Seguitemi a Matteo capitolo 5 dove continueremo il nostro studio delle Beatitudini, e leggiamo i primi 12 versetti, “Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.
Se siete stati con noi durante questo studio di Matteo, sapreste già che questo è il manifesto del re. Matteo presenta Gesù Cristo come re e qui sentiamo il manifesto del re sul conto del suo regno. Ora abbiamo detto che si tratta di una presentazione duplice. Il nostro Signore sta dicendo la verità sul come entrare nel suo regno e sul come vivere una volta dentro. Solamente i poveri in spirito ci possono entrare; solamente gli afflitti ci possono entrare; solamente i mansueti ci possono entrare, solamente coloro che sono affamati ed assetati di giustiizia ci possono entrare, ed una volta entrati continuano ad esser poveri in Spirito, afflitti, mansi, ed affamati ed assetati di ancora più giustizia.
E qui arriviamo al quinto, versetto 7: “Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta”, miei cari, mi ripeto, è la stessa duplicità. Per entrare a far parte del regno di Dio, dovete essere alla ricerca della misericordia; ed una volta che ci sarete, sarete coloro che la offriranno anche ad altri. In altre parole, anche la misericordia è una caratteristica di coloro che fanno parte del regno di Dio, l’essere misericordiosi.
Ora, la religione che Gesù affrontò ai suoi tempi era, apparente, superficiale ed esteriore. Ed abbiamo appreso che il Signore stava rifiutando un tipo di giudaismo che era molto, molto ritualistico, esteriormente parlando e non interiormente. I capi dei giudei pensavano di essere sicuri e che sarebbero stati sicuramente dei cittadini del regno. Pensavano che senza ombra di dubbio sarebbero stati i protagonisti del governo del Messia, perché avevano una certa religione formalizzata, esteriore moralista. Erano orgogliosi, indifferenti, egoisti, erano alla ricerca di sè stessi e credevano che, grazie ai loro atti superficiali di ‘rettitudine’, sarebbero stati sicuramente i prescelti.
Ma il fatto è che all’interno non avevano nulla. Infatti, il nostro Signore disse a quelle stesse persone: “siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia”, ed è per questo che indietro al capitolo 3, se ci fate caso per un momento, quando Giovanni il Battista arrivò sulla scena, il suo messaggio era molto diretto a questo problema. Nel versetto 7 del capitolo 3, quando vide molti farisei e sadducei venire per il battesimo, disse loro: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura? Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento”, in altre parole, avevano l’apparenza, ma non avevano la realtà interiore che puntava ad un vero ravvedimento, “E non pensate di dire dentro di voi: “Abbiamo per padre Abraamo”, in altre parole, non pensate che la vostra identità etnica può salvarvi.
“Perché io vi dico che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo. Ormai la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è piú forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile»”, ora qui Giovanni il Battista stava parlando del giudizio; stava parlando di un giudizio di fuoco tremendo che si sarebbe abbattuto su coloro che non avevano altro che una religione esteriore, coloro che stavano vivendo tutte le mozioni religiose ma non avevano nessuna della realtà interiori, quello sarebbe stato giudicato da Dio. La scure stava cadendo, il fuoco stava bruciando, e Gesù confronta questa folla di guide e di persone, consumate con l’esteriore, presuntuose ed egoiste, e gli disse che ciò che conta veramente è ciò che si trova all’interno, la povertà di spirito, l’afflizione, la mansuetudine, coloro che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, coloro che si adoperano per la pace, e quelle erano tutte qualità interiori. E così facendo aggirò tutti i presunti meriti che si erano accreditati esteriormente ed attaccò direttamente il nocciolo della questione.
Gesù Cristo pone sempre l’accento sulla realtà interiore, o non è indifferente all’azione esteriore, eccome se lo è, ma solo in quanto è prodotta da ciò che si trova all’interno. Il frutto della rettitudine interiore produrrà l’azione giusta, ma questa si può falsificare senza alcuna realtà interiore, e quello è il cuore del legalismo. Quello che Cristo desidera è la vera azione fondata su un atteggiamento genuino. Gesù vuole che le opere scaturiscano da un carattere retto; e a proposito, dal sesto capitolo fino al settimo capitolo del Sermone sul Monte, non fa altro che parlare di opere, non fa altro che parlare di cose che facciamo, che diciamo o di cose che pensiamo. Ma la premessa su cui si basa tutto è l’atteggiamento del cuore, ed è di questo che sta parlando qui. Anche Martyn Lloyd-Jones lo disse così: ‘Un cristiano è qualcosa prima di fare qualcosa’, ‘Un cristiano è qualcosa prima di fare qualcosa’, essere un figlio del re, un suddito del regno significa, prima di tutto, possedere un certo tipo di carattere. Un carattere d’afflizione, un carattere di lutto per il peccato, un carattere di mansuetudine, un carattere di fame e sete di giustizia, un carattere di misericordia, un carattere di purezza di cuore, un carattere che porta ad adoperarsi per la pace.
Vedete, non siamo fatti per controllare il nostro cristianesimo; il nostro cristianesimo dovrebbe controllare noi. Ed il legalismo è ‘noi che controlliamo il cristianesimo’, ma una vera spiritualità invece si manifesta quando il nostro cristianesimo ci controlla, ed è questo che voleva Gesù. Non voleva che controllassimo certe attività esteriori, voleva che Dio in noi le controllasse. E quindi i principi offerti da Gesù non sono superficiali, non sono marginali, sono reali e profondi. Ed esser un vero cristiano significa che non ci possiamo nascondere dietro alcuna facciata, o apparenza. Il cristianesimo è qualcosa che va al centro stesso del nostro essere, e che controlla il nostro cuore e da lì si riversa su tutte le attività della vita. Dio non è mai stato interessato alla superficialità; a Dio non è mai interessato il sangue di tori e di capri. Dio non è mai stato interessato da tutte le attività spirituali prive di significato se il cuore non era al posto giusto. E così spesso, nella mia mente, ritorno ad Amos capitolo 5, dove Dio dice: “Fermate il vostro culto, fermate i vostri sacrifici e fermate la vostra musica; i vostri cuori non sono al posto giusto”, ed è di quello che Dio è sempre stato interessato. Dio è più interessato alle motivazioni, alle realtà interiori che producono le giuste opere esteriori.
Ora torniamo indeietro a Matteo 5 e vediamo un po’ dov’è che ci troviamo. Gesù aveva appena confrontato un gruppo di esternalisti con alcune affermazioni devastanti. E già nella prima beatitudine, li colpisce al certo della questione, nel punto più vulnerabile, quando gli disse: ‘Quello che dovete fare veramente è ricercare la bancarotta spirituale, dovete riconoscere che siete dei mendicanti indigenti e dissoluti che non hanno nulla di buono da portare a Dio, e che la vostra unica speranza è che vediate la povertà della vostra condizione e che vi rannicchiate in un angolo al buio da qualche parte e che tendiate la mano come dei mendicanti che non possono far nulla per se stessi’, e ragazzi, quello si che era davvero tanto da digerire per quel gruppo di giudei. E poi continua e gli dice: ‘Non potete essere contenti e soddisfatti della vostra giustizia personale e presunzione, dovete invece piangere grandi lacrime per il vostro peccato, dovete essere afflitti; inoltre, non potete essere orgogliosi perché siete riusciti ad osservare un po’ di leggi, dovete esser miti di fronte al Dio santo. Non solo non dovete compiacervi della vostra rettitudine personale, ma dovete rendervi conto che state morendo di fame per la mancanza di giustizia personale e dovete quindi esserne affamati ed assetati’,
Ora, permettetemi di collegare tutto questo alla Beatitudine numero cinque. Queste prime quattro beatitudini non erano altro che delle riflessioni di principi interamente interiori. Riguardavano interamente l’atteggiamento interiore. Riguardavano interamente ciò che è visibile di fronte a Dio. Ma ora, arrivando alla quinta beatitudine, questa, essendo anch’essa di natura interiore, comincia a spingersi fuori fino a toccare altri, in questa c’è una certa manifestazione che è un po’ come se fosse il frutto delle altre quattro. Quando sarà vero che saremo come dei mendicanti nello spirito e saremo miti, affamati ed assetati di giustizia, come risultato, ci troveremo anche ad essere misericordiosi con il prossimo. Qualcuno ha detto: ‘Coloro che nella loro povertà di spirito riconoscono il loro bisogno di misericordia, cominciano a mostrare misericordia anche ad altri. Coloro che son afflitti sul loro peccato, nel mentre son in lutto, cominciano anche a purificare il proprio cuore così da esser i puri di cuore; ed i miti sono quelli che si adoperano sempre per la pace. E coloro che hanno fame e sete di giustizia sono sempre disposti ad essere perseguitati per amore di quella giustizia’, quindi vedete com’è che le prime quattro si allineano con le ultime quattro?
