Alcuni di voi sanno che una settimana fa Patricia e io abbiamo avuto il privilegio di trovarci su una nave, in direzione verso l’Alaska. Era un viaggio organizzato dal The Master’s Communication, il nostro ministero radiofonico e di cassette di registrazione; e sulla nave c’erano circa 270 persone che erano lì perché volevano studiare la Parola di Dio nella bellezza della creazione di Dio. E quindi, mentre navigavamo lungo il Passaggio Interno dell’Alaska, nel sud-est dell’Alaska, stavamo insegnando la Parola di Dio. Avevamo culti ogni giorno, avevamo tempo nella Parola e grande comunione fraterna nel mentre abbiamo condiviso insieme quei giorni.
C'erano persone da ogni parte d'America, persone che son veramente parte del nostro ministero radiofonico, avevamo anche con noi diversi cari amici da Grace Church. Ma abbiamo fatto nuove amicizie meravigliose; e circa due giorni dopo l’inizio del viaggio, abbiamo fatto amicizia con alcune persone, una coppia che si trovava dall’altra parte del corridoio rispetto a dov'eravamo noi, ed abbiamo avuto occasione di sederci ed ascoltare la loro testimonianza: del come fossero stati coinvolti per diversi anni in una vita senza Cristo e abbiamo sentito come, quattro anni fa, fossero giunti alla fede in Gesù Cristo; e dopo essere giunti alla fede, si erano ritrovati immersi in un tipo d'insegnamento errato, e alla fine, nella Sua grazia, Dio li ha inseriti in uno studio biblico sano, e più recentemente hanno cominciato ad ascoltare “Grace To You” ed hanno iniziato a procurarsi le nostre registrazioni
E quindi erano venuti sulla crociera semplicemente perché volevano conoscermi e scoprire se ci fosse un modo in cui potessero crescere ancora di più nella loro somiglianza a Cristo; cioè stiamo parlando di due cuori veramente affamati, affamati. E questa coppia veniva dal Colorado. E così abbiamo goduto di una breve comunione con loro durante la settimana, e sono stati di grande incoraggiamento a motivo del loro zelo per il Signore; e mi hanno detto che la loro figlia sarebbe venuta al Master’s College il prossimo autunno e quanto fossero entusiasti ed emozionati, dopo aver visitato la scuola.
Venerdì, mentre mi sedevo per la cena, erano circa le 8 di sera quando finalmente siamo riusciti a cenare; e ci siamo seduti, e uno degli steward venne da me e mi disse: “Signore, deve venire immediatamente”. E io dissi: “Beh, perché?” Ed era indonesiano, e quindi non riuscivo a capire chiaramente che cosa stesse cercando di dire, ma continuava soltanto a dire: “Deve venire”, questo riusciva a dirlo, e quindi dissi: “Va bene”, mi scusai, e lo seguii. E mi portò giù verso la poppa, nelle viscere di quella nave enorme, da circa 45.000 tonnellate, fino all’infermeria. Ed entrai nell’infermeria, e vidi una scena incredibile che si stava svolgendo lì davanti a me.Quell’infermeria è lì per le emergenze mentre si è in mare, di solito impegnata più che altro con persone che soffrono il mal di mare, o hanno capogiri, o hanno avuto qualche piccolo incidente, o cose del genere.
Ma quando entrai lì dentro, fui immediatamente informato dal medico, il medico d’emergenza che si trovava sulla nave, che erano in corso tre gravi attacchi cardiaci, e che c’erano tre pazienti in condizioni critiche, vicini alla morte. E c’erano tre infermiere, infermiere di pronto soccorso, che si muovevano il più rapidamente possibile fra queste tre stanze, occupandosi di questi tre gravi pazienti cardiopatici. Non c’erano abbastanza apparecchiature di monitoraggio per gestirli tutti, e quindi offrii i servizi di un mio amico medico che era con noi. Salii di sopra, lo presi dalla sua cena, e lui scese e si sedette lì a monitorare manualmente uno di questi pazienti.
Uno di loro era quel signore dall’altra parte del corridoio che avevo conosciuto, un uomo molto caro e gentile, con un nome straordinario, Thaddeus. Ed entrai, e naturalmente il medico mi disse: “Sa, è quasi morto e stiamo cercando di salvarlo”. E disse: “Io credo fortemente nel potere della mente, quindi lei entri lì e lo fortifichi”. Così entrai nella stanza, gli presi la mano e cominciai a pregare per lui; e sua moglie stava pregando e supplicando il Signore mentre era accanto a lui. Mostrava una grande fede ed una grande fiducia in Dio. E poi scesero anche altri, c’erano Jim Rickard e Don Hescott e alcuni altri che erano con noi lì, Mel Hankinson, il nostro allenatore al college; e c’era questa veglia che si stava svolgendo, e alcune delle mogli scesero, e le persone stavano pregando per quest’uomo caro e per la sua vita, che era appesa ad un filo.Beh, naturalmente, gli iniettarono le cose che si fanno in questi casi, lidocaina e morfina, e gli stavano dando ossigeno, cercando di stabilizzare il suo cuore estremamente, estremamente instabile. Aveva già avuto due precedenti interventi al cuore, quindi aveva un cuore molto instabile. E ora questo stava minacciando la sua stessa vita.
Beh, dopo che ci fu un po’ di stabilizzazione e che il colorito cominciò a tornargli, Dio fu misericordioso, ed egli superò quel punto cruciale in cui pensavano davvero di perderlo. Il medico mi sussurrò nel corridoio che non pensavano ce l’avrebbe fatta. E quindi ne venne fuori. Fu anche piuttosto interessante: il medico mi disse: “Senta”, disse, “lei ha avuto un buon effetto su quest’uomo. Vada nella stanza accanto, dall’altro uomo, e preghi con lui”. E così andai nella stanza accanto e dissi a sua moglie, questa signora che era seduta lì, le dissi: “Sono un ministro di culto e vorrei semplicemente pregare per suo marito”. Dissi: “Mi chiedevo soltanto, avete qualche background religioso, oppure qual è il vostro rapporto con il Signore?” E lei disse: “Oh, siamo metodisti”.
