Voglio darvi il benvenuto al nostro studio dell’epistola di Giacomo. Quindi potete prendere la vostra Bibbia ed aprirla a Giacomo. Abbiamo molto davanti a noi in questa grande epistola, ma questa sera ci fermeremo giusto per dare un breve sguardo al versetto 18. Normalmente, prenderemmo anche un’altra sezione in considerazione a partire dal versetto 19, visto che abbiamo menzionato il versetto 18 nell’ultimo studio. Ma voglio fermarmi un momento ed espandere la nostra comprensione di Giacomo 1:18, perché è un versetto davvero, davvero incredibile. Questo è un versetto che di fatto articola in modo molto semplice il significato della nuova nascita, il significato della salvezza.
Questa mattina ero interessato alla reception per i nostri ospiti perchè ho incontrato una giovane che viene dal Giappone e capisce un po’ di inglese, inglese conversazionale e questa mattina mi ha confessato di essersi trovata in difficoltà nel cercare di seguire quello che avevo detto nel messaggio. E non mi ha fatto riflettere tanto sul fatto che le parole che dico non siano intelligibili di per sé, ma sul fatto che più tempo sei cristiano e più sei impegnato nel cristianesimo e nella parola di Dio, più sviluppi un certo gergo evangelico e quando arriva qualcuno che ha solamente un inglese conversazionale avrà molte difficoltà a collegarsi a quello che si dice e quindi questo è un buon promemoria che ogni tanto dobbiamo tornare alla realtà semplice di cosa sia davvero il Vangelo e questo è quello che vogliamo fare questa sera. Guardiamo insieme al versetto 18 del capitolo 1 di Giacomo.
Dice questo: “Egli ha voluto”, parlando del Padre, Dio Padre, così come menzionato nel versetto 17, “Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature”, un versetto semplice, ma in cui è racchiusa tutta la ricchezza della nuova nascita. L’Antico Testamento disse: ‘siate santi così come io sono santo’, Pietro disse, nella sua epistola: ‘siate santi, perché io, il Signore, sono santo’, per presentarsi alla presenza di Dio, l’uomo deve essere santo. Separato dal peccato per la giustizia. Ora le persone però non sono sante, e quello è ovvio. Non sono giusti, sono peccatori. Non pensano giustamente, non parlano bene, e non agiscono giustamente, non fanno il bene. Non percepiscono correttamente Dio. Non percepiscono correttamente se stessi. Non percepiscono correttamente la verità di Dio, la rivelazione di Dio o la legge di Dio o la volontà di Dio.
Ma anche se gli uomini non sono santi e non sono in regola con Dio, per la maggior parte non percepiscono di non esserlo. Non capiscono di non essere giusti, non accettano di buon grado la diagnosi della Scrittura che sono peccatori. Gli uomini non sono santi, e ancora peggio, non riconoscono né il bisogno della santità né, in molti casi, la sua assenza. E se dovessero riconoscere di non esser santi, di solito danno la colpa a qualcun altro. Ed è di questo che abbiamo discusso nel nostro ultimo approfondimento di questo capitolo straordinario. In modo indiretto, gli uomini scaricano la responsabilità della loro peccaminosità su Dio, tipicamente. E mentre esaminavamo i versetti che vanno dal 13 al 18, abbiamo visto che non abbiamo nessuno da incolpare se non noi stessi per la nostra peccaminosità. Certamente, non possiamo incolpare Dio dicendo, beh, Dio ci ha creati così ed ha fatto leggi che sono impossibili da mantenere. Dio mi ha permesso di diventare quello che sono a causa dell’ambiente che mi circonda; Dio mi ha messo in certe circostanze che pongono certi vincoli a tal punto che non posso controllare il mio comportamento, ecc, ecc, ecc. Ma quello che Giacomo ci dice è che Dio non può avere alcuna parte nella nostra peccaminosità, direttamente o indirettamente.
Quindi le persone, per avere una relazione con Dio, devono esser santi. Non sono santi, e per la maggior parte, non riconoscono nemmeno di non esserlo e se riconoscono di peccare, di solito son pronti a dare la colpa a qualcun altro, e quel qualcun altro, in un senso molto vago, è Dio che li ha messi nelle circostanze in cui si trovano e gli ha dato gli impulsi che gli ha dato e quindi vogliono sottrarsi dalla responsabilità. Quindi Giacomo dice nei versetti dal 13 al 18, non puoi incolpare nessuno tranne te stesso per il tuo peccato. Nel versetto 13 dice, la natura del male dimostra proprio quello, “Nessuno, quand’è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno”, non potete incolpare Dio per il male perché Dio e il male sono mutuamente esclusivi. E poi nel versetto 14, la natura dell’uomo. Dice, l’uomo ha i problemi suoi. L’uomo è tentato quando è “attirato dalla sua concupiscenza che lo attra e lo seduce”; il problema risiede nell’uomo, nella sua peccaminosità, nel suo stato decaduto. Poi parla della natura della concupiscenza stessa nei versetti 15 e 16.
“Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte”, e non sbagliatevi su questo. In altre parole, capite che questa è la realtà del peccato, quindi non è Dio, perché Dio ed il male sono incompatibili. Il problema risiede nella natura dell’uomo e nella natura dell’uomo il problema è il suo desiderio malvagia, la sua concupiscenza, la sua passione verso ciò che è sbagliato. Poi nel versetto 17, torna a discutere della natura di Dio e dice, da Dio viene ogni dono buono e ogni dono perfetto e ciò non varia mai e non c’è mai alcuna ombra su questo, quindi non puoi incolpare Dio perché la Sua natura è di dare solo cose buone. Solo il bene viene da Dio. Quindi, dice, non possiamo incolpare Dio per il nostro peccato a causa della natura del male, della natura dell’uomo, della natura della concupiscenza e della natura di Dio stesso. E poi nel versetto 18 riassume i suoi argomenti dicendo che la natura della rigenerazione stessa, o della conversione, o della salvezza, o della nuova nascita, ci mostrano che Dio non c’induce al peccato. Il versetto 18 dice, “Egli ha voluto”, in altre parole, era sua volontà, cosa? “Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà per diventare come Lui, una sorta di primizie delle sue creature”. Quindi lo scopo della rigenerazione era di dare alla luce la vita. Di crearci per fare il bene e non il male, per darci potere sul peccato come parte di una nuova creazione.
