Una delle domande più ricorrenti che la gente si pone, e diverse persone mi hanno suggerito di affrontare questa questione, è del come posso conoscere la volontà di Dio per la mia vita? Mi ricordo quando ero uno studente universitario ed ero molto coinvolto nell’atletica. Stavo giocavo a calcio, basket, baseball e quello che c’era, e gli atleti ricevono un certo tipo di notorietà. E quindi visto che ero Cristiano, mi veniva chiesto spesso se potevo venire e predicare. E dunque come studente universitario iniziai a predicare qui e li. Era in un certo senso il mio primo tentativo di diventare un predicatore. Nel corso di quel processo, mi resi conto che le persone si ponevano sempre la domanda: “Come posso conoscere la volontà di Dio per la mia vita?” E quindi, molto presto, iniziai a studiare quell’argomento con l’obbiettivo di discernere qual’era il modello delle Scritture per conoscere la volontà di Dio.
E dunque durante i miei primi anni di predicazione, quello divenne un po’ il contenuto centrale di quello che comunicavo quando predicavo nei vari gruppi giovani, cosa che facevo regolarmente. Per alcuni anni, probabilmente per circa tre anni, predicavo, qualcosa come 30-40 volte al mese viaggiando per diversi gruppi giovani attorno al paese. Uno dei temi principali che mi veniva sempre richiesto di affrontare era la questione del conoscere la volontà di Dio. In quegli anni ho avuto l’occasione di frequentare il Moody Bible Institute, e Phil Johnson mel’ha ricordato, di fatto mel’ha ricordato diverse volte. Perchè era uno studente quando andavo a parlare. E ha detto che, disse a qualcuno, forse a Darlene, non mi ricordo, non credo che erano sposati a quell’epoca non erano sposati: «Ho sentito che sta arrivando un certo MacArthur. Su cosa parlerà?»
Ed io gli avevo detto che avrei parlato della volontà di Dio, e Phil disse: «Non lo sa che tutti quelli che vengono qui parlano della volontà di Dio? Sentiamo parlare sempre di quell’argomento, che cosa gli fa pensare di poter dire qualcosa di diverso?» Beh, ovviamente io non sapevo che tutti parlassero di quello, sapevo che era un argomento pertinente. E Phil disse che, nonostante non volesse ascoltarmi e non volesse ascoltare un altro messaggio su quell’argomento, voleva però sedersi accanto a Darlene. E quindi, in seguito a quel motivo mal concepito, si presentò alla riunione. E mi ha ricordato che ho predicato sulla volontà di Dio. Ora, non so cos’abbia provocato al resto delle persone, ma Phil mi ha seguito da allora, quindi penso che sia stata la volontà di Dio a fargli ascoltare quel messaggio quel giorno. Non si sa mai che piega può prendere la volontà di Dio.
Si tratta di una domanda atemporale che i giovani si pongono, e non solo i giovani, ma viene posta ripetutamente nel corso della nostra esperienza Cristiana. Dove dovrei andare a scuola? Chi sovrei sposare? Qual è il mio percorso professionale? Accetto questo o quel lavoro, questa o quella opportunità? Compro questo, vendo questo, faccio questo con i miei figli? Dovremmo fare Homeschooling? Li dovrei iscrivere ad una scuola cristiana? Ci sono una serie infinita di decisioni che le persone devono prendere nel corso della loro vita. Quando dovrei andare in pensione? E cosa farò dopo... eccetera, eccetera? Non si tratta solo di decisioni importanti. Si tratta anche di quelle cose di routine che affrontiamo giorno per giorno.
E quindi la domanda è una domanda stringente. Come posso sapere cosa Dio vuole che io faccia? Ora su questo punto c’è una confusione generale. Alcuni pensano che Dio sia in qualche modo riluttante a farci conoscere la sua volontà perché prova uno strano piacere a nasconderla. E quindi viviamo la vita come se fossimo in una lotteria divina, sperando di poter vincere il biglietto fortunato, e che Dio stia distribuendo gratta e vinci, e forse ti capita il numero giusto, ma forse no. E Dio è in qualche modo contento del fatto che sia limitato a pochi eletti. Ovviamente niente potrebbe essere più errato di quello.
Ci sono altre persone che pensano che la volontà di Dio sia una sorta d’esperienza trascendentale. Si corre per strada sotto la pioggia e in qualche modo si scivola sul marciapiede, si cade, si atterra nella grondaia che ha la forma d’India, e quella sarebbe la chiamata divina. E quindi vi precipitate a firmare per darvi all’opera missionaria. Ci sono altri che invece aspettano la voce. Aspettano una voce interiore o una voce esterna che gli ordini di fare qualcosa. Questo è molto, molto comune.
Questa settimana ho ricevuto un’e-mail, un’e-mail interessante. Era un bel gesto, da parte di qualcuno che mi diceva che qualcuno aveva generosamente regalato una copia della Bibbia di studio MacArthur ad ogni membro della Corte Suprema degli Stati Uniti. Ora quella è una cosa meravigliosa e l’ho apprezzato molto. La persona che mi ha inviato l’e-mail ha detto di essere molto emozionata perché la persona che l’ha fatto ha detto che Dio gli aveva detto di farlo e che quindi stava facendo la volontà di Dio. La persona che mi ha inviato l’e-mail era entusiasta del fatto che Dio le avesse detto di farlo. Sono contento che siano stati così generosi da regalare quelle Bibbie alla Corte Suprema, ma dubito che Dio abbia detto loro di farlo. Forse c’è stato un forte impulso, una forte sensazione che hanno interpretato come un ordine di Dio, ma non c’è modo di saperlo. Dio non si rivela più in modo udibile, ha chiuso il canone delle Scritture, la Parola di Dio è completa come quella “Fede trasmessa ai santi una volta per sempre”, Dio ci parla tramite la sua Parola.
Ci dà forse degli impulsi? Ci dirige in qualche modo? Sì, certo che lo fa, ma non abbiamo modo di sapere con certezza. Come vi ho detto tempo fa, non ho mica una luce rossa sulla testa che si accende quando qualcosa è da Dio e si spegne quando invece sono solamente io, non ho modo di saperlo. Facciamo quello che facciamo, e forse, a posteriori vediamo la mano di Dio. Ma come possiamo conoscere la volontà di Dio? Non possiamo sentire voci nella nostra testa. Non possiamo sapere che gli impulsi che sentiamo sono Dio che ci muove. Non possiamo aspettare che si verifichi un’esperienza monumentale per avere una sorta di intuizione.
Come possiamo, giorno dopo giorno, conoscere la volontà di Dio? Permettetemi di portarvi lì dove dovete incominciare, Matteo capitolo 6, Matteo capitolo 6. Stamattina sarò molto pratico e un po’ sintetico, perché ho bisogno d’includere tutto nei prossimi 35 o 40 minuti, e vedrete che la cosa andrà piuttosto velocemente. In Matteo capitolo 6, Gesù istruisce i suoi discepoli sul come pregare, un territorio molto familiare, e dice: “Dunque pregate così” versetto 9, voglio che preghiate in questo modo, questa dovrebbe esser la vostra preghiera routine. Questo è il tipo di preghiera quotidiana. Pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.”
