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È un grande privilegio per noi questa mattina ritornare allo studio della Parola di Dio nel capitolo 5 della Prima Lettera ai Tessalonicesi. Stiamo arrivando velocemente alla fine di questa grande epistola. Ci troviamo nei versetti 21 e 22 in una serie speciale in tre parti intitolata “Un Appello al Discernimento”. Permettetemi di leggere il testo di 1 Tessalonicesi 5:21-22: “Ma esaminate ogni cosa con attenzione; trattenete ciò che è buono; astenetevi da ogni forma di male”.

Questo è un appello al discernimento. È quell’appello che ha stimolato il nostro studio, la nostra analisi, e confido, la nostra esortazione al discernimento nelle ultime settimane. E concludiamo quella breve serie questa mattina.

Una delle famose storie greche che la maggior parte di voi ha sentito è la storia della conquista della città di Troia. I Greci, come ricordate, assediarono la città di Troia per oltre dieci anni. Non riuscivano a catturarla. Esasperato, un uomo di nome Ulisse decise di far costruire un grande cavallo di legno e lasciarlo fuori dalle mura della città apparentemente come un dono per gli invincibili Troiani. E poi i Greci salparono via in apparente sconfitta, lasciando questo cavallo come un dono.

I curiosi e orgogliosi Troiani si sentirono abbastanza sicuri da trascinare il cavallo dentro le mura, anche se un sacerdote di nome Laocoonte li avvertì di non farlo. Disse: “Temo i Greci, anche quando portano doni”. Quella notte, i soldati greci uscirono dal cavallo, aprirono le porte della città dall’interno e lasciarono entrare il resto delle forze greche a Troia. I Greci massacrarono la popolazione di Troia, saccheggiarono e bruciarono la città. Nel corso della storia, da quel momento, il cavallo di Troia è stato il simbolo di infiltrazione e inganno.

E per tutta la sua storia di 2000 anni, la chiesa ha abbracciato molti cavalli di Troia, nemici travestiti da doni. I Romani, come ricordate, erano politeisti. Avevano un dio per la caccia. Avevano un dio per comprare. Avevano un dio per vendere. Avevano un dio per proteggerli durante un viaggio. Avevano tutti questi dei. Beh, una volta che il cristianesimo fu affermato come religione dell’Impero Romano, era necessario eliminare tutto questo in qualche modo.

Ma piuttosto che prendere una posizione forte contro l’idolatria e tali superstizioni, la chiesa semplicemente assegnò quelle responsabilità che una volta appartenevano alle divinità romane ai santi morti. Ad esempio, invece di un dio per proteggerti nei viaggi, San Cristoforo assunse quella responsabilità. E si ebbe la fusione dell’idolatria superstiziosa pagana romana con il cristianesimo.

In violazione delle Scritture, le persone iniziarono quindi non a pregare un dio romano, ma a pregare un santo morto, a seconda del tipo di richiesta che veniva fatta. Al cavallo di Troia della religione romana fu permesso di rimanere, per così dire, all’interno delle mura del cristianesimo, nel quale s’infiltrò e distrusse la fede cristiana. Nel diciottesimo secolo, il razionalismo arrivò in Europa. Durante il periodo del razionalismo, noto anche come l’Illuminismo, uscendo dal Medioevo, l’uomo ha iniziato a credere di poter risolvere tutti i problemi con la propria mente, iniziò a venerare la propria mente, ne fu in soggezione ed iniziò a credere di avere la capacità mentale di comprendere tutto e di risolvere tutti i problemi.

Si iniziò a credere che Dio non interferisse negli affari degli uomini quando gli uomini erano così supremamente intelligenti da poter gestire i propri affari. Al meglio, Dio aveva creato il mondo e poi lo avrebbe lasciato andare fino a quando tutto iniziò a dipendere dall’uomo, e quindi decisero che visto che la mente dell’uomo era così ultima, tutto ciò che la mente dell’uomo non poteva concepire o comprendere non era vero e quindi andarono alla Bibbia e tutto ciò che non sembrava razionale, ragionevole, logico, intellettuale fu mezzo da parte, e quindi tutti i miracoli della Bibbia furono negati.

E poi iniziarono a negare le grandi verità spirituali soprannaturali su Dio, Cristo e lo Spirito Santo, ed il prodotto fu il liberalismo teologico. Quello che accadde fu che la chiesa aprì le porte e tirò dentro il cavallo di Troia del razionalismo, dell’intellettualismo e dell’Illuminismo e da lì uscirono, aprirono i cancelli, ed il posto ne fu inondato fino a quando la chiesa perse totalmente la sua fede ed il protestantesimo europeo divenne liberale e così morì. Oggi la chiesa sta ancora aprendo i cancelli e sta tirando dentro sempre più cavalli di Troia pieni di nemici ingannevoli e devastanti, il mondo si sta infiltrando nella chiesa in miriadi di modi. Potremmo menzionare l’erosione dei valori morali, l’accettazione, come normali, della rottura della famiglia e del divorzio, la ricerca egoistica del denaro e dello status personale che adesso ha persino assunto un tipo di vangelo, il vangelo della prosperità.

Potremmo menzionare il cavallo di Troia del pragmatismo o della psicologia. Potremmo menzionare il cavallo di Troia del misticismo, delle ricerche intuitive della verità, la chiesa ha tirato dentro una miriade di cavalli di Troia, e stanno lasciando entrare eserciti di nemici interi e gli stanno permettendo di dilagare apertamente nella chiesa. Questa è una strategia satanica. Satana non arriverà mica nella chiesa, nel pulpito su invito, perché non lo inviteranno mai; non entrerà in una chiesa evangelica o in una stazione televisiva o radiofonica cristiana a vendere le sue bugie e dottrine perverse e miserabili apertamente a suo nome, non le venderà come contrarie alla verità, no, si presenterà come un dono, come un cavallo di Troia, e la cosa sarà subdola.

