Questa sera considereremo di nuovo Colossesi capitolo 1, un brano della Scrittura molto fondamentale, un testo che mi parla della Persona più importante dell’universo. Cioè il Dio del cielo rivelato come il Figlio. Questo è il cuore pulsante della fede cristiana. La vera essenza di quello che crediamo, il vero fondamento della nostra fede. Questo è Il campo di battaglia su cui combattiamo contro le sette, gli -ismi e tutto quello che vuole togliere al Cristanesimo la sua linfa vitale. Vale a dire, la questione della divinità del Signore Gesù Cristo, che Paolo affronta in Colossesi 1 dal 15 al 19. Questo è il brano cruciale del tema di questa lettera, e lo è molto di più in relazione a tutto il Cristianesimo.
Alcuni hanno chiamato, ed è stato ripetuto molte volte, ma hanno chiamato la Bibbia, “il Libro di Gesù”. In un certo senso, questo è vero. Se comprendete la Bibbia, comprendete che è un libro su Cristo, il libro del Signor Gesù. Nell’Antico Testamento troviamo la preparazione per la sua venuta, nei vangeli vediamo la sua presentazione, del fatto che è venuto. In Atti troviamo la sua proclamazione, l’annuncio del messaggio di salvezza in Cristo. Nelle epistole studiamo la sua personificazione, ovvero, che cosa significa “per me vivere è Cristo”, oppure, com’è che Cristo, morto e risorto dalla tomba, ritorna per vivere nel suo popolo; ed infine in Apocalisse giunge il suo dominio: Cristo sul trono, l’istaurazione del regno del Re, l’Agnello è sul trono.
E quindi sotto ogni punto di vista, la Bibbia è la storia di Cristo è il libro che ci narra di lui. In Atti capitolo 8 è messo in evidenza, al versetto 35, lì dove Filippo sta parlando all’eunuco etiope sulla strada per Gaza, lo Spirito Santo disse: “Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù”, ed ovviamente incominciò dall’Antico Testamento, dal profeta Isaia;
Ma di fatto, si può iniziare da qualunque punto della Scrittura e arrivare a Gesù. In Luca, un testo conosciuto, al capitolo 24 versetto 27, Cristo, dopo la sua resurrezione, incontrò i discepoli sulla via per Emmaus: “E, cominciando da Mosè - cioé dal Pentateuco - e da tutti i profeti - cioé i libri profetici - spiegò loro in tutte le Scritture – o gli agiografici, gli scritti sacri - le cose che lo riguardavano”, l’Antico Testamento, era ed è per gli Ebrei, diviso in tre parti; Mosè, il Pentateuco; i profeti, sarebbero tutti i libri profetici; e gli agiografici, cioé le Scritture o gli scritti sacri che comprendono i libri poetici (sapienziali) e storici. In tutti questi libri, Gesù spiegò loro: “le cose che lo riguardavano”.
Quindi, la Bibbia è il libro di Cristo. È il libro che riguarda la rivelazione di Dio, e la venuta di Cristo nel mondo. Riguarda Dio che diventa un uomo. In ogni punto della Bibbia, questi aspetti sono resi chiari. Ma di tutte le affermazioni della Bibbia, nella Parola di Dio, di tutte le affermazioni che riguardano Dio che divenne uomo, nessuna è di più significato di quella in Colossesi capitolo 1 versetto 15, perché qui abbiamo, in modo molto chiaro, l’identificazione del Figlio come Dio. Lasciate che ve lo legga: “Il figlio” nel versetto 13 precede la parola: “Egli”, nel versetto 15: “Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza”.
Questa è una affermazione straordinaria, è importante per la comprensione della fede cristiana, e per la rimozione di ogni confusione su chi è veramente il nostro Signore Gesù Cristo. Adesso cerchiamo di collocarlo nel contesto della lettera ai Colossesi. Paolo è consapevole che a Colosse si è creato un sistema di false dottrine, e lo comprende perché Epafra l’ha visitato, Epafra era senza dubbio uno dei pastori della chiesa di Colossee, se non persino il fondatore stesso. Epafra venne a visitare l’apostolo Paolo.
L’apostolo sentì che c’erano alcune cose terribili che stavano succedendo per quanto riguarda la propagazione d’eresie a Colosse. Una di queste riguardava la divinità di Gesù Cristo. Gli eretici affermavano che Cristo non è Dio: che Egli non è sufficiente per la salvezza e che, oltre a Cristo, doveva esserci l’adorazione di altri spiriti, forse altri angeli. Dovevano esserci visioni speciali, doveva esserci una certa conoscenza, una sorta di super conoscenza che andava oltre quella che si riceve in Cristo. Infatti gli eretici dicevano che Gesù Cristo era solo uno dei tanti spiriti emanati e discendenti da Dio, e che Gesù era uno di quelle buone emanazioni. Non era Dio, non era nemmeno un salvatore adeguato, e che l’unica via di salvezza, si trovava in una conoscenza che andava al di là di Gesù.
Quindi, l’attacco di questa eresia particolare, che più tardi sembra che si sia sviluppata in quello che conosciamo come Gnosticismo, l’attacco riguardava la divinità di Cristo, e la sua totale sufficienza come Salvatore. Paolo affronta questo tema nei primi tre capitoli di Colossesi. Per esempio, in Colossesi 1:27, “Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria, che noi proclamiamo esortando ciascun uomo e ciascun uomo istruendo in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo Gesù”, e quello che Paolo sta dicendo è che nulla dev’esser aggiunto a Cristo per portare gli uomini alla perfezione. E sta contraddicendo la teologia di questi eretici che stanno dicendo che invece è “Cristo più la conoscenza, più certe visioni speciali, più l’adorazione di angeli... ecc”, un uomo può esser perfetto in Cristo Gesù.
Il capitolo 2 versetto 2 sviluppa ulteriormente l’argomento: “Affinché siano consolati i loro cuori e, uniti mediante l’amore, siano dotati di tutta la ricchezza della piena intelligenza per conoscere a fondo il mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale - non qualcuno, né tanti, ma - tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti”.
Quindi, di nuovo, ribadisce la sufficienza di Cristo. Per la salvezza non c’è alcun tipo di conoscenza che dev’esser aggiunta a Cristo. Guardate al versetto 9: “Perché in Lui” – ed “in Lui” modifica Cristo dal verso 8, “in Lui abita tutta - non qualche, né tanta, ma - abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”. Versetto 19, “il Capo”, cioè Cristo, “Il corpo” verso 17, è Cristo. Vale a dire, che secondo l’Antico Testamento, l’adempimento era in vista di Cristo. Nel versetto 19 il Capo è Cristo: “Da cui tutto il corpo, ben fornito e congiunto insieme mediante le giunture e i legamenti, progredisce nella crescita voluta da Dio”.
In altre parole, il capo di ogni cosa è Cristo. Tutta la crescita, tutto il nutrimento, ogni legame e progresso, è riferito a Cristo. Non c’è altra cosa necessaria.