Le prime quattro rappresentano degli atteggiamenti interiori e le ultime quattro sono le cose manifestate da quelli stessi atteggiamenti; dove c’è povertà di spirito e c’è la realizzazione di non esser altro che dei mendicanti, ci sarà anche la disposizione di dare ad altri che si vedono altrettanto come dei mendicanti, e quindi si è misericordiosi. E dove c’è afflizione per il proprio peccato, c’è anche il desiderio di purificare il proprio cuore con lacrime di penitenza, e lì ci sarà anche la purificazione vera del cuore. E dove c’è mansuetudine, ci sarà sempre la pace, perchè la mansuetudine porta alla pace. E dove c’è fame e sete di giustizia, ci sarà anche la disposizione d’esser perseguitati per amore di quella stessa giustizia. Quindi, quì c’è una transizione, qui s’inizia a parlare della manifestazione del carattere caratterizzato da quelle prime quattro beatitudini. Quando avrete le prime quattro, avrete anche quattro manifestazioni del vostro carattere, e le vedremo tutte mentre studieremo queste ultime quattro aree di quest’introduzione meravigliosa.
Ora vediamo un po’ cosa significa essere misericordiosi. Versetto 7, Gesù dice: “Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta”, e mentre osserviamo a questa semplice affermazione, gente, voglio che sappiate che questo è così profondo che non c’è modo di trattarlo tutto. Sapete, è molto semplice predicare quando si ha solo un po’ di materiale, perché si tocca il primo punto, poi il secondo, poi il terzo e lo si espande un pochino e va tutto bene. Ma quando si ha una Bibbia piena di materiale, è molto difficile scegliere ciò che è più adatto, questo concetto di misericordia va da un capo all’altro della Scrittura. Da un capo all’altro della storia di Dio, dalla caduta dell’uomo al tempo della consumazione finale, si tratta di una realtà gigantesca, ma voglio vedere se, per il nostro studio di questa sera, riusciremo almeno a trarre insieme quattro aspetti della misericordia, quattro aspetti: il significato, la sorgente, la sostanza ed il seguito, il significato, la sorgente, la sostanza ed il seguito. Qual è il significato? In altre parole, cosa significa essere misericordiosi? Nel versetto 7 dice: “Felici o beati i misericordiosi”, che cosa significa? Tanto per cominciare voglio dire che per i Giudei di quel tempo era, letteralmente una scossa. Erano privi di misericordia così come i Romani di quel periodo, erano spietati. Erano molto orgogliosi, egoisti, presuntuosi, condannatori, guardavano gli altri dall’alto in basso. E quello che Gesù stava dicendo toccò davvero il bisogno interiore dei loro cuori.
Ora, sapete, ci sono molte persone che hanno cercato di usare questa Beatitudine umanisticamente e si sentono persone dire: “Beh, beati i misericordiosi perché otterranno misericordia”, e la usano un po’ come una virtù puramente umana, come per dire: ‘Beh, se farai del bene, lo riceverai in ritorno’, Sapete, Shakespeare, ne Il mercante di Venezia, ha un discorso pronunciato da Porzia. Mi ricordo di averlo visto quando ero all’università. E Porzia dice questo: ‘La qualità della misericordia non è tesa. Cade come una pioggia dolce dal cielo sulla terra sottostante, è benedetta doppiamente, benedice chi la offre e chi la riceve, è la più potente tra i potenti, e si addice al monarca meglio della sua corona’, fine della citazione. Shakespeare disse che la misericordia è la cosa più bella che un re possa indossare.
Ora, anche il Talmud riconosce che c’è una sorta di virtù umana magnanima nella misericordia. Ed il Talmud dice che Gamaliele disse questo: ‘Quando offrirai misericordia, Dio la offrirà in ritorno. E se non offrirai misericordia, nemmeno Dio la offrirà in ritorno’, e sembra un po’ che questa realtà sia un po’ ingranata nel pensiero umano, che se ci si comporta bene con tutti, tutti si comporteranno bene in ritorno. Oppure che se si è buoni con Dio, Lui lo sarà in ritorno, ora quello è più vero, seppur non son certo della prima proposizione. Si sente spesso parlare di persone che vogliono raccogliere fondi e dicono: ‘Beh, se ci mandate dei soldi, vi promettiamo un ritorno’, molti pensano che si tratti di una sorta di dai-ricevi, e anche coloro che la considerano da un punto di vista più teologico, come Gamaliele, oltre a Shakespeare, che la considerò da un punto di vista puramente umano, ma anche loro pensano: ‘Beh, se faccio questo per Dio, Dio farà quest altro per me’, sapete è un po’ come mettere Dio alle strette.
Un autore, parafrasò questo versetto dicendo questo: ‘Questa è la grande verità della vita, se le persone vedono un certo interesse lo restituiranno’, ben, vogliamo scommetterci sopra? Purtroppo non è così semplice. È molto più di una banalità umana. Sono d’accordo con Gamaliele, in relazione a Dio c’è una certa reciprocità. Se lo onoriamo, Lui si prenderà cura di noi, ma credetemi il mondo non funziona proprio così. Infatti, il mondo romano non conosceva il significato della misericordia. Se volete sapere cosa ne pensavano, basta considerare i filosofi romani che dicevano che la misericordia è, e cito, ‘la malattia dell’anima’. In altre parole, la misericordia era un segno di debolezza. La misericordia era un segno che non si aveva la stoffa per fare ciò che andava fatto. I Romani glorificavano la giustizia, glorificavano il coraggio, glorificavano la disciplina e glorificavano il potere, e guardavano dall’alto in basso alla misericordia, perché la misericordia era per i deboli. Quando un bambino nasceva, il padre aveva il diritto della patria potestas, gli si presentava il bambino e se voleva che vivesse tirava su il pollice; se invece voleva che morisse, lo tirava giù. E se il pollice era in basso, il bambino veniva immediatamente affogato. Non c’era alcuna misericordia, se un cittadino romano non voleva più il suo schiavo, poteva prendere un coltello, ed ucciderlo e seppellirlo senza alcun ricorso, quindi, vedete considerando la società romana, quel tipo di banalità non era sufficiente.
Non è proprio vero che se si estende misericordia, tutti lo faranno di loro volta. Quella è falsa speranza, nella società romana, e vi dirò di più, quello vale anche per la nostra società egoista, arraffona e competitiva. Sapete, nella nostra società potremmo dire: ‘Sii misericordioso e qualcun altro se ne approfitterà e ti calpesterà il collo’, non funziona sempre. Ma l’illustrazione migliore del fatto che non si tratta solamente di banalità umana è il nostro Signore, Gesù Cristo; egli dimostra una volta per tutte che non si tratta di semplice banalità.
