Bene, questo è un giorno speciale, ed un giorno speciale come questo richiede che rivolgiamo la nostra speciale attenzione alla questione della maternità, dell’essere moglie e madre, una questione di cui la Parola di Dio parla in modo molto esplicito. E vorrei attirare la vostra attenzione, se posso, su Proverbi capitolo 31 – Proverbi capitolo 31, per guardare insieme alla Parola di Dio ed alla sua istruzione sull’argomento della moglie eccellente. Sapete, è sorprendente come la nostra società sia cambiata nella sua percezione della donna e del suo ruolo. E non intendo dire che sia cambiata nel corso dei diversi millenni da quando è stato scritto Proverbi 31, ma mi sembra che sia cambiata negli ultimi 20 o 30 anni, mi sembra che, per lo meno nel corso della mia vita, ci sia stato un periodo in cui la nostra società riusciva almeno a comprendere e affermare il modello di moglie eccellente descritto in Proverbi 31. Ma negli ultimi trent’anni o giù di lì, la nostra società si è allontanata così tanto da questi principi che potrebbe sembrare quasi ridicolo immaginare una donna degli anni ‘80 che si adatti allo stampo degli standard qui offerti in Proverbi 31.
Che tipo di donna viene onorata dalla nostra società? Chi è la donna onorata degli anni ‘80? Chi è la donna prototipo degli anni ‘80? Com’è la superdonna moderna? Se la nostra società e la nostra cultura potessero progettare una donna, com’è che sarebbe quella donna? Bene, vediamo se riesco a sintetizzarlo per voi. Lavorerebbe, costruirebbe la propria carriera, pretenderebbe e otterrebbe lo stesso salario degli uomini. Rifiuterebbe di sottomettersi al marito, pretendendo l’uguaglianza in ogni cosa. Avrebbe una o due o tre relazioni extraconiugali, uno, due o tre divorzi, uno o due aborti. Eserciterebbe sicuramente la sua indipendenza. Si assicurerebbe di essere pienamente realizzata. Farebbe affidamento sulle proprie risorse. Non vorrebbe che il proprio marito o i propri figli minacciassero i suoi obiettivi personali. Avrebbe un conto bancario proprio. Assumerebbe una domestica o un’impresa di pulizie. Mangerebbe fuori almeno il 50% delle volte, con la famiglia o senza. Farebbe dei cereali freddi e del caffè la colazione standard per la famiglia, e dei piatti surgelati la cena abituale, e si aspetterebbe certamente che il marito facesse metà dei lavori domestici. Sarebbe abbronzata, pettinata, aerobica, gonfia di muscoli. Andrebbe a fare shopping per tenersi al passo con le tendenze della moda e assicurarsi di poter competere nella gara per attirare l’attenzione. Metterebbe i suoi figli in un asilo nido, assicurandosi che ognuno avesse anche una TV nella propria stanza, così da non interrompere la sua routine quando sono a casa. Sarebbe piena di opinioni. Pretenderebbe di essere ascoltata, ed entusiasta di realizzare tutte le sue ambizioni personali. Il mondo la applaudirebbe, e lei non riuscirebbe a restare sposata o felice, ed i suoi figli probabilmente farebbero uso di droghe. Ma sarebbe la donna degli anni ‘80; ed è lontana un milione di chilometri dalla donna di Dio descritta in Proverbi 31.
Capite che il libro dei Proverbi è una raccolta di perle di saggezza che i padri e le madri dovevano trasmettere ai loro figli? Capite che era comune in una famiglia ebraica che un padre insegnasse ai suoi figli i principi di questo libro? E non solo i padri ma anche le madri, perchè spesso dice di: “Non abbandonare l’istruzione di tua madre”, questo era fondamentalmente il manuale pratico composito per vivere la vita che i genitori ebrei insegnavano ai loro figli. Ora, una delle cose più importanti che i figli dovevano imparare era diretta ai giovani ragazzi, ed era come scegliere la donna giusta. Infatti, all’inizio del libro di Proverbi, i giovani sono avvertiti contro il tipo sbagliato di donna, l’adultera che lusinga con le sue labbra, l’adultera che abbandona il proprio marito, rompe il patto ed intrattiene unioni con altri, l’adultera le cui labbra stillano miele ma che porta morte e distruzione, l’adultera dalla lingua suadente che dà la caccia alla vita preziosa per farne la sua preda. Proverbi mette in guardia contro la donna rumorosa, la donna litigiosa, la donna ribelle, la donna stolta. Ed i figli d’Israele dovevano essere avvertiti di stare lontani e di evitare tutte quelle donne.
