Stasera torniamo al libro di Matteo e vorrei che prendeste la vostra Bibbia e la apriate al secondo capitolo di Matteo, Matteo capitolo 2. E stiamo esaminando - abbiamo iniziato la nostra piccola occhiata la scorsa settimana - alla storia biblica della visita dei magi alla nascita di Gesù Cristo, a Betlemme. Ed abbiamo trascorso molto tempo l’ultima volta a presentarvi i magi, chi erano, e vi abbiamo detto qualcosa sul loro conto evidenziando alcuni dettagli. E non voglio prendere il tempo di ripassare tutto. Lasciate che vi ricordi solamente che quello che abbiamo visto sostanzialmente era che questi uomini erano degli stabilitori di re persiani che vennero perché erano consapevoli della nascita del re atteso di cui avevano sentito parlare da persone come Daniele ed altri degli Israeliti che avevano vissuto nella loro terra dal tempo della cattività babilonese.
E questi stabilitori di re persiani erano molto ansiosi di trovare un re perché non ne avevano uno; il re al loro tempo era stato deposto e quindi volevano che un grande monarca sorgesse al trono orientale affinché potesse essere una minaccia al grande Impero Romano dell’Occidente. Quindi i loro sentimenti erano sia politici che spirituali, ed abbiamo visto che entrarono in città e furono immediatamente confrontati con un personaggio molto interessante di nome Erode, che conosceremo un po’ di più questa sera. Ma vi ho condiviso che il motivo per cui Matteo include questa parte particolare della nascita di Gesù Cristo è perché Matteo presenta Cristo come Re, e cos’è che potrebbe essere più appropriato in una presentazione di Cristo come Re, se non l’avere alcuni stabilitori di re presentarsi ad incoronarlo come Re. E non erano solo degli stabilitori di re, ma erano delle autorità Gentili.
Abbiamo visto quanto fosse quasi paradossale che il popolo ebraico che avrebbe dovuto cercare il Messia non si preoccupasse nemmeno della nascita di Cristo, mentre questi Gentili, che non erano nemmeno un popolo a quel tempo, che erano esclusi dai patti di Dio; stavano cercando di riconoscerlo. Quindi Lui era un re, poi, abbiamo visto nella presentazione di Matteo in virtù della sua discendenza da Davide, come abbiamo già visto; ma qui vediamo che Lui è il Re in virtù del fatto che c’erano quelli nel mondo che erano degli stabilitori di re ufficiali che lo riconoscevano come tale. Potreste dire che nel capitolo 1, Matteo dice, “Gesù merita l’onore reale”, e nel capitolo 2, “Lo riceve”, e infatti, anche qui era riconosciuto come Re dei re e Signore dei signori in un certo senso da questi stabilitori di re persiani.
Questo è un rinforzo in favore della regalità di Cristo; del Suo diritto di regnare. E come vi ho detto l’ultima volta, non posso fare a meno di fermarmi a pensare al fatto che il vero Re non era riconosciuto a Gerusalemme, la Sua città. Nella Sua propria residenza reale, il luogo dove più di tutti gli altri posti avrebbe dovuto essere stato accolto come Re, ma non fu così. Non Lo cercavano. Non si preoccupavano di Lui. Non si erano mai nemmeno disturbati di venire a Betlemme per vederLo. Invece, erano alcuni estranei da una terra lontana che Lo cercarono per adorarlo e venerarlo. E oltre alla gente comune, i leader, i governanti, i teologi, ed i sacerdoti di Israele erano totalmente indifferenti, o altrimenti come Erode, erano pieni d’amarezza, odio, invidia, e gelosia.
E quindi proprio qui, all’inizio del Vangelo di Matteo, vediamo come andranno le cose. Ci saranno persone che saranno indifferenti; ci saranno persone che saranno antagoniste, e ci saranno persone che adoreranno. E vedremo di più sul conto di questi tre gruppi, man mano che procederemo. Quindi i magi rappresentano le primizie delle nazioni gentili e ci mostrano, davvero, che Dio li ha sempre avuti nel cuore. Ora, mentre esamineremo i versetti che vanno dall’1 al 12, e stiamo per guardarli nello specifico per esaminare il testo stesso. L’ultima volta ne abbiamo parlato solo a ad introduzione, ma mentre esamineremo il testo, voglio che vediate cinque atti appartenenti a questo dramma incredibile che si svolge nel capitolo 2; cinque atti separati. E li intitoleremo con una parola semplice così che li riusciremo a ricordare: “L’arrivo”, e questo è l’atto uno; numero due, “L’agitazione”. Numero tre, “La recitazione”. Numero quattro, “L’adorazione”, e numero cinque, “L’elusione”. Ora, non è un sommario molto brillante, ma sono solo alcuni ganci su cui potrete appendere i vostri pensieri.
Prima di tutto, arriviamo “all’Arrivo”, guardiamo ai versetti 1 e 2. “Gesú era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme”, e ricordate che vi ho detto che quella di fatto è una parola intraducibile che fa riferimento ad una certa linea sacerdotale ereditaria, una tribù di persone che originariamente veniva, apparentemente, dai Medi ma nel corso degli anni era salita ad un posto di grande rilievo nei regni di Persia, il Regno dei Medi ed il Regno Babilonese, così che divenne sinonimo in molti modi con l’esser un uomo saggio, essere uno dei magi significava avere un posto di saggezza nella società. Quindi “Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo»“
Ora, ovviamente, proprio qui abbiamo l’arrivo. Poco dopo la nascita di Gesù i magi arrivano a Gerusalemme. Ora ci sono due cose che vogliamo notare dall’inizio nel versetto uno. Prima di tutto, la frase, “a Betlemme di Giudea”. Ora, Betlemme è una tranquilla cittadina a circa cinque o sei miglia a sud di Gerusalemme. Una volta era chiamata Efrata, ed è così designata dal profeta dell’Antico Testamento, Michea.
Ora il nome Betlemme è interessante, significa “casa del pane”. Beth è “casa”, lehem è “pane”. Casa del pane, un nome adatto per il luogo dove è nato il vero pane della vita. Ora, questo piccolo villaggio si trova in una campagna fertile ed era molto produttivo. Infatti, se potrei permettermi di darvi una breve descrizione che potrebbe aiutarvi a visualizzare la cosa un po’ più chiaramente, ci sono stato un paio di volte e farò del mio meglio per aiutarvi.
Gerusalemme, come sapete, si trova su un altopiano a più di 600 metri sulla valle sottostante. Si trova in cima ad un’alta collina. E leggermente al sud, una cosa interessante di dove si trova Betlemme, su un’estremità c’è un crinale più alto e sull’altra estremità c’è un altro crinale più alto ed è quasi come una sella e Betlemme si trova proprio nel mezzo.
L’area è, per la maggior parte, caratterizzata da una sorta di calcare grigio. Infatti, è tutto quello che si vede lì perché oggi c’è una normativa urbanistica a Gerusalemme, in quell’area, che non si può costruire alcun edificio a meno che non sia costruito in pietra di Gerusalemme. Così che gli edifici sorgono proprio dal terreno e sembrano esattamente il terreno stesso, è una sorta di calcare di colore grigiastro, e sembra una piccola città posizionata in un anfiteatro – molto suggestiva come cosa.
