Il fatto che Gesù sia risuscitato dai morti non è una mera innovazione storica, non è solo un evento che, in qualche modo, fa sfigurare i racconti di coloro che hanno riferito di avere avuto esperienze di vicinanza con la morte. La risurrezione di Gesù, non è neanche una semplice testimonianza del fatto che lo Spirito di Gesù stia vivendo in modo mistico, come si suol dire nel dolore della povera gente o nel sorriso di un bambino. Né può essere intesa come un’illustrazione, una sorta d’esempio d’insegnamento per mostrare che le persone possono praticamente superare le loro difficoltà e trionfare sulle loro tragedie. Non è solo un’illustrazione del fatto che alle volte, i vicoli ciechi della delusione, possono aprirsi alla speranza. Questi sono tutti buoni sentimenti, ma non hanno nulla a che fare con il significato della risurrezione di Gesù Cristo.
In effetti, per comprendere la risurrezione di Gesù Cristo, è necessario capire che essa è il mezzo, e l’unico mezzo, grazie al quale le persone possono entrare nel cielo eterno, e sfuggire all’inferno eterno. In sostanza, questo è il significato della risurrezione. È il mezzo grazie al quale le persone vanno in cielo e scampano l’inferno. Ed ogni definizione, o discussione sulla risurrezione di Gesù Cristo che non affronti questa questione, manca il bersaglio. Dunque, la risurrezione di Gesù Cristo è l’evento più determinante di ogni tempo, perché per mezzo di essa, in definitiva, si determina il destino di ogni persona. È la cosa più rilevante che sia mai accaduta nella storia di questo mondo. Il modo in cui rispondiamo alla risurrezione, determinerà se andrai per sempre in cielo o all’inferno.
Ora, questa mattina, nell’affrontare questo soggetto, vorrei farlo col favore del punto di vista dei paradossi del Cristianesimo. Nel Cristianesimo ci sono parecchi paradossi, cose che sembrano esser contraddittorie ma che di fatto non lo sono. Per esempio, quando parliamo del Cristianesimo, oppure del regno di Dio, del governo di Dio nei cuori di coloro che credono in Lui, e lo conoscono, si incontrano dei paradossi. Per esempio, è un regno sulla terra, con la città capitale in cielo; è un regno sulla terra, senza una nazione; è un regno sulla terra disprezzato dagli uomini, ma amato da Dio. Paradossalmente, questo regno è composto da persone nobili che una volta erano tutti schiavi, da persone giuste che una volta erano empie, da persone onorate che una volta erano tutte criminali, da persone leali che una volta erano tutti ribelli spavaldi, amici che una volta erano tutti nemici. È composto da regnanti che sono allo stesso tempo servi, da sconfitti che sono allo stesso tempo conquistatori, da eroi la cui gloria si trova nella loro debolezza, da vincitori il cui obiettivo più alto è l’umiltà. Tutte queste persone nel regno sono governate da una legge che porta alla totale libertà, che è completamente legata alla legge di Dio. In questo regno sono tutti governati da un Re che è morto per i suoi sudditi, da un Giudice che fu punito per la colpa della sua corte, da un sovrano della gloria celeste incoronato con spine terrene, il Signore della vita che fu ucciso, il Creatore degli uomini che fu giustiziato da loro stessi.
Il culmine di questi paradossi è quello di un Re morto che risorge alla vita. A motivo di questa realtà, noi possiamo scambiare la morte vivente con la vita morente, ed è proprio di quest’ultimo paradosso che voglio parlare, lo scambio della ‘morte vivente con la vita morente’, queste sono entrambe delle affermazioni paradossali, ma, se comprendiamo la Scrittura, sono perfettamente corrette. La Bibbia afferma che tutti coloro che sono fuori dal regno di Dio, fuori dalla fede Cristiana e senza Cristo, tutti coloro al di fuori, sono morti viventi, mentre quelli che si trovano all’interno, sono morenti che vivono. Fuori, tutti sono morti viventi. Dentro, sono tutti vivi morenti. Che cosa intendo dire?
Lasciate che vi porti ad un passo della Scrittura che ce lo dimostrerà sotto la guida dello Spirito Santo di Dio, Efesini capitolo 2, Efesini capitolo 2, questa mattina voglio portarvi la Parola di Dio, non la mia parola, ma quello che dice la Scrittura. La questione della risurrezione si trova al cuore di questa questione: del vedere se appartieni ai morti viventi o ai vivi morenti. Questo, in effetti, è il messaggio del meraviglioso brano che si trova in Efesini capitolo 2. Ora la risurrezione di Gesù Cristo fu concepita da Dio per cambiare le persone dall’essere morti viventi a vivi morenti, come vi spiegherò in un momento.
Lasciate che vi legga questo testo. Efesini 2:1, “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amato, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù”.
E considereremo più attentamente questo testo, ma vorrei che per il momento guardiate al versetto 5: “... anche quando eravamo morti... Egli ci ha vivificati”. Questo è il significato della risurrezione di Gesù Cristo. Questo è il punto cruciale della fede Cristiana. Questo è il Vangelo di Gesù Cristo. Questo è ciò che distingue il Cristianesimo. Questa è la verità di Dio. Senza Dio, tutti gli uomini sono morti. Morti. Parliamo dei morti viventi, guardate al versetto 1: “Voi che eravate morti” sta scrivendo a coloro che ora credono, e li sta ricordando del fatto che un tempo facevano parte di coloro che erano morti. Fisicamente vivi? Sì. Ma spiritualmente? Morti! Spiritualmente ed eternamente morti.