Nel capitolo 12 di Proverbi al versetto 4, dice: “Una moglie eccellente è la corona del marito, ma colei che lo disonora è come carie nelle sue ossa”. Trovate una moglie eccellente, state lontani da tutto ciò che è meno di quello. E così sono stati dati gli avvertimenti. Nel capitolo 19 versetto 14, arriva una verità piena di speranza, dice: “Una moglie prudente viene dal Signore”; una moglie saggia, una moglie virtuosa, una moglie devota è un dono di Dio. Quindi, per tutto questo libro meraviglioso di saggezza c’è istruzione su che tipo di donna evitare, e su come perseguire la donna eccellente, la moglie eccellente, che è un dono di Dio, ed è interessante che l’ultimo capitolo di Proverbi sia il capitolo 31, che tutta l’istruzione data culmini in questo punto. E quello che abbiamo nel capitolo 31 è la lezione finale di un genitore verso suo figlio; ed in questo caso, da una madre a suo figlio. Il versetto 1 ci dice che queste sono le parole del re Lemuel, che le scrisse, però sono l’oracolo che sua madre gli aveva insegnato. Qui abbiamo una madre sconosciuta; non sappiamo nulla di questo re, perchè questo è l’unico momento in cui il suo nome viene menzionato. Non sappiamo nulla di sua madre, ma qui c’è una madre ebrea che stava insegnando a suo figlio come scegliere una donna, e molte altre cose molto importanti ovviamente, ma questa è la trasmissione della sua saggezza offerta direttamente a lui.
Al versetto 2, “Che ti dirò, figlio mio? Che ti dirò, figlio del mio grembo? Che ti dirò, o figlio dei miei voti?” In altre parole, cosa ti dovrei dire? Come ti istruisco? Cosa devo insegnarti? La prima cosa che devo dirti è: non coinvolgerti nell’immoralità sessuale, “non dare il tuo vigore alle donne”, significa quello, no? Non vivere nella dissolutezza sessuale. Poi, più avanti fino al versetto 7, ed oltre, fino al versetto 9, dice: “Stai lontano dall’ubriachezza, dalle bevande forti. Prenditi cura delle persone ferite. Difendi coloro che non possono difendersi. Stai dalla parte degli oppressi. Sostieni i bisognosi, ed agisci con giustizia verso tutti”, e gli dà una vasta gamma di verità pratiche. Ma poi arriva al vero punto della questione, che aveva nel cuore e che poi ha trasmesso anche a noi... “Soprattutto, figlio mio, trovati una buona moglie, perchè con lei passerai la tua vita intera; e lei determinerà i tuoi successi terreni, e fisserà i confini del tuo vivere e della tua influenza. Trovati una buona moglie”, e dal versetto 10 al 31, questa moglie viene descritta.
La donna descritta qui ha un valore inestimabile. Possiede forza fisica, forza mentale, forza morale e forza spirituale. Soprattutto, ama Dio profondamente e con riverenza. In questo passo, è caratterizzata in sei modi, e ve li indicherò man mano che osserveremo insieme alla Scrittura – sei modi. Il suo carattere come moglie, la sua dedizione come casalinga, la sua generosità come vicina, la sua influenza come insegnante, la sua efficacia come madre, e la sua eccellenza come persona in sè e per sè – e la somma di tutto ciò costituisce la moglie eccellente. E potrei aggiungere che non si tratta di una donna in particolare, ma della donna che ogni donna dovrebbe cercare di emulare, è rara, guardate al versetto 10: “Una moglie eccellente” – a proposito, la parola “eccellente” in ebraico significa “forza”, una donna di forza, una donna di sostanza, una donna di vigore, sarebbe un altro modo per descriverla. È eccellente nel senso della sua forza spirituale, morale, mentale, fisica. È una donna di sostanza. È una donna che ha lasciato un segno nella società. È una che fa la differenza. C’è una forza nella sua vita. Questo tipo di moglie dice, “chi la può trovare?” Molto rara; difficile trovare una donna di questo tipo.