Capitolo 3 versetto 1, “Se dunque siete stati risuscitati con Cristo - cioé se siete Cristiani - cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, la vita nostra – o ancora meglio – quando Cristo, la nostra vita, sarà manifestato”. Tutto è Cristo, la nostra vita è Cristo, la nostra speranza è Cristo. Tutta la saggezza è in Cristo. Tutta la conoscenza è in Cristo. Tutta la crescita è in Cristo. Tutta la perfezione è in Cristo. Questa è l’integrità del suo argomento. Nei primi tre capitoli ai Colossesi, gli sta dicendo: «Per favore, non lasciate che nessuno vi convinca che avete bisogno di Cristo e di qualche altro angelo, di qualche altra super conoscenza, o di qualche altra visione. Tutto quello di cui avete davvero bisogno è Cristo, è tutto quello di cui avete bisogno».
Il versetto 19, penso che lo affermi così bene: “Voluta da Dio”, implica che in lui, cioé in Cristo, quanta pienezza dovrebbe dimorare? “Tutta la pienezza”. È tutto in lui. Paolo, quindi, stava contrastando l’eresia che era arrivata a Colosse. E come abbiamo visto nella nostra introduzione ai Colossesi, l’eresia si basava sostanzialmente su un dualismo filosofico, il quale affermava che la materia è cattiva e lo spirito è buono, e visto che Dio è Spirito, Egli è buono. Ma poiché tutta la creazione è materia, essa è cattiva, quindi un Dio buono non può fare una creazione cattiva.
Quindi, ciò che successe fu che Dio iniziò a mandare emanazioni, o spiriti che iniziarono a procedere da lui come onde in uno stagno. E continuarono a venire e venire, i primi erano buoni, poi divennero neutrali, e poi cattivi. E dopo un’infinità di emanazioni lungo la linea, ci furono alcune cattive emanazioni, una di queste fu abbastanza cattiva da creare il mondo. Gesù fu solo uno di questo processo di emanazioni, certamente una buona, ma comunque una. Egli era uguale a un angelo, ecco perché adoravano queste emanazioni, o spiriti, o angeli.
Lo scopo di Paolo, fu quello di dire ai colossesi che Gesù non è un’emanazione di Dio. Non è qualcosa che si trova più in basso nella scala del carattere divino. Egli è Dio incarnato. Nei suoi pensieri iniziali, Paolo l’ha presentato abbastanza bene. All’inizio li ha salutati, dal versetto 3 in poi ha ringraziato Dio per loro, ha pregato per loro affinché fossero ricolmi della profonda conoscenza della sua volontà, con tutta la sapienza e l’intelligenza spirituale, affinché camminassero in modo degno, per piacergli in ogni cosa ecc... Dopo aver concluso la parte piacevole, li porta dritto al tema principale.
Dal versetto 12 al 14 ringrazia Dio per la loro salvezza, per la redenzione e il perdono. E poi prosegue proprio da li per dichiarare il suo punto principale, ovvero, che colui che ci ha redenti, che ci ha perdonati, e che ci ha liberati dal potere delle tenebre; che Lui è il caro Figlio che possiede il regno, ed è l’immagine del Dio invisibile. Questo è centrale per il suo messaggio.
Ora, mentre consideriamo questi versetti, dal 15 al 19, vedremo Gesù Cristo sotto cinque aspetti. Lo vedremo in relazione a Dio, in relazione all’universo, in relazione al mondo invisibile, in relazione alla chiesa ed in relazione a tutto il resto, una sorta di piglia tutto. Prima di tutto, al versetto 15 vediamo Gesù in relazione a Dio. Qui abbiamo una grande definizione di Gesù rispetto alla sua relazione con Dio: “Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura”.
Gli eretici avevano provato a mostrare che Gesù era semplicemente un’emanazione, solo un’onda originata dal carattere di Dio, una tra l’infinita serie di creature inferiori, che alla fine avendo raggiunto il male, furono capaci di creare il mondo. Paolo però dice che: “Cristo è Dio”. Infatti, nel versetto 16 afferma che in lui sono state create tutte le cose, che le ha fatte tutte! Egli è colui che le ha create. Gli eretici si spinsero a tal punto, da insegnare che Dio non poteva entrare in un corpo, perchè in tal caso il Dio buono diventerebbe materia cattiva. Una buona emanazione non poteva mai avere un corpo, perché nel prenderlo avrebbe assunto materia cattiva. Quindi, insegnavano che Gesù non aveva un corpo, ma era una buona emanazione simile ad un fantasma. Ricordate quando vi dissi che, per loro, ovunque questa emanazione-Gesù andasse, non lasciava impronte perché era solo come un fantasma etereo, aveva un corpo come quello di un fantasma?
Dunque, Paolo afferma in modo chiaro che Gesù è Dio, è Dio in carne, ed è il Creatore dell’universo. Con un solo colpo, spazza via tutta la loro posizione. Ora guardiamolo insieme, dice nel versetto 15 che Egli è “l’immagine del Dio invisibile”, è l’immagine del Dio invisibile. Per incominciare, Dio è invisibile. In 1 Timoteo ci dice che Dio è invisibile. L’Antico Testamento ribadisce che Dio è Invisibile, che Dio non può essere visto, non è visibile all’occhio umano. Dio è Spirito e “uno Spirito - disse Gesù: non ha - che cosa? - carne e ossa”, Dio è invisibile, ma egli divenne visibile. Dio divenne un uomo, e Cristo era Dio reso visibile, “Egli è l’immagine del Dio invisibile”.
Ora, indietro a Genesi 1:27 abbiamo l’uso del termine “immagine”. Dice, “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”, ma questo non è esattamente quello che Paolo vuole dire qui, è un concetto diverso. In 1 Corinzi capitolo 11, dobbiamo per lo meno sfiorarlo, ma dice al versetto 7 che l’uomo è: “a immagine e gloria di Dio”. Ora Dio creò l’uomo a sua immagine; 1 Corinzi 11:7 dice che l’uomo è a immagine di Dio, ripetendo la stessa verità, però l’uomo non è una immagine di Dio perfetta. E si potrebbe chiedere, in che senso quindi è l’uomo a immagine di Dio? In che modo, io, tu e gli esseri umani siamo creati a immagine di Dio? Qual è il significato? In sostanza, penso che noi siamo a immagine di Dio per la capacità di pensare, sentire e decidere.
Certamente, non siamo creati a immagine morale di Dio, giusto? Egli è santo, noi non lo siamo. Nemmeno Adamo fu creato santo, fu creato innocente e fallì alla prima prova. Noi non siamo stati creati moralmente a immagine di Dio, né in sostanza, perchè non siamo spiriti fluttuanti, non siamo in grado di muoverci liberamente nell’universo. Non siamo onnipotenti, onnipresenti, oppure onniscenti o immutabili, che significa che non cambiamo.