Ora, la piccola cittadina di Betlemme ha avuto una lunga storia molto interessante. Se tornaste indietro al Libro di Genesi, trovereste che a Betlemme, Giacobbe seppellì Rachele e pose un pilastro o un sgno sulla sua tomba. E anche oggi, mentre si prende un taxi Mercedes-Benz per scendere a Betlemme, qualcuno indicherà e dirà, “Quella è la tomba di Rachele”, sulla destra della via.
Troviamo anche che quando Rut sposò Booz nel Libro di Rut, visse nella città di Betlemme. E da Betlemme, Rut poteva vedere chiaramente nella valle del Giordano, ed è vero! Ci si può alzare lì in quel piccolo dorso di sella e si può guardare lontano su tutta la valle del Giordano, oltre il Mar Morto, e si possono vedere le colline di Moab dall’altra parte. Rut era una Moabita e viveva a Betlemme, e da lì avrebbe potuto stare in piedi e vedere la sua stessa patria.
Ma soprattutto, la città di Betlemme era la casa e la città del grande re d’Israele di nome Davide. E quella è la cosa caratteristica più nota sul conto di Betlemme, è sempre e comunque la Città di Davide. In 1 Samuele 16, 1 Samuele 17 e 1 Samuele 20, troviamo indicazioni che questa era la città di Davide. Infatti, in 2 Samuele 23, quando Davide era un fuggitivo ricercato, grida e dice che anela per “l’acqua del pozzo di Betlemme”, la sua città natale.
Nei giorni successivi, Roboamo, dopo la divisione del regno al tempo di Salomone, Roboamo fortificò la città. Ma unicamente parlando essa sta – molte piccole cose sono successe nel corso della storia – ma unicamente parlando è conosciuta come la Città di Davide. Ed era davvero lì – e questo è importante – era davvero lì in quel piccolo luogo, nel piccolo villaggio, non era veramente una città. Ed era in quel piccolo villaggio che il popolo di Dio aveva aspettato a lungo che il loro Messia nascesse. E c’era una ragione per quello, e la ragione era la profezia dell’Antico Testamento. Stavano aspettando che il figlio maggiore di Davide uscisse dalla città di Davide. Stavano aspettando che il Messia nascesse lì, e quando nacque lì non si preoccuparono neanche di prenderne nota.
Ora solo un po’ di più su Betlemme per aiutarvi a ottenere un piccolo quadro visivo della situazione. Le case di Betlemme sono costruite su tutto il pendio. Infatti, è molto difficile trovare una pianura a meno che non si va sulla piazza proprio accanto alla Chiesa della Natività, e sembra che sia tutto un pendio e le case son tutte costruite così.
E molto frequentemente, quando le case venivano costruite su questi pendii, al di sotto di esse, visto che il calcare non era così duro e visto che c’erano delle incavature naturali nella montagna, le persone costruivano delle caverne scavate che spesso venivano utilizzate come stalle; ed è molto probabile che fu in una caverna tale che il nostro Signore Gesù nacque. Anche oggi, la Chiesa Cattolica crede di aver trovato la giusta caverna. Naturalmente trovano sempre il posto dove poter erigere una chiesa, ovunque tranne che in mezzo al Mar di Galilea. Non sono stati in grado di costruirne una là dove Gesù camminò sull’acqua, ma in ogni altro luogo dove Gesù camminò costruirono una chiesa.
Questa caverna particolare che pensano di aver trovato sul fianco della collina, gli hanno costruito una chiesa proprio al di sopra di essa, proprio in cima. Quindi si entra nella chiesa, si scende le scale – si va giù, in bassisimo - e si entra in una piccola caverna, piccolissima nella quale bisogna piegare la testa e le spalle per strisciarci dentro, ed è lì che dicono che Gesù nacque.
Ora a proposito, questa non è una cosa recente. Risale fino all’Imperatore Adriano che fu il primo a riconoscere che i cristiani pensavano che quella caverna fosse il luogo sacro, quindi cercò di profanarlo per bene e ci costruì un santuario ad Adone, un dio falso, proprio su di essa e Costantino arrivò intorno al IV secolo e distrusse il tempio di Adone e costruì una chiesa. E ancora oggi si pensa che quello sia il sito. Quindi è un piccolo villaggio costruito su un cumulo di pendii dove le case di solito avevano, al di sotto di esse, se avevano spazio, avevano una stalla, una piccola stalla fatta da un incavatura nella collina.
Ora questa è Betlemme di Giudea. Non significativa. E forse è appropriata come cosa, così quando qualcuno pensa a Betlemme pensa solo ad una cosa, la nascita di Gesù Cristo. E forse è così che Dio lo volle e quindi scelse un luogo molto oscuro, eppure un luogo abbastanza vicino a Gerusalemme che avrebbe dovuto attirare l’attenzione della popolazione intera alla nascita del re, se fossero stati tanto sensibili a Dio quanto avrebbero dovuto.
Noterete che c’è, senza ombra di dubbio, del passato, tra il capitolo 2 versetto 1 quando i magi arrivarono e la nascita di Cristo, c’è un intervallo di tempo; ne ho accennato l’ultima volta e non mi addentrerò più in grandi dettagli al riguardo, ma mi sembra che siano trascorsi almeno diversi mesi. C’è un buon periodo di mesi, Gesù nacque verso la fine dell’anno, e poi Erode morì verso l’inizio dell’anno successivo. E sappiamo che morì, o almeno crediamo che morì intorno alla fine di marzo o all’inizio di aprile durante l’eclissi lunare nel 4 a.C. Non potrebbe essere più di quattro, cinque o sei mesi al massimo, almeno secondo me, dopo la nascita di Cristo.
E noterete anche questo, che nel versetto 11 ci dice che quando “entrarono nella casa, videro il bambino”, Cristo non era più nella mangiatoia, non si trovava più nella stalla, era in una casa e come vi ho detto l’ultima volta, molto probabilmente erano già stati al tempio per la purificazione. Quando una donna ebrea aveva un bambino, doveva trascorrere un certo periodo di tempo, dove era chiamata a purificarsi ed offrire sacrifici e vi ho detto che in genere offrivano delle tortore, che era l’offerta di qualcuno che si trovava in estrema povertà.
E se fosse passato molto tempo dopo la nascita di Cristo, senza ombra di dubbio avrebbero preso i doni che i magi avevano portato ed avrebbero acquistato così un sacrificio maggiore. Quindi mi sembra che non avessero ancora ricevuto i doni dei magi, che avrebbero usato in quel sacrificio, il che significa che la purificazione è avvenuta prima di quello che include almeno un periodo di 40 giorni prima ancora che i magi arrivassero. Quindi il bambino era cresciuto, almeno un pochino, forse era di qualche mese.
C’è un’altra nota d’interesse qui, e vi sto solo dando alcuni dati per impostare la scena. Avete notato che dice, “Nei giorni del re Erode”, ora, noi potremmo letteralmente passare ore a discutere questa persona e tutto il suo background, e da dove venne, ma questo non è veramente del tutto pertinente al nostro punto. Lasciate solo che vi dia abbastanza storia da farvi capire la situazione.
