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Apriamo le nostre Bibbie a 2 Corinzi capitolo 3. Mentre portiamo a conclusione questo studio meraviglioso di un grande capitolo, un capitolo sulla gloria del nuovo patto, devo offrire delle scuse a coloro tra voi che non sono stati con noi per questa serie, perché stiamo in qualche modo raccogliendo i fili rimanenti e mi scuso se alcuni aspetti potrebbero essere un po’ difficili da afferrare perché non avete avuto il beneficio della fondazione che è stata posta negli ultimi mesi mentre abbiamo studiato questo capitolo. Ci affideremo tuttavia allo Spirito di Dio, affinché ministri la verità al vostro cuore come Egli è capace.

Nel nostro messaggio finale su questo ricco capitolo, arriviamo ad un versetto che è stato uno dei miei versetti preferiti per molti anni. Infatti, molto spesso quando firmo il mio nome in un libro o in una Bibbia, metto sotto il mio nome 2 Corinzi 3:18, perché per anni ed anni ho amato questo versetto. Infatti, dicevo che era il mio versetto preferito, ma continuo a vacillare e a spostarmi su vari versetti diversi di volta in volta, man mano che il Signore li applica nella mia vita.

In un’occasione, alcuni anni fa, forse dieci, mi è stato chiesto di scrivere un libro sul mio versetto preferito, ed in quel momento, scelsi questo versetto e scrissi un libro che alcuni di voi possono persino ricordare. Questo versetto è un tesoro. Permettetemi di leggerlo, versetto 18: “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.”

Ora, quel versetto presenta realmente qual è il processo della crescita cristiana. Presenta il processo di santificazione, mediante il quale un credente viene conformato all’immagine di Gesù Cristo. Lasciate che vi dia solament un breve contesto in Romani 8:29, l’Apostolo Paolo ci dice qual era lo scopo di Dio nel salvare il Suo popolo. Dice questo: “Poiché quelli che Egli ha preconosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio Suo”, lo scopo salvifico di Dio era quello di creare un’umanità redenta, che sarebbe stata come Suo Figlio.

L’imitazione è la forma più alta di lusinga, e certamente è vero anche nella Trinità poiché Dio fece una promessa eterna con il Figlio Suo di creare un’umanità redenta che sarebbe stata simile a Lui. E quinsi siamo stati salvati per diventare come Cristo. Ecco perché la Bibbia dice “non è ancora stato rivelato ciò che saremo, ma quando Egli apparirà, diventeremo simili a Lui”, questo è l’obiettivo, questo è lo scopo della nostra redenzione. È per questo che Dio ci ha salvati, per renderci simili a Cristo. E nel tempo, mentre attendiamo la realtà di tutto questo, diventiamo progressivamente sempre più simili a Cristo. Questa è la santificazione in attesa della glorificazione. Stiamo diventando sempre più simili a Cristo.

Paolo vedeva questo come il vero motivo di vita per il credente, disse: “Una cosa faccio”, e questa è un’affermazione piuttosto notevole. Se potessimo prendere tutta la teologia Paolina riguardante la vita cristiana e ridurla ad una cosa sola, quella sarebbe sicuramente una qualcosa di molto importante. Se facesse solo una cosa, vorrei sapere quale fosse quella cosa. “Dimenticando le cose che sono dietro,” diceva, “proseguo verso il bersaglio, per il premio della suprema chiamata di Dio.”

Qual è il premio? La somiglianza con Cristo. Questo è quello che saremo quando arriveremo in cielo. Qual è il bersaglio? Il premio nell’eternità è la somiglianza con Cristo. E il bersaglio? Il bersaglio nel tempo è la somiglianza con Cristo. Paolo sta dicendo: “So cosa sarò, e lo sto inseguendo qui e adesso”. Conoscere Cristo, partecipare alle Sue sofferenze, essere conformi alla Sua morte, sperimentare la potenza della Sua resurrezione; essere simili a Cristo era la passione della sua vita. Era l’unica cosa con cui era coinvolto. Era l’unica cosa che faceva.

In questo versetto ci viene detto che mentre contempliamo la gloria del Signore, mentre ci concentriamo sulla realtà di Gesù Cristo, Dio rivelato in Cristo, dimostrando la Sua gloria. Mentre guardiamo a quella gloria, veniamo trasformati dallo Spirito Santo da un livello di gloria a quell’immagine stessa. In altre parole, lo Spirito Santo ci sta rendendo sempre più simili a Cristo, questa è la santificazione, questo è l’obiettivo della vita cristiana.

Più di qualsiasi altro singolo versetto, questo mostra come i credenti si trasformano in somiglianza con Cristo. Non c’è dubbio che questo sia l’obiettivo della nostra vita; dobbiamo tutti arrivare alla “misura della pienezza della statura di Cristo”, secondo Efesini 4. Paolo scrivendo ai Galati nel capiotlo 4 al versetto 19 dice, “Provo dolori di parto finché Cristo non sia formato pienamente in voi”. Disse ai Colossesi che “Insegniamo ogni uomo affinché possiamo presentare ogni uomo perfetto”. In altre parole, “Vogliamo portare ognuno di voi il più vicino possibile all’immagine stessa di Cristo”, questo è l’obiettivo della vita cristiana, ed è quello che quel versetto sta dicendo. Dio, per mezzo del Suo Spirito, ci muove verso la somiglianza a Cristo, portandoci da un livello di gloria al prossimo, al prossimo ed al prossimo ancora.

Quindi, questo versetto si trova davvero al cuore dell’esperienza cristiana, ed è anche un versetto che parla di gloria, e la gloria è un tema chiave in questo passaggio, come sapete. E quello che sta dicendo qui è che c’è un’opera di gloria crescente nella vita del credente, ora, capitemi; c’è un’opera di gloria crescente nella vita del credente. I credenti del nuovo patto sperimentano una gloria crescente, in contrasto con Mosè, che aveva sul suo volto quale tipo di gloria? Una gloria che diminuiva, che svaniva.

