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Aprite le vostre Bibbie a 2 Corinzi Capitolo 3, torniamo di nuovo questa mattina al testo che va dal versetto 6 al 18 sulla gloria del Nuovo Patto, e devo confessarvi che sto avendo enormi difficoltà a procedere con questo testo. Sapevo che sarebbe stato così, ma la cosa sta addirittura superando le mie aspettative. C’è così tanto qui e ci sono così tante questioni che emergono da questo testo che voglio affrontare, per cui ci stiamo prendendo il nostro tempo per esaminarlo. E mentre guardiamo a questo testo, vi voglio ricordare che l’Apostolo Paolo si sta difendendo da alcune accuse secondo le quali egli era stato presentato come un falso insegnante.

E quindi afferma di essere un vero insegnante per una serie di motivi; incluso il fatto che è un predicatore del Nuovo Patto, come nota nel versetto 6, è un ministro o un servitore del Nuovo Patto. E mentre si difende, identificandosi con il Nuovo Patto, intraprende una discussione che lo porta a paragonare il Nuovo Patto con l’Antico Patto perché i falsi insegnanti, i veri falsi insegnanti che si erano presentati a Corinto erano il partito della circoncisione che stava insegnando l’Antico Patto. Quindi Paolo voleva che i Corinti erano al corrente che un vero servitore di Dio, un vero ministro, un vero predicatore, un vero profeta, un vero apostolo avrebbe predicato verità del Nuovo Patto e non quelle dell’Antico Patto e che quella è l’essenza di quello che lo portò a tale discussione.

Una volta che identificato come predicatore del Nuovo Patto, proseguì presentando la superiorità del Nuovo Patto rispetto all’Antico; ed in un certo senso, abbiamo un po’ vagabondato in qesto questo campo per le ultime quattro settimane e questa è la quinta. Ora, lasciate che vi dia un po’ di contesto per portarvi a questo testo. La più efficace inganno di Satana è la religione. Ed è per questo che si maschera da angelo di luce e per questo anche che i suoi ministri si camuffano da angeli di luce. Seppur ciò nonostante, sono tutti dei demoni di tenebre e dannazione che si travestono usando la religione.

L’impatto più subdolo e potente di Satana è la religione che non può salvare, ma che danna e le persone sono ovviamente sotto l’illusione che tutto va bene tra loro e Dio. Il mondo è chiaramente avvolto in quell’inganno satanica, è immerso in una religione che non può salvare, in una religione che danna all’inferno eterno, ovvero, la religione satanica di cerimonie o rituali o opere di auto-giustizia, la religione della performance, la religione dello sforzo umano, la religione dei sacramenti e manda le persone in un’eternità senza Dio ingannate sul conto della loro condizione reale.

Come vi ho detto molte volte nel corso degli anni, ci sono solamente due religioni nel mondo, solamente due. C’è il vero Cristianesimo, che presenta la salvezza per grazia, tramite la fede solamente in Cristo, e c’è un’altra religione che è la religione del conseguimento umano, del raggiungimento umano, dello sforzo umano, della cerimonia e tutta la religione nel mondo, a parte del vero Cristianesimo, non è altro che un’altra forma di quello stesso inganno fasullo. Che una persona può essere resa giusta con Dio tramite un qualche sforzo esterno, attraverso una qualche attività morale, o una qualche cerimonia. Quello è l’inganno che al momento ingloba la maggior parte del mondo e lo sta condannando per l’eternità.

Questo spiega, per esempio, come il Papa possa dire che i Buddisti adorano lo stesso Dio che lui adora, e dovrebbero essere considerati come fratelli. Questo spiega come possa dire che i Musulmani dovrebbero essere considerati come fratelli e sorelle che adorano lo stesso Dio che lui adora. Questo spiega perché Madre Teresa e la sua casa per i malati e i moribondi a Calcutta possa avere un’immagine di un Dio Indù. Perché è tutta la religione cerimoniale, è tutta la religione del conseguimento umano, della giustizia auto-indotta o della giustizia ottenuta tramite i sacramenti, le cerimonie, i rituali o quello che sia.

Infatti, la Chiesa Cattolica Romana e certe forme d’Ortodossia Greca e certe forme di protestantesimo dell’alta chiesa hanno più in comune con le religioni non cristiane che con il vero Vangelo di Gesù Cristo. Sono più affini a loro perché sono religioni di opere esterne, di cerimonie, di sacramenti, di performance e rituali, e di conseguenza son più simili a religioni non cristiane che al vero Cristianesimo ed è per questo che non siamo scioccati quando vediamo il Papa fare qualche tipo di commento che accoglie persone che sono distintamente non cristiane.

Mentre allo stesso tempo noi che siamo distintamente cristiani non possiamo accogliere il formato pagano del cattolicesimo romano. Mantenere il Vangelo puro e separato da tutte le forme di religione, anche quelle che affermano di essere devote al Dio della Bibbia è uno dei più grandi compiti del predicatore ed è un compito che non possiamo abbandonare. Paolo affrontò quel grande compito a Corinto. Ora ricordate che era andato lì ed aveva predicato il Vangelo, era stato lì con loro per quasi due anni ed aveva fondato una chiesa. Tutto sembrava andare bene, almeno dal lato teologico c’erano certamente alcuni problemi di peccato, ma tutto sembrava andare bene sulla comprensione del Vangelo fino a quando alcuni giudei vennero e dissero che per diventare veramente cristiani non bisognava solamente accettare Gesù, ma bisognava anche mantenere le cerimonie ed i rituali dell’Antico Testamento.

Quindi stavano introducendo una salvezza per Cristo più le cerimonie e le opere rituali, e Paolo, in questa sezione sta dicendo che le cose non stanno così, che non è la somma del Nuovo Patto e dell’Antico Patto a salvare, è solamente il Nuovo Patto che salva. I falsi insegnanti stavno predicando la salvezza tramite la circoncisione, che è una cerimonia o per mezzo di rituali o meccaniche, per opere, e quindi avevano contaminato il flusso puro della verità del Vangelo. Quindi Paolo gli scrive per informare i Corinti che quello che predicava era la verità, il Nuovo Patto.

E quello che lo vedete fare qui è quello che ogni pastore fedele dovrebbe fare, deve protegge le sue persone dagli inganni seduttivi satanici che si presentano sotto forma di falsa religione e Satana è abbastanza subdolo da raccoglierle sotto il titolo di: “Cristianesimo” se deve, se si adatta e serve ai suoi scopi, e così facendo, le fa scivolare dentro con sottigliezza. Tutti coloro, indietro al versetto 6, che sono stati resi veramente ministri o servitori del Nuovo Patto, del patto nel sangue di Cristo devono assumersi la responsabilità che Paolo esercita qui e devono avvertire le persone a riguardo della religione ingannevole, satanica, dannosa a pesare che abbia l’etichetta di “Cristianesimo” o meno.

