Ormai da molti mesi stiamo studiando la prima lettera di Paolo alla chiesa dei Tessalonicesi. Ci troviamo al capitolo 5, e vi invito ad aprire al capitolo 5, e guardiamo di nuovo ai primi tre versetti di questo capitolo. 1 Tessalonicesi capitolo 5, versetti dall'1 al 3, e coloro, tra voi che erano qui domenica sera scorsa ricorderanno che abbiamo passato un po’ di tempo nel meraviglioso ventiquattresimo capitolo di Atti. Lì avviene una discussione tra l’apostolo Paolo ed il governatore di nome Felice. Sua moglie era al suo fianco, ed il suo nome è Drusilla; e l’apostolo Paolo si presenta davanti al governatore ed a sua moglie con lo scopo di presentare loro la via della verità in Gesù Cristo, cioè il vangelo. E mentre si rivolge a loro, al versetto 25 di Atti 24 viene detto chiaramente che parlò con loro di tre cose: della rettitudine, dell'autocontrollo e del giudizio. Qui c'era l’apostolo Paolo che affrontava un pagano; qui c'era l’apostolo Paolo che affrontava l’uomo che lo teneva prigioniero, che di fatto aveva autorità sulla sua vita; qui c'era l’apostolo Paolo che affrontava un uomo che desiderava ardentemente condurre alla conoscenza di Cristo. E di che cos'è che parlò? Parlò della giustizia.
E che cosa significa? Disse a Felice e Drusilla che Dio aveva uno standard giusto, che Dio era un Dio giusto e santo, che non poteva tollerare il peccato, ed è questo il senso della giustizia di Dio. Disse loro che Dio esige una perfetta assenza di peccato. Proprio come disse Gesù: “Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste”, e poi parlò loro dell’autocontrollo. Cioè, non solo che Dio è perfetto ed esige uno standard perfetto, ma anche del fatto che l’uomo deve raggiungere quello standard e deve esercitare l'autocontrollo. E poi parlò di giudizio; e a cosa si riferiva con quello? Che l’uomo non può raggiungere quello standard, e quindi si trova sotto condanna. Dio è giusto ed ha uno standard giusto. L’uomo deve controllare se stesso per vivere secondo quello standard, e se fallisce, è dannato.
Paolo insegnava riguardo al peccato. Paolo insegnava riguardo al giudizio. Paolo era davvero proprio nel segno, perché nel vangelo di Giovanni, al capitolo 16, viene detto che lo Spirito Santo sarebbe venuto nel mondo per convincere gli uomini di peccato, di giustizia e di giudizio. Le stesse questioni. E quindi, l’apostolo Paolo, proprio in linea con l’opera dello Spirito Santo, stava dando a quest’uomo un messaggio riguardo al giudizio. Io credo che tutti i profeti fedeli, tutti gli apostoli fedeli, e tutti i predicatori ed insegnanti fedeli predichino il giudizio.
Anche se l’apostolo Paolo rimase solo poche settimane con i Tessalonicesi e poi dovette andarsene, e ora, alcuni mesi dopo, sta scrivendo loro questa lettera, nelle poche settimane in cui era lì, e fu usato da Dio per dare vita alla chiesa, insegnò loro queste stesse cose. Deve aver portato loro lo stesso tipo di messaggio riguardo a Dio, il vero Dio che aveva uno standard giusto, uno standard secondo il quale tutti gli uomini erano chiamati a vivere, e se non lo facevano, venivano giudicati. E poi, il resto della storia, cioè che Dio mandò Suo Figlio per pagare la pena per il nostro fallimento nel mantenere quello standard, per offrirci il perdono e rivestirci della Sua propria giustizia.
Dunque, devono aver saputo dell’ira, certamente lo sapevano. Tornate per un momento al capitolo 1 e al versetto 10. Mentre Paolo scrive loro e li descrive, dice che voi siete davvero una chiesa della Seconda Venuta, versetto 10 del capitolo 1, aspettando dai cieli il Figlio Suo, che Egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire. Non descrive che cosa sia, perché, ovviamente, lo sapevano già. Parte del suo ministero verso di loro era stata quella di dare loro informazioni riguardo all’ira a venire. Al capitolo 2 e al versetto 16, di nuovo, nota alla fine del versetto: “Ma l’ira è venuta su di loro fino all’estremo”. E quest’ira qui non viene definita perché, senza dubbio, ne aveva già parlato loro. Al capitolo 4, versetto 6, di nuovo, si riferisce al fatto che il Signore è un vendicatore; il Signore porterà vendetta. E nella seconda lettera che scrive loro, un po’ più tardi, 2Tessalonicesi, notate il capitolo 1? Anche questo costruisce su una conoscenza precedente che essi avevano riguardo all’ira di Dio. Dopo un saluto iniziale e una parola di ringraziamento, nei versetti 3 e 4, per il loro progresso spirituale, poi, al versetto 5, comincia a parlare del giusto giudizio di Dio. E più giù, al versetto 6, dice che Dio ripagherà con afflizione quelli che affliggono la Sua chiesa. E poi, al versetto 7, dice che il Signore Gesù sarà rivelato dal cielo con i Suoi potenti angeli, in un fuoco fiammeggiante, facendo vendetta su coloro che non conoscono Dio, e su coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. E questi pagheranno la pena della distruzione eterna, lontani dalla presenza del Signore e dalla gloria della Sua potenza.