Commercializzerà le sue menzogne ed i suoi inganni con sottilezza, attirando con inganno le persone lontano dalla verità di Dio verso errori distruttivi. Mescolerà con essa un po’ di verità, la metterà nella bocca di qualcuno che affermerà di parlare a nome di Gesù Cristo, gli ci attaccherà su un qualche versetto, farà appello o lo farà apparire attraente all’egoismo, l’orgoglio e la carne degli uomini nel nome di una benedizione spirituale, e moltitudini incoscientemente - perché sono indiscriminanti – saranno come pecore condotte al macello. Paolo lo disse quando scrisse a Timoteo, disse: “Così sarà, aspettatelo. In tempi a venire, alcuni si allontaneranno dalla fede perchè presteranno attenzione a spiriti ingannatori e a dottrine di demoni pronunciate da bugiardi ipocriti”, ci sarà inganno, ci sarà ipocrisia.

Nella seconda lettera di Pietro, Pietro dice la stessa cosa, falsi profeti, falsi insegnanti introdurranno segretamente eresie distruttive. Le persone seguiranno la loro sensualità. Nella loro avidità vi sfrutteranno, sono avidi, sono sensuali, e sfrutteranno tramite l’inganno.

E ci sono milioni di persone dentro le mura della chiesa odierna che sono essenzialmente devastate dagli eserciti invasori di cavalli di Troia ai quali è stato permesso l’accesso all’interno delle mura della chiesa. Ora, la nostra unica difesa è essere l’esser sani e forti nella conoscenza della verità, la nostra unica difesa è l’essere discernenti e discriminanti.

Il problema è che viviamo in un’epoca in cui il clima nella chiesa è intollerante a tutto questo, quando essere discriminanti e discernenti non è popolare. Il clima nella chiesa di oggi è di fatto intollerante verso il discernimento. Vuole che tutti siano amorevoli, vuole elevare l’amore, l’unità e gli atteggiamenti non divisivi, il non dire nulla contro il fratello, il non dir nulla di divisivo, che ognuno ha il diritto di credere ciò che vuole, dobbiamo esser amorevoli, uniti.

E come vi ho detto l’ultima volta, Satana sapeva che non avremmo accettato la teologia liberale, quindi ci ha venduto l’ermeneutica liberale, che alla fine ci porterà alla loro teologia. Invece d’interpretare la Bibbia sulla base di una comprensione storica, grammaticale e contestuale del testo, stiamo sviluppando una tolleranza per ogni opinione nel nome dell’amore, dell’unità e di uno spirito non divisivo. Questo è veleno mortale per la verità.

Ora alcune persone attaccheranno anche, se provate a fare nomi, o a tracciare linee o dire, “Questo è vero e quest’altro è falso”, e se si è discriminanti o si usa un po’ di discernimento, alcuni son persino pronti ad attaccarti e di solito usano un passaggio della Scrittura che dice: “Non toccate i miei unti e non fate male ai miei profeti”, l’avete mai sentito? 1 Cronache 16 e Salmo 105, entrambi i capitoli includono un versetto a tal proposito, “Non toccate i miei unti e non fate male ai miei profeti”.

Però dovete sapere che una corretta comprensione di quel testo non porta al modo in cui viene usato al giorno d’oggi, “Toccare” si riferisce ad un danno fisico in ebraico, a “fare del danno corporeo”, l’esser “uniti” ha a che fare con dei re e quello che sta dicendo quindi è “non uccidere il re. Non provocare danno corporeo al re”, la seconda parte del versetto “non fate alcun danno ai miei profeti”, la parola “danno” si riferisce a del danno fisico, di nuovo, del danno corporeo.

I miei profeti sono quelli che comunicano la mia Parola, un vero profeta aveva ragione il 100% delle volte, in ogni predizione, “Non fate danno fisico ad un vero profeta e non fate del male fisico al re”, quello è molto diverso dal valutare la teologia di un eretico che non è un vero profeta, né un re. La morbidezza nei confronti di falsi insegnanti ha avvelenato la sorgente della chiesa.

E voglio essere molto franco con voi per aiutarvi a capire questa cosa qui. Oggi c’è tolleranza per ogni tipo di aberrazione nella chiesa, e quindi la chiesa è piena di cavalli di Troia, e non fa altro che lasciar entrare gli eserciti invasori per confondere e distruggere. Ho sempre creduto, e continuo a crederlo al giorno d’oggi, che nessun uomo abbia fatto più danno alla moralità dell’America di Phil Donahue. Che al di là ed al di sopra di chiunque altro, quell’uomo è stato il motore principale nella disintegrazione della moralità americana, e potreste chiedere: “Perché?” Non è necessariamente a causa delle sue posizioni, è molto difficile capire cosa creda a riguardo di qualsiasi cosa; non è perchè articola le sue posizioni, ma perchè dà una piattaforma ad ogni tipo d’aberrazione. Da quando è iniziato il suo programma televisivo, ha dato un forum ad ogni aberrazione bizzarra, deviante e perversa che questa società abbia mai concepito, e quello che ha fatto, invece di presentarle come un’aberrazione o una perversione, le ha ridotte a nient’altro che a molte curiosità, “non è latro che una novità interessante!”

E così facendo elimina lo shock, ed il trauma della perversione, riducendola a qualcosa su cui riderci sopra, qualcosa che non ha più conseguenze di un gruppo di casalinghe improvvisate che si presentano in uno studio scherzando su delle stolte barzellette, la cosa è ridotta ad un gioco, una banalità, così che la moralità diventa banalità, e l’aberrazione lo stesso, non son latro che curiosità che devono esser accettate e comprese, che il fatto è che ci sono persone così e... non è divertente? Non è strano? Non è bizzarro? Non è curiosa come cosa? Però mai, è sbagliato? Mai.

Beh, se trasferissimo la cosa al mondo cristiano, vi direi molto francamente che qualcuno come Paul Crouch e Jan e la rete chiamata TBN sono per la chiesa quello che Phil Donahue è per il mondo, hanno creato un ambiente televisivo che offre un forum per ogni aberrazione teologica esistente, e potreste guardare e vedere di tutto: dal buono e giusto al peggio di ciò che c’è là fuori, ma non fanno mai alcun giudizio di valore su nulla, mai.

Ma ciò che è accaduto è che il forum creato per ogni aberrazione teologica in modo non giudicante ha letteralmente ammorbidito la capacità della chiesa di discernere. Tutto è tollerato. Tutto è accettato. Ogni punto di vista va bene. Ogni capriccio è accettabile, purché non si dica nulla di negativo su nessuno per poter così mantiene lo spirito d’amore ed unità in Cristo - che, come ho detto prima, è l’ermeneutica del liberale, e così hanno rigettato la trinità, la divinità di Cristo, la divinità dello Spirito Santo e tutte le altre cose che rinnegano.