A proposito, il capitolo 20 dice al versetto 6: “Chi può trovare un uomo fedele?” Voglio inserirlo giusto per, perché non voglio che pensiate che la questione sia sbilanciata. È altrettanto difficile trovare un uomo fedele al livello dello standard del carattere di Dio, quello era lì al capitolo 20, versetto 6, ma, oggi è la Festa della Mamma, quindi ci troviamo qui! Tipicamente, gli uomini cercano una moglie per tutti i motivi sbagliati, tutti: aspetto, successi, stile, successo materiale, denaro, istruzione – tutte ragioni sbagliate. Dovrebbero cercare una donna per la sua virtù, la forza del suo carattere, l’eccellenza spirituale, la devozione interiore a Dio, questi sono i motivi giusti. Questo tipo di donna è una donna di forza. Fa la differenza, lascia il segno. Ed il versetto 10 dice che il suo valore sorpassa quello delle gemme. Alcuni tradurrebbero quella parola come rubini, altri come perle, la Bibbia dei Settanta la traduce “pietre preziose”, in altre parole, è più preziosa di tutte le cose terrene che sono preziose. È un tesoro raro, una scoperta rara, una donna di forza.
Quali sono le qualità, di questa donna rara? Prima di tutto, guardiamo al suo carattere come moglie, versetto 11. E senza dire nulla di specifico su di lei, parla prima di suo marito, “Il cuore di suo marito confida in lei”, ora, ovviamente, la prima cosa che notiamo riguardo al suo carattere come moglie è che si può fidare di lei. È degna di fiducia. Questo è il tipo di donna che permette al marito di svolgere il suo lavoro lontano da casa, che gli permette di allontanarsi forse per un tempo prolungato. E di fare tutto ciò con un assoluta fiducia nella sua integrità, nella sua discrezione, nella sua saggezza, e nella sua cura per tutti i suoi interessi. L’implicazione qui è che c’è una casa sostanziosa da amministrare, e risorse significative di cui lei è amministratrice, ma lui si fida di lei, si fida di lei, “Il cuore di suo marito confida in lei”, si è dimostrata degna di fiducia. È virtuosa al punto che lui non ha gelosie, non ha timori, non ha sospetti, non ha ansietà. Sa che la sua cura è la sua preoccupazione, che il suo conforto è la sua passione, che i suoi pesi sono per lei un sollievo da portare, che il suo benessere è la sua priorità più alta, e che la sua casa è diventata la dimora del suo cuore, perché si fida di colei che guida quella stessa casa, sua moglie. Integrità, discrezione, saggezza, fedeltà, affidabilità – è proprio quello che caratterizza il marito di questa donna, così che “non mancherà di nulla”, non mancherà di nulla.
In altre parole, lei non gli farà perdere ciò per cui lavora tanto duramente, è un’amministratrice molto attenta di tutto ciò che lui ha. Lasciate che vi dica, questo vede la donna nel ruolo di oikodespotēs, per usare il termine di Paolo in 1 Timoteo 5; è la governante della casa, ne amministra i beni. Coordina le attività, è l’amministratrice di tutto ciò che lui ha provveduto. E lui non manca di nulla grazie alla sua amministrazione, alla sua gestione, alla sua saggezza, alla sua cura. E quello lo libera di essere tutto ciò che può essere nella ricerca del pane per quella famiglia, e anche lo libera dall’ansia, perché sa che qualunque cosa lui porti, lei la custodisce come un tesoro. Decisamente è lei ad occuparsi delle questioni domestiche, usando e rendendo conto delle risorse della casa, così che lui è libero di dedicarsi al lavoro. Lei lo aiuta a prosperare. Si dedica alla cura dei suoi guadagni. È attenta, saggia, è scrupolosa. E lui può lasciare la sua casa senza doversi mai preoccupare. Può dare tutto sé stesso a ciò che lo impegna nella sua professione, nei suoi affari, nel suo lavoro, e sapere che tutto è sotto controllo. Il suo carattere come moglie: è completamente degna di fiducia, è un’amministratrice di tutto ciò che lui le fornisce. È decisamente dalla parte ricevente della sua provvidenza, e se ne prende cura come di un tesoro prezioso.
