Una delle grandi gioie del nostro tempo di adorazione insieme è lo studio della Parola di Dio. Come possiamo adorare Dio se non sappiamo chi è? Come possiamo adorarlo pienamente se non lo adoriamo nella verità? E quella verità giunge a noi attraverso la Sua Parola. Apriamo le nostre Bibbie al capitolo 24 del Vangelo di Matteo. Matteo, capitolo 24. E questa mattina, è con entusiasmo che giungiamo a questo passo, continuando ad esaminare questo grande sermone sulla seconda venuta, predicato dal nostro Signore Gesù Cristo. È conosciuto come il “Discorso sul Monte Degli Ulivi”, e da una parte, come ho detto, seppur tornare a questo passo è un’esperienza grandemente entusiasmante, devo anche scusarmi con coloro che non sono stati con noi dal principio, perché vi mancheranno alcune cose nel mentre considereremo questo sermone dal punto di vista in cui ci troviamo oggi, perché siamo già entrati nel sermone e ci troviamo in realtà al versetto 16 di Matteo 24, riprendendo da dove avevamo lasciato l’ultima volta.
Però, forse, vale ribadire alcune cose a modo introduttivo per poterci aiutare un po’ a ritrovarci. Personalmente, non penso che ci sia un argomento più intrigante, più affascinante della seconda venuta del Signore Gesù Cristo. Non conosco alcun argomento biblico che possa creare la stessa quantità di curiosità che questo argomento può creare. Ed in realtà, ci sono poche cose nella Scrittura che sono così altamente motivanti - sia per il credente che per il non credente - come la consapevolezza della realtà della seconda venuta di Gesù Cristo. L’apostolo Paolo disse: “Conoscendo il timore del Signore, persuadiamo gli uomini”, in altre parole, rendendoci conto che Cristo verrà in giudizio e porterà un olocausto terrorizzante sulla terra, presentiamo il vangelo affinché gli uomini possano sfuggirvi. Per di più, Paolo disse che noi lavoriamo, sia presenti che assenti, affinché possiamo essere in un certo senso accettati da Lui. Così noi che siamo credenti serviamo il Signore sapendo che un giorno Lui verrà a ricompensarci, e vogliamo farci trovare fedeli.
Così, la seconda venuta di Gesù Cristo, sia nel suo aspetto di avvertimento per l’incredulo riguardo al giudizio a venire, sia come incoraggiamento per il credente con la ricompensa promessa, è un argomento altamente motivante. E non c’è luogo nella Scrittura dove essa sia presentata in modo più meraviglioso di qui, in Matteo 24 e 25, dalle stesse parole del Signore.
Ora, ricordate: si tratta di un unico sermone pronunciato dal nostro Signore sul Monte degli Ulivi ai Suoi discepoli. Prima di questo, Lui aveva trascorso il Suo ultimo giorno parlando alle folle d’Israele, pronunciando giudizio su di loro. Disse che la loro casa sarebbe rimasta deserta. Essi lo avevano rifiutato, ed Lui li aveva rifiutati. Alla fine di quel tempo, lasciò il tempio, si diresse al Monte degli Ulivi e lì predicò un sermone ai Suoi discepoli. È un sermone nato in risposta a delle domande che essi Gli pongono. Notatele nel versetto 3 di questo capitolo: “Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della Tua venuta e della fine dell’età?”
Da ciò che Gesù aveva detto, i discepoli pensano che il regno sia molto vicino. Non si rendono conto che in realtà è ancora lontano millenni, perché non comprendono che ci sono due venute di Cristo. Lui viene una prima volta in umiliazione per morire, poi – dopo un lungo periodo di tempo – verrà una seconda volta in gloria per regnare. Ma loro non vedono queste due venute come distinte: le percepiscono come una sola. Così, mentre Lui predica, insegna, guarisce e ora ha purificato il tempio, essi credono che stia preparando tutto per instaurare il Suo regno. Infatti, in Matteo 24 li troviamo al culmine della loro aspettativa per l’arrivo del regno.
Poi, Gesù fa loro una profezia, al versetto 2 del capitolo 24. Parlando del tempio che essi osservano dall’alto del Monte degli Ulivi, dice: “Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata”. Lui predice la distruzione totale del tempio, fino a non lasciare una pietra sull’altra. E questo era un edificio immenso – una struttura colossale, costruita con pietre gigantesche che pesavano tonnellate – eppure Gesù ne annuncia la completa rovina.
Quando Lui dice questo, la loro curiosità e la loro attesa crescono ancora di più, perché probabilmente comprendono che si tratta del giudizio di Dio su ciò che è, per stabilire ciò che Lui vuole. Cristo, avendo già purificato l’interno del tempio all’inizio della settimana – scacciando i cambiamonete, i venditori e i compratori – ora annuncia che tutto sarà abbattuto, e che verrà il tempio del regno, il culto del regno, e tutto sarà rinnovato. Si trovano dunque in un momento di grande aspettativa, e Gli chiedono: “Quando accadrà tutto questo, e quale sarà il segno che dovremo osservare per riconoscere la Tua presenza nella gloria del regno e la fine dell’età dell’uomo?” quindi loro pensavano che tutto era imminente.
E così Gesù risponde loro, a partire dal versetto 4, con un sermone sulla Sua seconda venuta. Ora, alcuni hanno sostenuto che questo discorso si riferisca soltanto alla distruzione di Gerusalemme, e che tutto quanto fu adempiuto nel 70 d.C., quando il tempio fu distrutto. Ma per molte ragioni ciò è impossibile, come abbiamo già sottolineato nel nostro messaggio precedente.
Vorrei però aggiungere un altro pensiero. Alcuni dicono: “Perché Gesù descrive e predice nel versetto 2 la distruzione del tempio, se quello non è l’argomento principale? Perché affermare che tutte le pietre saranno rovesciate, per poi passare a parlare di eventi che avverranno migliaia di anni più tardi alla seconda venuta? Perché menzionare la distruzione del tempio?” Ebbene, la risposta è semplice. Un profeta poteva essere riconosciuto come vero profeta solo se le sue profezie si avveravano sempre. Ora, come poteva Gesù essere creduto quando parlava della Sua seconda venuta, se tutti coloro che stavano ascoltando quella predizione sarebbero morti molto prima che accadesse? In altre parole, è facile predire qualcosa di lontano nel futuro. Anch’io potrei predire un sacco di cose nel futuro, cose che non accadranno fin che tutti noi siamo morti, cose che non possono esser verificate, come potrei sapere di esser un profeta, se non c’è modo di provarlo?
