Beh, non so come stiate voi altri, ma io mi sto vivendo un esperienza meravigliosamente in 2 Corinzi Capitolo 3, infatti, questa porzione è così ricca, che potremmo persino rimanerci fino al rapimento. Il Capitolo 3 di 2 Corinzi è il nostro studio di questa mattina. E voglio incoraggiarvi ad aprire la vostra Bibbia se volete; questa è la quarta parte di una serie che va dal versetto 6 al 18, intitolata: "La gloria del nuovo patto", non so quante parti ci saranno. Ce ne saranno di più ovviamente, ma questa è una sezione della Scrittura molto preziosa, una che non vogliamo prendere alla leggera. Vogliamo coglierne tutte le ricchezze per quanto più possibile. 2 Corinzi 3 dal 6 al 18 è quasi come una versione ridotta del libro di Ebrei. Prende il libro di Ebrei, il grande concetto della superiorità del nuovo patto, e lo riduce a questo piccolo passaggio. E quando ci si entra, non lo si può trattare in sè e per sè, si è costretti ad estendersi indietro includendo molte cose che, come abbiamo già notato, si trovano nel libro di Ebrei, così come altrove nella Scrittura. Dal versetto 6, fino alla fine del capitolo, Paolo vuole rendere molto chiaro che il nuovo patto è superiore all’antico patto. Il motivo per cui questo è importante è perché nella città di Corinto, dove aveva lavorato così fedelmente ed aveva fondato una chiesa incredibile, erano arrivati dei falsi insegnanti e dei falsi apostoli che volevano affermare che l’antico patto è uguale al nuovo patto, volevano affermare che le cerimonie mosaiche ed i rituali ed i riti mosaici dovevano esser praticati, che l’antico patto è tanto permanente quanto il nuovo, è tanto eterno, per così dire quanto il nuvo, è tanto importante quanto il nuovo, è uguale al nuovo. E quindi, stavano imponendo sulla semplicità di Cristo tutte le prescrizioni mosaiche, dalla circoncisione in poi, e stavano confondendo le persone deludendo la semplicità del Vangelo. Ed abbiamo parlato di come il sacramentale e il "sacerdotale" - che è un altro termine in referenza ad un ministero di tipo sacerdotale - rituale, cerimoniale o di routine raffigurato da cose esteriori, tendono ad oscurare la realtà spirituale. Ovviamente, Paolo si difende in 2 Corinzi. La lettera è una difesa del suo stesso ministero e della sua integrità. E una delle cose che usa per difendersi era il fatto che lui era un ministro del nuovo patto. Dice, nel versetto 6, che Dio ci ha resi adeguati come servitori di un nuovo patto. E questo è in contrasto con i falsi insegnanti che erano ancora ministri dell’antico patto.
Paolo sta dicendo che il nuovo patto è di gran lunga migliore e che ogni vero ministro di Dio predica il Vangelo del nuovo patto, la verità del nuovo patto - non i rituali ed il legalismo dell’antico patto. Il nuovo patto è il Vangelo che predica Paolo. Il nuovo patto è predicato da tutti i predicatori fedeli nel corso della storia della vita della Chiesa.
E quindi, come parte della sua difesa di sé stesso e del suo ministero, affronta questa questione del nuovo patto, ‘Perché vi allontanereste da me, un fedele predicatore del nuovo patto, per seguire falsi predicatori dell’antico patto? Perché lo fareste mai quando il nuovo patto è così superiore a quello antico?’ E quindi, seppur difendendosi come vero pastore, vero apostolo, vero predicatore e vero insegnante, perché insegnava il nuovo patto, ci offre una sbirciata della ricchezza di questo nuovo patto. Quindi, va oltre la sua difesa ed entra nella teologia del nuovo patto, anche se brevemente, sicuramente riccamente.
Rifiuta la salvezza per opere; rifiuta la salvezza per circoncisione, per rituali, cerimmonie. Le rifiuta completamente, e vuole che anche noi le rifiutiamo. La salvezza non è una questione di cerimonia, di nessun tipo di cerimonia. Non è una questione di rituali; non è una questione di liturgie - non importa quale rituale o quale liturgia. La salvezza è legata al nuovo patto.
Che cos'è il nuovo patto? Il nuovo patto non è altro che una promessa, ‘patto’ significa promessa. Il nuovo patto è la promessa della salvezza, che implica il perdono completo di tutti i tuoi peccati, reso possibile tramite la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, quella è la promessa di Dio. Dio ha promesso di togliere tutti i tuoi peccati, di non ricordare più i tuoi peccati, di rimuoverli tanto lontano quanto l’oriente è dall’occidente e di perdonarli completamente e totalmente grazie a quello che Gesù Cristo fece sulla croce. Questa è la nuova promessa; questo è il nuovo patto; e questo è il nuovo Vangelo.
Il nuovo patto ed il Vangelo sono la stessa cosa. Paolo dice, "Io sono un predicatore del Vangelo. Io sono un predicatore del nuovo patto, e così è lo stesso per ogni predicatore fedele". E quindi potremmo chiedere: “Beh, ma qual era lo scopo dell’antico patto quindi?” E l'abbiamo già visto nel corso di queste tre settimane passate e non rientreremo ancora nel dettaglio, ma l’antico patto aveva tre componenti: una civile, una cerimoniale ed una morale. La componente civile doveva prescrivere la vita in Israele per renderla talmente unica che li rendesse un popolo separato ed isolato dai popoli pagani e politeisti del loro tempo; questo per permettergli di vivere una vita unica, che oggi conosciamo come “kosher”, che li manteneva separati dalle nazioni che li avrebbero contaminati e che avrebbero distrutto la loro testimonianza.
La parte cerimoniale della Legge, tutti i simboli, il sistema sacrificale, a partire dalla circoncisione in poi, i sabati e tutte le feste e le celebrazioni, erano tutti collegati allo scopo redentivo. Dovevano sempre mostrare il piano redentivo di Dio - la necessità dell'uomo di essere redento e di com’è che Dio avrebbe compiuto il tutto, quindi quelli erano tutti simbolici, erano tutte delle immagini.
