Ancora una volta, se volete, vorrei chiedervi di aprire questa mattina le vostre Bibbie al quarto capitolo di Giovanni. Il Vangelo di Giovanni 4:20-24, è il nostro testo. Questo è il settimo messaggio della nostra riflessione sul tema dell’adorazione alla luce di questo passo. E credo che il Signore abbia ancora alcune cose da insegnarci.
Quando abbiamo cominciato, davvero non sapevo quanto a lungo sarebbe andata avanti questa serie, e devo confessarvi che io stesso sto imparando. E mentre il Signore continua ad aprire il mio cuore e la mia mente a queste cose, settimana dopo settimana e giorno dopo giorno, mi sento semplicemente spinto a prolungare la serie finché non avrò la sensazione di aver compiuto ciò che Egli ha in mente per noi.
Qui Gesù si trova in conversazione con la donna di Samaria, la donna che incontrò al pozzo. E nel mezzo della loro conversazione emerge la questione dell’adorazione. Lei desidera adorare Dio nel modo giusto. Il suo peccato è stato messo a nudo. Il Signore ha smascherato i suoi molti adulteri. E credo che, rendendosi conto che Egli è un profeta mandato da Dio, e in seguito che potrebbe persino essere il Messia, provi un profondo senso della propria peccaminosità e desideri adorare Dio, desideri presentarsi davanti a Dio e mettere a posto la propria vita.
E la domanda che le viene in mente è: dove andare a farlo? Come Samaritana, aveva adorato Dio sul monte Garizim. I Giudei, invece, adoravano Dio a Gerusalemme. E visto che voleva farlo nel modo giusto, cerca una risposta su quale sia il luogo appropriato, e così dice, al versetto 20,
“I nostri padri hanno adorato su questo monte; e voi dite che Gerusalemme è il luogo dove si deve adorare. Gesù le disse: Donna, credimi, l’ora viene in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l’ora viene, anzi è già venuta, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che Lo adorano devono adorarLo in spirito e verità.”
Ora, questa mattina arriveremo al vero cuore dell’insegnamento di questo passo. Tutte le altre sei settimane sono state, in realtà, un prologo a questo, perché questo è il cuore del testo. Al versetto 21, Gesù dice che verrà il tempo in cui non sarà sul Garizim e non sarà a Gerusalemme. E ne abbiamo già parlato: l’abolizione del sistema cerimoniale e il fatto che siamo chiamati ad adorare Dio ovunque e in ogni momento, e così via, e in modo particolare nell’assemblea del Suo popolo redento.
Ma poi, al versetto 22, il Signore diventa molto specifico nel definire la natura dell’adorazione. Ed è questo che voglio che cominciate a vedere questa mattina: la natura dell’adorazione, la sua essenza, ciò che l’adorazione è veramente nel suo cuore. William Temple, molti anni fa, definì l’adorazione in questo modo: “Adorare significa ravvivare la coscienza mediante la santità di Dio, nutrire la mente con la verità di Dio, purificare l’immaginazione mediante la bellezza di Dio, aprire il cuore all’amore di Dio e consacrare la volontà al proposito di Dio.”
È tutto ciò che siamo in risposta a tutto ciò che Egli è. È tutto il nostro essere che reagisce nel modo giusto a tutto ciò che Egli è. Ora, abbiamo parlato dell’importanza dell’adorazione, non è vero? Abbiamo detto che il Padre cerca veri adoratori, versetto 23. E questo rende l’adorazione molto importante. Questo è il fine del piano redentivo di Dio. Dio cerca persone che Lo adorino. È per questo che siete stati salvati: per adorare Dio. È per questo che l’adorazione è la cosa più importante. Più importante del servizio, più importante del ministero, è l’adorazione. E abbiamo cercato di comprendere l’importanza dell’adorazione così come la vede Dio. L’adorazione non è ciò che riceviamo, ma ciò che diamo.
Evelyn Underhill, scrivendo nel 1928 a una conferenza di ministri della Chiesa d’Inghilterra, disse questo: “Stiamo andando alla deriva verso una religione che, consciamente o inconsciamente, tiene gli occhi sull’umanità anziché sulla divinità.” È una grande affermazione. “Stiamo andando alla deriva verso una religione che, consciamente o inconsciamente, tiene gli occhi sull’umanità anziché sulla divinità.” Questo fu detto nel 1928, e nel 1982 credo che sia in gran parte vero.
Persino la chiesa di Gesù Cristo, persino la chiesa evangelica, si ritrova incline a essere incentrata sull’uomo. Siamo una società così consumistica, una società così pragmatica, una società così incentrata sull’uomo, che tendiamo a far ruotare ogni cosa intorno a noi stessi. Parliamo degli uomini. Parliamo dei bisogni degli uomini, dei problemi degli uomini. Pensiamo e parliamo dei nostri bisogni e dei nostri problemi. Parliamo dei programmi degli uomini, dei metodi degli uomini, degli sforzi degli uomini, dei sermoni degli uomini, dei canti degli uomini, dei libri degli uomini, delle chiese degli uomini, delle organizzazioni degli uomini. E in qualche modo, in mezzo a tutto questo parlare, molto spesso perdiamo di vista il fatto che dobbiamo essere consapevoli di Dio molto più che degli uomini. E così abbiamo parlato di quanto sia importante che l’adorazione sia il nostro modo di vivere.
Abbiamo parlato della fonte dell’adorazione, non è vero? E abbiamo detto che la fonte dell’adorazione è la salvezza. La ricerca del Padre, al versetto 23, è efficace. In altre parole, Egli cerca e redime coloro che cerca. E li cerca e li redime affinché adorino; così, quando siete stati redenti, siete diventati adoratori.
Come ha detto uno scrittore: “Vi siete risvegliati dal vostro torpore morale, nel mattino della vostra rigenerazione, per cominciare ad adorare Dio.” Ed è questo che è un cristiano, Filippesi 3:3: un adoratore di Dio.
