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Come sapete, stiamo studiando 2 Timoteo e vorrei richiamarvi a 2 Timoteo capitolo 3, almeno come punto di partenza per il nostro messaggio di questa mattina, e di fatto, quello che voglio condividere con voi questa mattina parte da questo testo, ma è basato su quello che esso afferma.

Vi ricordate che lo scorso giorno del Signore abbiamo esaminato i versetti 16 e 17, che dicono che “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”, ogni Scrittura è ispirata da Dio.

Ed abbiamo affrontato lo studio di questi due versetti nel dettaglio considerando la struttura del contesto di questo capitolo. La settimana scorsa vi ho detto che non potevo permettermi di lasciare questa sezione particolare della Scrittura senza dare uno sguardo più generale all’idea che la nostra Bibbia sia ispirata da Dio. Quindi, vorrei allontanarmi un po’ da questo testo per guardare ad altre porzioni della Scrittura a modo di poter arricchire la nostra comprensione di ciò che significa avere tra le mani la Parola del Dio vivente.

Spero che apprezziate la Scrittura, mi auguro che l’apprezziate e che non la consideriate un feticcio, perchè è il tesoro più grande che abbiamo, a eccezione di Dio stesso. Essa è la Sua Parola, la rivelazione di sè stesso. Quando mi viene chiesto il perché la insegni sistematicamente, libro dopo libro, perché mai io presti tanta attenzione ad ogni dettaglio, ad ogni versetto, ogni espressione, e prenda in considerazione ogni singola parola, rispondo che lo faccio perché comprendo di avere tra le mani le parole di Dio, rivelateci da Lui stesso, e non ho alcun dubbio sul fatto che sia necessario presentarle, insegnarle e comprenderle.

Qui alla Grace Community Church con il metodo della predicazione espositiva siamo impegnati nel ministero biblico perchè crediamo che questa sia la Parola del Dio vivente. Dio ha rivelato se stesso nel suo libro, e quando leggete le parole della vostra Bibbia, state leggendo le parole che provengono dalla bocca di Dio. Questa è una realtà straordinaria! Questa realtà dona fiducia a tutto quello che facciamo, e ci vincola anche all’obbedienza e alla sottomissione verso tutto ciò che la Scrittura insegna. Parliamo un po’ di cosa significa che “tutta la Scrittura” o che “ogni Scrittura sia ispirata da Dio”. Cosa implica questo pensiero? Per arricchire questo concetto, vediamo se riesco a portarvi ad un paio di Scritture, per poi magari introdurmi in altre cose che nel cuore di condividere con voi.

Aprite la vostra Bibbia ad Ebrei capitolo 1 e guardiamo insieme alla prima parte del secondo versetto. Ebrei capitolo 1, inizia così: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio”, ora, questa è l’affermazione sulla quale voglio che vi concentriate. Non intendo esaurire tutte le sue implicazioni, ma nella sua semplicità è abbondantemente chiara e profonda.

Ci sta dando l’essenza della rivelazione, segnatevi questa parola, “rivelazione” significa semplicemente rivelare, svelare, far conoscere qualcosa che prima era sconosciuta; far capire qualcosa che prima era incomprensibile, rivelare verità mai conosciute prima. Dio si è rivelato, e qui avete una dichiarazione che concerne la rivelazione. Dio ha parlato molto tempo fa e Dio ha parlato in questi ultimi giorni. Lo scrittore agli Ebrei sta in effetti dicendo che Dio ha parlato in due occasioni. Ha parlato una volta, molto tempo fa, e parla in questi giorni per mezzo di Suo Figlio.

Ora, credo che siamo corretti nell’affermare che egli abbia in mente la rivelazione dell’Antico Testamento e quella del Nuovo Testamento. Dio parlò molto tempo fa ai padri del popolo giudaico, coloro che ricevettero la Parola di Dio molto tempo fa sotto l’antico patto, e parlò a quei padri per mezzo dei profeti “in molte maniere”, polumerōs ossia in molti libri, in molte sezioni, e voi lo sapete, per questo c’è il Pentateuco, e ci sono i libri profetici, i libri storici, e ci sono i libri poetici. Dio ha parlato in molte molte maniere e in molti libri, ha parlato ai padri del popolo Giudaico, ed ha parlato per mezzo dei profeti.

E dice anche che Egli ha parlato in molte maniere, polutropōs. Vale a dire attraverso visioni, profezie, parabole, tipi, simboli, cerimonie e teofanie, e talvolta anche con una voce udibile, e ha persino scritto con il Suo dito sulla pietra. E dunque in molte maniere, Dio ha rivelato molte cose, che furono raccolte in molti testi, inserite in molti libri, ed ha parlato ai padri per mezzo dei profeti. Questa è un’affermazione che si riferisce al fatto che l’Antico Testamento è parola di Dio.

Ora, lasciatemi chiarire il più possibile questo concetto, che l’Antico Testamento non è una raccolta della sapienza di uomini antichi. L’Antico Testamento non è una collezione del meglio del pensiero religioso. L’Antico Testamento non è una raccolta di buone riflessioni di persone devote. L’Antico Testamento è la Parola di Dio. Non è il pensiero di nessun uomo, né di uomini buoni, né di uomini devoti, né di uomini dell’antichità che parlarono per conto proprio, è la Parola di Dio. Lo scrittore agli Ebrei dice: “Dio ha parlato”, Dio ha parlato. L’Antico Testamento è costituito dalla parola di Dio tramite i profeti.

In questi ultimi giorni dalla venuta di Cristo, ha parlato di nuovo, ed ha parlato nel Figlio. I vangeli riportano che Dio parla attraverso il Figlio: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Nel libro degli Atti: Dio parla tramite l’estensione della proclamazione del messaggio di Suo Figlio. Nelle epistole: Dio parla attraverso la comprensione profonda del significato della vita e del ministero del Figlio. Anche l’Apocalisse, la consumazione, quando il Figlio ritorna in gloria è il compimento della comunicazione di Dio a questo mondo.