In queste due lettere, dunque, ci sono parecchi riferimenti al giudizio a venire. Riferimenti che costruiscono su ciò che Paolo aveva già insegnato loro in una presentazione del vangelo. Più giù, in 2Tessalonicesi capitolo 2 e versetto 5, mentre qui parla del giorno del Signore, dice: “Non vi ricordate che, quando ero ancora con voi, vi dicevo queste cose?” In qualunque presentazione del vangelo, è obbligatorio che ci sia una discussione riguardo al giudizio.
Paolo insegnava riguardo al peccato. Paolo insegnava riguardo al giudizio. Paolo aveva già delineato parte di quelle informazioni ai Tessalonicesi quando era lì a Tessalonica, fondando la chiesa. Deve aver detto loro qualcosa riguardo al giorno del Signore, in una certa misura, perché nella seconda lettera, come ho letto al capitolo 2, versetto 5, dice: “Quando ero con voi, vi dicevo queste cose”. Deve aver parlato loro del giorno del furore, del giorno dell’ira, del giorno della vendetta, del giorno del giudizio, quando Dio distrugge gli empi e li consegna all’inferno eterno. Il giudizio faceva parte del suo messaggio.
Ed è di quel giudizio che egli parla qui al capitolo 5; guardiamo i primi tre versetti. “Ora, quanto ai tempi e alle epoche, fratelli, non avete bisogno che vi si scriva nulla. Infatti voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà proprio come un ladro nella notte. Mentre diranno: pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà su di loro, come le doglie del parto su una donna incinta, e non scamperanno affatto”. Questo riferimento al giorno del Signore, nel versetto 2, dà la chiave di tutto questo testo, fino al versetto 11.
Anche i profeti dell’Antico Testamento parlarono del giorno del Signore, come ho sottolineato nel nostro ultimo studio. Lo chiamarono il grande e terribile giorno del Signore. Amos, per esempio, è uno dei profeti che scrive riguardo al giorno del Signore, insieme ad altri come Isaia, Ezechiele, Sofonia e Malachia. E Amos, per esempio, ci mostra che il giorno del Signore sarà tenebre e non luce. Sarà giudizio e non misericordia. Sarà ira e non benedizione. Ci mostra che il giorno del Signore porterà uno sconvolgimento dell’ordine fisico, una catastrofe cosmica causata da Dio Stesso, mentre Egli domina il processo naturale. Amos ci dice che, sotto il furore del giudizio divino nel giorno del Signore, tutta la terra sarà devastata e diventerà come un mare turbolento, o come il salire e lo scendere del fiume Nilo che trabocca dalle sue rive per chilometri, annegando e sommergendo ogni cosa sul suo passaggio. Amos ci dice che il sole si spegnerà a mezzogiorno, e coprirà tutto il mondo di tenebre. E poi, Amos dice che un fuoco soprannaturale verrà a distruggere il mare e la terra.
La visione profetica del giorno del Signore è davvero spaventosa, spaventosa. E mentre ciascuno di quei profeti dell’Antico Testamento guardava a un evento storico nel futuro vicino, nel quale Dio sarebbe venuto con ira, e quello era un giorno del Signore storico, essi vedevano anche oltre quello, verso un giorno del Signore finale, ultimo, escatologico, quando Dio alla fine distruggerà tutti i malvagi nel mondo.
Nel capitolo 5, l’apostolo Paolo vuole parlare di questo giorno. Voi dite: perché? Perché ha implicazioni per i suoi lettori. E ha implicazioni per voi. Quelle implicazioni si dispiegano nei versetti dal 4 all’11. Ci arriveremo fra poco, non oggi. Ma dobbiamo vivere alla luce del giudizio eterno di Dio. Quando comprendiamo il timore del Signore, questo dovrebbe mettere nella nostra vita qualcosa che altrimenti forse non ci sarebbe, in termini di motivazione e di responsabilità. E così, egli ha un messaggio da dare a questi credenti riguardo al vivere alla luce del giudizio devastante, finale ed eterno di Dio sugli empi. E darà quel messaggio in questi 11 versetti.
Ora, ricordate che al capitolo 4, mentre concludeva il capitolo, egli diede una meravigliosa comprensione del Rapimento. Quello è un evento diverso. Il Rapimento è il portar via la chiesa. Non è qualcosa da temere; è qualcosa con cui consolare. Infatti, al versetto 18 del capitolo 4 dice: “Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole”. Il Rapimento descrive il portar via la chiesa. È un evento benedetto. È un evento meraviglioso. È un evento pieno di speranza. È un evento gioioso. È il momento della nostra glorificazione. È il momento della nostra ricompensa. È il momento in cui diventiamo come Gesù Cristo. È il momento in cui entriamo nella Sua meravigliosa, eterna presenza nella casa del Padre, nella stanza che Egli sta preparando per noi fin da quando se n’è andato. Ma da quell’evento meraviglioso, da quell’evento pieno di speranza, egli passa a quell’evento orribile chiamato il giorno del Signore.