Quindi, non siamo stati creati a sua immagine nella nostra sostanza e non siamo stati creati a sua immagine moralmente parlando, ma lo siamo nel senso della personalità. Cioé possiamo pensare, provare sentimenti e prendere decisioni. In questo senso, siamo a immagine di Dio. Però, a dire il vero è una immagine molto deturpata, e fu rovinata alla caduta. Per Adamo, la visione di Dio era molto più chiara. In un certo senso, Adamo era abbastanza vicino a Dio da rappresentarlo anche moralmente; in un certo senso, Adamo era abbastanza vicino a Dio da rappresentarlo anche in essenza, perchè non poteva morire, c’era una sorta di qualità eterna, c’era una sorta d’immutabilità, e quindi in parte tutto quello faceva parte dell’immagine di Dio, ma con la caduta fu tutto perduto, e l’unico modo per recuperarla è quando una persona viene alla conoscenza di Gesù Cristo.
Vedi, quando ricevi la salvezza, l’immagine di Dio in te viene ristorata. In un certo senso, ora bada bene, ma in un certo senso, quando ricevi la salvezza accedi all’immagine morale di Dio, giusto? Perché Dio ti rende moralmente somigliante, a chi? A Cristo. In qualche modo, riprendi la qualità del carattere dell’essenza di Dio, perchè Dio ti riconcede – quale tipo di vita? La vita eterna. Ovvero la qualità dell’esistenza di Dio. In un certo senso, quell’evento ripristina in te l’immagine di Dio, credo che Efesini 4 ci può esser d’aiuto.
Ora su queste cose non posso essere troppo preciso. Vi sto dando solo un quadro generale, perché non posso andare oltre questo. Non mi piace spaccare il capello a metà, e dire: «Le cose stanno esattamente così», ma, Efesini 4:24 dice questo, e penso che questo mi sia d’aiuto, “e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio”, avete capito? Un uomo ripristina l’immagine di Dio, quando riveste l’uomo nuovo. Allora Dio, in un certo senso, viene rinnovato in lui in giustizia e vera... cosa? Santità. Quindi, l’immagine di Dio si rinnova quando ti rivesti dell’uomo nuovo.
E voi direste: «stiamo parlando della salvezza?» In parte si, ma si manifesta anche quando ti comporti come un uomo nuovo, allora diventa visibile e manifesta. In Colossesi 3:10 troviamo questo: “E vi siete rivestiti del nuovo – oppure, il nuovo - che si va rinnovando in conoscenza – di nuovo - a immagine di colui che l’ha creato”, qui abbiamo di nuovo la stessa verità, che l’immagine di Dio si rinnova in un uomo quando egli diventa credente, e permette a Dio di manifestarsi attraverso di lui quando riveste quell’uomo nuovo. Non solo quando è un uomo nuovo, ma quando indossa l’uomo nuovo. Quando manifesta la nuova vita, allora Dio è reso visibile.
Quindi, in un certo senso, l’uomo riflette l’immagine di Dio. Penso che tutti gli uomini riflettano l’immagine di Dio perché sono capaci di pensare, di sentire e di prendere decisioni. E penso che ogni uomo prenda decisioni basate su fatti e su una logica, non solo su quello che si può chiamare “istinto animale”. Ma, in un certo senso, quando diventi un Cristiano, ti viene rinnovata l’immagine morale ed essenziale di Dio. Ma, cari, tutto quello che vi viene aggiunto, è imperfetto. Il meglio che possiamo fare sarà insufficiente.
E quindi è Cristo... e qui torniamo a Colossesi 1, è Cristo che è l’unica vera immagine, esplicita, perfetta, impeccabile e assolutamente accurata del Dio invisibile. Cari, se non fosse per lui che è l’immagine di Dio, nessuno di noi sarebbe mai stato in grado di avvicinarcisi. Guardate a Ebrei capitolo 1 versetto 3, qui abbiamo di nuovo un’affermazione sul conto di Cristo: “Egli”, si riferisce alla parola “Figlio” del versetto 2, “il Figlio” - oppure suo Figlio - che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza”.
Prima di tutto, qui si afferma che il Figlio, cioé Cristo, è “lo splendore della sua gloria”, ora quello che significa è che Egli è la manifestazione Dio. Egli è colui che viene da Dio, per rivelare l’essenza di Dio.
Secondo, va notato che in Ebrei 1:3, “è l’impronta della sua essenza”, egli è l’esatta e la perfetta immagine, si potrebbe dire che è la sostanza stessa. Per inciso, qui la parola “immagine”, nel Greco classico sta per un timbro, o per uno strumento, l’incisione che crea un timbro esatto, oppure una riproduzione identica. Gesù è la riproduzione esatta di Dio, niente di mancante, niente d’alterato o di diverso. In Giovanni 1:18 dice che, “Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che lo ha fatto conoscere”. Quando abbiamo visto il Figlio, dice Giovanni: “Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre”.
È del tutto esplicito che stava manifestando Dio. In Filippesi capitolo 2 versetto 6, “Il quale pur essendo in forma di Dio”, Cristo avendo tutto il carattere e tutta la forma di Dio, divenne uomo: “Spogliò sé stesso, prendendo forma di servo”, ecc...
Gli Ebrei consideravano sempre la rivelazione della personalità di Dio, in temini di quello che diceva Dio. Non potevano vedere Dio, ma potevano sempre ascoltarlo, non è vero? Quante volte nell’Antico Testamento si legge: “E la Parola del Signore venne a tal dei tali, e la Parola del Signore disse”, pensavano a Dio che si rivelava in termini di comunicazione. La manifestazione di Dio era verbale. Non c’è da stupirsi che quando Gesù Cristo venne nel mondo, Giovanni scrisse: “Nel principio era la... Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era - cosa? - era Dio” perché gli ebrei hanno sempre pensato che Dio si rivela nella sua Parola.
Dio si è rivelato verbalmente. Non c’è da meravigliarsi se Ebrei capitolo 1 dice: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni – cosa? - ha parlato a noi per mezzo del Figlio”. La rivelazione di Dio era sempre la sua Parola, e la Parola è Cristo. Cristo è il pensiero e l’espressione identica di Dio. Ecco perché in Giovanni 14:9 Gesù disse: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. In Matteo 17, Gesù lasciò persino intravedere il fatto che era Dio. Questo dovrebbe mettere fine per sempre a ogni speculazione o discussione su questo argomento, perché qui troviamo la rivelazione personale del Signore Gesù Cristo. La trasfigurazione in Matteo 17 versetto 2: “E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia riflendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce... ed ecco una voce nella nuvola che diceva: ‘Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto – disse Dio - ascoltatelo”. Si è rivelato, ha mostrato ciò che la sua carne copriva e ha detto: «Ecco, adesso potete vedere Dio nella sua gloria Shekhinah».