Quindi, l’Antico Testamento è Dio che parla e rivela se stesso. Il Nuovo testamento è Dio che parla e rivela suo Figlio. L’Antico Testamento è l’autorivelazione di Dio, e questo è il tema dell’Antico Testamento. Da Genesi fino alla fine dell’Antico Testamento, fino a Malachia ed in tutto il suo contenuto, il personaggio principale è Dio. È la rivelazione di Dio, chi egli è, quali sono i suoi attributi? Quali sono i suoi atteggiamenti? Come reagisce verso ogni situazione umana possibile? Com’è veramente? Cosa compie? Questo è l’Antico Testamento, è la rivelazione di Dio. Non è la storia dell’uomo. Non è la storia d’Israele, queste storie sono presenti, ma è la rivelazione di Dio, e li vediamo Dio rivelato attraverso l’uomo, attraverso la storia, attraverso Israele, attraverso tutto quello che succede. Qualche volta gli attributi di Dio sono elencati molto chiaramente, come nei Salmi. D’altro lato, a volte vediamo i suoi attributi molto chiaramente seppur egli non è nemmeno citato, così come nel libro di Ester, dove Dio non viene mai menzionato seppur Egli è la forza dominante ed il personaggio dominante del libro intero.

Tramite l’Antico Testamento Dio si rivela all’uomo, per mostrargli chi sia, quale sia la sua natura, cosa tolleri e cosa non tolleri e quanto desideri la santità e punisca il peccato. Nel Nuovo Testamento Dio è rivelato da suo Figlio tramite la sua vita, il suo messaggio, la sua opera ed infine, nel culmine della sua venuta per stabilire il suo regno eterno. In ogni caso, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, Dio ha parlato. E ciò che abbiamo fra le mani è di fatto la Parola di Dio; non è parola d’uomo. Gli scrittori del Nuovo Testamento hanno scritto la Parola di Dio.

Gesù ha promesso “Vi farò ricordare tutte le cose. Vi insegnerò ogni cosa. Vi guiderò in tutta la verità. Vi annunzierò le cose a venire”, e promettendo tali cose, diede a agli apostoli e con loro, agli altri scrittori del Nuovo Testamento, la promessa dell’ispirazione divina; che questi, così come i profeti dell’Antico Testamento, avrebbero scritto la Parola di Dio. E quindi quello che abbiamo fra le mani, miei cari, non è la parola dell’uomo. Non è la parola di uomini religiosi. Non è la parola di uomini saggi e pii, è la Parola di Dio, la Parola di Dio.

Per cui Ebrei 1:1 e 2 parla di rivelazione, della rivelazione di Dio... e quindi, quale processo ha usato Dio per rivelare sé stesso? Consideriamo un altro testo, 2 Pietro capitolo 1. Ed ora prendiamo in esame il processo che Dio ha usato per rivelare sé stesso, che è diventato noto come ispirazione. In 2 Pietro 1, versetto 20 è scritto: “Sappiate prima di tutto questo”, “sappiate prima di tutto questo...” prima di tutto, “che nessuna profezia...” il termine “profezia” qui ha un significato molto generico, non si riferisce ad una sorta di predizione del futuro, ma ad un messaggio, nessuna proclamazione, dice: “Nessun messaggio della Scrittura proviene da un’interpretazione personale”, epiluseòs. Ora, notate questo, “nessun messaggio della Scrittura” proviene da un’epiluseòs; ora cosa significa questo? Potrebbe significare ‘rilasciare’, e quella potrebbe essere l’essenza più vera del termine.

Nessun messaggio della Scrittura ha un’origine propria. Alcuni hanno suggerito che il modo migliore di tradurlo sarebbe “ispirazione” perché questo è ciò che intende dire. Nessun messaggio della Scrittura è una faccenda d’ispirazione propria. Vale a dire, la Scrittura non proviene da uomini ispirati nel senso che alcuni uomini sono ispirati a causa di un certo livello di genio religioso. Qui, il caso genitivo suggerisce che Pietro ha in mente la fonte o l’origine della Scrittura, e che in realtà non sta parlando dell’interpretazione della Bibbia nel senso che descrivereste il suo significato. Ma che sta parlando dell’origine, e che quindi potrebbe dire questo: “Nessuna profezia della Scrittura è una questione che ha origine nella propria mente”, nessun messaggio della Scrittura deriva da alcuna fonte umana. Questa è l’idea.

“Infatti” dice il versetto 21 che “nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo”. La Scrittura non è il prodotto di uomini e non è il prodotto della volontà di uomini, “ma degli uomini sospinti dallo Spirito Santo, parlarono da parte di Dio”, molto chiaro e molto vitale. Nessun messaggio “venne mai”, aoristo passivo indicativo, il verbo è pherò, che significa “sostenere, portare avanti, trasmettere, produrre, portare avanti, portare con sé” – nessun messaggio fu mai trasmesso, portato, trasportato, prodotto, portato avanti da un atto della volontà umana, ma uomini – stesso verbo, pherò, furono portati, trasportati, condotti, portati avanti dallo Spirito Santo per parlare da parte di Dio. Lo Spirito Santo li ha riempiti. L’idea è quella di spiegare le vele al vento su di una nave ed esser trasportati dalla brezza. Lo Spirito di Dio li ha mossi. Li ha sospinti.

Questo è il processo che ci viene riferito. Il contenuto della Bibbia è la rivelazione, il processo tramite il quale quel contenuto fu scritto, viene chiamato ispirazione. E questo non fu un alto livello d’attività umana, non fu nemmeno un alto livello d’attività religiosa umana. Gli uomini sono stati coinvolti nel processo, ma non fu originato da loro stessi, e non venne dai loro desideri e dalle loro volontà; furono usati nel mentre venivano condotti dallo Spirito Santo e furono resi capaci di parlare da parte di Dio. Pronunciarono parole divine. Dio ha usato questi uomini con la loro personalità, nel loro contesto, con alcune delle loro intuizioni, con le loro esperienze, le loro percezioni, ma ogni parola era la Parola di Dio. Questo è il miracolo dell’ispirazione.

Furono usati uomini che, condotti dallo Spirito Santo, parlarono da parte di Dio. Questo è ciò che la Bibbia afferma. Quindi, quando prendete in mano la Bibbia, non state leggendo la parola di uomini. State leggendo la Parola di Dio che fu scritta da uomini che furono condotti in questo processo per la potenza dello Spirito Santo, non senza le loro personalità, non senza le loro esperienze, non senza il loro vocabolario, non senza il loro cuore, la loro passione ed il loro impulso. Ma integrando tutto questo con la potenza dello Spirito di Dio senza mai compromettere la verità del fatto che ogni parola venne da Dio: un miracolo grande e glorioso. Una cosa così vitale.