Quest’uomo non era strettamente un ebreo, era un edomita. Era un idumeo, un’altra parola per la stessa cosa - edomita e idumeo puntano alla stessa cosa - proveniente da un’area sud est di Gerusalemme. E si era reso disponibile ai Romani. Ora ricordatevi questo. I Romani vennero e presero il controllo di quell’area, e le persone intelligenti giocarono un pochino con i Romani, non è vero? Le persone che volevano guadagnare qualcosa giocavano con i Romani e quest’uomo era uno di quelli. Durante le guerre civili Palestine e durante il tempo in cui Roma cercò di stabilirsi prima della nascita di Cristo, Erode giocava con Roma ed in qualche modo si rese amabile, e loro si fidavano di lui, guadagnò il loro favore.
E una volta che Roma conquistò la terra di Giudea, istituirono un procuratore. Il procuratore era come un governatore, una sorta di governante ufficiale di quel paesino, ed il suo nome era Antipatro, Antipatro. E lui era un edomita, d’accordo? Era un edomita, ed Erode era suo figlio. Quando volevano un governante, lo trovarono, Antipatro, ed Erode era suo figlio, ma Erode aveva fatto tanto leva sui Romani che lo nominarono tetrarca di Galilea.
In altre parole, avevano bisogno di un uomo che gestisse Gerusalemme e Giudea e di qualcun altro che in qualche modo controllasse l’area rurale. Era una posizione di minore importanza, ma nonostante ciò era una posizione d’onore tra i Romani. Quindi misero Antipatro a Gerusalemme ed in Giudea, e piazzarono suo figlio Erode in Galilea. E quindi, nel 47 a.C., prima della nascita di Cristo, Erode fu stabilito come tetrarca di Galilea.
Ora, sette anni dopo, nel 40 a.C., quell’area orientale Partica/Persiana/Mede di cui abbiamo parlato da dove vennero i magi, iniziò una guerra civile, e attraversarono ed attaccarono quell’area della Palestina, e della Siria, e così via, ed Erode prese una barca veloce per Roma, fuggì di soppiatto. Vide il segno dei tempi, ed andò a Roma per raccontargli cosa stava succedendo.
L’est stava iniziando a disturbare quella piccola zona, quindi Erode partì e fuggì a Roma. Questo è il figlio di Antipatro. Ora arrivò a Roma, ed iniziò a farla grossa al senato romano, e si fece veramente valere presso il senato romano e li convinse che Lui era pro-roma, ma che era anche da quella parte del mondo e quindi era in grado di gestire le situazioni inerenti a quelle parti, eccetera, eccetera, eccetera. Egli voleva autorità assoluta, quindi, nel 40 a.C. o giù di lì, il senato romano fece di Erode il re dei Giudei. Ora ricordatevelo, lo fecero re dei Giudei e dissero, ‘Prendi un esercito’, e gli diedero un esercito, gli diedero delle truppe d’élite, e gli dissero, ‘Vai e scolpisci il tuo regno da quelle parti e gestisci un po’ il tuo spettacolo’.
E sapete che gli ci vollero tre anni? Gli ci vollero tre anni per guadagnarsi finalmente il diritto che gli spettava e finalmente nel 37 a.C., vinse e divenne re dei Giudei, e quello era un titolo che mantenne fino alla sua morte, cercò sempre di trattenere il titolo ‘re dei Giudei’.
Ora, vedete la domanda che i magi posero nel versetto due? “Dissero: ‘Dov è colui che è nato Re dei Giudei?’ Beh, quello fu sufficiente a metterlo in panico. Voglio dire, lui aveva cercato la cosa come un premio politico, era andato fino a Roma ed aveva fatto il suo gioco di fronte al senato romano. Aveva ottenuto il diritto di essere il re dei Giudei, prese un esercito e combatté per tre anni per guadagnarsi il diritto di rendere il tutto una realtà, e poi trattenne la cosa giù fino a questo momento, ed ora tutto d’un tratto c’è questo gruppetto di autorità persiane che si presentarono in città chiedendo a tutto, “Dove è colui che è nato Re dei Giudei?” E Erode aveva paura.
Ora, una porzione dello shock di questa scena si può vedere di nuovo nel versetto 1, quando “Gesù nacque a Betlemme di Giudea nei giorni di Erode il Re, “ecco, vennero magi”, non solo, “vennero dei magi”, ma l’idea è: ‘Ci credete? Vennero i magi”, oppure se sei Erode, “Accidenti! Vennero magi”, o qualcosa del genere. Inaspettato, “ecco”, sorprendente, scioccante, stupefacente! “Vennero dei magi d’Oriente e chiesero: «Dov’è il re dei Giudei che è nato?»“.
Ora, francamente, non avrebbe dovuto essere così scioccante, davvero. Se quei giudei avessero analizzato attentamente l’Antico Testamento, senza ombra di dubbio avrebbero avuto buone indicazioni sul fatto che il tempo era giusto. Gli storici ci ribadiscono che in quel periodo nel mondo c’era - ora prestate attenzione perchè questo secondo me è affascinante. Ma in quel tempo, c’era nel mondo una strana sorta d’aspettativa dell’arrivo di un re. Le persone orientali cel’avevano ed in parte, questo è il motivo per cui vennero i re magi. Le persone in molti luoghi stavano anticipando l’arrivo di un re, era il clima del giorno.
Anche gli storici romani lo riconobbero, ad esempio, Svetonio scrisse, ‘Si era diffusa in tutto l’Oriente una credenza antica e consolidata che fosse destino in quel tempo che degli uomini provenienti dalla Giudea avrebbero governato il mondo’, e questo fu scritto da Svetonio, e Svetonio avrebbe scritto più tardi specificamente sui giorni di Vespasiano, e Vespasiano conquistò Israele nel 70 d.C. Quindi forse Svetonio scrisse un pochino più tardi di quello, ma guardò indietro e disse che quello era un giorno in cui c’era una certa aspettativa sul fatto che degli uomini provenienti dalla Giudea avrebbero governato il mondo, stavano osservando quel posto.
Tacito, il famoso storico romano, racconta della stessa credenza, citazione: “C’era una ferma persuasione”, dice Tacito nelle sue storie, “che proprio in questo tempo l’oriente doveva diventare potente e governanti provenienti dalla Giudea dovevano acquisire un impero universale”, così dice Tacito. I Giudei, secondo Giuseppe Flavio nel suo volume ‘Guerre dei Giudei’, dice che “attorno a quel periodo, i giudei credevano che uno del loro paese dovesse diventare governatore della terra abitabile”.
E leggermente più avanti, troviamo Tiridate, re di Armenia, che era di visita a Roma con i suoi magi per vedere Nerone secondo quello che dice Svetonio. Troviamo i magi ad Atene che offrivano sacrifici alla memoria di Platone; e nello stesso periodo che nacque Gesù, troviamo Augusto, l’imperatore romano, acclamato come ‘il salvatore del mondo’, e lì troviamo il poeta romano Virgilio che scrive sull’Età dell’Oro, che era appena iniziata. Vedete, i Romani erano alla ricerca di un’Età dell’Oro. L’oriente stava arrivando all’occidente con i loro magi e c’era una forte sensazione che da qualche parte, da qualche luogo, sarebbe arrivato il grande salvatore del mondo, un grande leader, un grande governante.