Oggi la chiesa è piena d’errori e di confusione. Ed è per questo che è così essenziale he siamo discernenti, anche se allo stesso tempo potrebbe non essere qualcosa di popolare. Obbediremo a ciò che dice nel versetto 21, “Esamineremo tutto attentamente. Qualunque cosa troveremo esser buona, la manterremo; e qualunque cosa troveremo esser malvagia in qualsiasi forma, la respingeremo”. Però, nonostante tutta la letalità di questi cavalli di Troia, la chiesa continua a tirarle dentro le mura. Quindi stiamo cercando di aiutarvi a pensare un po’ di più su questa questione del discernimento.

Ora stiamo affrontando alcune domande, vi ricordate la domanda numero uno? Perché c’è una tale mancanza di discernimento? Quella era la prima domanda e vi ho già dato la risposta, ma giusto per ripeterci brevemente: Perché c’è una tale mancanza di discernimento? Vi ho dato queste ragioni. Numero uno, un indebolimento della chiarezza e della convinzione dottrinale; un indebolimento della chiarezza e della convinzione dottrinale. Ne abbiamo parlato in dettaglio. La dottrina non è considerata amorevole e la dottrina non è considerata rilevante. In secondo luogo, un fallimento nell’essere antitetici. Un fallimento nell’essere disposti ad essere bianchi o neri, assoluti. Siamo nella sfera della relatività. Il fallimento di poter dire: “Bene, questa è la tesi? Io propongo un’antitesi che afferma che tale tesi è errata”, il cristianesimo rilevante di oggi è relativo, è soggettivo ed è esperienziale. Qualsiasi cristiano discernente può vedere questo.

Anche anni fa, quando C.S. Lewis scrisse “Le lettere di Berlicche”, che è un incontro immaginario con Berlicche, il demone capo, che sta sviluppando una strategia per distruggere la chiesa. E sta cercando di addestrare un altro demone di nome Malacoda sul come distruggere la chiesa. Ed in uno scenario, Berlicche istruisce Malacoda e gli dice: “Ecco come accertarsi che i cristiani rimangano totalmente confusi”, cito: “Tieni la sua mente lontana dalla chiara antitesi, tra il vero ed il falso”, fine della citazione. C.S. Lewis aveva ragione, se riesci a far sì che i cristiani abbandonino l’insegnamento critico antitetico, e che conoscano la differenza tra il vero ed falso, puoi tenerli così totalmente confusi che puoi insegnare loro assolutamente qualsiasi cosa.

In terzo luogo, un’altra causa è una preoccupazione per l’immagine e l’influenza come chiave per l’evangelizzazione. Abbiamo parlato dell’idea che ci sono quelli che dicono che dobbiamo ammorbidire il nostro messaggio, rimuovere tutte le offese dal vangelo, rendere i nostri servizi di culto più confortevoli e piacevoli per i peccatori non credenti, dobbiamo rimuovere ciò che potrebbe offendere, confrontare, condannare, giudicare o convincerli per poter cercare più popolarità con i non convertiti che rigettano Cristo, e se vogliamo edificare la chiesa dobbiamo diventare più popolari con il mondo, il problema è collegato alla nostra immagine e la nostra influenza e quindi dobbiamo farci avanti e vendere meglio così che le nuove generazioni, i baby boomer, i post baby boomer, ed ora anche il nuovo gruppo chiamato i baby buster lo apprezzeranno. E se riuscissimo a confezionare la cosa in modo da fargliela piacere, allora certamente apprezzeranno anche Gesù.

IN quarto luogo, il fallimento all’interpretazione corretta delle Scritture, e ne abbiamo già parlato la volta scorsa. Ci sono predicatori ed insegnanti che non sono stati preparati e non sono stati istruiti adeguatamente e quindi son ignoranti e se ne vengono fuori con la loro teologia mentre insegnano, perchè non sanno qual’è prima di farla uscire dalla loro bocca. Ci sono altri invece che sono preparati, che però non usano gli strumenti per interpretare ed optano per il racconto delle storie e la predicazione della psicologia e robe del genere. Ci sono altri invece che son troppo pigri per metter in pratica con diligenza quelle competenze e per tagliare rettamente la Parola della verità, e ci son anche altri che credono che la verità emerga solo dal di dentro soggettivamente e così facendo si è davvero abbassato il valore del processo dell’interpretazione delle Scritture, e la chiesa è debole nella sua capacità di interpretare correttamente la Bibbia.

In quinto luogo, un’altra causa di questo disastro nella chiesa, della mancanza di discernimento, è il fallimento nella disciplina nella chiesa. E vi abbiamo detto che dove si disciplina il peccato si pone un muro tra la chiesa ed il mondo, e diventa chiaro che il mondo è qui e la chiesa è lì, e così si possono distinguere le due cose, se però non si disciplina nella chiesa, il mondo inizia ad infiltravici, le due cose si mescolano e non le si può più distinguere l’una dall’altra e poi non si può attuare la disciplina ecclesiastica, perché chi si disciplinerà mai? Si abbatte il muro tra il mondo e la chiesa. Questa riluttanza a trattare fermamente, fortemente e pubblicamente il peccato porta ad una mancanza di discrezione e di discernimento nella chiesa.

Ed infine, l’immaturità spirituale. Abbiamo parlato del fatto che i cristiani immaturi non possono discernere. Non hanno i loro sensi preparati a poter discernere tra il bene e il male. Sono come bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina. Ora, queste sono le cause della mancanza di discernimento spirituale. Prendiamo una seconda domanda e poi una terza per concludere questa serie; ma una seconda domanda sarebbe: che cos’è il discernimento spirituale? Bene, abbiamo visto che non cel’abbiamo, ma cerchiamo di trovare una definizione. Di cosa stiamo parlando? Cos’è questo?