Personalmente, versetto 12, “gli fa del bene e non del male”. Gli fa del bene e non del male. Fa sempre, sempre ciò che è meglio per lui. Persegue i suoi interessi migliori. Lo fortifica. Lo edifica. Lo incoraggia. Vede come suo ruolo quello di fargli del bene. Lui provvede per lei, e per tutti coloro che sono sotto la sua cura in quella casa, figli, servitori domestici, e lavoratori, se si trattasse di una proprietà di fattoria. E lui, nel provvedere tutto ciò, è degno del meglio di lei. Lei gli fa del bene. Non gli sottrae mai nulla, né denaro, né beni, né risorse, né reputazione. Non parla mai male di lui in modo che coloro nella casa imparino a non fidarsi di lui a causa della sua testimonianza sulla mancanza di carattere del marito. Lei gli fa del bene, non del male. Fa tutto per edificarlo. E poi aggiunge, in modo molto interessante, questa nota: “tutti i giorni della sua vita”, non è interessante? Tutti i giorni della sua vita. In altre parole, il suo amore verso di lui è basato su principi spirituali così alti che non fluttua con le circostanze della vita.
Quando ci si sposa, senza dubbio si ha confessato ed affermato il voto che si vivrà insieme nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore, nell’abbondanza e nel bisogno. E quello è un voto che questa donna mantiene, in buoni tempi o in tempi difficili, in tempi di debolezza, tempi di forza, di malattia, di salute, in tempi felici, ed in tempi tristi, tempi d’abbondanza, tempi di scarsità, in ogni tempo, per tutta la sua vita gli ha fatto del bene. Come Sara in 1 Pietro 3:6, lo serve come “suo signore”. Rivela la sua virtù attraverso il suo servizio costante in favore di lui. Il suo amore è così profondo, ha una purezza, una forza, ed una devozione che non cambiano mai. Il suo conforto, il suo successo, la sua reputazione, la sua gioia, la sua realizzazione, la sua benedizione sono la sua gioia; totalmente altruista. Vivere per lui è la sua felicità costante, e sa che ne raccoglierà il beneficio, non è mai scortese, sempre sottomessa nel modo più grazioso.
E questa è l’essenza di ciò che Paolo disse quando scriveva a Tito, Tito 2:4, quando disse: “Che le mogli amino i loro mariti. Facciano loro del bene per tutta la vita, amministrino correttamente ciò che è stato loro affidato, così che essi non abbiano bisogno di guadagno”, il beneficio per il marito è espresso nel versetto 23: “Suo marito è stimato alle porte, quando siede con gli anziani del paese”, sapete cosa significa? È salito al vertice della stima del popolo nella professione che ha scelto nella sua vita, perché è libero di farlo grazie alla moglie devota. Lei crea un mondo per lui in cui può essere tutto ciò che Dio desidera che sia, è così fedele ai doveri del suo amore che lui è libero di essere tutto ciò che può essere come uomo, è conosciuto alle porte. È un uomo conosciuto. L’implicazione lì è che è stimato, onorato, rispettato. E ciò è possibile perché lei gli ha dato libertà dalle cose che lo legherebbero e lo frenerebbero, così che egli può essere tutto – tutto ciò che desidera essere. Questo è il suo carattere come moglie. Degna di fiducia, gli fa del bene tutti i giorni della sua vita, si assicura che la sua vita sia spesa affinché lui possa essere tutto ciò che Dio vuole che sia. Questa è una donna eccellente. La virtù sottostante qui è l’altruismo, è questa la virtù di fondo. È consumata da lui stesso e si offre in servizio amorevole per adempiere a quel desiderio.
In secondo luogo, non solo il suo carattere come moglie la rende eccellente, ma anche la sua dedizione come casalinga. Ora, essere casalinga non è una cosa popolare oggi. Questa settimana ho letto Vivian Gornick, professoressa all’Università dell’Illinois, che disse, e cito: “Fare la casalinga è una professione illegittima”, nella sua mente, ha sostituito la prostituzione. Fare la casalinga è “una professione illegittima”. Phyllis Schlafly ha detto: “La forma più crudele e dannosa di molestia sessuale che abbia luogo oggi è quella perpetrata dalle femministe e dai loro alleati nel governo federale contro il ruolo della maternità e contro il ruolo della moglie dipendente”, fine citazione, però nell’economia di Dio, essere casalinga è un ruolo esaltato. La sfera del dovere della donna è la casa. È la governante della casa, l’oikodespotēs, e mentre cominciamo a considerare questo aspetto, al versetto 13 vedremo svelarsi la bellezza del suo ruolo.
