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Ora, per questa mattina, apriamo le nostre Bibbie al capitolo 1 di 1 Timoteo, 1 Timoteo capitolo 1. E di fatto, vedremo un’introduzione al testo dal versetto 18 al 20. Il capitolo 1, come sapete se siete stati con noi finora, introduce questa grande epistola e, in questa sezione particolare, dal versetto 18 al 20, nella quale Paolo riassume l’introduzione all’intera epistola, si fa riferimento ad una guerra, e Paolo chiama Timoteo a combattere la nobile battaglia.

E voglio che esaminiamo questi versetti e poi, prima di entrare nello specifico, questa mattina voglio parlare un po’ di questa guerra in quanto tale; consideriamo il versetto 18, "Ti affido questo incarico, Timoteo, figlio mio, in armonia con le profezie che sono state in precedenza fatte a tuo riguardo, perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunziato, e così hanno fatto naufragio quanto alla fede. Tra questi sono Imeneo e Alessandro, che ho consegnati a Satana affinché imparino a non bestemmiare”.

Ora, voglio che notiate alla fine del versetto 18, quest'affermazione: Paolo chiama Timoteo a combattere la "buona battaglia", a combattere una nobile battaglia. La parola “combattere”, affinché tu possa combattere, è un verbo che deriva dal verbo greco strateuō, da cui proviene la parola “strategia”, che significa combattere come un soldato; il termine greco kalos, reso con “buona”, significa “eccellente” o “nobile”, mentre strateia, reso con “battaglia”, significa “campagna”, non è semplicemente una battaglia, non è una scaramuccia, non è un breve scontro; è una campagna continua di lunga durata. Quindi, quello che Paolo sta dicendo a Timoteo, scrivendo quest'epistola, ha lo scopo di prepararlo a combattere una nobile battaglia, a condurre una campagna nobile o eccellente. Sta chiamando Timoteo a rendersi conto che si trova in una battaglia spirituale.

Ora, nei versetti 18, 19 e 20, Paolo gli dà tre cose che è necessario comprendere per combattere bene, e la prossima volta esaminerò queste tre cose. Ma per oggi, voglio semplicemente introdurre il concetto di questa nobile battaglia, perché credo che sia estremamente importante nel nostro tempo. Non tutte le guerre sono guerre nobili, e non tutte le guerre vengono combattute nobilmente. Ma qui abbiamo una nobile battaglia, una battaglia buona ed eccellente che deve essere combattuta bene. Ora, quello che Paolo ha in mente è una guerra cosmica di immense proporzioni spirituali. Non sta parlando di una guerra fisica, e neppure, in realtà, di una guerra terrena. Non sta parlando nemmeno di una guerra umana. Sta parlando di una guerra sul piano spirituale, e sta ricordando a Timoteo che deve combattere una nobile battaglia; e il suo richiamo a Timoteo è, di fatto, un richiamo anche per noi.

Ora, ricordate, Paolo lasciò Timoteo ad Efeso. Lo lasciò lì perché combattesse contro il nemico. Il nemico si era infiltrato nella chiesa di Efeso, si insegnava l’errore, falsi conduttori occupavano posizioni di rilievo, di potere e di autorità, la pietà era sotto attacco, e Timoteo doveva rimettere a posto quelle cose. Quindi, egli si trova proprio in prima linea in una parte di questa grande guerra spirituale, e quello che Paolo gli dice in questi tre versetti è estremamente istruttivo per tutti noi che, in un luogo o nell’altro, siamo impegnati nella stessa battaglia, nella stessa campagna.

Ora, permettetemi di dire, fin dall’inizio, che la guerra di cui parla Paolo ha, al suo livello più alto, un tremendo conflitto tra Dio e Satana. Quello è il livello primario della guerra. Tutto il resto, in un certo senso, rientra sotto di esso. È una guerra del Signore Dio e della Sua verità contro Satana e le sue menzogne. È una guerra tra Dio e la Sua volontà e Satana e la sua volontà; e una guerra del genere non viene combattuta soltanto tra Dio e Satana, ma tra i demoni e gli angeli santi, e tra gli uomini empi e gli uomini pii, cosicché questa guerra cosmica, che si svolge al livello di Dio e della creatura più elevata che Egli abbia mai creato, Lucifero, si estende fino a coinvolgere ogni essere umano, compresi noi.

Ora, per comprendere questa guerra, dobbiamo esaminarne gli elementi. Ricordate che in Luca capitolo 14, al versetto 31, Gesù stabilì un principio molto evidente, in un altro contesto, ma il principio si applica anche qui. Disse: “Quale re, partendo per muovere guerra ad un altro re, non si siede prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila?” In altre parole, Gesù sta dicendo che nessun re va in guerra se non comprende le condizioni della battaglia, se non comprende la potenza del suo nemico, se non comprende quello che è in gioco nella guerra; e noi siamo impegnati in una guerra spirituale.

Ora, credo che questo sia sfuggito alla maggior parte dei cristiani americani contemporanei, i quali, in realtà, non comprendono affatto questa guerra. Ce ne sono molti che, poiché hanno ricevuto un vangelo del «basta credere» o della grazia a buon mercato, poiché è stato detto loro che Gesù serve soltanto a ottenere cose belle, e che questo sia più o meno tutto, credono che si venga a Gesù per ottenere un’enorme quantità di cose e che, da quel momento in poi, la vita debba essere un letto di rose, di comodità e di felicità, di prosperità, salute, ricchezza, denaro e tutto il resto. Non hanno alcuna concezione della guerra spirituale. Molti cristiani sono coinvolti in quelle che io chiamerei banalità.

Mi è stata raccontata la testimonianza di una donna che, qualche tempo fa, si alzò persino nella nostra stessa chiesa per condividere la sua testimonianza. Disse: “Satana mi sta attaccando a tal punto che non riesco più a sopportarlo. Satana mi sta assalendo in un modo che non riesco ad affrontare. Sono arrivata al limite”. E quando le fu chiesto che cosa stesse accadendo esattamente, disse: “A causa dei lavori di tinteggiatura in casa nostra, abbiamo dovuto coprire tutti i mobili con dei teli, e non credo di poterlo sopportare ancora a lungo”. Ora, se questo non è vivere al livello delle banalità, non so che cosa lo sia.

È sconcertante che qualcuno possa pensare che questa sia guerra spirituale e che Satana vi stia attaccando perché c’è tanta polvere in casa vostra. Ma esiste quel livello di banalità sul quale vivono tante persone. C’è un’ignoranza riguardo alla realtà della guerra spirituale e, se vogliamo comprendere quello che Paolo dice a Timoteo riguardo al combattere una nobile battaglia, allora dovremo comprendere alcuni degli elementi di questa guerra; ed è proprio a questo scopo che voglio parlarvi questa mattina.

Ora, in origine non c’era alcuna guerra e non c’era alcuna ribellione. Ogni cosa nel mondo di Dio, nell’universo di Dio, era in perfetta armonia. Non c’era alcuna opposizione al Suo governo sovrano. Non c’era alcuna ostilità verso ciò che Egli esprimeva come il Suo santo proposito e la Sua volontà. Non c’era alcun conflitto, alcuna battaglia, alcuna ribellione, soltanto pace ed armonia perfette. Ma poi avvenne un evento disastroso che mise Dio e Satana l’uno contro l’altro per tutta l’eternità.

Per comprendere questo, voglio che andiate nell’Antico Testamento, al capitolo 28 di Ezechiele—la profezia di Ezechiele, capitolo 28—e voglio predisporre le vostre menti a comprendere questa guerra; e qui, nel capitolo 28 di Ezechiele, cominciamo ad afferrarne il significato.