Vi ho detto due settimane fa che la sezione precedente sul Rapimento serviva a consolare cristiani turbati. Questa serve a turbare cristiani compiacenti. La sua discussione del Rapimento non era necessariamente completa, solo quanto bastava per consolarli. E la sua discussione qui del giorno del Signore non è completa; è solo quanto basta per motivarci. In entrambi i casi, c’è uno scopo pratico, applicativo; c’è in mente un obiettivo etico, comportamentale. Da una parte, portarci consolazione; dall’altra, portarci motivazione a una vita santa.
Dunque, mentre arriviamo al capitolo 5 e al giorno del Signore, guardiamo di nuovo questi primi tre versetti, continuiamo da dove ci siamo fermati. E ricordate, ci sono tre caratteristiche che emergono chiaramente in questi primi versetti: la venuta del giorno del Signore, il carattere del giorno del Signore, e la completezza del giorno del Signore. Egli introduce l’argomento al versetto 1, ricordatevelo ora, lo abbiamo guardato nel nostro ultimo messaggio. “Ora, quanto ai tempi e alle epoche, fratelli, non avete bisogno che vi si scriva nulla”. Come molte persone da quel tempo in poi, e anche oggi, erano curiosi riguardo a quando Gesù sarebbe venuto. Quando sarà il Rapimento? Quando sarà il giorno del Signore? Quando avranno luogo tutti questi eventi della fine dei tempi? Egli dice: “Non avete bisogno che vi si scriva nulla”. Perché? Perché non avete bisogno di saperlo. Non è qualcosa che avete bisogno di sapere. Sapete ciò che avete bisogno di sapere. Sapete che il Signore Gesù tornerà in un fuoco fiammeggiante, e porterà ira sugli empi. Questo lo sapete già. Non avete bisogno di sapere quando. Non avete bisogno di conoscere il chronos ed il kairos, i tempi e le stagioni, quando accadrà, in quale periodo della storia umana, non avete bisogno di saperlo. La risposta di Paolo, tra l’altro, era esattamente come quella di Gesù. Matteo 24:36, Atti 1:7, Egli disse: “Non spetta a voi conoscere i tempi e le stagioni”. Non spetta a voi saperlo. Fece perfino la dichiarazione sorprendente e sbalorditiva che neppure il Figlio dell’uomo lo sa. Ma Dio il Padre soltanto.
Dio ci ha lasciati al buio riguardo a questo. Perché? Affinché ogni generazione viva alla luce della realtà che potrebbe accadere durante la propria vita, affinché ogni generazione debba affrontare il fatto che Gesù potrebbe venire in giudizio finale durante la propria vita.
Ora, il Signore ci ha dato informazioni riguardo al Rapimento, lo ha descritto, ci ha detto che cosa accadrà: i morti in Cristo risorgeranno per primi, quelli che sono vivi e che rimangono li incontreranno nell’aria, e tutti andranno in cielo per dimorare nella casa del Padre e per essere per sempre con il Signore. Comprendiamo che c’è una tromba e una voce di un angelo. Ma non conosciamo il momento. Sappiamo un po’ riguardo all’evento, ma non sappiamo esattamente quando accadrà. Non c’è alcuna discussione del tempo in nessun passo che tratti del Rapimento.
Ci sono tre passi espliciti nel Nuovo Testamento che trattano del Rapimento. Sono molto chiari: Giovanni 14, 1Corinzi 15, 1Tessalonicesi 4. Nessuno di essi ci dice quando. Non abbiamo alcuna conoscenza di quando. Ci sono numerosi passi riguardo al giorno del Signore, ma non viene data nessuna data. Non c’è nessun giorno o ora specifica. Ora, ci sono alcune indicazioni che il giorno del Signore è vicino, e ne parleremo tra un momento. Ma il tempo specifico non è conosciuto, così che tutti vivano nell’aspettativa, tutti vivano nell’anticipazione. Una volta che i segni che precedono il giorno del Signore cominciano ad accadere, una persona saggia ed informata potrebbe sapere che esso sta per venire presto, ma non conoscere il giorno o l’ora. Ma quanto al momento in cui quei segni preliminari cominceranno, e quale generazione sarà viva per sperimentarlo, non abbiamo alcuna conoscenza, proprio nessuna. E chiunque stabilisca una data sta operando in modo completamente indipendente da Dio, dallo Spirito Santo e dalla Scrittura. C’è un elemento sia nel Rapimento che nel giorno del Signore che dovete riconoscere, ed è l’elemento dell’imprevedibilità, così che tutti vivano nell’anticipazione, nella responsabilità e nell’aspettativa.