Di norma, i profeti di Dio, mandati a parlare da parte di Dio per dare il futuro, annunciavano anche profezie più vicine, per stabilire la loro credibilità. In altre parole, se risultavano accurati nella profezia verificabile nella storia, allora potevano essere creduti anche per quella più lontana, nel futuro, che non si poteva ancora vedere. Ecco perché Gesù menziona la distruzione di Gerusalemme al versetto 2: non per introdurre un sermone su quell’evento, ma per fornire un punto di riferimento storico con cui verificare che Lui dice la verità. Così Lui disse: “Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata”.
Ora, dovete comprendere che il tempio costruito da Erode era una struttura assolutamente imponente. Lo abbiamo descritto in parte, ma lasciatemi aggiungere qualche dettaglio per capirne la grandezza. La costruzione iniziò tra il 20 e il 10 a.C. Diecimila tagliapietre e muratori lavorarono per dieci anni solo sull’edificio principale. Inoltre, mille sacerdoti furono addestrati come tagliapietre e carpentieri, poiché solo un sacerdote poteva lavorare su un luogo sacro. Così, diecimila operai e mille sacerdoti costruirono le parti sacre del tempio. E non era che l’inizio. I lavori proseguirono dal 10 a.C. fino al 64 d.C. Fu, dunque, un progetto di ottantaquattro anni, completato nel 64 d.C. e completamente distrutto nel 70 d.C. Ottanta anni di lavoro annullati in pochi mesi.
E vi chiederete: “Ma la profezia che nessuna pietra sarebbe rimasta sull’altra si è davvero adempiuta?” Sì, esattamente così. I Romani rasero al suolo l’intera struttura, senza lasciare pietra su pietra. È un fatto storicamente verificato e indiscusso: accadde nel 70 d.C., proprio come Gesù aveva detto. Sembrava una profezia impossibile, inconcepibile – e proprio questo la rende una prova straordinaria. Gesù annunciò qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere, né avrebbe mai immaginato: che qualcuno potesse avere la forza o la volontà di distruggere un edificio così magnifico. Eppure è esattamente ciò che accadde. Vi ho già parlato della furia dei soldati romani, talmente accecati dalla rabbia che nemmeno il loro generale, urlando di fermarsi in mezzo al tempio, riuscì a farsi obbedire. Erano, credo, posseduti dalle forze di Satana, intenti a cancellare ogni traccia dell’adorazione di Dio — e così facendo, in realtà, adempirono la profezia di Gesù, confermandolo come Colui che parla la verità.
Ora, sapendo che Gesù può essere verificato nel passato attraverso una profezia vicina, possiamo credere a Lui per quella lontana, giusto? Ed è proprio per questo che Lui predice la distruzione di Gerusalemme nel versetto 2: per stabilire le Sue credenziali di profeta veritiero. I discepoli, però, pensano che tutto questo faccia parte della fine. E così chiedono: “Qual è il segno che tutto ciò giungerà al compimento?” Questa è la loro domanda nel versetto 3 — e da essa nasce il sermone che va da Matteo 24:4 fino al capitolo 25.
Ora, a proposito, questo metodo usato da Gesù — dare una profezia vicina per confermare una profezia lontana — è lo stesso impiegato da profeti come Daniele, Isaia e Zaccaria. È tipico del linguaggio profetico. Così, i discepoli chiedono: “Qual è il segno della Tua venuta, della Tua presenza, del Tuo regno, della Tua gloria, della fine dell’età dell’uomo?” E il Signore risponde dando loro una serie di segni, nei versetti 4–14, che Lui definisce al versetto 8 “l’inizio dei dolori del parto”. Come sappiamo, i dolori del parto vengono alla fine e conducono alla nascita: così, anche alla fine dell’età dell’uomo, certe cose accadranno e porteranno alla nascita del regno di Cristo. I versetti 4–14 descrivono dunque gli eventi generali che segneranno l’inizio della fine, poco prima del Suo ritorno.
Ma Gesù va oltre, al versetto 15, indicando un evento preciso che dà inizio a tutto: “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, di cui ha parlato il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge intenda”. Quando vedrete quella “abominazione della desolazione”, saprete che quello è il segnale che tutto sta per cominciare. Il versetto 21 aggiunge: “Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non vi fu dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”.
Dunque, quell’unico evento è il segno che dà avvio ai dolori del parto. E la scorsa settimana abbiamo esaminato in dettaglio il versetto 15, parlando dell’abominazione della desolazione. Si tratta dell’anticristo che entrerà nel tempio ricostruito alla fine dei tempi, dove gli ebrei torneranno ad adorare. Lui entrerà come loro protettore, come alleato, come colui che li difenderà dalla minaccia della Russia e dell’aggressione araba – entrerà, per così dire, come il loro salvatore. Daniele 9 dice che essi faranno un patto con lui. Lui sarà il capo di un impero romano rinato, una confederazione dell’Europa occidentale.
E come predice Daniele, da quel gruppo sorgerà questo grande leader, protettore d’Israele. Ma a metà del periodo di sette anni, Lui romperà il patto, profanerà il loro culto nel luogo santo, erigerà un’immagine di sé stesso – come leggiamo in 2 Tessalonicesi 2 e in Apocalisse 13 – e pretenderà che tutto il mondo lo adori. E quello sarà il segnale che scatenerà l’intero olocausto della fine dei tempi. Così il versetto 15 descrive questo evento come “l’abominazione della desolazione”: un atto detestabile di idolatria che porta rovina, un sacrilegio compiuto nel tempio stesso di Dio.