La parte civile che identificava Israele come una nazione unica fu messa da parte perché abbiamo un solo popolo, ebrei e gentili, uniti nella Chiesa. La parte cerimoniale fu messa da parte perchè le immagini svaniscono quando arriva la sostanza, la realtà, e la realtà è qui in Cristo.
La terza parte della Legge era la parte morale e quella era la parte permanente ed eterna, perché nella Legge morale Dio ha rivelato il Suo carattere e la Sua volontà verso gli uomini. Ma la Legge morale non poteva salvare, così come la Legge cerimoniale non poteva salvare perchè non era altro che un immagine e neanche la legge civile poteva salvare perchè serviva solamente come stile di vita esteriore.
E la Legge morale non poteva salvare, poteva solo portare al punto in cui si iniziava a vedere il proprio peccato per quello che era e nella disperazione, ci si precipitava da Dio e s’iniziava ad implorare misericordia e grazia. E questo era esattamente quello che avrebbe fatto un santo dell’Antico Testamento. Quello era quello che il residuo avrebbe fatto, avrebbe guardato alla legge, l’avrebbe comparata con la sua vita ed avrebbe detto, “non posso più mantenerla e quindi gridò implorando misericordi”.
Il resto degli ebrei, purtroppo, tragicamente, avrebbe guardato alla Legge morale ed avrebbe detto: ‘Beh, non posso mantenerla molto bene; ne son consapevole, ma meno male che la salvezza si trova nella Legge cerimoniale. E visto che non posso mantenere la legge morale, userò quella cerimoniale come mezzo di salvezza”, e quello era ancora peggio, perché non solo la Legge morale li uccideva, ma poi prendevano la lettera della Legge cerimoniale, la imponevano sulla Legge morale, come se fosse una componente salvifica, e allora si uccidevano veramente perchè la lettera della Legge era veramente letale, e con "lettera", abbiamo sottolineato il fatto che ci riferiamo all'aspetto cerimoniale esteriore della legge stessa.
Dio ha dato la parte cerimoniale della Legge per mostrare la necessità ed il bisogno dell'uomo della redenzione tramite i simboli e le immagini varie. Dio ha dato la parte civile della Legge per isolare il Suo popolo, per scopi che vi ho menzionato, per essere una testimonianza nel mondo e non essere contaminati da rapporti facili con altre nazioni. Dio ha dato la Legge morale per spezzare la schiena dell'uomo, per mostrare la Sua volontà, per mostrare la Sua volontà per l'uomo, e per mostrargli che non ne era all’altezza, che non era in grado di farcela, e tutto quello l’avrebbe portato a gettarsi sulla misericordia di Dio, e Dio, nella Sua grazia e misericordia, l’avrebbe perdonato tramite l'opera di Gesù Cristo, simboleggiata nel sistema sacrificale.
Ora, abbiamo esaminato tutto ciò. Non voglio ripetere altro oltre a questo. Ora guardiamo al nostro testo. Paolo sta evidenziando il patto migliore, che è il nuovo patto; il patto superiore, che è il nuovo patto. E nel mostrare che il nuovo patto è migliore, presenta otto punti per dimostrare la superiorità d’eccellenza del nuovo patto, e nel farlo, rifiuta l’antico patto.
Prima di tutto, dice che il nuovo patto dà vita, ed abbiamo approfondito questo concetto nel versetto 6 e non ci ripeteremo dice: “un nuovo patto, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita", il nuovo patto è un patto che dà vita. L’antico patto non poteva perchè tutto quello che la Legge poteva fare era uccidere, non poteva dar vita, infatti nel verseetto 7, la chiama il “ministero della morte”, l’antico patto è un omicida, la legge è un assassino.
Quando si legge la Legge di Dio e ci si guarda nel personale, alla propria vita si scopre che si è morti. Bene, cosa significa? Beh, si muore una sorte di morta vivente di vergogna, di colpa, di rimorso e d’incapacità e frustrazione perché non si può vivere all'altezza della Legge di Dio. E ti uccide anche eternamente, perché una volta vuolata la legge di Dio, secondo quello che dice Galati 3:10, siamo maledetti; Galati 3:13, siamo maledetti. E tale maledizione punta ad una dannazione eterna. Quindi, la Legge è un assassino di massa, è il più grande assassino di massa di tutti i tempi perchè rende tutti gli esseri umani condannati, dannati, giustiziati e giudicati. La Legge è un assassino, ma il nuovo patto dà vita.
In secondo luogo, a partire dal versetto 7, il nuovo patto produce giustizia. Ora, lasciatemi leggere questo a voi, versetto 7, “Or se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso, al punto che i figli d’Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui, quanto piú sarà glorioso il ministero dello Spirito? Se, infatti, il ministero della condanna fu glorioso, molto piú abbonda in gloria il ministero della giustizia”, ora fa un altro contrasto molto vivido tra la Legge come ministero della condanna, ed il nuovo patto come ministero della giustizia.
Il nuovo patto porta giustizia. Fornisce giustizia, e questo è un punto molto, molto importante, perché mediante le opere della Legge, nessuna carne è stata resa giusta, vero? Romani 3, nessuna carne è stata giustificata davanti a Dio, non potete raggiungere la giustizia. Non puoi soddisfare Dio dimostrando di essere virtuosi, santi e giusti con le vostre azioni. Se rompete - come ho detto in Galati 3, se rompete anche una sola parte della Legge, siete condannati da quella stessa legge. Basta una sola violazione una volta sola e si è dannati. Quindi, era un ministero di morte, era – così come lo chiama nel versetto 9 – un “ministero di condanna”, ma è messo a contrasto con il nuovo patto, che è un ministero di giustizia, un ministero di giustizia.