Tutto ciò non riguardava solamente coloro ai quali stava scrivendo ma notate alla fine del versetto 3, quella piccola frase: “come gli altri” include tutta l’umanità. Questa è la condizione universale degli uomini, non solo voi, ma tutti gli altri. Nessuno negherebbe che il mondo è nei guai, nessuno negherebbe il fatto che abbiamo problemi... abbiamo risolutori di problemi ovunque, persone che ci dicono che la risposta si trova nel cambiare questo o nel cambiare quello, nell’avere un sistema d’istruzione migliore, una migliore comprensione reciproca, la diminuzione della tensione razziale, l’aumento dell’autostima psicologica delle persone ecc... Ci dicono che i veri problemi sono quelli sociali. Che l’uomo è incapace di vivere in armonia con il suo ambiente sociale. Non riesce ad andare d’accordo con le persone intorno a lui, ha bisogno di essere socialmente consapevole, socialmente sensibile e istruito.
Poi ci sono altri che dicono: «Il vero problema dell’uomo è psicologico, non è sociale. Non riguarda la sua relazione con il prossimo, ma si tratta della sua relazione con se stesso. Non riesce ad entrare in contatto con il proprio sentimento interiore. Non riesce a tranquillizzare le sue ansietà interiori, in qualche modo ha bisogno di essere in pace con se stesso. Ha bisogno di coltivare l’autostima e se riesce a risolvere i suoi problemi psicologici, e ritrovarsi a suo agio con se stesso, potrà facilmente relazionarsi anche con il resto delle persone».
Ci sono altri ancora, che ci dicono che il problema dell’uomo, in realtà, non è né sociale, né psicologico, ma ambientale. Riguarda il modo in cui è stato trattato. Ci sono persone che l’hanno traumatizzato, che l’hanno abusato, picchiato e che gli hanno fatto ogni sorta di cose e di conseguenza non può integrarsi nella complessità del mondo. È frainteso e non può realizzare i suoi sogni, è stato realmente rovinato dal suo ambiente. Dunque, l’uomo non è in armonia con le persone che lo circondano, non lo è con se stesso, e con il suo ambiente, e questo è il suo problema. Ma non è affatto questo il suo problema! Non è per niente il suo problema, questi sono solamente dei sintomi. Il problema dell’uomo è che è morto, è assolutamente morto, è alienato dalla vita di Dio.
Questo è quello che dice Efesini capitolo 4 versetto 18: “Estranei alla vita di Dio”, è spiritualmente morto, il suo corpo vive, ma l’uomo è morto. Egli è privo della vita che riconosce Dio, non lo può conoscere, non lo può capire, gli è insensibile, non lo può comprendere, non può avere una relazione con Dio, non può fare la sua volontà, non può ubbidire alla sua Parola, e dunque non può godere delle sue benedizioni. Il non credente, non è semplicemente malato, è morto, è morto. E cos’è la morte? È l’incapacità di rispondere agli stimoli. Non può rispondere a Dio, non può rispondere alla realtà divina, rispetto ad essa è morto.
Un giorno ero nel mio ufficio, quando mi è arrivata la chiamata di una madre agitata che piangeva proprio lì sul viale di Roscoe. E stava piangendo perchè aveva trovato il suo neonato morto nella culla e chiedeva se qualcuno potesse andare. E quindi mi sono precipitato alla svelta, ho bussato alla porta e mi ha fatto entrare. Era sola con il suo piccolo disteso sul suo letto; era violaceo, freddo e morto. Ovviamente, come solo una madre può fare, prese in braccio il bambino, lo baciò, lo abbracciò e lo accarezzò, fece tutto quello che poteva, ma non ci fù assolutamente nessuna reazione. E se c’è qualcosa di autentico nella vita, è quando un bambino risponde all’amore e all’affetto di sua madre. Ma quel piccolo bambino di pochi mesi non reagì per niente. Questa è la natura della morte. È l’assoluta e completa incapacità di rispondere a qualsiasi stimolo.
Questo è precisamente il modo in cui la Scrittura definisce le persone che si trovano al di fuori dal regno di Dio. Sono totalmente separate da Dio, vivono come se non esistesse. Non sono affatto in grado di rispondergli. Nel corso degli anni, ho dovuto tenere diversi funerali dove c’erano bambini deposti nella bara nella camera funebre e vedevo le loro madri che sollevavano le loro testoline con rassegnamento, e li baciavano come se fosse un’ultimo tentativo, per così dire, di soffiare la vita nel bambino. Ma non c’è mai stata alcuna risposta. Quella è la morte, l’impossibilità di rispondere.
La Bibbia dice che le persone senza Cristo, sono estranee alla vita di Dio, sono morte a tutti gli stimoli divini. Tutti i peccatori si trovano nella medesima condizione. Sono tutti assolutamente morti, e quindi non possono fare ciò che piace a Dio, non possono godere delle sue benedizioni e del suo favore. Tutti i peccatori sono morti. Tutti i peccatori, l’unica differenza fra i peccatori è lo stato del loro degrado. Ma sono tutti morti. Quindi, il mondo è un cimitero di morti viventi, si muovono come se fossero vivi, ma non lo sono. La Scrittura dice che sono morti seppur vivono.