E io dissi: “Oh, crede che suo marito stia confidando in Cristo per la sua salvezza?” Lei disse: “Oh sì, tutte quelle belle cose. Crediamo a tutte quelle belle cose”. E mi resi conto che lei non sapeva davvero cosa stesse succedendo; ma entrai, parlai con lui per qualche minuto e gli dissi che avrei pregato per lui, e in modo sorprendente cominciò a stare meglio. Questo, credo, fu molto, molto significativo. Cominciò a stare meglio, e il terzo paziente colpito da infarto era quello che il mio amico, il medico, stava personalmente monitorando e per cui lui stesso stava pregando; e anche lui migliorò e si stabilizzò.Beh, tutto questo è una forma molto importante di pre-evangelizzazione per il medico, che, sapete, stava osservando tutto quello che accadeva e ci stava valutando. Disse: “Sapete, di solito in una situazione del genere mando via la gente, perché devo occuparmi di tutti, dato che sono tutti in uno stato di confusione a causa dell’ansia”. Ma disse: “Voglio che voi tutti restiate e che continuiate semplicemente a fare quello che state facendo”.
Beh, dopo che Thaddeus si fu stabilizzato, e per tutto il tempo in cui combatteva per la sua vita, io pregavo con lui e parlavo con lui, e lui mi diceva: “Non preoccuparti, John, va tutto bene, non preoccuparti, va tutto bene, è tutto a posto, il Signore ha il controllo”. E diceva a sua moglie: “Ora, cara, lo sai che dobbiamo stare accanto a John, e se io vado in cielo, tu devi stare accanto a lui”, “Sì, caro, starò accanto a lui e noi…” e lei diceva di sì a tutto quello che lui diceva. E alla fine entrò l’infermiera che si era occupata di lui, e lui le disse qualcosa; e lei si chinò e gli sollevò la maschera dell’ossigeno, e lui disse: “Mary, tu conosci il Signore?” E lei, non volendo turbarlo, disse: “Sì”. Conversazioni successive indicarono che forse non Lo conosceva.
E poi chiamò il medico, e voleva parlare con il medico; e il medico entrò, e lui cominciò ad evangelizzare il medico, a dargli il vangelo e a chiedergli se fosse salvato. Fu davvero notevole. E poi chiamò me, e voleva parlarmi, ed aveva un’esortazione per me, perché rimanessi fedele nel ministero, e disse: “Sai, voglio che tu prenda il materiale che hai fatto sulla Signoria di Cristo e voglio che tu lo metta su videocassetta, e voglio che tu lo trasmetta in tutta l’America. Questo è il messaggio di cui questa nazione ha bisogno”. E si stava agitando parecchio, quindi era semplicemente… era lucidissimo, mentalmente e spiritualmente, anche se era quasi morto. A un certo punto entrò in stato di shock e il medico mi chiamò nella stanza per massaggiargli le gambe; e quindi, a quanto pare, avemmo una veglia che durò tutta la notte. E lui era occupato ad evangelizzare e a fare grandi progetti per il futuro del ministero, che sua moglie avrebbe dovuto portare avanti se lui se ne fosse andato, oppure che lui avrebbe portato avanti se fosse rimasto.
E la cosa meravigliosa fu che egli era così stabile spiritualmente. Eccolo lì, nella crisi più grande della sua vita, un uomo di appena 52 anni, nella crisi più grande della sua vita, in una pace totale, in una calma totale, con tranquillità di cuore, pronto ad incontrare Cristo, contento che il Signore avesse permesso che questo accadesse, molto preoccupato per la salvezza di tutti quelli che erano lì, molto preoccupato che io rimanessi fedele al Signore, che sua moglie facesse un patto con lui, cioè che avrebbe aiutato a sostenere il ministero, totalmente in riposo davanti al Signore. E più tardi mi disse persino, disse: “È stato un bene che tutto questo sia accaduto; il proposito di Dio mi è stato reso chiaro”.E tra l’altro, Dio fu misericordioso, e il capitano della nave decise di procedere a tutta velocità; quindi spinse la nave a tutta velocità, cosa che non amano fare per un paio di ragioni: una, perché mette sotto sforzo il motore; due, perché quando ti fai strada serpeggiando fra le isole del Passaggio Interno, la cosa può diventare piuttosto interessante. E noi eravamo laggiù a sentire per tutta la notte il ruggito di questi grandi motori.Restammo con lui fino a… per tutta la notte. E al mattino salimmo sull’ambulanza e andammo con lui all’ospedale. E lo portarono dentro l’ospedale, e io rimasi, persi il mio autobus, persi il mio aereo, persi tutto; ma sentivo che non potevo andarmene perché insisteva che rimanessi a pregare con lui e ad avere comunione con lui, e fu davvero incredibile. Ieri è stato il primo giorno in cui ho potuto parlargli al telefono. Ora si sente molto meglio, tutto si è stabilizzato, è sulla via della ripresa, e la prossima settimana tornerà a casa, e sta davvero lodando il Signore.
E appena recupererà le forze, vuole venire qui e passare un po’ di tempo in comunione con me, e pianificare in che modo Dio possa usare la sua vita in maniera più grande.Ma fu meraviglioso vedere la stabilità di quest’uomo, e il medico riusciva a vederla. Il medico riusciva a vedere la fiducia unica che aveva, la forza che aveva.Nel cuore della notte, ad un certo punto, alcuni di noi uomini stavano lì intorno — Don lo ricorderà — e il medico cominciò a indicare la pancia di ciascuno. Il medico era proprio un tipo notevole, e penso che avesse probabilmente sulla cinquantina avanzata, circa 1 metro e 88, pesava circa 98 chili, aveva un girovita di circa 76 centimetri. Era davvero qualcosa di speciale. Addestrava paramedici subacquei con autorespiratore e paramedici paracadutisti per i soccorsi in mare, e sorvolava il territorio dello Yukon d’inverno, atterrando con un aereo dotato di sci per curare le tribù degli indiani. Davvero un tipo duro, un uomo semplicemente incredibile. Ma comunque, cominciò a indicare la pancia di ciascuno e a dire: “Devi sbarazzarti di quella, devi sbarazzarti di quella, devi sbarazzarti di quella”. Disse: “Vedete tutte queste persone qui, ecco cosa succede, capite. Avete un rischio più alto del 40 per cento se avete quella”. E fece questo discorso.