Ora, per illustrare la superiorità del nuovo patto, l'Apostolo Paolo va all'Antico Testamento, a uno dei racconti più incredibili, più insoliti e affascinanti di tutto l'Antico Testamento, trovato in Esodo Capitolo 34. Torniamo indietro a Esodo Capitolo 34. Ed in particolare, inizieremo a guardare il testo al versetto 29.
Questa è l'esperienza di Mosè sul Monte Sinai, ed è un racconto affascinante. Mosè, come ben sapete, fu portato sul Monte Sinai per comando di Dio per ricevere la Legge. Arrivò in cima, conversò con Dio, e Dio gli diede la Legge. Dio gli diede la prescrizione che rifletteva la Sua stessa natura come santa, e che rifletteva la Sua volontà per gli uomini. La stessa Legge che l'uomo infranso e che lo riportò a Dio per implorare grazia e misericordia, che Dio avrebbe concesso in base a ciò che Gesù Cristo avrebbe compiuto a favore del peccatore ravveduto.
Ma nel versetto 29, iniziamo a leggere, “E Mosè era stato sul monte con Dio, e potete vedere nel versetto 28 che dice che Dio aveva scritto sulle tavole le parole del patto, i Dieci Comandamenti, che sono una sintesi dell’antico patto. “Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore” Ora, lui era stato in cima a parlare con Dio. Ora, Dio è spirito, e sapete che uno spirito non ha carne e ossa, quindi lo spirito è invisibile. Ma Dio si rese visibile, e Dio si rendeva visibile manifestando la gloria della Sua natura con la luce. La chiamiamo la "Shekinah", che significa presenza. La gloria Shekinah di Dio appare diverse volte nel libro dell'Esodo. In effetti, credo che sia un aspetto della gloria Shekinah di Dio che è designato come una nuvola ed una colonna di fuoco che di giorno e di notte guidò il popolo d’Israele.
Vi ricordate quando, alla fine del libro di Esodo, il tabernacolo fu completato, la gloria di Dio, la nuvola della gloria, quella nuvola di grande luce splendente, in rappresentazione di Dio, scese e si posò sul luogo del tabernacolo. Quindi quando Dio si manifestò, manifestò la Sua presenza spirituale riducendo tutti i Suoi attributi a luce visibile. In modo miracoloso, Dio si è così manifestato a Mosè. Dunque, Mosè, vi ricordate, salì sulla montagna, e vi ricordate che al capitolo 33 disse a Dio: “Mostrami la tua gloria”, e Dio gli disse, “Ti farò vedere una parte della Mia gloria,” e lo nascose in una fenditura della roccia, e la Sua gloria passò di lì? Ebbene, era quella luce emanante, splendente, che era Dio reso visibile. Mosè era stato con Dio. Ed era stato alla presenza di Dio. E quando scese dalla montagna, non sapeva, perché, ovviamente, non poteva vedere il proprio volto, che la pelle del suo volto brillava per aver parlato con Lui. Escese ed era come una lampadina incandescente. Era tutto illuminato, splendente luminoso, e quando dico “luminoso,” intendo luminoso.
Versetto 30, “Quando Aronne e tutti i figli di Israele videro Mosè, ecco, la pelle del suo volto brillava; avevano paura di avvicinarsi a lui”, si mantennero a distanza perché lui era raggiante. Non era un debole bagliore; era un bagliore ardente! Ardente a tal punto che, versetto 31, “Ma Mosè li chiamò, e Aaronne e tutti i capi della comunità tornarono a lui”, in altre parole, li chiamò e gli disse: ‘venite, venite, venite. Non abbiate paura!’.
e parlò loro. Dopo questo, tutti i figli d'Israele si avvicinarono, ed egli impose loro tutto quello che il Signore gli aveva detto sul monte Sinai. Quando Mosè ebbe finito di parlare con loro, si mise un velo sulla faccia. Ma quando Mosè entrava alla presenza del Signore per parlare con lui, si toglieva il velo, finché non tornava fuori”, così che poteva ricevere ancora più gloria sul suo volto, “e poi tornava fuori e diceva ai figli d'Israele quello che gli era stato comandato, i figli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano la sua pelle tutta raggiante; Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrava a parlare con il Signore.”
Ecco qui come funzionavano le cose, parlava con Dio, tornava e la sua faccia era come un sole ardente. Era come un piccolo sole, ardeva! Infatti, brillava a tal punto che le persone non potevano più guardarla. Potevano guardare intorno e in qualche modo potevano sentirne il bagliore ed ascoltarne la voce, ma non potevano guardarlo direttamente. E poi, quando Mosè smise di parlare le parole dirette di Dio, si metteva un velo sul volto per non continuare ad accecare le persone. Una gloria accecante. Poi, quando tornava a parlare con Dio, si poteva togliere il velo. E quando tornava fuori di nuovo, parlava senza velo, e poi, quando aveva finito di parlare, si rimetteva il velo.
Ora, cosa sta succedendo qui? Bene, l'analogia che Paolo vuole trarre da tutto questo, l'illustrazione che Paolo vede qui, è un'illustrazione della gloria della Legge. Torniamo al nostro testo, e lo vedremo insieme.
Versetto 7, “Or se il ministero della morte,” l’antico patto, la Legge, “scolpito in lettere su pietre,” sulle tavole, “fu glorioso, o venne con gloria, al punto che i figli d'*Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui”, fermatevi lì per un momento. Questo è il punto: quando Mosè scendeva dalla montagna, dove aveva incontrato Dio ed aveva ricevuto la Legge, portava sul suo volto il bagliore stesso di Dio, la gloria di Dio, la Shekinah. La cosa più vicina che si può trovare nella Scrittura come parallelo a questo sarebbe Matteo 17, vi ricordate quando il Signore fu trasfigurato? Solo che quando il Signore fu trasfigurato e brillava così intensamente che spaventò le persone che erano presenti, vi ricordate che i discepoli che erano lì caddero come morti? La differenza era che il Signore Gesù tirò indietro la sua carne, e la gloria sgorgò fuori dall'interno. Nel caso di Mosè però, la gloria rifletteva dall'esterno, Mosè era come la luna in quel senso; aveva una gloria riflessa.