Quindi, nell’Antico testamento Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti in molti modi ed in molte maniere. E nel Nuovo Testamento invece Dio ha parlato per mezzo di Suo Figlio nei vangeli, e poi ha parlato di suo Figlio nel resto del Nuovo Testamento. Il processo tramite il quale Dio ci ha dato la rivelazione, è l’ispirazione; e l’ispirazione è il modo in cui Dio ha posto la sua rivelazione, per così dire, nelle mani di uomini affinché fosse messa per iscritto. Prima, per essere pronunciata e proclamata, e poi per essere scritta nel mentre erano sostenuti e condotti dallo Spirito Santo. Gli uomini furono usati e nessuna Parola di Dio fu mai violata. L’intera Scrittura pàsa grafè tutta la Scrittura, ogni Scrittura è teòpneustos, soffiata da Dio. La stesura della Scrittura è il respiro di Dio.

Secondo Romani 3:2, nella sua totalità è chiamata “le rivelazioni di Dio”. Quando Paolo parla dei vantaggi di Israele, ovvero, che cos’è che li distingueva dalle altre nazioni? Si riferiva all’Antico Testamento che chiamò “le rivelazioni di Dio”, i discorsi di Dio, le parole di Dio. Geremia funge come buona illustrazione di questo processo; Geremia fu chiamato da Dio ancor prima che nascesse, “La parola del Signore mi fu rivolta” – versetto 4 del capitolo 1, “Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni”. E poi risposi: “Ahimè, Signore, Dio, io non so parlare, perché non sono che un ragazzo”, versetto 9 “poi il Signore stese la mano e mi toccò la bocca; e il Signore mi disse: “Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca’” che affermazione straordinaria! “Io ho messo le mie parole nella tua bocca”, questa era la promessa per gli autori della Scrittura,

Tutta la Scrittura è soffiata da Dio. Tutti gli scritti sacri procedono da Dio, e noi lo riconosciamo, riconosciamo l’unicità divina delle Scrittura. La chiesa primitiva la riconobbe, anche se avvenne solo dopo il 393 con il Concilio di Ippona, e il 411 con il Concilio di Cartagine, che la chiesa in qualche modo stabilì ufficialmente il canone delle Scritture in modo completo. Non ci volle così tanto prima che le persone la riconoscessero. La chiesa non inventò il canone della Scrittura più di quanto Newton inventò la legge di gravità. Newton scoprì la legge di gravità che Dio aveva creato, e la chiesa fin dall’inizio riconobbe i documenti ispirati che Dio stesso aveva scritto. E seppur passò del tempo prima che alcune chiese rappresentative lo stabilissero in modo ufficiale, alla chiesa primitiva era particolarmente chiaro quella che era la Parola di Dio e quella che non lo era, e ci sono un sacco di libri erronei che furono messi da parte, ma quella che era la Parola di Dio è stata riconosciuta come Parola di Dio. Dio è l’autore della Scrittura.

Infatti, spesso nella Bibbia, Dio e il termine “Scrittura” sono usati in modo interscambiabile. In Galati, “La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abraamo questa notizia: ‘In te saranno benedette tutte le nazioni’”. La Scrittura dice: “In te saranno benedette tutte le nazioni”. Se, però, andate a Genesi 12 noterete che è Dio a pronunciare quelle parole. Dio dice/la Scrittura dice... stessa cosa. Ciò che dice la Scrittura, lo dice Dio. Ciò che Dio dice, lo dice la Scrittura.

In Atti capitolo 13, c’è una nota molto interessante nel sermone dell’apostolo Paolo. Al versetto 32 dice: “E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai padri, Dio l’ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel secondo Salmo, ‘Tu sei mio Figlio, oggi io t’ho generato’”, e siccome lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia più a tornare alla decomposizione, Dio ha detto così: ‘Io vi manderò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide’. Difatti egli dice in un altro Salmo: ‘Tu non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione’”, in altre parole, Dio sta parlando nei Salmi, e questo è esattamente ciò che l’apostolo sta affermando, quando i Salmi parlano, Dio parla.

Poco fa stavo pensando a Romani capitolo 9 versetto 17, “La Scrittura infatti dice al faraone: ‘Appunto per questo ti ho suscitato’”, ma la Scrittura non ha detto queste cose, nell’Antico Testamento Dio le ha dette, ma quando Dio parla, parla la Scrittura, e quando la Scrittura parla, Dio parla, e dunque tale terminologia si interscambia. E giusto come nota a piè di pagina: la Bibbia non dice che gli autori erano ispirati. Paolo non lo dice, Pietro non lo dice. Ciò che è ispirato è la Scrittura. Gli uomini stessi non erano ispirati nel senso che non avevano delle capacità soprannaturali, che avrebbero potuto usare in qualsiasi momento per produrre la Scrittura. Le uniche volte in cui furono ispirati erano quando Dio diede loro la sua Parola. Il resto del tempo erano indipendenti da ogni ispirazione.

E quindi, tecnicamente, la Bibbia ignora l’esistenza di uomini ispirati e riconosce solamente ‘parole ispirate’, quelle soffiate da Dio. Nè Isaia, né Davide, né Paolo, né Giovanni né qualsiasi altro autore biblico, furono ispirati come persone in modo che potessero scrivere in modo infallibile a loro piacimento. No, ci furono solo momenti molto speciali nella loro vita, quando ricevettero direttamente da Dio la sua Parola per scriverla, mentre il resto del tempo, quello che scrissero gli apparteneva, era loro. Perciò, a essere ispirati non furono gli uomini, bensì la Scrittura stessa. Dio “soffiò” dentro di loro e loro scrissero parola per parola quello che Dio gli soffiò dentro. Fu più di un semplice dettato: non si limitarono ad ascoltare una voce e a trascrivere meccanicamente quanto udivano; le parole fluivano attraverso i loro cuori, le loro anime, le loro menti, le loro emozioni e le loro esperienze, eppure ogni parola era la Parola di Dio.

Nel mentre Dio soffiò il messaggio in loro, essi furono sospinti dallo Spirito Santo, alcuni l’annunciarono ed altri la scrissero, un processo miracoloso, soprannaturale ed inspiegabile che ci ha rilasciato la Parola di Dio.

Ora, lasciatemene parlare da un punto di vista negativo giusto per illustrare il punto di forza. Ho detto che la Scrittura non parla di uomini ispirati, e ciò che voglio dire è che quando affermiamo che la Bibbia è ispirata, non stiamo dicendo che ci furono alcuni uomini che avevano un livello elevato di capacità umana, che erano una sorta di “geni religiosi”, il mondo è pieno di persone così. Ci sono stati geni musicali che furono prolifici, che erano profondi, che erano ben oltre la gente comune e, forse, ben al di là degli uomini migliori. Ci furono geni, e ci sono geni nella letteratura, geni nella prosa, geni nella poesia, grandi uomini e donne con capacità monumentali dei quali diremmo che erano ispirati, musicisti ispirati, scrittori ispirati, pensatori ispirati o quello che sia.