Ora, la gloria di Dio, il fatto che sia stata rivelata al Suo popolo non è una novità. Non c’è nulla di nuovo nell’idea che Dio abbia rivelato la Sua gloria al Suo popolo, l’ha fatto. Ha rivelato la Sua gloria ad Adamo ed Eva nel Giardino, quando la Sua presenza era lì, e camminavano e parlavano con Lui nella frescura del giorno. Ha rivelato la Sua gloria ai figli di Israele quando apparì come una nuvola di giorno ed una colonna di fuoco di notte. E vi ho detto in passato che Dio ha letteralmente preso tutti i Suoi attributi, la misericordia, la grazia, la gentilezza, l’amore e la santità, ed in qualche modo li ha trasformati in luce visibile. E quella era la rappresentazione della Sua presenza, ed ha rivelato la Sua gloria al Suo popolo.

Ha rivelato la Sua gloria al Suo popolo quando è disceso nel Tabernacolo e la gloria ha riempito il Tabernacolo così che i sacerdoti non potevano nemmeno più servire; ha rivelato la Sua gloria al Suo popolo quando è disceso al completamento del Tempio e la Sua gloria si è manifestata. Ed i teologi hanno sempre chiamato quella realtà, ‘la Shekinah’, che significa “presenza”. La presenza di Dio si manifesta nella luce e visto che Dio è uno spirito, e non si può vedere, ma si manifesta con una luce abbagliante.

Ma certamente la manifestazione più insolita della Shekinah si è verificata in Esodo 34. In Esodo 34, abbiamo il racconto di Mosè, che salì sul monte. E vi rinfresco la memoria, perché alcuni potrebbero non averlo colto; si trova proprio dietro a questo testo, come abbiamo già notato. Mosè salì sul monte, il Monte Sinai, per ricevere la Legge di Dio, e lì venne faccia a faccia con la gloria di Dio.

Dice in Esodo 34:29, “Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore”, quello che era accaduto era che la gloria di Dio era riflessa sul volto di Mosè, era completamente su di lui. Ora la gloria di Dio non era solo venuta agli uomini, ma sugli uomini. Per la prima volta, la gloria di Dio era letteralmente sul volto di un uomo, “Quando Aronne e tutti i figli di Israele videro Mosè, ecco, la pelle del suo volto risplendeva, e avevano paura di avvicinarsi a lui.” Sarebbe stato abbagliante come il sole.

“Ma Mosè li chiamò, e Aaronne e tutti i capi della comunità tornarono a lui, e Mosè parlò loro”, dopo essersi in qualche modo allontanati a causa della luminosità, “e Mosè parlò loro.” E ovviamente parlò loro e gli disse le cose che Dio gli aveva dato, e “dopo tutto ciò i figli di Israele si avvicinarono, ed egli comandò loro di fare tutto ciò che il Signore gli aveva detto sul Monte Sinai. Quando Mosè ebbe finito di parlare con loro, mise un velo sul suo volto”, perché? Così che potessero guardarlo, così che potessero stargli intorno senza esserne accecati.

“Ma quando Mosè entrava alla presenza del Signore per parlare con lui, si toglieva il velo, finché non tornava fuori; poi tornava fuori e diceva ai figli d'Israele quello che gli era stato comandato. I figli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano la sua pelle tutta raggiante; Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrava a parlare con il Signore”,

quando parlava con Dio, toglieva il velo; quando veniva fuori a parlare con le persone si toglieva il velo così che potessero vedere la gloria radiante di Dio; e così facendo vedevano la gloria dell’antico patto, la gloria manifestata nell’antico patto, ritratta sul suo volto. poi, quando aveva recitato ciò dell’antico patto Dio voleva che dicesse, si rimetteva il velo per non accecare il popolo.

Quindi vediamo da quell’incidente che la gloria di Dio veniva nell’epoca dell’Antico Testamento al popolo, e anche in questa occasione, sul popolo. L’antico patto aveva una gloria; sia nella sua componente civile che in quella cerimoniale e morale, L’antico patto aveva una gloria. Era da Dio, era santa, giusta e buona. Aveva caratteristiche divine. Era la rivelazione divina. Ovvero rivelava la natura di Dio. Rivelava la volontà di Dio. Rivelava lo scopo e il piano redentivo di Dio ed indubbiamente aveva una certa gloria.

E Paolo vuole che questo sia noto. Infatti, nel versetto 7 dice, “Quel ministero di morte inciso su pietre veniva con gloria”, Paolo era stato accusato dai giudaizzanti e dal partito della circoncisione di svalutare e denigrare la Legge di Dio. E qui dice, “Non è così! Venne con gloria”, infatti, così tanta gloria, dice nel versetto 7, “che i figli di Israele non potevano fissare intensamente il volto di Mosè a causa della gloria del suo volto”.

Sì, L’antico patto aveva gloria, era da Dio. Dimostrava il carattere di Dio, la volontà di Dio per l’uomo, e il piano e lo scopo redentivi di Dio; ma il nuovo patto, dice Paolo, ha una gloria maggiore, e dice nel versetto 9 che il nuovo patto, chiamato “ministero di giustizia”, abbonda di gloria. Ha, nel versetto 10, una gloria superiore; ha nel versetto 11, una gloria rimanente.

Ora, è quella gloria, quella superiore, abbondante e che rimane, che è davvero il tema del versetto 18. Ora, ascoltate mentre riunisco il tutto. L’antico patto aveva una gloria che era stata data agli uomini, posta sugli uomini. Il nuovo patto ha una gloria che è posta negli uomini, negli uomini. Permettetemi di dirvelo nel modo più semplice possibile: Abbiamo più in comune con un Cristo trasfigurato di quanto non ne abbiamo con Mosè, perché ricorderete che nel capitolo 17 di Matteo, Cristo rimosse il velo della Sua carne, ed è stato trasfigurato davanti a loro. È stato metamorfosato, trasformato, e la gloria proveniva dall’interno, come in Giovanni 1:14, “Abbiamo contemplato la Sua gloria, gloria come dell’unico generato da Dio, pieno di grazia e di verità”.