Ma potete anche notare che nel versetto 7, la Legge venne con gloria. La gloria di Dio era sul volto di Mosè quando consegnò loro la Legge. Quello che sta dicendo è che la Legge è gloriosa perchè riflette Dio. Vedete, l'apostolo Paolo era stato accusato dai Giudaizzanti e dal partito della circoncisione di essere contrario la Legge, di parlare contro la Legge, di denigrare la Legge, di svalutare la Legge, d’ignorare la Legge, di scontare la Legge, o di abbassare la Legge, non fu mai così. Si rese conto che la Legge, l’antico patto, venne in gloria, venne con gloria. Quando Dio diede la Legge, Mosè scese portandola, lo fece con gloria. Infatti, c’era così tanta gloria che gli Israeliti non potevano neanche guardare in faccia a Mosè perchè il suo volto era ricoperto di gloria. Brillava così tanto, e la Shekinah era così grande, che non potevano nemmeno guardarlo, e quel verbo equivale al concetto di “fissare”, o “osservare attentamente”, o “guardare fissamente”.
E potreste andare in giro in un giorno come oggi, una giornata calda, o quando il sole fa capolino, ed è brillante, e sapete che è lì, e potete sentirlo, ed il suo bagliore è così brillante che la cosa vi diventa così chiara che se qualcuno dovesse venire a casa vostra questo pomeriggio e dovesse dirvi: “Facciamoci una foto” e vi mettete in posa e strizzate un po’ gli occhi e capite la cosa, eppure non state veramente guardando in faccia al sole, perché se così fosse diventereste ciechi. Quindi, vi guardate intorno, guardate direttamente sotto, o ai lati, ma potete sentirne il bagliore.
Questo è esattamente quello che stava succedendo qui; non potevano fissare il volto di Mosè. E questo era Mosè, cioè, lo conoscevano bene eppure non l’avevano mai visto così prima d’ora. Qualcosa di molto glorioso era successo. Qualcosa di molto trascendente era accaduto, ovvero il ricevimento della Legge alla presenza di Dio. La gloria era così brillante, così luccicante, così grande, che era come fissare il sole, e non potevano nemmeno guardare il suo volto. Ecco perché, quando aveva finito di pronunciare le parole del Signore e voleva solamente avere una comunione normale con le persone, doveva mettersi un velo addosso perchè altrimenti li avrebbe accecati.
Il punto di Paolo è che la Legge venne con una certa gloria da Dio, e quella gloria era evidente a tutti coloro che videro Mosè discendere dalla montagna, e a tutti coloro che ne avrebbero letto il Suo resoconto. Il ministero della morte era glorioso perché rifletteva la volontà di Dio, la natura di Dio, il carattere di Dio, e la gloria di Dio. Ma anche se aveva una certa gloria, era limitata perchè era da Dio sì, ma era un omicida. Venne da Dio – per favore notate il versetto 9 – venne da Dio come un ministero di condanna, non come un ministero di salvezza, era un omicida. Progettata per portare i peccatori alla conoscenza del loro peccato. Era un tutore per condurci a Cristo, era una schiavitù che ci rinchiudeva - Paolo lo dice in Galati 3. L’antico patto, con le sue leggi civili, morali e cerimoniali, poteva solo comandare; poteva solo illustrare; poteva solo simboleggiare. Non poteva dar vita e non poteva produrre giustizia, era letale, ed in modo particolare quando ridotto alla lettera, il che è diverso; quello non è un sinonimo per ‘Legge’, potete vedere questo rappresentato in Romani 2:27-29, era un assassino ma aveva una certa gloria, era stato progettato da Dio, venne direttamente dal Cielo, era la volontà di Dio.
Ora, se tutto questo fosse vero che l’antico patto aveva una certa gloria, gaurdate al versetto 8, "quanto piú sarà glorioso il ministero dello Spirito?" Il concetto del "ministero dello Spirito" è il termine descrittivo di Paolo per il nuovo patto, egli chiama il nuovo patto, "il ministero dello Spirito". La Legge, scritta sulla pietra, uccideva; ma scritta sul cuore dallo Spirito Santo, dà vita e produce giustizia. La Legge, scritta su pietra, condanna; la Legge, scritta sul cuore dallo Spirito Santo, salva.
Quindi, questo patto è molto meglio dell’antico patto, e “come può non esser ancora più glorioso?” e quella è una conclusione ovvia! E come ho detto sempre, e non voglio che vi sfugga – perchè diverse persone hanno posto questa stessa domanda – come ho detto sempre, il santo dell’Antico Testamento, la persona che era genuinamente salvata nell’Antico Testamento, fu salvata perché si trovò affranto dalla Legge, e sapeva che non poteva mantenerla e sapeva di essere un peccatore, e si presentò a Dio implorando misericordia, grazia e perdono da parte Sua. Si presentò come un penitente, affamato ed assetato di giustizia, mite ed in lutto sulla propria iniquità proprio come l'atteggiamento delle Beatitudini di Matteo Capitolo 5, e supplicava Dio di essere misericordioso verso di lui peccatore, proprio come il pubblicano che si battè il petto, perché sapeva che Dio era pieno di grazia e misericordia, e Dio era misericordioso ed era pieno di grazia verso il peccatore penitente, e gli perdonava tutti i peccati basandosi su quello che Cristo avrebbe compiuto in futuro a nome di quel peccatore.
Ed è così che la salvezza ha sempre funzionato, non è mai stata diversa è sempre stata per grazia mediante la fede, basata sull'opera di Cristo, che sia prima o dopo la sua opera. Quando un ebreo dell’Antico Testamento era salvato per grazia mediante la fede, tutto d’un tratto quella Legge, quella Legge morale che una volta era lo uccise, tutto d’un tratto quella divenne un sentiero di benedizione, ed ebbe un atteggiamento come Davide nel Salmo 119, che disse: “Oh, come amo la tua Legge. Mi ci diletto. Medito su di essa giorno e notte”, e tutto d’un tratto invece d’esser un omicida, la legge divenne un sentiero di vita e di benedizione, più dolce per lui del miele nel favo e più prezioso dell'oro. Non era che la sua attitudine verso la Legge l’avrebbe salvato, ma che la salvezza gli aveva cambiato l’attitudine verso la legge.