La Chiesa di Corinto e chiunque altro doveva respingere completamente tutti gli sforzi di convolgere il Vangelo con le opere o con le cerimonie o i rituali. Ora abbiamo già visto tutto questo infatti fin ora era tutta una revisione. Ora, nell’affermare questo punto Paolo dimostra com’è che il Nuovo Patto aveva sostituito l’Antico Patto; e voleva che vedessero che l’Antico Patto era abrogato come dice in Ebrei 8, era stato accantonato. L’intero libro di Ebrei presenta il confronto tra il Nuovo Patto e l’antico ed è ridotto in 2 Corinzi. Quindi torniamo al testo più ampio di questa questione, Ebrei Capitolo 9, versetto 15, ascoltate attentamente a questo:

“E per questo Egli,” ovvero Cristo a cui si fa riferimento ovviamente nel versetto 14, “egli è mediatore di un nuovo patto”, ora seguitemi qui, “La sua morte è avvenuta per redimere dalle *trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa”, l’avete visto? In altre parole, la morte di Gesù Cristo ha fornito la redenzione per le trasgressioni commesse dalle persone che hanno vissuto sotto l’influenza del primo patto, è quello che sta dicendo... Ora quindi, ancora una volta c’è l’indicazione chiarissima che le persone che vivettero sotto la giurisdizione dell’Antico Patto, che vivettere nell’Antico Testamento prima ancora che Cristo fosse mai nato o prima che morisse e risuscitasse, le persone che vivevano in quel tempo prima degli eventi del Vangelo erano state salvate da quello che Cristo avrebbe fatto.

È una cosa molto, molto importante da capire. Cristo, a causa della sua morte sacrificale perfetta per il peccato, è diventato il mediatore di un patto nuovo e migliore. L’unico modo in cui una persona avrebbe mai potuto avvicinarsi a Dio era che la pena per il suo peccato fosse pagata interamente con la morte e quel pagamento fu fatto da Gesù morendo come sostituto per tutti coloro che avrebbero creduto e si sarebbero ravveduti, per tutti appartenenti a qualsiasi epoca. Egli è diventato il ponte, è diventato il mediatore, l’unico mediatore tra Dio e gli uomini e li ha riuniti per sempre.

Ebrei dice che in un’unico sacrificio, di sé stesso, egli ha compito tutto ciò che tutti sacrifici dei sacerdoti dell’Antico Patto avrebbero mai potuto offrire, potevano solo simboleggiare. Fu la sua morte che prese il posto per la redenzione delle trasgressioni, il prezzo fu pagato interamente, i peccatori furono riconciliati per sempre con Dio, ma notate questo, quali peccati? Di chi? Le trasgressioni che furono commesse sotto il primo patto. Non so com’è che si può esser confusi su questo punto, non so com’è che le persone possano pensare che le persone nell’Antico Testamento erano salvate perché rispettavano la legge o fossero salvate perché avevano nel loro cuore una speranza messianica. Avrebbero potuto cercare di obbedire alla legge, ed è una cosa nobile da fare.

Ovviamente, se fossero stati salvati avrebbero quindi visto le leggi come il cammino della vita e le avrebbero obbedite volentieri per quanto potessero nella loro caducità. Ma le persone che pensano che il rispettare la legge o l’avere una certa speranza messianica può salvare, di per sè perdono di vista il punto fondamentale. L’unica cosa che ha salvato quelle persone era la provvista di Gesù Cristo sulla croce; ecco perché dice che era per le trasgressioni commesse sotto il primo patto. Guardatela in questo modo la morte di Gesù Cristo era anche retroattiva, andò indietro e coprì il passato, guardate a Romani capitolo 3 versetti 24 e 25, sapete ovviamente che se sto insistendo un po’ su questo punto del Vangelo, l’ho fatto per anni ed ho anche scritto un certo numero di libri perchè non posso credere al fatto che le chiese ne siano confuse, non credo ci sia nulla di più importante se non comprendere correttamente il Vangelo, non è vero?

Romani 3:24 e 25, “ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesú. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio” o come copertura, “mediante la fede nel suo sangue”, dunque la giustificazione è un dono di grazia che venne tramite la redenzione, fornita in Cristo, dove Dio mise Cristo in mostra come una copertura per i peccati tramite il Suo sangue mediante la fede. Ora ascoltate a questa prossima frase, “per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato”, questo è un punto cruciale. Dio passò oltre i peccati di coloro che avevano creduto in lui prima della venuta di Cristo, ma Cristo doveva venire per rendere giusto l’atto di Dio nel passare oltre quei peccati, capite il punto?

Dio sarebbe stato ingiusto se avesse semplicemente ignorato i loro peccati, se avesse semplicemente trascurato i loro peccati capricciosamente. Qualcuno potrebbe aver detto che tipo di Dio Santo sei? Li lasci perdere? Dove è il sacrificio per i loro peccati? Dove è la soddisfazione della giustizia? Dove è la soddisfazione della rettitudine? Dove è il requisito della legge? Come puoi perdonarli così? Come puoi esser misericordioso ed offrire grazia a quei peccatori? E prima della venuta di Cristo, seguitemi qui, prima della venuta di Cristo, che venne ad officializzare il sacrificio espiatorio perfetto, Dio poteva anche essere ritenuto ingiusto o non retto o accusato d’avere abbassato il suo standard.

E quindi Paolo dice qui che Dio stava dimostrando la sua giustizia ed aveva bisogno di dimostrare che tipo di Dio giusto fosse, perché nel passato aveva trascurato i peccati commessi in precedenza. E le persone potrebbero dire, “ah, sai che santità il vostro Dio, decide quali peccati perdonare e di chi e li perdona, dov’è la giustizia? Dov’è la rettitudine? Dove è la santità? Dove è lo standard santo? Dove è il principio che dice che l’anima che pecca morirà?” Quindi mette Cristo pubblicamente in mostra e lì vediamo che è un Dio giusto. Infatti è così giusto ed è così retto ed è così legato alla sua legge inesorabile del fatto che il peccato non può essere perdonato a parte di una morte sacrificale perfetta.

