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Verreste con me al capitolo 9 di Matteo? Matteo capitolo 9. Continueremo l’esaminazione dei versetti dal 18 al 26. Matteo 9, dal versetto 18 al 26, ed abbiamo intitolato questa sezione ‘Il potere di Gesù sulla morte.’ Non c’è niente di più meraviglioso di sapere che Cristo ha vinto la morte. Lo scrittore degli Ebrei ci dice che Gesù è venuto per ‘distruggere colui che aveva il potere della morte’ e, di conseguenza, per ‘e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita,” Ebrei 2:14 e 15. In altre parole, lo scrittore dice che gli uomini vivono tutta la loro vita soggetti alla schiavitù della paura della morte, ma Cristo è venuto a liberarli da quella stessa paura. La morte è lo spettro che perseguita la vita di ogni persona. Più a lungo si vive, più si profila inevitabilmente nel futuro. Sapere che Cristo l’ha conquistata è la gioia più grande. La maggior parte del mondo non ha questa conoscenza e teme la morte.

Credo che nel corso della mia vita, l’uomo che sembrava avere tutto sotto controllo, l’uomo che in tutto lo spettro dello stile di vita del mondo, della religione del mondo, in tutte le dimostrazioni di popolarità, dei media e di tutte quelle cose, l’uomo che spicca come l’uomo per eccellenza, almeno nel corso della mia vita, colui che il mondo pensava avesse tutto sotto controllo, era Mahatma Gandhi. Sembrava avere pace, sembrava esser sempre in pace, sembrava avere sempre una tranquillità assoluta dell’anima, sembrava non conoscere paura e quindici anni prima della sua morte, scrisse questo: ‘Devo dirvi in tutta umiltà che l’Induismo, così come lo conosco, soddisfa completamente la mia anima. Riempie tutto il mio essere e trovo un conforto nelle Bhagavad e nelle Upanishad che mi manca persino nel Sermone sul Monte.’ Completamente in pace, completamente a suo agio nell’ Induismo, e poco prima di morire, scrisse quest’altro: ‘I miei giorni sono contati. Non vivrò molto a lungo, forse un anno o poco più. E per la prima volta in 50 anni, mi trovo nella palude della disperazione,’ e come nota: è interessante sicuramente stava leggendo ‘il Pellgrinaggio del Cristiano,’ e poi disse questo, ‘Tutto intorno a me è buio, e sto disperatamente pregando per luce,’ persino Mahatma Gandhi, che sembrava avere tutto sotto controllo quando iniziò ad affrontare l’inevitabilità della morte, vide che tutto stava crollando.

Le persone fanno cose sciocche quando considerano la morte a causa della loro paura. Un uomo di cui ho letto è un orologiaio turco decise di costruirsi una tomba speciale con una finestra di otto pollici in cima e progettò d’installare un campanello d’allarme elettrico a pulsante all’interno della tomba; perché, se fosse stato sepolto vivo per errore, avrebbe potuto premere il pulsante ed avvisare la sala di guardia del cimitero. Aveva anche incluso una lampadina elettrica e detto a coloro che l’avrebbero sepolto di far si che la lampadina rimase accesa per sette giorni, e se dopodichè fosse davvero morto l’avrebbero potuta spegnere. In Brasile, un architetto ha progettato un cimitero grattacielo di 39 piani. In Brasile ci sono molti grattacieli, la maggior parte sono occupati da persone vive, ma questo sarebbe stato occupato da corpi, da cadaveri, con una capacità di 147.000 salme, aveva un eliporto, così che i corpi possono essere trasportati rapidamente e ci sarebbero state due chiese e 21 cappelle con letti confortevoli per gli amici in lutto. Ci sarebbe anche stata della musica di sottofondo rilassante 24 ore al giorno. Tutto questo per far fronte al problema delle troppe sepolture nelle zone affollate Brasiliane.

Lo sapevate che la Gran Bretagna è il primo Paese al mondo ad avere più cremazioni che sepolture? Si trovano di fronte al fatto che non ci sono più posti dove mettere i corpi. In Giappone, le tombe sono così affollate che solo se si appartiene alla famiglia imperiale si può avere una tomba assicurata o garantita. La Russia ha il più grande cimitero del mondo, coontiene 500.000 cadaveri. Hanno appena costruito un mausoleo a San Diego ed in quell’unico mausoleo c’è posto per 70.000 corpi e, adiacente a quello, c’è un giardino ed in quel giardino c’è una replica della tomba del giardino di Gerusalemme dove si crede che Gesù sia risorto ed accanto al mausoleo ci sarà quella stessa replica e sarà vuota con la porta sempre aperta, in modo da offrire un ricordo visivo che la tomba di Gesù è ancora vuota ed il messaggio sembra essere che anche le altre tombe, dove giace qualcun altro che Lo conosce, un giorno saranno di tal volta svuotate.

Ma tuttavia, la terra è piena di tombe, scendono, salgono, sono ovunque, la morte incombe all’orizzonte della vita di tutti, ora quanto è meraviglioso rendersi conto che Gesù è venuto per conquistare la morte! Se guardaste a Giovanni capitolo 5, che forse è il posto migliore per mettere a fuoco questo stesso punto, anche se di fatto potremmo considerare molti altri passaggi, ma ascoltate alcuni versetti di Giovanni 5, versetto 21: “Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, cosí anche il Figlio vivifica chi vuole,” versetto 24: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna,” versetto 26: “Perché come il Padre ha vita in sé stesso, cosí ha dato anche al Figlio di avere vita in sé stesso,” nel capitolo 11, dice: ‘Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morirà, vivrà; e chiunque vive e crede in me non morirà mai,’ in altre parole, Gesù affermò di avere potere sulla morte, disse: ‘Il Padre ha potere sulla morte e ha dato anche a me il potere sulla morte,’ disse anche ‘visto che io vivo, vivrete anche voi.’