Gesù Cristo è venuto nel mondo ed è stato l’essere umano più misericordioso che sia mai esistito. Gesù Cristo è venuto nel mondo e non ha mai fatto del male a nessuno, mai. Gesù Cristo è venuto nel mondo, si è protreso verso i malati e li ha guariti, e si è protreso verso gli storpi e gli ha dato delle gambe per camminare; e si è protreso verso occhi ciechi e gli diede la vista, verso le orecchie dei sordi e sentirono, e verso la bocca dei muti e parlarono, trovò le prostitute, gli esattori delle tasse, i dissoluti e li attirò nel cerchio del suo amore, li riscattò e li rimise in piedi. Raccolse i dolenti, pianse con loro, prese i solitari e li fece sentire amati, e prese i bambini, li abbracciò e li amò. Non c’è mai stato un essere umano sulla faccia della terra con la Sua misericordia.
Una volta, mentre stava camminando, fu approcciato da un corteo funebre e vide una madre che piangeva per la morte del figlio e chi si sarebbe preso cura di lei? Senza figlio, senza marito. E Gesù si avvicinò in mezzo al corteo funebre, fermò la bara, vi pose sopra la mano, lo risuscitò dalla morte e lo restituì a sua madre. In Giovanni capitolo 8, alcuni uomini colsero una donna in adulterio e la trascinarono alla presenza di Gesù, il quale la guardò e dopo averle parlato ed aver confrontato i suoi accusatori, la perdonò e disse: ‘Non ti condanno nemmeno io, và e non peccare’, che misericordia!
Mangiò con gli esattori delle tasse, con i peccatori e quando gli scribi ed i farisei lo videro mangiare con gli esattori delle tasse ed i peccatori, in Marco capitolo 2, versetto 16, dissero ai suoi discepoli: “Com’è che può mangiare e bere con i pubblicani ed i peccatori?” Va in giro con la plebaglia! Dall’inizio alla fine, la vita del Signore Gesù benedetto era una vita di misericordia costante, era misericordioso verso di tutti. Ascoltatemi, vi sto dicendo una cosa, gente: Dare misericordia non significa ricevere misericordia. Non ha funzionato nel caso di Gesù, e sapete una cosa? È stato l’essere umano più misericordioso mai esistito e loro hanno gridato per il suo sangue e l’hanno sbattuto ed inchiodato sulla croce. Non si riferisce ad un modo di fare umano, non funziona così. Non sta parlando di quello, se la misericordia portasse con sé la propria ricompensa, non avrebbero inchiodato ad una croce l’essere più misericordioso che sia mai esistito, sputandogli in faccia e maledicendolo. L’essere più misericordioso che sia mai esistito non ha ricevuto alcuna misericordia dalle persone a cui offrì misericordia.
Due sistemi spietati, privi di misericordia, quello romano e quello giudaico, si unirono per ucciderlo. Basta guardare a Roma per capire quanto fossero spietati, guardate ai Cesare. Il totalitarismo della Roma senza misericordia si unì all’intolleranza di un sistema religioso privo di misericordia, per il quale Gesù era una minaccia, e gli tolsero la vita. No, la misericordia di cui sta parlando non è una virtù umana che porta con sé la sua propria ricompensa, non è quella l’idea. Non è che se sei misericordioso verso il prossimo, loro lo saranno con te - no, no. Voi potreste chiedere: ‘E quindi, cos’è che intende dire il Signore? Qual è il significato?’ Beh, miei cari, detto semplicemente, significa questo: Siate misericordiosi verso gli altri e Dio sarà misericordioso con voi. Questo è ciò che sta dicendo, Dio è il soggetto della seconda frase; Dio vi darà misericordia. Non stiamo parlando di un qualcosa di umano.
Ora guardiamo alla parola stessa e diremo di più su quello, ma consideriamo alla parola stessa ‘misericordioso’, Eleēmōnes, termine usato solamente due volte in tutto il Nuovo Testamento. Una volta qui ed una volta in Ebrei, capitolo 2 e versetto 17, dove si legge: “Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele – cosa? – sommo sacerdote”, Cristo è la grande illustrazione della misericordia, Egli è il nostro sommo sacerdote che intercede per conto nostro ed è da Lui che riceviamo la misericordia. La forma verbale, tuttavia, è usata moltissime volte nella Bibbia, è molto, molto comune, è comune nella Septuaginta, l’edizione Greca dell’Antico Testamento; il sinonimo ebraico sarebbe chesed, anch’esso molto comune. La parola significa semplicemente aver pietà – ora ascoltate - soccorrere gli afflitti, aiutare i miseri e salvare i miserabili, include un’idea molto ampia.
Tutto ciò che si fa, che ha un qualche beneficio per qualcuno che ha un bisogno, quella è la misericordia, è un’idea molto ampia, spesso pensiamo alla misericordia in termini di perdono nella salvezza, ma è un termine molto più ampio, significa compassione in azione. Va oltre la compassione, va oltre la simpatia. Significa compassione in azione, simpatìa in azione verso chiunque abbia qualunque bisogno. E quando qui il nostro Signore ne parla, la vera eleēmōnes, la vera materia, non è in riferimento ad una simpatia debole provata anche dall’egoismo carnale che però non fa mai nulla per aiutare. Non si riferisce a quella falsa misericordia che di fatto asseconda la propria carne nel appagare la coscienza con un’offerta simbolica. Non si riferisce alla pietà silenziosa e passiva che potrebbe essere genuina ma che non sembra mai esser in grado di aiutare in modo tangibile. Non si riferisce a nessuna di queste cose superficiali, si riferisce ad una compassione genuina, con un motivo puro e disinteressato, che si protrende ad aiutare chi è nel bisogno, ecco di cosa si tratta.
In altre parole, Gesù gli stava dicendo: “Le persone che fanno parte del mio regno non prendono, danno. Le persone che fanno parte del mio regno non condannano, offrono misericordia. Le persone che fanno parte del mio regno non sono quelle che si mettono al di sopra di tutti, ma quelle che si abbassano ad aiutare tutti”, e con quelle parole Gesù li stava colpendo proprio lì dove si trovavano. Si stavano elevando, erano presuntuosi, non avevano alcuna intenzione di dare niente a nessuno. Infatti, c’è una storia che Gesù racconta di un uomo che non volle nemmeno dare i fondi necessari per prendersi cura della vita di sua madre e di suo padre, perché diceva: ‘Ah, li ho già dedicati a Dio e non oserei mai infragere il mio voto a Dio’, ed il nostro Signore disse: “Tu sei nei guai. Hai scambiato il comandamento di Dio di onorare tuo padre e tua madre con una tradizione che ti sei inventato da solo’, ed erano bravi a farlo, erano spietati, anche verso i loro stessi genitori.
Ma il Signore disse che coloro che son membri del Suo regno, saranno misericordiosi, pieni di misericordia. Non significa solamente simpatizzare, non significa solamente provare una certa compassione. Significa mettersi nelle scarpe dell’altra persona d’immedesimarsi e di pensare i suoi pensieri e sentire le sue emozioni e poi prendersi cura di loro in maniera tangibile. La misericordia è quando si vede qualcuno senza cibo e gli si da del cibo; la misericordia è quando si vede qualcuno in bisogno d’amore e glielo si offre; è quando si vede qualcuno da solo e gli si offre la propria presenza; la misericordia è il soddisfare un bisogno, non sentirlo, va ben oltre di quello.
Ora, permettetemi di fare un confronto con diverse parole, in modo che possiate comprenderne il significato. Prima di tutto, ‘misericordia’ e ‘perdono’, vorrei confrontare le due, vogliamo rifletterci insieme? Misericordia e perdono. La misericordia è perdono? Il perdono è misericordia? E come si distinguono? Ora, voglio che prestiate attenzione e mi aiutate un pochino, ve bene? In Tito 3:5 ci viene detto che per la sua misericordia o secondo la sua misericordia ci ha salvati, quindi, questo è importante. La misericordia è un elemento presente nella salvezza. In Efesini capitolo 2, ci viene detto che “Dio, ricco di misericordia, ci ha riscattati, ci ha vivificato”, quindi la misericordia si trova dietro le quinte della salvezza, è la misericordia di Dio che lo porta a salvarci, che gli permette di redimerci. Quindi, senza dubbio, la misericordia si trova alle spalle del perdono. Quindi vogliamo parlare della misericordia e del perdono, perché sono due cose che si appartengono.