E dopo un po’ gli andai vicino — ormai eravamo diventati amici, perché in un certo senso stavamo lavorando insieme lì — e gli dissi: “Dottore”, dissi, “sa quanto lei è preoccupato per la nostra condizione fisica?” Lui disse: “Sì, signore”. Io dissi: “Ecco quanto io sono preoccupato per la sua condizione spirituale”. E lui mi diede un colpetto e disse: “Giusto, giusto”. E quindi disse: “Parliamone, parliamone. Voglio raccontarle del mio pellegrinaggio spirituale”. E così fece. E disse: “Sono ancora in cammino, sono ancora in cammino”. Abbiamo avuto una conversazione magnifica. E ormai, a questo punto, egli è il felice destinatario di una scatola di registrazioni che, senza dubbio, saranno arrivate a casa sua. Ma la cosa che per me fu così incoraggiante fu la stabilità spirituale dimostrata da Thaddeus come testimonianza per quell’uomo, la forza che egli dimostrò, la forza che sua moglie dimostrò, la forza degli altri che erano lì. E in seguito, lui me ne parlò piuttosto a lungo.
Tutti noi, credo, vorremmo essere in grado di affrontare la morte, di affrontare la circostanza più difficile della nostra vita, con stabilità spirituale, non è vero? Voglio dire, ci piacerebbe pensare di avere la forza per farlo. Come possiamo essere spiritualmente stabili nei momenti più difficili in assoluto? Credo che la risposta si trovi in Filippesi 4. Apriamolo.
Stiamo studiando il quarto capitolo di Filippesi, e stiamo imparando a conoscere la stabilità spirituale — che cosa serve per essere forti nei tempi difficili, nei tempi di grande tentazione, nei tempi di grande prova, nei tempi di persecuzione, nei tempi di grandi perdite nelle nostre famiglie, nei tempi di confusione, nei tempi di angoscia e malattia. Come possiamo essere spiritualmente forti? Come possiamo avere quella stabilità che guarda la morte dritta negli occhi e non arretra, non vacilla, non tergiversa e non dubita? Come possiamo avere quel tipo di calma, quel tipo di contentezza, quel tipo di pace nel mezzo di gravi difficoltà? Credo che ogni cristiano abbia fame di questo. Ed è precisamente per questo che ciascuno di noi dovrebbe imparare le grandi verità contenute in questo quarto capitolo.
Ora, la chiave è nel versetto 1. Ricordate ora la nostra frase chiave, e questa è la quarta parte del nostro studio di questi primi nove versetti; la frase chiave è: state saldi nel Signore. State saldi nel Signore. Questo è ciò che l’apostolo Paolo vuole davvero dai Filippesi. Vuole che siano forti. Vuole che siano radicati e fondati. Vuole che si comportino da uomini, che siano coraggiosi, audaci e forti mentre stanno dalla parte del Signore. Poi noterete la piccola parola “così”, “Così state saldi”. Questo significa “dunque”, oppure “in questo modo”, oppure “ecco come voglio che stiate saldi, ecco le componenti di una vita salda, ed ecco quello che serve per essere spiritualmente stabili contro qualunque cosa vi venga lanciata addosso”.
Ora, mentre cominciamo dal versetto 2, iniziamo a vedere i principi della stabilità spirituale. Il primo — e questo a titolo di ripasso. La prima cosa richiesta per essere spiritualmente stabili è trovarsi in un ambiente di pace, o in un ambiente d’amore nella comunione fraterna. Dovete essere operatori di pace, coltivando la pace nella comunione dell’amore. E non tornerò di nuovo su questo punto, se non per dire che i versetti 2 e 3 chiamano all’armonia nella chiesa. Perché? Perché un’armonia amorevole e pacifica è un elemento stabilizzante. Quando vi trovate in un ambiente di armonia, in un ambiente d’amore e in un ambiente di pace nella chiesa, siete stabilizzati da quell’ambiente.
D’altra parte, la discordia, la disunità, il caos, la divisione nella chiesa produrranno sempre grande insicurezza, e destabilizzeranno le persone. Abbiamo approfondito questo in dettaglio. Quindi la prima cosa che deve essere coltivata, se volete essere cristiani stabili, è che dovete coltivare la pace nella comunione dell’amore. In altre parole, dovete godere dell’unità della chiesa, dovete fare tutto ciò che potete per essere operatori di pace, affinché nella pace della chiesa e nel vincolo d’amore della chiesa troviate forza spirituale.
Secondo — il secondo elemento nella stabilità spirituale è mantenere uno spirito di gioia. Il versetto 4 dice che dobbiamo “Rallegrarci sempre nel Signore; ripeto: rallegratevi”. E questa gioia si basa sul nostro rapporto con il Signore, non sulle nostre circostanze. Dobbiamo rallegrarci nel Signore. In altre parole, la nostra gioia esiste a motivo della nostra unione privilegiata e permanente con il Signore. Essa trascende le circostanze. Trascende le difficoltà, le prove, le tentazioni, le persecuzioni, o qualunque altra cosa. Dobbiamo coltivare quella gioia profonda, nel profondo, che nasce quando comprendiamo, contempliamo e viviamo alla luce di una unione privilegiata con il Signore vivente, Gesù Cristo.
La stabilità spirituale, dunque, viene a coloro che sperimentano pace ed amore nella comunione fraterna. Viene a coloro che hanno mantenuto uno spirito di gioia, qualunque sia la difficoltà, perché riescono a concentrarsi sul loro rapporto con il Signore, che è sempre motivo di gioia, qualunque difficoltà arrivi. Terzo, la stabilità spirituale richiede che impariate ad accettare meno di ciò che meritate, che impariate ad accettare meno di ciò che vi è dovuto. E qui troviamo la grazia spirituale dell’umiltà. Questa è contentezza. Il versetto 5 dice: “La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini”. Questo significa la vostra contentezza, la vostra umile grazia. È l’idea che non vi aspettate nulla, non pretendete nulla. E se non vi aspettate nulla e non pretendete nulla, e se valutate correttamente la vostra peccaminosità e sapete di non meritare nulla, allora non vi dà fastidio quando non ricevete nulla. Questo è il punto. Questa è l’essenza dell’umiltà.
Ma se valuto in modo errato il mio merito e presumo di essere degno di molto e di meritare molto, se non ricevo molto, allora mi turbo moltissimo e divento instabile.
Ma nella vera umiltà, quando non ho pretese e non cerco nulla per me stesso e so di non meritare nulla per me stesso, non sarò mai deluso quando non ricevo nulla per me stesso e quando vengo trattato male. Potete essere spiritualmente stabili nel tempo più difficile, quando siete odiati, quando siete disprezzati, quando siete rifiutati, quando siete perseguitati, se capite che, in quanto peccatori indegni, non meritate comunque nulla, e dovreste essere grati per la grazia di Dio, che è vostra, e non aspettarvi nulla al di là di quella.
