Grace to You Resources
Grace to You - Resource

Apriamo le nostre Bibbie questa mattina al diciannovesimo Salmo, Salmo 19. Come sapete, la settimana scorsa ho iniziato a condividere sull’argomento della sufficienza della Scrittura. E vorrei concludere quel breve interludio nel mezzo del nostro studio su 1 Timoteo tornando proprio a quell’argomento, solo che questa volta, piuttosto che esaminare molti passaggi, vorrei che ci concentrassimo su un solo passaggio, il Salmo 19.

Di tanto in tanto, ho l’abitudine di leggere i Puritani, e così a volte prendo un libro dallo scaffale e lo leggo seduto nel mio studio e questa settimana stavo leggendo l’incredibile sezione di Thomas Watson sulle Scritture, e vi trovai un’affermazione che credo sia adatta a quest’occasione, disse così, e cito: “Il diavolo ed i suoi agenti hanno soffiato sulla luce della Scrittura senza mai riuscire a spegnerla, un chiaro segno che è illuminata dal cielo”, fine della citazione.

La settimana scorsa ho condiviso che sono convinto che ci sia un gruppo piuttosto improbabile di persone che ancora oggi sembra soffiare sulla luce della Scrittura cercando di spegnerla. Ciò che sembra esser ancora più sorprendente è che l’attacco che mi preoccupa di più non sembra venire da coloro che neghino che sia la Parola di Dio, ma da coloro che lo affermerebbero. Mi sembra che una delle minacce più subdole e pericolose alla Parola di Dio provenga dall’interno del cristianesimo evangelico, da parte di persone che affermano di credere che la Bibbia sia la Parola di Dio, ma che mancano di fiducia nella sua sufficienza e quindi la screditano.

Leggere la Parola, insegnare la Parola, proclamare la Parola, obbedire alla Parola, e viverla a molti di oggi non sembra esser sufficiente per questioni di vita e di condotta nelle aree spirituale. E suppongo che queste persone stanno sviluppando, ciò che pensano sia la struttura necessaria per sostenere la Bibbia. Forse sentono che abbia bisogno di una sorta di trasfusione che le dia quella potenza che da sola le manca, e come ho già ribadito la volta scorsa, credo che questo sia un peccato grave contro Dio e contro la Sua Parola e che tradisce gravemente la fiducia nella sufficienza della Scrittura.

Come ho sottolineato la volta scorsa, la transizione quasi totale che la chiesa evangelica sta vivendo verso la psicologia come mezzo per risolvere i problemi dell’uomo; la ricerca di una metodologia per la crescita della chiesa nei modelli del mondo degli affari e della struttura aziendale, la richiesta di potere politico come chiave per il risveglio, o come alcuni dicono, la ricerca sfrenata di miracoli, segni, prodigi, nuove rivelazioni ed attività soprannaturali, la perversione del semplice vangelo e della vera Parola di Dio in una sorta di vangelo pop di prosperità, d’indulgenza, sensualità e successo propagati da celebrità che si suppone avrebbero una più grande capacità di raggiungere le persone della semplice Parola, tutto ciò, non è semplicemente il tradimento di un’orribile mondanità nella chiesa ma una prospettiva tristemente debole delle Scritture.

E questo mi ha costretto a porre la domanda: è la Bibbia veramente sufficiente per le questioni di vita spirituale? È sufficiente per il popolo di Dio, e per tutte le risorse necessarie, per la pienezza del vivere nella volontà di Dio? Oppure dobbiamo ammettere che la Bibbia ha alcune limitazioni evidenti che possono essere superate dalla saggezza e dalle tecniche sviluppate da persone ben intenzionate che vogliono aiutare Dio?

Ora, per rispondere alla questione della sufficienza scritturale, voglio che guardiamo insieme al Salmo 19, quello che credo sia il trattamento più conciso e diretto della sufficienza della Scrittura in tutta la Parola di Dio. E a proposito, confronteremo il Salmo 19 con il Salmo 119 perché hanno molti paralleli. Lasciatemi dire subito che Davide, che è l’autore del Salmo 19, era un uomo che comprese l’estremità, le esigenze, le vicissitudini, le lotte, le prove, i problemi e le tribolazioni della vita nella misura in cui poche persone le hanno sopportate.

Sapeva cosa significava esser minacciato costantemente, sapeva cosa significava cadere profondamente nel peccato, sapeva cosa significava tradire una fiducia sacra monumentale. Sapeva cosa significava avere i propri figli in ribellione contro sè stesso, sapeva cosa significava aver rovinato matrimoni e vivere nel mezzo di circostanze familiari penose. Questo è un uomo che parla della profondità dell’emozione umana, e tuttavia trova completa sufficienza nella Parola di Dio.

Ora il Salmo 19, come introduzione generale, ha lo scopo di trasmetterci il significato della rivelazione di Dio. Prima di tutto, dal versetto 1 al 6, leggiamo della rivelazione di Dio nella natura. Dio si è rivelato nei cieli, dice il versetto 1, che raccontano la sua gloria; nel firmamento con tutti i corpi stellari che dimostrano la sua opera.

E poi continua a parlare del movimento del sole e del suo meraviglioso percorso orbitale nell’universo come simbolismo della rivelazione naturale, ciò che i teologi hanno chiamato per anni, “rivelazione generale”; Dio si rivela nella Sua creazione. Un po’ come in Romani 1: “Le cose che vediamo ci rivelano che c’è un Dio che è eminentemente potente”.

Però, nella sua Parola c’è una rivelazione ancora più specifica e nel versetto 7 il Salmista si rivolge a quest’ultima. Nella seconda metà del Salmo, dal 7 al 14, l’attenzione è sulla rivelazione speciale, la rivelazione di Dio nella santa Scrittura, ed è proprio a questo che vogliamo guardare. Dal versetto dal 7 al 14 troviamo la sufficienza della Scrittura.

Infatti, se posso, vorrei sottolineare tre cose questa mattina: la sufficienza della Scrittura, il valore della Scrittura ed infine l’impegno verso la Scrittura. Ora, prima di entrare nel merito, lasciatemi dire che voglio che ascoltiate molto attentamente. Per necessità di cose, affronteremo molto materiale in maniera piuttosto rapida, ma voglio che rimaniate comunque sintonizzati e riflessivi perché credo davvero che questo sia un messaggio fondamentale per il nostro impegno nei confronti della Parola di Dio.

