Bene, grazie per essere qui stasera. Indosserò un po’ il cappello da professore e storico questa sera. Sono così abituato a presentarmi qui e dire: “Aprite la vostra Bibbia", ma non servirebbe molto perchè il sacerdozio cattolico non si trova da nessuna parte nella Scrittura, quindi non possiamo iniziare da lì. Voglio parlare dello scandalo del sacerdozio perché ovviamente siamo tutti molto consapevoli della tragedia tremenda che si sta svolgendo di fronte ai nostri occhi con l'immoralità del sacerdozio cattolico. Quello che vorrei fare è dare una prospettiva storica su questo, una certa visione più ampia di ciò che sta accadendo nel sacerdozio. E per poterlo fare, devo parlare un attimo dello scandalo del sacerdozio stesso, quindi è un po' un gioco di parole. È un po' una frase fatta, per così dire, quando mi riferisco allo scandalo del sacerdozio. Non sto parlando solamente dello scandalo del momento, mi sto riferendo allo scandalo intero del sacerdozio stesso come struttura gerarchica della Chiesa Cattolica romana.
Permettetemi di darvi un po' di contesto sulla cosa e c’è molto che is potrebbe dire sulla teologia Cattolica romana, potremmo smascherare i suoi errori, che sono numerosi. Potremmo parlare delle sue fonti di rivelazione o di verità divina che si trovano al di fuori delle pagine della Scrittura, oppure potremmo parlare della corruzione della Messa. Potremmo parlare dell'idea che Maria sia la Co-redentrice, che naturalmente è un concetto veramente blasfemo. Potremmo parlare dell'idea che Dio sia un tipo severo e che se qualcuno vuole la grazia da Dio, la può ricevere solamente perchè Gesù è l’unico che può prenderla, però non si può nemmeno andare da Gesù perché anche lui è piuttosto severo e quindi bisogna andare da Maria perché nessuno può resistere alla madre. Così che lei parlerà con lui e lui parlerà con il Padre e Maria ti procurerà ciò di cui hai bisogno, o magari un qualche santo lì fuori, si potrebbe parlare di molte di queste cose, dei concetti del Purgatorio, dei concetti dell'assenza del peccato in Maria.
E ci sono molte cose della teologia Cattolica di cui potremmo parlare, in particolare della loro formulazione dottrinale errata della Giustificazione che taglia fuori le persone dal Regno di Dio. Ma quello di cui voglio parlare è lo scandalo del sacerdozio e voglio darvi un'idea di cosa sia realmente il sacerdozio. Siamo tutti molto familiari con i sacerdoti cattolici. Siamo cresciuti vedendoli nella nostra società insieme alle suore. Li vediamo sempre in televisione. Leggiamo di loro nei giornali. Prima che ci fossero scandali, ne eravamo molto consapevoli. Molti di voi, nella vostra giovinezza, siete stati influenzati o colpiti dall'immagine del sacerdote con la sua veste nera che compiva le macchinazioni delle cerimonie nella Chiesa Cattolica che frequentavate da bambini. Quindi sappiamo tutti che c'è questa sorta di idea che ci sia un'aura sacra su questi uomini, che in qualche modo siano quasi ultraterreni e trascendenti, e credo che dobbiamo mettere la cosa in prospettiva.
Quindi lasciatemi iniziare parlando dell'origine divina della gerarchia. Nella dogmatica Cattolica c'è la convinzione che la gerarchia della Chiesa Cattolica venga da Cristo. Che sia stato Gesù Cristo ad aver concesso alla Chiesa Cattolica la sua struttura gerarchica. E essenzialmente ciò si riduce a un ufficio del clero, una sorta di struttura generale che ha tre categorie di potere. I cattolici romani parlano di potere d'insegnamento, parlano di potere pastorale e parlano di potere sacerdotale. Il potere d'insegnamento è quello che ci si aspetterebbe. Parlano con autorità per conto della Chiesa, la Chiesa, essendo l'unico vero interprete della Scrittura. Non parlano per la Scrittura, parlano per la Chiesa, quello è il loro potere d'insegnamento.
Possiedono anche il potere pastorale e il modo in cui lo definiscono è piuttosto interessante. Nella dogmatica Cattolica è definito come “legislativo, giudiziario e punitivo”. La loro idea di lavoro pastorale non è conforto, cura e compassione, è “legislativo, giudiziario e punitivo”. Fanno leggi a cui tengono le persone. Giudicano se le persone le abbiano violate e così facendo infliggono punizioni a riguardo, e nel corso degli anni, quella punizione è stata tutto, dall'escomunica all'esecuzione.
In terzo luogo, possiedono il potere sacerdotale, e ciò significa semplicemente il potere di impartire grazia attraverso i sacramenti. Direbbero nel loro dogma che questi tre poteri paralleli rispecchiano il triplice ufficio di Cristo come “profeta, sacerdote e re”. Ora, i loro dogmi sono stati cristallizzati molto bene grazie alla Riforma. È stata la Riforma che li ha portati a pronunciare anatemi. Quando... siamo tutti familiari con tutta la storia della Riforma in un modo o nell’altro, quando Martin Lutero, Zwingli, Calvino e Melantone si sono presentati e hanno attaccato il sistema. Il sistema ha dovuto rispondere, e un modo in cui ha risposto è stato, naturalmente, piantando i piedi per terra, non cambiando nulla e affermando ciò che aveva sempre ritenuto vero, e poi condannare tutti coloro che non ci credevano.
Ma da ciò è emersa un’articolazione chiara del loro dogma immutabile. Una delle cose principali contro cui si sono opposti riguardo ai riformatori è stato il sacerdozio. I riformatori hanno completamente respinto l'idea di un sacerdozio speciale e con esso hanno respinto la gerarchia Cattolica, che essenzialmente è il Papa, e poi i vescovi da cui vengono scelti i cardinali, e poi i sacerdoti e sotto di loro i diaconi. I riformatori hanno respinto il tutto a favore del sacerdozio generale di tutti i credenti. Il Concilio di Trento ha dichiarato che chiunque rifiuti il sacerdozio speciale, “sia anatema” e pronunciò una maledizione. Dovevano preservare la loro struttura gerarchica. Questo era fondamentale per loro per preservare il potere. La loro visione è che Cristo, naturalmente, sia in ultima analisi il capo divino della Chiesa, ma esercita la sua vera autorità attraverso un uomo, che è il Papa, che poi la diffonde attraverso i vescovi, e poi i sacerdoti svolgono le funzioni determinate da quella gerarchia.
Il Papa è dove s’inizia nella gerarchia Cattolica ed il Papa dovrebbe essere il successore diretto dell'apostolo Pietro. Cristo ha nominato l'apostolo Pietro come capo visibile della Chiesa e poi ha stabilito che quella successione passasse tramite di Pietro ad una linea di apostoli, per così dire, che avrebbero portato la stessa autorità. Il Concilio di Trento ha dichiarato che se qualcuno dice che il beato apostolo Pietro non sarebbe stato costituito da Cristo nostro Signore Principe di tutti gli apostoli e capo visibile della Chiesa, una primazia di onore e vera giurisdizione, sia anatema.
Quindi sei dannato se attacchi il sacerdozio e sei dannato se attacchi il papato di Pietro. Secondo la legge di Cristo nel loro dogma – e sto prendendo la maggior parte di tutto questo da un libro di Ludwig Ott che si chiama Dogma Cattolico. È uno dei loro libri di teologia sistematica che ho letto nel corso degli anni. Ma secondo la legge di Cristo, Pietro deve avere successori nella sua primazia su tutta la Chiesa per tutto il periodo di tempo, ed il Concilio di Trento dice che se qualcuno lo nega sia anatema. Se qualcuno dice che il Pontefice Romano non è il successore del beato Pietro nella primazia, sia anatema. Quindi il Concilio di Trento ha pronunciato un centinaio o più di condanne contro chiunque mettesse in discussione qualsiasi cosa sulla Chiesa Cattolica. Ed erano particolarmente preoccupati per chiunque mettesse in dubbio la gerarchia, perché se si mette in dubbio la gerarchia si può letteralmente far crollare il sistema.
Il Papa, secondo il dogma cattolico, possiede un potere pieno e supremo di giurisdizione su tutta la Chiesa, non solo in questioni di morale – e sto leggendo – e fede, ma anche in questioni di disciplina e governo. Il Concilio di Trento dice che se qualcuno dice che non è così, che sia anatema. Il Papa – lasciate che ve lo rileggo – il papa “possiede pieno e supremo potere di giurisdizione su tutta la Chiesa”. Guarderebbero persino al protestante come ad un fratello scomunicato che dovrebbe mettersi in fila e sottomettersi al Papa. Il potere supremo è suo, come afferma il dogma cattolico. Non c’è potere più grande del suo e non c’è potere uguale al suo. Il suo potere trascende sia il potere di ciascun vescovo o cardinale individualmente, sia di tutti i vescovi messi insieme. Collettivamente parlando non sono uguali al Papa, singolarmente non sono uguali al Papa. Il Papa può governare indipendentemente su qualsiasi questione sotto la giurisdizione della Chiesa. La Chiesa rifiuta tutti i tentativi da parte dello Stato di governare sul Papa e sulla Chiesa. Ed è per questo che hanno creato il loro Stato, il Vaticano, in modo che il Papa fosse il re del suo impero.
Citando il dogma cattolico, il Papa non è giudicato da nessuno. Ora, questo vi dà un’idea piuttosto chiara del ruolo che ricopre. È unilateralmente responsabile di aver giurisdizione su tutte le questioni della vita della Chiesa. Il dogma afferma che il Papa è infallibile quando parla ex cathedra. Avete mai sentito quell’espressione? Significa semplicemente "dalla cattedra", tutto ciò significa che quando parla e non è una sorta di occasione formale, significa che quando parla nello svolgimento dei suoi doveri di pastore e dottore su tutti i cristiani, può definire la dottrina riguardante la fede e la morale che dev’essere tenuta dalla Chiesa universale ed è dotato di quella infallibilità divina e quindi le definizioni del Pontefice Romano sono irreformabili. Non sbaglia mai e quindi, nulla di ciò che dice può essere modificato, “La fonte della sua infallibilità”, dice il dogma, "è l’assistenza soprannaturale dello Spirito Santo che protegge il supremo maestro della Chiesa dall’errore. Dio in cielo confermerà il giudizio del Papa. Egli è preservato dall’errore”, fine citazione.
Quindi c’è questo leader che ha potere totale su tutta la Chiesa – non solo, secondo la loro posizione, su coloro che sono cattolici fedeli – ma anche su chiunque altro si dichiari cristiano e si sia allontanato, egli ha potere totale di giudizio su tutte le questioni di fede, cioè di dottrina, e di morale, cioè di condotta, su tutte le questioni di disciplina, su tutte le decisioni nella vita della Chiesa. E quando emette un giudizio di questo tipo in qualsiasi momento, egli è infallibile e Dio stesso in Cielo conferma il giudizio del Papa perché egli è preservato dall’errore. Pertanto, qualunque cosa dice rimane permanentemente come la verità di Dio e non può essere riformata o cambiata. Sotto di lui ci sono i vescovi che possiedono diritto divino, ma il loro è chiamato “un potere ordinario di governo sulle loro diocesi”, “Un potere ordinario”, piuttosto che un potere straordinario, come quello che ha il Papa, dell’infallibilità. Essi hanno un potere ordinario, come dice il loro dogma, di governo sulle loro diocesi. Solo i Papi ed i vescovi possiedono questo potere per diritto divino. Tutti gli altri lo possiedono per concessione ecclesiale.
Pertanto, il Papa ed i vescovi sono come gli apostoli, nominati personalmente da Cristo, ed i sacerdoti, con i diaconi, vengono nominati dalla Chiesa. I vescovi sono visti come i successori degli apostoli che ricevono il loro potere non direttamente da Cristo, ma da Cristo mediato a loro attraverso il Papa che una volta era uno di loro. Il Papa, quindi, agisce per Cristo infallibilmente in tutte le questioni della Chiesa, compresa la nomina e l’impartizione d’autorità sui vescovi. Il clero, come vengono chiamati, i sacerdoti, vengono per obbedire a questa struttura gerarchica. I vescovi, alla fine dei conti, non determinano il dogma, ma è il Papa ed il consiglio collettivo affermato dal Papa che determinano la dottrina.
Quindi arriviamo ai sacerdoti. Le diocesi sono suddivise in parrocchie, e penso che ne siate familiari, però in quelle parrocchie ci sono i sacerdoti che hanno la responsabilità di amministrare sette sacramenti. Questo è fondamentalmente ciò che fanno. Per legge ci sono sette sacramenti e solo sette: battesimo, cresima – che è qualcosa che avviene intorno ai 12 anni quando il battesimo nel Regno di Dio, il battesimo che è un’espressione della grazia divina potenziante viene confermato – poi c’è l’Eucaristia, che è la comunione, la Messa, poi la penitenza, che è il processo mediante il quale puoi espiare i tuoi peccati pagando un prezzo o compiendo un atto; l’estrema unzione, che è ciò che si dà a qualcuno quando sta morendo e si vede il sacerdote accorrere; l’ordine sacro – e l’ordine sacro, uno dei sette sacramenti, è quel sacramento mediante il quale i sacerdoti ed i vescovi vengono messi da parte. L’altro è il matrimonio. Quindi le responsabilità dei sacerdoti ricadono in questi sette sacramenti. Voglio estrarne l’ordine sacro perché qui iniziamo a vedere più a fondo nel sacerdozio. I sacerdoti sono consacrati da questo sacramento. È un sacramento. Cioè, è una cerimonia sacra. Si chiama sacramentum ordinis, il sacramento dell’ordinazione è ciò che mette ufficialmente i sacerdoti nelle loro posizioni di ministero. Sotto di loro ci sono i diaconi che hanno anch’essi il loro sacramento di ordinazione, ma stiamo parlando dei sacerdoti.
L’ordinazione conferisce – questo è piuttosto interessante – la grazia santificante a un sacerdote. Dovete capire questo perché è fondamentale. Avete il Papa infallibile. Avete i vescovi quasi infallibili e, scendendo un po’ nella catena alimentare, avete i sacerdoti. E i sacerdoti, nel sacramento del sacramentum ordinis, dell’ordinazione, sono letteralmente investiti spiritualmente della grazia santificante. E lasciate che vi citi il dogma: “Con il sacramento dell’ordine, il sacerdote riceve una grazia nuova e speciale e un aiuto particolare grazie al quale può affrontare in modo degno e con un coraggio incrollabile i grandi obblighi dell’ufficio che ha assunto, adempiendo ai suoi doveri”.
Ora, loro credono che un sacramento dispensi grazia. Noi abbiamo il battesimo. Non pensiamo che dispensi alcuna grazia. Pensiamo che sia una commemorazione. È un’affermazione pubblica. È una testimonianza pubblica. Abbiamo la comunione alla tavola del Signore. Non pensiamo che dispensi alcuna grazia, né giustificante né santificante. La vediamo come un memoriale, un ricordo della morte di Cristo. Ma per loro, il sacramento dispensa grazia, e il sacramento dell’ordinazione dispensa una certa grazia al sacerdote. Che cos’è questa grazia? Il dogma dice che il sacramento dell’ordine imprime un carattere sul ricevente, un nuovo carattere, e sto citando, il carattere dell’ordine abilita il possessore a prendere parte attiva al sacerdozio di Cristo. Lo obbliga a dispensare i tesori salvifici di Cristo, e – e qui c’è la chiave – e condurre una vita moralmente pura”. Al momento della sua ordinazione, che non può mai essere ripetuta, né revocata, né annullata, avviene una volta per sempre. Ecco perché non sanno cosa fare con i sacerdoti che hanno abusato persone. Inoltre, il sacramento stesso deve infondergli una certa grazia santificante che gli consenta di condurre una vita moralmente pura. Una dichiarazione nel dogma che mi ha colpito è stata: “Il sacramento dell’ordine conferisce un potere spirituale permanente al ricevente”, quindi il sistema insegna che questo individuo ha ricevuto una certa grazia, un potere spirituale permanente, con il quale entra, letteralmente, al sacerdozio di Gesù Cristo, ed è quindi obbligato a dispensare i tesori salvifici di Cristo, media i tesori di Cristo alle persone ed è investito con il potere di vivere una vita moralmente pura.
Ora, questo sacerdote ha di fatto assunto quasi un’aura di santità. Per quanto riguarda i suoi doveri, permettetemi di leggervi qualcosa su questo, John O’Brien ha un’opera popolare chiamata “La fede di milioni” (The Faith of Millions), dove scrive questo, che è molto affascinante, “Quando il sacerdote annuncia le parole incredibili di consacrazione durante la Messa, egli raggiunge i cieli”, e quest’immagine son certo l’abbiate vista, “porta Cristo giù dal Suo trono e lo pone sull’altare per essere nuovamente offerto come vittima per i peccati dell’uomo. È – ascoltate qui – un potere maggiore di quello dei santi e degli angeli; maggiore di quello dei Serafini e dei Cherubini”. Stiamo parlando di un sacerdote no? Stiamo parlando di qualcuno che di fatto, è considerato esser soprannaturale. Deve esserlo se ha un potere maggiore di quello degli angeli, compresi i Serafini ed i Cherubini, e perché lo dicono? Non solo a causa di questa grazia e di questo potere per una vita morale e di questo impegno nel sacerdozio di Cristo, ma perché il sacerdote può raggiungere il Cielo, portare Cristo giù dal Suo trono, metterlo “sul nostro altare” per essere offerto nuovamente come vittima per i peccati dell’uomo. Egli letteralmente porta Cristo giù per il sacrificio della Messa.
Poi prosegue scrivendo sul sacerdote e dice che è persino maggiore del potere della Vergine Maria, “seppur la beata Vergine è stata l’agente umano attraverso la quale Cristo si è incarnato una sola volta, il sacerdote porta Cristo giù dal cielo e lo rende presente sul nostro altare come vittima eterna per i peccati dell’uomo, non una volta ma mille volte. Il sacerdote parla ed ecco, Cristo, l’eterno Dio onnipotente, china il capo in umile obbedienza al comando del sacerdote. Egli ha il potere di andare in cielo e tirarne giù Cristo per sacrificarlo di nuovo sull’altare della Chiesa”.
Nel paragrafo successivo scrive: “Di quale dignità sublime è l’ufficio del sacerdote cristiano che è così privilegiato di agire come ambasciatore e vicario di Cristo sulla Terra. Egli continua il ministero essenziale di Cristo, insegna ai fedeli con l’autorità di Cristo. Perdona il peccatore penitente con il potere di Cristo. Offre nuovamente lo stesso sacrificio di adorazione ed espiazione che Cristo ha offerto sul Calvario. Non c’è da meravigliarsi se il nome che gli autori spirituali amano particolarmente applicare al sacerdote è quel nome di “Alter Christus”, perché un sacerdote è un altro Cristo”, vi viene forse in mente un versetto? Se qualcuno viene e predica un altro Cristo, abbiamo il nostro Concilio di Trento, “sia anatema”, si considerano come “altri Cristo”, Alter Christus, questa Messa bizzarra, questo tentativo bizzarro di mettere il potere nelle mani degli uomini non ha assolutamente nulla a che fare con le Scritture. È una distorsione malvagia della responsabilità spirituale e del ministero pastorale.
Per le orecchie protestanti queste sono affermazioni davvero inquietanti, lo sono per me. Di cosa sta parlando quando dice che Cristo è offerto come sacrificio sull’altare romano – “il nostro altare?” Cosa intende quando dice che Cristo, il Dio onnipotente, china il capo in umile obbedienza al comando del sacerdote e scende dal cielo per essere offerto ancora e ancora mille volte in sacrificio? Non sta esagerando? Bene, il Concilio di Trento nella sua tredicesima sessione nell’ottobre del 1551 ha promulgato un decreto riguardante il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. La Messa, alla fine del decreto, era accompagnata da un elenco di canoni che prevedevano anatemi per coloro che avrebbero rifiutato l’insegnamento del Concilio, e visto che questi canoni spesso fornirono definizioni brevi e concise dell’insegnamento romano, come ho detto prima, voglio offrirvene alcuni, in particolare sul concetto della transustanziazione, e quando Cristo discende sapete come scende, vero? Prendono il pane ed il vino ed il sacerdote li trasforma letteralmente nel corpo e sangue di Gesù, e quello è Cristo. Quindi ecco le dichiarazioni del Concilio di Trento.
Canone 1: “Se qualcuno nega che nel sacramento della Santissima Eucaristia sono contenuti veramente, realmente e sostanzialmente, il corpo e il sangue insieme con l’anima e la divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e di conseguenza il Cristo intero, ma dice che Egli è in esso solo come segno, figura o forza, sia anatema”, hanno pronunciato una dannazione contro chiunque dica che non è realmente Gesù Cristo nel tutto che il sacerdote ha portato giù.
Canone 2: “Se qualcuno dice che nel sacro e santo sacramento dell’Eucaristia la sostanza del pane e del vino rimane congiuntamente al corpo e al sangue di Nostro Signore Gesù Cristo e nega quel cambiamento meraviglioso e singolare dell’intera sostanza del pane nel corpo e dell’intera sostanza del vino nel sangue, rimanendo solo le apparenze del pane e del vino, cambiando quello che la Chiesa Cattolica con molta precisione chiama “transustanziazione”, anch’esso sia anatema”. Canone 8: “Se qualcuno dice che Cristo e l’Eucaristia sono ricevuti solo spiritualmente e non anche sacramentalmente e realmente, sia anatema.
Tutto questo è semplicemente perverso. Undici anni dopo, nel 1562, si tenne la 22ª sessione del Concilio di Trento. Questa volta il decreto promulgato era intitolato “Dottrina sul Sacrificio della Messa” ed il decreto dice questo: “Per quanto è vero che questo sacrificio divino, celebrato nella Messa, sia contenuto ed emulato incruentemente, lo stesso Cristo che una volta si offrì sanguinante sull’altare della croce. Il Santo Concilio, dunque, insegna che questo è veramente propiziatorio ed ha questo effetto: che se noi, contriti e penitenti, con cuore sincero e fede retta, con timore e riverenza ci avviciniamo a Dio, otteniamo misericordia e troviamo grazia ed aiuto al momento opportuno”, il che vale a dire che nella Messa c’è salvezza, oppure, placato da questo sacrificio, il Signore concede la grazia ed il dono della penitenza e perdona anche i crimini ed i peccati più gravi. Quindi, se si ci si presenta alla Messa con l’atteggiamento giusto, ci si può uscire perdonati. E visto che la vittima è una e la stessa, la stessa ora offerta dal ministero dei sacerdoti che allora si offrì sulla croce. Non c’è differenza tra ciò che fa il sacerdote e quello che fece Gesù sulla croce. Cambia solamente “il modo”, dice, e questo lo sto citando direttamente dal secondo capitolo del decreto chiamato “Dottrina sul Sacrificio della Messa”.
I frutti di quel sacrificio cruento, si comprendono bene, come ricevuti abbondantemente attraverso questo incruento, senza che quest’ultimo deroghi in alcun modo il primo. Pertanto, secondo la tradizione degli apostoli, è giustamente offerto non solo per i peccati, le punizioni, le soddisfazioni ed altre necessità dei fedeli che son vivi, ma anche per coloro che sono morti in Cristo che però non son ancora completamente purificati. Quindi la Messa salva le persone che sono vive e le persone che sono morte però non ancora purificate. Vogliamo discutere la cosa? Ascoltate a quello che dice Trento.
Canone 1: “Se qualcuno dice che nella Messa non viene offerto a Dio un vero e reale sacrificio o che ciò che viene offerto non è altro che Cristo dato a noi da mangiare, sia anatema. Se qualcuno dice, con quelle parole: “Fate questo in memoria di me” – se lo dite, se dite che Cristo non ha istituito gli apostoli come sacerdoti e non ha ordinato che loro e altri sacerdoti offrissero il suo stesso corpo e sangue, sia anatema”. Se dici che Cristo non ha istituito il sacerdozio per offrire la Messa, sei anatema.
Canone 3: “Se qualcuno dice che il sacrificio della Messa è solo un sacrificio di lode e ringraziamento, o che è una mera commemorazione del sacrificio consumato sulla croce, ma non un sacrificio propiziatorio – se dici che non c’è propiziazione nella Messa – o che giova solamente a chi la riceve e non dovrebbe essere offerta per i vivi ed i morti, per i peccati, le punizioni, le soddisfazioni e altre necessità, sia anatema”. Vale a dire, se dici che la Messa non è propiziatoria per i peccati dei vivi e se dici che non è propiziatoria per i peccati dei morti, sei maledetto. Canone 4: Se qualcuno dice che con il sacrificio della Messa si getta una bestemmia sul sacrificio santissimo di Cristo – se dici che la Messa è una bestemmia, cosa che diremmo – sia anatema.
Canone 5: “Se qualcuno dice che è un inganno celebrare Messe in onore dei santi e per ottenere la loro intercessione presso Dio come intende la Chiesa, sia anatema”. Leggendo questi canoni puoi capire dalla loro risposta cosa stessero dicendo i riformatori. Canone 6: “Se qualcuno dice che il canone della Messa contiene errori, sia anatema”. E questo copre un po’ tutto non è vero? Una disposizione generale... quindi, se potessi riassumere gli insegnamenti della Chiesa Cattolica Romana sulla Messa dal Concilio di Trento, che preserva il ruolo primario del sacerdote, il riassunto sarebbe il seguente, uno, Gesù Cristo è veramente, realmente, sostanzialmente presente nel sacramento dell’Eucaristia. Due, la transustanziazione comporta il cambiamento dell’intera sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo ed il cambiamento dell’intera sostanza del vino nella sostanza del sangue di Cristo. Tre, visto che dicono che Cristo è realmente presente nell’Eucaristia, gli elementi stessi, dopo la consacrazione, sono degni di adorazione. Li adorano. Quattro, il sacrificio della Messa è propriamente chiamato propiziatorio in quanto porta il perdono dei peccati. Cinque, nell’istituzione della Messa durante l’Ultima Cena, Cristo offrì il suo stesso corpo e sangue al Padre nei segni del pane e del vino, e così facendo ordinò gli apostoli come sacerdoti del Nuovo Testamento, e loro hanno trasmesso il loro sacerdozio. Sei, il sacrificio della Messa è propriamente offerto per i peccati, le punizioni, le soddisfazioni e tutte le necessità, non solo per i vivi ma anche per i morti.
Ed infine, chiunque neghi la verità di una qualsiasi di queste proclamazioni è maledetto. Ora qualcuno potrebbe dire: “beh, quello è il Concilio di Trento, sai nel 1500... è ancora l’insegnamento della Chiesa? Assolutamente sì. Come potrebbe non esserlo, visto che la Chiesa è infallibile ed irreformabile? Questo è il motivo per cui, nella storia della Chiesa Cattolica, niente cambia. La Chiesa assorbe i suoi dissidenti. Assorbe i suoi immorali. Assorbe i suoi eretici. Assorbe tutti e perpetua lo stesso sistema. L’unica cosa che la Chiesa Cattolica non può tollerare è un qualsiasi tipo di scisma, e quindi continua semplicemente ad assorbire i dissidenti nella perpetuazione del sistema, e perciò è piena di un sacco di credenze deplorevoli, di un sacco di livelli d’immoralità e di ogni tipo di disprezzo per la legge Cattolica fino al laicato.
Se facesse un sondaggio in America, quanti Cattolici romani credono nell’uso esclusivo del metodo del ritmo per prevenire la nascita o il concepimento? Scopriresti che è una percentuale molto piccola. Non rispettano il dogma cattolico nè la legge Cattolica. I sacerdoti non vivono secondo la legge Cattolica, né certamente secondo la legge biblica. Però quelle leggi non sono cambiate e non cambiano mai, continuano semplicemente ad assorbire i dissidenti in modo che non ci sia mai alcuna frattura. Ecco perché la Riforma è stata un attacco così incredibile alla Chiesa, perché è stata una vera frattura. Non potresti nemmeno stimare il potere che Dio ha scatenato attraverso i Riformatori per infliggere il colpo devastante al sistema durante la Riforma.
Nel nuovo catechismo, il catechismo della Chiesa Cattolica, per mostrarvi dove si trova l’enfasi, ci sono nove paragrafi dedicati al tema della giustificazione. Ce ne sono 84 dedicati alla Messa, è tutto lì... ed è quello che fa il sacerdote. Ora, ora capite la posizione del sacerdote. Egli opera nell’ambito dei sacramenti, principalmente nella Messa. E pensandoci su, andiamo oltre il sacerdozio e parliamo un po’ della questione del celibato, perché questo è stato oggetto di dibattito. Credo che le ultime statistiche che ho visto in America dicano che circa l’80 percento o il 70 e passa percento dei cattolici romani pensano che i sacerdoti dovrebbero potersi sposare, quindi fanno fatica a digerire la questione del celibato in questo paese. Potrebbe non essere lo stesso in altre parti del mondo, ma lasciate che parli del celibato per un po’.
Il celibato è diventato una legge obbligatoria della Chiesa Romana imposta a tutti i sacerdoti, e cercano di stabilire la cosa su Matteo 19, dove Gesù disse che ci sono eunuchi per il Regno di Dio. Ricordate? Alcuni sono eunuchi dalla nascita, alcuni lo diventano ed altri lo sono per il Regno di Dio. Ci sono persone che non possono procreare fisiologicamente a causa di una qualche malformazione. Ci sono persone che non possono procreare perché sono stati feriti, danneggiati, attraverso una qualche violenza. E ci sono alcune persone che scelgono di non sposarsi. Infatti, l’apostolo Paolo dice che in certi modi esser single è meglio, giusto? 1 Corinzi 7, perché non devi preoccuparti di trovare una moglie e di trovare una famiglia e puoi quindi dedicarti al Signore, però dice anche in 1 Corinzi 7 che “è meglio sposarsi che – cosa? – che ardere”, “è meglio sposarsi che ardere di passione”.
E certamente 1 Corinzi 7 rende molto chiaro che la condizione di singoli non è preferibile al matrimonio. Rendere il celibato obbligatorio è assolutamente anti-biblico. Cercano di mostrare che Paolo insegnava il celibato. Cercano di distorcere la Scrittura per rendere Pietro un uomo non sposato. Così che in 1 Corinzi 9:5, dove dice di avere il diritto di condurre con sé una moglie, la versione della Bibbia della Confraternita – la Bibbia Cattolica – dice che ha il diritto “di condurre con sé una sorella”, ma non è la parola adelphē, sorella, è la parola gunē, che è moglie. Ora quello che sto dicendo è che il celibato non è affatto imposto dalla Scrittura. Infatti, c’è un riferimento al celibato nella Bibbia e voglio leggervelo.
1 Timoteo capitolo 4, ascoltate a quello che scrisse l’apostolo Paolo: “Ma lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede prestando attenzione a spiriti ingannatori ed a dottrine di demoni per mezzo dell’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella loro coscienza come con un ferro rovente. Uomini che vietano il matrimonio ed ordinano di astenersi da cibi che Dio ha creato per essere ricevuti con rendimento di grazie da coloro che credono e conoscono la verità. Poiché tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rifiutare se è ricevuto con gratitudine, poiché è santificato mediante la Parola di Dio e la preghiera”.
Quello che Paolo ha scritto qui è questo: coloro che vietano il matrimonio stanno sostenendo dottrine di demoni. Stanno ascoltando a spiriti ingannatori. Sono bugiardi ipocriti le cui coscienze sono letteralmente state marchiate, così che non provano più nulla. Quindi potete vedere che la Scrittura associa il celibato, il divieto del matrimonio a Satana, e credo davvero che sia vero. Credo che Satana sia riuscito a prendere il controllo del sistema cattolico. E questo è ovvio in vari modi ma in termini chiari uno dei modi in cui ha dimostrato la sua presenza in quel sistema è tramite il divieto del matrimonio, che Dio stesso ha creato, dice la Scrittura, per essere ricevuto con gratitudine da coloro che credono e conoscono la verità. Anche il matrimonio, come il cibo, deve esser santificato e ricevuto con gratitudine perché esso viene da Dio. C’è una nota a margine su questo, la cosa è anche vera nel cattolicesimo, esistono alcune restrizioni dietetiche. Tutti coloro che si trovano nel sistema cattolico sanno che non si può mangiare la carne il venerdì, ed anche questo deriva dal paganesimo.
Il celibato si è sviluppato lentamente nel mondo Cattolico. È iniziato nel II secolo. Prima di allora, esisteva in Asia. Esisteva nel Buddismo. Esisteva in altre religioni pagane. Vale a dire, non essere sposati, essere single per devozione alla tua divinità. Non dice nulla sul comportamento sessuale. Parla solo del matrimonio. Alcuni presero un voto di totale astinenza dalle relazioni sessuali, sia che lo rispettassero o meno, lo presero, però nel II secolo, questa questione del non sposarsi si diffuse, e le persone seguirono quella strada, influenzati nel III secolo dallo gnosticismo e da ciò che è conosciuto come “Manicheismo”, l’idea che la materia sia malvagia e che lo spirito sia buono, e che quindi l’anima e lo spirito di una persona sono buoni ed il corpo è malvagio e tutto ciò che il corpo fa è malvagio. E così, in questa sorta di concetto perverso e distorto, iniziarono a credere che i livelli più alti di spiritualità fossero raggiunti da coloro che letteralmente negavano al proprio corpo tutti i suoi desideri.
Quindi fecero voti di povertà. Fecero voti di castità, che è diverso dal voto di celibato; il celibato ha a che fare con il matrimonio e la castità ha a che fare con l’attività sessuale. Fecero voti di obbedienza. Alcuni di loro fecero voti di silenzio. Non volevano che il corpo facesse nulla e non volevano preoccuparsi di cosa indossava. Non volevano assecondare nessuno dei suoi desideri. Volevano mangiare solo diete magre e austere, e alcuni di loro non volevano nemmeno sentire il corpo parlare, quindi fecero voti di silenzio. E poi nacque l’idea che quella fosse un’imitazione della Vergine Maria, con totale disprezzo del fatto che dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe ebbero una famiglia piena di figli, però la menzogna del sistema è che lei fu una vergine perpetua fino alla sua morte.
Elevarono anche il celibato perché dicevano che Cristo era celibe e che questo fosse un modo per avvicinarsi all’imitazione di Cristo. E l’idea che si iniziò a sviluppare è che se le persone lo facevano volontariamente – se i laici lo facevano volontariamente ed ascendevano a questo alto livello di devozione spirituale – allora non sarebbe stato imperativo anche per i loro leader? Quello di raggiungere questo livello elevato? E di nuovo questa è l’influenza di alcune di queste idee filosofiche. I vescovi ed i sacerdoti non dovevano forse essere modelli di ascetismo? E così, nel III secolo, iniziarono ad esserci sacerdoti celibi, e per la prima volta nel III secolo, il Concilio di Elvira in Spagna stabilì la prima legge che possiamo trovare nella storia che imponeva il celibato. I vescovi, i sacerdoti ed i diaconi dovevano essere deposti se vivevano con le loro mogli e se generarono figli dopo la loro ordinazione. Permettevano a coloro che erano sposati di rimanere sposati, ma se eri ordinato, in sè e per sè, quello affermava il fatto che non eri mai stato sposato.
Un decreto simile fu emanato sotto un consiglio romano sotto Papa Siricio tra il 384 e il 399, c’erano un paio di dichiarazioni definitive che furono emanate in quel secolo, nel IV secolo. Già ai tempi di Leone Magno, nel V secolo, la legge sul celibato era diventata obbligatoria in tutta la Chiesa occidentale. La Chiesa orientale non la adottò mai completamente – la Chiesa ortodossa – ma la Chiesa occidentale sì. Le Chiese orientali permettevano ai sacerdoti sposati di rimanere sposati, e proibirono a certi che erano singoli di sposarsi, ma non fa parte della loro storia. Quindi lo si vede nel III, IV, V secolo, ma non era ancora una legge rigida e ferrea. Ciò accadde nel 1079, nell’XI secolo, e sto citando:
“Questo mandato, per il celibato, generò ogni tipo di immoralità. Le abitazioni dei sacerdoti erano spesso tane di corruzione. Era comune vedere sacerdoti frequentare taverne, giocare d’azzardo e partecipare ad orge con risse e bestemmie. Molti sacerdoti tenevano amanti, ed i conventi divennero case di cattiva fama. In molti luoghi, la gente era felice di vedere il sacerdote con un’amante perché le donne sposate sarebbero state al sicuro da lui”, fine citazione.
Questo fu fatto sotto un uomo di nome Ildebrando, noto nella storia Cattolica come Papa Gregorio VII che visse dal 1023 al 1085. Perché lo fece? Perché decise che questa doveva essere una legge assoluta e fissa? Ebbene, quando lo fece, ciò che accadde immediatamente fu che il sacerdote, se voleva continuare ad esserlo, doveva separarsi completamente dalla moglie e dai suoi figli, in modo permanente e definitivo. Più di tutto ciò, tutte le sue proprietà furono confiscate, tutte. E le ragioni? Politiche e materiali. Fino a quel momento, i sacerdoti erano persone molto influenti. Erano persone molto potenti. La gente dava loro cose, erano ricchi. Avevano famiglie. Trasmettevano la ricchezza e la ricchezza familiare si accumulava. E così c’erano famiglie potenti e ricche. Possedevano terre, avevano vasta influenza.
Papa Gregorio VII determinò che i sacerdoti controllavano troppa ricchezza e che la Chiesa doveva appropriarsene, e quindi trasmettevano la loro ricchezza ai loro discendenti, e quelle famiglie diventavano sempre più potenti. E se la Chiesa voleva prendere il controllo dello Stato, se la Chiesa voleva governare il mondo, doveva iniziare governando il suo paese, e per farlo doveva togliere la proprietà e la ricchezza dalle persone al potere. Philip Schaff, lo storico leggendario, disse che “il motivo per opporsi al matrimonio dei sacerdoti era prevenire il pericolo di una linea ereditaria che poteva appropriarsi delle proprietà ecclesiastiche per usi privati impoverendo la Chiesa”. Quindi i sacerdoti dovevano dare tutto ciò che avevano alla Chiesa e poi non potevano mai avere una famiglia per non poter trasmetter nulla in eredità.
Un altro concilio nel 1123 proibì tutti i matrimoni dei sacerdoti e dichiarò invalidi tutti i matrimoni esistenti, ed il Concilio di Trento ribadì la cosa in termini inequivocabili. Le donne furono lasciate senza alcun mezzo di sostentamento. Ci sono storie davvero incredibili di alcune di queste che morirono di fame, le mogli dei sacerdoti, alcune si suicidarono, altre diventarono prostitute. Ed uno dei risvolti davvero bizzarri è che i sacerdoti sono chiamati “padri”, ma a chi vogliono prendere in giro? E in quegli anni, quando la Chiesa stava consolidando il suo potere – e, a proposito, il più grande proprietario terriero del pianeta è la Chiesa Cattolica romana – continua ad accumulare una ricchezza incredibile oltre ogni descrizione. È sempre curioso esser lì nella piazza di San Pietro a Roma e guardare al Banco de Spiritus Santo – la Banca dello Spirito Santo. È tutto rivestito in termini religiosi.
Nella storia, durante questo periodo, i sacerdoti che non obbedivano venivano esposti al disprezzo e al disdegno della gente. Venivano persino attaccati dalla gente, quindi c’era una pressione tremenda affinché si conformassero alla Chiesa. Finivano quindi ridotti all’estrema povertà. Ci sono storie di sacerdoti mutilati dalla gente. Se non cedevano, la gente letteralmente li attaccava e li mutilava. Alcuni furono torturati, altri furono cacciati dalla città e messi in esilio. Se non rinunciavano volontariamente alle loro proprietà, la Chiesa le confiscava, li esiliava e prendeva tutto. I loro figli venivano designati come illegittimi. Fu una tragedia orribile. E molte delle donne, secondo gli storici, che erano mogli di sacerdoti, furono sepolte in terra non consacrata.
Quindi si trattava di potere. Si trattava di proprietà. E quindi c’era questo scenario orribile. C’è lo scandalo di una teologia del sacerdozio e della Messa che è aberrante, non biblica, bizzarra, pagana. C’è lo scandalo del potere e del materialismo avido di un sistema religioso satanico che vuole inglobare la terra. L’enciclopedia Oxford della Riforma, Huntz Hildebrand, curatore di Oxford University Press, 1996, dice: “Quei sacerdoti che non erano sposati vivevano spesso in relazioni a lungo termine di concubinato, ricevendo dispense speciali dai loro supervisori clericali per far legittimare i loro figli. Questa pratica cominciò a cambiare nel XII secolo, quando durante i Concili Lateranensi la Chiesa dichiarò invalidi tutti i matrimoni clericali e proibì il concubinato clericale”, quindi potevi avere un’amante per un po’, e poi lo proibirono.
Molti membri del basso clero risposero con sommosse e dimostrazioni, “ma gradualmente il celibato divenne la norma, specialmente tra l’alto clero, e le donne di famiglie rispettabili non entrarono più in relazioni con sacerdoti sapendo che questi non potevano mai essere dichiarati matrimoni validi. Tuttavia, fu difficile far rispettare il divieto del concubinato e di altri tipi di attività sessuale non matrimoniale tra il clero, e nel XIV secolo i funzionari della Chiesa semplicemente raccomandavano discrezione”, basta che siate discreti nella vostra cattiva condotta sessuale.
Quindi, ciò che accadde fu che questo mandato tentò un sacco d’immoralità, e ricordate, queste persone non potevano esser convertite, giusto? Non potevano esserlo perché hanno una teologia aberrante. Quindi non hanno alcun potere per contenere la carne, giusto? Le abitazioni dei sacerdoti, quindi, in questo periodo e durante il Medioevo divennero tane di corruzione, era comune vedere i peggiori ed i peccati più grossolani praticati dai sacerdoti. Alcuni fecero un voto di castità e fecero uno sforzo per rimanere puri, ma un voto di celibato non era un voto di castità. Ed, a proposito, secondo il diritto canonico – questa è la legge della Chiesa Romana – un voto di celibato viene infranto se il sacerdote si sposa, ma non viene infranto se intrattiene relazioni sessuali. Non si infrange il voto di celibato, dice il diritto canonico, attraverso relazioni sessuali. Devi sposarti per infrangere la legge del celibato.
Quindi un sacerdozio celibe non dice nulla sulla sua condotta. Inoltre, e sto leggendo dal dogma: “Il perdono per relazioni sessuali viene concesso attraverso la confessione ad un altro sacerdote”, hmm, è tutto quello che devi fare. Mi racconti i tuoi e io ti racconto i miei, giusto? Questo è tutto ciò che devi fare per cancellarlo. Questo è un inciso, ma tutto quel sistema di confessionale, prendi uomini con passioni sessuali normali, li metti in una situazione in cui quello deve esser trattenuto e devono farlo senza alcun potere divino – il che è impossibile, son guidati dalla concupiscenza – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, la superbia della vita, quello è di fatto quello che fa funzionare le persone. Li prendi così, li metti in certi monasteri, nei seminari, nei conclavi con altri uomini con lo stesso tipo di frustrazioni sessuali represse, e poi tutto il giorno, ogni giorno, li metti in un confessionale in anonimato, dove si siedono ed ascoltano tutti sfilare davanti a loro le loro iniquità, e dimmi che è un ambiente sano e che un uomo non convertito siederà in quell’ambiente e penserà pensieri santi? È un cumulo di maledizioni che produce un livello di ipocrisia che è sconvolgente.
A proposito, ottieni l’assoluzione per i peccati sessuali confessandoli ad un altro sacerdote. L’assoluzione per qualsiasi sacerdote che si sposa, invece, puoi ottenerla in un solo modo: dal Papa stesso, dal Papa. Devi arrivare fino al Papa per ottenere l’assoluzione, che poi arriva con gravi sanzioni. Perché? Perché si preoccupano di più del sacerdote che si sposa e dell’impatto che ha sul potere del sistema piuttosto che del sacerdote che commette peccato sessuale. Il matrimonio è molto peggio del peccato sessuale perché minaccia il potere e la proprietà della Chiesa. Eppure, non è bizzarro che la Chiesa Cattolica Romana sostenga che il matrimonio è un sacramento, il sacramento del matrimonio? Eppure è un sacramento del matrimonio che alle “persone” più sante – i sacerdoti e le suore – è negato. A proposito, il Concilio di Trento pronunciò anatema contro tutti coloro che insegnano che lo stato matrimoniale è preferibile al celibato. Quindi hanno dannato chiunque pensi che il matrimonio sia preferibile.
Sapete? Gesù stesso disse che non tutti possono accettare la cosa, Paolo disse che è meglio sposarsi piuttosto che ardere. Lasciate che vi dica, questo è vero anche per i non sacerdoti single che prolungano la loro singolarità. Posso darvi un consiglio? Trovate qualcuno. Non aspettate il Messia, trovate qualcuno. Liberatevi e non aggravate la tentazione. Agli occhi del sacerdozio, c’è un’impurità intrinseca nel matrimonio, ed è un retaggio di quell’idea manichea e gnostica dell’empietà della carne. C’è un’impurità nel desiderio romantico. C’è una certa impurità nell’amore normale. C’è qualcosa di vergognoso in ciò, e il desiderio di procreare è in qualche modo nemico della devozione spirituale.
Sapete, il mio cuore va ai sacerdoti. Sono letteralmente – penso che letteralmente, in molti casi, siano bombe sessuali ad orologeria. È solo una questione di quando esploderanno. Quel gruppo di persone ha in sé una visione così distorta del matrimonio perché sono così fissati sul suo aspetto sessuale, pensano che il matrimonio riguardi solo il sesso e la procreazione di piccoli cattolici, e questo è tutto.
Sono rimasto affascinato nel leggere libro di Lorraine Boettner, Cattolicesimo Romano, disse questo, e cito: “La più grande collezione di libri al mondo sul tema del sesso si trova nella biblioteca vaticana”, chi li consulterà mai? Cos’è son lì a fare del lavoro accademico? Povera gente. Questa è una condanna orribile! Sarebbe meglio che andassero in prigione ed avessero un limite di tempo per poi uscirne e vivere una vita normale. Per capire la posizione Cattolica romana riguardo al raggruppamento di uomini e donne nei monasteri, devi capire il punto di vista di base che si trova alla base di quel sistema. Durante il Medioevo si sviluppò, nella teologia romana, l’idea che l’opera dell’uomo dovesse essere diviso, e questo è davvero importante nel loro sistema, durante il Medioevo, il lavoro dell’uomo doveva essere diviso tra il naturale, o secolare, e lo spirituale. E le due cose sono totalmente separate.
Solo quello spirituale era gradito a Dio, e di nuovo questa è la stessa filosofia dualistica. Di conseguenza, mentre l’uomo naturale poteva essere soddisfatto delle virtù comuni della vita quotidiana, l’ideale era quello del mistico che disdegnava tutte le questioni della vita quotidiana e voleva solamente sviluppare il suo lato spirituale, desiderando andare da qualche parte in una profonda contemplazione per raggiungere lo spirituale. Il naturale era visto come un ostacolo a quello: un lavoro, una moglie, dei figli, una casa. La vita del monaco e la vita della suora, ritirandosi dalla società, dal lavoro, dalla cultura, dal mondo, ritirandosi in questo chiostro, perdendosi nella contemplazione mistica, era considerata veramente la vita più elevata. Poi iniziarono ad indossare tutti quei vestiti neri, le stesse cose che indossano dal Medioevo. Ogni volta che vedi le persone che sfilano attonro con quelle toghe ridicole, stanno indossando abiti medievali che dovrebbero impressionarci con il fatto che si sono letteralmente elevati al di sopra del volgo, intrappolato nel naturale.
Credono davvero che escludendosi dal mondo, l’immagine di Dio persa con la caduta possa essere restaurata. Il celibato era lo stato più santo. Alcuni si sono persino evirati pensando che ciò avrebbe rimosso la tentazione, in definitiva, la visione ascetica secondo la quale il mondo naturale è peccaminoso, una sfera da evitare il più possibile, sviluppò un disprezzo per le cose del mondo e li spinse in quei luoghi, e potete leggere le storie di quelle persone che entrano in un sacco di luoghi e si siedono lì tormentati dai fuochi della tentazione. Leggete la storia di Eloisa e Abelardo, orribile cercar di vivere così. Da lì sono venuti i sacerdoti e le suore, come quegli asceti celibi, però per i protestanti, la Riforma arrivò e demolì tutto, e lo fece con, prima di tutto, un fatto teologico molto importante, ed era questo: “che agli occhi di Dio non c’è differenza tra il sacro, lo spirituale ed il secolare”, perché qualsiasi cosa si fa, che sia mangiare o bere, lo si deve fare come? Per la gloria di Dio. Dio può essere glorificato nel modo in cui mangi la cena.
I protestanti capirono e la Riforma capì che non si serve Dio ritirandosi dal mondo. Gesù pregò persino: “Padre, non ti chiedo di toglierli dal mondo, ma di preservarli dal maligno mentre sono nel mondo”, crediamo che il mondo sia caduto, ma è il mondo del nostro Padre, non è vero? Ed io posso guardare a tutto in questo mondo, eccetto il peccato, e posso vederci un modo per glorificare Dio. La Riforma diffuse una sacralità su tutto. Si può vedere che quando capirono questo, tutto ciò che nel sistema cattolico era legato al sacerdozio, ai conventi, all’ascetismo dagli eremiti ai monaci, fu vista come una cosa malvagia perché avevano sviluppato quell’idea che qualsiasi cosa sia materiale fosse in sé stessa malvagia e quindi avevano rinunciato alla realtà della vita spirituale, e cioè che viviamo qui in questo mondo e che tutto, in questo mondo, ci dà l’opportunità di glorificare Dio.
Sapete, gli “internati” – li chiamo “internati” – dei monasteri sono uomini non sposati, il che è semplicemente bizzarro ed anormale. Dicono che negli Stati Uniti adesso – ho letto oggi una statistica – il 50 percento di loro sono omosessuali, il resto non hanno alcuna possibilità. Sono dei predatori. Anche i conventi promuovono un tipo di vita anormale, facendo cose terribili alle donne che si trovano lì, molte delle quali hanno buone intenzioni, proprio come alcuni sacerdoti, ma ci sono ordini di sacerdoti, Domenicani, Francescani, Gesuiti, che non si piacciono, e quello lo sapevate... ma c’è un posto per il celibato volontario. È una benedizione se si ha il dono, come disse Paolo, però rinnegare a qualcuno una vita normale di famiglia, rinnegargli le relazioni normali, è una cosa crudele, molto crudele, per il bene del potere del sistema?
Sapete, la cosa triste dei sacerdoti è che sono assolutamente un’ombra, non hanno alcun passato perché quando sono entrati nel sacerdozio o quando lei è entrata nel convento, hanno dovuto rinunciare a tutti i loro beni ed a tutte le loro relazioni. Gli citano il versetto: “Che se uno non è pronto a lasciare padre e madre, o ad odiare padre e madre, per amor mio, non è degno d’esser mio discepolo”, e quindi così c’è una forte spinta ad odiare tutto ciò che i tuoi genitori rappresentano, quindi ti tagli fuori dal passato, e di conseguenza non hai alcun presente perché non condividi la vita con nessuno e, di certo, non hai alcun futuro, ed è triste. E questo tipo di restrizioni inutili non aiutano a nulla la santità personale, lasciatemelo dire, sono di fatto un ostacolo; un grave ostacolo.
Charles Hodge, il teologo, scrisse questo, e penso che sia bene ricordarlo, nella sua Teologia Sistematica: “È solo nello stato matrimoniale che alcuni dei principi più puri, disinteressati e più elevati della nostra natura vengono messi in esercizio. Tutto ciò che riguarda la pietà filiale, l’affetto parentale – e specialmente materno – dipende dal matrimonio per la sua stessa esistenza. È nel seno della famiglia che c’è una costante richiesta di atti di gentilezza, di abnegazione, di tolleranza ed amore. La famiglia, quindi, è l’ambiente meglio adattato a tutte le virtù sociali e si può dire con sicurezza che c’è molta più eccellenza morale e vera religione nelle famiglie cristiane che nelle dimore desolate dei sacerdoti o nelle cupe celle dei monaci e delle suore”, fine citazione
I sacerdoti sono persone spezzate, distrutte, tragiche, tristi, disconnesse. Nessun passato, nessun presente e nessun futuro. Sminuiscono la santità del rapporto matrimoniale. Gli vengono negate relazioni normali, l’amicizia del matrimonio, sono vittime di un sistema terribile, senza alcuna base biblica. È un processo distruttivo per l’anima che li lascia in una situazione di tentazione dilagante, esposti al peggio, e l’unico modo per soddisfare quegli impulsi è peccaminoso. E non hanno la moderazione di una vita trasformata o santificata. Emmett McLoughlin scrisse: “La vita di un sacerdote – lui essendo un ex sacerdote – è una vita estremamente solitaria. Vive in una grande canonica, ed è comunque solo. Gli altri sacerdoti non sono interessati a lui o ai suoi dubbi e scrupoli. Se è l’unico sacerdote in una parrocchia solitaria o in una missione nel deserto, è ancor più solo. Con il passare degli anni ed il ricordo del seminario e della sua rigidità svanisce, può sorgere la consapevolezza che la sua vita non è soprannaturale, ma una completa frustrazione mentale, spirituale e fisica.
Vede nella sua parrocchia e nella sua comunità una vita normale dalla quale è stato escluso, vede l’infanzia spontanea che gli è stata negata. Vede la compagnia innocente e normale dell’adolescenza che per lui non è mai esistita. Celebra i riti del matrimonio mentre giovani uomini e donne sognanti si promettono a vicenda i diritti e piaceri più naturali. Rimane solo e solitario all’altare mentre loro si allontanano da lui e, con fiducia, senza esitazione, felicemente, si avviano verso la loro casa, famiglia, lavoro, problemi ed i successi di una vita normale.
Più di ogni altra cosa, cerca compagnia; la compagnia di persone normali, non di vittime frustrate e disilluse come lui stesso, desidera la compagnia di uomini e donne, giovani e anziani, attraverso i quali possa almeno, per procura, prendere parte a una relazione con gli altri che gli è stata negata e per la quale, almeno inconsciamente, la profondità della sua natura brama. Nessun sacerdote che abbia ascoltato le confessioni di altri sacerdoti e che abbia alcun minimo rispetto per la verità negherà che le relazioni sessuali siano estremamente comuni tra il clero. La preoccupazione principale della gerarchia è che i sacerdoti mantengano quei casi segreti”.
Questa è la triste realtà. Questo è lo scandalo. Ed in quell’ambiente abbondano un sacco di peccati. In molti paesi del mondo si tratta prevalentemente di peccati eterosessuali. I sacerdoti hanno relazioni con donne nella parrocchia, prostitute o anche altre suore. Ma in questo tempo moderno, e sicuramente già da 50 anni, stiamo scoprendo, che l’omosessualità abbia sempre fatto parte di quella vita, ed ora stiamo scoprendo che ne fa parte sempre più parte, infatti, ho letto un articolo interessante. Era un editoriale, credo, nell’L.A. Times, in cui un uomo scriveva dicendo che il problema intero della cosa, il problema intero è il problema della chiesa, del fatto che la Chiesa l’ha forzato. La Chiesa ha forzato che tutto accadesse, l’abuso di ragazzini, la pedofilia... perché la Chiesa dice che l’omosessualità è un peccato – che è il carattere bizzarro dell’articolo – afferma che l’omosessualità è un peccato, e quindi, per cui, l’unico modo per far si che i Cattolici romani omosessuali, siano accettati dalla Chiesa è diventare sacerdoti. E quindi, la Chiesa, identificando il fatto che l’omosessualità è un peccato, costringe i Cattolici omosessuali che volevano esser dei buoni Cattolici ad entrare nel sacerdozio.
Ed oggi ho letto un altro articolo, credo che fosse del New York Times, in cui si esprimeva la preoccupazione del fatto che ci sarebbe stata una caccia alle streghe omosessuali nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti. Ci sono 45.000 sacerdoti e ci sarebbe stata una caccia alle streghe per identificare gli omosessuali. Tutti i gruppi di lobby omosessuali sono pure preoccupati che la cosa accada, sono lì. È come, cioè, è il posto dove vorresti essere se fossi omosessuale. E quella è la triste realtà di quello che accade, e giusto un commento su questo, non credo sia necessario dire troppo... La pedofilia non è l’inizio di nulla, è la fine di un lungo percorso di condotta pornografica. Non inizi lì, ci finisce, è così che funziona. Sai, all’inizio si prende un po’ quello che c’è, in primis, però poi la deviazione richiede comportamenti sempre più aberranti e scivola giù verso i più giovani, i più giovani ed i più giovani, infatti, uno delle forze dell’ordine mi ha detto: “La pedofilia è l’ultimo vagone di un lungo treno”.
Quindi è facile vedere il perché tutto questo accade in questo sistema terribile, terribile, eppure non possono cambiarlo. Non possono cambiarlo perché c’è un’inerenza ed un’infallibilità nella Chiesa, ed uno degli elementi di tutto ciò è che se sei un sacerdote, sei un sacerdote, e la cosa non può essere revocata o annullata, e finché non ti sposi, tutto ciò che devi fare è confessare ad un altro sacerdote, e quello perpetua il potere del sistema. Ecco perché puoi vedere i cardinali che vanno in Italia e poi tornano e gli chiedi: cos’è successo? Niente! Non è successo assolutamente nulla, perchè nulla può mai succedere! Il Papa? Cos’ha detto? Niente. Non c’è niente da dire.
Una delle cose di cui, sai, qualcosa che dev’esser detta è che non si tratta solo l’immoralità dei monasteri e dei conventi, che è leggendaria – è leggendaria ovunque. Stavo leggendo un articolo che parlava di quanti bambini nei piccoli paesini in Italia e così... siano figli di sacerdoti, che chiamano “zio”, perché chiamarlo “padre” non rivelerebbe nulla. Il celibato forzato favorisce la perversione sessuale. Sapete, Giovanni Calvino ne parlò, e nelle Istituzioni disse questo: “In un caso sono troppo rigorosi ed inflessibili, cioè nel non permettere ai sacerdoti di sposarsi, con quale impurità mai, regna la fornicazione tra di loro”, Giovanni Calvino. E poi continuò dicendo: “Incoraggiati dal loro celibato contaminato, sono diventati induriti verso ogni crimine. Questo divieto non solo ha privato la Chiesa di pastori onesti e capaci, ma ha formato un abisso orribile d’enormità ed ha precipitato molte anime nell’abisso della disperazione”.
Enrico VIII d’Inghilterra, nel 1535, nominò commissari per ispezionare tutti i monasteri ed i conventi, e si scoprirono csì corruzioni e crudeltà così terribili, scrive Boettner, “che si levò un grido da tutta la nazione affinché tutte quelle case, senza eccezione, fossero distrutte”. Enrico VIII. Enrico VIII non era un modello di virtù. Distrusse quei luoghi. E la caduta dei monasteri, cito “fu attribuita alle vite mostruose dei monaci, dei frati e delle suore”.
Henry Bamford Parkes ha scritto una storia del Messico, e in quella storia scrive: “Il concubinato clericale è la regola piuttosto che l’eccezione, ed i frati giravano apertamente per le strade delle città con donne al braccio. Molti dei sacerdoti erano ignoranti e tirannici, il cui principale interesse nei confronti dei loro parrocchiani era l’esazione di tasse per i matrimoni, i battesimi e i funerali, e che erano inclini ad abusare il confessionale”, il che è una cosa terribile.
Ci sono molte cose interessanti anche sulle suore. Mi sono sempre chiesto perché mai qualcuno lo farebbe? No? Perché mai? E mentre leggevo ho scoperto che il confessionale è lo stand di reclutamento per i conventi. Quando una donna entra in un convento rinuncia alla propria famiglia. Le viene essenzialmente detto che deve odiare i suoi genitori e la sua famiglia. È una separazione difficile per una donna; più difficile che per un uomo. Deve massacrare tutti i suoi istinti materni, che sono doni di Dio. Deve mettere a morte l’idea d’essere curata da un uomo, che è un dono di Dio, per entrare in questo ambiente stoico. Le viene dato un anello da matrimonio perché sposa chi? Gesù. Deve indossare questo abbigliamento medievale bizzarro che consiste in un lungo vestito nero, simbolo di lutto, è quello... simbolo di morte. E poi una sorta di copricapo grottesco, che non va bene né d’estate né d’inverno né con il vento.
Però, sapete, le reclutano nel confessionale. Approfittano in particolare di quelle donne che stanno uscendo da una relazione distrutta e sono profondamente ferite. Le conoscono perché in una chiesa parrocchiale, le stesse persone continuano a tornare, e cercano un’anima sensibile che viene spesso a confessarsi, che viene spesso alla Messa, che abbia vissute certe difficoltà, ed a quel punto si tratta di approfittarne e di trovarla in un momento di debolezza, un momento di dolore e sofferenza, per farle prendere questo impegno bizzarro. Emmett McLoughlin scrive: “La suora è uno dei prodotti più straordinari della Chiesa Cattolica Romana. È una schiava assoluta, una la cui disponibilità ad offrire la propria vita dovrebbe riempire d’invidia i leader comunisti. Una alla quale la gerarchia nasconde la sua schiavitù con l’anello matrimoniale che le viene dato; una che crede che lucidare le scarpe del vescovo, nel servire la sua tavola o nello strofinare il pavimento, stia accumulando certi tesori in cielo. È quella che rende possibili i centinaia di ospedali della Chiesa, quella che insegna nelle scuole parrocchiali e negli orfanotrofi”, e così via...
È anche una donna con tutti i desideri, gli istinti, gli amori e gli odi di cui una donna è capace, sottomessa al suo uomo attraverso l’indottrinamento del suo matrimonio con Cristo, spesso cattiva e pettegola verso le consorelle e le infermiere degli ospedali, materna nel suo girovagare sui sacerdoti e sui bambini, matriarcale nelle sue piccole politiche per il controllo del suo ospedale e convento”... e continua, “Auto-annientando tutti i desideri normali”, e la posizione delle suore di clausura... e quello si che è veramente un gruppo strano, lo sapevate che ci sono suore che fanno voti di silenzio e che passano tutta la loro vita senza mai parlare, non dicono mai una parola e pensano che in qualche modo, così facendo, otterranno la salvezza.
Boettner dice: “Nell’organizzazione della Chiesa Cattolica Romana è il confessionale che alimenta i conventi. La base viene costruita sulla ragazza Cattolica nella scuola parrocchiale, dove la suora viene resa un oggetto di santo fascino, una replica della Vergine Maria. L’istituzione del confessionale rende facile per il sacerdote trovi le ragazze che vuole”, e cercano effettivamente di selezionare le migliori, “Normalmente le confessioni iniziano all’età di sette anni. Attraverso questo mezzo, il sacerdote arriva a conoscere il cuore e l’anima di coloro che si confessano, e quali sarebbero desiderabili al servizio della Chiesa e quali potrebbero essere persuase e quali invece no. È facile per un sacerdote addestrato cogliere un’infatuazione passeggera e trasformarla in una vocazione a pieno titolo.
Una volta che la vittima è scelta, la pressione viene applicata direttamente e indirettamente fino a quando la battaglia è vinta. Si fa appello al senso cristiano del dovere della ragazza. La naturale riluttanza della ragazza a entrare in una tale vita viene descritta come l’influenza malvagia del mondo e del Diavolo”, e poi scrive: “Di solito il momento più opportuno per persuadere una ragazza ad entrare in un convento arriva subito dopo che è stata delusa in amore. Una storia d’amore infranta spesso offre al sacerdote la sua opportunità più preziosa”.
Helen Conroy scrisse questo: “Una ragazza respinta, nel primo impeto di vergogna e agonia per la distruzione della sua storia d’amore, è una vittima facile per qualsiasi sacerdote. Sapendo che un dolore così intenso non può durare a lungo, si esorta una ragazza a entrare subito in un convento. La povera ragazza vede in questo una possibilità di allontanarsi da una situazione imbarazzante. Questo, unito al fatto che le viene assicurato che può lasciare il convento in qualsiasi momento lo desideri, ha portato migliaia a precipitarsi senza riflettere nei conventi. E naturalmente, rinunciano a tutto ciò che possiedono in quel momento, che diventa immediatamente proprietà della Chiesa”.
È una cosa piuttosto interessante. Hanno un periodo di 60 giorni. Credo che sia ancora vero, hanno un periodo di 60 giorni in cui devono liberarsi di tutto quello che hanno, ed è nell’euforia dei 60 giorni in cui vengono processate nel convento, che sono così coinvolte da quel convento da essere praticamente spinte a dare tutto. E poi Conroy scrive che: “La mente della ragazza viene avvelenata contro la madre che l’ha partorita e il padre, le sorelle e il fratello che compongono la sua famiglia, di tutti i crimini commessi in nome della religione”, questo è tratto da un libro, tra l’altro, “Le donne dimenticate nei conventi” (Forgotten Women in Convents), e questo costringere all’odio verso i genitori è il più nero, è disumanizzante. Questa dottrina dell’odio verso i genitori da parte delle suore e delle consorelle spiega pienamente perché una ragazza non è autorizzata a disporre della sua proprietà fino a 60 giorni prima di prendere il velo e i voti. La Chiesa si aspetta pienamente che entro quel momento la ragazza abbia imparato che il suo convento è la sua vera casa”, e così va...
Bene, potrei dire di più ma il tempo è scaduto. Solo una cosa, le stime – non so quanto varino, ma si stima che ci siano 100.000 donne in clausura. Avete mai sentito parlare delle sorelle carmelitane? Alcuni di voi sì. Le sorelle carmelitane non insegnano né si prendono cura degli anziani, degli orfani o dei neonati. Fanno un voto di silenzio completo. Alle 5:30 si alzano dai loro pagliericci – assi di legno sopra dei cavalletti; hanno fatto anche un voto di povertà. Alle 8:30 mangiano una fetta di pane e bevono una tazza di caffè nero. La tavola è apparecchiata con utensili di legno grezzo ed una brocca d’acqua coperta. Al centro della tavola c’è la maschera della morte – un teschio – per simboleggiare i pensieri della morte, che siamo esseri mortali destinati presto a passare all’ignoto.
Il pasto principale della giornata è pesce e verdure. Il pasto serale è zuppa e pane. La giornata finisce alle 23:00, quando silenziosamente tornano alle loro celle e quella è la loro vita. Voglio dire, quello... mi sorprende che Amnesia Internazionale (Amnesty International) non irrompa in quei posti. Come possono esser raggiunte queste anime pietose? Cioè, cosa significa tutto questo? Ascoltate, come si può raggiungere qualcuno in un convento? Non si può. Non male come stratagemma di Satana? Chiuderli in una falsa religione in modo che assolutamente nessuno possa avvicinarsi a loro, e poi fare voto di silenzio. Quella si che è una condanna, giusto? Non possono nemmeno fare una domanda o avere una conversazione. Questa è roba seria... Come si raggiungono queste persone? Come si raggiungono i sacerdoti?
Sai, pensiamo che in qualche modo– sapete, ci sono tutti questi evangelici che pensano che dovremmo semplicemente abbracciare il sistema, ma non è bizzarro? Quello che dobbiamo fare è riscattarle, e l’unico modo che potrà mai riscattarle è il vangelo! Però penso che dobbiamo dire quello che dev’esser detto. Il New York Times disse – questo è del 19 aprile, un articolo di Laurie Goodstein – ma disse che ora il conteggio è di circa mille sacerdoti accusati di abusi e il numero di donne abusate in un modo o nell’altro dai sacerdoti supererà di gran lunga quello degli uomini. Cosa facciamo con queste povere, povere persone intrappolate in queste terribili cose peccaminose? Beh, c’è solamente una cosa da fare, ed è in qualche modo, se conosci qualcuno, devi portargli il Vangelo.
Un’altra piccola nota che ho annotato, un molestatore omosessuale secondo i dati più recenti – e questo viene da World Net, 29 aprile, cos’è due giorni fa? Tre giorni fa – “il molestatore omosessuale medio abusa 150 ragazzini; il molestatore eterosessuale medio 20 ragazzine”, e la pedofilia è parte fondamentale del movimento omosessuale, sapete, questo è uno scandalo di proporzioni enormi, enormi... però più di un semplice scandalo, questo è un sistema orribile, orribile, satanico che ha catturato le anime di queste persone. Non c’è modo che possiamo stringere alcuna alleanza con questa roba qui. Richard John Neuhaus, conoscete questo nome? Non era lui l’autore di quel documento, del ECT? Che Colson e gli altri hanno firmato? Richard John Neuhaus ha detto che non è favorevole a vietare agli uomini gay di entrare nel sacerdozio, cito: “Penso che probabilmente scopriremmo che retroattivamente escluderemmo molti santi canonizzati negli ultimi 2.000 anni”, fine citazione. Richard John Neuhaus dice che se vietassimo ai gay di entrare nel sacerdozio, escluderemmo santi canonizzati negli ultimi 2.000 anni, è forse un problema a lungo termine? Non doveva dirlo. Se fossi stato in lui, non l’avrei detto. Perché mai lo disse? Perché nel sistema non importa veramente, no?
Continuo a tornare al: “se il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”, sapete, queste persone hanno bisogno di essere liberate e salvate. E potremmo dire: come? Beh, se ne incontrate uno, dovete trattarlo con compassione, ma dovete riconoscere che probabilmente stanno attraversando un tumulto piuttosto profondo e potete parlar loro della libertà e della salvezza in Cristo, sapete, preghiamo che Dio inizi a darci opportunità di testimoniare ai sacerdoti ed alle suore. Non sarebbe meraviglioso? Quindi, nel mentre l’intero sistema sta crollando, queste vite possono essere raccolte, e “nessun omosessuale – 1 Corinzi 6 – nessun sodomita entrerà nel Regno di Dio”, giusto? Ma Paolo poi ha aggiunto “tali eravate alcuni di voi”, ma siete stati cosa? “Lavati”.
Non sarebbe meraviglioso? Preghiamo solo che Dio ci dia l’opportunità di vedere alcune di queste persone che sono terribilmente imprigionate in un sistema satanico, lavate e santificate. Non dovresti nemmeno esser un pastore se non sei marito di una sola moglie, giusto? Non dovresti essere un pastore se non hai governato bene la tua casa. Non dovresti esser pastore senza figli fedeli che non siano accusati di dissipazione o insubordinazione. Queste persone non dovrebbero essere pastori. Inoltre, non sono nemmeno cristiani. Ascoltate qui: “Se dici di avere comunione con lui, ma cammini nelle tenebre, menti e non pratichi la verità”.
Dicono di avere questa comunione elevata con Dio, ma è una menzogna. E sapete cosa penso? In molti casi lo sanno. Sanno che non c’è vittoria sulla loro condizione terribile. Oh, ci sono probabilmente alcune eccezioni a tutto questo, uomini e donne che fanno del bene e si sentono bene nel loro piccolo, e potrebbero persino esserci alcune persone che hanno realmente confessato che Gesù Cristo è il Signore e sono state redente, ma sono ancora intrappolate da qualche parte in quel sistema. Dio potrebbe fare questo. Quello in sè deve essere un altro tipo di tortura. Non abbiamo bisogno di sacerdoti. Apocalisse 1, “Voi siete un regno di sacerdoti”, abbiamo bisogno di un solo sommo sacerdote e non è il Papa, abbiamo un solo mediatore, “l’uomo Cristo Gesù”. Il velo è stato tagliato, andiamo direttamente nel luogo santissimo. Voi siete sacerdoti, ed io lo sono, per Dio.
Padre, ti ringraziamo stasera per un momento meraviglioso insieme, e semplicemente per aver ordinato alcune di queste cose, i nostri cuori sono davvero colpiti e afflitti. Quanto è terribile questo sistema e quanto – sai, nel mondo evangelico, Signore, come possono le persone guardare a questo e pensare in qualche modo che tutto ciò vada bene e che siano solamente un’altra denominazione, e lasciare queste povere anime oscure, ignoranti, tormentate, tragicamente legate, incatenate, eternamente in quel sistema? Signore Dio, in mezzo a tutto questo, attira alcune di queste persone a Tuo Figlio. Fa si che possano svegliarsi al vero Vangelo e fa si che possano non essere così profondamente sepolte sotto le perversioni e le menzogne del sistema romano da non poter risorgere dai morti. Saresti misericordioso in questo senso? E se potessi usarci lungo la strada per realizzarlo, ne saremmo lieti. Per la Tua gloria eterna, Signore, chiediamo queste cose nel nome di Cristo. Amen.
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