Ora, l’opera del Messia era quella di conquistare la morte, era quella di rimuovere la paura della morte, di fare, così come dice l’apostolo Paolo in 1 Corinzi 15: ‘di togliere il dardo alla morte, di togliere la vittoria alla tomba, ecco perchè il Messia è venuto.’ In definitiva, il Messia avrebbe portato uno stato eterno, come dice Apocalisse 21:4, dove ‘non ci sarebbe più stata la morte.’ Il Messia conquisterà la morte e se questo è vero, allora chiunque affermi di essere il Messia dovrebbe dimostrare un certo potere sulla morte, giusto? Guardate con me al versetto 5 di Matteo 11. Giovanni il Battista era preoccupato di sapere se Gesù fosse veramente il Messia, il Figlio di Davide, il Promesso; e quindi Giovanni mandò un paio dei suoi discepoli per scoprirlo. E nel versetto 3 di Matteo 11, i discepoli vennero e dissero: “‘Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?’” Sei il Messia? Sei il Promesso? Sei colui che Giovanni ha preannunciato? “Gesú rispose loro: ‘Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete – e che cos’è che videro ed udirono? – i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati, i sordi odono; ed i morti – cosa? – risuscitano’” credenziali messianiche! È così che sappiamo che è il Re.

Ora Matteo vuole che lo capiamo per bene e quindi nei capitoli 8 e 9 ci ha presentato il potere miracoloso del Messia. Ci ha mostrato che Gesù aveva potere sulle malattie nel capitolo 8 dal versetto 1 al 17. Ci ha mostrato che aveva potere sui disordini: quelli fisici, spirituali e morali, nel capitolo 8 dal versetto 23 al capitolo 9 versetto 17. Ed ora, al capitolo 9:18 fino al versetto 35, ci mostra che ha potere sulla morte: malattie, disordini e morte. Può dare la vista ai ciechi, può dare l’udito ai sordi, può far parlare i muti e può risuscitare i morti; e qui si trovano le credenziali del Messia. Può fare, in anteprima, ciò che farà nel suo Regno e per tutto il resto dell’eternità.

Ora, nel nostro testo, a partire dal versetto 18, ci concentriamo sul suo potere sulla morte, l’ultimo nemico, e qui ci sono tre miracoli: il primo è la resurrezione di una ragazzina; il secondo è quello di dare la vista ad occhi ciechi ed il terzo è quello di dare la voce ad un muto. In un certo senso, illustrano tutti il suo potere sulla morte: in un caso, dà la parola ad una voce morta; nell’altro, la vista ad occhi morti. E poi, mettendo il tutto insieme, non solo può risuscitare parti morte del corpo, ma anche il corpo intero, con la resurrezione di questa bambina dalla morte. Ora, come abbiamo detto due settimane fa quando abbiamo iniziato lo studio dei versetti dal 18 al 26, non vogliamo solamente concentrarci sul miracolo in sé e per sè della risurrezione, ma vogliamo anche osservare Gesù, perché qui impareremo molto sul come opera con le persone. Non vediamo solamente i fattori coinvolti nella sua potenza in quanto Dio manifesto, ma vediamo anche la tenerezza del suo operare con le persone, e questo diventa abbondantemente chiaro man mano che scorriamo il brano.

Ora rivediamo brevemente il modello del come Gesù tratta le persone, e questo è lo schema che vogliamo seguire. Prima di tutto, Gesù era accessibile. Versetto 18, guardate come inizia: “Mentre egli diceva loro queste cose...” fermatevi li! Vi ricordate che l’ultima volta abbiamo notato che Gesù era impegnato parlando con i farisei, con i seguaci di Giovanni il Battista, ed ovunque andava c’erano sempre masse di persone che gli si accalcavano addosso, lo aggiravano ed Egli era però sempre in mezzo alla folla, sempre circondato da persone e questo lo vediamo in tutto il corso del libro di Matteo. Iniziando per esempio dal capitolo 4 versetto 25, dove dice: ‘Ed una grande moltitudine di persone lo seguiva,’ e poi si arriva al capitolo 8 versetto 1, e vediamo lì che dice: ‘quando fu sceso dal monte, grandi folle lo seguirono’ e poi al capitolo 12 versetto 15: ‘E lo seguirono grandi folle,’ e si potrebbe anche arrivare fino al capitolo 19, al secondo versetto, dove dice: ‘grandi folle lo seguirono,’ e nel capitolo 20 versetto 29, ‘una grande moltitudine lo seguì’ e poi nel capitolo 21 versetto 8 ancora, ‘una grande moltitudine lo seguì.’

In altre parole, tutta la sua vita era all’insegna dell’accessibilità alle persone: rispondeva a domande, soddisfava bisogni, predicare, insegnare, guarire, scacciava demoni. Questo è un principio meraviglioso, gente! Dio è accessibile, è lì, può essere trovato, può essere cercato, non è come il dio dei pagani, non è il dio che non può esser trovato dalle sue persone, non è quel dio dell’Antico Testamento del quale il profeta disse che ‘Forse era in vacanza, forse stava dormendo, che dovevano gridare un po’ più forte per svegliarlo,’ no, il nostro Dio non è così. Quando Gesù Cristo venne nel mondo, in quanto Dio incarnato, Dio divenne accessibile!

In secondo luogo, non era solo accessibile, ma era anche disponibile; e lì passiamo dalla folla ai singoli individui nel versetto 18, dice che uno dei capi della Sinagoga si avvicinò,’ un tizio tra la folla; ed al versetto 20: ‘Ed ecco una donna,’ nel mezzo della massa, l’attenzione si concentrò su di un uomo ed una donna, individui! Non era solamente accessibile, nel senso che era possibile partecipare alle sue riunioni, era anche disponibile, lo si poteva confrontare individualmente si poteva entrare a far parte della sua vita e Lui può entrare a far parte della tua, venne da singole persone. Toccò un lebbroso. Andò a casa di un centurione che aveva un servo paralizzato. Toccò una donna con la febbre e si occupò di un uomo specifico che era posseduto. Guarì un paralitico. E qui incontra un padre con una figlia morente ed una donna con una grave emorragia. Insomma, era sempre disponibile per le persone, individualmente parlando e ci sono due cose che tale disponibilità comporta: Una è il bisogno e l’altra è la fede. Dove c’è un bisogno profondo, e dove c’è grande fede, Egli è disponibile.