Ed è così dedicato a quella legge che mette sulla croce il suo stesso figlio amato. In questo vi è l’esibizione della giustizia e rettitudine assolute di Dio. Quindi così facendo dimostra la sua giustizia, mettendo suo figlio sulla croce, affinché potessimo sapire che il trascurare il peccato nel passato era solamente una cosa temporanea, e che il sacrificio per quel peccato doveva ancora venire. E questo perché il sangue di Gesù Cristo non era ancora stato versato fino a centinaia o addirittura migliaia di anni dopo che molti credenti dell’Antico Testamento erano morti; la loro salvezza era per così dire, a credito; era a credito. Per il loro ravvedimento, che ci deve sempre essere e per la loro fede in Dio, ovvero, di credere a Dio per qualsiasi cosa rivelò di sè.

Ovviamente la progressione della rivelazione implica il fatto che nel corso della storia dell’Antico Testamento Dio si è rivelato sempre di più e sempre di più. Cos’è che una persona doveva credere per essere salvata? Doveva credere in qualsiasi cosa Dio avesse rivelato fino a quel momento e dovevano credere che Dio fosse misericordioso e pieno di grazia e che avrebbe perdonato il loro peccato, e dovevano credere che non avevano nulla in sé per cui quel peccato potesse essere perdonato. Dovevano sapere nel loro cuore e nella loro mente che Dio in qualche modo, in qualche maniera avrebbe provveduto un’espiamento per il loro peccato. Quindi cos’è che era richiesto per la salvezza di una persona dell’Antico Testamento era richiesto che credessero in Dio. Che credessero in Dio. Abraamo credette in Dio e gli fu accreditato come giustizia.

E ravvedersi del peccato ed affidarsi alla misericordia e grazia di Dio, sapendo che solo quella potesse perdonare quel peccato e riconoscere nel proprio cuore che Dio avrebbe fornito un sacrificio adeguato. Su quella base, la base della fede di ravvedimento, Dio gli avrebbe concesso la salvezza a credito, a credito. A causa della morte di Cristo a venire, Dio era paziente fino a quando il sacrificio fu compiuto e trascurò i peccati di persone veramente ravvedute e credenti, fino al momento in cui Cristo venne e si occupò del loro peccato.

E visto che le cerimonie ed i sacrifici dell’Antico Patto, ora ascoltatemi bene, visto che i sacrifici non facevano altro che simboleggiare l’unico sacrificio di Cristo che salva, possiamo concludere che la salvezza è sempre stata per grazia, sempre stata per fede, ed è sempre stata tramite quello che Cristo fece nel Nuovo Patto. Dunque, Paolo sta quindi dicendo perché al mondo vorreste credere che avete bisogno di osservare l’Antico Patto come parte della vostra salvezza. Paolo usa quindi l’occasione per difendersi contro i falsi insegnanti e per mostrare che il Nuovo Patto è migliore dell’antico. Ora, diamo un’altra occhiata al testo.

Il fatto che il Nuovo Patto sia migliore è evidente in vari modi. Prima di tutto dà vita, abbiamo visto questo al versetto 6. In secondo luogo, produce giustizia, abbiamo visto questo nei versetti 7, 8 e 9. In terzo luogo, è permanente, abbiamo visto anche questo nei versetti 10 e 11. La superiorità del Nuovo Patto e quindi dei predicatori del Nuovo Patto è indicata dalla verità che il Nuovo Patto dà vita, fornisce giustizia ed è permanente. Ora passiamo al punto numero quattro. Il Nuovo Patto porta speranza, il Nuovo Patto porta speranza, versetto 12, “Avendo dunque una tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza”, il Nuovo Patto porta speranza. Sapete, se c’era una cosa vera a riguardo dell’Antico Patto, era che nessun sacrificio era mai definitivo, non è vero?

Se ne doveva sempre fare un altro, ma il Nuovo Patto aveva una finalità, una finalità assoluta. Forniva una speranza vera, il peccato è stato davvero affrontato, la speranza della vita eterna era cristallina. La nostra speranza è così sicura, è così stabilita, è così irrevocabile, è così definitiva che Paolo dice che noi la “predichiamo con audacia”, ora, cos’è la speranza? Beh, è molto semplice, è la convinzione del fatto che tutte le promesse del Nuovo Patto si avvereranno, e cos’è che promette il Nuovo Patto, un perdono totale e completo, permanente e per sempre.

Rimuovere i peccati tanto lontani da noi quanto è lontano l’occidente dal settentrione ne è certamente parte. Dio lo fece anche nell’Antico Testamento, ma lo fece, seguitemi qui, lo fece sulla base del compimento futuro del Nuovo Patto. Il Nuovo Patto porta vita abbondante ed eterna, la speranza Celeste, le promesse si avvereranno tutte.

E per quanto sia grande la gloria del Nuovo Patto, essa non è ancora manifestata, ha una certa speranza al suo interno, il Nuovo Patto non ci porta solo il presente, ma ci porta anche il futuro, ci presenta un futuro glorioso che è stato ratificato nel passato sulla croce, fu applicato nel presente per fede, ma la sua pienezza si sperimenterà nel futuro. Quindi siamo entrati a far parte di un Nuovo Patto, la cui pienezza non abbiamo ancora sperimentato, non è vero? Assolutamente. Guardate al Capitolo 8 di Romani, viviamo nella speranza dice Paolo. Questo Nuovo Patto ha una capacità di speranza, vedete, l’Antico Patto aveva in un certo senso una sorta di disperazione, l’Antico Patto ti uccideva con la tua peccaminosità, martellava incessantemente e senza sosta sul peccatore. Il Nuovo Patto però arriva e porta speranza. Nel Capitolo 8 di Romani versetto 18 Paolo dice, “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio”

In altre parole, sta dicendo qui che non ci importa soffrire in questa vita, perché abbiamo speranza per la gloria che a venire. Stiamo aspettando con ansia la rivelazione dei figli di Dio, la manifestazione gloriosa dei figli di Dio non è ancora avvenuta, “perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitú della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo”. Ed eccolo qui, “Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza”, siamo stati salvati nella speranza; Paolo sta dicendo che intrinseco nel Nuovo Patto c’è la speranza, un’anticipazione gloriosa, esaltante, meravigliosa della gloriosa manifestazione dei figli di Dio. Più avanti nel Capitolo 15 di Romani versetto 13, dà una benedizione. Dice, “Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo”, vedete? Viviamo nella speranza.

Sono andato in ospedale ieri, ho trascorso un’oretta con Herb Clingen; Herb ha avuto un altro lieve ictus e stavano facendo alcuni test sul suo cuore per capire se ci fossero... se ci fossero stati degli effetti permanenti sul cuore, danni al cuore da quest’ultimo e stavamo chiacchierando qui e lì della difficoltà della vita quando si raggiungono gli 80 anni e cose del genere e con grande gioia ed esuberanza e felicità nel cuore parlò della possibilità e della realtà della morte, che per lui non portò alcun timore perché lo avrebbe portato alla presenza di Gesù Cristo. Questo è il significato del vivere nella speranza, questo è il significato del vivere nella speranza.