Be prima di darvi una definizione semplice, lasciatemi dire che ogni pastore, o ogni insegnante della Bibbia, o ogni professore che insegna la Parola di Dio deve essere ritenuto responsabile di conoscere la risposta a questa domanda. Cos’è il discernimento spirituale? Certamente dovrebbe essere presente in ogni esame d’ordinazione: Cos’è il discernimento spirituale e quanto è importante? Perché? Perché è il nostro mestiere, è quello che facciamo. Non è diverso da quello di un dottore medico il cui mestiere è quello di discernimento. Il compito di essere un medico efficace è quello d’essere in grado di guardare alla situazione fisica di una persona, e tramite un’esame appropriato trovesti esser in grado di giudicare e capire di quale condizione si tratti, cosa significa e quale sia la cura.

È tutta una questione di comprensione, di leggere bene i sintomi, di valutare certi fattori nella vita per determinazione cos’è che non va, e determinazione cosa sia appropriato fare in base a ciò che è errano per far si che si mettano apposto le cose. Dobbiamo diagnosticare e trovare la cura, se siamo medici, o persone nel campo della salute medica. Lo stesso è vero in termini di ministero. La nostra responsabilità è quella di discernere, è quella di discernere la verità di Dio e la sua applicazione nella vita spirituale. Dobbiamo essere molto, molto preparati ed abili nel discernimento. Ora, dobbiamo farlo per poter riconoscere la verità e l’errore, e per poter metter in pratica la verità correttamente. Questo è il nostro mestiere. Chiunque si trovi nel ministero senza esser discriminante e senza discernere ha fallito nella stessa cosa per la quale è stato chiamato ed addestrato, questo è quello che dobbiamo fare.

Ora lasciate che vi dia una definizione semplice. Il discernimento è l’abilità di separare la verità divina dall’errore e dalla mezza verità, è la capacità di separare la verità divina dall’errore e dalla mezza verità, ed a questo siamo stati chiamati. In 1 Timoteo, vi ricordate che Paolo gli scrive offrendo cose che dobbiamo sapere se facciamo parte del ministero perché son direttamente collegate anche a noi, e dice: “devi accertarti di esser costantemente - 1 Timoteo 4:6 - costantemente nutrito con le parole della fede e della buona dottrina che hai imparata. Ma rifiuta le favole profane e da vecchie; esèrcitati invece alla pietà”, ‘da vecchie’ era una sorta di epiteto che descriveva la filosofia contemporanea.

Devi conoscere la differenza tra le cose che vengono dal mondo e la verità di Dio. Devi conoscerla. Devi essere in grado di distinguere la cosa. Se vuoi essere un buon servitore di Gesù Cristo, devi nutrirti continuamente con le parole della fede e con la sana dottrina, e devi esser in grado di riconoscere le sciocchezze. Devi essere in grado di farlo.

Più avanti, nel capitolo 4, al versetto 13 dice, “Àpplicati, finché io venga, alla lettura, all’esortazione, all’insegnamento”, e poi giù al versetto 16, “Bada a te stesso e all’insegnamento”, devi separare, devi conoscere la verità, devi distinguerla dall’errore.

Andate al capitolo 6, al versetto 2 dice, “Quelli che hanno padroni credenti, non li disprezzino perché sono fratelli, ma li servano con maggiore impegno, perché quelli che beneficiano del loro servizio sono fedeli e amati..”., e dopo tutto questo insegnamento dice questo - e questo include tutto quello che troviamo già dal versetto 5, “Insegna queste cose e raccomandale”, ed al versetto 3, “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole del Signore nostro Gesú Cristo e alla dottrina che è conforme alla pietà”.

Ora dobbiamo essere in grado di distinguere le cose, se qualcuno arriva con qualcosa di diverso, “è un orgoglioso e non sa nulla; ma si fissa su questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contese, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni..”. e continua così. Devi attenerti alla sana dottrina. Insegna e predica questi principi e chiunque si presenta con qualsiasi altra cosa che non è d’accordo con questo “è un orgoglioso e non sa nulla”, questo è un richiamo al discernimento.

Giù nel versetto 13, esorta nuovamente Timoteo nel versetto 14, ad “osservare il comandamento”, e la mia posizione è che “il comandamento” include tutta la Scrittura rivelata, “osservalo, custodiscilo, proteggilo, affinché rimanga “senza macchia, irreprensibile, fino all’apparizione del nostro Signore Gesú Cristo”, e poi scendete giù al versetto 20, “O Timoteo - ora sta diventando più appassionato, - custodisci il deposito che ti è stato affidato”; cos’è? La verità, “custodisci il deposito; evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza; alcuni di quelli che la professano si sono allontanati dalla fede”.

“Timoteo, custodisci la verità, custodiscila! E riconosci la differenza tra la verità e l’errore mondano, le chiacchiere vane e la cosiddetta falsa conoscenza”, devi occuparti di questo! Quello è il discernimento e queste, miei cari, sono parole forti per preservare la verità, inalterata e pura, per custodire il tesoro contro coloro che vorrebbero corromperlo. Quindi, chiunque si trovi nel ministero è chiamato e ordinato al compito di sviluppare ed affinare l’abilità di separare la verità divina dall’errore e dalla mezza verità.

Ora, potrebbe essere utile fare un piccolo studio di sfondo sulle parole che sono usate qui nella Bibbia, ma giusto velocemente. Ci sono due parole chiave che emergono dalle scritture quando si parla di discernimento. Una è la parola ebraica bîn e l’altra è la parola greca diakrinō. Il termine ebraico bîn è usato 247 volte nell’Antico Testamento, ed è stato tradotto in vari modi, a volte con:”discernere”, a volte con: “distinguere”, altre volte con: “comprendere”, ma comporta l’idea di essere in grado di separare, è correlato al sostantivo bayin, che significa “spazio tra”, ed è anche correlato al termine, alla preposizione ben. Bayin, ben, bîn che significa “separare” o “l’esser tra qualcosa”.

Quindi la parola ha l’idea di comunicare l’essere in grado di mettere spazio tra certe cose. Non si possono mescolare le cose, questo è qui e quest’altro è qua e le due non si mescolano, il che significa che dobbiamo separare due realtà non mescolabili, ovvero, un processo di separazione che di fatto è l’essenza del discernimento, l’esser in grado di separare qualcosa da qualcos altro perché c’è una differenza e quindi si deve fare una certa distinzione. Il discernimento, quindi, diciamo, è l’abilità di raggiungere una certa comprensione e conoscenza della verità di Dio tramite un processo di separazione.