Guardate al versetto 18 dice: ‘Venne un certo capo’ e gli altri vangeli ci dicono che era il capo della sinagoga. Era l’epitome dello stabilimento religioso, probabilmente era il cittadino più importante, l’uomo più rispettato, onorevole e religioso. Faceva parte dello stabilimento che di solito si identificava contro Cristo; eppure, nella più assoluta disperazione, perché sua figlia era morta, venne da Gesù. La prima volta, quando arrivò, la figlia stava per morire; ma, quando Matteo riprende il racconto, la figlia è già morta; e l’uomo è disperato! E quindi venne per un bisogno profondo; ma esprime anche una grande fede, perché al versetto 18 dice: “Mia figlia è morta, ma vieni a imporle le mani e vivrà,” questa era grande fede, una grande fede, aveva un bisogno profondo ed una grande fede, e quello era il necessario per la preparazione dell’incontro di un’anima con Dio. Notate la parte centrale del versetto 18, “lo adorò,” si prostrò, l’adorò. Quest’uomo ebbe fede per essere salvato. ‘L’adorare’ è una delle parole preferite di Matteo.

Può riferirsi ad un adorazione fasulla, può esserlo! Nel capitolo 18 del Vangelo di Matteo al versetto 26, penso che si tratti di un’adorazione fasulla. Vi ricordate che Gesù stava raccontando la storia di un uomo che aveva un debito così grande che non poteva ripagarlo e quindi venne, adorò il padrone e disse: ‘Oh, ti prego, perdonami! Ti prego, perdonami! Ti prego, perdonami! Ripagherò tutto,’ e poi il padrone lo perdonò, e poi si rivolse ad altro che gli doveva un debito piccolissimo e lo rinchiuse in prigione perchè non l’aveva già saldato? Era un impostore, un ipocrita e nel versetto 26, ‘Il servo [quell’uomo] cadde a terra e lo adorò/si prostrò, e disse: ‘Signore, abbi pazienza e ripagherò tutto,’ e si postrò ma quell’adorazione era falsa. Quindi l’adorazione può essere finta, può essere esteriore, può essere egoistica. Troviamo un’adorazione egoistica anche in Matteo 20 versetto 20, perché lì arrivò la madre di Giacomo e Giovanni. Giacomo e Giovanni decisero di volersi sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel regno, e volevano essere elevati al di sopra del resto dei discepoli. E quindi mandarono la loro madre, che andò da Gesù e dice che venne ‘adorandolo e desiderando una certa cosa da Lui,’ ora ovviamente quella era un’adorazione fine a sè stessa. L’adorazione può essere falsa o fine a sè stessa ma può anche esser reale e genuina; e credo che quando quest’uomo venne, si prostrò con genuinità del cuore.

Se guardaste, ad esempio, a Matteo 14 versetto 33, credo che vedreste un’adorazione genuina. Gesù aveva camminato sull’acqua e quando arrivò sulla barca, dice che quando erano nella barca, “allora quelli che erano nella barca l’adorarono, dicendo: ‘Veramente tu sei Figlio di Dio!’” Ora, quella si che è roba vera. La vera adorazione. Lo si vede anche nel capitolo 15, vero? Capitolo 15 versetto 21: “Partito di là, Gesú si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna gentile venne e disse: ‘Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio.’ Ma egli non le rispose parola” e stava per darle un illustrazione drammatica. “E i suoi discepoli dissero: ‘Mandala via! Ci infastidisce!’ Ma egli rispose: ‘Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele’” gli stava mostrando quanto fosse importante nel suo ministero che prima di andare dai Gentili, andasse dai Giudei, e gli offrisse loro il regno. “Ma ella venne - versetto 25 – e gli si prostrò davanti, dicendo: ‘Signore, aiutami’” e credo che la sua adorazione sia reale e genuina; ed, in un certo senso, il fatto che l’ignorò abbia fatto emergere la realtà della sua fede, “Egli rispose e le disse: “Gesú rispose: ‘Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini?’” Ho qualche obbligo nei tuoi confronti? Una gentile? “Ma ella disse: ‘Dici bene, Signore’” che cosa vuol dire? ‘Hai ragione. Non mi merito nulla. Non merito nulla.’ Ecco, questo si che è uno spirito mite, ‘Non mi merito nulla,’ “eppure, Signore, anche i cagnolini mangiano delle bríciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Allora Gesú le disse: ‘Oh donna, grande è la tua fede,’ ora questa si che è vera adorazione. Non è ricerca di sè stessa. Sapeva di non meritare altro che le briciole. Quindi l’adorazione può essere fasulla, può essere egoistica, o può essere anche reale. Tornate ora a Matteo 9 e penso che quello che vedrete qui è la vera adorazione, “Gli si prostrò e disse: ‘posa la mano su di lei ed ella vivrà’” ci credeva davvero.

Ed indietro al capitolo 8, vi ricordate il versetto 8? Il centurione disse: ‘Il mio servo è malato ma se tu dirai solo una parola, lui sarà guarito,’ e Gesù disse che quella era la fede più grande che aveva visto in Israele. Ma quell’uomo credeva solamente che Gesù potesse guarire. Questo però credeva che era in grado di risuscitare i morti. Doveva, per forza di cose, credere che egli era il Cristo di Dio.

Tra l’altro, questa è più fede di quella che i discepoli mostrarono in molte occasioni, lo sapevate? Capitolo 8, le onde stavano facendo oscillare la barca, versetto 26: “Disse loro: “Perché avete paura, o voi di - che tipo di fede? – di poca fede?” e glielo disse più e più volte, capitolo 14 versetto 31; capitolo 16 versetto 8, disse: ‘O voi di poca fede. O voi di poca fede,’ capitolo 6, versetto 30: ‘O voi di poca fede.’

Se i discepoli credevano ed avevano poca fede, e quest’uomo ha questo tipo di fede, deve aver superato il punto in cui la sua fede era adeguata per la redenzione. Credo che credesse davvero, aveva un bisogno profondo, era disperato ed aveva una grande fede, e Gesù rispose a quella grande fede, versetto 19: “Si alzò e lo seguì,” e con lui anche i suoi discepoli ed il resto dei vangeli aggiungono: ‘e anche tutta la folla.’ Quindi una folla gigante si stava dirigendo per le stradine del posto verso la casa di quest uomo. Gesù era accessibile e disponibile; si allontanava dalla massa per seguire quest’uomo che aveva un bisogno profondo.