Poi, in quarto luogo, e l’ultima volta lo abbiamo notato con un certo dettaglio, la stabilità spirituale richiede di riposare in una fede sicura nel Signore. Richiede di riposare in una fede sicura nel Signore. Il versetto 5 dice: “Il Signore è vicino”; il versetto 6 dice: “non siate in ansia per nulla”. Questo è sequenziale. Qui stiamo parlando di “vicino”, eggus, nel senso dello spazio, se possiamo definirlo così, in contrapposizione al tempo. È vero che il Signore è vicino nel senso della Sua seconda venuta, ma non è davvero questa la priorità qui. Il Signore è vicino in termini della Sua presenza. E poiché il Signore è vicino, non siamo in ansia per nulla. Quindi la stabilità spirituale, allora, è fondata su una fede sicura nel Signore. Questo è il punto fondamentale.
Ricordate ciò che abbiamo continuato a dire? Il modo in cui gestite i problemi, le tentazioni, le prove, le difficoltà, è un riflesso della vostra visione di Dio. Se comprendiamo il fatto che il Signore e chi Egli è, e tutta la Sua potenza e tutte le Sue promesse e tutte le Sue risorse e i Suoi propositi e piani verso di voi, e comprendete anche che Egli è sempre vicino, allora che motivo c’è di essere in ansia? Di che cosa sarete ansiosi?
Se comprendete che Dio è sovrano, Dio è amorevole, se comprendete che Dio ha il controllo di ogni cosa nella vostra vita per la Sua gloria e per il vostro bene, se comprendete che nulla è al di fuori della sfera del controllo di Dio, se comprendete che Egli sta orchestrando ogni cosa per uno scopo eterno e potete riposare in quella fede sicura, allora sarete stabili nei momenti più seri. Di fatto, Thaddeus stava dicendo: “Dio ha un proposito in questo, questo è opera del Signore, Dio ha un proposito in questo. Dobbiamo vedere il proposito del Signore”. Questo è esattamente giusto. Quel tipo di fede vi sosterrà attraverso la difficoltà più grave.
Il salmista esalta davvero Dio come il forte protettore ed enfatizza la sua fede in molti dei Salmi, ma forse in nessuno in modo più forte e fermo che nel Salmo 31, dove scrive: “In Te, o Signore, mi sono rifugiato, fa’ che io non sia mai confuso. Nella Tua giustizia liberami; inclina verso di me il Tuo orecchio, affrettati a liberarmi; sii per me una roccia di forza, una fortezza per salvarmi, perché Tu sei la mia rocca e la mia fortezza; per amore del Tuo nome Tu mi guiderai e mi condurrai. Tu mi trarrai fuori dalla rete che mi hanno tesa di nascosto, perché Tu sei la mia forza. Nelle Tue mani rimetto il mio spirito. Tu mi hai riscattato, o Signore, Dio di verità”. In altre parole: “Tu sei fedele a ciò che dici e io confido in Te”. Quella fede sicura è il punto fondamentale nella vostra capacità di affrontare la difficoltà.
Quando le persone hanno difficoltà che non riescono a risolvere, quando entrano in problemi che le debilitano e fanno salire il loro livello d’ansia e causano ogni genere di trauma personale, la risposta giusta non è: “Devi andare da qualcuno che possa parlare del tuo problema”. Questa non è la risposta giusta. La risposta giusta è: “Devi comprendere meglio il Dio che è sovrano sul tuo problema”. Questa è la risposta. È un errore presumere che una qualche attenta analisi umana del problema fornirà la soluzione. La soluzione è comprendere: “Io sono una persona caduta, vivo in un mondo caduto, esso è maledetto e io porto il segno di quella maledizione nella mia stessa carne caduta. Questo è ciò che ci si deve aspettare. Riposerò nella fede sicura che il mio Dio è sovrano su tutta questa condizione caduta per compiere i Suoi eterni propositi”. Questa è la soluzione al problema, questa prospettiva. Una conoscenza adeguata di Dio è essenziale nella questione della stabilità spirituale.
La Scrittura, per esempio, è la rivelazione di Dio, così che, conoscendo la Scrittura, conosciamo Dio. Conoscendo Dio, possiamo prevedere come Egli stia agendo, possiamo prevedere quali siano i Suoi propositi, e quindi essere contenti. Infatti, in Efesini 6, quando il credente entra in un intenso combattimento spirituale contro le forze del nemico, contro la malvagità spirituale nei luoghi celesti, contro principati e potestà, quando siamo in un combattimento corpo a corpo con i demoni, dice che i nostri piedi sono calzati con la prontezza del vangelo della pace. I piedi di un soldato romano dovevano essere preparati con qualcosa, ed essi portavano uno stivale chiodato.
Questo stivale era di cuoio, e dei chiodi venivano piantati dall’interno verso l’esterno. Quei chiodi avrebbero fatto presa sul terreno come una scarpa da calcio, o da baseball, o da corsa fa presa sul terreno nell’atletica, solo che in quella particolare situazione si era in un combattimento corpo a corpo per la vita e per la morte. Non era un gioco; era reale. E quindi avevano questi stivali con cui potevano ancorarsi al suolo e non scivolare né slittare, creando così una grande vulnerabilità.
Ora, ciò che Paolo dice è che ciò che vi fa stare saldi, ciò che ancora i vostri piedi, è il vangelo della pace, “Che cosa vuoi dire con questo, Paolo?” “Ciò che voglio dire è che voi siete partecipi della buona notizia che siete in pace con Dio”. Un altro modo per dirlo: “Dio è dalla vostra parte”. Ciò che vi ancora nella battaglia è la fiducia che Dio è dalla vostra parte. Egli non è vostro nemico; è vostro amico, è la vostra risorsa, è la nostra potenza. Quindi io sono ancorato nella battaglia spirituale dalla fiducia che sono in pace con Dio; di conseguenza, Dio è in pace con me; di conseguenza, Dio è dalla mia parte per essere il mio difensore, come disse il salmista, la mia rocca, il mio forte difensore. Questa è stabilità. Potete essere stabili in qualsiasi situazione se comprendete il vostro Dio e comprendete il Suo controllo sovrano e i Suoi propositi sovrani e la Sua grande onnipotenza, che può sopraffare qualunque cosa.