John Eadie, un predicatore scozzese del XIX secolo, disse: «Gli uomini senza Cristo sono come morti che camminano. A causa della loro insensibilità morale, non trovano attraente la bellezza della santità, né tantomeno deterrenti le miserie dell’Inferno». Puoi parlargli del cielo, ma non ne sono interessati, gli puoi parlare dell’inferno e non ne sono spaventati. Non hanno bisogno di un rinnovamento, non hanno bisogno di cure, non hanno bisogno di rianimazione, hanno bisogno di una risurrezione, hanno bisogno della vita stessa, perché sono morti. E questo è il problema degli esseri umani, questo è il problema del mondo, è pieno di morti viventi che sono totalmente separati dalla vita di Dio. Non possono conoscerlo e non possono ascoltare la sua voce. Non possono comprendere la sua verità perché per loro è pazzia e follia, gli è incomprensibile. Non possono reagirci e, per questo, non possono godere delle sue benedizioni.
Ora, questa condizione di morti viventi, può essere facilmente compresa con sei parole che la descrivono nel nostro testo. La prima che useremo è la parola “peccato”. La prima parola che ci presenta la natura della morte spirituale, è la parola “peccato”. Notate al versetto 1: “Voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati”, entrambi questi termini si riferiscono semplicemente a categorie di peccato, al male morale, che è: fare ciò che è contro Dio e infrange la sua legge. E naturalmente, se l’uomo è morto rispetto a Dio, alienato dalla vita di Dio, se è un cadavere e non può rispondere agli stimoli divini, è ovvio che non potrà fare ciò che piace a Dio, né ciò che lo onora. È morto nella sfera del peccato, “nei” si riferisce alla sfera d’influenza, al reame, alla posizione.
Non diventiamo peccatori perché pecchiamo, né moriamo perché abbiamo peccato. Siamo peccatori e pecchiamo, perchè siamo morti per cominciare, siamo nati morti, siamo spiritualmente nati morti. Noi pecchiamo perché siamo nati morti, in uno stato di morte, dice: “nei falli e nei peccati”. Peccato è la parola àmartìa, che letteralmente significa “sparare a qualcosa e mancarla”, in altre parole, implica il mancare il bersaglio. E qual’è il bersaglio di Dio? Egli disse: “Siate santi come io sono santo”. Gesù disse: “Siate perfetti come è perfetto il Padre mio nei cieli”. Lo standard di Dio è la perfezione, e nessuno la raggiunge. Ecco perché Romani 3:23 dice: “Tutti sono privi della gloria di Dio”, lo siamo tutti.
La maggior parte delle persone, quando pensano ai peccatori, pensano ai ladri, assassini, pedofili, stupratori e criminali, ma il peccato ha molto più a che vedere con quello che l’uomo non può fare, rispetto a quello che fa. Anche se certamente quello che fa è peccaminoso, la natura della peccaminosità dell’uomo si manifesta nella sua incapacità di fare ciò che Dio gli richiede, è quello che non può fare che mostra il suo peccato, e quello che non può fare, è l’essere perfetto e santo. Anche un uomo morale che centra il bersaglio della bontà umana, non raggiunge il perfetto standard della santità assoluta di Dio.
La seconda parola che viene usata è “colpe”, che significa semplicemente “scivolare, o cadere, oppure uscire dal sentiero”, significa smarrirsi. È usata per riferirsi a qualcuno che si è allontanato dal sentiero e si è perso. L’uomo ha un problema serio, è morto ed è completamente incapace di centrare il bersaglio di Dio, di conformarsi alle richieste di Dio, e di conseguenza ha perso la sua via. Sta vagando in uno stato di morte, del tutto insensibile a Dio, incapace di rispondere agli stimoli divini, ed è di gran lunga al di sotto di ciò che Dio gli richiede, ed è totalmente perso. Ecco perché parliamo di peccatori perduti, perchè si sono allontanati dal sentiero e si sono perduti lontano da Dio per quanto riguarda la verità e alla virtù. Ed il Salmista scrive che “C’è una via che all’uomo sembra giusta, ma finisce con il condurre alla morte”.
Dunque, queste due parole descrivono semplicemente l’uomo nel suo stato di morte. Egli è sommerso dentro rovinosi modelli di peccaminosità inesorabile, per cui viene meno allo standard di Dio, e si allontana sempre di più da lui. Queste due parole includono ogni forma di peccato, ogni sua manifestazione di pensiero, di parola e d’azione. È un’iniquità totale, un fallimento completo monumentale, è insensibilità completa nei confronti della via di Dio, e dunque l’uomo vaga perduno nel suo peccato, che viene meno alle richieste di Dio, perché è del tutto insensibile a Dio.
La seconda parola è “mondanità”, versetto 2 dice: “Ai quali voi – naturalmente, prima della conversione - vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo”, che cos’è la mondanità? Qual è l’andazzo di questo mondo? Qual è il sentiero e la via di questo mondo? Bè, in realtà, sta parlando del sistema di questo mondo. Il temine usato per “mondo”, giusto un pensiero, ma è la parola kòsmos, kòsmos, e quello a cui questa parola si riferisce nel Nuovo Testamento, è il sistema di vita che prescinde da Dio, è il sistema di vita sulla terra separato da Dio, è un termine che significa “ordine” è l’opposto del caos. Caos significa disordine, kòsmos significa ordine. È il sistema mondiale ordinato... e se dovessimo guardare al mondo attorno a noi noteremmo che è davvero organizzato. Il mondo è molto, molto organizzato. È stupefacente notare quanto l’uomo sia un essere organizzato, quanto sia efficiente nel mettersi in rete, nel creare legami e connessioni sociali, nel vedere come si organizza e come struttura la sua vita sociale, economica, politica, ricreativa, il suo svago, e qualsiasi altra cosa faccia, è una creatura molto organizzata, e nell’organizzarsi sviluppa questo kòsmos, quest’ordine di vita, ma è un ordine secondo il mondo, non secondo Dio.