Ora, il profeta Ezechiele sta pronunciando delle profezie contro Tiro. A Tiro, quella città empia, era stato promesso il giudizio già nel capitolo 26. Dio avrebbe fatto venire il giudizio su quella città. Il capitolo 27, poi, è una sorta di lamento, una sorta di canto funebre riguardo a quello che sarebbe accaduto a Tiro; e il capitolo 28, quindi, è un atto d’accusa contro il principe, o il re, di quella città. Ma nel parlare contro il re di Tiro, il profeta va oltre il re stesso per parlare di colui che è la fonte del suo antagonismo contro Dio. Il re di Tiro era semplicemente una pedina nell’attività di Satana. Satana si serviva di quest’uomo, come Satana è solito fare; e noi sappiamo bene, dallo studio dell’Antico Testamento, e in modo particolare dalla profezia di Daniele, che dietro le nazioni empie del mondo, Satana e le sue schiere demoniache alimentano la loro attività contro Dio.

Noi lo sappiamo, e a Tiro non era diverso; benché l’uomo stesso, chiamato al versetto 2 il principe di Tiro, in riferimento a colui che era re, come viene chiamato al versetto 12, benché quest’uomo fosse un uomo malvagio, un uomo empio e uno che operava contro Dio, egli era semplicemente uno strumento nella mano di colui che agiva dietro le quinte, al livello di questa guerra cosmica soprannaturale tra Dio e Satana. Lo vediamo cominciando dal versetto 11: “La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: ‘Figlio d’uomo’”—e questo è un riferimento ad Ezechiele, che viene chiamato così nell’Antico Testamento—“‘pronunzia un lamento sul re di Tiro e digli...’” Ora, quello che viene detto dalla metà del versetto 12 in poi non potrebbe neppure riferirsi a questo essere umano, e lo vedremo man mano che procederemo, “Di’ al re di Tiro: ‘Così parla il Signore Dio: tu mettevi il sigillo alla perfezione’”.

Ora, che cosa significa questo? Semplicemente questo: quando una cosa viene sigillata, viene sigillata perché è completa. Viene sigillata perché è finita. Viene sigillata perché è stata portata a compimento, proprio come quando scrivete una lettera, la piegate, la mettete in una busta e la sigillate. Quando completate un’opera e apponete il sigillo su quell’opera, essa è terminata. Quindi, ecco qualcuno che mette il sigillo alla perfezione; vale a dire, un essere creato perfettamente, qualcuno che è così completo che l’opera è terminata, che la somma è compiuta e il sigillo viene apposto. Il versetto 12 dice anche che questo individuo, che mette il sigillo alla perfezione, è pieno di saggezza e perfetto in bellezza. Pieno di saggezza, senza che gli manchi alcuna saggezza, e perfetto in bellezza. Ora, ovviamente, questo non può riferirsi ad un essere umano. Nessun essere umano è così perfetto da poter essere suggellato, firmato e dichiarato finito. Nessun essere umano è pieno di saggezza e nessun essere umano è perfetto in bellezza.

Inoltre, il versetto 13 dice: “Eri in Eden, il giardino di Dio”. Ora, questo non potrebbe riferirsi al re di Tiro, che non si trovava nel giardino di Eden, “Eri in Eden, il giardino di Dio”. Questo significa che qui stiamo considerando il serpente, il diavolo, il nemico, l’avversario che si trovava lì, nella gloria del giardino di Eden.

Dovremmo anche notare, per favore, che se egli, nella sua bellezza, nella sua saggezza e nella sua perfezione, si trovava nel giardino di Dio, la caduta di Satana e la caduta degli angeli devono essere avvenute in un momento successivo alla creazione del giardino di Eden e alla presenza dell’uomo in esso. Ci sono persone che ci direbbero che la caduta avvenne prima della creazione; ma questo non sembra concordare con questo testo. Se questo individuo glorioso e pienamente perfetto si trovava davvero nel giardino di Dio nella sua perfezione, allora cadde dopo quella creazione, prima che si manifestasse sotto forma di serpente e provocò la caduta dell’uomo mediante la tentazione.

Quindi—il versetto 13 dice anche: “Ogni pietra preziosa era il tuo rivestimento”, e poi elenca nove pietre preziose, tutte e nove presenti anche nel pettorale del sommo sacerdote, descritto in Esodo 39, dal versetto 10 al 13. Il fatto che queste nove pietre compaiano sia nel pettorale del sommo sacerdote sia nel rivestimento di questo essere creato, incredibilmente bello e perfetto, ci indica che esse rappresentano il culmine della bellezza e della gloria della creazionedi Dio; poiché Dio pose nel pettorale del sommo sacerdote ciò che manifesta la bellezza e la magnificenza della Sua gloria riflessa in quei gioielli. E così, questo essere porta le stesse pietre, nove delle stesse dodici. Questo ci sta semplicemente dicendo che si tratta di una creatura perfetta, gloriosa e magnifica.

Il versetto 14 lo chiama il cherubino unto, il protettore. Gli Ebrei consideravano il cherubino protettore come il più sacro di tutti gli angeli. Questo significa che, quando il propiziatorio e la parte superiore dell’arca del patto furono progettati da Dio, Egli stabilì che vi fossero due angeli, uno da ciascun lato, con le ali distese sopra il propiziatorio, chiamati cherubini protettori. Essi rappresentavano quegli angeli che si occupavano della santità di Dio e coprivano quel propiziatorio, dove l’espiazione veniva compiuta tra Dio e gli uomini mediante l’aspersione del sangue nel Giorno dell’Espiazione. Quegli angeli sacri, dunque, che erano i cherubini protettori, quelli che nella mente degli Ebrei erano i più sacri, venivano associati a questo essere creato, chiamato il cherubino unto, il protettore, la più elevata creatura angelica, incaricata della gloria e della santità di Dio.

E al versetto 14 dice: “Io ti avevo stabilito”. Dio non creò soltanto gli angeli—ascoltate attentamente—non soltanto creò gli angeli, ma li creò affinché occupassero diversi ranghi. Esiste una gerarchia di angeli. Ci sono angeli e arcangeli. Ci sono cherubini e serafini. Ci sono dominatori, principati e potestà; e tutti questi termini hanno a che fare con i diversi livelli degli angeli nel disegno di Dio per il funzionamento dell’ordinamento angelico, affinché esegua i Suoi ordini. E qui, dunque, c’era uno che era stato stabilito in posizione suprema come il cherubino unto.

Inoltre, il versetto 14 dice: “Tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco”. Il monte santo di Dio e le pietre di fuoco rappresenterebbero la gloria del luogo stesso in cui Dio dimora. Questo non è un angelo incaricato di trovarsi da qualche parte lontano dall’immediata presenza di Dio, mandato a svolgere qualche altro compito. Gli angeli, a proposito, non sono onnipresenti. Possono trovarsi soltanto in un luogo alla volta, benché possano muoversi molto velocemente, come Daniele ci mostra nella sua profezia. Ma gli angeli possono trovarsi lontano dalla presenza di Dio, vale a dire dalla Sua immediata e gloriosa dimora in cielo. Ma non quest’angelo. Quest’angelo dimorava sul monte santo e camminava in mezzo alle pietre di fuoco, un riferimento al suolo santo sul quale sarebbe stato posto il trono di Dio in quell’ambiente celeste.

Il versetto 15 dice: “Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato”, sottolineando nuovamente l’assoluta perfezione di questa creatura. E poi—potreste voler sottolineare queste parole—arriva l’affermazione disastrosa: “Finché non si trovò in te l’iniquità”—“finché non si trovò in te l’iniquità”; ed è lì che ha inizio la guerra spirituale a livello cosmico, quando Satana si contrappone a Dio. Questo cherubino unto si schiera contro Dio: in lui viene trovata l’iniquità.