Ora, questa è una mentalità, una mentalità che si basa sul fatto che la mia preoccupazione è che il nome di Dio sia onorato, che il regno di Dio progredisca e che la Sua volontà si compia. Quindi, se volete conoscere la volontà di Dio, questa inizia proprio così, dovete iniziare pregando, dovete iniziare pregando. Sì, volete conoscere la volontà di Dio? Pregate. Pregate: “Sia fatta la tua volontà anche in terra”. Ora questo non si riferisce solamente al senso più ampio possibile, al fatto che Dio compia la sua volontà, comprendendo il tempo, l’eternità e la creazione. Non è solo che Dio compia la sua volontà a favore della chiesa o della mia chiesa locale o del gruppo di persone con cui socializzo più spesso, della mia famiglia o del mio matrimonio, è una cosa personale. Sto dicendo: «Dio, io voglio che sia fatta la tua volontà», questa è la mentalità iniziale e necessaria che stabilisce una persona nella volontà di Dio. Bisogna volerla! Non dovreste nemmeno arrivare: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione”, che sarebbero le cose più personali, quelle che ci riguardano, non ci si arriva finché non si è passati attraverso la porta del “Sia fatta la tua volontà”.
Questa dev’essere la nostra disposizione quotidiana. Questa dev’essere la nostra mentalità. Vogliamo trovarci nella volontà di Dio, vogliamo che la sua volontà sia compiuta nella nostra vita. E naturalmente, il Signore Gesù ha dato l’esempio, il servitore perfetto che, di fronte allo scenario peggiore possibile, quello di una morte dolorosa sulla croce per mano di coloro ai quali venne a predicare. Per mano di, Dio stesso; di fronte a quella morte dolorosa sulla croce, disse: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta”.
Vi ricordate che nel giardino disse: «Se c’è modo per aggirare la croce, se c’è un modo di evitare di bere questo calice, se c’è modo d’evitare che questo accada bene, se no, non la mia volontà, ma la tua sia fatta». Quella è la mentalità essenziale. Se siete ancora preoccupati della vostra volontà, del vostro modo di fare, dei vostri piani, della vostra soddisfazione e realizzazione, allora avete davvero poca o nessuna speranza di compiere la volontà di Dio. Gesù, prima di arrivare al giardino, in previsione della croce, molto prima nella sua vita, disse: «Sono venuto per fare la volontà di Colui che mi ha mandato». Paolo, che ha seguito l’esempio di Gesù e si è trovato a sua volta di fronte alla morte, ha detto: “Sia fatta la volontà del Signore”.
Ora credo che questa debba essere la mentalità di fondo di ogni credente. Andate a Efesini 6:6 dove troverete un’espressione che riassume questo concetto in modo molto utile. In Efesini 6:6, alla fine del versetto, voglio prendere in prestito questa espressione perché penso che sia un’espressione un che può essere trasportata un po’ ovunque senza esser limitata a questo contesto preciso. L’espressione alla fine del versetto 6, Efesini 6, è questa: “Fate la volontà di Dio di dal cuore,” e quello riflette di nuovo quel tipo d’atteggiamento espresso in quella preghiera, “Sia fatta la tua volontà”, Fare la volontà di Dio dal cuore, non con riluttanza, non semplicemente esternamente, ma dal cuore. È da qui che dobbiamo cominciare. Quindi volete conoscere la volontà di Dio per la vostra vita? Allora dovete volere la volontà di Dio al di sopra di ogni altra cosa, qualunque cosa significhi, qualsiasi cosa comporti. In un certo senso, si tratta della mortificazione, o dell’uccisione dei tuoi programmi, della tua volontà, dei tuoi desideri, delle tue brame, delle tue speranze, dei tuoi sogni, dei tuoi piani e delle tue ambizioni. È da li che dovete incominciare. Io potrei assicurarvi che se non avete un impegno personale dal cuore di compiere la volontà di Dio, non la sperimenterete mai nella sua pienezza.
Ecco perchè l’apostolo Paolo usa più volte nei suoi scritti la frasetta “per volontà di Dio, per volontà di Dio”, ad esempio, nel primo capitolo di Romani, credo sia al versetto 10. E poi anche nel quindicesimo capitolo lo dice di nuovo. Colossesi 4:12 dice “per volontà di Dio”, oppure “nella volontà di Dio”, e anche Pietro lo menziona nella sua epistola, dice in 1 Pietro 4 che dobbiamo vivere “per la volontà di Dio piuttosto che per il desiderio della carne”, ci sono due fattori in competizione nella vostra vita. Una è il desiderio della vostra carne, ciò che volete nel modo in cui lo volete, e quando lo volete, e poi c’è la volontà di Dio. O vivete secondo la volontà di Dio o secondo la volontà della vostra carne.
Quindi, quando iniziamo a parlare della volontà di Dio, dobbiamo partire da questo fondamento: Siete disposti a fare la volontà di Dio con il cuore, qualunque cosa comporti? Qualunque cosa significhi? È da qui che iniziate a fare i passi necessari per sperimentare la volontà di Dio. Finché vi aggrappate alla vostra volontà, ai vostri programmi, ai vostri piani, alle vostre ambizioni, ai vostri scopi, ci sarà un conflitto che non si sottometterà alla volontà di Dio.
Ora, lasciatemi definire la volontà di Dio, in modo da sapere esattamente di cosa stiamo parlando. Se dovessimo prendere questo concetto comprensivo della volontà di Dio, potremmo suddividerlo in tre categorie. Innanzitutto, c’è la volontà di proposito, o i teologi potrebbero anche chiamarla la volontà del decreto. C’è un tipo di volontà di Dio che è legata al suo piano eterno. Diversi punti della Bibbia fanno riferimento proprio a questo. Vi darò solo un’illustrazione, in Geremia 51:29 ci viene detto che “i disegni del Signore si effettuano”. C’è un tipo di volontà di Dio, che sarebbe il suo proposito, che si realizza sempre. Non è un qualcosa che lui vorrebbe tanto che accadesse, ma che non accade, è di fatto quello che si prefigge che accada e di fatto accade.
È quel tipo di volontà di Dio che è essenzialmente espressa in Romani 8:28, “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proposito”, è la volontà del proposito divino, Dio ha deciso di creare gli esseri umani, ha deciso di redimere gli esseri umani, ha voluto salvare coloro che il Padre ha scelto. Ha voluto eleggere la nazione d’Israele come nazione trasmettitrice della sua legge e del suo Vangelo. Ha deciso di mettere da parte quella nazione nell’incredulità, e poi un giorno di restaurarla e salvarla. Ha deciso di mandare Suo Figlio nel mondo per vivere, morire, risorgere e venire alla sua destra, per poi mandare lo Spirito Santo a fondare la Chiesa. Ha voluto che la chiesa andasse nel mondo a predicare il Vangelo.