Ma quando parliamo dell’ispirazione della Bibbia, non stiamo parlando di qualche alto livello di realizzazione umana. Non proprio. Come ho detto, non parliamo di uomini che, a motivo del loro genio religioso, potevano scrivere la Bibbia ogni volta che lo desideravano, no! Nessuno di loro poteva farlo. Potevano farlo solamente quando Dio gli dava loro quello che voleva che fosse detto o scritto sotto l’opera dello Spirito di Dio. A questo proposito, essi non hanno prodotto nient’altro, non hanno prodotto altri scritti. Se Pietro era ispirato, perché non circolano molte altre cose scritte o dette da lui? Perché non hanno scritto altri libri? Perché non hanno continuato a scrivere tantissime altre cose se si trattava solo di un alto livello di genialità umana?

Gli stessi autori della Bibbia affermano che ciò che scrissero, fu scritto da Dio non da loro. Mi sembra un po’ strano che avessero una sorta d’aria d’infallibilità hanno dichiarato di scrivere da parte di Dio senza averne mai la consapevolezza. Quello che voglio dire è che se doveste guardare agli scrittori della Bibbia, noterete che per la maggior parte erano degli uomini comuni non istruiti. Eppure avevano la più assoluta confidenza del fatto che stavano scrivendo la Parola di Dio, infatti nella Bibbia, gli autori hanno affermato circa 4,000 volte che stavano scrivendo la Parola di Dio. Eppure, non ne sembravano mai intimiditi. Voglio dire, si dovrebbe immaginare che ad un certo punto, nel mezzo del discorso dicessero qualcosa del tipo, “E questa è la Parola di Dio! Ora, so che vi sembra difficile credere che io vi stia dando la Parola di Dio con esattezza, ma, ragazzi, dovete capire che è proprio vero. Cioè ve lo dico con il cuore, lo giuro, è tutto vero!”

Non c’è nulla di simile, niente di tutto ciò. E non c’è nemmeno niente del tipo: “Non so perché dovreste crederci, ma vi dico che questo è veramente da parte del Signore, egli mi ha detto di dirvelo!” Non c’è alcun sentimento d’autogiustificazione, non c’è alcun desiderio d’autodifesa. Sebbene molti di loro non avessero una vasta istruzione, e non ricoprivano il ruolo di geni letterari, scrissero parole di profonda saggezza soprannaturale di vasta portata, profezie future, cose che avvennero in modo assolutamente accurato.

Hanno scritto sulla natura e sul carattere di Dio, hanno scritto sui propositi divini di Dio dispiegati nel mondo, ed hanno detto la verità su ogni singola cosa che scrissero ed affermarono tutti che veniva da Dio senza esserne mai intimiditi, sbalorditivo! Sbalorditivo! Hanno dato per scontato che era la Parola di Dio, e l’hanno scritta come tale.

Giacomo descrive l’autorità della Scrittura quando disse al capitolo 4 versetto 5, “Oppure pensate che la Scrittura dichiari invano?” è autorevole. Paolo disse che la legge di Dio era, “Santa, giusta e buona”, riferendosi alla legge di Dio rivelata, l’Antico Testamento. E si, anche gli autori del Nuovo Testamento hanno affermato di scrivere la Parola di Dio proprio come quelli dell’Antico Testamento. Nel Nuovo Testamento ci sono circa 320 citazioni dirette dell’Antico Testamento, e circa 1000 allusioni. Gli autori del Nuovo Testamento credevano chiaramente nell’ispirazione dell’Antico Testamento e credevano nell’ispirazione del loro Nuovo Testamento, come abbiamo visto la scorsa volta. Sapevano che stavano scrivendo la Parola di Dio, e non perché tutto questo veniva da un talento umano di alto livello. Furono sospinti dallo Spirito di Dio per fare ciò che altrimenti non avrebbero mai e poi mai potuto fare.

In secondo luogo, ci sono quelli che dicono, ‘Si, la Bibbia è ispirata, ma solo i concetti e non le singole parole’, e nel corso degli anni, ho cercato di affrontare questo con persone che pensano che gli autori siano stati ispirati da Dio con grandi pensieri religiosi che, però poi hanno scritto con parole loro, e dicono “quindi, di fatto non abbiamo mica le parole di Dio, per cui non è necessario impantanarsi nelle parole, dobbiamo solo afferrare i concetti, seguire le idee ed il ragionamento ma non dobbiamo preoccuparci con le parole, sono solo dettagli che intralciano”, di fatto si sentono spesso persone che dicono: “Lo Spirito vivifica ma la lettera uccide”, o cose del genere.

Ebbene, io vorrei chiedere come si fa a comunicare delle idee senza usare parole, non riesco a capirlo. Se foste Dio, in che modo riuscireste mai a comunicare un’idea a qualcuno senza usare parole? Non ha senso! Quando Mosè volle scusarsi dal parlare per conto del Signore perché non era eloquente abbastanza, Dio non disse: “Sarò con la tua mente e t’insegnerò come pensare”, disse: “Io sarò con la tua”... cosa? “con la tua bocca, e t’insegnerò cosa dire”. Isaia disse: “Ho udito la voce del Signore dire”... e gli ha detto, “Và a dire a questo popolo”. Geremia disse: “la parola del Signore venne a me dicendo”. Ezechiele disse: “Egli mi disse, Figlio d’uomo io ti mando ai figli d’Israele. Ricevi nel tuo cuore tutte le parole che ti dirò, e ascoltale con le tue orecchie, e va e parla loro”, si trattava di parole non di pensieri senza parole, qualsiasi cosa significhi.

Amos disse: “Io non sono profeta, né figlio di profeta; sono un mandriano e coltivo i sicomori. Il Signore mi prese mentre ero dietro al gregge e mi disse: ‘Va’, profetizza al mio popolo, a Israele’”, “Il Signore mi ha detto”. E Paolo fu confrontato da Anania nella sua meravigliosa esperienza di conversione, e riportò l’accaduto in Atti 22: “Il Dio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua bocca”, Dio aveva destinato Paolo ad ascoltarlo e a proclamare ciò che gli venne detto.