Io lo faccio costantemente. Ogni cosa che leggo, ogni cosa che sento, devo sempre metter tutto nel filtro e devo separare ciò che non è vero da ciò che è vero e quel processo di separazione è il discernimento. Di nuovo, questo è il concetto di antitesi. Ora, il termine greco è diakrinō che significa “separare”. Spesso è tradotto “giudicare”, ma cos’è che fa il giudice? Il giudice è un giudice, in teoria, perché ha l’abilità di ascoltare ad una quantità incredibile d’informazioni, o la capacità di leggere una quantità enorme d’informazione, ed è in grado di separare - cosa? - la verità dall’errore, e quindi giudicare, questo è quello che fa il giudice, discerne. E di nuovo il termine ‘diakrinō’ comporta l’idea di separare in modo da poter giudicare o per poter prendere una decisione.

Quindi, il discernimento spirituale è l’abilità di separare la persona di Dio, l’opera di Dio, la volontà di Dio, la verità di Dio da tutto il resto che vuole invaderla. È l’abilità di conoscere quella volontà di Dio perfetta, buona ed accettevole di cui Paolo parla in Romani 12:2, che si fa tramite il rinnovamento della propria mente. È quell’abilità di cui l’Apostolo Paolo parlò in Colossesi 1:9, quando disse, “Voglio che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale”, voglio che conosciate la volontà di Dio, per poter discernere la verità di tutto, questa è la chiave. Fare un giudizio. Fare una separazione. Fare una distinzione.

Quindi, noi, come cristiani, siamo chiamati al discernimento. E quando dice “esaminate ogni cosa”, significa separare l’errore dalla verità, perché? Perché Dio ha dato la verità. Vuole che essa sia custodita e trasmessa alla prossima generazione, però Satana non vuole solamente distruggere la verità, vuole infiltrarla con - cosa? - con l’errore, vuole inviare i cavalli di Troia, così da aprire i cancelli per far si che tutti i nemici possano irrompere all’interno della chiesa, portando al caos totale.

Ora, questo ci porta all’ultima domanda, che è forse la più importante; ovvero, come posso io diventare una persona di discernimento? Spero che sia motivato ad esserlo. La domanda è come lo si diventa? E voglio offrirvi alcuni passi semplici da considerare: passo numero uno, il desiderio, incomincia proprio lì, con il desiderio. Se non hai alcun desiderio di esser discernente, credimi, non lo sarai mai. Se il tuo unico desiderio è quello d’essere felice, sano, ricco, prospero, saggio, se il tuo unico desiderio è quello d’essere soddisfatto, comodo, se il tuo unico desiderio è quello di propagare quello in cui credi, quello che ti senti o quello che pensi, se il tuo unico desiderio è quello di assicurarti che la tua opinione sia sempre ascoltata su tutto, non sarai mai una persona di discernimento.

Il discernimento nasce da un desiderio nato dall’umiltà. Un’umiltà che dice, “Non so e non mi fido del mio giudizio. Devo acquisire discernimento”. Un desiderio che nasce dal fatto che io credo così tanto nella Parola di Dio e nella Sua verità, e comprendo chiaramente gli attacchi di Satana ed il suo desiderio di portare nella chiesa eresia che dannano, allora io devo discernere! So di poter essere ingannato, so che posso essere ingannato. So che non posso fidarmi dei miei sentimenti, desideri, emozioni, pensieri e concetti, devo essere discernente. So che posso essere attratto da false dottrine. Devo essere discernente. So che posso controllare la mia teologia con i miei desideri egoistici, devo essere discernente!

E quando, dall’umiltà della propria incapacità e dal riconoscimento della propria debolezza, dico: “Desidero essere discernente”, mi trovo sulla buona strada e questo è il passo numero uno, Proverbi 2, lasciate che ve lo legga, Proverbi 2 versetto 3, “Sí, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all’intelligenza, se la cerchi come l’argento e ti dai a scavarla come un tesoro, allora discernerai”, solo allora lo otterrai e sarai in grado di discernere ciò che è veramente il timore del Signore e la conoscenza di Dio. Quando lo vorrai, quando lo desidererai, quando lo bramerai. Questo guida il tutto.

Da qualche parte lungo il percorso, ho ricevuto quel desiderio. Non ne conosco tutti i componenti, ma da qualche parte lungo il mio percorso sono stato portato ad un desiderio impenetrabile di conoscere la verità di Dio. E non mi son mai, fino al giorno d’oggi, non son mai stato soddisfatto con quello che mi si presentava dinnanzi. Tutto quello che prendo e leggo lo esamino in quel processo di separazione nella mia stessa mente. E se mai vi troverete nella mia biblioteca e se mai guardaste ad un qualsiasi libro che io abbia letto, notereste alcune annotazioni ai margini, “Questo è vero” – “Oops” – “Punto interrogativo” – “Da dove viene questo?” “Questo non è accurato”, “Linee rosse su quest altro”, leggo in questo modo, penso in questo modo, perché desidero troppo conoscere la verità.

Voglio che quella conoscenza si impianti direttamente nella mia vita e voglio che influenzi il modo in cui vivo, e voglio anche che s’impianti direttamente nelle vite di tutti coloro che mi ascoltano così da influenzare come vivono loro, quindi questa è una responsabilità incredibile. Ho un’alta considerazione delle Scritture. Ho il dovere di dividerle rettamente, e quindi ho il desiderio di discernere. E di nuovo, tutto questo è nato dall’umiltà che dice: “Non posso conoscere queste cose da solo, non ho tutte le risposte, però so che Dio vuole che io conosca la sua verità, e so che vuole che tagli rettamente la sua Parola, e so che vuole che io discerna e quindi m’impegnerò a farlo”.

Secondo, la preghiera, la preghiera. Questo è l’equilibrio tra la dipendenza dal Signore, ovviamente, per questo processo. Possiamo avere tutto il desiderio del mondo, ma dobbiamo comunque dipendere da lui. C’è un’illustrazione di tutto questo in 1 Re capitolo 3, in 1 Re capitolo 3 versetto 9 Salomone pregò Dio, e disse: “ Dà dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male”, Salomone sta dicendo: “Voglio discernimento. Voglio discernimento”; che grande richiesta! “Altrimenti”, dice, “non potrei mai gestire questo compito, devo avere discernimento”, ed il versetto 10 dice: “Piacque al Signore che Salomone gli avesse fatto una tale richiesta”, Dio fu contento che avesse chiesto discernimento, “E Dio gli disse: «Poiché tu hai domandato questo – il discernimento, l’abilità di riconoscere e separare il giusto dallo sbagliato ed il buono dal malvagio – e non hai chiesto per te stesso..”. o mamma.