Notate il versetto 13, prima di tutto, “Si procura lana e lino, e lavora con piacere con le proprie mani”, esprime la sua abilità con l’artigianato, in questo caso realizzando vestiti, coperte, forse anche tende, per coprire gli spazi aperti nella casa che lasciavano entrare l’aria e la luce. Va a cercare la lana, cerca il lino, l’idea è che ricerca il prodotto di qualità. Porta a casa la lana, lana usata per l’abbigliamento; che sarebbe stato per i tempi più freddi. Il lino usato per il tessuto di lino, che sarebbe indossato nei tempi più caldi, e usato per abiti particolarmente belli da indossare in qualsiasi stagione. Trova il meglio che può, lo porta a casa, con l’intento di usare le sue mani per trasformarlo in vestiti. Vedete, la sua sottomissione e la sua devozione a Dio, la sua virtù, la sua relazione con suo marito, non la rendono una reclusa religiosa, che finge di essere spirituale, ma in realtà è irresponsabile. Non sta definendo la pigrizia come spiritualità. Non sta eludendo i doveri della casa. Infatti, non c’è spazio nella vita di questa donna per l’autocompiacimento. Non c’è spazio per la pigrizia. Non c’è spazio per l’inattività. È piena di energia, è piena d’attività. Ricerca le materie prime affinché possa lavorare con le sue mani, e dice che lavora con le sue mani con piacere.
E questa è la chiave. Vedete, ama la famiglia, ama suo marito, ed è l’amore del suo cuore che mette gioia nel suo lavoro. Se sentisse che la ragione per cui vive è quella di realizzare sé stessa, tutto ciò che dovrebbe fare per qualcun altro lo odierebbe, ma visto che sa che la sua ragione d’essere è donarsi per la gioia di coloro che ama, la gioia del suo cuore diventa la gioia delle sue mani. La versione siriaca traduce questa parte con l’idea che “le sue mani sono attive secondo il piacere del suo cuore”, nessuna lamentela. C’è gioia anche nel compito più umile perché il motivo è l’amore, e il motivo d’amore dentro di lei spinge la gioia nelle mani. L’abnegazione è chiaramente sullo sfondo. Non è preoccupata del proprio piacere, è preoccupata della gioia e del diletto della sua famiglia, che le dà gioia e diletto perché è consumata dall’amore per loro, sacrificandosi. Fa i loro vestiti e tutto ciò di cui hanno bisogno, e lo fa con gioia.
Il versetto 14 dice: “È come le navi dei mercanti, fa venire da lontano il suo cibo”, va a grandi distanze per procurarsi il cibo. E non prendeva l’autostrada, camminava – camminava. E camminava per ottenere il miglior cibo al miglior prezzo, per introdurre varietà nella famiglia, qualcosa che andava oltre il cibo locale che poteva acquistare nelle vicinanze. Era chiaramente impegnata in una buona pianificazione e in una buona gestione. Era un’amministratrice fedele del guadagno di suo marito, ed andava ovunque fosse necessario per ottenere ciò di cui la sua famiglia aveva bisogno. Non solo per fornire cibo, ma per fornire varietà e qualità di cibo che potessero veramente esprimere l’amore e la gioia del suo cuore. Non si limitava a buttare ciò che aveva davanti a loro. Era coinvolta nel processo, andava lontano quanto serviva per ottenere ciò che pensava potessero apprezzare.
Il versetto 15 dice: “Si alza quando è ancora notte, distribuisce il cibo alla sua famiglia e le porzioni alle sue serve”, tipicamente, in Oriente, una lampada ardeva sempre in casa, una piccola lampada di terracotta con dell’olio dentro ed uno stoppino che galleggia nell’olio. E, naturalmente, lo stoppino brucia solo finché c’è olio. E visto che la maggior parte delle volte andavano a dormire quando il sole tramontava, l’olio non durava tutta la notte, ed era sempre la responsabilità della moglie quella d’alzarsi in piena notte e rimettere olio nella lampada, affinché la famiglia potesse dormire. Tipicamente, la donna si alzava a notte fonda, metteva l’olio nella lampada, la teneva accesa, e poi iniziava a fare il lavoro necessario per nutrire la famiglia quel giorno. Doveva macinare il grano. Doveva preparare tutti i pasti della giornata. Non esistevano i “fast food”. Non c’era nessun posto dove andare. Si nutriva la propria famiglia con il lavoro delle proprie mani e il sudore della propria fronte. Faceva caldo in quella parte del mondo per gran parte dell’anno, lo è ancora, ed il fresco della notte era un momento meraviglioso – il silenzio della notte. Ma era comunque un grande sacrificio. Così macinava il grano, e faceva tutto ciò che era necessario affinché, quando la famiglia si svegliasse poche ore dopo, ci fosse cibo per tutti. Quella era la sua dedizione, il suo impegno. La sua famiglia poteva godere del conforto mentre lei faceva il sacrificio per il loro maggiore godimento. Vedete, era molto più preoccupata per la benedizione e la gioia delle persone che amava che per il proprio compiacimento.