Dunque, il Figlio è l’unica rappresentazione perfetta di Dio. Gli uomini non lo sono. Sono una immagine deturpata di Dio, perfino quando vengono rinnovati in Cristo, sono meno che adeguati. Dio è visibile solo in Cristo con una perfezione assoluta. In 2 Corinzi 4:6 – questo è bellissimo: “Perché il Dio che disse: ‘Splenda la luce fra le tenebre’, è quello che risplende nei nostri cuori per far risplendere la luce della conoscenza della gloria di Dio”, ora come l’ha fatto? In che modo Dio diede all’uomo la luce della conoscenza della gloria di Dio? In questo modo: “Nel volto di - di chi? - di Gesù Cristo”! Dio ha manifestato la sua gloria nel volto di Gesù Cristo, è li che Dio si è manifestato.
Torniamo a Colossesi 1 e consideriamo quella parola “immagine”, che significa una copia precisa, una replica. Cristo è la replica perfetta, ed immacolata di Dio. E sai, non è solo un bozzetto, ne è la pienezza; Colossesi 2:9, “In lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”; Colossesi 1:19, “Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta (plèroma) la pienezza”, Gesù miei cari è la rivelazione di Dio completa, finale alla quale non manca nulla. Pensare a qualcosa di meno rispetto a Gesù, come abbiamo visto, è blasfemo e idolatrico verso Dio.
In Genesi 32... credo che sia, giusto? Versetto 30, “Giacobbe chiamò quel luogo Peniel perché disse: ‘Ho visto Dio faccia a faccia’”, Peniel significa ‘faccia di Dio’, ‘Ho visto Dio faccia a faccia’, chi vide? Credo che vide il Figlio, la sua pre-incarnazione.
Noi siamo un’immagine deturpata ed inadeguata. Cristo è l’unica adeguata. Vi dirò qualcosa che mi emoziona ogni volta che ci penso, 1 Giovanni 3:2 dice che un giorno saremo come Cristo. Questa è una realtà sbalorditiva, sbalorditiva! E pensare che Dio divenne un uomo, che Dio invase il mondo in forma umana, è un pensiero sbalorditivo.
Efesini 4:13 dice che il nostro obiettivo come Cristiani qui ed ora, è quello di giungere: “All’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta - di chi? - di Cristo”, saremo come lui, ora siamo rovinati, ma saremo come lui, e fin da ora dobbiamo lottare per essere come lui.
E dunque, Cristo è Dio rivelato al mondo. Se vuoi conoscere com’è Dio, guarda a Cristo, egli ti dirà com’è Dio. Se Dio fosse uomo, ci aspetteremmo che fosse senza peccato, proprio come Gesù. Se Dio fosse uomo, ci aspetteremmo che dicesse le parole più grandi mai pronunciate, proprio come fece Gesù. Se Dio fosse uomo, ci aspetteremmo che esercitasse un’influenza profonda sulla personalità degli esseri umani come nessun’altro prima d’ora, e lo fece. Se Dio fosse uomo, ci aspetteremmo che facesse miracoli con semplicità, e li fece. Se Dio fosse uomo, ci aspetteremmo che amasse in modo eccellente, e lo fece, perché era Dio, e Dio non può essere conosciuto se non tramite Gesù Cristo. E Paolo, dice che non possiamo nemmeno chiamare Gesù Signore, se non per mezzo dello Spirito. Dunque, è una questione di rivelazione divina.
Per di più, Colossesi 1, non vogliamo arenarci su questi termini, “Egli è l’immagine del Dio invisibile”, in secondo luogo, versetto 15, “il primogenito di ogni creatura”, questa affermazione particolare, ha causato tante difficoltà per alcune persone perchè non comprendono quello che vuole dire. Il primo nato, oppure “il primogenito di ogni creatura”, si riferisce alla posizione, non al tempo, si riferisce alla posizione, non al tempo. Egli non fu il primo essere creato in termini di tempo.
Ci sono due buone ragioni per quello: la prima è che non fu mai creato! In Giovanni 8:58 disse: “Prima che Abramo fosse - cosa? - Io sono”. Apocalisse lo chiama “Colui che era, che è, e che viene”. Le persone dicono: «Ah... fu creato»; «No, non fu creato!». Le persone dicono: «Ma è il primogenito di ogni creatura?» Sì, ma non il primo a essere stato creato! Se volete proprio intenderlo in questo modo, vi dico che tanti furono creati prima di lui. Cosa significa “primogenito”? Il termine Greco protòtokos si riferisce alla posizione. Ora annotatevi questo, molto importante, si riferisce al rango, si riferisce al diritto d’autorità, al primato non alla cronologia. Il primogenito è colui che ha i diritti sull’eredità. Nel contesto Giudaico, lo sapevano tutti, ed anche nel contesto Gentile lo comprendevano tutti. A Colosse non avevano dubbi a cosa si riferisse, cioé che Cristo era l’onorato, il privilegiato, l’autorevole, l’erede del Padre.
Vi ricordate di Giacobbe ed Esaù? Esaù era nato primo, Giacobbe era il prototókos, egli ebbe la benedizione. Salmo 89:27, “Io lo costituirò mio primogenito”, e poi definisce cosa vuole dire, Dio lo definisce, “Il più eccelso dei re della terra”, cos’è il primogenito? Il più eccelso, Salmo 89:27 offre la definizione, qualcuno che è il più alto, l’eccelso.
Torniamo di nuovo a Ebrei 1, dice: “In questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio”, ora ascoltate a questo, “Il Figlio, che egli ha costituito erede”, l’erede fu costituito dal Padre. Normalmente, era il primogenito, ma se per qualche ragione il primogenito veniva squalificato, il padre avrebbe avuto il diritto dif arlo, ma doveva esser nominato dal padre.
Nel contesto Ebraico il padre doveva conferire la benedizione al primogenito. E la questione non era necessariamente collegata a chi fosse nato per primo, ma a chi sarebbe stato il figlio onorato e prestigioso che avrebbe ereditato tutto quello che il padre possedeva. L’eredità appartiene a Cristo.
In Apocalisse capitolo 5, Dio è sul trono e il rotolo si trova nelle sue mani, l’atto di proprietà della terra, è sigillato con sette sigilli, come era consuetudine per la legge romana. Per sigillare un testamento, occorrevano sette sigilli in modo che non potesse aprire senza creare una distrazione, “E vidi un angelo potente che gridava a gran voce: ‘Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i sigilli?’” Chi è il possessore della terra? Chi è l’erede che si approprierà del mondo, chi ha il diritto di controllare la terra, di riprenderla e di ereditarla? “Ma nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, né guardarlo”, e Giovanni disse: «piangevo molto perché non si era trovato nessuno che fosse degno».
