Andiamo alle nostre Scritture questa mattina, al capitolo 4 di Giovanni. Vorrei rileggere il nostro testo per questa breve serie sull’adorazione, capitolo 4, versetti dal 20 al 24. Questo brano si trova all’interno di una conversazione tra Gesù Cristo e una donna samaritana. Lei parla al versetto 20: “I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare". Gesú le disse: "Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità".
Qualcuno ha detto che l’adorazione è alla vita cristiana quello che la molla motrice è per un orologio. Adorare Dio è il nucleo della risposta del cristiano, il cuore stesso dell’attività del cristiano. E adorare significa semplicemente riconoscere il valore, la dignità, la maestà, l’onore e la gloria di Dio. Infatti, il termine deriva da un’antica parola anglosassone, "worthship", che indica il riconoscimento del valore di qualcosa. Il dovere principale di ogni credente è quello di vedere il valore di Dio e rendergli l’onore e la gloria dovuti al suo nome. E, come abbiamo visto nel Salmo 45 versetto 1, la parola che lì si riferisce all’adorazione significa "ribollire fino a traboccare". Ed abbiamo visto che, quando i nostri cuori vengono riscaldati dalla conoscenza di Dio, diventano ardenti, si infiammano, e quel traboccare è adorazione.
Ora, richiamando la nostra attenzione su Giovanni capitolo 4, ci siamo concentrati sul brano più importante del Nuovo Testamento riguardo all’adorazione. E, per cominciare, abbiamo messo in risalto un punto fondamentale, e cioè l’importanza dell’adorazione. Questo punto non è estraneo al testo; anzi, è insito nel testo stesso. Se notate, alla fine del versetto 23 dice: “Il Padre cerca tali adoratori”. L’adorazione è così importante che è proprio ciò che Dio cerca. Dio si adopera per trovare degli adoratori. Infatti, è l’attività più importante nella quale l’uomo possa essere coinvolto: l’adorazione di Dio.
Ora, abbiamo già parlato dell’importanza dell’adorazione. Vi ho suggerito che vi sono quattro ragioni per cui è importante. E voglio ripassare quelle che abbiamo già trattato, e poi andare avanti. Prima di tutto, l’adorazione è importante perché la Scrittura ne è completamente dominata. Non importa dove andiate nella Scrittura, trovate che l’adorazione viene comandata, che vengono date istruzioni riguardo all’adorazione. È presente in tutta la Scrittura. E domenica scorsa abbiamo esaminato, per esempio, Esodo capitolo 20, dove il primo di tutti i Dieci Comandamenti, che riflettono la legge di Dio, è una chiamata all’adorazione. In Matteo 22, quando al Signore Gesù Cristo fu chiesto quale fosse il primo comandamento, Egli rispose con un comandamento di adorazione. Abbiamo parlato del tabernacolo e del tempio come simboli che dimostravano l’importanza dell’adorazione in mezzo al popolo di Dio. Abbiamo parlato dei patriarchi, che costruivano altari per adorare Dio. E questo risale addirittura fino a Caino e Abele.
E poi siamo andati al Nuovo Testamento ed abbiamo esaminato Romani 12:1 e 2, e 1 Pietro 2:5. E, considerando questi due passi della Scrittura, abbiamo visto che noi, come cristiani, siamo chiamati a un’adorazione spirituale che sia gradita a Dio, a offrire sacrifici spirituali graditi a Dio. Quindi, da Caino fino alla chiesa, chiunque si sia mai identificato con i santi di Dio è stato chiamato ad adorare, è stato reso un adoratore.
Quindi, prima di tutto, diciamo che l’adorazione è importante per il fatto che pervade così profondamente tutta la Scrittura. In secondo luogo, l’adorazione è importante perché il destino è determinato dall’adorazione. Non è soltanto una questione scritturale; è una questione di destino. Il modo in cui una persona adora indica il suo destino eterno. E ricorderete che abbiamo detto che esistono due tipi di adorazione: quella inaccettabile e quella accettabile. E chi adora in modo inaccettabile viene respinto da Dio. Chi adora in modo accettabile viene accolto da Dio.
Ora, vi ho anche detto che vi sono quattro tipi di adorazione inaccettabile. Abbiamo considerato prima di tutto questo. C’è l’adorazione di falsi dèi: inaccettabile. C’è l’adorazione del vero Dio nella forma sbagliata, riducendo Dio a un idolo. E poi c’è l’adorazione del vero Dio in un modo stabilito da noi stessi. E poi c’è l’adorazione del vero Dio con un atteggiamento sbagliato. Tutte queste forme sono inaccettabili. Adorare un falso dio, adorare il vero Dio in una forma sbagliata, adorare il vero Dio in un modo stabilito da noi stessi, oppure adorare il vero Dio con un atteggiamento sbagliato: tutte queste cose sono sbagliate.