Ora, rivediamo la venuta nel versetto 2, “Infatti voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà proprio come un ladro nella notte”. Come facevano a saperlo molto bene? Beh, Paolo disse: vi ho insegnato molte di queste cose, 2Tessalonicesi 2:5. Probabilmente ribadì anche ciò che Gesù aveva detto, cioè che il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte. Sta prendendo in prestito la terminologia, tra l’altro, dal nostro Signore, che è Colui che disse che il giorno del Signore sarebbe venuto come un ladro. Paolo aggiunge la piccola frase “nella notte” perché di solito era allora che i ladri venivano e vengono. Ma il punto che fa qui è: “Guardate, voi lo sapete già perché ve l’ho detto io e perché Gesù lo ha detto, che il giorno del Signore è come un ladro”. Che cosa significa? Il ladro non annuncia il suo arrivo. I vostri parenti vi dicono che stanno arrivando, sperate. I vostri amici vi dicono che stanno arrivando. I vostri nemici non ve lo dicono mai. Il ladro non lo annuncia. La sua venuta è inattesa, ed è questa la semplice analogia che l’apostolo Paolo vuole rivedere con loro. Non potete saperlo. È inattesa.
Tornando a Matteo capitolo 24, il Signore indicò questo in numerosi modi. Disse: “Se il padrone di casa avesse saputo a che ora sarebbe venuto il ladro, si sarebbe preparato e non avrebbe lasciato scassinare la sua casa”. E più avanti, in quel capitolo, Egli dice al versetto 50: “Se il servo avesse saputo quando il padrone sarebbe tornato, avrebbe ordinato la sua vita in modo un po’ diverso”. Ma c’è un’imprevedibilità. Il capitolo 25, versetto 13, dice: “Vegliate dunque, perché non sapete quando verrà il vostro padrone”. In Luca 12:39 e 40 il Signore dice la stessa cosa. Dunque, Paolo dice: “Guardate, per quanto riguarda il tempo, e quando accadrà, non avete bisogno che vi si scriva nulla, perché Dio non ci ha dato quell’informazione e voi non ne avete bisogno. L’unica cosa che avete bisogno di sapere la sapete già, perché sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte, in un tempo in cui non ve lo aspettate”. I dettagli riguardo al tempo non vengono dati. “Nessuno conosce il giorno né l’ora, neppure il Figlio dell’uomo, ma il Padre soltanto”, disse Gesù. Dunque, come per il Rapimento, possiamo sapere dell’evento, ma non possiamo sapere quando accadrà. E così, del giorno del Signore possiamo sapere qualcosa, ma non possiamo sapere quando accadrà. Tale informazione non è disponibile, perché il Signore non ha scelto di darla.
Ma questo ci introduce, allora, a quel concetto del versetto 2 del giorno del Signore. È un termine tecnico. È una frase tecnica, compare numerose volte nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Che cosa significa? Il giudizio finale e cataclismico di Dio sui malvagi. Si riferisce al tempo del culmine del furore e dell’ira di Dio nel giudizio finale e culminante. I profeti ne parlarono. Gli scrittori del Nuovo Testamento ne parlano. E sempre, si riferisce allo scatenarsi del furore finale di Dio sui peccatori sulla terra. Come ho detto, c’era un giorno del Signore storico di cui scrissero gli autori dell’Antico Testamento, che era soltanto una piccola anticipazione di quel giorno del Signore finale, escatologico, che sarebbe venuto proprio alla fine dei tempi.
In tutte le discussioni riguardo al giorno del Signore c’è un senso di vicinanza, di aspettativa, un elemento di sorpresa. Come ho detto, questo è vero per il Rapimento ed è vero per il giorno del Signore. Sarà improvviso, non desiderato, dannoso ed inatteso.
C’è beneficio nel vivere senza questa informazione? Sì. 1Giovanni 3 dice che chi ha questa speranza in lui purifica se stesso, parlando davvero del Rapimento. Se avete la speranza che andrete ad essere con Gesù Cristo, e che questo potrebbe accadere in qualunque momento, e che sarete resi simili a Lui, e Lo vedrete faccia a faccia, quel tipo di speranza dovrebbe avere un effetto diretto sulla purezza della vostra propria vita, giusto? Assolutamente giusto. E se, quello riguardo al Rapimento, e se riguardo al giorno del Signore vi rendete conto che potrebbe accadere a qualunque generazione, dovrebbe rendervi molto, molto preoccupati per la generazione in cui vivete, che deve affrontare questo giudizio eterno. Non sappiamo quando quel terrore si scatenerà, ma siamo impegnati a persuadere gli uomini perché sappiamo che sta arrivando.
Certamente, Paolo sentiva che il Rapimento sarebbe venuto durante la sua vita, seguito dal giorno del Signore. E quando non venne, i Tessalonicesi erano preoccupati e volevano sapere quando sarebbe venuto. Paolo dice che non esiste tale informazione.