La gloria che irradiò da Cristo era interiore. Con Mosè, era un’applicazione esteriore, era una gloria esterna. Abbiamo più in comune con la gloria che Cristo ha manifestato nella Sua trasfigurazione rispetto alla gloria che Mosè ha manifestato sul monte, perché in Cristo, la nostra è una gloria interna, perché? Perché quella è la natura del nuovo patto; la gloria fu posta dentro di noi, perché? Perché il Cristo vivente è posto dentro di noi, “Cristo in voi, la speranza di” cosa? “Gloria.”

E quindi quando i giudaizzanti arrivavano nella città di Corinto, o altrove, come avevano fatto qui, e iniziarono a predicare la gloria dell’antico patto, la Legge dell’antico patto, la cerimonia dell’antico patto, e sostenevano il fatto che L’antico patto fosse essenziale per la salvezza, L’antico patto aveva un componente salvifica, l’apostolo Paolo lo rinnegava, come qui, lo rinnega in modi svariati, come abbiamo notato e culmina il tutto dicendo che l’antico patto aveva una gloria esteriore, ma il nuovo patto ne ha una interna. Infatti, mentre contempliamo la gloria del Signore, siamo mossi, letteralmente ‘siamo trasformati’, da un livello di gloria a quello successivo dallo Spirito Santo stesso.

L’antico patto aveva una gloria che era prona a svanire. Il nuovo patto aveva una gloria che non svaniva mai. L’antico patto aveva una gloria decrescente, una che diminuiva sul volto di Mosè, il quale doveva tornare su a prenderne un’altra carica. Il nuovo patto invece non ha una gloria che diminuisce; ha una gloria che aumenta. Non c’è alcun riflesso sbiadito di un patto che non può salvare; C’è un’esposizione sempre crescente di un patto che può e che di fatto salva, e quindi il nuovo patto è superiore a quello dell’antico.

E questo è il punto finale di Paolo; si sta difendendo, lui e tutti i veri predicatori che predicano il nuovo patto. Paolo riconosce che L’antico patto non salvifico aveva una gloria, ma era una gloria che svaniva, era velata; doveva passare ed esser sostituita da un nuovo patto. L’antico patto poteva solo servire alla morte, dice il versetto 7, poteva solo ministrare condanna, dice il versetto 9. Poteva solo suscitare il peccato e rendere gli uomini colpevoli, ma non poteva salvarli.

D’altra parte, il nuovo patto è molto superiore, Perché? Lasciate che vi ricordi dei punti: dà vita, versetto 6. “La lettera uccide, ma lo Spirito”, che opera tramite il nuovo patto, “dà vita”. In secondo luogo, fornisce giustizia. Nel versetto 9, chiama il nuovo patto “il ministero della giustizia”, nessuno, in virtù del rispetto della Legge di Dio, poteva raggiungere la giustizia. In terzo luogo, è permanente, è permanente. Rimane, dice il versetto 11. Rimane, in contrasto con l’antico patto, che è sostituito.

In quarto luogo, il nuovo patto è superiore perché porta speranza; versetto 12, “Avendo dunque una tale speranza, usiamo molta franchezza nel nostro parlare”, l’antico patto era senza speranza; tutto ciò che faceva era portare il peccatore al punto di colpa e vergogna schiaccianti. Si rendeva conto della sua peccaminosità. Si rendeva conto che non c’era nulla in lui che potesse cambiare ciò. Non aveva alcuna capacità di raggiungere la giustizia da solo. Lo lasciò in una disperazione terribile, gridando per la misericordia di Dio, ma il nuovo patto porta speranza.

In quinto luogo, abbiamo notato che il nuovo patto è chiaro. Nei versetti dal 13 al 15, Paolo parla del fatto che la gloria dell’antico patto doveva essere velata, e ciò illustra l’oscurità dell’antico patto: tipi, simboli, immagini, cerimonie ed offerte, nessuna delle quali era la realtà, ma erano tutte immagini della realtà a venire, e c’era una certa oscurità nell’antico patto che è rivelata in Cristo. I misteri sono rivelati nel nuovo patto.

In sesto luogo, il nuovo patto è superiore perché è centrato su Cristo, quanto amo questo, dice, alla fine del versetto 14, “perché è in Cristo che esso è abolito”. Versetto 16, “ogni volta che un uomo si volge al Signore, il velo viene rimosso”, tutto diventa chiaro in una vita centrata su Cristo. E così il nuovo patto è superiore perché dà vita, fornisce giustizia, è permanente, porta speranza, è chiara, è centrata su Cristo e, settimo, è potenziata dallo Spirito. Vorrei che avessimo concluso questo punto la scorsa settimana; non lo abbiamo fatto. Permettetemi di finirlo oggi.

Versetto 17: “Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lí c'è libertà”, l’agente, l’agente divino che opera nel nuovo patto è lo Spirito Santo, e lo Spirito non è altro che Iavè. In altre parole, lo stesso Dio che ha scritto l’Antico Testamento è colui che ha scritto il Nuovo, tramite il Suo Spirito. Lo stesso Dio che ha scritto la legge morale che condanna gli uomini è il Dio che ha scritto il nuovo patto, che li redime. Lo stesso Dio che rende colpevole tutto il mondo, e che chiude ogni bocca, è lo stesso Dio che si manifesta nel Suo Spirito per liberare gli uomini e renderli libero. Lo stesso Dio che li ha messi in schiavitù sotto la legge è il Dio che li porta alla libertà tramite il Suo Spirito.

In altre parole, non c’è conflitto. Non è un Dio nell’Antico Testamento, dell’antico patto, ed un altro Dio nel Nuovo Testamento, del nuovo patto, è lo stesso Dio. Il Signore è proprio lo Spirito che libera dalla schiavitù dell’antico patto. Tutto ciò che L’antico patto voleva fare era portare gli uomini alla disperazione, e nella disperazione supplicare per misericordia e grazia da un Dio gentile e amorevole. E lo Spirito del Signore è quella potenza salvifica, che applica la salvezza del nuovo patto al credente ravveduto, ascoltatemi bene: in ogni epoca.

