Questa mattina la nostra lezione è tratta dall’ottavo capitolo di Matteo. Matteo capitolo 8. Esamineremo dal versetto 23 al 27. Matteo 8 dal 23 al 27. Permettetemi di fornirvi alcune informazioni di base per la nostra riflessione di questa mattina. Quando Dio ha creato l’uomo, ha stabilito che fosse il re della terra, che fosse il monarca. Il libro della Genesi dice che Dio ha dato all’uomo il dominio, o la sovranità, o il regno o la regalità sulla terra. E poi, quando però l’uomo cadde nel peccato, fu detronizzato, perse la sua sovranità, perse il suo diritto di governare, perse la maestà, la meraviglia e la gloria di una terra innocente, il regno che Dio gli aveva dato. La terra fu immediatamente maledetta da Dio stesso e come risultato di quella maledizione, il controllo della terra cadde nelle mani dell’usurpatore, Satana, che è anche chiamato ‘il principe di questo mondo, il dio di questa era’ e quindi l’uomo perse il suo dominio e la terra la sua gloria. Quali furono i risultati di tutto ciò? Lasciate che ve ne dia alcuni: malattie, dolore, morte, difficoltà relazionali, guerre, sofferenze, ingiustizie, falsità, carestie, disastri naturali ed attività demoniache. Queste furono le cose che derivarono dal peccato e la terra le subisce tutte costantemente.
Ma la Bibbia ci svela un piano di redenzione grande e glorioso nel quale Dio non si limita semplicemente a redimere l’uomo, ma il suo stesso ambiente, la sua terra, il suo universo, invertendo la maledizione. Ora, secondo il piano di Dio, per poter adempiere tutto questo, Dio sarebbe dovuto venire sulla terra due volte. La prima volta per redimere gli uomini e la seconda volta per redimere la terra e l’universo. E quindi vediamo che nella prima venuta del Signore Gesù Cristo andò sulla croce e risorse dalla tomba per la redenzione degli uomini mentre la seconda volta verrà in gloria sfolgorante, stabilirà il regno millenario, i nuovi cieli e la nuova terra che durerà per l’eternità, redimendo la creazione intera. Ora questo è il piano, e Cristo è stato colui che l’ha portato a compimento. Il disegno finale, quindi, è un universo senza dolore, senza lacrime, senza sofferenza, senza malattia, senza morte, senza infermità, senza difficoltà, senza catastrofi, senza demoni, tutto giusto, tutto santo, tutto bello, tutto splendido, tutto glorioso, per sempre, questo è il profilo del regno di Dio che deve venire.
La sua prima fase è il millennio, quando il Signore invertirà la maledizione sulla terra. La seconda fase invece sarà quella dello stato eterno, quando creerà nuovi cieli e nuova terra, diversi da quelli che abbiamo adesso, ed in futuro tutto cambierà; tutto ciò che sappiamo esser sotto maledizione - tutto ciò che rovina la nostra esistenza, tutto ciò che spezza il nostro cuore, tutto ciò che ci ruba la gioia, tutto ciò che ci toglie il dominio e l’autorità intesa da Dio, la sovranità che Dio aveva designato - sarà invertito. E la Bibbia dice che regneremo per sempre con Cristo sul suo trono. Quella è la redenzione dell’universo, le cose non saranno sempre come sono adesso.
Ma ora, nel mentre vediamo la redenzione della terra e dell’universo, mentre osserviamo l’arrivo del regno glorioso di Dio, è palese il fatto che gli esseri umani non possono attuare tale cambiamento; non possiamo cambiare nulla nel nostro ambiente, possiamo cercare di affrontare alcuni problemi, ma non possiamo eliminarli, non ne abbiamo il potere. Ora possiamo lanciare razzetti nello spazio, ma non facciamo altro che inquinarlo. Possiamo costruire macchinari ed attrezzature di ogni tipo, ma non facciamo altro che inquinare l’ambiente in cui le costruiamo e le utilizziamo. Come mi ha detto un medico, per ogni problema che risolviamo nella medicina ne creiamo altri sei che devono essere risolti. Quindi, più ci affrettiamo, più arretriamo; più grande è il progresso, più gravi sono le complicazioni. Gli uomini non possono realizzare il rinnovamento della terra. Gli uomini non possono eliminare la maledizione, non ne abbiamo il potere. Per quanto potenti siano i nostri razzi, per quanto possiamo essere abili nel gestire le fonti d’energia, per quanto possiamo sviluppare energia nucleare e cose del genere, non saremo mai in grado di cambiare il nostro ambiente, il nostro universo. Ora, se la terra deve essere cambiata e se l’ambiente deve essere alterato, e se ci deve essere un nuovo cielo ed una nuova terra, dovrà essere fatto da qualcuno di molto superiore a qualsiasi essere umano. Infatti, non si tratta solo di un potere superiore a quello degli esseri umani, ma di un potere che gli è completamente inconcepibile. Non possiamo immaginare il tipo di potere che ci vorrà per invertire la maledizione - per creare un nuovo cielo ed una nuova terra – più di quanto non possiamo immaginare il tipo di potere che Dio ha investito per creare il tutto al principio, e per mantenere la sua creazione in funzione.
Nel Salmo 62, la Bibbia ci dice che ‘la potenza appartiene a Dio’. Giobbe 26:14 dice: “Chi può capire il tuono della Sua potenza?” Il Salmo 79:11 parla della ‘grandezza della Tua potenza’. Naum 1 dice: ‘Il Signore è... grande in potenza’. Isaia 26:4 dice: “Il Signore Dio è potenza eterna.” Salmo 65:6 - che ho letto stamattina - dice: “Con il suo vigore egli rese saldi i monti, cingendosi di potenza.” Non c’è da stupirsi quindi che Davide abbia detto nel Salmo 63: “O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo... per vedere la tua potenza” che tipo di potenza ha Dio? Ci è visibile! Romani 1, ‘Le cose che ci circondano ci rivelano la potenza di Dio,” dice Romani 1:20. Ma di che tipo di potenza si tratta?