Ora, quando questo accade, tutto ciò che è descritto nei versetti 4–14 si scatenerà: verranno falsi salvatori; ci saranno guerre e voci di guerre; nazione contro nazione, regno contro regno; carestie, terremoti; e persone consegnate alla persecuzione per essere uccise e odiate. Sorgeranno tradimenti, falsi profeti e ingannatori; il peccato dilagherà, l’iniquità abbonderà — dice il versetto 12 — e l’amore di molti si raffredderà. Tutto questo sarà innescato dall’”abominazione della desolazione” a metà dei sette anni. Il re contraffatto di Satana diventerà re del mondo: un uomo di peccato, posseduto dai demoni, ispirato dall’inferno, odiatore di Cristo, ribelle contro Dio, assassino di cristiani, disprezzatore degli ebrei, che prenderà in mano le redini del governo mondiale. E Satana scioglierà ogni freno nel tentativo di distruggere tutti i cristiani, tutti gli ebrei, la nazione d’Israele, per impedire a Gesù Cristo di stabilire il Suo regno.
A proposito, credo che a quel punto la chiesa sia già stata rapita; dunque, non saremo là. Attendiamo il tempo in cui il Signore ci porterà con Sé e poi riverserà quel giudizio sulla terra; e alla fine torneremo con Lui dal cielo quando Lui stabilirà il Suo regno. Tratteremo questo tema più a fondo in studi successivi. Il Signore, quindi, ci ha dato un quadro chiaro della Sua venuta: ecco i dolori del parto, ecco il tipo di cose che accadranno, ed ecco il segnale che dà inizio a tutto. Ora, arrivando ai versetti 16–28, Lui ci avverte — e avverte tutti i lettori che si troveranno a vivere quel tempo — riguardo a quattro cose: calamità severe, sottile confusione, crollo spirituale e la Sua seconda venuta. E sono davvero realtà da tenere bene a mente.
Il versetto 15 comincia con “Quando”: “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione…”, e poi il versetto 16 continua: “allora coloro che sono in Giudea fuggano ai monti”. Ora, qual è la risposta quando tutto questo accadrà? Quando questo accade, cosa fate? Fuggire. Fuggite! La parola greca è pheugō, da cui deriviamo il termine “fuggitivo”: correte, uscite, perché finché resterete a Gerusalemme sarete vulnerabili alla morte ed alla persecuzione, soprattutto se siete ebrei — l’anticristo vorrà cancellare Israele. Satana ha tentato di farlo lungo tutta la storia: se riuscisse a eliminare Israele, vanificherebbe l’intero piano di Dio, che culmina nella salvezza d’Israele e nel suo regno. E Satana ha cercato di distruggere Israele per tutto il corso della storia, quando l’anticristo prenderà il potere a Gerusalemme e stabilirà il suo trono, gli ebrei rimasti saranno estremamente vulnerabili. Perciò, in quel giorno, correte, correte.
E non solo quello, ma se ci saranno credenti che rifiuteranno di adorare l’anticristo — cristiani che si troveranno in Giudea — anche loro dovranno fuggire. La Giudea è la regione la cui città principale è Gerusalemme, la parte meridionale della Palestina, e dice, chiunque, anche voi! Andate via! Percgè vorrà distruggere anche voi, Apocalisse 13 dice che farà guerra ai santi; e sappiamo da Apocalisse 12 che vorrà cancellare Israele dalla faccia della terra, quindi, il comando generale di fuggire riguarda tutti coloro che si rifiuteranno di prostrarsi davanti all’immagine dell’anticristo, che siano ebrei o cristiani, e dice: “fate Meglio a fuggire!”
E quindi crediamo che, quando ciò accadrà, ci sarà una sorta di esodo dalla terra, un’uscita dalla città di Gerusalemme per cercare protezione, ed ovviamente non tutti ce la faranno, seguitemi a Zaccaria per un momento, penultimo libro dell’Antico Testamento, penultimo capitolo, capitolo 13 versetto 8, dice: “Ed avverrà” — Zaccaria contempla lo stesso periodo, dice: “avevrrà che in tutto il paese, dice il Signore, due terzi saranno sterminati e moriranno”. Non tutti gli ebrei sopravvivranno: l’anticristo si muoverà contro di loro, e due su tre periranno. Sarà un massacro terribile. L’olocausto futuro contro gli ebrei sarà grande quanto — e, dal versetto 21, evidentemente più grande di — qualsiasi cosa del passato. Due su tre moriranno. Il versetto 9 aggiunge: “Una terza parte sarà risparmiata, raffinata e custodita da Dio”, quindi, Zaccaria ci dice che, pur fuggendo, non tutti ce la faranno, non tutti sopravviveranno.
Andiamo ad Apocalisse 6. Ricordate: parliamo di un tempo reale, di persone reali; non è fantascienza. Quando quel governante politico dell’Europa rinata prenderà il potere, si proclamerà dio, innalzerà un’immagine, avvierà massacri sulla terra e comincerà proprio da Gerusalemme, la gente dovrà correre per salvarsi la vita. Sarà un vero olocausto. Molti ebrei periranno — due su tre — e molti altri con loro. In Apocalisse 6:9, all’apertura del quinto sigillo (che descrive proprio quel periodo chiamato Tribolazione), “sotto l’altare vi sono le anime di coloro che erano stati uccisi per la Parola di Dio e per la testimonianza che avevano”. Ecco i credenti — cristiani, gentili o ebrei — martirizzati per la loro fede.
Neppure loro erano scampati: erano stati martirizzati, avevano perso la vita. E sono raffigurati qui che gridano: “Fino a quando, o Signore” — versetto 10 — “fino a quando non vendicherai il nostro sangue su quelli che abitano sulla terra?” Fino a quando non fermerai questa carneficina in cui l’anticristo sta massacrando i santi? “E furono date a ciascuno di loro delle vesti bianche, e fu detto loro di riposare ancora un poco”. La Tribolazione non è finita: è appena cominciata, “I vostri compagni di servizio e i vostri fratelli devono ancora essere uccisi”. Fa parte dell’adempimento: ci sarà martirio. Zaccaria vede gli ebrei uccisi; l’Apocalisse vede i santi che hanno creduto in Cristo uccisi. Non tutti scapperanno: chi non lo farà — è questo il punto — pagherà con la vita. Ecco perché Gesù dice: “Correte in fretta: la vostra vita è in pericolo”.