Quando una persona dell’Antico Testamento vedeva la Legge per ciò che era veramente: un ministero di condanna, un ministero di morte. E quando venivano uccisi, per così dire, e quando temevano l’inferno, e quando si rendevano conto della propria peccaminosità, e quando la Legge aveva compiuto il suo lavoro ed avevano un cuore di ravvedimento, e si avvicinavano a Dio implorando misericordia, e imploravano grazia, e imploravano perdono, che non si meritavano, ma per il quale supplicavano, e Dio nella sua grazia li guardava e li perdonava, quel lavoro di trasformazione che avveniva lì era l’opera dello Spirito di Dio. E stava applicando, ascoltatemi bene: l’opera del nuovo patto di Cristo retroattivamente a quel peccatore ravveduto, ma era l’opera dello Spirito. La salvezza, in qualsiasi momento, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, sotto l’Antico Patto o il nuovo patto, è stata, è, e sempre sarà opera dello Spirito, che non è altro che il Signore. E non è meraviglioso che lo stesso Dio che ha scritto la Legge sia lo stesso Dio che libera il peccatore ravveduto dalla schiavitù della Legge, come dice Romani 8, e lo libera per osservare la Legge, non più come mezzo di morte, ma come mezzo di vita e di benedizione.

Ora, parlando di quelo, e tutto ciò era una revisione; parlando di tutto questo, è sorta la domanda: quale era la funzione dello Spirito Santo nell’Antico Testamento? Perché se avete avuto a che fare con uno sfondo dispensazionalista nello studio della Bibbia, forse avete pensato che lo Spirito Santo non facesse nulla nell’Antico Testamento. Che Egli non è arrivato prima del giorno di Pentecoste, e c’era una sorta di vuoto nell’Antico Testamento in termini di ministero dello Spirito Santo.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Abbiamo iniziato a sottolineare la cosa la settimana scorsa. Ma lasciate che vi ricordi quello che abbiamo detto. Nell’Antico Testamento, vediamo l’opera dello Spirito Santo in quattro aree; è cristallina, indiscutibilmente, e tutto questo ci è rivelato nella Scrittura: Una è la creazione, e ne abbiamo parlato; Due è il potenziamento, lo Spirito Santo discese su tal dei tali e lui fu in grado di fare questo... Tre è la rivelazione; tutto l’Antico Testamento è giunto agli scrittori dell’Antico Testamento per mezzo dello Spirito Santo, molto chiaramente, 2 Pietro 1:21. Quartamente, e questo è talvolta dove le persone si confondono, lo Spirito Santo non ha solamente operato nella creazione, con un potenziamento ma anche nella rigenerazione, nella rigenerazione.

I credenti dell’Antico Testamento erano rigenerati, erano rinati, erano resi nuovi, erano trasformati dalla potenza di Dio tramite l’agenzia dello Spirito Santo. Questo dovrebbe essere palesemente ovvio. Perché? Beh, prima di tutto, perchè erano tutti dei peccatori miserabili, erano tutti totalmente depravati. I loro cuori erano ingannevoli più di ogni altra cosa, e disperatamente malvagi, non avevano alcuna capacità di cambiare. Non potevano fare nulla per alterare la loro condizione miserabile, “Può l’etiope cambiare il suo colore; può il leopardo cambiare le sue macchie?” Come un profeta, la risposta è “no”.

Ecco tutta l’umanità, intrappolata in questa condizione terribile di depravazione ed incapacità totale; non possono fare nulla per compiacere a Dio. E persino la loro giustizia è cosa? Stracci sporchi. Ora, com’è che, da sè, possono iniziare ad amare Dio, a piacere a Dio, a odiare il peccato, a servire Dio e ad adorare Dio? Non è possibile. Non è possibile. Sono degli stracci sporchi. Devono essere rigenerati. Abbiamo anche visto nell’Antico Testamento che lo Spirito Santo convince di peccato. Fin da Genesi 6, lo Spirito Santo lotta con gli uomini. Abbiamo anche visto nell’Antico Testamento che i credenti amavano Dio; amavano la Sua Parola. Leggete il Salmo 119: “Oh, quanto amo la Tua Legge”, quello non può esser vero nella vita di qualcuno che non è stato trasformato. Sono stati trasformati per amare Dio, sono stati trasformati per amare ed obbedire alla Parola, sono stati trasformati per odiare il peccato. E quella era l’opera dello Spirito Santo. Erano persone rigenerate e nuove, erano persone trasformate proprio come noi. Non c’è dubbio su questo. Altrimenti, non avrebbero mai avuto la capacità, umanamente, di cambiare. Dio doveva cambiarli.

Pensatela in questo modo. Nel capitolo 11 dell’epistola di Ebrei ci sono tutti quegli eroi della fede, a partire da Abraamo e proseguendo fino alla fine. Erano tutti degli eroi della fede, ed erano tutti degli esempi sul come vivere la vita di fede. Siamo circondati da una schiera di testimoni, che testimoniano il potere di una vita di fede, ed erano tutti credenti dell’Antico Testamento, erano tutti dei modelli. Abraamo è il padre della fede; Abramo era un uomo rigenerato.

Abbiamo concluso l’ultima volta in Giovanni 3, ora permettetemi di riportarvi lì, e di toccare leggermente Giovanni 3; la conversazione di Gesù con Nicodemo. Ora ricordatevi che Gesù non è ancora morto. Non c’è stata alcuna resurrezione, Pentecoste non era ancora avvenuta, lo Spirito Santo non era ancora venuto, la chiesa non si era ancora formata, quindi quella che c’è qui è una conversazione dell’Antico Testamento, dell’antico patto. Il nuovo patto è stata ratificata nel sangue di Cristo. Il suo sangue non era ancora stato ancora versato, quindi il nuovo patto non era ancora in atto, quindi c’erano tutte le condizioni dell’antico patto.