Poi il versetto 9, l'argomento dal minore al maggiore, "Perché se il ministero della condanna fu glorioso”, se la legge che danna ed uccide fu glorioso, “molto più abbonda in gloria il ministero della giustizia”, qui il ministero della morte riceve un altro nome: il ministero del giudizio, il ministero della rovina, il ministero della dannazione, il ministero della condanna. L’antico patto aveva una certa gloria; fu glorioso, era da Dio e quando Mosè tornava giù dalla montagna, c'era una certa gloria sul suo volto.
Ora, se quell’antico patto mortale, uccidente, dannante, rovinoso aveva una certa gloria, il ministero della giustizia abbonda di gloria molto di più. Cos'è il ministero della giustizia? Niente poco di meno che il nuovo patto; il nuovo patto, ha una gloria abbondante perché produce giustizia.
Torniamo a Romani capitolo 3 versetto 21, nel versetto 20, Paolo dice, “perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà la conoscenza del peccato", ma guardate al versetto 21. “Ora” dice, “Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti”, versetto 22, “vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesú Cristo, per tutti coloro che credono", la Legge non poteva mai fornire giustizia. La giustizia venne, per fede in Gesù Cristo verso tutti coloro che credono.
Cosa porta il nuovo patto? La giustizia. Il nuovo patto cambia il modo in cui Dio vede il peccatore. Cambia la sua attitudine. Lo vede rivestito della giustizia di Cristo. "Ricoperto con una veste di giustizia," così come la chiama Isaia, ricoperto dalla giustizia di Cristo, avendogli imputata la giustizia di Cristo, messa sul suo conto.
Lasciate che vi dia una buona illustrazione di questo. Andate a Filippesi Capitolo 3, e usiamo Paolo come esempio. Uno dei miei capitoli preferiti di tutta la Scrittura. Paolo sapeva che l’antico patto venne con gloria, ma chiunque andava in giro a predicare l’antico patto come mezzo di salvezza, era un nemico del Vangelo, avete capito? Chiunque predicava l’antico patto come mezzo di salvezza si dimostrava esser un nemico del Vangelo.
Infatti, nel versetto 2 di Filippesi 3, Paolo chiama quel tipo di predicatori "cani, cattivi operai – guardatevi dalla falsa circoncisione", chiunque dica che la circoncisione o la cerimonia mosaica – o qualunque cosa di quel genere, o chiunque sparge l’idea che il raggiungere un certo livello di moralità secondo la Legge possa salvare, è un cane ed un operaio malvagio. I cani, era un termide di rifiuto, come delle spazzature, i cani erano gli emarginati, erano sporchi, sudici e mangiavano i rifiuti. Nell'antichità erano menzionati con disprezzo: ‘Come i cani’, disse Pietro, ‘che ritornavano a leccare il proprio vomito", erano dei randagi, che correvano selvaggiamente per le strade, ed è questo che dice di coloro che predicavano l’antico patto come mezzo di salvezza, o come elemento di cooperazione per la salvezza.
Ma guardiamo a Paolo. E se mai ci fosse stato qualcuno che prima della sua conversione viveva sotto l’antico patto, quello era Paolo, e non era solamente sotto l’antico patto, ma era ance un Letterista. Stava cercando di essere salvato mantenendo la lettera della Legge, gli aspetti esteriori. Guardiamolo insieme, dice, guardate, versetto 4 - "benché io avessi motivo di confidarmi anche nella carne. Se qualcun altro pensa di aver motivo di confidarsi nella carne, io posso farlo molto di piú"
Oh, anch’io posso presentare tutti i miei successi carnali con le persone. Se siamo salvati tramite la carne, se riceviamo la salvezza tramite le opere della Legge, se siamo salvati tramite sforzi umani, cerimonie, rituali, routine o robe del genere, allora ‘io son pronto a presentare le mie credenziali contro quelle di chiunque altro’.
Eccole qui: “fui circonciso l'ottavo giorno”, era richiesto e l’ho fatto, i miei genitori mi hanno circonciso, “della razza d’Israele”, faccio parte del popolo eletto; della tribù di Beniamino, una delle due tribù più nobili esistenti – Beniamino e Giuda – quando il regno fu diviso, “Sono un Ebreo degli Ebrei", cosa significa?
Non ho mai violato la mia tradizione. Sono rimasto fedele. Oggi diremmo che era un Hassidico Ortodosso, non ha mai compromesso la sua tradizione, era un tradizionalista e la seguì alla lettera, “quanto alla legge, non ne ero solo dedicato, ma io ero un fariseo”, c’erano circa 6.000 farisei nel mondo in quel momento, ed erano dei fanatici; erano bizzarri nel loro trattare le minuzie e le trivialità della Legge. Egli scelse di sottoporsi il più profondamente possibile sotto la pressione della lettera del patto mosaico, e si spinse così tanto a dire che, "Chiunque avesse mai violato qualcosa in quel patto, chiunque si sarebbe presentato ed avesse detto che c’era qualcosa di meglio di quell’antico patto, quelle persone, chiamate Cristiani, sarebbero stati, ed io di fatto li perseguitavo. Ecco quanto ero zelante verso quell’antico patto’, e “quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile”, ogni singola cosa che potevo fare, secondo la Legge, la feci, e quindi non c'era nessuno che potesse presentarsi e dirgli: ‘Su questo ti sbagli...’ era pignolo.