In Apocalisse 11 si parla di settemila persone che muoiono in Gerusalemme a causa di un terremoto. Nel 12:11 si ricordano martiri che “non hanno amato la loro vita fino alla morte”: mentre alcuni tradiscono o rinnegano Cristo pur di vivere, altri non amano così tanto la loro vita da rinnegare la fede, e sono pronti a morire per la testimonianza di Gesù — e lo faranno. In 13:7 si dice che Lui fa guerra ai santi e li vince — anche questo indica il martirio. E 17:6 raffigura il falso sistema religioso “ubriaco del sangue dei martiri”.
Tutte queste pagine mostrano che, quando sarà posta l’abominazione della desolazione e l’anticristo — energizzato da Satana, assistito da forze demoniache e da uomini e donne in tutto il mondo — diventerà sovrano, si muoverà contro Israele: essi dovranno correre per salvarsi la vita e solo un terzo sopravvivrà. Si muoverà anche contro i credenti: anche loro dovranno fuggire, e non tutti ce la faranno. Ma per chi fugge, ci sarà un aiuto soprannaturale.
In particolare, Apocalisse 12 offre un’indicazione riguardo a Israele — è un passo affascinante. Vi compaiono una donna e un bambino: la donna è Israele, il bambino è Cristo. Il testo descrive come da Israele sia nato il Messia. Poi appare un drago — Satana — che perseguita la donna e vuole uccidere il bambino. Ma entra in scena un grande campione della causa di Dio per proteggere la donna e il bambino: Michele (versetto 7). Michele combatte i demoni e prevale (versetto 8). Michele è il vincitore.
Proseguendo al versetto 14 — ma prima guardiamo il versetto 6, che collega Meglio: “E la donna” — cioè Israele, nel tempo della Tribolazione, mentre Satana fa di tutto per distruggerla e per impedire il regno di Cristo — “fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché là la nutrano per mille duecento sessanta giorni” (1260 giorni, cioè 42 mesi, tre anni e mezzo). Questo è sempre il periodo della Grande Tribolazione: non cambia mai. A metà del patto settennale di Daniele, l’anticristo lo rompe, e per tre anni e mezzo — 42 mesi, 1260 giorni — esplode l’olocausto. Così Israele fugge e, per 1260 giorni, è protetta da Dio in un luogo da Lui preparato. È un buon territorio per fuggire: grotte ovunque, in Edom, in Moab, in tutto il deserto desolato della regione — molti nascondigli.
Ora il versetto 14: “Alla donna” — perseguitata, come mostra il versetto 13 — “furono date le due ali della grande aquila”. Io ritengo si tratti di Michele, il protettore del popolo di Dio. In modo soprannaturale, questo grande difensore d’Israele “volerà” nel deserto portando il popolo; là essi saranno nutriti “per un tempo” (uno), “dei tempi” (due) e “la metà di un tempo” (mezza): uno più due più mezza unità fa tre e mezzo — lo stesso periodo. Per tre anni e mezzo, dunque, Michele e i suoi angeli libereranno il popolo che riesce a fuggire, custodendolo in un luogo di sicurezza e protezione. Questo riguarda certamente Israele, e può benissimo includere anche credenti gentili e altri che sfuggiranno al massacro dell’anticristo.
Ora possiamo tornare a Matteo 24. Dunque, ciò che il nostro Signore dice è: “Guardate, quando vedrete quell’evento, correte più veloci che potete. Uscite di lì”. Infatti, il versetto 16 dice: “Entrate nei monti, fuggite verso i monti dove potete nascondervi”. E poi il versetto 17 diventa descrittivo: “Chi è sulla terrazza non scenda per prendere qualcosa da casa sua”. Se vi capita di essere su quella terrazza — in quei giorni il tetto di casa era come un patio, con una scala esterna che saliva; se ne vedono ancora alcune così in Israele anche oggi, e la gente stava sul tetto — se vi capita di essere sorpresi lassù, non entrate neppure in casa a prendere le vostre cose: scendete per le scale e uscite dalla città, perché quando quella cosa accade, come dice in Apocalisse, la devastazione verrà e la morte come una piena. Verrà come una piena improvvisa, come un fuoco che attraversa la terra. Uscite, non entrate neppure in casa a prendere le vostre cose e non portate fuori nulla. Saltate giù dal tetto e correte più veloci che potete. Questo è quanto terribile sta per venire. E qualsiasi indugio significa morte.
E così il Signore si aspetta e sollecita una normale ritirata per sicurezza. Il Signore non li fa restare lì a fronteggiare i proiettili; dice soltanto di uscire di lì. Non sta patrocinando un complesso da martire. Correte. Il versetto 18 dice: “E chi è nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello”. “Mantello” si riferisce alla sopravveste, e se siete là fuori a lavorare nel campo e avete posato il mantello sul carro a mezzo chilometri di distanza e siete nel campo a fare qualcosa e arriva la notizia che è successo, non tornate al carro a prendere nulla: uscite. Correte soltanto, perché Satana ha preso il controllo. Le forze dell’inferno sono al loro posto e l’olocausto sta arrivando. Uscite di lì.
E poi il versetto 19: “E guai a quelle” — letteralmente il greco dice “donne che hanno qualcosa nello stomaco”, cioè le donne incinte — “e a quelle che allattano”. “Guai alle donne incinte e alle madri che allattano”. Voi potreste dire: “Perché?” Be’, alcuni commentatori dicono: perché è così difficile correre quando si è incinte, ed è così difficile correre quando si ha in braccio un piccolo lattante; e non c’è dubbio che ciò sia vero. Ma penso che ci sia qualcosa di più in questo. E, mentre studiavo la Bibbia per cercare di capire esattamente ciò che il Salvatore stava dicendo qui, sono stato condotto al capitolo 13 di Osea e a un tempo in cui Osea guarda alla fine e parla della salvezza d’Israele, del far tornare Israele e di come Dio porterà giudizio su coloro che hanno giudicato Israele ingiustamente. E al versetto 16, proprio l’ultima parte, dice — ed è, in un certo senso, interessante: “Samaria diverrà desolata perché si è ribellata al suo Dio”.