Abbiamo parlato dell’oggetto dell’adorazione, del fatto che quando ci riuniamo lo facciamo per concentrare la nostra attenzione su Dio e per adorare Lui e Lui soltanto, ed Egli deve essere adorato come Spirito e come Padre del nostro Signore Gesù Cristo, giusto? Adoriamo dunque Dio nella pienezza della Sua Trinità. Non valutiamo l’adorazione sulla base di ciò che fa per noi. Non veniamo per ricevere una benedizione. Non veniamo per ricevere qualcosa. Non veniamo chiedendoci: come farà a risollevarmi? Come soddisferà il mio bisogno? Come mi farà sentire bene? Come mi ispirerà? Come mi benedirà? Fare questo significa sostituire la fiducia in una realtà oggettiva con un’esperienza emotiva soggettiva. Noi veniamo per dare a Dio, per adorarLo. Egli è l’oggetto.
E ora, oggi, voglio parlare per un breve momento della sfera dell’adorazione. Abbiamo soltanto bisogno di chiarire questo punto nella nostra mente con un breve ripasso. La sfera dell’adorazione: Gesù ha indicato che non sarà a Gerusalemme. Non sarà sul monte Garizim. E poi, al versetto 24, dice: “Dio è Spirito.” Perciò l’adorazione non è limitata ad alcun luogo, ma deve essere resa dove? Ovunque, ovunque.
E tuttavia abbiamo detto che esiste ancora un tempio nel quale Dio incontra il Suo popolo, e qual è? È l’assemblea collettiva della chiesa vivente, giusto? Quindi, mentre adoriamo Dio ovunque e in ogni momento, rimane comunque qualcosa di unico nelle pietre viventi che si riuniscono per diventare una dimora dello Spirito. Ed è per questo che in 1 Corinzi 11:20 Paolo dice che “si riunivano in uno stesso luogo”. È per quel latreuō, quel leitourgeō, quella speciale adorazione formale, unita e collettiva, quando il popolo redento di Dio si riunisce. Dovete adorare Dio ovunque e in ogni momento, ma anche nell’assemblea collettiva del Suo popolo redento, senza abbandonare la comune adunanza.
Ora, consideriamo la natura dell’adorazione, la natura dell’adorazione. Ed è espressa in modo molto semplice in questo passo. Versetto 22, cominciamo da lì: “Voi adorate quel che non conoscete.” Ora, che cosa intende dire? Dice a una donna samaritana: “Voi non conoscete ciò che adorate.” Ora, prima di tutto, sta riconoscendo che lei adora, giusto? Voi adorate, semplicemente non sapete che cosa state adorando.
E questo era caratteristico dei Samaritani. Perché? Ascoltate ora: perché accettavano soltanto i primi cinque libri dell’Antico Testamento, tutto qui. Accettavano come proveniente da Dio soltanto il Pentateuco. E così la loro conoscenza era limitata. Perciò il Signore dice loro: “Voi non conoscete ciò che adorate.” Voglio dire, avete il Pentateuco, e quello vi dice alcune cose su Dio, ma non abbastanza da possedere la piena rivelazione della salvezza, giusto? Quindi non conoscete veramente la pienezza di ciò che state adorando.
Ed ecco ciò che troviamo nei Samaritani: un’adorazione entusiasta senza una conoscenza adeguata. C’è l’adorazione zelante, entusiasta, eccitata e fedele di questo popolo, ma non necessariamente il contenuto giusto. Quindi, per cominciare, diremmo che adorano in spirito, che vi partecipano con tutto il cuore, giusto?
Infatti, eccoci qui parecchie migliaia di anni dopo, e vi interesserebbe sapere che nel 1982 i Samaritani saranno ancora sul monte Garizim a fare le loro cose? Un paio di anni fa il loro numero era sceso a circa 170, e ora hanno ricominciato a moltiplicarsi, e così nel mondo vi sono 400 Samaritani. E se andaste sul monte Garizim durante le loro feste sacre, li vedreste sgozzare animali esattamente come nell’economia mosaica. Continuano ancora oggi. E non intendono rinunciarvi. Ne sono entusiasti.
Ma non possiedono la conoscenza giusta. Sono molto limitati in ciò che comprendono, limitati ai primi cinque libri dell’Antico Testamento, e questo lascia fuori 61 libri della Bibbia che non hanno preso in considerazione.
Ora, possiedono abbastanza conoscenza da sapere qualcosa del Messia, perché Egli appare nella Genesi, non è vero? La progenie della donna, lo scettro. Quindi hanno qualche conoscenza, ma non è sufficiente, e perciò il Signore dice loro: “Voi adorate in spirito, ma vi manca la verità”, giusto? Vi manca la conoscenza, o il contenuto, che è necessario.
Guardate di nuovo il versetto 22. Ora parla dei Giudei: “Noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.” Ora, i Giudei si trovavano nella situazione esattamente opposta. Accettavano tutti i libri dell’Antico Testamento, tutti e 39 i libri. Accettavano tutta la rivelazione di Dio. Possedevano la verità, ma che cosa mancava loro? Lo spirito.
Voglio dire, leggete Matteo 6, e dice che quando i Farisei pregavano, quando facevano elemosina e quando digiunavano, il loro cuore non vi partecipava. Gesù dice: “Siete ipocriti. Siete falsi. Il vostro cuore non è coinvolto.” Quante volte Gesù disse al popolo ciò che era già una verità dell’Antico Testamento: voi Mi seguite con le forme esteriori, ma il vostro cuore non vi partecipa? Che cosa disse Paolo? Avete tralasciato le verità fondamentali e state semplicemente compiendo dei gesti religiosi. Egli accusò ripetutamente i Giudei proprio di questo.
Ora, c’erano alcuni Giudei che avevano zelo per Dio. C’erano alcuni Giudei che erano veramente zelanti nel loro intimo. Ma la religione predominante a Gerusalemme, tutto ciò che si svolgeva lassù sul monte Moria, si basava sulla verità di ciò che diceva la Bibbia, ma i cuori erano vuoti. E l’avevano persino riempita delle tradizioni degli uomini.
