Penso che sia molto appropriato che questa sera abbiamo avuto un momento particolarmente bello di comunione fraterna. Penso che sia qualcosa di cui abbiamo davvero bisogno come cristiani. Abbiamo condiviso insieme, abbiamo riso insieme, ci siamo divertiti molto, ed è così che dovrebbe essere.
Questa sera, durante l’ora di preghiera delle 17.00, qualcuno mi ha detto che da quando è diventata cristiana, ha sperimentato il fatto che le piaccia così tanto stare con i cristiani, che la comunione di credenti la arricchisce così tanto a tal punto che la desidera in tal modo che quando si ritrova con dei non credenti sa che c’è qualcosa che le manca, e mi disse che quando si trovò in certe circostanze con dei non credenti ebbe un po’ di timore, e disse che non avrebbe mai pensato di aver mai potuto sperimentare tale paura, e di fatto mi ha espresso alcune delle cose che avevno nel cuore di condividere con voi questa sera.
Ci rallegriamo della nostra comunione, non c’è dubbio, è fantastica, è gratificante, arricchente, è entusiasmante, e ne abbiamo così tanto bisogno, ma c’è anche un altro lato della medaglia, c’è qualcos altro che si trova al di là di queste grandi mura di pietra. Dobbiamo tornare a casa da famigliari che non conoscono Gesù Cristo: mamme, papà, fratelli o sorelle, mariti, mogli, figli o figlie, e dobbiamo anche andare a scuola dove incontriamo persone che non conoscono Gesù Cristo o dobbiamo tornare a posti di lavoro che presentano lo stesso problema o dobbiamo tornare nel nostro quartiere dove affrontiamo la realtà di persone non salvate che ci circondano, e quello è l’altro lato della medaglia, non è vero?
E questo non dovrebbe mai essere un ritiro, dovrebbe solamente essere una sosta di rifornimento per poterci ricaricare ed uscire a vedere con coraggio l’opera di Dio attraverso di noi verso il mondo. Credo che sia proprio questo che il Signore vuole dirci questa sera. Torniamo a Matteo capitolo 5 e guardiamo di nuovo alle Beatitudini, Dio volendo, questo sarà l’ultimo messaggio sulle Beatitudini, e vorrei solamente leggerle per voi e poi passeremo direttamente a quello che dobbiamo vedere insieme questa sera.
“Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.
Preghiamo insieme. Padre, questa sera ci troviamo di fronte ad un passaggio molto necessario - molto, molto difficile da comprendere, molto difficile da praticare in una società così agiata, materialista e comoda; Dio, in qualche modo, aiutaci a vedere, per mezzo del Tuo Spirito, penetra i nostri cuori, le nostre menti e cambia le nostre vite. Ti diamo la gloria, nel nome di Gesù, amen.
Quando abbiamo iniziato a studiare le Beatitudini, mesi e mesi fa, vi abbiamo detto che la parola ‘beato’ è di fatto ‘felice’ e che la prima cosa che Gesù disse è che voleva che le persone fossero felici. Non è venuto nel mondo per rendere le persone miserabili, venne per renderle felici, ed è per questo che il suo primo discorso mai registrato, il primo sermone che predicò nel libro di Matteo, l’inizio del Nuovo Testamento, il primo vangelo, inizia con la parola ‘felice’.
Nel 1978, a Febbraio, la rivista Cosmopolitan ha pubblicato un articolo che presentò una verifica per cercare di determinare quanto veramente felici fossero le persone. Ed intervistarono un sacco di persone e chiesero un sacco di domande, non mi dilungherò a elencare tutte le domande, ma come risultato di questo test tracciarono il profilo della persona veramente felice, e questi sono alcuni dei principi emersi dal loro sondaggio:
Le persone veramente felici godono la presenza di altre persone, ma non si sacrificano; Le persone felici rifiutano di partecipare a qualsiasi sentimento o emozione negativa. Un’altra: le persone felici hanno un senso di realizzazione basato sulla propria autosufficienza, affascinante! Il mondo dice: ‘La persona veramente felice è autosufficiente, positiva nei confronti di se stessa, fiduciosa nelle proprie capacità, e non si sacrifica per nessun altro’.
Questa mi sembra esattamente la definizione di un fariseo. È certamente l’opposto della definizione offerta da Gesù. Gesù disse che una persona veramente felice non è autosufficiente, ma si accuccia come un mendicante, rendendosi conto di non avere alcuna risorsa in sé e per sè, e per questo è mite piuttosto che orgogliosa. Gesù ha detto che una persona veramente felice non è affatto positiva nei confronti di sè, ma è in afflitto per la sua peccaminosità e per il suo isolamento da un Dio santo. Gesù ha detto che una persona veramente felice non confida nelle proprie capacità, ma è molto consapevole delle proprie incapacità e, con mansuetudine, tende la mano. Gesù ha detto che una persona veramente felice, piuttosto che essere non auto-sacrificante, è l’esatto contrario, è misericordiosa, si adopera alla pace, e sarà misericordiosa e si adopererà alla pace anche a costo di subire persecuzione a motivo di quello per cui vuole promuovere la pace ed offrire misericordia.
Vedete, la definizione stessa di felicità data dal mondo non è quella di Dio. Non lo è affatto. Niente potrebbe offrire un’immagine più chiara della differenza tra la filosofia del mondo e la verità divina che confrontare la prospettiva della felicità dei nostri giorni con gli standard di Dio rivelati dal Signore Gesù Cristo nelle Beatitudini. Il mondo insegue la felicità a condizioni stabilite da sè, e nella corsa alla ricerca della felicità, quando il mondo si scontra con il cristianesimo, quello porta, inevitabilmente, ad un conflitto. Ci saranno inevitabilmente delle convinzioni, dei sensi di colpa, e dei risentimenti, che sfoceranno in persecuzioni.
Ora, il testo di questa sera include i versetti dal 10 al 12, e ciò che il Signore Gesù sta dicendo è questo: ‘Vi garantisco che se vivrete secondo le prime sette beatitudini, otterrete l’ottava automaticamente. Se vivete secondo questi primi sette principi, inevitabilmente sarete perseguitati per amore della giustizia; inevitabilmente, sarete perseguitati a causa del Suo nome’, è inevitabile!
Ora, nella prima parte del nostro studio, abbiamo iniziato a guardare i versetti dal 10 al 12, lasciate che ve li legga di nuovo: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché cosí hanno perseguitato i *profeti che sono stati prima di voi”.
Ascoltate, gente, se volete essere davvero felici, lo sarete solamente secondo i principi dettati da Gesù. E se cercherete di essere felici a condizioni Sue, se cercate di vivere secondo i Suoi principi, se cercate di entrare nel Suo regno alla Sua maniera, se volete passare per la porta stretta e camminare per la via angosta, se volete costruire la vostra casa sulla Roccia, se volete arrivare al giudizio e sentirvi dire: “Ti conosco”, e non “Non ti conosco”, allora scoprirete che il risultato di quel tipo di vita, di fronte ad un mondo ostile e senza Dio, porterà inevitabilmente ad una reazione negativa, è sempre stato così!
In Italia, nel XV secolo, entrò in scena un uomo di nome Savonarola. Fu uno dei più grandi riformatori e predicatori che il mondo abbia mai conosciuto. La sua denuncia dei peccati del popolo e della corruzione della Chiesa Cattolica romana dell’epoca letteralmente preparò la strada che portò alla Riforma. La sua predicazione, dice un biografo, ‘era una voce di tuono e la sua denuncia del peccato era così terribile che le persone che l’ascoltavano s’incamminavano per le strade sconcertate e senza parole. La sua congregazione erano così spesso in lacrime che l’edificio intero risuonava dei loro singhiozzi e dei loro pianti’.
Ovviamente, il popolo non poteva sopportare quel tipo di predicazione e quindi non passò molto prima che lo bruciarono al rogo. Non è mai stato diverso, e credo veramente che se i cristiani nella nostra società fossero più critici su ciò che crediamo esser vero, e se vivessimo davvero la pienezza delle Beatitudini nella nostra vita, ci accorgeremmo che ci sarebbe molta più ostilità verso di noi da parte del mondo, considerando il fatto che sia già così, per lo meno per la maggior parte delle persone. Succede ovunque ed in ogni momento.