E Gesù dice a Nicodemo, al capo dei Giudei, “In verità, in verità ti dico”, nel versetto 3, “se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio”, e quello è un principio statico del piano redentivo di Dio, ‘non puoi entrare a far parte del mio regno se non sei stato rigenerato’. E visto che quello non è qualcosa che era successo dopo la Pentecoste. Questo è molto prima. Questo è prima che Gesù morisse. Questo è nei termini dell’era della antico patto. Ed inoltre dice, versetto 6, “Quello che è nato dallo Spirito è spirito”, e poi alla fine del versetto 8, parla di colui che è “nato dallo Spirito”. Lo Spirito è l’agente di questa rigenerazione. Lo Spirito è l’agente di questa trasformazione, di questa nuova nascita, di questa metamorfosi che deve avvenire, perché se non avviene, non si può entrare nel regno di Dio. E questo era vero per Nicodemo, e Nicodemo vivette prima che il nuovo patto fosse ratificato.

Quindi, quando diciamo: ‘Bene, cos’è che fece lo Spirito Santo nella vita di un credente nell’Antico Testamento?”, ti dirò cosa ha fatto. Prima di tutto, ha fornito la rivelazione della verità, perché lo Spirito Santo era alle spalle della rivelazione, della verità che il credente poteva credere. Poi lo Spirito Santo ha convinto del peccato. Poi lo Spirito Santo ha trasformato la persona e ha energizzato quella persona ad essere obbediente a Dio, ad amarlo, e ad odiare il peccato. Inoltre, mi spingerò un passo più in là, credo proprio che lo Spirito Santo abbia conservato i credenti nell’Antico Testamento, proprio come li conservaal giorno d’oggi. Non potevi salvarti da solo e vuoi sapere una cosa? Non puoi nemmeno mantenerti salvato. Sei conservato dal Suo potere, e questo doveva essere vero anche nell’Antico Testamento.

Credo che lo Spirito Santo abbia rigenerato e preservato ogni credente eletto; era Lui che lavorava nei loro cuori. Prendete l’esempio di Sansone; Sansone, che cadde in un profondo, profondo peccato con Dalila. Come ha finito così trionfalmente? O ve lo dico io, perchè fu conservato dallo Spirito. In mezzo a tutta quell’iniquità, Dio non ha mai abbandonato quell’uomo. Era sempre dipendente dallo Spirito. Avrebbe potuto mantenere se stesso nella grazia salvifica? No; non più di quanto avrebbe potuto mettercisi. Vi ricordate cosa disse Davide? Quando stava riversando dal suo cuore il dolore della sua confessione, nel Salmo 51, confessando il peccato di aver ucciso Uria e di aver avuto una relazione con sua moglie, Betsabea? Vi ricordate cosa disse?

“Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova dentro di me uno spirito retto”, cosa stava chiedendo? Stava chiedendo un intervento divino nella sua vita; per un lavaggio una purificazione, non disse mica: ‘Signore, è difficile, e lei era bella, ma io, io, io farò del mio meglio. Darò una svolta a questa situazione, e cercherò di resistere la prossima volta’, non era da solo. Sapeva da dove sarebbe venuta l’unica fonte di purezza e forza, e quella era Dio, “Crea in me un cuore puro, o Dio. Se non lo fai Tu, non posso farlo neanch io”, lo sapeva. La purezza, la santità, la santificazione, la conservazione, è tutta opera dello Spirito Santo, tutta.

Lasciate che vi dia un’altra illustrazione che forse vi è passata davanti e non ve ne siete neanche resi conto, guardate a Luca 8, e mi ha colpito questa settimana. Non so se abbia mai avuto questo pensiero prima d’ora, ma mentre stavo esaminando e leggendo questa settimana il vangelo di Matteo, e tutto il vangelo di Luca, per vedere cosa potessi trovare a riguardo dello Spirito Santo, mi sono imbattuto in Luca 8:15. Ed è stato una versetto piuttosto sorprendente quando lo lessi nel contesto dell’opera dello Spirito Santo. Parla del seminatore e del seme; ve lo ricordate? E dice questo: “E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza”, e mi sono chiesto, “Ma chi potrebbero mai esser queste persone?” Questi sono coloro che hanno ricevuto la Parola con un cuore onesto e buono? Chi sono?

Ora, vi ricordate che il seminatore uscì a seminare, e alcuni semi caddero su terreno roccioso, alcuni su terreno infestato da erbacce o spine, alcuni su terreno duro, e non portarono alcun frutto, però alcuni caddero su buon terreno; ve lo ricordate? Ed il seme nel buon suolo; cos’è questo buon suolo? Voi potreste dire: ‘Beh, quello è’, il suolo qui, è cosa? Cosa rappresenta? Il cuore umano, giusto? Il cuore umano; duro, ingombro di cure e affari mondani, o indisposto a soffrire. Quindi, chi ha un buon cuore? C’è forse una porzione dell’umanità che ha un buon cuore? Non penso proprio, il cuore dell’uomo è cosa? Ingannevole e disperatamente malvagio. Non c’è nessuno che faccia il bene; no, neppure uno. Sono tutti miserabili, marci, vili; sono andati a male, come il latte marcito; il veleno di serprenti si trova sotto le loro labbra. Non conoscono altro che l’iniquità. In realtà, non esiste nessun cuore buono, non c’è nulla di simile; un cuore onesto e buono? Che cos’è?

Ve lo dico io cos’è... è un cuore su cui ha lavorato lo Spirito Santo. Proprio lì, ci deve esser l’azione dello Spirito Santo per produrre una cosa del genere. E coloro che hanno ascoltato la Parola con un cuore preparato la tengono stretta e portano frutto con perseveranza. Pensate che facciano tutto questo perchè c’è qualcosa in loro di meglio rispetto ad altre persone? Ora, a volte si dice: ‘Ah sai, tal dei tali ha un buon cuore”... Beh, mi dispiace. Dopo che lo Spirito Santo ci ha lavorato su, è un buon cuore; ma prima di quello non lo è. Quindi vedete, tutto questo che abbiamo letto nell’Antico Testamento e nei Vangeli riguardo alla salvezza presuppone un intervento divino, un’operazione divina, e quella è l’opera dello Spirito Santo. Come lo Spirito Santo aleggiava sulla creazione informe e vuota e la portava in forma, così Lui è l’agente della nuova nascita, della ricreazione, della rigenerazione; nati di nuovo dallo Spirito. La salvezza, come ogni altra opera spirituale, è “non per forza né per potenza, ma per lo Spirito Mio, dice il Signore”, Zaccaria 4:6.