Giovanni disse: “Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce che diceva: ‘Quello che vedi, scrivilo in un libro. Scrivi dunque le cose che hai viste, quelle che sono e quelle che devono avvenire’”. E persino Cristo, la Parola fatta carne, ha detto di aver ricevuto il suo messaggio da parte di suo Padre. Isaia disse di Cristo: “Dio ha reso la mia bocca come una spada tagliente”... e, “Il Signore mi ha dato una lingua pronta”, ha persino insegnato a Cristo che cosa dire.

Non si possono avere pensieri senza parole. Quel tipo di concetto è sciocco, si potrebbe persino parlare di una melodia senza note, o di musica senza melodia. Si potrebbe parlare del sole senza luce, oppure di una somma senza cifre, o di geologia senza rocce, o di antropologia senza uomini, pensieri senza parole... è proprio il contrario, guardate a 1 Pietro per un momento, vi mostrerò una cosa interessante, 1 Pietro 1:10 e 11 questo illustra un principio. Pietro sta scrivendo a riguardo dei profeti dell’Antico Testamento mentre riportavano la verità concernente il Messia. E dice, “Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerca i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. Essi cercarono di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro”, in altre parole, qui abbiamo i profeti dell’Antico Testamento che furono portati dallo Spirito Santo e furono condotti a parlare e scrivere a riguardo del Messia. E mentre stavano parlando o scrivendo sul conto del Messia, stavano indagando e ricercando attentamente per capire quello che stavano dicendo.

Il punto è questo, non solo la Bibbia non insegna il fatto che esistano pensieri senza parole, ma, in un certo senso, insegna che a volte, Dio potrebbe dare parole senza pensieri. Ovviamente non mi riferisco a un dettato meccanico insensato, ma al fatto che ci furono molte cose che gli autori dell’Antico Testamento scrissero senza però comprenderle pienamente. Per loro non si trattava di scrivere l’estratto del loro genio religioso, ma di scrivere le parole che Dio gli dava, sia che le comprendessero appieno o no. Ed ecco perché Matteo 24:35 dice: “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole”, non i miei pensieri, “non passeranno mai”.

E qualcun’altro potrebbe dire, «Si, ma la Bibbia è ispirata quando parla di cose sacre, non quando parla di cose secolari come la scienza, la storia, la geografia ed il resto», e di volta in volta dobbiamo affrontare questo tipo di cose; ci sono coloro che dicono: «La storia della Bibbia è sbagliata, la geografia della Bibbia è sbagliata, la matematica della Bibbia è sbagliata. Le affermazioni scientifiche della Bibbia sono errate, ma non preoccuparti, l’ispirazione garantisce solo l’aspetto sacro, non quello secolare», il che vale a dire che Dio se ne intende quando si parla di cose spirituali, ma ha bisogno d’aiuto per altri ambiti, non se la cava bene con altri aspetti”, e ci sono un sacco di persone che vogliono attaccare la Bibbia su queste premesse.

Lasciatemi dare un paio d’illustrazioni piuttosto curiose. Una di queste, probabilmente, vi è molto familiare ed è riportata in Giosuè 10 - non lo leggeremo - ma è là dove si parla di una battaglia in Giosuè 10 partendo dal versetto 12, e dice che nel mezzo della battaglia il sole, si - che cosa? - Si fermò”. E per molti anni ci furono critici che lo derisero e si fecero beffa dicendo “ah il sole si è fermato? Quant’è scientifica questa cosa?” Se ci fosse stata una relazione stabile tra la terra ed il sole, avrebbe dovuto dire che la terra si fermò. Vedete, questo è scientifico, e loro dicono “La Bibbia non è affatto scientifica”.

Ma il fatto è che, se voi foste stati lì quel giorno, vi sarebbe sembrato che il sole fosse rimasto fermo. E quello stesso critico che voleva tanto denigrare quello che dice la Bibbia, è quella stessa persona che al mattino, salta fuori dal letto per guardare fuori dalla finestra sul retro di casa sua e dice: “Che meraviglia… il sole sorge!” Il sole non sta sorgendo affatto! Ma nessuno dice, “Oh, che bel giro della terra!” E nessuno lo dice nemmeno di sera. Diciamo cose del genere tutte le volte. Diciamo che le persone in Australia vivono giù di lì. Ma giù rispetto a cosa? Non sono più giù di quanto lo siamo noi, ma è solo un modo di dire. Diciamo, “Abbiamo cercato per i quattro angoli della terra” ma quali angoli? Ci sono alcune cose che diciamo con una prospettiva umana, cose che non hanno la pretesa d’essere affermazioni di elementi tecnici di natura scientifica.

Poi c’è il racconto del libro dei Re, di 1 Re, anzi 2 Re capitolo 18, dove abbiamo Sennacherib e l’accordo fatto con Ezechia, e dice che questi gli diede 30 talenti d’oro e 300 talenti d’argento, che non sembra proporre alcun problema fino a quando gli archeologi hanno trovato dei documenti Assiri di questa transazione fra Ezechia e Sennacherib. E di fatto hanno trovato la documentazione personale di Sennacherib, ed in quella documentazione ha 800 talenti d’argento, invece di 300. Ed i critici dicono: «Vedete, questo è il genere di cose che sono errate nella Bibbia, perchè non è attenta ai numeretti vari», e poi però ulteriori studi archeologici, hanno rivelato che il metodo di calcolo per l’oro era identico in Giudea ed in Siria, ma invece, quello per calcolare l’argento era diverso, e la differenza fra il talento Giudeo e quello Siriano era tale che 800 talenti Siriani equivalevano a 300 talenti Giudei, e questo è esattamente quello che la Scrittura afferma. La scrittura sta parlando in termini Giudaici ed i documenti di Sennacherib erano invece in Siriano.

Lasciate che ve ne mostri un altro, perchè ci sono tanti esempi di questo tipo, dove sembra che la Bibbia si sbagli ma non è così quando si guarda più da vicino. Uno molto curioso si trova in Numeri 11, andateci, è il quarto libro della Bibbia nell’Antico Testamento, potete trovarlo, Numeri 11 versetto 31 penso sia un esempio interessante, dice: “Un vento si levò, per ordine del Signore”, ora a quel tempo, i figli d’Israele stavano vagando intorno al Sinai. Dovevano esser nutriti e così il Signore li nutrì, ed il modo in cui lo fece è abbastanza curioso. Dice che “Un vento portò delle quaglie dal mare”, questo vento soffiò e portò delle quaglie, e le quaglie vennero nell’accampamento. E dice che: “caddero presso l’accampamento sulla distesa di circa una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall’altro”.