Recentemente ho letto un libro che mi diede Don Richardson dopo il servizio di veglia. Don Richardson era qui con noi, un missionario meraviglioso benedetto da Dio in Irian Jaya che scrisse un classico sulla storia della missione, intitolato, ‘il Bambino della pace’ (Peace Child), e recentemente scriss un seguito intitolato ‘I Signori della Terra’. Non è come ‘il Bambino della pace’, che era più la descrizione della sua opera nella missione, ma è più la storia di un suo amico di nome Stan Dale.
Stan Dale si recò presso la tribù degli Yali in Irian Jaya, mentre Don si trovava giù nelle pianure a lavorare con i Sawi e Stan si trovava su quelle che sono conosciute come le Montagne delle Nevi e stava lavorando con questa tribù, Yali, e le Montagne delle Nevi sono molto alte e molto precarie, ed i villaggi si trovano ai lati dei pendii; ed in quella zona c’è un giume chiamato ‘Heluk’, che scorre giù per le montagne molto rapidamente e fragorosamente e le piogge abbondanti lo fanno muovere costantemente.
Erano impregnati di una religione incredibile ed avevano dei piccoli pezzetti di terra sacri che usarono come illustrazioni. E se a un bambino capitava di gattonare su uno di quei pezzi di terra sacri, pensavano che il bambino era profanato e maledetto e che di conseguenza avrebbe potuto maledire il villaggio intero, e quindi andavano sulla scogliera e lo gettavano nei torrenti e l’annegavano ed il suo corpicino veniva trasportato giù fino alle pianure.
E se qualcuno avesse mai detto una sola parola – e questo era incorporato nel sistema - se qualcuno avesse mai detto una sola parola contro il sistema religioso, sarebbe stato massacrato sul posto. Quindi non ci poteva essere alcuna ribellione; non ci poteva mai essere alcun cambiamento, alcun modo di cambiare le cose; infatti nel libro si racconta di un tizio appartenente ad una tribù che decise di provare a cambiare le cose, e quindi cercò di far notare alcune delle cose che gli sembravano sbagliate e gli scagliarono addosso così tante frecce che diventò come una palude di canne.
Non c’era speranza, non c’era alcuna speranza fino a quando un piccolo australiano dalle gambe storte, alto circa un metro e settanta, s’inoltrò in quei villaggi ed incredibilmente quest ometto aprì il suo cuore e quello di sua moglie e dei suoi cinque figli a questo popolo selvaggio che non solo era cacciatore di teste, ma anche dei cannibali, e venne a riscattarli dall’oscurità impenetrabile e dalla morte delle terribili credenze e pratiche che vigevano nella loro cultura. Volete sapere cosa gli è successo? Ve lo leggo da Don Richardson.
‘Il nativo, trattenendo il suo fiato, fece scorrere la freccia oltre la roccia e mirò al fianco di Stan. Per un attimo, la luce del fuoco brillò sulla lama lucida del bambù, scelta appositamente per uccidere. Poi tirò l’arco a tutta forza, mentre altri guerrieri dietro di lui aspettavano il loro turno. Come se volesse assecondare il guerriero, al che Stan si spostò dall’altra parte della porta per prendere qualcosa nel suo zaino e nell’istante successivo, indietreggiò, afferrando ed estraendo una freccia di un metro e mezzo dal suo fianco destro. Ridacchiando per il suo successo, il primo guerriero balzò da dietro la roccia e scoccò prontamente un’altra freccia nella coscia destra di Stan. ‘Siamo in una trappola mortale’, ansimò Stan. ‘Possono spararci da ogni direzione. Il fuoco! Devo spegnerlo!’, al che Stan si lanciò contro il fuoco, cercando di disperderne i marchi, e mentre lo faceva, un’altra freccia lo colpì alla coscia sinistra, conficcandosi profondamente nella gamba Si gettò sul lato opposto della capanna, cercando riparo, senza però trovarlo; al che altre due frecce lo colpirono: una gli trapassò l’avambraccio destro e un’altra gli penetrò il diaframma e l’intestino. Stan estrasse ogni freccia a turno e poi gridò in yali: ‘Scappate! Andate a casa! Avete fatto abbastanza’. Il dolore delle cinque ferite lo trafiggeva. Il pavimento della yogwa era ormai ricoperto da molte frecce, cinque delle quali sporche di sangue. Stan si schierò contro la parete della yogwa in attesa della prossima freccia, e la vide arrivare’,
Beh, incredibilmente, non finirò il resto perchè dovrete procurarvi il libro, ma incredibilmente, sopravvivette, lo portato fuori, lo risparmiarono, fu sottoposto a certe operazioni chirurgiche, si girò e ritornò nello stesso villaggio, nella stessa zona, letteralmente, ci dedicò anni della sua vita, e poi questo:
‘Al di là di Yendoal il fiume scarseggiò e continuò a scorrere su di un letto ampio e sassoso. Lo guadarono per 300 metri e raggiunsero una spiaggia di ghiaia, oltre la quale, il sentiero lasciò il fiume e salì direttamente verso il passo. 2.000 metri di salita si sarebbero trovati al di là del pericolo, ma il grido di guerra risuonò di nuovo, però molto più vicino. Ed all’improvviso, arrivarono a fiotti dallo stesso fiume, con archi elevati; mentre altri scesero dalla foresta, con spire elevate e Stan e Yemu si trovarono all’estremità inferiore della spiaggia di ghiaia e Phil - Phil Masters era da solo all’altra estremità, a 50 metri di distanza.
I tre Danesi si trovavano a circa 30 metri da Phil e mentre si guardavano con orrore, videro Stan alzare il suo bastone, affrontando cupamente l’orda di Wickboon, ‘Yemu, lasciami stare!’ gridò a distanza. Tenne il bastone elevato, non per colpire, ma per formare una barriera contro la marea di guerrieri che avanzava, ‘Tutti voi, giratevi e tornate a casa!’, comandò. Un sacerdote di Kembu di nome Bereway sgusciò dalle spalle di Stan, ed a bruciapelo, scoccò una freccia sotto il suo braccio destro; un altro sacerdote, Bunu, gli conficcò un’asta di bambù nella schiena, sotto la spalla destra, a quel momento Yemu stava piangendo e gridando implorando loro di smetterla, ma le frecce continuarono a conficcarsi nella sua carne,
Stan continuava ad estrarle una alla volta, le spezzò e le gettò via. Seppur arrivavano a dozzine, continuò ad estrarle, a romperle e a lasciarle cadere ai suoi piedi finché non riuscì più a tenere il passo, al che Nalimo raggiunse la scena dopo che una trentina di frecce avevano lasciato il segno nel corpo di Stan: ‘Come fa a stare lì così a lungo?’ sussultò Nalimo. Perché non cade? Chiunque sarebbe caduto da tempo!’ Al che un altro tipo di freccia trafisse la carne di Nalimo: ‘Timore, forse è immortale!’ Il volto di Nalimo, normalmente impassibile, si sciolse per emozione, al che disse – e a proposito, Nalimo fu battezzato come credente in Cristo – ma a causa del suo timore non scoccò alcuna freccia seppur tutta la sua gente sì. Stan affrontò i suoi nemici, fermo ed incrollabile, tranne che per la scossa dovuta ad ogni freccia che s’infilzava.
Yemu corse da Phil ed insieme lo guardarono soffrire con angoscia ed agonia, nel mentre una cinquantina di soldati si separarono dal gruppo e corsero verso di loro, al che Phil spinse Yemu dietro di sé e fece gesto, senza parole: ‘Corri!’ Phil sembrò quasi non accorgersi dei guerrieri che lo circondavano. I suoi occhi erano fissi su Stan. Cinquanta frecce, sessanta frecce, nastri rossi di sangue che uscivano dalle numerose ferite, ma Stan non si arrese.
Nalimo vide che non era solo ad aver paura. L’attacco era iniziato, ma i guerrieri non facevano altro che scagliare le loro frecce con disperazione, perché Stan si rifiutò di cadere, forse Kusaho aveva ragione! Forse stavano commettendo un crimine mostruoso contro il mondo soprannaturale, invece di difenderlo come volevano fare, ‘Cadi!’ gridarono a Stan. ‘Muori!’ Ed era come se fosse una supplica, ‘Ti prego, per favore, muori!’ però Yemu non sentì Phil dire nulla ai guerrieri mentre gli puntavano le frecce addosso, e Phil non fece alcun tentativo di fuggire o di lottare. Aveva affrontato il pericolo molte volte, ma mai la morte. Nonostante tutto Stan gli mostrò come affrontarla, e se aveva bisogno di un esempio, lui era lì con lui, e quell’esempio non avrebbe potuto essere seguito con maggior coraggio. Ancora una volta, fu Bereway a scoccare la prima freccia, e ci vollero quasi altrettante frecce per abbattere Phil, come per Stan. Yemu e i tre Danesi aspettarono finché non riconobbero che Phil era stato ferito troppo gravemente per poter sopravvivere.