Dunque Dio non è in alcun modo coinvolto nella nostra peccaminosità. Non può essere mescolato con il male. Il problema si trova nell’uomo e nell’uomo, il problema è legato alla sua concupiscenza. La natura di Dio è tale che Egli dà solo doni buoni e quando Dio tocca la tua vita, è per produrre vita, non morte, per produrre giustizia, non peccato, per fare una nuova creazione, non per esercitare quella vecchia.
Quindi tutte queste cose che abbiamo esaminato l’ultima volta, indicano il fatto che Dio non può essere direttamente o indirettamente la fonte del peccato. Dio non è e non può tentare gli uomini a peccare. E quindi abbiamo esaminato il versetto 18 sotto questa luce. Ma il versetto è così ricco perché discute questa questione della nuova nascita, del generare la persona, della rigenerazione di una persona e richiede un esame più attento e più prolungato, cosa che vogliamo fare questa sera stessa. C’introduce al tema della rigenerazione nel versetto 18 in connessione con un punto nel suo contesto; ed il punto è quello che vi ho appena detto, sta usando la rigenerazione come modo per mostrar il fatto che Dio non conduce nessuno al peccato, ma che le conduce ad essere creazioni di un nuovo tipo, come Lui. Le conduce fuori dal peccato alla nuova vita. E ciò sarebbe incompatibile con qualsiasi pensiero che ci avrebbe condotto al peccato; ci ricrea per allontanarci dal peccato, non per portarci verso il peccato, ma a parte del contesto stesso, nel mentre esamineremo il versetto, voglio che lo esaminiate di per sé, perché dice così tanto sul conto della rigenerazione, e l’insegnamento intero della rigenerazione e della nuova nascita merita la nostra attenzione. Ora tenete a mente quello che ho detto pocanzi, e che abbiamo anche notato nel testo stesso, ovvero che l’uomo è pieno di concupiscenza e la concupiscenza produce il peccato ed il peccato genera la morte. È vero che senza santità nessuno avrà mai una relazione con Dio, nessuno conoscerà mai Dio pienamente. Nessuno entrerà mai nella presenza eterna di Dio senza santità. Eppure l’uomo è impuro e peccatore e tutto nella sua natura produce concupiscenza e male. Per darvi una comprensione più chiara di questo, venite con me a Romani capitolo 3.
Una porzione molto familiare delle Scritture per gli studenti della Bibbia ma che necessita d’esser consultata alla luce di questo punto particolare. Alla fine del versetto 9 dice, Ebrei e Greci, sono tutti sotto il peccato. Sono letteralmente tutti sotto il dominio del peccato. Sono tutti soggetti al controllo del peccato. E poi prosegue dimostrando questo concetto più estensivamente citando alcuni passaggi dell’Antico Testamento e dice: “com’è scritto:
«Non c’è nessun giusto, neppure uno...” Non c’è nessun essere umano creato in questo mondo dopo la caduta di Adamo che sia giusto, il che significa che sia in regola con Dio, che faccia ciò che è giusto, che obbedisca alla volontà di Dio di per sé.
Non c’è nessuno giusto, neppure uno, “non c’è nessuno che capisca”, ovvero, non c’è nessuno che comprenda appieno quello che Dio richiede ed è completamente capace di comprenderlo e di realizzarlo. “Non c’è nemmeno nessuno che cerchi Dio”, la tendenza dell’uomo è quella di cercare il peccato. Gli uomini amano, cosa? Le tenebre, dice Giovanni 3, piuttosto che la luce perché le loro opere sono malvagie. “Tutti si son sviati”, si son tutti sviati dal sentiero che Dio aveva ordinato per la loro rettitudine; “Tutti quanti si son corrotti”, e la parola greca lì è la stessa per indicare il latte inacidito, che non è buono a niente, son assolutamente inutili, e “Non c’è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno”, e poi descrive la natura del loro male, dice: “La loro gola è un sepolcro aperto”; puzza come un cadavere il cui odore fuoriesce dalla tomba, “con le loro lingue hanno tramato frode», «sotto le loro labbra c’è un veleno di serpenti».” L’uomo in sè viene rivelato in tutto e per tutto tramite le sue conversazioni e quello che c’è nella Sua mente, e la bruttezza empia, contaminata, morta della sua natura peccaminosa fuorisce dalla sua bocca. “La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza». «I loro piedi sono veloci a spargere il sangue. Rovina e calamità sono sul loro cammmino e non conoscono la via della pace». «e non c’è assolutamente alcuna riverenza per Dio davanti ai loro occhi”, e questa è la definizione dell’uomo peccaminoso, dell’uomo senza di Dio; ed il mondo intero è sottoposto a questa definizione, nel versetto 19 dice: “ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio”, e non c’è modo, dice il versetto 20, “che mediante le loro opere nella carne possono esser giustificati davanti a Dio”; ovvero, obbedendo a certe leggi, regole, anche se si tratta della legge di Dio. La legge non fa altro che produrre la conoscenza del peccato, non produce alcuna giustizia. Quindi questa è la definizione dell’uomo da Romani 3, l’uomo nel suo stato peccaminoso, guardate ad Efesini 2.
In Efesini 2 dice, versetto 1, “voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati”, e qui troviamo che l’uomo è caratterizzato di nuovo come morto, la puzza del cadavere e la caratteristica della sua morte è che è una morte nella colpa e nel peccato. Usa due termini per mostrare la vastità e l’estensione della sua peccaminosità. Cammina, dice, secondo l’andazzo di questo mondo. In altre parole, la sua condotta quotidiana è dettata dal sistema empio. Colui che ha il controllo della sua vita è il principe della potenza dell’aria, lo spirito che opera oggi nei figli della disubbidienza, e questi sono titoli per Satana. Lui opera, secondo il versetto 3, , secondo i desideri della sua carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei suoi pensieri; ed è per natura figlio d’ira, come il resto”, il che significa che è un bersaglio del giudizio, ed è l’oggetto del Suo giudizio.