Ora, noi non comprendiamo come questo sia potuto accadere. Alcuni dicono: “Be’, fu tentato dall’esterno”. Non poteva esserlo: non c’era alcun male all’esterno, era un ambiente perfetto. Altri dicono che fu tentato dall’interno. Non c’era alcun male all’interno. Egli era perfetto. Da dove venne? Non venne dall’esterno, non poteva venire dall’interno: da dove venne? E la risposta è che non ne abbiamo la minima idea. Nelle nostre piccole menti finite, non possiamo concepire razionalmente come questo possa essere accaduto; così lo accettiamo per fede, nella categoria delle cose che comprenderemo soltanto quando avremo piena comprensione alla presenza di Dio. Fino a quel momento, accettiamo il fatto che sia accaduto; e se avete qualche dubbio al riguardo, allora non state guardando ciò che vi circonda, perché il peccato è qui, fratelli, ed è venuto da qualche parte. È inutile e, francamente, privo di senso discutere su come sia potuto accadere; tutto quello che dobbiamo fare è renderci conto che è accaduto, e questo non è discutibile.

E così, quest’angelo diventa iniquo. Il versetto 16 descrive ulteriormente tutto questo, e Dio dice: “Poiché hai peccato, io ti scaccio come un profano dal monte di Dio e ti distruggo, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore—eccolo qui—si è innalzato a motivo della tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a motivo del tuo splendore”. In altre parole: “Eri così glorioso e così meraviglioso che sei diventato corrotto”. Ora, questa è l’unica indicazione che abbiamo riguardo all’origine stessa del peccato; dice: “Il tuo cuore si è innalzato”. Venne dunque dall’interno. Quanto al modo in cui venne dall’interno, non lo sappiamo. Non lo sappiamo. Ma quest’angelo era così innamorato della propria perfezione, della propria bellezza, della propria saggezza e della propria gloria, e così, mediante quella risposta iniqua d’orgoglio, egli—versetto 18—profanò i santuari, cosicché Dio lo scacciò dal cielo perché fosse distrutto.

Ora, scopriamo nello specifico quale fu il peccato, considerando un altro profeta dell’Antico Testamento, Isaia, capitolo 14. Isaia, capitolo 14. E qui troviamo nuovamente, all’interno di una profezia, un’indicazione della potenza che agisce dietro le quinte. Questa profezia riguarda Babilonia e la distruzione di Babilonia, ma dietro Babilonia c’era una potenza più grande, proprio come dietro Tiro c’era una potenza più grande; e troviamo questa potenza identificata e descritta nel capitolo 14, a cominciare dal versetto 12.

Notate attentamente: “Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora?” Lucifero significa astro del mattino, figlio dell’aurora. Per comprendere quanto fosse elevata questa creatura, dovete soltanto ricordare che, in Apocalisse 22:16, di Gesù Cristo viene detto che Egli è la lucente stella del mattino. Quando Dio volle parlare dello splendore, della gloria e della magnificenza di Cristo, Lo chiamò la lucente stella del mattino. Qui, quando il profeta si riferisce a quest’angelo creato, chiama anche lui astro del mattino, figlio dell’aurora; e benché egli non sia uguale a Cristo, viene usata un’espressione simile per parlare della meravigliosa gloria di questa creatura. Quindi comprendete che questa è una creatura gloriosa, “Come mai sei caduto” richiama Luca 10:18, dove Gesù disse: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore”, “Come mai sei”—versetto 12—“stato abbattuto a terra, tu che fiaccavi le nazioni!”

E perché accadde questo? Qual era questo peccato che sorse nel cuore? Qual era questo peccato che sorse, per così dire, nel petto di questo cherubino unto? Il versetto 13 ce lo dice molto chiaramente. Notate nel versetto 13: “Io salirò”, “io innalzerò”, “io mi siederò”—tre volte. Nel versetto 14: “Io salirò”, “io sarò”. Cinque volte, “Io”, “io”, “io”. Il problema era l’orgoglio. Il problema era che si era innalzato a motivo della propria bellezza. Era così vicino a Dio che arrivò a invidiare Dio e cercò di rendersi uguale a Lui. A proposito, continuava a proporre la stessa tentazione agli altri nel giardino, non è vero? Quando disse ad Eva: “Se farete questo, sarete uguali a Dio e conoscerete il bene e il male”. Quella era la proiezione del suo stesso orgoglio, ed è lo stesso problema di oggi. In Romani capitolo 1, gli uomini respingono il vero Dio e, dal proprio cuore, innalzano sé stessi fino a rendersi uguali a Dio. Creano dèi di propria fattura, si fabbricano un Dio a propria immagine; così si pongono come autorità suprema su Dio e, di fatto, fanno di sé stessi degli dèi, e in questo modo sfidano il vero Dio. Quindi, questa questione dell’orgoglio e del cercare di essere uguali a Dio è l’eredità che Lucifero ha lasciato all’intero mondo decaduto.

Egli dice—versetto 13—di nuovo, viene dal suo interno, dal suo cuore; non si trova nell’ambiente, e in realtà non si trovava neppure in lui nella perfezione in cui era stato creato, eppure viene dal suo cuore, viene inventato da lui. Nessun elemento interno o esterno della perfetta creazione di Dio lo stimolò; egli, da sé stesso, inventò questo orgoglio e disse: “Io salirò in cielo. Non mi basta essere dove sono, voglio salire più in alto, voglio trovarmi nel luogo stesso in cui Dio dimora. Salirò in quella parte del cielo che è ancora occupata soltanto da Dio e prenderò il mio posto accanto a Lui. Innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; vale a dire, cesserò di essere un angelo tra gli angeli, anche se sono un angelo eminente, e andrò al di là degli angeli”—qui le “stelle” si riferiscono agli angeli—“andrò oltre tutto questo e sarò come Dio. Mi siederò sul monte dell’assemblea”.

“Prenderò il mio posto là dove siede Dio soltanto, dove Dio soltanto regna, nelle parti più remote del settentrione”. I popoli antichi credevano che gli dèi avessero la loro dimora a settentrione, e così l’indicazione data qui riguardo a Lucifero è che egli prenderà, per usare una sorta di espressione colloquiale, il proprio posto, dice il profeta, sul trono di Dio.

Il versetto 14 dice: “Salirò sulle sommità della nube”; al singolare, non sono le nuvole, è la nube, e non si riferisce ad una qualche nube creata, ma alla gloria Shekinah di Dio, “Salirò al di sopra dell’altezza della gloria di Dio. Sarò simile all’Altissimo”. Quindi, da questo peccato d’orgoglio generato e inventato nasce la guerra; e Dio allora risponde nel versetto 15, ed ecco il contrattacco: “Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa”. Dio dice: “Io ti affronterò e ti distruggerò. Io ti affronterò e ti devasterò”.

Ora, da Ezechiele 28 e Isaia 14 comprendete la natura di questo conflitto soprannaturale, ed esso continua in ogni momento. Per averne una visione più chiara, guardate Giobbe capitolo 1. Al versetto 6: “Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro”. Alcuni angeli si presentano davanti a Dio, ed ecco che arriva Satana, il Suo nemico. A proposito, la parola “Satana” viene usata nell’Antico Testamento. Significa nemico o avversario. Infatti, quando viene usata senza articolo determinativo, generalmente viene tradotta “nemico” o “avversario”. Quando ha l’articolo determinativo—“il” nemico o “l’”avversario—si tratta di Satana. La stessa parola viene usata trentasei volte nel Nuovo Testamento. Quindi Satana, qui, si presenta.