Questo è il concetto base, le persone che cercano il discernimento sono disposte a mettersi da parte. Nella cristianità di oggi, si sta coltivando un egoismo così immenso che le persone non sono realmente interessate al discerimento, son solo interessate ad ottenere per loro stessi quello di cui hanno bisogno, ma qui sta dicendo: “Non ti sei comportato così”, hai avuto l’opportunità di chiedere qualsiasi cosa, avresti potuto chiedere una vita lunga, avresti potuto immetterti in quel gruppo del ‘nominalo e prenditelo’, nel gruppo della fede, nel gruppo della prosperità, nel gruppo della lunga vita, avresti potuto richiedere ricchezze per te stesso, e certamente tutto questo esiste oggi, abbiamo certamente quel gruppo, avresti potuto chiedere “la morte dei tuoi nemici”, avresti potuto far parte del gruppo dei ricercatori di vendetta personale, ma non fu così! Non hai chiesto nulla di personale! Hai chiesto discernimento, per comprendere la giustizia, “ed ecco, io faccio, come tu hai detto e ti do un cuore saggio e intelligente: nessuno è stato simile a te nel passato, e nessuno sarà simile a te in futuro”.

Wow! Questa è davvero un’illustrazione di Giacomo 1:5, “Se qualcuno manca di saggezza, fa si che – cosa? – la chieda a Dio, che dà a tutti generosamente e senza rinfacciare nulla”. L’equilibrio, ovviamente, in termini di desiderio è la preghiera. Posso desiderare il discernimento, ma devo dipendere dal Signore per il processo di diventare discernente - come Salomone, la preghiera. Imploro Dio di darmi discerimento; imploro Dio di insegnarmi il discernimento, di concedermelo.

Terzo, in questa piccola serie di passi per diventare una persona di discernimento. Numero uno, il desiderio; numero due, la preghiera continua, presentando tutto questo al Signore. E anche quello riflette la nostra umiltà perché è il riconoscimento di non avere quello che abbiamo, seppur lui cel’ha, ma in terzo luogo, “impara dai dotati”, impara dai dotati. Troverai nella vita e nella chiesa che ci son persone che hanno la capacità di discernere. Infatti, è abbastanza interessante considerando 1 Corinzi capitolo 12 la lista dei doni spirituali che è presentata in quel capitolo, al versetto 10, 1 Corinzi 12:10, li viene menzionato il dono o l’abilità di discernere gli spiriti, distinguere gli spiriti, o la capacità di discernere gli spiriti.

Ora, questo è piuttosto interessante perché le Scritture non dicono veramente nulla al riguardo. 1 Giovanni 4:1 ci viene detto: “Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti per vedere se sono da Dio”, quindi, sappiamo che nella chiesa primitiva i demoni e Satana cercavano d’infiltrarsi nella chiesa con le loro menzogne, ed era importante che la chiesa discernesse i veri portavoce di Dio ed i demoni. Ora ricordate che non avevano ancora il testo delle Scritture nelle loro mani era ancora in fase di scrittura. Quindi non avevano una rivelazione completa a cui poter fare riferimento e contro la quale potevano testare tutto.

Quindi come facevano a sapere a chi credere? Come sapevano chi parlava veramente per Dio? Ebbene, ci sarebbero stati alcuni nella chiesa che avrebbero avuto la capacità di discernere la cosa. Potrebbe aver funzionato anche in modo spirituale, non solo fisico, ma soprannaturalmente, che Dio avrebbe effettivamente dato loro l’intuizione necessaria per riconoscere che si trattava di uno spirito demoniaco, è possibile che avevano una capacità tale perchè

sappiamo, per esempio, ricordate in Atti 16 dove c’è quella donna che si presentò a Paolo e Sila, e disse di Paolo e Sila delle parole molto familiari: “Questi uomini sono servitori del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza”, era vero? Assolutamente vero. Paolo e Sila erano servitori del Dio Altissimo e stavano mostrando la via della salvezza. Era assolutamente vero, però Paolo sapeva che quell’affermazione proveniva da uno spirito demoniaco che stava dimorando quella ragazza. E vi ricordate? Dopo averlo ascoltato per un po’ di tempo, lo scacciò via perché sapeva che la sottigliezza era che uno spirito demoniaco stava dicendo la verità, così che le persone avrebbero accolto la ragazza.

Ed una volta che l’avrebbero accolta come qualcuno che parlava la verità, credendo che stava pronunciando la verità di Dio, allora avrebbe detto loro menzogne che avrebbero inconsapevolmente ingannato le persone. Quindi era necessario che Paolo, per grazia di Dio, avesse il discernimento necessario per sapere cosa stava veramente succedendo. Nella chiesa primitiva, quindi, sia il discernere la verità dall’errore che gli spiriti veri da quelli falsi, sembra ovvio che Dio diede, ad alcuni, la capacità di discernere, erano i cani da guardia, le pattuglie, le guardie, le sentinelle della chiesa.

Ora, la domanda è: esiste ancora questo dono? O era solamente per quel tempo? Ebbene, non c’è nulla nelle Scritture che indichi che abbia cessato di esistere. Non ci viene detto nulla al riguardo e quindi non abbiamo alcuna ragione di presumere che sia cessato d’esistere. Mi sento a mio agio nel dire che non ho problemi a lasciare che il dono continui a esistere nella chiesa e assuma un diverso tipo di modalità operativa, per funzionare diversamente.

Oggi, può essere ancora usato nella vita di alcune persone per proteggere la chiesa dall’errore. Ci sono alcune persone nella chiesa alle quali Dio dà la capacità di discernere. Sono dotate e capaci di guidare la chiesa nel distinguere la verità dall’errore, potremmo persino chiamarli “teologi”, potremmo chiamarli “studiosi della Bibbia”, in generale, sono quelle persone che si presentano e son in grado di pensare criticamente, analiticamente, attentamente, riflessivamente e persino storicamente, e son in grado di sapere da dov’è che un certo errore è arrivato e dov’è andato, e son in grado di dire: “ecco, ecco una corretta comprensione di esso”, diventano i guardiani della chiesa. Li mandiamo al seminario e mandiamo i giovani ad imparare da loro, perché? Così che anche loro possano imparare a discernere imparando da loro stessi.