Quindi, i santi dell’Antico Testamento hanno sperimentato l’opera dello Spirito. Ora, inoltre, penso che lo Spirito fosse lì con loro nella loro vita. Lasciate che vi mostri il perchè, guardate Giovanni 14; Giovanni 14. E questa è una parte molto, molto definitiva delle Scritture, capitolo 14 versetti 16 e 17. Gesù si trovava nel discorso della Sala Superiore, stava lasciando i Suoi discepoli, ed era sul punto di morire, e loro sentivano fortemente la perdita a venire, e Lui gli disse: “Chiederò al Padre, e Lui vi darà un altro Aiutante, proprio come Me”, un altro, allos, non heteros, un altro dello stesso tipo, “Sarà con voi per sempre. Non sarete mai soli. Non preoccupatevi. Io me ne vado, ma Qualcun altro sta arrivando”, chi è? Versetto 17: “lo Spirito della Verità. Il mondo non può riceverLo perché non Lo vede né Lo conosce”, ora, ascoltate qui, “Ma voi già Lo conoscete, perché Egli dimora” cosa? “Con voi.”

Ora, questa è la parola chiave; sarebbe, sarebbe stato impossibile per quegli uomini, per quei discepoli, funzionare in qualsiasi modo che sarebbe stato di gradimento a Dio, senza l’operazione dello Spirito Santo in loro, per guidarli, proteggerli, preservarli, potenziarli, “Voi lo conoscete, perché Egli dimora con voi. Vive con voi”, e poi dice questo: “E sarà” cosa? “In voi”. Ora, qui sta la gloria del nuovo patto, è stato con voi; sarà in voi. Potremmo dire: ‘Beh, qual è la differenza? Mi è difficile da capire...” Ma c’è una pienezza, c’è un grado con cui sperimentiamo il potere e l’abilitazione dello Spirito di Dio che va oltre l’esperienza di un credente dell’antico patto.

Tornate con me per un momento a Giovanni 7, Giovanni 7, e guardate il versetto 37. Gesù dice: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.” E poi nel versetto 38: “Chi crede in me, come dice la Scrittura”, e poi cita Isaia: “fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno” ‘Chiunque crede in me avrà una fontana zampillante dentro di sé, dal suo interno’, “Dal suo ventre” significa profondamente nel suo interiore. Versetto 39: “Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito”, cosa? Ha appena detto in Giovanni 14 che “Egli è con voi”, cosa significa che lo riceveranno? Beh, lo riceveranno “infatti, non era ancora stato dato, perché Gesú non era ancora glorificato” Egli è con voi, ma non l’avete ancora ricevuto. Cosa? Come può essere con voi, ed allo stesso tempo non l’avete ancora ricevuto? E la risposta è, i santi dell’Antico Testamento hanno sperimentato la presenza dello Spirito Santo, altrimenti non sarebbero mai stati santi dell’Antico Testamento. Ma c’è una pienezza ed una ricchezza e un grado ed una profondità che sperimentano i credenti del nuovo patto, grazie alla rivelazione dello Spirito, che è sconosciuta dai credenti dell’Antico. Ed è una pienezza; è un fiume zampillante interiore, ed è per questo che dico di nuovo, siamo più simili al Cristo trasfigurato che al Mosè splendente.

Qual è quindi la differenza? Tra l’opera dello Spirito in un cristiano del Nuovo Testamento ed un cristiano dell’Antico Testamento? L’unica risposta che conosco è che il grado è diverso, l’estensione è diversa, la manifestazione, la pienezza è diversa, e possiamo essere grati e lodare il Signore per avere l’immenso privilegio di essere credenti del nuovo patto. È abbastanza difficile vivere questa vita cristiana. Mi prendo qualsiasi parte della pienezza dello Spirito che posso, e voi?

E affinché non pensiate che sembra forse non esattamente giusto che quelle persone dovrebbero avere meno di quanto abbiamo noi, forse, di questo fiume di potere, lasciate che vi ricordi che noi abbiamo ancora meno della prossiam serie di persone a venire? È così. E voi direste: ‘Di cosa stai parlando?’ Beh, cos’è successo il giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo è venuto, e Gesù è fu glorificato, e lo Spirito venne, ed il fiume ha iniziato a scorrere dall’interno dei credenti, e scorre ancora oggi, sotto l’opera meravigliosa di Dio mentre ci stava dando il Suo spirito, e siamo diventatiil tempio dello Spirito Santo, che avete da Dio, ed È in noi? Per quanto meraviglioso quell’evento fosse il giorno di Pentecoste, era solo un’anteprima di ciò che Gioele disse nel capitolo 2 di Gioele.

E Gioele disse nel capitolo 2 di Gioele ed è ripetuto da Pietro il giorno di Pentecoste in Atti capitolo 2, che verrà un giorno negli ultimi giorni quando “Riveserò il mio Spirito su tutta l’umanità; i vostri figli, le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno visioni, i vostri vecchi sogneranno sogni. In quei giorni effonderò il mio Spirito. Profetizzeranno. Concederò meraviglie nel cielo sopra e segni sulla terra di sotto”, ecc ecc e di cosa sta parlando? Sta parlando del grande e calamitoso Giorno del Signore, e dell’istituzione del regno di Gesù Cristo. Ascoltatemi c’è una pienezza dello Spirito Santo che arriverà nel regno di Cristo che è maggiore di quella che stiamo sperimentando al giorno d’oggi.

Dio è libero di dispiegare queste pienezze a qualunque livello e grado Egli scelga. I santi dell’Antico Testamento non furono resi perfetti senza di noi. Gli mancava qualcosa del fiume interno e scorrevole del potere dello Spirito che noi godiamo, ma noi manchiamo qualcosa della pienezza dell’espressione dello Spirito Santo che sarà l’esperienza di coloro nel regno a venire, quando Gesù regnerà sulla terra.