E il Signore disse: “Satana, da dove vieni?” E Satana rispose al Signore: “Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa”. Qui vediamo l’irrequietezza di Satana mentre si muove per la terra, cercando di ostacolare il piano e il proposito di Dio. E il Signore disse a Satana: “Hai notato il Mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra come lui: un uomo integro, retto, che teme Dio e fugge il male”. E Satana rispose al Signore dicendo: “È forse per nulla che Giobbe teme Dio? Tu gli hai dato così tanto; certo che Ti teme. È ricco, è protetto, è benedetto e vive nell’abbondanza. Ma Ti dirò una cosa: rendigli la vita difficile e Ti volterà le spalle”. E ricordate la prova: Dio lo fece, Giobbe non Gli voltò le spalle e Satana perse la battaglia.

Ma questo ci permette di vedere Satana e Dio in conflitto, e Satana cerca sempre di avere la meglio su Dio, “Tu dici di avere un uomo? Lascia che me ne occupi io, e Ti mostrerò che non è un uomo Tuo”. Egli cerca di sminuire la potenza di Dio, la gloria di Dio, l’opera di Dio, il proposito di Dio e la volontà di Dio.

Ora, nel Nuovo Testamento gli vengono dati molti nomi. Viene chiamato l’accusatore dei fratelli; viene chiamato l’avversario, che è una parola diversa dal suo nome. Viene chiamato Belzebù, Belial. Viene chiamato il seduttore di tutto il mondo, il gran dragone, il nemico, il maligno, il padre della menzogna, il dio di questo mondo, un bugiardo, un omicida, il principe della potestà dell’aria, il dominatore di questo mondo, il serpente antico e il tentatore. Ed egli è schierato contro Dio.

Ora, egli non è solo in tutto questo. Andiamo all’ultimo libro della Scrittura, Apocalisse, capitolo 12. Apocalisse, capitolo 12. E voglio che comprendiate che ci stiamo concentrando sul posto che noi occupiamo nel mezzo di questa guerra cosmica. Finora sappiamo che è Dio contro Satana, e che Dio porta avanti in ogni momento il Suo santo proposito, mentre viene attaccato da Satana. Ma notate Apocalisse capitolo 12, versetto 3: “Apparve ancora un altro segno nel cielo”—nella visione che Giovanni ha qui—“ed ecco un gran dragone rosso”. E nel simbolismo tipico dell’Apocalisse, questo dragone ha sette teste, che probabilmente si riferiscono ai governi imperiali del mondo che si sono succeduti, e potete confrontare questo con Apocalisse 17:9-11.

Non entreremo nei dettagli, ma questo dragone viene raffigurato come colui che riassume in sé tutte le forme di governo mondiale contrarie a Dio. Ha dieci corna perché è il supremo dominatore della confederazione finale delle nazioni umane contro Dio, che, come sappiamo da Daniele 7, è la confederazione delle dieci nazioni dell’Impero romano ricostituito che si schiera contro Cristo. Ecco dunque il dragone. Egli incarna tutto il male dei sistemi umani; incarna la forma finale del governo mondiale umano schierato contro Cristo. Questo non è altri che Satana stesso. E il versetto 4 dice che la sua coda, la coda del dragone in questa raffigurazione, trascinò la terza parte delle stelle—ed ecco di nuovo la parola “stelle”, che si riferisce agli angeli—trascinò la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra.

Ora, da questo impariamo che, quando Satana cadde, trascinò con sé un terzo delle schiere angeliche. Ora, tenete bene a mente questo. Gli angeli non si riproducono. Gesù disse in Matteo che non prendono né moglie né marito, giusto? Gli angeli non si riproducono e gli angeli non muoiono. Furono creati per vivere per sempre, o nel dominio di Dio o nel dominio di Satana. L’inferno stesso fu creato, disse Gesù, per il diavolo e per i suoi angeli, e l’inferno è eterno perché essi sono eterni. Gli angeli, dunque, sono esseri creati. Furono tutti creati in un determinato momento e vivono per sempre. Non si riproducono. Oggi ci sono tanti demoni—o, piuttosto, ci sono tanti angeli oggi, caduti e non caduti—quanti ce n’erano il giorno in cui Dio li creò. Non c’è alcuna diminuzione e non c’è alcuna aggiunta ai loro ranghi. Non sappiamo nulla di una creazione progressiva, e non sappiamo nulla dell’annientamento di alcuna schiera o forza angelica. Quindi, Dio crea l’intera schiera angelica, e con questo termina la loro creazione, ed essi non si riproducono.

Ora, di quel gruppo, un terzo seguì Satana nella sua caduta. Questo è quello che il testo sta dicendo. Due terzi rimasero con Dio, un terzo con Satana. Satana, dunque, in questa sua guerra cosmica, non è solo. Benché sia una creatura tremendamente potente, benché eserciti una grande influenza nel mondo, benché possa agire sulle anime degli uomini, benché possa diventare la forza che sta dietro governi, nazioni e attività contro Dio in tutto il mondo, egli non è onnipresente—è veloce, ma non è onnipresente. La sua opera, però, viene potenziata dal fatto che un terzo dell’intera schiera angelica è con lui.

Ora, voi potreste dire: “Quanti sono?” Non lo so, ma so che ci sono angeli, angeli e ancora angeli, perché la Bibbia parla di loro in termini di diecimila volte diecimila e migliaia di migliaia, usando la parola che, nella lingua greca, è il termine numerico più grande che esista. Non hanno una parola per indicare un numero superiore a diecimila. Quindi, è come se dicesse: sempre di più, sempre di più, sempre di più. Noi potremmo dire miliardi e miliardi e miliardi, usando la nostra tipica iperbole. Non sappiamo quanti siano. Ma un terzo di loro è attivamente coinvolto con Satana.

Ora, una parte di quel terzo non gli è di alcuna utilità. Il motivo è che sono legati in catene eterne. Leggiamo in Giuda che alcuni angeli peccarono al tempo del diluvio, in Genesi 6, e furono messi in catene eterne. Non sappiamo quanti fossero, ma scesero, si unirono alle donne e produssero una razza ibrida che Dio annegò nel diluvio. Quel gruppo di demoni è rinchiuso nell’abisso ed è in catene eterne. Ce ne sono altri, io credo, che sono legati temporaneamente. Ricordate che i demoni dell’indemoniato di Gadara dissero: “Non mandarci nell’abisso”? Forse, nel corso della storia della redenzione, Dio ne ha messi sempre di più nell’abisso, e alcuni di loro verranno liberati, dice Apocalisse 9, durante la Tribolazione. Usciranno dall’abisso, ma non quelli che sono in catene eterne. Quindi, Satana cominciò con un terzo di loro; alcuni sono in catene eterne, alcuni sono in catene temporanee. Con tutti quelli che rimangono, egli opera nel mondo, e opera contro Dio e contro gli angeli santi.

Ora, per darvi un po’ più di luce su questo passo e su questo conflitto, dobbiamo porci una domanda: qual è il bersaglio specifico di questi esseri angelici che sono caduti e che ora sono conosciuti come demoni? Qual è il loro bersaglio? Tornate al versetto 1. Giovanni dice che apparve un gran segno nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Di nuovo, secondo il simbolismo tipico dell’Apocalisse, la donna non è altri che Israele. La donna è Israele. Il sole e la luna sono senza dubbio riferimenti a Giacobbe e Rachele, e le dodici stelle sarebbero riferimenti ai dodici figli. Potete confrontare Genesi 37:9.

Ecco dunque la donna, Israele. E la donna, Israele, al versetto 2, essendo incinta, grida per le doglie e il travaglio del parto. Ecco questa donna sul punto di dare alla luce un figlio. Ora, quale fu il grande figlio venuto al mondo attraverso la nazione d’Israele? Il Messia, il Signore Gesù Cristo, e noi lo sappiamo. Versetto 5, riprendiamo da lì: “Ed ella partorì un figlio maschio, che deve reggere tutte le nazioni con una verga di ferro”. Ebbene, questo non può essere altri che Cristo, “E il figlio di lei fu rapito presso Dio”, la Sua ascensione dopo la Sua opera perfetta, “e presso il Suo trono”.

