Arriviamo adesso, al momento della proclamazione di questa sera, un momento meraviglioso, e vi incoraggerei a prendere la vostra Bibbia e ad aprirla a 2 Pietro, capitolo 1. Se non avete portato una Bibbia con voi, dovrebbe essercene una nello schienale di una delle panche vicino a voi, così che potete, diciamo, seguire nel mentre guardiamo insieme, questa sera, a due versetti della Bibbia che sono molto, molto importanti. Lasciate che ve li legga, i versetti 3 e 4 della Seconda lettera di Pietro, capitolo 1, "Vedendo che la sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. Perché attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza”.
Ora, voglio che sappiate che questi due versetti sono un concentrato di verità; verità per la mente e verità per il cuore. Per cominciare, giusto una constatazione di base: la vita, in generale, anche per coloro che tra noi sono veri cristiani, non è facile. Nessuno di noi sfugge alle difficoltà della vita in questi corpi peccaminosi, vivendo su questo pianeta decaduto. Tentazione, peccato, fallimento, delusione, rifiuto, frustrazione, insoddisfazione, debolezza, dolore, tristezza, solitudine, paura, ansia, alienazione—tutto questo arriva a noi tutti, in forme diverse. Fa tutto parte della nostra esperienza di vita.
La domanda, allora, è: dove troviamo le risorse per affrontare tutto questo? Anzi, per affrontarlo in modo efficace? Anzi, per affrontarlo in modo trionfante? Dove andiamo per risolvere i problemi della vita? Possiamo rivolgerci a Dio? Gli importa davvero? Ci ama abbastanza da dispensare un aiuto soprannaturale? Alcuni ne dubitano. Herman Melville scrisse: “La ragione per cui la maggior parte degli uomini teme Dio e allo stesso tempo prova avversione per Lui è che, in fondo, diffida del suo cuore e se lo figura come pura mente, freddo e meccanico come un orologio”, alcuni, suppongo, pensano semplicemente che Dio sia una sorta di macchina, che ha creato tutto e poi, in realtà, non si preoccupa più di tanto. È vero questo? Oppure Dio si prende cura di noi, e Dio ci ama, e Dio ci ha dato delle risorse per affrontare i problemi della vita? E ancora: siamo sufficienti? Siamo, per così dire, autosufficienti? Oppure hanno ragione gli psicologi—che anche se hai Dio, e hai Cristo, sei comunque inadeguato, e probabilmente hai bisogno di terapia? E poi altri, di ambito religioso, direbbero: “Beh, sì, puoi avere Dio, puoi conoscere Cristo, ma ti serve di più di Gesù. Hai bisogno di una qualche unzione speciale da parte sua per essere davvero adeguato”. Hanno ragione loro? Anche se conosciamo Dio, Dio ci ha forse dato solo una piccola dose di grazia soprannaturale, appena sufficiente per tirare avanti? Forse abbastanza per salvarci ma non abbastanza per santificarci, forse abbastanza per salvarci e santificarci ma non abbastanza per glorificarci? Voglio dire, se veniamo a Dio attraverso Cristo, siamo davvero sufficienti o c’è qualcosa di più?
Bene, questo ci porta, almeno in via preliminare, a una discussione fondamentale su uno degli attributi di Dio. Questa settimana ho tirato fuori alcuni dei miei libri sul carattere di Dio, e ho cominciato a cercare un attributo in particolare, cioè la generosità. Non l’ho trovato. Non l’ho trovato elencato in nessuna teologia sistematica, non l’ho trovato in nessun libro su Dio, proprio non l’ho trovato. E ho esaminato forse una decina di libri attraverso l’indice, cercando qualcuno che dicesse qualcosa sulla generosità di Dio. È possibile che anche i teologi cristiani abbiano, in qualche modo, messo in dubbio se Dio sia davvero molto generoso? È forse un po’ tirchio? Ci dà solo il minimo indispensabile per tirarci fuori dall’inferno e niente di più? Bene, guardiamo un momento la Scrittura; ascoltate semplicemente questi passi e vedete a quale conclusione arrivate. In Esodo 34:6, Dio dà una valutazione in prima persona del suo carattere. Questo è ciò che dice: “Io sono compassionevole, sono misericordioso e sono ricco in bontà”. In Lamentazioni, capitolo 3, versetti 22 e 23, è scritto: “Le bontà del Signore non sono esaurite, le sue compassioni non vengono meno; si rinnovano ogni mattina; scarsa è la tua fedeltà”. È questo che dice? Non nella mia Bibbia. Dice cosa? “Grande è la tua fedeltà”. Il salmista disse: “Il Signore comanderà la sua bontà di giorno, e di notte il suo canto sarà con me”. E poi il salmista dice: “Oh, che gli uomini lodino il Signore per la sua bontà”. Egli provvede ciò di cui abbiamo bisogno di giorno, provvede ciò di cui abbiamo bisogno di notte, e noi dovremmo lodarlo per quello.
