Voglio rileggervi i versetti che fanno da sfondo alle nostre riflessioni, dal versetto 1 al versetto 12, in Matteo capitolo 5. Vedendo le folle, salì su un monte e, messosi a sedere, gli vennero incontro i suoi discepoli; egli aprì la bocca e li ammaestrò dicendo: “Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Quando tutte queste altre realtà saranno presenti nella vita di un individuo, il risultato sarà il contenuto del versetto 9, 10, 11 e 12.
Il primo risultato del vivere nelle Beatitudini, il primo è un fatto positivo, nel versetto 9, “Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio”, una persona come questa, che vive secondo questi principi e modelli di vita, sarà uno che si adopererà per la pace nel mondo e quindi s’identificherà come figlio di Dio. Ma come è strano che, in contrasto assoluto a tutto questo, abbiamo il versetto 10, “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.
Mi affascina il fatto che il credente che vive nelle Beatitudini sarà sia un portatore di pace e di persecuzione. Porterete sia la pace che i problemi, c’è un’ambivalenza quasi impressionante. Il credente si adopera alla pace e contemporaneamente provoca lotte. E questo lo s’identifica anche dalle labbra dello stesso Signore Gesù Cristo, che disse sia di essere venuto come il Principe della pace per portare la pace ma anche di non esser venuto per portare pace, ma la spada. C’è questa ambivalenza costante che afferma che il credente, nel mondo si adopera alla pace, è in grado di portare pace agli uomini con Dio tramite la presentazione del Vangelo; ma d’altra parte, lì dove ci sono coloro che non risponderanno ai suoi sforzi per la pace, lui sarà anche un guastafeste e immancabilmente provocherà la persecuzione.
Dopo aver studiato le Beatitudini ed aver capito che sono le caratteristiche dell’uomo o della donna che vivono nel regno di Dio, è facile sentirsi inadeguati, non è vero? Si vede l’enorme potenza ed impatto di queste verità. E questo tipo di persona sembra un po’ troppo bella per essere vera. Sembra quasi come un modello rappresentato in una qualche vedrata colorata, un po’ come guadare ad un santone, o una scultura intagliata nel legno o scolpita nella pietra. Certamente non c’è nessuno che vive così nella realtà di tutti i giorni, non c’è nessuno che può soddisfare tutte queste caratteristiche incredibili. Ma Dio non ha a che fare con santi da vetrata colorata o con statuette di gesso finte, no credo che quello che Gesù presentò qui, in questa tremenda introduzione al Sermon sul monte non sia altro che il ritratto del credente, nientemeno che l’immagine di un cristiano autentico. E naturalmente è l’immagine ideale perchè Dio non abbassa il suo standard sulla scusa della peccaminosità degli uomini. Dio gli offre semplicemente Cristo, affinché Cristo possa operare attraverso quell’individuo per potrarlo all’adempimento dello standard divino.
Ora, come abbiamo visto, questa è la persona che è veramente felice, questa è la persona veramente benedetta, questa è la persona che si trova in uno stato di benessere, è quella persona che conosce la beatitudine, la persona che vive secondo questi principi. Ed ognuno di noi che è veramente di Cristo e ognuno di noi che è veramente nato di nuovo, ognuno di noi che è veramente un figlio del regno, deve esser venuto a Gesù Cristo con questi atteggiamenti o non è mai venuto, deve aver visto una qualche manifestazione di questi atteggiamenti nella sua vita, e dovrebbe certamente vedere un progresso e una crescita per vederne sempre di più ogni giorno di vita, finchè finalmente si finisce nella pienezza e nella ricchezza del carattere del regno.
Stasera vogliamo esaminare l’ultima. Se sei uno che soddisfa tutti gli elementi delle Beatitudini, allora a quelle condizioni puoi entrare nel Suo regno. Forse le adempi minimamente, ma devi comunque presentarti con uno spirito afflitto, in lutto sul tuo peccato, in umiltà di fronte al Dio santo, affamato ed assetato di giustizia, alla ricerca della misericordia ed essendo pronto ad offrirla ad altri, devi presentarti come uno che ha un grande desiderio di purificare il proprio cuore e come uno che desidera fare pace con Dio. E quando tutte queste realtà sono presenti, seppur minimamente parlando, puoi aver accesso al Suo regno, ed allora Dio dice che dovrebbero fiorire una volta che fai parte del Suo regno e dovrebbero progredire e crescere invece di ritirarsi, dovrebbero diventare delle caratteristiche dominanti della tua vita. E quando tutto questo accade, l’ottava beatitudine si verificherà sempre. Il versetto 10 dice: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli”.
Quando passate alla ricchezza e alla pienezza del carattere del Regno, quando iniziate a vivere come Dio vuole che viviate, quando iniziate a realizzare i principi ordinati da Dio, scoprirete che ci sarà un processo di dolore e di sofferenza. Vi adopererete per la pace, sì, ma causerete anche problemi.
In Giacomo, per esempio - e vi mostrerò alcune Scritture per inquadrare il vostro pensiero nel contesto del Nuovo Testamento. Giacomo, capitolo 1 versetto 2, dice: “Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti”, quello che sta dicendo è che ci saranno delle sofferenze. Ci saranno delle prove, delle verifiche, delle difficoltà.
In 1 Pietro capitolo 5 versetto 10, dice: “Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente”, invariabilmente, nella vita del credente che vive il carattere della beatitudine, ci sarà sempre una reazione nel mondo.
Tutte le virtù che abbiamo visto in questo contesto, tutte riassunte, sono intollerabili per un mondo malvagio. Il mondo non può sopportare qualcuno che è povero in spirito, perché il mondo vive in uno stato d’orgoglio, in uno stato d’autopromozione e d’autosostentamento. Il mondo non può tollerare coloro che son in lutto per il peccato. Il mondo vuole evitare del tutto il peccato e continuare a convincersi che va tutto bene. Il mondo non tollera la mansuetudine, ma onora l’orgoglio, e non tollera coloro che riconoscono di esser nulla e che son alla ricerca di un qualcosa che può solamente esser offerdo in dono. Il mondo dice che abbiamo il diritto a tutto perché ce lo siamo guadagnato. Il mondo conosce poco la misericordia, il mondo non conosce la purezza ed il mondo non ha mai imparato a fare la pace; e tutte queste caratteristiche, quando esistono nel credente, nel mentre sbocciano progressivamente nella sua vita, contrastano il sistema di questo mondo in flagrante, in flagrante. Ed è così che devono andare le cose se viviamo le Beatitudini.