È lo spirito di questo secolo, ecco cos’è. È il sistema del mondo, e lasciate che vita una cosa, seppur l’uomo è morto nei confronti di Dio, è vivo secondo il sistema del mondo, ed avverte tutti i suoi stimoli. Egli è morto rispetto al mondo di Dio, ma vivo rispetto a questo mondo. Ma cosa significa ‘vivere secondo l’andazzo di questo mondo?’ Significa semplicemente condurre la propria vita secondo lo spirito di quest’epoca. Tutto quello che è sulla cresta dell’onda del momento, occupa il suo interesse. Tutto quello che al momento trova consenso, o che è permesso o che sia sollecitato, qualunque valore venga espresso, che viene detto o che viene ritenuto importante, di qualunque genere siano le priorità di quanto venga tollerato o promosso, è accettato perché questi sono gli interessi che lo muovono.
Le persone sono mosse dai sondaggi, dai giornali, dalle riviste, dai libri, dai loro coetanei, dalla televisione, dai film, dalla musica, dai politici e dagli educatori. Di qualunque genere siano i valori del loro sistema di pensiero, sono quelli che vengono valorizzati. Il mondo contemporaneo è dominato dall’umanesimo, dal materialismo e dal sesso e la gente afferma lo spirito di questo secolo. Ovviamente, ci sono alcuni che sono religiosi, ed anche questo fa parte dello spirito di questo secolo. Questo spirito crea anche dei falsi sistemi religiosi altamente sofisticati ed organizzati. Uomini e donne sono sommersi dai pensieri, dalle parole e dalle azioni del sistema mondano, dal quale non c’è via d’uscita perché sono morti nei confronti di ogni altra realtà, ma per questo sono veramente vivi ed esposti alla sua influenza.
Con l’arrivo alla terza parola, la descrizione si fa sempre più desolante, e questa è la parola “Satana”. Uso questo termine perchè descrivere colui che è nominato nel versetto 2, “Il principe della potenza dell’aria”, chiamato anche “lo spirito che opera oggi”. L’uomo morto a Dio - Seguitemi attentamente - l’uomo morto a Dio può rispondere esclusivamente alla sua realtà terrena, e la sua realtà terrena è un sistema maligno che domina quest’epoca. Dietro questo sistema maligno, c’è un potere soprannaturale che orchestra tutto. Qui viene chiamato “il principe della potenza dell’aria”, “l’aria” è il regno, l’ambito in cui vivono i morte che camminano, questo è il loro contesto, e lui ne è il loro principe. Satana, è anche chiamato il “dio di questo mondo”.
Alle persone piace pensare di essere libere, o si, amano pensare di essere libere, questo è il tema del giorno. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono, di fare quello che li pare e piace, tutto quello che vogliono, tutto quello che sembri esser buono, ma gli esseri umani non sono liberi. Voi non agite secondo la vostra volontà... siete condizionati dal vostro stato di morte spirituale. Siete del tutto insensibili alle realtà di Dio, e del regno divino e, piuttosto, siete ipersensibili all’influenza del sistema del mondo malvagio che vi circonda; siete sommersi nel vostro peccato personale ed il sistema malvagio si scontra contro il vostro carattere peccaminoso, in modi molto sofisticati, diretti da un essere soprannaturale che la Bibbia chiama “Satana”, colui che un tempo era l’angelo più potente nel cielo di Dio.
Ciò non significa che Satana sia effettivamente, personalmente ed individualmente all’opera nella vita di ogni non credente, ma insieme ai suoi demòni, si trova dietro al sistema di questo mondo, al sistema di questo mondo che è anti-Dio, malvagio e che continua ad influenzare i peccatori, e Satana è colui che ha architettato il sistema del mondo, non siete liberi... e potrei permettermi d’aggiungere che la religione è lo strumento d’inganno di Satana più sofisticato. Egli vuole distruggere l’opera di Dio, vuole opporsi a tutto quello che Dio desidera, e sa che per farcela deve inventare sistemi di false religioni per coloro che, essendo religiosi, potrebbero rivolgersi alla verità. E quindi appare come se fosse un angelo di luce nei suoi sistemi religiosi mondani malvagi.
Questa è la condizione di morte spirituale: separati dalla vita di Dio, sommersi da un peccato inarrestabile, sotto l’influenza del sistema del mondo che ci circonda e coinvolge con tutti i suoi valori, che è totalmente controllato dal principale essere soprannaturale e nemico di Dio dell’universo, vale a dire Satana e i suoi milioni di demoni che eseguono i suoi comandi. Ma, quando arriviamo alla quarta parola il quadro diventa ancora più cupo. E la quarta parole è “disobbedienza”, alla fine del versetto 2, questo spirito - il principe, Satana – è all’opera, e sta operando, “nei figli di disobbedienza”. Satana è all’opera, nelle vite dei morti che camminano.
A proposito, i “figli di disobbedienza”, o i “ribelli”, fa riferimento a una forma semitica che descrive una vita caratterizzata dalla disobbedienza. Quando una persona era caratterizzata dalla disobbedienza, veniva descritta come “un figlio di disobbedienza”. Nell’Antico Testamento per descrivere qualcuno particolarmente malvagio, si diceva che era ‘un figlio della malvagità’ oppure ‘un figlio di Beliar’, che è un nome antico di Satana. Naturalmente, le persone separate da Dio, immerse nel peccato, esposte a tutte le influenze di un sistema orchestrato e energizzato da Satana, ovviamente quelle persone disobbediranno a Dio, ovviamente! Non possono obbedire a Dio. Satana odia tutto quello che Dio desidera, ed in questo sistema, Satana alimenta tutto il suo odio verso Dio. E visto che la gente accetta tutto quello che il mondo gli passa, partecipano alle attività anti-Dio, e anti-Cristo.