Ora, per cominciare, guardiamo alla sufficienza della Scrittura, dal versetto 7 al 9. Seguitemi mentre leggo, “La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza del Signore è verace, rende savio il semplice. I precetti del Signore sono giusti e rallegrano il cuore, il comandamento del Signore è puro ed illumina gli occhi. Il timore del Signore è puro, rimane in eterno; i giudizi del Signore sono verità, tutti quanti sono giusti”.

Ora, per un momento, vorrei che notiate la struttura di questi tre versetti. Ci sono sei linee di pensiero, ed ognuna di esse ha tre elementi. Protraggono un titolo per la Parola di Dio, una caratteristica della Parola di Dio ed un beneficio della Parola di Dio. I titoli sono... la Scrittura è chiamata “legge, testimonianza, precetto, comandamento, timore e giudizio”, questi sono tutti sinonimi con “la Scrittura”.

Le sue caratteristiche sono: perfetta, verace, giusta, puro, e vera. I suoi sei benefici sono: ristora l’anima, rende savio il semplice, rallegra il cuore, illumina gli occhi, rimane in eterno, e sono tutti quanti giusti, che sarebbe a dire che forniscono una completa risorsa spirituale. Ora, in questi tre versetti, coerentemente con l’infinita intelligenza della mente infinita di Dio, avete una dichiarazione assolutamente superba e completa sulla Scrittura ridotta a pochissime parole. La grandezza di questa sezione della Scrittura ci spinge al di là delle nostre capacità.

Voglio che notiate un altro elemento, un sestuplo elemento. In questi tre versetti, leggiamo sei volte “del Signore”. Abbiamo “La legge del Signore, la testimonianza del Signore, i precetti del Signore, il comandamento del Signore, il timore del Signore, e i giudizi o le ordinanze del Signore”. E notate di nuovo il fatto che questo rappresenta ciò che procede da Dio. Yahweh, il nome personale del patto di Dio viene usato sei volte, è usato per identificare la fonte della sufficienza della Parola. Quindi, abbiamo quì, nel Salmo 19, tramite il salmista, abbiamo la testimonianza di Dio stesso sulla sufficienza della Scrittura verso tutti i bisogni spirituali.

Ora guardiamo a questi sei: Numero uno, nel versetto 7, “La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima”, il primo titolo della Scrittura è “legge”, e questo ci dà un’enfasi della Parola di Dio. La parola è torah, che fondamentalmente significa, l’insegnamento biblico o divino. Indica l’insegnamento o la natura didattica della Scrittura, è Dio che istruisce l’uomo.

Il termine si riferisce all’istruzione. Identifica la Scrittura come dottrina, dispensata da Dio all’uomo. Ha in prospettiva l’istruzione divina relativa al credo, che sarebbe ciò che si crede; relativa al carattere, cioè ciò che si è; e relativa alla condotta, cioè ciò che si fa. È una spiegazione completa dell’istruzione di Dio per la vita degli uomini, è un insegnamento di Dio per la vita.

Ora, dice nel versetto 7, che questo insegnamento che viene tramite le pagine della Sacra Scrittura è perfetto, è perfetto. Giacomo l’ha persino chiamata la legge perfetta, ed è contrastata dal salmista con i ragionamenti imperfetti degli uomini. Ora, per capire la parola “perfetta”, dobbiamo solo capire che è una parola comune che significa “perfetto, intero, completo, sufficiente”; infatti, uno studioso dell’Antico Testamento dice che la pienezza del significato è dire che significa “intero in modo da coprire completamente tutti gli aspetti di un qualcosa”, è una parola di completezza.

È come dire che la Scrittura copre tutto, non manca nulla. Non manca nulla. È una fonte completa d’insegnamento da parte di Dio che, quindi, include tutto ciò che è necessario alla vita spirituale del popolo di Dio. Ora l’attenzione particolare della dichiarazione iniziale nel versetto 7 è che la sua perfezione è legata al ristoro dell’anima, ed è quì che troviamo il primo dei sei benefici; ristora l’anima. Il termine Ebraico per “ristorare” può significare “ravvivare, convertire, rinfrescare, restaurare”, ed il mio sinonimo preferito è “trasformare”, cioè rende l’idea che la Scrittura è così completa che può letteralmente trasformare la vita di una persona.

In ogni aspetto, dà piena vita all’anima. Ora la parola “anima”, è anch’essa una parola molto familiare, nephesh. Questa parola indica la persona, il sè, il cuore, viene tradotta intercambiabilmente in tutti questi modi. In somma, è una parola che indica la persona interiore, la persona intera, il vero tu. La parola dunque è così comprensiva da avere la capacità di trasformare totalmente il vero te, cioè l’intera persona.

E dunque è sufficiente per la conversione, per la trasformazione, per la restaurazione, per la nascita e la crescita spirituale fino alla perfezione dell’intera persona. E realmente rievoca la lettera di Paolo a Timoteo, in 2 Timoteo 3:15 al 17, dove Paolo ricorda a Timoteo che la Scrittura è in grado di renderti saggio per la salvezza, e non solo quello, ma anche di renderti perfetto, completamente fornito per tutte le buone opere.

La Parola di Dio ha quindi il potere di operare una trasformazione totale. È così completa che può plasmare l’anima di una persona in esattamente ciò che Dio desidera che diventi, e tutto questo inizia alla conversione. In 1 Pietro 1, leggiamo la stessa testimonianza, versetto 23, “siete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno”. In altre parole, nella nuova nascita, o nella conversione, la trasformazione è compiuta dalla Parola di Dio, e nel verso successivo dice che questa questa è la Parola con la quale il vangelo vi è stato annunziato, e quindi è la Parola che converte l’anima.

Paolo disse: “Il vangelo di Cristo in sé e per sé è la potenza di Dio per la salvezza”, in Romani capitolo 1 versetto 16. La parola quindi nella sua potenza è in grado di trasformare la vita, è l’agente della nuova nascita eppure oggi mi sembra che ci siano persone che non credono nella potenza della Parola di Dio. Pensano che, a causa di certe inadeguatezze e debolezze, la Parola di Dio debba essere assistita impacchettandola magari con qualche cantante rock sexy che come dice la rivista Eternity, “mescola la sua rappresentazione della storia antica con un po’ di volgarità”, citando parola per parola.