Quindi il Signore dice: Gerusalemme possiede la verità, ma non lo spirito. Garizim possiede lo spirito, ma non la verità. Ecco dunque i due poli dell’adorazione. Da una parte avete il monte Garizim, che rappresenta un’eresia entusiasta. Dall’altra avete Gerusalemme, che rappresenta un’ortodossia sterile e priva di vita. Ed è questo che Gesù vede mentre parla con la donna.
E permettetemi di aggiungere che è proprio ciò che vediamo oggi. Potete vedere questi stessi due estremi nella chiesa di oggi. Da una parte avete, diciamo, le persone carismatiche e pentecostali che si lasciano coinvolgere con grande trasporto. Voglio dire, magari adorano per ore, forse per tutta la notte. Si tengono per mano, ondeggiano avanti e indietro, cantano inni, parlano in un linguaggio estatico e fanno qualunque altra cosa facciano. E noi li guardiamo e diciamo: “Oh, oh, eresia, eresia.” Ma non possiamo deridere il loro entusiasmo. Voglio dire, alcuni di loro arrivano perfino a cadere a terra, a rotolarsi e a fare ogni genere di cose, cantando inni.
Dall’altra parte, abbiamo un’ortodossia sterile, che è più vicina a dove ci troviamo noi. Abbiamo tutte le verità ben sistemate al loro posto, ma proprio non riusciamo a entusiasmarci. Semplicemente, non ci emoziona più di tanto. Infatti, dopo circa 30 minuti di culto cominciamo ad annoiarci, e guardiamo l’orologio, oppure contiamo quante volte compare la lettera “e” nel bollettino—è quello che facevo io da piccolo—oppure controlliamo le macchie sul nostro vestito, o guardiamo nostro marito e diciamo: “Sono sposata con quest’uomo da 20 anni e ancora non si lucida le scarpe”. Voglio dire, ci sono così tante, tante, tantissime distrazioni. E abbiamo tutto il contenuto, ma non sappiamo lasciar parlare il cuore. Questi sono i due poli. La verità è l’equilibrio.
E così Egli dice: “Ascoltate. L’ora viene in cui i veri adoratori adoreranno Dio in entrambi i modi, in spirito e verità”, giusto? Con la verità e con il cuore: è questo che Egli cerca.
I Giudei possedevano tutti i dati esatti, ma non avevano il cuore. Uccisero il Messia. I Samaritani avevano tutti i dati—voglio dire, avevano tutto il cuore e nessuno dei dati—e non conoscevano il Messia. La verità e lo spirito devono esserci entrambi.
I due nemici della vera adorazione sono Garizim e Gerusalemme. Non potete avere l’uno senza l’altra, altrimenti c’è squilibrio. La sincerità, benissimo. L’entusiasmo, benissimo. Un’adorazione fervente, benissimo. Ma deve essere fondata sulla verità. La verità, benissimo. Ma se non produce un cuore ardente, trepidante, entusiasta e colmo, manca qualcosa. Molto spesso avete luce senza calore, oppure calore senza luce. Gesù dice che il Padre cerca entrambe le cose, entrambe.
Sulla costa orientale c’è un pastore di nome Al Martin. Ha fatto una bella affermazione. Credo che parli al mio cuore, e sono certo anche al vostro. Ha detto questo: “Gli uomini hanno adorato con le Bibbie aperte, e con il nome di Cristo e la Bibbia sulle labbra, mentre intere congregazioni davanti a loro sono rimaste strette nella morsa della sterilità, dell’assenza di vita e dell’impotenza. Congregazioni nelle quali sono trascorse settimane, mesi e Sono passati anni da quando i cuori sono stati rapiti dalla visione della gloria di Dio sul volto di Gesù Cristo. Sono passati anni da quando un inno è stato cantato con totale abbandono. Sono passati anni da quando una lacrima è scesa sul volto di un adoratore. Sono passati anni da quando un alleluia è sgorgato da un cuore traboccante.”
Ha ragione. E noi, da quel lato dell’ortodossia sterile, siamo colpevoli di stare seduti qui con le nostre Bibbie aperte, conoscendo tutta la teologia, ma rimanendo indifferenti allo spirito dell’adorazione. E voglio prendere queste due cose: oggi lo spirito, la prossima settimana la verità. Parliamo dello spirito.
Nei versetti 23 e 24 dice che dobbiamo “adorare il Padre in spirito”. Ora, se Gesù ha detto che dobbiamo farlo, allora dobbiamo farlo. E se dobbiamo farlo, dobbiamo sapere che cosa significa. Come si adora il Signore in spirito? E, sapete, questa settimana mi è difficile parlare dello spirito e la prossima settimana parlare della verità, perché non riesco a tenerli separati: sono strettamente legati e intrecciati tra loro. Questo rende tutto molto difficile. Ed è proprio così che il Signore ha voluto che fosse. Non potete parlare dell’uno senza parlare dell’altra, eppure cercheremo di porre l’enfasi sull’uno questa volta e sull’altra la prossima volta.
Ma che cosa significa “adorare in spirito”? Si riferisce allo spirito umano. Fondamentalmente, si riferisce alla persona interiore. Dovete adorare dall’interno verso l’esterno, dall’interno verso l’esterno. Non si tratta di trovarsi nel luogo giusto, al momento giusto, con le parole giuste, il comportamento giusto, i vestiti giusti, le formalità giuste, l’attività giusta, la musica giusta, l’atmosfera giusta. No. Conta ciò che avviene dentro di noi, nel nostro spirito. In Romani 1:9 Paolo fa un’affermazione molto importante. Dice: “Dio mi è testimone”—e ascoltate questo—“al quale rendo il mio culto con il mio spirito”. Latreuō: egli adora Dio con il suo spirito. E poi amo il Salmo 103, lo conoscete bene. Dice: “Benedici il Signore, anima—” che cosa? “—anima mia; e tutto ciò che è—” dove? “—dentro di me benedica il Suo santo nome”. È di questo che sta parlando. Sta parlando di glorificare Dio dall’interno, dall’interno.