Vedete, la Scrittura dice che Dio è molto generoso. Anzi, in tutte le questioni della vita, dice che Egli è grande, abbondante, tenero, sovrabbondante, al di sopra dei cieli, e da eternità in eternità. La sua grazia è alta quanto il cielo è sopra la terra; così grande è la sua misericordia verso quelli che lo temono. Ascoltate cosa dice il Salmo 121: “Alzo gli occhi ai monti; da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà. Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra alla tua destra. Il sole non ti colpirà di giorno, né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male; Egli custodirà la tua anima. Egli proteggerà la tua uscita e la tua entrata, da ora e per sempre”. In sintesi, si prenderà cura di tutto, assolutamente di tutto. In Giovanni 1:16 del Nuovo Testamento è scritto: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto”. Quando abbiamo ricevuto Cristo non abbiamo ricevuto una parte, abbiamo ricevuto la pienezza. Gesù disse in Giovanni 10:10: “Io sono venuto affinché abbiate la vita e ne abbiate un po’”. È questo che disse? No. Disse: “Io sono venuto affinché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza—più che abbondanza”. In Romani 8:17 è scritto che non siamo soltanto eredi, ma coeredi con Cristo, e tutto ciò che Dio dà a Cristo lo dà anche a noi.
Lasciate che vi mostri un passo meraviglioso, Prima Corinzi, capitolo 3. Ascoltate, se volete, ve lo leggo. Prima Corinzi 3:21, ascoltate questa affermazione nel mezzo del versetto: “Poiché ogni cosa è vostra”. Di chi? Dei credenti. Voi potreste dire: “Sì, ma di un certo tipo di credenti”. No, questo fu scritto ai Corinzi, che probabilmente erano al gradino più basso della scala; persone molto peccaminose sotto molti aspetti. Erano venuti a Cristo, ma non erano stati veramente obbedienti in molte aree. E nondimeno egli dice: “Ogni cosa è vostra”. Vedete, è nella natura di Dio essere generoso. E quando Dio dona la salvezza, è la pienezza della salvezza, è grazia su grazia, è misericordia su misericordia, è tutto ciò che Dio può dare. Poi continua dicendo: “Sia Paolo, sia Apollo, sia Cefa, sia il mondo, sia la vita, sia la morte, sia le cose presenti, sia le cose future, tutto è vostro”.
Paolo è vostro, Apollo è vostro, Pietro è vostro, tutti i grandi insegnanti; il mondo è vostro, la vita è vostra, la morte è vostra; le cose presenti sono vostre, le cose future sono vostre, tutto è vostro. E poi ecco il culmine: “E voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio”. Wow. È tutto racchiuso insieme, e tutto ciò che Dio e Cristo possiedono, lo possediamo anche noi. Possediamo il mondo, Dio lo ha fatto per noi. Possediamo la vita, la vita spirituale ed eterna in Cristo. Possediamo la morte, perché per noi il morire è un guadagno. Possediamo le cose presenti, e questo comprende ogni elemento della vita, tutto in questa vita, tutto ciò che sperimentiamo, il bene, il male, ciò che è piacevole, ciò che è doloroso, le gioie, le delusioni, la salute, la malattia, Dio ha dato tutto affinché cooperi al nostro bene. E possediamo le cose future: la ricompensa eterna, le glorie del cielo, il nuovo cielo, la nuova terra, il regno millenario; e apparteniamo a Cristo, e Cristo appartiene a Dio, ed è tutto racchiuso nello stesso pacchetto. Wow. Che pensieri incredibili, incredibili.
Non c’è da meravigliarsi se, tornando al capitolo 2 di Prima Corinzi, versetto 9, Paolo scrive che “occhio non ha visto, orecchio non ha udito, e non è neppure entrato nel cuore dell’uomo tutto ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano”. Ascolta, caro amico, ci dicono che usiamo meno del dieci per cento del nostro cervello in un dato momento. Per alcuni di noi questo è evidente. Ma per la maggior parte non lo è. Per la maggior parte non lo è. Bene, se usi meno del dieci per cento del tuo cervello, posso dirti subito che tu ed io utilizziamo solo una porzione piccolissima di tutta la grazia che è nostra in Cristo. Il tuo occhio non l’ha ancora vista. Il tuo orecchio non l’ha ancora udita. E il tuo cuore non ha ancora concepito tutto ciò che il Signore ti ha donato in Cristo. Seconda Corinzi, capitolo 9, versetto 8, mette a fuoco questo: “Dio è potente da far abbondare verso di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto ciò che basta, abbondiate per ogni opera buona”. Che affermazione travolgente; assolutamente travolgente. Lasciate che ve la ripeta, “Dio è potente da far abbondare verso di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto ciò che basta, abbondiate per ogni opera buona”.
Avete tutto ciò di cui avete bisogno? Sì, lo avete. Avete più di ciò di cui avete bisogno. Avete ogni grazia, sovrabbondante, traboccante, così che siete sempre completamente sufficienti per ogni cosa, e avete un’abbondanza per ogni opera buona. La parola “sufficienza” appare qui, autarkeia. La parola significa autosufficienza, essere completi in se stessi. Significa essere indipendenti dalle circostanze esterne. Significa in particolare essere indipendenti dai servizi degli altri. Non è interessante? Che come credenti, c’è un senso in cui non dipendete dagli altri; avete in voi stessi una sufficienza completa. In altre parole, avete dentro di voi grazia su grazia su grazia in Cristo, che abbonda per ogni necessità della vita, così che siete sufficienti, sempre, per ogni cosa. E l’apostolo sta chiaramente dicendo che il credente, per grazia divina, è reso autosufficiente; reso competente e capace di affrontare le richieste che gli vengono fatte.