Qui abbiamo un Letterista, non penso neanche che fosse salvato; non penso fosse redento, perché stava contando su quello e non credo che fosse arrivato al punto di Romani 7, dove la Legge l’aveva risvegliato e vide la realtà di quello che significava, e lo uccise. Quello accadde da qualche parte intorno all'esperienza sulla strada verso Damasco, quando si vide per quello che era veramente, ma guardate qui, quando accadde, il versetto 7 dice che “Tutte quelle cose erano guadagno per me”, “Avevo accumulato tutto quello nella colonna del guadagno. Quella era la mia salvezza, amici. Avrei ottenuto la giustizia tramite la Legge. E poi ho visto Cristo, e immediatamente, quando lo vidi, consider visto Cristo, ho considerato tutte quelle cose come" - cosa? - "perdita" "Anzi”, versetto 8, “a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesú, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto", e ve lo dico io cos’è che potete fare con l’antico patto, lo potete mettere nella spazzatura’, ora, lui non sta sminuendo la Legge morale di Dio; sta solamente dicendo che non si può considerare l’antico patto come mezzo di salvezza.
Sapete cosa significa essere circoncisi l'ottavo giorno per quanto riguarda la salvezza? Niente. Sapete cosa significa appartenere alla nazione d’Israele per quanto riguarda la salvezza? Niente; la salvezza non è per rito, e non è per etnicità. Sapete cosa significa appartenere alla tribù di Beniamino? Niente; la salvezza non è per privilegio. Sapete cosa significa essere un Ebreo figlio d’Ebrei? Niente; la salvezza non è per tradizione. Sapete cosa significa essere un Fariseo, osservare la Legge? La salvezza non è per osservanza religiosa. Sapete cosa significa esser uno zelante persecutore della Chiesa? Niente, non è per zelo, e non è per moralità esteriore. Niente di tutto ciò vale nulla, è tutto uno skubalon. A proposito, quella è una parola per ‘escremento umano’, o qualsiasi escremento. La roba più vile. Disse, "Guardo indietro a quella roba lì e non è altro che spazzatura, immondizia, lordura".
E potreste chiedere: “Perché mai sei così veloce a buttare via tutta quella roba lì?” Versetto 9, "Perché quando ho visto Cristo, di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede”. Mamma, che affermazione definitiva. "Ho visto quello che ho sempre desiderato - la giustizia - ma era in Cristo, ed era per fede, non nella Legge per opere. E così, è spazzatura. È spazzatura."
Sì, l’antico patto ha una gloria. Tornate a 2 Corinzi 3. L’antico patto ha una certa gloria, ma non è nulla in confronto alla gloria del nuovo patto. Infatti, guardate al versetto 10, "Anzi, quello che nel primo fu reso glorioso", cioè l’antico patto, "non fu reso veramente glorioso, quando lo si confronti con la gloria tanto superiore del secondo", quindi, quando guardate all’antico patto in confronto al nuovo, è come se l’antico patto non avesse nemmeno un po’ di gloria. Questa si che è un’affermazione; quello che aveva gloria - l’antico patto - quando lo si confronta con il nuovo patto, che ha una gloria così superiore, sembra proprio che non ha alcuna gloria, e lo si guarda si dice solamente: “Spazzatura”.
Paolo dice: "Non permettetevi d’accettare una qualche religione giudaica, di circoncisione esoterica. Non osate neanche ad optare ad un qualche cerimonialismo che corrompe la semplicità che si trova nel Vangelo di Gesù Cristo. C'è così tanta gloria nel nuovo patto, che quello antico sembra non essere nulla, nulla".
E voi potreste dire: “Beh, ma la Legge morale di Dio è ancora importante?” Certo che lo è. Perché la Legge morale di Dio è ancora – è ancora la roccia che deve spezzare la schiena del peccatore. E dobbiamo predicarla e sostenerla, e a proposito, la Legge morale è ripetuta nel Nuovo Testamento. Giusto? La Legge civile fu messa da parte, non più Israele; i Gentili e gli ebrei furono riuniti, la legge cerimoniale fu messa da parte; non ci sono più Sabati, nuove lune, feste o sistemi sacrificali. Il tempio fu distrutto. Non ci sono più sacrifici, sabati, è tutta finita, ma la legge morale è ripetuta, recitata e ribadita nel Nuovo Testamento, ed è di nuovo ribadita e portata davanti al peccatore per mostrargli il suo stesso peccato.
Ma l’antico patto, se fosse stato completamente da solo sarebbe stato assolutamente inutile. Anche il riflesso virtuoso della santità di Dio sarebbe inutile per salvare. Però il nuovo patto si presenta, e per grazia, mediante la fede, fornisce ciò che l’antico patto non poteva offrire.
E di nuovo, mi ripeto – vedete, è per questo che la religione sacramentale sacerdotale, come quella Cattolica romana o greco-ortodossa o il protestantesimo liturgico, con tutto l’alzarsi, siedetevi, accendete le candele, inchinatevi, fate questo, fate il segno della croce, andare lì, fate quello, tutto quel esteriorismo, tutto quel cerimonialismo è una corruzione. E come vi ho detto la scorsa settimana, non è nemmeno biblica per incominciare. Per lo meno i giudaizzanti avevano un patto che aveva una certa gloria, anche se era una gloria destinata a svanire. Il cerimonialismo cristiano inventato – dovrei dire il cerimonialismo cristiano inventato non ha nemmeno un precedente biblico; non ha mai avuto alcuna gloria; quindi, è un approccio privo di gloria. Statene lontano perchè tutto quello che vi serve è la grazia e la fede in Cristo, la semplicità di Cristo, ed una relazione personale che è possibile grazie al potere dello Spirito Santo nel cuore.
Ora, l'Apostolo presenta anche un terzo punto, ok? C’inoltreremo in questo terzo punto e poi concluderemo per questa mattina. La superiorità del nuovo patto è basata sul fatto che dà vita e produce giustizia; in terzo luogo però è anche permanente. Guardate alla fine del versetto 7. Il nuovo patto è permanente. Noterete che questo che presenta qui è un punto affascinante. Verso la fine del versetto 7, dice: " i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria”, e poi aggiunge questo, “che pur svaniva", il punto è che la gloria che si trovava sul volto di Mosè era temporanea. Dopo quell'incontro e quell'esperienza, svanì, si sbiadì ed infatti sbiadiva anche mentre lui era lì che parlava con le persone, quando si metteva il velo, svaniva.