Più osserviamo l’universo più siamo scioccati dal vedere la potenza manifesta, piccole creature siamo noi! Se volessimo adoperare un bulldozer da 450 cavalli per spostare della terra in una giornata ci servirebbero 400 litri di benzina. Che tipo di potenza ci vuole per spostare l’universo intero? Potenza che va al di là della nostra immaginazione. I nostri piccoli telescopi possono portarci a quattro miliardi di anni luce o a venticinque sestilioni di chilometri; e se quello non rende, provate a considerare a sette volte dieci con sessantasette zeri. E possiamo guardare lì fuori sapendo di non esserci nemmeno avvicinati al confine dello spazio, ed ovunque guardiamo troviamo potenza, il movimento di corpi celesti potenziati da un potere incredibile. Viviamo in una sfera di quarantamila kilometri di circonferenza, tredicimila kilometri di diametro, che pesa qualcosa come sei settilioni e cinquecento sestilioni di tonnellate ed è appesa al nulla! E diciamo: ‘Beh, la gravità la sostiene!’ Si, ma cos’è la gravità? Che cos’è la forza gravitazionale che la sospende nello spazio? Non solo quello, ma la fa pure girare. Dove sono i razzi che ci fanno girare a duemila kilometri all’ora? Gente stiamo andando così velocemente questa mattina: duemila kilometri all’ora in cerchio. E sapete, è così preciso che si può misurare il tempo fino alla frazione di secondo, e non solo quello, non solo stiamo girando a duemila kilometri all’ora, ma stiamo anche percorrendo un’orbita intorno al Sole di 940 milioni di kilometri alla velocità di duemila kilometri al minuto. E non solo quello! Il nostro sistema solare intero sta percorrendo uno spazio infinito in un’orbita che richiede miliardi di anni per essere completata ad una velocità ancora superiore, ci stiamo muovendo a tre velocità. Dov’è il carburante? Dov’è l’energia? Cos’è che ci fa muovere? E lo sapevate che un merluzzo può depositare nove milioni di uova in un solo colpo? Ho pensato di buttarla lì, giusto per.
Dio non è solamente il Dio del gigantesco, è anche il Dio del minuto. Lo sapevate che hanno misurato che la potenza del sole è di 500 milioni di milioni di miliardi di cavalli e che nella nostra galassia ci sono almeno 100 mila milioni di soli e chissà quanti milioni di galassie. Dov’è la potenza? Cos’è che fa muovere il tutto? E lo sapevate che un cucchiaino d’acqua contiene un milione di miliardi di trilioni di atomi? E lo sapete cos’è un atomo? Un atomo non è altro che energia, tutto qui, solo una piccola cosa energetica. Voi potreste dire: ‘Si, beh, ma nel mezzo c’è della materia’, ma lo sapete quanta materia vera e propria c’è in un atomo? Un trilionesimo. ‘Stai forse dicendo che ci sono un milione di miliardi di trilioni di atomi in un cucchiaino d’acqua e che un trilionesimo di quell’atomo è volume ed il resto è solamente energia in movimento? Esatto. Mettiamola in un altro modo: se dovesse prendermi - e alcuni di voi non lo farebbero nemmeno per un minuto, ma in ogni caso - se dovesse prendermi e potreste estrarre tutto lo spazio vuoto fino a ridurmi alla materia prima, sapete quanto di me sarebbe effettivamente materia? Considerando che sono poco più di un metro e ottanta, solamente un trecentomilionesimo di centimetro cubo sarebbe materia vera e propria, il resto sarebbe solamente energia in movimento.
Ora, cos’è che fa funzionare tutta questa roba qui? Quando la Bibbia dice che Gesù sostiene il mondo intero con la sua potenza, non significa che sta solamente sostenendo la materia, significa che dà energia ad ogni atomo presente nell’universo. E l’universo è così esteso che è una cosa inconcepibile, la potenza di Dio! Che potenza... Pensate che Dio abbia il potere di ricreare la terra? Penso proprio di sì. Ha il potere di invertire la maledizione; ha il potere di riportare l’Eden; il potere di creare un nuovo cielo ed una nuova terra, e credo che è proprio per questo che Gesù sia venuto, per dimostrarci tale potere. Credo che Gesù sia venuto nel mondo per dichiarare una volta per tutte che è Dio e che, come Dio il Figlio, ha il potere di portare il regno di Dio su una terra maledetta, che è il Re promesso, il Messia promesso, che poteva restituire la sovranità all’uomo, che poteva restaurare la terra, che poteva eliminare il peccato, che aveva tutte le credenziali.
In Matteo 1, Matteo ci viene detto che aveva la giusta genealogia, era della stirpe di Abraamo e di Davide. In Matteo 2 ci viene detto che aveva la giusta nascita, era nato da una vergine. E poi aveva anche il battesimo giusto: era stato confermato dal Padre ed unto dallo Spirito. E poi aveva anche passato la giusta verifica, la tentazione, nella quale dimostrò il suo potere su Satana. E poi aveva anche il giusto messaggio, confermando la parola di Dio con autorità assoluta. Ed ora Matteo 8 e 9 ci insegnano che ha il giusto potere. Se ci sarà mai qualcuno potrà invertire la maledizione, Dio ha detto che sarebbe dovuto venire dalla progenie di Davide, proprio come Gesù! Dio ha detto che sarebbe dovuto nato da una vergine, come Gesù. Dio ha detto che sarebbe stato approvato dal Padre, come Gesù. Sarebbe stato più potente di Satana, e Gesù lo era. Avrebbe detto la verità, Gesù lo fece! E qui ci viene detto che avrebbe avuto anche il potere, e lui cel’aveva.
Guardate a Matteo 9:6, ‘Ma affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha autorità’... vedete? E potete fermarvi li – ma quello è il punto centrale dei miracoli: che tutti sappiano che Egli ha potere. I miracoli erano anticipazioni della potenza del regno. Quando guariva i malati, stava offrendo un’anteprima di un regno glorioso in cui non ci sarebbero state malattie. Quando risuscitava i morti, stava offrendo un’anteprima di un regno glorioso in cui non ci sarebbe stata la morte. Quando calmava le onde del mare, stava offrendo un’anteprima di un regno glorioso in cui gli elementi naturali non sarebbero mai stati più fuori controllo. Quando scacciava i demoni, stava offrendo un’anteprima di un regno in cui non ci sarebbe stata alcuna attività demoniaca. Quando pronunciava la verità, stava anticipando un regno in cui non ci sarebbero state menzogne, solo la verità. Quando manifestava la Sua santità, stava anticipando un regno in cui ci sarebbe stata solamente rettitudine. Vedete, tutto ciò che fece lo fece per comunicare: ‘Io sono Colui che può annullare la maledizione. Sono Colui che può restituire il dominio agli uomini in un regno glorioso ed eterno’.