Alla vista delle uccisioni, dopo che entrambi i missionari caddero sulla spiaggia sassosa, gli Yali trascinarono i loro corpi martoriati lontano dalle pietre e li depositarono in delle foreste separate e sovrastate da archi. Sebbene gli Yali non fossero cacciatori di teste, Bunu, mosso dalla paura, decapitò sia Stan che Phil. Non ancora soddisfatti, gli assassini denudarono entrambi i corpi, li fecero sistematicamente a pezzi e sparsero pezzi di ossa nella foresta per rendere la loro resurrezione più difficile. Fin dal principio, Nalimo ed il suo amico avevano pianificato un banchetto cannibale dopo aver ucciso Phil e Stan’.
C’è un prezzo da pagare, non è vero? Il finale meraviglioso della storia è che il villaggio di Yali e l’intero territorio si sono avvicinati a Gesù Cristo e non si riuniscono per mangiare i missionari. Si radunano attorno alla Tavola del Signore, ma il prezzo era molto alto.
Una delle cose più belle che conosco riguardo a questa storia è che il quinto figlio di Stan, che era un bambino quando morì, fu salvato leggendo questo libro su suo padre. Questo è il prezzo. Se si ha intenzione di affrontare il mondo, c’è un prezzo da pagare, è sempre stato così, lo stesso fu con Savonarola, fu lo stesso con Stan Dale alla fine degli anni Sessanta e lo sarà anche in futuro, perché quando guardiamo a quello che deve venire nell’Apocalisse cosa troviamo nel capitolo 9? Un gruppo di persone sotto l’altare che implorano e gridano, persone che sono state uccise, martirizzate per la causa di Cristo, le cose andranno sempre così!
Ora, guardiamo di nuovo a Matteo 5 dal 10 al 12 e vediamo un po’ i tre punti che abbiamo introdotto nell’ultimo studio che abbiamo fatto: la persecuzione, la promessa e la postura. La persecuzione si trova nei versetti 10 ed 11 e la esamineremo velocemente, “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli”, e poi la cosa viene personalizzata. Credo che si tratti di una stessa beatitudine, non di due, ma sta dicendo che coloro che vivranno certe cose saranno doppiamente benedette.
Ma nel versetto 10 c’è una dichiarazione generale, come abbiamo visto la volta scorsa, sto solo facendo una revisione, ma come abbiamo detto, nel versetto 11 la cosa viene personalizzata: “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia”.
Poniamoci alcune domande semplici: Chi è perseguitato? Chi? Ve lo dico io: coloro che vivono la vita delle beatitudine, coloro che conoscono Dio tramite Gesù Cristo, quelli che appartengono al regno, quelli che vivono la vita secondo le condizioni di Dio. Miei cari, voglio solo che comprendiate questo: la pietà genera antagonismo. Dovete aspettarvelo! Non sto cercando di dirvelo per farvi andare ed esser brutti secondo gli standard del mondo. Non ve lo sto dicendo per farvi andare in giro a trovarvi nemici, ve lo sto dicendo così che non ne siate scioccati.
In Filippesi capitolo 1 al versetto 29: “A voi è stato dato il diritto, nel nome di Cristo, non solo di credere in Lui, ma anche di - cosa? – di soffrire per causa sua’, ‘A voi è stato dato il diritto’, dice, dovremmo aspettarcelo, non è un qualcosa di anormale.
E Paolo dice ai Tessalonicesi in 1 Tessalonicesi 3:3, ‘Nessuno dovrebbe esser scosso da certe afflizioni...’, non dovreste esserne scioccati; non dovreste esserne sconvolti, non dovreste ripensare al fatto se avete preso l’impegno giusto. “... perché voi sapete che siamo stati destinati a queste cose”. Questo non dovrebbe farvi cadere i birilli, non dovrebbe sorprendervi! Siamo stati chiamati a queste cose.
In 2 Timoteo, capitolo 3 versetto 12, c’è di nuovo lo stesso concetto: “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesú saranno perseguitati”, siamo stati chiamati a questo, gente, la cosa è molto elementare. Un mondo empio, arrabbiato, ostile, peccatore, di fronte al cristianesimo deve reagire.
Il ‘chi’? Tutti coloro che vivono la vita delle beatitudini, tutti coloro che entrano nel Regno, tutti coloro che sono figli del Regno e vivono in questo modo. Provate ad andare a portare al mondo la misericordia; provate a cercare di purificare i cuori degli uomini portando loro la consapevolezza del peccato. Andate e cercate di fare la pace tramite l’unico vero portatore di pace, Gesù Cristo. E se siete audaci e coraggiosi nel modo in cui Dio vuole che lo siate, vi accorgerete che ci sarà una reazione.
Come? Abbiamo visto il ‘chi’, che dire del ‘come’? Beh, saremo perseguitati. Com’è che mostreranno la rabbia interiore? Con la ‘persecuzione’ termine greco che significa ‘tormentare, trattare male’, letteralmente, dalla radice, significa ‘perseguire’, ci cercheranno.
Sento davvero che in America siamo alle soglie di alcuni giorni che saranno davvero diversi da quelli che abbiamo conosciuto in passato. Penso che nell’era successiva al Risveglio Americano ci siamo un po’ rilassati, abbiamo vissuto, grazie ai revivalisti del passato, abbiamo ricavato i benefici che l’America ha fornito dall’eredità di quei giorni, e quello sta finendo molto velocemente. Non solo il governo si sta schierando contro la religione, ma la religione sta anche agendo contro se stessa facendo proliferare tutti i culti e gli -ismi e gli scismi e gli spasmi e tutto il resto.
E stiamo assistendo ad una svolta governativa nei confronti di gruppi religiosi. Stiamo assistendo a cambiamenti di atteggiamento. Stiamo vedendo nuove leggi da parte del fisco ed altre agenzie simili che avranno un impatto diretto su coloro che si trovano nella Chiesa di Gesù Cristo. Stiamo assistendo a reazioni a cose che una volta erano ritenute sacre, l’idea di andare in chiesa e cose del genere, ormai, sapete, son un po’ svanite un po’ come la torta di mele della mamma, anche quella non c’è più, e quindi: “Verranno a cercarci”, dice.
Come? Versetto 11. Ricordate cosa vi abbiamo detto? “V’insulteranno”, ovvero, abuso aperto, ‘diranno contro di voi ogni sorta di male...’, quella è la calunnia. Si scaglieranno contro coloro che sono il popolo di Dio e lo faranno in faccia senza problemi, ma anche alle spalle. Parleranno di noi quando non ci saremo più e anche quando ci saremo, ci saranno degli scontri aperti e anche le calunnie private.
Questa settimana ho ricevuto una lettera ed ho pensato di condividerla con voi: ‘Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia”, in quel sermone, ha sottolineato che se un cristiano non è mai stato perseguitato, allora potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nel suo cristianesimo.
Ieri ho avuto l’opportunità di parlare con un’amica che non avevo visto da molti anni che un tempo si professava cristiana, ma ora si trova nel processo di divorzio senza alcuna ragione. Sapevo che dovevo confrontarla con quello che Dio dice sul divorzio, il che significava mettere in gioco la nostra amicizia e la possibilità che diventasse ostile nei miei confronti. Avevo paura e avrei voluto non doverla mai confrontare, ma conoscendo Dio, sapevo che dovevo obbedire a Lui, ed in breve, questo è quello che è successo:
Le ricordai dell’amore e la grazia di Dio e come Lui volesse che la sua famiglia fosse felice e vivesse insieme armoniosamente secondo i suoi standard perfetti. Le dissi cosa Dio pensa del divorzio e le sue linee guida per il matrimonio ed il divorzio, ma più parlavamo, più lei si metteva sulla difensiva e si arrabbiava. Disse che non credeva che la Bibbia fosse la Parola di Dio, ma l’interpretazione dell’uomo di ciò che Dio disse; inoltre affermò che chiunque ha il diritto di formare un interpretazione propria del significato delle Scritture. La Bibbia era bella da avere intorno per i suoi principi, ma spetta al lettore decidere quale di essi sia applicabile nel personale.