Quindi, fondamentalmente, abbiamo Israele che dà alla luce un figlio. Nel mezzo di questa visione, mentre ella desidera, per così dire, dare alla luce il figlio, nei versetti 3 e 4 vediamo Satana radunare le sue forze, e alla fine del versetto 4 si dice che egli è pronto a divorare il figlio non appena fosse nato. Non è forse quello che accadde? Che cosa avvenne alla nascita di Gesù Cristo? Satana non fece forse tutto quello che poteva per distruggere quel bambino? Aveva già provato ogni cosa anche prima di allora. Cercò di distruggere l’intera discendenza pia in Genesi 6, creando una razza di uomini e demoni mediante i demoni che si unirono alle donne, e Dio dovette annegare nel diluvio quell’intera civiltà. Cercò di distruggere la discendenza pia corrompendo a tal punto la nazione d’Israele che non vi fosse più alcuna possibilità che ne uscisse una progenie santa. Persino alcuni dei re appartenenti a quella discendenza furono maledetti, e Dio dovette aggirare quei re maledetti, in particolare Ieconia.

Cercò di uccidere i bambini al tempo del Nuovo Testamento, quando Cristo nacque, servendosi di Erode. Cercò di uccidere Gesù Cristo facendo in modo che venisse spinto giù da un precipizio. Cercò di indurre Cristo a cedere alla tentazione, a rinunciare al Suo regno e a commettere ingiustizia. Cercò di uccidere Cristo nel giardino. Cercò di ucciderLo sulla croce. Cercò di trattenerLo nella tomba. Voglio dire, il dragone combatte continuamente contro il Messia. Ed è così che procede questa guerra: Satana contro Dio, concentrato sulla distruzione di Cristo e della Sua opera; e ora continua a combattere contro l’opera di Cristo nella Sua chiesa. Combatterà contro Cristo quando Egli ritornerà. Continuerà senza sosta finché, alla fine, sarà legato per sempre nell’abisso dell’inferno, lo stagno di fuoco.

Ma voglio che notiate che, durante il tempo futuro della Tribolazione, c’è un interessante punto focale della battaglia. Si dice che la donna, Israele—versetto 6—andrà nel deserto durante la Tribolazione per tre anni e mezzo, il periodo successivo al Rapimento e precedente alla seconda venuta. Sulla terra ci sarà un olocausto, ma Israele sarà protetto; e mentre tutto questo avviene sulla terra, notate la descrizione che troviamo al versetto 7: “E vi fu una battaglia nel cielo”. Ora, dovreste sottolineare queste parole, perché sono davvero vere. È un’affermazione che riassume tutto. C’è una battaglia nel cielo. Ci sarà una battaglia nel futuro, ci fu una battaglia nel passato, e c’è una battaglia proprio ora.

In questa scena particolare, Michele e i suoi angeli combattono contro il dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono. Ora, qui avete un altro elemento della guerra. È Dio contro Satana, ma è anche Satana e i suoi angeli contro Dio e i Suoi angeli, il principale dei quali ora è Michele. Michele. Ed essi hanno combattuto, stanno combattendo e combatteranno. Sappiamo dalla Scrittura che questa battaglia non è semplicemente relegata al futuro. In Giuda 9 troviamo Michele in contesa con il diavolo riguardo al corpo di Mosè. Quindi, Michele e il diavolo erano già l’uno contro l’altro al tempo di Mosè, e saranno ancora l’uno contro l’altro nel futuro, al tempo della Tribolazione; e la guerra continua in ogni momento tra gli angeli santi e i demoni caduti. E, fratelli, noi non vediamo tutto questo, ma è quello che sta accadendo—è quello che sta accadendo; e, come ho detto prima, ci sono persone che attraversano beatamente tutta la loro esperienza di chiesa come se non ci fosse nemmeno una guerra, e vorrei che i nostri occhi potessero essere aperti per vedere quello che probabilmente sta accadendo proprio in questa stanza e che ora non siamo in grado di percepire. Ma è qui.

Ora, alla fine la battaglia arriva fino a noi. Andate al versetto 17. Il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra. Andò a far guerra contro il resto della progenie di lei, che osserva i comandamenti di Dio e custodisce la testimonianza di Gesù Cristo. Quando quella grande battaglia della Tribolazione scoppierà e Satana, di fatto, cercherà persino di annientare la nazione d’Israele—cosa che gli piacerebbe molto fare, perché questo ostacolerebbe il piano di Dio—mi rattrista il fatto che gli amillennialisti cerchino di fare esattamente quello che Satana cerca di fare. Cercano di eliminare Israele come nazione legittimamente costituita che possa ricevere il regno che le è stato promesso. Anche Satana vorrebbe farlo. Egli cerca di farlo letteralmente; loro cercano di farlo teologicamente. Ma Dio preserverà il Suo popolo.

Ma Satana attaccherà il popolo di Dio in quel tempo, come ha sempre attaccato il popolo di Dio. Notate semplicemente il versetto 17: “Quelli che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù Cristo”. Quindi ora la guerra è scesa fino a questo livello: è cominciata con Dio e Satana, è passata attraverso gli angeli santi e gli angeli caduti, e ora è arrivata fin quaggiù, ed è una guerra contro coloro che conoscono Gesù Cristo e osservano i comandamenti di Dio. Quindi anche noi siamo coinvolti nella guerra. Da una parte avete Satana, gli angeli caduti e gli uomini empi; dall’altra Dio, gli angeli santi e i redenti: ecco i due eserciti. Che qualcuno dica: “Voglio schierarmi con Satana nella mia vita sessuale e, allo stesso tempo, essere pio”, è assolutamente assurdo. È tradimento. È tradimento spirituale. È inaccettabile. Quindi dobbiamo tracciare le linee di demarcazione con estrema chiarezza.

Ora, ascoltate molto attentamente quello che dico. Satana non è particolarmente interessato a voi come individui. Posso dirlo? Non è specificamente interessato a voi come individui per quello che siete. Colui al quale egli mira è Dio. Lo comprendiamo? Satana odia Dio. Voi siete un elemento secondario, e lo sono anch’io. È interessato a noi soltanto nella misura in cui, in qualche modo, incidiamo sulla gloria di Dio. Noi non siamo la vera questione. Egli vorrebbe distruggerci e sconfiggerci, non perché odia noi, ma perché odia il Dio che noi serviamo e rappresentiamo.

Quindi, quello che dovete comprendere, diletti, è che nella vostra guerra, la vostra vittoria e la vostra sconfitta si riflettono su Dio. Quando siamo sconfitti, in un certo senso Satana ha attaccato efficacemente Dio. Quando siamo vittoriosi, in un certo senso egli è stato sconfitto nel suo attacco contro Dio. Non è interessante che Dio stesso permetta che la battaglia contro di Lui venga combattuta al nostro livello, cosicché Egli risulti vittorioso oppure, in un certo senso, sconfitto—benché non sconfitto in modo definitivo—a seconda che noi siamo vittoriosi o sconfitti? Vi sembra strano? Allora riflettete nuovamente sulle parole dell’apostolo Paolo: “Chi si unisce alla prostituta unisce Cristo alla prostituta”, 1 Corinzi 6.

Così Satana attacca la chiesa, e attacca la chiesa perché vuole attaccare l’opera di Dio, perché odia Dio; ed è per questo che, quando Gesù entra nel tempio, fa una frusta e ripulisce quel luogo, dice: “Faccio questo perché avete fatto della casa del Padre Mio un covo di ladri”, e sta difendendo la gloria di Dio, giusto? Sta difendendo la gloria di Dio. Questo è quello che siamo chiamati a fare. E alcuni di voi dicono: “Be’, io non vedo nemmeno una battaglia”. Questo è perché avete disertato; e l’unica cosa che possiamo sperare è che non rimaniate disertori così a lungo che il Signore vi porti in cielo, il che, in termini militari, equivarrebbe a un congedo disonorevole.