Caino adorava il vero Dio, ma gli era stato detto di portare un sacrificio animale. E quando portò il frutto della terra, cercava di adorare in un modo sbagliato, stabilito da lui stesso, e questo fu inaccettabile. E poi, come abbiamo visto l’ultima volta, in Malachia capitolo 1, Amos capitolo 5, Osea capitolo 6 e Isaia capitolo 1, il popolo d’Israele molto spesso adorava Dio nella forma giusta e nel modo giusto, ma con l’atteggiamento sbagliato, e questo era altrettanto inaccettabile. L’adorazione inaccettabile riflette un destino lontano da Dio.
Ora, questa settimana ho riflettuto su come avrei potuto illustrarvi l’adorazione inaccettabile. E vi sono molte illustrazioni che avrei potuto usare, ma ho scelto questa perché penso che sia importante per la questione di oggi. Nel 1717 ebbe inizio un gruppo conosciuto, a tutti gli effetti, come la Loggia Massonica, o i Massoni. Anche se non desiderano essere considerati una religione, in realtà, per definizione, sono chiaramente una religione. E penso che siano un classico esempio di adorazione inaccettabile. L’Iowa Quarterly Bulletin, nell’aprile del 1917, dice questo, e si tratta di una loro pubblicazione, cito: “La Massoneria è un’istituzione stabilita da Dio, concepita per avvicinare gli uomini a Dio, per dare loro una concezione più chiara del loro giusto rapporto con Dio come loro Padre Celeste, con gli uomini come loro fratelli, e del destino finale dell’anima umana”. Fine della citazione.
Ora, questa è una religione. Qualunque cosa dica di essere un’istituzione stabilita da Dio, concepita per avvicinare gli uomini a Dio, per dare loro una chiara concezione del loro giusto rapporto con Dio, con gli uomini e del destino finale dell’anima umana, è una religione. La Massoneria è una religione, anche se non vogliono ammetterlo.
Ora, adorano Dio? Dicono di sì. Dicono di adorare Dio, dicono di adorare il vero Dio nella forma giusta, nel modo giusto e con un atteggiamento giusto. Albert Pike, che è stato definito dai suoi compagni massoni uno dei più illustri massoni che il mondo occidentale abbia mai prodotto, ha scritto uno dei loro libri più importanti, intitolato “Morals and Dogmas”. È così importante che compare nella loro edizione della Bibbia. Hanno una loro Bibbia, conosciuta come la Hertel’s Bible. Ed ecco ciò che ha scritto: “La Massoneria venera tutti i grandi riformatori. Essa vede in Mosè, il Legislatore dei Giudei; in Confucio e Zoroastro; in Gesù di Nazareth e nell’Iconoclasta arabo, grandi maestri di morale ed eminenti riformatori, se non altro, e permette a ogni fratello dell’Ordine di attribuire a ciascuno di essi un carattere più elevato e perfino divino, secondo quanto richiedono il suo credo e la sua concezione della verità. Noi non sottovalutiamo l’importanza di alcuna Verità. Non pronunciamo alcuna parola che possa essere considerata irriverente da una persona di qualsiasi fede. Non diciamo al musulmano che per lui è importante soltanto credere che vi sia un solo Dio, e che sia del tutto irrilevante se Maometto sia stato o meno il Suo profeta. Non diciamo all’ebreo che il Messia che egli attende nacque a Betlemme quasi 2.000 anni fa, e che egli è un eretico perché rifiuta di crederlo. E tanto meno diciamo al cristiano sincero che Gesù di Nazareth non era altro che un uomo come noi, o che la Sua storia non è altro che la rielaborazione immaginaria di una leggenda più antica. Fare l’una o l’altra cosa è al di fuori della nostra giurisdizione. La Massoneria, non appartenendo a una sola epoca, appartiene a ogni tempo; non appartenendo a una sola religione, trova le sue grandi verità in tutte. Per ogni massone vi è un Dio; Uno Supremo, Infinito nella Bontà, nella Sapienza, nella Preveggenza, nella Giustizia e nella Benevolenza; Creatore, Ordinatore e Conservatore di tutte le cose. Come, o mediante quali intermediari, Egli crei e agisca, e in quale modo si riveli e manifesti Sé stesso, la Massoneria lascia che siano i credi e le religioni a indagarlo”. Fine della citazione.
In altre parole, dicono di credere in Dio, ma potete decidere voi chi Egli sia, che cosa voglia e come arrivare a Lui. E poi rivendicano tutte queste parole segrete, e viene detto loro che, quando entrano nella Massoneria, non è loro permesso pronunciare certe parole. E, se avete conosciuto un massone, forse sapete che egli non rivelerebbe quelle parole; ma io vorrei rivelarle questa mattina. La parola più sacra che viene comunicata al Maestro Massone, quando si trova in quelli che chiamano i “cinque punti della fratellanza”, viene sussurrata al suo orecchio mentre sta davanti a colui che lo sta iniziando al grado di Maestro: punta del piede contro punta del piede, ginocchio contro ginocchio, petto contro petto, guancia contro guancia e bocca all’orecchio. E la parola che gli viene sussurrata è Ma-ha-bone. E si suppone che quella parola sacra sia il nome di Dio. In un altro ordine della Massoneria, quello dei Cavalieri Templari, hanno un’altra parola: Jahbulon; e dicono che rappresenti la Trinità divina. Jah, da Jehovah; Bul, da Baal; e On, dal nome del dio egiziano del sole. Pike, nel suo “Morals and Dogmas”, dice inoltre: “Per ottenere la salvezza, il massone deve prima raggiungere una salda convinzione, fondata sulla ragione, di avere dentro di sé una natura spirituale, un’anima che non morirà quando il corpo si dissolverà, ma che continuerà a esistere e ad avanzare verso la perfezione attraverso tutte le epoche dell’eternità, e a vedere sempre più chiaramente, man mano che si avvicina a Dio, la luce della presenza divina”. Fine della citazione.