E poi dice – ed amo molto questo pensiero – “e porzioni alle sue serve”, la parola “porzioni” è piuttosto interessante. Probabilmente significa porzioni di lavoro, non porzioni di cibo. “Porzioni” indica compiti nella Settanta. La parola usata qui è erga in greco, ed è tradotta “lavoro” in Esodo 5:14. Quindi ciò che faceva era alzarsi in piena notte e iniziare il proprio lavoro, ed anche le serve, che erano domestiche nella casa, si alzavano, e lei assegnava loro i loro compiti, così che tutti fossero impegnati nei preparativi per la famiglia e la casa, meraviglioso! Consumata dai bisogni degli altri, facendo tutto con gioia, è in tutto e per tutto l’amministratrice della casa. Sminuire il ruolo di casalinga è piuttosto sciocco. L’ampiezza del ruolo della casalinga è sorprendente. Essere in grado d’essere un’economista, un’amministratrice di fondi e di risorse, saper analizzare tutti i prodotti disponibili, essere abbastanza forte e ben organizzata da compiere le giuste scelte al momento giusto per acquisire le cose giuste, essere pienamente una moglie per il proprio marito ed una madre tenera ed amorevole per tutti i propri figli, assegnare tutte le responsabilità a ciascuno dei membri della forza lavoro domestica – richiede una certa donna. Le persone dicono: “Beh, sapete, le donne hanno capacità amministrative, perché dovrebbero essere rinchiuse in casa?” Non capiscono. Può essere l’espressione più piena e meravigliosa della femminilità stessa.
Ed è per questo che son entusiasta, al Master’s College, del corso di laurea in economia domestica: formare questo tipo di donna è un compito di grande importanza; per grazia di Dio, un privilegio immenso. Il versetto 16 ci porta ancora più in profondità nella figura della donna intraprendente, “Esamina un campo e lo compra, con il frutto delle sue mani pianta una vigna”, c’era un campo, forse adiacente alla proprietà della famiglia. Ritiene che abbia un buon prezzo e che sarebbe vantaggioso per la famiglia, lo compra! C’è un certo grado di indipendenza in quello, non dice che lo compra il marito, lo compra lei. Decide che era una scelta saggia. Persegue quell’opzione. Voi dite: “Aspettate un momento, lo compra lei, e inoltre con i suoi guadagni lo compra, e ci pianta una vigna”. Esatto, “Ma dove ha preso i soldi? Aveva un lavoro secondario?”
Guardate il versetto 24, “Fa tuniche di lino e le vende, e fornisce cinture”, fasce di stoffa usate per legare le vesti che la gente portava all’epoca, “e le vende ai mercanti”. La parola “mercanti”, letteralmente, è “Cananei”, cioè i Fenici, i marinai del mondo antico che trasportavano le merci ovunque. Aveva una sorta di piccola attività domestica. Creava oggetti con le proprie mani, guadagnava un po’ di denaro. Non lasciava mai che quel denaro extra entrasse nel flusso operativo delle spese quotidiane. Lo teneva da parte, e quando vedeva il momento giusto per acquistare un campo a beneficio della famiglia, lo acquistava e ci piantava la vigna; e faceva tutto per conto suo. Saggia amministratrice, attenta gestore del denaro, buona analista – questa è una donna eccezionale – davvero eccezionale. Fa investimenti saggi per aiutare il marito. Lavora in casa per aiutare. Prende il denaro che ha guadagnato con il proprio lavoro manuale e lo investe in un investimento a lungo termine, a beneficio della famiglia, dei figli e dei nipoti, compra terra e vi ci pianta una vigna – una donna molto saggia.