Egli ha voluto che la Chiesa sia la radunata e che poi sarebbe stata rapita, ha voluto che ci sarebbe stato un periodo chiamato ‘Tribolazione,’ che sarebbe terminato con il ritorno di Cristo, l’instaurazione di un regno millenario di 1.000 anni, che diventerà l’adempimento di tutte le promesse fatte ad Abramo e Davide. Alla fine di quel periodo, avverà la distruzione di tutti gli empi, di tutti i demoni e l’instaurazione dei nuovi cieli e la nuova terra, ovvero l’eternità. Il piano generale di redenzione è la volontà di Dio ed ogni proposito del Signore si realizzerà.
Per dimostrarvi questa cosa di nuovo, tornate a Efesini capitolo 1 se siete ancora in Efesini 6, a quel versetto che ho commentato poco fa. Ma anche se no, guardate a Efesini 1. Credo che valga la pena esaminare questa cosa qui brevemente. Efesini 1:9, vediamo la frase: “facendoci conoscere il mistero della sua volontà,” Egli ha una volontà, ed è la volontà del piano e del proposito eterno, che era un mistero prima che ce lo rivelasse. Cel’ha rivelato, ed eccolo qui: “secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sè, in Cristo”, ebbene, ora stiamo vedendo qui la volontà del proposito. Questa è la volontà di Dio, che era nascosta ed ora è rivelata, tramite la quale intende esprimere il suo benevolo intento verso di noi in Cristo. Quindi, lo scopo di Dio è quello di essere gentile con i peccatori e di redimerci tramite Cristo.
Versetto 10 dice che si tratta di una dispensazione, o di un’amministrazione che include, o che fa parte di un programma che culmina, “quando i tempi si compiranno”, in che cosa consiste? “consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nei cieli, quanto quelle che sono sulla terra”, quindi questa è l’idea generale. Dall’intenzione di Dio, quello che ha deciso di compiere prima dell’inizio del tempo stesso in Cristo, tramite il piano redentivo al compimento dei tempi, che sarebbe la somma di tutto nel glorioso regno milleniale ed i nuovi cieli e la nuova terra eterni. Quella è la sua volontà di proposito.
“ed in lui ne facciamo parte” – versetto 11 – ne siamo stati fatti eredi perchè siamo stati predestinati” dal principio ha pianificato il fatto che alla fine avremmo ricevuto un’eredità, e l’ha fatto, versetto 11, “secondo il proposito, di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”, quindi qui sta dicendo, in almeno tre modi diversi, che Dio ha una volontà eterna, che sta attuando. E questo si riferisce al Suo piano eterno.
Il secondo elemento della volontà di Dio è la sua volontà di desiderio. Chiamiamola la volontà di desiderio. Nella prima, la volontà di scopo, tutto ciò che Dio intende fare avviene esattamente nel modo in cui l’ha voluto. Nella seconda categoria invece, la sua volontà di desiderio, Dio vuole cose che non accadono. Dio desidera cose che non accadono. E anche questa è misteriosa per noi, perchè questo elemento della sua volontà non ci viene spiegato esaustivamente nella Scrittura, ma sappiamo che ci sono cose che non piacciono a Dio, che non lo compiacciono. Per esempio, Dio dice: “io non mi compiaccio, della morte – di chi? - degli empi”. Egli desidera che Gerusalemme fosse salvata, Luca 13:34, ma non lo fu. Non desidera che nessuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. E anche quello è delineato, e tra poco ne parleremo un po’ di più.
Ma è anche vero che Dio dice a Gerusalemme, tramite le parole di Cristo, dice: “Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, ma voi non avete voluto”. Nell’Antico Testamento Dio dice tramite il profeta: “Perché vuoi morire?” Nel Nuovo Testamento: “Venite a me - ha detto Gesù - voi tutti che siete affaticati ed oppressi, ed io vi darò riposo”. Quando Gerusalemme non si ravvedette, Gesù pianse. Vedete? C’è un certo desiderio da parte di Dio che non si realizza. Dio non trova alcun piacere nel peccato, nell’atto del peccato. Dio non trova piacere nel peccato perpetuo. E ascoltatemi bene, non trova alcun piacere nel peccato eterno, che è essenzialmente l’inferno. Si tratta di esseri, angeli e persone, che esistono per sempre in uno stato di peccato ed odio permanente verso Dio; eppure lo permette. Quello è il mistero. Perché lo permette? Perché il tutto rappresenta al meglio la sua gloria, la manifestazione della sua natura tramite l’ira nel giudizio verso coloro che rifiutano il Vangelo manifesta la sua gloria.
C’è quindi la Sua volontà di proposito, che si realizza sempre. C’è una volontà di desiderio, che va controcorrente rispetto al suo stesso piacere. Ma quella di cui stiamo parlando qui è la terza categoria, la volontà di comando, la volontà di comando. Nelle Scritture c’è un elemento della volontà di Dio che tratta comandi che Egli desidera che il suo popolo obbedisca. Egli vuole che obbediamo, e ci dà una certa libertà di obbedire o disobbedire, è di questo che stiamo parlando. Qual è la volontà di Dio per la mia vita? Non nel senso del suo piano eterno. Qual è la volontà di Dio per la mia vita se sono suo, se gli appartengo, se sono uno che è stato scelto da lui e predestinato, se sono uno selezionato per appartenergli? Qual è la Sua volontà per la mia vita? Questa è la domanda. Per quanto riguarda la mia vita qui, parlando di quella volontà che si riferisce ai suoi comandamenti per la vita. Ovviamente non ci saranno comandi nell’eternità perché ci sarà solamente obbedienza e nient’altro.
Ma cos’è che vuole da me? Va bene, ve lo dico io cosa vuole. Ma prima di tutto vi dirò questo: Dio vuole qualcosa da te. Ha una volontà per la tua vita. Ora, se ha una volontà per la tua vita, credo sia abbastanza ovvio che vuole che tu la conosca. Possiamo esser d’accordo su questo? Possiamo almeno fare questo collegamento razionale? Dio ha una volontà per la tua vita in termini di volontà di comando. Ha uno scopo e una direzione per la tua vita qui e adesso in questo mondo, e se ha una volontà, allora vuole anche che la conosci. E se vuole che la conosci, allora è anche concepibile comprendere che vel’abbia rivelata nel posto più chiaro possibile? Quindi la domanda è semplice: dove dobbiamo cercarla per trovarla? Beh, c’è solo un posto dove andare, la fede Cristiana si limita ad un solo libro, la Bibbia, ed è lì che andremo.