Ora, permettetemi di fare una digressione per un momento, per condividere un peso che ho sul cuore. Una delle maledizioni su questa cultura, questa cultura cristiana in cui viviamo oggi in America, è in realtà il riflesso della teologia arminiana tradizionale. Tradizionalmente, nel corso degli anni, la teologia arminiana e la teologia calvinista sono state, in un certo senso, ai poli opposti. La teologia arminiana si distingue dalla teologia calvinista in termini di principio. Per esempio, la teologia riformata tradizionale, che chiamiamo calvinismo, dice che Dio è sovrano. La teologia arminiana, in effetti, dice che l’uomo è sovrano. Questa è la differenza primaria.
Ora, la teologia arminiana è pervasiva nella nostra cultura oggi. È pervasiva nella chiesa, e persino in alcune chiese che non direbbero di crederci, è comunque pervasiva. In modo più sottile, sì, ma c’è. La teologia arminiana dice che l’uomo è sovrano. Dio spera e Dio aiuta, ma l’uomo è sovrano. Dovete trovare in voi stessi la capacità di venire a Cristo, dovete trovare in voi stessi la capacità di rimanere con Cristo, dovete trovare in voi stessi la capacità di raggiungere i vostri obiettivi spirituali, di vincere le vostre vittorie spirituali, con la consapevolezza che Dio spera che lo farete, perché Gli piacerebbe vedervi in cielo, se riusciste a farcela, ed Egli è anche d’aiuto. Date le giuste condizioni da parte vostra, Egli verrà accanto a voi e vi darà un po’ di assistenza.
Quindi, che cosa accade in questo tipo di teologia? Beh, la prima cosa che accade è che un uomo può professare Cristo, ritenersi cristiano, e non sperimentare mai la frantumazione della propria fiducia in sé stesso. In altre parole, la tipica persona arminiana — e non lo dico in senso razziale, ma in senso teologico — una tipica persona arminiana, una persona che crede che la salvezza sia qualcosa che egli sceglie di fare da sé, verrà alla salvezza e dirà: “Non sono stato” — cosa? — “intelligente a farlo?” Ho sentito una testimonianza di recente, proprio pochi mesi fa, in cui un tipo disse: “Ho avuto il buon senso di consacrare la mia vita a Cristo”. Oh, davvero, l’hai avuto? Quindi ciò che accade è che questa persona ora professa Cristo senza aver mai sperimentato la frantumazione della propria fiducia in sé stessa. Crede di avere il potere di scegliere la salvezza. Crede di avere il potere, tra l’altro, di rifiutarla. Crede anche di poterla perdere.
Riuscite a immaginare di affrontare la morte? Di stare sdraiati su un letto e rendervi conto che avevate il potere di scegliere Cristo, se volevate, o di pensare che ciò fosse vero, e che avevate il potere di perdere Cristo, se aveste fallito, e chiedervi come avreste mai potuto presentarvi davanti a Dio proprio in quel momento? Riuscite a immaginare di combattere nel vostro cuore con la sensazione che forse siete salvati, o forse non siete salvati, se avete commesso troppi peccati e siete stati squalificati? Non ci sarebbe molta sicurezza in questo — ci potrebbe essere molta ansia. Ma, vedete, questo particolare tipo di persona che crede di scegliere da sé di essere salvata, e che in un certo senso dipenda tutto da lei rimanere salvata e combattere le proprie battaglie spirituali, non ha mai sperimentato la frantumazione della fiducia in sé stessa. Perciò non comprende che cosa significhi confidare totalmente in Dio.
Inoltre, poiché conosce Dio in realtà soltanto come Colui che spera e aiuta, piuttosto che come sovrano, non confida totalmente in Dio. Di conseguenza, vive con una tremenda ansia. Non comprende un Dio sovrano; perciò non comprende la grazia sovrana. Non comprende l’opera potente e pienamente divina del Dio eterno a suo favore. Non comprende di essere stato scelto da Dio, di essere stato redento da Dio, di essere custodito da Dio, che sarà glorificato da Dio, e che ogni prova della sua vita è sotto il controllo totale di Dio. Se la sua difficoltà è il risultato del suo peccato, allora è disciplina per renderlo perfetto. Se la sua difficoltà non è il risultato del suo peccato, rientra comunque nel proposito di Dio per il suo bene e per la gloria di Dio, in qualche modo che egli in quel momento forse non comprende. Ma è tutto nel piano di Dio.
Ma vedete, se non comprendete mai la frantumazione della vostra fiducia in voi stessi, che poi vi spinge ad affidarvi a Dio, allora non confiderete totalmente in Dio. Ed è per questo che dico ciò che ho continuato a dire fin dall’inizio: se volete essere stabili nei tempi difficili della vita, questo nasce da una sfiducia assoluta in voi stessi e da una fiducia totale nel Dio sovrano di grazia e di potenza. E se confidate in quel Dio, starete saldi.
Quindi i credenti che conoscono davvero il loro Dio possono dire: “Il mio Dio è in questo; il mio Dio ha i Suoi propositi”. Spurgeon una volta disse: “Se credete che tutto dipenda dal libero arbitrio dell’uomo, allora naturalmente avrete l’uomo come figura principale nel vostro paesaggio”, fine citazione. Ora, siete davvero bloccati in un dilemma, perché sapete quanto l’uomo sia debole e sapete quanto l’uomo sia incostante, e quindi avete ogni motivo per essere pieni d’ansia. Le persone con una teologia corretta non dovrebbero avere problemi d’ansia. Le persone che credono la verità — io credo davvero che questa sorta di teologia arminiana pervasiva che esiste oggi nella chiesa sia all’origine di tanta ansia in persone che credono ancora di dover orchestrare la propria vita e che, in un certo senso, dipenda tutto da loro. Devono cercare di farcela con l’aiuto di alcune persone ben intenzionate che hanno delle formule che potrebbero funzionare. Questa è stoltezza.
Una manifestazione di questo è questa nuova moda del legare Satana, del legare i demoni. Che cosa state facendo? Persone che vanno in giro dicendo: “Io ti lego, Satana”, “Io ti comando, Satana”. Le sento fare questo continuamente. Lo leggo nei libri, lo vedo in televisione, lo sento alla radio cristiana e predicatori che legano Satana. Ascoltate, lasciate che vi dica due cose. Numero uno, Satana non vi ascolta. Che cosa pensate di fare? Non avete alcun potere di dirgli di fare una sola cosa. E perché mai dovrebbe farla, comunque? Chi siete voi? Non riuscite nemmeno a far fare ai vostri figli quello che dite loro. Chi pensate di prendere in giro dicendo a Satana che cosa fare, dicendo ai demoni che cosa fare?