Quindi, i santi dell’Antico Testamento, furono rinnovati, furono salvati. Furono mantenuti dal potere dello Spirito Santo. Furono assistiti dallo Spirito Santo. Egli era là con loro, spingendoli verso l’amore e l’obbedienza, ed un odio verso il peccato. Ma nel nuovo patto, Egli viene all’interno, e c’è una pienezza ed una ricchezza che non è stata conosciuta prima d’ora. Penso che venga con una certa intimità, con forza, con potenza e coerenza, perchè siamo diventati il tempio in cui Egli dimora. E poi dobbiamo aggiungere la dimensione di 1 Corinzi 12:13, dove dice che lo Spirito Santo ci rende un corpo unico che costituisce la chiesa.

Quindi, questo è il lavoro dello Spirito Santo. Ritornate a 2 Corinzi capitolo 3, e potete vedere che non è diverso in tipologia è solamente diverso in grado tra l’antico ed il nuovo. E la bella notizia è che, nel versetto 17, che ovunque lo Spirito del Signore viene e amministra la rigenerazione, c’è libertà. Non si è più schiavi della Legge, non si è più schiavi di Satana, non si è più schiavi della paura, non si è più schiavi della corruzione, non si è più schiavi del peccato, non si è più schiavi della morte. Lo Spirito libera le persone da tutto quel legame, e questo comunica che il Dio che ha dato quella legge non l’ha data per dannare gli uomini; l’ha data per condurre gli uomini al fatto che avevano bisogno di un Salvatore, così che potessero venire alla Sua provvista nel nuovo patto. Lo stesso Dio con il Suo Spirito che rivela l’antico patto ha rivelato la libertà e la liberazione che viene dal nuovo patto.

Questo ci porta, quindi, all’ultimo punto. Finalmente arriviamo al versetto 18, parte del quale abbiamo già discusso. Il nuovo patto è superiore perché dà vita, fornisce giustizia, è permanente, ha speranza, è chiaro, si concentra su Cristo ed è potenziato dallo Spirito. Infine, il nuovo patto è trasformante, è trasformante. È trasformante in un modo meraviglioso. Quando il velo viene rimosso, Cristo viene dispiegato. Capitolo 4 versetto 6: “Vediamo la gloria di Dio rivelata nel volto di Gesù Cristo”, quando quello accade, siamo trasformati, guardiamo insieme il versetto 18.

“Noi tutti”, non solo uno, non solo Mosè, ma “noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati”, una volta che vediamo Cristo, e vediamo la gloria di Dio rivelata in Cristo; che è quello che il capitolo 4 versetto 6 sta comunicando, Dio ha rivelato la Sua gloria nel volto di Cristo ed una volta che vediamo il volto di Cristo e lì vediamo la gloria brillante di Cristo, tutto ciò che Dio è, è rivelato in Cristo, una volta che vediamo che Cristo è Dio, e Dio è rivelato in Lui. Una volta che Lo vediamo per chi è vermante, e qui sta parlando di salvezza.

Una volta che il velo è rimosso, e guardiamo chiaramente come se stessimo guardando in uno specchio senza alcun ostacolo, e vediamo la gloria del Signore, quello da luogo ad un processo di trasformazione. Metamorphoō è la parola un’azione continua e progressiva di trasformazione. Ed in cos’è che siamo trasformati? Nella stessa immagine in cosa? Nell’immagine della gloria di Dio; l’immagine della gloria di Dio rivelata nel volto di Gesù Cristo. Cosa significa? Che siamo continuamente trasformati e portati a somiglianza di Cristo; continuamente trasformati e portati a somiglianza di Cristo, passando da un livello di gloria a un altro livello, a un altro livello, a un altro livello, a un altro livello.

Questo sta solanmente parlando della santificazione progressiva. Al contrario della gloria sul volto di Mosè, che stava diminuendo, diminuendo, diminuendo, come credenti del nuovo patto, la gloria aumenta, aumenta, aumenta, non è una gloria che svanisce o sfuma, è una gloria sempre crescente, sempre più brillante. Procediamo, come dice il Salmo 84:7, “da forza a forza”, a forza a forza. E chi è che lo provoca? La fine del versetto 18: “Proprio come dal Signore, lo Spirito”. Lo Spirito è lo Spirito che ci libera dalla Legge.

Non vuole che torniamo all’Antico patto, “Non lasciatevi di nuovo avviluppare sotto un giogo di schiavitù. Cristo vi ha resi liberi”, dice Galati 5; ‘non tornate indietro! Se tornate al giogo della schiavitù, avete reso Cristo senza effetto’. Avete il nuovo patto; perché tornare ad una gloria che svanisce e diminuisci quando potete venire al Nuovo Patto, potete guardare la gloria di Gesù Cristo, e nel mentre la contemplate siete trasfromati da un livello di gloria al prossimo... nulla può fermare quel processo. Coloro che Egli ha preconosciuto, li ha anche predestinati. Coloro che ha predestinato, li ha chiamati. Coloro che ha chiamato, li ha giustificato. Coloro che ha giustificato, li ha, cosa? Glorificati.

Niente può fermare il processo; stiamo semplicemente passando da un livello di gloria al successivo, da un livello di manifestazione di Cristo al successivo. Quando siamo dei nuovi credenti siamo un pochino come Cristo, Egli si è manifestato un pochino nella vostra vita; hey, così tanto che i pagani potrebbero persino chiamarvi cristiani. Lo facevano come termine di derisione, perché queste si comportavano come Cristo. E man mano che cresciamo, Cristo diventa sempre più evidente nella nostra vita. Questo è, questo è quello in cui siamo coinvolti. Questa è l’unica cosa in cui siamo coinvolti, nella santificazione progressiva. Questo è l’obiettivo della nostra vita. Voglio solo passare da un livello di gloria al prossimo, essendo sempre più simile a Cristo.