Il versetto 17 dice: “Si cinge di forza ed irrobustisce le sue braccia”, la prima affermazione, “si cinge di forza”, esprime l’energia o la potenza di questa donna di forza. Potrebbe essere tradotta “la forza è avvolta attorno a lei”, è una donna forte, fortemente disciplinata, forte nell’impegno verso la famiglia, forte nell’amore verso suo marito; voglio dire, è una donna forte. E poi anche le sue braccia sono forti, non perché va in palestra. Le sue braccia sono forti a causa dello sforzo esercitato nelle attività quotidiane. La sua forza è il risultato del suo sforzo. La sua forza è il risultato del desiderio di essere una benedizione per la sua famiglia – totalmente altruista, e questo è proprio quello che emerge con forza da questo passo la sua umiltà, il suo altruismo, il suo amore, la gioia e la delizia in tutto ciò che fa, perché è perduta nell’amore per la propria casa.
Ed il versetto 18 dice: “Si accorge che il suo commercio va bene”, in altre parole, quando compra il campo, ci pianta la vigna, e la famiglia prospera, lei si rende conto che è cosa buona. In altre parole, come dice la Settanta, trae un buon profitto. Vede che è buono per la famiglia. Vede che è vantaggioso, che è una provvidenza per il loro benessere, è per il loro bene, e quindi quello la motiva. È motivata dal beneficio degli altri. Questa è la donna secondo il disegno di Dio. Non è motivata dalla realizzazione personale, dall’autostima, dall’autoglorificazione, dall’autoesaltazione. È totalmente motivata dal vedere gli altri trarne beneficio. Questa è la donna devota. Spinta non dall’ego, ma dal fatto che vede ciò che fa portare bene agli altri. Così, come risultato, il versetto 18 dice: “La sua lampada non si spegne di notte”. È così soddisfatta dal beneficio che sta portando agli altri che questo la spinge a lavorare sempre di più.
È sorprendente ciò che le persone sono disposte a fare per compiacere sé stesse. È anche spaventoso quello che non sono disposte a fare per il bene degli altri, “La sua lampada non si spegne di notte”, cosa significa? Poiché è così compiaciuta dal beneficio del suo lavoro, trova compiti anche per le ore notturne, motivata totalmente dalla bontà e dall’utilità di quello che fa. È totalmente altruista. Che donna – che donna.
Ed il versetto 19 dice che, in quelle notti in cui forse la lampada non si spegneva, “stendeva le mani alla conocchia e le sue mani impugnano il fuso”, elementi della filatura; la conocchia e il fuso, trasformare la lana e il lino in filo, poi prendere quel filo e trasformarlo in tessuto, poi prendere il tessuto e tagliarlo secondo il modello, poi cucirlo in indumenti per vestire la famiglia. Filare la lana, filare il lino, creare lo scarlatto, creare il lino, creare i vestiti di porpora; tutto per benedire ed incoraggiare qualcun altro. Il versetto 21 segue poi, saltando il versetto 20 per un momento: “Non teme la neve per la sua famiglia”, sapevate che a Gerusalemme nevica forse tre anni su cinque? Nevica. Ed anche quando non nevica in inverno, può fare molto, molto freddo perché è molto in alto. Leggete 2 Samuele 23 intorno al versetto 20, parla della neve, ma lei era pronta per quello. Vedete, non avevano riscaldamenti nelle case. Il modo in cui riscaldavano una stanza era con un recipiente di carboni ardenti. Prendevano quel recipiente di carboni e lo mettevano sul pavimento, e poi si raccoglievano attorno nel calore delle coperte. Ma servivano non solo coperte calde per dormire, ma anche abiti caldi, perché a volte faceva freddo anche durante il giorno; spesso quella stagione fredda poteva durare per molto Tempo, ma lei non temeva nulla. Non temeva la neve per la sua famiglia. Guardate: “Tutti quelli di casa sua vestono di scarlatto”.