Osserviamo tre cose, tre caratteristiche distinte di quest’ultima beatitudine, tre cose che spiccano nei versetti 10, 11 e 12. La prima è la persecuzione, la seconda è la promessa e la terza è la postura, e mi spiegherò man mano che procederemo.
Prima di tutto, la persecuzione: è evidente nei versetti 10 e 11, guardate il testo: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi”, - e questo, il versetto 11, non fa altro che personalizzare il versetto 10. Il versetto 10 dice: “Beati loro”, il versetto 11 dice: “Beati voi”, lo personalizza, “quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia”, ora, io credo veramente che questa sia una Beatitudine unica, ed il motivo per cui credo che sia la stessa è che il termine “perseguitati” è usato nel versetto 10, ed ancora nel versetto 11, è la stessa cosa, il versetto 11 l’amplifica e basta. Un’altra ragione per la quale credo si tratti di una sola beatitudine è che viene presentato solamente un risultato. Prendete i versetti 10 e 11, e l’unico risultato si trova alla fine del versetto 10: “Perché di loro è il regno dei cieli”. Ora, tutte le Beatitudini hanno una promessa affiancata al carattere, ed alla fine del versetto 10, si trova solamente una promessa per le affermazioni dei versetti 10 ed 11. E potremmo dire: ‘Beh, ma se si tratta di una sola promessa, allora perché ci sono due ‘beati’?’ Beh, io credo che Dio benedica doppiamente coloro che soffrono. Credo che Dio benedica doppiamente coloro che sono perseguitati, è quasi come se, in questo caso particolare, ne avessimo bisogno. Doppiamente beati sono coloro che sono perseguitati.
Ora prima di tutto, vediamo un attimo chi ne è coinvolto. Chi è perseguitato? Beh, in realtà non lo dice. Dice solamente nel versetto 10: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia”, e poi nel versetto 11: “ Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno”, ma è abbastanza semplice sapere di chi si tratta. I beati dei versetti 10 ed 11 sono gli stessi presentati dal versetto 3 al 9, non c’è un cambio di personaggio, sono le persone che hanno messo in pratica le beatitudini, sono le persone del regno, e più si mettono in pratica le beatitudini, più ci sarà una reazione nel mondo. Più si vive per Cristo, più si provocherà una risposta da parte del mondo, e quindi sono si tratta di coloro che mettono in pratica le prime sette beatitudini e nella misura in cui le praticano, sperimenteranno quest’ottava.
E posso mostrarvelo in un altro testo, 2 Timoteo capitolo 3 versetto 12, qui c’è un’immagine del futuro, ma è certamente pertinente anche per noi. Nel versetto 11 dice che ‘le mie persecuzioni, le mie sofferenze, quello che mi accadde ad *Antiochia, a Iconio e a Listra. Sai quali persecuzioni ho sopportate; e il Signore mi ha liberato da tutte”, Paolo sta dicendo: ‘Io sono stato perseguitato a causa del fatto che ho messo in pratica la vita caratteristica del regno, in quanto ho manifestato Gesù Cristo, sono stato perseguitato’ e nel versetto 12, dice: “Sì, del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesú saranno perseguitati”, in altre parole, questa è una garanzia assoluta che chiunque viva il carattere di Cristo soffrirà. Ed A proposito, le Beatitudini si manifestano al meglio nel carattere di Gesù Cristo stesso. Persino Lui ha portato il peccato per noi. Nel mentre vivremo e praticheremo le caratteristiche delle Beatitudini, ci accorgeremo che incrocieremo la società in cui viviamo, e quanto più grande sarà la manifestazione di questo tipo di carattere, tanto più inevitabili saranno le conseguenze. In Galati 4:29 dice semplicemente: “Ma come allora” - non è diverso ai nostri giorni, è come allora - “colui che era nato secondo la carne perseguitava quello che era nato secondo lo Spirito, cosí succede anche ora”, nulla è cambiato. Colui che è nato dalla carne perseguiterà sempre colui che è nato dallo Spirito.
Mi viene sempre in mente quell’uomo che accettò un nuovo lavoro che lo portò a lavorare con uomini dissoluti ed empi, ed era sempre molto timoroso di ciò che gli avrebbero potuto fare perché era un cristiano e loro erano piuttosto vili, ostinati e maligni, e dopo il suo primo giorno di lavoro tornò a casa e sua moglie gli chiese: ‘Beh, come te la sei cavata?’ e lui rispose: ‘Me la sono cavata benissimo. Non hanno nemmeno scoperto che son un cristiano’, ebbene, vi troverete benissimo con tutti se nessuno sa che siete cristiani. Ma quando iniziate a vivere la vita di Cristo e a manifestare le Beatitudini, quando inizierete a convivere nelle sofferenze di Gesù Cristo, ed a partecipare alla comunione delle sue sofferenze, vivendo rettamente, nel mondo scoprirete che il figlio della carne perseguiterà sempre colui che è nato dallo Spirito. Vivere in opposizione diretta a Satana nel suo mondo e nel suo sistema porterà inevitabilmente all’antagonismo ed alla persecuzione da parte di persone che non condividono al tuo messaggio, e l’ho già detto in passato e mi ripeto: ‘Se non sperimentate alcuna persecuzione, probabilmente è perchè le persone non sanno che siete cristiani, oppure, sono consapevoli che dite di esserlo, ma la vostra vita non sembra fare tanta differenza. Non state vivendo una vita conflittuale, simile a quella di Cristo, perché la cristianità produce la stessa reazione che aveva quando Cristo era qui sulla terra.Non c’è mai stato nessuno più amorevole di Gesù Cristo. Non c’è mai stato un operatore di pace più grande di Gesù Cristo, ed alcuni risposero a quell’amore, altre ancora ricevettero quella pace; ma anche se Gesù era la persona più amorevole, magnanima, gentile e pacifica che sia mai esistita, ovunque andasse creava antagonismo. Perché? Perché confrontava i problemi, ed è lo stesso per tutti i giusti. Se si dovesse tracciare la vita dei giusti nel corso della storia, di noterebbe che questi hanno sempre sofferto per la loro pietà, sempre! Iniziò tutto al principio stesso, nel libro di Genesi, quando un uomo pio e giusto di nome Abele fu ucciso da un fratello empio ed ingiusto che non poteva tollerare la sua rettitudine, e fu così da allora, Mosè dovette scegliere se soffrire le afflizioni con il popolo di Dio oppure compromettersi con i piaceri della società egiziana, come ci dice Ebrei 11, c’è sempre stato un prezzo da pagare.