Non so come volete chiamarlo e forse non vi sentite proprio a vostro agio chiamandolo “dono del discernimento degli spiriti” o del “distinguere degli spiriti”, ma mi sembra ovvio che Dio abbia posto alcuni nella chiesa che sono unicamente dotati ad essere modelli di discernimento che possiamo seguire, leggo libri ed ogni volta che ci sono questioni che voglio affrontare, ci sono certi autori che conosco e che so hanno scritto in quell’area, e voglio sapere cosa dicono, perché mi aiutano dandomi intuizioni grazie alla chiarezza con la quale scrivono e son in grado di discernere certe verità.

I falsi profeti sono ovunque al giorno d’oggi, ovunque! Cavalli di Troia vengono portati nella chiesa quotidianamente, e ci sono alcune persone che sono dotate da Dio per smascherare questi falsi profeti, alcune persone dotate da Dio per discernere queste cose. Mi ricordo quando stavo crescendo e la chiesa stava compiendo l’opera formidabile di attaccare le sette come i Mormoni e i Testimoni di Geova, ed altre sette varie, c’era una proliferazione di scritti sulle sette da parte di persone che erano ovviamente poste nel corpo di Cristo per assistere il corpo a pensare criticamente e chiaramente sugli errori di quei gruppi particolari.

Quindi ci sono alcuni che sono presenti per smascherare i falsi profeti e voi dovete imparare da loro, sia che tu sieda sotto il loro insegnamento, ascoltare le loro predicazioni, leggere i loro libri, o che li conosca personalmente. Sono nella chiesa oggi forse per identificare il demonismo, forse per identificare la carnalità, certamente per identificare l’errore nella dottrina. Sono sentinelle per la chiesa. Imparate da loro. Quarto punto, il prossimo passo. Si inizia con il desiderio, si va alla preghiera, si impari da coloro che hanno discernimento e sono dotati in quell’area e poi in quarta considerazione bisogna anche seguire l’esempio dei maturi. Rimani sull’esempio dei maturi. Rimanete su quel sentiero. I cristiani maturi sanno come discernere, hanno i loro sensi pronti a discernere tra il bene ed il male, dice Ebrei 5.

Le persone mature hanno discernimento. Questo è quello che dice Ebrei 5. Efesini 4, “Non siate bambini sballottati e trasportati qua e là da ogni vento di dottrina, senza discernimento”, i bambini sono completamente privi di discernimento. Infatti, è una grande sfida, non è vero, crescere un bambino con discernimento? Ci vogliono anni. E si continua a farlo, anche quando sono adolescenti, si continua a cercare d’insegnargli, “Aspetta un attimo. Stai dicendo quello? Pensiamoci su! Non capisci di cosa si tratta? No”. “Beh, lascia che ti aiuti. Lascia che ti aiuti a discernerere la cosa”, tutto quello fa parte dell’accudimento dei figli, non è vero? Del crescere un bambino saggio. È un processo.

Lo stesso è vero spiritualmente parlando, non si va mica a dormire una notte e dici: “Signore, rendimi una persona di discernimento”, poi ti svegli la mattina dopo e “Ah, sono saggio”, no! È un processo. Significa seguire il sentiero della maturità. Com’è che si diventa maturi? “Come lattanti, desiderate il puro latte della Parola affinché possiate crescere con esso”, 1 Pietro 2:2. Si cresce nella maturità tramite la Parola! E si cresce nella maturità tramite le prove e le difficoltà, e dopo aver sofferto per un po’, il Signore ci renderà perfetti. Quindi c’è un processo. Dovete seguire il sentiero per la maturità, bisogna esser insoddisfatti con la propria condizione attuale, bisogna continuare a crescere.

Quinto, dipendere dallo Spirito Santo. Dipendere dallo Spirito Santo. Bisogna camminare nello Spirito. Bisogna essere ricolmi dello Spirito, perché lo Spirito è il vero discernitore. Lo Spirito è il vero discernitore. È colui che, come ha detto Gesù in Giovanni 16:13, è colui che vi guiderà in tutta la verità, che vi guiderà in tutta la verità. Quello è il suo ruolo, è il suo compito perchè Egli è il vero discernitore.

1 Corinzi 2:16 dice: “Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?» Ora noi abbiamo la mente di Cristo”, hai lo Spirito di Dio, e di conseguenza hai la mente di Cristo. Che dichiarazione! 1 Giovanni 2:20 e 27, “Avete un’unzione da Dio, quindi non avete bisogno che nessuno vi insegni, e quella è l’unzione dello Spirito Santo”.

Dipendere dallo Spirito di Dio. Man mano che siete ricolmi di Spirito e camminate nello Spirito e siete obbedienti a Dio, e state affrontando il peccato nella vostra vita e lo state confessando, state vivendo una vita pura e santa, e state cedendo al controllo dello Spirito di Dio tramite la Parola di Dio, lo Spirito di Dio vi renderà persone di discernimento.

Poi, infine e cosa più importante, studia le Scritture diligentemente. Studia le Scritture diligentemente. Non diventerai mai una persona di discernimento, non importa quanto lo desideriate, non importa quanto preghiate a quel riguardo, non importa quanto scrupolosamente seguiate la guida di un qualche esempio, non diventerete mai così, non importa quanto maturi desideriate essere e quanto dipendiate dallo Spirito Santo, a meno che non studiate la Parola di Dio diligentemente.

Perché è lì che imparerete i principi del discernimento. Perché è lì che imparerete la verità. Vi ricordate la chiesa nobile di Berea? Che seppur appena convertiti, in Atti 17:11 dice: “esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così”, stavano veramente uscendo da un contesto di totale ignoranza, ma sapevano cosa dovevano fare, e quindi andarono all’Antico Testamento per vedere se le cose stavano così.