Quando la Scrittura dice che essi sono: “figli di disobbedienza”, non è una questione da poco. Afferma semplicemente che essi sono caratteristicamente contrari a Dio, disobbedienti. Satana si oppone a tutto quello che Dio desidera che gli uomini facciano. Ed il suo scopo è quello di indurre i peccatori a opporsi a Dio in ogni occasione possibile, sia che si riferisca alla loro malvagità palese e grossolana, o ad una religione ipocrita, che è falsa. Satana opera per convincere gli uomini a sfidare Dio. Questo è lo stato dei morti viventi. Andando ancora più in profondità nella sua descrizione della depravazione umana, arriviamo alla quinta parola, che è “lussuria”. Versetto 3, noi tutti vivevamo un tempo “secondo i desideri o la lussuria della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri”.
Sei morto a Dio, non puoi risponderGli, così come un cadavere non può rispondere a stimoli fisici. Sei letteralmente seppellito nell’iniquità, sei sotto l’incessante influenza del sistema malvagio del mondo che ti circonda, astutamente energizzato ed orchestrato da Satana, in modo che tu viva un continuo modello di disobbedienza rispetto a quello che piace a Dio. E dietro a tutto questo, c’è questa forza trainante personale della lussuria. Fai tutto quello che il tuo corpo, o che la tua mente desiderano. Questo è quello che sta dicendo, non fai altro che quello che il tuo corpo desidera, non fai altro che quello che la tua mente desidera.
Può darsi che alcune persone mantengano le due cose in una sorta di equilibrio. Alcune soddisfano alcuni dei loro desideri carnali ed altre, allo stesso tempo, soddisfano qualche loro passione intellettuale. Ci sono alcuni che vengono meno nell’aspetto mentale, e si perdono nell’ambito accademico, oppure nei meandri di false religioni. Altri vengono meno nell’ambito delle passioni fisiche, e si perdono nelle perversioni sessuali. In qualunque caso o estensione, questi sono gli ambiti dove la lussuria agisce. Senza la legge di Dio che tocca il tuo cuore, senza la volontà di Dio che ti muove, incapace di comprendere Dio, tu, diventi il dio del tuo universo. Diventi il centro del tuo mondo, e quello che ti interessa corrisponde a quello che vuoi, a quello che il tuo corpo e la tua mente cercano.
Questa è la natura umana corrotta, controllata e mossa dalle passioni interiori, che prova ad esistere e soddisfare se stessa, escludendo del tutto Dio. La vita è controllata dai desideri personali. E quindi Satana orchestra nel sistema del mondo tutti i peggiori e più sporchi compiacimenti contrari a Dio di questi desideri personali che, agiscono come tentazioni, che premono su di noi. E come ho detto, per alcuni la religione è una passione, una moralistica ipocrisia. Per altri la passione è la perversione sessuale, e ovviamente può essere tutto il resto.
E dunque, possiamo dire che è la natura di coloro che non sono rigenerati, di coloro che sono senza Cristo, quella di essere morti. E quello che significa è che l’essere peccaminosi, mondani, satanici, disobbedienti, e condotti dalla lussuria personale. L’ultima parola che è la sesta, ci dice dov’è che porta tutto questo. Il termine “ira”. Alla fine del versetto 3, “Eravamo per natura figli d’ira”, è li che finisce tutto. Sono così associati all’ira, che si può dire di loro che sono “figli d’ira”, proprio com’erano chiamati “figli di disobbedienza”. L’essere distrutte fa parte della loro natura, sono nate per esser dannate. Ecco perché li chiamo i “morti viventi”, ora sono morti, e stanno per entrare nella morte eterna, che è un altro modo di chiamare l’Inferno, che è una sofferenza cosciente, un tipo di morte terribile perché è una separazione permanente dalla vita di Dio. Nati per essere dannati, nati per essere condannati. Infatti, Gesù in Giovanni 3:18 dice che essi sono: “Già giudicati”, sono già condannati.
Dunque, egli descrive i morti viventi, la condizione che riguarda tutti. Tutti vengono al mondo in questo modo, quello di cui i morti necessitano è di una risurrezione; e questo ci porta alla prossima sezione che comincia dal versetto 4. Semplicemente meraviglioso e vorrei che lo guardiate a questa brevemente, versetto 4, qui vediamo la “vita morente”. Prima abbiamo visto una morte vivente, adesso c’è qui una vita morente.
“Ma Dio”, amici, voglio dirvi una cosa, è Dio che deve iniziare, perché gli uomini morti non possono risorgere da soli, non possiamo nemmeno rispondere. Doveva essere al di fuori di noi, e lo fu. “Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati”, versetto 6, “Ci ha risuscitati”, ed è esattamente ciò di cui avevamo bisogno, e qui abbiamo la grande e meravigliosa verità della Pasqua, la grande verità della risurrezione, questo è tutto, gente, persone morte possono tornare alla vita. Quelli spiritualmente morti, eternamente morti possono venire alla vita. Possiamo rivivere. Dice nel versetto 5: “Ci ha vivificati”, versetto 6: “Ci ha risuscitati”.