«Sì», dici tu, «ma aspetta un attimo. Non c’è nessun capitolo su di me. Non c’è nessun capitolo che dice chi devo sposare, o dove devo andare, o cosa devo fare o questo tipo dic ose...», oh sì, ne saresti sorpreso, tu ci sei... sei qui, non sto parlando di 1 Alberto o di 3 Elisabetta, ma ci sei, e ve lo mostrerò per bene. Prima di tutto, la domanda è questa: Dio ha rivelato la sua volontà nelle Scritture? Risposta: sì. Ora, se Lui ha rivelato la Sua volontà nelle Scritture e tu non stai compiendo la Sua volontà rivelata nelle Scritture, allora cosa pensi ti dia il diritto di poter pretendere quel tipo di volontà che non ha rivelato? In sostanza, questo è il problema. Non hai alcuna speranza di conoscere la Sua volontà non rivelata, se non stai obbedendo la sua volontà rivelata.
Se ci seguite in questo studio noterete un piccolo schema che ho posto come nota a piè di pagina nella Bibbia da studio MacArthur in alcuni di questi passaggi, con l’intento che vi sia utile. Prendiamo la prima cosa che sappiamo essere la volontà di Dio. La volontà di Dio è che siate salvati. La volontà di Dio è che siate salvati. La volontà di Dio è espressa, come ho notato pocanzi, in 2 Pietro capitolo 3 versetto 9, e vorrei un po’ definire quel passo per voi. Qui vediamo la volontà di Dio nei confronti di coloro che sono suoi. Versetto 9: “Il Signore non ritarda o non è lento all’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento”.
Dio non vuole che periate, ma che vi ravvediate. Dio vuole che siate salvati. Ora questo è un versetto molto interessante. Lo esamineremo brevemente. Il contesto è quello del giudizio. Guardate al versetto 7, parla dei cieli e della terra, “I cieli e la terra attuali sono riservati al fuoco, per il giorno del giudizio, e della perdizione degli empi”, e poi al versetto 10: “Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.”
Quindi stiamo parlando di un giudizio finale, di un giudizio finale. E Pietro capisce che sta per arrivare, ma la domanda che rimane è: perché Dio non lo porta? Perché permette che le cose vadano sempre peggio e peggio, e peggio? Perché Dio non interviene? Voglio dire stiamo guardando i nostri orologi ed i nostri calendari, e diciamo: «È ora di venire a porre fine alla miseria, al peccato e all’oltraggio alla tua santità. Dio, perché non ti muovi!? Il tempo passa inutilmente. È il Signore è lento?», letteralmente, “sta bighellonando? Sta perdendo tempo? È semplicemente indolente?
E nel versetto 8 ci viene ricordato che il Creatore divino dell’universo non opera in base al tempo: “un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno”, quello che a noi sembra esser un lungo tempo, per Lui non lo è affatto. Quindi non opera secondo i nostri orari, i nostri orologi e i nostri calendari, quindi tenetelo a mente. Il fatto che Dio non abbia adempiuto la promessa del giudizio, il fatto che non sia venuto a distruggere l’universo è perché è “paziente verso di voi”, o come dice l’altro testo alternativo, “verso di noi”, una cosa sola. Cioè, perché non vuole che nessuno dei suoi perisca, ma aspetta affinchè tutti coloro che sono stati scelti, giungano al – cosa? – al ravvedimento.
Quindi, il motivo per cui Dio non ha chiuso il mondo, il motivo per cui non è venuto con potenza distruttiva è perché non tutti i suoi sono ancora stati salvati. La volontà di Dio è che i peccatori siano salvati, e Colui che ha promesso è fedele. Adempirà alla sua promessa di giudizio, ma attende pazientemente affinchè quegli “alcuni” che gli appartengono, i “voi,” i “noi,” e i “tutti” si ravvedano e siano salvati. Il ritardo non è dovuto al fatto che è in ritardo, è dovuto al fatto che Egli sta attendendo pazientemente che i suoi siano salvati. È la volontà di Dio che siate salvati. Se non sei salvato, non puoi nemmeno rientrare nella categoria di coloro che possono sperimentare la volontà di Dio, essa appartiene solo a coloro che sono salvati.
Lasciate che vi dica molto semplicemente che se non sei un cristiani, se non sei salvati, se non hai confessato Gesù come Signore e Salvatore, se non ti sei ravveduto dei vostri peccati e non l’hai ancora abbracciato, non c’è alcuna volontà di Dio per te, tranne una: La volontà di Dio è che tu perisca per sempre all’Inferno eterno, tutto lì. Il resto non ha importanza, non ha alcuna importanza. Quindi, se non sei stato salvato, non porti la domanda: «Cosa vuoi per la mia vita?» Se non hai intenzione di aver fede in Gesù Cristo, non sei nemmeno in grado di conoscere o sperimentare la volontà che Dio ha per coloro che sono salvati.
Ora, guardate a 1 Timoteo 2, 1 Timoteo capitolo 2 versetto 4. Il versetto 3 presenta Dio come il “Salvatore, Dio nostro Salvatore il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, questi sono tutti coloro che sono Suoi, coloro che ha scelto, che ha decretato o destinato ad essere salvati. Dio desidera che tutti vengano a Lui. Come ho detto, Dio non prova piacere nella morte degli empi, odia il peccato, odia le sue conseguenze, non desidera che le persone rimangano malvagie per sempre in odio eterno nei suoi confronti all’inferno, ma permette che ciò accada, lo “Sopporta,” dice Romani, “sopporta vasi d’ira preparati per la perdizione”, nonostante tutto, però, attenderà la realizzazione del Suo desiderio, del fatto che i suoi giungano alla conoscenza della verità per ottenere la salvezza.
Ma solo coloro che ha salvato, solo coloro che hanno accolto il Salvatore, solo “coloro che compiono la volontà del Padre”, nelle parole di Matteo 12 e Marco capitolo 3; solo coloro che compiono la volontà del Padre credendo nel Figlio hanno la capacità di conoscere la volontà di Dio. Coloro che compiono la volontà di Dio credendo nel Figlio, abbracciando il Figlio, secondo 1 Giovanni 2:17, “hanno la vita eterna”. Quindi questo è il primo elemento della volontà di Dio. Vuoi conoscere la volontà di Dio, allora vieni alla salvezza, accogli Cristo come Signore e Salvatore.
In secondo luogo, andate a Efesini 5, Efesini 5, il secondo punto della volontà di Dio. Vi sto mostrndo qual’è la volontà di Dio rivelata e poi vi mostrerò come conoscere la volontà di Dio che non è rivelata nelle Scritture, quella che si applica specificamente a voi stessi. E l’amerete quando ci arriveremo, Efesini 5: “Non comportatevi da stolti - un’altro termine per dire ‘stupidi’ - Non siate stupidi, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore”. Quindi, se non capite la volontà del Signore, cosa siete? Esatto, stupidi! È quello che sta dicendo! Paolo non usa mezzi termini, vero?