Ora, lasciate che vada avanti e vi dia alcune intuizioni che dovete avere. Nessun passo che tratti del Rapimento dà alcun segno preliminare che il Rapimento stia per accadere. Giovanni 14, 1Corinzi 15, 1Tessalonicesi 4 sono i testi sul Rapimento nel Nuovo Testamento. Nessuno di essi ci dà alcun segno preliminare. Nessun passo parla di precursori, di eventi preliminari, di nulla del genere.
D’altra parte, seguite il mio pensiero, d’altra parte, i passi che trattano del giorno del Signore menzionano precursori, eventi preliminari, segni, segnali, così che una persona dovrebbe avere una certa idea generale che esso è vicino. Voi dite: “Beh, quali sono questi eventi preliminari?” Nei passi sul Rapimento non ne viene dato nessuno.
Ce ne sono numerosi nei passi sul giorno del Signore; lasciate che ve ne dia un esempio. In Malachia 4:5, non andateci adesso, ma in Malachia 4:5, Malachia dice: “Che prima che il giorno del Signore possa venire, deve venire prima un precursore simile ad Elia”, come Giovanni il Battista venne prima della venuta di Cristo, un precursore. Malachia 4:5 dice che il giorno del Signore non può verificarsi finché questo simile ad Elia, questa persona profetica, questa specie di tipo alla Giovanni il Battista, non venga ad annunciare la venuta del Messia. Quindi, Dio manderà effettivamente un precursore prima del giorno del Signore per annunciare la Sua venuta, Malachia 4:5. Dunque, se il precursore non è ancora qui a fare quell’annuncio, allora il giorno del Signore non è ancora vicino. In secondo luogo, in 2Tessalonicesi capitolo 2 e versetto 3, l’apostolo Paolo dice che il giorno del Signore non avverrà finché non venga l’apostasia, che è una ribellione mondiale contro Dio, contro Cristo e contro la Scrittura. Ci sarà prima una ribellione mondiale contro Dio, poi viene il giorno del Signore. 2Tessalonicesi 2:3 e 4 dice anche: “Il giorno del Signore non verrà finché non sia rivelato l’uomo del peccato”, l’Anticristo. “E finché egli non si stabilisca nel tempio”, il che significa che entra nel tempio a Gerusalemme, abomina il tempio, cosa chiamata l’abominazione della desolazione, e poi si stabilisce come l’autorità, come colui che deve essere adorato.
Ora, Daniele ce ne parla. E Gesù lo ribadisce in Matteo 24 e dice che nel mezzo di un periodo di sette anni chiamato la Tribolazione, nel mezzo di quella settantesima settimana, quel periodo di sette anni, l’Anticristo sorgerà, profanerà il tempio, si stabilirà come Dio nel tempio. Questo accade al punto di mezzo. Il giorno del Signore avverrà verso la fine di quella Tribolazione, in qualche momento verso la fine di quegli ultimi tre anni e mezzo. Dunque, quando l’abominazione della desolazione avrà luogo per mezzo dell’Anticristo a Gerusalemme, sapete che il giorno del Signore non è lontano. E poi, in qualche momento di quello stesso periodo, avrà luogo la grande apostasia, la ribellione contro Dio, orchestrata, senza dubbio, e guidata dall’Anticristo. E poi apparirà un proclamatore simile ad Elia, alla Giovanni il Battista, che annuncerà la venuta del Signore. E poi, un altro evento comincerà ad avvenire come indicazione che il giorno del Signore sta per venire, e questo si trova in Gioele 3:9, dice: “Le nazioni cominceranno ad essere radunate nella valle della decisione”. Le nazioni del mondo si muoveranno verso la valle della decisione, in quello che sappiamo sarà l’Armageddon finale, che alla fine avrà luogo quando le nazioni del mondo cominceranno a muoversi verso Meghiddo in Medio Oriente. Non bisogna esser dei geni per sapere che l’attenzione di tutto il mondo intero è sul Medio Oriente. Ma tutto questo accadrà negli ultimi tre anni e mezzo del tempo della Tribolazione, appena prima del giorno del Signore che viene verso la fine di quel tempo.
Dunque, il giorno del Signore non può venire finché non venga un precursore simile ad Elia, finché non venga una grande apostasia mondiale contro Dio, finché l’Anticristo non abomini il tempio e non si stabilisca lì, finché le nazioni non comincino a muoversi e a migrare nella valle della decisione, come viene chiamata, quando Dio deciderà cosa fare di loro. E poi, proprio immediatamente, non sappiamo se si tratti di ore, o di giorni, o perfino di settimane, prima che venga il giorno del Signore, ascoltate cos’altro accadrà. “Il sole sarà mutato in tenebre”, Gioele 2:31, “e la luna in sangue, prima che venga il grande e tremendo giorno del Signore”. Dunque, proprio prima che venga quel giorno del Signore, il sole e la luna si spegneranno. Gioele 3:15 dice questo: “Il sole e la luna si oscurano, e le stelle ritirano il loro splendore”, le stelle si spengono. Isaia 13:10 lo descrive: “Le stelle del cielo e le loro costellazioni non faranno più brillare la loro luce; il sole sarà oscuro al suo sorgere, e la luna non farà risplendere la sua luce”. Matteo 24:29 dice: “Subito dopo la Tribolazione di quei giorni, il sole sarà oscurato, la luna non darà la sua luce, le stelle cadranno dal cielo, e le potenze dei cieli saranno scrollate”. Marco 13:24: “In quei giorni, dopo quella Tribolazione, il sole sarà oscurato e la luna non darà la sua luce”. Luca 21:25: “Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia tra le nazioni, confuse dal fragore del mare e delle onde”. Come è entrato in gioco il mare? Spegnete il sole e spegnete la luna; spegnete la luna e mandate le maree del mondo in un caos assoluto.