Nel capitolo 9 di Daniele - credo sia il versetto 9, sto indovinando, spero di ricordarmi bene, ma Daniele 9:9, “A te – sì – al Signore nostro Dio appartengono” – ascoltate bene - “la misericordia e il perdono”, non è bello? Li collega! Quindi la misericordia ed il perdono si appartengono. E tra l’altro anche il Salmo 130, le collega in maniera splendida e meravigliosa, “O Signore, io grido a te da luoghi profondi! Signore, ascolta il mio grido; siano le tue orecchie attente al mio grido d’aiuto! Se tieni conto delle colpe, Signore, chi potrà resistere? – e questa è una confessione di peccato – 4 Ma presso di te è il perdono, perché tu sia temuto. Io aspetto il Signore, l’anima mia lo aspetta; io spero nella sua parola. L’anima mia anela al Signore piú che le guardie non anelino al mattino, piú che le guardie al mattino. O Israele, spera nel Signore, poiché presso il Signore è la misericordia”.
Ora, qui c’è un individuo che confessa il peccato, che ricerca il perdono ed è consapevole che questo proviene dalla sorgente di misericordia. Quindi la misericordia ed il perdono sono quindi collegati. Non possiamo pensare alla misericordia senza la sua espressione nel perdono. Non possiamo pensare al perdono senza la sua fonte: la misericordia stessa. Ma ascoltate, gente, il perdono non è l’unica espressione della misericordia. Non riducete la misericordia ad un pensiero soteriologico o a una realtà della salvezza. La misericordia è infinitamente più grande del perdono, quello ne fa certamente parte; ma ascoltate, il Salmo 119:64 dice: “La terra è piena della tua misericordia”. Genesi 32:10, “Non sono degno della più piccola delle Tue misericordie”. 2 Samuele 24:14, “Le tue misericordie sono grandi”; Neemia 9:19, “Le tue molteplici misericordie”. Salmo 69:13: “La moltitudine delle tue misericordie”. Quindi la misericordia è molto più grande del mero perdono.
Il perdono è un atto di misericordia, sì, ma c’è molto di più. Posso essere misericordioso verso qualcuno quando perdono. Ma ci sono molti altri modi in cui potrei essere misericordioso che non implicano necessariamente il perdono. In Lamentazioni, forse il più bello di tutti i passi, dice questo: “ è una misericordia del Signore che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano – quanto spesso? – ogni mattina, grande è la tua fedeltà”, le misericordie di Dio sono infinite. Ma che dire della misericordia e dell’amore, come si relazionano? Ora stiamo estrapolando una definizione, abbiamo a che fare con il significato della misericordia, questo è il primo punto. Come la relazioniamo all’amore? Beh, torniamo indietro. Il perdono scaturisce dalla misericordia, e la misericordia scaturisce da? Dall’amore. Perché Dio è stato misericordioso? Grazie al Suo amore, “Ma Dio, che è ricco di misericordia – cosa? – con il grande amore con il quale ci ha amato”, vedete la sequenza? Dio ama, e l’amore è misericordioso e la misericordia, tra tante altre cose, perdona. E quindi l’amore si trova alle spalle della misericordia, ma l’amore è più grande della misericordia, riuscite a immaginare la cosa?
Tu potresti dire: ‘Aspetta un attimo, hai detto che la misericordia è più grande del perdono’, proprio così, la misericordia è più grande del perdono e l’amore è più grande della misericordia, perchè l’amore può fare molte cose, molto più che mostrare misericordia. Perché la misericordia presuppone un problema e l’amore può agire anche quando non c’è alcun problema, giusto? Il Padre ama il Figlio, il Figlio non ha bisogno di misericordia. Il Figlio ama il Padre ed il Padre non ha bisogno di misericordia. Il Padre ama gli angeli e gli angeli amano il Padre e nessuno dei due ha bisogno di misericordia. L’amore è più grande della misericordia. La misericordia è il medico, l’amore è l’amico. L’amore agisce per affetto, la misericordia per bisogno. L’amore è costante, la misericordia è riservata a momenti di difficoltà, ma non c’è alcuna misericordia senza amore e l’amore è più grande della misericordia.
È un pensiero straordinario, non è vero? Vedete come il grande amore di Dio si riversa sui nostri bisogni sotto la categoria della misericordia. Ci sono anche molte altre categorie, quando siamo giusti e non abbiamo bisogno di misericordia, Lui ci ama comunque. Ci amerà per tutta l’eternità, non abbiamo più bisogno di misericordia. Ma l’amore si riversa su di noi in questa vita attraverso la misericordia, e la misericordia si restringe al pensiero del perdono, ma è anche molto più ampia. Posso aggiungere un altro pensiero? O forse due? Che dire della misericordia e la grazia? La gente dice: ‘La misericordia è come la grazia?’ e ‘La grazia come la misericordia?’ Beh, si e no. Ora ascoltate, vi aspetta un esercizio teologico, quindi tenetevi forte. Il termine ‘misericordia’ e tutti i suoi derivati - ascoltatemi - ha sempre a che fare con elementi di dolore, miseria ed angoscia. Sono sempre il risultato del peccato, sia che si tratti del peccato individuale del peccato del mondo, del problema di vivere in un mondo peccaminoso. Vedete, la misericordia presuppone sempre dei problemi. Si occupa del dolore, della miseria e dell’angoscia, ma la grazia si occupa del peccato in sè e per sè, la misericordia si occupa dei sintomi del problema, la grazia del problema stesso.
Vedete, la misericordia offre sollievo dalla punizione. La grazia offre il perdono per il crimine, avete capito? Prima c’è la grazia e la grazia si sbarazza del peccato e poi la misericordia si sbarazza della punizione, sono due cose diverse. Sapete, in tre delle sue lettere - e non lo fa mai nelle lettere per le chiese, lo fa solamente nelle lettere a persone: 1 Timoteo, 2 Timoteo e Tito - Paolo dice “misericordia, grazia e pace”, la misericordia e la grazia sono diverse. La misericordia elimina il dolore e la grazia garantisce una condizione migliore. Lasciate che vi dia un’illustrazione, il Buon Samaritano, giusto? L’uomo è lì che giace sul ciglio della strada, è stato picchiato a morte, è stato derubato, ed il sacerdote si presenta, non vuole intervenire; poi c’è il Levita e non vuole avere niente a che fare, e tutto d’un tratto un Samaritano di passaggio vede il povero Ebreo tutto malmenato e picchiato e quindi si avvicina e si prende cura di lui. Sapete cos’è che fece la misericordia? La misericordia alleviò il suo dolore. La misericordia riversò olio nei suoi grembi e si prese cura delle sue ferite, e la misericordia alleviò la sofferenza, e sapete cos’è che fa la grazia? La grazia si presenta e gli affitta una stanza per farlo riposare nella locanda.
Vedete, la misericordia si occupa dell’aspetto negativo e la grazia di quello positivo. La misericordia toglie il dolore e la grazia offre una condizione migliore. La misericordia dice ‘non più l’inferno! La grazia dice paradiso!’ La misericordia dice: ‘ti compatisco’, la grazia dice ‘ti perdono’. Quindi misericordia e grazia sono due facce della stessa medaglia meravigliosa, e Dio offre sia l’una che l’altra. E poi si deve considerare un altro paragone, quello tra la misericordia e la gustizia. Le persone dicono: ‘Beh, se Dio è un Dio di giustizia, come fa ad esser anche misericordioso?’ Se la mettete così, se Dio è giusto, santo, retto, può rinnegare la Sua stessa giustizia? Può dire: ‘Beh, so che sei un peccatore e che hai fatto tante cose terribili, ma oh, ti amo così tanto ed ho così tanta misericordia che ti perdono e basta’? Può farlo? Sì, che può, e sapete il perché? Perché è venuto nel mondo assumendo una natura umana ed è morto sulla croce, e quando Gesù è morto su quella croce - non dimenticatelo mai - la giustizia è stata soddisfatta.