Oppure, è la Parola di Dio così debole e così priva di potere da esser convincente solo quando è propagata da una celebrità, una superstar, qualcuno che è famoso per essere famoso, e non famoso per essere pio e non noto per la sua grande abilità nella Parola, qualcuno di famoso non per la sua profonda comprensione di Dio o per il suo carattere, ma perché i media lo hanno reso famoso, giusto per essere famoso.

Dobbiamo forse credere che sono in grado di compiere quello che il potere stesso della parola di Dio non può compiere? Oppure abbiamo bisogno di fare appelli lusinghieri alle emozioni delle persone sulla base dei loro sentimenti, del loro ego e del loro bisogno di autostima? Alterando così il messaggio duro del vangelo in qualcosa di morbido, di semplice, affinchè lo ricevano anche se non lo conoscono neanche.

Oppure, visto che il vangelo è debole di per sè, dev’esser inquinato con promesse di successo materiale? Perché gli evangelisti televisivi devono dirci che se solo manderemo loro grandi somme di denaro e “crediamo”, la nostra, tra virgolette, “fede” ci ricompenserà con più denaro di quanto possiamo immaginare? È necessario aggiungere denaro al vangelo per renderlo appetibile perché di per sé non può convertire l’anima?

È la Scrittura così insufficiente di salvare che abbiamo bisogno di un congresso Cristiano e del controllo del governo per portare la rigenerazione ad una nazione? È davvero il piano del Signore che uomini chiamati a predicare le imperscrutabili ricchezze della Parola di Dio, e che lascino la Parola di Dio non per servire i tavoli ma per diventare attivisti politici e lobbisti, sperando di superare la carenza della Scrittura con il potere umano? Riteniamo che il vangelo allontani le persone quando viene direttamente dalla Parola, per cui dev’essere sottoposto ad un marketing sofisticato, vendibile, appetibile, che mostri all’acquirente prospettivo quello che offre?

Ora, cosa stiamo dicendo con tutto questo? Mi sembra che quello che stiamo dicendo è che non abbiamo fiducia nel potere di convertire l’anima della perfetta Parola di Dio. La Parola è il mare dove si trova Cristo, la perla senza prezzo. La Parola è il campo dov’è sepolto Cristo, il tesoro nascosto. E la testimonianza del Salmo 119 afferma certamente questo, e noi la metteremo in parallelo durante il percorso, perchè il Salmo 119 versetto 41 dice: “Mi raggiungano le tue misericordie, O Signore e la tua salvezza secondo la tua parola”, dice il Salmista che la salvezza è collegata alla Parola di Dio.

Nel versetto 50 dice, “Questo è il mio conforto nell’afflizione, che la tua parola mi ha vivificato”. Versetto 81, “La mia anima si strugge per l’ardente desiderio della tua salvezza; io spero nella tua parola”; versetto 146 dice allo stesso modo: “Io t’invoco; salvami, ed osserverò i tuoi precetti”, versetto 155, “La salvezza, è lontana dagli empi, perché non ricercano i tuoi statuti”, in altre parole, si trova nella Tua Parola ma loro non la cercano lì.

Versetto 158: “Ho visto gli sleali e li detesto, perché non osservano la tua parola”. Versetto 174: “desidero ardentemente la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è la mia gioia”. La Parola del Dio vivente è sufficiente. C’è dunque da meravigliarsi che Paolo abbia detto: “Predica la Parola”? La Parola è sufficiente per convertire l’anima.

In secondo luogo, il salmista dice che la testimonianza del Signore è verace, rende savio il semplice. E così facendo fa un altro passo avanti, in questa magnifica presentazione della sufficienza della Scrittura. Usa la parola “testimonianza” che vede la Parola di Dio non solo come istruzione divina, ma come testimonianza divina, è Dio stesso a dare la testimonianza di chi è e di cosa richiede.

Così, guardando alla testimonianza di Dio stesso, nella Sua parola, s’impara che “la sua testimonianza è” dice il salmista “verace”, è “sicura”. Di nuovo, questo in contrasto con le nozioni incerte, insicure, vacillanti, mutevoli, cambiabili, inaffidabili, inattendibili degli uomini, la Parola del Dio vivente è verace, e questa parola significa “incrollabile, inmovibile, inconfondibile, degna di fiducia ed affidabilità.

La Parola fornisce quindi un fondamento su cui la vita ed il destino eterno possono essere edificati senza esitazione. Mi viene in mente quello che disse Pietro in 2 Pietro capitolo 1. Stava rievocando il suo incontro personale con la maestà di Cristo alla trasfigurazione e disse: “Ero lì quando fu trasfigurato. Vidi la sua gloria maestosa in quell’evento meraviglioso, quando gli eroi dell’Antico Testamento apparvero e ci trovavamo su quel monte immersi nella meraviglia della gloria soprannaturale.

E vi dirò di più, nel versetto 19, “c’è una parola più certa di questa”, l’esperienza, l’esperienza soprannaturale, i segni, i prodigi hanno il loro posto. Pietro dice, “c’è una parola più certa di questa”, e quella parola è la Scrittura, la Scrittura proceduta da uomini santi di Dio sospinti dallo Spirito di Dio; la Scrittura è la parola più certa.

In contrasto con i ragionamenti incerti, le riflessioni e le opinioni degli uomini su Dio e la moralità, possiamo rimanere sulla Scrittura. E qual è il suo beneficio? Notate di nuovo, il suo beneficio è quello di rendere savio il semplice. La radice della parola Ebraica per “semplice” conferisce l’idea di una porta aperta. Una persona semplice è una persona che non ha discernimento, una che non sa quando chiudere la porta, non è in grado di chiuderla, entra tutto, non sono perspicaci, sono disimparati, inesperti, ignoranti ed ingenui.

Ma possono essere resi saggi, e qual è la fonte? La Parola di Dio. La Scrittura prende l’ingenuo, l’inesperto, l’ignaro, il disinformato e gli dona saggezza. Amo la parola “saggio”, è una parola Ebraica ricca, fondamentalmente significa essere abili nell’arte del vivere piamente, l’abilità di esser pratici nel quotidiano, illude al padronggiamento dell’arte del vivere quotidiano, e questa si realizza tramite la conoscenza e l’applicazione pratica della Parola di Dio. E a proposito, nella Scrittura, Dio è sempre la fonte, provvede quella saggezza che Giacomo definisce come proveniente “dall’alto”.

