 Pietro 4:7, “Vegliate con la preghiera”, non potete pregare correttamente a meno che non vediate cosa sta succedendo. Quando arrivate al punto in cui il vostro cuore è pieno di preghiera, sarà così perché vedrete così tante realtà necessarie.
Stavo pregando anche con mia moglie ieri sera e stavamo parlando del fatto che oggi giorno è difficile pregare, non perché non si sa per cosa pregare, ma perché c’è così tanto che non si sa da dove iniziare. Sapete, viviamo in un’epoca di comunicazione incredibile! Io ricevo posta da ascoltatori radio, ascoltatori delle nostre registrazioni, persone che si trovano sul campo missionario, da tutto il mondo; la chiesa è così grande che ci sono così tanti bisogni, il foglio di preghiera del mercoledì sera mi sconvolge la mente.
Ci sono così tante cose che a volte dico solamente: ‘Signore Dio, non so nemmeno cosa dirti se non leggi la lista delle preghiere’, non è vero? Cioè non posso... una volta cercavo di avere una lista di preghiere e mi scrivevo le cose però è diventata una cosa... è una cosa mostruosa. Lo faccio ancora, ma è una cosa mostruosa. Non posso nemmeno iniziare a... Ascoltate, se pregassi senza cessare, non potrei pregare per tutte le cose che si trovano nel mio cuore per cui pregare.
Ma devo continuare a vigilare e devo rimanere attento in modo da poter vedere le cose necessarie, voglio pregare specificamente, perché poi Dio risponde specificamente, e quindi posso glorificarlo specificatamente. Questo si trova in Giovanni 14 dal 13 al 14, “Chiedete qualunque cosa nel mio nome, e la farò, affinché il Padre sia glorificato”, vedete, Dio risponde alle preghiere per dimostrare la sua potenza e se non pregate specificamente, allora Egli non si può manifestare.
Vi ho detto tempo fa di Marcy che quando era piccola pregava: ‘Dio, benedici il mondo intero’, ed io dicevo: ‘no Marcy non puoi pregare così. Dio non può farlo. Non può andare e - zap. Mondo, ora ti senti meglio? È troppo grande. Devi pregare per cose specifiche’, ed i nostri figli si sono ben adattati a questo, ed ora preghiamo per cose specifiche, e Dio risponde con cose specifiche, e noi gli diamo gloria.
Guardate! Siate allerta, sapete cosa sta succedendo alle persone che vi circondano? A proposito, il termine “vegliate” ci comunica anche che dobbiamo esser allerta alle cose che ci cirocondano piuttosto che alle nostre cose personali. Noi conosciamo bene i nostri problemi. Non è lì che dobbiamo trascorrere il tempo in preghiera. Dove dobbiamo trascorrere il tempo in preghiera è verso altre persone, guardando fuori, vedendo i loro bisogni. E vi dirò cos’è che uccide questo concetto, l’egoismo.
Francamente, vi do un esempio semplice, la maggior parte di noi non s’impegna davvero verso la preghiera finché non succede qualcosa nella nostra vita che è problematico. Siamo dieci volte più intensi riguardo ai nostri problemi rispetto a quelli di chiunque altro, e questo mostra l’egoismo con cui conviviamo.
Puoi perderti nei bisogni degli altri come il caro apostolo Paolo? Potresti dire: “Ho pregato per voi notte e giorno con lacrime”? Hai mai pregato per qualcun’altro notte e giorno versando lacrime? Potresti aver versato qualche lacrima verso i tuoi problemini, ma dubito che molti di noi l’abbiano fatto nei confronti di qualcun altro e questo dimostra l’egoismo del cuore umano, anche di un credente rigenerato. Dobbiamo proskarterēsis, ovvero, essere perseveranti, intensi, continuativi, costanti, dobbiamo vegliare e pregare, essere attenti ai bisogni del prossimo.
E a proposito, potrei aggiungere questo: spingetevi oltre le cose fisiche. Sapete, preghiamo per il reumatismo della zia Marta, o per i problemi cardiaci di qualcun altro, o per la gamba rotta di qualcuno, o l’intervento chirurgico di qualcun altro, e non mi dispiace tutto quello, ma francamente, gente, nella mia lista di preghiere, quelle cose vengono alla fine. Quello che mi preoccupa di più è la battaglia spirituale, è la guerra, e se i credenti stanno vincendo la battaglia... Il fisico, in un certo senso, sebbene sia materiale, è immateriale. Quello che mi rende più ansioso è vedere qualcuno che non riesce a vincere nella propria vita. Qualcuno che non sta vedendo Dio fare la Sua potente opera. Qualcuno che non sa cosa significa vedere il rilascio del potere dello Spirito di Dio, quello si che mi preoccupa nel profondo del cuore, e sto pregando
per l’avanzamento del Regno di Dio nelle vite del Suo popolo. Sto pregando che anime siano vinte per Gesù Cristo, mi viene molto difficile mettere in prima linea l’aspetto fisico seppur mi rendo conto che è una necessità, e che ha un effetto tremendo sulla nostra vita spirituale, ma quello viene comunque in secondo piano.