Avete capito? Dio ha detto che non ci sarebbe stato il perdono dei peccati senza lo spargimento di sangue e Dio ha detto che doveva esserci un sacrificio perfetto per portare i peccati del mondo, e Gesù è stato quel sacrificio e di conseguenza la giustizia è stata soddisfatta. E grazie a quello, la misericordia non viola per niente la giustizia. Quando parlo della misericordia di Dio, non sto parlando di un qualche sciocco sentimentalismo che giustifica il peccato. Ascoltate, ne abbiamo fin troppo di quello, anche nella Chiesa. L’unica volta che Dio ha esteso misericordia a qualcuno è stato quando qualcuno ha pagato il prezzo per il peccato commesso. C’è una sorta di falsa e sciocca prospettiva di una misericordia sentimentale che vuole semplicemente cancellare la giustizia e dicono: ‘non puoi far pagare nulla alle persone, non fargli pensare che non sono accettabili’, sorvola la cosa, il re Saul risparmiò il re Aga, con una misericordia sentimentale che violò la santità stessa di Dio. Davide, con una misericordia sentimentale contraffatta nei confronti di Absalom, lo lasciò andare via facilmente e così fancendo seminò dei semi di ribellione nel suo cuore che lo rovinarono. Non dimenticatelo mai, Dio non violerà mai la verità della sua giustizia e della sua santità per essere misericordioso.
Sarà misericordioso, ma solo in luce alla verità. Se Absalom si fosse ravveduto ed avesse accettato la verità di Dio, allora la misericordia sarebbe stata reale, ma non era altro che sentimentalismo perché non accettò mai la verità. E sapete, ci sono persone nella Chiesa che peccano e fanno cose empie contro Dio e non riconoscono mai il peccato e non affrontano mai veramente il male, eppure si aspettano la misericordia. Guardate per un minuto a Giacomo capitolo 2, vi va? Giacomo capitolo 2 versetto 10, un commento molto importante, Giacomo 2:10: “Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti. Poiché colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha detto anche: «Non uccidere». Quindi, se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge”.
In altre parole Giacomo sta dicendo che se infrangiamo una qualsiasi legge di Dio siamo colpevoli di tutte, “Quindi, parlate ed agite come persone che devono esser giudicate secondo la legge della libertà” – ora ascoltate al versetto 13 – “Perché il giudizio è senza misericordia contro chi non ha usato misericordia. La misericordia invece trionfa sul giudizio”. Proprio questo primo rigo: “perchè riceverà giudizio senza misericordia”, ascoltate, Dio riverserà un giudizio spietato su coloro che hanno rifiutato la verità, e ovviamente, la verità è il sacrificio di Cristo. Non stiamo parlando di sentimentalismo. Non vi sto dicendo che se peccate apertamente per tutto il corso della vostra vita e non lo riconoscete mai, allora Dio sarà misericordioso e vi accetterà comunque. Non è vero, sarete giudicati senza misericordia. E credo che l’unico momento in cui Dio può davvero offrire misericordia è quando la verità è stata accetta. Solo quando accettiamo il sacrificio di Cristo o come cristiani che l’hanno fatto, se Dio sarà mai misericordioso verso di noi, dovremo confessare il peccato come tale e dovremo ravvederci ed allontanarci da esso, e solo allora conosceremo la sua misericordia.
Quindi la misericordia è speciale, è più del perdono, è meno dell’amore, è diversa dalla grazia, ed è una cosa sola con la giustizia. È più del perdono, meno dell’amore, diversa dalla grazia e una cosa sola con la giustizia. Per riassumere il significato di ‘essere una persona misericordiosa’, ascoltate a questo: Il misericordioso non solo sente gli insulti degli uomini malvagi, ma il suo cuore si protende verso di essi con compassione. Il misericordioso è comprensivo, pieno di grazia, ed amore. Non è così sentimentale da scusare il male. Non è così sentimentale da permettere che il peccato resti impunito o che non sia affrontato solo perché qualcuno è triste o amareggiato da esso. No, misericordia significa che ci si protende con empatia, perdono totale, amore e grazia quando la verità è accolta. Il Salmo 37:21 dice questo: “L’empio prende in prestito e non restituisce; ma il giusto ha pietà e dona”, saremo misericordiosi verso coloro che accettano la verità.
Sapete, se mio figlio – e nella nostra famiglia questo è già successo – ma se mio figlio dovesse venire da me e mi dicesse: ‘Papà, ho fatto qualcosa di sbagliato e mi dispiace’, sarò misericordioso. Ma ho sempre detto ai miei figli fin da quando erano piccoli: ‘Se scopro che non mi avete detto la verità o che non avete ammesso qualcosa che avete fatto, non ci sarà alcuna misericordia, ma punizione’, si tratta dell’atteggiamento nei confronti della verità, non con una sorta di sentimentalismo. Ma quando si ha a che fare con la verità, dobbiamo essere misericordiosi, pieni di grazia, amorevoli e pronti a perdonare.
È stata la misericordia di Abramo, dopo aver subito un torto da Lot, suo nipote che lo portò ad andare a ricercare la liberazione di Lot. È stata la misericordia di Giuseppe, dopo essere stato maltrattato dai suoi fratelli, che lo indusse ad accettarli e a soddisfare i loro bisogni. È stata la misericordia di Mosè, dopo che Miriam si era ribellata contro di lui ed il Signore le aveva dato la lebbra, che lo portò ad implorare: ‘Guariscila ora, o Dio, ti supplico’, è stata la misericordia di Davide a fargli risparmiare la vita di Saul, la misericordia. Quella caratteristica bellissima che ci dice di tendere la mano per perdonare, curare, aiutare e sollevare le persone. Senza farci prevaricare, senza calpestare le teste, senza buttare giù le persone e pensare che siamo qualcosa di superiore.
In contrasto con tutto quello, nel Salmo 109, leggiamo della persona priva di misericordia. Parla degli empi che non hanno misericordia, ed alla fine, al versetto 14 dice, del Salmo 109: “ L’iniquità dei suoi padri sia ricordata dal Signore e il peccato di sua madre non sia cancellato. Siano quei peccati sempre davanti al Signore, e faccia egli sparire dalla terra il ricordo di lui.” Perchè? Oh Dio, perchè sei così prono a giudicare? Perchè così prono a condannare? “Perchè non si è ricordato di mostrare misericordia, di perseguitare il misero, il povero, e chi ha il cuore spezzato, per farlo morire”,
un po’ di mesi fa vi ho detto che Dio si è sempre identificato a lato dei poveri ed i bisognosi. Infatti, il nostro Signore Gesù, in quel grande sermone sull’Ulivo, disse: ‘Un giorno, quando verrà il giudizio, vi dirò: ‘Sapete perché rimarrete fuori dal mio regno? Sapete perché non ne farete parte? Perché quando sono venuto da voi, non mi avete dato ciò di cui avevo bisogno. Quando ero nudo, non mi avete vestito. E quando avevo fame, non mi avete dato da mangiare. E quando avevo sete, non mi avete dato da bere”, e le persone diranno, ‘Aspetta un attimo, non ti abbiamo mai visto’, ed il Signore gli dirà: ‘Beh, il mio popolo che avete visto era mio rappresentante e quando loro son venuti non gli avete dato da mangiare, non gli avete dato acqua nè vestiti. E se l’avete fatto al più piccolo di loro, l’avete fatto a me”.