Francamente, sono parole prive di senso, che non significano nulla. Nella Bibbia dei massoni si legge: “All’apertura della loggia, il Grande Architetto dell’Universo deve essere adorato”. Questo è ciò che dicono. Il Grande Architetto dell’Universo deve essere adorato. E poi Pike dice: “All’altare massonico, il cristiano, l’ebreo, il musulmano, il bramino e i seguaci di Confucio e Zoroastro possono riunirsi come fratelli e unirsi in preghiera all’unico Dio. Il cappellano della Loggia Massonica, che prega come voce della loggia, non prega nel nome del Falegname di Nazareth, né nel nome di Jehovah, né nel nome di Allah. Egli prega al Grande Artefice o al Grande Architetto dell’Universo. Sotto questo titolo, uomini di ogni fede possono riconoscervi ciascuno la propria divinità. Il fatto di non menzionare alcuna divinità per nome non è una negazione, ma semplicemente la pratica di una cortese benevolenza, affinché ogni uomo per il quale viene offerta la preghiera possa udire il nome della propria divinità nel titolo onnicomprensivo di Grande Architetto”. Fine della citazione.
Ebbene, penso che comprendiate; francamente, questo è sufficiente a disgustare chiunque, perché si tratta di una falsa religione satanica. È inaccettabile. E vi sono miriadi di simili forme inaccettabili di adorazione. E il destino viene determinato da questo. Potreste pensare di adorare Dio, ma non lo state adorando.
Atti 17, l’Areopago, ne è un classico esempio, un esempio classico. Avevano un idolo dedicato al “dio sconosciuto”. E Paolo dice: “Avete l’idea giusta, ma non sapete ciò che state facendo. State adorando”, come? “Senza conoscere ciò che adorate”. Ora, lasciate che vi parli di Lui. Non serve assolutamente a nulla adorare Dio come voi immaginate che Egli sia. È come quando dicono alle persone negli Alcolisti Anonimi che bisogna avere una relazione con Dio così come lo si concepisce. Ascoltate, il modo in cui voi lo concepite non significa nulla; conta soltanto come Egli è realmente. Adorazione inaccettabile. Può trattarsi dell’adorazione sfacciata e violenta del denaro. Può trattarsi della creazione di false divinità, oppure può darsi che pensiate di adorare il vero Dio, ma lo facciate in un modo inaccettabile, e quindi non lo stiate adorando affatto.
Ora, lasciate che vi parli dell’adorazione accettabile. Ed è soprattutto su questo che voglio che riflettiate insieme a me. Il vostro destino è determinato dall’adorazione accettabile. Siete contraddistinti come credenti dall’adorazione accettabile. Lo scopo della salvezza è creare veri adoratori. E penso, come ho accennato in uno dei miei messaggi precedenti, che il Salmo 24, versetti dal 3 al 6, sia forse il più bel ritratto dell’Antico Testamento di un adoratore accettabile. Dice: “Chi salirà al monte del Signore? E chi potrà stare nel suo luogo santo?”. Chi ha il diritto di entrare alla presenza di Dio? Chi ha il diritto di venire a Dio? Chi ha il diritto di avvicinarsi? “Colui che ha mani innocenti e cuore puro”. Non potete andarvi se non siete stati lavati. “Colui che non ha elevato l’anima sua alla vanità e non ha giurato con inganno. Egli riceverà benedizione dal Signore e giustizia dal Dio della sua salvezza. Tale è la generazione di quelli che lo cercano”. Coloro che veramente lo cercano sono quelli che hanno cuori puri, mani innocenti, motivazioni sincere: i puri, i giusti e i santi. Ora, come potete diventare così? Dovete essere redenti. Quindi, la redenzione ha lo scopo di creare veri adoratori che adorino Dio in modo a Lui accettabile.
Ora, tornate al passo della Scrittura con il quale abbiamo concluso l’ultima volta, Ebrei 12:28, e voglio riprendere da lì. Ebrei 12:28. Lo scrittore di Ebrei dice che riceviamo un regno che non può essere smosso, a differenza della terra che fu scossa. L’illustrazione usata qui è lo scuotimento del monte Sinai, ma egli dice che noi abbiamo un regno che non può essere smosso, né scosso. “Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, abbiamo grazia, mediante la quale possiamo servire Dio”. E la parola servire è latreuō, dalla quale deriva liturgia; significa adorare. Quindi, abbiamo grazia mediante la quale possiamo adorare Dio in modo accettabile; notate bene quella parola. È questa la parola che stiamo cercando: adorazione accettabile. Abbiamo grazia mediante la quale possiamo servire, o adorare, Dio in modo accettabile. E poi elenca due elementi fondamentali: con riverenza e santo timore, perché il nostro Dio è un fuoco consumante. Se volete adorare Dio, vi sarà nel profondo del vostro cuore un equilibrio tra riverenza e timore. La riverenza è positiva, in un certo senso; afferma il valore e la dignità di Dio. Il timore è negativo; afferma il giudizio, la disciplina, la punizione, il fuoco consumante del versetto 29.