Ora, permettetemi di darvi quella che ritengo essere una bellissima illustrazione di questo nel Salmo 51. Potete semplicemente ascoltarla. Annotatela come riferimento. Nel Salmo 51, Davide si presenta con ciò che nelle prossime settimane, quando lo esamineremo, chiamerò l’adorazione del ravvedimento. Ma al versetto 15 dice, e trovo che sia davvero meraviglioso: “O Signore, apri Tu le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la Tua lode. Poiché Tu non desideri sacrificio, altrimenti lo offrirei; Tu non gradisci olocausto. I sacrifici graditi a Dio sono uno spirito affranto; un cuore affranto e contrito, o Dio, Tu non disprezzerai.”
Davide dice: “So che non vuoi le cose esteriori. So che non è questo il punto. Quelle erano soltanto un simbolo del fatto che Tu vuoi il cuore. E così Ti chiedo questo: ‘Apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la Tua lode’”. Ora, sapete che cosa mi dice questo? Mi presenta l’immagine di un uomo il cui cuore è colmo di lode, e tutto ciò di cui ha bisogno è che la sua bocca venga aperta, e allora la lode ne uscirà.
E questa è l’adorazione dello spirito. È quando si trova dentro. E Davide dice: “Le mie circostanze sono tali che semplicemente non ho la forza di aprire la bocca. Se Tu mi aprirai la bocca, tutto ne uscirà”. Che immagine straordinaria. Questo è ciò che significa adorare in spirito: avere un cuore che trabocca letteralmente, Salmo 45:1, che ribolle di una buona parola. E quando la bocca viene forzata ad aprirsi, tutto sgorga fuori. Adorazione e lode.
Ora voglio essere pratico. Come possiamo farlo? Come possiamo avere tutto questo dentro di noi? E come possiamo lasciarlo uscire da noi, così da adorare in spirito? Così da non essere come i Giudei, che possiedono tutti i fatti e tutti i dati, ma hanno cuori freddi, annoiati, indifferenti. Come possiamo farlo? Eccoci. Numero uno—e vi darò diversi principi—prima di tutto, dovete possedere lo Spirito Santo. Dovete possedere lo Spirito Santo. Prima che possiate adorare Dio nel vostro spirito, lo Spirito Santo deve essere presente per produrre tutto questo. “Poiché nessuno”—dice 1 Corinzi 2—“conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio”.
E se non avete dentro di voi lo Spirito di Dio che stimola il vostro cuore, motiva il vostro cuore, purifica il vostro cuore e istruisce il vostro cuore, questo non accadrà. Non potete adorare Dio senza che Dio, mediante il Suo Spirito, susciti quell’adorazione. E questo è semplicemente fondamentale. È il punto di partenza, ovviamente. Dovete essere redenti. Dovete essere salvati. E quando siete salvati, lo Spirito Santo viene a vivere nel vostro cuore. E lo Spirito Santo vi indirizza verso Dio, vi indirizza verso Dio, vi sprona, vi sollecita, vi spinge, vi istruisce, vi purifica, affinché possiate adorare. Questo è il Suo ministero. Tutto comincia dunque con lo Spirito Santo che dimora in noi.
Infatti, in Filippesi 3:3, dove dice che noi “adoriamo Dio nello spirito”, alcuni manoscritti indicano che adoriamo Dio nello Spirito Santo. Si può intendere in entrambi i modi. Adoriamo Dio nello spirito umano perché siamo spinti dallo Spirito Santo. Vedete, nessuno può dire: “Gesù è il Signore”—1 Corinzi 12—“se non per mezzo di”—che cosa? “—lo Spirito di Dio”. Non potete affermare la signoria di Cristo. Non potete adorarLo come Sovrano se non siete spinti dallo Spirito Santo. E ricevete lo Spirito Santo quando ricevete Gesù Cristo come Salvatore e Signore. Quindi, si comincia da qui.
Guardate nel vostro cuore. Se avete difficoltà ad adorare, forse non siete salvati. Voglio dire, forse il motivo per cui vi annoiate in chiesa, e forse il motivo per cui dopo mezz’ora siete pronti ad andarvene, forse il motivo per cui preferireste addirittura saltare del tutto il culto, è che semplicemente non riuscite a sentirvi coinvolti; e la ragione per cui non riuscite a sentirvi coinvolti è che lo Spirito Santo non è in voi a stimolare il vostro cuore. È una domanda legittima, non è vero? E dovete porla a voi stessi.
Passiamo al secondo punto. Il secondo principio, e credo che sia davvero molto importante, è che i pensieri devono essere incentrati su Dio, i pensieri devono essere incentrati su Dio. Ed è una cosa molto semplice, ma anche molto profonda. L’adorazione è il traboccare di una mente rinnovata dalla verità di Dio. La contemplazione di Dio è il grilletto che fa scattare l’adorazione. È il motore che mette in movimento il volano che dà energia alle emozioni. Dovete rivolgere il pensiero a Dio.
Ora posso tradurre tutto questo con una parola molto familiare, ed è la parola “meditazione”. La vera adorazione scaturisce dalla meditazione, dalla meditazione. Ora dimenticate tutto ciò che avete mai sentito dire dal mondo riguardo alla meditazione—trascendentale o di qualunque altro genere. Lasciate che vi dica che cosa significa meditazione. Siete pronti? Significa concentrare tutta la vostra mente su un unico tema. Fondamentalmente, è questo. Concentrare tutta la vostra mente su un unico tema. Questa è una definizione di MacArthur, ma credo che funzioni.