L’Antico Testamento definirebbe questa pratica come la capacità di prendere giuste decisioni al momento giusto, ed ecco una promessa meravigliosa. La Parola di Dio può prendere una persona ingenua, inesperta, non perspicace, disinformata, ignorante e portarla ad una tale saggezza che può vivere una vita pia secondo la volontà di Dio, e tutto questo tramite la Parola di Dio. È la fonte che fornisce tutto ciò che è necessario per praticare la volontà di Dio nella vita quotidiana.

E dunque, possiamo mai credere che la Parola di Dio non è sufficiente? Dovremmo per caso credere che possiamo trovare le risorse che mancano alla Parola di Dio nella sociologia, la psicologia, la filosofia e la saggezza umana? È realmente necessario che i predicatori virino al di fuori della Bibbia per, tra virgolette “rendere la verità rilevante... e pratica” come sento dire spesso? Ascoltate, la testimonianza di Dio stesso è che la Sua Parola è sufficiente a rendere il semplice savio nell’arte di vivere la vita secondo la volontà di Dio.

E ascoltate di nuovo alla meravigliosa testimonianza del Salmo 119, dove, in quel grandissimo tributo alla Parola di Dio, il Salmista dice al versetto 27, “Fammi comprendere la via dei tuoi comandamenti”, in altre parole, sta implorando Dio d’insegnargli, perchè Dio conosce il modo giusto di camminare, il modo giusto di vivere. Versetto 34, “Dammi intelligenza e io custodirò la tua legge; sì, la osserverò con tutto il cuore”, è la sorgente della saggezza, versetto 66, “Insegnami giusto discernimento e conoscenza, perché credo nei tuoi comandamenti”. Dal versetto 98 al 100, “I tuoi comandamenti mi rendono piú saggio dei miei nemici, perché sono sempre con me. Ho maggior intendimento di tutti i miei maestri”, abbiamo più intendimento di tutti coloro che propagano la conoscenza umana, “perchè i tuoi comandamenti sono la mia meditazione”, versetto 100, “Ho maggior intelligenza dei vecchi, perché osservo i tuoi comandamenti”, nel versetto 104, “per mezzo dei tuoi comandamenti io acquisto intelligenza”, versetto 125, “Io sono tuo servo; dammi intelletto, affinché possa conoscere i tuoi precetti”, versetto 169, “dammi intelligenza secondo la tua Parola”.

Vedete, il salmista sapeva che la sorgente di saggezza risiede nella Parola di Dio, la Scrittura. È sufficiente? È sufficiente a ristorare l’anima, è sufficiente a produrre una saggezza integra nelle questioni di vivere il giorno alla gloria di Dio.

Numero tre, avete notato il versetto 8 del Salmo 19? “I precetti del Signore sono giusti e rallegrano il cuore”, dove va il credente per trovare gioia? Dove va per trovare sollievo, felicità, liberazione dal dolore, dall’ansietà e dalla depressione? Dove va il credente? Qual’è la sua risorsa?

La testimonianza del Salmista è la Parola. È la Parola che rallegra il cuore. Il termine usato per la Scrittura quì è “precetto”, non si riferisce all’insegnamento divino, anche se in un certo senso lo incorpora. Non ritiene l’idea della testimonianza divina, anche se in un certo senso ne è inclusa, ma si riferisce principalmente all’idea di principi divini, precetti divini, istruzioni divine.

La scrittura è ricolma d’istruzioni per vivere per Dio. Ora notate che sono, come dice il versetto 8, “sono giuste”, vale a dire che indicano il vero cammino, danno la giusta istruzione, ti dirigono nel modo corretto verso una comprensione veritiera, che cosa meravigliosa! Cioè voglio dire, per coloro che sono Cristiani da molto tempo è certamente qualcosa quello di provare a ripensare a com’era quando dovevamo tracciare il nostro cammino senza sapere cosa fare. Che eredità che abbiamo nella Parola di Dio, che indica il vero cammino da seguire.

Non siamo rimasti senza una cartina o una bussola, non siamo senza principi nella vita, non ci ritroviamo a navigare in una nebbia d’opinioni umane, abbiamo una parola verace da seguire, ed il risultato di tutto quello è che camminiamo su quel sentiero giusto che rallegra il cuore. La vera gioia proviene dal seguire la Parola di Dio, dal praticare i suoi principi, dal camminare nei suoi precetti e sul suo sentiero.

Geremia, trovatosi nel mezzo di una situazione tremendamente stressante, essendo il suo messaggio e la sua persona rifiutata ed essendo testimone del disastro alla quale l’intera nazione fu sottoposta, nel quindicesimo capitolo della sua profezia al versetto 16 diede una grande testimonianza della gioia che si riceve tramite la Parola: “Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate, la tua parola è stata per me la gioia e l’allegrezza del mio cuore”.

E Giovanni, nella sua epistola scrive, in 1 Giovanni 1:4, che vi scriviamo queste cose affinchè la vostra gioia sia” cosa? “completa”. La Parola di Dio dà testimonianza al fatto che è la fonte di gioia. E quando si cammina in obbedienza alla volontà di Dio, e ci si muove su quel giusto sentiero, ci rallegra il cuore.

Dobbiamo ricevere voci dal cielo ed avere incontri angelici o esperienze soprannaturali e miracoli? Dobbiamo dipendere dalla scienza mistica della mente per essere condotti da Dio ad una gioia completa? Non possiamo seguire la Sua Parola? Coloro che potrebbero essere depressi, ansiosi, timorosi o dubbiosi, senza sapere che direzione prendere, se non soffrono di qualche malattia o disturbo fisico, non possono forse rivolgersi alla Parola di Dio per trovarne la soluzione, la risposta, la guida e la direzione che trasforma il loro dolore in gioia?

Credo che la testimonianza della Scrittura sia che il nostro vero piacere e la nostra gioia derivino dal seguire il sentiero tracciato dalla Parola di Dio, non dal cercare egoisticamente l’autostima, l’auto-realizzazione e le occupazioni indulgenti. Infatti, temo che le persone, che corrono dalla Parola di Dio agli psichiatri ed alle risorse che il mondo offre e tutte le cose materiali, corrono lontano dalla gioia, non verso gioia, e così facendo trovano meno di quello che pensavano e si trovano ancora più lontani di quello che erano prima di partire. La testimonianza stessa della Scrittura è che essa è una sorgente, anzi, la sorgente della gioia del credente.