Le spiegai che l’interpretazione privata porta solo al caos teologico. Quando iniziai a prendere la mia Bibbia per leggerle alcuni passi specifici, non me lo permise e disse che non era venuta per discutere la Bibbia; in breve, non c’era modo di ragionare. Mentre si preparò per andarsene, diventò quasi velenosa e, con odio negli occhi, mi accusò di averla attirata in casa mia senza però aver alcun vero interesse nei suoi confronti, e con quel commento se ne andò sbattendo la porta dietro di sé.
Posso dire che ora so cosa significa essere odiata e accusata ingiustamente perché ho preso posizione per Cristo. So che potrei convivere con questa situazione per molto tempo, dato che sta divorziando da suo marito nel tentativo di far funzionare qualcosa con qualcuno della mia famiglia. La amo ed è con un cuore pesante che mi rendo conto della portata del suo rifiuto di Cristo. Però, per quanto sia stato doloroso, ringrazio Dio perché per la prima volta nella mia vita so cosa significa essere separati dal mondo’.
Cosa è peggio: essere colpiti da una freccia di Yali o essere odiati da qualcuno che si ama? L’uno finisce in poco tempo, l’altro dura a lungo. Ma è così che vanno le cose, vedete? Non è mai facile per le persone veramente dedicate. Se per voi è facile, le cose sono due: o non siete cristiani; oppure lo siete ma non state vivendo le cose che insegnò il qui il nostro Signore; non è mai facile per i cristiani.
Guardate con me al capitolo 4 di 1 Corinzi. Lasciate che vi mostri qualcosa, 1 Corinzi capitolo 4 versetto 9, e Paolo qui disegna una delle immagini più vivide in 1 Corinzi; nel versetto 9 dice: “Poiché io ritengo che Dio abbia messo in mostra noi, gli apostoli – qual è la parola successiva? – ultimi fra tutti, come uomini condannati a morte; poiché siamo diventati uno spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini”, fermatevi lì,
Paolo sta dicendo: ‘Sapete, penso che quando si tratta di capire quale sia il nostro posto, Dio ci ha messo per ultimi, ci ha condannati a morte, ci ha resi uno spettacolo’, ora sapete cos’aveva in mente? Quando un generale romano otteneva una grande vittoria, aveva il privilegio di far sfilare il suo esercito vittorioso per le strade della città. E quando l’esercito passava per le strade portava con sé bottino, guadagni e tutti i trofei della guerra. Il generale poteva così dimostrare a tutti il trionfo tremendo che aveva ottenuto.
E sempre, alla fine della lunga processione, arrivava un gruppetto di prigionieri, segno del popolo conquistato, ed erano destinati a morire. Erano prigionieri, uomini che ora dovevano essere condotti nell’arena per combattere le bestie e quindi a morire, e Paolo dice: ‘Penso che Dio abbia posto noi, gli apostoli, per ultimi, come se fossimo destinati a morte, uno spettacolo al mondo, agli angeli ed agli uomini’,
Paolo sta prendendo in prestito termini caratteristici di quella scena, e presenta gli apostoli, e chi sono? Sono l’emblema di tutti i discepoli veramente dedicati, sono il gruppo di prigionieri destinati a morte.
Moffatt lo traduce così: ‘Dio vuole che noi apostoli arriviamo proprio alla fine, come gladiatori condannati all’arena’, la parola “condannati a morte”, la vedete? L’espressione ‘condannati a morte’, è la parola ‘sentenza’, è un termine raro usato per indicare i criminali che venivano fatti sfilare come oggetto di scherno in direzione verso la loro esecuzione, e quindi Paolo sta dicendo: ‘Ehi, noi apostoli siamo stati condannati, sfiliamo alla fine come prigionieri, spettacoli per tutti da vedere, da deridere e da uccidere, dei criminali condannati’.
Poi però dice: Noi resistiamo comunque... “siamo pazzi a causa di Cristo, voi però siete sapienti, noi siamo deboli, ma voi siete forti; voi siete onorati, ma noi siamo disprezzati”, e sta essendo molto sarcastico. E poi dice: “ Fino a questo momento, noi abbiamo fame e sete. Siamo nudi, schiaffeggiati e senza fissa dimora, 12 e ci affatichiamo lavorando con le nostre proprie mani; ingiuriati, benediciamo; perseguitati, e - e qui c’è la parola chiave – noi sopportiamo”.
Sappiamo a cosa siamo stati chiamati. Non siamo stati chiamati a cavalcare la carrozza bianca in città e ad essere i pezzi grossi. Non siamo stati chiamati ad essere la superstar. Non siamo stati chiamati ad essere le celebrità sante; no, siamo stati chiamati ad essere destinati a morte ed in questo ne soffriamo, siamo gli stolti e voi siete i sapienti, ci guardate e vedete solamente degli stolti – dice – e noi siamo deboli, voi siete forti. Voi ci guardate dall’alto in basso, voi siete onorevoli e noi siamo disprezzati. E fino a quest’ora abbiamo avuto fame e sete, siamo stati denudati, perseguitati, e non abbiamo mai avuto un posto dove stare, e dobbiamo lavorare duro con le nostre mani con tanta fatica, siamo sempre disprezzati, siamo perseguitati e dobbiamo sopportare tutto...
Com’è che reagisce a tutto questo? Dice, ‘essendo diffamati - o “insultati”, nel versetto 12, “Benediciamo; perseguitati, sopportiamo. Diffamati, esortiamo”.... Ora, prestate attenzione qui: “siamo diventati, e siamo tuttora, come la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti”, ascoltate, la parola “spazzatura” non significa altro che ‘sporcizia’, è usata in riferimento a qualcosa che deve esser pulito da un oggetto sporco, è il cibo lasciato sulla pentola sporca o una padella. Può essere la polvere sul un tavolo, è qualsiasi tipo di sporcizia che si vuole eliminare.
Ed usa il termine “sporcizia”, qualcosa che si vuole cancellare, un rifiuto. Paolo sta dicendo: ‘Guardate qui. Noi ci consideriamo come sporcizia, un’incrostazione”; e noi potremmo dire: ‘Paolo! Cioè, voglio dire, sei uno degli apostoli. Abbiamo scolpito delle statue di te Paolo! Abbiamo la cattedrale di San Paolo!’ E lui direbbe: ‘Non siamo altro che sporcizia ed immondizia’. E dobbiamo accettarlo, per lo meno gli apostoli l’accettarono. Questa era la stima del mondo. Hanno contato il costo. Erano disposti a pagare il prezzo e, per quanto ne sappiamo, 10 o 11 su 12 morirono come martiri. L’unico che sappiamo non esser morto così fu Giovanni, che fu esiliato e morì da solo.
Gente, ascoltate, non so cosa sia successo al tipo di cristianesimo che abbiamo oggi, ma non è questo. Voglio dire, possiamo dire, nella società umana, nell’America di oggi, che i cristiani sono la sporcizia e l’immondizia del mondo? Lo siamo veramente? No, noi siamo le star, abbiamo le luci più brillandi di Las Vegas, abbiamo programmi televisivi. Andiamo avanti e indietro, viviamo in due mondi. Facciamo il nostro concertino da questa parte, poi ci cambiamo e veniamo in chiesa.
Balliamo a Las Vegas, poi ci presentiamo e diamo la nostra testimonianza, siamo le star. Siamo i presidenti e i membri del Congresso, gli atleti famosi, gli attori e i cantanti, e sono grato a tutti coloro che sono dei veri credenti. Mi chiedo solo se abbiamo inquadrato bene la situazione. Stiamo cercando di ballare il Valzer con il mondo invece di confrontarlo; non so com’è che sia successo tutto questo, siamo l’élite, siamo accettabili, siamo i ricchi.
Ascoltatemi bene, Paolo non la vide così. Quando si diede le sue credenziali, sapete, così tante persone dicono... spesso ricevo della posta che dice: ‘Le piacerebbe che Tizio e Caio inizino a venire in chiesa da voi?’ E vogliono esser pagati... e sapete? “E vi piacerebbe aver tal dei tali in chiesa da voi? Ecco le sue credenziali’, e ti mandavano una lista gigante di materiale con delle foto, e cose del genere, dove si strnigono le mani con le persone, ‘Le piacerebbe avere questa star o quest altra?’ Ascoltatemi bene, non m’interessano per niente le star.