Dov’è il primogenito? Dov’è il prototókos? Dov’è il primo? Dov’è l’erede? “Ma uno degli anziani mi disse: ‘Non piangere; ecco il leone della tribù di Giuda, il discendente di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette sigilli’. Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che sembrava essere stato immolato, e aveva sette corna e sette occhi che sono i sette spiriti di Dio, mandati per tutta la terra. Egli venne e prese il libro dalla destra di colui che sedeva sul trono”.
E qui vediamo Cristo che, come prototókos, prese l’atto di proprietà della terra, per assumerne il comando e regnare come il Re dei re, e il Signore dei signori. Dal capitolo 6 al capitolo 19, abbiamo la conquista della terra, fino a quando, nel capitolo 20 regna in conclusione. Ed il versetto 13 riecheggia i sentimenti del cielo: “E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano: ‘A colui che siede sul trono, e all’Agnello, siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli’”. Vedete? Tutto l’universo fa eco e risuona del fatto che Egli è degno.
Il fatto triste è che Satana vuole che nessuno lo comprenda, in modo che nessuno creda veramente che Gesù è Dio, in modo che nessuno creda veramente che non è una creatura, ma che è il primo di tutti. E dunque in 2 Corinzi 4:4: “Per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo - e chi è quello? - Satana! - ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”.
Satana non vuole che le persone sappiano che Gesù Cristo è l’immagine di Dio, che è l’unico che ha il diritto di regnare nel mondo, non vuole che lo sappiano, affinché le loro menti siano accecate dall’incredulità. Questo è un buon testo da mostrare a coloro che ti chiedono: «Cristo non è Dio» Così potete spiegare loro perché ci credono.
In Giovanni 10:33, gli Ebrei gli risposero... Gesù pronunciò molte affermazioni, ma gli Ebrei ricevettero il messaggio. Le persone dicono: «be, ma Gesù non ha mai affermato d’essere Dio» – o mamma, non proprio! “Gesù non ha mai affermato d’essere Dio?! “I Giudei gli risposero”, in Giovanni 10:33, ‘Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia, e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio’”. Avevano capito benissimo le sue parole e sapevano esattamente quel che stava dicendo. Gesù aveva rivendicato l’autorità divina sugli angeli, aveva rivendicato l’autorità divina sugli uomini e, di fatto, aveva rivendicato l’autorità divina su ogni cosa quando disse: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra”, Matteo 28:18. Affermò di essere Signore sulla legge, sul Sabato, sulla tradizione degli anziani, su ogni singolo aspetto! Rivendicò il potere di perdonare i peccati, di risorgere dai morti e ne diede la prova.
No, Gesù non è una emanazione di Dio, una sorta di semi-dio, è Dio. E quindi nel versetto 15 vediamo Gesù nella sua potente relazione con Dio. Ora, al versetto 16 vediamo Gesù nella sua relazione con il mondo, Gesù nella sua relazione con il mondo: “Poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze, tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui”.
Abbiamo appena imparato che Egli ha il primato su tutta la creazione, sapete perché? Perchè ha creato tutto. Giovanni 1 dice: “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta”, guardate di nuovo al versetto 16, “Poiché in lui sono state create tutte le cose”. Chi ha creato tutto? Cristo, non un qualche dio minore, qualche demiurgo, qualche emanazione minore, né una sorta d’essere malvagio. Cristo, egli è il Dio Creatore. Creò per se stesso, e per la sua gloria, così come tramite se stesso. Di nuovo in Ebrei 1:2, “Mediante il quale ha pure creato i mondi” – ‘Mediante’ è dià, che dal Greco significa “tramite”. I mondi furono creati tramite di Cristo. E vel’ho detto, quando ci pensate, è assolutamente meraviglioso!
Al Oliver, che era con noi durante la dedicazione, un’oretta fa, ha un piccolo bambino, direi non proprio piccolo, ma cresciuto, molto carino, di nome Matthew. Ed era seduto e lo teneva tra le braccia, e mi ha detto: «L’altro giorno guardavo a questo bimbo e pensavo: potresti credere che il Dio dell’universo divenne come uno di questi? Mettendosi in balia degli uomini? Incredibile!» Gli ho risposto: «Quello è davvero un pensiero profondo!» Ci credi che quel piccolo essere, era il Creatore dell’universo? Guardate ai vostri! Ci credete? Straordinario! Dio divenne un uomo, prese un corpo, Dio che ha creato tutto... impensabile!
Io non sono uno scienziato, ma non m’immagino neanche d’essere uno scienziato. Ma mi ricordo che tutto quello che riuscii a fare nel laboratorio di scienze, era di rovinare alcuni becchi di Bunsen, e di rompere le ampolle. Non sono uno scienziato, ma vi dico una cosa. Conosco e leggo abbastanza, per sapere che questo mondo, è una cosa davvero complessa, e chiunque l’abbia messo insieme, è notevole.
Fermatevi un momento e immaginate che ci sia un buco al posto del sole. Voglio mostrarvi quanto sia grande il sole, se c’infilaste 1.200.000 terre, ci sarebbe spazio per 4.300.000 lune intorno, è grande! La stella più vicina è dista 300 miliardi di chilometri. La stella polare è 600 miliardi di chilometri lontana. Una stella in particolare, il cui nome mi affascina sempre, si chiama “Betelgeuse”, quella stella dista 1416 quadrilioni di kilometri. Non chiedetemi quanto siano... 1416 quadrilioni di kilometri, e la scienza dice che è così grande che il suo diametro, è più grande dell’orbita terrestre, un sacco di materiale!
Gesù Cristo ha fatto tutto, e la gente dice: «Io non credo al miracolo dell’acqua che diventa vino», ma dai! «Non credo che abbia veramente guarito l’uomo zoppo», di nuovo, a quanto pare, se vuoi discutere con me della sua potenza creativa, dovrai andare oltre me stesso perché io sono una nuova creazione, e so quello che può fare. Ecco perché rifiuto l’evoluzione, per me è assolutamente insensata. C’è solo una ragione per cui una persona potrebbe credere nell’evoluzione, anzi due. Due ragioni: la prima è l’ignoranza, cioè non lo sapevi, giusto? Non hai mai sentito la verità. Secondo, una chiara e volontaria incredulità. Come ho letto in un articolo di uno scienziato che ha scritto: “Io rifiuto il Dio trascendente, che altra opzione mi rimane?” Eccolo lì, ha chiarito tutto. Se ci pensi, questa è l’unica cosa che si potrebbe credere.
Dunque, in relazione all’identità di Gesù, Paolo fissa un fondamento solido. E giusto un’altro pensiero dal versetto 17 che penso sia veramente notevole, “Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui”, “Egli è prima di ogni cosa”, sapete cos’è che amo? Quell’affermazione che si trova in Giovanni 8:58, “Prima che Abramo fosse nato, io sono”, sarebbe stato bello essere lì, sarebbe stato troppo bello vedere le reazioni. Sarebbe stata una cosa davvero sconvolgente! Egli è prima di ogni cosa. Prima che ci fosse qualunque cosa, c’era lui. Era necessario per poter creare ogni cosa. Disse... Disse in Apocalisse 1:17, “Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Il vivente, e vivrò per sempre”, Apocalisse capitolo 2: “Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita” grandi affermazioni.