E così, avete questi precursori, questi eventi prima che il giorno del Signore colpisca. Incredibilmente, in modo assolutamente incomprensibile, le persone nel mondo, in quel tempo, avranno una risposta che in superficie è inspiegabile. Guardate il versetto 3, una risposta inspiegabile, versetto 3: “Mentre diranno: ‘Pace e sicurezza’, allora verrà la rovina”. Fermiamoci a questo punto. Voi dite: “Che cosa? Stanno dicendo cosa?” Stanno dicendo: “Pace e sicurezza”. Voi dite: “Ora, aspettate un momento. La Bibbia dice che non si può conoscere il giorno o l’ora”. Esatto. “Ma si può conoscere il quadro generale del tempo del giorno del Signore”. Questo è corretto; non il giorno specifico, non l’ora, ma il quadro generale del tempo. Sì. Perché? Perché l’abominazione della desolazione è avvenuta, perché qualcuno sta annunciando la venuta di Cristo, a causa di un’apostasia mondiale, a causa delle nazioni che entrano nella valle della decisione, e certamente perché tutto diventa buio.
Ma, nonostante questo, e segnatevelo, già prima del punto di mezzo dei sette anni ci saranno altre cose ad indicare la fine, e le vedremo domenica prossima. Ci saranno altre prove elencate nei primi cinque sigilli dell’Apocalisse che mostreranno che ci stiamo muovendo verso la fine. Nonostante quello, nonostante l’Anticristo, nonostante tutti quei preliminari, nonostante tutto quanto, la risposta delle persone sarà: pace e sicurezza. Che cosa significa? Andrà tutto bene. Ci stiamo dirigendo verso un tempo di pace. Ci stiamo dirigendo verso un tempo di sicurezza. Voi dite: “Questo è assolutamente assurdo. Questo è assolutamente ridicolo. Chi al mondo potrebbe mai uscirsene con un tipo di risposta del genere?” È abbastanza semplice, se ci pensate. Vengono convinti da un gruppo speciale. Un gruppo speciale di persone si sta impegnando duramente per convincerli che stanno arrivando pace e sicurezza. Provate a indovinare, anche tirando a caso, e immaginate chi rappresenti quel gruppo? Non sarebbe Dio, vero? Deve essere il nemico. Pace e sicurezza, pace e sicurezza. Andrà tutto bene; ci stiamo muovendo verso un tempo meraviglioso, tutto questo finirà. Questo è l’inizio, lo sento già adesso, questo è l’inizio della nuova era; quella vecchia sta crollando. Si sta disintegrando tutto, e tutti i cristiani che sono stati rapiti erano il problema. Ci siamo liberati di loro, e ora tutta la faccenda viene rimescolata, e stiamo per entrare nell’alba di una nuova era.
Voi dite: “Chi andrà a predicare questo?” Non ci vuole molta immaginazione per rispondere alla domanda. Lasciate che vi dia un’illustrazione di come funziona. Se tornate con me alla profezia di Geremia, torniamo al capitolo 6. Geremia profetizzò riguardo al giorno del Signore. Geremia avvertì Giuda, il regno del sud, del giudizio. E Geremia stava parlando di un giorno del Signore storico, nel quale Dio sarebbe venuto e avrebbe usato un’altra nazione per essere il Suo giudice e il Suo esecutore. Molti di loro sarebbero stati massacrati, e gli altri sarebbero stati deportati a Babilonia. Dunque, Geremia vide un giorno del Signore storico e vicino, in anticipazione di quel giorno del Signore ultimo e finale. Ma notate contro che cosa dovette lottare, capite? Stava predicendo che questo esercito sarebbe entrato e avrebbe spazzato via Giuda, li avrebbe privati della loro terra, li avrebbe trascinati in cattività e tutto il resto. Questo era il messaggio di Geremia.