Ora, quando Dio viene a portare il Suo giudizio contro il Suo popolo ribelle, quando viene a chiudere tutti i capi dell’iniquità di Efraim, quando viene a restaurare, prima deve purificare. E dice al versetto 16: “Cadranno di spada; i loro bambini saranno sfracellati”. Ecco perché Lui avverte coloro che hanno piccini. Credo che quando l’anticristo verrà, questa sia un’indicazione che ci sarà la devastazione dei neonati. Lo vedete profetizzato in Osea 13:16; lo vedete adempiuto persino quando Cristo nacque. Quando Satana cercò di fermare la nascita di Cristo, che cosa fece? Massacrò tutti i bambini. Quando Satana volle uccidere il profeta di Dio — come Cristo lo era per eccellenza — e, prima di Lui, Mosè, che cosa fece? Massacrò tutti i bambini, cercando di arrivare a Mosè. E non sarà diverso neppure in quel periodo di tempo. L’anticristo, penso, porterà sul mondo un’attività così infernale che comprenderà bambini sfracellati e donne incinte, donne con bambino, che saranno squarciate. E questo, credo, è principalmente il motivo per cui il Signore avverte a quel riguardo: il tipo di cose che accadranno in quel giorno sono e saranno per noi quasi inspiegabili, quasi incredibili.
Ma ciò è perché non comprendiamo la natura dell’olocausto quando Satana ha il controllo totale del mondo, la chiesa è rimossa, il Restrittore ha ritirato il Suo potere di freno, il peccato sarà dilagato, tutto l’inferno si scatenerà — e questo è ciò che accade. E così il Signore dice che in quel giorno fareste meglio a correre ed a correre velocemente. E, oh, quanto triste per coloro che hanno piccini che saranno sfracellati e per quelle che sono incinte, che affrontano la possibilità di essere squarciate, incredibile.
E poi il versetto 20 dice: “Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato”, e questo serve solamente a sottolineare l’urgenza. Pregate che non sia d’inverno: potrebbe fare freddo, potrebbe piovere e potrebbe perfino nevicare, perché ci sono parti d’Israele dove ci sarà la neve. E così dovrete pregare che non sia in un tempo in cui non potete viaggiare rapidamente; né un giorno di sabato. Pregate che non sia di sabato, specialmente se dovete correre o dovete guidare attraverso certe zone di Gerusalemme, perchè se sono aree dove vivono ebrei legalisti e radicali, sarete lapidati se lo farete, perché essi osservano la legge del sabato dei 2.000 cubiti come massimo tragitto del giorno di sabato, e se anche oggi provate a passare per quelle aree, vi lapidano. Noi ci siamo passati in auto — non di sabato. Abbiamo camminato intorno a quella zona. E quella è un’altra indicazione che il nostro Signore sta dicendo: sperate solamente che non sia in un tempo in cui non siate impediti nel vostro viaggio. Sperate solo che non sia un tempo in cui dovrete affrontare qualche difficoltà per uscire dalla città. Sperate solamente di non essere fisicamente in una situazione in cui avete un lattante o siete incinte. Sperate solamente di poter correre più velocemente possibile e di non dover tornare indietro a prendere qualcosa, uscite, perché l’olocausto sarà così inconcepibile.
Perché? Versetto 21: “Perché allora vi sarà una grande tribolazione” — grande, grande tribolazione, grande pressione — “quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”, il peggior tempo che il mondo abbia mai conosciuto. Non c’è nulla di simile. Potete accumulare tutti gli olocausti della storia umana e non eguaglieranno questo. Semplicemente uscite. Il Signore dice: andate. E molti moriranno per tutto ciò che è descritto nei versetti dal 4 al 14, perché quando avviene quell’abominazione della desolazione, allora verranno le guerre e le voci di guerre, poi viene il crollo mondiale, le carestie, i terremoti, le pestilenze di cui parla Luca, e i tradimenti e le persecuzioni e l’odio — e tutto quello comincierà a scatenarsi. E questo, a proposito, ci è descritto in dettaglio in Apocalisse 6–19. Prima di tutto si aprono i sigilli, poi si suonano le trombe e si versano le coppe: sono tutte immagini di atti di giudizio sulla terra che si intensificano, aumentano, crescono, si accentuano.
E quel periodo, a proposito, dura tre anni e mezzo, come abbiamo detto fin dall’inizio; e tale espressione ci è data molto chiaramente non solo nel libro dell’Apocalisse, ma anche dal profeta Daniele, che non ci lascia alcun dubbio circa la durata. Perché dice, in Daniele 7:25, che questo anticristo che viene “sarà per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo”. Di nuovo: un tempo è uno, dei tempi è due, e la metà di un tempo è una metà — tre anni e mezzo. Questo è sempre il periodo standard in cui questo grande sovrano devasta la faccia della terra. E abbiamo visto in Daniele 12, l’ultima volta, altre indicazioni dello stesso periodo. E in Apocalisse 11:2 ci parla dello stesso concetto dei tre anni e mezzo. Anche in Apocalisse 13:5.
Ora, quanto è severo? Versetto 21: “Quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”. Sapete, in un certo senso è un po’ triste dirlo, ma il messaggio appropriato da dare oggi a Israele è che le cose non miglioreranno: diventeranno infinitamente peggiori. Diventeranno così cattive che la profezia di Zaccaria sarà adempiuta. Verrà una profanazione e un’abominazione; verrà un olocausto a Gerusalemme che toglierà la vita a due su tre di voi. Verrà una cosa devastante — diversa da qualsiasi cosa abbiate mai sognato — nel futuro. Quando, come dice Osea, può benissimo essere che le vostre donne incinte siano squarciate e i figli delle vostre madri che allattano siano sfracellati. Incredibile a pensarci.
Ora, permettetemi di dirvi, per favore: nulla di tutto questo potrebbe mai riferirsi alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. L’unica ragione per cui il Signore diede anche quello fu come punto di credenziale; cercare di far adempiere tutto questo a quello è sciocco. Ma le persone che vogliono farlo, molto spesso, vogliono anche far sì che tutto il libro dell’Apocalisse si riferisca alla distruzione di Gerusalemme — cosa che non può fare, a meno che non siate semplicemente del tutto disonesti con la Scrittura.