Ascoltate, Dio s’identifica con le persone indigenti. Ed i misericordiosi sono quelli che tendono la mano, non quelli che afferrano e prendono per sè. Oh che Dio ci aiuti in qualche modo a superare l’inondazione di una società corrotta che ci dice sempre di prenderci tutto quello che possiamo prenderci e che ci permetta d’ascoltare la voce del nostro Dio che ci dice di dare tutto quello che possiamo dare, dobbiamo essere misericordiosi, se qualcuno vi offende, siate misericordiosi. Se qualcuno fa qualcosa contro di voi, siate misericordiosi! Siate compassionevoli, benevoli, comprensivi. Se qualcuno commette un errore o un giudizio sbagliato o se qualcuno non riesce a pagare un debito o a restituire qualcosa che ha preso in prestito o qualcos altro, siate misericordiosi! Questo è il carattere del regno.
A proposito, Proverbi 11:17 dice: “L’uomo misericordioso fa bene a sé stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne”, volete esser infelici, allora siate privi di misericordia; volete esser felici, siate misericordiosi. Nel capitolo 12 di Proverbi al versetto 10, dice: “L’uomo giusto ha riguardo per la vita dei suoi animali, ma le misericordie degli empi sono crudeli”, quello che sta dicendo è che l’uomo retto è persino misericordioso verso gli animali! Mentre l’empio è crudele verso tutto.
Romani 1:31. Voglio che vediate una delle caratteristiche di una società empia, questa è la descrizione. Il versetto 29 dice: “ ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, e – qual’è il finale? – spietati”, senza misericordia. Voi potreste dire: ‘intendi dire che quella è la somma di tutto?’ proprio così. Spietati, privi di misericordia. Ma gente, ascoltate, per coloro che hanno ricevuto misericodia, come potremmo mai esser altro che misericordiosi? Cos’è che ti meritavi tu? Com’è che puoi esser crudele verso qualcuno quando in primis tu avevi un disperato bisogno della misericordia di Dio? E questo ci porta al secondo punto, molto velocemente, la sorgente della misericordia. Chi è la sorgente? Beh, sapete chi è, è Dio, è Dio. Dio è la sorgente della misericordia, è un dono di Dio! Ora, lasciatemi dire una cosa, è solamente per coloro che hanno vissuto le altre quattro beatitudini, è solamente per i poveri in spirito che son afflitti dal loro stesso peccato e sono miti di fronte ad un Dio santo e son affamati ed assetati di giustizia, e che quando la ricevono, quando ricevono il suo dono di misericordia, allora anche loro possono essere misericordiosi.
Ascoltate, gente, la misericordia non è un attributo umano normale. Non riuscirete mai a farlo da soli, non funziona! Non è vero che se sarete misericordiosi verso le persone anche loro lo saranno di loro volta, ora ogni tanto qualcuno potrebbe, ma non è un qualcosa di normale. L’unico modo per essere una persona misericordiosa è avere dentro di te la misericordia di Dio, e l’unico modo per averla è avere la giustizia di Dio tramite di Cristo e quello è proprio quello che sta dicendo Gesù, a meno che non venite per questa via, essendo affamati ed assetati di giustiza, e sarete riempiti da Dio, non conoscerete mai la misericordia, perché essa fa parte della sua opera.
Ci sono un sacco di persone che vogliono la benedizione, ma non vogliono l’appartenenza, non è vero? Vogliono la benedizione, non colui che benedice. Sono come Balaam, sapete, Balaam il falso profeta, che disse – vi ricordate la sua preghiera? Disse: ‘Fammi morire come un giusto’, e disse: ‘fa si che la mia ultima posiione sia come la Sua’, ed un vecchio puritano disse: ‘voleva morire come il giusto ma non voleva vivere come Lui’, ed è possibile che ci sono persone che desiderano la misericordia, ma non la vogliono alle condizioni di Dio, e le uniche persone che hanno misericordia sono qualificate secondo le prime quattro beatitudini, quelle che sono venute con uno spirito spezzato e mendicante davanti al Dio santo, hanno ricercato la Sua giustizia che si può trovare solamente in Cristo, e quando Dio ci dà la Sua giustizia, con essa viene anche la capacità di avere misericordia.
Ascoltate, Dio è misericordioso e noi abbiamo Dio. Efesini 3 dice che siamo ricolmi di tutta la pienezza di Dio e la sua misericordia si manifesta tramite di noi. Dio ha due tipi di attributi, lo sapevate? Ci sono quelli che chiamiamo assoluti e quelli che chiamiamo relativi, due tipi. Per esempio, voi potreste chiedere: ‘Quali sono i suoi attributi assoluti?’ Dio è amore, Dio è verità, Dio è santità. E se nessuno fosse mai stato creato, sarebbe comunque amore, verità e santità. Se tu non fossi mai nato, Lui sarebbe comunque stato amore, verità e santità. Ma quando io e voi siamo venuti al mondo, quegli assoluti hanno assunto un carattere relativo. La sua verità, per noi è diventata fedeltà; la sua santità è diventata giustizia ed il suo amore è diventato grazia e misericordia. Questi sono gli attributi relativi che scaturiscono dalla sua natura assoluta. Il suo amore è diventato misericordia e grazia. Miei cari, Dio è l’unico ricco di misericordia, ed è anche l’unico che può offrirla. Nel Salmo 103:11, il salmista dice: “Così come i cieli sono elevati sopra la terra, così grande è la sua misericordia verso coloro che lo temono”, noi temiamo Dio, veniamo a Cristo e Lui ci dà la Sua misericordia, ed è per questo che il nostro Signore disse in Luca 6:36, “Siate dunque misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro celeste”.
Quindi Dio è la sorgente. Dio è l’unico che può darci misericordia. L’atto supremo, ovviamente, della misericordia di Dio è stata la croce. Non c’è atto più misericordioso di quello. Gesù sulla croce, entrò nella pelle degli uomini. Egli è misericordioso e quello lo rese un sommo sacerdote misericordioso. Il dottor Barnhouse lo disse così: ‘Quando Gesù Cristo è morto sulla croce, tutta l’opera di Dio per la salvezza dell’uomo è uscita dal campo della profezia ed è diventata un fatto storico. Da quel momento in poi Dio ha avuto misericordia su di noi. Pregare ‘Dio, abbi misericordia di me’ equivale a chiedergli di ripetere il sacrificio di Cristo. Tutta la misericordia che Dio potrà mai aver verso gli uomini, l’ha già avuta quando Cristo morì, quella è la totalità della misericordia, non potrebbe essercene di più, e da lì Dio fu in grado di estendere grazia perchè aveva già espresso tutta la Sua miserocordia verso di noi, la sorgente era aperta, ha iniziato a scorrere e continua a farlo liberamente.
E anche noi ne parliamo, non è vero? - A volte quando diciamo: “Mi ha visto alla Caduta disperato, e ciò nonostante tutto mi ha amato; Dalla mia disperazione mi ha salvato, o la sua misericordia che grande è la sua misericordia”, e correttamente cantiamo: ‘La misericordia era grande e la salvezza gratuita; il suo perdon a me moltiplicato, e lì, la mia anima oppressa trovò libertà – dove? – al Calvario”, lì abbiam trovato la misericordia di Dio. Lo sapevate che Michea 7:18 dice che Egli si diletta nella misericordia? Ci ha offerto misericordia alla croce e una volta ricevuto Cristo ci ha esteso misericordia, Dio è la fonde della misericordia.
In terzo luogo, la sostanza della misericordia. Cosa significa essere misericordiosi? E ve lo dico velocemente, salterò alcune cose che ho ma voglio che riceviate il concetto semplice. La sostanza della misericordia, ‘John cosa intendi dire?’ Beh, mi riferisco a questo: ‘com’è che questo concetto diventa pratico nella mia vita? Com’è che la mia vita può diventare una vita di misericordia?’ Oh, ci sono così tante Scritture - così tante - Romani 15, 2 Corinzi 1, Efesini 4, Colossesi 3, Galati 6, Matteo 5, Matteo 6 - ci chiamano tutti ad essere misericordiosi, ci chiamano ad essere misericordiosi più e più volte e più volte. E: ‘Com’è che posso esserlo?’ Beh prima di tutto, fisicamente. Prima di tutto, si può essere misericordiosi fisicamente parlando: ‘Come? Dando del cibo ai poveri, vestiti a coloro che non ne hanno, un letto a coloro che non cel’hanno, trasformando del rancore in perdono, oh ci sono tantissimi modi di farlo. L’Antico Testamento ne è pieno - pieno zeppo di modi in cui possiamo mostrare misericordia, più grande del semplice perdono, il soddisfare bisogni di ogni tipo.