Non so da dove sia venuta tutta quell’anticipazione ed è interessante che sia arrivata tutta nello stesso momento. Il tempo era pronto “e giunsero dei saggi, o i magi d’Oriente a Gerusalemme”, e forse fu il fatto che riconobbero quello che Paolo scrisse ai Galati, che “nel compimento del tempo, Dio mandò il Figlio Suo, nato da donna, nato sotto la legge”, e c’era un senso in cui il tempo era a compimento, ed alcune persone se la sentivano.
Questi magi, basandosi su informazioni offerte da Daniele, e altre informazioni che avevano ricevuto dai Giudei, che ora vivevano nella loro terra da quando c’era stata la cattività, e basandosi sul loro senso di fede nel vero Dio, e sulla loro aspettativa che Dio avrebbe compiuto la sua parola, e basandosi su quello che videro nel cielo, che qui viene chiamato “stella”, loro vennero a Gerusalemme.
Ora la gente chiede sempre quanti fossero. Non lo sappiamo, ma come vi ho detto non erano Melchiorre, Baldassarre e Gaspare. Non erano uno dall’India, uno dall’Egitto e uno dalla Grecia, che furono successivamente battezzati da Tommaso, e le loro ossa furono scoperte da Sant’Elena, e depositate nella Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli, e più tardi trasferite a Milano, e ora si può andare là e vedere i loro crani. Questo non è vero, è tutta fantasia.
Non sappiamo affatto quanti ce ne fossero. Non conosciamo i loro nomi, quindi è tutta pura speculazione, ma avevano una ragione per venire. Guardate al versetto 2, “Dicendo” - e apparentemente dalla costruzione greca di questa frase, lo stavano dicevano dappertutto, “Continuavano a dire: “«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua astēr in Oriente e siamo venuti per adorarlo»“ Ora, continuavano a chiedere: “Dov’è il re dei Giudei che è nato?”
Sapete, certamente ne erano sorpresi ogni volta che qualcuno gli rispondeva e gli diceva qualcosa del tipo: “Eh?” certamente dovevano aver avuto il supposto che le persone della zona l’avrebbero saputo. Dopo tutto, erano i Giudei e certamente avrebbero saputo quando il loro re era nato e dove era nato. Ma due cose mi hanno colpito di quel versetto mentre lo leggevo e voglio rispondere a quelle domande perché erano le due che mi hanno colpito: Domanda numero uno, qual era la natura della stella? “Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”, qual era la natura di quella stella? E così ho fatto un po’ di lettura questa settimana, la scorsa settimana per cercare di scoprire cosa fosse la stella e non crederete mai alle opzioni che ho trovato. Prima di tutto, alcune persone dicono che fosse una stella genuina, reale, autentica, con bordo dorato, onesta al cento per cento; Altri dicono che fosse Giove, perché Giove viene chiamato il “re dei pianeti”; Altri ancora dicono, e questa è la teoria di Keplero – dicono che fosse la congiunzione di Giove e Saturno nel segno del pesce; Altri invece dicono che fosse una stella caduta, una cometa. Altri dicono che fosse una meteora di bassa altitudine; Ed altri ancora dicono che fosse la stella del destino nel cuore dell’umanità.
E queste son un sacco di sciocchezze, per quante ne ho sentite. Volete sapere cosa fosse? E vi dirò cosa penso che fosse stata. Guardate a Luca 2:9 e forse questo vi aiuterà a rispondere alle domande che probabilmente vi siete fatti quando eravate bambini; e se siete ancora dei bambini, son certo che le abbiate ancora. Luca 2:9, ora ecco questa è una buona chiave, qui non siamo più all’episodio dei magi, ma dei pastori e loro furono i primi a venire, ed erano d’Israele, erano un’illustrazione del residuo di Dio.
“E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore”, ora cos’è che stava splendendo nel cielo quando la videro i pastori? Cos’era? La gloria del Signore. E se tornaste nell’Antico Testamento e studiaste il concetto della gloria di Dio, trovereste che la gloria di Dio si manifesta spesso come luce, non è vero? Ripetutamente, ripetutamente nell’Antico Testamento la gloria di Dio si manifesta sotto forma di luce. Quando Dio irradia la Sua presenza, la trasforma in una luce ineffabile.
Quando la gloria di Dio appariva di giorno, era come una nuvola di luce; e quando appariva di notte, era una colonna di fuoco; quando la gloria di Dio discendeva sul tabernacolo, era come luce e quando Mosè salì sul monte e chiese a Dio di mostrargli la Sua gloria, Dio lo nascose nella fenditura di una roccia e gli mostrò la Sua gloria che fu manifesta come luce, e fu così tanta luce che gli si posò persino sul suo volto, e quando scese dalla montagna e parlò al popolo, il suo volto era raggiante.
La gloria di Dio è di una luce abbagliante, e quando Gesù rivelò chi era e rivelò la sua gloria sul monte della trasfigurazione, tirò indietro la sua carne e loro videro la sua – cosa? – la sua gloria come di una luce raggiante. E quando Gesù ritornerà per la seconda volta dal cielo, verrà in luce abbagliante. Ed Apocalisse dice che “Dio spegnerà tutte le luci del cielo”, tutte le stelle cadranno, tutti i soli, tutte le lune, tutto diventerà nero come la pece, e si arrotolerà come un rotolo. E quando sarà nero pece, allora Cristo ritornerà e sarà rivelato come di una luce abbagliante, e la gente griderà ed implorerà che le rocce e le montagne gli cadano addosso per nasconderli dal volto della sua gloria.
Ora tutto questo solo per ricordarvi che la gloria di Dio si manifesta nella Scrittura come luce, come luce. Disse a Mosè che non poteva guardare il suo volto e vivere perchè ne sarebbe stato consumato vivo. Sarebbe stato come trovarsi a 3 metri dal sole, solo che sarebbe stato come trovarsi di fronte a milioni di milioni di soli. E credo che fosse la gloria del Signore che brillò quella notte quando la gloria di Dio stava scendendo sulla terra. Era la gloria di Dio che discendeva sulla terra, venendo sotto forma di uomo. E credo che quella gloria di Dio sia la cosa che i magi videro.
Ora lasciate che vi dia un po’ più di supporto su questo perché penso che seguire questo pensiero sia abbastanza interessante. La parola principale nell’Antico Testamento, la parola ebraica per ‘stella’ è il termine, ‘kocab’, non che sia importante, ma giusto per darvi un punto di contatto con l’ebraico. Ma questa ha un significato di base, ed il suo significato è quello di “brillare o ardere intensamente”, ‘brillare o ardere intensamente’, ora, a volte la parola kocab viene usata in riferimento ad una vera stella; altre volte invece viene usata per parlare di una stella normale. A volte per parlare di un angelo ed altre volte in riferimento a uomini. Quindi non significa necessariamente sempre una vera stella. Può significare qualsiasi cosa che arde, qualsiasi cosa che brilla in modo incredibile.