E così, il vero adoratore adora per riverenza verso Dio e per timore di Dio. E queste cose sono essenziali. Dobbiamo dunque adorare Dio in modo accettabile; questo è il comandamento del versetto 28. Se siamo stati redenti, siamo i veri adoratori. E, come veri adoratori, dobbiamo adorare in modo accettabile.
Ora, lasciate che dica a questo punto che, se siete veri adoratori, credo che adorerete veramente, ma non sempre, e non sempre nella pienezza con cui dovreste farlo, perché in noi è ancora presente quel peccato. Giusto? Ma un vero cristiano è un vero adoratore; tuttavia, non sempre adoriamo con la sincerità con cui dovremmo adorare, né con la dovuta costanza. E così, qui siamo chiamati ad adorare Dio in modo accettabile, con un’affermazione positiva di chi Egli è e di tutta la Sua gloria, e con un’affermazione negativa del fatto che Egli è un fuoco consumante e che abbiamo motivo di temere, se non lo adoriamo in modo accettabile. Quindi, l’adorazione accettabile è ciò che Egli richiede dal Suo popolo.
Ora, che cosa significa? Che cosa significa questo? Ora, seguitemi, perché vi mostrerò che cosa significa. Aprite le vostre Bibbie a Romani 14, e voglio che teniate chiaramente a mente ciò che stiamo dicendo ora per i prossimi cinque o dieci minuti, perché tutto si riassumerà in un paio di affermazioni che faranno una grande differenza. Quindi, seguitemi attentamente nelle vostre Scritture. Se non riuscite a trovare i passi abbastanza in fretta, ascoltate, annotateli. Romani 14:18 dice questo: “Poiché chi serve Cristo in queste cose è gradito a Dio”. Quali cose? Ebbene, tutto questo capitolo parla del non far inciampare un fratello più debole, del non rattristare un fratello, del non rovinare un fratello, del non usare la vostra libertà per farlo inciampare; ed egli dice questo: se servite Cristo in questi ambiti, questa è adorazione accettabile. Quindi, l’adorazione, prima di tutto, riguarda il modo in cui trattiamo gli altri credenti. Avete capito? Il modo in cui trattiamo gli altri credenti. Questa è una questione di adorazione. Questa è una questione di adorazione. Questa è una questione di glorificare Dio e onorare Dio.
Ora, guardate il capitolo 15, versetto 16, Romani 15:16. E Paolo, naturalmente, ringrazia Dio per la grazia che lo ha chiamato al ministero, e poi fa un’affermazione straordinaria; dice: “Ho esercitato il ministero del vangelo di Dio”. Perché, Paolo? “Affinché”, ascoltate bene, “l’offerta dei Gentili sia accettabile”. Ora, questo è il linguaggio del sacrificio. Questo è il linguaggio dell’adorazione. Ed egli dice: “Io offro i Gentili come un’offerta a Dio che sia accettabile”. Che cosa vuoi dire? Questo: condurre qualcuno a Gesù Cristo è adorazione accettabile. Paolo considerava i suoi convertiti come offerte presentate a Dio, che erano gradite a Dio. Non è forse un modo meraviglioso di considerare l’evangelizzazione? State guadagnando un’anima che potete offrire a Dio come atto di adorazione santa e accettabile. Quindi, l’adorazione comprende il modo in cui trattate i cristiani e il condurre a Cristo i non cristiani.
Filippesi 4:18. Filippesi 4:18. E Paolo scrive la lettera ai Filippesi, in parte, per ringraziarli di un dono in denaro che gli avevano mandato. Era molto contento che glielo avessero mandato, perché era un tale atto d’amore. Ma dice al versetto 18: “Ho ogni cosa e abbondo; sono pienamente provveduto, avendo ricevuto da Epafrodito le cose che mi avete mandate. E quando sono giunte a me, erano un profumo soave, un sacrificio accettabile, gradito a Dio”. Mi piace tanto. Egli dice: “Il vostro dono in denaro, il dono che avete fatto per provvedere al mio bisogno, era davanti a Dio un sacrificio accettabile che ha fatto salire alle Sue narici un profumo soave”. Ascoltate, dare del denaro per provvedere ai bisogni è adorazione. Questa è adorazione. Proprio così. È dare agli altri le vostre risorse, sostenere i santi, l’opera della chiesa e il ministero di Cristo. Questa è adorazione.