Sei parole chiave definiscono questa vita, così come sei parole chiave definirono la morte. La prima parola è “misericordia”, versetto 4: “Ma Dio, che è ricco in misericordia”, che cos’è la misericordia? In termini semplici, la misericordia è il non dare ai peccatori ciò che meritano, il non dare ai peccatori ciò che si meritano, trattenere ciò che dovrebbero ricevere. In fatti, nel Salmo 103 c’è probabilmente la miglior definizione di questo fatto qui. Salmo 103 versetto 10, dice: “Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci castiga in proporzione alle nostre colpe”, la misericordia parla di quello che Dio non ci retribuisce seppur ce lo meritiamo. Meritiamo d’esser puniti, d’essere giudicati, d’essere condannati, d’essere mandati all’inferno, ma Dio ricco in misericordia, non esegue tale giudizio. La misericordia prova pietà.
A proposito, Dio non è avaro nel dare, dice il versetto 4 che Egli è ricco in misericordia. Ploùsios in Greco, significa senza limiti, inesauribile, infinito. Il secondo termine è grazia. Verso la fine del versetto 5: “Per grazia che siete stati salvati”, oppure liberati dalla morte. “Per grazia”, la misericordia prova pietà e trattiene. La grazia perdona e rilascia. La misericordia trattiene il giudizio di Dio. La grazia rilascia il perdono di Dio. La misericordia non ci dà ciò che meritiamo. La grazia ci dona ciò che non meritiamo. Nonostante le nostre colpe, nonostante i nostri peccati, la nostra mondanità, l’essere dominati da Satana, il vivere nella disobbedienza e l’essere guidati dalle nostre passioni e desideri, nonostante il fatto che siamo prossimi al meritarci l’ira divina, Dio interviene e mostra ai peccatori misericordia e grazia.
Perché lo fa? Questa è la terza parola. Perchè lo fa? Be, non è a motivo di qualcosa che si trovi in noi. Noi siamo all’opposto di quello che l’attira, Dio ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male” (Ab. 1:13), Dio odia il peccato, Dio odia i peccatori e Dio è adirato con i peccatori ogni giorno, Dio non avrà alcun peccato alla sua presenza. Dio disprezza l’iniquità, la Scrittura dice tutte queste cose, e nonostante tutto, Dio va incontro ai peccatori sia con misericordia, trattenendo il giudizio, che con grazia, concedendo perdono. Perché? Versettoo 4: “Per il grande amore con cui ci ha amati”, questo è un amore che supera la nostra comprensione. Noi stessi conosciamo l’amore nella nostra vita, sappiamo cosa significhi amare, amiamo quello che è amorevole, amiamo ciò che ci attrae, amiamo ciò che ci sta bene, amiamo quello che ci piace, amiamo ciò che corrisponde alla nostra idea di vita. Certe cose ci attirano, altre no. Certe persone ci attirano altre no.
Fondamentalmente, amiamo sulla base di un certo tipo d’attrazione, però l’amore di Dio è alquanto differente. Egli ha amato coloro che erano contrari a tutto quello che gli era piacevole. Egli ha amato i peccatori che erano totalmente contrari ad ogni cosa che amava. Questo è un tipo d’amore che ci è sconosciuto. Paolo lo chiama un “grande amore”, e sono sicuro che avrebbe potuto mettere in fila più di una dozzina d’aggettivi, ma in un certo senso si è ritirato e ha detto: un “grande amore”, è inspiegabile, va al di là di ogni comprensione. Dio ci ha amati mentre eravamo suoi nemici, “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che mentre eravamo peccatori” Romani 5:8, “Cristo è morto per noi”, “mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che mentre eravamo peccatori, Cristo è morto per noi”.
L’immenso amore di Dio, si può vedere nel fatto che ha dato il Figlio a morire sulla croce, per coloro che erano l’antitesi di tutto ciò che lo attrae, e “Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici” (Giovanni 15:13). L’amore più grande di tutti gli amori è quello del sacrificio della vita, e Dio ci ha amati abbastanza da dare la sua vita per noi.
La quarta parola, e qui arriviamo alla parola principale, è la “risurrezione”. La misericordia, la grazia e l’amore di Dio, portano alla risurrezione, versetto 5: “Anche quando eravamo morti nei peccati, (Egli)” colui che ci ha amati, Dio che è ricco di misericordia e di grazia “egli, ci ha vivificati”, versetto 6, “Ci ha risuscitati”, è di quello che avevamo bisogno! Avevamo bisogno di quello! Ora, di cosa sta parlando? Quando parla della risurrezione, di che tipo di risurrezione? Da che tipo di morte? Morte spirituale. Dunque, ci ha dato una risurrezione spirituale. Che cosa significa? Be, la morte spirituale significa che eravamo insensibili a Dio. La risurrezione spirituale significa che diventiamo sensibili a Dio. Siamo stati risvegliati in relazione alla nostra capacità di comprendere Dio, di conoscerlo, di avere comunione con lui, di ascoltarlo, di servirlo ed essere benedetti da Dio.