Sapete, quando Paolo vennne, non disse mica: ‘Oh, voglio che sappiate che mi sono laureato all’Università di Gamaliele con la magna cum laude. Sono un uomo del mondo, parlo molte lingue, son amico di diversi re, di governanti, di uomini famosi. Ahm... una volta sono morto e sono tornato in vita’, come dice 2 Corinzi, ‘Sono stato rapito fino al terzo cielo’, o mamma se avesse potuto vederla al giorno d’oggi, Woo! Capista che roba! ‘Parlo in lingue più di tutti voi’, ascoltate, non c’è limite alle sue credenziali. Una testimonianza incredibile. Avrebbe potuto parlare per ore.
Ma dice: ‘Volete le mie credenziali? Eccole qui’, guardate a 2 Corinzi capitolo 11, ecco le sue credenziali: Signore e signori, vorrei presentarvi l’apostolo Paolo. Ecco le sue credenziali, versetto 23: “Sono servitori di Cristo?’ Oh, io lo sono più di loro, ecco a voi il resto, siete pronti?
“... piú di loro per le fatiche, piú di loro per le prigionie, assai piú di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte. 24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; 25 tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; 27 in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità”, ecco qui gente.
Hmm? Versetto 5 del capitolo 12: “Di quel tale non mi glorierò...”. Posso capirlo, no? Un ex detenuto, picchiato, preso a calci, lapidato, naufragato, abusato, “... ma di me stesso non mi vanterò se non delle mie – cosa? – debolezze. Pur se volessi vantarmi, non sarei un pazzo, perché direi la verità; ma me ne astengo, perché nessuno mi stimi oltre quello che mi vede essere, o sente da me”.
Ascoltate, sta dicendo: ‘Non voglio dire nulla sul mio conto, non voglio glorificarmi da solo, non voglio dare a nessuno un’impressione sbagliata’, ascoltate, “E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me”, sapete, aveva un problema.
Alcuni pensano che fosse un problema agli occhi, forse... Alcuni pensano che avesse una malattia agli occhi che lo portava a trasudare, un qualcosa di brutto che lo rendeva pure sgradevole da vedere, non so di cosa si trattasse, ma qualunque cosa fosse, era un qualcosa d’indesiderabile. E invece di togliergliela, Dio gli disse semplicemente: “La mia grazia ti basta”, devo renderti umile, Paolo, perchè la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. “Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, – vedete? E poi dice: ‘in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono – cosa? – forte.”.
Ascoltate. Finché pensate di farcela con i vostri ritagli di giornale, non averete mai la potenza di Dio, è questo che sta dicendo. Finché pensate di potercela fare da soli, finchè pensate di esser buoni, e di essere a posto, e di esser stati approvati, allora state funzionando secondo il principio sbagliato.
Dice: ‘Mi glorierò nella mia debolezza. Mi glorierò della mia infermità. Mi glorierò della persecuzione. Mi glorierò dei rimproveri. Mi glorierò della necessità. Tutto ciò che mi spezza, tutto ciò che mi schiaccia, tutto ciò che mi umilia, mi glorierò di quello perché quello mi porta a dipendere da Dio. E no, non ho alcuna risorsa personale, ed è lì che Dio si muove tramite di me per confrontare il mondo’.
Viviamo in un epoca nella quale il cristianesimo, come mai prima d’ora, è dedicata ad un’auto-glorificazione che è ripugnante per Dio. Stiamo producendo celebrità più velocemente del mondo. Le cose però non stanno così. Quando il nostro Signore disse, come abbiamo appreso questa mattina in Atti, capitolo 1 versetto 8: “Dovete essere miei testimoni”, disse “dovete essere mou marteres”, miei cosa? Martiri, c’è un prezzo da pagare.
‘Chi’? La Beatitudine è diretta a chiunque sia un figlio del Regno. ‘Come’? Saremo perseguitati? Perché, saremo confrontati faccia a faccia e saremo insultati, e calunniati dietro le spalle; ‘Perché’? Vediamo il perché, torniamo a Matteo 5. Perché mai lo faranno? Potremmo dire siamo delle persone così gentili, e io sono d’accordo; i cristiani sono le persone più gentili del mondo. Siamo persone gentili perché Dio vive in noi, e Dio è bontà, e Dio prende la nostra malvagità e ci dà la sua bontà, e quindi è lì, ma perché il mondo lo farebbe mai?
E la risposta è semplice: il versetto 10 dice: “... per motivo di giustizia...”. Il versetto 11 lo dice alla fine, “... per motivo mio”, ascoltate, ci sono due cose che il mondo non vuole: la giustizia e Cristo, capite il punto? Se confrontiamo un mondo peccaminoso che ama le tenebre piuttosto che la luce, se confrontiamo un mondo peccaminoso che ama il suo peccato, quel mondo reagirà. Se si parla di nuovo di Gesù Cristo, il mondo farà a lui proprio quello che gli fece un tempo; il mondo lo vorrà morto, ed è così che è sempre stato ed è così che sarà sempre.
Guardate a Giovanni 15 per un breve momento. In Giovanni 15 al versetto 18, il nostro Signore Gesù lo disse il più chiaramente possibile: “«Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me...”, Giovanni 15:18. “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia”. Il versetto 17 dice: “Vi ordino di amarvi gli uni gli altri”, e questo è meraviglioso, e ne abbiamo bisogno, ed abbiamo goduto di questa benedizione e ne siamo stati arricchiti.
E siamo qui, riuniti, in questa enorme famiglia di Cristo qui alla Grace, e ci amiamo l’un l’altro, e poi giriamo l’angolo, ed il mondo non ci ama, il mondo ci... cosa? Ci odia. Il sistema malvagio ci odia. Voi potreste chiedereste: ‘Perché mai?” Perché non siamo del mondo. Se fossimo del mondo, ci accetterebbero, ma noi lo confrontiamo.
Ora, ovviamente se non lo fate non lo sapranno mai. Ma se il mondo sa che non facciamo parte del sistema, ci odierà. Nel versetto 20, dice: “Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è piú grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra”. In altre parole, ‘quando v’identificate con me, allora vi tratteranno come hanno trattato me, e coloro che mi amano vi ameranno e coloro che mi hanno odiato vi odieranno; e coloro che amano la giustizia vi ameranno, coloro che invece odiano la giustizia ed amano il peccato vi odieranno’.
Il nocciolo della questione è che non conoscono Dio, versetto 21: “Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato”, capite il punto? Non conoscono Dio, “Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio”.
Sapete cos’è che fece Gesù quando venne nel mondo? Venne e smascherò il loro – cosa? – il loro peccato. E poi seppero che avevano peccato, iniziarono a vedere il peccato nella loro vita. Furono messi di fronte alla realtà del peccato. Se Gesù non fosse venuto, avrebbero potuto sorvolare la cosa, avrebbero fatto un ottimo lavoro a cauterizzare la loro coscienza. La loro religione gli aveva letteralmente chiuso gli occhi alla verità e, nella loro cecità, stavano marciando beatamente verso l’inferno e Cristo invece gli strappò via i paraocchi e gli disse: ‘Guardatevi!’ E videro il loro peccato e per quello lo odiarono per quello
E tutto si svolse esattamente come predetto dalla Scrittura, nei Salmi: “Mi hanno odiato senza...” Cosa? Senza causa, senza ragione. Quindi la domanda è: “Perché mai ci odiano?” Oh, non c’è alcuna ragione; non c’è niente di sbagliato in voi, voi siete veramente meravigliosi. Non c’è neanche nulla di sbagliato con me, non sono così meraviglioso come vorrei, mi piacerebbe tanto, ma so di non esserlo, seppur non son così male, ma non è colpa mia, è la rettitudine, ed è Cristo. Basta vivere una vita di rettitudine, basta esser come il sale, e ne parleremo di più la prossima settimana. Provate ad esser come il sale e vedrete quello che succederà.
Il sale - avete mai messo del sale in una ferita? Woo! Brucia. Siate sale, non dovete neanche dire nulla, siate solamente sale; siate giusti in una società corrotta e vedrete quello che succederà, è così che andranno le cose, e voi potreste dire: ‘Beh, allora vi dirò cosa dovremmo fare. Dovremmo andarcene da questo mondo. O mamma, dobbiamo - puff - uscire di scena’, il monachesimo regna. Prendiamoci un abito lungo e facciamoci monaci, ritiriamoci, costruiamo una cappella da qualche parte e studiamo le Scritture.