Sapete che persino Michele l’arcangelo, in Giuda, non osò pronunciare un’accusa ingiuriosa contro Satana. Quello era un ambito in cui nemmeno lui entrava. Questa è stoltezza. Chi pensate di essere? Vedete, questo nasce da una teologia che dice che l’uomo è potente, e questa è di nuovo una teologia arminiana che non conosce la frantumazione della fiducia dell’uomo in sé stesso. Io non ho nulla da dire ai demoni. Non ho nulla da dire a Satana. Di fatto, nella Bibbia, nel Nuovo Testamento, non c’è alcun esempio di qualcuno che abbia mai parlato a Satana. Nessuno va in giro dicendo: “Satana, vattene”, “Satana, fa’ questo”, “Satana, io ti comando” — Non si fa, è ridicolo.
Inoltre, questo mi fa pensare che vi riteniate molto potenti, perché Colui che ha il controllo su Satana è chi? Dio. E se voi andate in giro a prendere il Suo posto, beh, avete una visione esaltata di voi stessi. È meglio che torniate sulla strada giusta, amico mio. È meglio che sperimentiate la frantumazione di ogni fiducia nella vostra carne, e una fiducia totale in un Dio sovrano; e se avete una questione con le potenze delle tenebre, allora andate da Colui che è sopra di esse, e questo è il nostro Dio vivente. Questa è follia assoluta da parte di queste persone che si comportano così. Vedete, non comprendono la debolezza dell’uomo, pensano di avere una qualche grande potenza. Vanno in giro a ostentare autorità come se tutti i demoni scappassero ai loro ordini. Stolti. Non comprendono né la debolezza dell’uomo né comprendono la grande potenza di un Dio sovrano. Giocano a giochini sciocchi nati da una teologia debole. La stabilità spirituale viene a coloro che comprendono il loro Dio e comprendono che Egli è vicino e che ogni cosa è nel Suo piano, e non c’è ansia.
Quindi la stabilità spirituale è il risultato di una forte pace nella comunione dell’amore, il risultato di un cuore che gioisce in ogni situazione a motivo del nostro rapporto con Cristo, il risultato dell’umile accettazione di ogni difficoltà e ingiustizia perché sappiamo che comunque non meritiamo nulla, e il risultato di una forte fede sicura nel nostro grande Dio.
Numero cinque — e questo si inserisce perfettamente. Abbiamo già parlato delle virtù: pace, amore, gioia, umiltà, fede. Ecco un’altra virtù di un cristiano stabile: la gratitudine. Il punto è che la stabilità spirituale richiede di reagire ai problemi con una preghiera riconoscente. Reagire ai problemi con una preghiera riconoscente. Versetto 6: “In ogni cosa, mediante preghiera e supplica, con ringraziamento, fate conoscere le vostre richieste a Dio”, e ci fermeremo a questo punto. Ecco l’antidoto alla preoccupazione, ecco il sollievo dall’ansia.
Tra l’altro, questa sezione non enfatizza la teologia della preghiera; enfatizza l’importanza della preghiera e l’atteggiamento della preghiera. Non è davvero uno studio sulla teologia della preghiera. Qui vengono usate tre parole diverse per la preghiera. Sono tradotte preghiera, supplica e richiesta. Riguardano tutte delle richieste, e il presupposto è che quando vi trovate in un problema, griderete a Dio, giusto? Voglio dire, questo è naturale. Griderete a Dio.
Ma ciò che Paolo sta dicendo è: invece di gridare a Dio nella vostra difficoltà con dubbi e interrogativi, con insoddisfazione, con scontento, dando la colpa a Dio, gridate a Dio con quale atteggiamento? Ringraziamento. Ringraziamento. Beh, dite: “Perché?” Beh, perché sapete che Egli è il Dio della promessa, che ha promesso che nella vostra vita non arriverà mai nulla che sia troppo per voi da sopportare, che Egli è il Dio della promessa che opera tutte le cose per il vostro bene. Egli è il Dio della promessa che vi fa soffrire per un po’ affinché possiate essere resi perfetti, affinché possiate essere resi saldi, affinché possiate essere stabiliti, 1 Pietro 5:10.
In altre parole, vedete in tutta la difficoltà il proposito di Dio e Lo ringraziate, e Lo ringraziate per la potenza disponibile che sapete di avere a disposizione. E Lo ringraziate per le promesse che Egli non violerà mai, invece di mettere Dio in discussione, dubitare di Dio, quasi agitando il pugno contro Dio. Egli dice “in ogni cosa”. È come 1 Pietro 5:7: “gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione”, “In ogni cosa”. Quando pregate, supplicate e presentate richieste a Dio, mentre fate questo, fatelo con ringraziamento, riconoscenti per i Suoi propositi, riconoscenti per la Sua provvidenza, riconoscenti per la Sua potenza, riconoscenti per la Sua promessa, riconoscenti per la Sua opera di perfezionamento, riconoscenti per la speranza di sollievo, riconoscenti per la speranza della gloria, riconoscenti perché è la Sua volontà, riconoscenti perché Egli sta facendo esattamente ciò che vuole nella vostra vita per compiere ciò che vuole, riconoscenti per le misericordie passate che sono il fondamento delle benedizioni future.
Vedete, la preghiera dovrebbe sempre essere accompagnata dal ringraziamento. Questo mi libera immediatamente dalla paura e dalla preoccupazione, perché vedo il proposito di Dio in essa. Non metto mai in discussione il Suo proposito. So che il mio Dio è sovrano. So che Egli orchestra tutte le cose per il mio bene — Romani 8:28 — e per la Sua gloria. Lo so. Qualunque cosa possa arrivare, Egli può trasformarla a Sua lode e per la mia crescita, e quindi sono riconoscente. Sono riconoscente che Egli conosca il problema. Sono riconoscente che Egli possa affrontare il problema. Sono riconoscente per la Sua conoscenza, per la Sua potenza, per la Sua promessa — tutto questo. Tutte e tre quelle parole, tra l’altro, si riferiscono a richieste specifiche e dirette — preghiera, supplica, richiesta. Presuppongono tutte che nella difficoltà voi andiate a Dio, ma la questione qui è il cuore riconoscente. E se conoscete davvero il vostro Dio e potete ringraziarLo nel mezzo di tutto questo, avete stabilità spirituale.