Infatti, in Numeri 24:17, una Scrittura molto interessante. Dice, e questa è una profezia messianica, “Lo vedo, ma non ora: Lo contemplo, ma non da vicino” - ora ascoltate qui - un koshab sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele”, e questo si trova in Numeri 24:17, e questa è una profezia messianica. Verrà un astro ardente, verrà un folgorante, verrà una stella e gente, io credo che quella profezia non sia altro che la gloria di Dio incarnata, l’astro.
Guardate, per un momento a Matteo capitolo 24, Matteo 24:4. Andiamo al versetto 30, invece di cercare di vedere il tutto, saltiamo al versetto 30, “E subito dopo la tribolazione – dice il versetto 29 – di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà piú il suo splendore, - e come vi ho già detto – tutte le stelle cadranno dal cielo – tutto diventa tenebroso e poi il versetto 30, “Allora apparirà – ora prestate attenzione – allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo”
Ora sottolineatevi quella frase, “Il segno del Figlio dell’uomo”, in altre parole, quando il Figlio dell’uomo starà per tornare, ci sarà un segno ad indicarlo. Sapete a cosa servono i segni? I segni servono per indirizzare a qualcosa che si deve vedere. Stai guidando ed il cartello dice “Roscoe Boulevard, a tre quarti di miglio”, il cartello non è Roscoe Boulevard, ma è lì per indicarvi dov’è che Roscoe Boulevard si trova, ha una funzione. Il suo scopo è quello d’indirizzarvi verso qualcosa, ed il Figlio dell’uomo ha un segno.
“nel cielo il segno del Figlio dell’uomo”, oh, interessante! Quel segno si trova in cielo, e cos’è che vedranno? “Vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria”, ora questo è il suo Kocab kocab, il Suo ardere intenso. E sebbene kocab, la parola ebraica, non viene usata nel Nuovo Testamento, corrisponde alla stessa idea. Io credo che questo segno del Figlio dell’Uomo non sia niente poco di meno che la gloria Shekinah di Dio. Dio che si rivela in una luce gloriosa ineffabile. Infatti, ci viene anche detto, penso che sia Apocalisse 1:16 ci dice che il figlio splende; il Figlio di Dio splende come se fosse il sole nella sua forza.
In qualche modo - ora osservate questo - in qualche modo connessa a Gesù Cristo c’è questa gloria ardente incredibile di Dio. Quello è il segno celeste; Egli è uno spirito, è un essere spirituale ed è anche, in un certo senso, un essere fisico nel corpo glorificato che ha dalla Sua resurrezione. Ma c’è un segno che Lo accompagna, ed è una gloria raggiante, ed un giorno sul monte l’ha mostrò ad alcuni dei suoi discepoli. Ed un giorno, quando tornerà, il segno della Sua venuta, il segno del Figlio dell’uomo nei cieli sarà lì, la gloria ardente celeste. Beh, sapete cosa penso io? Io penso che venne con lo stesso segno la prima volta che venne; penso che fosse proprio il segno del Figlio dell’uomo nei cieli; ed il segno del Figlio dell’uomo nei cieli non è una stella. Non è un corpo astrale. Non è una congiunzione di pianeti. Non sono pensieri di destino umano che rimbombano nella mente mistica di qualcuno. Il segno del Figlio dell’uomo non è nient’altro e niente poco di meno che la gloria Shekinah di Dio rivelata in una luce, ardente e abbagliante celeste.
Aggiungerei anche questo pensiero: il versetto due dice, “Abbiamo visto – prestate attenzione – la Sua astēr”, il suo astro, e gente, il termine astēr, incidentalmente, la parola che è tradotta qui con “stella”, è anche usata per altre cose al di là delle stelle. Quindi lui ha la Sua propria, e di nuovo significa “un ardere intenso o un brillare”, abbiamo visto il Suo brillare ad oriente; abbiamo visto il Suo kocab, la Sua astēr, il Suo ardere, la Sua gloria. Il fatto stesso che sia “la Sua stella” significa che si tratta di un qualcosa di molto speciale.
È apparsa, e questa è una parola interessante, “Abbiamo visto la sua stella in Oriente”, la sua stella, versetto sette. Erode dice, “Voglio sapere il momento in cui la stella è apparsa”, ed il termine phainō in greco significa “quello che s’illumina”, che... che ora era quando quella cosa li si è illuminata? E... la parola... la stessa parola – un concetto interessante - la stessa parola fu usata in riferimento a fulmini. Il fulmine è una forma di astēr, a volte è tradotto come una stella nel cielo; a volte come fulmine; a volte come il brillare di qualcosa.
E qui, è un brillare. Non possiamo spingerci oltre. Non possiamo fargli significare una vera stella, e c’è il senso in cui Erode disse, “Quand’è che ha avuto luogo quest’illuminazione particolare?” Ed anche quello è, in un certo senso, un indizio che si tratta di qualcosa che non esisteva ed è stato chiamato all’esistenza solamente perché Gesù stava arrivando e quindi credo che questa fosse la Sua astēr, il segno del Figlio dell’uomo nei cieli. Era lì alla Sua prima venuta, e miei cari, sarà lì alla sua seconda venuta. “È il Suo segno, è la Sua stella”, non si tratta di un corpo astrale.
La pseudoscienza dell’astrologia non avrebbe mai potuto prevedere il Signore. Non stavano guardando nei loro piccoli affari insignificanti e stavano dicendo, “Beh, guarda un po’ lì, c’è il buon vecchio Saturno e quello che è, son lì a fare quello che fanno, deve esser il caso che Lui sia nato”, no, no. Quello che videro era qualcosa che non avevano mai visto prima d’ora, e sapevano che doveva essere qualcosa di unico, e lo collegarono con quello che disse l’Antico Testamento, e quello che gli aveva detto Daniele. Nessuna ricerca astronomica gli offrì alcuna direzione; Dio si rivelò.
Non era diverso dalla colonna di fuoco nell’Antico Testamento. Vi ricordate della colonna di fuoco e della nuvola? Quando, nell’Antico Testamento, si trovavano sul luogo Santissimo? Bene, in questo caso, ci viene detto che qualunque cosa fosse quella stella, andò e si fermò sopra la casa dove era nato. Ora ditemi com’è che una stella letterale potrebbe mai fare una cosa del genere. Non è possibile! È nient’altro che il segno del Figlio dell’uomo. E potremmo chiederci: “Ebbene, bene, se era una gloria così ardente e magnifica, del segno di Cristo nei cieli, com’è che solamente i magi, là in Persia l’hanno vista?”
E quella è una domanda legittima, è la stessa domanda che mi sono posto io. Com’è che Dio è così selettivo? Beh, sapete, non è una novità per Dio, egli può rendere tutto il mondo cieco se lo desiderasse. In Esodo capitolo 14, ho trovato un buon parallelo, 14:19 dice, “Allora l’angelo di Dio, che precedeva il campo d’Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro”, ora stavano per attraversare il Mar Rosso quindi l’angelo li stava guidando giù verso il Mar Rosso, ed una volta arrivati, si spostò dietro, andò dietro: “Per spingere?” “No”, vi mostro il perchè: “anche la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro”, ora dietro gli Israeliti c’era una colonna di nuvola, la gloria di Dio, e c’era anche l’angelo del Signore. E chi è l’angelo del Signore? Gesù Cristo, “mettendosi fra il campo dell’Egitto e il campo d’Israele. La nuvola era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte”, sapete cos’è successo?