No. Nonostante questo, lo amo, “Quando sarà venuto il Consolatore - versetto 26, - che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete – cosa? – testimonianza”, Sta dicendo: ‘Non andate da nessuna parte, non arrendetevi, non ritiratevi. Non fate le valigie. Non sparite di notte per studiare la Bibbia fino al Rapimento. Uscite e siate dei martires, dei martiri’, dovete confrontare le persone.
Ascoltate. La venuta di Gesù non ha portato solamente la salvezza, ma anche la manifestazione dell’odio da parte di coloro che amano i loro peccati, e questo non significa che dobbiamo voltare le spalle al mondo, significa che dobbiamo presentarci e dobbiamo confrontare il mondo; e certamente, cosa succederà? Ve lo dico io cosa succederà, dice al versetto 2 del capitolo 16: “Vi scomunicheranno dalle sinagoghe, e verrà il momento in cui chi vi ucciderà penserà di rendere culto a Dio, e “Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me”.
Vedete? Non siete voi, è che non conoscono Dio! E visto che non Lo conoscono, non conoscono neanche Cristo, e visto che non conoscono Cristo non sanno cosa sia la giustizia. E visto che non sono disposti ad accettare la rettitudine, vogliono il loro peccato e non tollereranno alcun affronto.
Questo è esattamente quello che le Beatitudini stanno comunicando; ora tornate a Matteo e lasciate che vi mostri una cosa. In Matteo capitolo 5, il Signore dice: ‘Sarete perseguitati... sarete perseguitati.... Versetto 10, versetto 11, versetto 12, e voi direste la stessa cosa: ‘Oh, beh, facciamoci monaci, ritiriamoci da qualche parte’, no! Versetto 13, rimanete dove siete, gente! “Voi siete il sale della terra”, versetto 14: “Siete la luce del mondo”, non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; ... cos dunque risplenda la vostra luce – dove? “davanti agli uomini”.
Vedete, gente, anche se c’è un prezzo da pagare, non possiamo ritirarci. Ah, c’è l’esempio del piccolo Stan Dale, ed è incredibile leggere quel libro. La prima volta che fu attaccato, proprio prima del primo attacco degli indigeni, erano tutti riuniti con archi e frecce sulla cima della collina, e lui disse: ‘Andrò lassù e gli dirò che non possono fare certe cose’, e s’incamminò su per la collina e continuò a camminare quando loro iniziarono a sparare le frecce e lo mancavano, ma lui continuò a camminare.
Oh mamma se c’è qualcosa di eccitante in quello... Sarebbe stato sale e luce a prescindere da qualsiasi cosa; gli ci sono volute quasi 60 frecce prima che cadesse a terra. Avrebbe tenuto sotto controllo la situazione il più a lungo possibile. Non ritiratevi, siate fedeli.
Beh, certo, che al mondo non piace tutto questo. Vi ricordate Colossesi 1:24? E salterò alcuni degli altri pensieri che avevo ma vi darò questo; Colossesi 1:24, son certo che ve lo ricordate: “Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne”, permettetemi di prendere in esame solamente questa parte.
Paolo stava dicendo: “ogni volta che qualcuno mi picchia, ogni volta che succede, di fatto si stanno schierando contro Cristo”, Stan Dale avrebbe potuto dire la stessa cosa; ognuno di quegli Yali che scagliò una freccia in realtà la stava scagliando contro Gesù Cristo; non era che cel’avevano con lui, ma con la verità che rappresentava, giusto?
È Cristo che il mondo ricerca; è Cristo che il mondo sta ancora cercando d’uccidere. Ma visto che non possono prendersela con lui, perchè non è qui presente fisicamente, allora se la prendono con chiunque si trovi al suo posto e dica la stessa verità. Proprio come il mondo conficcò i chiodi nelle sue mani perché odiava il suo messaggio, così il mondo continua a conficcare i chiodi nelle vite dei credenti che sono là fuori a confrontare il sistema con lo stesso messaggio.
Ora, mi conoscete, non sto cercando di fare la guerra. Non sto cercando di farmi nemici dappertutto. Ma vi dirò una cosa: credo che devo dire ciò che è giusto, e che devo dirlo quando va detto, dove va detto, ed a chi va detto, senza preoccuparmi delle conseguenze per amore Suo. Oh, sento l’apostolo Paolo: “Oh, affinché io possa conoscerLo e la comunione delle sue...” Cosa? La sofferenze”. Vedete il putno? ‘Voglio dire sta dicendo: son disposto!’, sta dicendo: ‘Fatevi sotto!’
In Matteo 10 e di nuovo in Matteo 24, in quel grande testo che afferma il fatto che saremo odiati per causa sua; che saremo odiati per causa sua. Chi? Le persone del Regno. Come? Persecuzione. Perché? Per causa Sua; e quando? Quand’è che saremo perseguitati? Beh, guardate al versetto 11: “Beati voi quando...”. Quando? Hotan Che cosa significa? Significa ‘quandunque’, quandunque, ogni volta che... Non significa: “Beati voi che siete sempre perseguitati”, no! “Quando capita, siete beati”.
Non è l’idea che saremo perseguitati incessantemente, senza sosta, che ci sarà un flusso incessante di persecuzioni. Non era così ai tempi di Paolo. Non era così ai tempi di Cristo. Ci sono stati momenti in cui Cristo ha goduto una certa tregua di tempo in famiglia con Maria, Marta e con Lazzaro. C’erano momenti in cui Gesù si ritirò sul Monte degli Ulivi; e c’erano anche dei momenti meravigliosi con i Dodici in Galilea.
No, non è che sarà incessante, infinita, perpetua, no, ma quandunque succederà - hotan - ogni volta che accadrà, Dio sarà lì per portare la sua benedizione su quell’anima volenterosa. Egli rende sempre tutto sopportabile, non è vero? “ Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via – di cosa? - d’uscirne” Ci sarà sempre.
Ora, ascoltate, miei cari, quando accadrà... non la ricerchiamo; non la ricerchaimo, non abbiamo mica un complesso da martire, ma non ci fuggiamo neanche; e quando ci troviamo nel mezzo, non scendiamo a compromessi. Beh, la persecuzione, nel testo è seguita da una promessa; non siete contenti di quello? Qual è la promessa? “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e...” così via... Beati, beati, beati, “perché di loro è il regno”.
Ascoltate, miei cari. Qualsiasi cosa rinunciamo in questo mondo, la guadagneremmo un milione di volte nel regno di Dio, giusto? Qualunque cosa fisica perderemo, la ricompensa eterna la compenserà infinitamente. E cos’è che disse l’amato apostolo Paolo? Che con la sua mente e le sue capacità, avrebbe potuto anche sfondare in questo mondo? Invece, non aveva assolutamente nulla, ed un giorno mise la sua testa su un blocco ed un’ascia gliela staccò dal corpo. Cos’è che disse il beato apostolo Paolo se non questo: “Io ritengo che le sofferenze di questo tempo non siano degne di essere paragonate alla gloria che ci sarà rivelata”, giusto?
Qualsiasi perdita non potrà mai essere paragonata al guadagno del Regno di Dio, dice: “Beati”, e lo dice due volte, ripetendolo con enfasi: “Beati”, e ‘Beati di nuovo’, perché coloro che si batteranno volentieri per Gesù Cristo conosceranno la beatitudine dell’obbedienza e la beatitudine di far parte del regno eterno di Dio.
Mi vengono in mente così tante illustrazioni di questo concetto, Giuseppe fu comprovato, fu perseguitato dai suoi fratelli per motivo di giustizia. Finì in un pozzo secco nel mezzo del deserto, disprezzato ed odiato, Dio lo raccolse e lo rese il primo ministro d’Egitto e tutto ciò che ci folle fu un po’ di pazienza.
Geremia fu gettato in una prigione viscida a causa della sua vita di rettitudine, era circondato ed avvolto da sabbie mobili, ma Dio lo risollevò e rese il suo nome onorevole come quello di qualsiasi uomo che sia mai vissuto come profeta di Dio.