Ora, ascoltate attentamente. Romani 14: il modo in cui trattate gli altri cristiani. Romani 15: guadagnare i non cristiani. Filippesi 4: dare per provvedere ai bisogni. L’adorazione, ascoltate ora, l’adorazione è condividere. Questa è la sintesi di queste tre cose. L’adorazione è condividere con gli altri: condividere con coloro che amate, condividere il vangelo con gli altri, condividere con gli altri le vostre risorse. Questa è adorazione. Avete capito? Questa è adorazione. Questo esalta Dio. Questo onora Dio. Questo glorifica Dio, perché lo manifesta attraverso la vostra vita e dimostra che gli siete ubbidienti. E dimostra che amate ciò che Egli ama: Egli ama i santi, ama i perduti e ama in modo particolare i bisognosi. Questa è adorazione.
Ora, ascoltate, andate a Efesini 5:10. Efesini 5:10. Ed ecco un altro testo molto, molto importante. Dice questo: “Esaminando ciò che è gradito al Signore”. Ora, anche qui abbiamo il linguaggio del sacrificio, abbiamo il linguaggio delle offerte, abbiamo il linguaggio dell’adorazione. E qual è la questione qui? Versetto 8: “Camminate come figli di luce, affinché vi sia il frutto della luce”, ascoltate bene, “bontà, giustizia e verità, manifestando ciò che è accettabile”. Ed è questo che sta dicendo: quando nella vostra vita vi sono bontà, giustizia e verità, allora siete accettabili. Quindi, l’adorazione, una vera offerta a Dio, consiste nella giustizia, nella bontà e nella verità. Questa è santità personale, virtù personale.
Ora, andate di nuovo a Filippesi capitolo 1, versetto 11, e lasciate che vi mostri un altro passo della Scrittura. Filippesi 1:11: “Ripieni dei frutti di giustizia”; eccoci di nuovo con lo stesso concetto, la giustizia e i frutti della giustizia, “che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e alla lode di Dio”. E, ancora una volta, vediamo la stessa cosa che abbiamo visto in Efesini 5:10: la giustizia, la santità, la bontà e la pietà sono adorazione accettabile. Questo è accettabile. E, giusto per riassumere, 1 Timoteo 2:3, 1 Timoteo 2:3, che dice: “Questo è buono e accettabile davanti a Dio, nostro Salvatore”. Che cosa lo è? La fine del versetto 2: “Una vita tranquilla e quieta, vissuta in ogni pietà e onestà”. Avete visto? Pietà e onestà. Giustizia, bontà, verità, santità. Questa è adorazione.
Ora, ascoltatemi: vi ho dato tre passi della Scrittura che mostrano l’adorazione come condivisione con gli altri. Vi ho appena dato tre passi della Scrittura che mostrano l’adorazione in relazione alla nostra santità, alla nostra giustizia, alla nostra bontà. Questa è adorazione. Questa è adorazione. È il modo in cui vivete ogni giorno della vostra vita. L’adorazione è un modo di vivere. Un modo di vivere che non soltanto manifesta santità personale e giustizia personale, ma che le estende nell’amore per i fratelli, nella proclamazione ai perduti e nel mettere liberamente a disposizione tutte le nostre risorse per provvedere ai bisogni. Questa è adorazione.
Però lasciate che vi dia il summum bonum, il punto nel quale tutto raggiunge infine il suo culmine, in Ebrei 13, Ebrei 13, versetto 15. E dice: “Per mezzo di Lui”; oh, questo mi piace tanto, cioè per mezzo di Gesù Cristo, menzionato al versetto 12. “Per mezzo di Gesù Cristo offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto delle nostre labbra che rendono grazie al Suo nome”. Ora, questo è veramente il culmine, non è vero? È lodare e glorificare con le nostre labbra, e ringraziare Dio continuamente. Questa è adorazione. Ed è ciò che facciamo quando ci riuniamo. Cantiamo, lodiamo Dio con i nostri cuori e con le nostre labbra, e diciamo grazie.
Ma guardate il versetto 16: “E non dimenticate di fare il bene e di condividere, perché di tali sacrifici Dio si”, che cosa? “Compiace”. Avete capito? Ascoltatemi. Dio vuole che veniate qui e adoriate. Vuole che siate qui per lodare il Suo nome, glorificare il Suo nome e ringraziarlo. Ma non vuole che dimentichiate che l’adorazione è un modo di vivere nel quale fate il bene e nel quale condividete con gli altri. Lo vedete? Questi due versetti riassumono tutto ciò che vi ho detto. E ascoltate molto attentamente ciò che dico. Se pensate di poter vivere in qualunque modo vogliate, e poi entrare qui la domenica mattina e adorare, vi sbagliate completamente. Non potete farlo, perché l’adorazione non avviene nel vuoto. L’adorazione non viene stimolata da espedienti. Alcune persone mi hanno detto che dovremmo mettere dei cartelli tutt’intorno con scritto: “Questo è un luogo santo”, oppure: “Silenzio. Mantenete il silenzio nel tempio”. O che dovremmo dire alle persone di non parlare quando entrano. Oppure che dovrei mettere dei campanelli sul mio abito, così che quando arrivo, come il sacerdote dell’antichità, ne sentiate il tintinnio. E sapete che è arrivato il momento di diventare santi. Ascoltate, L’adorazione non è qualcosa che viene stimolata da espedienti artificiali. E se avete bisogno di questo, o di un certo tipo di musica d’atmosfera per adorare, ciò che fate non è adorazione. Non avete bisogno di espedienti. Io posso adorare Dio in autostrada, nell’ora di punta. E potete farlo anche voi, se il vostro cuore è nella giusta condizione.