Ora tutto questo è molto basilare, l’uomo per avere una giusta relazione con Dio, dev esser Santo, però non lo è. Non riconosce neanche di non essere e talvolta, se riconosce di non esserlo e quindi d’esser peccatore, tende a dare la colpa a Dio per le sue circostanze, scaricando così la sua responsabilità, il che lo tiene confinato sotto la soggezione del peccato e quindi tagliato fuori da Dio. Ora la domanda sorge spontanea, cosa si potrebbe fare per aiutare un tal’uomo? Cosa si può fare per cambiare la situazione? Di cos’ha bisogno quest’uomo? I cambiamenti esteriori non sono abbastanza. Non può, con una semplice risoluzione nella sua mente, decidere di obbedire alla legge di Dio e quindi uscire da questa morte, non può darsi una nuova vita da sè.
Ora, ha bisogno d’esser ricreato; ha bisogno di un nuovo cuore, di una nuova persona interiore, di un nuovo principio di vita, deve nascere di nuovo, deve ricominciare tutto da capo e deve uscirne diverso. Come se, nelle parole di Nicodemo, potesse tornare indietro nel grembo di sua madre e ricominciare tutto da capo con una natura diversa. Visto che la santità è la condizione assoluta per accettare la comunione con Dio, l’uomo peccatore nella sua condizione morta e decaduta non può e non potrà mai avere quella comunione e Dio non accetterà il suo sé corrotto, quindi ha bisogno di una nuova vita, ha bisogno di una vita completamente nuova. Quindi quando parliamo del Vangelo o della nuova nascita, non stiamo parlando di aggiungere qualcosa. Non stiamo parlando di appiccicare qualcosa. Non stiamo parlando di mettere un nastro su una scrofa. Non stiamo parlando di mettere un nuovo abito su un vecchio uomo. Stiamo parlando di una trasformazione totale. Per entrare in un giusto rapporto con Dio, si richiede una persona completamente nuova. Devi tornare indietro e ricominciare tutto da capo e rinascere in una nuova vita.
Ora la Scrittura conferma questo. Non è nemmeno una novità, nel Nuovo Testamento, questo faceva parte della promessa in anticipazione dall’Antico Testamento. Geremia, per esempio, dice che il cuore dell’uomo è ingannevole più di ogni altra cosa e disperatamente malvagio e Geremia dice: “Può un Cusita cambiare la sua pelle” può lui, volendo o desiderando, pu; cambiare il colore della sua pelle scura? E poi Geremia dice, può il leopardo cambiare le sue macchie? E la risposta ovvia è: Certo che no, “Solo allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene”.
Neanche tu puoi cambiare la tua vita da solo, quindi hai bisogno di una trasformazione e questo è Geremia 13:23 e nel capitolo 31, arriva la promessa meravigliosa di quella trasformazione, Geremia 31:31, “«Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che feci con i loro padri il giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d’Egitto...” e così via, sta dicendo: ‘Farò un nuovo patto’, verso 33, “«io metterò la mia legge nell’intimo loro,
la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo”, io andrò dentro e gli cambierò dall’interno. Non son in grado di farlo da soli e quindi deve esser fatto per loro. L’uomo deve cambiare al nucleo stesso del suo essere.
L’uomo naturale, ovvero l’uomo non rigenerato, l’uomo che non conosce Dio, l’uomo peccatore, l’uomo non redento, non salvato, non – dice 1 Corinzi 2:14 – riceve le cose dello spirito di Dio”, non può riceverle, è morto, ed un cadavere non risponde a nulla. E quindi di cosa ha bisogno? Ha bisogno di una nuova nascita, ha bisogno di una nuova vita, vi ho appena letto Efesini 2 dall’1 al 3, sul fatto che gli uomini son morti nelle loro trasgressioni e nei loro peccati seguendo la concupiscenza della carne, della mente, ed i desideri della carne, essendo soggetti alla guida di Satana, il principe della potenza dell’aria, sono figli d’ira, ma dice, che anche quando eravamo morti nei nostri peccati, in quello stesso capitolo al versetto 5, “Cristo ci ha vivificati e ci ha risuscitati”, e questa è l’idea della resurrezione dai morti, di una nuova vita, di una nuova nascita. In Romani 6, dice che quando riponi la tua fede in Cristo, “muori e risorgi per camminare” ed usa quest’espressione meravigliosa, “per camminare in novità di cosa? Di vita”. Ora questo è quello che ogni persona dovrebbe avere, novità di vita. La vecchia vita deve essere totalmente eliminata e deve arrivare quella nuova. In Efesini 4:24, rivestitevi dell’uomo nuovo – ed ascoltate qui, dice: - che è creato a immagine di Dio nella giustizia”, quando siete venuti alla salvezza, avete indossato un uomo nuovo, una nuova persona, non solamente dei nuovi vestiti, ma una persona nuova.
È una ricreazione. L’illustrazione migliore e la più grafica di questo concetto si trova nell’incontro meraviglioso tra Gesù e Nicodemo, quindi andiamo a Giovanni 3 e diamogli un’occhiata veloce per ricordarci di questa storia meravigliosa. “C’era tra i farisei”, che era un leader religioso di grande stima, che potrebbe era più prominente di qualsiasi altro insegnante perchè nel versetto 10 Gesù dice, “sei tu – ed usa l’articolo determinativo, l’insegnante d’Israele e non conosci queste cose”, quindi qui c’è un uomo che forse pubblicamente è riconosciuto come “l’insegnante in Israele” di grande statura, un fariseo ben versato nella legge. E questo s’avvicinò a Gesù e disse: “noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio”, questo era un uomo di grande stima, un uomo che riconobbe la sua propria vocazione, e riconobbe il fatto che c’era qualcuno che era significativamente superiore a lui nella comprensione, e quindi si avvicinò a Gesù e gli disse nel versetto 2, “noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui»“, e non dice mai quello che c’è nel suo cuore, non pone mai la domanda, ma Gesù gli legge il cuore, “e Gesù gli rispose”, il che è un’affermazione interessante perchè Lui non gli aveva chiesto nulla... Egli disse solamente: ‘Sei un insegnante’, e poi affermò il fatto di sapere che proveniva da Dio, ma Gesù rispose alla domanda che c’era nel cuore suo e disse: “«In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»“, e sapeva che quello che c’era nel cuore di Nicodemo era la questione collegata al come entrare a far parte del regno.