Ora, voi direte: «Si, ma qual’è? Qual’è?» Eccola qui, versetto 18. Eccolo: “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito,” ora lasciate che vi dia un po’ di contesto per questo, questa è una cosa così ridicola. I credenti, uscendo dalle religioni pagane avevano esperienze di culto tipiche delle religioni misteriche Greche, ed all’interno di quei culti c’era l’idea che se si voleva entrare in comunione con gli dèi, lo si poteva fare tramite l’ubriachezza.
Era molto simile agli inganni di Timothy Leary negli anni 60, della cultura della droga, secondo la quale, se si assumono droghe ci si sballa, e quello sballo è di fatto uno sballo religioso, un’esperienza religiosa che ci eleva fino ad una comunione con le divinità. Quella di fatto era un’idea mutuata direttamente dalle religioni Misteriche greche, dove ci si recava al tempio Abacus, ci sono stato, li nelle rovine dell’est di Damasco, dove si celebravano le grandi feste baccanali, e quello che facevano è che entravano e si coinvolgevano in orge sessuali con le sacerdotesse poi si mangiava in ingordigia. E poi c’era un buco enorme al centro della sala dove le persone vomitavano, per poi tornare a mangiare e bere di nuovo. Tutte le colonne dell’edificio avevano viti ed uva in celebrazione di Bacco, il dio dell’ubriachezza.
Quindi, questo era il modo, ci si in cui ci si portava in uno stato di orge sessuali, gola e ubriachezza in cui ci si elevava per entrare in comunione con le divinità. Paolo invece arriva e dice: «Sbagliato! Se fate così, non andrete ‘in alto’, dalle divinità, andrete ancora più in basso, perchè quella è “dissolutezza”, e che cos’è la dissolutezza? È un sinonimo di disintegrazione. È l’esatto contrario dell’elevazione, è una cosa distruttiva. Se volete entrare in comunione con Dio, se volete salire, se volete avere comunione con Dio, se volete conoscere il cuore e la mente di Dio, allora non fate quello, fate questo: “Siate ricolmi di Spirito”.
È questo che produce comunione con Dio, è questo che produce intimità con Dio, è questo che produce la conoscenza della mente di Dio. Tutti i Cristiani possiedono lo Spirito Santo (Romani 8:9). Se non hai lo Spirito, non sei un cristiano. Se lo sei invece hai lo Spirito Santo. 1 Corinzi 6:19-20: “Il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo”, 1 Corinzi 12:12-13: “siamo stati tutti abbeverati dello Spirito che è uno”, e quindi quello di cui abbiamo bisogno, è di esser ricolmi di Spirito Santo. Quello di fatto indica l’idea di un controllo totale. La parola “ricolmi” è la parola plēroō. Lasciate che vi spieghi un po’ il significato di quella parola. Esser ricolmi non è un qualcosa di statico. Non è l’esser ricolmi nella stessa maniera in cui si riempie un bicchiere. Il modo migliore per illustrare questa cosa qui, è l’osservare alcune illustrazioni diverse nei vangeli, e credo che lo vedrete molto chiaramente.
Ad esempio, la parola plēroō è usata in Giovanni 16:6, “la tristezza vi ha riempito il cuore”, ora qui sta parlando di un tipo di tristezza dominante, una tristezza che prende il controllo. Luca 6:11 dice: “essi furono pieni di furore”, Luca 4:28: “Pieni d’ira”. Luca 5:26: “Pieni di timore”. In ogni caso, la parola sta indicando un’emozione dominante, letterallmente si parla della perdita letterale di ogni senso di equilibrio e bilanciamento. Quando dici che qualcuno è ricolmo di tristezza, intendiamo dire che quella tristezza non è più in grado di mescolarsi con la gioia che ci aiuta a mantenere un equilibrio emotivo.
Quando diciamo che qualcuno è pieno d’ira, stiamo dicendo che è andato fuori di testa, boom! La bilancia pende completamente da una parte. Quando diciamo che qualcuno è pieno di rabbia, stiamo dicendo che ha perso la testa, che è uscito di senno, che ha perso le staffe. Quando diciamo che qualcuno è pieno di paura, diciamo che è nel panico. Non c’è modo di vedere alcun equilibrio nella sua stabilità emotiva. E sapete, fondamentalmente, possiamo dire che nel mentre viviamo ci sono cose nella nostra vita che ci rendono felici, e ci sono altre invece che ci fanno soffrire, ed è sempre così ed in qualche modo abbiamo un po’ questo bilancio, quest’equilibrio. Sai quando, durante il corso normale della vita, si comincia a guardare e a focalizzarsi su quelle cose tristi la bilancia comincia a pendere da quella parte, e quindi, naturalmente iniziamo a pensare alle cose belle, e nella pratica riusciamo a mantenere l’equilibrio.
Lo stesso vale per la rabbia. Ci sono molte cose per le quali ci si può arrabbiare o adirare, e poi pensiamo a tutte quelle cose per cui dovremmo esser grati e manteniamo l’equilibrio. Ci sono cose che possono spaventarci, se iniziassimo a pensare ai terremoti, agli incendi, alle inondazioni, alle sparatorie, agli incidenti d’auto, agli incidenti aerei e così via... al cancro, alle malattie cardiache, potremmo vivere la vita nel panico totale! Ma non lo facciamo! Pensiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti. Annusiamo i fiori, mangiamo un buon pasto, diamo un bacio alla persona che amiamo.
E così facendo bilanciamo la nostra vita fino a quando la persona che amiamo muore e siamo ricolmi di tristezza. O finché un giorno entri in casa tua e c’è un uomo armato, e ti ritrovi li a fissare la canna della pistola, e non riesci più a bilanciare la tua paura. Oppure stai volando su un aereo e tutti i motori si spengono, e dici: «le cose non stanno precipitando!», e ti ritrovi con il cuore in gola. Questo è il termine “ricolmo”, si tratta di controllo. La perdita dell’equilibrio. Ed è triste però anche nella vita Cristiana, molte persone vivono così c’è un po’ un equilibrio possibile: «ah, lo Spirito Santo va qui, ed io vado li», e cercano di mantenere l’equilibrio il più possibile. «Ah, il mese scorso sono andato in chiesa un paio di volte! Domenica mattina sono rimasto per tutto il servizio, non me ne sono andato via prima; oh Spirito Santo, sicuramente sei felice! Sai, ho letto la Bibbia un paio di volte nell’ultimo mese e ho fatto qualche buona opera. Qui, però, sai, ho alcune cose per me, te ne ho date alcune e me ne devo prendere alcune».
Ascoltate, essere riempiti di Spirito significa che tu non ci sei più. Che sei sparito, che non hai alcuna volontà, che non hai obbiettivi, che non hai ambizioni se non quelle che appartengono allo Spirito Santo, giusto? Questo è il significato di essere ricolmi di Spirito Santo. Significa essere dominati, controllati dallo Spirito Santo. Un controllo totale, la bilancia pende completamente a favore dello Spirito Santo.