Sapete, in Deuteronomio 15:8, “ anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai tutto ciò che gli serve per la necessità in cui si trova. 9 Guàrdati dall’accogliere nel tuo cuore un cattivo pensiero che ti faccia dire: «Il settimo anno, l’anno di remissione, è vicino!», e ti spinga ad essere spietato verso il tuo fratello bisognoso, cosí che non gli darai nulla; poiché egli griderebbe al Signore contro di te, e un peccato sarebbe su di te”. Anche quando sai che nei prossimi mesi perderai il tuo schiavo, dagli tutto quello che necessita – dagli tutto quello che gli serve, anche se è solo per l’anno della liberazione, dagli tutto ciò di cui ha bisogno. Anche se sai che il debito sarà rimosso perché nell’anno della liberazione tutti i debiti saranno cancellati, dagli quello che gli serve! Quella si che è misericordia.
Quando qualcuno vuole qualcosa, prego a Dio che se mai verranno da me, potrò dargliela. Non chiedo mai niente a nessuno perché la misericordia dà per soddisfare il bisogno. E quindi nell’aspetto fisico ci sono tantissimi modi di farlo, la misericordia non porta mai rancore, non si vendica mai, non è mai vendicativa, non ostenta mai la debolezza altrui, non abusa mai il fallimento altryi, non recita mai alcun peccato! Sant’Agostino era così misericordioso che in sala aveva un tavolo gigante ed invitava sempre coloro che non avevano posto dove mangiare, e li nutriva e su quel tavolo fece incidere qualcosa sulla parte superiore del tavolo, questo: ‘Questa tavola non è per coloro che amano abbrustolire il nome di qualcun altro, per cui, che digiunino’.
Quindi dobbiamo essere misericordiosi non solo nell’aspetto fisico, ma anche in reputazione. Surius, un gesuita - e non mi dimenticherò mai di questo, Surius, il gesuita, disse che Lutero, Martin Lutero, imparò la sua teologia dal diavolo e morì ubriaco, calunnioso. Le persone che non hanno misericordia verso il prossimo si tradiscono, ascoltatemi gente, se siete veramente dei cristiani, se siete veramente affamati ed assetati di giustizia sarete misericordiosi, sarete misericordiosi. Aeliano, lo scrittore romano di storia naturale, nella sua storia parlò di un animale interessante, disse che in India imparò l’esistenza dei Grifoni, G-R-I-F-O-N-I, e quello è interessante perché nessuno aveva mai sentito parlare dei grifoni prima di lui e li descrisse così: ‘quattro zampe come un grosso animale ed ali come un’aquila’, ed Aeliano disse: ‘Son difficili da classificare, solamente gli dèi lo sanno’ ed ho pensato, mi sembra un po’ il caso di molti falsi cristiani. Affermano di volare, ma i loro piedi sono attaccati alla terra, sono come dei grifoni, si professano figli del regno, ma non escono mai dalla sporcizia. Ascoltatemi, la persona vendicativa, presuntuosa e sulla difensiva verso sè stesso, è come il sacerdote ed il levita che andarono dall’altra parte della strada, una religione fasulla. Quindi ci sono molti modi per mostrare fisicamente misericordia alle persone.
Ma che dire del punto di vista spirituale? E questo è il culmine di tutto, che dire del punto di vista spirituale, lasciate che vi offra quattro suggerimenti, molto velocemente. Prima di tutto, con la pietà, con la pietà. Sant’Agostino disse: ‘Se piango per il corpo abbandonato dall’anima, non dovrei forse piangere per l’anima abbandonata da Dio?’ Piangiamo molto per la morte dei corpi, mi chiedo come ci comportiamo in relazione alla perdita delle anime. Se io, come cristiano, ascoltate, se io, come cristiano, ho visto e sperimentato la misericordia - ebbene, certo che è così. La sperimento ogni giorno nel mentre Dio continua a purificarmi e a perdonarmi. Se io, che non ho alcuna giustizia ma che son povero in spirito, se io, in afflizione sul mio peccato, condannato e un mendicante senza speranza, se io, misero, destinato al giudizio; se io affamato e assetato di ciò che avevo bisogno ma non potevo guadagnarmi; se io che ho ricevuto misericordia e pietà dal grande cuore di Dio, non farò sì che quella stessa misericordia sia estesa anche ad altri? Che razza d’incoerenza è quella?
Sento le parole di Stefano, in Atti 7:60, che dice a Dio, mentre gli stavano scagliando delle pietre addosso e gli stavano strappando la vita dal corpo: ‘Signore, non imputare loro questo peccato’, ‘Oh, Dio, non fargli rendere conto di questo’, ebbe pietà verso la loro anima! Vedete? Fu come Gesù, sulla croce, Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”, è pietà, e pure noi dovremmo guardare ai perduti con pietà, senza imporci su di loro o pensare di essere migliori.
In secondo luogo, credo che possiamo essere misericordiosi verso le anime degli uomini non solo con la pietà, ma anche con quello che chiamerò “stimolo”, con dello stimolo, ‘Che cosa intendi dire con quello?’ 2 Timoteo 2:25 ci dice: “Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità”, in altre parole, ‘stimolare’ si riferisce all’importanza di confrontare le persone sul loro peccato affinché Dio gli offra il perdono, vedete, devono sentire il Vangelo. Tito 1:13 dice: “Riprendili severamente, perché siano sani nella fede”, se non si rimproverano le persone non saranno mai sani nella fede. Sapete, io posso prendermi cura della vostra anima rimproverandovi. Posso prendermi cura dell’anima di un peccatore rimproverandolo in faccia. Quello non è poco amorevole, la crudeltà non dice nulla, non è vero? In Giuda 23, alla fine di quel libro meraviglioso, dice che ci sono alcune persone che devono esser salvate con timore, e devono esser strappate dal fuoco odiando perfino la veste contaminata dalla carne. Ci sono persone che devono esser strappate via dal fuoco. Quello non è odio, è amore.
Ed io vengo spesso accusato di non esser amorevole. Vengo criticato molto per la mancanza d’amore, e qualcuno me lo ha detto anche stamattina dopo il messaggio, e quella non è una cosa rara. Ma, miei cari, non è mancanza d’amore, la misericordia stimola, vedete, la misericordia stimola perchè ci deve esser un confronto sul peccato prima che ci possa mai esser alcuna realizzazione di peccaminosità personale.
Terza cosa: penso che ci prendiamo cura delle anime delle persone con misericordiam non solo quando le stimoliamo o abbiamo pietà verso di loro, ma anche quando preghiamo. Il sacrificio della preghiera per le anime di coloro che non hanno Dio, per le anime dei credenti in peccato, è un atto di misericordia. Quanto siete misericordiosi può essere indicato da quanto pregate fedelmente per le persone. Pregate per i perduti? Pregate per i vostri vicini? Pregate per le persone che non hanno Cristo? Pregate per le persone cristiane che stanno camminano nella disobbedienza? La vostra preghiera è un atto di misericordia perché rilascia la benedizione di Dio.
Ed infine, con la predicazione. Credo che la cosa più misericordiosa che si possa fare per l’anima di una persona è la predicazione del Vangelo. E quindi dico potete essere misericordiosi verso le anime delle persone che vi circondano provando pietà, stimolandole, pregando per loro e predicando loro la verità, Dio vuole persone misericordiose, gente.