Un uomo morto ha bisogno di una sola cosa, della vita. E quello richiede la risurrezione. È di questo che gli uomini hanno bisogno, è di questo che la nostra società ha bisogno, è di questo che il mondo ha bisogno, non abbiamo bisogno di un’istruzione migliore, non è abbastanza! Non abbiamo bisogno di una psicanalisi migliore, né di una miglior capacità di gestire le nostre emozioni. Non abbiamo bisogno di queste cose. Non abbiamo bisogno di relazioni migliori tra gruppi etnici o famigliari, sulla superficie. Abbiamo bisogno di vita, di questo abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno della vita di Dio nell’anima degli uomini, questo è esattamente quello che ci viene detto qui. Dio guarda ai morti spiritualmente, e visto che li ama, vuole mostrargli misericordia e grazia, e dunque li vivifica, infonde loro la vita. Che tipo di vita? Vita spirituale e vita eterna. Come? Be, la prossima parola ce lo dice, e la prossima parola è “Cristo”.
Come lo fa? Versetto 5: “Ci ha vivificati con Cristo”, versetto 6: “Ci ha risuscitati con lui”, e adesso siamo arrivati al significato principale del significato della risurrezione, gente! Gesù disse: “Poiché io vivo, vivrete anche voi, e chiunque vive e crede in me” Giovanni 11:26, “non morrà mai” ha detto Gesù. Ma cosa stai dicendo? Ciò che dice la Scrittura è che Gesù non solo morì per i nostri peccati, ma risorse per procurarci la vita.
La straordinaria verità del Vangelo è che dei peccatori che erano morti nei falli e nei peccati e che, come tali, erano oggetto dell’ira di Dio ed erano chiamati “figli d’ira”, ma Dio, prese quell’ira, l’allontanò dai peccatori e la riversò su Cristo alla croce, che morì sotto l’ira di Dio, prendendola al loro posto. Poi fu sepolto e risuscitò dalla tomba per noi e, così, la sua morte e la sua risurrezione sono state applicate sul nostro conto, “con Cristo”, significa proprio questo, “con Cristo”.
E forse il posto migliore di tutti sarebbe Romani 6 nei versetti 4 e 5, dice: “Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo della sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita”, quando fu sepolto, fu sepolto spiritualmente per noi, e quando risorse lo fece per noi. Dio lo applica sul nostro conto. Versetto 5: “Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua”, questo è il grande miracolo del Vangelo. Questo è il cuore della fede Cristiana, amici miei. Questo è quello che dobbiamo capire, questo è il Cristianesimo. Vale a dire: peccatori che, a motivo del loro stato di morte spirituale, sono diretti verso la dannazione eterna, Dio gli offre la vita. Come? Si prende cura dei loro peccati, perchè la giustizia è richiesa, e riversa il tutto su Cristo, risuscitandolo dai morti e trionfando sulla morte per noi.
La sua risurrezione può essere la nostra risurrezione. Questo è il significato della risurrezione di Cristo, non era solo, non era solo un’illustrazione del fatto che in qualche modo puoi superare i tuoi problemi. Non fu solo un tipo di risurrezione spirituale, mistica o stravagante, come se si suol dire “lo Spirito di Gesù” che era tanto buono con i poveri e i bambini deve ancora oggi risediare in noi. La risurrezione fu un fatto storico. Gesù morì e risuscitò, ma quando morì lo fece portando i nostri peccati, e quando uscì dalla tomba, ci garantì la vita. Dio applicò il suo sacrificio e la sua risurrezione sul nostro conto, questa è la gloria della risurrezione.
Ora oltre alla parola “Cristo”, c’è una sesta parola, la parola “nei cieli”, “nei cieli”, versetto 6: “E ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatto sedere - il Greco dice – “nei cieli in Cristo Gesù”, ora cosa è successo dopo la nostra risurrezione? Ascoltate attentamente, questo chiarissimo, e voglio che lo comprendiate per bene. Quando siamo stati risuscitati dai morti tramite la potenza della risurrezione di Cristo, siamo stati seduti nei cieli, siamo stati letteralmente elevati, ma cosa significa? Significa semplicemente che all’improvviso siamo diventati vivi a Dio. Il cielo è la sfera e la dimensione in cui vive Dio, è il regno della sua presenza. Siamo stati vivificati a Dio, quando, in precedenza, eravamo morti in Sua presenza.
Improvvisamente abbiamo conosciuto Dio, abbiamo compreso chi fosse, tutto d’un tratto l’abbiamo amati, tutto d’un tratto volevamo servirlo, conoscerlo, avere comunione con lui e comunicare con lui, adorarlo e lodarlo, e all’improvviso, la sua Parola inizò ad aver senso, abbiamo iniziato a desiderare di compiere la sua volontà e seguire le sue vie, adempiere i suoi propositi e onorare il suo nome. Improvvisamente, ci siamo resi conto dell’intero mondo della realtà spirituale e, per la prima volta, abbiamo cominciato ad amare ciò che è puro, ciò che è santo, giusto e buono.
E per la prima volta, abbiamo posto la nostra affezione sulle cose di lassù, e non sulle cose terrene; e per la prima volta, abbiamo iniziato a combattere la carne e i desideri della mente, ed abbiamo iniziato a combattere le influenze del mondo intorno a noi, perché avevamo una nuova agenda celeste, ed una nuova forza, una nuova volontà, una nuova vita, una nuova disposizione e una nuova direzione, questi sarebbero “i cieli”, ed Egli ci prese e ci posizionò proprio nel centro di quella realtà, adesso abbiamo la vita celeste, e l’avremo per sempre.