Era una gloria "che svaniva", lo stesso verbo viene usato anche in 1 Corinzi 2:6, tradotto con: "che passa". La gloria della Legge è così illustrata, nella mente di Paolo, vede un'analogia con la gloria della Legge, vede un certo proposito di Dio in quella storia meravigliosa per mostrarci che, sebbene avesse una gloria, era una gloria che svaniva; era una gloria che passeggera. La Legge non era una risposta permanente. La Legge non era una soluzione definitiva. La Legge non fu mai intesa come ultima parola sulla condizione dei peccatori. La Legge non poteva mai salvare. Non poteva essere l'ultima parola.
Mi ricordo una volta, quando ero in Israele, molti anni fa, e stavo alloggiando in un hotel adiacente ad una sinagoga, la mia stanza era situata così vicino che potevo toccarla con la mia mano, ed un giornat aera lo Shabbat, e stavano tenendo questo culto, e lo sentì ore dopo ore dopo ore, e naturalmente, la realizzazione era che quelle persone erano bloccate nell’antico patto, non permettevano l’influenza del nuovo patto, non lo tolleravano. E se glielo presenti diventano violentemente aggressivi ed agitati nel loro rigetto. E vorreste dirgli: “Ma - ma - ma la Legge non è mai stata l'ultima parola sulla condizione dei peccatori, non può salvare",
Non doveva mai essere la rivelazione completa e finale dello scopo redentivo di Dio ed il mezzo con cui la giustizia poteva essere fornita. Puntava solamente ad un qualcosa di più grande. Non era adeguata, era permanente. Poteva prescrivere quello che gli uomini dovevano fare, ma non poteva abilitarli a farlo. L’antico patto poteva fornire una base di dannazione, ma non di salvezza; una base di condanna, ma non di giustificazione; una base di colpevolezza, ma non di purezza. Qualcosa doveva essere aggiunto. E voi potreste dire: “Beh, ma i Giudei sapevano che stava arrivando? Gli era mai stato detto chiaramente?”
Certamente. Geremia lo rese chiaro – che più chiaro non si può, cristallino, Geremia 31:31, dice questo, " «Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui io farò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che feci con i loro padri il giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d'Egitto: patto che essi violarono", non come quello, " «ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni», dice il Signore: «io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo”, loro avrebbero dovuto sapere che l’antico patto non era l'ultimo a venire.
Il contrasto è tra ciò che è transitorio e passeggero e ciò che è duraturo ed eterno. Quello che Mosè rappresentava era glorioso ma destinato a svanire. Il giorno in cui il suo splendore sarebbe scomparso era inevitabile. Il nuovo patto, tuttavia, venne con una promessa eterna. Il nuovo patto non svanisce.
Guardate a quello che dice il testo al versetto 10, “Anzi, quello che nel primo fu reso glorioso, non fu reso veramente glorioso, quando lo si confronti con la gloria tanto superiore del secondo; infatti, se ciò che era transitorio fu circondato di gloria, molto piú grande è la gloria di ciò che è duraturo”, volete sentire una buona notizia? C'era un antico patto, ed un nuovo patto, e non stiamo aspettando un nuovo nuovo patto. Questa è la fine, è permanente; il nuovo patto è l'ultima parola: la salvezza per grazia tramite la fede.
Il ministero della morte e della condanna aveva una certa gloria. È stato progettato da Dio, era santo, giusto e buono. Stabilì lo standard di giustizia e, per i credenti, per coloro perdonati da Dio e salvati, era un cammino di benedizione, ma il Nuovo Testamento ha una gloria maggiore. Il nuovo patto ha una gloria maggiore. E senza il nuovo patto, l’antico patto avrebbe semplicemente catapultato l'intera razza umana all'Inferno.
Il ministero dei profeti dell'Antico Testamento – e non abbiamo tempo di approfondire la cosa più di tanto – ma il ministero dei profeti dell'Antico Testamento era quello di chiamare il popolo a ravvedersi, più e più e più volte, giù fino a Giovanni il Battista, “Ravvedetevi, ravvedetevi, ravvedetevi, ravvedetevi”, e quello era il punto. Si veniva presentati in confronto alla legge, la legge rivelava il peccato e ne seguiva una chiamata al ravvedimento.
Vedete, quello che è successo è che la maggior parte dei Giudei sapeva di non poter mantenere la Legge morale, quindi hanno trovato un modo per essere salvati, “Oh, non possiamo mantenere la Legge morale, ma quello che facciamo, quello che faremo è il focalizzarci sulla Legge cerimoniale, e la Legge cerimoniale ci salverà”, quindi, imposero la Legge cerimoniale sopra la Legge morale come salvatore, ed è questo il significato di adorare secondo la lettera della Legge, e quello era dannabile.
Ma prendiamo in esame un vero ebreo che credette veramente, cos’avrebbe dovuto fare? Si sarebbe avvicinato a Dio in ravvedimento, avrebbe implorato grazia e misericordia. Avrebbe visto la Legge cerimoniale come simbolica della provvisione di Dio per lui in un futuro. Sapeva che Dio avrebbe provveduto ad una soluzione. Sapeva che Dio sarebbe stato pieno di grazia e misericordia perchè quello è il tipo di Dio che conosce, e si sarebbe scagliato sulla sua misericordia e sulla sua grazia, e Lui sarebbe stato redento, in base a quello che Cristo fece al posto suo ed in suo favore, ma per la maggior parte degli ebrei, la stragrande maggioranza al di là del vero residuo, loro avrebbero disobbedito alla legge senza offrire alcun ravvedimento genuino, senza esercitare alcuna fede salvifica in Dio, e senza dipendere dalla grazia di Dio ma dipendendo sulle proprie opere, mantenendo la religione cerimoniale esteriore, e la cosa l’avrebbe ucciso del tutto. E lungo il percorso arrivarono i profeti che li chiamarono costantemente al ravvedimento, li chiamarono a ravvedersi e li chiamarono a ravvedersi, quello è sempre stato il messaggio. Mi sconcerta il modo in cui oggi le persone dicono che non dobbiamo predicare il ravvedimento, è sempre stato il messaggio.