Thomas Watson, autore puritano, disse: ‘Anche se sono così miti, misericordiosi, puri di cuore, la loro pietà non li proteggerà mai dalla sofferenza. Devono appendere la loro arpa ai salici e prendere la propria croce. La via al cielo è la via delle spine e del sangue, tenetelo bene a mente come una massima – disse – se seguirete Cristo, vedrete le spade ed i bastoni. Mettete la croce nel vostro credo’, fine della citazione. In effetti, se volete sapere la verità, una delle più grandi garanzie della veridicità della vostra salvezza è la presenza della persecuzione. E se non è così nella vostra vita, avete motivo di dubitare la vostra salvezza stessa.
In Filippesi, capitolo 1 e versetto 29, si legge questo: “Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per lui”, è parte integrante, “Vi è stato concesso, rispetto a Cristo, non solanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per Lui”, fa parte del pacchetto. Ora tornate al versetto 28, questo è meraviglioso! Dice: “per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione”, in altre parole, quando i vostri avversari vi vengono contro ed odiano il Vangelo, odiano il Cristo che si trova in voi e non sopportano il carattere della vita del Regno, quando fanno tutto questo, quello non è altro che un segno della loro perdizione; in altre parole, è prova del fatto che sono in direzione verso l’inferno, ma per voi, è prova evidente di cosa? Versetto 28, della salvezza, non è interessante? La persecuzione dimostra la loro perdizione, e dimostra anche la vostra redenzione, è il vivere la vita redenta e vedere l’antagonismo di un mondo senza Dio che è la prova dell’autenticità della vostra salvezza.
In 1 Tessalonicesi capitolo 3 versetto 3, l’apostolo Paolo dice che nessuno dovrebbe esser scosso da queste tribolazioni. Non dovreste preoccuparvi della vostra persecuzione, non dovrebbe aver timore di sopportare un po’ di difficoltà, perchè? “Affinchè sapiate che siete stati destinati a queste cose”, in altre parole, questo è il disegno di Dio. Dobbiamo essere come Cristo, destinati al sorgere e al cadere di molti. Saremo sia amati che odiati, onorati che maledetti; e nel versetto 4 dice: “Perché anche quando eravamo tra di voi, vi preannunciavamo che avremmo dovuto soffrire, come poi è avvenuto, e voi lo sapete”, Vedete, quello che sta dicendo è che fa parte dell’essere un cristiano, è stato ordinato così, sapevate che doveva accadere. Vi è stato dato di soffrire per Cristo, e quando vi perseguitano, non fanno altro che provare la loro perdizione e della genuinità della vostra salvezza, e quindi farei marcia indietro e direi che se non c’è alcuna persecuzione nella tua vita, dovresti esaminarti per vedere se sei veramente un cristiano. Se non stai creando scompiglio nel mondo, se non stai facendo rumore, se non stai enerando conflitti di vario tipo, allora è possibile che c’è qualcosa di gravemente sbagliato.
E non m’interessa dove vivi, son certo che tutti gli scrittori della Bibbia, ispirati dallo Spirito Santo, erano ben consapevoli che avremmo vissuto in un’epoca piuttosto tollerante, in un Paese piuttosto tollerante, per lo meno in termini di persecuzioni nazionale o governative. Ma sia che state vivendo nel Paese più tollerante, o nell’epoca più tollerante della storia, la croce non cessa mai di essere una realtà, e quando si vive una vita redenta fino in fondo, quando si vivono i principi della vita del regno, si provocheranno sempre delle reazioni. Sempre, coloro che sono i figli obbedienti del regno, coloro che vivono e praticano la giustizia di Cristo in questo mondo, saranno odiati da Satana, lo sono e lo saranno sempre. Solo perché viviamo in un paese cristiano, tra virgolette, solo perché pensiamo che l’atteggiamento del mondo sia cambiato... quella è la menzogna del diavolo, è la menzogna del diavolo. I cristiani si vantano del fatto di essere popolari; oggi si può essere cristiani e lavorare nel mondo dello spettacolo. Si può essere cristiani e fare quello che si vuole. E diciamo: ‘Beh, vedi, il mondo è cambiato, non è vero?’ I cristiani sono popolari e famosi accettati e celebrati e resi parte della nostra società senza alcun problema.
Ma il problema non è che il mondo è cambiato, miei cari, il problema è che abbiamo abbassato lo standard di rettitudine. Ed abbiamo persone che si dichiarano cristiane senza vivere una vita sufficientemente giusta per dimostrare una definizione onesta del cristianesimo, altrimenti il sistema nel quale vivono li sputerebbe fuori, questo è il problema. Lo standard non è cambiato secondo Dio, ma il nostro sì che è cambiato e pensiamo che il mondo sia più tollerante, ma il fatto è che non staimo più vivendo quel tipo di vita. Oh vogliamo essere popolari, vogliamo essere famosi, vogliamo essere accettabili; ma se viviamo la vita giusta che Dio richiede, se viviamo come dei veri cristiani, il mondo potrà solamente risentirci ed odiarci. Ora non sto dicendo che ogni cristiano sarà bruciato al rogo e non sto dicendo che la persecuzione continuerà sempre. Ma il versetto 10 dice: “Beati i perseguitati”, ora questo non significa che ognuno di noi sarà costantemente perseguitato intensamente per tutto il corso della vita, no, sta semplicemente dicendo che il mondo sceglierà alcuni di noi, e io credo comunque che tutti coloro che vivono rettamente nel mondo, prima o poi, conosceranno il rimprovero della croce.
Voi potreste dire: ‘Beh, non è come nei vecchi tempi quando li bruciavano sul rogo’, e ho spesso pensato tra me e me: ‘Cos’è peggio, esser bruciati al rogo o vivere tutta la vita, per esempio, in un’organizzazione aziendale dove non si può mai ottenere la promozione tanto meritata perchè sei un cristiano? O dove sei sempre escluso dalle persone che ti circondano, dalla tua comunità o quello che è, perchè vuoi vivere per Gesù Cristo? O dove le persone del vostro quartiere non ti parlano più perché quando gli parli non assecondi la loro empietà ma li confronti?’ Vedete, ci sono molti modi in cui i credenti devono sopportare le reazioni del mondo, e non sto dicendo che ogni credente sarà sempre perseguitato intensamente; ma il mondo è contrario alle cose di Dio e, mentre le vivete, sperimenterete qualcosa delle sofferenze di Cristo, alcuni più di altri, giusto?