Quindi, non solo si trovavano lì, ma erano anche attorno ad un’area piuttosto estesa. E dice non solo che c’era una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall’altro pieno di quaglie, ma era anche due cubiti di profondità, due cubiti di profondità, circa due cubiti di profondità, ed un cubito sarebbe qualcosa come la distanza dal gomito alla fine della mano, circa 45 cm, quindi stiamo parlando di più di un metro, qualcosa del genere. Prediamo per esempio il critico che decide che si trattava di un metro e venti, e quindi decide di fare qualche calcolo, e dice che questa è una delle cose più ridicole che abbia mai letto. Vorresti forse dire che la distanza equivalente ad un giorno di cammino di quel lato, ed una giornata di cammino dall’altro attorno alla superficie intera dell’accampamento d’Israele era pieno di quaglie fino a un metro e venti di profondità?

Quindi ha calcolato che sarebbero diciannove trilioni, cinquecentotrent’otto miliardi, quattrocentosessant’otto milioni, trecentoseimilaseicentosettantadue quaglie. E naturalmente, ciò ha prodotto grandi risate, “Certamente, sì, 19 trilioni di quaglie una sull’altra...” ma quello ha solo dimostrato la sua ignoranza.

La Scrittura ebraica non dice che erano ammassate dal suolo. Quello che la Scrittura indica nel testo ebraico, è che Dio fece soffiare un vento che spinse le quaglie dalla valle del Nilo nel deserto, e che gli uccelli vennero volando tutti a circa un metro dal suolo. Questo è quello che dice. Normalmente le quaglie non volano a un metro dal suolo, ma furono sospinte lì dal Signore. E di quella maniera era facile prenderle per il popolo, dicevano: “Quale ti piace? Prendo quella”, “Prendi un bastone e colpiscila in testa”. Le quaglie vennero volando a quell’altezza svolazzando nella zona finché tutto il popolo ebbe quello che voleva.

Ascoltate, quando la Bibbia parla di scienza, quando la Bibbia parla di storia, quando la Bibbia parla di matematica, di qualunque altro la Bibbia parli, essa è la Parola di Dio. Dio è infallibile e la Sua Parola è ugualmente infallibile. I critici vogliono schernire la Scrittura, eppure la Bibbia è scientificamente accurata, contiene i principi basilari della scienza. Per esempio, prendete la scienza nei suoi elementi più basilari, gli elementi più basilari della scienza: tempo, forza, azione, spazio, materia, queste cinque cose. Herbert Spencer che morì nel 1903, ridusse tutto ciò che esiste a quelle categorie: tempo, forza, azione, spazio e materia. Ha detto, “ogni cosa dell’universo è racchiusa in queste. Questa è la matrice dell’esistenza”.

Nel 1903 morì salutato come un uomo grande e brillante perché aveva scoperto quella cosa li, ma quello che compreseè che si trova nel primo versetto della Bibbia: “Nel principio (questo è il tempo) Dio (la forza) creò (l’azione) i cieli (lo spazio) e la terra (la materia)”. La matrice dell’esistenza si trovava nel primo versetto. L’universo è un continuum di tempo, forza, azione, spazio, materia, e uno non può esistere senza l’altro. Quindi, l’intero continuum dev’essere esistito simultaneamente dall’inizio. Doveva tutto iniziare insieme. La scienza doveva essere in quella matrice. Nessun elemento di quella matrice poteva mancare, altrimenti non avremmo potuto avere quello che esiste oggi.

Una volta che l’universo fu creato, i suoi processi furono progettati per operare in modo ordinato. Tutta l’energia e la materia furono mantenute dalla loro interazione affinchè un’ulteriore creazione non fosse mai necessaria. Una volta generati: tempo, forza, azione, spazio e materia, il gioco era fatto, è tutto quello di cui hai bisogno, e Genesi 2:2 dice: “Dio compì l’opera che aveva fatto”, lo fece e fu fatto, fece tutto in una volta, creò l’intera matrice ed era finito. Da allora non ci fu più nessuna creazione perchè non c’è stato più bisogno di alcuna creazione. La totale cessazione dell’attività creativa, è stata chiamata dalla scienza la prima legge della termodinamica, o la legge della conservazione delle masse e dell’energia, su cui Einstein passò molto tempo. È il più basilare, universale e sicuro di tutti i principi scientifici, ed è proprio lì nella Parola di Dio. Egli cessò di fare ciò che aveva fatto, era finito, lo fece tutto in una volta ed era finito, si auto-conserva per sua stessa natura.

La seconda legge della termodinamica è la legge del disordine crescente, che afferma che quel sistema intero in quella matrice si sta esaurendo, si sta disintegrando e che alla fine, morirà, ed è certamente quello che stiamo vedendo. “Tutta la creazione - dice Romani 8 – geme e geme e geme ed aspetta… che la maledizione sia invertita”. La scienza non può spiegare, siete pronti? Non può spiegare la seconda legge della termodinamica. Non sanno il perchè tutto sta degenerando verso il disordine, non sanno il perchè tutto si sta esaurendo e precipitando verso la morte. La Bibbia è l’unico posto dove puoi andare per una spiegazione, e la spiegazione è una piccola parola di sette lettere “peccato”, peccato, peccato. Non si può essere nemmeno dei mezzi scienziati se non si crede nel peccato perché non potreste spiegare la natura della matrice dell’esistenza.

La Bibbia è accurata su tutto quello di cui parla. Dice che “Egli sospende la terra sul nulla”. Sia che si parli di geologia, di geodesia, meteorologia, fisiologia, biologia, antropologia, astronomia, idrologia, non mi importa di cosa si stia parlando, quando la Bibbia parla, è accurata.

E poi possiamo considerare altre cose nella Bibbia, come la profezia. Per esempio: forse abbiamo il tempo per mostrare almeno una. Guardate Ezechiele capitolo 28, vi darò solo questo spunto, che è così grande per dimostrare l’accuratezza storica della Scrittura. Ezechiele dal capitolo 26 al 28, e torneremo al capitolo 26. Qui abbiamo una profezia di Ezechiele che riguarda la distruzione della città di Tiro. Tiro era una roccaforte Fenicia, una città di una certa importanza, una città grande, sulla costa della Fenicia, ora conosciuta come Palestina. E la Parola del Signore fu rivolta a Ezechiele nel versetto 2 del capitolo 26 dove si parla della distruzione del posto.