Ma è sconcertante vedere quanti cristiani vivano una vita incentrata sulle banalità e non abbiano alcuna idea che vi sia una guerra, perché non sono mai stati nella battaglia. Sono soldati privi di coraggio. Non combattono una nobile battaglia.

Paolo scrive a Timoteo in 2 Timoteo e, nel capitolo 2, dice parole che tutti noi dovremmo ricordare: “Sopporta anche tu le sofferenze insieme a me, come un buon soldato di Gesù Cristo. Nessuno che presta servizio in guerra si lascia coinvolgere negli affari di questa vita, se vuole piacere a colui che lo ha arruolato come soldato”. Ci aspettiamo di soffrire. Ci aspettiamo di essere separati dagli affari di questo mondo e di questa vita. Ci aspettiamo di fare quello che facciamo per amore di Colui che ci ha chiamati ad essere soldati.

Quindi, diletti, noi siamo in una guerra spirituale. Voglio dire, io la vedo. Confido che la vediate anche voi. Posso tornare con la mente al giorno in cui entrai in una stanza dove si trovava una ragazza posseduta da demoni, e le voci che uscivano da lei gridarono: “Portatelo fuori di qui, portatelo fuori di qui, non lui, non lui, portatelo fuori di qui”. E mi resi conto che sapevano chi ero e sapevano da quale parte stavo; e in un istante quella consapevolezza divenne per me terrificante, ma pochi momenti dopo fu sostituita da una calma e stabile sensazione di fiducia, perché era meraviglioso sapere che i demoni sapevano da quale parte stavo e che ne avevano paura. Incredibile. Io sono consapevole che vi è una guerra.

Trascorsi dai sei agli otto mesi con un uomo che voleva che lo discepolassi, al termine dei quali se ne andò, frequentò una chiesa che non insegna le Scritture, finì in un seminario apostata e ora è rettore in una qualche chiesa episcopale. Io so che questa è una guerra, e la battaglia non si combatteva sul piano intellettuale, non era una battaglia ad un livello superficiale; era molto più profonda. Trascorsi un anno pregando con un uomo, alle sei del mattino, e al termine di quel periodo egli abbandonò la fede. Questa è una guerra.

Recentemente vi fu un incontro nel Midwest nel quale alcuni uomini mi criticarono, mi misero sotto processo, calunniarono me, calunniarono il nostro ministero nella chiesa, calunniarono la chiesa. Dissero falsamente ogni sorta di male contro di noi; e quando la mia prima reazione fu contro di loro, mi resi conto nel mio cuore che erano soltanto pedine all’interno di un processo molto più grande di quanto possiamo vedere in superficie, perché il nostro combattimento non è contro carne e sangue; noi combattiamo contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori delle tenebre di questo mondo e contro le forze spirituali della malvagità nei luoghi celesti, come dice Efesini 6:12.

Ora, in che modo Satana attacca la chiesa? Permettetemi di darvi qualche indicazione al riguardo. In che modo attacca l’avanzamento del regno di Dio? Prima di tutto, 2 Corinzi 4:4—e vi darò alcuni esempi, non necessariamente un elenco completo. In 2 Corinzi 4:3: “Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono perduti”. Se il vangelo viene nascosto, se viene presentato in modo disonesto, come dice il versetto 2, se la Parola di Dio viene maneggiata con inganno, se la verità viene trattenuta, quelli che ne soffrono sono i perduti. Versetto 4: “Nei quali il dio di questo secolo”—questo è Satana—“ha accecato le menti degli increduli, affinché non risplenda loro la luce del glorioso vangelo di Cristo, che è l’immagine di Dio”.

Sapete una cosa? Egli non vuole che il vangelo risplenda su di loro, perché è il vangelo di Cristo, che è l’immagine di Dio. È la gloriosa rivelazione di Dio, ed egli non vuole che la gloria di Dio venga vista. Così acceca le menti delle persone, e gli empi che sono accecati vengono accecati da Satana. Vengono accecati dalle sue schiere, ed egli abbassa quelle persiane davanti ai loro occhi in moltissimi modi. Può accecarli mediante l’ignoranza. Può accecarli mediante l’incredulità. Può accecarli mediante la cattiva testimonianza di coloro che si definiscono cristiani. Può accecarli con le menzogne e con la falsa religione. Può accecarli con l’amore per il peccato. Può accecarli con una gratificazione carnale che sembra appagare.

Ma egli non li acceca perché odia particolarmente loro; li acceca perché odia che la gloria di Dio venga manifestata nel volto di Gesù Cristo. Questo è quello che odia perché, vedete, egli ha deciso di essere più glorioso di Dio, e quindi cerca di accecare le menti. Nonostante questo, Dio, per la Sua grazia, dona luce e vista; ma questo non significa che Satana smetta di agire. Che cosa fa a quelli che credono? Consideriamo Luca 22.

Luca 22, versetto 31—ricordate questo racconto. Gesù e Pietro, in Luca 22:31—molto importante. Il Signore disse: “Simone, Simone”—ora ascoltate—“Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di avervi”. Perché pensate che Satana lo volesse? Satana voleva vagliarlo come il grano. Satana voleva distruggerlo, scuoterlo e far sì che ciò che vi era di genuino in lui venisse portato via dal vento, “Ma Io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli”. Vedete, Satana vuole prendere i cristiani e distruggerli. Ma non è meraviglioso che, quando egli viene con quella potenza distruttiva, il Signore ci sostenga? Gesù Cristo, nel Suo ministero sacerdotale d’intercessione, prega per noi e la nostra fede non verrà meno. Ma tenetelo bene a mente, diletti: Satana vuole farvi a pezzi. Vuole mandare in aria i frammenti della vostra vita e far sì che la vostra fiducia in Dio venga portata via dal vento. Vuole distruggervi.

Pietro, probabilmente riflettendo su alcune delle proprie esperienze, in 1 Pietro 5:8 lo espresse in questo modo: “Siate sobri”—conoscete le vostre priorità, mettete ordine nella vostra vita—“siate vigilanti”—tenete gli occhi aperti, siate consapevoli—“perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente, cercando chi possa”—che cosa?—“divorare”. Sta cercando voi. Vuole strapparvi dei pezzi. Vuole divorarvi trascinandovi nel peccato.

Quindi, prima di tutto, la strategia di Satana è quella di accecare le menti delle persone. Anche quando i loro occhi vengono aperti, vedono, credono e ricevono Cristo, egli ritorna come un leone ruggente e vuole distruggerle, farle a pezzi, demolire la loro fiducia, renderle inutili al servizio di Dio e spezzare la loro fede in Dio. È così che attacca. E ricordate, diletti, quando vi accadono cose che producono tutto questo, ricordate la fonte di quelle cose.

Permettetemi di mostrarvi un altro modo. 1 Corinzi capitolo 7. 1 Corinzi capitolo 7. Qual è l’istituzione che Dio ha stabilito per trasmettere la giustizia da una generazione all’altra? Qual è? È la famiglia. Quindi sapete che Satana attaccherà la famiglia, e qui ne riceviamo un’indicazione. Il versetto 3 dice: “Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto, e similmente la moglie al marito”. Ora, questo significa ciò che è dovuto all’interno della relazione coniugale. In altre parole, marito e moglie devono rendersi reciprocamente quella soddisfazione fisica che fa parte del rapporto matrimoniale.