Israele la vide come una luce ed il Faraone ed il suo esercito la videro come cosa? Come tenebre, ed era la stessa cosa. In un certo senso, Dio rivela quello che vuole rivelare e lo offre solamente a coloro che vuole rivelarlo, e questo è tutto quello che posso dire in merito. Come l’hanno collegata alla nascita di Gesù Cristo? Non lo so! Davvero non lo so, se non che Dio la rese così evidente che loro lo sapevano, lo sapevano.
Ora volete sapere qualcosa di molto affascinante, gente? Questo potrebbe scuotervi un po’ troppo e potrebbe rovinare la vostra storia Natalizia del prossimo anno. Ma sapete che da nessuna parte nella Bibbia ci viene detto che abbiano seguito la stella fino a Betlemme dalla Persia? No. Non dice che li ha guidati a Gerusalemme. Non dice che sia andata da nessuna parte, non proprio, noi “Abbiamo visto la Sua stella - dove? – in Oriente”, videro la stella in Oriente e non avevano bisogno che gli dicesse dove andare, sapevano dove doveva trovarsi il Messia dei Giudei; sapevano che la città regale era Gerusalemme; sapevano che era lì e che tutti i re Giudei regnavano, sapevano esattamente dove andare, non avevano bisogno della guida di una qualche stella.
E quando videro la Sua gloria, e Dio la rese così evidente ed ovvia, come fa sempre quando rivela quello che vuole rivelare a chiunque voglia, che non si fecero nemmeno la domanda; montarono sui loro cavalli e partirono. Andarono direttamente al posto giusto. E Matteo non ci fornisce tutti i dettagli ed i particolari di come sellarono il cavallo persiano, e di quanti chilometri si trattava e come fu il viaggio, o dove mangiarono e robe del genere, perché questa non è la storia di queste persone, è la storia di Gesù Cristo. E loro hanno un posto solo in quanto è relativo a Lui. Quindi i dettagli non ci sono.
Ma per me è incredibile come Dio sistemi le cose quando vuole portare a termine le Sue faccende. Diede a questi magi, questi gentili timorati di Dio che vivevano lontanissimo, in Persia, ed erano delle autorità regali; e gli diede loro il Suo segno, e loro sapevano che si trattava del Suo segno, e di conseguenza sapevano dove andare, a Gerusalemme. E l’enfasi di Matteo è così bella. Dice al versetto due che dissero: “Abbiamo visto la sua astēr in oriente e siamo venuti”, perchè? “Per adorarlo”, sapevano che doveva essere adorato, per adorarlo. Sapevano che non c’era nessun altro degno come Lui, ed avevano ragione.
Ed eccoli lì, dei Pagani che non avevano nulla a guidarli se non certi frammenti profetici dell’Antico Testamento, nulla a guidarli se non la loro scienza mescolata con le sue superstizioni strane. Eppure sono i veri cercatori di Dio. E quando il segno si presentò, con tutte le loro perplessità e mancanze di conoscenza, s’imbarcarono entusiasticamente in un viaggio per cercare un re che avevano atteso per lungo tempo. Ma l’alta gerarchia ebraica con il Pentateuco in mano, studiandolo ogni giorno, con le profezie in mano, leggendole ogni giorno, governati da un uomo amaro e malvagio, Erode, erano contenti di essere totalmente indifferenti a quello che stava succedendo a cinque chilometri di distanza. E qui ancora una volta, vediamo l’atteggiamento di condanna costante di Matteo verso i funzionari del giudaismo, e la sua costante sensibilità del fatto che Dio stesse iniziando la chiesa, stesse portando il vangelo, ai gentili.
Ascoltatemi, ci sono sempre stati da qualche parte dei cuori affamati che anelano ad un salvatore divino e son disposti a seguire anche un segno offuscato che potrebbe condurre ai Suoi piedi, ed è fantastico quando si trovano persone così; ci sono sempre quei cuori ricercatori. Mi ricordo di trovarmi su un aereo tempo fa e volevo studiare perché avevo un manoscritto da consegnare e dovevo darlo alla casa di pubblicazione e quindi, così, sussurrai, quasi per scherzo: “Signore, fa si che nessun perduto si sieda accanto a me così che non dovrò testimoniare per tutto il tragitto da St. Louis a Los Angeles, perché devo finire il mio lavoro”, e infatti, abbiamo dovuto fare una sosta, e siamo saliti sull’aereo sbagliato, o l’aereo aveva dei malfunzionamenti, e abbiamo dovuto cambiare aereo e c’era molta confusione e siamo saliti su un altro aereo ed un ragazzo venne e si sedette accanto a me; e così mentre ero lì che studiavo e studiavo, lui dormiva, e quindi non volevo che si svegliasse però poi mi son mosso un po’ e si è svegliato.
Ed io pensai: “Oh, mamma...” e poi mi fece una domanda e mi chiese: “Sei un insegnante? Vedo tutti i documenti e tutto il resto...” al che risposi: “Beh, più o meno, si, suppongo di si, son un insegnante” e lui mi chiese: “Cosa insegni?” ed io dissi: “Insegno la Bibbia”, e lui disse: “Insegni la Bibbia? Oh” – disse – “Ascolta” – disse – fantastico!” non è che sapresti dirmi come posso avere una relazione personale con Gesù Cristo, non è vero?” è vero! Ed io dissi: “hub-bab-bab-bab”.
Non dovresti esser già lì, dovresti essere un po’ scettico, dovremmo avere almeno un oretta di apologetica prima di arrivare a quello! Da qualche parte sul Grand Canyon ricevette Cristo, più avanti lo battezzai e mi disse che dopo di quello mi disse che sarebbe venuto a Los Angeles per lavorare con qualcuno, gli chiesi “per chi?” e lui mi disse che era uno dei nostri anziani, interessante...
Ci sono sempre stati dei cuori preparati e qui ce n’erano certamente alcuni che vennero a Gerusalemme. Quindi abbiamo visto l’arrivo, in secondo luogo, e questo è davvero interessante. L’arrivo è la scena numero uno che però portò velocemente alla seconda scena, “l’agitazione”, l’agitazione. Erode era l’esatto opposto di quelle persone. Versetto 3, “Quando il re Erode ebbe udito ciò - udito che quei ragazzi erano lì e che stavano chiedendo quello – egli ne fu turbato, e tutta Gerusalemme lo era con lui.”
Ora Erode sapeva benissimo di essere seduto su un barile di polvere da sparo. In primo luogo, sapeva che le persone della città non lo gradivano, e che a loro non piaceva il dominio romano, e volevano la loro indipendenza ed autonomia. E sapeva che avevano l’aspirazione di rovesciarlo, e con lui di rovesciare Roma. E sapeva anche che se i Persiani sarebbero entrati in scena, e costruissero questa confederazione enorme inglobando quest individuo chiamato “re dei Giudei”, lui avrebbe avuto dei problemi seri, ed il suo esercito era temporaneamente fuori dal paese. Sapeva che l’impero orientale costituiva una costante minaccia per Roma ed il conflitto era sempre in fermento, e sapeva che il suo lavoro era in bilico, e la sua vita era in bilico, e anche se aveva almeno 70 anni ormai, voleva ancora aggrapparsi a ogni singola cosa che aveva.