“Figlio d’uomo, poiché Tiro ha detto di Gerusalemme: ‘Ah! Ah! È infranta colei che era la porta dei popoli! La gente si volge verso di me! Io li riempirò di lei che è deserta!” - In altre parole, visto che Tiro aveva schernito Gerusalemme – “Perciò così parla Dio, il Signore: Eccomi contro di te, o Tiro!” Io farò salire contro di te molti popoli, come il mare fa salire le proprie onde. Essi distruggeranno le mura di Tiro e abbatteranno le sue torri; io spazzerò via da lei la polvere e farò di lei una roccia nuda. Essa sarà, in mezzo al mare, un luogo da stendere le reti, poiché io ho parlato dice Dio il Signore; essa sarà abbandonata al saccheggio delle nazioni; le sue figlie, che sono nei campi, saranno uccise dalla spada e quelli di Tiro sapranno che io sono il Signore. Infatti, così dice Dio, il Signore: Ecco, io faccio venire dal settentrione, contro Tiro, Nabucodonosor re di Babilonia, il re dei re, con cavalli, carri e cavalieri, e una gran moltitudine. Egli ucciderà con la spada le tue figlie che sono nei campi, farà contro di te delle torri, innalzerà contro di te dei bastioni, farà muovere contro di te degli scudi; dirigerà contro le tue mura i suoi arieti e con i suoi picconi abbatterà le tue torri. La moltitudine dei suoi cavalli sarà tale che la polvere sollevata da loro ti coprirà; lo strepitio dei suoi cavalieri, dei veicoli e dei suoi carri, farà tremare le tue mura, quando egli entrerà per le tue porte, come si entra in una città dove si è aperta una breccia. Con gli zoccoli dei suoi cavalli egli calpesterà tutte le tue strade; ucciderà il tuo popolo con la spada, e le tue colonne su cui riponi la tua forza cadranno a terra. Essi faranno bottino delle tue ricchezze, saccheggeranno le tue mercanzie, abbatteranno le tue mura, distruggeranno le tue case deliziose, getteranno in mezzo al mare le tue pietre, il tuo legname, la tua polvere. Io farò cessare il rumore dei tuoi canti e il suono delle tue arpe non si udrà più. Ti ridurrò a essere una roccia nuda; tu sarai un luogo da stendere le reti; tu non sarai più ricostruita, perché io, il Signore, ho parlato, dice Dio, il Signore. Così parla Dio, il Signore, a Tiro”.

Ora, gente, questa è roba abbastanza dettagliata. Voglio dire questa non è una profezia generale, è molto specifica. Questa è una grande città Fenicia. Dal settimo secolo a.C., controllava la Fenicia. Aveva mura forti, alte circa 45 metri, erano davvero alte ed erano spesse 4 metri e mezzo, ed era fiorente quando Giosuè condusse Israele in Canan. Hiram I era il re a quel tempo aiutò Davide a costruire il palazzo, e secondo 1 Cronache 22 aiutò Salomone a costruire il tempio. Tre anni dopo che questa profezia fu pronunciata, Nabucodonosor arrivò ed assediò questa città per 13 anni. Capite che queste erano città murate, quindi, se non riusciva ad entrarci doveva solo impedire che qualsiasi cosa vi entrasse, e alla fine sarebbero morti di fame. Gli ci vollero 13 anni, dal 585 al 573 a.C. Alla fine, la città si arrese perché stavano morendo tutti. Nabucodonosor abbatté le mura e le torri, distrusse la città, fece ogni singola cosa che Ezechiele ha detto che avrebbe fatto, ed ovviamente, quando lo stava facendo non stava mica leggendo Ezechiele. Entrò nella citta, ma non trovò il bottino. Pensò di trovarlo, ma si erano serviti della flotta per portarlo via. Portarono il bottino a mezzo kilometro di distanza sulla costa, e naturalemente, al capitolo 29, Ezechiele dice: “Tu non avrai nessun vantaggio”, “non avrai nessun vantaggio”, ed è esattamente ciò che successe. Quando arrivò lì, avevano portato via tutti gli oggetti di valore sull’isola e Nabucodonosor non aveva una forza navale per andare a prenderselo. L’isola, quindi, divenne la nuova città e fiorì per 250 anni e solamente una parte della profezia fu adempiuta, la parte che riguardava Nabucodonosor, la parte che riguardava l’abbattimento e la distruzione delle mura, il massacro del popolo, il mancato bottino. Ma non tutta la profezia era ancora compiuta. Le rovine erano ancora sul vecchio sito, le macerie erano ancora lì.

Dopo 250 anni, arrivò un giovane di 24 anni chiamato Alessandro il Grande. Aveva 33,000 fanti e 15,000 cavalieri. Aveva appena sconfitto i Persiani ed era in tragitto verso l’Egitto. Aveva bisogno di rifornimenti ed arrivò sull’isola che era ora città di Tiro, mandò un messaggio dicendo: “Voglio che tu fornisca tutti i miei uomini, tutti i miei cavalli e tutto il mio esercito”, essi risposero, “Scordatelo amico. Tu non hai una flotta e noi siamo su un’isola. Non abbiamo affatto intenzione di aiutarti”, non gli piacque, e non era buono fare infuriare Alessandro. Non aveva una flotta, ma decise di trovare un modo per raggiungere l’isola. Quindi fece quello che Ezechiele, il profeta, disse che avrebbe fatto, dice che il posto ‘sarebbe stato raschiato come una roccia nuda e tutte le macerie sarebbero state buttate nel mare’.

Ora, quale conquistatore sano di mente avrebbe mai fatto una cosa del genere? Una volta conquistato il posto, perché mai sprecare il tempo per raccogliere tutto e buttarlo nel mare, ogni pietra e tutto il resto? Ma questo era esattamente ciò che doveva succedere, e quindi Alessandro lo fece. Prese tutte le macerie e costruì, con quei detriti, una strada rialzata lunga 600 metri e larga 60 metri per raggiungere l’isola.

Ora però anche l’isola era fortificata con mura potenti che arrivavano fino al bordo del mare, e quando Alessandro si avvicinò, si rese conto che avrebbe dovuto superare le mura. E quindi, secondo il documento, per poterle tirare giù costruì delle torri massicce chiamate heliopolis alte 50 metri, più di 20 piani. Ed erano provviste di artiglieria e di un ponte mobile, le spinsero sulla strada rialzata, spararono alle persone e quando arrivarono alle mura abbassarono i ponti ed entrarono. Naturalmente, durante questo processo, nel corso d’azione il popolo gli stava buttando cose addosso e gli stavano sparando oggetti dalle mura, e quindi s’inventarono quello che fu chiamato tartaruga, grandi scudi che tenevano per proteggere gli operai mentre costruivano la strada rialzata.