Meditare significa concentrare tutta la vostra mente su un unico tema. Ora, se lo trovate difficile, è piuttosto normale. È difficile farlo, non è vero? Accidenti, viviamo in un mondo distratto, un mondo distratto. Sapete, oggi, proprio a causa della nostra esposizione ai mezzi di comunicazione e a tutto il resto, abbiamo nella nostra mente più cose di quante credo ne abbia mai avute qualsiasi altra civiltà. Voglio dire, siamo esposti a talmente tante cose, la mente è così ingombra, che la nostra capacità di attenzione è molto limitata, molto limitata. Ma meditare significa concentrare tutta la vostra mente su un unico tema. E lasciate che vi dica una cosa. Questa è la chiave di un’adorazione efficace. Senza alcun dubbio, la vostra ragione, la vostra immaginazione e le vostre emozioni si concentrano tutte su un’unica realtà.
Se facciamo un passo indietro, forse otterrete una comprensione ancora più profonda. Ora, siete pronti? La meditazione si basa sull’informazione. Se dovete pensare a un unico tema, dovete avere un soggetto sul quale pensare, giusto? Questo mi sembra fondamentale. Dovete avere qualcosa su cui riflettere. Quindi ascoltate, vi darò una parola, ed è una parola che dovreste scrivere da qualche parte, bene in mente, così da non dimenticarla mai.
La meditazione migliore, più pura, più vera, più meravigliosa e benedetta si fonda sulla scoperta, scoperta, scoperta. In altre parole, scoprite una grande verità riguardo a Dio, e poi cominciate a meditare su quella verità finché essa non assorbe completamente il vostro pensiero. E ciò che fa è cominciare a costruire dentro di voi questa adorazione; e quando qualcuno ve ne dà l’opportunità, e vi radunate con i santi redenti di Dio, e vi si offre l’occasione di aprire le labbra, tutto viene fuori spontaneamente. Ma non può uscire se non è già dentro di voi quando arrivate, o quando cominciate a cercare di adorare.
Quindi possiamo fare ancora un passo indietro. L’adorazione è una risposta alla meditazione. La meditazione si basa sulla scoperta. E la scoperta si basa su—siete pronti?—il tempo trascorso con Dio. Il tempo trascorso con Dio, nella preghiera e nella Parola, nella preghiera e nella Parola. Nutrirsi, nutrirsi, nutrirsi. Purtroppo, vediamo la preghiera come un mezzo per ottenere delle cose e, credo, abbiamo perso ormai da molto tempo il suo elemento di comunione: il semplice vivere consapevoli della meravigliosa presenza di Dio e in comunione con Lui.
Vedete, Gesù rimproverò i Suoi discepoli. Li affrontò proprio su questo punto. Disse: “Avete occhi, ma non vedete; e avete orecchi, ma non udite”. In altre parole, il vostro modo di pensare è così superficiale che siete ottusi. Voglio dire, se venite qui e vi annoiate, permettetemi di suggerirvi che questo non è un giudizio sul sermone o sulla musica; è un giudizio sul vostro cuore. Voglio dire, anche se non aveste nient’altro, anche se io non meritassi affatto di essere ascoltato—e potrebbe anche essere così—anche se qui non ci fosse nulla che valesse la pena ascoltare, il semplice cogliere le verità riguardo a Dio che vengono presentate e meditare su di esse dovrebbe essere il momento più esaltante della vostra vita. Capite?
Vedete quanto siamo lontani da questo? Ci colpisce completamente alla sprovvista, come qualcosa a cui non avevamo mai pensato. V edete, se venite qui e siete disinteressati o indifferenti, questo non è un giudizio su di noi. È un giudizio su di voi.
Ora, noi vogliamo fare tutto il possibile per presentare la Parola di Dio in modo significativo. Voglio dire, il peggior sacrilegio che possiate commettere è annoiare le persone con la Bibbia. Se avete intenzione di farlo, allora non insegnate la Bibbia; insegnate le filastrocche di Mamma Oca e annoiatele con quelle. Ma non annoiatele con la Bibbia. Questo è un sacrilegio. È sorprendente quante persone riescano a farlo, quanti insegnanti e predicatori riescano ad annoiare la gente con la Bibbia. Che cosa terribile da fare alla Bibbia. È la cosa più straordinaria del mondo.
Voglio dire, io me ne entusiasmo, come ben sapete. Non capisco come le persone riescano a trattenersi dal provare quell’entusiasmo. Ma l’entusiasmo nasce in me durante il processo della scoperta, della scoperta. E quando vado alla Parola di Dio, trascorro del tempo parlando con il Signore, Gli apro il mio cuore, comincio a esaminare un passo, a guardare più in profondità, e dico: “Mostrami, Signore, ciò che vuoi che io veda”, e mi immergo nel testo; allora comincio a meditare e a riflettere su quella verità, e all’improvviso scoprite qualche verità straordinaria che satura la vostra mente. E allora da tutto questo scaturisce un traboccare di gioia e di lode a Dio.
Spurgeon dice: “Perché alcune persone si trovano spesso in un luogo di culto, eppure non sono sante? Perché trascurano il loro luogo segreto. Amano il grano, ma non lo macinano. Vorrebbero avere il frumento, ma non escono nei campi per raccoglierlo. Il frutto pende dall’albero, ma non lo colgono. E l’acqua scorre ai loro piedi, ma non si chinano per berla”.
Voglio dire, se venite qui dicendo: “Spero che John MacArthur abbia qualcosa da dire che mi faccia entrare nello spirito dell’adorazione”, non avete capito. Io voglio essere soltanto il piccolo tocco finale. Voglio che veniate qui con un cuore così desideroso di adorare che non vediate l’ora di entrare e cominciare. Perché siete stati impegnati nel processo della meditazione su ciò che avete scoperto nella Parola di Dio. Questa è la gioia.
Mentre apro la Parola di Dio e scopro delle cose, mentre ho comunione con Dio nel mio spirito ed Egli mi insegna delle cose, e la scoperta diventa meditazione, allora viene la gioia. Credo che venerdì di questa settimana mi sia successo proprio questo: stavo, per così dire, studiando intorno al testo. Io lo chiamo girare e rigirare intorno al testo. E non riuscivo mai ad arrivare veramente al cuore della questione. Ho avuto interruzioni e ogni genere di cose. E finalmente sono riuscito finalmente a concentrarmi, ho chiuso la porta, mi sono seduto e ho detto: “O Signore, insegnami ciò che vuoi che io veda in questo passo”.