Questo era un uomo che era l’insegnante d’Israele. Un fariseo, che aveva tutto al posto giusto da un punto di vista religioso, ma sapeva di non essere entrato veramente nel regno di Dio. E come faceva a sapeva di non esserci entrato? Perché non c’era nulla dentro di lui che lo confermasse. Quindi si avvicinò -a Gesù e la domanda del suo cuore è, cosa devo fare per entrare nel regno e l’implicazione sarebbe, sono molto religioso, studio la legge, cerco di vivere secondo il codice dell’Antico Testamento. Sono un uomo etico. Sono un uomo fidato. Sono un uomo rispettato. Cosa devo aggiungere alla mia vita per entrare nel regno e Gesù gli disse: ‘non devi aggiungere nulla, devi ricominciare tutto da capo’, devi solamente uccidere la cosa intera e ricominciare con la nascita, devi nascere di nuovo. “Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio?” Ora, non stava parlando della cosa fisica, per favore, non stava mica chiedendo, fisicamente parlando, come posso tornare indietro e nascere di nuovo? Sa di cosa sta parlando Gesù. Sta semplicemente riprendendo lo stesso tipo di linguaggio velato, di discorsi parabolici, il meshal, il tipo di discorso che usavano. E stava solamente riprendendo la stessa metafora, gli stessi termini descrittivi che Gesù ha usato e sta chiedendo: ‘com’è che qualcuno, dopo tanti anni seguendo la stessa religione, dopo tanti anni seguendo un codice, dopo tanti anni, dall’essere un fariseo e un rabbino ed un insegnante della legge, come può tornare indietro ed annullare tutto per ricominciare da capo. Sta dicendo quello, e se avete mai parlato con un ebreo ortodosso, di qualsiasi età, comprenderete questa mentalità. Come posso mai srotolare tutto questo inseguimento religioso che durò una vita intera, per ricominciare tutto da capo, questo era quello che c’era nella mente di Nicodemo, “Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?” ed in quel momento stava parlando in ironia. Stava dicendo la stessa cosa, in linea con l’analogia che usò Gesù. Come posso rinascere spiritualmente? Sapeva che Gesù stava parlando spiritualmente, com’è possibile? Come può avvenire? E Gesù gli dice, in sostanza, non puoi.
Non puoi, Nicodemo, “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può – cosa? – entrare nel regno di Dio” Sta dicendo: ‘non puoi farlo da solo, dev esser fatto dall’acqua e dallo Spirito’. Deve essere fatto da una potenza e una risorsa al di fuori di noi stessi, al di fuori di noi stessi. E quella potenza è l’acqua e lo Spirito. Ora a cosa si riferisce? Questa è l’acqua della salvezza, e credo che se torniamo per un breve momento a Ezechiele 36, vedrete quello di cui sta parlando. Gesù sta parlando a Nicodemo in termini molto familiari, conosceva l’Antico Testamento. Conosceva la promessa di Ezechiele 36 versetto 25, “Io aspergerò d’acqua pura”, chi è quell’ “Io”? Dio.
Questo è un atto sovrano, “e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli”, quello che Nicodemo sta dicendo è questo: prima di tutto, devi esser ripulito sovranamente da Dio stesso. In secondo luogo, questa purificazione proviene dallo Spirito Santo. Hai bisogno di una salvezza sovrana che viene da fuori te stesso. Proprio come Ezechiele profetizzò, acqua pura, che pulisce la nostra sporcizia. Paolo scrivendo a Tito parla della purificazione dell’acqua tramite la parola. L’acqua della rigenerazione, versetto 26 dice, “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne”, e poi questo, “Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”.
Quindi quando Gesù dice a Nicodemo che doveva nascere dall’acqua e dallo Spirito per entrare nel regno, lo stava portando proprio indietro a Ezechiele 36 e gli stava dicendo: ‘lo sai bene quello che disse il profeta, hai bisogno di esser purificato sovranamente da Dio, un atto che è al di fuori di te stesso, ed hai bisogno dell’impianto dello Spirito Santo nel tuo cuore affinchè ti dia una nuova vita, un nuovo cuore ed una nuova motivazione, perché? Versetto 6, se provi a farlo da solo, ciò che è nato dalla carne è cosa? Non riuscirai a far altro che, cosa? Che riprodurti da solo, ci sarà solo più di te, ma quello che è nato dallo Spirito è cosa? Spirito. Quindi non esser sorpreso se ti ho detto che devi nascere di nuovo. Non sorprenderti. E poi dice, “Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; cosí è di chiunque è nato dallo Spirito»“, sapete cosa sta dicendo lì? Sta dicendo, ‘non posso dirti come o quando lo Spirito Santo lo fa, ma è un atto sovrano dello Spirito Santo’. Non può essere pianificato e non lo si può vedere neanche arrivare o andarsene, ma lo Spirito di Dio si muove dove vuole e dà nuova nascita a chiunque vuole come Dio sovrano, tramite l’azione dello Spirito, e la purificazione dell’acqua della Parola nella rigenerazione, che purifica il cuore ed impianta lo spirito stesso nell’uomo. Ciò di cui hai bisogno, Nicodemo, è nuova vita e quello è un atto sovrano di Dio. Proprio come Geremia 24 disse nel versetto 7 dove Dio disse, “Io darò loro un cuore per conoscermi”, una nuova natura, un nuovo cuore, una nuova vita, “Se qualcuno è in Cristo, 2 Corinzi 5:17, è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate, ecco, tutte sono diventate nuove”; quindi quello che sto dicendo qui è che una nuova nascita è essenziale. Questa è l’essenza della salvezza, è Dio che sovranamente scende su un peccatore e per la sua grazia lo purifica e gl’impianta il suo spirito in modo che la purificazione di quel peccatore si prende cura della sua relazione con Dio e l’impianto dello spirito si prenda cura della sua forza di poter vivere nella volontà di Dio. E questo è lo scopo della rigenerazione.