Questo è di quello che l’Apostolo Paolo stava parlando nel Capitolo 13 di Romani quando disse, “Ora la vostra salvezza è più vicina di quando avete creduto”, quale aspetto della salvezza? La sua pienezza. Nel Capitolo 5 di Galati e nel versetto 5 leggiamo ulteriormente della speranza che si trova nel Nuovo Patto, “Poiché quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia”, ascoltate, sono salvato, ma quando guardo alla mia vita vivo nella speranza, voi no? Capisco Paolo in Romani 7 che dice, “Faccio ciò che non voglio fare, e non faccio ciò che voglio fare, e sono un miserabile, chi mi libererà da questo corpo di morte?” Giusto?

So cosa significa essere una persona totalmente redenta, pienamente redenta che vive in una carne non redenta e vive in questa guerra senza fine ed ha questa grande speranza che un giorno però, la guerra finirà e sarà pienamente e completamente reso giusto. Quindi, mediante lo Spirito, per fede, aspettiamo che la speranza della giustizia si compia. In Efesini Capitolo 1, “Prego affinché gli occhi del vostro cuore,” versetto 18, “siano illuminati, affinchè sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi”, sta dicendo: ‘voglio che capiate in cosa dovete sperare, voglio che capiate la vostra ricompensa eterna, le glorie del Cielo, la giustizia, l’essere resi simili a Cristo. Voglio che la vediate, guardate avanti, voglio che la vediate.

Un giorno... per ora non è ancora chiaro chi siamo, ma un giorno saremo come Lui quando apparirà e noi lo vedremo per chi Egli è veramente. E questa è la nostra grande speranza e siamo salvati nella speranza. Abbiamo quello che Paolo chiama in Efesini 4:4 “la speranza della nostra chiamata”, e questa speranza, naturalmente, è il diventare come Gesù Cristo. Anche Pietro anticipò questo, così come un sacco di altri testi; ma ascoltate a 1 Pietro 1:3, “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesú Cristo dai morti”,

e qual’è la nostra speranza? È quella di ottenere “un’eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi”, quella è la nostra grande speranza. Dice nel versetto 13, “e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesú Cristo”, fissate la vostra speranza sulla grazia che riceverete al ritorno di Gesù. Versetto 21, “La vostra fede e la vostra speranza sono in Dio”, e quindi Paolo disse, tornando al nostro testo, versetto 12: “Avendo dunque una tale speranza – come quella provveduta dal nuovo patto – ci comportiamo con molta franchezza”, o letteralmente continuiamo ad esser molto aperti con la cosa, in riferimento ad un’esposizione pubblica di franchezza, senza riserve, senza timidezza, senza esitazione, senza riluttanza.

Predichiamo la verità del Nuovo Patto senza timore, senza alcuna esitazione. Ora sapete che il Nuovo Patto era stato un duro colpo per il popolo ebraico, e lo sapevate già, è stato duro da digerire, ma poi dice, visto che il Nuovo Patto è così ricco di speranza lo predichiamo senza timore, al di là di quello che comporta o di quali siano le conseguenze, che ovviamente furono molto dolorose, per non dire troppo. Prendete per un momento la parola “franchezza”, parrēsía dal greco, significa “coraggioso”, significa “esplicito”, sta dicendo: ‘Son così sicuro della promessa del Nuovo Patto, per fede in Gesù Cristo, sono così sicuro che questa riempie il mio cuore di una speranza che l’Antico Patto non può mai offrire e questo si sbarazza della disperazione, del timore, del dubbio e non fa altro che rimpiazzarlo con gioia, pace e speranza.

Sono così convinto che sono coraggioso, esplicito, audace, e senza alcuna riluttanza nè esitazione, che non importa che tipo di reazione riceva, severa quanto possa essere. Non posso trattenermi, non posso esitare. In contrasto, l’audacia di Paolo, la sua apertura con il comportamento di Mosè all’evento che si trova alle spalle di questo passaggio. Vi ricordate l’evento di Esodo 34 quando Mosè si trovò sul monte e ricevette la legge e vide la gloria di Dio? Ne abbiamo parlato la scorsa settimana? Guardate al versetto 13, “ci comportiamo con molta franchezza, e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul suo volto”, interessante... “Si metteva un velo sul volto”, Mosè non aveva quella franchezza; c’era qualcosa sul conto della... sul conto della legge che era accecante, bruciante, caustica, non la si poteva guardare senza esserne distrutti, a tal punto che Mosè doveva coprirsi.

Paolo contrappone il suo approccio sullo sfondo di quella questione particolare che trattò direttamente da Esodo 34, Mosè era riluttante, parlava e poi si copriva il volto immediatamente affinchè la gloria abbagliante di Dio che lo raggiunge con la consegna della legge non bruciasse le persone, era come guardare il sole che scottava i loro occhi. Era un patto bruciante, era devastante, lesivo e dannoso sebbene glorioso. Quindi Paolo dice che il Nuovo Patto dà speranza, dà speranza. È permanente, fornisce rettitudine e dà vita. Numero cinque:

È chiaro, è chiaro. Ora voglio portarvi indietro alla storia di Mosè. Torniamo ad Esodo 34 per un momento. Paolo usa, come ho detto, questo racconto come illustrazione; quindi dobbiamo continuare ad intersecarci con esso. Tornando a Esodo 34 per tutto coloro che non erano presenti, qui Paolo sta cercando di mostrare la superiorità del Nuovo Patto rispetto all’Antico. Ed usa un’illustrazione o un’analogia sulla vita di Mosè quando salì sui monte per ricevere la legge di Dio e vide la gloria di Dio, e poi scese per parlare con le persone, però la gloria di Dio gli era sul volto.

Questo è un po’ il contesto e qui Paolo trae una serie di conclusioni da questa... una serie di conclusioni spirituali da quell’illustrazione meravigliosa, guardate i versetti 33 e seguenti: “Quando Mosè ebbe finito di parlare con loro, si mise un velo sulla faccia”, ora ricordate che parlava loro con una gloria risplendente sul suo volto e loro dovevano guardare da parte, perchè vedevano il bagliore e non riuscivano a guardarlo direttamente; ma quando finiva di parlare, per poter avere una sorta di vita normale, si metteva un velo sul volto per ombreggiare la gloria in modo da potersi muovere tra le persone senza quel bagliore accecante, quindi “si mise un velo sulla faccia, ma quando Mosè entrava alla presenza del Signore per parlare con Lui, si toglieva il velo finchè non tornava fuori; poi tornava fuori e diceva ai figli d’Israele quello che gli era stato comandato. I figli d’Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano la sua pelle tutta raggiante; Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrava a parlare con il Signore.” Quindi l’idea era che lui indossasse il velo, dopo aver dato il messaggio usciva dal parlare con Dio dove non aveva il velo e senza velo proclamava il messaggio della gloria di Dio e dopo averla pronunciata si copriva il volto.