Ora, se volete, potete sfuggirle. Potete vivere tutta la vita senza essere mai perseguitati, è molto semplice, veramente, vi dico come. Prima di tutto, approvate tutti gli standard di questo mondo; approvate tutti gli standard del mondo, inseritevici a pieno titolo. E poi accettare la morale e l’etica del mondo, unitevi a loro. Vivete come il mondo, non dite alle persone che sono dei peccatori; non dire alle persone che sono perdute e senza Gesù Cristo; non dire alle persone che sono condannate a morte e, per carità, non parlate mai dell’inferno. Non predicate ed insegnare che Gesù Cristo è l’unica via e che ogni altro sistema religioso è una menzogna. Non separatevi dal mondo, e tutte le sue attività e le sue imprese. Seguite il mondo, ridete alle sue battute, godetevi i suoi divertimenti, sorridete quando si prende gioco di Dio, lasciate che dica il Suo nome invano, e vergognatevi di prendere posizione per Cristo, e ve lo prometto, non sarete mai perseguitati. E poi, quando avrete finito, esaminatevi per vedere se siete nella fede o no, perché potrebbe esser il caso che non lo siate; o che siate cristiani che stanno vivendo nella disobbedienza.
E posso aggiungere questo? Se decidete di vivere così, ricordatevi, Luca 9::26, Gesù disse questo: “Perché se uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figlio dell’uomo avrà” - cosa? – vergogna di Lui”, Gesù disse: ‘Se vi vergognate di me, io mi vergognerò di voi’, l’ultima cosa che voglio e penso che l’ultima cosa che volete anche voi, miei cari è che Gesù Cristo si vergogni di voi, ma è possibile, è possibile. In Luca 6:26, il nostro Signore disse questo: “Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi”, non dimenticatevelo mai, quando siete popolari con tutti, allora il fatto è che non conoscono la verità sul vostro conto. Avete mascherato il vostro cristianesimo o non lo siete affatto.
Eccoci qui, gente, se volete vivere la vita di beatitudine, dobbiamo prepararci a reagire, sarà così perchè è sempre stato così, e continuerà così, non c’è modo di sfuggirci. Non si può vivere una vita retta di fronte ad una società empia e non si può mai, mai, mai cavarsela senza alcuna reazione altrui. Sapete una cosa? Quando il nostro caro Signore Gesù diede queste Beatitudini, quando le predicò all’inizio del suo ministero, lo odiavano già. Prima ancora che Egli predicò le Beatitudini, in Marco 3 ci viene detto che i farisei, o attorno a questo periodo, i farisei uscirono e complottarono contro di Lui, per distruggerlo”. Stavano già pensando di distruggerlo prima ancora che si fece conoscere tramite il Suo ministero.
Mi ha sempre interessato il fatto che in Luca capitolo 6 versetto 20, anche lì ci sono le Beatitudini. In Luca 6:20, il testo parallelo, ma in Luca 6:7, il versetto precedente: “Gli scribi ed i farisei lo osservavano per trovare un’accusa contro di lui”, versetto 11: “Ed essi furono pieni di furore e discutevano tra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesú”, non ci volle molto, vedete? Aveva appena enunciato i principi del suo regno e l’odio già cominciava a salire. E quel giorno, Gesù stava dicendo ai farisei e alle persone presenti nella folla, lì sulla riva del mar di Galilea, incluso i suoi discepoli: ‘Guardate, ve lo dico già proprio all’inizio, c’è un prezzo da pagare per poter vivere nel mio regno. Non sarà tutto troni, gloria, corone, fama, prestigi ed accettazione e non è vero che tutti vi ameranno ed esalteranno, ed innalzeranno, oh che vi sia chiaro, che se mai entrerete a far parte del mio regno, soffrirete... sappiatelo’, vedete, è quel tipo d’onestà che separa il grano dalla pula già dall’inizio. Nessuno si fa illusioni.
Miei cari, abbiamo bisogno di più predicazioni di questo tipo, dobbiamo dire più spesso alle persone che se vogliono diventare cristiani, allora devono sapere che Dio li chiama a vivere una vita contraria al sistema del mondo e ci sarà un prezzo da pagare. Sapete, che tutte le persone che lo ascoltarono quel giorno sulla riva del mar di Galilea, gli fu detto che seguire Gesù avrebbe potuto aver ripercussioni sul loro lavoro, per cominciare. Pensate a coloro che erano degli scultori, e forse alcuni di loro avevano già dei contratti per costruire dei tempi pagani. E mentre i cristiani gentili nel futuro avrebbero studiato le cose che Gesù disse, avrebbero detto: ‘ah, io sono uno scultore e sto lavorando alla costruzione di questo tempio pagano; che cosa dovrei fare adesso? Cioè, cosa dovrei fare? Perderei il lavoro se smettessi di costruire questo tempio e se iniziassi a mettere in pratica questi principi. Non avrei più modo di guadagnarmi da vivere’.
O che dire se eri un sarto e dovevi preparare le vesti per i sacerdoti dei falsi dei? E all’improvviso diventavi un credente e volevi vivere i principi del regno e così avresti detto: ‘Se voglio vivere nel modo in cui Dio vuole che viva, allora non posso più fare il sarto’, e quindi quella decisione ti avrebbe influenzato nel lavoro. E se lavoraste per un qualche empio, qualcuno disonesto, spietato e vile e diventaste credenti e trovereste un nuovo principio di vita e non voleste più lavorare per quella persona, e sareste convinti di abbandonare l’unico mestiere e l’unico lavoro che avete? Vedete? Capite il punto? Questo è vero anche al giorno d’oggi. Ci sono persone che hanno dei lavori che gli porterebbero dei problemi se vivessero come dei cittadini del regno. E forse la cosa avrebbe ripercussioni sul modo in cui guadagnano; sul modo in cui si guadagnano da vivere. Forse saranno portati a credere al fatto che Dio provvederà per loro anche se non conoscono la sorgente, se voltano le spalle a ciò che hanno conosciuto in passato la cosa potrebbe persino influire sul loro lavoro secolare, lo stesso vale per oggi.