Guardiamo alla vita, vediamo ogni cosa nella vita, vediamo tutte le prove e le difficoltà della vita—ascoltate, non c’è alcuna ragione, se siete cristiani, di pensare di non essere sufficienti. Avete sempre ogni sufficienza in ogni cosa. Perché? Perché un Dio generoso ha dispensato una grazia sovrabbondante, che non avete ancora neppure concepito, tanto meno utilizzato. Ascoltatelo in queste parole, Efesini 1:3: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo”. Abbiamo tutto. Ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale—ogni benedizione spirituale. Nel capitolo 2, versetto 7, dice: “Nei secoli a venire”—dalla salvezza in poi, e per tutta l’eternità—sperimenteremo “le straordinarie ricchezze della sua grazia nella bontà verso di noi in Cristo Gesù”. Grazia su grazia su grazia. Nel capitolo 3 di Efesini, versetto 17, dice: “Voglio che siate radicati e fondati nell’amore, e voglio che siate capaci di comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità”. Voglio dire, riuscite ad afferrare ciò che avete? È larghezza, altezza, lunghezza e profondità.
E non vi stancate, forse, dei cristiani che vanno in giro cercando qualcosa di più? Più cosa? Guardate Colossesi, capitolo 2, versetto 8: “Badate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vuoti inganni, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo, e non secondo Cristo”. Non lasciate che qualcuno vi catturi nel sistema umano. Ora ascoltate i versetti 9 e 10: “Poiché in Lui”—cioè in Cristo—“abita corporalmente tutta la pienezza della Deità”—ora guardate questo—“e in Lui voi siete stati resi completi”. Che affermazione. Che affermazione assolutamente meravigliosa. In Lui siete stati resi completi.
Ora, nonostante tutta questa rivelazione sulla straordinaria generosità di Dio, nessuno ne scrive. E nonostante tutta questa rivelazione sulla straordinaria generosità di Dio, i cristiani continuano a pensare che Dio sia tirchio, e che forse abbia dato loro la grazia della salvezza, ma non abbastanza grazia per essere santificati, o forse abbastanza grazia per essere santificati, ma non abbastanza grazia per essere glorificati. Potresti persino perdere la tua salvezza. Oppure forse ti ha dato abbastanza grazia per essere salvato, e abbastanza grazia per essere in qualche misura santificato, e abbastanza grazia per essere glorificato, ma non abbastanza grazia per affrontare i tuoi problemi. Sei stato, per così dire, defraudato delle risorse necessarie per la vita. Amati, questo è un atteggiamento impensabilmente ingrato verso un Dio generoso. Ascoltate le parole di Salomone, che era più saggio di molti in questo mondo. In Ecclesiaste 3:14 disse questo: “C’è una cosa che so, lo so: tutto ciò che Dio fa durerà per sempre, e non c’è nulla da aggiungere e nulla da togliere”. Questo è chiaro. Qualunque cosa Dio abbia dato, non potete aggiungerci nulla, e non potete diminuirla. Siamo sufficienti in Cristo? Oppure ci mancano delle risorse? Abbiamo bisogno di più di Gesù? Abbiamo bisogno di più potenza soprannaturale? Abbiamo bisogno di qualche tipo di aiuto umano, di qualche tipo di terapia, di qualche tipo di psicologia oltre la Scrittura? “Egli non rifiuta alcun bene a quelli che camminano rettamente”, Salmo 84:11. Non manca nulla.
Voi potreste dire: “Beh, perché allora così tante persone ne dubitano?” Beh, una ragione è che non sono veramente salvate; non hanno una relazione con Gesù Cristo, quindi sono insufficienti. Pensano soltanto di essere salvate. Un’altra ragione è che sono ignoranti. Non sanno ciò che possiedono. Ed è per questo che Paolo disse agli Efesini: “Io voglio che gli occhi della vostra mente siano illuminati, affinché conosciate quali sono le ricchezze della sua grazia”. Un’altra ragione per cui alcuni non ne fanno esperienza è che, anche se sono veramente salvati e quindi sono sufficienti, e anche se magari sono ben istruiti e sanno di essere sufficienti, non camminano rettamente; e quindi le risorse ci sono, ma non vengono messe a frutto. Ma per il vero cristiano e per il cristiano ubbidiente, c’è una sufficienza piena e completa in se stessa. Pensateci in questi termini, Romani 8. Questo è molto, molto forte. Romani 8, versetto 32, ascoltate: “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi”—fermatevi qui. Sta parlando di Dio. Dio non ha risparmiato il proprio Figlio. Dio ha mandato il suo Figlio, Gesù Cristo, nel mondo a morire su una croce per i nostri peccati.
Bene. Se Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, che era il massimo che potesse dare, giusto? Il massimo che potesse dare. Paolo dice: “Come non ci donerà anche con Lui”—cioè con suo Figlio—“tutte le cose?” Ecco il suo ragionamento. Se Dio ci ha dato il massimo, il sacrificio del suo stesso Figlio, come potremmo immaginare che trattenga il minimo, le cose buone che la morte di suo Figlio ha acquistato? Ha senso? Se Dio ci ha dato il massimo, non tratterrà il minimo. Voi potreste dire: “Beh, sì, Dio mi ha dato il suo dono migliore, il Figlio, ha perdonato i miei peccati mediante il sacrificio del Figlio, ma non mi darà abbastanza pace per affrontare questa situazione”. No—no, se vi ha dato il meglio, tratterrà il minimo? Vedete, tutto questo parla della grande realtà che in Cristo siamo sufficienti, che abbiamo una salvezza sufficiente. Ora, non sto sminuendo la comunione fraterna. Non sto sminuendo la sapienza della cura reciproca, della gentilezza e del consiglio. Ma sto dicendo che, quando si tratta di risorse spirituali, noi siamo, per mezzo dello Spirito che dimora in noi, attraverso il miracolo della salvezza, credenti autosufficienti. La salvezza non è un dono tirchio. In Matteo 22:4 Gesù paragona la salvezza a un banchetto di nozze. E la ragione per cui usa un banchetto di nozze è perché è proprio lì che tutto viene fatto con grande abbondanza. Quando siete stati salvati, è stato come se Dio avesse riversato generosamente su di voi tutto ciò che si dispensa in un banchetto di nozze.
Vi ricordate in Luca 15 quando il figlio prodigo torna a casa? Rappresenta il peccatore che viene a Dio. Cosa fa il padre? Il padre dice: “Prendete la veste più bella, mettetegli un anello al dito, dei sandali ai piedi, uccidete il vitello ingrassato, fate partire la musica, danziamo, è una celebrazione”. Questo raffigura la salvezza. Non è Dio che dice: “Beh, ecco la salvezza, ma non aspettarti altro”. È una celebrazione piena, abbondante, come un banchetto di nozze, con tutto ciò che Dio può dispensare. Così opera Dio—il meglio di tutto. Tutto questo ci porta al versetto 3. Non lo sapevate, ma è così. Cosa dice il versetto 3? “Vedendo che la sua potenza divina ci ha donato”—che cosa?—“tutto ciò che riguarda la vita e la pietà”. Mentre Pietro introduce questa meravigliosa lettera, sta parlando della nostra salvezza. Essere certi della nostra salvezza è il primo punto da cui prendere posizione contro i falsi maestri, ed è proprio questo il suo tema principale. Ma egli comincia parlando della nostra salvezza, che è il fondamento su cui prendiamo posizione contro il falso insegnamento. Ha già parlato della fonte della nostra salvezza nel versetto 1. Ha parlato della sostanza della nostra salvezza nel versetto 2. E ora parla della sufficienza della nostra salvezza nei versetti 3 e 4, e, francamente, è una delle più grandi affermazioni in tutte le pagine della Scrittura.
Parliamo dunque della sufficienza della nostra salvezza. Non possiamo dire tutto ciò che si dovrebbe dire, non abbiamo tempo per farlo; ma voglio darvi alcune parole a cui agganciare i vostri pensieri, d’accordo? Mentre guardiamo questi due versetti, essi dovrebbero letteralmente riempirci di una gioia senza fine quando vediamo l’immensità della nostra sufficienza in Gesù Cristo. La prima parola che voglio che annotiate è la parola potenza—potenza. Queste parole ci guideranno attraverso questi versetti, “Vedendo che la sua divina potenza”—ora, la potenza è la fonte della nostra sufficienza. Qualunque sufficienza ci sia stata data, è per energia soprannaturale, non per la nostra potenza, non per qualcosa che abbiamo fatto noi, non per una potenza naturale, non per una potenza umana, ma per potenza divina. E così Pietro comincia con una certezza ben fondata: nei benefici della nostra salvezza, la potenza di Dio è pienamente all’opera. Che pensiero straordinario. Paolo lo disse così: “A colui che può fare infinitamente di più di quanto possiamo chiedere o pensare, secondo la potenza che opera in noi”. Quale potenza? “La potenza che ha risuscitato Gesù dai morti”. La potenza della risurrezione opera in noi, e possiamo fare ciò che non possiamo nemmeno pensare, nemmeno esprimere. Potenza divina, la sua divina potenza.
“Sua” probabilmente si riferisce a Gesù nostro Signore—la potenza del Signore Gesù. Voi potreste dire: “Beh, potrebbe riferirsi a Dio”. Potrebbe, ma probabilmente non userebbe il termine “divina”, perché se si riferisse a Dio, basterebbe dire “la sua potenza”, dato che la divinità è implicita nella parola Dio. Il fatto che aggiunga “divina” ci porta probabilmente a pensare che “sua” si riferisca a Gesù nostro Signore, la cui divinità qualcuno potrebbe mettere in dubbio, e quindi dice “Gesù nostro Signore”, ed è la sua potenza divina—la sua potenza divina. Secondo Matteo 24:30, il Signore Gesù aveva grande potenza. Secondo Marco 5:30, una grande potenza usciva da Lui per guarire. Secondo Luca 4:14, il suo ministero in Galilea era svolto con potenza. Secondo Luca 5:17, la potenza del Signore Dio era presente in Lui. Paolo disse in Romani 1:4 che Gesù Cristo è il Figlio di Dio con potenza. E Paolo gioiva del fatto che la potenza di Cristo dimorava in lui, Seconda Corinzi 12:9.
Amati, il cristiano non potrà mai sperimentare un’interruzione di potenza. Avete sentito? Potete staccare la spina, potete spegnere l’interruttore, ma la potenza non viene mai meno. Non può. È lì. Potenza divina: nel momento in cui riponete la vostra fede in Gesù Cristo, la potenza divina vi è concessa—a voi cristiani. La parola “donato”—vorrei avere il tempo per esaminarla più da vicino. È una parola composta, al tempo perfetto, che significa che Dio ci ha generosamente concesso una potenza permanente; qualcosa che ci ha dato nel passato con risultati che continuano. Non può mai esserci un’interruzione di potenza. Queste cose non si trovano naturalmente in noi; devono essere date. E Gesù nostro Signore, per mezzo della sua potenza divina, le dà a noi generosamente, continuamente.