Sempre nel Salmo 119, dove andiamo per una testimonianza di conferma, nel verso 14 il salmista scrive: “Gioisco seguendo i tuoi precetti, come se possedessi tutte le ricchezze”, sarebbe bello poter dire che le persone di oggi sono tanto entusiaste degli insegnamenti della Parola di Dio di quanto lo sono per il materialismo. Sarebbe bello poter dire che stiamo davvero presentando il vangelo della Parola di Dio e non un vangelo che promette prosperità.

Nel versetto 54, leggiamo: “I tuoi statuti sono stati i miei cantici nella casa del mio pellegrinaggio”, uno dei versetti più belli di tutti i Salmi, “I tuoi statuti sono stati i miei cantici nella casa del mio pellegrinaggio”, la mia vita è ripiena di cantici sulla tua legge, che sarebbe a dire che mi danno una tale gioia che trabocca in musica dal cuore.

Nel versetto 76 dice: “Deh, la tua benignità sia il mio conforto, secondo la tua parola”, nel versetto 111, “I tuoi precetti sono la mia eredità per sempre; essi sono la gioia del mio cuore... tu sei il mio rifugio ed il mio scudo, io spero nella tua parola”, vengo a Te o Dio, nel mezzo delle mie necessità, dolori e tristezze. La Scrittura è abbastanza perfetta da restaurare l’anima, abbastanza saggia da rendere profondo il semplice e capace di rendere gioioso il triste.

In quarto luogo, noterete alla fine del versetto 8, “il comandamento del Signore è “puro”, la traduzione migliore sarebbe, “chiaro”, da illuminare gli occhi. E quì usa la parola “comandamento”. Ora il comandamento è un altro modo di guardare alla Scrittura. Sì, la Scrittura è un “precetto;” sì, è istruzione; sì, è una testimonianza, ma è anche decreto divino.

E qui vediamo l’enfasi sull’autorità, sul carattere della Scrittura non opzionale. La Bibbia non è piena di suggerimenti ma di comandamenti, comandamenti vincolanti ed autorevoli. Questo è ciò che Dio richiede, e per coloro che rispondono, vi sono benedizioni, e per coloro che non lo fanno, vi sono giudizi.

E la Parola di Dio, che viene a noi come un comandamento di Dio dice di esser, “pura”, “limpida”, sarebbe a dire “lucida”, non è mistificante, non è confusionaria o sconcertante. Oh sì, ci sono elementi oscuri, ma in generale, la Parola di Dio come viene letta è chiara, semplice da vedere, fornisce una chiara direzione per la vita.

L’Antico Testamento dice che anche gli insensati non potranno smarrirvisi. Illumina le tenebre, quando vedi oscurità nel mondo e non riesci a capire cosa sta succedendo e non si sa perché le cose stanno andando in questo modo, la Parola di Dio rende le cose chiare, in contrasto con la confusione e le fangose riflessioni di uomini che sono ciechi a sè stessi.

Esser in grado di vedere la verità in questo mondo tenebroso che è in lotta per sapere cos’è la verità, esser in grado di capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, esser in grado di capire ed esser confortati in tempi in cui non riusciamo a capire quello che sta succedendo, in tempi come quelli di Giobbe, tutta la conoscenza di quelle cose che non si vedono facilmente ci è rivelata nella Parola di Dio nella misura in cui i nostri occhi possono esserne sufficientemente illuminati. Che meravigliosa verità! La Parola di Dio è tutta la rivelazione di cui abbiamo bisogno, è chiara, è facile da capire e non lascia alcun dubbio sulla verità necessaria, Proverbi 6:23 dice: “Il comandamento è una lampada e l’insegnamento è vita”.

E allora dovremmo porre la domanda: è la Bibbia così insufficiente da non poterci mostrare queste cose a tal punto che dobbiamo dipendere dalla saggezza del mondo? Dobbiamo andare dagli uomini per chiedere loro di spiegarci come stanno le cose? Abbiamo bisogno di ulteriori rivelazioni? Abbiamo bisogno di psicoanalisi per i problemi spirituali da fonti che già da tempo hanno rifiutato la Scrittura come fonte di verità? È la Bibbia così incompleta che dobbiamo rivolgerci alla scienza per spiegare l’origine, alla filosofia per spiegare la vita e alla sociologia per spiegare il peccato? No tutta la luce della vita si trova nella Parola di Dio.

E, di nuovo, vi porto al Salmo 119. Notate per favore il versetto 52, dice “Ricordo i tuoi antichi decreti, o Signore, e questo mi consola”, nel mezzo dell’angoscia, sono tornato alla Parola e sono stato confortato. Notate il verso 59: “Ho esaminato le mie vie e ho rivolto i miei passi verso i tuoi precetti”, ho esaminato il cammino che stavo percorrendo e sono ritornato sul tuo.

Dal versetto 81 all’83 troviamo una testimonianza altrettanto potente della chiarezza della Scrittura che illumina il cammino: “La mia anima si strugge per l’ardente desiderio della tua salvezza, io spero nella tua parola. I miei occhi vengono meno aspettando il compimento della tua parola, mentre dico: “quando mi consolerai?” Anche se son diventato come un otre esposto al fumo, non ho dimenticato i tuoi statuti”, quando non riesci più a vedere perchè tutto è affumicato, per così dire, devi guardare alla Parola.

Versetto 86: “Tutti i tuoi comandamenti sono degni di fiducia; tutti i tuoi comandamenti son affidabili”, versetto 92: “Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione”. Versetto 105: “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”, versetto 130, “La rivelazione delle tue parole illumina e dà intelletto ai semplici”.

Versetto 140: “La tua parola è pura d’ogni scoria; perciò il tuo servo l’ama”, in altre parole sta dicendo che la Parola è sufficiente a darmi le informazioni di cui ho bisogno. Illumina la via oscura, mi dà comprensione. Sì, la Scrittura è sufficiente per la salvezza, sufficiente per aiutarci a vivere, sufficiente per darci gioia, felicità e soddisfazione, sufficiente per una chiara comprensione di cose non facilmente comprensibili.