Vedete, quando vi riunite nell’assemblea dei santi per adorare Dio, se ciò non è il prolungamento di una vita di adorazione, non potrete produrla sul momento. Per questo dice che, sì, dobbiamo riunirci insieme e offrire il sacrificio di lode, con il frutto delle nostre labbra che rendono grazie al Suo nome; ma non possiamo dimenticare di fare il bene e di condividere come stile di vita, altrimenti non riusciremo mai a produrre quell’adorazione che pensiamo di desiderare la domenica. È un modo di vivere.
Posso aggiungere questo? Avete bisogno anche della domenica per essere incoraggiati a vivere così durante il resto della settimana. Proprio così. In Ebrei capitolo 10 dice: “Accostiamoci a Dio”. E poi dice, ascoltate attentamente: “Non abbandonando la nostra comune adunanza”. Perché? Perché possiamo riunirci per stimolarci gli uni gli altri a che cosa? All’amore, quello è condividere, e compiere buone opere. Questa è giustizia. Dovete vivere queste cose là fuori nel mondo per poter adorare, e dovete essere stimolati a viverle nell’adorazione per poi praticarle là fuori nel mondo. Vedete il ciclo? Vedete, l’una alimenta l’altra. L’una alimenta l’altra. Ascoltatemi. Dovete essere qui nella comunione dei Suoi santi. Dovete essere qui nella congregazione dei giusti, nel tempio vivente, dove Dio dimora in mezzo al Suo popolo. Non è l’edificio; è il Suo popolo, nel quale Egli dimora. Perché è qui che venite stimolati all’amore e alle buone opere. E, mentre quello stimolo agisce sulla vostra anima, uscite, fate il bene e condividete; e quando ritornate, il traboccare si manifesta nella lode e in un cuore che adora continuamente con rendimento di grazie.
Ora, se non siete inseriti da qualche parte in questo ciclo, fareste meglio a entrarvi. Potreste dire: come si fa a entrarvi? Confessate i vostri peccati; cominciate proprio adesso. Le persone dicono: “Ebbene, ho così tanti problemi nella mia vita cristiana, mi sembra di...”; e sapete che cosa penso? Penso che, fondamentalmente, tutto si riduca a due cose: o non adorano sei giorni alla settimana vivendo una vita di adorazione, oppure non adorano un giorno alla settimana riunendosi con i santi. Avete bisogno di entrambe le cose. Se venite soltanto quando vi è comodo, non riuscirete mai a mettere in ordine la vostra vita.
Perché non potete farcela da soli. Avete bisogno di quello stimolo fedele e costante all’amore e alle buone opere che un corpo di credenti esercita sulla vostra vita. E viviamo in una società così superficiale, disinvolta, casuale e irriverente che le persone non prendono questo genere di impegni fedeli e costanti. E poi si domandano perché non riescano a mettere in ordine la loro vita. Ne avete bisogno. Avete bisogno di venire e di unirvi all’assemblea che adora. Non sto dicendo che dobbiate venire alla Grace Church. Ma vi dirò questo: vi sono moltissime chiese che tengono una riunione la domenica mattina, ma lì non vi è adorazione. E alcune di esse sono perfino evangeliche. Trascorrono così tanto tempo a promuovere la loro ultima attività che non riuscireste nemmeno a trovare Dio in mezzo al programma. Ma avete bisogno dell’adorazione, perché l’adorazione diventa uno stimolo a fare il bene e a condividere; e fare il bene e condividere significa che, quando entrate qui la domenica, non dovete dire: “Accidenti, devo rimettermi in sesto. Devo indossare un altro abito, così mi sentirò spirituale”. Non potete semplicemente cambiare atteggiamento ed entrare qui pensando di riuscire ad adorare. Non accadrà.
E se trovate difficile adorare Dio quando venite in questo luogo, non è perché non vi abbiamo stimolati; non è perché avete bisogno di espedienti diversi; è perché non avete vissuto nell’adorazione durante la settimana, e questa riunione non è diventata il naturale traboccare di una vita di adorazione Ebbene, l’adorazione è essenziale. È essenziale, come ho detto, prima di tutto per il modo in cui domina la Scrittura. E, in secondo luogo, perché è una questione di destino.
Lasciate che vi dia una terza ragione. L’adorazione è essenziale perché è il tema principale dell’universo. È il tema principale dell’universo. È il tema principale dei secoli. È il tema principale dell’eternità. Quando Adamo ed Eva furono creati e posti in questo mondo, adoravano Dio, camminavano e parlavano con Dio sul far della sera. Lo adoravano, glorificavano il Suo santo nome. E la caduta avvenne perché non vollero più adorare. Proprio così. Eva scelse di adorare chi? Chi adorò? Satana. Adamo scelse di adorare chi? Eva. E non appena smisero di adorare Dio, caddero.