E nell’ora e mezza successiva vidi una grande realtà che improvvisamente mi si fece chiara, e cominciai a seguire quella realtà nella mia mente e attraverso la Scrittura, e a meditare, e a meditare. E il risultato fu un cuore colmo di lode, che era ancora lì; così, quando sono venuto questa mattina e le mie labbra sono state aperte, tutto ciò che era nel mio cuore è semplicemente uscito fuori. Capite?
Per me, l’adorazione non si esaurisce in quest’ora. Questa è semplicemente un’occasione per far uscire ciò che è dentro. E neppure per questo sono limitato a quest’ora, ma qui avviene in modo speciale. Vedete, siamo stati radicati e fondati in Cristo, ma quanto profondamente crescano le nostre radici e quanto bello appaia il nostro frutto dipende da come meditiamo durante il processo della scoperta della meravigliosa verità di Dio. Questa è la gioia.
È difficile per noi meditare, non è vero? Sapete, una delle cose che si imparano come predicatore è che le persone non ascoltano tutto quello che dite. La loro attenzione va e viene. Alcuni di voi sono appena tornati. Benvenuti. Voglio dire, state ridecorando il vostro soggiorno, oppure camminate tra i reparti della May Company per vedere che cosa volete indossare, oppure state cercando di capire come concludere quel grande affare la prossima settimana, o state pensando al viaggio che farete, oppure siete da qualche parte a pescare, o a giocare a golf, o state facendo ogni genere di cose nella vostra immaginazione; e ogni tanto qualcosa vi colpisce.
O vostra moglie vi dà una gomitata nelle costole, oppure viene detta qualcosa che vi fa sobbalzare, o in qualche modo tornate a sintonizzarvi, oppure forse ho detto qualcosa che vi ha messo sulla pista di un pensiero e lo Spirito Santo vi ha condotti lungo quel piccolo pensiero, e state riflettendo su quella cosa, e poi all’improvviso tornate e vi ricollegate di nuovo. È per questo che mi ripeto, perché devo continuare a tenervi al passo. Capite? Per tutto il tempo in cui parlo, non faccio altro che dare nuovamente il benvenuto a quelli che ritornano. Vedete, per noi è molto difficile meditare.
È molto difficile per noi fissare la mente su un unico tema. Ed è una disciplina: dovete allenarvi per riuscire a farlo. E penso a quei tipi stravaganti che imparano a sedersi in mezzo a una massa brulicante di persone in India e a contemplarsi l’ombelico per giorni interi senza distrarsi, e mi domando perché i cristiani non riescano a pensare a Dio senza essere distratti.
Quindi tutto comincia con lo Spirito Santo che dimora in noi. Poi vengono i pensieri incentrati su Dio, che nascono dalla preghiera, dallo studio della Bibbia e dalla scoperta; da quella scoperta viene la meditazione, e da quella meditazione l’adorazione. E permettetemi di dirlo nel modo più semplice possibile: nessuna scoperta, nessuna meditazione. Nessuna meditazione, nessuna adorazione. E se venite qui con un cuore colmo delle scoperte che avete fatto nel vostro studio personale, o che avete appreso da qualcun altro, e vi avete meditato sopra, e le avete fatte vostre, scoprirete che, quando la vostra bocca verrà aperta, ne sgorgherà la lode.
Ora c’è un altro principio. Cominciate con lo Spirito Santo nella vostra vita, con i vostri pensieri incentrati su Dio, e poi dovete imparare ad avere un cuore indiviso, un cuore non distratto. Salmo 86. Vorrei prendermi un momento per farvi guardare il Salmo 86.
È semplicemente una bellissima spiegazione di un principio. Al versetto 5, Davide comincia ad adorare Dio. E dice nel Salmo 86:5: “Poiché Tu, Signore, sei buono e pronto a perdonare”. Ed è qualcosa di meraviglioso, perché non significa semplicemente che Egli perdonerà; significa che è desideroso di farlo. Non lo fa con riluttanza, ma con prontezza. “Tu sei pronto a perdonare; e abbondante in misericordia”. Non è soltanto misericordioso; possiede misericordia in abbondanza.
Sta davvero esaltando le virtù di Dio. “Verso tutti quelli che invocano il Tuo nome”. Tu sei buono. Non soltanto perdoni, ma sei desideroso di perdonare. Non soltanto hai misericordia, ma ne hai in abbondanza. E ne hai per tutti. “Quindi, Signore, vorresti ascoltarmi?” Versetto 6: “Porgi orecchio alla mia preghiera; sii attento alla voce delle mie suppliche. Nel giorno della mia angoscia io Ti invocherò, perché Tu mi risponderai”. Egli dice: “So che mi ascolterai”.
“Fra gli dèi non vi è nessuno simile a Te, o Signore; e non vi sono opere simili alle Tue opere”. E qui avete il cuore dell’adorazione: glorificare Dio per ciò che Egli è e per ciò che ha fatto, per ciò che Egli è e per ciò che ha fatto. Oh, non c’è nessuno come Te. E nessuno ha mai fatto nulla di simile a ciò che Tu hai fatto. “Tutte le nazioni che Tu hai fatte verranno e adoreranno davanti a Te, o Signore, e glorificheranno il Tuo nome. Poiché Tu sei grande e compi meraviglie; Tu solo sei Dio”.