Infine, abbiamo visto il significato, la sorgente, la sostanza; ed infine, il seguito. Voi potreste chiedere: ‘e se lo sarò, cosa succederà?’ “Beati”, “Beati”, disse il nostro Signore, “i misericordiosi, perché loro otterranno - cosa? - misericordia”, oh, che cosa bella, vedete il ciclo? Riuscite a vederlo? Dio ci dà misericordia, noi siamo misericordiosi e Dio ci dà ancora più misericordia, fantastico, il ciclo della misericordia, e tra l’altro, qui c’è di nuovo il pronome enfatico, solo loro, solo loro otterranno misericordia. Solo loro, e questa non è una nuova verità biblica, 2 Samuele 22:26 dice la stessa cosa, “Sono i misericordiosi che riceveranno misericordia”, Giacomo 2 versetto 13, sono identici, e dicono la stessa cosa, Giacomo 2:13 dice: “colui che non ha mostrato misericordia non riceverà misericordia”, è la stessa verità anche di Matteo capitolo 6, che vedremo più avanti in questo studio, “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, ed il versetto 14: “Se voi perdonate agli uomini le loor colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi”, è la stessa cosa! È anche presente nel Salmo 18, in Proverbi 14, coloro che riceveranno misericordia, sono i misericordiosi.
Ora, voglio mettervi in guardia proprio qui, e questo è davvero fondamentale, alcune persone pensano che è così che si ottiene la salvezza. E questo è l’errore della Chiesa Cattolica: che soddisfacendo Dio, Lui ci offre misericordia, quando compiamo opere di misericordia, e questo ha generato un mucchio di monasteri, di monaci, e l’intera gara di tiro è nata da una mala interpretazione di questo termine. Non è così che si guadagna la salvezza. Molti nella Chiesa Cattolica non l’hanno capito, e pensano che se si limitano a fare opere di misericordia e di beneficenza e se si danno ai poveri e ai bisognosi, riceveranno la misericordia salvifica, no! Quello non è il punto, non si riceve misericordia per merito, altrimenti la misericordia non sarebbe misericordia, giusto?
La misericordia può essere applicata solamente dove non c’è alcun merito, altrimenti non è misericordia. Quindi non si può meritare la misericordia. Ciò che è meritorio è meritevole di ricompensa, ma non è così per la misericordia. No, la misericordia viene offerta perchè coloro che la ricevono ne hanno bisogno. La chiave si trova in Matteo 18, dove l’uomo portò il suo servo e gli disse: ‘Ascolta, devi pagarmi tutto quello che mi devi’, e lui rispose: ‘Oh, ti pagherò tutto’, e poi il padrone disse: ‘Beh, ripensandoci su, ti perdonerò. Sei perdonato’. E l’uomo che era appena stato perdonato di qualcosa che non avrebbe mai potuto pagare in tutta la sua vita se ne andò e trovò un tizio che gli doveva qualcosina che avrebbero potuto esser pagata, e lo prese per il collo e gli disse: ‘Pagami tutto quello che mi devi o ti sbatterò in prigione’, e qual è l’immagine? Vedete, qui c’è il vero padrone, ovvero Dio. Lui offrì misericordia a quel servo, che però non era mai veramente convertito. Non aveva mai accettato la salvezza che gli era stata offerta. Non accolse mai veramente quella misericordia perché non confessò mai il suo peccato. Non lo considerò in relazione alla verità e quindi la misericordia e la verità non si erano mai baciate, era una misericordia fasulla. Non ha mai funzionato nel suo caso perché non aveva mai ammesso la sua peccaminosità, ed è ovvio perchè il momento che si voltò ed ebbe l’opportunità di mostrare misericordia, cosa fece? Strangolò il ragazzo e lo gettò in prigione.
E quello che il nostro Signore stava dicendo in quella parabola in Matteo 18 è questo: ‘Quando qualcuno non mostra misericordia, dimostra di non averla mai ricevuta’. Al contrario, questo versetto sta dicendo: ‘se hai ricevuto misericordia, lo proverai. È questo che sta dicendo, quell’uomo in Matteo 18 non ricevette mai la vera misericordia e per quello non poteva offrirla, ma colui che l’ha ricevuta la da e così facendo ne riceve semrpe di più, oh che bel pensiero. Sta dicendo che colui che ha ricevuto misericordia sarà misericordioso. Colui che ha ricevuto il perdono lo offrirà di volta sua, è questo quello che sta dicendo.
E sapete cosa c’è di così meraviglioso? Se sei una persona misericordiosa, lo sei perché hai ricevuto misericordia, e Dio te ne dà ancora più. Ogni volta che pecchi, Lui perdona. Ogni volta che hai un bisogno, Lui la soddisfa. Si prende cura dei tuoi vestiti, del tuo cibo – lo vedremo più avanti nel Sermone sul Monte – non farà altro che riversare sempre più misericordia su misericordia su misericordia a coloro che la mostrano di loro volta, perchè l’hanno ricevuta dal Dio misericordia. Credo che potremmo chiederci quello che già ci siamo chiesti: ‘Guarda alla tua vita, sei misericordio? Se non lo sei, è possibile che non sei un cristiano, perché coloro che mostrano misericordia sono coloro che l’hanno ricevuta e continuano a riceverla dalla mano di Dio.
Che dire di questo: “Otterranno misericordia”, alcuni pensano che si riferisca solamente al giudizio futuro, non ci credo nemmeno per un minuto. Penso che si tratti di un concetto presente e futuro. La riceviamo adesso! Davide gridò continuamente: “Sii misericordioso con me, o Dio, sii misericordioso con me, o Dio, sii misericordioso con me, o Dio”, e non parlava del futuro, ma del presente. Nel Salmo 86:3 disse: “Sii misericordioso con me, o Dio, perché ogni giorno grido a te”, e cosa dice il Salmo 23:6? “Sicuramente la bontà e misericordia mi seguiranno - nel futuro? Dice quello? “La bontà e la misericordia mi seguiranno - quando? - per tutti i giorni della mia vita”.
Il Figlio di Dio è un sommo sacerdote misericordioso, e la misericordia è per ora - oh, e anche per il futuro. In 2 Timoteo 1:16 vediamo il futuro, dove l’apostolo Paolo dice – e questa è una preghiera bellissima per Onesiforo, “perché egli mi ha molte volte confortato e non si è vergognato della mia catena. Oh che il Signore conceda misericordia alla famiglia Onesiforo”. Penso che Paolo stesse guardando al giorno del giudizio, al giorno della salvezza, ma non solo a quello. Non c’è da stupirsi che il salmista abbia detto: “Canterò ad alta voce per la tua misericordia”, preghiamo.
Padre, questa sera ti ringraziamo per averci concesso del tempo nella tua Parola, è stata davvero una serata piena e ricca, e Dio, sono così grato per la pazienza di queste persone. Ho condivido così tante cose che erano nel mio cuore e confido nel tuo Spirito sapendo che siano state mirate e dirette. Signore, ho un amore così profondo per la tua Parola che non mi piace perder nulla. Prego solo, Signore, che Tu l’abbia usata al massimo nella vita di queste persone. Rendici misericordiosi, o Dio. Fà si che non ci corrompiamo e che non siamo egoisti, ma che sappiamo che noi, tra tutti gli uomini, abbiamo un bisogno disperato di misericordia e tu ce l’hai data. E fa si che non siamo come quell’uomo che l’ha ricevette dal suo padrone e non la offrì al prossimo. Fa si che non siamo dei falsi cristiani, ma che proviamo di essere veri per un attitudine di misericordiosi. E che poi, a nostra volta, possiamo conoscere la benedizione costante della Tua misericordia continua. E quindi, Padre, ti diamo noi stessi. Rendici misericordiosi in un mondo spietato e privo di misericordia per la gloria di Gesù, amen.
FINE
This article is also available and sold as a booklet.