Quello che Paolo sta dicendo è questo: ‘Guardate, questa è la guerra, ed è su questa che doveye pregare. Non è facile combattere la battaglia, e quindi prego per questo. Oh prego ogni tanto per le cose fisiche delle persone, ma più di quello prego che Dio vi dia la vittoria, prego che vinciate la battaglia contro il nemico. Non m’importa davvero cosa accada al mio corpo fisico o al vostro, purché otteniamo la vittoria per la gloria di Dio, amen? Quella è la battaglia, quello è il problema. E quindi ci dobbiamo concentrare su quelle cose che sono più necessarie, e quindi qui, Paolo, quando dà la sua richiesta di preghiera, non dice: ‘Oh, pregate per me, perchè sono in prigione. Oh, pregate per me, c’è questa catena che mi sta sfregando uttta la pelle; oppure, pregate per la mia gamba destra”, no!
Quello che dice è: ‘Pregate per me affinché mi sia data audacia, affinché io possa avere convinzioni da predicare la parola ed esser un mistero del vangelo’, in altre parole, pregate che quando Satana mi tenterà io chiuderò la bocca, vincerò contro la tentazione e proclamerò il vangelo, pregate affinché io vinca la battaglia.
Oh, miei cari, dobbiamo impegnarci a supplicare costantemente gli uni per gli altri nel mentre osserviamo e vediamo quali sono le necessità. Conoscete davvero le esigenze delle persone che vi circondano? Conoscete i bisogni spirituali del vostro coniuge, dei vostri figli, dei vostri amici, dei vostri vicini, delle persone nel vostro studio biblico, delle persone che conoscete? Pregate davvero per loro nella loro lotta personale? A volte tutto quello che facciamo è pregare solo quando arriva il disastro e forse un po’ di preghiera preventiva avrebbe potuto aiutare.
Quindi abbiamo visto la frequenza della preghiera, in ogni momento; la varietà della preghiera, ‘con ogni preghiera e supplica’; l’oggetto della preghiera, ‘vegliando con ogni perseveranza’; ed infine gli oggetti indiretti della preghiera, “Pregando sempre per tutti i santi”, dice alla fine del versetto 18. E questo è stato introdotto dal nostro ultimo punto. Dobbiamo pregare gli uni per gli altri. Sapete, non ci dice di pregare per noi stessi! Questa non è la priorità, io ho un impegno personale nella mia vita e non voglio imporlo a nessuno, ma non prego mai per me stesso, faccio fatica persino a comprendere per cosa pregare, non ho mai sentito il bisogno di pregare per me stesso, ma ovviamente so di aver bisogni e chiedo al Signore per quanto riguarda cose peccaminose, e confesso le cose della mia vita, ma per quanto riguarda il concentrarmi su me stesso, sono piuttosto obbediente a questo punto, e confido nella Scrittura e prego per altri piuttosto che per me stesso, sono coperto perché so che altri stanno pregando per me.
Oh, è così meraviglioso quando ci dedichiamo a pregare per altri, ho incontrato un ragazzo una volta e mi ha detto: ‘Sai, il tuo ministero mi ha benedetto tantissimo, voglio pregare per te per sei mesi’, ed ho pensato che fosse strano, cos’avrei dovuto fare per rimanerci per un anno? Poi però riflettendoci su ho pensato, ah, quello è di fatto un impegno e quindi ho benedetto il suo cuore e quindi lui ha pregato per me ed io per lui perchè per tutto il corso di quei sei mesi, nei quali sapevo che stava pregando per me mi sentivo responsabile di pregare per lui, perché se gli sarebbe successo qualcosa avrebbe smesso di pregare per me, non è vero?
E quindi questo è il modo in cui il corpo cresce nell’amore, così diventiamo uno, quando non dobbiamo aspettare che ci siano problemi per pregare, ma quando ci perdiamo nell’esigenze degli altri. Quindi impariamo a pregare pregando per il prossimo perchè questa è la vita di preghiera del corpo. L’apostolo Paolo l’illustra così bene, pregò sempre per altri, 1 Samuele 12:23, “Dio mi proibisca di peccare contro il Signore cessando di pregare per voi”.