Io… questo è così basilare, gente. Osservo persone che sono preoccupate, agitate, ansiose e turbate per ogni cosa, e il punto fondamentale è che non confidano che ogni cosa sia sotto il controllo di Dio per il loro bene e per la Sua gloria. Non riescono ad afferrarlo. O non comprendono il loro Dio, oppure il peccato nella loro vita ha fatto sì che abbiano una fede debole nel Dio che pure sanno essere un Dio sovrano. Se comprendete che il mio Dio provvederà ad ogni vostro bisogno, se comprendete che Dio conosce ogni cosa nella vostra vita e se ne cura, se comprendete che Dio ha la potenza per ogni difficoltà, se comprendete che Dio vi sta perfezionando per essere come Cristo, se comprendete che nulla sfugge a Dio e nulla è al di fuori di ciò che Egli consente e dei Suoi propositi, allora perché dovreste temere ed essere ansiosi per qualcosa? Voglio dire, rendetevi conto della realtà di tutto questo.
Ora, qual è il risultato di un cuore riconoscente? Versetto 7. Versetto 7: “E la pace di Dio, che supera ogni comprensione, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. Oserei dire che chiunque abbia un problema vorrebbe trovare pace, giusto? Vorremmo trovare tranquillità, vorremmo trovare contentezza, una qualche calma interiore nel mezzo della difficoltà. Volete per favore notare che è precisamente ciò che il versetto 7 promette? Ora, devo solo darvi un piccolo pensiero qui. Nel mezzo della difficoltà, quando state implorando e supplicando e pregando Dio, ed avete un cuore riconoscente, la risposta non è il punto. Avete sentito? La risposta non è il punto. Non dice che se pregherete, supplicherete e presenterete richieste a Dio con ringraziamento, Dio risponderà alla vostra preghiera nel modo in cui voi volete. Non dice questo. Non dice nulla riguardo alla risposta. Dice che qualunque possa essere la risposta e ogni volta che la risposta possa arrivare, Dio vi darà che cosa? Pace. Questo è il punto — Questo è il punto.
Che cos’è la pace di Dio? Beh, è la pace che Dio possiede e che dona a noi. È pace interiore, una pace simile a quella di Dio, donata a noi. Questo è ciò che dà calma. Volete per favore notare ancora una volta che è un dono di Dio a chi prega con gratitudine? Qui il pensiero raggiunge un crescendo spirituale. Mentre vivete in un ambiente d’amore e di pace, essendo operatori di pace, mentre vi concentrate sul vostro rapporto con il Cristo vivente, mentre avete un cuore umile, che non pretende nulla, mentre cominciate a conoscere il vostro Dio, a comprendere il vostro Dio e a confidare nel vostro Dio, così che nel mezzo di gravi difficoltà, quando state riversando le vostre preghiere davanti a quel Dio, potete farlo con ringraziamento. Dio, in risposta a quel tipo di atteggiamento del cuore, dispensa la Sua pace. Questa è la promessa. Egli vi concede la Sua pace.
Ascoltate Isaia 26:3: “A colui che è fermo nei suoi sentimenti Tu conservi una pace perfetta, perché confida in Te”. Ecco qui. Confidate in Dio, ricevete una mente salda, Dio vi conserva nella pace. È così che si affronta la vita con stabilità.
Così tanti consigli sbagliati. Così tanta fiducia nella capacità dell’uomo. Così tanta sfiducia nella sovranità di Dio, che abbiamo mandato le persone sul sentiero sbagliato. Amati, non mi importa quale sia il problema nella vostra vita. Non mi importa quale sia la difficoltà che crea ansia, psicosi, nevrosi — qualunque cosa sia. Se comprendete chi è il vostro Dio, se potete prendere ogni questione della vita con un cuore riconoscente mentre pregate e Gli chiedete liberazione, nel mezzo di tutto questo, la promessa della Parola è che Dio vi darà pace. Ora, che tipo di pace è? Notate per favore il versetto 7. È una pace che supera ogni comprensione. Che cosa significa? Non è umana, non è razionale, trascende le facoltà intellettuali, trascende l’analisi, trascende le intuizioni dell’uomo, trascende la comprensione dell’uomo, la definizione dell’uomo, la spiegazione dell’uomo. Non è umana. Non andate dall’uomo per riceverla. Avete sentito? Andate da Dio per riceverla.
Non c’è alcun consulente al mondo che possa darvela. Non c’è alcuna terapia al mondo che possa darvela. Non c’è alcuna tecnica al mondo che possa darvela. È un dono di Dio ad un credente che comprende e confida così pienamente nel suo Dio da essere riconoscente nella prova, e dal suo ringraziamento Dio risponde concedendogli pace — pace soprannaturale.
Ragazzi, quante surrogati a buon mercato vengono offerte oggi al posto di questo. È al di là di qualsiasi approccio che tenti di far sparire i vostri problemi con il ragionamento. È superiore agli schemi umani, superiore ai espedienti umani, superiore alle soluzioni umane, superiore a qualsiasi cosiddetta sicurezza umana. Posso semplicemente riassumere dicendo che la vera sfida della vita cristiana — notate questo, per favore, perché va controcorrente rispetto alla nostra cultura — la vera sfida della vita cristiana non è vedere se riuscite ad eliminare ogni questione scomoda nella vostra vita. La vera questione della vita cristiana è vedere se riuscite a confidare nel vostro Dio infinitamente santo, sovrano e potente nel mezzo di ogni situazione, ed avere la Sua pace perfetta.
La gente corre di qua e di là cercando di creare un mondo perfetto così da poter essere felici. A loro non piace il modo in cui appaiono. A loro non piace la loro forma fisica. A loro non piace il modo in cui la madre le ha trattate. A loro non piace il modo in cui il padre le ha trattate. Hanno subito abusi. Sono state fraintese. Non sono state trattate nel modo giusto. A loro non piace il modo in cui il marito le tratta. A loro non piace il modo in cui la moglie le tratta. A loro non piace come stanno venendo su i loro figli. A loro non piace il posto in cui vivono. Odiano il loro lavoro. E da tutte queste cose vengono fuori tutte queste piccole ansie. Prima o poi dovremmo imparare che siamo persone cadute, viviamo in un mondo caduto — è così che sarà. E la grande realtà è che il nostro glorioso Dio sovrano ha avuto la meglio sulla nostra condizione caduta. Lo dice — non è vero? — in Giovanni 16:33: “Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio” — cosa? — “Io ho vinto il mondo”.