Ora Davide è entrato in una vera e propria espressione di adorazione, riversando il suo cuore davanti a Dio. Sta semplicemente esaltando la meraviglia e le virtù di Dio. E tutti noi possiamo identificarci con questo. Vogliamo farlo. Desideriamo ardentemente farlo. Ma Davide, nella sua umanità, affronta un problema che affrontiamo anche noi, e lo troviamo al versetto 11. Prima di tutto dice: “Signore, ho un problema fondamentale. La mia adorazione è ostacolata perché mi manca la verità”. “Insegnami dunque la Tua via, o Signore; io camminerò nella Tua verità”. Vedete, Davide dice che l’elemento mancante è questo: voglio scoprire, voglio provare l’emozione della scoperta, voglio conoscere ciò che la Tua Parola dice e voglio vedere Te.
E a volte scoprire non significa scoprire qualcosa che non avevate mai saputo prima; significa scoprire qualcosa che sapevate già e che avevate dimenticato, oppure scoprire qualcosa che sapevate e ricordavate, ma che non avevate mai visto con la stessa chiarezza. Ma egli sta dicendo: “Voglio conoscere la Tua via e voglio comprenderla, ma sono ignorante e Tu devi insegnarmi”.
E così vorrei semplicemente suggerirvi che, quando trovate difficile adorare, quando trovate difficile meditare sulla Parola di Dio, attraversare il processo della scoperta e lasciare che Dio apra la Sua Parola per toccare la vostra vita e il vostro cuore e farne scaturire la lode, dovete fermarvi e chiedere allo Spirito Santo di essere il vostro Maestro, perché tutti noi abbiamo questo problema.
Anch’io mi distraggo come chiunque altro. E anch’io lotto. A volte guardo un passo ancora una volta e dico: “Signore, continuo a tornare su questa cosa, ancora e ancora e ancora, e tuttavia non riesco ad afferrarlo. Insegnami”. Ed è qui che potete fare vostra la promessa di 1 Giovanni, secondo la quale abbiamo ricevuto da Dio un’unzione nello Spirito Santo, il quale ci insegna ogni cosa, così che non abbiamo bisogno di dipendere dalla sapienza umana, giusto? Perché Egli è il nostro Maestro.
È questo che Gesù disse quando, nel Vangelo di Giovanni, promise che avrebbe mandato il Suo Spirito, il quale vi avrebbe insegnato ogni cosa. Che promessa. Lo Spirito che dimora in noi è lì. E così Davide dice: “Insegnami la verità, Signore. Fammi vedere. Fammi scoprire. Fammi meditare su di essa”. E quindi il primo problema che avete nell’adorazione è che dovete conoscere la verità. E approfondiremo maggiormente questo aspetto la prossima volta. E per essere in grado di vederla, dipendete dallo Spirito Santo.
So che avete detto: “Be’, sapete, andrò alla Bibbia. Accidenti, comincerò il mio studio biblico”. E tutti noi abbiamo preso questi impegni, giusto? Mi immergerò nella Parola. E poi leggete un po’ e dite: “Non è molto entusiasmante. Voglio dire, sto cercando di scoprire, ma non sto scoprendo nulla, se non che non capisco questo passo. Non sembra toccarmi. Sarà meglio che mi procuri un libro o una registrazione”.
E spesso le persone mi dicono: “Sapete, quando lo fate voi è così entusiasmante”. Ebbene, può essere così anche per voi. Anche la Parola di Dio può toccare la vostra vita. Forse non disponete di tutti gli strumenti che ho io, e spero che nel regno ci sia da qualche parte un posto anche per me, perché anch’io possa rendermi utile sotto questo aspetto; ma potete scoprire la verità di Dio, perché lo Spirito sarà il vostro Maestro, se Glielo chiederete.
C’è una seconda cosa al versetto 11, ed è questa la cosa che voglio veramente che vediate. Alla fine del versetto 11 egli dice: “Ho un altro problema. Ho bisogno che Tu unisca il mio cuore affinché tema il Tuo nome”. Ora, “temere il Tuo nome” è un modo per indicare l’adorazione. “Voglio adorarTi, ma ho bisogno che Tu unisca il mio cuore”.
Ora, qual è il contrario di un cuore unito? Molto semplicemente, che cos’è? Un cuore diviso. Il primo problema che avete nell’adorazione è che non conoscete la verità. Non riuscite a scoprirla. Non avete ciò di cui avete bisogno per meditare. Quindi: Spirito Santo, insegnami la verità.
Il secondo problema nell’adorazione è che siete distratti, giusto? E tendete ad avere un cuore diviso; e magari qualche volta vi sedete e, sapete, dite: “Pregherò. Trascorrerò semplicemente del tempo con il Signore”. E vi sedete, pregate per circa un minuto, e la vostra mente si riempie di ogni sorta di pensieri inutili. Sapete: dov’è Alice? È già passata una certa ora. Avrebbe dovuto consegnare il… sapete. E i figli irrompono in casa proprio nel momento della vostra più grande scoperta e interrompono la vostra meditazione. E noi siamo semplicemente… è così difficile per noi concentrarci.
E Davide lo sapeva. Voglio dire, dopotutto era un re. E non pensate che un re avesse qualche responsabilità? Voglio dire, aveva alcune cose di cui preoccuparsi. E se ne preoccupava. E non si trattava soltanto delle cose che accadevano nel suo regno, ma anche di molte cose che accadevano nella sua vita e che non andavano bene.
E così era distratto e disse: “Dio, ho bisogno di due cose. Ho bisogno della verità e dello spirito. Ho bisogno di un cuore indiviso che accompagni l’istruzione corretta. Voglio scoprire e voglio poter meditare senza essere distratto”.
Questo è veramente il cuore di ciò che il nostro Signore sta dicendo in Giovanni 4. Dobbiamo essere capaci di fissare il nostro cuore su Dio e sulla Sua verità. E molte, moltissime volte ho chiesto allo Spirito Santo la stessa cosa che Davide sta chiedendo proprio qui. Signore, insegnami, insegnami, insegnami. Infatti, un giorno di questa settimana stavo studiando e trovai un passo—ve lo presenterò tra alcune settimane; è difficile non presentarvelo oggi, perché è così bello, così entusiasmante.