Non preoccupatevi di voi, pregate per qualcun altro, e qualcun altro prega per voi, così che tutti son coperti, giusto? Quando una parte del corpo fisico è malata, il resto del corpo compensa direttamente e indirettamente, e così è nella preghiera. Pregate gli uni per gli altri. Un dito malato non può aiutarsi, il resto del corpo deve pompare nuova vita in quel dito, nella ferita. Quella parte della vostra anatomia che è ferita o quello che sia deve sostenere il resto. Non può sostenersi nella sua debolezza e quindi lo stesso è che dobbiamo pregare gli uni per gli altri e dobbiamo così vivere di questo.
Prima dello scoppio della Guerra Civile Spagnola, vi fu un notevole aumento nel numero di cliniche psicologiche in tutta la Spagna, in particolare nelle città di Barcellona e Madrid. E gli storici hanno documentato che queste cliniche avevano un grande afflusso di pazienti nevrotici che stavano seguendo vari trattamenti per le loro nevrosi ed erano frequentate regolarmente da psichiatri e altri professionisti della salute mentale, e queste cliniche si occupavano anche di numerosi pazienti ambulatoriali.
E questo storico disse che è interessante notare che dopo aver trattato uno studio storico sugli impatti psicologici e sociologici della Guerra Civile Spagnola, è stato rivelato che... e tutte queste persone avevano problemi personali, ansie, preoccupazioni e tentazioni varie ed erano impegnati nella psichiatria e la psicoanalisi e cose del genere, e non appena iniziò la guerra civile, uno degli effetti più sorprendenti osservati fu lo svuotamento di tutte queste cliniche psicologiche e psichiatriche della Spagna, interessante...
Ed uno scrittore disse che queste persone nevrotiche furono curate istantaneamente da un’ansia più grande. L’intensa ansia causata dalla guerra, che coinvolgeva preoccupazioni per la sicurezza delle loro case, il benessere dei loro mariti e le vite dei loro figli, sembrò ‘curare’ questi pazienti nevrotici dalle loro ansie minori. Nel fronteggiare queste minacce più grandi ed immediate si dimenticarono dei loro problemini. Volete essere più sani? Allora perdetevi nelle cose che contano veramente, le lotte spirituali delle persone che vi circondano. Perdetevi in una preghiera consumante per il regno di Dio e non avrete problemi con le vostre ansie insignificanti.
Ed un’osservazione simile è stata fatta in Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. In entrambi i casi, una paura maggiore e più pressante scacciò le paure minori, e penso che sia importante che lo capiamo bene. Una delle ragioni per le quali abbiamo una società così malata con persone che corrono e si preoccupano di così tante problematiche psicologicamente indotte è perchè siamo così totalemente egoisti. Sapete, veramente, io, io... io mi considero esser una persona piuttosto paziente, dico piuttosto perchè alcune persone non sarebbero d’accordo, ma sapete, una cosa che mi viene difficile da tollerare, sono quelle persone che sono completamente e totalmente consumate dai loro problemi, perchè quella è una manifestazione incredibile di egoismo che è così aliena al concetto della vita cristiana. Dovremmo esser così persi nelle necessità altrui che dovremmo svanire. Lasciate che le vostre piccole ansietà lascino spazio a problemi più grandi, le lotte degli altri. Bene, c’è un pensiero finale nel versetto 18, questo: che dopo tutto: la frequenza della preghiera? In ogni tempo. La varietà della preghiera? Ogni tipo. Il modo? Vegliando per sapere le necessità di altri, e con perseveranza; gli oggetti della preghiera, ‘tutti i santi’, ma il concetto pervasivo si trova nel mezzo del versetto: ‘dobbiamo pregare nello Spirito’, nello Spirito. Ora, per favore miei cari, questo non ha a che fare con il parlare in lingue. Ogni volta che sento quello mi... è come raschiare la lavagna con le unghie. Non sta parlando di... non possiamo introdurre le lingue in questo versetto! In Giuda 20 dice: ‘pregate nello Spirito Santo’, non sta parlando di una sorta di estasi, non sta parlando di una lingua estatica. Pregare nello spirito significa pregare nel nome di Cristo, coerentemente con Chi è e con la sua volontà. Imparate a pregare in concerto con lo Spirito. Fate si che le vostre preghiere siano come un duetto con colui che intercede per voi.