Quando cominceremo a vivere sul piano soprannaturale, accettando che viviamo in un mondo caduto, ed aspettando che il Dio che ha vinto compia la Sua opera perfetta in noi qui, e un giorno nella gloria che verrà? Devo accettare il fatto che sono una persona caduta, che vive con persone cadute, in un mondo caduto, e che ci sono manifestazioni di questa caduta dappertutto. Non ci sarà mai la tranquillità nelle circostanze che vorrei in questo mondo, ma troverò la mia pace in Dio mentre affido ogni cosa con fiducia alle Sue cure.
Ora, notate ciò che questa pace fa, versetto 7, “La pace di Dio, che supera ogni comprensione, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. Vi custodirà da che cosa? Dall’ansia, dal dubbio, dalla paura, dall’angoscia. Questa è una grande verità. Quel termine “custodirà” è un termine militare. Letteralmente significa farà la guardia a, proteggerà. I Filippesi vivevano in una città di guarnigione, dove erano stanziati soldati romani per sorvegliare gli interessi romani in quella parte del loro mondo. Sapevano che cosa fosse una sentinella, che cosa fosse una guardia, che cosa fosse una guarnigione — un protettore. E ciò che Paolo dice — guardate, egli dice: se conoscete il vostro Dio e sapete che il vostro Dio è vicino, e confidate con sicurezza nel vostro Dio nel mezzo di qualunque prova, sapendo che essa sta realizzando il Suo proposito, ed essendo poi riconoscenti nel mezzo di quella prova per il proposito di Dio anche nella difficoltà, vi viene concessa la pace di Dio; quella pace vi custodirà e vi proteggerà dall’ansia, dalla difficoltà, dall’angoscia, dall’insoddisfazione, dallo scontento, dal dubbio.
Bunyan aveva una bellissima immagine di questo. Ricordate, ne La guerra santa, egli presenta l’immagine della città chiamata Anima-umana, ed essa rappresenta l’anima dell’uomo. E presenta il principe, il Principe Emmanuele, che naturalmente è Cristo, e poi presenta questo personaggio speciale chiamato il signor Pace-di-Dio. E il signor Pace-di-Dio si trova nella città di Anima-umana, è di pattuglia, e il suo compito è custodire la città. Bunyan scrive: “Non si trovava altro che armonia, felicità, gioia e salute, finché il signor Pace-di-Dio svolse il suo incarico”. E Bunyan parla di come la città di Anima-umana addolorò il Principe Emmanuele. Il Principe Emmanuele se ne andò, e il signor Pace-di-Dio depose il suo incarico, e ne risultò il caos. Questo è ciò che accade nella vita cristiana.
Quando Cristo esce dai nostri pensieri, quando non vediamo più le cose alla luce di come Egli le vede, quando non siamo più sotto, per così dire, la fiducia nella Sua sovranità, allora improvvisamente il signor Pace-di-Dio non opera più, e restiamo con menti turbate e cuori turbati. Ma dove abbiamo quella fiducia sicura nel Signore, a tal punto da poterLo ringraziare nel mezzo delle nostre petizioni, allora abbiamo il signor Pace-di-Dio in servizio, ed egli è il protettore della pace delle nostre anime. Non potrebbe esserci una prospettiva più chiara di questa da comprendere per tutti noi.
Ora, perché menziona cuori e menti? Alcuni dicono: “Beh, c’è una distinzione”. Io non credo. Non penso che stia cercando di delineare una differenza fra il cuore e la mente; sta semplicemente cercando di fare una affermazione generale. Potremmo dire che il cuore è la sede della personalità e la mente è la sede del pensiero, e così via, ma credo che stia semplicemente dicendo cuori e menti in senso generale, dicendo che Egli custodirà tutta la vostra persona interiore, questo signor Pace-di-Dio. Li custodirà in Cristo Gesù. Poiché siete in unione con Cristo, godete di questa protezione.
Quindi — stabilità spirituale. Come potete affrontare l’inevitabile giorno della vostra morte? E se aveste un infarto? E se vi venisse detto che avete un cancro? E se uno dei vostri figli vi fosse tragicamente tolto? Che dire delle difficoltà che affrontate proprio ora nella vostra vita, come le affrontate con stabilità spirituale? Come mantenete la vostra posizione?
Prima di tutto, credo, questo richiede la stabilità della chiesa. Credo che tutti noi dobbiamo sostenerci a vicenda. E dove avete una chiesa forte, unita, pacifica e amorevole, trovate grande forza nei singoli membri. Secondo, dovete mantenere uno spirito di gioia, e questo significa coltivare costantemente il vostro rapporto con il Cristo vivente, così che esso sia per voi la fonte della gioia in ogni momento, a prescindere da ciò che possa accadere intorno a voi. Terzo, dovete imparare ad essere umili e a non aspettarvi nulla, perché comunque non meritiamo nulla, e a non sentirvi come se foste stati imbrogliati, o trattati ingiustamente, o come se Dio vi avesse dato la parte peggiore, noi che siamo così totalmente indegni di qualunque cosa. E poi dovete riposare in una fede sicura nel Signore che comprendete, e confidare che Egli sia coerente con Sé stesso come rivelato nella Scrittura, e poi reagire ai vostri problemi con una preghiera riconoscente; e la promessa di Dio è che la pace vi custodirà; pace, tranquillità, contentezza. Beh, Paolo ha un paio di altre cose da dire, ma non potrà dirle fino alla prossima settimana. Chiniamo insieme il capo in preghiera.
Padre nostro, Ti ringraziamo per la fiducia che abbiamo, fiducia in Te. Ti ringrazio anche per la mancanza di fiducia che abbiamo in noi stessi. Ti ringraziamo per la frantumazione della nostra stessa fiducia in noi stessi, che ci porta a confidare totalmente in Te. O Dio, noi affidiamo davvero le nostre vite a Te, e desideriamo davvero pregare con ringraziamento, non importa quanto difficile possa essere, perché sappiamo che Tu hai un proposito sovrastante che sta venendo a compimento per il nostro bene e per la Tua gloria, e così conoscere la pace che Tu solo puoi dare. Possiamo noi vivere in una tale tranquillità di cuore che il mondo intorno a noi rimanga stupito, come lo fu quel medico su quella nave davanti alla pace nel cuore di un uomo che affrontava la morte. Dacci quella stabilità per stare saldi con fiducia, con gioia, con gratitudine, qualunque cosa accada. Ti amiamo. Ci affidiamo di nuovo a Te per il compimento del Tuo santo proposito, nel nome del Salvatore. Amen.
FINE
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