Ascoltatemi, se siete disposti a pagare il prezzo adesso, Dio ha detto che la gloria che sarà rivelata sarà incomparabile. Doppiamente beati sono i perseguitati, perché di loro è il regno e tutto ciò che il regno può includere’, e voi potreste chiedere: ‘Ma di che regno sta parlando?’ Io penso che stia parlando di tutti gli aspetti del regno. Penso che stia parlando del regno qui presente adesso, del Re vivente che dimora in noi ci rivela e ci dà la pienezza della vita spirituale del regno.
Penso che stia parlando anche dell’elemento millenario. Arriverà un giorno quando ci sarà un compimento fisico della vita del regno, e anche quello ci apparterrà in quella terra rinnovata meravigliosa, e penso che stia parlando anche del regno eterno, quando ci troveremo faccia a faccia con il Figlio di Dio nella gloria eterna, penso che si riferisca a tutti gli aspetti. Penso che stia dicendo che tutto quello che il regno può trasmettere, tutto ciò che può esserci del grande dono glorioso di Dio per ricompensare la nostre difficoltà.
In Marco 10, “Pietro disse: ‘Ecco, abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito’”, cioè Signore, l’abbiamo fatto! Ci siamo spogliati, ti abbiamo seguito, siamo come mendicanti in questo mondo, e Gesù rispose e gli disse: ‘Non c’è nessuno che abbia lasciato casa, fratello, sorelle, padre, madre, moglie, figli, o paese per causa mia e per il Vangelo - ma ascoltate – non c’è nessuno che non ha fatto quello e che non riceverà il centuplo, ora, in questo tempo...” Avete capito? Quello è l’adempimento presente, “... e case e fratelli e sorelle e madri e figli e terra, con persecuzioni - nota a piè di pagina - e, nell’età a venire, vita eterna”, vedete? Qui ed ora; allora e là, è tutto nostro, che compimento, gente!
Ascoltatemi, siamo così miopi. Vogliamo proteggere il momento. Invece di regalare il momento a Dio ed assicurarci per sempre un peso eterno di gloria. Ascoltatemi, il regno è il dono delle beatitudini. Avete notato che la prima beatitudine inizia con la promessa: ‘Di loro è il regno dei cieli’, e l’ultima beatitudine termina con la promessa: ‘Di loro è il regno dei cieli”? Quello che ci sta comunicando è che la promessa principale delle Beatitudini è che diventerete coincittadini del Regno ora e per sempre, e gli aspetti intermedi non son altro che elementi della vita del Regno.
Qualsiasi cosa faccia il mondo, amici miei, qualsiasi cosa faccia, non potrà mai intaccare il possedimento del regno di Cristo, che è nostro, ora e per sempre. Quindi ci sarà persecuzione, e quando sarà sopportata di buon grado, la promessa è che facciamo parte del regno ed abbiamo tutto ciò che il regno offre.
Sapete una cosa: qui, adesso non ho una grande mansione, però un giorno sì, giusto? ‘Saremo nella casa del Padre’, non ho tutte queste case, terre e tutte queste cose enormi di cui si parla spesso, qui ed ora non ce le ho, di mia proprietà, ma in un certo senso, una volta nel millennio e nello stato eterno le avremo. Ma sapete, in un certo senso già ce l’ho, perché alcuni di voi sono i miei fratelli e sorelle in Cristo, e alcuni di voi sono mie madri e padri in Cristo, ed alcuni di voi hanno case più belle delle mie, e io posso venire e godermi tutto quello che c’è.
Capite il putno? Questo è il significato nel presente, condividiamo tra credenti; o si potreste anche lasciare la vostra famiglia per venire a Cristo, potreste esser isolati e cacciati via, ma voglio dirvi una cosa, guardatevi intorno, perchè questa è la tua famiglia. Forse non avete alcun posto dove andare perché siete stati cacciati via da casa vostra, ma guardatevi intorno, abbiamo un sacco di case e sono anche vostre, perché noi non possediamo nulla, gestiamo tutto per Dio ma tutto ci appartiene.
Quindi la persecuzione porta con sé una promessa, e questo significa che dobbiamo assumere una certa postura nella persecuzione; questo è il punto finale: ma quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento nei suoi confronti? Quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento se questo è vero? Versetto 12. “Rallegratevi”, voi potreste dire: ‘Rallegratevi? Rallegratevi quando vi tirano le frecce addosso. Rallegratevi nel mentre i vostri amici vi stanno urlando contro; rallegratevi quando vi sparlano dietro; rallegratevi quando s’insidiano e mentono. Oh sì, rallegratevi, dice: ‘Chairō!’ Significa “siate felici, sii siatelo davvero’, e poi, come se non bastasse, aggiunge questo: ‘giubilate’, che è il termine agalliasthe che significa letteralmente ‘saltate, balzate e gridate di gioia’.
Voi direste: ‘Starai scherzando? saltate, balzate e gridate di gioia? Durante la persecuzione?’ Beh, dovresti esserne felice. Voi potreste dire: ‘Beh, ma perché mai dovrei esserne così felice? Non mi sembra mica un granché’ Beh, ci sono due ragioni per le quali dovreste esserne felici: Motivo numero uno, versetto 12: “perché il vostro premio è grande nei cieli”.
Ascoltatemi, gente, “perché il vostro premio è grande nei cieli”, ora lasciate che vi dica una cosa, quanto dura il Cielo? Quanto? Eterno! Quanto dura l’oggi? “Un vapore che appare per un istante e poi svanisce”, Giacomo 4. Quanto dura il Paradiso? Per sempre! Quanto dura questa vita? Non molto, sempre di meno.
In che cosa state investendo? Non c’è da stupirsi che Gesù abbia detto: ‘Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano” non investite qui, questo è qui ora e presto non ci sarà più, ma il Cielo è per sempre, “Grande sarà la vostra ricompensa in Cielo”.
Voi potreste dire: ‘Beh, pensi che riceveremo delle corone in cielo?’ Certamente! Cioè, la Bibbia ne parla, e non so cosa significhi. In realtà, nel mio cuore, credo che abbia a che fare con la nostra capacità di glorificare Dio per sempre. Penso che più siamo fedeli qui su questa terra, più saremo in grado di glorificare Dio per sempre. Penso che Dio ci darà una capacità maggiore per Lui, una capacità maggiore di servizio eterna, una realizzazione maggiore, se saremo fedeli qui in questa vita.
Ma vi dirò una cosa: se starò lì per sempre, e sarò qui solamente per un’altra ventina d’anni, mamma, non farò altro che investire tutto nel ‘per sempre’, non in questo... Ho solamente un pochino di tempo e voglio accumularlo tutto nel conto bancario di Dio, in modo che poi mi darà dividendi eterni - non per me, ma per poterli prendere e riporli ai Suoi piedi benedetti in segno di lode.
Ascoltatemi, “Grande sarà la vostra ricompensa in cielo”, ed amo la parola ‘grande’ perché la parola ‘grande’ significa davvero ciò che dice, come molte delle parole nella Bibbia. Quando Dio dice ‘grande’, intende ‘grande’.
Polus, abbondante - è usato in Efesini 2:4 per parlare dell’abbondanza, è la pienezza della ricompensa. E potremmo dire: ‘Beh, non so perché vuoi essere così volgare’, la gente lo dice spesso: ‘Oh, sai, tu non servi il Signore – bisogna servirlo per amore non per ricompensa’, ascoltate, non è che l’ho inventato io il sistema, io lo servo per amore, ma se lui decide di ricompensarmi lo fa per piacere personale, e non lo discuterò mica, e quando arriverò in Paradiso, non sarò orgoglioso comunque, lo prenderò tutto e lo restituirò con umiltà; vedete, in Paradiso non ci saranno persone orgogliose. Saremo tutti perfetti e potremo gestire la ricompensa, lo capite? Ecco perché il Signore non ce lo dà qui, ci rovinerebbe terribilmente. Se il Signore dovesse scegliere di farlo così quella sarà una sua scelta personale, e sarà un qualcosa di meraviglioso.
Paolo dice: ‘Ho fatto quello che ho fatto per tutta la vita, ho servito il Signore’, e tenendo quello bene a mente, alla fine di 2 Timoteo, quando da quella specie di canto del cigno e dice: “Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione”, sta dicendo: ‘Non c’è nulla di male nel mio desiderio di vedere quel giorno, nulla di male nel mio desiderio di vedere quella corona. Se quello è il dono d’amore del Signore - ho ricevuto il dono della salvezza; mi prenderò anche quello”.