Ma, per favore, notate il capitolo 6, versetto 1? Egli dice loro che ci sono alcuni segni presenti per indicare che ciò che dice è vero. Tra l’altro, egli piange, usa dimostrazioni pratiche, era il profeta piangente. Predica nelle strade. Avverte, e avverte, e avverte che il giudizio di Dio sta arrivando. E qui dice: “Guardate, fuggite per mettervi in salvo, o figli di Beniamino, dal mezzo di Gerusalemme; suonate la tromba a Tecoa e alzate un segnale su Bet-Haccherem”. Perché? “Già, guardate verso il nord: dal nord si affaccia il male, e una grande distruzione”. Guardate, l’esercito è accampato al confine settentrionale. Non riuscite a vedere il segno? Non riuscite a vedere il segnale? Correte, fuggite, mettete la vostra vita a posto.
Ma aveva altre persone contro cui lottare. Capitolo 6, versetto 13, dice a metà del versetto: “E dal profeta fino al sacerdote, tutti praticano la falsità, e curano la ferita del mio popolo in modo superficiale, dicendo: ‘Pace, pace’. Ma pace non c’è”. Che cosa stanno dicendo i falsi profeti? Oh, non preoccupatevi di quell’esercito lassù, è niente. Entreremo semplicemente in una nuova era di pace, questa è l’alba di un nuovo tempo di pace, tutto sarà meraviglioso.
Da dove pensate che ricevessero il loro messaggio? Da Satana stesso e dai suoi demoni, i quali fanno sempre tutto ciò che possono per mentire e ingannare il popolo di Dio. E così, questi falsi profeti ispirati da demoni correvano in giro dicendo: “Pace, pace. Stiamo arrivando a un tempo di pace. Stiamo arrivando a un tempo di pace”. Capitolo 8, versetto 11 dice essenzialmente la stessa cosa. “Curano la ferita della figlia del mio popolo in modo superficiale”. Questi profeti non possono guarire nessuno. Questi profeti non possono rendere le persone spiritualmente integre. Il loro è un ministero superficiale perché è pieno di menzogne. Dicono pace, pace, ma pace non c’è. Non sarà pace. Capitolo 14, due versetti, versetti 13 e 14: “Ma, ah Signore DIO, io dissi: Guarda, i profeti dicono loro: voi non vedrete la spada, né avrete carestia, ma io vi darò una pace duratura in questo luogo”. Questo è ciò che stanno dicendo al popolo, pace duratura, niente spada, niente carestia. Ah, Signore DIO, dice, ho così tanta concorrenza, che dà al popolo le informazioni sbagliate.
Ascoltate, credetelo, cari, negli ultimi tempi, prima dell’olocausto finale del giorno del Signore, il mondo sarà letteralmente brulicante di falsi profeti ispirati da demoni, che mentiranno riguardo a ciò che sta accadendo. Ed è per questo che diranno pace e sicurezza, pace e sicurezza. Nel versetto 14, il Signore dice: i profeti profetizzano menzogne nel Mio nome. Io non li ho mandati, né ho dato loro ordini, né ho parlato loro. Essi vi profetizzano una falsa visione, divinazione, vanità e l’inganno della loro propria mente. Lamentazioni 2:14, scritto anch’esso da Geremia, dice la stessa cosa: “I tuoi profeti hanno visto per te visioni false e stolte, e non hanno messo a nudo la tua iniquità per ricondurti dalla cattività, ma hanno visto per te oracoli falsi e ingannevoli”.
Guardate Ezechiele, Ezechiele ebbe lo stesso problema. Ezechiele capitolo 13. Davvero affascinante. Questa è un’illustrazione molto vivida. Al versetto 10, “Dio dice”, è Dio che sta parlando qui, comincia a parlare al versetto 8, ma più giù, al versetto 10: “È certamente perché essi hanno sviato il Mio popolo dicendo: pace, quando pace non c’è”. Ed Ezechiele dovette competere con lo stesso tipo di cosa durante il tempo della sua profezia. E così, quello che fa è questo: Dio fa un’analogia, Dio usa un’illustrazione. “Quando uno costruisce un muro, ecco, essi lo intonacano con calce bianca”. E questa è la Sua analogia: “Dunque, di’ a quelli che lo intonacano con calce bianca”, cioè i falsi profeti, “che cadrà”. Essi innalzano il loro ufficio profetico, si mettono in mostra come se fossero il muro di protezione per il popolo di Dio, si ricoprono di calce bianca per apparire santi e buoni: “Tu di’ loro, da parte Mia, che quel muro cadrà, quella falsa protezione; verrà una pioggia torrenziale e, voi, o pietre di grandine, cadrete, e si scatenerà un vento violento. Ecco, quando il muro sarà caduto, non vi sarà forse chiesto: dov’è l’intonaco con cui lo avevate intonacato?” In altre parole, aspettate un momento, che ne è stato di tutte quelle parole che ci avevate detto e che avrebbero dovuto proteggerci? “Perciò, così dice il Signore DIO: Io farò scatenare un vento violento nella Mia ira; ci sarà anche, nella Mia collera, una pioggia torrenziale e pietre di grandine che lo consumeranno nell’ira; abbatterò il muro che avete intonacato con calce bianca e lo farò cadere a terra, così che le sue fondamenta saranno messe a nudo”, cioè vedrete che questi falsi, che questi profeti erano falsi, “e quando cadrà, voi sarete consumati in mezzo ad esso, sarete senza protezione e giudicati, e saprete che Io sono il Signore; così esaurirò la Mia ira sul muro e su quelli che lo hanno intonacato con calce bianca, e vi dirò: il muro non c’è più e quelli che lo intonacavano non ci sono più, insieme ai profeti d’Israele che profetizzavano riguardo a Gerusalemme e che vedevano per lei visioni di pace, quando pace non c’è”.