La prima divisione tra gli uomini avvenne tra Caino e Abele. Perché? La divisione sorse a causa del modo in cui adoravano. L’uno portò un’offerta accettabile, l’altro un’offerta inaccettabile. Quando i patriarchi adoravano Dio nel modo giusto, venivano benedetti. Quando adoravano Dio in modo inaccettabile, venivano disciplinati. La nazione d’Israele fu fatta uscire dall’Egitto nel libro dell’Esodo. Vagò per quarant’anni nel deserto del Sinai, finché un’intera generazione morì. E la Bibbia lo dice in modo semplice e chiaro: vagarono nel deserto e persero la vita senza entrare nella Terra Promessa perché non adorarono Dio nel modo giusto. Perfino Mosè mancò in questo e non entrò mai nella Terra Promessa. Quando infine entrarono nel paese, secondo quanto leggiamo in 1 Cronache 29, quando adorarono Dio come Egli voleva essere adorato, furono benedetti. E in Atti 7:42 e 43 dice che, quando non adorarono Dio nel modo giusto, furono puniti e infine dispersi e sparpagliati in tutto il mondo.
Quando Gesù nacque, vennero ad adorarlo. La prima cosa che fece quando ebbe inizio il Suo ministero fu andare a Gerusalemme; e il primo atto che compì quando arrivò a Gerusalemme, in Giovanni capitolo 2, fu entrare direttamente nel luogo di adorazione, prendere una frusta e ripulire quel luogo. E dopo aver rimesso tutto in ordine e aver affrontato gli adoratori corrotti nel capitolo 2, nel capitolo 4 chiamò dei veri adoratori. L’adorazione è sempre stata la questione centrale. È il tema centrale della storia della redenzione.
Quando nacque la chiesa, guardate Filippesi 3:3, un versetto che probabilmente non avete mai letto tenendo a mente questo pensiero, una delle più grandi affermazioni sull’adorazione contenute nella Bibbia. In Filippesi 3:3 troviamo una definizione della chiesa; eccola: “Poiché i veri circoncisi siamo noi, che adoriamo Dio nello Spirito, ci gloriamo in Cristo Gesù e non confidiamo nella carne”. Oh, che affermazione! Questa è un’affermazione assolutamente meravigliosa dell’identità della chiesa. Non riesco a pensare a una definizione più grande di questa. Che cos’è la chiesa? È la circoncisione. In altre parole, è formata da coloro che sono identificati in modo unico come popolo di Dio; ma non si tratta di una circoncisione fisica. Adorano Dio nel loro spirito, si rallegrano in Cristo Gesù e non confidano nella carne.
Che cos’è la chiesa? La chiesa è formata da coloro che adorano Dio nel loro spirito, si rallegrano in Cristo Gesù e non confidano nella carne. Questo è un cristiano. Questo è un cristiano: un adoratore di Dio. Quindi, la chiesa deve essere un popolo che adora. E durante tutti gli anni della chiesa, Dio chiama a Sé coloro che lo adoreranno nello spirito, senza riporre alcuna fiducia nella carne.
E se guardate al futuro, guardate Apocalisse capitolo 4, scoprirete che la storia giunge al suo compimento nell’adorazione. Apocalisse 4:10; qui avete uno scorcio del futuro, della gloria del Signore che viene a stabilire il Suo Regno. “I ventiquattro anziani si prostrarono davanti a Colui che sedeva sul trono e adorarono Colui che vive nei secoli dei secoli, e gettarono le loro corone davanti al trono, dicendo: ‘Tu sei degno, o Signore’”. Vedete, l’adorazione è il tema del cielo. Capitolo 5, versetto 14: “E le quattro creature viventi dissero: ‘Amen’. E i ventiquattro anziani si prostrarono e adorarono Colui che vive nei secoli dei secoli”. Capitolo 11, versetto 16: “Quando il regno del mondo diventa il regno del nostro Signore e del Suo Cristo, ed Egli regnerà nei secoli dei secoli. Allora i ventiquattro anziani, che sedevano davanti a Dio sui loro troni, si prostrarono con la faccia a terra e adorarono Dio, dicendo: ‘Noi Ti ringraziamo, o Signore Dio onnipotente’”. Capitolo 14, versetto 7: “Ed ecco che viene l’angelo con l’evangelo eterno, e lo predica agli abitanti della terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo, dicendo a gran voce: ‘Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del Suo giudizio è venuta; e adorate Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le sorgenti delle acque’”. Ora, notate questo: quest’angelo disse queste cose avendo l’evangelo eterno. Qual è il messaggio eterno? Il messaggio eterno è: adorate Dio. Questo è il messaggio dell’evangelo eterno. Capitolo 15, versetto 4: “Chi non Ti temerà, o Signore, e non glorificherà il Tuo nome? Poiché Tu solo sei santo; perché tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a Te”. Capitolo 19, versetto 4: “E i ventiquattro anziani e le quattro creature viventi si prostrarono e adorarono Dio, che sedeva sul trono, dicendo: ‘Amen, alleluia’”.