Ora voglio proporre quattro domande sul nostro versetto, Giacomo 1:18, torniamo indietro. Questa era un’introduzione. Giacomo 1:18, voglio farvi quattro domande sulla rigenerazione. Domande molto semplici e non ci vorrà molto per risponderle tutte. Prima domanda, che cos’è? Hai appena detto che l’uomo non può conoscere Dio senza santità. L’uomo non è santo. L’uomo non riconosce la sua non santità e quando lo fa, tende a dare la colpa a Dio. Come può quindi uscire da quel dilemma. È qui che dà sempre la colpa a Dio, o non lo riconosce. Come potrà mai cambiare? Beh, si potrebbe dire che qualcuno gli può portare uno standard di vita più elevato, un’etica migliore, una legge che deve mantenere e lo fa da solo. No! Quello che produce la carne è più – cosa? – più carne, quindi quello che deve succedere, è che ha bisogno dell’intervento divino di un Dio sovrano, che tramite il suo spirito si presenta, lava via il suo peccato, impianta nuova vita in lui. Gli dà il suo spirito per energizzare quella nuova vita verso l’obbedienza, e tutto quello è un atto sovrano, quella è la rigenerazione. Ma entriamo in merito a questo versetto ed osserviamo alle quattro domande, domanda numero uno: Cos’è? Qual è la natura della rigenerazione? Ed ho già accennato a questo, infatti ne ho già coperto gran parte, ma questa frase, “di sua volontà ci ha generati”, questa è la natura della rigenerazione.
È Dio che ci fa nascere, che ci dà vita come nuovi esseri. Non siamo più gli stessi, siamo nuove creature, e per inciso, è lo stesso verbo, esattamente lo stesso usato indietro nel versetto 15. Dio, quando concepisce, porta alla rigenerazione. Porta nuova vita, è lo stesso verbo, è Aoristo e quindi guarda indietro all’evento della salvezza quando siamo nati dal genitore divino e abbiamo ricevuto la nuova vita come figli di Dio. Ora, se vuoi una definizione tecnica per “Egli ci ha generati”, eccone una che penso sia eccellente, scritta dal teologo Berkhof molti anni fa, che però la dice tutta. La rigenerazione è quell’atto di Dio mediante il quale il principio della nuova vita viene impiantato nell’uomo e la disposizione dominante della sua anima è resa santa, e questa è una grandissima definizione. La rigenerazione è quell’atto di Dio mediante il quale il principio della nuova vita viene impiantato nell’uomo e la disposizione dominante della sua anima viene santificata. Questa è una trasformazione totale! Non sembra per niente come Romani 3, non è vero? O per nulla come Efesini 2 dall’1 al 3. Infatti, Pietro dice che diventiamo “partecipi della natura divina”, Dio ci ha dato la sua stessa vita, il suo stesso essere, il suo carattere giusto, la sua stessa santità viene impiantata in noi, un pensiero straordinario! Come cristiani, possiediamo la stessa natura di Dio, 2 Pietro 1:4. Siamo partecipi della natura divina. Ora, nella sua pienezza, dobbiamo ancora ricevere tutto ciò che implica, ma quel nuovo principio di vita nuova è già stato piantato in noi. Questo avviene in un momento di tempo. Non è un processo. È un evento. È un atto nel quale Dio vi ricrea a nuovo, è un opera segreta, non può esser percepita, ecco perchè, secondo quello che disse Gesù, non possiamo distinguere il grano dalla zizzania, perché questo atto particolare è impercettibile, è conosciuto solamente tramite i suoi effetti, non possiamo vedere Dio ricreare qualcuno, quello è un miracolo divino invisibile ad occhio umano.
Ma impianta nella persona un nuovo principio di vita ed una nuova disposizione che è capace e desiderosa di mantenere la legge di Dio, meraviglioso. Supera la morte del peccato, e la sua letalità. Non siamo più soggetti al peccato, dice Paolo in Romani capitolo 6, il peccato non ha più dominio su di noi, ora seguiamo un nuovo padrone volentieri e con entusiasmo.
Gesù ha detto in Giovanni 10, sono venuto affinché abbiano cosa? Vita. Di cosa hanno più bisogno gli uomini morti? Di vita. E quindi è venuto a darci nuova vita. Quindi cos’è la rigenerazione? Cos’è? Ci ha generati. Cosa significa? Ci ha dato una nuova vita. Trasformazione totale della persona interiore. Seconda domanda, chi lo fa? Bene, ve l’ho già detto da Giovanni capitolo 3, chi lo fa? Guardate di nuovo al versetto 18, “di sua volontà Egli ci ha generati”.
Egli, essendo Dio Padre menzionato nel versetto 17 come la fonte di ogni dono buono e perfetto, di sua volontà, ha il primo posto nel greco,nel versetto, è posto in una posizione enfatica dimostrando che la volontà sovrana di Dio è la radice di questa nuova vita. Non potrebbe essere altrimenti, perché come può una persona morta darsi vita? Impossibile. La fonte della nuova vita è Dio, Dio. È la grazia del donatore, non il desiderio del destinatario. Quel desiderio è stimolato dalla grazia del donatore. Quindi è interamente la scelta e l’opera del Dio onnipotente.