Michea disse la stessa cosa. Michea guardò al giorno del Signore, capitolo 3, versetto 5, e dice: “Gridano: pace”, ma pace non c’è. Guardate di nuovo con me Matteo capitolo 24 per un momento molto, molto breve. In Matteo capitolo 24, avete una descrizione degli eventi precedenti al giorno del Signore. E voglio che notiate questo; vedremo di più riguardo a questo la prossima volta. Ma in Matteo 24, Egli sta descrivendo la Tribolazione. Descrive qui l’abominazione della desolazione al versetto 15, dove l’Anticristo profana il tempio a Gerusalemme. E poi la persecuzione che viene come risultato di quello. Ma notate il versetto 24, Egli scrive: “In quel tempo sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi, così da sviare, se fosse possibile”, e non lo è, “anche gli eletti”. Che cosa rende credibili questi falsi profeti? Perché il mondo, che ha appena visto, segnatevelo, guerre, carestie, terremoti, pestilenze, massacri, l’abominazione della desolazione, l’arrivo di un precursore, un’apostasia mondiale, il raduno delle nazioni nella valle della decisione; perché, pensiero inimmaginabile, il mondo crederà ai falsi profeti che dicono che questa è soltanto l’alba di un meraviglioso nuovo tempo di pace? Vi dirò perché: perché quei falsi profeti faranno grandi che cosa? Segni e prodigi, grandi segni e prodigi. Qualunque capacità l’inferno abbia di mettere in scena uno spettacolo, allora lo metterà in scena. E anche con tutto ciò che sta accadendo, il mondo senza discernimento comprerà le menzogne sataniche, e andrà come pecore al macello, anche se è stato avvertito, e avvertito, e avvertito, e avvertito.
Io credo che sia mia responsabilità, come servo di Dio, avvertire questa generazione, e perciò domenica prossima voglio portarvi attraverso tutti gli eventi preliminari al giorno del Signore, così che sappiate che cosa sta arrivando. Voi dite: “Saremo lì al giorno del Signore?” No. Saremo portati via prima che il giorno del Signore colpisca. Ora, come sapete attraverso tutti questi anni, è stata mia convinzione insegnarvi che noi saremo portati via prima che quella settantesima settimana finale, quel periodo finale di sette anni, cominci. La grande promessa è che non siamo stati destinati all’ira. Siamo stati destinati alla gloria. Se conoscete ed amate il Signore Gesù Cristo, il futuro che aspettate è tutto glorioso. Se non Lo conoscete, il futuro che vi aspetta è tutto terrificante. Non è una cosa insignificante che tutto il mondo abbia gli occhi puntati sul Medio Oriente. È lì che avrà luogo tutto il compimento della storia di Dio. Potrebbe essere in questa generazione; potrebbe essere presto. Dobbiamo essere pronti. Se conoscete Cristo, sarete presi prima che colpisca. Se non Lo conoscete, sarete distrutti quando verrà. Chiniamo il capo in preghiera.
Padre, ricordiamo che Paolo ragionò con Felice e Drusilla riguardo al giudizio. Sarebbe un predicatore infedele, un amministratore infedele, colui che non avvertisse così le persone. Dunque, Signore, per coloro che non conoscono Cristo, che non hanno alcuna beata speranza, noi preghiamo, o Dio, che nella Tua potente grazia Tu li raggiunga con la Tua grazia potente attraverso l’opera convincente dello Spirito Santo, e la fede nella verità, affinché possano giungere alla salvezza e alla speranza. Per quelli di noi che sono cristiani, anche se non sperimenteremo il giorno del Signore, conosciamo persone che lo sperimenteranno, e possiamo noi fare tutto ciò che possiamo per persuaderle ad essere riconciliate con Dio e con Cristo. Inoltre, Signore, a causa di ciò che caratterizza le persone delle tenebre, fa’ che non viviamo come vivono loro. Noi non siamo della notte. Non siamo delle tenebre. Non siamo del giorno del Signore. Fa’ che non viviamo come vivono quelle persone, ma che questa comprensione di ciò che Dio farà alle persone che vivono così sia un promemoria del fatto che noi non dobbiamo vivere così. Signore, come potremmo comportarci in un modo che avrà come risultato la dannazione di altre anime? Come potremmo volerci identificare con i loro modelli di vita, e così abusare della Tua grazia perdonatrice? Dunque, Padre, insegnaci come applicare queste cose nelle nostre proprie vite, per amore di Cristo. Amen.
FINE
This article is also available and sold as a booklet.