Più di cento anni dopo di questo fatto, un uomo si presentò da Tertulliano e gli disse: ‘Tertulliano, sono venuto a Cristo, ma non so cosa fare. Non so cosa fare del mio lavoro. Ho un lavoro che non ritengo esser giusto, ma non so cosa farne a riguardo – e poi chiesa – cosa potrei fare? Devo comunque vivere dopo tutto’, al che Tertulliano rispose: ‘Devi?’ Vedete, l’unica scelta è quella di fedeltà a Gesù Cristo, anche a costo di morire. La fedeltà a Cristo è l’unica scelta che abbiamo. E la fedeltà a Cristo non solo sconvolge la vita lavorativa, ma potete anche immaginare cosa avrebbe provocato anche alla vita sociale. Beh, sapete certamente cos’ha fatto alla vostra vita sociale, prima andavate dove andavano tutti i vostri amici, e vivevate come i vostri amici o ricercavate lo stesso intrattenimento e facevate un po’ quello che facevano tutti e poi una volta che siete arrivati a Cristo, vi siete trovati di fronte ad una decisione, ‘esco con i ragazzi e continuo a fare quello che facevo un tempo; continuo ad uscire con quelle persone e fare quello che fanno loro... oppure cosa posso fare? La mia vita sociale intera è distrutta da questa cosa!’.
E nel mondo antico le feste si tenevano nei templi delle divinità; lì c’erano i grandi eventi sociali, lì c’era la musica, si ballava e ci si divertiva... lì si offrivano i sacrifici e molto spesso mangiavano la carne offerta nei sacrifici; infatti, la cosa era diventata così ridicola che le persone che portavano i sacrifici agli dèi non volevano sprecare la carne, e quindi si limitavano a sventolare il sacrificio sul fuoco e a bruciarne il pelo esteriore. E poi ne tagliavano un po’ per i sacerdoti e tenevano il resto ed avevano feste sfrenate con i loro amici. Quando però divennero cristiani iniziarono a chiedersi: ‘Beh, cosa dovrei fare con i miei amici? Dovrei forse andare e mangiare la carne offerta agli idoli? È forse il caso di andare al tempio pagano per l’intrattenimento e così via...? Quello era d’impatto per tutta la vita sociale’, e per un ebreo, poteva anche esser cacciato via dalla sinagoga, cacciato dalla sinagoga, cacciato dalla sua famiglia, avrebbe potuto perdere tutto quello che conosceva.
Lasciate che vi dica una cosa: se avete intenzione di vivere la vita del regno, dovete essere pronti a sentirvi da soli in alcune folle, molto soli. Ed è per questo che abbiamo così tanto bisogno gli uni degli altri, non è vero? Il cristianesimo potrebbe anche sconvolgere la vostra vita domestica. Quando un membro della famiglia riceveva Gesù Cristo, tutto d’un tratto c’erano un sacco di problemi in casa, il caos totale. Spesso dovevano scegliere tra Gesù Cristo e qualcuno che amavano veramente. Ed in quei tempi, anche i cristiani dovevano pagarne la pena. Alcuni furono gettati in pasto ai leoni; altri venivano bruciati sul rogo. Infatti, Nerone era solito illuminare i suoi giardini bruciando i cristiani. Li ricopriva di pece e li incendiava, e poi cuciva i cristiani con pelli di animali selvatici e li faceva sbranare dai suoi cani da caccia. Venivano torturati sulle rastrellierie, venivano spellati vivi, gli veniva versato addosso del piombo fuso che sibilava, venivano pressati con delle piastre di ottone rovente sulle parti più tenere del loro corpo, venivano strappati loro gli occhi, molte delle parti del loro corpo venivano tagliate e arrostite davanti ai loro stessi occhi, gli bruciavano le mani ed i piedi mentre gli veniva versata addosso acqua fredda per prolungare l’agonia, e così via.
Sapete, i Romani si erano persino inventati delle accuse per colpevolizzare i cristiani di ogni genere di cose, dicevano: ‘Sono dei cannibali’, e se lo inventarono direttamente dalle parole di Gesù ‘mangiate la mia carne e bevete il mio sangue’ e a causa di quello li accusavano di cannibalismo quando avevano il culto di comunione. Infatti dicevano che si mangiavano a vicenda. Furono accusati d’immoralità, dicevano che le loro feste d’amore erano orge di lussuria, e li accusarono persino del fatto che il bacio della pace era un qualcosa d’illecito. Li calunniavano e davano la colpa per aver causato degli incendi, li diedero la colpa dell’incendio di Roma; li vedevano come dei rivoluzionari, e pensavano quello perchè li sentivano dire che Dio un giorno brucierà la terra con il fuoco, così come dichiarato da Pietro, e quindi quando c’era un qualche fuoco, era facile dargli la colpa. L’incolpavano di aver distrutto famiglie e di essere dei ribelli politici.
L’Impero romano era un impero molto vasto. Sapete che nel periodo dopo Cristo, l’Impero Romano andava dalla Britannia, dalle isole britanniche fino all’Eufrate, dalla punta settentrionale della Germania fino al Nord Africa. Era un impero enorme, che includeva l’intero mondo conosciuto. Ed i Romani erano sempre preoccupati sul come unificare quella parte del mondo, sul come unificare l’impero, e si resero conto che c’era un uomo che personificava un po’ l’impero intero, c’era un uomo che era la personificazione di tutto l’impero romano, l’imperatore, Cesare. Quindi ‘Cesare – dissero – è l’elemento di coesione. Dobbiamo far si che Cesare sia visto come un dio e se riusciremo a convincere tutti di venerare Cesare e gli attribuiamo onore divino e costruiamo templi sparsi per tutto l’impero romano in celebrazione della sua divinità, allora avremo l’unità coesiva che ricerchiamo’, e la cosa iniziò molto lentamente, ma dopo pochi anni si sviluppò un vero e proprio culto dell’imperatore, e quella divenne l’unica cosa che unì l’Impero Romano per intero. E tra l’altro, una volta all’anno, ogni persona nell’Impero Romano doveva andare a bruciare un pizzico d’incenso a Cesare e doveva dire questo: ‘Cesare è il signore’.
Ora, i cristiani avevano problemi con quella richiesta, perchè loro erano solamente pronti a dire che Gesù è il Signore, e quindi si rifiutavano di farlo. Ora quando qualcuno bruciava il suo incenso, gli veniva dato un certificato chiamato libellus, ed una volta che cel’aveva, poteva andare ad adorare qualsiasi dio volesse. Volevano accertarsi che tutti, prima o poi, si collegassero a Cesare; ma i cristiani non lo facevano e quindi non ricevevano questo libellus; e quindi, non facevano altro che adorare costantemente illegalmente. Sceglievano Cristo, si rifiutarono di scendere a compromessi, divennero dissidenti, ribelli, sacche di slealtà, minacce alla solidarietà dell’impero, ed un poeta li chiamo: ‘Il gregge ansimante e sminuzzato il cui unico crimine è Cristo’, e quindi, per la loro posizione furono spesso torturati. Affrontarono una certa alienazione, e gente, sapete una cosa? Penso che forse il motivo per cui il nostro cristianesimo è così tollerabile nella società di oggi è perché il nostro standard è così basso.