Il discernimento fiorisce solamente in un ambiente di studio della Bibbia intenso e fedele, mi ripeto, il discernimento fiorisce solamente - solo - in un ambiente di studio della Bibbia intenso e fedele. Ecco perché in Atti 20, quando Paolo era preoccupato per gli anziani di Efeso, disse: “So che dopo la mia partenza, arriveranno in mezzo a voi lupi rapaci”, lupi perversi che vi distruggeranno, i cavalli di Troia arriveranno, il nemico si infiltrerà, crederete a qualche errore, tra i vostri uomini sorgeranno persone perverse, vi allontaneranno, ci sarà caos dottrinale, confusione dottrinale e quindi: “vi raccomando alla parola della sua grazia, che ha il potere di edificarvi”, la Parola, la Parola.

Seguitemi a 2 Timoteo 2:15, solo per toccare questo versetto nella sua importanza. Dovete essere in grado di distinguere - la fine del versetto 15 - tra la parola della verità e le chiacchiere di vanità, le chiacchiere mondane che portano all’empietà. Dovete esserne in grado. Dovete esser in grado di distinguere tra la parola della verità, come abbiamo detto l’ultima volta, e le cose sciocchezze che si presentano ed affermano cose del tipo: “la risurrezione è già avvenuta”, e così facendo “sconvolgono la fede di alcuni”.

Dovete esser in grado di distinguere tra la verità e l’errore, dovete! Ed ecco come: “Sforzati!” quello raffigura un lavoratore che dà il massimo sforzo e eccellenza nel suo lavoro – “di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato”, e questo significa letteralmente trovarsi al fianco di Dio come degno della Sua compagnia. Se vorrò mai trovarmi al fianco di Dio per poter dire: “Sono degno della tua compagnia, Signore, perché tu ed io crediamo nella stessa cosa”, ci vorrà molto sforzo se vorrò trovarmi in quella condizione di fronte a Dio.

Poi dice, “Come un operaio che non abbia di che vergognarsi”, la parola “vergognarsi” è la parola chiave. Dovresti vergognarti della bassa qualità del lavoro svolto nella Parola se è uno sforzo disonorevole. Vuoi essere in grado di trovarti accanto al Signore nella sua presenza e poter dire: “Signore, ho predicato esattamente quello che hai scritto nella Parola. Sono stato fedele a essa. L’ho diligentemente perseguita. L’ho studiata diligentemente così da poterla rappresentare fedelmente”.

O vuoi forse arrivare lì un giorno e sentirti dire: “Mi vergogno di te. Mi vergogno del modo trasandato e scadente in cui hai trattato la mia verità. Mi vergogno della tua incapacità di distinguere la verità dalle chiacchiere mondane e vuote che portano all’empietà e si diffondono come la cancrena. Mi vergogno della tua incapacità d’identificare i falsi leader che si sono allontanati dalla verità ed hanno sconvolto la fede di alcuni. Mi vergogno del modo in cui hai trattato la mia verità”.

Ascoltate, se vogliamo tagliare correttamente la parola della verità, allora dobbiamo essere molto diligenti nello studio della Parola di Dio. Non ci sono scorciatoie per quello, non ci sono. Ed è proprio quello che rende l’uomo di Dio perfetto, completamente equipaggiato per ogni buona opera, Paolo dirà più avanti.

Quindi, se volete discernere, quello richiede desiderio, preghiera, esempio, maturità, lo Spirito Santo, lo studio diligente, e la conoscenza della Parola, e cos’è che succederà? quel tipo di approccio, se impostiamo il nostro cammino per seguire questi passi, quello rafforzerà la convinzione dottrinale della chiesa; ci renderà antitetici, assoluti, non relativi. Ci chiamerà alla disciplina della chiesa. Ci terrà lontano da compromessi stolti con il mondo; ci renderà buoni interpreti della Scrittura, ci farà maturare ed onorerà Dio... e così fancendo, saremo una chiesa capace di discernere.

Permettetemi di concludere con Filippesi 1, un testo molto importante, andate a Filippesi 1 versetto 9, “E prego che il vostro amore abbondi sempre più – fermatevi lì, non siamo opposti all’amore, non vogliamo esser privi d’amore, non voglio esser privo d’amore. Voglio che il vostro amore abbondi sempre più. Voglio più amore, e più amore, e più amore verso il prossimo, e lì sta parlando di amore verso il prossimo, verso le altre persone e sta dicendo: “Voglio che il vostro amore abbondi”.

Non voglio che si pensiate che io sia privo d’amore, ma esso deve abbondare sempre di più in vera conoscenza ed in ogni discernimento” vedete? Non potete avere l’amore come ermeneutica. Non potete avere l’amore come principio d’interpretazione. Volete avere un amore sempre più grande e sempre più grande? Però quell’amore deve esser contenuto in una conoscenza vera, o in una conoscenza della realtà, e nel discernimento. “Allora apprezzerete le cose migliori”, versetto 10, “Allora arete ricolmi del frutto della giustizia”, versetto 11.

Ora, vogliamo esser amorevoli, però vogliamo aver un amore che abbondi in una conoscenza vera e con tutto il discernimento, un amore che approvi ciò che è eccellente e che sia ricolmo del frutto della giustizia – ed in entrambi quei versetti, 10 ed 11, dice: “e quello si manifesterà nel futuro, nella vostra gloria a venire”, e quella è la chiamata di Dio, al discernimento. Inchiniamoci in preghiera.

Signore, siamo stati così benedetti in questi giorni dopo aver considerato un argomento così importante e quindi ti chiediamo di darci comprensione anche di questo, per sapere perché c’è una tale mancanza di discernimento, per comprendere cosa sia il discernimento ed ora per conoscere e perseguire l’essere una persona di discernimento.

Padre, aiutaci a custodire la verità, custodire il tesoro, di trasmetterlo puro ed inalterato ai nostri figli e poi alla prossima generazione. Aiutaci, Signore, a non essere vittime dei cavalli di Troia che sono entrati nella chiesa come doni e si sono rivelati esser degli eserciti nemici per farci a pezzi. Aiutaci ad esaminare tutto alla luce delle Scritture, di usarle come la linea a piombo, come disse Amos, con la quale misuriamo la verità. Aiutaci a non vergognarci, per far si che un giorno potremo trovarci accanto a te capaci di poter dire: “Ho predicato proprio quello che tu intendevi comunicare nel miglior modo possibile. Sono stato fedele a discernere”, concedici quella capacità affinché possiamo proteggere la santità e la giustizia, l’eccellenza del tuo nome e della tua chiesa per amore di Gesù, Amen.

FINE

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