Per sottolinearlo ulteriormente, al versetto 4 dice: “La moglie non ha autorità sul proprio corpo”. Non controlla il proprio corpo per soddisfare i propri desideri; piuttosto, ne ha autorità il marito, e allo stesso modo il marito non ha autorità sul proprio corpo, ma la moglie. Vale a dire che, nella relazione coniugale, il corpo dell’una persona appartiene all’altra per la soddisfazione dei bisogni di quella persona, e questo è secondo il disegno di Dio. Una relazione fisica appagante dovrebbe far parte dell’impegno d’amore all’interno del matrimonio.

Ora, versetto 5: “Non privatevi l’uno dell’altro”—non fatelo—“se non di comune accordo, per breve tempo, affinché possiate dedicarvi al digiuno e alla preghiera”. In altre parole, non dovete usare il rifiuto dell’intimità sessuale come un mezzo di pressione contro il vostro coniuge, o come un modo per esprimere la vostra rabbia o la vostra indifferenza, “Ma soltanto di comune accordo, per il digiuno e la preghiera; poi tornate a stare insieme”—osservate questo—“affinché Satana non vi tenti a causa della vostra incontinenza durante la separazione”.

Il punto è questo: Satana è proprio lì, intento a fare tutto quello che può per distruggere il matrimonio cristiano, ovviamente; e, a proposito, sta ottenendo una percentuale di successo molto elevata nella società contemporanea. E ogni volta che qualche persona dal cervello di gallina viene da me e dice che Dio l’ha guidata fuori dal proprio matrimonio verso un nuovo compagno, voglio ricordarle che quello non era Dio, e forse dovrebbe guardare 1 Corinzi 7:5 e scoprire chi fosse veramente.

A parte l’insegnamento di Gesù riguardo ad un adulterio continuo e impenitente, non vi è alcuna base per spezzare un matrimonio; e così Satana attaccherà all’interno del matrimonio, e questo attacco mediante il rifiuto dell’intimità fisica è soltanto un esempio del suo attacco contro il matrimonio dei cristiani, che è il mezzo attraverso il quale la giustizia viene trasmessa alla generazione successiva.

Quindi, che cos’è questa guerra quando arriva fino a noi? Satana vuole ostacolare l’opera di Dio. Vuole distruggere la chiesa, non perché odia la chiesa, benché la odi, ma principalmente perché odia il Dio che è l’autore della chiesa. La vera questione è Dio. Noi siamo semplicemente degli strumenti mediante i quali egli può colpire Dio. Pensateci. Quando non riuscite ad essere quello che Dio vuole che siate, diventate uno strumento mediante il quale Satana assesta un colpo a Dio. Quando voi ed io viviamo come dovremmo vivere, difendiamo Dio da quell’attacco. Quindi noi siamo in una guerra, ed egli cerca di accecare; ma quelli che arrivano a vedere, egli cercherà di divorarli, distruggerli, disintegrarli, rovinare la loro utilità e fare a pezzi la loro vita, così che, perdendo la loro fiducia e la loro fede, diventino di ben poco aiuto nella battaglia; e poi attaccherà. Invariabilmente attaccherà la famiglia.

Permettetemi di mostrarvene un altro. 1 Timoteo, proprio dove ci troviamo, capitolo 3. E, di nuovo, stiamo parlando di questa guerra, così da sapere che cos’è che dobbiamo combattere. 1 Timoteo 3 parla della guida spirituale, di un vescovo, o di un anziano o pastore; qui descrive un pastore. Il pastore deve essere irreprensibile, marito di una sola moglie, e tutto il resto che troviamo al versetto 2. Poi arriva al versetto 6 e dice che non deve essere un novizio; vale a dire, un nuovo convertito, qualcuno che non è esperto nelle cose della Parola di Dio, qualcuno che non è maturo, affinché, gonfiato d’orgoglio, non cada nella condanna del diavolo. Il diavolo fu condannato a motivo dell’orgoglio, e lo stesso accadrà a qualcuno che viene innalzato troppo rapidamente ad una posizione di conduzione spirituale e di rilievo. Il punto che voglio che notiate si trova al versetto 7: deve anche avere una buona testimonianza da parte di quelli che sono fuori dalla chiesa, affinché non cada nel discredito e nel laccio del diavolo.

Lasciate che vi dica una cosa. Non c’è nessuno nella chiesa che il diavolo preferirebbe intrappolare più dei pastori, giusto? E, ancora una volta, notiamo che oggi sta avendo molto successo nel farlo. La chiesa è assolutamente senza scuse a motivo della sua ignoranza riguardo a questi aspetti della guerra spirituale. Egli acceca le menti, e in qualche modo noi non lo vediamo; e persino quelli che vedono pensano di poter giocare con il dominio di Satana, e poi scoprono che egli li divora, li vaglia, facendo a pezzi le loro vite, per così dire. Vengono spazzati via per quanto riguarda qualsiasi forza o utilità; e poi egli attacca i loro matrimoni, e poi attacca la chiesa mediante la devastazione di conduttori spirituali che cadono nei suoi lacci per immoralità, per orgoglio, per autoritarismo dittatoriale o per qualsiasi altra cosa.

E c’è un altro aspetto pervasivo che dovete notare, e potremmo considerare molti passi della Scrittura, ma permettetemi semplicemente di portarvi a 2 Corinzi 11. 2 Corinzi 11. E qui raccogliamo insieme tutto questo. Notate quello che dice al versetto 13. Paolo menziona dei falsi apostoli. Sta parlando di veri apostoli e di falsi apostoli fin dal capitolo 10, difendendo, in un certo senso, sé stesso da alcuni attacchi. Qui dice: “Questi che mi attaccano”, in un certo senso, “sono falsi apostoli”. Sono “operai fraudolenti, che si trasformano in apostoli di Cristo. E non c’è da meravigliarsene”, non c’è da stupirsi, “perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere”.

Ora, quello che sta dicendo è questo: un altro modo in cui Satana attacca—e voi lo sapete bene quanto me—è che mette in piedi falsi sistemi religiosi, non è vero? Trascina le persone al loro interno, e questi sistemi sono diffusi in tutto il mondo

Ogni volta che vedete una persona in una chiesa liberale, che ascolta qualcuno predicare negando la divinità di Cristo o negando lo stato di perdizione dell’uomo—e recentemente stavo proprio leggendo una serie di articoli riguardo ad un uomo del quale si dice che sia evangelico e che crede che tutti siano automaticamente salvati, che Cristo dimori nella vita di ogni persona—chiunque insegni un errore del genere, naturalmente, non fa altro che condannare le persone all’inferno, perché elimina la necessità che vengano a Cristo. Chiunque si trovi in una chiesa mormone o fra i Testimoni di Geova, o segua i princìpi della salvezza per opere del cattolicesimo romano, chiunque aderisca al misticismo orientale, dell’induismo o di una qualsiasi religione di quel genere, sta seguendo quello che crede essere la via della luce; ma Satana si trasforma in angelo di luce, ed è una menzogna, è inganno, è disonestà e, alla fine, è un disastro. Quindi Satana viene contro di noi mediante falsi insegnamenti. Questo fenomeno dilaga. È ovunque.

A volte rabbrividisco quando vedo le cose che vengono insegnate nel nome della verità biblica, e potrei darvi un esempio dopo l’altro. Proprio questa settimana ho letto un piccolo opuscolo che qualcuno mi ha dato, intitolato: “Sono andato all’inferno”, “Sono andato all’inferno”; e quest’uomo racconta di essere andato all’inferno tre volte. Non è vero, sono menzogne—soltanto menzogne—eppure quest’uomo viene presentato come un autorevole insegnante e un portavoce della verità.