E quindi Gesù aggiunge alla lista delle beatitudini l’inevitabilità della persecuzione. Chi? Chiunque vive e mette in pratica le Beatitudini; Come? Com’è che saremo perseguitati? Vediamolo insieme, come? Versetto 11, “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia,” lì vediamo i tre modi: perseguitati, insultati ed ogni sorta di male detto contro di loro falsamente. Prima di tutto, perseguitati, dice che sarete perseguitati, il termine greco, ‘diōkō’, parola interessante, significa inseguire, guidare o scacciare, è l’idea di correre dietro a qualcosa. Infine è arrivata a significare ‘perseguitare, molestare o trattare male’, ed in poche parole sta dicendo proprio questo, ‘Beati sono i perseguitati, felici sono i perseguitati. Beati quelli che sono perseguitati per amore della giustizia’.
Ora, ascoltatemi bene, voglio mostrarvi qualcosa di affascinante, ok? Visto che tutte le beatitudini precedenti a questa si riferiscono a realtà interiori, sono tutte caratteristiche interiori – gli ebrei avevano una religione esteriore, e Cristo gliene stava offrendo una interiore, son tutti atteggiamenti... anche questo è un atteggiamento, anche questo è un atteggiamento interiore; è la caratteristica di coloro che son disponibilità ad essere perseguitati, è questo quello che sta dicendo; è la mancanza di paura, la mancanza di vergogna, la presenza di audacia che è disposta a dire: ‘Son pronto ad esser in questo mondo ciò che Cristo vuole che io sia. Dirò quello che Cristo vuole che io dica e se ci sarà persecuzione, che così sia’, si riferisce a quell’atteggiamento, è un participio passivo in greco che punta ad una certa permissività. Coloro che si lasciano perseguitare, ‘Beati coloro che son pronti ad esser perseguitati, beati coloro la cui attitudine è: ‘Non scapperò mai, son pronto a ricevere tutto se così deve esser in risposta al mio vivere secondo i principi di Cristo’, e visto che si tratta di un participio perfetto passivo, il tempo perfetto si riferisce al fatto che è accaduto e così continua, dà l’idea di un atteggiamento costante nel quale il credente è costantemente disposto ad accettare tutto ciò che gli viene contro, come risultato di una vita di beatitudine. Si potrebbe tradurre in questo modo: ‘Sono stati e continueranno ad essere disposti ad essere perseguitati, loro saranno beati’, e credo che alcuni di noi si tirerebbero indietro, non è vero? Non siamo disposti, non siamo disposti, pure io ci devo combattere, non mi piace ricevere quello che mi merito se dico quello che devo dire, avete anche voi questo problema? Non sono disposto ad essere coraggioso e ad affrontare la situazione, ed a volte, anche a dire quello che deve essere detto. Non sono disposto a vivere la vita di Cristo in mezzo a una situazione priva di Cristo e ad essere luce e sale nel mondo, facendo si che tutto ciò che viene venga, no tendo a volermi adattare ed a piacere al mondo; ed inevitabilmente, mi giustifico dicendo: ‘Se sarò popolare e gli piacerò, potrò portargli il vangelo di nascosto’, ebbene, lasciatemi dire una cosa: Dio non ha mai avuto bisogno di predicatori subdoli. Non ha bisogno di profeti subdoli e non ha bisogno di testimoni ed evangelisti subdoli; ha bisogno di coloro che sono disposti a confrontarsi.
Quindi, prima di tutto, sarebbero stati inseguiti, perseguiti e molestati, e ne sarebbero stati disposti. Quindi c’è l’idea dell’inseguimento, della caccia e, naturalmente, il risultato finale è l’imprigionamento, per alcuni il risultato finale sarebbe stata la morte. Mentre per altri, si sarebbe solamente trattato di un allontanamento. In altre parole, se si vuole davvero vivere una vita simile a Cristo in questa società, non ci si può mischiare con essa, vero? Non si può andare alle feste con i ragazzi, non si può fare quello che fanno tutte le ragazze del quartiere, non si può uscire con le coppie con cui eri solito uscire e fare le cose che facevano, non si può più, c’è qualcosa di questa vita che ti porta li spinge a cacciarti dal gruppo, non sei più adatto, e così dovrebbe essere.
C’è un secondo elemento, nel versetto 11 dice che v’insulteranno, ‘Oneidizō’. Significa letteralmente ‘deridere’, ‘deridere’, fu usato nella crocifissione di Cristo in Matteo 27:44, ‘lo derisoro’, si presero gioco di Lui, lo presero in giro, lo disprezzarono, lo insultarono. L’idea è quella di gettare qualcosa in faccia, è l’abusare qualcuno con parole vili, feroci, e beffarde, essenzialmente significa questo; quindi, non solo saremo cacciati via dai gruppi ai quali appartenevamo, non solo saremo ostracizzati dalle attività a cui eravamo soliti partecipare, non solo quello, ci saranno anche persone che sparleranno di noi, diranno cose malvagie sul nostro conto, ed useranno parole poco gentili all’udire il nostro nome. L’hanno fatto con Gesù, dissero: ‘Ah, frequenta prostitute e ubriaconi’... ecc ecc. Quindi, se volete vivere la vita delle beatitudini, dovete essere disposti ad essere perseguitati, vituperati, e ad accettare il fatto che ci saranno persone che diranno cose spiacevoli sul vostro conto, persino persone a cui ci tenete molto.
C’è un terzo aspetto, e questo è davvero difficile da digerire, sapete, ho sempre pensato che avrei accettato più facilmente il fatto che mi avrebbero cacciato via; nessuno mi vuole attorno dopo che si sa che son un ministro; è incredibile quanto velocemente le persone vogliano allontanarsi dalla mia presenza. Dopo aver scoperto che non sono come altri ministri che hanno conosciuto prima di me, che sono un po’ più diretto. E quindi non appena lo scoprono, magari mentre gli confronti in una qualche maniera con le cose di Cristo, e poi non vedono l’ora di andarsene. Raramente vengo invitato a certe attività, ed io riesco a sopportare cose del genere, e posso anche sopravvivere alle cose scortesi e vili, le cose crudeli che si dicono sul mio conto, e ogni tanto succede; ho appena ricevuto una lettera da un uomo di Boston che ha ascoltato il nostro programma radiofonico e mi ha definito come ‘un maiale sporco fascista’, ora non so a quante persone abbia detto che sono uno sporco maiale fascista, e mi dispiace che la pensi così e non so perché è così, ma fa tutto parte del gioco, non è vero?