Ed è anche, in quinto luogo, al versetto 9 [del Salmo 19], “pura, rimane in eterno”, e quì, come sinonimo per la Sacra Scrittura, usa il termine “timore”. Perché? Perché la Sacra Scrittura intende trasmettere timore, o la grandezza di Dio per suscitare reverenza, per attirarci all’adorazione. È usato indicando ciò che vuole produrre. La Scrittura intende produrre timore, soggezione, rispetto o adorazione a Dio e quindi si dice che è il timore del Signore. E visto che l’abitudine dell’anima umana è quella di adorare, la Scrittura ci istruisce sul chi dobbiamo adorare e come dobbiamo adorarLo.

E questa scrittura che ci istruisce nell’adorazione a Dio, dice di essere, “pura”, un concetto meraviglioso. La parola taher la radice, e significa “assenza di impurità, assenza di sporcizia, assenza di contaminazione, assenza d’imperfezione”. E questo è l’essere senza peccato, senza male, senza corruzione, senza errore.

E di nuovo, il tutto è in contrasto con le immaginazioni malvagie degli uomini, la Parola di Dio è pura, non c’è traccia di male, ti ci puoi riferire e riconoscere che ciò che comunica è assolutamente puro. La verità che trasmette non presenta alcuna traccia di male. La testimonianza del Salmista nel Salmo 12 versetto 6 è meravigliosa: “Le parole del Signore” dice, “sono parole pure, come argento raffinato in una fornace di terra, purificato sette volte”, la Parola è così pura, santificata, santa, separata dal peccato.

Questo è in contrasto con le parole degli uomini, perchè non puoi sempre fidartici, però puoi fidarti della Parola di Dio, e di conseguenza, noterete il fatto che essa dura in eterno. Vale a dire che puoi sempre seguirla, è sempre degna di fiducia. Come disse Pietro in 1 Pietro 1:23, che vi ho citato prima, è la parola “vivente e la Parola eterna”, non cambia mai, non è mai alterata, non importa di quale generazione si tratta. E quando sento certe persone dire: “Beh, la Bibbia non è abbastanza sofisticata per la nostra società avanzata”, non capiscono.

La Bibbia è assolutamente pura e senza difetti, senza errori, senza peccato e quindi non ha bisogno di aggiornamenti, di modifiche o di raffinamenti, è perfetta. Dovremmo forse credere improvvisamente che sia inadeguata, che abbia errori e carenze che necessitano correzione ed una nuova edizione? Dovremmo credere che abbia bisogno d’essere sostenuta da persone che sono più sofisticate dello Spirito Santo che la scrisse?

Dovremmo forse credere che non può purificare il cuore, l’anima e la vita stessa? Dobbiamo credere che le persone debbano andare da qualche altra parte per imparare una formula per liberarsi del loro peccato, e per avere una guarigione interiore, per avere una purificazione dell’anima da qualche operatore da qualche parte, perché la Parola di Dio non è sufficiente per liberare le persone dal peccato?

Non crediamo più nel suo potere di purificare una nazione di persone così che dobbiamo ricorrere alla politica per superare la debolezza della Parola eterna del Dio vivente? O Dio non voglia che ci crediamo per un momento. La Parola è adeguata e sufficiente come Parola pura, per purificare il cuore, per spurgare il cuore.

E di nuovo, vi richiamo alla testimonianza del Salmista nel Salmo 119. È tutto lì, il Salmo 119, a partire dal versetto 3 e potremmo guardare a un sacco di scritture... o piuttosto al versetto 2, dice: “Beati quelli che osservano le tue testimonianze e lo cercano con tutto il cuore, anche loro non conoscono l’iniquità. Essi camminano nella Sua via”.

Le persone della Parola sono limpide. Le persone della Parola sono pure. Dal versetto 9 all’11, “Con che cosa un giovane deve purificare la sua via?” Come può purificare la sua vita? Avendo una guarigione interiore? Avendo un incontro con qualcuno che può dirigere i suoi problemi per via di qualche potere magico soprannaturale? Facendo appello a qualche scienza contemporanea della mente? No, “facendo attenzione secondo la Tua Parola”. Con tutto il mio cuore ti ho cercato; “oh, fa’ che non mi allontani dai Tuoi comandamenti, la Tua Parola l’ho nascosta nel mio cuore per non peccare contro di Te”.

Nel versetto 38, “Stabilisci la Tua Parola al Tuo servo che è devoto al Tuo timore, o al Tuo culto”. Riempimi con la Parola, versetto 67, “prima di essere afflitto sono andato fuori strada, ma ora ho osservato la Tua Parola”. La Parola e l’obbedienza vanno insieme, versetto 101, “Ho trattenuto i miei piedi da ogni via malvagia per poter osservare la Tua Parola”. Versetto 172, “La mia lingua parlerà della Tua Parola, perché tutti i Tuoi comandamenti sono giusti, retti”. Ascoltate, la Parola è sufficiente per redimere, è sufficiente per purificare la vita, è eternamente rilevante, è tutto ciò che è necessario per la purificazione dell’anima. Non abbiamo bisogno di praticanti, abbiamo bisogno della Parola di Dio.

Ed infine, molto importante, dice nel versetto 9, la parola, chiamata quì “i giudizi”, oppure “le ordinanze del Signore, sono verità”, e di conseguenza sono del tutto giusti. La parola “giudizi” indica verdetti divini. E dunque abbiamo l’istruzione divina, la legge del Signore; il testimone divino, la testimonianza del Signore; i giudizi divini, gli statuti del Signore. Abbiamo decreti divini nei comandamenti. Abbiamo il culto divino nel timore del Signore. Ed ora abbiamo verdetti divini dal banco del giudice di tutta la terra. La Bibbia è la determinazione giudiziaria di Dio per la vita dell’uomo ed il suo destino eterno pronunciato dal giudice eternamente supremo. E dice: “La Sua Parola è verità”, oh, che affermazione!

Sapete quant’è difficile trovare la verità per le persone nella nostra società o in qualsiasi altra parte del mondo? Sapete che battaglia è quella alla ricerca della verità? E noi abbiamo la Parola che è vera. La Parola del Signore è vera. È sempre vera. Perciò è sempre affidabile, sempre rilevante, sempre applicabile in contrasto con le menzogne degli uomini che sono vittime del loro padre, il diavolo bugiardo. È sempre vera!

Ascoltate miei cari, se la Parola di Dio è sufficiente per la salvezza, se è sufficiente per trasformare perfettamente l’anima di una persona, se è sufficiente per tutte le abilità della vita spirituale, se è sufficiente per donare una gioia completa e per superare i dolori e le lotte della vita, se è sufficiente per dare comprensione verso quelle cose che sono oscure e difficili da vedere, se è sufficiente per purificare ogni peccato, e se in tutto questo è sempre vera, allora dev’essere la fonte di tutto nella vita spirituale. Ed è così affidabile.