La seconda parola a cui voglio che agganciate il vostro pensiero è provvisione. Che cosa ha donato la sua potenza? Provvisione—quale provvisione? Ci ha donato—eccola qui—“tutto ciò che riguarda la vita e la pietà”—un’affermazione assolutamente incredibile, se non fosse nella Parola di Dio. Nessuno di noi, guardando alla propria vita pratica, penserebbe di avere tutto ciò che è necessario per la vita e la pietà, perché inciampiamo e brancoliamo così tanto, ma eccolo qui. La parola “tutto” è in posizione enfatica, perché ciò che Pietro sottolinea è la piena sufficienza. Abbiamo tutto. In relazione a cosa? Prima di tutto, tutto ciò che riguarda la vita. Che affermazione. La vita è la realtà fondamentale. Tutto ciò che riguarda la vita, lo possediamo. Abbiamo una nuova vita in Cristo, e tutto ciò che serve a sostenere quella vita, lo possediamo. Ecco perché dobbiamo credere che un cristiano è eternamente al sicuro. Perché? Perché avete tutto ciò che riguarda quella vita. Ecco perché crediamo che un cristiano persevererà fino alla fine. Perché? Perché avete tutto ciò che è necessario per sostenere quella vita. Ecco perché crediamo che, in qualsiasi vicissitudine, lotta o prova della vita, avete tutto ciò di cui avete bisogno, perché tutto ciò che vi serve per la vita lo possedete. Lo possedete in pienezza, lo possedete in abbondanza, lo possedete in perfezione—tutto. E poi aggiunge: “e la pietà”. Tutto ciò di cui avete bisogno per essere pii, lo possedete.
Quella splendida parola, eusebeia, significa vera riverenza, riverenza nell’adorazione e ubbidienza attiva. Tutto ciò di cui avete bisogno per essere persone riverenti, sante, pie, lo possedete. Non avete bisogno di mendicare qualcosa di più. Non avete bisogno di chiedere qualcosa di più, qualche esperienza estatica, qualche dono straordinario, qualche miracolo, qualche prodigio, qualche segno. Avete ogni risorsa spirituale per sostenere e perfezionare quella vita eterna che è in voi, e ogni risorsa spirituale per manifestare quella vita in una condotta pia. Che affermazione. Lasciate che lo ripeta. Avete ogni risorsa spirituale per sostenere e perfezionare quella vita eterna che è in voi, e avete ogni risorsa spirituale per manifestare quella vita in una condotta pia. Tutto ciò di cui avete bisogno è lì. Non è mai una questione di sufficienza. La grazia che è così potente da salvare è ugualmente potente da sostenere, ed è ugualmente potente da manifestarsi nella nostra condotta.
Potenza, provvisione, terza parola: acquisizione. Come si ottiene questa potente provvisione? Versetto 3: “Mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù”. Oh, che affermazione è questa. Come la si ottiene? Mediante la conoscenza di Lui. Voi potreste dire: “Che cosa significa?” Beh, quello che mi indica è che dovete conoscere Cristo—dovete conoscere Cristo. La parola qui, epignōsis, è semplicemente una parola che significa conoscenza. A volte viene tradotta conoscenza profonda, o vera conoscenza, ma in tutta onestà viene usata in modo intercambiabile con la parola più semplice gnōsis, che significa semplicemente “conoscere”. Ma quello che sta dicendo qui è che dovete conoscere Cristo. Non una conoscenza superficiale, non una specie di consapevolezza esteriore dei fatti che Gesù visse, morì, risorse, e così via. Non una conoscenza sommaria della storia di Gesù. Ma dovete conoscere Lui—conoscere Lui.
Vi ricordate Matteo 7:21? “Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore’. E allora dichiarerò loro: ‘Allontanatevi da me, io non vi ho mai conosciuti’. ‘Ma, Signore, noi—noi abbiamo predicato nel tuo nome, e abbiamo fatto molti miracoli nel tuo nome, e abbiamo scacciato demoni nel tuo nome’. ‘Io non vi ho conosciuti.’” Cosa vuol dire, conoscere? Beh, stiamo parlando di un tipo di conoscenza su cui dobbiamo dire qualcosa. Non una conoscenza superficiale e poco profonda, ma conoscere nel senso profondo e intimo. Come nell’Antico Testamento, quando dice: “Caino conobbe sua moglie, ed ella partorì un figlio”. Quella è una conoscenza profonda. Giuseppe fu sorpreso quando Maria era incinta, perché non l’aveva conosciuta. Questo significa contatto sessuale intimo. Sta parlando di intimità. E quando dice che l’acquisizione avviene mediante la conoscenza di Lui, intende quella relazione intima che una persona può avere con Cristo per fede, conoscendo veramente Cristo, nel senso di una comunione intima. Quando uno arriva alla vera conoscenza di Cristo, riceve la potenza di Dio attraverso Cristo, che introduce nella sua vita ogni provvisione spirituale di cui la sua vita potrà mai avere bisogno, per essere sostenuta e per manifestarsi in pietà.