Quindi Paolo disse: guardate al versetto 13, disse, “non facciamo come Mosè... non facciamo come Mosè... che si metteva un velo sul volto”, cos’è che sta dicendo qui? Il nascondersi era intrinseco alla gloria passiva dell’Antico Patto. Era troppo penetrante, era troppo devastante, era troppo mortale. Un’esposizione costante ad essa era accecante, ma c’era più di quello. Da tutto ciò si potrebbe anche estrapolare il fatto che, e si avrebbe un po’ la sensazione che quello che Paolo sta dicendo è che l’intero Patto era fondamentalmente ombroso, era fondamentalmente velato. Si poteva solamente intravedere la cosa perchè poi veniva presentato il velo, era composto da tipi, da immagini, da simboli, o misteri, tutti illustrati dal velo. Mosè comunicò la gloria dell’antico Patto con una certa oscurità. Si coprì il volto con un velo per nascondere la gloria in modo da non accecare le persone. Usava il velo perché la gloria era grandiosa, era brillante, non stava cercando di nascondere la realtà che fosse una gloria destinata a svanire, non sarebbe stato mai così disonesto. Perché mai avrebbe voluto far credere che la gloria che svaniva non stesse svanendo? Sapevano che stava svanendo. Il velo non lo teneva sempre; solo quando venne a vedere Dio e ricevere la gloria, quando parlò con Dio e la Sua gloria ritornava probabilmente era svelato quando parlava, come ho già detto, e poi si metteva il velo addosso finché la gloria svanì. Ma c’era una certa occultazione e questo è quello che Paolo sta dicendo, “Mosè indossò il velo”. C’è un certo elemento dell’Antico Patto che non è libero, nasconde, non è vero? Vi ricordate quello che Pietro disse? Che i profeti dell’Antico Testamento scrivettero e poi ricercarono quello che scrivettero per capire quello che intendessero dire, c’era un certo mistero adiacente. Un buon parallelo sarebbe... stiamo studiano il libro di Apocalisse, come abbiamo fatto per questi ultimi mesi, e nel mentre lo stiamo studiando stiamo cercando di fare del nostro meglio per comprendere cos’è che verrà in futuro, ma onestamente c’è così tanto in quel libro che seppur facciamo uno sforzo valoroso, solo le persone che vivranno nel momento in cui accadrà il tutto lo comprenderanno pienamente.

Quindi cos’è che facciamo? Cerchiamo e cerchiamo e cerchiamo, Jim Stetsinger mi disse due settimane fa che Giovanni Calvino scrisse un commentario su ogni libro del Nuovo Testamento, tranne che il libro di Apocalisse perchè disse che “non lo capisco”, è una cosa molto difficile da capire e anche quando se nè comprendiamo una grande porzione di esso, sappiamo che ci sono porzioni che saranno comprensibili solamente da coloro che saranno vivi in quel momento, quindi lo guardiamo come i profeti guardarono a quello che scrissero chiedendosi cosa significasse. L’Antico Patto aveva una certa copertura, un certo elemento occultorio che il Nuovo Patto non ha. Era un patto velato, era un patto pronto a svanire, la parte che era destinata a svanire era simbolica del suo passare.

Il velo indicava anche la copertura ma non c’era nulla di velato e non c’era nulla prono a svanire a riguardo del Vangelo del Nuovo Patto. Infatti, l’apostolo Paolo in diverse porzioni delle sue epistole parla di misteri rivelati, giusto? Ora Paolo dice che la ragione per la quale gli ebrei ai tempi di Mosè non potevano fissarlo intensamente era... il motivo per cui Mosè usava il velo era affinché la gente non lo guardasse fissandolo ed essendone così accecati. Il termine lì, guardate di nuovo al versetto 13, potrebbe non guardare intensamente, vedete quel termine lì? Quello significa “fissare con uno sguardo fisso”, usato anche in Luca 4 versetto 20, si trova anche indietro, al versetto 7 dove l’abbiamo visto per la prima volta, ma non entreremo nei dettagli.

Non c’era nulla di sbagliato con l’Antico Patto, aveva una certa gloria, era la gloria di Dio, ma aveva un certo elemento che lo portava a svanire non era permanente come quello Nuovo, ed era velato, e c’è di più nella sua oscurità. Versetto 14, “Ma le loro menti furono rese ottuse; infatti, sino al giorno d’oggi, quando leggono l’antico patto, lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è abolito”, “le loro menti furono rese ottuse”, guardate il versetto 15, “Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore”, che cos’è quel velo? Beh, fondamentalmente è l’incredulità. Non afferrarono la giusta gloria dell’Antico Patto a causa della loro incredulità.

Ed a causa della loro incredulità, il significato intero gli era oscuro. C’è una certa oscurità in sè e per sè perchè l’incredulità rende tutto oscuro. Ebrei 3:8, “non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto”, Ebrei 3:15, “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori...” Capitolo 4 versetto 7, “Oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori”, lo fecero, le loro menti furono indurite è ‘porosis’, ‘porosis’, ‘ottusità, cecità intellettuale’, Mosè, vi ricordate, scese dal monte, tentò di mostrare loro la gloria di Dio, rappresentata nell’Antico Patto dalla gloria sul suo volto, e fu respinto.

Invece di riconoscere la gloria, si resero volutamente ottusi e intenzionalmente non credettero e lo stesso era valido al tempo di Paolo ‘fino a questo giorno’ dice, ‘fino a questo giorno’, nella lettura dell’Antico Patto, che veniva fatta, per inciso, ogni sabato nella sinagoga secondo Luca 4:17-21, andavano nella sinagoga e l’Antico Patto veniva letto, lo stesso velo rimane lì. L’Antico Patto è ancora ottuso, è ancora oscuro, non capiscono il Suo scopo, pensano che dovrebbe salvarli ma non è così, pensano che sia meno dello standard morale di quanto dovrebbe, sottovalutano la sua giustizia, il suo tentativo di rivelare il peccato, è inefficace; invece di rivelare il loro peccato viene usato come mezzo per dimostrare la loro rettitudine.