Quindi era turbato, era in preda al panico, e questa una parola che significa davvero essere agitati e sconvolti. In effetti, non so se ci sia una parola più forte di questa in riferimento a questo pensiero. Una buona comparativa potrebbe essere in Matteo 14:26, dove la stessa parola viene usata e dice questo, “E quando i discepoli videro Gesù camminare sul mare, furono agitati”, è la stessa parola. Voglio dire, questa era davvero una cosa anormale. Questo era molto, molto sconvolgente, ed erano in panico.
Era agitato, ed aveva i suoi motivi, dopotutto, lui pensava di essere il re degli Ebrei, aveva lottato duramente per mantenere la cosa e conservarla, e ora all’improvviso arrivava qualcuno che voleva prendersi il Suo trono e c’erano anche delle autorità regali per assicurarsi che così fosse? O mamma, questa era roba seria. E quel tipo di diceria – cioè potete solamente immaginare la cosa – quel tipo di roba stava fluttuando per tutta la città, “C’è un nuovo Re; C’è un nuovo Re dei Giudei; C’è un nuovo Re dei Giudei; Avete sentito? Sono arrivati i Persiani, le autorità regali, sono arrivati, c’è un nuovo Re dei Giudei!”
E potete immaginarvi le rivolte per la libertà tra i fanatici e gli zeloti del paese, e mamma, la cosa faceva paura, e quindi lui si rese conto che doveva prendere delle misure veramente radicali, e nella sua mente corrotta e depravata iniziò a covare un complotto. Beh, aveva esagerato la sua situazione, francamente, perché dal resoconto di Matteo non sembra che la popolazione di Gerusalemme fosse affatto impressionata dalle domande dei magi. Non c’è mica una massa di persone che corre verso Betlemme. Non sembravano aver capito la situazione. Non sembrava esserci stato alcun tumulto.
E la cosa mi è così difficile da credere che è quasi scioccante; voglio dire, questi famosi stabilitori di re Persiani erano lì a fare una domanda del genere e si potrebbe immaginare che la gente sarebbe stata tutta in subbuglio, ma questo era solamente il modo in cui le cose dovevano essere, è semplice, la Bibbia dice che “Egli venne dai suoi ed i suoi – cosa? Non lo ricevettero”. Era nel mondo ed il mondo non lo ha conosciuto, ed è vero! E quando tutte le circostanze normali avrebbero dovuto dettare un alto livello di interesse, non c’era nessuno, nessuno.
Non c’era nessuna sommossa che fermentava a Gerusalemme. Non c’era nessun “prendiamoci un nuovo re e buttiamo giù Erode”, e penso che fondamentalmente ci sia una ragione per tutto questo, e la ragione è che avevano più paura di Erode di quanto avessero fiducia in Dio. Avevano più paura di Erode che fiducia nella Parola di Dio. Avevano davvero timore di quello che avrebbe fatto, guardate a quello che dice: “Egli fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui”, perché erano turbati? Perché lo temevano tantissimo, ed avevano molto da temere. Avevano imparato da una lunga esperienza triste che non c’erano limiti all’ira e alla vendetta di quel maniaco, e non sto esagerando, era un maniaco. E pensavano, “Mamma, se questi ragazzi turbano Erode, tra poco saremo in un bagno di sangue”, lo temevano.
Ora lasciatemi parlare di Erode per un minuto. Ha commesso alcune atrocità difficili da descrivere. Ma prima di tutto, lascia che parli delle cose positive. Era un uomo molto capace, e di solito le persone diaboliche che raggiungono questo livello hanno una certa capacità. Quando era un giovane governatore in Galilea, aveva ottenuto enormi vittorie sui guerriglieri. C’erano sempre questi guerriglieri di montagna – non intendo gorilla animali, ma soldati – ma riusciva a sconfiggere questi piccoli gruppi di guerriglieri in Galilea, e portava vera pace lì. Era molto efficiente nella raccolta delle tasse per Roma, quindi a Roma piaceva. Era un organizzatore capace e un diplomatico molto sottile.
La storia ci dice che era un leader molto deciso in battaglia e poteva cambiare il corso di una battaglia dalla sconfitta alla vittoria. Era l’unico sovrano nella storia della Palestina che sia mai riuscito a mantenere la pace e a portare ordine. Nei momenti di difficoltà, restituiva persino ai cittadini i loro soldi delle tasse affinché ne avessero abbastanza. Nel 25 a.C., ci fu una terribile carestia, e lui fece fondere i piatti d’oro del palazzo e diede i soldi ai poveri. Quindi, era un tipo sottile, ed era un tipo astuto, e faceva cose che poteva per ingraziarsi la gente.
Era un grande costruttore. Costruì un teatro a Gerusalemme. Costruì un anfiteatro e costruì un ippodromo. Sai cos’è un ippodromo? È un circuito di corsa. Costruì anche un magnifico palazzo per sé stesso, e addirittura iniziò, nel 19 a.C., la costruzione del tempio, il grande tempio erodiano, ma morì molto tempo prima che fosse mai completato, e ovviamente fu totalmente demolito nel 70 d.C. quando Tito Vespasiano e il suo esercito romano vennero e conquistarono Gerusalemme.
Ristrutturò alcune aree dalla loro situazione degradata. Costruì la città di Cesarea, che è una magnifica città portuale. Abbellì città come Beirut, come Antiochia, come Damasco, Tiro, Sidone e Rodi, e addirittura fece contributi agli edifici di Atene. Costruì la fortezza di Masada, che era una fortezza inespugnabile. Aveva un ottimo programma di assistenza sociale, e quando la gente aveva problemi a procurarsi vestiti, importava vestiti per loro. Quindi, sai, faceva alcune cose per rendersi caro perché era un politico astuto.
Ma era anche crudele, diabolico e maniaco. Era senza speranza – gli storici sono tutti d’accordo su questo. È la prima linea in ogni articolo che ho letto su Erode. L’uomo era incredibilmente geloso ed era disperatamente sospettoso di tutti. Si sentiva minacciato da tutti e tutto, e quindi trascorreva tutta la sua vita a complottare l’assassinio delle persone. Stava costantemente tramando omicidi. Non gli piacevano gli Asmonei, che erano una famiglia di persone, quindi tramò di uccidere tutti loro. Erano i discendenti dei Maccabei, e ricorderete che i Maccabei erano un gruppo di ebrei che avevano combattuto per la libertà contro i Greci, e quando arrivarono i Romani, aveva paura che i parenti dei Maccabei potessero fare lo stesso contro di lui, quindi preferiva semplicemente ucciderli tutti così nessuno di loro avrebbe mai avuto speranza di fargliela pagare.
Aveva 10 mogli e 12 figli. La sua moglie più nota era una donna di nome Mariamne. Non che questo sia importante, ma è solo per permettervi di fare un’identificazione. Potreste vedere questo nome qualche volta leggendo libri di storia. Mariamne. Aveva un fratello. Il nome di suo fratello era Aristobulo, e Aristobulo era il sommo sacerdote all’epoca in cui lui era al potere – quando Erode era al potere. E aveva così paura di Aristobulo che decise che doveva ucciderlo. Questo è il fratello di sua moglie.