Se io sono stato salvato, e voi siete stati salvati, chi riceve tutto il merito? Dio, e quindi lo lodiamo. Tornate a Giovanni 1:12 voglio approfondire un po’ di più questo pensiero. Potreste dire, ma aspetta un minuto, non ho ricevuto Cristo, non ho mica creduto? Certo che avete... l’avete raggiunto e ricevuto perchè avete creduto; guardate al versetto 12 di Giovanni 1, “ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome”, e potreste dire, è proprio così, ho creduto, e quindi l’ho ricevuto. Non l’ho fatto forse io? Non l’ho iniziato io il percorso? Guardate al versetto 13, che sono nati, non da sangue, e non sta parlando di una nascita umana, né della volontà della carne, né della volontà dell’uomo,” ma di cosa? “Di Dio”, avete creduto ed avete ricevuto perché era la volontà di chi? Di Dio, è una cosa sovrana, sì, avete creduto e sì avete ricevuto tutto, ma alle spalle di tutto c’è stata la volontà sovrana, determinante e piena di grazia di Dio.
Nessun bambino è mai nato nel mondo umanamente parlando perché lui o lei voleva nascere, giusto? La nascita di un bambino è strettamente collegata alla decisione dei genitori, non dei bambini non ancora nati. La nascita spirituale è analoga. È la decisione del genitore divino sovrano, “nessuno viene a me, disse Gesù, se il Padre non lo – che cosa? – non lo attira a me”, se il Padre non lo attira. Ed anche la stessa fede che esercitiamo, ci è concessa con molta grazia da Dio stesso. Quindi la nostra esperienza cosciente di conversione, la nostra esperienza cosciente di dedicare la nostra vita a Gesù Cristo, di credere nella sua morte e risurrezione, di aprire i nostri cuori per riceverlo, di credere nel vangelo, tutto è una conseguenza della sua volontà sovrana.
Miei cari, quando vi fermate a pensare al fatto che siete stati salvati perchè Lui ha predeterminato nell’eternità passata di salvarvi, quella è una cosa meravigliosa. Dio nella sua grazia e nel suo amore ha predeterminato di avere una relazione d’amore eternamente intima con voi solo perché è quello che voleva, meraviglioso! Giovanni lo disse così: lo amiamo, perchè – cosa? – perchè Egli ci ha amato per primo”. Ora un bambino dà amore ad un genitore umano come risposta all’amore e alla cura parentale e alla vita che quel bambino ha ricevuto.
E visto che Dio ha voluto salvarci, visto che Dio ha voluto darci una nuova vita e una natura santa, è assolutamente impossibile, dice Giacomo, che Lui possa mai condurci al peccato, vedete quanto è assolutamente incongrua questa cosa? Che pensiero incredibile! Ci ha predestinati per rivolgere il suo amore su di noi.
Per darci nuova vita affinché potessimo avere una comunione eterna con lui, e brama che siamo nella sua presenza, e quando andremo lì ci renderà simili a Suo figlio e riverserà su di noi benedizioni eterne per sempre e sempre. Non c’è da sorprendersi che Giovanni dica in 1 Giovanni 3, “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio”, non riesce nemmeno a pensare ad un aggettivo, è un qualcosa di assolutamente indescrivibile, dice solamente, “quale amore”, non riusciva nemmeno a trovare un aggettivo adatto a descrivere quel tipo d’amore sovrano, libero e predestinato.
Ora, guardate di nuovo a Giacomo 1:18, giusto un altro pensiero su quel punto in particolare, quando dice “Egli ha voluto”, usa la parola boulētheis, che è un participio aoristo. Non è solamente un desiderio, ma è una volontà attiva di realizzazione. Non è che Dio lo desidera e basta, ma desidera che siamo salvati a tal punto che di fatto accade. Potrei dirvi qualcosa di molto profondo teologicamente parlando? Questa è quella che consideriamo come la volontà produttiva di Dio, ovvero che quando vuole che qualcosa succede, questa succede veramente, non è un mero desiderio. Potremmo anche desiderare qualcosa, ‘oh, come vorrei che ciò accadesse’ e la cosa porebbe comunque esser completamente scollegata da quello che poi succederà; oppure si potrebbe anche dire: ‘voglio che accada questo o quest’altro’ perché è di fatto nel tuo potere che avvenga, e questa è l’intenzione della parola, il desiderio di Dio produce la fine di quel desiderio. Quindi cos’è la rigenerazione? È Dio che ci ricrea. Chi lo fa? Dio lo fa con il suo potere sovrano e noi rispondiamo a quella grazia sovrana. Terza domanda, ok? Abbiamo chiesto cosa e chi, ecco la terza, come funziona? Come funziona?
Beh, stiamo forse dicendo che Dio si accosta e bang, siamo salvati? Dio ti colpisce e... cioè, come funziona? Bene, guardiamo di nuovo al versetto, versetto 18, “Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità”, mediante la parola di verità, o letteralmente, tramite la parola della verità, tramite la parola della verità, il che si riferisce alla Parola di Dio, alla Scrittura, vedete, Dio ci rigenera, ci lava, ci purifica e ci dà una nuova persona interiore e pianta in noi il Suo spirito tramite il potere di cosa? Della sua parola, della sua parola. Gli uomini nascono di nuovo tramite la potenza della parola, della parola. Se non senti la parola, non senti il messaggio che salva, in 1 Tessalonicesi 2:13, Paolo sta lodando i Tessalonicesi per come hanno risposto alla predicazione della parola di Dio.
E dice: “Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, – ascoltate qui – la quale opera efficacemente in voi che credete”, è la parola che opera con un cuore credente. Dio si muove sovranamente per redimere. La persona risponde all’esposizione alla parola con fede e così avviene la salvezza. La volontà di Dio quindi, per la salvezza viene portata nel cuore della persona tramite una vera comprensione della parola mescolata con la fede e così facendo avviene la rigenerazione, come funziona? Funziona tramite la Parola di Dio, e di nuovo, voglio ricordarvi di Tito 3:5, “Non per opere giuste da noi compiute”, non otteniamo la salvezza e la nuova vita facendo certe cose, cercando d’obbedire a Dio nella carne, ma Dio, secondo la sua misericordia, ci ha salvati, prestate attenzione qui, “mediante il lavacro della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo”, sono le stesse cose,il lavacro dell’acqua della parola ed il dimorare dello Spirito Santo. Quella è l’opera sovrana di Dio. Quindi, la parola della verità è il tema centrale.