Gli ci vollero 7 mesi. Ma entrò ed uccise 8,000 persone, nel corso di pochi mesi ne giustiziò più di 7,000 e 30,000 furono schiavizzati, e così facendo adempì ogni singolo dettaglio della profezia. E seppur la città di Gerusalemme sia stata ricostruita 17 volte, Tiro non fu mai ricostruita, e questo è esattamente quello che Dio disse: “Tu non sarai più ricostruita”. Sapete cosa c’è lì? Se ci andate scoprirete cosa ci fanno. Asciugano le reti da pesca, proprio come è stato detto. Qual è la probabilità che questo accada per caso? Qualcosa come una su 75 milioni!

A proposito, anche una città sorella di nome Sidone ricevette una profezia. Versetto 22 di Ezechiele 28: “Così parla Dio, il Signore: Eccomi contro di te, o Sidone! Io mi glorificherò in mezzo a te e si conoscerà che io sono il Signore, quando avrò eseguito i miei giudizi contro di lei, e mi sarò santificato in lei. Io manderò contro di lei la peste e ci sarà sangue sulle sue strade; in mezzo a essa cadranno gli uccisi dalla spada che piomberà su di lei da tutte le parti; e si riconoscerà che io sono il Signore”.

Hmm. Sarà un massacro! E tra l’altro questa era il centro dell’adorazione di Baal, situata a circa 30 chilometri a nord di Tiro. La profezia parla di sangue sulle strade, spade ovunque, ma non c’era nessuna profezia di una distruzione definitiva, e questo è quello che successe: sangue ovunque, spade ovunque. Quella povera città fu messa alle strette e assediata molte, molte, molte volte, ma è ancora una città, oggi si chiama Saida ed è ancora lì.

Nel 351 a.C. fu governata dalla Persia, fu assediata durante la rivoluzione ed ogni speranza di salvarla svanì. Quando la popolazione fu attaccata dai Persiani, 40,000 di loro scelsero di morire piuttosto che sottomettersi alla violenza dei Persiani, così si diedero fuoco e bruciarono con le loro case. Il sangue scorreva per le strade, e quella città Sidone o Saida, fu presa tre volte dai crociati, e tre volte dai Mussulmani, nel 1840 fu bombardata dalle forze di coalizione dell’Inghilterra, Francia e Turchia, ma è ancora lì, perché Dio non disse mai che l’avrebbe distrutta, ed è ancora lì.

Potete studiare la Bibbia, ed essa vi predice fatti storici che sono assolutamente accurati. Ezechiele 30 ha profetizzato la distruzione dell’Egitto. Naum 1, la distruzione di Ninive. Isaia 13, la distruzione di Babilonia. Osea 13, la distruzione della Samaria. Ezechiele 25, la distruzione di Moab e Ammon. Un matematico di nome Peter Stoner prese undici delle profezie con tutti i loro dettagli e ha calcolato la probabilità che una cosa tale potesse accadere per caso: 1 su 5,76 x 10 elevato alla 59° potenza. E voi potreste chiedere: “Cosa significa?” Non lo so. Non posso neanche pensare in quel modo...

Come si fa a calcolarlo? Cioè come si può capire una cosa tale? Ebbene, lo stimò dicendo che se l’intero universe contenesse 2 trilioni di galassie ed ogni galassia avesse 100 miliardi di stelle, potremmo calcolare tutte le stelle di tutte le galassie fino a 2 x 10 elevato alla quinta con dollari d’argento, un numero incredibile. Questo tipo di probabilità non accadono.

Quindi, capite che quando la Bibbia tratta temi scientifici, geografici, storici, o qualsiasi altra cosa, è accurata. Questa è la Parola di Dio, e qual è il beneficio di tutto questo? Torniamo al nostro testo iniziale e concludiamo lì. 2 Timoteo 3, qual’è il beneficio di tutto questo? “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” che cosa straordinaria!

Non solo abbiamo la Parola di Dio, abbiamo la Parola di Dio che può equipaggiarci pienamente per ogni opera buona. Voglio dire, sarebbe una gran cosa se avessimo solo una bella Parola da Dio, ma noi abbiamo una Parola da Dio che cambia la vita. E quale dovrebbe essere la nostra risposta? Prima di tutto crederci, crederci! Secondo, studiarla. Terzo, onorarla! Così Dio sarà esaltato. Amarla! “Oh, quanto amo la tua legge”, disse Davide nel Salmo 119:97. ObbedirLa fare ciò che comanda. Combattere per essa, Giuda 3, “combattere strenuamente per la fede”, e predicarla, 2 Timoteo 4:2 “Predica la parola”.

Comprendete il fatto che nel corso della vostra vita mangerai qualcosa come 150 capi di bestiame? Forse un po’ di più. Mangerai almeno 3,000 polli, per esser conservatori. Circa 225 agnelli, 26 pecore, ti mangerai 310 maiali solo tra pancetta e prosciutto. Solo tu consumerai più di 10 ettari di grano e 20 di frutta e verdura. Posso ricordarti quello che disse Gesù? “L’uomo non vivrà di”... di che cosa? “di solo pane, ma di ogni parola che proviene - da dove? - che proviene dalla bocca del Signore”. Caro amico, mentre mangi tutto il resto, prendi un po’ di tempo con questo libro. Preghiamo.

“Di ogni parola che proviene dalla bocca del Signore”, che dichiarazione! Padre, come siamo entusiasti nel sapere che questo è ciò che è la nostra Bibbia, parole che sono procedute dalla bocca di Dio, il Dio che non conosce solo la storia, ma che la scrive; che non solo comprende la scienza, ma l’ha creata; che non solo comprende la dimensione spirituale, ma che è quella realtà. Oh Dio, che tesoro! Aiutaci ad amare la tua Parola, a onorare la tua Parola, a credere alla tua Parola, a studiare la tua Parola, a difendere la tua Parola, a proclamare la tua Parola. Fai di noi persone del Libro che mentre nutriamo noi stessi delle cose in questa vita, non dimentichiamo che viviamo davvero mediante ogni Parola che proviene dalla tua bocca.

Padre, aiuta ognuno di noi a prendere gli impegni che dobbiamo per rinvigorire la nostra devozione verso la tua Parola, perchè in essa Ti sei rivelato. E dunque bramiamo conoscerti. Fa si che possiamo renderci conto che possiamo conoscerti tramite la Tua Parola, e tramite quelle prove ed esperienze della vita che ci permettono di metterla in pratica. Riscontra ogni bisogno di ogni cuore, nel nome di Cristo, amen.

FINE

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