Ora, il peggior tempo nella storia del mondo — e il versetto 22 è assai affascinante: “E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma, per amore degli eletti, quei giorni saranno abbreviati”. Ora, è interessante pensare a cosa significhi questo. Cosa intendi, “abbreviati”? Be’, Lui parla di tre anni e mezzo, 42 mesi, 1260 giorni. Ogni volta che la Bibbia ne parla, lo dice così: “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo”. E in nessun luogo dice che sarà più breve di così: è sempre lo stesso tempo. Quindi, la parola “abbreviati” — che è un termine interessante, ekolobōthēsan — potrebbe significare che è fermato istantaneamente: finisce immediatamente, si arresta rapidamente. A meno che non fosse semplicemente terminato in fretta, anche gli eletti sarebbero devastati.
Ma penso che ci sia una spiegazione migliore per la parola. Non dice “eccetto quel giorno”, che abbraccerebbe l’intero periodo come un unico “giorno di giudizio” — la Bibbia spesso usa quel singolare —, ma dice “quei giorni”. “Quei giorni”. E, se la prendete com’è, quei giorni di 24 ore: se non fossero abbreviati quei giorni di 24 ore, io credo che, quando avviene l’abominazione della desolazione e la gente comincia a correre per salvarsi la vita — ebrei e credenti — cercando di sfuggire all’olocausto dell’anticristo, Dio, soprannaturalmente, nella Sua misericordia e grazia, altererà la durata della luce del giorno per dare loro la protezione dell’oscurità. Dite: “Be’, dove lo prendi?” Guardate Apocalisse 6.
Apocalisse 6 versetto 12 — e qui il sesto sigillo ancora si dispiega durante questo periodo: “Ci fu un gran terremoto; il sole divenne nero come un sacco di crine, la luna divenne come sangue e le stelle del cielo caddero sulla terra, come un fico che getta i suoi fichi immaturi”. Versetto 14: “Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola e ogni monte e isola furono rimossi dal loro luogo”. Ora, credo che qui abbiate un’alterazione dei corpi celesti. E quando il sole diventa nero, si fa buio. Infatti, se il sole è nero, anche la luna è fuori. E se le stelle si spengono tutte, è buio. Capitolo 8, versetto 12: il primo insieme di giudizi che abbiamo appena visto sono i sigilli; il secondo sono le trombe. Ma guardate cosa accade nei giudizi delle trombe, in 8:12: “Il quarto angelo suonò e fu colpita la terza parte del sole, la terza parte della luna e la terza parte delle stelle, così che la terza parte di esse fu oscurata e il giorno non risplendé per la terza parte di esso”. La luce del giorno sarà ridotta di un terzo.
Ora andate al capitolo 16, versetto 10. In 16:10 dice: “Il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto nelle tenebre, ed essi si mordevano la lingua per il dolore”. E credo che ciò che sta accadendo sia una progressiva diminuzione della luce del giorno finché, alla fine del periodo della tribolazione, subentrano tenebre totali, e le schiere dell’anticristo si muovono in un’oscurità assoluta. E, naturalmente, ciò diventa una protezione per gli eletti. Ora tornate a Matteo 24 e vedete — penso che, interpretandolo così, sia almeno plausibile. Non posso essere dogmatico, ma ha senso per me. “Se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe”. È proprio la protezione della notte e l’affievolirsi della luce del giorno che salva le persone. “Ma, per amore degli eletti, quei giorni saranno abbreviati”. Per amore di Dio nel preservare il Suo popolo scelto.
Ora, potete riferire la parola “eletti” a Israele: “i miei eletti”, come sono chiamati nell’Antico Testamento. Israele, i miei eletti. Dio afferma di aver eletto quella nazione. E così Lui protegge il Suo popolo: mantiene il Suo resto; risparmia un terzo affinché possa redimerli e portare loro il regno. Non tutti gli ebrei possono morire. Così posso vedere nLui “eletti” qui la nazione eletta Israele, come la vediamo anche in Romani 9–11, dove Paolo parla di Israele come nazione eletta — non l’Israele redento, ma Israele come nazione. E posso anche vedere nella parola “eletti” i credenti redenti di tutte le nazioni. Dunque, per preservare la Sua nazione eletta e per preservare il Suo popolo redento eletto, Lui accorcia i giorni affinché l’anticristo non possa massacrare sia gli ebrei sia i credenti, per amore degli eletti.
Mi piace questo. Questa è la prima volta nel Nuovo Testamento che si usa la parola “eletti”. E ora siamo introdotti a un nuovo concetto riguardo a coloro che appartengono a Dio: apparteniamo a Lui perché Lui ci ha scelti. “Eletto” significa scLuiere, chiamare fuori. Lui ci ha scelti. Ha scelto Israele, ha scelto noi. Se Israele era la Sua nazione eletta, non lo contestiamo. Sapete, perfino coloro che vogliono negare la dottrina dell’elezione in riferimento alla salvezza non negano l’elezione in riferimento a Israele. Non dicono: “Be’, un giorno Dio è uscito e ha detto: ‘Chi vorrebbe alzare la mano per essere la Mia nazione? Chi?’ E tutti gli ebrei hanno detto: ‘Noi lo vorremmo’”. No. Non c’è alcun dubbio sull’elezione d’Israele da parte di Dio. E se Israele è l’eletto di Dio, perché dovremmo turbarci che anche la chiesa sia l’eletta di Dio?
Così Lui dice: “Mi prenderò cura dei Miei eletti”. E volete sapere una cosa? Lui si prende cura dei Suoi eletti. Nessuno sopravvivrebbe per entrare nel regno: non ci sarebbero ebrei redenti per entrarvi, non ci sarebbero gentili redenti per entrarvi, se Lui non cambiasse i giorni in modo che potessero essere al sicuro. Ascoltate, sapete cosa mi dice questo? Quando Dio scLuie qualcuno per Sé, lo manterrà per Sé e adempirà la Sua promessa, anche se dovesse ristrutturare l’intero universo. Questo vi fa sentire sicuri? A me sì. Il Signore è pronto a riogranizzae letteralmente l’intero ordine dell’universo per proteggere i Suoi — meraviglioso.