E poi c’è un secondo pensiero - devo darvelo per forza, è un qualcosa di assolutamente favoloso. La seconda ragione per cui dovreste essere contenti è perchè hanno perseguitato i profeti che erano prima di voi. Voi potreste dire: ‘Beh, e allora? Voglio dire, cosa c’entra? Hanno perseguitato i profeti prima di me. Vuoi dire che dovrei essere felice perché loro avevano gli stessi problemi che ho io? L’infelicità ama la compagnia? Beh, sono contento di non essere stato l’unico ad avere ricevuto questo, son contento che anche gli altri l’abbiano beccata!’ è forse quella l’idea? No. L’idea è questa: siete in una compagnia veramente di classe. Capite il punto? Hanno perseguitato i profeti di Dio.
E se vi perseguitano, per me quello è il culmine delle Beatitudini. E quello che sta dicendo è questo: Se avete alcuni dubbi sulla vostra salvezza, se avete alcune domande sul fatto che appartenete o meno al Regno. Se nella vostra vita c’è una certa persecuzione da parte di non credenti, allora dovreste sapere senza ombra di dubbio che appartenete a Dio, perché vi faranno esattamente quello che hanno fatto ai profeti chiamati da Dio. Capite adesso? Una verità fantastica.
Ve lo dico gente, quando mi perseguitano, dico: ‘Beh, so di essere figlio Tuo, Signore, perchè so di appartenere alla schiera dei profeti’, vedete, il mondo non perseguita le persone che non sono profeti di Dio, che non promuovono il messaggio di Dio.
In Matteo, più avanti - e ci arriveremo - ma nel capitolo 21 di Matteo al versetto 33, troviamo un grande testo, una parabola che parla di una famiglia che piantò una vigna e vi mise intorno una siepe e scavò un torchio e costruì una torre, la affittò a dei vignaiuoli ed andò in un paese lontano. Quello, naturalmente, si riferisce a Dio, e mandò i suoi servi ai vignaiuoli – i profeti, ed ovviamente, Israele sono i vignaiuoli – e loro presero i servi e ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e ne lapidarono un altro ancora, ed egli mandò altri servi che ricevettero lo stesso servizio, e quindi erano lì che uccidevano i profeti, perseguitavano i profeti, perchè era quello che facevano, ma erano tutti messaggeri di Dio.
Nel capitolo 22 troviamo una situazione simile; nel capitolo 22 - o meglio nel capitolo 23. Saltiamo e guardiamo il capitolo 23, versetto 31: “In tal modo voi testimoniate contro voi stessi, di essere figli di coloro che uccisero i profeti. E colmate pure la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?” ‘Fatelo pure’, sta dicendo, ‘uccidetemi pure’. Non state facendo nulla di diverso da quello che fecero i vostri padri.
Ascoltate, hanno ucciso i profeti, hanno ucciso i profeti per tutta la storia d’Israele; hanno ucciso i profeti e hanno continuato ad ucciderli, e gente, questa è una buona compagnia.... E quando leggete l’undicesimo capitolo di Ebrei, al versetto 32, oh, che catalogo che ci trovate, dice di tutte queste persone che soffrirono questo e quest altro e quest altro ancora e poi dice: “di cui il mondo non era degno...”, e poi Gesù, meraviglia delle meraviglie, disse alla folla quel giorno, e a tutti noi nel corso della storia: ‘Se mi seguite e predicate la mia verità e vivete la mia verità ed il mondo vi perseguiterà, rallegratevi perché potete essere certi di appartenere alla linea retta e pia che vi discende dagli stessi profeti’. La persecuzione, quindi, è la verifica d’appartenenza ad una discendenza retta. Lì giace la sicurezza del credente, il culmine delle Beatitudini, gli offre la salvezza e poi gli dice come possono sapere di avercela.
Ascoltatemi bene, la cosa non deriva da una qualche prescrizione teologica; la vostra sicurezza non deriva dal sapere che avete preso una decisione tempo fa. La vostra sicurezza deriva dal sapere che state vivendo una vita di scontrosa in mezzo a un mondo empio e che siete perseguitati per motivo di giustizia. E quando quello avverrà, non saprete solamente che sarete ricompensati una volta in Cielo, ma anche che farete parte della schiera dei profeti di Dio che, durante il corso di tutta la storia, hanno ricevuto lo stesso tipo di reazione.
In Luca capitolo 21 troviamo, nei versetti 12 e 13, questa dichiarazione: “Ma prima di tutto questo – dice il nostro Signore – vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome”, lo faranno, ma oh, ascoltate al versetto successivo, “Ma ciò vi darà occasione di rendere testimonianza”, in altre parole, la prova intera vi sarà di testimonianza nell’affermare che appartenete a Dio, non è fantastico? Vi sarà di grande sicurezza.
Ascoltatemi, il mondo non può sopportare il nostro tipo di vita, il nostro stile di vita, non lo sopportano, non lo tollerano, non è accettabile, non lo capiscono neanche: la povertà di spirito è in contrasto con l’orgoglio di un cuore non credente. La disposizione di ravvedimento contrita che piange sul peccato non è mai apprezzata dal mondo insensibile, freddo ed indifferente. Lo spirito mite e tranquillo che accetta il torto e non è pronto a reagire è considerato pusillanime e si scontra con lo spirito orgoglioso, militante di risentimento caratteristico del nostro mondo.
Il desiderio di una benedizione spirituale più profonda da parte del Signore è un rimprovero alla concupiscenza della carne, alla concupiscenza degli occhi e all’orgoglio della vita, così come uno spirito misericordioso lo è alla durezza e alla crudeltà del nostro mondo. La purezza di cuore contrasta nettamente e dolorosamente l’ipocrisia e la corruzione, ed uno che si adopera alla pace è intollerabile da un mondo conflittuale antagonistico, ed è proprio per quello che reagiscono nel modo in cui reagiscono.
Permettetemi di concludere con queste riflessioni: Una volta tempo fa è stato reso un grande tributo a John Knox, grande predicatore scozzese. Disse questo su Knox: ‘Temeva così tanto Dio che non osò mai temere nessun uomo’, si dice di Crisostomo, grande cristiano dell’antichità, convocato davanti all’imperatore romano Arcadio e minacciato di essere bandito se non avesse smesso di proclamare Gesù, abbia risposto: ‘Sire, non puoi bandirmi, perché il mondo è la casa del Padre mio’, ‘allora ti ucciderò!’, esclamò l’imperatore adirato, ‘No, non puoi, perché la mia vita è nascosta con Cristo in Dio’. “Allora i tuoi tesori saranno confiscati!’, fu la replica adirata. ‘Sire, non può essere; i miei tesori sono in Cielo, dove nessuno può romperli e rubarli’. “Ma io ti allontanerò via da tutti gli uomini e non avrai più alcun amico’. “Neanche questo è possibile, perchè ho un amico in cielo che disse: ‘Non ti lascerò mai, nè ti abbandonerò’.
Alla fine fu esiliato a Cucusus, ai confini dell’Armenia. Ma egli continuò ad influenzare i suoi amici con lettere, tanto che i suoi nemici decisero di bandirlo ancor più lontano, e morì durante il viaggio.
E che dire di voi? Quali sono le vostre priorità? Ascoltatevi, cosa dite di voi? Cosa c’è di vero nella vostra mente e nel vostro cuore? Capite cosa affermano le Beatitudini? Non sono i ricchi. Non sono i superbi. Non sono i frivoli o i feroci o i pieni di sé o gli astuti o i bellicosi o i favoriti dei re terreni a entrare nel regno. Sono i poveri, i miti, i dolenti, gli affamati, i sinceri, i pacifici, i perseguitati, loro ci entreranno e la prova della loro cittadinanza è che sono odiati dal mondo. Ne fai tu parte? Preghiamo.
Grazie, Padre, per questa serata, grazie per averci dato uno studio così incredibilmente ricco e gratificante delle verità incomparabili presenti in questo primo sermone del nostro caro Signore Gesù Cristo così riportate nelle Scritture. Oh Dio, fa si che possiamo essere persone del Regno. Che possiamo vivere nel modo in cui Tu vuoi che viviamo. Che possiamo venire ed entrare a condizioni Tue per la via stretta e che possiamo continuare a camminare per quella stessa via stretta, quanto difficile che sia, nella Tua forza. Fa si che possiamo sapere che c’è un prezzo da pagare e permettici d’essere disposti a pagarlo per amore di Gesù. Amen.
FINE
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