Il suo scopo cerimoniale era per simboleggiare il piano redentivo e Cristo, e ovviamente hanno respinto Cristo quindi non hanno respinto solo la parte morale della legge abbassando lo standard morale, ma hanno respinto anche la parte cerimoniale non comprendendone lo scopo ed il punto stesso della sua esistenza. Erano così ignoranti che gli apostoli dovevano predicare in tutta Gerusalemme che Gesù Cristo doveva, necessariamente, aver sofferto e morire per compiere la profezia messianica, non avevano idea. La loro ignoranza e la loro incredulità nel significato dell’Antico Patto li rendeva quindi ignoranti del Nuovo Patto.

Perché non avevano capito correttamente che l’Antico Patto doveva spingerli al peccato nella sua morale, per spingerli a vedere il loro bisogno di un salvatore cerimonialmente parlando, e visto che avevano perso tutto, non potevano comprendere il Nuovo Patto. Quindi gli Ebrei ai tempi di Paolo si rifiutavano di vedere lo scopo dell’Antico Patto e, di conseguenza, non potevano vedere lo scopo del Nuovo Patto. Non capivano lo scopo della legge, quindi non capivano che Gesù era il compimento della legge. Erano veri discendenti, amici miei, dei loro antenati condannati. Erano davvero discendenti dei loro antenati condannati che avevano ucciso i profeti e lapidato tutti coloro che Dio aveva inviato loro, avevano rifiutato tutto.

In Giovanni 5:46 Gesù dice se credeste a Mosè, credereste anche a me, perché egli ha scritto di me. Se non credete a Mosè, non capite l’Antico Patto, non capirete mai il Nuovo Patto. È per questo che oggi troviamo molto difficile testimoniare al popolo ebraico, non comprendono il Nuovo Patto; sapete perché? Perché non comprendono l’Antico Patto. Pensano di capirlo ma non èc osì, non sanno che era progettato per spingerli alla disperazione per il loro peccato e per ritrarre, tramite i simboli e le immagini, il piano redentivo di Dio che puntava direttamente a nessun altro che Gesù Cristo. Ma visto che non capivano l’Antico Patto non potevano capire neanche quello Nuovo.

Il velo dell’ignoranza oscurava il significato dell’Antico Patto al cuore indurito. Doveva portarli a Cristo, ma non riuscivano a vederlo, non riuscivano a comprenderlo. Infatti, anche i discepoli dimostrarono questo tipo d’ignoranza. Gesù disse loro sulla strada verso Emmaus, o uomini insensati, lenti di cuore a credere a tutto ciò che i profeti hanno detto. Non era necessario che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse nella sua gloria; se solo sapeste quello che fu insegnato nell’Antico Testamento capireste questo. Ed iniziando con Mosè e con tutti i profeti spiegò loro tutto quello che lo riguardava nelle Scritture. Non potevano capire il nuovo perché non potevano comprendere l’Antico, e qui Paolo dimostra la stessa cosa dicendo: ‘il velo è ancora su di loro’,

Gesù disse in Giovanni 5:38, “Voi scrutate le Scritture, perché pensate che in esse possiate trovare la vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di – chi? – di me”. Alcuni Giudei? Sì, nel corso della storia ed in questo periodo alcuni ebrei avevano visto la piena gloria dell’Antico Patto, alcuni sapevano che serviva ad evidenziare la peccaminosità del peccato e la necessità di un redentore, quello era certo, c’erano alcuni, come Simeone, non è vero? Nel Capitolo 2 di Luca... e c’era Anna, e c’erano altri nel residuo...

Ma per la maggior parte, l’affermazione triste, triste, triste del versetto 13 i figli d’Israele che non potevano guardare intensamente alla fine di ciò che stava svanendo ai giorni di Mosè, perché le loro menti erano ottenebrate, e quelli non erano diversi dalle perosne di oggi, i quali, alla lettura dell’Antico Patto rimasero con lo stesso velo e non possono capirlo. Ogni volta che Mosè viene letto, lo si legge con il velo sul cuore. Durezza intellettuale, incapacità di comprendere l’Antico Patto, rifiuto dell’Antico Patto, mancata comprensione dell’Antico Patto, quindi tagliati fuori dal significato del Nuovo Patto. Ebrei 10:28, “Chiunque,” ascoltate qui, “chiunque ha disprezzato la legge di Mosè muore senza misericordia”.

Chiunque, “disprezza la legge di Mosè muore senza misericordia... ma, quanto più severo castigo pensate meriterà colui che ha calpestato il Figlio di Dio ed ha considerato immondo il sangue del Patto con il quale è stato santificato, e ha insultato lo Spirito della grazia? Poiché conosciamo Colui che ha detto: “A me la vendetta, io ricompenserò”. È una cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente”, se pensate che sia una cosa terribile cadere nelle mani di un Dio vivente violando l’Antico Patto, sappiate che non è niente in confronto a coloro che violano quello nuovo.

Paolo disse che c’erano alcuni Ebrei ai suoi tempi che violavano l’Antico Patto tramite la loro cecità e quindi ora stavano violando anche quella del nuovo. L’Antico Patto era un patto d’ombra, velato, oscuro, misterioso, e nascosto, in parte. Paolo dice che una corretta comprensione, anche della sua natura nascosta che stava svanendo e che aveva dichiarazioni velate che sarebbero state adempiute. Dichiarazioni tipiche, simboliche che sarebbero state adempiute, il Messia, con una corretta comprensione di tutto ciò avrebbe portato ad una corretta accettazione del Nuovo Patto. Il Nuovo Patto cristallino, cristallino. La fede nella Legge di Mosè li avrebbe preparati alla fede in Cristo.

Di nuovo, ritorno al pubblicano in Luca 18, “che si batteva il petto dicendo: Dio, abbi pietà di me peccatore”, oh quanto è raro, quanto è raro trovare qualcuno, nel Nuovo Testamento, che sia stato veramente colpito al cuore dalla legge di Dio e che si sia veramente ravveduto. Gli ebrei ai tempi di Paolo e anche ai nostri giorni, fraintendevano l’Antico Patto e così facendo rifiutavano il Nuovo; erano soddisfatti della cerimonia, erano soddisfatti dai rituali, presero le cerimonie, come vi ho detto la volta scorsa e le usavano per mascherare dal loro fallimento nel mantenere la parte morale.

Mosè, tra l’altro, era addolorato per quella cecità ai suoi tempi, la vide! Era vero ai suoi tempi; la gente era accecata, i loro cuori erano induriti, non capivano quali fossero gli scopi di Dio, non credevano, mancavano di fede e fiducia in Dio. Infatti, in Esodo capitolo 32 versetto 32 Mosè disse, “nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!” Mosè era così turbato, era così addolorato per il peccato e l’oscurità del suo popolo che disse Signore se non li salverai da questo cancellami.