Il primo, la causa iniziale, la sorgente. Apocalisse 22:13, “Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine”. Versetto 16, amo questo, “Io sono la radice e la discendenza di Davide”, pensateci, come può la stessa persona essere la radice e la discendenza di qualcuno? Come puoi essere il padre di Davide ed il figlio di Davide? Egli lo è. È prima di ogni cosa, ed amo questo perchè dice, “Tutte le cose sussistono in lui”, lo vedi? “Tutte le cose sussistono in Lui” Ebrei 1:3 dice: “Sostiene - tempo presente - tutte le cose con la parola della sua potenza”.
E quindi volevo sviluppare un po’ questo concetto e stavo leggendo un libretto che mi ha dato Bob Heinmiller, e ci ho trovato alcune cose molto interessanti che condividerò con voi in un minuto, ma quando pensate al fatto che ‘in Lui la terra è tenuta insieme’, è davvero stupefacente, cioè è davvero incredibile, se la rotazione della terra rallentasse, congeleremmo o bruceremmo. Quindi deve ruotare alla stessa velocità in modo costante. Se la temperatura del sole cambiasse da qualcosa come 6000 gradi, succederebbe la stessa cosa. La nostra terra è inclinata ad un angolo di 23 gradi, questo ci permette di avere le quattro stagioni. Se non fosse così, i vapori dall’oceano si muoverebbero in basso dal nord verso il sud, coprendo i continenti di ghiaccio. Se la luna non rimanesse all’esatta distanza attuale, le maree ci sommergerebbero. Cioè, chi è che mantiene il tutto insieme? Paolo dice, “Il Figlio di Dio, il Cristo di Dio”.
Quest’articolo datomi da Bob, è stato scritto da un dottore, fisico nucleare, di nome Chestnut, ed ha detto alcune cose affascinanti, e lasciatemi condividere alcune con voi, queste son davvero sconvolgenti, “La scienza nucleare ci dice che tutta la materia nell’universo, è costituita da tre piccole particelle fondamentali, chiamate protoni, elettroni e neutroni”, e questo l’avete studiato tutti a scuola. Ci sono dei nuclei nei quali ci sono dei protoni, neutroni, e piccoli elettroni che schizzano verso l’esterno; e queste cose non si possono vedere, sono... lo sapete, di dimensioni infinitesimali, ma sono gli elementi costitutivi di tutta la materia.
Ora, lui dice in quest’articolo che: “visto che queste particelle subatomiche sono i frammenti più piccoli dell’universo, devono contenere i codici segreti della loro struttura e della loro azione. E se Dio è Dio, allora queste cose portano a lui. I protoni e i neutroni costituiscono il nucleo, mentre gli elettroni, muovendosi intorno, relativamente parlando, sono molto lontani. Quindi, per la nostra riflessione, ignoreremo gli elettroni e ci concentreremo sul nucleo di un atomo, che è la combinazione di protoni e di neutroni”.
Ora, il dottor Chestnut dice, e questo è risaputo, che dice che: “Ogni protone ha una carica elettica positiva, mentre il neutrone non ha nessuna carica elettrica. E gli scienziati evitano di discuterne il perché? Francamente, non sanno il motivo, ma la cosa curiosa è che per decenni gli scienziati hanno accettato la legge intoccabile che dice che le stesse cariche, in elettricità e magnetismo, si respingono a vicenda”.
Il punto è che, se hai un intero mucchio di piccoli protoni che emettono una carica elettrica, perché non vengono espulsi? Cos’è che tiene insieme quel nucleo? La legge dice che i protoni non dovrebbero essere in grado di convivere fianco a fianco nel nucleo di un atomo, perché le cariche si respingono a vicenda. Dice: “Gli scienziati nucleari negli anni ‘30, hanno concluso che la legge di Coulomb della repulsione reciproca tra gli oggetti, agisce nel nucleo di ogni atomo, cercando di distruggerlo dall’interno”.
C’era questa legge, la legge di Coulumb, che diceva che “è operativa e sta facendo del suo meglio per frantumare l’atomo. Ora, in tempi più recenti, abbiamo capito come eliminate la forza che lo tiene insieme e poterlo distruggere». Non è facile, avete mai visto quella cosa li che c’è a Palo Alto che continua in per kilometri e kilometri e kilometri? Immaginate cercare di farlo! Ma hanno detto, «stranamente - dicono - questo è qualcosa che non capiamo, ovvero, che esiste una seconda forza nel nucleo che è contraria a quella che lo divide e lo tiene insieme, che essi chiamano la ‘colla nucleare», e non hanno la più pallida idea di cosa sia. Noi lo sappiamo!
Dunque, abbiamo un atomo in cui coesistono due leggi conflittuali. In altre parole, quando l’uomo con tutta la sua conoscenza scientifica, arriva alla cosa più basilare, si trova con un problema senza risposta. Le sue leggi scientifiche gli dicono che il giocattolo sta per esplodere, ma qualcosa lo tiene insieme, qualcosa che resiste al fattore di scissione. C’è una legge, chiamata la legge di Coulomb, che prova a distruggere l’atomo, ma una cosa che la sovrasta, lo tiene insieme.
Karl Darrow, un fisico della Bell Labs della città di New York, ha detto che: “Questi nuclei non dovrebbero esistere. In realtà, non si sarebbero mai dovuti formare, e se si fossero formati sarebbero dovuti esplodere all’istante, ma il fatto è che esistono”. Ci sono? In realtà costituiscono tutto, dice: “Una irremovibile inibizione li tiene continuamente insieme”. Vorrei presentarvi quest’irremovibile inibizione.
George Gamow, professore di fisica al George Washington University, ha detto: “Ogni oggetto è un potenziale ordigno nucleare, che non va in pezzi”. È incredibile, non è vero? Chi mantiene il tutto insieme? Noi lo sappiamo. La scienza può chiamarla “colla nucleare”. Hanno persino inventato il nome “Colossus”, ma non è “Colossus”, è Colossesi... io direi che è Colossesi 1:17.
E giusto per darvi un’idea, mio padre ne stava parlando Domenica sera scorsa, guardate a 2 Pietro 3:10, ora sarai molto più felice di sapere che è Dio a tenere tutte le cose insieme, se dovesse mollare la presa, addio! 2 Pietro 3:10, “Il giorno del Signore verrà come un ladro - ovvero inaspettatamente - in quel giorno - fate attenzione - i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate”, vedete come tutte queste cose saranno… qual’è la parola? “dissolte”. Letteralmente, questa parola significa “perdere che lega”, sapete di cosa sta parlando? Parla della fine della colla nucleare.