Voi potreste dire: “Come avviene questa conoscenza personale?” Quando comprendo che Gesù visse e morì come Dio in carne umana, quando comprendo che morì per il mio peccato, quando comprendo che risorse, quando comprendo che Egli è il Signore di tutti, e vengo a Lui e dico: “Io credo in Te, mi allontano dal mio peccato, e Ti do la mia vita per seguirTi in ubbidienza come mio Signore”, questo porta una persona alla vera conoscenza di Gesù Cristo. E in quella vera conoscenza, viene la potenza e viene concessa la provvisione. Ed è inutile chiedere qualcosa di più. Noi non nasciamo come girini. Credo che la maggior parte dei cristiani pensi di sì. Sapete com’è un girino: è solo questa piccola virgola, o apostrofo, questa piccola cosa rotonda con una coda. E penso che, sapete, alcuni di noi pensino che questo sia ciò che è un cristiano. Nasci un po’ come un girino, e alla fine spunta un braccio, poi spunta un altro braccio, poi spunta una gamba e—no. Non nasci come un girino. Quando nasci nella famiglia di Dio, nasci già sufficiente e completo in te stesso. Non verrà aggiunto nulla di nuovo. Sei una creatura totalmente nuova—che cosa?—una nuova creazione. Non un girino, ma una vita nuova pienamente formata, completa in se stessa. Oh certo, avete bisogno di imparare, avete bisogno di crescere, ma tutte le risorse sono lì, “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno”—come?—“secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesù”. Mediante Cristo Gesù vengono soddisfatti tutti i vostri bisogni. Dunque è una conoscenza personale di Gesù Cristo il modo in cui si acquisisce tutto questo.
Ma qui c’è di più. Ci sono un paio di elementi in questa meravigliosa vera conoscenza. Prima di tutto, è Dio che la inizia. Vi prego di guardare il versetto 3. È “mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati”. Oh. Non potete arrivare a quella vera conoscenza se Dio non vi—che cosa?—chiama. Questo è il lato sovrano. Come vi chiama Dio? Come lo fa? Prima di tutto, Giovanni 16 dice che lo Spirito Santo comincia a convincervi di peccato, e voi vedete il vostro peccato. E poi io credo che il potere di Satana venga spezzato. Allora cominciate a vedere la luce del glorioso vangelo di Gesù Cristo. E quello è Dio che vi attira. L’unico modo in cui potete acquisire questo è mediante la vera conoscenza di Cristo; l’unico modo in cui potete avere la vera conoscenza di Cristo è quando Dio vi chiama. Gesù lo disse così: “Nessuno viene a me se il Padre non lo attira—non lo attira”. Ma c’è qualcos’altro. E la mia parte? Guardate ancora il versetto 3. La vera conoscenza comincia quando siamo chiamati, ma notate che quella chiamata diventa efficace nei nostri confronti mediante la sua propria gloria e virtù. Io non mi sono svegliato un giorno e ho detto: “Credo che diventerò cristiano; sento Dio che mi chiama”. Oh. Non mi sono svegliato un giorno e ho detto: “Oh, mi sento attirato, attirato, attirato”. No. Ciò che mi ha portato a cercare la vera conoscenza di Cristo—guardate questo—è stato quando ho visto la sua gloria e la sua virtù. Lo vedete?
Dio chiama, ma quella chiamata diventa efficace quando veniamo attirati dalla gloria e dalla virtù di Cristo. Questo è meraviglioso. Pietro si sta riferendo alla maestà rivelata di Gesù Cristo che lo ha reso attraente ai nostri occhi. Ecco perché l’unico modo in cui si può avere una fede che salva è comprendere Cristo. Ecco perché nel Vangelo di Giovanni, per esempio, egli presenta semplicemente Cristo, i miracoli di Cristo, miracolo dopo miracolo dopo miracolo, le parole maestose, incredibili, divine, soprannaturali di Gesù Cristo. E poi alla fine dice: “Queste cose sono state scritte affinché voi”—che cosa?—“crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome”. Dovete vedere la gloria di Cristo; dovete vedere la virtù di Cristo. La sua gloria, doxa—nell’Antico Testamento la gloria appartiene sempre a Dio. Quindi quando vedete la gloria di Cristo, vedete la divinità di Cristo. Dovete vedere Cristo come Dio in carne umana; dovete essere colpiti dalla gloria della sua maestosa divinità. Ecco perché dobbiamo sempre presentare Cristo, presentare Cristo, presentare Cristo, perché è attraverso questo che la chiamata di Dio ad attirare gli uomini diventa efficace.
Per me è sorprendente come oggi si possa pensare di poter condurre qualcuno a Cristo senza una chiara presentazione di Cristo. Nessuno viene alla fede se non ascoltando parlare di Cristo, dice Romani 10. E la prima cosa che volete sentire su di Lui è la sua gloria; Egli è Dio. E così sì, le persone sono salvate perché il Padre chiama e attira, ma dal nostro punto di vista, ciò che ci attrae, ciò che ci trascina verso di Lui, ciò che il Padre usa per attirare, è la gloria di Cristo, la sua divinità. Allora, che cosa dobbiamo predicare ai peccatori? Che cosa dobbiamo predicare a coloro che non conoscono il Signore? Dobbiamo predicare la gloria di Gesù Cristo. Dobbiamo predicare che Egli era Dio in carne umana, come è dimostrato da ciò che disse, da ciò che fece. E poi dice che siamo attirati dalla sua virtù, arētē, dalla sua eccellenza morale. Non solo dalla sua persona come Dio, ma dalla sua funzione, dalla sua vita, come vita virtuosa. Quando guardo Gesù Cristo, vedo non solo Dio, ma vedo anche un’umanità perfetta. Vedo una virtù perfetta. Vedo una manifestazione di atti divini e di parole divine attraverso quel Dio-uomo. La natura divina di Gesù, l’eccellenza morale della sua vita, è ciò che attira gli uomini. Amati, lasciate che vi dica questo. Questa è l’unica cosa che attirerà gli uomini a Dio. Non è la promessa della felicità, né di tempi migliori, né del cielo, ad attirare veramente gli uomini. Tutte queste cose verranno; non è promettendo questo. Ciò che attira veramente gli uomini è che la visione di Cristo diventi chiara. Vedono che Egli era Dio, e che era perfetto. La manifestazione della sua gloria attirò i Dodici. La manifestazione della sua virtù li fece restare. È ancora la stessa cosa che attira.