Nel capitolo 9 ad esempio al versetto 8, “Visto ciò, la folla fu presa da timore e glorificò Dio, che aveva dato tale autorità agli uomini.” Nel capitolo 10 versetto 1, “Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere,” e li diede potere in due ambiti: sugli spiriti immondi e sulle malattie; e quelle furono le uniche due aree, agli apostoli non fu mai dato il potere di operare miracoli sulla natura, solamente Gesù poteva farlo, ma gli diede comunque del potere. In Matteo 28 disse: “Ogni autorità mi è stata data,” ogni autorità! In Marco 9:1, “In verità vi dico che alcuni di coloro che sono qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbiano visto il regno di Dio venuto con potenza.” Di che cosa stava parlando? “Alcuni di voi saranno vivi quando vedranno il regno di Dio venire con potenza,” si stava riferendo alla sua trasfigurazione. Immediatamente dopo andò sul monte e lì apparvero coloro che erano già morti, riportò in vita Mosè ed Elia, si trasfigurò di fronte a loro e così facendo dimostrò la Sua gloria, ed anche quella era potenza, e quindi loro videro l’autorità che sarà completamente manifesta nel regno.
In Luca 4 versetto 32 “Ed essi si stupivano del suo insegnamento perché parlava con autorità,” versetto 36: “E tutti furono presi da stupore perchè parlava con autorità e con potenza comandava agli spiriti immondi.” In Romani 1 versetto 4, Paolo riassume il tutto, dicendo: “fu dichiarato Figlio di Dio con potenza,” e dov’è che si è rivelata di più tale potenza? Nella sua stessa risurrezione dai morti? Infatti, in 1 Corinzi 1:24, ci viene detto che Egli è “Cristo, potenza di Dio.” Ora, quello che Matteo ci sta mostrando è che Gesù Cristo ha potere su ogni aspetto della maledizione: sulla malattia, sulla morte, su Satana, sui demoni, sugli elementi naturali, sugli animali, sul dolore e su tutto il resto! E quindi era qualificato come l’erede legittimo della terra, il Re dei re e il Signore dei signori.
Ora, abbiamo già visto i primi tre miracoli. Nei capitoli 8 e 9 ci sono nove miracoli. I primi tre avevano a che fare con le malattie, non è vero? Li abbiamo già visti. I tre successivi dimostrano il suo potere sugli elementi naturali, sul mondo soprannaturale e sul peccato. Quindi si va dalle malattie agli elementi naturali, al dominio soprannaturale dei demoni, poi al peccato e poi più avanti, persino alla morte; tutte queste immagini meravigliose della sua potenza. Ora guardiamo al testo, dal versetto 23 al 27, voglio mostrarvi quattro punti: i particolari, il panico, la potenza ed il presagio. Prima di tutto ‘i particolari’, ora nel mentre osserviamo i versetti 23 e 24 ed inquadriamo la scena, ricordatevi che Matteo ha presentato tre miracoli e poi una risposta. La risposta si trova dal versetto 18 al 22, la reazione delle persone. Ora invece ci presenterà altri tre miracoli e poi un’altra sezione dedicata alla reazione. Così facendo ci mostrerà modi diversi in cui le persone rispondono a Cristo. Ora ricordatevi che l’ultimo gruppo era affascinato, era interessato, era curioso, entusiasta del suo potere. Ma quando però mise le cose in chiaro e disse: ‘Se volete seguirmi, dovrete lasciare tutto. E dovrete pagare un prezzo molto alto e severo e dovrete venire adesso dimostrando un impegno totale’, se ne andarono, non ne erano interessati, quella fu la prima risposta.
Ora passiamo al secondo gruppo di tre miracoli ed alla fine di questi noteremo una risposta diversa. Notate, quello che dice al versetto 18 e prepariamo così la scena: “Ora Gesú, vedendo una gran folla intorno a sé, comandò che si passasse all’altra riva,” ora andate giù al versetto 23, “Gesú salí sulla barca ed i suoi discepoli lo seguirono,” ora la pressione della folla aveva raggiunto il punto in cui Gesù non poteva più gestirla e quindi disse che era giunto il momento di andarsene. Ora si trovavano sulla riva occidentale del Mare di Galilea, che di fatto è il Lago di Galilea, un laghetto lungo 20 chilometri e largo 12 nel punto più ampio, e quindi disse: ‘Andiamo dall’altra parte’. Avevano preso tutto quello che potevano, avevano compiuto tutto quello che potevano. E quindi credo che Gesù era stanco, era esausto, il Sabato era terminato e a questo punto credo fosse notte, perché al versetto 16 era sera, e quindi ora la sera è passata ed era notte fonda, la folla lo mise sotto pressione più di quanto poteva nella sua umanità e quindi disse: ‘Dobbiamo andare! Dobbiamo andarcene’, e tutto quello non fece altro che forzare la questione. Tre discepoli, discepoli aspiranti, dissero: ‘ah, mi piacerebbe venire, ma devo fare questo, devo fare quest’altro e devo fare quest’altro ancora’ e quindi Gesù li confrontò e rimasero indietro. Invece però, alcuni erano disposti a seguirlo e quindi il versetto 23 dice che quando salì sulla barca, ‘i suoi discepoli lo seguirono’.
I tre che abbiamo esaminato alla fine dell’ultima sezione non lo seguirono, però alcuni si. E quindi, nel mentre la barchetta lasciò la riva di Capernaum per dirigersi 9, 8 o 9 chilometri verso l’altra sponda, diverse barchette li seguirono, “I suoi discepoli lo seguirono” implica che lo fecero in altre barche, ovviamente, non si aggrapparono mica all’esterno della barca. Infatti, Marco dice che con Lui c’erano altre barchette. E tra l’altro, il mar di Galilea ai tempi di Gesù era sempre ricoperto di barchette; era una zona agricola e di pesca, e ancora oggi la pesca prolifera in quella zona, se andaste a visitare vi darebbero da mangiare quello che si chiamano ‘il pesce di San Pietro’, un pesciolino che assomiglia ad un pesce persico, un pesce d’acqua dolce, che è molto saporito e molto abbondante in quella zona. La pesca e l’agricoltura erano il modo in cui la zona intera funzionava e quindi c’erano molte barchette, ed una piccola flottiglia iniziò a seguire Gesù mentre si dirigeva verso l’altra sponda.
Ora notate, alla fine del versetto 23 - molto importante – dice che ‘i suoi discepoli lo seguirono’. Gesù si trovava in una barca con alcuni dei suoi discepoli e tra l’altro, a questo punto, come si legge in Marco e Luca, aveva già scelto i dodici ed è molto probabile che alcuni di loro fossero nella barca con Lui, mentre il resto dei discepoli si trovavano in altre barche, ma tutti si muovevano, però Lui aveva già scelto i dodici; ma quest’espressione, “I suoi discepoli lo seguirono,” si riferisce ad un gruppo molto più ampia dei dodici, è un espressione molto ampia e vorrei spiegare questo concetto per un momento. C’è una certa confusione su questo argomento nel Nuovo Testamento. Quando dice “i suoi discepoli,” a chi ci si riferisce? Beh, bisogna considerare il contesto. La parola stessa non ci dice nulla. La parola mathetes, in questo caso, o mathetai, significa ‘allievi, studenti o seguaci’, tutto lì, è un termine molto ampio. Ora, alcuni hanno detto che quando troviamo il termine ‘discepolo’ nella Bibbia quello si riferisce ad un cristiano di secondo livello, una categoria superiore di spiritualità, il cristiano di tipo superiore. In altre parole, ci sono i cristiani semplici, i credenti, e poi ci sono i discepoli, che sono i super-santi, non è così. Come vedremo nel continuo delle nostre riflessioni, noteremo che il contesto non ci permette mai di forzare tale interpretazione su quella parola.
Ora, uno dei motivi per cui non possiamo vederli come dei discepoli legittimi è, per esempio, tornate al capitolo 5 versetto 1, “Gesú, vedendo le folle, salí sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui,” ora, quali discepoli? Alcuni pensano che si tratti dei dodici, e quindi, se si dovesse trattare dei dodici, il Sermone sul Monte fu dato ai dodici e quindi non può essere un messaggio sulla salvezza perché già credevano. Il problema è che si tratta di un messaggio sulla salvezza e presuppone che essi non erano necessariamente dei credenti ed il termine ‘discepolo’ qui significa semplicemente ‘allievo’, c’è una moltitudine di indifferenti e poi c’è un altro gruppo che invece dicendo: ‘Ehi, voglio sentire un po’ quello che questo tizio ha da dire! Ne son molto interessato’, a quel punto però il livello del loro impegno era indeterminato, e quindi gli parlò sulla questione della salvezza, perché quella è la questione chiave.
Poi si arriva di nuovo al capitolo 8 versetto 21, un altro di quelli, di coloro che si identificavano come ‘discepoli’ disse, “non ti seguirò finché mio padre non muore”. E Gesù gli rispose: ‘È meglio che lasci che il mondo si prenda cura dei suoi’, in altre parole, ‘È meglio che tu ti dedichi a predicare il regno di Dio,” e l’implicazione è che il ragazzo non lo seguì, si girò e tornò a casa. Quindi lui era uno di quei ‘discepoli’, ma non lo seguì. Ora, lasciate che metta il tutto nel nostro contesto, ok? Tutti voi seduti in questa chiesa siete discepoli di John MacArthur, siete mathetes, siete degli allievi, perché? Perchè siete qui, state ascoltando, siete sottoposti all’insegnamento. Ora alcuni di voi lo stanno apprezzando, altri invece lo stanno rifiutando, alcuni pensano sia buono, altri invece non tanto, altri ancora non hanno ancora preso posizione; ma tutti coloro che sono esposti a quello che sto dicendo sono miei discepoli, miei studenti. Quando andate all’UCLA o al Cal State Northridge o al Pierce College o in qualsiasi altro posto, al Los Angeles Baptist, o a Biola, o al Talbet Seminary, o dovunque vi sediate in una classe, sarete considerati ‘mathetes’, gli alunni; ora, potreste non accettare tutto quello che sentite, potrete non accogliere tutto, oppure si, ma il verdetto è un qualcosa di separato dal semplice essere un discepolo, perchè questo non è altro che uno studente, e ce ne sono di tutti i tipi. Per esempio, Giovanni 15 dice: ‘Ogni tralcio che è in me e non porta frutto verrà potato e gettato nel fuoco’, che cosa significa essere “in me”? Significa essere suoi discepoli. C’erano alcuni discepoli che erano legati a Cristo che non portavano alcun frutto, non avevano alcuna rettitudine, alcuna santità, nulla che caratterizzasse una vera salvezza, questi furono potati e bruciati! Erano lì, erano dei discepoli, ma non erano veri. In Matteo 13 ci viene detto che ci sono quattro tipi di terreni, e tutti e quattro seguivano Gesù, quattro tipi di discepoli. Il seme venne seminato: su tre morì e su uno no! Uno era vero, tre non lo erano.
In Matteo 10, Gesù disse: ‘I veri discepoli sono coloro che perseverano fino alla fine’, e quando lo disse aveva Giuda in mente. Giuda non perseverò fino alla fine e dimostrò di non esser un vero discepolo. Erano degli alievi ed erano lì attorno a Gesù, ma il fatto che vengono chiamati discepoli non significa che erano veramente dei credenti, quella è una questione a parte. La parola in sé non ci dice nulla, se non che erano attratti dall’insegnamento di Gesù ed ascoltavano.
Ora potremmo ridurre i discepoli a quattro categorie e questo potrebbe esserci utile. Prima di tutto c’erano i curiosi, i discepoli curiosi. Questi seguivano Gesù, lo ascoltavano, ne erano affascinati, ne erano incuriositi, ed erano affascinati da quello che diceva. Ma sapete cosa accadde? In Giovanni 6, Gesù un giorno gli disse: ‘a meno che non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue’, in altre parole se non mi accogliete completamente, se non siete disposti ad identificarvi con tutto ciò che sono, se non siete disposti ad affermare la mia signoria totale nella vostra vita, ‘non potete essere miei discepoli’, non potete seguirmi e non potete nemmeno entrare nel mio regno e, dice, molto semplicemente, dice: ‘E molti dei suoi discepoli non camminarono più con lui’, erano curiosi, ma non disposti. E poi Gesù disse: ‘Volete andarvene anche voi?’ E Pietro rispose: ‘Da chi mai andremo? Tu e Tu solo hai parole di vita eterna,” e poi disse questo: “Ma noi crediamo e siamo sicuri che Tu sei il Figlio di Dio.” In altre parole, ci viene detto che molti dei suoi discepoli non camminarono più con lui, ma Pietro disse: “Noi crediamo e siamo sicuri,” disse: ‘Noi non siamo quei discepoli che son solamente curiosi. Siamo completamente investiti e sappiamo che tu dici la verità, ne siamo sicuri’, quindi c’erano i curiosi, venivano e se ne andavano.
Poi c’erano i convinti. Questi erano i discepoli che erano intellettualmente convinti. Nicodemo è un classico esempio, rimase nei paraggi, ascoltava le parole di Gesù, vedeva quello che faceva Gesù e si presentò di notte dicendo: ‘Penso che tu sia da Dio’, era intellettualmente convinto, ma non disse necessariamente che ci credeva nel senso più completo del termine. E poi c’erano i clandestini, i discepoli segreti come Giuseppe d’Arimatea, che credettero in silenzio e trattennero il segreto. E poi ci sono gli impegnati, gli audaci, gli aperti, che lo seguirono. Ma vedete, tutte queste categorie sono possibili, quindi, quando dice discepoli, ci sono i Pietro, ci sono i Giuda, i Nicodemo e i Giuseppe d’Arimatea e tutta una serie di persone innominate he si ritirarono alla prima difficoltà. La parola non implica nulla di specifico, erano tutti inclusi. E Gesù stava per mettere in scena qualcosa che sarebbe stato assolutamente al di là della loro immaginazione, ma doveva organizzare la cosa e quindi il versetto 24 dice: “Ed ecco si sollevò in mare una cosí gran burrasca, che la barca era copera dalle onde,” potete fermarvi li.
Ora qui non si trattava mica di grandi barche, gente. Si trattava di barchette, probabilmente aperte e senza alcuna protezione, erano solamente delle barchette, e la burrasca arrivò. E come vi ho detto quel mare era piccolo, molto piccolo era una sorta di lago, un laghetto. La Valle del Giordano è sotto il livello del mare. Va verso il Mar Morto, che si trova a più di mille metri sotto il livello del mare, e sale fino al Lago di Galilea, che si trova a 200 metri sotto il livello del mare. Quindi da una parte c’è il Mar Mediterraneo, e poi c’è il Monte Hermon la cui elevazione giunge i 2800 metri, e poi c’è un precipizio dal Monte fino a 200 metri sotto il livello del mare. E lungo tutto il percorso ci sono diverse gole, valli e burroni, e quando i venti freddi del nord arrivano dal Mediterraneo e scendono lungo le pendici del monte Hermon e delle montagne circostanti, si precipitano nelle valli e si scontrano con l’aria calda che si deposita nel bacino dove si trova il lago di Galilea e così facendo possono creare delle tempeste incredibili che possono presentarsi molto velocemente. E poi, una volta che s’infrangono con il calore e con la scogliera sulla sponda orientale, iniziano a vorticare e a turbinare nel bacino e possono presentarsi senza alcun preavviso, una cosa molto comune.
Non mi dimenticherò mai della mia esperienza quando salii su di una barchetta a Capernaum; una piccola barchetta, che non era più lunga di 9 metri, e credo stessimo attraversando il fiume che era calmo come un pezzo di vetro, era bellissimo, ma quando arrivammo al centro del lago c’erano come delle calotte bianche che spuntavano dappertutto, e l’acqua s’infrangeva sulla prua ed innondava le persone sedute a poppa – e la barchetta aveva due ponti e noi eravamo letteralmente... Alcuni si erano tolte le magliette ed erano li non ci potevano far nulla! Eravamo tutti inzuppati, ed il tutto venne fuori dal nulla e dissero che era una cosa molto comune.
E quindi sono lì, era notte, era buio, e dice “una gran burrasca,” a proposito, la parola in greco è seismos, che significa ‘terremoto’ di fatto. Da essa deriviamo il termine sismografo. Implica un grande tremolio o una grande scossa. Ora non sappiamo se scosse solo il mare o se scosse anche la terra che sotto il mare, ma Dio decise che era giunto il momento di muoversi; e penso che, così come si farebbe con una grande ciotola piena d’acqua, Dio cominciò a scuotere la terra, e con quello l’acqua si mosse! E la cosa intera cominciò a tremare e la parola greca usata nei racconti di Marco e di Luca è diversa, quella significa turbine o tempesta, c’era un terremoto ed uno sconvolgimento, un turbine, un precipitare del vento giù per i pendii tremendi e tutto d’un tratto c’è una tempesta inusuale, cioè le tempeste erano comuni, ma qui dice che i discepoli, o meglio al versetto 24 dice: “Ed ecco si sollevò,” ed il termine ‘ecco’ implica “guai!” è un esclamazione! In altre parole, si trattava di una cosa sconvolgente, un qualcosa di sorprendente, d’inaspettato e di grave. Avevano già visto... ovviamente questi pescatori avevano sperimentato molte tempeste; erano stati sul lagho molte volte quando il vento aveva soffiato in quel modo, ma non avevano mai visto nulla di simile. Si trattava di un grande sisma, di un terremoto marino, uno sconvolgimento, uno scuotimento violento. I venti ed il movimento della terra stessa colpirono quella barchetta sull’acqua, e non riesco nemmeno ad immaginare come sarebbe stato. Mi ricordo che quest’estate abbiamo fatto il giro della Maid of the Mist fino alle cascate del Niagara, son certo che alcuni di voi l’abbiano fatto, e quello era un po’ il mio limite. Siamo arrivati sotto le cascate e quella cosa si muoveva così, eravamo completamente inzuppati. Ti danno quella roba li, ti coprono tutto – lasciano solamente il viso scoperto, il resto è coperto con una tuta di gomma. E la barchetta si muove ed ondeggia nel mentre milioni di tonnellate d’acqua si schiantano davanti a voi, e ci vogliono qualcosa come 15 minuti per girarla, e voi siete li a cantare inni e qualsiasi cosa vi possa incoraggianti, ma continui a pensare: ‘Lo fanno tutti i giorni’, cioè voglio dire, sono su quelle barche in continuazione, non siamo in pericolo, ma se vi doveste trovare una situazione del genere senza alcuna conoscenza in materia di sicurezza, potete immaginare un po’ quanto la situazione sarebbe tesa, e loro erano li di notte e non potevano neanche vedere cosa stava succedendo.
Ed amo la frase successiva, alla fine del versetto 24: “ma Gesú dormiva,” fantastico! Stava dormendo, e stava dormendo bene! Chiunque riuscirebbe a dormire in mezzo ad una situazione del genere dev esser veramente stanco! E questo mi parla dell’umanità di Gesù. Non solo era così stanco da addormentarsi, ma era così stanco che nemmeno una tempesta riuscì a svegliarlo. Era stanco, molto stanco. Marco dice che si fece un piccolo cuscino per la testa. Aveva un cuscino nella parte posteriore, sdraiato lì su quelle tavole. Aveva un cuscino sotto la testa ed era lì che dormiva e a questo punto era sicuramente bagnato fradicio, ma continuava a dormire. Ovviamente faceva parte della scena divina, stava dormendo. Il mare era infuriato, la tempesta ululava, il vento si agitava, la barchetta era sballottata come un tappo sull’oceano, e gli altri vangeli ci dicono che era piena d’acqua, ed il Creatore del mondo era li che dormiva, e tra l’altro, mentre dormiva stava contemporaneamente sostenendo ogni atomo dell’universo. Il tempo in greco indica il fatto che stava dormiva profondamente, pacificamente. Oh se vedo la bellezza della sua umanità, e vedo anche la fiducia che aveva in Dio, era così tranquillo che non aveva alcun timore. Completamente fiducioso nella cura del Padre, un’assenza totale di qualsiasi paura; oh, se potessimo vivere così! Quando siamo sballottati dalle circostanze del nostro mondo incominciamo a diffidare di Dio e a farci prendere dal panico. Il cuore di Gesù però era perfettamente calmo. Era onnisciente e conosceva ogni cosa nell’universo, eppure era inconsapevole di ciò che lo circondava, tanto era tranquillo nella cura di Dio.
E mentre la tempesta continuava a crescere, indubbiamente i pescatori avevano fatto tutto il possibile per occuparsene e poi, nel versetto 25, dice che ‘vennero da Gesù.’ E questo ci porta al secondo punto: il panico; dai particolari al panico. E gente, è ovvio, quando i pescatori chiedono ad un ex-falegname cosa fare in una tempesta marina, sappiamo di essere in un mare di guai. Gesù non era nemmeno cresciuto sulla costa, era cresciuto a Nazaret, nell’entroterra. Versetto 25, ‘Il panico’: “E i suoi discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono dicendo...” - e se dovessimo considerare la cosa completa, tutti i documenti dei vangeli avremmo qualcosa del genere: ‘Maestro, Maestro! Salva! Non t’importa? Stiamo perendo!” Un sacco di affermazioni brevi e concise: “Maestro, Maestro! Salva! Non ti importa? Stiamo perendo! Stiamo annegando qui fuori! Svegliati!” Disperazione totale, e che indifferenza! Il fatto che si siano rivolti a Gesù, come ho detto, è interessante. Come poteva aiutare questi pescatori? Ma non avevano alternativa. A questo punto non è che erano tanto convinti che fosse Dio, lo speravano. Ma erano proprio dove Dio li voleva. A volte Dio deve portarci alla disperazione per attirare la nostra attenzione, non è vero? Avevano esaurito le soluzioni umane; avevano esaurito le risposte umane; volevano una risposta divina. Quella era la loro speranza, che l’operatore di miracoli, colui che poteva gestire le malattie forse poteva gestire anche il mare, ed avevano una paura mista con la fede. Vedete, se avessero avuto fede totale, si sarebbero addormentati come Lui, fiduciosi nella cura del Padre. Perchè è probabile che loro fossero tanto stanchi quanto lo era Gesù.
La scena non poteva essere più drammatica, avevano interrotto il suo pisolino. Gli si avvicinarono così come gli esseri umani sono soliti fare, solo per disperazione. Come il capitano che era sempre aperto sul fatto che non credeva ci fosse un Dio e poi quando finì in mare cominciò ad invocare Dio; lo aiutarono e gli dissero: ‘Pensavamo che non credessi in Dio’ e lui disse: ‘Beh, se non c’è un Dio, dovrebbe essercene uno per momenti come questi’. Ci sono alcuni che ricercano Dio nella trincea. Quando ci sono malattie in famiglia, sofferenza o morte, o quando perdono il lavoro o hanno dei problemi con la loro moglie o marito ed incominciano a gridare a Dio nella disperazione. Persino la salvezza è un atto di Dio in risposta alla disperazione del peccatore. Ma spesso il nostro primo grido è come il loro. Come si legge in Marco, dice: ‘Non ti importa? Stiamo affogando,’ vi è mai capitato? Sai, quando ci troviamo in una circostanza gli diciamo: ‘Dio, non t’importa?’ Quella è mancanza di fede, non capite il Suo amore.
Tra l’altro, non è una novità, anche i santi di un tempo lo fecero. Salmo 10: ve lo ricordate? Versetto 1: “O Signore, perché te ne stai lontano? Perché ti nascondi in tempo d’angoscia?” Dio, non ci sei mai quando ho bisogno di te, non t’importa? Poi c’è il Salmo 44:22: “Sì, per causa tua – ascoltate qui – per causa tua siamo ogni giorno messi a morte, considerati come pecore da macello.” Dio, grazie a te ci stanno massacrando. “Risvégliati! Perché dormi, Signore?” Come puoi dormire quando la nostra vita è al repentaglio per te? E la stessa cosa si trova in Isaia capitolo 51 versetto 9, lo stesso tipo di approccio, che mostra una grande mancanza di fede. “Risvégliati, risvégliati, rivéstiti di forza, braccio del Signore! Risvégliati come nei giorni di una volta, come nelle antiche età!” ... (v.10) “Non sei tu che prosciugasti il mare, le acque del grande abisso, che facesti delle profondità del mare una via per il passaggio dei redenti?” Il profeta sta dicendo: ‘Svegliati! Dio, alzati! Non vedi il dilemma terribile del tuo popolo? Come puoi dormire in tutto questo?’ Beh, non è diverso dal nostro approccio. ‘Come puoi lasciare che questo accada, Dio? Come puoi essere indifferente? Come puoi essere così scortese? Come puoi lasciarmi passare tutto questo?’ E la risposta è un classico. Versetto 26: “Ed egli disse loro: ‘Perché avete paura?’, fermatevi lì...
‘Perché avete paura?’ ... “Ah, stai scherzando? Che razza di domanda è? Guardati intorno, è notte fonda. C’è una tempesta così grande che non abbiamo mai visto prima d’ora, la barca è piena d’acqua! Perché abbiamo paura?!’ E tra l’altro, la parola ‘paura’ è la parola greca che significa ‘codardia, codardia’, ed è un peccato, perché in Apocalisse 21:8 la stessa parola viene usata nell’elenco dei peccatori che non entreranno nel regno: ‘I timorosi e gli abominevoli’, ed è la stessa parola: i timorosi, i codardi, quelli che non hanno fede. Infatti, Marco dice - dove qui dice: ‘Oh voi di poca fede’ - Marco invece dice: ‘Perché non avete fede?’ Non mi credete, non credete nel mio amore e nella mia potenza? Quelle sono le due cose fondamentali. Se credete nell’amore e nella potenza di Dio, potete superare qualsiasi tempesta. Prima di tutto, sapete che Dio è interessato a sapere come state e secondarimante sapete anche che può gestire la vostra situazione, giusto? Questo è tutto quello che dovete sapere. Dio mi ama e Dio ha il potere di liberarmi. Tutto lì! E loro si chiedevano se gli importasse o se fosse in grado di farlo, ed Egli disse: ‘Oh, voi di poca fede’.
Cos’altro volete vedere? Aveva compiuto miracoli su miracoli, su miracoli. Il capitolo 4 dal versetto 23 al 25 dice semplicemente ‘miracoli’ di ogni tipo, e poi ci sono tre illustrazioni, modi esempio. Al versetto 16 stava guarendo i posseduti, stava scacciando gli spiriti immondi con una parola, stava guarendo tutti i malati... avevano visto una pletora di miracoli e dissero: ‘Non t’interessa?’ Se non sapevano che gli importava della sofferenza umana erano ciechi come pipistrelli. E che altro si può fare? Se non pensavano che avesse il potere, erano ignoranti. Non è incredibile come possiamo vedere chiaramente una dimostrazione di Dio e poi però quando la circostanza diventa personale ce ne dimentichiamo completamente? ‘Oh, è così meraviglioso quello che il Signore ha fatto qui’ – oppure – ‘Oh, voglio testimoniare che il Signore ha fatto questo qui e quest’altro e quest’altro ancora’, però poi non appena ci accade qualcosa di difficile nella nostra vita iniziamo a mettere in dubbio l’amore di Dio e la sua potenza, ‘Oh, voi di poca fede’.
I discepoli prima di tutto... finalmente dovrei dire, impararono che non avevano abbastanza fede, e quindi in Luca 17:5 dissero: ‘Signore, aumentaci la fede’ E sapete cosa fece? Subito dopo guarì dieci lebbrosi... disse: ‘Beccatevi quella e vedete se non aiuterà la vostra fede’. La fede ha bisogno di essere rafforzata costantemente. Dice: ‘Oh, voi di poca fede’. Provate a ripercorrere questo tema nel vostro studio della Bibbia, il concetto della poca fede. Fondamentalmente implica una certa sfiducia nelle capacità di Dio. Il non credere che Dio può provvedere, tutto lì. Non ci credi! E quindi ti preoccupi, sei ansioso, vai nel panico, hai paura, sei codardo, non credi che Dio può prendersi cura di te! O non credi che gli importi oppure non credi che ne è in grado di farlo; una delle due cose o entrambe. ‘Oh sì, sì che gli interessa, non può farci nulla però’ – ‘Oh sì, si che può, ma non gl’importa’. Ma se gli importa e può, cosa temi?
Tra l’altro, anche se stessero davvero affondando non avrebbero dovuto aver paura, perché anche quello sarebbe stato nella Sua volontà ed li avrebbe portati da lì al regno del Padre Suo. Sicuramente conoscevano i Salmi dell’Antico Testamento. Salmo 89, vi ricordate il Salmo 89? “Signore, Dio degli eserciti, chi è potente come te, o Signore? La tua fedeltà si manifesta attorno a te. Tu domi l’orgoglio del mare; quando le sue onde s’innalzano, tu le plachi.”
E che dire del Salmo 46: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà. Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti...” non temeremo, non temeremo gli elementi naturali.
Forse si erano dimenticati del Salmo 107, amo questo: “Quelli che solcano il mare su navi e trafficano sulle grandi acque, vedono le opere del Signore e le sue meraviglie negli abissi marini. Egli comanda, e fa soffiare la tempesta che solleva le onde. Salgono al cielo, scendono negli abissi; l’anima loro vien meno per l’angoscia. Traballano, barcollano come ubriachi e tutta la loro abilità svanisce,” riuscite ad immaginarvi la situazione? Del mare che rotola, che si agita e si muove? “Ma nell’angoscia gridano al Signore ed egli li libera dalle loro tribolazioni. Egli riduce la tempesta al silenzio e le onde del mare si calmano... e così li conduce al porto tanto sospirato.” Questa è una profezia esplicita di quello che fece Gesù. Dio lo fa nel Salmo 107. Gesù lo fa in Matteo 8. La conclusione è indiscutibile: Gesù è Dio.
Quindi, non avevano nulla da temere. Vediamo, in terzo luogo, andiamo dai particolari, al panico, al potere... al potere. William Cowper ha scritto questi grandi versi:
Dio si muove in modo misterioso
per compiere i suoi prodigi;
nel mare egli calca la sua impronta
e cavalca la tormenta.
Voi santi timorosi, fatevi coraggio,
Le nuvole che tanto vi spaventan
sono grandi di misericordia e s’infrangeran
con gran benedizione sul vostro capo.