Il fatto è che Dio nella Scrittura che abbiamo nelle nostre mani, ci ha dato un’espressione relativamente perfetta della Sua volontà eterna per stabilire tutta la verità necessaria per la vita ed il dovere spirituale. Ed io ci credo con tutto il cuore perché questa è la testimonianza di Dio stesso. E quella Parola nella vita di un individuo mosso dallo Spirito di Dio porta ad una completa sufficienza. Credere meno di questo, è colpire l’integrità del Dio vivente.

Ora, notate che nel versetto 9, il risultato della veridicità della Scrittura è che essa è del tutto giusta, vale a dire che è giusta nella sua totalità. E l’idea di quella frase punta alla sua completezza, è del tutto giusta. Non ci sono errori? Sì, non ci sono errori. Ma per di più, è una fonte di verità completa e sufficiente.

Ed è per questo che la Scrittura dice cose come questa: Deuteronomio 4:2, “Non aggiungerete nulla a quanto vi comando e non toglierete nulla, ma impegnatevi ad osservare i comandamenti del Signore, il vostro Dio, che io vi prescrivo”, non ti permettere ad aggiungerci o toglierci nulla. Perché? È completa, è completa. Dice in Apocalisse 22:18 e 19, “se qualcuno aggiunge a queste cose, Dio manderà su di lui le piaghe descritte in questo libro”, non aggiungeteci nulla, non toglietegli nulla.

Nell’istruire sul come dovrebbe vivere un re, nel diciassettesimo capitolo di Deuteronomio, nei versetti 19 e 20, la Parola del Signore dice questo, “presso di sè”, sarebbe, presso al re, “leggerà”, la Scrittura, “tutti i giorni della sua vita per imparare a temere il Signore, il suo Dio, e a mettere in pratica tutte le parole di questa legge e questi statuti, perché il suo cuore non s’innalzi sopra i suoi fratelli ed egli non devii da questo comandamento né a destra né a sinistra, e prolunghi così i suoi giorni nel suo regno, lui e i suoi figli, in mezzo a Israele”, la benedizione promessa venne in relazione all’obbedienza alle Sacre Scritture.

Dobbiamo forse credere che abbiamo bisogno di più rivelazioni? Dobbiamo credere che abbiamo bisogno di più visioni e profezie? Vedete quanto è ridicola questa cosa? La Parola di Dio è sufficiente, è vera ed assolutamente completa. E vi richiamo ancora una volta al Salmo 119, versetto 76... perdonatemi, versetto 89, cominciamo dal versetto 89, “Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli”, meravigliosa dichiarazione alla sufficienza e alla completezza esaustiva della Scrittura.

Versetto 128, “Per questo ritengo giusti tutti i tuoi comandamenti e odio ogni sentiero di menzogna”, versetto 137: “Tu sei giusto, o Signore, ed i tuoi decreti sono retti”. Versetto 138: “Tu hai stabilito i tuoi precetti con giustizia e con grande fedeltà”, immutabili. Versetto 142: “La tua giustizia è una giustizia eterna e la tua legge è verità”, versetto 151, “Tu sei vicino, o Signore, e tutti i tuoi comandamenti sono verità”.

Versetto 160: “La somma della tua parola è verità; e tutti i tuoi giusti decreti durano in eterno”, una testimonianza tremenda, una fonte comprensivamente completa della verità spirituale necessaria per la vita spirituale, che soddisfa perfettamente tutti i bisogni spirituali dell’uomo. Ora, miei cari, tutto questo è stato uno sforzo sfrenato di catturare in breve la grandezza di questi tre versetti. Presentano la sufficienza della Scrittura.

In secondo luogo, come risultato di tutto questo, voglio che notiate il valore della Scrittura, il suo valore. Guardate ai versetti dal 10 al 13, e mi limiterò a menzionarli, per cui ascoltate attentamente. Come risorsa comprensiva per la vità è così preziosa ed ineguagliabile in valore perché, numero uno, fornisce il più grande possedimento, versetto 10, “Più desiderabile dell’oro, sì, più di molto oro finissimo”, ascoltate, la Parola di Dio è il più grande possedimento. Avere la Parola di Dio è più prezioso di tutti i metalli preziosi.

Oh, se solo potessimo farlo capire alla nostra società. Se solo riuscissimo a far capire a molte persone nella chiesa evangelica che non dobbiamo promettere cose materiali alle persone, la Parola è il più grande possedimento che ci sia, ha un valore supremo perché conduce al sentiero della gioia, converte l’anima, rende saggio il semplice, e tutte quelle cose che abbiamo visto. È la fonte del possedimento più grande.

Ed in secondo luogo, il più grande piacere. Nel versetto 10 dice: “Più dolce del miele, più di quello che stilla dai favi”, niente è così dolce, niente è così piacevole, niente è così arricchente, niente è così personalmente significativo. Produce le cose più dolci della terra. Cosa stai cercando? Dove trovi il tuo piacere?

Posso dirvi onestamente che non c’è piacere nella vita come il piacere e la gioia, il piacere duraturo e la gioia duratura di ore trascorse nella Parola di Dio. Vedete, la risoluzione di tutti i nostri problemi non è il risultato dell’inadeguatezza della Scrittura. È il risultato di un’adeguata pratica della Scrittura, ed un adeguato studio diligente della Scrittura. La Scrittura è il più grande possedimento e la fonte del più grande piacere.

In terzo luogo, è la fonte della più grande protezione. Versetto 11: “Anche il tuo servo è da essi istruito”, è una fonte di protezione. Di fronte alla tentazione, al peccato e all’ignoranza, abbiamo bisogno della Parola, ci protegge. La conserviamo per non peccare.

In quarto luogo, è la fonte di profitto più grande, perchè nell’osservarla riceviamo grande ricompensa, la vera ricompensa non è quì e adesso. La vera ricompensa non è una confessione positiva o la visualizzazione di quello che vuoi avere adesso e subito. La vera ricompensa è l’obbedienza alla Scrittura che ci porta alla gloria a venire, invece di vivere per quello che possiamo riceve adesso come le preoccupazioni delle sette cristiane della salute, il benessere, la prosperità ed il successo immediato. Abbiamo bisogno di conoscere la benedizione di vivere per la ricompensa eterna.