Ora, ascoltate gli ultimi due passi, versetto 10 del capitolo 19: “E io caddi ai suoi piedi”, ai piedi di un angelo, un angelo che parlò a Giovanni, “caddi ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: ‘Guardati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù: adora Dio’”. Volete sottolineare queste due parole? Adora Dio. Capitolo 22, versetto 8: Giovanni, di nuovo, nella sua visione, rimase così meravigliato che al versetto 8 cadde ancora una volta ai piedi dell’angelo per adorarlo, e accadde la stessa cosa. L’angelo disse: “Guardati dal farlo; io sono un servo come te, come i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio”. Sottolineatelo di nuovo. Questo, diletti, è l’evangelo eterno. Questo è il messaggio che Dio deve proclamare dall’eternità all’eternità. Adorate Me. Adorate Me. Questo è il tema dell’eternità, il tema della storia della redenzione: adorare il vero, vivente e glorioso Dio.
Quindi, la Scrittura ci chiama ad adorare. Il destino ci chiama ad adorare. L’eternità ci chiama ad adorare. E, nel caso in cui qualcuno potesse sfuggire a tutto questo e pensare di non aver bisogno di adorare, posso darvi un’altra ragione? La quarta ragione per cui è importante adorare è che Cristo lo ha comandato. Cristo lo ha comandato. In Matteo 4:10 disse questo e riassunse ogni cosa: “Adora il Signore Dio tuo e servi a Lui solo”. E lo disse a Satana. E, dicendo questo, incluse in quel comandamento ogni essere mai creato. Tutti hanno la responsabilità di adorare Dio.
Adorate Dio? Come modo di vivere? È questo che Egli chiede. Se trovate difficile adorare il Signore quando venite la domenica, non è perché la musica non è quella giusta, non è perché c’è troppo rumore nell’auditorium quando entrate. Non è perché avete dovuto lottare per trovare un parcheggio. No, se non riuscite ad adorare, non è perché siete stati distratti; se non riuscite ad adorare, è perché non siete nel flusso, vedete? Tutto ciò che esiste chiama all’adorazione. Tutto, tutto. La Scrittura chiama all’adorazione, il destino chiama all’adorazione, l’eternità chiama all’adorazione, Cristo chiama all’adorazione, gli angeli hanno detto: adorate Dio, adorate Dio. Ma non può accadere una volta alla settimana. È un modo di vivere. Ma quando l’assemblea si riunisce una volta alla settimana, vi sarà un’esplosione, un ribollire fino a traboccare di vera lode e di sincera partecipazione del cuore. Perché ciò che avete gustato individualmente nell’adorazione, quando viene portato nella gioia dell’assemblea, viene arricchito e accresciuto. E la nostra adorazione diventa ancora più gloriosa. Preghiamo.
Ascoltate, mentre tenete il capo chino per un momento. In Ebrei capitolo 11 vi è un grande elenco degli eroi della fede. Dice: per fede il tale, per fede il tale, per fede il tale, per fede il tale; conoscete il capitolo. Comincia con Abele, e riguardo ad Abele dice che, per fede, Abele offrì il sacrificio giusto. Adorò. E dopo Abele, nell’elenco, viene Enoc, e dice che Enoc camminò con Dio. Abele adorò, e poi Enoc camminò. E poi viene Noè, e dice che Noè lavorò per centoventi anni per costruire un’arca. E penso che in questo vi sia un’analogia meravigliosa. Prima Abele e l’adorazione, poi Enoc e il cammino, poi Noè e il lavoro. E credo veramente che sia così che dobbiamo vedere la vita cristiana: prima adoriamo, poi camminiamo e poi lavoriamo. E questa è la sequenza. Questa è la sequenza divina. Dovete entrare da qualche parte in questo flusso, affinché la vostra vita sia una vita di adorazione.
Padre, Ti chiediamo in questo momento, questa mattina, di compiere un’opera nei nostri cuori. La Scrittura dice sempre che dobbiamo adorare, ma la vera adorazione viene per mezzo di Gesù Cristo. Se vi sono alcuni in mezzo a noi questa mattina che non hanno mai adorato, perché non sono mai entrati affatto in questo ciclo, possano entrarvi mediante la fede in Cristo e diventare veri adoratori. Parla ai loro cuori, o Dio. Quanto a noi cristiani che ci troviamo incapaci di adorare, riluttanti ad adorare o in difficoltà nell’adorazione, aiutaci a entrare da qualche parte in questo flusso; a non abbandonare l’assemblea che ci stimola, il tempio vivente, la dimora di Dio fra le pietre viventi del Suo popolo, e a non abbandonare neppure la vita quotidiana di adorazione che fa il bene e condivide. Perché di tali sacrifici Tu Ti compiaci. Compiaciti della nostra adorazione, e fa’ che i nostri momenti insieme non siano altro che estensioni, il ribollire fino a traboccare di una vita di adorazione. Insegnaci a essere fedeli ogni giorno del Signore e a vivere ogni giorno della nostra vita nell’adorazione. E possiamo noi, in risposta, conoscere quella pienezza di benedizione che viene su colui che ha mani innocenti e cuore puro, e che appartiene alla generazione di quelli che cercano Dio.
FINE
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