Lo sapevate che Romani 8:26 dice: “non sappiamo pregare come dovremmo: ma lo Spirito intercede per noi con gemiti inesprimibili”, e Dio “conosce la mente dello Spirito” e Lui ascolta e risponde. Ascoltate, nel mentre vivete la vita cristiana, lo Spirito di Dio dentro di voi prega a vostro favore, e prega sempre la preghiera giusta, ed ottiene sempre la risposta giusta. Così che il versetto 28 dice: “Tutte le cose cooperano per il bene” e quello non è un caso, ma è perchè lo Spirito sta pregando, ed il pregare nello Spirito non è altro che l’allineare le nostre preghiere con la mente e la volontà dello Spirito.
E potremmo chiedere: ‘Com’è che si fa?’ Camminando nella pienezza dello Spirito. Nel mentre la vostra vita è ricolma di Spirito, e state camminando nello Spirito, in obbedienza allo Spirito, nel mentre camminate vicino al Signore, nel mentre vivete in comunione costantemente con la sua presenza, lo Spirito di Dio governerà i vostri pensieri in modo che le vostre preghiere siano in armonia con lo Spirito di Dio. Quello è pregare nello Spirito, che cosa meravigliosa è sapere che posso unire le mie preghiere allo Spirito di Dio, che posso gridare dal profondo del mio cuore grazie allo Spirito del Padre che dimora in me, “Abbà Padre”, e so che Dio ascolta e risponde.
Quindi, la qualificazione onnipervasiva delle nostre preghiere è che dobbiamo pregare “nello Spirito”. Infatti, Zaccaria 12:10 chiama lo Spirito Santo lo “spirito della supplicazione”, lo spirito della supplicazione; il che non è diverso dal pregare nel nome di Gesù. Infatti, lo Spirito Santo è chiamato lo “Spirito del Figlio”, lo Spirito del Figlio.
E quindi, miei cari, dobbiamo pregare. Le nostre vite devono essere aperte, in comunione. E sapete una cosa? Questo è così sanante. Oh, che com’è buono per noi, quindi abbiamo visto la frequenza, la varietà, il modo, gli oggetti indiretti e tutti cooperano per la gloria di Dio e per la nostra gioia nel mentre preghiamo.
Poi Paolo conclude con un esempio specifico, ve lo leggerò e basta, è semplice. Volete qualcosa di specifico per cui pregare? Versetto 19, pregate “per me”. Di cosa dovrei pregare, Paolo? “affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, perché lo annunzi francamente, come conviene che ne parli”, sta dicendo: ‘Sono l’esempio! Pregate per me. Non per le mie necessità fisiche, ma per la mia battaglia, la mia guerra! Pregate che Dio mi permetta d’essere audace, coraggioso, diretto, e che mi dia eloquenza’, ora miei cari, questo è il modello!
La guerra c’era, Paolo stava affrontando il nemico faccia a faccia, occhio a occhio mentre era prigioniero a Roma. Gli ambasciatori generalmente avevano l’immunità diplomatica, ma non lui, lui era incatenato ed eccolo lì e dice: ‘Oh, la battaglia è dura. Sapete, a volte voglio arrendermi, a volte mi sembra di perdere il coraggio, pregate affinchè Dio mi dia coraggio!’
Sto per sfruttare la sua scia, ve lo chiedo: pregate per il predicatore. E la gente chiede: ‘Perché dobbiamo pregare per te? Pregare per Paolo? Chi ha bisogno di pregare per Paolo? Voglio dire, ha tutto sotto controllo. Dobbiamo pregare per le persone in periferia’. Ricordatevi solo però che se la guida cade, un sacco di persone cadranno con lui.
E Paolo era consapevole del fatto che il resto era forte tanto quanto il loro leader ed il loro esempio, “Pregate per me”, dice, “affinché io possa esser coraggioso e possa predicare’ e magari con quest’audacia possa esser in grado di portare alrti con me affinchè siano coraggiosi anche loro, e sapete, dopo di questa scrisse Filippesi e disse: ‘Oh’, disse, ‘Quello che mi è successo in prigione ha dato maggiore audacia ad altri’, vedete? Quindi nel mentre pregavano per lui, egli diventò un esempio ancora più forte ed aiutò anche il resto... ‘Pregate per me’, dice.
Ed il punto che voglio che capiate è che voleva che pregassero affinchè la sua battaglia spirituale fosse vinta, che non perdesse il coraggio e l’audacia. E potremmo dire: ‘Beh, sai, mi piacerebbe pregare per altre persone, ma non ho informazioni’, ed è per questo che Paolo aggiunse i versetti 21 e 22, dice: “Affinché anche voi sappiate come sto e quello che faccio, Tichico, il caro fratello e fedele servitore nel Signore, vi informerà di tutto”.