La Scrittura, sì, è l’unica cosa che senza dubbio ci dà il possedimento più grande, il piacere più grande, la più grande protezione, il più grande profitto, ed in quinto luogo, nei versetti 12 e 13, la più grande purificazione. È un purificatore. Guardate alla risposta del Salmista, anche se sta affrontando tutto questo dice, “Chi conosce i suoi errori?”.

In mezzo a questo tipo di affermazioni sulle Scritture, come posso capire il perché pecco... giusto? Perché mai dovrei violare ciò che può trasformarmi, rendermi saggio, riempire il mio cuore di gioia, illuminare i miei occhi, purificare il mio cuore e fornirmi in maniera esaustiva ogni risorsa? Perché mai violerei tale verità? Come posso comprendere questa cosa?

E guardando alla Parola grida: “O purificami dai peccati che mi sono occulti”, questi sono quelli che non sono pianificati, premeditati, quelli nascosti, quelli che forse non mi ricordo neanche di confessare. E poi dice: “E preservami inoltre dai peccati volontari”, e questi sono quei peccati che vedo, premedito, pianifico e conosco, i peccati di arroganza. “Preserva inoltre il tuo servo dai peccati volontari, e fa che non signoreggino su di me; allora io sarò integro e sarò puro da grandi trasgressioni”.

Oh Dio, trattenetemi! L’espressione “grande trasgressione” contine l’idea di liberarsi o di superare una barriera sfuggendo al dominio di Dio, il regno della grazia. E dunque come potete vedere, uno sguardo alla Scrittura è come un riflusso, un onda di purezza nel cuore. Sì, è la fonte della più grande purificazione.

Quella piccola lista dovrebbe essere qualcosa che dovresti tenere da parte, così che quando studi la Parola di Dio, la osservi e ti ricorderai di quello che dovrebbe fare nella vita. È il più grande possedimento perché ti offre il necessario per tutte le questioni della vita. È una ricchezza gloriosa. È il piacere più grande, ricolma il cuore di gioia in ogni circostanza. È la protezione più grande perché ti è di avvertimento, è il più grande profitto perchè ti conduce alla ricompensa eterna; ed è la più grande purificazione, perchè purifica il cuore.

La sufficienza della Scrittura, il suo valore ed infine l’impegno nei suoi confronti. Qual è la risposta a tutto questo? Viene nel versetto 14, e spero che anche tu possa gridare come il Salmista, “Siano gradite davanti a te le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore, o Signore, mia rocca e mio redentore”.

Quello che sta dicendo è: “O Dio, che le cose che penso e le cose che dico ti siano gradite”, perché? Perché sono coerenti con cosa? Con la Tua Parola, la Tua rivelazione. E sta dicendo: “Rendimi un uomo della Parola. Rendi biblici i miei pensieri. Rendi bibliche le mie parole, trattienimi nella Parola”, quello è il giusto impegno.

Credo davvero che stanno succedendo cose tristi nella chiesa evangelica di oggi, e le ho indicate in dettaglio, se non eri presente la scorsa settimana, dovreste andare a riascoltare la registrazione. Le persone, pur affermando la veridicità della Parola di Dio la stanno abbandonando rincorrendo tutte le altre cose perchè hanno la sensazione che la Parola non sia in grado di soddisfare i loro bisogni, e questa è una menzogna del diavolo che è sorta perché non hanno mai vissuto veramente una vita biblica e non sono mai stati veramente nobili come i Bereani che cercavano le Scritture quotidianamente, e come disse Paolo ai Colossesi, non hanno mai permesso che la Parola di Cristo dimorasse riccamente in loro.

L’hanno trattata superficialmente e non hanno mai sperimentato la potenza della sua efficacia, e wow, quanto è importante richiamare la chiesa di Gesù Cristo ad una preoccupazione consumante nei confronti della Parola vivente di Dio. E non permettiamo che il nostro messaggio sia della Bibbia più il mondo, ma che sia il messaggio della sufficienza della sola Parola di Dio. Come disse un anziano di una tribù Africana, parlando a riguardo di Rober Moffat, il grande missionario. Prese una Bibbia e disse, “Questa è la fontana dalla quale bevo, e questo è l’olio che accende la mia torcia”, o che sia vero di noi... preghiamo.

Nel tuo cuore, in questo momento, puoi rinnovare di fronte al Signore il tuo impegno verso la Sua Parola? Puoi organizzare i tuoi pensieri a questo riguardo? Un patto che hai intenzione di mantenere di fronte a lui? Voglio dire quello che abbiamo ascoltato questa mattina dalla Parola di Dio è senza pari in importanza nella vita di un credente.

Stringeresti un patto con Dio affinchè tu sia un uomo o una donna della Parola, affinchè tu possa trovare e praticare le sue risorse? Oh, non saprai mai cos’è che la Parola può fare se non la studi; non saprai mai cosa può compiere se non la pratichi. È la risorsa spirituale completa tramite il potere dello Spirito Santo.

Padre, prego per la mia vita e la vita di tutti coloro che sono qui e che ascoltano questo messaggio, affinché possiamo essere impegnati alla Parola che, come abbiamo letto all’inizio nel Salmo 138, “Tu hai magnificato al di sopra del tuo nome”. Oh Signore Dio, aiutaci ad essere come quei Bereani nobili che cercavano la Scrittura quotidianamente. E come quell’anziano Africano, aiutaci a trovarci la fonte da cui beviamo e l’olio che innesca la nostra lampada. O Spirito Santo, energizzala affinchè non sia fredda ortodossia o sviluppo academico, ma verità vivente per amore di Cristo. Amen.

FINE

This sermon series includes the following messages:

Please contact the publisher to obtain copies of this resource.

Publisher Information
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969

Welcome!

Enter your email address and we will send you instructions on how to reset your password.

Back to Log In

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize
View Wishlist

Cart

Cart is empty.

Subject to Import Tax

Please be aware that these items are sent out from our office in the UK. Since the UK is now no longer a member of the EU, you may be charged an import tax on this item by the customs authorities in your country of residence, which is beyond our control.

Because we don’t want you to incur expenditure for which you are not prepared, could you please confirm whether you are willing to pay this charge, if necessary?

ECFA Accredited
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Back to Cart

Checkout as:

Not ? Log out

Log in to speed up the checkout process.

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize