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Come sapete, lo schema del ministero qui alla Grace Church nel corso degli anni è stato quello di studiare i libri della Bibbia, e attualmente dovremmo essere nel Vangelo di Luca, e lo saremo di nuovo il prossimo giorno del Signore, credo, però, di tanto in tanto, ci sono questioni che sono critiche per noi da capire, da affrontare a livello biblico, e ne stiamo esaminando una l’ultimo giorno del Signore e oggi. L’argomento in questione è: possono i pagani essere salvati senza il Vangelo? Qualche settimana fa ho cercato d’introdurre questo tema come una questione molto importante del nostro giorno e l’ho rafforzato l’ultimo giorno del Signore e abbiamo iniziato quello che è essenzialmente uno studio in due parti, che voglio continuare oggi, con alcune scuse per coloro che non erano qui presenti la scorsa settimana. Vi incoraggio a procurarvi la cassetta che è disponibile questa mattina, perché si tratta di un tema così critico. Inoltre, non si tratterà di un vero e proprio sermone, ma più che altro, vi darò alcuni spunti di riflessione tratti dalle Scritture, in modo che possiate comprendere la questione che abbiamo davanti a noi riguardo al Vangelo.

E forse solo un ulteriore commento prima di entrare nel merito di ciò che mi sono preparato a dirvi. Se Satana vuole arrecare il massimo danno alla Chiesa, allora deve confondere la Chiesa sul conto del Vangelo, perché se non sappiamo cos’è il Vangelo, allora siamo inefficaci in questo mondo, e lui ha fatto un ottimo lavoro nel corso degli anni. La confusione sul Vangelo non regna solo nel liberalismo e nelle false forme del cristianesimo, ma la confusione sul Vangelo esiste anche nel mondo evangelico di oggi, tra virgolette. In effetti, l’evangelicalismo ha superato i suoi confini tradizionali ed è diventato così amorfo da richiedere una nuova definizione, però all’interno dell’ampia cornice del termine amorfo “evangelico”, c’è una grande confusione sul Vangelo.

E come se non bastasse, Satana ha aggiunto un altro livello di confusione. Non solo non capiamo veramente cosa sia il Vangelo, ma ora non siamo nemmeno sicuri di doverlo predicare, perché oggi ci viene detto che le persone possono essere salvate anche senza il Vangelo, senza la conoscenza di Gesù Cristo, e senza la Bibbia. E quindi, non solo confusi sul Vangelo, ma anche sulla grande commissione, la chiesa sta perdendo il suo grande potere. E quindi abbiamo parlato di cosa sia il Vangelo in una serie sulla liberazione e son certo che ve lo ricorderete - credo siano stati sei messaggi - abbiamo definito cosa significa veramente essere cristiani. Ed ora ho voluto offrirvi questi due messaggi sul “è possibile che i pagani possono essere salvati senza il Vangelo?” Giusto quest’ultima edizione uscita questa settimana di “Christianity Today”, la stavo leggendo ieri, e c’è un paragrafo in un articolo in particolare che suggerisce di non cavillare, discutere ed agitarsi sul fatto che Dio salverà le persone senza il Vangelo, ma di dedicarsi ad altre cose.

Beh, non c’è davvero nessun’altra cosa tanto importante come la predicazione del Vangelo. Non è un qualcosa di banale. Non è qualcosa che si possa ridurre a cavilli. Predicare o meno il Vangelo è una questione molto critica e se Satana riesce a banalizzare una comprensione così chiara della teologia del Vangelo e persino a banalizzare la nostra comprensione della necessità di predicare il Vangelo, allora ha ottenuto una vittoria immensa. E quindi, in questa serie, ci opporremo e chiariremo con la Scrittura se i pagani possono o meno essere salvati senza il Vangelo. Gesù stesso disse che la porta del Regno eterno è “stretta” - stretta, Matteo 7 – “e pochi sono coloro che la trovano”. Coloro che sostengono questa sorta di salvezza universale attraverso molti mezzi e molte religioni difficilmente son in grado a far combaciare tali nozioni con Matteo 7, dove Gesù dice chiaramente che la porta è molto, molto oscura; è difficile da trovare ed è molto ristretta, così che pochi la trovano e pochi vi entrano.

Naturalmente, il Nuovo Testamento continua dicendo che le uniche persone che vi entrano lo fanno perché credono ed abbracciano il vangelo di Gesù Cristo. Devono conoscere Dio. Devono conoscere Cristo. Devono sapere cos’ha fatto. Devono crederci e devono accoglierlo. E, visto che tutto questo è vero, è ovvio che la Scrittura ed il Signore stesso ci hanno comandato, nella grande commissione di portare il Vangelo a ogni creatura, di portare il Vangelo ad ogni persona sulla terra in ogni generazione. E che quella grande commissione sia stata il mandato della Chiesa, il suo dovere e la sua passione fin dalla Pentecoste. Però, oggi c’è questa nuova ondata di teologia - o credo che sia più la rianimazione di una vecchia ondata di teologia - che vuole eliminare questo dovere, eliminare la necessità della grande commissione affermando che le persone non hanno bisogno della Bibbia, e forse non hanno nemmeno bisogno di conoscere Gesù Cristo o il Vangelo per essere salvate. Questa ideologia che la settimana scorsa ho definito, come alcuni l’hanno definita, è la teologia naturale; che l’uomo con mezzi naturali - cioè l’intuizione umana, la ragione umana - può ascendere alla conoscenza di Dio. Non ha bisogno di alcun rivelazione soprannaturale perchè la ragione naturale è sufficiente. E può, con la sua ragione naturale e la sua inclinazione religiosa naturale, può ascendere alla conoscenza salvifica di Dio, anche senza la Bibbia, senza il Vangelo e senza alcuna conoscenza sul conto di Gesù Cristo. Sperimenterà un certo tipo di fede ed avrà un certo comportamento che Dio accetterà come sforzo sufficiente, dato che non conosce il Vangelo.

E vi ho mostrato che non solo la Chiesa cattolica romana lo afferma, ma ora anche i leader del mondo evangelico lo affermano. Dice che le persone possono essere salvate in molti contesti religiosi o seppur appartenendo a nessuna religione, se fanno del loro meglio con le informazioni che hanno e con la loro inclinazione naturale. Questo punto di vista è anche definito da alcuni evangelici come la posizione della misericordia più ampia, che afferma che la misericordia è più ampia di quanto pensiamo. Pensiamo che la misericordia di Dio sia limitata a coloro che credono nel Signore Gesù Cristo, ma c’è una misericordia più ampia che include coloro che non sanno nulla della Bibbia o su Gesù Cristo. Se fanno del loro meglio con quello che hanno, non avranno problemi. Ora, questo non solo attacca l’unicità del Dio trino – visto che solo nella Bibbia si trova Dio come trinità – non solo attacca anche la nascita verginale, l’incarnazione, l’impeccabilità di Cristo, la sua morte sostitutiva, l’espiazione, la risurrezione, l’ascensione, l’intercessione e la seconda venuta come se fossero solo una tra le tante vie d’accesso a Dio, ma distrugge anche l’unicità delle Scritture perché rende la Bibbia una via, tra le tante.

Ma è vero che la Bibbia lo permette? Questa è la domanda. Ci si può arrivare razionalmente. Ci si può arrivare filosoficamente. Ci si può arrivare emotivamente, sentendo che non sia giusto. E la domanda sorge sempre spontanea: “E che dire delle persone che non ricevono il messaggio? E che dire di quelle persone che non hanno il Vangelo?” Risposta numero uno: è meglio che le raggiungiamo con il vangelo! Perché questo è quello che ci è stato comandato di fare. Numero due: se Dio, nel suo proposito sovrano, eterno ed elettivo, ha deciso di portare le persone alla salvezza, allora Lui stesso si assicurerà che riceveranno il Vangelo e noi dobbiamo essere gli strumenti tramite i quali quel Vangelo viene proclamato.

Potremmo anche concludere da Romani capitolo 1, che se le persone prendono la luce della creazione, la luce della conoscenza di Dio manifesta nella creazione, se prendono ciò che è stato dato loro come indicato in Romani 1 ed Atti 17, che Dio è molto vicino a loro, e Dio è manifesto nella Sua creazione, e se riconoscono tutto quello e riconoscono, in base alla coscienza che Dio ha dato loro e alla legge scritta nei loro cuori, se si riconoscono peccatori, e se hanno un vero desiderio di conoscere il vero Dio e di far sì che Egli si occupi dei loro peccati, la promessa della Scrittura è che Dio porterà la luce a quei cuori che lo ricercando. Il profeta dell’Antico Testamento disse: “Se mi cercherete con tutto il vostro cuore, mi – cosa? – mi troverete”. Gesù lo disse anche nel Sermon sul monte: “Cercate e troverete”, però ci sono persone che stanno diffondendo questa eresia all’interno dei confini amorfi del mondo evangelico che dice che sebbene Gesù sia l’unico Salvatore – son pronti a dirlo – Egli è l’unico sacrificio per il peccato, le persone però possono esser salvate senza mai sapere nulla sul suo conto o sul Suo sacrificio, o persino che sia mai esistito, ed abbiamo parlato di questo l’ultima volta.

A chi rivolgersi per trovare una risposta su questo fatto qui? Non alle nostre emozioni, non alla nostra teologia auto-inventata, non alla nostra filosofia, non al nostro ragionamento. C’è un solo posto dove andare per rispondere alla domanda: possono i pagani essere salvati senza il Vangelo? E la risposta è la Bibbia, giusto? Quindi ascoltiamo quello che Dio ha da dire. Non possiamo sapere nulla nel regno spirituale nell’area della salvezza se non andiamo alla rivelazione soprannaturale di Dio nelle Scritture. Non è possibile saperlo tramite la nostra intuizione o la nostra ragione. Possiamo conoscere alcune cose su Dio. Possiamo saperne abbastanza per essere dannati, ma non abbastanza per essere salvati. Possiamo sapere abbastanza per trovarci inscusabili, possiamo sapere abbastanza per brancolare, ma non possiamo saperne abbastanza per conoscere la verità; questo deve avvenire tramite le Scritture, e lo vedremo insieme tra poco.

Ora, se guardassimo alle Scritture, la settimana scorsa abbiamo esaminato Genesi 3, Romani 1:18 e seguenti, e 1 Corinzi 1:18-21 e quello che abbiamo visto lì è che l’uomo, senza l’aiuto della rivelazione, senza la rivelazione soprannaturale di Dio, non può conoscere la volontà di Dio, non può arrivare a Dio. Infatti, in Romani 1, pur conoscendo Dio in qualche misura tramite la sua ragione, sa che c’è un creatore, che c’è una causa all’effetto in cui tutto l’universo esiste, può ragionare in quel senso lì, può ragionare qualcosa sulla potenza di Dio, qualcosa sulla sua divinità, qualcosa sulla sua moralità a causa della coscienza, come dice Romani 2, ma non può arrivare a Dio. Può solo sapere abbastanza per essere senza scuse; non può conoscere abbastanza da essere salvato, perché conoscere la via della salvezza richiede rivelazione della testimonianza della salvezza in Gesù Cristo. E quindi abbiamo visto che il fine dell’uomo di Romani 1 è che prende la conoscenza di Dio, la rifiuta, diventa quindi uno stolto e trasforma la verità di Dio in un idolo ed in un’immagine e così facendo la perverte e finisce con il dimostrarsi un idolatra che prova il furore e l’ira di Dio.

1 Corinzi 1 ci dice la stessa cosa. I più eruditi, i più istruiti, i più letterati, i più elitari, i più saggi tra i saggi, una volta raggiunto l’apice del loro ragionamento umano, della razionalizzazione umana, della religione umana, si dimostrano esser degli stolti. 1 Corinzi 1 dice: “La sapienza dell’uomo è” – cosa? - “stoltezza con Dio”. Non arrivano a Dio. È follia, è vuota, è inutile, e 1 Corinzi 1 dice: “L’uomo con la sapienza non ha conosciuto Dio”. Non ci si arriva attraverso la teologia naturale. Non ci si arriva tramite alcun processo di ragione umana, d’intuizione o alcun precetto religioso - ed abbiamo affrontato quei passaggi. Ora, voglio portarvi ad altri testi, questa mattina. Passiamo a 1 Corinzi capitolo 2, e di nuovo, questo è più uno studio biblico che un sermone, e mi limiterò a toccare queste scritture per coglierne alcuni elementi salienti ma non possiamo inoltrarci in tutti i dettagli, non abbiamo tempo per quello, potete leggere i commenti che ho scritto su 1 Corinzi, Romani, e sul libro di Atti quando ci arriveremo, per avere più dettagli, ma voglio che guardiate 1 Corinzi capitolo 2, perché qui ci sono molti spunti per rispondere alla nostra domanda: Possono i pagani essere salvati senza il Vangelo?

Alla fine del versetto 10, 1 Corinzi 2, a partire dall’ultima metà del versetto 10, dice: “Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio” e questo è un principio semplice. Se vogliamo sapere cosa pensa Dio, se vogliamo conoscere le cose profonde di Dio, se vogliamo conoscere le cose che non ci sono accessibili - possiamo sapere alcune cose sul conto di Dio, è potente, è un Dio di ordine, è complesso, è un Dio di bellezza, è un Dio di vita. Possiamo vedere molto nella creazione e possiamo concludere molto. Ma se vogliamo conoscere ciò che non è in superficie, ciò che non è empiricamente visibile, se vogliamo conoscere il lato spirituale di Dio, se vogliamo conoscere la legge di Dio, se vogliamo conoscere la salvezza di Dio, se vogliamo conoscere la giustizia di Dio, la redenzione di Dio, le cose che si trovano sotto la superficie, lo Spirito è Colui che le cerca. Dobbiamo sapere che lo Spirito di Dio conosce le profondità di Dio, perché? Perché lo Spirito è Dio, giusto? Lo Spirito di Dio è Dio, uno con Dio. E quindi non abbiamo accesso alle cose profonde, ma solo a ciò che è visibile, a ciò che è empirico, a ciò che è presente in superficie, a ciò che è manifesto ai sensi umani. Non conosciamo le cose spirituali di Dio, la natura di Dio, l’essenza di Dio, la volontà di Dio, la salvezza di Dio. Queste cose non le conosciamo, lo Spirito però le conosce.

Ed il versetto 11 è una sorta di analogia: “ Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui?” Io non conosco i tuoi pensieri. Tu non conosci i miei. Non conosciamo i pensieri l’uno dell’altro. Possiamo essere vicini l’uno all’altro, possiamo essere sposati, possiamo appartenere alla stessa famiglia, possiamo essere impegnati in un’impresa comune; non abbiamo comunque accesso ai pensieri l’uno dell’altro. Tutto ciò che conosciamo è ciò che è manifesto. L’unico che conosce il pensiero è lo spirito dell’uomo che ha il pensiero e quella è solo un’analogia, quindi siamo qui con Dio; e siamo come l’uno per l’altro, possiamo conoscere ciò che vediamo, possiamo vedere una certa quantità di condotta, possiamo trarre alcune conclusioni, ma non conosciamo le profondità. Non conosciamo il pensiero, ciò che accade nella mente e nel cuore degli individui. E lo stesso vale per Dio. Possiamo vedere ciò che è manifesto, ma non possiamo conoscere le profondità di Dio, così come io non posso sapere cosa c’è in te. Lo spirito dell’uomo conosce ciò che è in lui, mentre lo Spirito di Dio conosce le profondità di Dio.

Quindi, se vogliamo conoscere le verità salvifiche, se vogliamo conoscere le verità profonde di Dio, le verità spirituali, allora ce le deve rivelare. E così il versetto 11 dice: “Cosí nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio”, e poi continua dicendo: “Ora noi” - questi sono gli apostoli, Paolo e gli altri apostoli che hanno scritto le Scritture - “ noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate”, e cos’è che ci è stato dato gratuitamente da Dio? Il perdono dei peccati, la salvezza, la speranza della vita eterna, tutte le benedizioni della giustificazione, della santificazione e della glorificazione...

non si possono conoscerle con la ragione umana. Non si possono scoprire con un esperimento in provetta. Non si possono conoscere con una certa razionalizzazione. Quelle si possono solo conoscere tramite la rivelazione dello Spirito Santo. Non si può conoscere il Paradiso se non tramite la rivelazione della Bibbia, giusto? Non si può andare lì e vedere com’è. Non si può conoscere il concetto di salvezza se non ci è stato rivelato dalla Bibbia. Non si possono conoscere i mezzi del perdono, il piano di Dio nella redenzione. E quindi Paolo dice, “noi abbiamo ricevuto questa informazione”.

Paolo, ovviamente - che scrisse collettivamente almeno 13 epistole nel Nuovo Testamento – e con gli altri autori delle Scritture sono inclusi nel “noi”. “noi Abbiamo ricevuto queste cose dallo Spirito, affinché conoscessimo ciò che Dio ci ha dato gratuitamente”, e poi dice: “Noi diciamo queste cose” - versetto 13 - “non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito”, combinare pensieri spirituali e parole spirituali, quella è una grande affermazione. Egli non solo ci ha dato i pensieri, non solo lo Spirito Santo ci ha dato i pensieri, ma ci ha anche dato – cosa? - Le parole, e noi le abbiamo scritte, “Ogni Scrittura è ispirata da Dio”, giusto? E 1 Pietro dice che “Essi furono mossi dallo Spirito Santo e così scrissero”. Questo è l’unico modo in cui possiamo conoscere la redenzione. È l’unico modo per conoscere la salvezza. Solo così possiamo conoscere le cose che sono sotto la superficie, le cose profonde di Dio. Quando si scende nel pozzo spirituale, che è a nostra disposizione solo perché è stato dato dallo Spirito Santo agli apostoli che lo hanno scritto, prendendo pensieri spirituali e mettendoli in parole spirituali.

Ora, guardate al versetto 14, e potremmo prendere questo versetto e potremmo farlo cadere proprio davanti agli occhi di chiunque sostenga la teologia naturale. Ascoltate qui: “ Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate/esaminate/comprese/valutate spiritualmente”, ecco qui il problema: Un uomo naturale, non aiutato dalla rivelazione soprannaturale, non aiutato dalle Scritture, un uomo naturale non può conoscere le cose che solo lo Spirito di Dio conosce. Non può conoscere le profondità perché per lui sono stoltezza, sono completamente insensate, è quello che sta dicendo. Non può comprenderle. Non può capirle. Non riesce ad afferrarle perché devono esser valutate spiritualmente, non sono valutate razionalmente. Non possono essere esaminate da una mente razionale. Non possono essere esaminate da un qualche studio empirico. Non possono essere raggiunte da una qualche intuizione umana. Non sono disponibili.

Quindi, dov’è che ci porta la teologia naturale? Ecco il verso del teologo naturale. La teologia naturale non ci porta da nessuna parte; le cose dello Spirito di Dio non si possono accettare, sono una follia assoluta, un’assurdità. Non si possono capire perché possono essere valutate solo attraverso la potenza e la rivelazione dello Spirito Santo - è un versetto molto importante. Ma per coloro che conoscono le Scritture, che sono stati istruiti dallo Spirito Santo tramite le Scritture – come dice la fine del versetto 16 - “noi abbiamo la mente di Cristo”. E quello è davvero fondamentale, perché completa la trinità. Il Padre è Dio. Lo Spirito di Dio conosce esattamente le profondità di Dio, quelle che non sono visibili in superficie con i sensi, i cinque sensi, e con la nostra ragione umana. Lui, lo Spirito, conosce tutta le profondità delle verità spirituali che costituiscono la mente di Cristo. Che cos’è la mente di Cristo? È il modo in cui Egli pensa. Noi sappiamo come pensa Cristo. E voi potreste chiedere: “Com’è che facciamo a sapere come pensa?”. Perché ci è rivelato qui, giusto? Sappiamo come pensa. Conosciamo il pensiero di Dio sulla salvezza. Conosciamo i pensieri di Cristo sulla salvezza perché lo Spirito Santo ce lo ha rivelato qui nelle Scritture. L’uomo naturale, senza l’aiuto della mente di Cristo rivelata tramite lo Spirito, non arriva da nessuna parte. Finisce con il non capire nulla, finisce da stolto, proprio come dice Romani 1, proprio come dice 1 Corinzi 1; continua a ripetere la stessa cosa in continuazione - che si tratti di Romani 1, 1 Corinzi 1, 1 Corinzi 2, si ottiene lo stesso effetto. L’uomo da solo finisce con l’essere uno stolto e finisce nel giudizio.

L’unico modo per conoscere la mente di Dio riguardo alle profondità, le che riguardano la salvezza, è tramite la rivelazione delle Scritture. Ed è per questo che dice che noi “viviamo di ogni parola che esce” - che cosa? - “dalla bocca di Dio”, Matteo 4:4. Ecco perché Gesù, in Giovanni 14:26, disse ai discepoli: “Lo Spirito Santo verrà su di voi e farà questo: “vi insegnerà ogni cosa” e vi farà ricordare ogni cosa. Vi istruirà in modo che possiate scrivere le profondità che non sono percepibili dai sensi umani o dall’intuizione umana, quelle cose che necessitano la rivelazione dello Spirito per conoscere le profondità, le cose che riguardano la salvezza e che costituiscono la mente di Cristo. Noi, dice l’apostolo Paolo, noi abbiamo la mente di Cristo; sappiamo esattamente come pensa Cristo, sappiamo esattamente come pensa Dio su questi argomenti, perché ci è stato rivelato dallo Spirito Santo. Non si arriva ad una vera conoscenza di Dio senza la Bibbia. Non si arriva ad una vera conoscenza di Dio senza il Vangelo di Gesù Cristo. È proprio il contrario, si finisce con l’essere degli stolti. Si finisce con il non capire. Si finisce nell’ignoranza. E il meglio che la sapienza umana può produrre è una sofisticata ignoranza, una follia sofisticata.

Ora passiamo al diciassettesimo capitolo degli Atti, perché c’è molto da dire, ma devo continuare a muovermi per arrivare ai testi rimanenti in Atti 17. Ho avuto un paio di volte il privilegio di predicare nell’Areopago, sulla collina di Marte, ad Atene. Chiunque di voi sia stato lì di visita ad Atene forse si è recato in questo luogo che è proprio sotto il Partenone, che è, ovviamente, la acropoli famosa dove le false religioni dell’Impero greco adoravano e tra quel luogo elevato e quello più basso, l’Agorà, il mercato, si trova questa collina chiamata collina di Marte, l’Areopago ed è dove nell’antichità tutti i filosofi si radunavano, non c’era la televisione, non c’era la radio, non c’era la stampa come la conosciamo oggi, quindi tutto era verbale e quindi si andava a scuola, per così dire, andando lassù, e le varie élite, i letterati, i filosofi, gli oratori erano tutti là, ed avevano i loro gruppetti ed insegnavano filosofia. E quindi Paolo si presentò e fece essenzialmente ciò che era molto normale, nel versetto 22. Erano interessati a questa roba qui, nel versetto 21 dice che amavano radunarsi per ascoltare nuove cose.

Così Paolo si presentò in mezzo all’Areopago e disse: “Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi”, beh, per alcuni al giorno d’oggi quello potrebbe sembrare sufficiente: basta essere molto religiosi sotto tutti i punti di vista, e quello è quanto è tutto ciò che è richiesto. E se si è religiosi sotto diversi punti di vista, si sa che Dio considera quello come sufficiente, però dice: “vedo che siete molto religiosi... Poiché, passando, e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto”, ora, interessante, avevano molti altari lassù, e molti dei che adoravano, ma avevano quella sensazione che ce ne fosse un altro e non lo volevano offendere, non sapevano chi fosse e quindi giusto per evitare ogni offesa inutile, fecero una concessione ed innalzano un altare al dio sconosciuto.

E quindi paolo gli dice: “Questa è una cosa molto religiosa, una cosa molto nobile, non conoscete Dio, non avete ricevuto la sua rivelazione, non avete l’Antico Testamento, non conoscete il Dio creatore, il Dio che sostiene l’universo, il Dio d’Isacco, di Abraamo, Isacco e Giacobbe, il Dio di Israele, il Dio vivo e vero, l’unico vero Dio. Voi non lo conoscete, ma siete molto religiosi e avete fatto uno sforzo nobile, gente, veramente! Avete fatto il massimo che potevate fare senza alcuna rivelazione soprannaturale e quindi avete questa cosa qui al Dio sconosciuto” e quindi dice, nel versetto 23: “Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio”, ‘lasciate che vi dica, a voi ignoranti, di chi si tratta veramente’. Quindi, erano qui, dopo aver raggiunto l’epitome della religione, erano comunque tanto ignoranti quanto possibile, e quindi gli dice: “Voglio parlarvi di questo Dio che non conoscete”

Non conoscevano Dio e Dio sapeva che non lo conoscevano. Paolo sapeva che non conoscevano Dio e Paolo vuole che lo sapessero anche loro e quindi gli dice: “Lasciate che ve lo presenti, è il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che vi ci sono, è il Signore o il sovrano del cielo e della terra, non dimora in templi fatti con mano d’uomo, né è servito da mani d’uomo”, non gli ci si avvicina con un piatto pieno di cose, non gli ci si mette una corona di fiori al collo. Non gli si offre una sorta d’offerta per compiacergli, non è quel tipo di Dio, non ha bisogno di nulla non gli si deve dar da mangiare. Non è necessario dargli dei fiori, non ha bisogno di nulla e Lui stesso di fatto dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa”. Versetto 26: “Egli ha tratto da uno - Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione”.

Questo è un certo tipo di Dio - questo è il Dio degli dèi, è il creatore. È colui che ha creato tutto sulla terra ed in cielo è l’essere spirituale che non può essere confinato a nessun tipo di tempio, e loro avevano tutti questi templi per tutte le divinità che si inventavano. Non è un dio che ha bisogno di queste piccolezze insignificanti, Egli stesso è colui che dà vita e respiro a tutto, ha creato tutto, sostiene tutto e perpetua tutto, nel potere che ha di dare la vita. Egli è il Dio che determina quali nazioni esistono, dove esistono, e quando esistono, il punto della loro origine, il punto della loro fine, Egli è al comando della storia, è il Dio che non conoscete! Questo è il Dio del quale siete ignoranti. Non potete adorare una certa divinità e dire: “Oh beh, è stato il miglior tentativo, di fatto stavano cercando d’adorare il vero Dio”, no, non funziona così. Paolo dice che non è così. Non lo state adorando. Ora, al versetto 27 ammette che forse “state cercando Dio, forse state cercando, se mai giungessero a trovarlo”, e stavano facendo proprio forse possono brancolare alla sua ricerca e trovarlo - questo è ciò che stanno facendo. Stanno brancolando con l’idea o il pensiero: “Se brancoliamo abbastanza e vaghiamo abbastanza nelle nostre riflessioni e intuizioni ed esperienze religiose, potremmo anche trovare questo Dio”.

E poi aggiunge al versetto 27: “benché egli non sia lontano da ciascuno di noi”, sapete quanto è vicino? Versetto 28: “Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo”, volete sapere quant’è vicino Dio al pagano? Gli è così vicino che è lì, è onnipresente. È la sua fonte stessa di vita. Non potrebbero nemmeno fare un altro respiro se Dio non glielo permettesse. Ecco quanto è vicino, e ciononostante non lo conoscono, ciononostante brancolano, e continuano a ricercare, si trovano ancora nell’ignoranza, non riescono a trovarlo, anche se è lì. Non riescono a trovarlo. Quello è il punto. E persino uno dei loro poeti lo riconobbe, dice il versetto 28, “come anche alcuni vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua discendenza” Prima dell’evoluzione, nessuno aveva questo pensiero stupido che nessuno per niente equivale a tutto. Prima dell’evoluzione, nessuno poteva inventarsi una cosa così ridicola come il fatto che tutto sia venuto fuori dal nulla. Tutti capivano che c’era una causa per ogni effetto, doveva esserci un creatore, doveva esserci un creatore personale, un creatore morale, perché noi siamo persone che comprendono la legge morale. Doveva esserci, e loro lo sapevano. E persino il poeta pagano disse: “Sappiamo che c’è un creatore e sappiamo di essere suoi prodotti e lo sappiamo seppur ci fantastichiamo attorno”, e quindi Paolo dice: “Sapete una cosa? È così tanto vicino, così tanto che voi ci vivete e vi muovete in Lui ed è così vicino anche se voi continuate a brancolare e per quanto possa esser vicino, e per quanto brancoliate, non riuscite a connettervici - non riuscite. Anzi, sapete cosa avete fatto? Avete fatto una cosa terribile”.

Versetto 29: “ Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall’arte e dall’immaginazione umana”, sapete cos’è che fanno? Questo è quello che fanno, questo è esattamente quello che dice Romani 1, loro si lamentano, Dio è così vicino, è vicinissimo e persino i loro sensi gli dicono che deve esserci un creatore, i sensi e la loro stessa ragione gli dice che è intelligente, è complesso, ama la bellezza, ha un potere immenso, eccetera, eccetera, eccetera. I loro sensi dicono loro molto su Dio, e Lui è molto vicino, perché il loro respiro è l’essenza stessa della forza vitale di Dio, grazie alla quale riescono a sopravvivere, egli è molto vicino, si lamentano, Dio è vicino, però sapete cos’è che succede? Invece di conoscere il vero Dio, loro creano un idolo, è esattamente quello che fanno, ed è esattamente quello che Romani 1 ci dice, perché, proprio come abbiamo visto in 1 Corinzi 2, con la loro teologia naturale non possono capire Dio, non riescono a capire le cose dello Spirito di Dio, non riescono a capire la via che porta a Dio, non riescono a capire i mezzi della salvezza o il come avere una relazione con Dio. E quindi, alla fine, si ritrovano con degli idoli, degli idoli. E così facendo non fanno alcun favore al vero Dio, lo trasformano in una cosa di pietra qui chiamata “il dio sconosciuto”, però quello non è Dio. Non dovreste nemmeno azzardarvi di pensare che Dio sia una pietra, o che Dio sia un pezzo d’oro o un pezzo d’argento.

E sapete cosa? Versetto 30: “ Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza” - sapete, Dio è stato paziente con voi fino ad ora - “ma Dio ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo – cosa? - “si ravvedano” - di cosa? - della loro religione, si ravvedano della loro religione, si ravvedano della loro idolatria, si ravvedano dei loro falsi dei, si ravvedano della loro falsa comprensione di Dio, che si ravvedano”, non sta parlando di ravvedersi da quei peccati categorici di cui spesso parliamo quando pensiamo al ravvedimento. Sta dicendo è meglio che vi allontaniate – “ravvedersi” significa girarsi di 180 gradi per andare nella direzione opposta – “è meglio che vi allontaniate da questa falsa religione e che vi dirigiate nella direzione giusta. Perché? Perché, versetto 31, “Dio ha fissato un giorno”. E che giorno è? “Il giorno in cui giudicherà” – chi? - “il mondo” - sta parlando del giorno del giudizio. Il giorno del giudizio sta arrivando, ed Egli giudicherà quel mondo in giustizia, e lo farà tramite un Giudice che Egli ha già identificato. Giovanni 5:22-27 dice: “Il Padre affida ogni giudizio al Figlio - “l’uomo che Egli ha designato” - che è Gesù. Dio giudicherà il mondo, giudicherà il mondo in giustizia, ovvero, equamente e rettamente per mezzo di Cristo. Egli ha designato Cristo come giudice ed ha dimostrato a tutti gli uomini che Cristo è il giudice risuscitandolo dai morti.

Ops – E così facendo, Paolo si addentra nel Vangelo e deve spiegarlo di più, perché 32 dice: “Quando udirono della risurrezione dei morti” - deve aver spiegato la risurrezione e deve aver spiegato la morte di Cristo. Come si può spiegare la risurrezione senza la morte, no? Bisogna presumere che abbia predicato la croce, perché era determinato a non conoscere nulla se non la croce, e così predicò la croce e la risurrezione, e disse: “Ascoltate, dovete ravvederci della vostra falsa religione, non importa che siate religiosi sotto tutti i punti di vista”, come dice il versetto 22, “Non importa che siate venuti a conoscenza della morte di Cristo”, non importa che siate giunti alla conclusione di essere la progenie di Dio; è un bel sentimento, ma il problema è che non conoscete Dio grazia a quello seppur Egli è molto vicino, voi vi lamentate e ci provate ma non riuscite ad arrivare a Lui, e c’è solo un modo di farlo, ovvero il vangelo di Gesù Cristo, che è morto come sostituto del peccato, ha pagato il prezzo del peccato ed è risorto dimostrando, da parte del Padre, la soddisfazione di quella morte, lo ha risuscitato dai morti e lo ha reso Signore e Giudice e quella è la via della salvezza per fede in Cristo, ed Egli stesso giudicherà coloro che lo rifiutano”.

E cos’è che fecero? Cominciarono a – cosa? - a deridere, a schernire, giusto? Anche quando udirono il Vangelo, la predicazione della croce era per loro – cosa? - pazzia, 1 Corinzi 1. Non possono - non potevano capirla, erano perduti senza alcun dubbio e quando la sentirono e la schernirono. È una follia! Però alcuni di loro dissero: “Ti ascolteremo ancora su questo argomento. Vogliamo di più”. Così Paolo uscì di mezzo a loro, ma alcuni uomini si unirono a lui e credettero, tra cui Dioniso, l’Areopagita, una donna di nome Damaris ed altri con loro”. Ci furono persone che ricevettero il messaggio e credettero. Vedete, il Signore ci sta dando un testo, qui, che afferma che c’è un uomo che andò dai pagani e gli disse: “Siete molto religiosi e sapete che c’è un Dio. Non avete la Bibbia, non avete il Vangelo”, non dice mica: “Non preoccupatevi, ragazzi”, dice: “È meglio che vi ravvediate. È meglio che vi ravvediate. È meglio che vi giriate e che andiate nell’altra direzione, e l’altra direzione è che comprendiate che l’unico modo in cui potrete mai conoscere Dio, la salvezza ed il perdono, è comprendendo che Dio ha nominato un giudice. E quel giudice, che giudicherà tutti i peccatori, quel giudice non è altro che l’uomo Cristo Gesù, che è morto sulla croce come sacrificio per il peccato e fu risuscitato da Dio stesso dai morti per affermare che aveva offerto un sacrificio sufficiente e completo. E che credendo”, come dice Romani 10, “che Gesù è il Signore, confessando con la vostra bocca che Gesù è il Signore e credendo nel vostro cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarete salvati”.

L’uomo naturale è ignorante. L’uomo naturale è idolatra. È lì che si trova, è quello che vediamo in Romani 1, Egli è lì, ignorante ed idolatra. Lo si vede in 1 Corinzi 1, e che cos’è? È uno stolto che pensa di essere saggio, ma la sua sapienza è follia di fronte a Dio. Ed eccolo qui di nuovo che i più saggi tra i saggi, i letterati, l’élite, i cervelloni di Atene, i più religiosi, i più razionali, i più eruditi, son lì che brancolano nel tentativo di trovare Dio, che però finiscono con l’esser idolatri, che è meglio che si ravvedano o saranno giudicati eternamente da Colui che offre loro la salvezza tramite la sua morte e la sua risurrezione. L’uomo naturale è ignorante. L’uomo naturale è idolatra. L’uomo naturale non può, in virtù di alcuno sforzo naturale, conoscere Dio. Però non è solo che è lì lasciato in un limbo o in una posizione neutrale, andate a 1 Corinzi capitolo 10 - questo è davvero sconvolgente per questa eresia, 1 Corinzi capitolo 10.

Lasciate che vi proponga un piccolo scenario: “Immagina di esser un cristiano a Corinto. E ti sei appena convertito da una falsa religione e ti sei sposato; naturalmente, tua moglie forse anche lei è cristiana, diciamo ed entrambi siete venuti a Cristo ed appartenete alla chiesa; però la suocera adora ancora Dionisio, o qualcun altro, un qualche dio falso. E dice: “Sai, c’è un grande banchetto al tempio, ed è molto importante che veniate perché onoreranno tuo suocero, e ci sarà tutta la famiglia, ed è molto importante che veniate”. E quindi tua moglie, sai, per quanto ben intenzionata come cristiana, sente la pressione della mamma. E tu dici: “Beh, sai, non è che voglio andare, però non voglio nemmeno peggiorare le cose con la suocera… quindi, non so cosa fare...” e quindi decidi di andare, vai al tempio di Dionisio, e quando entri noti un’orgia dedicata ad un falso dio. C’è una grande abbuffata, si mangia una parte del cibo e l’altra parte viene offerta in sacrificio al falso dio. E ti senti male per quello, però, sai, dopo tutto, hai ricevuto tanti attacchi da tua suocera e quindi il tutto è più difficile perché anche tua moglie lo sente, e poi anche lei lo rende difficile e, sai, se lei non è felice, non lo sei neanche tu e quindi in fin dei conti, lo fai. Cioè, potete immaginare la pressione e quello è solo uno degli scenari possibili. Potrebbero essercene molti altri. E poi, la volta successiva, arrivi alla tavola del Signore, prendi il pane e il calice e vuoi onorare il Signore, seppur sei appena uscito da un luogo in cui c’era un banchetto in onore ad un falso dio.

Ora, qualcuno potrebbe dire: “Beh, sapete, non sanno la cosa giusta da fare e sai è un buon tentativo di trovare il vero Dio, hanno fatto un bello sforzo e se stanno cercando di vivere un po’ al di sopra del resto della gente della loro comunità, beh, forse Dio lo accetterà”, però voglio che comprendiate l’illustrazione qui. Versetto 20 - questo è esattamente lo scenario che troviamo qui a Corinto, versetto 20. No, dice, un idolo non è nulla, un idolo in sé, un idolo di pietra non è nulla: “Tutt’altro, io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio”, avete capito? Non è un sacrificio a Dio. A proposito, i gentili - cosa sono i gentili? Chiunque non sia ebreo - le nazioni, ethnos, le nazioni, tutti, i pagani, il mondo intero, tutti, e tutto ciò sacrificano ai loro presunti idoli di pietra, d’argento, d’oro e di legno, o quello che sia, non è offerto a Dio, ma è offerto a? Non son in relazione con il vero Dio, ma con le forze dell’inferno. Sono legati a Satana ed ai demoni. Non fraintendete mai questa cosa qui.

Voi potreste dire: “Beh, sai quei poveri pagani ben intenzionati, sapete, si stanno solo facendo strada verso Dio nel modo migliore che conoscono”, il fatto è che si stanno dirigendo verso l’inferno. Si stanno collegando a forze demoniache che impersonano idoli che non esistono. Non ci sono altri dei oltre al vero Dio, giusto? Le persone credono che ci siano, perché i demoni impersonano gli dèi che adorano e fanno abbastanza cose per mantenerle legate a quelle divinità, per quanto false. Non è solamente una cosa neutrale. Non è solo “oh, peccato son ignoranti”, non è solo una questione del: “oh peccato sono in una sorta di limbo” – no. La ragione naturale che cerca di trovare Dio finisce con l’essere ignorante. La ragione naturale che cerca di trovare Dio finisce con l’essere idolatra. La ragione naturale che cerca di trovare Dio finisce con l’essere demoniaca. I demoni si trovano alle spalle di tutte le false religioni. Si trovano alle spalle di tutti i sistemi filosofici e religiosi. Si trovano alle spalle - e quel passo meraviglioso, 2 Corinzi 10:3-5 - sono dietro “ogni cosa elevata che si innalza contro la conoscenza di Dio”, ogni idea contraria a Dio è demoniaca, è demoniaca. Qualsiasi cosa non vera sul conto di Dio, qualsiasi cosa che non è biblica, è demoniaca.

Satana si traveste, insieme ai suoi demoni, da angeli o ministri della luce. Il dio dei buddisti è un demone. Il dio dei musulmani è un demone. Gli dei degli indù sono demoni. Il dio dei mormoni è un demone. Il dio dei Testimoni di Geova è un demone – ed ogni altra religione che rifiuta Cristo. È tutto demoniaco. Questo risale a Deuteronomio, al Pentateuco, all’antica legge. Deuteronomio 32:17, Mosè scrisse: “Di coloro che sacrificano ai demoni che non sono Dio”, si può anche confrontare il tutto con il Salmo 106:37. Non vanno a Dio, ma a Satana ed ai demoni. Un buon modo per illustrare questo concetto si trova in 2 Giovanni, dove ci sono tre versetti: 9, 10 e 11. Ed in 2 Giovanni 9, 10 e 11, Giovanni scrive che se si devia da ciò che la Bibbia insegna sul conto di Cristo, se ci si devia da ciò che la Bibbia insegna su Cristo - non stiamo dicendo che se si rinnega Cristo, che si rinnega che sia vissuto, che si nega che sia morto, ma se si devia da quello che la Bibbia dice sul conto di Cristo, dice questo, dice che chiunque faccia una cosa del genere: “non ha Dio”.

Il punto è che si può credere nella trinità, si può credere nella nascita di Cristo, si può credere nella vita di Cristo, si può credere nella morte di Cristo, ma se dici che non è Dio - quel dettaglio - se dici che non ha vissuto una vita senza peccato, se dici che, “beh, non è morto davvero in modo sostitutivo”, se dice che non è stato letteralmente risorto dai morti - se rinneghi qualsiasi cosa che sia biblicamente rivelata su Cristo, non hai Dio. Quindi ascoltami bene, se ti sbagli sul conto di Gesù non conosci Dio - per non dire nulla sul fatto che tu non sappia chi è. Ti staresti solo confrontando con demoni.

Le persone mi chiedono spesso: “C’è molta religione satanica nella nostra società?”. Sì, tutto tranne che la verità. Tutto, tranne che il vero cristianesimo, è satanico in una misura o in un’altra, e in una manifestazione o in un’altra. Non è che tutti, come alcuni, adorano Satana; ci sono persone che adorano Satana in quanto tale, ma chiunque non adori il Dio vero e vivente tramite Gesù Cristo, a tutti gli effetti adora Satana. Non credo sia il caso di farlo, perché Dio si ingelosisce molto; versetto 22: “Volete provocare il Signore a gelosia?” “Non puoi andare alla tavola dei demoni e alla tavola del Signore”, dice il versetto 21. Versetto 22: “Non vuoi provocare il Signore alla gelosia”, in Deuteronomio 32:21: “Israele mi ha fatto ingelosire con ciò che non è Dio e mi hanno provocato all’ira con i loro idoli”. Dio non guarda ad un idolo e dice: “Oh, quello è proprio un buon tentativo, penso che sia un tentativo abbastanza buono che credo ti farò entrare e via...”, no, Dio guarda, Dio guarda all’idolo e dice: “Quello mi rende geloso, mi provoca all’ira”, e voi non volete provocare il Signore all’ira. Perché? Perché non siete più forti di Lui. Non credo che vogliate sfidare Dio, non è vero? L’unica ragione che potrebbe portarvi a volerlo affrontare è se sareste più forti di Lui, ma non lo siete - è piuttosto grave la cosa. Quindi, il meglio che l’uomo può fare, la sua religione migliore, la sua migliore idea? Si presenta con la stoltezza, l’ignoranza, l’idolatria, e coinvolge le forze dell’inferno e le trascina nella sua stessa vita.

Un altro passo di grande importanza, Romani 3 - non ho tempo di svilupparlo completamente, ma devo solo fare qualche commento. Romani 3:10, e poi ve ne darò un altro e finiremo lì. Ma Romani 3 versetto 10, questa è l’accusa universale dell’umanità. Romani 3:10: “Non c’è nessun giusto” – quanti? - “nemmeno uno”. Qualcuno, se fosse stato lì, avrebbe detto: “Tranne me”, e quindi Dio dice: “No, nemmeno tu”, “Non c’è nessun giusto, no, neppure uno, nessuno. Non c’è nessuno che capisca”. L’abbiamo visto in 1 Corinzi 2:14. “Non c’è nessuno che cerchi Dio”. Non vanno da quella parte. Non ci arrivano per via naturale. Invece, “tutti si sono sviati”, vanno tutti per la strada sbagliata, son tutti diventati inutili. “Non c’è nessuno che faccia il bene, nemmeno uno”, nessuno fa del bene, non è un bene, così come diceva John Gershner, “è un bene cattivo”, potrebbe esser buono ad livello umano, come l’esser gentili o cordiali con il prossimo, la carità, ma è un cattivo bene perché il motivo non è quello di glorificare Dio, e tutto ciò che sia meno di quello è motivazione sbagliata. Non fanno il bene. Infatti, la verità è che sono miserabili nel di dentro, infatti, “La loro gola è come una tomba aperta”; aprono la bocca e ne esce fuori il fetore della morte. “Con la loro lingua continuano a ingannare, il veleno di serpenti si trova sotto le loro labbra e le loro bocche son piene di maledizioni e di amarezza. I loro piedi sono veloci a spargere il sangue, la distruzione e la miseria si trova sui loro sentieri. E la via della pace non l’hanno conosciuta. Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi”, quella è una descrizione dell’umanità.

E che cos’è tutto questo? Il versetto 19, alla fine del versetto, dice che queso: “Chiude ogni bocca” - ogni bocca è chiusa. Non cercate d’aprire la bocca per difendervi. Non dite: “Ma, ma, ma Dio, ci ho provato; sono una persona abbastanza buona, sono certamente meglio di questi qui e son molto meglio di altre persone che conosco... e li conosci anche tu!” Smettiamo di parlare, chiudiamo la bocca, perché dobbiamo rendere conto a Dio tanto quanto loro. E la rivelazione naturale, non fa altro che renderci responsabili di fronte a Dio, ed inescusabili, e ci chiude la bocca perché non abbiamo nulla da dire, perché al versetto 20, dice che “in base alle vostre opere”, alle opere della legge, ovvero alle vostre buone azioni, alle vostre azioni religiose, “nessuno sarà giustificato agli occhi di Dio”. Non ci si può arrivare dal punto di vista delle opere. E ascoltatemi: se potete essere salvati senza il Vangelo, allora la salvezza è per opere. Nessuno sarà giustificato in questo modo; c’è solamente un modo per essere giustificati, e continua a descriverlo, versetto 22: “La giustizia di Dio è per mezzo della fede in Gesù Cristo per tutti coloro che credono”. Bisogna venire a Cristo; bisogna credere in Cristo, l’unica via di salvezza. Versetto 23: “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesú” - l’unico modo per essere salvati è la fede in Gesù Cristo.

Ok, un altro passo, 2 Tessalonicesi 1:8, e questo è breve ma molto potente, 2 Tessalonicesi 1:8 – di fatto credo che probabilmente dovremmo iniziare dal versetto 7. Il versetto 7 parla, al centro del versetto, parla di “quando il Signore Gesú apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza”, questa è la seconda venuta, questo è il giorno, ricordate, il giorno di Atti 17, questo è il giorno che Egli ha stabilito, in cui l’uomo Gesù sarà il giudice. Quando verrà quel giorno, “il Signore Gesú apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante”, e verrà nel giudizio finale furioso. Ora, notate il versetto 8, molto, molto importante... “Egli farà vendetta”, e qui: “vendetta” significa giudizio, significa pagamento, la punizione; a chi? “A quelli che non conoscono Dio” - e chi sono? “di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesú” – e quello è stato concepito nella lingua greca come spiegazione di “coloro che non conoscono Dio”. La parola “e” sarebbe meglio tradotta con “anche”, perché è una descrizione ulteriore delle stesse persone. Questo giudizio finale fiammeggiante cadrà su coloro che non conoscono Dio, in virtù del fatto che non obbediscono al vangelo del nostro Signore Gesù. E “questi pagheranno la pena della distruzione eterna, lontano dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza”.

Se non credi al Vangelo, non conosci Dio. Se non conosci Dio, sari giudicato. Potreste leggere il libro dell’Apocalisse e vedere lì lo svolgimento di questo giudizio in modo molto dettagliato. Vedete, queste... queste posizioni eretiche dell’inclusivismo e della misericordia più ampia, o come un altro autore la chiamò della, “luce successiva”, o della teologia naturale – e “luce successiva” si riferisce a quello che disse Peter Kreeft che affermò che: “Quando si muore e si va in Cielo, tutto sarà chiarito e riaffermati una volta arrivato” e tutto ciò è spaventoso nelle sue implicazioni. È un’eresia dannosa e mortale, perché noi dobbiamo raggiungere le persone con il Vangelo affinché possano ascoltarlo ed esser salvati. Dio stesso - Augustus Strong disse questo nella sua teologia, non in queste parole, ma molti, molti anni fa – “Dio stesso è l’unica fonte di conoscenza per quanto riguarda il suo stesso essere e la relazione che ha con sé stesso”. E Dio, come unica fonte, deve rivelarcelo, e così fu, tramite lo Spirito Santo che conosce le profondità di Dio, rivelandole agli autori che le scrissero e così facendo abbiamo la mente di Dio e la mente di Cristo.

La teologia naturale ci riduce ad esser adoratori d’idoli ignoranti, impegnati con i demoni e destinati al giudizio divino. È sufficiente a dannare, quella rivelazione naturale, quella teologia naturale, ma non a salvare. Rende l’uomo senza scuse, ma non senza condanna. Il nostro comando ed il nostro dovere come cristiani responsabili, quindi, è ancora al suo posto, quello di “Andate per tutto il mondo e” - fare che? - “predicare il Vangelo ad ogni creatura”, e quello è un buon punto d’arrivo per concludere con le parole di Gesù alla fine del Vangelo di Marco, 15 e 16 del 16° capitolo: “«Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato”, quello è il nostro incarico, è valido, e ne siamo responsabili, affinchè le persone sentano la verità salvifica.

Padre, grazie ancora per la chiarezza con la quale la Parola parla di queste cose. Ci sono molti altri passaggi che avremmo potuto affrontare, molti altri che pesano su questa questione importante, ma questo ci è sufficiente per sapere che Tu non hai lasciato alcun dubbio e alcuna domanda a qualsiasi mente legittima riguardo a questa questione. Il motivo per cui siamo mandati agli estremi confini della terra con il Vangelo, il motivo per cui andiamo con tanta passione, convinzione e sacrificio è perché è necessario che tutti ascoltino per essere salvati. E ci useresti, Signore, per fare proprio questo? Ci renderesti sensibili e desiderosi di presentare il Vangelo? Fedelmente, in ogni momento, a tutte le persone? Questa è la nostra chiamata, il nostro incarico, il nostro comando. Questo è il nostro dovere. È il nostro grande privilegio. E innalzeresti la verità abbattendo tutte le menzogne e la confusione? Proteggendo così il Tuo popolo affinché possano conoscere la Tua volontà, che è rivelata nella Tua Parola. Grazie per tutto questo, nel nome di Cristo. Amen.

FINE

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