Recentemente ho ricevuto telefonate e lettere da persone in Argentina che mi hanno chiesto di andare laggiù, perché una falsa dottrina si sta infiltrando nella chiesa; e mi hanno chiesto se sarei disposto ad andare. Nell’ultima telefonata mi hanno detto che vorrebbero affittare il locale più grande di Buenos Aires e che hanno quattromila pastori che desiderano venire per essere istruiti nella Parola di Dio riguardo a questo errore. Quattromila pastori che hanno bisogno di comprendere l’inganno di Satana. Io ho detto: “Dovete avere qualcuno lì che possa farlo”. Loro hanno detto: “Vogliamo che venga lei. Dio l’ha messa nei nostri cuori”. Quindi sembra che, uno di questi giorni, partirò per l’Argentina; ed è un privilegio per me parlare a quattromila pastori della verità di Dio, se vengono attaccati dalle menzogne di Satana. Non è che non sappiano che cosa credere; vogliono sapere come rispondere a questo errore e vogliono sapere come armare il loro popolo, affinché non ne rimanga irretito.

Questa è una guerra. Questa è una battaglia. Sta avvenendo dappertutto; e se non lo sapete, come ho detto, ad un certo punto avete disertato. Voi potreste dire: “Be’, come possiamo combattere in modo efficace?” Torniamo per un momento al capitolo 10, 2 Corinzi 10, versetto 4, e con questo arriveremo alla conclusione, “Infatti le armi della nostra guerra non sono”—che cosa?—“carnali”. Non potete usare il vostro intelletto, non potete usare la vostra sapienza, i vostri talenti naturali. Le armi della nostra guerra non sono carnali, ma “sono potenti in Dio per abbattere le fortezze”. Fratelli, noi possiamo rovesciare i regni di Satana. Possiamo abbattere i suoi ragionamenti. Ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio può essere abbattuta, “Possiamo fare prigioniero”—ecco la chiave—“ogni pensiero per renderlo”—che cosa? Per renderlo che cosa?—“ubbidiente a Cristo”. Volete sottolinearlo nelle vostre Bibbie? Ubbidiente a Cristo. E Paolo dice: “Siamo pronti”—al versetto 6—“a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa”.

Volete sapere una cosa, fratelli? Sapete quali sono le armi della nostra guerra? Ve lo dirò chiaramente, proprio come lo disse Paolo. Le armi della nostra guerra possono essere ridotte ad una sola cosa. Qual è? L’ubbidienza. Non sono qualcosa di mistico. Le armi della nostra guerra non sono l’intelletto umano, la forza umana, la capacità umana, l’abilità umana, l’ingegnosità umana. Le armi della nostra guerra si riducono all’ubbidienza. Ubbidienza. Quando indossate l’armatura di Dio, cominciate con la cintura della verità, un impegno a combattere sulla base della verità rivelata da Dio. Indossate la corazza della giustizia, che è la Sua giustizia rivelata. I vostri piedi sono calzati con la prontezza che dà il vangelo della pace, rivelato nella Sua Parola. Il vostro elmo è l’elmo della speranza della salvezza eterna, e la vostra spada è la Parola di che cosa? Di Dio. L’unica arma che abbiamo è la Parola di Dio.

La Parola di Dio non è un’arma carnale. Quando esco e cerco di attaccare il regno delle tenebre con le mie opinioni, non vado da nessuna parte. Quando esco con la Parola di Dio, le cose cominciano a crollare. La Parola di Dio ha una potenza tremenda, e questa è l’arma della nostra guerra. Non soltanto la Parola di Dio, ma quello che Paolo dice in 2 Corinzi: l’ubbidienza alla Parola di Dio. Quando impugniamo la spada dello Spirito in una vita ubbidiente, una vita coperta dalla giustizia come dalla nostra corazza, mentre teniamo sollevato lo scudo della fiducia e della fede in Dio, saremo vittoriosi.

Io non credo in nessuna piccola formula. Non credo che possiate andare ad un campeggio e ricevere una scossa spirituale che durerà per tutta la vita. La spiritualità non ha a che fare con le scosse, non ha a che fare con le formule, non ha a che fare con preghierine stereotipate o con piccoli ritornelli. La spiritualità non è niente di più e niente di meno che imparare a vivere una vita di ubbidienza alla Parola di Dio, così da impugnare veramente la spada; ed è così che vi aprite un varco attraverso il regno delle tenebre, ed è così che vincete la guerra spirituale. E, ad un certo punto, cominciate prendendo l’impegno di essere ubbidienti, ed è così che cominciate a combattere una nobile battaglia. È per questo che Gesù disse: “Insegnate loro ad osservare tutte le cose che Io vi ho comandate”, perché una vita vittoriosa è inseparabilmente legata all’ubbidienza.

Quindi, quello che Dio vuole da Timoteo in questa nobile battaglia, e quello che vuole da noi, è che combattiamo una nobile guerra in modo nobile, il che significa con vite ubbidienti; e dobbiamo vivere nell’ubbidienza alla Parola di Dio. È così semplice.

In tutti gli anni in cui sono stato alla Grace Church, non mi sono mai preoccupato di darvi delle formule; ma settimana dopo settimana e mese dopo mese, durante tutti questi anni, abbiamo semplicemente parlato di quello che insegna la Parola e abbiamo chiamato le persone ad ubbidirle. E in quella ubbidienza, Dio, per la Sua grazia, ci ha permesso di avere qui un esercito che ha veramente combattuto. Molti di voi hanno combattuto una nobile battaglia, e Dio ci ha dato una grande vittoria alla Sua gloria, e per questo Lo lodiamo. Ma se voi non siete lì, se non siete nella battaglia e non fate parte di quella schiera nobile che combatte come dovrebbe combattere, possa Dio aiutarvi oggi ad essere dove dovreste essere.

Padre, Ti ringraziamo perché ci hai parlato in modo così diretto attraverso la Tua Parola. Noi, come Timoteo, desideriamo combattere il buon combattimento, una nobile battaglia. Ora comprendiamo le proporzioni di questa guerra cosmica e, Signore, vogliamo sapere quale sia il nostro posto e che cosa dobbiamo fare; e Tu ci gridi: “Prendete le vostre armi; e le vostre armi non sono carnali, ma sono le armi di una vita ubbidiente che impugna la Parola del Dio vivente”. O Signore, fa’ che possiamo essere quei soldati ubbidienti che Ti serviranno a qualunque costo, che sopporteranno volentieri le sofferenze, che si separeranno dagli affari di questa vita e faranno quello che fanno per piacere a Colui che li ha chiamati ad essere soldati. E combattendo così, Signore, con una vita ubbidiente, fa’ che possiamo difendere la gloria che appartiene al Tuo santo nome. E invece di essere un disonore per Te, fa’ che possiamo essere una benedizione. Dacci la vittoria, Signore, affinché Tu possa essere glorificato e affinché le calunnie, le accuse e gli attacchi di Satana contro di Te possano essere sconfitti su questo fronte mediante la Tua potenza in noi, per amore di Cristo. Amen.

Mentre concludiamo il culto questa mattina, voglio che ascoltiate mentre vi leggo le parole di un inno, e voglio che ascoltiate semplicemente, in preghiera, le parole di Isaac Watts. Credo che mettano a fuoco quello che abbiamo detto, “Sono un soldato della croce, seguace dell’Agnello? Avrò paura di alzare la voce, o del Suo nome mi vergognerò? Devo salire fino al cielo su morbidi letti in fiore, mentre altri, per conquistare il premio, solcavano mari di sangue e dolore? Non vi sono nemici da affrontare? Non devo oppormi alla corrente? Può questo mondo accompagnare chi cerca Dio fedelmente? Se voglio regnare, devo lottare: dammi coraggio, o Signore. La fatica e il dolore saprò sopportare, sorretto dalla Tua Parola”.

Confido che la preghiera di quell’inno, la preghiera di Isaac Watts, sia anche la nostra preghiera.

FINE

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