Non mi aspetto che preghiate per me se non avete le informazioni necessarie, quindi manderò il mio buon amico Tichico, o a proposito, un caro amico di Paolo menzionato cinque volte nel Nuovo Testamento, che è colui che consegnò la lettera di Efesini, e portò anche notizie su Paolo. Erano preoccupati ed interessati, non sapevano cosa stesse succedendo nella sua vita. Non sapevano come stava in prigione, volevano sapere.
E quindi disse: ‘ve lo sto mandando e lui vi dirà tutto così che saprete veramente come pregare’, versetto 22, ‘vel’ho mandato per lo stesso proposito, affinché possiate conoscere le nostre vicende, ed affinché possiate confortare i vostri stessi cuori’, egli vi dirà che sto bene, egli vi dirà dov’è la guerra e così potrete pregare.
Ascoltate, miei cari, se dobbiamo pregare, preghiamo per cose spirituali, ed apriamo le nostre vite gli uni agli altri così abbiamo qualcosa per cui pregare, giusto? Dobbiamo comunicare, dobbiamo condividere la lotta, condividere la battaglia, condividere le vittorie, così che possiamo portare le preoccupazioni gli uni degli altri. Che lezione sulla preghiera. Dobbiamo essere persone consapevoli della presenza di Dio, altruiste, attente, piene dello Spirito Santo, persistenti, audaci, cercando solo la gloria di Dio nelle nostre preghiere.
E credo che, vivendo quel tipo di vita e pregando quel tipo di preghiere, saremo sempre più modellati all’immagine di Gesù Cristo. E nel mentre pregheremo gli uni per gli altri, il corpo sarà edificato e Lui sarà glorificato, e questo è il culmine della lettera.
Paolo conclude con una benedizione alla quale non aggiungo nulla, “Pace ai fratelli e amore con fede, da Dio Padre e dal Signore Gesú Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il nostro Signore Gesú Cristo con amore inalterabile.” Preghiamo.
Un santo di Dio molti anni fa pregò questa preghiera. Voglio farla nostra questa mattina: “O Signore, in preghiera mi lancio lontano nel mondo eterno, e su quell’ampio oceano la mia anima trionfa su tutti i mali sulle rive della mortalità. Il tempo, con i suoi divertimenti e crudeli delusioni, non apparve mai così inconsiderato come allora. In preghiera, o Dio, vedo me stesso come un niente e ritrovo il mio cuore che Ti segue con intensità e desidero ardentemente vivere con Te. Benedetti siano i forti venti dello Spirito che accellerano il mio cammino verso la nuova Gerusalemme. In preghiera, tutte le cose quaggiù svaniscono e nulla sembra esser importante tranne che per la santità del cuore e la salvezza del prossimo. In preghiera, tutte le mie cure mondane, paure e ansietà scompaiono e sono di poca importanza come un soffio di vento.
In preghiera, la mia anima s’innalza interiormente con pensieri di quello che Tu stai facendo per la Tua chiesa, e desidero che Tu possa ottenere un grande nome dai peccatori che ritornano a Te. In preghiera, sono elevato alle smorfie e alle lusinghe della vita per assaporare le gioie celesti. Entrando nel mondo eterno, posso donarmi a Te con tutto il mio cuore per sempre. In preghiera, posso affidare tutte le mie preoccupazioni nelle Tue mani per essere interamente a Tua disposizione, non avendo alcuna volontà o interesse personale. In preghiera, posso intercedere per i miei amici, ministri, peccatori, per la mia chiesa, il Tuo regno con la massima libertà, la più luminosa speranza come un figlio verso suo Padre e come un amante verso la sua Amata. E quindi, o Dio, aiutami a pregare sempre senza mai cessare.’
Padre, posso aggiungere a quella preghiera la mia. Che possiamo essere persone di preghiera, mai compiaciuti, mai contenti, mai autocompiaciuti, sapendo che tutta la nostra conoscenza e tutta la provvidenza passata delle Tue benedizioni servono solo a condurci alla pienezza della comunione che esiste quando la nostra vita è in comunicazione aperta con Te. Oh, fa si che possiamo seguirti da vicino, vivendo come se la nostra stessa vita fosse offerta come una preghiera. E Ti ringraziamo, nel nome di Cristo, per tale privilegio, amen.
FINE
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