E sapete, Paolo aveva quello stesso atteggiamento in Romani 9:3 disse: “Potrei quasi desiderare d’essere maledetto per il mio popolo, Israele”, la nazione d’Israele, non rigenerata persino ad oggi, ha ancora il velo sul cuore, non comprende ancora l’uso dell’Antico Patto, non vede ancora il significato necessario chiaro e svelato del Nuovo Patto. E come ho detto, una vera fede nell’Antico Patto avrebbe rimosso il velo così che avrebbero potuto vedere il vero significato del Nuovo Patto.

Bene, il Nuovo Patto è superiore, perché: dà vita, fornisce giustizia, è permanente, porta speranza, ed è chiaro e non nebuloso. Numero sei e non arriverò fino in fondo a questo punto ma lo introdurremo. È centrato su Cristo, è centrato su Cristo. Tornate indietro al versetto 14 per un momento, alla fine del versetto 14, “il velo è stato rimosso in Cristo. Perché è stato rimosso in Cristo”, senza Cristo, ascoltatemi bene, senza Cristo l’Antico Testamento è incomprensibile. Mi avete sentito? Senza Cristo, l’Antico Testamento è incomprensibile. L’antico patto, senza il nuovo è incomprensibile, ma quando si viene a Cristo, allora tutto il significato diventa chiaro, il velo è sollevato. Quando qualcuno viene a Cristo, il velo viene rimosso, la percezione spirituale non è più compromessa e tutto diventa più chiaro. Il versetto 15 dice: “Fino ad oggi, ogni volta che Mosè viene letto, un velo giace sul loro cuore”, che tristezza!

E secondo Atti Capitolo 13 versetto 27; Atti 15 versetto 21 gli ebrei erano fedeli nelle loro sinagoghe e nei loro luoghi di raduno, erano fedeli a leggere la Legge di Mosè. Dice in Atti 13:27: “Infatti gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi non hanno riconosciuto questo Gesú e, condannandolo, adempirono le dichiarazioni dei profeti che si leggono ogni sabato”, leggevano queste cose ogni sabato senza aver la più minima idea di cosa significhi. Lo leggevano, non lo capivano, perché i loro cuori erano induriti. Questo è quello che significa avere il cuore indurito; pensano di potersi salvare da soli. In altre parole, il cuore indurito dice: ‘Ehi, manterrò le cerimonie e quello mi salverà, farò le opere giuste e quello mi salverà’,

un cuore contrito e spezzato dice: ‘non posso, la legge di Dio mi spezza, mi frantuma, mi distrugge. Mi presento come un peccatore pentito, umile ed in lutto per il mio peccato, piangendo e bramando la giustizia, ed implorando misericordia e perdono. Questo è un cuore contrito e spezzato. Un cuore indurito prende la legge di Dio e dice vedo lo standard e manterrò quello standard, mobiliterò le mie forze, lo farò e Dio sarà compiaciuto e farò tutte le cerimonie e quelle copriranno i fallimenti che potrei avere ed infine sarò salvato grazie al mio impegno morale, e sarò salvato grazie all’osservanza cerimoniale. Questo è esattamente quello che dice ogni religione nel mondo, non è vero? Tutte così.

Ed è esattamente la posizione dei Giudei, e quindi erano qui che leggevano la legge Mosaica senza però comprenderla, leggevano l’Antico Patto senza averne la più pallida idea. Atti dal 15 al 21, Mosè da generazioni antiche ha in ogni città coloro che lo predicano, e visto che lesse ogni sabato nella sinagoga, loro ripassarono e ripassarono più e più volte senza mai inchinarcisi davanti nella disperazione della loro peccaminosità non hanno mai implorato la misericordia di Dio basata sui meriti dell’opera di Gesù Cristo.

Quindi dice nel versetto 15 che fino ad oggi ogni volta che Mosè viene letto, ovvero, ogni sabato, un velo giace sul loro cuore. Non c’è niente di sbagliato nel patto in sè e per sè, il problema è con il cuore, la riluttanza di essere spezzati, la riluttanza di confessare il peccato, di riconoscere il peccato e di ravvedersi, e di nuovo dico, gente e l’ho già detto nel corso degli anni, è assolutamente incredibile che chiunque, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento potesse mai concepire qualsiasi tipo di chiamata alla salvezza che non include il ravvedimento; è così bizzarro che è impensabile, è il tessuto della salvezza, è la natura della salvezza, è l’essenza della salvezza, è tutto ciò che la salvezza è.

È il punto centrale della durezza dei cuori del popolo di Israele che non erano disposti ad essere spezzati. E dove c’è un cuore spezzato e contrito, c’è una corretta comprensione del significato dell’Antico Patto ed un gettarsi sulla misericordia e sulla grazia di un Dio perdonatore che anche i credenti dell’Antico Testamento sapevano essere. Il profeta disse: “chi è un Dio perdonatore come lui”, poi il versetto 16, “però quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso”, quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso, Paolo usa questa terminologia per riferirsi a ciò che accade quando veniamo a Cristo nella fede. Quando Mosè entrò a vedere il Signore si rimuoveva il velo, perché voleva una visione diretta della gloria.

Stava godendo di quello che il popolo non poteva godere. E potremmo chiederci: ‘Come fece Mose a sopravvivere a quell’esperienza?’ Non lo so; ‘Com’è che il popolo non poteva nemmeno guardare direttamente al volto di Mosè, che aveva una gloria mediata, e Mosè poteva guardare alla gloria di Dio senza mediatore?’, ‘Non lo so!’ Potremmo chiedere: ‘Beh forse non la guardava direttamente’, forse no; infatti, Esodo 33 dice, ‘non posso mostrarti la mia gloria completa, ma ti lascerò vedere le mie parti posteriori’, quindi egli vide una certa gloria attenuata, ma era così grande che si diffuse su di lui. E questo non è detto del popolo quindi qualunque gloria vide era una gloria maggiore, perché gli si trasferì sopra, rispetto a quella che il popolo vide che non gli si trasferì.

Quindi, seguendo la stessa illustrazione, Paolo dice che “come Mosè, quando un uomo entra nella presenza del Signore”, ovvero, quando si converte a Cristo, “Egli gli toglie il velo e vede la gloria diretta”. Quando i peccatori si rivolgono alla gloria di Dio nel volto di Gesù Cristo, il velo viene rimosso, viene rimosso, e così vediamo... Scendete giù al versetto 6 del Capitolo 4, “perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesú Cristo”, oh che verità! Quando veniamo a Cristo, quando veniamo al Signore Gesù il velo viene rimosso, la gloria diventa più chiara, la conoscenza della gloria di Dio risplende nei nostri cuori, e nel volto di Gesù Cristo.