L’idea è quella d’essere totalmente sotto il controllo dello Spirito Santo. Significa semplicemente essere dominati dalla mente dello Spirito. Ora: «come può essere?», be, non si tratta solo di un’esperienza estatica. Non è una sorta di nuvola soprannaturale che entra in voi e fa certe cose. L’essere dominati dalla volontà dello Spirito, l’essere dominati dalla mente dello Spirito significa essere dominati dalle Scritture. Non posso dirlo più chiaramente di così. Non è una cosa estatica. Non è una cosa emotiva. Non è una cosa trascendentale. Essere controllati dallo Spirito significa semplicemente obbedire alla Parola di Dio, perché la Parola di Dio è rivelata dallo Spirito Santo, non è vero? Chi è l’autore delle Scritture? “Tutte le Scritture sono date per ispirazione di Dio, per il soffio di Dio, dallo Spirito di Dio. I santi uomini d’un tempo furono sospinti dallo Spirito Santo”.
E naturalmente, in Efesini capitolo 5 - conoscete questo passaggio - dice: “Siate ricolmi di Spirito”, e poi ci dice cosa succede: “parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore”, iniziate a lodare, a lodare, quando siete ricolmi di Spirito, lodate, lodate e lodate perché siete dominati dallo Spirito Santo. E poi ringraziate. Rendete grazie per tutto ciò che viene, ringraziate tramite il Signore Gesù Cristo. Ringraziate Dio Padre.
E poi vi sottomettete l’uno con l’altro nel timore di Cristo. Se sei una moglie, ti sottometti a tuo marito. Se siete un marito, ami tua moglie. Se sei un figlio, così come dice nel versetto 1 del capitolo 6, obbedisci ai tuoi genitori. Se sei un genitore, allora non provochi i tuoi figli all’ira, ma li accudisci nella disciplina e nell’istruzione del Signore. Se sei un dipendente, dice il versetto 5 che sei obbediente al tuo datore di lavoro. Se sei un datore di lavoro, versetto 9, ti prendi cura dei tuoi dipendenti. Tutte le relazioni ne sono influenzate.
Prima di tutto, lodi Dio. Ringrazi Dio. Vi sottomettete l’uno con l’altro, siete quello che dovreste essere come moglie, marito, figlio, genitore, lo siete in casa e fuori casa, nelle vostre relazioni sociali, siete esattamente quello che dovreste essere. Influisce su ogni ambito della vostra vita. Questo è l’essere ripieni dello Spirito, Efesini 5.
Andate adesso Colossesi 3. Lasciate che vi mostri un parallelo. Colossesi 3, versetto 16. Vedrete le stesse cose qui: insegnandovi, ammaestrandovi a vicenda, salmi, inni, cantici spirituali. Versetto 16 di Colossesi 3, cantando, con ringraziamento verso Dio nei vostri cuori; esattamente quello che dice Efesini 5, esattamente quello che dice, e versetto 18, le mogli si sottometteranno ai loro mariti, versetto 19, i mariti ameranno le loro mogli. Versetto 20, i figli obbediranno ai loro genitori. Versetto 21, i padri, i genitori non esaspereranno i loro figli. Poi i dipendenti nel versetto 22 e poi i datori di lavoro nel capitolo 4, versetto 1.
Tutta la stessa categoria e lo stesso risultato, tranne che per una differenza. Tornate al versetto 16. Non dice: «Siate ricolmi di Spirito e questo accadrà», dice: “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente”... e questo accadrà. Ascoltate attentamente: se gli effetti sono gli stessi, allora la causa è la stessa, giusto? Se gli effetti sono gli stessi, e lo sono in Efesini 5 e Colossesi 3, se gli effetti sono gli stessi, la causa dev’esser la stessa. Da una parte dice: “Siate ricolmi di Spirito”; mentre dall’altra dice: “Lasciate che la Parola abiti in voi abbondantemente”, conclusione? Sono la stessa cosa.
Esser controllati dallo Spirito, essere letteralmente dominati dallo Spirito non è diverso dall’essere controllati dalla mente dello Spirito, che è rivelata nelle Scritture. Quindi qual è la volontà di Dio per la tua vita? La volontà di Dio è che siate salvati e che siate ricolmi di Spirito, ovvero, che siate sotto il controllo costante della mente dello Spirito espressa nella Parola.
In terzo luogo, andiamo al capitolo 4 di 1 Tessalonicesi, questo è pratico, molto pratico. 1 Tessalonicesi capitolo 4. Abbiamo detto che la volontà di Dio è che siate salvati. La volontà di Dio è che siate controllati dallo Spirito o riempiti di Spirito. In terzo luogo, guardate al capitolo 4, 1 Tessalonicesi, versetto 3. Ascoltate qui: “Perché questa è la volontà di Dio”... ah, bella questa! Non era così difficile da trovare come pensavate, vero? È sempre stata lì, dice: “Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate”, che cosa significa? Santità, purezza, separazione dal peccato. Questa è la volontà di Dio. Questa è la volontà di Dio, «ma che cosa intendi dire con quello? Che cosa significa? Quella è una categoria piuttosto ampia», adesso ve lo dice cosa intende dire, versetto 3, “che vi asteniate dall’immoralità sessuale”, wow, principio numero uno: La volontà di Dio è che vi asteniate dal peccato sessuale. Avete capito? Che vi asteniate dall’immoralità sessuale.
Qualcuno potrebbe dire: «Quanto lontano?», no, no è una bella domanda! Abbastanza lontano da essere santi, abbastanza lontano per rimanere senza macchia, abbastanza lontano da esser irreprensibili, abbastanza lontano da non avere pensieri provocatori nella mente. Astenetevi. E questo è l’aspetto negativo, “astenetevi”. Nel versetto successivo, il versetto 4, c’è anche l’aspetto positivo: “che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore”.
Principio numero uno: astenetevi dal peccato sessuale. Quanto lontano? Abbastanza lontano da non essere minimamente macchiato dalle sue influenze, da rimanere lontano da qualsiasi pensiero provocatorio. In secondo luogo, gestite il vostro corpo affinchè onori Dio, questo è l’aspetto positivo. Quello negativo è quello di astenersi dal peccato sessuale, mentre quello positivo è quello di usare il proprio corpo per dare gloria a Dio. Non fare ciò che lo disonora e fare invece ciò che lo onora. Terzo principio nel versetto 5: “senza abbandonarsi a passioni disordinate come fanno gli stranieri che non conoscono Dio”, non comportatevi come il mondo che vi circonda. Non fatevi risucchiare dal tipo di vita che conduce il mondo intorno a noi. Non comportatevi come i pagani che non conoscono Dio. Non comportatevi come loro. Non è questo che Dio vuole da voi. Non potete soccombere alla cultura.