Ora lasciate che approfondisca un po’ di più quella frase, “la parola della verità” o “la parola verace”, questa designazione particolare viene usata diverse volte nel Nuovo Testamento. In 2 Corinzi 6:7, non c’è bisogno che li cerchiate, mi limiterò a menzionarveli, ma dice: “Per la parola della verità, per la potenza di Dio” e continua così; in Colossesi 1:5, dice: “Di cui avete già sentito”, ascoltate qui, “nella parola della verità del vangelo”, la parola della verità del vangelo. E lì “la parola della verità” è collegata specificamente al vangelo. Tra l’altro, anche 2 Timoteo 2:15 menziona la parola della verità, o il tagliarla rettamente, quindi la parola della verità in generale è la parola di Dio, è quello che Dio ci da per svelarci la rivelazione di sé stesso. In particolare, sulla base di Colossesi 1:5 potremmo chiamarla “la parola della verità del vangelo”, ora, con tutto questo in mente, torniamo a Giacomo e possiamo dire semplicemente che non sarebbe fuori luogo affermare che siamo nati di nuovo con la parola della verità, non solo con la rivelazione generale di Dio, ma, come dice Colossesi 1:5, la Sua rivelazione specifica del vangelo. E potremmo chiederci: che cos’è il vangelo? La buona notizia del fatto che Gesù è venuto, è morto ed è risorto, quindi le persone vengono salvate quando Dio si propone sovranamente di dar loro una nuova nascita, di dar loro una nuova natura, di lavare via i loro peccati, d’impiantare il suo spirito in loro. E gli porta una comprensione di tutto questo tramite la conoscenza che proviene dal vangelo che gli è stato predicato, o dato; e tutto questo, mescolato con la fede, porta alla nuova nascita. In Romani 10:17, e sto solo riprendendo alcune Scritture che mi vengono in mente e che penso siano correlate a questo mentre ci avviciniamo alla conclusione, ma in Romani 10:17, vi ricordate questo testo? “Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunzi?” E poi dice, “e come annunzieranno se non son mandati...” e così via, e sta parlando del fatto che dobbiamo avere dei predicatori, se no, com’è che le persone potranno sentire se non c’è chi predichi? Come potremmo mai mandare qualcuno se non c’è nessuno da mandare? C’è bisogno di predicatori, “Quanto sono belli – citando Isaia – quanto son belli i piedi di coloro che predicano il vangelo. Quanto è importante predicarlo, perché? Perché il versetto 17, “la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo”, questa è la corretta interpretazione greca del 10:17, “la fede viene dall’ascolto del vangelo di Gesù Cristo”, Romani 10:17. Quindi, Dio salva sovranamente entrando a far parte della vita di qualcuno e ricreandola, però tutto questo avviene, quando una persona arriva ad ascoltare e comprendere il vangelo e tutto questo dev’esser mescolato con la fede e questo porta alla nuova nascita. Che cos’è? È una trasformazione totale. Chi lo fa? Dio tramite la sua volontà sovrana. Come? Ascoltando e credendo nel vangelo di Gesù Cristo, del fatto che è morto sulla croce ed è risorto, e questo viene tramite la parola di Dio rivelata. Un’altra Scrittura a questo proposito è 1 Pietro 1. “Essere nati di nuovo, dice, ed ecco la definizione degli strumenti. Essere nati di nuovo, non da seme corruttibile, non sta parlando della nascita umana, ma da seme incorruttibile, ed ecco che arriva, “per mezzo della parola di Dio, che vive e dimora per sempre”.
“Per mezzo della parola di Dio che vive e rimane per sempre”, perchè la carne, non si può avere la nuova nascita nella carne, è come l’erba e la gloria dell’uomo è come il fiore dell’erba, l’erba appassisce ed il fiore svanisce. La carne non può produrre nulla di duraturo, ma la parola del Signore dura per sempre. Ora ascoltatemi, e questa è la parola, che per mezzo del vangelo vi è stata predicata. E di nuovo dice: ‘siete nati di nuovo dalla parola’ e la parola dalla quale siete nati di nuovo è il vangelo ed il vangelo è la storia della morte e risurrezione di Gesù.
Quindi Dio sceglie sovranamente di redimere, discende, purifica il cuore, impianta il suo spirito, ma per fare tutto questo, il cuore deve comprendere il vangelo chiaramente predicato e tale comprensione mescolata con la fede porta alla nuova vita, alla nuova vita. Ora, se qualcosa cambierà mai, Dio dovrà farlo, ma noi dovremo rispondere al vangelo. Ora questo ci lascia una domanda, una domanda. Perché? Perché? Perché Dio si prende la briga. Sappiamo cosa, sappiamo chi, sappiamo come, ma perché? Qual è lo scopo di renderci nuovi? La fine del versetto 18, questo è meraviglioso, “affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature”, ragazzi, che affermazione! Potremmo davvero approfondire questo concetto. Le implicazioni di questo sono enormi, “affinché in qualche modo siamo”, questo è un ina con il verbo essere, è una clausula di scopo, con lo scopo di produrre un nuovo tipo di creazione, questo è quello che Dio vuole. Vuole un nuovo tipo di creazione e noi siamo le primizie.
Grandioso! Beh, cosa sono le primizie? Se avessimo tempo, e non cel’abbiamo, ma potremmo studiare l’Antico Testamento, annotatevi Esodo 23:19, Levitico 23, Deuteronomio capitolo 18, Deuteronomio capitolo 26, parlano tutti delle primizie. Quando si seminava un raccolto, Dio diceva, “Voglio le vostre primizie” questo si riferiva a due cose: voglio il primo in ordine e voglio il meglio.
Quando raccogliete, portatemi un’offerta e voglio ricevere il primo del raccolto, il che mostrerà il fatto che stiamo vivendo per fede, perchè se dovessimo prendere la prima cosa, la tendenza dell’agricoltore era quella di prendere la prima cosa che usciva nel caso era l’unica; quindi si doveva portare la prima cosa a Dio e quella migliore. Queste sono le primizie. Il primo di un raccolto completo che verrà più avanti e questo è esattamente quello che significa qui.