Quindi in una giornata calda, disse, “Faremo una festa giù a Gerico.” Gerico era come Palm Springs. Scendi dalla collina, Gerico è un posto fantastico, un meraviglioso resort, belle palme, acqua piacevole lì, e bel sole caldo. Era un posto favoloso. Così in una giornata calda, lo invitò a fare un bagno nel fiume Giordano vicino a Gerico, e infine persuase il giovane a tuffarsi nell’acqua, e quando lo fece, ovviamente aveva altri uomini in attesa, fingendo di giocare e divertirsi, e si tuffarono in acqua. Mentre fingevano di giocare con Aristobulo, lo tennero sott’acqua fino a che non morì, e nessuno capì veramente cosa fosse successo. Così Erode organizzò un funerale magnifico, andò al funerale e pianse tutto il tempo. Uccise persino sua moglie, Mariamne. Eseguì anche l’esecuzione di sua madre, perché non voleva che neanche lei lo infastidisse, Alessandria. Aveva due figli che non gli piacevano, e quindi lì massacrò entrambi perché aveva paura che volessero il suo trono.
Cinque giorni prima della sua morte, ordinò l’esecuzione del suo terzo figlio. Aveva una sete di potere, un sospetto, ed una fretta malsana di vendicarsi che lo schiavizzò a sè stesso tutti i giorni della sua vita. Era crudele, sanguinario, timoroso ed un tiranno vero e proprio. Era conosciuto come un assassino. Il culmine di questa caratterizzazione deve essere questo: stava per morire, voglio dire, lo sapeva, era questione di giorni. E quindi si ritirò a Gerico e diede ordini che si raccogliesse una collezione dei cittadini più distinti di Gerusalemme, voleva che li prendessero tutti, che li arrestassero e che li mettessero tutti in prigione con false accuse. Tutti i cittadini Giudei più distinti della città, e disse, “Quando muoio, massacrateli tutti”, e gli dissero: “Perché?” E disse, “Perché so che nessuno piangerà quando morirò io, e sono determinato a far si che quando morirò, ci sarà lutto in questa città”, ora quando questi magi arrivarono in città e chiesero: “Dov’è colui che è nato Re dei Giudei?” e la Bibbia dice “era turbato”, lo era veramente. Era la cosa che lo turbava più di tutte, la minaccia al suo potere, capisci? E fu davvero scosso. E mi è così interessante il contrasto tra la pace nei cuori dei magi ed il panico nel cuore di Erode, forse è perché c’erano uomini saggi e c’erano degli stolti, ed Erode era uno di quelli.
Il dottor Gaeblein disse, “La grande città con le sue istituzioni religiose magnifiche, il suo tempio erodiano meraviglioso, ai tempi, ancora in processo di costruzione, il suo sacerdozio aristocratico e le istituzioni benefiche, non avevano alcuna conoscenza del re; nè desideravano il suo arrivo, erano già soddisfatti. Quello prefigurò l astoria intera del rifiuto del re, il Signore dal cielo. Che non c’era alcun posto per Lui nell’albergo, nè tra i Suoi perchè non lo ricevettero. Ed Erode, il re “ne era turbato, e tutta Gerusalemme lo era con lui”, temeva per il suo trono, che di fatto non era suo, e Gerusalemme sapeva cosa significava la paura di Erode. Significava ribellione, spargimento di sangue e sofferenza”, fine della citazione, ed ha ragione.
Quello che sta dicendo è che il motivo per cui tutti gli altri erano turbati era perché sapevano che tipo di uomo era Erode e temevano quello che sarebbe successo; e lasciatemi dire una cosa gente, avevano ragione di temere perché non passarono molti giorni prima che Erode inviasse i suoi soldati a massacrare ogni singolo bambino nel paese al di sotto dei due anni di età per assicurarsi, nella sua raccolta, di aver ucciso anche questo re potenziale. Ecco perché Gerusalemme era sconvolta! Mamma se questo è entusiasmante non è vero? Preghiamo.
Padre nostro, siamo entusiasti quando vediamo la Parola di Dio aperta alla nostra comprensione. E la nostra gioia deriva dal fatto che desideriamo profondamente comprendere la Tua Parola. E c’è una certa sensazione d’euforia che accompagna quella comprensione, ma dobbiamo confessare, Padre che non c’è assolutamente alcuna euforia; non c’è assolutamente alcuna gioia quando ci rendiamo conto del significato di tutto questo. Quando guardiamo indietro ad un uomo come Erode che ora brucia nell’inferno eterno; guardiamo indietro ai sommi sacerdoti e agli scribi, agli anziani del popolo che ora son perduti per sempre, e riconosciamo che quando il Re è venuto, non l’hanno voluto, non l’hanno conosciuto e non si son preoccupati di scoprire chi fosse; e anche quando, 30 anni dopo, arrivò nella loro città ed annunciò chi fosse veramente, non lo ascoltarono.Padre, sappiamo che oggi non è molto diverso. Oh, molte persone affermano di essere cristiane, ma sono sicuro che non tutte lo sono. E sono sicuro che ci sono molti che rifiutano apertamente e sfacciatamente come in quei giorni. Non c’è gioia in un uomo come Erode. Padre, tutto ciò a cui posso pensare è ciò che avrebbe potuto essere. Se solo avesse saputo che invece di regnare per un po’ sulla terra, avrebbe potuto regnare per sempre con te. Se solo avesse saputo che invece di dover vendicarsi costantemente, avrebbe potuto fidarsi di Te, e Tu saresti stato il suo vendicatore se qualcuno gli avesse fatto del torto. Nella sua ricerca della pace, se solo avesse saputo che Tu Sei il Principe della Pace.
Possiamo solo immaginare il tormento di un’anima simile all’inferno con tutto ciò che deve ricordare dei massacri ed omicidi, e quindi non c’è alcuna gioia in tutto questo. E quindi Padre, siamo qui con emozioni contrastanti nei nostri pensieri di questa sera: grati di aver compreso la Tua Parola un po’ meglio, eppure, allo stesso tempo, rattristati nel renderci conto di quello che dice veramente. Eppure, Padre, non possiamo fare a meno di sentire un profondo legame con alcuni uomini con cui senza dubbio trascorreremo l’eternità che la Bibbia chiama “i magi”. Un residuo lontano che ha creduto, e che è diventato il Tuo popolo. Grazie per loro, Padre. Aiutaci a concentrarci sul fatto che tutta l’umanità è divisa in quelle due aree: coloro che rifiutano e coloro che credono. Aiutaci a renderci conto che questo è il determinante divisivo del destino.
Prego solamente questa sera, Signore, che nessuno se ne vada da questo posto senza esser un credente. Che nessuno se ne vada da questo posto per unirsi ad Erode, o agli scribi indifferenti, i farisei, ed i sommi sacerdoti, e gli anziani; ma che tutti noi ci allineeiamo con i magi entusiasti, energetici, emozionati, benedetti, ed adoranti, prostrandosi ai piedi di Colui che è vissuto per morire, per risorgere, affinché noi possiamo vivere per sempre. Il nostro Signore, Gesù Cristo, nel cui nome preghiamo. Amen.
FINE
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