E com’è che si comportano? Come si comportano coloro che non conoscono Dio? Si comportano sulla base della lussuria. Lo vogliono, lo prendono e poi lo giustificano. Non si può vivere in quel modo. Non possiamo vivere come gli stranieri che non conoscono Dio, che vivono secondo le loro passioni disordinate, è quello che sta dicendo, non potete vivere così, quella non è la volontà di Dio. Astenetevi dal peccato sessuale. Possedete il vostro corpo in santità ed onore, non comportatevi come gli stranieri che non conoscono Dio. Quarto, non oltrepassate il limite - questo è il significato di trasgressione - e “che nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari”, non approfittate mai sessualmente di un’altra persona, non oltrepassare quella linea. Non approfittate di qualcun altro. State defraudando quella persona della sua virtù, della sua santità, della sua purezza. Non fatelo! Questa è la volontà di Dio.
A volte arriva una coppia che vuole consulenza matrimoniale. In genere, la prima domanda che facciamo è: “Avete una relazione sessuale? Perché se così fosse, come fareste mai a sapere se Dio vuole che vi sposiate? Come potreste mai conoscere la parte della volontà di Dio che non ha rivelato, quando non state nemmeno obbedendo quella che ha rivelato? Dio non ha l’obbligo di mostrarvi la sua volontà a livello personale se non volete obbedire alla volontà che ha rivelato sulle pagine della sua Parola.
Il versetto 6 è piuttosto serio, dovete fare così... perchè, versetto 6, “il Signore è un vendicatore in tutte queste cose”, volete avere problemi nella vita, mettetevi sotto la vendetta di Dio. Dice: “ così come già vi abbiamo detto e dichiarato prima”, queste sono quelle cose che non si possono dire una volta sola. Ve l’ho detto, ve l’ho detto, vel’ho detto solennemente e ve lo ripeto ancora: Non vivete in questa maniera perchè “il Signore è un vendicatore”. Perché? Il versetto 7 ripete quello che c’era nel versetto 3: “Infatti Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione” e qualcuno potrebbe dire: «Beh, non devo stare ad ascoltare te!». Va bene, allora ascolta Dio, versetto 8: “Chi dunque disprezza questi precetti... chi dunque disprezza questi precetti, non disprezza un uomo, ma quel Dio che vi fa anche dono del suo – cosa? – del suo Santo Spirito”.
Vedete? La volontà di Dio è che siate salvati. Se siete salvati, vi dà lo Spirito. Se vi dà lo Spirito, allora si aspetta che siate santi perché in virtù della potenza dello Spirito avete la capacità di esser santi quando siete controllati dallo Spirito tramite il potere della verità che si trova in voi. Se fate parte di questa chiesa, ora sapete il perchè è necessario che v’insegni la verità, che v’insegni la verità e v’insegni la verità, per darvi la mente dello Spirito, così che lo Spirito di Dio può controllare la vostra vita, ed il Dio che vi ha dato lo Spirito Santo si aspetta che siate santificati.
E quindi qual è la volontà di Dio? Che siate salvati, ricolmi di Spirito, e santificati. E quindi potete iniziare a chiedervi chi dovrei sposare? Che lavoro, che scuola, che cosa, quale...? Solamente quando iniziate ad obbedire alla volontà di Dio che è già stata rivelata, solo allora potrete andare a Dio per chiedere quella parte che non ha rivelato. Ma ce n’è una quarta, e mi limiterò a menzionarla velocemente perchè abbiamo quasi finito il tempo: la sottomissione, la sottomissione. 1 Pietro 2, e questa è di nuovo molto chiara. In 1 Pietro 2 dice: “Siate sottomessi, per amor del Signore, a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano; ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dar lode a quelli che fanno il bene”,
E tra l’altro, biblicamente, il governo ha una sola funzione dominante. Il governo, così come lo conosciamo in America e nel resto del mondo, va ben al di là di quello che Dio ha inteso che facesse; ma la ragione per la quale fu istituito era quella di punire i malfattori e premiare coloro che vivono rettamente. Questo è essenzialmente il suo scopo. Era per proteggere le persone, in modo da non vivere in una società di sopravvivenza del più forte. Quindi dice che è necessario sottomettersi al governo perché è stato ordinato da Dio, come dice Romani 13. Versetto 15: “Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti”.
Se si è sottomessi alla società – ora ovviamente non ci stiamo aspettando che sia una società pia, non si tratta di una società che onora Cristo, così come non lo era quando Pietro scrisse questa lettera. Dobbiamo sottometterci all’istituzione governativa e mettiamo a tacere coloro che criticano il Cristianesimo. E questa è una cosa piuttosto triste al giorno d’oggi, ci sono così tanti cristiani che sono coinvolti in queste attività di lobby e di governo che sono un discredito per Gesù Cristo, perché il mondo comincia a vederci come un altro partito politico invece che come coloro che hanno un messaggio di redenzione. Quindi, se vogliamo chiudere le bocche dei critici, dobbiamo vivere vite pie. E parte del come vivere vite pie, è la sottomissione, ecco perchè ho scritto il libro, “Perchè il governo non può salvarti”, per cercare di riportare i cristiani sulla strada giusta. Ma è la volontà di Dio che viviamo vite pie, nel mezzo di una società empia, e che ci sottomettiamo alle autorità quando queste stabiliscono gli standard del bene e del male. In altre parole, facciamo il bene nella nostra società.
Quindi, siate salvati, siate ricolmi di Spirito, siate santificati e fate ciò che è giusto come cittadini nella vostra società sottomettendovi alle autorità. Ora c’è una quinta “S” nel mio piccolo schema: la sofferenza. Qui, in 1 Pietro, si può andare al capitolo 3, versetto 17, “infatti è meglio che soffriate per aver fatto il bene”, ora, lasciatemelo dire, gente, questo è davvero importante! Se volete fare la volontà di Dio, essere salvati, ricolmi di Spirito, santificati e sottomessi, vedrete che ad un certo punto vi ritroverete in una collisione, perché se vivete questo tipo di vita, vi scontrerete con quelle persone che non stanno vivendo quel tipo di vita. E quello che succederà è che ci sarà persecuzione. Arriverà un certo livello di sofferenza. Potrebbe essere un “incendio” così come dice al capitolo 4 versetto 12, cioè potrebbe essere qualcosa di molto, molto grave...
Quindi potremmo soffrire. Giù nel capitolo 5, versetto 10, potremmo soffrire per un po’ di tempo in questa vita, secondo la volontà di Dio. E sappiamo che Dio usa tale sofferenza per perfezionarci, per modellarci e per umiliarci, per aiutarci a essere più dedicati alla preghiera e per portarci a crescere nel nostro confidare in Lui, per dimostrare anche la Sua grazia. Però quello che sta dicendo qui, gente, è che non scendere a compromessi. Perchè il modo in cui potete attenuare la vostra sofferenza è quello di scendere a compromessi, giusto? È difficile vivere la vita cristiana in famiglia, quindi si scende a compromessi. È difficile vivere la vita cristiana a scuola, quindi si chiude la bocca e si scende a compromessi. È difficile vivere la vita cristiana con gli amici, e allora si scende a compromessi, o sul lavoro, o quello che sia, si scende a compromessi... per cui la volontà di Dio è che se sarai chiamato a soffrire, allora soffrirai per fare ciò che è giusto. Continuate a fare quello che è giusto, a credere in ciò che è giusto, a proclamare ciò che è giusto, e se dovrai soffrire, soffrirai. È un messaggio difficile da trasmettere al giorno d’oggi, perché la Chiesa ci ha già rinunciato da parecchio.