Vi ricordate la storia del brutto anatroccolo? Bella storia. Era più grande, più goffo e meno attraente degli altri anatroccoli, e si burlavano della sua goffaggine e del suo aspetto bizzarro. Schiacciato e desolato, cercò rifugio in una casa i cui animali domestici erano un gatto ed un pollo, ma anche loro lo disprezzavano, perché non poteva fare le fusa o deporre uova, “Non mi capite!”, si lamentava, ma loro lo deridevano sempre di più.

Un giorno, mentre stava nuotando nello stagno, cercando del suo meglio di essere come le altre anatre, vide alcuni cigni eleganti e graziosi. Pensò che fossero gli uccelli più belli che avesse mai visto. E mentre osservava i movimenti graziosi dei cigni, un sentimento strano lo sopraffece. Non riusciva a staccare gli occhi da loro, e non poteva liberarsi della nuova sensazione di destino che in qualche modo lo sopraffaceva. I cigni volarono via, e mentre allungava il collo per cercare di seguire il loro volo, pensò che amasse quei cigni più di qualsiasi cosa avesse mai amato prima.

L’inverno arrivò, e durante i mesi freddi, il brutto anatroccolo pensava agli splendidi uccelli che aveva visto; e non aveva idea di come si chiamassero, o da dove venissero, ma sperava di poterli rivedere un giorno. Finalmente, la primavera sciolse il ghiaccio congelato sullo stagno, e il brutto anatroccolo poté nuotare di nuovo. E un giorno, quando la primavera era ancora molto giovane, vide altri due di questi bellissimi uccelli. Nuotarono direttamente verso di lui, e la paura gli prese il cuore. Si vergognò che creature così graziose vedessero quanto fosse brutto e goffo.

E mentre si avvicinavano, abbassò la testa in umiltà e coprì il suo volto con le sue ali. Quando fece ciò, rimase stupito nel vedere, per la prima volta, il suo riflesso nell’acqua. Era esattamente come quelle bellissime creature. Non era mai stato destinato ad essere un’anatra. Era un cigno. Mentre toglieva le ali dal viso, alzò la testa; non dritta come uno struzzo, ma leggermente inclinata in gratitudine ed umiltà.

Vedo un’analogia in questo. La mia esperienza personale come cristiano è simile. Il mio primo sguardo a Cristo è stato come quello di un brutto anatroccolo che ha visto per la prima volta il cigno. Avevo un travolgente senso di peccaminosità e indegnità, eppure un’attrazione irresistibile verso Cristo che ha stravolto il mio cuore. Ho risposto dal mio essere più profondo, perché sapevo che Lui rappresentava ciò per cui ero stato creato, e sono sia umiliato che eccitato dalla realizzazione che il processo di trasformazione sta avvenendo, e sto diventando sempre più simile a Lui in ogni momento, per mezzo dello Spirito Santo. E questa è un’operazione del nuovo patto.

Non è vero, sai, che alla fine diventiamo come le cose che adoriamo? Se adoriamo il denaro, diventiamo materialisti. Se adoriamo il potere e il prestigio, diventiamo freddi e insensibili. Se adoriamo un idolo, diventiamo tanto spiritualmente morti e privi di vita quanto una pietra. D’altro canto, se adoriamo Cristo, saremo conformi alla Sua immagine. Se il velo è rimosso, e contempliamo la gloria del Signore che risplende nel volto di Gesù Cristo, se Lui è la nostra preoccupazione sempre crescente, allora stiamo venendo trasformati impercettibilmente nella Sua immagine per mezzo dello Spirito Santo.

Questo è l’obiettivo del nuovo patto, e questo versetto monumentale ci mostra la gloria crescente della santificazione che avviene per mezzo dello Spirito Santo nel nuovo patto. Amici, le opere cerimoniali, sacramentali, sacerdotali, i sistemi di giustizia, non ci offrono nulla. Non hanno offerto nulla ai Corinzi, e non offrono nulla nemmeno a voi. Tutto ciò di cui che vi serve è Cristo. Tutto ciò che dovete fare è togliere il velo, guardare nel volto di Gesù Cristo; lo Spirito di Dio inizia il processo di conformarvi sempre più alla Sua immagine. Questo è il cristianesimo. Non è a riguardo di campane e fischietti, candele e tuniche, non è a riguardo di papi e cardinali, il cristianesimo è a riguardo di una relazione con Gesù Cristo, è una vita concentrata su un’unica cosa, osservare la gloria del Signore che rifulge nel volto di Gesù Cristo, e che ci porta ad esser trasformati nella Sua immagine, è la relazione che conta. Inchiniamoci in preghiera.

Padre, Ti ringraziamo di nuovo per la Tua verità, la potenza della Tua verità. Ti ringraziamo per il privilegio di essere credenti del nuovo patto, che hanno ricevuto tutti i benefici: vita, giustizia, speranza, Cristo, lo Spirito Santo, trasformazione. Oh, Padre, Ti ringraziamo perché non dobbiamo cercare oltre il puro Vangelo; tutto è lì. Aiutaci a fare quella unica cosa, a concentrarci su Cristo, affinché la gloria che risplende da noi possa sempre aumentare, e il mondo possa veramente chiamarci cristiani, piccoli Cristi, perché manifestiamo così tanto la Tua gloria che risplende in Lui. Preghiamo, Signore, che rimuoverai dalle nostre vite quelle cose che diminuiscono la gloria; che le sostituiresti con una gloria maggiore. Che, non concentrandoci su noi stessi, ma sulla gloria del Signore rivelata nel volto di Cristo, mentre ci perdiamo in Cristo, Tu ci muova con il Tuo Spirito a diventare come Lui. Possa Cristo essere il fulcro della nostra vita; possa essere la nostra preoccupazione.

E sappiamo che fissare lo sguardo su di Lui e sulla Sua gloria significa aprire la Parola, e vederLo in tutta la Sua bellezza. Rendici fedeli a guardare in quello specchio che è la Scrittura, che ci riflette la gloria di Cristo, e a diventare più simili a Lui, affinché Lui possa essere veramente il primogenito tra molti fratelli, non solo nella vita a venire, ma in questa vita. Possiamo essere un onore al Suo nome che portiamo, e nel cui nome preghiamo. Amen.

FINE

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