Ed Egli dice, voglio che voi, e questo è emozionante, voglio che siate il primo ed il meglio, indicativo di un raccolto intero a venire più avanti. E questo è meraviglioso. Ora ascoltatemi attentamente, vi rendete conto, gente, che il mondo non continuerà così com’è ora? Lo sapevate? Lo sapevate che ci stiam dirigendo verso una trasformazione totale del mondo che conosciamo? Lo sapevate ch quest’intera operazione sulla terra brucerà e la Bibbia ci dice che il Signore ricreerà questa terra intera a suo piacimento? Farà una nuova creazione, tutto sarà rigenerato, tutto! Uomini e donne, terra, colline, valli, acqua, erba, piante, animali e tutto il resto; infatti dice che ci sarà un nuovo cielo ed una nuova terra, sta arrivando una nuova creazione e noi siamo solamente la sua prima evidenza.
Come dice Paolo in Romani 8, il mondo non sa ancora cosa saremo, perché siamo ancora velati nella nostra carne e siamo in attesa alla manifestazione dei figli di Dio quando diventerà chiaro a tutti cosa siamo veramente, ed è piuttosto emozionante sapere cosa sono in quel senso. Son un esempio, come cristiano, così come voi altri, siamo degli esempi di ciò che sta per venire. Siamo solamente un primo assaggio della nuova creazione, incredibile, siamo suoi. E lui ci ricrea come simboli, come esempi, come illustrazioni, della nuova creazione in arrivo. Volete sapere come sarà il futuro? Ve lo dico io come sarà, sarà come noi, nuovi dall’interno; e sarà come noi dopo che saremo completamente rinnovati anche all’esterno, ma noi siamo solo le primizie. Cosa significa? Le primizie non erano altro che la promessa del raccolto intero, la promessa del raccolto intero, e noi siamo le primizie, che concetto! Dio disse, ‘voglio prendervi come mia proprietà speciale. Voglio prendervi affinchè mi apparteniate, per essere simboli della nuova creazione intera che deve ancora venire’.
Vi rendete conto che siamo qui in questa piccola Grace Community Church in questo piccolo angolo di mattoni questa sera, ed il mondo non ha la più pallida idea di chi siamo, ma non siamo latro che le primizie di una nuova creazione incredibile quando Dio ricreerà l’intero cielo e la terra? Siamo solamente le primizie. La creazione, dice Romani 8, “sta gemendo in attesa della sua ricreazione”, e noi, anche noi non vediamo l’ora della ricreazione, non della nostra anima, ma di che cosa? Dei nostri corpi, dove ora risiede la carne.
Questa nuova vita che abbiamo in Cristo è un assaggio della gloria futura quando l’intero universo sarà ricreato, quindi, quale meraviglioso privilegio è il nostro. Cos’è la rigenerazione? È ricreazione. Ci rende completamente nuovi dall’interno. Chi la compie? Dio, sovranamente. E perchè mai lo fa? Perchè noi dobbiamo spiccare nel mondo come esempi viventi di dov’è che questo mondo si sta dirigendo quando lo ricreerà.
Ora, per rimettere questa cosa nel contesto di Giacomo, provate a dirmi adesso che Dio vuole che pecchiamo e vi dirò che avete una vite allentata. Non c’è modo che Dio vuole che pecchiamo, non c’è modo che si compiaccia del vostro peccato, Egli vi ha creato per essere un modello di una società senza peccato, vuole proprio quello... quindi quando pecchiamo, non diamogli la colpa, mettiamola esattamente dove dovrebbe essere, sulla nostra carne e continuiamo ad anelare il giorno quando la nostra carne sarà redenta.
Questo è quello che significa esser nati di nuovo ed abbiamo molto per cui lodare Dio. Inchiniamoci in preghiera. Padre nostro, abbiamo intitolato il nostro messaggio di questa sera, “Nati per la Santità”, e di fatto è a questo che ci dedichiamo, che siamo stati fatti nuovi, affinchè noi, che siamo empi, possiamo esser resi pii. Che grande verità è questa. Padre, ti ringraziamo così tanto per averci resi simboli della nuova creazione. E padre, preghiamo che possiamo brillare come luci nel mondo.
Che noi, che siamo stati redenti, possiamo essere così grati da vivere in modo tale da rappresentare correttamente quell’intera nuova creazione di cui non siamo altro che delle primizie. Perdonaci per quei momenti in cui ti abbiamo incolpato per il nostro peccato e aiutaci a capire che è tuo desiderio quello di ricrearci nella santità.
Ed aiutaci a perseguire ciò con tutte le nostre forze e con il potere dello Spirito. E padre, se ci sono alcuni nella nostra comunione questa sera che non sono ancora venuti a Cristo, che non sono mai nati di nuovo, che non hanno ancora ricevuto il principio della vita. Che non sono stati cambiati dall’interno. Che non sono stati lavati da tutti i loro peccati. Che non hanno ricevuto un nuovo spirito e una nuova persona interiore. Un nuovo principio di vita. Che non hanno ricevuto lo Spirito Santo dentro di loro che non sono tua proprietà speciale, amata ed intima, le tue primizie ed una promessa di un universo interamente nuovo. Oh Signore, possa questa essere la sera in cui abbracceranno Gesù Cristo. Possano credere in Colui che è morto sulla croce per loro, ha versato il suo sangue per pagare la pena dei loro peccati, è risorto il terzo giorno per la loro salvezza.
Possano riporre la loro fede nel Gesù Cristo vivente e fa si che possano sperimentare quella misericordia gloriosa sovrana e grazia e la gioia di essere primizie, degli esempi viventi della ricreazione a venire. Oh Dio, aiutaci a riconoscerti e vivere secondo la realtà di chi siamo veramente, e rappresentare correttamente ciò che sta arrivando in futuro a questo mondo. Preghiamo nel nome di Cristo, amen.
FINE
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