E so cosa significa essere arrestati per aver predicato. Ho predicato un sermone in un certo luogo del Sud e non mi son allontanato troppo prima di esser arrestato da una pattuglia di polizia che mi ha sbattuto in prigione e mi ha minacciato di spogliarmi e di picchiarmi con una frusta e cose del genere, se avessi continuato a fare quello che stavo facendo; e tutto questo negli Stati Uniti d’America. Immagino che certe cose siano tollerabili, ma poi c’è una terza cosa, dove dice: ‘diranno ogni sorta di male contro di voi falsamente’, e sapete, a volte queste sono difficilissime d’accettare. Sapete, non m’importa se non gli piace quello che dico, ma quando mi fanno dire cose che non ho detto, quello è più difficile da digerire; e poi devi cercare di difenderti per qualcosa che non hai nemmeno detto.
“diranno contro di voi ogni sorta di male”, di Gesù dissero che era il figlio illegittimo di un soldato romano. Non era vero. Hanno cercato di dire cose sul conto del popolo di Dio per tutto il corso della storia, sapete, Arthur Pink disse correttamente: ‘è forte prova della depravazione umana che le maledizioni degli uomini e le benedizioni di Cristo s’incontrino sulla stessa persona’, non è interessante? Che immagine della depravazione. Le benedizioni di Cristo e le maledizioni degli uomini s’incontrano sulle stesse persone. Sono le persone che Lui benedice quelle che il mondo maledice, e questo dimostra quanto siano lontane da Dio. Una vita del genere provoca il risentimento dell’empietà degli uomini, è l’inimicizia del serpente contro il seme santo.
Vi dirò una cosa, amo l’onestà del nostro Signore - la amo. Il suo primo sermone, inizia con ‘Felici, felici...’ e potremmo dire: ‘Mamma, la prima volta vuole solamente calmare le acque, vuole fargli sapere quanto è bello esser cristiani, quanto è meraviglioso...’ e ve lo dico, la prima cosa che fece fu lo stabilire di uno standard così alto che gli ascoltatori devono esser caduti a terra, e poi una volta finito disse: ‘E tra l’altro... se volete vivere così, sarete perseguitati e cacciati dai vostri lavori, dalle vostre case, dalla vostra società. Vi ritroverete ad essere vilipesi, le persone parleranno vilemente e crudelmente contro di voi ed inevitabilmente diranno cose sul vostro conto che non sono vere, menzogne, menzogne. Quindi preparatevi... mmm proprio così, succederà, è inevitabile. Però perché? Perché deve essere così? Perché se viviamo in questo mondo come Dio vuole, perché le cose devono andare così? Ecco, quello è il perché, perché? Guardate al versetto 10, “Beati quelli che sono perseguitati per” - cosa? - “per motivo di giustizia”, guardate la fine del versetto 11, la fine del versetto, “Per causa mia”.
Sapete perché vi perseguiteranno? Vi dirò qualcosa di sconvolgente. In realtà non odiano voi, ora quello è confortante, non è vero? Non odiano voi veramente, chi è che odiano? Cristo. E in realtà non è che ce l’hanno con voi, ma con la vita che state vivendo! Ed il nostro Signor Gesù, in Giovanni 15 e Giovanni 16, disse ai suoi discepoli: ‘Se hanno ucciso me, uccideranno anche voi; e se odiano me, odieranno anche voi; se mi hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi, purché sanno che mi appartenete”, Gesù ha rivelato la santità pratica ad un mondo empio, volete sapere una cosa? Il mondo è esistito per molto tempo senza mai vedere un uomo perfetto, proprio così! Non ha mai visto un uomo perfetto; e più hanno vissuto senza l’esempio di un uomo perfetto, più hanno imparato a compiacersi della loro peccaminosità, non c’è mai stato un uomo perfetto.
Quando Gesù è venuto nel mondo, il mondo ha visto un uomo perfetto. Ed all’improvviso, ha fatto crollare tutta la loro fiducia in se stessi. Ha distrutto la base su cui erano stabiliti. E di fronte a un uomo perfetto, si sono sentiti rimproverati e così facendo l’uccisero. Perché se non si è in grado di soddisfare lo standard, dissero, sbarazziamocene così che non c’è più alcuno standard, e le cose saranno sempre così. E se noi permettiamo a Cristo di vivere nelle nostre vite, fisseremo uno standard irraggiungibile, e visto che non possono raggiungerlo, cercheranno a tutti i costi di sbarazzarsene così da poter rimanere nella contentezza della loro illusione, ‘è a motivo di giustizia’. E sapete che i discepoli vivettero esattamente quello che Gesù disse. Andrea perseverò nella predicazione e fu ordinato alla crocifissione. Secondo la tradizione, fu legato con delle corde ad una croce affinché la sua morte fosse lenta, e rimase in quella condizione fino alla morte. Secondo la tradizione, Pietro, dopo nove mesi di prigione, fu crocifisso a testa in giù. Paolo fu decapitato da Nerone. Giacomo, Matteo, Mattia, Bartolomeo e Tommaso furono martirizzati, e forse tutti i discepoli tranne Giovanni, che però morì in solitudine ed esilio sull’isola di Patmos, è successo come aveva detto che sarebbe successo, c’è sempre un prezzo da pagare quando si vive una vita caratteristica del regno. Ma, miei cari, ascoltate. Il frutto è per sempre, il suo frutto è per sempre. Perché quando rinunciate alle cose di questa vita, ereditate, dice il versetto 10, “il regno dei cieli”, quando vi porteranno via tutto quello che avete in questo mondo, sppiate che non potranno mai toccare quello che avrete nel mondo a venire, capite il punto? Behe, questa è la beatitudine che le riassume tutto, e non abbiamo nemmeno iniziato, quindi continueremo la prossima volta.
