Il nostro testo è 1 Pietro 1 dall’1 al 2, “Pietro, apostolo di Gesú Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesú Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate”.
Ora, l’essenza di questo saluto con il quale Pietro inizia la sua lettera è quella di sottolineare il fatto che coloro a cui scrive sono stati scelti secondo la prescienza di Dio Padre. In questo modo Pietro fa un tuffo teologico di proporzioni intensamente profonde proprio all’inizio di questa lettera. La lezione di questa sera quindi tratterà il tema dell’elezione, ovvero dell’essere scelti da Dio.
Il valente insegnante e studioso della Bibbia A.W. Pink, che tra l’altro è morto nel 1952, una volta iniziò un sermone dicendo questo: “Stasera parlerò di una delle dottrine più odiate della Bibbia, quella dell’elezione sovrana di Dio”, fine della citazione, aveva ragione. È una dottrina odiata. In seguito scrisse queste parole - che trovo molto significative -: “L’elezione sovrana di Dio è la verità più detestata e disprezzata dalla maggioranza di coloro che si dichiarano esser credenti. Sia chiaramente annunciato che la salvezza non ha origine nella volontà dell’uomo, ma nella volontà di Dio, che se non fosse così nessuno sarebbe nè potrebbe essere salvato. Infatti, come risultato della caduta, l’uomo ha perso ogni desiderio e volontà verso ciò che è buono, e che anche gli stessi eletti devono essere resi volenterosi, e forti saranno le grida di indignazione contro tale insegnamento”.
Poi dice: “I mistificatori del merito non ammetteranno mai la supremazia della volontà divina e l’impotenza della volontà umana. Di conseguenza, coloro che sono i più acerrimi nel denunciare l’elezione per volontà sovrana di Dio sono i più calorosi nel gridare al libero arbitrio dell’uomo decaduto”, fine citazione.
Quello che sta dicendo è che per alcuni è difficile accettare la dottrina biblica dell’elezione sovrana. È difficile per l’uomo riconoscere il fatto che la sua salvezza è un atto di Dio. Nella sua caduta, vuole assumersi una qualche responsabilità, anche se piccola, di aver creduto. Vuole ricevere, disperatamente, il merito di aver fatto la scelta giusta.
Inoltre, la dottrina dell’elezione ci sembra ripugnante perché, secondo i nostri standard, sembra ingiusto che Dio, tra tutto il mondo degli esseri umani, scelga alcuni a sua discrezione per essere salvati ad esclusione del resto. Ma capite, non è vero, che il motivo per cui l’uomo vuole così disperatamente averne parte è perché, nella sua caduta, vuole da foga al suo orgoglio.
E quindi possiamo eliminare questo problema in sè, perchè è solo un’espressione della caduta. E che dire invece del concetto dell’ingiustizia? Dio è forse ingiusto? No, Dio non deve mai essere misurato con alcuno standard umano, certamente non con lo standard dell’equità umana che è anch’esso un riflesso di - cosa? – della caduta dell’uomo. Siamo forse così sciocchi da pensare che noi, creature decadute e peccatrici, abbiamo uno standard più elevato di ciò che è giusto rispetto ad un Dio non decaduto, ed infinitamente ed eternamente santo? Che razza d’orgoglio è questo? E lì vige il vero problema.
Nel Salmo 97 versetto 2 si legge: “Rettitudine e giustizia sono il fondamento del suo trono”, rettitudine e giustizia sono il fondamento stesso del trono di Dio. Ciò significa che qualsiasi cosa Dio fa procede da una base di rettitudine e giustizia. Potrebbe non esser equivalente alla rettitudine ed alla giustizia umane, ma è divina.
Nelle parole familiari di Isaia 55, 8-9, la Scrittura dice di Dio: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie”, dichiara il Signore, “«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, cosí sono le mie vie piú alte delle vostre vie, e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri”, noi, in quanto creature decadute, non abbiamo alcun diritto di stabilire se ciò che Dio fa sia giusto, corretto o equo. Così si esce dal seminato quando si afferma che Dio faccia qualcosa che non sia giusto.
Che cos’è quindi la giustizia divina? Lasciate che vi dia una definizione. È un attributo essenziale di Dio - cioè appartiene alla sua stessa essenza - per cui egli è infinitamente e perfettamente giusto in sé, di sé, per sé, da sé e dipendente da nessun altro.
James Usher, molti anni fa, scrisse: “La fonte della giustizia di Dio è la sua libera volontà e nient’altro. Infatti, qualsiasi cosa egli voglia è giusto e visto che Egli la vuole, perciò è giusta, non perché è giusta la vuole”, capite il punto? Qualcosa è giusta perchè Dio la desidera, non la desidera perchè è giusta in sè, secondo gli standard umani, è lui che stabilisce lo standard. La giustizia divina è di un ordine e di un carattere completamente diversi da quelli della giustizia umana.E comunque, la giustizia non è di fatto il problema. Non è il caso di parlare troppo a lungo di giustizia quando si parla della salvezza, perché se Dio ci desse giustizia ci manderebbe tutti all’inferno. Vedete, il creatore non deve nulla alla creatura, nemmeno quello che si compiace di offrire agli eletti. Non gli è dovuto. Come può quindi, Dio esser chiamato “ingiusto”, quando tutto ciò che fa è giusto, ed il fatto che abbia eletto alcuni alla salvezza, anche se non se lo meritavano, com’è che quello è ingiusto?
La salvezza non è mai una questione di giustizia, è sempre una questione di grazia, di grazia pura. Non è il caso di cercare di capire questa cosa dal punto di vista dell’equità o la giustizia. Dio lo fece e quello lo rende giusto. Dio stabilisce lo standard di giustizia. Se non capiamo quello che fa non significa che lui non sia all’altezza dei vostri standard, ma che i vostri standard non sono alla Sua altezza. Lui è Dio.
Ora, nel discutere la dottrina dell’elezione, non c’è sezione delle Scritture migliore e più condensata di quella che ci precede. E Pietro, francamente, entra nel vivo della teologia fin dai primi passi. Non è ancora uscito dal primo versetto e già introduce il termine “eletto” e poi si lancia in una dichiarazione brevissima - ma profonda - sull’essenza dell’elezione stessa.
Ora rivolgendosi ai suoi lettori, in questi primi due versetti intende identificarli come gli eletti di Dio. Li identifica in due modi: In primo luogo, li identifica in relazione al loro posto sulla terra ed in secondo luogo, li identifica in relazione al loro posto in cielo.
Per quanto riguarda la terra, essi risiedono “sparsi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia”, per quanto riguarda il cielo, essi sono “eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue”, quindi, egli identifica la loro identificazione terrena e anche quella celeste.
Ora vediamo brevemente la loro identificazione terrena. Si dice che i lettori a cui Pietro scrive risiedessero come stranieri, “sparsi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia”, ora dobbiamo toccare questo punto, perché dobbiamo capire a chi sta scrivendo. Notereste per favore il termine: “sparsi”, è una parola familiare a qualsiasi studente del Nuovo Testamento. È la parola diasporas dal greco.
Forse avrete sentito la parola “diaspora”, significa “dispersione”. Nei vangeli, quello è un termine tecnico per indicare la dispersione degli ebrei nel mondo, ed è usata così in Giovanni 7:35, ed anche in riferimento agli ebrei dispersi nel mondo in Giacomo 1:1.
E son convinto che Pietro qui non la stia usando in modo così tecnico come Giacomo. Notate il capitolo 1, versetto 17. Sta scrivendo a queste persone, che erano sparse e gli sta dicendo: “E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno”, l’implicazione qui è che si riferisce alla vita terrena, al soggiorno terreno, il che ci porta a credere che stia parlando di persone che non sono tanto stranieri come in una società aliena, ma stranieri sulla terra stessa.
Capitolo 2 versetto 11: “Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l’assalto contro l’anima” e di nuovo, gli “stranieri” ed “i pellegrini”, sembrano esser di nuovo coloro che si trovano in un ambiente estraneo alla sua natura e che sta facendo guerra contro la sua anima. Quindi non si preoccupa tanto dei Giudei che sono stranieri o pellegrini nazionalmente parlando, tanto quanto si stia riferendo a credenti che son estraneo da un punto di vista spirituale – in riferimento ad un pubblico molto più ampio, che includerebbe certamente alcuni ebrei cristiani, così come gentili. E si potrebbe presupporre che gli ebrei erano in minoranza, nelle province gentili alle quali questa epistola fu indirizzata.
Quindi, quello che sta dicendo non è: “A voi Giudei che siete dispersi in paesi stranieri”, ma: “A voi cristiani che siete stranieri sulla terra, che siete veri stranieri, forestieri e pellegrini. Il vostro posto non è qui”, la chiesa è un gruppo di stranieri sparsi per il mondo, lontano dalla loro vera casa.
Infatti, in Filippesi 3:3, Paolo dice: “Noi, cristiani gentili, tutti noi nella chiesa, giudei e gentili, tutta la chiesa, siamo la circoncisione di natura spirituale”. E qui, credo che Pietro stia dicendo: “Noi siamo i dispersi, la diaspora, in senso spirituale”.
Quindi l’idea è che sta scrivendo ai credenti che, nel mondo, sono stranieri o pellegrini, si sta rivolgendo alla Chiesa! E questo è quanto! Si sta rivolgendo alla chiesa, la Chiesa di Ponto, la chiesa di Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia. E queste, tra l’altro, sono province. Occupano quella che oggi conosciamo come la Turchia moderna. Ai tempi di Pietro facevano parte dell’Impero romano. Ma egli sta scrivendo ai cristiani sparsi in quelle province romane, e quindi concludiamo che la lettera aveva un pubblico molto ampio.
In quelle province, ci sarebbero state delle Chiese diverse. Sappiamo per esempio che nella provincia dell’Asia cen’erano almeno sette o otto; sette di quelle ricevettero lettere dal Signore Gesù in Apocalisse 2 e 3. E c’erano altre chiese in Asia, come Colosse che però non furono menzionate in Apocalisse, quindi probabilmente c’erano anche altre chiese nel Ponto, in Cappadocia o anche in Bitinia. Cristiani, dispersi come stranieri in terra straniera, cioè nel mondo non-rigenerato.
Quindi Pietro sta scrivendo a molte persone, e perchè un pubblico così vasto? Perché la persecuzione che si era abbattuta sui cristiani a causa della loro incolpazione per l’incendio di Roma stava dilagando nell’Impero romano. E dovunque si diffondeva quella persecuzione, i cristiani dovevano pagare il prezzo della sofferenza e quindi gli scrive come per includerli tutti in quest’epistola che gli insegna come affrontare la sofferenza trionfalmente. Però, più importante del loro rapporto con la terra è il loro rapporto con il cielo. E la cosa che più vuole che sappiano di più è che erano stati scelti da Dio. Voleva che afferrassero quella realtà così incredibilmente confortante. Nel bel mezzo della persecuzione, quando ci sarebbe stata la possibilità di iniziare a metter molte cose in discussione, egli voleva che riconoscessero di esser gli eletti di Dio. E quindi, alla fine del versetto 1 dice: “agli eletti che vivono come forestieri dispersi”.
Prendiamo la parola “forestieri” che sono eletti. “forestieri” significa “estranei”, come abbiamo detto, coloro che sono espropriati in una terra che non gli appartiene. Può indicare una “residenza temporanea”, può significare “stranieri”. In ogni caso, erano residenti temporanei ed erano anche estranei. La loro era una città non fatta con mano d’uomo, eterna e celeste; Il loro era un soggiorno temporaneo fino a quando non furono chiamati alla Sion elevata, così come la chiama lo scrittore di Ebrei.
Questi forestieri, la chiesa, i redenti, i credenti sono stati eletti, “eklektos”, chiamati fuori, “i chiamati fuori”, è un aggettivo verbale che significa “scegliere” o “selezionare”. Infatti, lo si potrebbe anche tradurre in questo modo - e questo sarebbe bellissimo: “stranieri scelti”, “Alieni selezionati”, è un termine per “cristiani”, tutto qui, “gli eletti”, i salvati sono gli eletti.
Tra l’altro, era anche un termine per identificare l’Israele antica. Deuteronomio - forse ricordereste questo versetto molto familiare - Deuteronomio 7:6, “Infatti tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra”.
Beh, è bene che lo capiate. Dio non era seduto in cielo a dire: “Spero che una qualche nazione mi crederà e mi sceglierà un giorno!” No. Tra tutti i popoli della terra, “io ho scelto te, Israele, la mia scelta”, e questo è Deuteronomio 7:6. Deuteronomio 14:2, “poiché tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore ti ha scelto, perché tu sia il suo popolo prediletto fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra”, si ripete, di nuovo, stessa cosa, “Scelti”. Il Salmo 105:43 chiama Israele “i suoi eletti”; il Salmo 135:4 dice: “Poiché il Signore ha scelto per sé Giacobbe, e Israele per suo speciale possesso”, Israele fu eletta. E voi potreste chiedere: “Va bene, ma, è così anche per la chiesa?” Dio non ha cambiato il suo piano. Dio non ha cambiato il suo metodo. L’Antico Testamento diceva: “Nessun uomo cerca Dio”, l’Antico Testamento dice: “Non c’è nessun giusto. No, nemmeno uno”. Dio ha scelto il suo popolo, Israele, per sua libera scelta e lo stesso vale per la Chiesa, ed è per questo che siamo i suoi eletti.
Lasciate che vi mostri questo fatto qui. In Matteo 24:22, riprendete il pensiero che siamo gli eletti, versetto 22: “Se quei giorni - cioè nei giorni della grande tribolazione - non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe”, ascoltate qui, “ma, a motivo degli eletti – degli scelti - quei giorni saranno abbreviati”, chi sono gli eletti? I credenti. Versetto 24. “perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche – chi? – gli eletti, gli scelti, i credenti”.
È un termine che indica i credenti, i cristiani. Versetto 31, “E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi – cosa? – eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli”.
Nel Vangelo di Luca il capitolo 18 versetto 7, dice: “Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti?” Ed arriviamo a Romani, quella grande epistola di Paolo, in quell’ottavo capitolo meraviglioso al versetto 33: “Chi accuserà gli eletti di Dio?” Noi siamo gli eletti.
Colossesi capitolo 3 versetto 12, “Vestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia... e così via”, voi siete stati scelti da Dio per essere santi ed amati. Egli ha deciso di porre il suo amore su di voi e su di me senza alcuna ragione da parte nostra, ma rigorosamente per scelta personale, gli eletti di Dio, ecco chi siamo.
2 Timoteo 2:10: “Ecco perché – dice Paolo – sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesú, insieme alla gloria eterna”, io sto svolgendo il mio ministero evangelistico per portare il Vangelo agli eletti, agli scelti. Tito! Quando Paolo scrisse quella lettera, non poteva dirlo più direttamente, “Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesú Cristo per promuovere la fede degli eletti di Dio”, 2 Giovanni, in quella epistola piccolino, descrive la chiesa come “la donna scelta, la donna eletta”, 2 Giovanni 1; 2 Giovanni 13, “I figli della tua eletta sorella ti salutano”, due chiese, entrambe elette.
Quindi, vedete, quando Pietro dice: “Scrivo agli eletti di Dio”, o agli eletti, intende “ai credenti”, ora, per favore, cogliete questo aspetto, ok? Il termine “eletti” o “scelti” è sinonimo di “cristiani”, con “salvati”, con l’esser “nati di nuovo”. E la ricca realtà di quel termine è quella di ricordarci che siamo gli eletti di Dio, lui ha fatto la scelta, non noi.
E quello che Pietro sta dicendo, a mio avviso, è meraviglioso, quello che sta dicendo a quei cristiani perseguitati è semplice: “Ehi, forse non siete la scelta del mondo, ma siete la scelta di Dio, riuscite a capire questo concetto? Non è confortante? É una realtà ricca! E ascoltatemi, l’intento era quello di’incoraggiare i credenti perseguitati. Ora, mentre guarderemo a questa cosa qui un po’ più da vicino, vi darò un piccolo elenco degli elementi dell’elezione e vediamo un po’ fino a che punto arriviamo.
Numero uno: la natura della nostra elezione - e lo faremo frase per frase psderchè è così ricco. La natura della nostra elezione. Versetto 1: “eletta”, eletta, capitolo 2 versetto 9, per favore, notate, Pietro dice: “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtú di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”, siete una stirpe eletta.
Miei cari, riuscite a cogliere questa realtà? Siete cristiani perché siete stati scelti da Dio. Questo è ciò che dice la Bibbia. Gli eletti sono i salvati. Il termine, come ho detto, significa “selezionare”, “scegliere”, “chiamar fuori da un gruppo”, e Pietro sta semplicemente dicendo che i cristiani sono persone che Dio ha scelto affinchè gli appartengano. Questa è la natura dell’elezione. La natura dell’elezione è che Dio ha scelto un popolo che gli appartenga, e noi siamo quel popolo. Dio sceglie persone tra tutto il mondo affinchè gli appartengano.
In Atti 15:14 - credo sia il versetto giusto - leggiamo questo, sì: “Simeone, o Pietro, ha riferito – e questo è il Concilio di Gerusalemme – ha riferito come Dio all’inizio ha voluto scegliersi tra gli stranieri un popolo consacrato al suo nome”, l’intero piano di Dio era quello di estrarre un popolo, di scegliere un popolo.
Ora, qualcosa dentro di voi dovrebbe opporsi a tutto questo, non è vero? Potreste pensare: “Aspetta un attimo, vuoi forse dire che siamo stati scelti e basta?” E ci opponiamo alla cosa perchè il nostro stato decaduto combatte la cosa perchè ci piacerebbe pensare che in parte la cosa sia stata un po’ in dipendenza da noi stessi, e quello è l’orgoglio. Ci piacerebbe anche pensare: “Beh, sembra ingiusto” e anche quello è orgoglio, dire: “Dio mi sà che dovrò raddrizzarti quando arriverò in cielo”, non si sta concependo cosa si intenda con equità. Bisogna ritirarsi alla fede, amici miei, bisogna ritirarsi alla fede. Cos’è che ci insegna la Bibbia? La Bibbia insegna che siamo stati scelti da Dio o no? Facciamo una piccola lezione biblica, ok? Prendete la Bibbia, ed apritela al capitolo 20 di Matteo e preparatevi, stiamo per muoverci. Dovete capire questo, qui c’è una parabola.
“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale, sul far del giorno, uscí a prendere a giornata degli uomini per lavorare la sua vigna. Si accordò con i lavoratori per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscí di nuovo verso l’ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati... continuò così il processo, li assunse. Li assunse. Li assunse. Li selezionò”... e per il corso di tutta la parabola, fino alla fine, scelse chi volle scegliere e li premiò con la vita eterna, e quella è l’essenza della Parabola, molto semplice. Li ha scelezionati, li ha chiamati al Suo servizio, li ha mandati a servire, li ha ricompensati equamente, fedelmente e generosamente e quella è l’immagine dell’elezione stessa.
Giovanni 15. Giovanni 15. Vi ricordate di questo versetto? Gesù disse ai suoi discepoli: “Non siete stati voi a - cosa? – scegliermi, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia”, non siete stati voi a scegliermi, io ho scelto voi.
E voi potreste dire: “Beh, aspetta un attimo. Anch’io ti ho scelto”, “no, non siete stati voi a scegliermi, io ho scelto voi”, è quello che ho detto, è così che stanno le cose. Guardate a Giovanni 17:9, dice ai cristiani - pregando al Padre - “Io prego per loro; non prego per il mondo” e questa è la preghiera sacerdotale del nostro Signore Gesù, “non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai – cosa? – dati”, il Padre ci ha scelto e ci ha dato a Cristo come dono d’amore, perché loro sono tuoi.
Guardate al capitolo 13 di Atti - molto interessante, molto interessante, Atti capitolo 13 versetto 48. Qui Paolo sta predicando ai Gentili, una folla immensa in giorno di sabato, e dice, al versetto 46, riprendiamo da lì, “Ma Paolo e Barnaba dissero con franchezza: «Era necessario che a voi per primi si annunziasse la Parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri”, ovvero, ha cambiato dai Giudei ai Gentili, “Cosí infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo: “Io ti ho posto come luce dei popoli, perché tu porti la salvezza fino all’estremità della terra”. Gli stranieri, udendo queste cose”, ovvero, il messaggio del vangelo, ‘si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna – cosa? – credettero”. Gli eletti credettero. Coloro che furono stati ordinati a vita eterna, credettero.
Guardate a Romani capitolo 9 versetto 14, qui c’è l’antagonista medio che si sarebbe opposto alla cosa, Dio sta parlando di questa scelta e dice: “«Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaú»“, Dio fece la Sua scelta, e poi, versetto 14: “Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! - “mē genoito” – dal greco, no, no, no! Non è ingiustizia. Perché disse a Mosè: “«Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione»“ il che è come dire: “farò precisamente quello che voglio fare!”
Versetto 16 - guardate qui, “Così dunque essa - la ‘salvezza’ - non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia”, misericordia sovrana... Hmm. E qualcuno, nel versetto 19, potrebbe dire: “«Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?» Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio?”, Chiudi la bocca, non c’è niente da fare.
“Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione?”
Ascoltatemi, Dio ha lo stesso diritto di usare il suo attributo di distruzione ed ira e di metterli in mostra contro gli empi, così come ha il diritto di mostrare la sua grazia, il suo amore e la sua misericordia verso coloro che ha eletto, è molto chiaro. Non discutere con Dio. State solo mostrando il vostro orgoglio e l’ignoranza della vostra mente finita. Se non riuscite a capirlo, credeteci perchè è quello che dice, è esattamente quello che dice: “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia”.
Capitolo 11 di Romani versetto 5: “Così anche al presente - ‘come nel caso del profeta Elia e dei 7.000 uomini che non si prostrarono a Baal’ – così anche, anche al presente c’è un residuo – ascoltate qui – un residuo eletto per grazia di Dio”, per l’elezione di Dio”.
1 Corinzi 1, continuando con l’argomento, versetto 9: “Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesú Cristo, Signore nostro”, la vostra salvezza è stata un’opera diretta di Dio. Egli vi ha chiamato alla comunione con suo Figlio. Guardate ad Efesini capitolo 1 versetto 3, “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo - versetto 4, siete pronti? “Così come ci ha eletti in lui - cioè in Cristo - prima della fondazione del mondo”, quand’è che è successo? Quando siamo stati scelti? Prima che nascessimo. Prima che chiunque nascesse, prima ancora che ci fosse il mondo stesso siamo stati scelti.
Riuscite a digerire questa roba qui? Finché c’è Dio, siamo stati scelti, capitemi... potremmo chiedere: “Da quanto tempo esiste Dio?” Da sempre, da sempre. Volete sapere una cosa? Voi siete stati scelti nell’eternità passata. Da quando Dio esiste, i suoi eletti sono stati nella sua mente. Incredibile. eletti.
“E sulla base della sua scelta”, versetto 5, “avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesú Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà così che sarebbe stato a lode della gloria della Sua grazia!” Non la nostra. Ci ha scelto e da quando è stato Dio, siamo stati scelti, uff! È un pensiero incredibile! Da quando Dio esiste, John MacArthur faceva parte del piano. Ero nella sua mente, così come lo eri tu, se gli appartieni. E quello è un un pensiero intensamente emozionante.
Guardate a 1 Tessalonicesi capitolo 1, versetto 4, Paolo è così incoraggiato dalla chiesa di Tessalonica che dice al versetto 2: “Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere”, come la chiesa di Filippi, questa era una congregazione amata. Non li conosceva così bene. Non era rimasto lì a lungo, solamente per tre sabati, ma li amava. E dice al versetto 3 “dell’opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesú Cristo. Conosciamo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione”, vi ha scelto, il che è evidente. Vi ha scelto.
2 Tessalonicesi 2:13, ascoltate qui, “Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, - non dovremmo mica ringraziare voi, dovremmo ringraziare Dio, non è bello? – fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio”, potremmo chiederci, cosa significa? Non lo so. Non so cosa significa - il principio. Quale principio? Non lo so, “Fin dal principio vi ha eletti a salvezza”, avete capito? “Dio vi ha scelto fin dal principio per la salvezza”, non so come la cosa potrebbe essere detta più chiaramente di così, come si potrebbe non vedere quello che sta dicendo?
2 Timoteo capitolo 1 versetto 9, ecco un altro di questi pensieri sconcertanti, sta parlando di Dio alla fine del versetto 8, e poi dice, “Dio, che ci ha salvati, e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesú fin dall’eternità”, ora stiamo scoprendo un po’ cos’è questo principio, tutta l’eternità? Ha saputo che eravamo gli eletti da tutta l’eternità. Ci ha dato posto nella sua mente da quando siamo esistiti e si è proposto che noi saremmo stati salvati ed è tutto secondo il suo scopo, il suo proposito, la sua grazia, e non per nostro conto? Notevole. Verità incredibile.
Guardate al 2:10 di 2 Timoteo, Paolo dice, “Ecco perchè nel mio ministero ho sopportato molto – e così fu – per per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesú, insieme alla gloria eterna”, “Il mio ministero è quello di raggiungere gli eletti”, sta dicendo, “Raggiungere gli scelti”.
Apocalisse capitolo 13, in Apocalisse 13:8 - ascoltate qui – sta parlando della bestia e dell’anticristo del tempo della tribolazione futura, e dice: “E tutti gli abitanti della terra l’adoreranno” – tutti l’adoreranno, tutto il mondo l’adorerà, eccetto chi - dice - L’adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato”.
Quand’è stato scritto il tuo nome? Fin dalla fondazione del mondo. Quando è stato? Non lo so. Ma da quando Dio è esistito, mi ha avuto nella mente. Da quando Dio è esistito, ci ha avuto, che siamo cristiani, nella sua mente, ed ha predestinato di amarci e di volerci render simili a suo Figlio, ed ha scritto i nostri nomi nel suo libro prima che il mondo fosse stato stabilito.
Apocalisse capitolo 17 versetto 8. E qui ancora dice che la bestia sarà adorata e venerata, e poi dice: “Gli abitanti della terra, i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla creazione del mondo” e ancora, ci viene detto indirettamente che i cristiani sono quelli i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita dal principio, dall’eternità, fin dalla fondazione del mondo.
Quindi, quando qualcuno ti chiede, “Di che religione sei?” Puoi dire, “Sono uno degli scelti”, “Scelti da chi?” Dio. “Davvero, da quando?” Da sempre. Da quando Dio è Dio, mi ha scelto, mi ha amato, “Perché?” Certamente non ha nulla a che fare con me stesso, son arrivato ed ero già eletto, “Bene, hai fatto qualche buona opera per meritare la cosa?” No, non esistevo quando Dio lo scelse.
Versetto 14 di Apocalisse 17, “Combatteranno contro l’Agnello – ovvero, l’esercito dell’anticristo – e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, e - che cosa? – gli eletti e i fedeli»“, siamo gli eletti. Un’ultima menzione, capitolo 20, e questo è sorprendente! Giudizio finale, il grande trono bianco. “Se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu - cosa? - gettato nello stagno di fuoco”, e quand’è che furono scritti questi nomi? Fin prima dalla fondazione della terra, mamma, gli eletti e questa è solamente una parte di quello che dice la Scrittura.
Resistiamo la cosa, però, c’è qualcosa in noi che si oppone alla cosa, guardate Luca 4, credo che vi conforterà sapere di non esser soli in questa incomodità. Luca 4, interessant, Gesù, in questo meraviglioso evento nella sinagoga di Nazaret, aprì il libro del profeta Isaia, si alzò in piedi, aprì il libro e lo lesse, e questo è quello che lesse, versetto 18, ed era una profezia che stava adempiendo proprio da Isaia 61. “«Lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a proclamare l’anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lu, ed Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite». Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?»“
Fin qui, tutto bene; fin qui, tutto bene. Però, guardate un po’ a quello che succede, versetto 25, “Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi – senza pioggia – e vi fu grande carestia in tutto il paese, c’erano molte vedove in Israele;”, c’erano molte vedove, eppure, Elia fu mandato a – chi? - a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone. Al tempo del profeta Eliseo, c’erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro»“.
Sapete cosa gli sta dicendo? Grazia sovrana, molte vedove, e molti lebbrosi, e Dio non ne scelse nessuno tranne che una vedova a Sarepta ed un lebbroso di nome Naaman che non era nemmeno un ebreo, ma un Siro, “Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d’ira. Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giú”.
Lasciate che vi dica una cosa, i rispettabili capi religiosi d’Israele disprezzavano la dottrina dell’elezione, specialmente quando sottolineava che essi non erano gli eletti. Non si può discutere la verità, e questa è la verità, non la si può discutere, non volevano ascoltarla e molti, al giorno d’oggi non vogliono, però è la verità. Vedete, in Apocalisse 19:6 ci viene detto che “Il Signore Dio onnipotente regna”, Dio in cielo è il controllore ed il dispensatore di tutte le creature.
La Scrittura dice che così come l’Altissimo, regna in mezzo agli eserciti dei cieli e nessuno può fermare la sua mano e nessuno può dirgli, ‘Cosa stai facendo?’ Egli è l’onnipotente che opera tutto secondo il consiglio della sua volontà. Egli realizza tutti i suoi scopi, fa avverare tutte le sue promesse. È il vasaio celeste che prende il blocco di argilla, l’umanità caduta, e lo modella come vuole. Egli è il decisore e il determinatore del destino di ogni persona. Egli è il controllore di ogni dettaglio nella vita di tutti che è semplicemente un altro modo di dire che Dio è Dio.
Arthur Pink, disse, per esempio: “L’unico motivo per cui crediamo nell’elezione è perché la troviamo enunciata nella Parola di Dio. Nessun individuo o gruppo di persone avrebbe mai potuto creare questa dottrina. Così come la dottrina della punizione eterna, essa confligge con i dettami della mente carnale ed è ripugnante ai sentimenti del cuore non rigenerato, e come la dottrina della santa trinità e la nascita miracolosa del nostro Salvatore, la verità dell’elezione dev’essere accolta con una fede semplice priva di domande”.
Quindi la natura dell’elezione. La volontà divina di Dio sceglie alcuni per la salvezza, ti è forse difficile d’accettare? Devo confessarvi che anch’io, anch’io ho fatto fatica con questa nozione, ci credo con tutto il cuore perché la Bibbia la insegna. E certamente c’è qualcosa di piuttosto emozionante in tutto questo, non è vero? Qualcosa di piuttosto emozionante in questa verità, e c’è qualcosa d’immensamente umiliante, d’immensamente umiliante. Voglio dire, letteralmente distrugge l’orgoglio, cioè, cosa potremmo mai rivendicare, no? Niente.
E potremmo dire: “Ma che dire delle persone che non sono elette?” Beh, la Bibbia dice che andranno all’inferno a causa della loro incredulità. E Dio non si assume alcuna responsabilità di quello, e potremmo dire: “non capisco”, proprio così, non lo capisco neanch’io, ma conosco il mio Dio e so quello che ha detto nella sua Parola. Ed ha detto, “Siete condannati perché non credete in me”, potremmo dire: “E come facciamo ad armonizzare la cosa?” Non lo so, io non la armonizzo, Dio fa tutto con giustizia perfetta.
Il motivo per cui Dio ci ha dato la dottrina dell’elezione è per dirci due cose. Primo, che è lui a comandare. Secondo, che è così misericordioso verso coloro che non avrebbero mai potuto meritarlo, che dovremmo passare l’eternità lodando il suo glorioso nome. La dottrina dell’elezione non ci è stata data per confonderci. Ci è stata data per devastare il nostro orgoglio e suscitare la nostra lode. E scopriremo di più su questo il prossimo giorno del Signore, e questo è uno su cinque. John Zimmer non pensava che ne avrei finito uno. Preghiamo insieme.
Signore, c’è così tanto altro da dire su questo. Abbiamo solo toccato la superficie. Però Signore, stiamo iniziando a comprendere cos’è che dice la tua Parola, anche se non possiamo comprendere appieno con la nostra mente tutto ciò che ciò implica. Aiutaci a camminare nella fede sapendo che sei un Dio che è coerente, perfettamente giusto, perfettamente retto, e che non ha assolutamente alcuna contraddizione nella tua persona.
Noi che siamo salvati siamo salvati perché siamo stati scelti nella tua mente da quando sei Dio, e non abbiamo fatto nulla per contribuire. Tu hai persino prodotto la fede in noi, ci hai persino concesso il pentimento. Hai prodotto l’obbedienza tramite il tuo Spirito. E, Signore, comprendiamo anche che coloro che vanno nell’eternità e non ti conoscono sono responsabili della loro incredulità, perché è ciò che dice la Scrittura. E quindi gridiamo ai non salvati di credere, e ti lodiamo per averci scelto, e lasciamo a te la risoluzione.
Grazie, Dio, per averci scelto. Perché, oh perché? Siamo così grati. E possa questa gratitudine manifestarsi in una vita di amorevole, riconoscente impegno verso di te. E aneliamo il giorno in cui potremo essere alla tua presenza e lodarti senza impedimenti e senza restrizioni per sempre, e per sempre, e per sempre, per averci scelto.
Preghiamo per coloro che non credono. Preghiamo, o Dio, che gli uomini non ti voltino le spalle. Perché Gesù disse, “Chi viene a me, io non lo caccerò fuori”. E possa noi che siamo salvati essere confortati dalla dottrina dell’elezione, e possano i perduti non essere allontanati da questa dottrina, ma sentire le parole di Gesù, “Venite a me, voi tutti che siete travagliati e oppressi, e io vi darò riposo”.
Abbiamo appena iniziato a studiare questo. Vogliamo capirlo nel miglior modo possibile con le nostre menti finite. Stai con noi. Aiutaci affinché possiamo lodarti pienamente per la tua grazia sovrana. Nel nome del Salvatore. Amen.
FINE
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