Quindi, in effetti, ciò che aveva gloria, l’antico patto, in questo caso sembra non avere gloria se confrontato con il nuovo. Ora il versetto 11, e concluderemo con questo, “infatti, se ciò che era transitorio fu circondato di gloria, molto piú grande è la gloria di ciò che è duraturo”, Mosè aveva la gloria sul suo volto, e non faceva altro che svanire perchè non proveniva dall'interno; era solamente un riflesso. Finché si trovava nella presenza di Dio, rifletteva, ma era destinata a svanire. Ma ciò che rimane ha una gloria permanente.
Il nuovo patto rimane perché è la consumazione del piano di Dio ed è il più glorioso, è la parola finale, il Vangelo è la parola finale, non c'è altra parola, è tutto qui. Non è il vangelo e l’antico patto; il nuovo patto, più la tradizione, più Mary Baker Eddy Patterson Glover Frye, più il Libro dei Mormoni, più, più, più... Il ministero del nuovo patto è tutto ciò che serve, il Vangelo è tutto ciò che serve così come chiaramente necessario nel Nuovo Testamento; ecco perché alla fine del libro dell'Apocalisse dice, “A coloro che vi aggiungono alle parole di questa profezia saranno aggiunte le piaghe che vi sono descritte”.
Il ministero del nuovo patto continuerà e non sarà mai sostituito perché non c'è più nulla da fare; non c'è più nulla da dire, è stato tutto compiuto in Cristo; ha completato una volta per tutte la redenzione del suo popolo. Non c'è verità più elevata, tutto lì. Oh otterremo più comprensione della ricchezza del Vangelo man mano che cresciamo, ma non andremo mai oltre il Vangelo; non supereremo mai il nuovo patto; non c'è nulla oltre ad esso. Non stiamo lì seduti ad aspettare che cada il terzo testamento.
I falsi apostoli ed i falsi insegnanti di Corinto si vantavano dell'antichità dei loro insegnamenti e sostenevano di avere il vantaggio della cerimonia mosaica. E Paolo demolisce la loro facciata brillante del tempio e dimostra loro che non è altro che una taverna sotterranea; ed il ministro, o il predicatore, del nuovo patto porta il messaggio giusto – un messaggio di speranza e un messaggio di giustizia – non un messaggio di condanna. Non abbiamo bisogno di una qualche religione mistica, non abbiamo bisogno di una qualche cerimonia esotica che trasmetta delle realtà spirituali, abbiamo tutta la realtà necessaria in Cristo nel potere dello Spirito Santo.
Paolo invoca alla ricerca di uomini che non portino il messaggio della pietra, ma il messaggio della croce; non il messaggio del Sinai, ma il messaggio del Calvario. Sta avvertendo i Corinzi di liberarsi dei cerimonialisti giudaizzanti; quelli che stavanopredicando una religione esoterica; gli insegnanti che predicavano il Sinai, la Legge esteriore, ed i simboli – il marciume secco della religiosità.
A.T. Robertson ha un commento interessante su questa sezione, disse: “L'amore per l’esteriore ha ucciso la vita interiore ed ha crocifisso Gesù di Nazaret per la sua enfasi sulla vita spirituale e la riprovazione del mero cerimonialismo degli Scribi e dei Farisei".
Stefano seguì la via di Gesù quando rimproverò i Farisei per la loro perversione della vera religione e cercò di dare l'interpretazione spirituale del regno di Dio come esposto da Gesù stesso. Paolo si convertì da fariseo persecutore a interprete spirituale di Gesù e prese il posto di Stefano, della cui morte aveva gioito.
Gesù e Stefano combatterono il farisaismo ufficiale del giudaismo del momento. Paolo prese la battaglia contro il farisaismo all'interno del gregge cristiano, che cercò d’imporre i ceppi del loro giudaismo pervertito sul cristianesimo di Gesù. “L'unica speranza di salvezza,” scrive, “per l'anima dell'uomo era in pericolo”, l'anima di Paolo fu commossa fino in fondo, e affrontò la questione con tutta la forza della sua natura, era nel pieno della lotta, con quei cristiani giudaizzanti che cercarono di distruggere il cristianesimo spirituale, quando tracciò il contrasto tra il giudaismo ed cristianesimo. La battaglia tra il giogo del legalismo ed il cristianesimo spirituale non è mai cessata. Paolo ha eretto il suo stendardo in 2 Corinzi, Galati e Romani. Martin Lutero lo riprese centinaia di anni dopo ed Il pericolo è sempre rimasto reale,” fine citazione.
La superiorità del nuovo patto, quindi: dà vita; produce giustizia, è permanente. Altre riflessioni la prossima volta. Preghiamo. Padre, Ti ringraziamo ancora per la Tua verità così chiara e così potente; parla ai nostri cuori con grande forza. Padre, Ti chiediamo semplicemente di raggiungere ogni vita qui presente con il Tuo Spirito e di portare vita, produrre giustizia. Salva, Signore. Salva i peccatori. Produce pentimento, genera contrizione. Possa chiunque qui non conosca veramente il Salvatore avvicinarsi con un cuore desideroso e pentito, cercando il perdono per grazia, attraverso la provvista di Cristo sulla croce. Ti ringraziamo che Gesù è morto per pagare la pena per i nostri peccati, così che Tu possa estendere la grazia a noi che crediamo. Concedi fede, concedi grazia, concedi salvezza, Padre, Ti preghiamo, ad ogni cuore bisognoso. E, o Dio, come Ti ringraziamo che non dobbiamo essere intrappolati nel giogo del legalismo, ma che possiamo godere della libertà della fede, della benedizione della grazia attraverso Cristo. Amen.
FINE
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