Così, per amore degli eletti, Lui cambia tutto e comprime la luce del giorno in un periodo più breve e alla fine la cancella del tutto, affinché possano essere al sicuro. Ora, le tenebre totali non potrebbero durare a lungo, perché nulla potrebbe crescere. Ecco perché accade proprio alla fine. E vi dirò un’altra cosa: se riducete la luce del giorno anche solo di un terzo, influenzerete il ciclo di crescita, giusto? Ed ecco perché avrete carestie su tutta la terra; e questo alimenterà ancora più odio, più ira, più guerre e tutto il resto. Ma ciò avviene per proteggere gli eletti. Così meraviglioso. Il Signore arriva a questi estremi per proteggere i Suoi, cambiando persino il funzionamento dell’universo per amore degli eletti. Ragazzi, che pensiero confortante.
Così Lui dice: “Guardate, se siete vivi allora e vedete l’abominazione, correte più veloci che potete”. Perché, primo, sta arrivando una calamità severa. Secondo — e osservate: è molto facile da vedere — una confusione sottile. Ora, ecco cosa succede: tutte queste persone corrono e, quelli che non muoiono, sono nascosti. Sono nascosti da qualche parte, e sono curati dal Signore. Forse sono nutriti con manna dal cielo, non lo so. Non so come il Signore si prenderà cura di loro, ma sono là fuori: Israele e persone redente, e si nascondono. E sapete cosa stanno aspettando? Possono leggere Matteo — e lo leggeranno in quei giorni. Diranno: “È questo, l’abbiamo visto, l’abbiamo visto. Ora, vediamo: siamo scappati, siamo sui monti, ci nascondiamo; sta arrivando, il Signore sta venendo”.
E sono molto vulnerabili, capite? Le persone in grandissima, grandissima disperazione sono estremamente vulnerabili. E qualche falso profeta potrebbe arrivare correndo e dire: “È qui, è qui; è nel deserto. È giù presso il mare. L’abbiamo nascosto in una camera segreta a Gerusalemme. Venite, venite”. Sarebbero molto vulnerabili.
Così il versetto 23 dice di guardarsi dalla confusione sottile: non solo calamità severa, ma confusione sottile. “Se alcuno vi dice: ‘Ecco, qui è il Cristo’, o ‘Là’ — che cosa? — ‘non lo credete’”. Non lo credete. È un inganno. Stanno cercando di farvi inciampare, di intrappolarvi, di catturarvi. Vogliono catturarvi e uccidervi. Vogliono massacrarvi. Il dragone Satana vuole cancellare gli ebrei; quel vecchio nemico di Dio vuole cancellare i redenti. E userà ogni mezzo. Userà il suo inganno e dirà: “Oh, Cristo è arrivato, è proprio qui. Oh, è proprio là. Venite, è qui, ve lo state perdendo”. Non lo credete. Perché sorgeranno falsi cristi — quelli che pretendono di essere il Messia — e falsi profeti — quelli che indicano colui che pretende di essere il Messia, i suoi emissari. “Oh, è qui, eccolo, venite a vederlo” — e mostreranno grandi segni e prodigi, secondo 2 Tessalonicesi 2. Faranno miracoli satanici, miracoli contraffatti; manifesteranno potenza diabolica. Sarà impressionante vedere cose strepitose, così astute da poter persino ingannare gli stessi eletti, dice il versetto 24.
Se fosse possibile, ingannerebbero gli stessi eletti. Volete sapere una cosa? Non è — che cosa? — non è possibile. È per questo che lo dice; altrimenti direbbe che inganneranno gli stessi eletti. Invece dice: no, se fosse possibile, ingannerebbero gli stessi eletti. Non potete ingannare gli eletti. I veramente eletti, che conoscono veramente Cristo, non potrebbero mai essere ingannati su chi Lui sia. Quando Sun Myung Moon dice: “Io sono il Cristo”, io dico: “No, non lo sei. Anzi, non sei neppure nel periodo giusto: aspetta la Tribolazione, poi vieni a dirlo. E non ti crederemo nemmeno allora”. Quando qualcuno dice: “Io sono il Cristo; ecco il Cristo; ecco là il Cristo” — il Gesù dei mormoni, il Cristo dei Testimoni di Geova, questo Cristo, quell’altro Cristo — non ingannerete mai uno che conosce davvero Cristo. Giovanni 10 dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce; io le conosco, ed esse mi seguono”. E se qualcuno devia verso un altro Cristo, non conobbe mai il vero Cristo, perché, una volta conosciuto il vero Cristo, non potete essere ingannati.
Così gli eletti sono protetti: non possono essere distrutti, perché la sovranità di Dio li protegge riorganizzando l’universo; e non possono essere ingannati, perché hanno in sé la conoscenza del vero Cristo. Ma saranno presi di mira: i falsi cristi verranno e diranno: ecco, queste persone sono disperate, aspettano il Messia; il mondo sta crollando, il calendario sta cambiando, le stelle cadono dal cielo, guerre dappertutto, stragi, massacri, fiumi che diventano sangue, il mare che diventa sangue; tutto l’olocausto di Apocalisse 6–19 sta accadendo intorno a loro; è un tempo devastante nel mondo: tutte le piaghe si scatenano, terremoti, carestie, tutto quanto; e loro saranno nascosti, tenendo duro per la venuta di Gesù Cristo. Sarebbero così vulnerabili a un mucchio di falsi profeti che dicono: “È qui, è là. Venite a vederlo. Ce l’abbiamo, è qui”.
Quindi, se lo sentite, non credetelo. Perché tutti questi seduttori verranno — versetto 25: “Ecco, ve l’ho predetto”. L’ha fatto: al versetto 5 e al versetto 11 disse: “Falsi cristi, falsi profeti, falsi messia: ve l’ho predetto”. E glielo aveva detto anche molto prima, già in Matteo 7, 15, 16, 23. Gliel’ha ripetuto per tutto il tempo: “Guardatevi da questi seduttori. Non lasciatevi ingannare. Non cercate qualche messia segreto”. Guardate questo, versetto 26: “Se vi dicono: ‘Pssst — qui, è nel deserto… No, è nella camera segreta; l’abbiamo nascosto in una camera segreta’, non lo credete. Non andateci. Non avvicinatevi a quel luogo. Siete ingannati”. Davvero? Allora, come sappiamo quando arriva? Versetto 27 — così grandioso: “Poiché, come il lampo esce da oriente e si vede fino a occidente, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo”.