Dio non ci ha risuscitati per poi lasciarci vagare nel cimitero. Ci ha elevati in tutto un altro mondo, siamo cittadini celesti. Ecco perché quella canzoncina dice: “Questo mondo non è la mia casa / Sono solo di passaggio / I miei tesori sono riposti da qualche parte oltre il blu”, la nostra vita intera è lassù, vediamo le cose in modo completamente diverso. Tutto è visto alla luce dell’eternità. Tutto è, per così dire, visto tramite gli occhi di Dio. Per noi il mondo intero è diverso, perché viviamo nei cieli. Ed è certo, abbiamo ancora la carne, ci sono i desideri, c’è il mondo, c’è Satana, c’è la battaglia, ma noi comprendiamo la battaglia e comprendiamo l’alternativa, comprendiamo la volontà di Dio, la gloria di Dio ed il Suo proposito, e per noi è tutto reale, tutto vivido, bello e chiaro.
Questa è la differenza fra i morti viventi ed i vivi morenti. Questa è la differenza fra l’esistere con una morte vivente ed una vita morente. Stiamo morendo fisicamente, ma siamo vivi spiritualmente e lo saremo per sempre. Ora, l’ultima questione è rispondere alla domanda cruciale: “Come posso passare da uno stato all’altro?” Non è quella la domanda? Come posso smettere di far parte dei morti viventi, ed iniziare a far parte dei vivi morenti? E la risposta si trova nei versetti 8 e 9, qui vi è la somma di tutto, questa è la risposta. Come avviene? “Per grazia” ci siamo già passati, sì, siamo stati liberati per grazia, ma come? “Mediante la fede, e ciò non viene da voi”, non è un’opera che possiamo fare, “è il dono di Dio, non è in virtú di opere affinché nessuno se ne vanti”, non c’è posto per sforzi personali, non c’è posto per il vanto, non c’è posto per autocompiacersi, né per conquiste umane. Non è per opere, dice che è della fede, “tramite la fede”.
E potresti chiedere: «di che si tratta?», «In che senso –‘tramite la fede?’», vi darò una definizione semplice di fede. La fede è la convinzione data da Dio, la convinzione data da Dio, che la promessa della vita di risurrezione, del perdono dei peccati e del cielo eterno per mezzo di Gesù Cristo, è vera. Avete capito? La fede è la convinzione data da Dio che la promessa della vita di risurrezione, del perdono dei peccati e del cielo eterno per mezzo di Gesù Cristo, è vera, e tale convinzione muove la volontà a chiedere a Dio quello stesso dono, questa è la fede salvifica. La convinzione che è vera, che spinge la volontà personale a chiedere a Dio per quello stesso dono. Il fatto della risurrezione è un fatto indiscutibile, e Gesù è risorto dai morti. L’evidenza comanda la fede in quell’evento e in quella Persona.
Inoltre, i fatti del vangelo sono veri, ovvero, che in Cristo c’è la risurrezione dalla morte spirituale, c’è il perdono completo del peccato e della promessa della vita eterna. Prega Dio che ti dia questa convinzione, affinchè spinga la tua stessa volontà a chiedergli semplicemente quel dono. Se hai tale convinzione, gli hai chiesto: «Dio donami il dono della vita in Cristo, il perdono dei peccati e la vita eterna», l’hai mai chiesto?
Penso che Martedì prossimo sia l’anniversario del naufragio dell’oramai famoso Titanic. Una notte nel freddo Atlantico, un triste conto alla rovescia portò alla morte di oltre 2000 persone. Il Titanic, la nave inaffondabile, affondò. La parte sorprendente della storia, credo che sia quella che affascina le persone, fu che molti arrivarono al loro capolinea volontariamente, e per quanto ne capisco, la banda stava ancora suonando. Come fecero a raggiungere il loro capolinea volontariamente? Con sdegno, rifiutarono la scialuppa di salvataggio che si allontanava semivuota, convinti che la nave non potesse affondare, e così facendo si diressero vero la loro morte.
A me sembra che il Titanic sia una metafora per il mondo, e che il mondo non è altro che un Titanic più grande. Gente lasciate che vi dica una cosa, questo mondo sta affondando velocemente, e tutti gli ambientalisti, tutti i politici, tutti gli educatori, tutti gli psicologi e tutti i religiosi, non possono tappare le falle. Il mondo intero sta affondando velocemente, e l’orchestra sta suonando e per alcune persone la vita scorre normalmente, ma stiamo andando giù gente, stiamo andando giù. E Gesù è l’unica scialuppa di salvataggio, l’unica scialuppa di salvataggio, l’unico mezzo che può salvare da una morte inevitabile, e che ti può portare sulla riva del cielo immortale ed eterno di Dio. Quale stolto morirebbe mai volontariamente? Gesù offrì sè stesso come la tua scialuppa di salvataggio.
Preghiamo insieme. Oh Dio, ti preghiamo che tu sia misericordioso con tutti noi oggi, che tu sia benigno, che ci ami e concedi la tua grazia, misericordia e risurrezione per mezzo di Cristo e che tu ci liberi da questo mondo che sta affondando e che si sta precipitando nell’abisso. Signore, salva coloro che altrimenti morirebbero su una nave di stolti, disdegnando la scialuppa di salvataggio. O Padre, abbi pietà di tutti noi. Donaci quella convinzione data da Dio del fatto che la risurrezione di Gesù Cristo, il perdono dei peccati e la promessa della vita eterna sono vere. Ed avendo questa convinzione, chiediamo di poter ricevere in lui, il dono della vita. Preghiamo solo che oggi la scialuppa di salvataggio se ne vada piena di peccatori che sono stati liberati dalla loro morte terribile.
Per coloro di noi che già ti conoscono e ti amano, ti lodiamo e ti ringraziamo per la vita che già godiamo grazie a Gesù Cristo, e ti preghiamo nel suo grande nome, Amen.
FINE
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