Phillip Hughes scrisse su questo, “Ulteriore luce viene gettata su questo passaggio quando consideriamo quello che avvenne alla trasfigurazione di Cristo. Su quell’altura Mosè ed Elia apparvero con Cristo, ma fu solamente Cristo ad essere trasfigurato con una radiante gloria celeste davanti agli occhi di Pietro, Giacomo e Giovanni. Fu il suo volto a brillare come il sole ed i suoi vestiti a diventare bianchi e abbaglianti. Fu solo di lui che la voce dalle nuvole disse: ‘questo è il mio diletto Figlio nel quale mi son compiaciuto’, e poi – scrisse Hughes – i discepoli non videro nessuno se non Gesù; è lui che rimane, e la gloria nella quale Mosè ed Elia apparvero non era loro, ma di Cristo; la stessa gloria che ebbe con il Padre prima che il mondo fosse.

Così come nel deserto la gloria che brillava dal volto di Mosè era la gloria riflessa di Yahweh, così anche sul monte della trasfigurazione la gloria con cui era circondato era la gloria dello stesso Dio. Solamente Cristo è la piena, gloria permanente evangelica. Voltarsi a lui è voltarsi alla luce del mondo, seguirlo non è camminare nelle tenebre, ma avere la luce della vita – e quindi dice – ogni volta che un uomo si converte al Signore, il velo viene tolto immediatamente da Dio stesso. La vera comprensione inonda l’anima, il vangelo diventa chiaro, il velo viene rimosso”. Quindi Paolo, in questo argomento così intricato, mette in evidenza l’illustrazione presa in prestito da Esodo.

Ascoltate a Romani 10:4, “Cristo è la fine della legge per la giustizia di chiunque creda”, Cristo è lo scopo della legge per la giustificazione di coloro che credono. Il nuovo patto è superiore, è migliore, è molto meglio, è un patto incomparabile. Per tutte le ragioni che Paolo ci ha presentato: dà vita, l’altro era un killer; fornisce giustizia, l’altro esacerbava la nostra peccaminosità; È permanente, l’altro stava svanendo; Porta speranza, l’altro era senza speranza; è chiaro, l’altro era offuscato e velato da immagini e tipi; ed il Nuovo Patto è centrato su Cristo.

“Il velo”, dice nel versetto 14, “è rimosso in Cristo,” e poi il versetto 16, “ogni volta che una persona si converte al Signore, il velo viene rimosso”. Che passaggio meraviglioso! Ora ascoltatem,i ci fermeremo qui, ma alcune persone mi hanno posto una domanda: quale è il ruolo dello Spirito Santo in tutto questo? E ancora più particolarmente, quale era il ruolo dello Spirito Santo nell’Antico Patto? Erano le persone rigenerate? Erano rinnovate? Nascevano di nuovo? Erano ricolme dello Spirito Santo? Erano potenziate dallo Spirito Santo? Qual era il ruolo dello Spirito Santo? Beh, notate, che il versetto 17 introduce la cosa. Quindi, la prossima domenica, quando concluderemo con il sesto messaggio, non mi aspettavo che ne avessimo fattoi così tanti, ma funziona bene, la prossima domenica parleremo del ruolo dello Spirito Santo nell’Antico Patto così come nel Nuovo.

Quando mi fermo a pensare alla grazia ed alla misericordia di Dio verso di me e so che anche voi sicuramente vi sentite nello stesso modo, sono assolutamente sopraffatto dalla cosa, che Patto, che patto! Ora ditemi voi, quale folle, quale stolto, predicerebbe mai una religione sacramentale, quale folle predicerebbe mai qualcosa di diverso dal vangelo di Gesù Cristo che ha il potere di Dio per la salvezza di chiunque crede, prima del giudeo e poi anche per il greco. Quale folle vorrebbe mai abbracciare una qualche eresia dannosa, una qualche dottrina ingannevole che condanna quando si ha questa grande realtà. Miei cari, vi voglio avvertire non lasciatevi trascinare in alcuna religione che si coinvolge in una salvezza per moralità o per sacramentalismo, o per rituale, o per cerimonia, e per favore, non presumete mai che chiunque conosciate che faccia parte di quelle sia veramente un cristiano.

Quando ho detto, diverse settimane fa, che l’accordo, quell’accordo Cattolico-Evangelico richiedeva che i cristiani evangelici confessassero il peccato di aver provato ad evangelizzare i cattolici romani e che chiedessero perdono. Quando ho detto quello, in quel culto, un uomo si è presentato dopo il servizio con sua moglie si presentarono piangendo e dicendo che erano così orripilati, perché se non fosse stato per qualcuno che si presentò loro con il vangelo di Gesù Cristo quando erano legati al Cattolicesimo sarebbero stati ancora oggi sulla strada per l’inferno. Non presumete nemmeno per un minuto che ci sia stata mai alcuna salvezza per chiunque o che ci sia mai stata una salvezza tramite le opere, la giustizia o delle cerimonie. Non m’interesse quali siano queste cerimonie o quali siano le opere morali o religiose di cui si parla.

La salvezza è solamente per grazia, mediante solamente la fede, solamente in Cristo; e predicheremo questo messaggio a coloro che sono irreligiosi, e a coloro che son religiosi, a coloro che si trovano ingolfati in sistemi pagani religiosi e a coloro che si trovano in “sistemi religiosi ‘cristiani’”, sperando che tutti comprendano il cammino della vera salvezza, amen?

Inchiniamoci in preghiera: Siamo così grati, nostro Dio, che ci hai tolto il velo e che ci hai permesso di vedere la gloria di Cristo. Ti ringraziamo perché ci hai dato la vita, hai provveduto alla giustizia, che ciò che hai fatto per noi è permanente e per sempre. Che ci hai riempiti di speranza, che ci hai tratti nella stessa visione di Cristo e fissiamo la sua gloria.

Niente è più velato, noi con volto scoperto contempliamo la gloria. Padre, non siamo molti nobili e non molti potenti e certamente non siamo i profondi. Siamo i comuni e i semplici, ma comprendiamo ciò che l’élite religiosa del mondo non comprende. Vediamo la gloria che per loro è velata. Una tale misericordia ci sopraffà e ti ringraziamo e ti lodiamo per questo nel nome di Cristo, amen.

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