Un giorno, quando arriverà l’ora di Dio, egli staccherà gli atomi. Una fissione nucleare farà esplodere l’universo. I cieli passeranno con una esplosione chiamata “il grande stridore”, posso immaginare che sarà qualcosa di incredibile. “Gli elementi infiammati si dissolveranno”, che è un altro risultato di questa terribile carica elettrica che attraverserà l’universo. Tutto si scioglierà, e sarà letteralmente dissolto. Il termine è lùo “dissolvere”, che significa “sciogliere quello che è legato”.
Quando la colla nucleare si esaurisce, tutto si dissolve e si scioglie. Il rilascio e lo scioglimento della forza di coesione, distrugge i nuclei di tutti gli atomi. La legge di scissione prende il sopravvento, e quella di Coulomb distruggerà l’universo. E quando Paolo dice che egli: “Sostiene tutte le cose”, oppure che: “Tutte le cose sussistono in lui”, ci dice chi è che tiene tutto insieme.
Torniamo di nuovo a Colossesi 1, voglio mostrarvi Cristo nella sua relazione con il mondo invisibile, e non vi preoccupate, tra un minuto avremo finito. Cristo nella sua relazione con il mondo invisibile si trova di nuovo nel versetto 16: “Poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e... - quali altre? - le invisibili”, e poi abbiamo i nomi di diversi tipi di angeli, e di diversi ranghi, “Troni, signorie, principati, potenze” – tutte create da lui. Ed abbiamo classi di angeli, non sappiamo le differenze di rango, non conosciamo la differenza seppur sappiamo che hanno ranghi diversi, alcuni sono chiamati principati, alcuni potenze, alcuni autorità, alcuni domini e altri potenze o troni. Per cui, qualunque siano i ranghi degli angeli, tutti sono stati creati da lui. Le ha fatte Lui, Egli non è una delle emanazioni, Egli le ha create tutte, sta dicendo Paolo.
Ebrei 1:7 ci è utile: “E mentre degli angeli dice: ‘Dei suoi angeli egli fa dei venti, e dei suoi ministri fiamme di fuoco’” – e qui c’è l’idea del fatto che gli angeli furono creati. Parlando del Figlio dice: “Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia”, e per inciso, abbiamo qui in Ebrei 1 certe citazioni dell’Antico Testamento che dimostrano che Cristo è superiore agli angeli. Gli angeli sono creati, Cristo è superiore, egli è il Figlio. Infatti, ci viene detto in Filippesi 2 che “Ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto la terra”, che siano angeli, o qualunque cosa siano, si inchineranno.
In Efesini capitolo 1 versetto... 21, dice che Cristo è: “Al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro”. Tutte le cose sono state poste sotto i suoi piedi, questo è simbolo di un Re regnante. Un Re seduto su un trono elevato, e tutti sono sotto i suoi piedi. Tutti gli angeli, tutti i principati, tutte le potenze, tutti i domini, tutti coloro che regnavano e operavano nel reame angelico, coloro che stavano operando in quel reame sono soggetti a Gesù Cristo. Egli non è uno di loro.
In 1 Pietro 3 dice, al versetto 22 che Cristo è: “Asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti”. Dunque, Egli non è un angelo, è sopra gli angeli. Quindi, abbiamo visto Cristo in relazione a Dio, in relazione al mondo ed in relazione al mondo invisibile.
Quarto, nel versettoo 18 vediamo Gesù in relazione alla chiesa. Ed abbiamo già speso molto tempo su questo, non voglio spenderci troppo tempo voglio solo menzionarlo, versetto 18 “Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio”, di nuovo il prototókos, oppure il primo dai morti, “Affinché in ogni cosa abbia il primato”.
Qui vengono presentate quattro grandi verità su Cristo. Numero uno: egli è il capo del corpo che è la chiesa. La chiesa è chiamata il ‘corpo di Cristo’. Rispetto alla chiesa vengono usate diverse metafore, essa è chiamata una famiglia, un regno, una vigna, un gregge, un edificio e una sposa. Ma penso, però, che la più singolare, quella che non ha un corrispettivo nell’Antico Testamento per Israele è che la chiesa è un corpo, è una realtà organica. Cristo è come il capo, e noi siamo gli arti, gli organi e quelle parti che funzionano in risposta al comando del cervello. Questa penso che sia la metafora più dominante in riferimento alla chiesa da parte di Paolo. E tra un paio di settimane nel nostro studio mattutino inizieremo a guardare a 1 Corinzi 12 e c’inoltreremo in questo argomento con grande profondità ed intensità per cui non voglio spenderci troppo tempo questa sera.
Ma è sufficiente dire che la chiesa è un organismo, noi siamo inseparabilmente legati insieme per mezzo del Cristo vivente. E poiché Egli vive in noi la stessa vita, noi siamo uniti in modo inseparabile a lui, e gli uni agli altri. Tutti noi serviamo come un corpo, e dobbiamo farlo insieme. Abbiamo tutti una certa responsabilità l’uno verso l’altro.
1 Corinzi 12 lo dice con dettagli bellissimi. Il corpo dev’essere caratterizzato dall’unità. Vale a dire, noi siamo un corpo che va nella stessa direzione, non siamo un corpo spastico, siamo uniti e obbediamo al controllo della mente.
Secondo, nel corpo esistono diversità, anche se c’è un unico intento, e una unità di risposta al capo che è Cristo, allo stesso tempo c’è la diversità di doni, di ministeri e d’operazioni.
Terzo, nel corpo c’è la reciprocità. Vale a dire, il normale servizio di un membro del corpo verso un altro membro, e questo è vitale. Dunque, noi siamo il corpo, e Cristo è il Capo. Egli è la guida divina, la forza dominante che orienta. Paolo dice ai Colossesi che noi non dipendiamo dagli angeli, non dipendiamo da visioni speciali, né dipendiamo da qualche conoscenza che non sia Cristo. Egli è il capo, e governerà la chiesa.
Lo sapevi che alla base del tuo cranio si trova una ghiandola chiamata, la ghiandola pituitaria che fra le altre cose, controlla l’ormone della crescita. Tu cresci in relazione al tuo capo. Il cervelletto nel tuo cervello, è chiamato “l’armonizzatore dell’azione muscolare”. Ti muovi e funzioni perché sei guidato dal cervello. Allo stesso modo, Cristo fa crescere, e concede la guida che si manifesta nel corpo. Egli è il Capo Egli governa la chiesa, esistiamo in risposta a lui. Egli domina, non è solo uno dei tanti. Non è solo un angelo che scegliamo di adorare, che dobbiamo aggiungere come un supplemento. Egli è il capo della chiesa, che è il corpo.
In secondo luogo, dice, che: “È lui il principio” della chiesa, il principio, àrchè, principio nel senso d’origine e di rango. Nel senso di primato, egli è àrchè, che può essere tradotto “capo”, oppure “pioniere”. Colui che è davanti, che è in alto, il numero uno, significa anche “l’origine”. Egli è sia l’origine della chiesa, sia la potenza che le dà inizio. Il capo, o il primo della chiesa.