Padre, grazie per la comunione di questa sera. Grazie per averci servito tramite lo Spirito di Dio e la Parola di Dio. Signore, insegnaci a vivere le nostre vite in conformità ai tuoi principi e alle tue verità, in modo da esser in grado di affrontare questo mondo. Oh, Dio, proteggici, preservaci dall’abbassare lo standard che hai stabilito, fa si che siamo coraggiosi, fermi, che possiamo camminare nello Spirito in modo che Cristo si manifesti in noi e che, se viviamo, viviamo per Cristo, e se moriamo, moriamo per Cristo, così che sia che viviamo o no, siamo suoi. Oh, Padre, fa si che possiamo esser coloro la cui vita rimproveri, che possiamo esser coloro che vivono ad uno standard tale che coloro che ci circondano si sentano a disagio in modo tale da ricercare la pace con Dio e ci permettano di adoperarci alla pace, oppure che reagiscano negativamente; ma Dio, non permetterci di accontentarci con la nutralità, non permetterci di accontentarci con il non far nulla, o con l’essere spregevolmente tiepidi e provocare il nostro Signore a sputarci fuori dalla sua bocca.
E nel mentre le vostre teste sono chinate, voglio che meditiate in preghiera e vorrei ricordarvi di una cosa; non mi dimenticherò mai quando un giovane della nostra chiesa qualche anno fa stava condividendo Cristo in un parco, e alcuni uomini gli saltarono addosso e lo picchiarono. Quello non lo fermò si riprese in un paio di settimane e tornò all’angolo tra la Settima e Broadway a Los Angeles per parlare alla gente di Gesù Cristo, alcuni uomini l’aggredirono di nuovo e questa volta però avevano anche dei bastoni e gli fratturarono il cranio in quattro punti. E dopo che lo portarono all’ospedale, gli fecero tre buchi nel cranio per cercare di alleviare la pressione, e tre giorni dopo si risvegliò alla presenza di Gesù Cristo. Non si considerano più queste cose nei giorni nostri, vero? Ringrazio Dio per il coraggio e l’audacia di persone come lui.
E che dire di voi? Sapete cosa significa vivere una vita così pia da diventare un rimprovero per le persone che vi circondano? Non perché siete antipatici, non perché siete orgogliosi, non perché siete esigenti, non perché siete autoritari, non perché parlate troppo, ma perché in voi c’è troppa manifestazione di Cristo. C’è troppa perfezione che il mondo non può tollerare. Siete disposti a pagarne il prezzo? Siete disposti a vivere come Dio vuole che viviate, a vivere la vita del Regno, ad essere un’illustrazione vivente delle Beatitudini a qualunque prezzo e a portare il biasimo di Gesù Cristo? Siete disposti a prendere la vostra croce come fece Lui? Siete disposti a subire la perdita di ogni cosa per guadagnare il Regno? Siete disposti a pagare qualsiasi prezzo? Questo è quello che Gesù richiede, e quelle sono le uniche persone che riescono poi a cambiare il mondo per la Sua gloria.
Vi chiederò, nel silenzio di questo momento, di parlare al Signore nel vostro cuore. E forse alcuni di voi hanno bisogno di dire: ‘Signore Gesù, non so nemmeno cosa significhi vivere una vita che sia di rimprovero per il mondo. Sono così preso dal mondo che non si accorgerebbero nemmeno della differenza. Non saprebbero nemmeno se sono un cristiano’, ed in quel caso c’è una grande possibilità che di fatto non lo sei, ma che pensi di esserlo e che non hai mai dato la tua vita a Cristo. Forse questo è il momento giusto per farlo. D’altro canto, se invece dici: ‘Beh, John, so di essere un cristiano, e so di amare il Signore Gesù Cristo e questo è il modo in cui voglio vivere. Sono come Paolo in Romani 7, lo voglio così tanto, ma non faccio altro che fallire’, anche quello non è necessario.
Dio vi ha dato la risorsa necessario nel suo Spirito Santo, e se vi arrendete momento per momento, e vivete quel tipo di vita allora potrete vivere per la gloria di Dio. Questo è il modo di vivere. Se non aveste mai nulla al mondo, avreste la benedizione di Dio, e se avete la Sua benedizione, avete tutto quello che serve; ed è per questo che Pietro disse questo: ‘Se vi rimproverano per il nome di Cristo, siete beati’, felici... Volete essere davvero felici nel vostro cuore? Pagate il prezzo di mettere in pratica le Beatitudini nella vostra vita.
Padre, mentre ognuno di noi scruta il proprio cuore, perché questa è una Parola forte, mentre ognuno di noi sta esaminando la propria vita per vedere se siamo quelli che sono disposti a pagare il prezzo, se siamo veramente quelli che hanno ereditato il regno, allora siamo quelli che sono disposti ad essere perseguitati senza tregua. Siamo quelli che sono disposti a essere vilipesi, che sono disposti a ricevere ogni sorta di male contro di noi seppur ingiustamente. Se questo significa vivere per te, allora noi scegliamo la fedeltà a te, a qualunque costo. E Padre, siamo coloro che possono gioire ed essere contenti perché è così che doveva andare le cose, ed è così che è sempre stato, fin dal principio, e quindi c’identifichiamo con tutto il Tuo popolo che ha vissuto una vita di rettitudine.
Dio, ti prego per coloro che non hanno mai dato la loro vita a Cristo, che questo sia il momento in cui s’impegnino a quel riguardo veramente; per i cristiani che non sanno cosa significhi uscire ed essere separati dal mondo, pagare il prezzo, e vivere la vita che ci hai chiesto di vivere, che questo sia il momento in cui lo facciano. E Dio, aiutaci a non abbassare lo standard, aiutaci a non conformarci a questo mondo, ma a trasformare il mondo conformandoci a Te.
Padre, grazie per il tempo di questa sera, per la comunione dei santi che amiamo e di cui godiamo. Padre, quanto è prezioso per noi. Non sappiamo cosa fare quando siamo con altre persone. Non ci apparteniamo, siamo ostracizzati, rifiutati, non siamo adatti. E oh, Dio, pensare che ci hai fornito questa ricca, comunione meravigliosa, questo caro amore fraterno, questa comunione così profondamente necessaria, siamo così grati per ogni anima preziosa qui presente, per ogni vita meravigliosa, per il potenziale che abbiamo di amarci e di prenderci cura l’uno dell’altro e di servici a vicenda, quanto siamo grati. Aiutaci a non darlo mai per scontato. Aiutaci a non diventare mai troppo difficili, aiutateci a non diventare critici gli uni verso gli altri, ma ad avere a cuore ogni persona preziosa all’interno di questa comunione.
E Padre, per coloro che non sanno ancora cosa significhi farne parte, ti preghiamo di chiamarli fuori dal mondo a te, per la tua gloria nel nome di Gesù, Amen.
FINE
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