Ma trovai un passo in Geremia e non avevo mai compreso l’espressione che si trova lì. In sostanza, dice: “Moab non è stato travasato da vaso a vaso”. E pensai: “Che cosa mai significa?” Così cominciai a cercare di scoprirne il significato, e lo scoprii. E fui così benedetto. Tra alcune settimane vi dirò che cosa significa.
Fui così benedetto che uscii dalla porta, andai a cercare Bill Rogers e gli dissi: “Devi assolutamente sentire questo”. E sapete una cosa? Fu benedetto proprio come lo ero stato io. “Lo userai domenica?” Forse. Ma non ora. Appartiene a un punto successivo. Ma per me quella fu una scoperta; e quando uscii, salii in macchina, e durante tutto il tragitto verso casa non riuscii a pensare ad altro che a quella grande verità. Oh, quale grande verità avevo scoperto. Cominciai a meditarvi sopra e il mio cuore si riempì di lode.
Non so voi, ma quando mi succede questo mi ritrovo a cantare. Spengo la radio e canto in macchina. Cerco di non muovere troppo le labbra, perché la gente, sapete, potrebbe pensare che stia litigando con mia moglie quando lei non è presente, così almeno posso vincere, sapete. Ma credo veramente che la scoperta sia la chiave, e richiede tempo con Dio, tempo con Dio, comunione con Lui, nella Sua Parola e nella preghiera. E poi viene la meravigliosa gioia di un cuore indiviso.
Voglio concludere con un pensiero. Quando cercate di concentrare il vostro spirito sull’adorazione, ci sarà un ostacolo. Infatti, questa settimana qualcuno mi ha detto: “Hai parlato dell’importanza dell’adorazione, della fonte dell’adorazione, della sfera dell’adorazione, della natura dell’adorazione e di tutte queste cose. Hai pensato di parlare degli ostacoli all’adorazione e di elencarli tutti?” Pensai: “Accidenti, sarebbe fantastico”. Così mi sedetti, presi la matita e un foglio di carta, pensai e ripensai, e li trovai. E scrissi una sola parola: l’io. Poi cominciai a pensare: “Ora, quale sarebbe il numero due?” E non riuscii a pensare a nulla. Rimasi seduto lì per molto tempo e non mi venne in mente nient’altro.
C’è un solo ostacolo all’adorazione: quando anteponete voi stessi a Dio. Tutto qui. Voglio dire, può presentarsi sotto ogni genere di forma, ma ciò che ostacola la vostra adorazione è quando anteponete voi stessi a Dio. Vedete, quando venite qui per ottenere ciò di cui voi avete bisogno, oppure quando dovete fare ciò che voi volete fare per soddisfare i vostri desideri, è per questo che non avete tempo per la scoperta, o tempo per la preghiera, o tempo per la meditazione, o tempo per l’adorazione; e non potete veramente avere un cuore indiviso, perché pensate sempre ai vostri progetti, alle vostre attività e ai vostri bisogni. Vedete, è sempre l’io, non è vero?
Ci sono soltanto due… avete a che fare soltanto con due realtà. Avete a che fare o con Dio o con voi stessi, tutto qui. E non potete veramente liberarvi per adorare Dio finché non fate morire il vostro io, finché non lo mettete a morte.
Oh, dovete semplicemente mettere da parte l’io e perdervi nell’adorazione di Dio. L’io è sempre d’intralcio. E credo che forse il problema più grande che abbiamo con noi stessi sia che, molto spesso, noi che siamo impegnati nelle cose giuste, come qui alla Grace Church, alla fine siamo semplicemente troppo pigri per compiere lo sforzo. Siamo talmente indulgenti con noi stessi e attaccati alle nostre comodità, che non vogliamo spenderci per scavare in profondità, “per attingere l’acqua”, come disse Spurgeon, “per raccogliere il grano”. Ed è per questo che perdiamo.
Una delle grandi esperienze della mia breve vita è stata leggere il libro di Stephen Charnock intitolato L’esistenza e gli attributi di Dio. È un libro di circa 700 o 800 pagine. Ci vuole una vita intera per assimilarlo. Non contiene altro che tutti i suoi pensieri su Dio: riflessioni ricche e profonde. E a un certo punto, in quel libro, egli dice: “Fingere di rendere omaggio a Dio, mirando in realtà soltanto al mio vantaggio, significa deridere Dio anziché adorarLo. Quando crediamo che siamo noi a dover essere soddisfatti, anziché Dio a dover essere glorificato, poniamo Dio al di sotto di noi stessi e immaginiamo che Egli debba sottomettere il proprio onore al nostro vantaggio”.
Ed è questo l’ostacolo all’adorazione. Mettete voi stessi, i vostri bisogni, i vostri vantaggi, le vostre benedizioni e qualunque altra cosa al di sopra di Dio. Amati, liberiamoci per venire ad adorare Dio. E quando ci riuniamo nell’assemblea del Suo popolo redento e le nostre bocche vengono aperte, possa sgorgarne un fiume di lode, come risultato della meditazione e della scoperta, affinché il nostro spirito interiore Gli offra adorazione.
Ora, la prossima volta parleremo del posto che occupa la verità e di come essa ponga il fondamento per una giusta adorazione. Preghiamo.
Questa mattina, Signore nostro, abbiamo affrontato alcuni pensieri pratici, e sappiamo che Tu non ci riveli mai la Tua Parola perché resti a distanza, né perché ci limitiamo a riflettervi o a contemplarla, ma sempre perché la mettiamo in pratica.
E così preghiamo, Signore, che l’aver affrontato questo tema da un punto di vista pratico possa aiutarci a rinnovare il nostro impegno, affinché ci ritroviamo nel luogo segreto, nel luogo segreto della preghiera e dello studio, nel luogo segreto della meditazione e della scoperta; affinché la lode possa irrompere dalle nostre vite colme, ribollendo, traboccando, e la comunione del giorno del Signore possa essere soltanto l’esplosione di tutto ciò che è già presente. Preghiamo nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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