Non è grandioso? Voglio dire, sarà come un lampo che attraversa il cielo da oriente a occidente, scioccando tutti. La Sua venuta sarà improvvisa, pubblica, visibile, universale e gloriosa. E tutto il mondo la vedrà. Guardate Apocalisse 1:7. Dice: “Ecco, Lui viene con le nuvole” — ora osservate, Apocalisse 1:7 — “e ogni occhio lo” — che cosa? — “vedrà”. Non è grandioso? Nessuno dirà: “Oh, è venuto? Me lo sono perso. Quando? Davvero?” Non accadrà. E nessuno andrà a dire: “Pssst, è qui… è stato molto silenzioso”. Non lo credete. Leggete Apocalisse 19: Lui viene slanciandosi fuori dal cielo, cavalcando un cavallo bianco, seguito da tutti i santi e gli angeli in vesti bianche della gloria del cielo, venendo sulla terra con una spada nella mano, una veste intrisa di sangue, per portare giudizio sul mondo e distruggere tutti gli eserciti schierati contro di Lui in battaglia. Voglio dire, questa sarà una venuta che tutti vedranno.
Così, quando vedrete il segno, correte veloce. A causa della calamità severa, della confusione sottile, e — un’altra cosa — della corruzione peccaminosa: versetto 28, corruzione peccaminosa. Uscite a causa di ciò che accadrà. Il mondo diventerà così corrotto, così miserabile e così marcio. “Poiché dovunque sarà il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi”. Ora, questa è una specie di proverbio: vedete un cadavere, vedrete avvoltoi. E in Israele e in Palestina ci sono avvoltoi, sono indigeni della zona. La parola greca è aetos: significa un avvoltoio. A volte li chiamano “aquile”, ma la parola ha fondamentalmente a che fare con un avvoltoio. E ciò che accadrà qui è proprio come in quell’analogia: dove trovate un cadavere, vedete l’avvoltoio scendere e avventarsi su di esso. Ed è esattamente questa l’immagine: Cristo verrà, per così dire, come un avvoltoio su un cadavere morto. Il mondo sarà così corrotto, così peccaminosamente corrotto, che giacerà come un cadavere misero, peccaminoso, putrescente, sul quale il Signore verrà in giudizio per strappare, lacerare e ridurre in brandelli quel cadavere. Immagine molto vivida.
Ora, ciò che sta dicendo — implicito in questo — è che il mondo diventerà morto e corrotto. Quindi dovreste correre a causa della calamità severa. Dovreste correre e stare attenti a causa della confusione sottile. E dovreste correre ed essere da qualche parte con le persone al sicuro a causa della corruzione peccaminosa. Il mondo marcirà e marcirà e marcirà. Sarà più miserabile che mai. Tornate al versetto 12: l’iniquità abbonderà. L’iniquità abbonderà. La chiesa è andata. Lo Spirito Santo che trattiene ha ritirato la Sua potenza di freno. Tutto l’inferno si scatena. Il peccato giunge a condizioni dilaganti. E diventa così miserabile e così corrotto che è come il cadavere sudicio, corrotto, in decomposizione di un animale; e come un avvoltoio scende e piomba, per così dire, a portar via quel cadavere, così Dio viene a distruggere ciò che resta di quella corruzione peccaminosa. Dio piomba, per così dire, nel giudizio finale. Ed è esattamente ciò che ha in mente Paolo quando scrive in 2 Tessalonicesi che “Dio verrà in fuoco fiammeggiante, rendendo vendetta a coloro che non conoscono Dio e non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù Cristo”.
Allora, perché restare attaccati a un sistema malvagio e miserabile che peggiorerà sempre di più? Alcune persone rimarranno, e dice che, poiché l’iniquità abbonda — versetto 12 — l’amore di molti si raffredderà. Dicono di amare Cristo, ma abbandoneranno Cristo in favore del peccato perché sono rimasti lì. Correte. Non restate lì per essere corrotti da quel peccato e per essere infine giudicati dalla venuta di Gesù Cristo. Quel mondo vile, miserabile, malvagio sarà portato a giudizio. Così la scena è molto vivida.
Qual è il segno della Tua venuta? Ecco i dolori del parto. Cosa li innesca? L’abominazione della desolazione. Che cosa devono fare coloro che sono vivi quando accade? Correre. Perché? Perché viene la calamità severa, la confusione sottile e la corruzione peccaminosa. Uscite. E un’altra cosa accadrà immediatamente. Versetto 29: “Immediatamente” — ci fermeremo a questo punto, e voi tornate la prossima settimana. Scoprite cos’è. Inchiniamoci in preghiera.
Signore, Ti ringraziamo per il nostro studio della Parola questa mattina. Grande e ricco ed entusiasmante da contemplare: la venuta di Cristo. Allo stesso tempo, Signore, sappiamo che è tragico per coloro che non conoscono il Salvatore. O Dio, preghiamo che ciascuna persona qui guardi nel proprio cuore, sia certa di conoscere Gesù Cristo, di avere la Sua salvezza e il Suo perdono, affinché possa essere parte dei redenti per entrare nella gloria, e non di quelli che sono lasciati in questo mondo a subire il giudizio.
Aiutaci, Signore, anche, a vedere che queste cose stanno avvenendo e a persuadere gli uomini, a chiamarli al Salvatore che solo può salvarli dall’ira a venire. Ti ringraziamo per la promessa che saremo custoditi dall’ora che proverà la terra, che saremo salvati dall’ira a venire, che andremo a stare con Gesù Cristo; che ci occuperemo del tempo delle ricompense per il servizio fedele e della cena delle nozze dell’Agnello mentre la terra attraversa tutto questo, e che ritorneremo con Lui, alla fine, nel Suo glorioso regno. Padre, aiutaci a essere fedeli nei giorni che abbiamo per avvertire il mondo e per vivere alla luce della Tua venuta, per amore di Cristo. Amen.
FINE
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