Poi, Paolo dice che è: “Il primogenito - di nuovo, prototókos - dai morti”. E vi ho detto quello che significa, di tutte le persone che sono mai state risuscitate dai morti, egli è il capo. Egli è Colui che è il primo, egli è il capo, il più alto di tutti, più alto in rango, il più grande di tutti.
Quarto, “… affinché in ogni cosa abbia il primato”. La cosa che gli diede il primato, fu la sua resurrezione dai morti. Poiché Egli morì sulla croce, e risorse dai morti, il Padre lo ha sommamente esaltato. Egli ha il primato. Credo, sia logico, che Colui che ha il primato nell’universo, che è il punto di riferimento per la storia, che è l’agente, lo scopo, il precursore, il sostenitore, il governatore di tutta la creazione, Colui che è il Capo della chiesa, il principio, la fonte, l’essere supremo, Colui che ha il primato tra i risuscitati, essendo il primogenito dai morti, abbia il diritto al titolo di “Signore”, non è forse vero? Dunque, abbiamo visto Cristo in relazione a Dio, all’universo, al mondo invisibile e alla chiesa.
Infine, Cristo in relazione a tutto il resto. Versetto 19 racchiude il tutto: “Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza”. Nel caso che sia rimasto qualcosa fuori, non c’è nulla in nessun altro che non sia suo. In Lui vi è tutto. Qualora che qualocosa non fosse stato incluso, la potenza, ora segnatevi questo, la potenza della divinità, gli attributi della sovranità, non furono distribuite fra una moltitudine di esseri, ma appartengono ad uno, Colui che le ha manifestate, Cristo. Non abbiamo bisogno degli angeli per ricevere la salvezza, e questo era quello che insegnavano, non abbiamo bisogno di spiriti, non abbiamo bisogno di altre creature. In lui “abita tutta la pienezza”.
Non ha bisogno di nessun supplemento, capitolo 2 versetto 3, “Nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti”, non ha rivali. Capitolo 2 versetto 9: “In lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”, e tu sei completo in lui, non c’è nient’altro che sia necessario. E il punto è che quando diventi un Cristiano, amo questa cosa qui, Giovanni 1:16 dice: “Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”, quando diventi un Cristiano, tutto quello che Egli è diventa... - di chi? – Tuo! È una verità fantastica.
Jonh Owen affermò giustamente che: “La rivelazione di Cristo, e del beato Vangelo, è molto più eccellente, più gloriosa e più splendente di sapienza e di bontà divine, dell’intera creazione, che la nostra giusta comprensione, se fosse possibile, potrebbe contenere o accogliere. Senza questa conoscenza, la mente dell’uomo, per quanto orgogliosa di invenzioni e di scoperte, è avvolta nell’oscurità e nella confusione. Questo, dunque, merita il più rigoroso dei nostri pensieri, le migliori delle nostre meditazioni e la nostra massima diligenza. Perché se la nostra futura beatitudine, consisterà nel vivere dov’Egli è, contemplando la sua gloria, quale migliore preparazione può esserci in vista di questo, se non in una previa e costante contemplazione di quella stessa gloria, attraverso la rivelazione che abbiamo nel Vangelo per questo scopo e, in vista di essa, in modo che possiamo, man mano, essere traformati nella stessa gloria?” fine della citazione.
La mia risposta si trova nelle parole dell’apostolo Pietro: “Santificate nel vostro cuore, Cristo come Signore e crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo”.
Padre nostro, ti siamo grati per ciò che ci hai insegnato ancora questa sera e per come abbiamo potuto vedere Cristo. Grazie per il meraviglioso miracolo dell’incarnazione. Ti ringrazio per queste persone preziose, per il loro amore per te, per la loro fedeltà di venire, di ascoltare ed insegnare e uscire e vivere queste verità. Grazie per ciò che significano per me, per come mi incoraggiano e come, mi cambiano, così come pietre nel fiume che si levigano a vicenda e mi costringono ad essere diligente per poter nutrire la anime di fronte a me.
Ti ringrazio per Te stesso, per il fatto che posso venire da te ed essere nutrito in modo che io stesso, a mia volta, possa nutrire altri. La mia più grande preghiera stasera è stata quella di esaltare il Figlio, e ti chiedo solo, o Padre, che ciò sia stato fatto; e che possiamo lasciare questo luogo avendo visto Gesù Cristo in tutta la maestà della sua persona.
Mentre stai ancora pregando, meditando e contemplando il nostro benedetto Cristo, potrebbe essere buono se dessi una qualche risposta nel tuo cuore. Ritengo che ci sono alcuni in mezzo a noi stasera che non conoscono Gesù Cristo come Salvatore. Ne avete sentito parlare di lui. Sicuramente ne avete sentito parlare stasera. Gesù è venuto in questo mondo come Dio. È morto sulla croce per il tuo peccato e il mio. È morto affinchè tu vivessi, ha pagato la pena per il tuo peccato. Ti offre un regalo gratuito. È un dono di Dio, non di opere, perché ce ne vanteremmo. Quel dono gratuito è la salvezza, e dice: «Se solo stendi la tua mano e accetti ciò che ti offro, ti darò il dono. Non chiedo nulla se non che vieni a me, che smetti di provare a vivere la tua vita a modo tuo e fai le tue cose; che mi lasci prendere il controllo del tuo cuore e di governarlo».
Non so voi, ma vi dico che sono entusiasta di aver ricevuto la pienezza di Cristo, come dice Giovanni 1:16. Ti dico solo che se vuoi prendere il regalo, perché non glielo dici e basta? Puoi anche dirlo: «Signore, non capisco tutto di questo. Ma capisco che sei morto per me e hai fornito la salvezza in dono, e io voglio prenderla».
Puoi pregarlo nel tuo cuore? Se lo fai, sentirai una risposta, lo fa sempre. Forse hai delle prove e delle ansie, sei arrivato all’estremo e non sai a chi rivolgerti. Rivolgiti a Gesù Cristo e sarai restaurato. Non hai nulla da perdere. È una cosa personale tra te e Dio.
Padre, grazie per la nostra comunione stasera. È stato così bello. Siamo stati benissimo in famiglia, stasera. È stato un pasto ricco. Ti ringraziamo per aver potuto conoscere un po’ le persone che ci circondano. Grazie per aver potuto cantare ed esprimere il nostro amore per te. Insegnaci come amarci veramente l’un l’altro perché tu ci hai amato per primo. Soprattutto, ti ringraziamo per Gesù Cristo. Non capiremo mai il mistero del perché ci hai scelto. Ma ti ringraziamo e chiediamo che, stasera, porti a te coloro che il tuo Spirito ha scelto, per la tua gloria. Dacci una buona settimana per condividere le verità che abbiamo imparato. Nel nome di Cristo, amen.
FINE
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