Questo ci porta a una quarta parola. Questa parola è promesse—promesse. La potenza dà la provvisione, che viene acquisita, e porta alle promesse—versetto 4, “Per mezzo di queste”—per mezzo di che cosa? Cosa vuol dire, queste? “Per mezzo della sua propria gloria e virtù”. La sua gloria e la sua virtù non sono solo ciò che ci attira, ma la sua gloria come Dio e la sua virtù come perfetto ci elargiscono le sue preziose e grandissime promesse, “Per mezzo di queste”—la sua persona intrinsecamente divina e santa; per via di ciò che Egli è, questo significa. Per via di ciò che Egli è—“ci ha donato”—di nuovo un verbo al perfetto, che significa continuità, Egli lo ha dato e ha effetto continuo. E che cosa ci ha dato? Guardate questo: “le sue preziose e grandissime promesse”. La parola preziose significa ovviamente di valore, costose, onorate. La parola grandissime, megistos, molto grandi, superlative, le più grandi. Quindi mediante il vangelo della salvezza, il nostro glorioso, maestoso, virtuoso, santo Signore Gesù ci ha generosamente e continuamente dato promesse—promesse.
Quali sono queste promesse? Egli disse: “Chi crede in me vivrà”, la promessa della vita. Disse: “Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Disse: “Perché io vivo, anche voi vivrete”, e ci promise la vita di risurrezione. Tutte le sue promesse; le promesse di tutto ciò che abbiamo visto in Prima Corinzi 3, tutte le cose, le cose presenti, le cose future, la vita, la morte, tutto. Ci ha promesso la vita. Ci ha promesso ogni benedizione nei luoghi celesti. Ci ha promesso una grazia abbondante, grazia su grazia. Ci ha promesso gioia. Ci ha promesso forza. Ci ha promesso guida. Ci ha promesso aiuto. Ci ha promesso istruzione. Ci ha promesso sapienza. Ci ha promesso lo Spirito Santo. Ci ha promesso il cielo. Ci ha promesso ricompense eterne. È tutto nostro, tutto quanto. Non sta nemmeno ponendo qualifiche. Scorrete il Nuovo Testamento e trovate ogni promessa che Egli ha fatto, ed è vostra. Avete tutto? Siete sufficienti? Oh sì, mediante la potenza divina è venuta la provvisione a ogni persona che la acquisisce mediante la fede in Cristo, e così diventa possessore di ogni promessa—ogni promessa.
L’ultima parola: partecipi. Questo è troppo—troppo. Tutto questo Egli ce lo dà affinché noi diventiamo partecipi. Partecipi di che cosa? “Affinché per mezzo di esse”—le preziose e grandissime promesse—“voi diventiate partecipi della natura divina”—wow. Che cosa state dicendo? Lo scopo delle promesse, lo scopo della bontà di Dio attraverso Cristo, era che voi poteste diventare partecipi della natura divina. State forse dicendo che il Padre Dio mi ha attirato mediante la gloria e la virtù attraenti di Cristo, e mi ha dato tutte queste promesse nella vera conoscenza salvifica di suo Figlio, affinché io potessi partecipare alla sua stessa natura? Esattamente. Quando venite a Gesù Cristo, ricevete tutto ciò di cui avete bisogno per la vita e la pietà, ricevete tutte le promesse di Dio per il tempo e per l’eternità, e diventate partecipi della natura di Dio. Questo ha un duplice aspetto. Prima di tutto, è qui e ora. State dicendo che, se adesso sono cristiano, io sono partecipe della natura di Dio? Sì, Giovanni 1:12 dice che diventate figli di Dio. Romani 8:9 dice che lo Spirito di Dio dimora in voi. Se lo Spirito dimora dentro di voi, possedete la natura divina. Galati 2:20 dice: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Dio vive in me. Cosa? “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo?” Colossesi 1:27, “Cristo in voi”.
La parola “partecipe” è koinōnos. Spesso traduciamo questa parola con comunione. Significa partecipe, o partner—uno che ha parte in qualcosa. Noi partecipiamo della vita di Dio in noi; siamo partecipi della stessa vita. Com’è possibile? Alla fine del versetto 4, perché siamo “sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza”. C’è un senso in cui la nostra nuova vita in Cristo è una nuova natura, la natura divina, e siamo sfuggiti alla corruzione che ci caratterizzava prima della nostra conversione. La parola “corruzione” porta con sé l’idea di qualcosa che si sta completamente decomponendo, qualcosa che marcisce, corrotto, rovinato. Questo eravamo noi, marci fino al midollo, in decomposizione, in putrefazione, corrotti, rovinati. Il termine richiama il fetore di organismi in decomposizione, e noi siamo sfuggiti a questo. Non è meraviglioso? Avete una nuova natura in Cristo; è la vita di Dio in voi.
Siete partecipi della natura divina, essendo già sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. La corruzione che è nel mondo è il peccato marcio, in putrefazione, spinto dalla concupiscenza. Quella parola, concupiscenza, epithumia, significa desiderio malvagio. Così, al momento della salvezza, noi siamo sfuggiti. La parola raffigura una fuga riuscita dal pericolo. Siamo fuggiti dalla marcescenza della nostra natura decaduta, peccaminosa, in decomposizione e maleodorante. E ora sono una nuova creatura, ho una nuova natura in Cristo, la vita di Dio nella mia anima. Quanto è meraviglioso—quanto è meraviglioso.
Ma c’è anche un altro senso. Pietro potrebbe avere in mente anche il futuro. Potrebbe stare dicendo: “Il Signore vi ha salvati, e il Signore vi ha elargito tutte le provviste per la vita e la pietà, e vi ha concesso tutte le promesse, affinché nel futuro possiate diventare partecipi della natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza”. E potrebbe persino includere lo stesso concetto in una dimensione futura in questo senso; potrebbe dire: “Un giorno parteciperete pienamente della natura divina, quando anche la vostra carne sarà redenta, e sfuggirete pienamente alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza, quando avrete un corpo glorificato e sarete completamente perfetti”. Qui ci sono due dimensioni. C’è un senso in cui già partecipiamo della natura divina, perché abbiamo un cuore nuovo.
E c’è un senso in cui parteciperemo ancora della natura divina, quando avremo un corpo nuovo da accompagnare al cuore nuovo, giusto? Siamo già sfuggiti spiritualmente alle concupiscenze del mondo e alla corruzione putrescente della nostra carne decaduta. Un giorno sfuggiremo temporalmente alla carne putrescente, in decomposizione, dei nostri corpi. In quel giorno, saremo simili a Gesù, perché lo vedremo come Egli è. Siamo partecipi della natura divina; Cristo vive in noi. Ma parteciperemo ancora della pienezza di quella natura quando porteremo un corpo glorificato come quello di Gesù Cristo. Dunque ha un significato presente e un significato futuro. Siamo sfuggiti alla corruzione spirituale della nostra natura decaduta; un giorno sfuggiremo alla corruzione fisica della nostra carne decaduta. E questo potrebbe essere il punto principale di Pietro.
Amati, questa è una porzione della Scrittura affascinante. E i termini che Pietro usa qui sono molto interessanti, perché sta prendendo in prestito dal linguaggio della religione pagana. Il misticismo panteistico pagano ha sempre invitato l’uomo a riconoscere la natura divina che è in lui, giusto? E a vivere in accordo con essa. Oppure la religione pagana ha sempre detto: “Perditi nell’essenza divina”. I falsi maestri, nei tempi antichi come in quelli più moderni, hanno posto l’accento sulla conoscenza trascendente.
È quello che facevano gli gnostici, ascendere alla conoscenza trascendente. Pietro insiste sulla vera conoscenza. I falsi maestri ritenevano che la conoscenza trascendente elevasse l’uomo al di sopra del bisogno della moralità. Pietro dice no, la vera conoscenza vi dà tutto ciò di cui avete bisogno per vivere una vita pia. I falsi maestri insegnavano che la santità era impossibile. Pietro dice che la santità è inevitabile. Saremo liberati dalla corruzione. Uno scrittore l’ha espresso così: “Gli intellettuali pagani delle scuole rivali affermavano che si sfuggiva ai lacci della corruzione diventando partecipi della natura divina mediante nomos, le opere, o mediante phusis, una qualche natura trascendente ascendente. Pietro riprende il loro linguaggio e risponde: ‘No, si giunge alla vera conoscenza e alla liberazione dalla corruzione per pura grazia mediante la fede.’”
C’è sufficienza nella nostra salvezza? Ascoltate questo: qualunque cosa inferiore a una salvezza completamente sufficiente schernisce Dio e disonora Cristo. Certamente è sufficiente. Il nostro Dio dà più grazia. Più di che cosa? Più di quanto possiate mai comprendere. Chiniamo il capo in preghiera. È stata una serata meravigliosa, quella che abbiamo condiviso, Padre. Ti siamo così grati. La gioia della musica che ha riempito i nostri cuori, e ora l’emozione di aver ascoltato della nostra sufficienza spirituale in Cristo. O Signore, fa’ che non lo mettiamo mai in dubbio, ma che ne siamo riconoscenti, e che comprendiamo che il problema è la nostra stessa ignoranza; occhio non ha visto, orecchio non ha udito, e non è neppure entrato nel nostro cuore ciò che Tu hai preparato per noi. Signore, apri i nostri occhi affinché possiamo comprendere ciò che abbiamo in Cristo, e affinché possiamo godere pienamente di queste risorse, e non essere così stolti da pensare di dover dipendere dalla sapienza degli uomini, o che in qualche modo ci serva qualcosa di più, quando non potremmo neppure cominciare a esaurire tutto ciò che abbiamo. O Dio, grazie perché provvedi tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere in un modo che Ti glorifichi, per amore di Gesù. Amen.
FINE
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