La chiesa evangelica di oggi sta declinando rapidamente, e questo declino si è presentato in tre fasi. Questa settimana ho predicato ogni giorno tra l’unitversità ed il seminario, ed ho detto ai seminaristi che ci sono tre tipi di predicazione che dimostrano il declino della chiesa e il fatto che siamo in quel processo, gli ho detto, numero uno: c’è la predicazione biblica, che sarebbe, ascoltatemi bene, dottrina biblica in abito biblico. Il che significa che stiamo predicando la verità della Scrittura, con la Scrittura. Mi capite? Quella è esposizione Biblica. In altre parole, predichiamo la verità Biblica in vesti bibliche, e Dio ci ha dato la verità divina e l’ha vestita con le Scritture, non è vero?
Lo ha messo nei profeti, nella legge e negli scritti sacri dell’Antico Testamento. L’ha messa nei vangeli, l’ha messa nella storia degli Atti, l’ha messa nelle epistole e l’ha messa nell’Apocalisse, ma l’ha vestita con le Scritture. Quindi, l’abito della Bibbia copre la verità divina. E quando la chiesa è forte e sana, sentirete predicare la dottrina biblica in abiti biblici, perché è così che Dio l’ha data. Sentirete la Bibbia esposta. Oggi non è una cosa comune... dovrete cercare a lungo e con molta attenzione per sentire tale predicazione.
La nuova ondata dice che la gente non gradisce la Bibbia. Non si relaziona con la Bibbia. Non riescono a collegarsi alla Bibbia. È un paradigma antiquato. Che le persone non riescono a pensare in quel modo, per cui, siamo evangelici... crediamo nella verità della Bibbia, ma dobbiamo spogliarla di quell’abito biblico. E quindi predichiamo sui Chicago Bulls e prendiamo un messaggio su Michael Jordan, o sui Chicago Bulls e c’infiliamo un po’ di verità divina. Oppure predichiamo su una qualche parabola che ci siamo inventati, su una qualche storia, una qualche narrativa che ci siamo inventati o su quello che sia... oppure predichiamo su alcune implicazioni teologiche tratte da Harry Potter o qualcosa del genere. Afferriamo quello che possiamo nella società, diciamo di esser evangelici, diciamo di attenerci alla verità evangelica ma la spogliamo della sua veste biblica e la ridisegnamo nei trend della nostra cultura.
E diciamo: «È così che vinceremo la cultura». In realtà, però ci siamo allontanati dalla Parola di Dio. Dio ci ha dato la verità biblica in vesti bibliche perché è così che vuole che sia insegnata. Il passo successivo di conseguenza, dopo che abbiamo già spogliato la verità delle sue vesti bibliche, il passo successivo al compromesso è quello di sbarazzarci della verità in tutto e per tutto, quello è il terzo passo, e già ci troviamo in cammino in quella direzione, questo è lo scendere a compromessi.
Quindi cos’è che vuole Dio da noi? Vuole che la dottrina biblica sia vissuta in abiti biblici senza compromessi, e questo può portare alla sofferenza.
Quindi qual è dunque la volontà di Dio per la vostra vita? Che siate salvati, ricolmi di Spirito, santificati, sottomessi, che viviate rettamente nella società e che siate disposti a soffrire perché non volete compromettere la verità. Questa è la volontà di Dio per la tua vita. A questo punto state pensando: «Non so se tutto questo mi è d’aiuto... non ho ancora idea di dove mi trovo dopo tutto questo, non capisco... domani devo prendere questa decisione, cosa mi stai cercando di dire?».
Bè, ho un’altro punto per voi: rendere grazie. 1 Tessalonicesi 5:18, “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio verso di voi”, sembra difficile? Non è difficile. Quindi siate salvati, ricolmi di Spirito, santificati, sottomessi, senza compromessi, disposti a soffrire e ringraziate per ogni cosa. Niente amarezza, niente lamentele, nessuna ingratitudine, nessuna delusione. Accettate ogni singola cosa che arriva nella vostra vita come ciò che Dio ha portato per il vostro bene e la sua gloria e abbiate un cuore grato. Questo è quanto. Questo è ciò che Dio dice a riguardo della Sua volontà. E voi state pensando: «Ma, ma, ma, ma, e io?» Siete pronti? Se siete salvati, ricolmi di Spirito, santificati, sottomessi, sofferenti e ringraziate, sapete qual è la volontà di Dio? È quello che volete. Vi piace questa? Fai quello che vuoi... fate quello che volete... e ti starai chiedendo: «Stai scherzando?», no! No, non sto scherzando!
Voi direste: «Cosa vuoi dire? Non posso mica fare quello che voglio!» Sì! Certo che puoi, perché se stai vivendo in questo modo, indovina un po’ chi è che si occupa dei tuoi desideri? Hmm. Vedi, questo è il Salmo 37:4, “dilettati nel Signore”... Lui è il tuo diletto, sei consumato dal diletto che provi nei suoi confronti. Desideri fare la sua volontà dal cuore. Stai facendo tutte queste cose e Lui ti darà... cosa? Perché? Perché ne è al controllo, perchè i tuoi desideri sono anche i suoi. Quindi vai e fai quello che vuoi! La gente mi dice spesso: «Perché sei venuto a Grace church?», «perchè volevo». Non ho sentito nessuna voce, tranne quella di mia moglie, mi ha detto: «Vai lì»... Ma non ho sentito nessuna voce soprannaturale. Sono venuto perché volevo. Non ho mai sentito nessuna voce. Faccio solo quello che sento di voler fare, e sento che i desideri s’inseriscono nel quadro di una vita pia, e che Dio li sta piantando li. Quando dice: “Ti darà i desideri del tuo cuore”, non sta dicendo che ti darà quello che vuoi. Significa che ti farà desiderare quello che Lui vuole. Quindi se il vostro cuore è nel posto giusto, fate quello che volete. Non è questa una buona notizia? Non è questa libertà? Ma devi essere obbediente al modello stabilito, preghiamo.
Padre, grazie, grazie perché quando iniziamo, come dice in Genesi 24:27, “il Signore mi ha messo sulla via”, una volta che c’inoltriamo nella direzione che desideriamo, tu ne prendi il sopravvento e ci guidi, ci porti nel luogo perfetto della tua volontà. Aiutaci a fare ciò che sappiamo che hai rivelato, affinché possiamo gioire d’essere liberi di fare ciò che è particolare per la nostra vita. E nel mentre ci muoviamo per seguire i desideri che hai piantato in noi, guidaci in quel luogo perfetto di compimento. Ti lodiamo nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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