Ma, in terzo luogo, ora gurdate qui, amo questa, Gesù era anche toccabile, era toccabile. La folla aveva ascoltato. I’uomo si era prostrato ed ora incontriamo una donna che lo toccò. Versetto 20: “Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli – letteralmente, afferrò o strinse - il lembo della veste,” era malata di un flusso di sangue, quello era una sorta di emorragia, un problema tipicamente femminile, probabilmente causato da un fibroma, avrebbe potuto essere un carcinoma, ma è probabile che se era quello non sarebbe sopravvissuta per dodici anni. La legge levitica diceva che quando una donna era malata di un flusso di sangue, quando aveva questo tipo di problema, i suoi vestiti erano impuri, il suo letto era considerato impuro, tutto ciò su cui si siedeva era impuro e tutto ciò che toccava era impuro. È stata cacciata dalla sinagoga, dalla sua famiglia, dalla sua relazione matrimoniale, era stata isolata per dodici anni e considerata impura. Una condizione disperata: esclusa dalla famiglia, dagli amici, dalla comunione, dalla sinagoga, e nessuno poteva toccarla senza esserne contaminato. Ma aveva sentito parlare di Gesù; e anche lei aveva un bisogno disperato; e anche lei aveva fede. E continuava a dirsi, versetto 21, il greco dice che continuava a ripeterselo più e più volte: “Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita,” quell’uomo ha così tanta potenza che se solo riuscissi a toccarlo!’

Gli ebrei avevano quattro nappe che pendevano da una parte della veste che in genere erano di colore blu e simboleggiavano, secondo Numeri 15 e Deuteronomio 22, l’identificazione con la legge di Dio e segnavano un ebreo come ebreo. E, mentre Gesù si muoveva tra la folla, la piccola frangia oscillava avanti e indietro sulla sua schiena; e lei si lanciò e l’afferrò e la tenne stretta. Versetto 22, che cosa successe? “Gesú si voltò, la vide, e disse: ‘Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita.’ Da quell’ora la donna fu guarita.” Egli rispose, era toccabile! Era sensibile e reattivo. Sapete, quando Sir James Simpson, un grande santo, giaceva morente, un amico volle confortarlo e gli disse: ‘Bene, James, presto potrai riposare sul petto di Gesù,’ e nella sua umiltà per eccellenza rispose dicendo: ‘Beh, non so se quello sarà possibile, ma penso che potrò afferrare la Sua veste.’ La donna non voleva essere esposta nel suo imbarazzo e nella sua vergogna. Voleva solamente allungarsi e toccarlo, ma aveva fede di credere che fosse tutto quello che era necessario, perché c’era così tanto potere in Lui. Il capo aveva un motivo abbastanza inadeguato, voleva davvero che la sua bambina vivesse; e questa signora aveva una fede abbastanza inadeguata, era un po’ superstiziosa, ma Gesù li prese lì dov’erano e li riscattò entrambi.

Ora, guardate per un momento, quando alla fine del versetto 21 dice che lei pensava di poterlo toccare e poi vediamo che Gesù si voltò, lì successe qualcosa che Matteo non riporta, però Luca sì, e voglio che lo vediate nel capitolo 8 di Luca. Ci sono molte interazioni che gli altri vangeli toccano e che non possiamo trattare, ma voglio mostrarvi almeno questo. Il versetto 44 di Luca 8 dice: e quando lei “quando si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò,” o terminò, finì – fu guarita all’istante, ed amo questo... “E Gesú domandò: ‘Chi mi ha toccato?’ ‘Chi mi ha toccato?’ E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: ‘Maestro, la folla ti stringe e ti preme.... e tu dici: ‘chi mi ha toccato?’” stai scherzando vero? Per tutto il tragitto sei stato spinto, mosso e scosso e ti chiedi: ‘Chi mi ha toccato?’

Ma Gesù conosceva la differenza tra gli strattoni della folla volubile e la presa dell’anima fedele, ‘Chi mi ha toccato?’ Ed amo questa parte nel versetto 46: “Ma Gesú replicò: ‘Qualcuno mi ha toccato’ – ‘qualcuno mi ha afferrato’ - perché ho sentito che una potenza è uscita da me,’ è un’affermazione incredibile! Sapete cosa mi dice? Che Gesù era talmente il canale della volontà del Padre che il Padre poteva persino guarire tramite di Lui prima ancora di sapere chi fosse coinvolto. Quando disse: ‘Sono venuto per fare la volontà di Colui che mi ha mandato,’ diceva sul serio. Sentì fuoriuscire il potere, era toccabile, e sensibile a coloro che lo toccavano. Conosceva la differenza tra coloro che lo scontrano per curioso, tra coloro ricercano il brivido e coloro che si aggrappano per la disperazione con fede. Conosce il cuore con cui entrare in contatto. Può tirare fuori dalla folla una persona e dire: ‘Sei stata tu.’

Permettetemi di portarvi ad un quarto pensiero. Non solo era accessibile, disponibile e toccabile, ma era anche imparziale, era imparziale. Quando si voltò per entrare in contatto con questa donna, dimostrò di essere completamente imparziale. Avrebbe potuto dire: ‘Signora, senta, potrebbe... potrebbe lasciare la mia frangia? Sto cercando di andare a casa del capo della sinagoga,’ come ha detto qualcuno: ‘Non s’intrometta tra i miei affari... sto cercando di... ho... ho ascolta, se riuscissimo a convertire questo tizio... vede, questo gestisce la sinagoga intera; cioè potremmo avere un risveglio nella città. Voglio dire, per favore, lasciami andare, devo andare, è una cosa seria!’ No, vedete? Dio non ha mai cercato le superstar, le luci brillanti e le persone famose si è sempre accontentato di persone come noi. La Bibbia dice che il profeta Isaia aveva predetto che il Messia, quando sarebbe venuto, avrebbe predicato il Vangelo ai... chi? Ai poveri. E Paolo disse: ‘Non molti nobili, nè molti potenti, ma scelse gli umili, i deboli, gli ignobili e gli stolti,’ voglio dire, noi siamo variegati, non è vero? Davvero.

Questa settimana stavo leggendo un libro molto interessante intitolato ‘Creati meravigliosamente con timore’ (Fearfully and Wonderfully Made), scritto dal dottor Paul Brand e da Phil Yancey, un libro che dovreste leggere tutti, è straordinario. Ed in una sezione parla di come il popolo di Dio sia un gruppo così improbabile e cita il romanziere Frederick Buechner, che disse questo: ‘Chi avrebbe mai potuto prevedere che Dio non avrebbe scelto Esaù, l’onesto ed affidabile, ma Giacobbe, l’imbroglione ed il mascalzone? Chi avrebbe potuto prevedere che Dio avrebbe puntato il dito su Noè, che si era ubriacato? O su Mosè, che cercò un modo di sbarazzarsi dell’accusa di aver ucciso un uomo in Egitto. E se non fosse stato per l’onore della cosa, avrebbe lasciato che Aronne tornasse indietro da solo ed avesse affrontato le conseguenze. Chi avrebbe potuto mai prevedere che Dio avrebbe scelto i profeti che erano un gruppo di straccioni, e la maggior parte di loro, quasi pazzi,’ e poi aggiunge: “L’eccezione sembra essere la regola. I primi esseri umani creati da Dio fecero l’unica cosa che Dio chiese loro di non fare. L’uomo che scelse per guidare una nuova nazione conosciuta come ‘il popolo di Dio’ cercò di dare in pegno sua moglie ad un faraone ignaro; e la moglie stessa, quando le disse, all’età di 91 anni, che Dio era pronto a consegnarle un figlio che le aveva promesso, scoppiò in una risata rauca in faccia a Dio. Rahab, una prostituta, divenne venerata per la sua grande fede; e Salomone, l’uomo più saggio che sia mai esistito, fece di tutto per infrangere ogni proverbio che aveva così astutamente composto...

Anche dopo Gesù, lo schema continuò. I due discepoli che fecero più di tutti per diffondere la Parola dopo la Sua partenza, Giovanni e Pietro, erano i due che aveva rimproverato più spesso per piccoli bisticci e confusioni personali. E l’apostolo Paolo, che scrisse più libri di qualsiasi altro scrittore della Bibbia, fu scelto per questo compito mentre sollevava vortici di polvere da un paesino all’altro per scovare cristiani e torturarli. Gesù ebbe la faccia tosta ad affidare a questo gruppo alti ideali d’amore, unità e comunione. Non c’è da stupirsi se i cinici hanno guardato alla Chiesa ed hanno sospirato: ‘Se quel gruppo rappresenta Dio, non hanno il mio voto,’ o come disse Nietzsche: ‘I suoi discepoli dovranno sembrare più salvati se vogliono che creda nel loro Salvatore.’

Siamo un gruppo variegato, non è vero? Gli ignobili, i deboli e gli stolti ma abbiamo tutti una cosa in comune: abbiamo un disperato bisogno ed abbiamo fede per credere, quindi Gesù è imparziale! ‘Dio non fa – disse l’apostolo – Dio non fa – cosa? – favoritismo.’ Non c’è né maschio né femmina, né giudeo né greco, né schiavo, né libero, né ricco né povero, tutti sono uno. E quindi Gesù Cristo ferma tutto per rivolgersi all’emarginata; e mentre se ne prendeva cura, non lo fece a distanza, guardate a cosa le dice, versetto 22 di Matteo 9: “Figliola,” figliola? Aspetta un attimo, quella è una cosa intima, è personale, è familiare, è tenera! C’è tanto calore ed affetto, “Figliola,” quello la coinvolse e disse: ‘Coraggio..’. “Figliola, coraggio” - sii confortata, figliola... Che tenerezza, che imparzialità e poi disse, amo questo: “‘la tua fede ti ha guarita.’ E da quell’ora la donna fu guarita.” Ora, aspetta un attimo, era già stata guarita! Questa è un’aggiunta. Era stata guarita nel momento in cui lo toccò, ma quando la prese fuori dalla folla disse: ‘c’è di più! La tua guarigione non ebbe nulla a che fare con la tua fede, per niente! Era un semplice atto sovrano di Dio. Se studiate i vangeli e le testimonianze di Cristo, troverete moltitudini e moltitudini di persone che sono state guarite, senza dire niente sul fatto che credettero o meno! Aveva fede la bambina che fu risuscitata dai morti? Temo di no. Il servo del centurione che era paralizzato invece? Aveva fede? No. Infatti, potete leggere tutti i vangeli e trovare moltissimi posti dove le persone vengono guarite e non c’è alcuna indicazione che avessero alcuna fede particolare. La guarigione era un atto sovrano da parte di Dio affinchè Gesù potesse dimostrare la sua divinità, ed è lo stesso al giorno d’oggi. Ma oltre alla guarigione fisica, disse: ‘La tua fede ti ha,’ e non usò la parola iaomai, che significa ‘guarire fisicamente,’ usò la parola sozo, che nel Nuovo Testamento significa ‘essere salvati,’ “La tua fede ti ha salvata” e da quell’ora la donna fu salvata.” Sì, in un senso in cui è stata salvata dagli orrori della malattia, ma è anche una questione redentiva, fu salvata. C’è stato qualcosa di più grande di una guarigione fisica.

Guardate a Marco 10. Vediamo se riesco a dimostrarvelo, è una verità veramente entusiasmante, Marco 10:46; e vediamo se riusciamo a raggruppare la cosa, Marco 10:46: “Poi giunsero a *Gerico. E come Gesú usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla - come sempre - il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesú il Nazareno, si mise a gridare e a dire: ‘Gesú, figlio di Davide, abbi pietà di me!’ – lo identificò con il suo titolo messianico - E molti lo sgridavano perché tacesse – ‘Bartimeo, stai zitto...’ - ma quello gridava piú forte: ‘Figlio di Davide, abbi pietà di me!’ – questo era il grido do una grande fede - Gesú, fermatosi, disse: ‘Chiamatelo!’ E chiamarono il cieco, dicendogli: ‘Coraggio, àlzati! Egli ti chiama.’ Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesú. E Gesú, rivolgendosi a lui, gli disse: ‘Che cosa vuoi che ti faccia?’ Il cieco gli rispose: ‘Rabbuní, che io ricuperi la vista.’ Gesú gli disse: ‘Và, la tua fede ti ha – ed usa ‘sozo’ – ti ha salvato ed in quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva – chi? - Gesú per la via” penso che in questo caso la parola sozo non fu usata solamente per indicare la sua guarigione fisica, ma anche per sottolineare il fatto che ricevette la salvezza vera e propria, c’era un elemento di salvezza - la sua anima - se aveva quel tipo di fede, era sufficiente a salvare la sua anima se credeva che questo era il Signore ed il Figlio di Davide.

Guardate a Luca 7 versetto 44, un racconto straordinario, emozionante, e voglio mostrarvi un parallelo molto importante. Luca 7:44, ‘c’è una donna.’ E dice nel versetto 44:

“E, voltatosi verso la donna, - capirete la storia man mano che la leggeremo – disse: ‘Simone, vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha lavato i piedi. Mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. “‘Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama.’ Poi disse alla donna: ‘I tuoi peccati sono perdonati’”

Ascoltate, questa donna dimostrò così tanto amore, così tanta adorazione e così tanto rispetto per Cristo che fu sufficiente per ottenere la sua redenzione, ed Egli perdonò il suo peccato. “Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: ‘Chi è costui che perdona anche i peccati?’” - Chi può fare una cosa del genere? - E disse alla donna – guardate questa, stessa identica frase usata nelle guarigioni che abbiamo letto pocanzi – “La tua fede ti ha salvata,” però non c’è nessuna guarigione, solamente il perdono dei peccati; e quella frase, con il termine sozo nel greco, è usata per parlare della sua salvezza. Ecco perché ho detto che dobbiamo vedere quest aspetto quando la frase usa la parola sozo.

Luca 17, vi ricordate la storia? Dieci lebbrosi vennero da Gesù, “Vedutili, egli disse loro: ‘Andate... dai sacerdoti,’ nel versetto 14 di Luca 17 ‘Andate a mostrarvi ai sacerdoti.’ E, mentre andavano, furono purificati,” ora guardate qui. ‘Dieci vennero, dieci furono mandati, e dieci furono purificati. Quello è katharizo, katharizo, essere lavati, purificati, “Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesú con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano. Gesú, rispondendo, disse: ‘I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato per dar gloria a Dio tranne questo straniero?’” Solamente uno è tornato? E cosa gli disse? “Alzati e và, la tua fede ti ha – ed usa sozo – salvato,” una cosa è essere katharizo, un’altra è essere sozo, vedete? C’è una purificazione di dieci. C’è però la salvezza di uno, di uno solo. Quindi, quando viene usata la parola ‘salvato’ è un peccato che la Bibbia Italiana non faccia sempre questa distinzione, perché credo che implichi un aspetto redentivo. Come ho detto prima, la fede non è necessaria per la guarigione. Lo sapete che ci sono persone malate che guariscono che non sono cristiane? E ci sono cristiani che muoiono. Quella è una cosa sovrana, a volte Dio onora la nostra fede nella guarigione, ma la onora sempre nella salvezza. Vedete, Gesù amava le persone, era accessibile... adesso potete tornare a Matteo 9: Era accessibile, era disponibile, era toccabile, era imparziale.... La piccola donna emarginata era tanto importante per Lui quanto il capo della sinagoga. Oh che Dio ci liberi dal giocare con i sedili più costosi e dall’ignorare i bisognosi.

Nel libro ‘Una notte da ricordare,’ Walter Lord racconta dell’affondamento del Titanic nel 1912, credo fosse nel mese di Aprile. E quando fu riportato nel giornale di New York, ‘The American,’ lo intitolò: ‘John Jacob Astor, milionario, annega.’ Ovviamente anche altre persone annegarono, ma è così che funziona il mondo, solamente i ricchi ed i famosi finiscono in stampa, ma non è così per Cristo. Se dovessimo imparare qualcosa da questa storia, non impariamo solamente quanto è potente, ma anche quanto è accessibile, disponibile, toccabile ed imparziale è così che funziona con Dio ed è così che dovrebbe essere con coloro che lo rappresentano.

E vorrei concludere con questo, punto numero cinque: era potente, era potente. Ora possiamo imitare un po’ i primi quattro ma la cosa diventa difficile. Io potrei esser solidale con voi, potrei anche stringervi la mano, ma se siete malati, non posso guarirvi; e se siete morti, non posso risuscitarvi, questo è quello che lo distingue dal resto.

Versetto 23, amo questo... “E quando Gesù giunse alla casa del capo della sinagoga – l’intermezzo era durato così tanto che la ragazzina era già morta – “e vide i sonatori di flauto e la folla che faceva grande strepito,” aspettate un attimo, è morta, cos’è tutto questo baccano? Avete mai visitato un’impresa di pompe funebri? Quando qualcuno muore? Voglio dire, è silenziosissimo lì dentro. Tutti si aggirano sussurrando, tutti vestiti di nero, tutti silenziosi. Cammini silenziosamente lungo i corridoi e nelle stanze, le bare silenziose, solamente l’organo suona, tutto molto silenzioso. Qualcuno fa cadere qualcosa e tu, sai... oh! Nella nostra società in queste circostanze tendiamo ad esser molto silenziosi, nella loro invece, sono molto rumorosi, molto rumorosi, c’è chiasso dappertutto, la gente fa un sacco di rumore. Ora, lasciate che vi dica cosa stava succedendo, in un funerale ebraico tipico ci sono tre cose fondamentali. Tra l’altro, la ragazza era morta da abbastanza tempo che il funerale era iniziato, già sapevano che era molto malata, e quindi erano già pronti. Ma c’erano dei luttofili professionisti e loro erano li, piangevano per professione: urlavano, gridavano, piangevano e tutto il resto. Ma lasciate che vi dica le tre cose che facevano parte del gruppo. Prima di tutto, c’era lo strappo delle vesti. Le persone si strappavano le vesti. Quello era per simboleggiare il dolore e, secondo il Talmud, c’erano 39 regole e regolamenti diversi sul come strapparsi le vesti. Secondo il Talmud dovevi farlo in piedi e dovevi farlo sul cuore o vicino al cuore, se era la madre o il padre, dovevi farlo proprio sul cuore, se no potevi farlo nelle vicinanze. E bisognava fare uno strappo abbastanza grande da poterci infilare un pugno. E poi lo si doveva lasciare per sette giorni e per i 30 giorni successivi, lo si poteva ricucire con grossi punti, ma non in modo permanente, affinchè le persone sapessero che si era ancora in lutto. E per evitare che le donne si esponessero in modo indiscreto, si strappavano gli indumenti intimi e li indossavano al contrario. E c’erano 39 istruzioni diverse.

E quindi tutto ebbe inizio ed erano tutti lì che si strapparsi i vestiti. E credetemi, questo sarebbe stato un funerale grande perché si trattava di un uomo molto importante. E quindi erano tutti lì a strapparsi i vestiti. La seconda cosa erano i pianti, e le donne professioniste arrivavano e cominciavano a piangere. Erano state pagate ed avrebbero imparato la storia domestica della famiglia intera, affinchè potessero tirare fuori i nomi di tutti coloro che erano morti in quella famiglia per far riemergere vecchi dolori sepolti da tempo, ‘Oh, ricordati di Alice. Oh, ricordati di Charlie,’ e continuavano e continuavano, e ritiravano fuori tutto, e si lamentavano, strillavano, urlavano e facevano un sacco di baccano. Cercavano di toccare ogni tenerezza possibile nei confronti di ogni persona che era morta prima.

La terza cosa erano, come noterete nel versetto 23, i musicisti, i suonatori di flauto. C’erano tanti strumenti, ma in loro avevano i sonatori di flauto. Il Talmud dice: ‘Il marito è tenuto a seppellire sua moglie e a fare lamenti di lutto per lei secondo l’usanza di tutti i paesi; e anche i più poveri tra gli israeliti non le concederanno meno di due flauti ed una donna piangente,’ cioè, anche se eri in condizioni di estrema povertà, dovevi assumere una donna piangente e due flauti. Ora, se eri ricco però, il Talmud dice che dev esser fatto in accordo con la propria ricchezza.

Quindi, questo era un uomo che probabilmente aveva molto e quindi il posto era pieno di flauti, e potete immaginare che confusione: Strappi, lacerazioni, urla, grida e lamenti, e sonatori di flauti che suonavano dappertutto. In effetti, anche nel mondo romano si faceva così, e Seneca scrisse che alla morte dell’imperatore Claudio c’erano così tanti sonatori di flauto e così tante urla che si pensava che probabilmente Claudio stesso le avesse sentite, anche se era morto. Si può quindi capire come fosse un funerale a quei tempi. Gesù vide i musicisti e le persone che facevano tutto quel rumore. Versetto 24, osservate:

“E gli disse: ‘allontanatevi’” – ‘Andate via!’ Il Principe della pace è arrivato. Gli disse, “allontanatevi,” ‘Ma perchè? È giusto così. Il Talmud lo richiede. Stiamo solamente facendo quello che dobbiamo fare.’ “Andate via – Perché? - perché la bambina non è morta, ma dorme.” Cosa? Guardate a quello che dice alla fine del versetto 24: “Ed essi ridevano di lui” ‘Cosa sta dicendo? In che senso non è morta?’ Non lo sapeva. Ma certo che lo sapeva era già stato comunicato pubblicamente e sapeva che l’avrebbe risuscitata, certo che lo sapeva... quello che stava dicendo è: ‘Non potete trattare la sua morte come morte. Dovete trattarla come sonno, perché è temporanea,’ vedete? Ecco cosa sta dicendo: ‘Dovete trattarla come se stesse solo dormendo’ e l’implicazione è che l’avrebbe risuscitata dai morti ed è per questo che ridevano di lui, gli risero in faccia: ‘Oh la risveglierà’ e questo dovrebbe dirvi che erano pagati no? Erano li in lutto e tutto d’un tratto iniziarono a ridere.

Potevano piangere per questa bambina o ridere di Gesù in un istante; e così lo derisero in faccia. In realtà, il verbo significa che risero forte, risero davvero forte, così come riderebbe un superiore sul conto di uno stupido. Oh e tra l’altro, questo verbo viene usato solamente in questa storia, e viene usato tre volte. È il tipo di risata sprezzante riservata per prendersi gioco di uno stolto. Solamente uno stupido potrebbe mai pensare di poterla risuscitare dai morti.

E la folla di Capernaum aveva visto altri miracoli, ma non credevano comunque, proprio come già disse Gesù: ‘Se non credono a Mosè e ai profeti, non crederanno nemmeno a Colui che è risuscitato dai morti,’ ma, comunque, disse: ‘Fermatevi. Allontanatevi,’ ed essi gli risero in faccia. Versetto 25: “Ma quando la folla fu messa fuori,’ – se ne andarono tutti – ‘egli entrò, prese la bambina per la mano’ e gli altri vangeli dicono che disse: ‘Talitha kum’ - sapete cosa significa? ‘Bambina, alzati,’ ‘bambina, alzati,’ e poi: “prese la bambina per la mano ed ella si alzò’ e sapete cosa dice? Dice che i genitori – negli altri vangeli – erano ‘stupefatti!’ E Gesù disse loro di non dirlo a nessuno, ma non riuscirono a resistere e così facendo posero ancora più pressione su di lui nel mentre i suoi nemici si avvicinavano sempre di più.

Luca 8:55 ha un commento molto importante da aggiungere a tutto questo. Dice che il ‘suo spirito ritornò’ il che significa che era veramente morta, “ed il suo spirito ritornò ed ella si alzò.’ Sapete, Gesù non doveva toccarla, non aveva bisogno di allungare la sua mano. Avrebbe potuto semplicemente dirlo, ma quello è solamente il modo in cui Dio di esprime la sua tenerezza, lo capite? È il modo in cui Dio esprime la sua gentilezza, la sua affettuosità ed amorevolezza. È il modo in cui il popolo di Dio si dovrebbe salutare con un bacio santo come estensione del suo affetto verso di loro.

Ed il versetto 26 dice: “E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.” E sapete cosa dissero di lui? Dissero che Egli ha ‘potere sulle malattie. Egli ha potere su disturbi personali. Lui ha potere sulla morte. Lui può redimere.’ E quindi Matteo raggiunge l’apice nella sua presentazione del potere di Gesù Cristo. “Egli è Colui – dice Giovanni – che ha le chiavi dell’inferno e della morte,” grande verità! Amati, non abbiamo alcuna ragione di temere la morte, per niente affatto. Il poeta l’ha detto in questo modo, amo questa: “Non si deve più piangere, né chiamare morti i figli defunti. Perché la morte è adesso sonno ed ogni tomba un letto.” Da giovane, D. L. Moody fu chiamato improvvisamente a predicare per un funerale. Decise di andare a caccia nei Vangeli con il proposito di trovare uno dei sermoni funebri che aveva predicato Cristo, ma cercò invano. Scoprì che ogni volta che Cristo andò ad un funerale, lo interroppe risuscitando la persona dai morti; e quindi non predicò mai ad un funerale. Quando i morti sentivano la sua voce, risorgevano immediatamente.

Dobbiamo rallegrarci della morte, perché l’abbiamo vinta, ‘Non lascerà che il suo Santo veda la corruzione,’ “Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi son delizie in eterno.” Credo che Arthur Brisbane l’abbia capita tutta e mi abbia aiutato a guardare i funerali da un punto di vista diverso. Arthur Brisbane voleva dimostrare cosa fosse un funerale, e quindi s’immaginò una folla di bruchi in lutto, tutti vestiti di nero e tutti questi bruchi strisciano in lutto trasportando il cadavere di un bozzolo verso la sua ultima dimora di riposo. I poveri bruchi sono afflitti, piangenti, e sopra di loro svolazza una farfalla incredibilmente bella, che guarda in basso con incredulità assoluta. Cristo ci dà speranza. Due settimane fa, quando ho predicato la prima metà di questo sermone, ha toccato il cuore di qualcuno che mi ha scritto questa lettera:

‘Caro John, io e la mia famiglia abbiamo avuto una perdita tragica. Mio fratello minore è stato sparato ed è morto Giovedì pomeriggio. Negli ultimi quattro anni ha lavorato come restauratore d’auto, prima nella Valle e poi a Los Angeles. Aveva appena deciso di trasferire il suo lavoro nella Valle, perché riteneva che, per il tipo di lavoro che svolgeva, Los Angeles non fosse una zona sicura. La scorsa settimana aveva iniziato di nuovo a lavorare nella valle e sembrava sentirsi molto più al sicuro. Giovedì pomeriggio, lui e il suo collega si sono recati a un indirizzo di Burbank, città nella quale la nostra famiglia ha vissuto negli ultimi 14 anni, per riprendere possesso di un’auto che il proprietario non voleva pagare. Il collega di mio fratello si è presentato alla porta del proprietario del veicolo per dirgli che la sua auto sarebbe stata pignorata a meno che non pagasse al momento. L’uomo rispose dicendo: ‘Prendetevi l’auto,’ e quindi mio fratello ed il suo collega procedettero quando all’improvviso, l’uomo uscì dall’appartamento con un fucile. Mio fratello disse subito all’uomo che non era un problema e che non avrebbero preso l’auto. L’uomo però sparò un colpo che colpì mio fratello al petto e l’uccise all’istante.

Io e la mia famiglia stiamo affrontando un momento difficile anche se sappiamo che c’è una ragione per la quale Gesù permise che questo accadesse. Il tuo sermone di oggi sul ‘potere di Gesù sulla morte’ è stato tempestivo ed ha portato grande conforto a me e alle mie due sorelle, che sono entrambe cristiane, che però sono venute qui a Grace per la prima volta. Mio fratello era un uomo meraviglioso e caloroso, avrebbe aiutato chiunque nel momento del bisogno, estraneo o amico che sia. Era una di quelle persone che anche se stesse andando a lavoro, si sarebbe fermato ad aiutare qualcuno bloccato in macchina. A volte sento che tutto va bene e che sono in pace sapendo che è con il Signore. Ma poi ci sono altre volte in cui riesco a pensare solo a mio fratello sulla strada e darei qualsiasi cosa per riaverlo. Ma so che tornerà quando Gesù risusciterà i morti, ed ho questa gioia da attendere. Ringrazio te ed il Signore per il messaggio di oggi e per la conoscenza che mio fratello è in pace, nel nome di Gesù.’ È una grande speranza, non è vero? È l’unica cosa che può sostenerci, sapere che ha potere sulla morte. Preghiamo.

Grazie, Padre, per il tempo trascorso questa mattina, per come ci hai servito nella Parola. Soddisfa ogni bisogno in questo luogo. Per coloro che non ti conoscono, possa questo essere il giorno in cui aprano il loro cuore e credano. Per coloro che ti conoscono, possa esserci un impegno più profondo. Per coloro che stai chiamando a unirsi alla tua Chiesa, fa si che rispondano oggi, e che siano obbedienti.

E nel mentre il vostro capo è chino, giusto un ultimo secondo, se non conosci Cristo, proprio dove sei, apri il tuo cuore. Invitalo a venire e a salvarti, a perdonare il tuo peccato e a mostrarti la sua misericordia e la sua salvezza, a darti vittoria sulla morte e lo farà.

Padre, porta coloro che vuoi che vengano a te e tocca ogni vita con la grande speranza che abbiamo, perché Tu hai il potere sulla morte. Riportaci qui di nuovo stasera nell’attesa che sarai tu a parlarci e fa si che apriremo il nostro cuore per condividere le cose che stai compiendo. Grazie per questo giorno e per queste persone. Ti diamo tutta la gloria nel nome di Cristo. Amen.

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