Versetto 26: “Allora alzatosi, - metà versetto – sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.” Marco 4:39 dice che si alzò e disse: ‘Taci!’ E immediatamente tutto fu calmo, non semplicemente si fece bonaccia, ma gran bonaccia. Ci fu una calma totale. Ora, se il vento dovesse fermarsi, il mare avrebbe continuato a muoversi fino al termine del corso delle onde, ma egli disse: “Silenzio.” O come lo traduce un commentatore, ‘Taci’, e il mare divenne come vetro. Le onde si fermarono, il vento si fermò e rimase tutto immobile. Ora gente, quella sì che è potenza, quella si che è potenza! È impossibile misurare la potenza del vento che esisteva in quel tipo di tempesta, perché non sappiamo quanto si estendesse. Ma in una tempesta normale ci sono milioni su milioni di unità di cavalli di potenza generati dal vento e ancora di più dalla pioggia, se stava piovenda. Nessuno potrebbe nemmeno misurare la potenza del terremoto, una potenza incredibile, e Gesù la fermò con una parola.
Questo è il messaggio di Matteo per tutti noi. Questo è colui che può vincere le malattie, questo è colui che può gestire la natura e più tardi ci dirà che è colui che controlla i demoni, che perdona i peccati, è colui che risuscita i morti. Pensateci su, miei cari, Lui vive nella vostra vita.
Beh, avevano visto Dio! Questo è chiaro e semplice. E come reagirono? Versetto 27: il presagio. Il dizionario dice che ‘presagio’ significa ‘la meraviglia’, qualcosa di portentoso è un qualcosa che suscita una certa meraviglia, uno stupore! E nel versetto 27 dice che ‘quegli uomini si meravigliarono e dicevano: ‘Che uomo è mai questo che anche i venti ed il mare gli ubbidiscono?’” Potapos è la parola greca. Non abbiamo categorie! È quello che stanno dicendo. A quale spazio appartiene? ‘Che tipo di persona è questa che persino i venti e il mare gli obbediscono?’ Ora ascoltatemi bene. Marco, nel suo racconto parallelo, ci dice che ‘furono presi da gran timore’. Marco ci dice che quando arrivò la tempesta ebbero timore, ma ci dice anche che quando Gesù fermò la tempesta ‘furono presi da gran timore’. Sapete cosa fa più paura della tempesta? Rendersi conto di essere alla presenza del Dio vivente, è fantastico! Che esperienza quella di sapere che Dio è nella tua barca... quello sicuramente era molto più terrificante di qualsiasi tempesta.
Quando Giobbe vide Dio nelle circostanze della sua vita, disse: ‘Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento
sulla polvere e sulla cenere.” Quando Isaia vide Dio disse: “Sono un uomo dalle labbra impure,” ho una bocca sporca. Quando Daniele vide Dio in Daniele 10 – come abbiamo visto un paio di settimane fa - incominciò a tremare, a fremere e cadde a terra e la sua bocca si congelò alla presenza di Dio. Quando Pietro vide Dio alla pesca, disse: ‘Allontanati da me, perché sono un uomo peccatore, o Signore’. Quando l’apostolo Paolo vide Dio in Gesù Cristo risorto e glorioso, cadde con la faccia nel fango e rimase cieco. E voi sareste così sopraffatti dalla Sua santità se vi trovaste alla Sua presenza. Questi discepoli sapevano che Dio era lì e la sua grandezza li terrorizzava, erano smascherati. L’Onnisciente poteva leggere ogni pensiero, conosceva tutto di loro, erano alla presenza di Dio.
Nel viaggio successivo, Matteo ci dice che li portò in una situazione simile e quando tutto finì, dopo che fermò l’altra tempesta, dissero – in Matteo 14:33 dice: “Allora quelli che erano nella barca vennero e – ascoltate qui – vennero e l’adorarono, dicendo: ‘Veramente tu sei Figlio di Dio!’” Se c’era ancora qualche dubbio, la volta successiva li eliminò tutti, era il Figlio di Dio. Persino i venti ed il mare gli obbediscono. Permettetemi di farvi una domanda: è Lui colui che può annullare la maledizione? Ha il potere di cambiare la terra? Ha il potere di restaurare il regno? La risposta è sì. L’autore dell’inno scrisse:
Cantiam dell’onnipotente di Dio,
che fece sorger i monti,
che fa scorrer i mari
e staibilì gli alti cieli.
Cantiam della saggezza che ordinò
Che il sol governasse il dì;
E che la luna brilli per suo ordine
E pur tutte le stelle obbediscono.
Signore, come si mostran le tue meraviglie
Ovunque volgiamo lo sguardo,
quando guardiamo la terra che calpestiamo
o guardiamo i cieli!
Non c’è pianta o fiore
che non faccia conoscere le Tue glorie;
E le nuvole sorgono e le tempeste soffiano
Per ordine del Tuo tron.
E poi conclude con questa strofa: ‘Da Te dipendiam in ogni momento; se Tu ritiri, noi moriam’. Oh che non si offenda mai quel Dio creator, che è sempre vicin a noi’. Lo stesso Gesù Cristo che ha calmato il mare è quello che fa muovere tutti gli atomi del vostro corpo, quello che fa vorticare la terra nello spazio, quello che tiene l’universo in equilibrio. Quello stesso Gesù Cristo un giorno verrà e stabilirà il suo regno eterno. La domanda è: farete parte di quel regno per fede?
Padre, grazie per il tempo trascorso questa mattina nella Tua Parola. Abbiamo imparato così tante lezioni, lezioni di fiducia e di fede nel mezzo delle tempeste della vita, perché sappiamo che Tu ci tieni e che puoi. Signore, salvaci dall’essere di poca fede, dal non fidarci in mezzo ai momenti più bui. E Signore, aiutaci a sapere senza ombra di dubbio che Gesù Cristo è il Dio vivente, l’unico che può redimere l’uomo e può riscattare questa terra maledetta e instaurare il glorioso regno eterno. Padre, prego che questa mattina nessuno se ne vada da qui senza aver conosciuto Cristo, senza essere venuto per fede ed abbia creduto, senza esser convinti del fatto che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che è morto ed è risorto, e che riposino la loro fede in Lui. E per coloro che invece sono cristiani, Signore, ricordaci dell’infermità della nostra carne, i nostri dubbi, le nostre domande. Quante volte abbiamo detto: ‘Non ti importa?’ L’autocommiserazione ha avuto la meglio e ci ha portato a mettere in dubbio l’amore che ci hai promesso, a mettere in dubbio il potere di cui disponiamo. Insegnaci le lezioni che vuoi che impariamo, e che possiamo insegnarle anche ad altri. Nel nome di Cristo. Amen.
FINE
This article is also available and sold as a booklet.