Perché non dice che erano vestiti di lana? Beh, presumiamo che fosse lana, perché è ciò che li avrebbe tenuti al caldo. Lo scarlatto è aggiunto per mostrarvi che questa donna ha un tocco di classe. Normalmente la lana non avrebbe bisogno di essere colorata o tinta, ma lei la tingeva. La tingeva di un rosso intenso, perché quello era il colore dell’eleganza, e lo è ancora, solo perché era bello. Era comunque un colore scuro, e gli abiti scuri tendono a trattenere meglio il calore, però era scarlatto, perché c’era qualcosa di più bello, più dignitoso, nel calore e nella bellezza di quel colore. Quindi lei li rendeva, non solo funzionali, ma anche belli. E pianificava con anticipo sufficiente, così da non preoccuparsi affatto quando arrivava il freddo, perché tutto era pronto, una donna straordinaria.
Il versetto 22 aggiunge qualcos’altro, “Si fa delle coperte”... Ora, quello letteralmente significa copriletti – cuscini, materassi, biancheria da letto. Faceva la biancheria da letto. Ora ricordate, doveva fare tutto quello, abbelliva tutti i loro letti con comodità e bellezza, provvedendo quel comfort che avrebbero apprezzato. E di nuovo, dietro le quinte, c’è quest’amore, questa dedizione, questo altruismo, questa umiltà che sono al cuore della moglie eccellente. Voi potreste dire: “Sì, ma, voglio dire, questa donna sta sveglia tutta la notte. Fa viaggi ovunque per procurarsi le cose. Lavora senza sosta, pianta vigne, cioè, scommetto che ha un aspetto trasandato. Sono sicuro che va in giro con un accappatoio di spugna, con fili penzolanti da tutte le parti e bigodini tra i capelli. Voglio dire, questa donna – insomma, si può immaginare il marito che torna a casa e dice: ‘Ehi, mantieni una casa splendida, ma sembri un po’ trascurata. Non potresti fare qualcosa al riguardo?’”
Non questa donna. Lei apprezza la bellezza con cui Dio l’ha adornata. Apprezza l’amore del marito e vuole mostrargli quanto ci tiene, e quanto desidera presentarsi a lui nella bellezza che Dio le aveva donato, così, versetto 22 dice: “Le sue vesti sono di lino finissimo e di porpora”, che meraviglia. Non seta, ed oro, e perle, e così via... Solo di lino, non particolarmente costoso, ma il meglio, perché aveva cercato il miglior lino grezzo ed aveva fatto la tessitura migliore che poteva; e di porpora perchè la bellezza del colore avrebbe esaltato la sua stessa bellezza. Si prende cura di sé. Abbellisce la bellezza della propria creazione. Evita l’eccesso dell’ostentazione, ed optava per una semplicità elegante. Non era un qualcosa d’esagerato. Sapeva che il vero ornamento di una donna, come disse Paolo in 1 Timoteo e Pietro in 1 Pietro 3, “la sua purezza, il suo carattere casto, la sua virtù, la sua devozione a Dio, la sua bellezza interiore”, cercava di onorare Dio, di onorare la sua famiglia, di onorare suo marito. E questo non esclude la propria bellezza, perché questo porta gioia e delizia a tutti. Quindi gestisce tutto, per la sua famiglia, ed anche per sé stessa, ed aveva tempo a sufficienza, come abbiamo già notato al versetto 24, per confezionare alcune cose da vendere, per portare un piccolo guadagno extra, così che un campo possa essere aggiunto alla proprietà, una vigna piantata, e la famiglia arricchita, che donna!
Abbiamo saltato il versetto 20, quindi torniamo indietro e notiamo la terza cosa su di lei: “la sua generosità come vicina”. Il versetto 20 dice: “Apre le mani al povero e tende le mani al bisognoso”, naturalmente, ci aspetteremmo una cosa del genere, no? Questa è una donna eccellente. E tanto devota e amorevole è verso la sua famiglia, tanto amorevole è verso coloro che sono al di fuori della sua famiglia. Dimostra non solo una dedizione speciale verso casa sua, ma anche compassione verso tutti coloro che aveva il privilegio di far parte della sua casa, o di una casa come la sua – i poveri, i meno fortunati. Ed il versetto 20 dice: “Apre le mani al povero”, potremmo pensare che questo significhi che li tocca, che è personalmente coinvolta, che è intimamente coinvolta. Senza dubbio confeziona abiti per loro, e si assicura che siano al caldo e sfamati. Ma potremmo supporre che quando dice “apre le mani al povero”, che stia rispondendo a quei poveri che vengono da lei; la frase successiva dice: “Tende le mani al bisognoso”, il che implica che si protende per toccare coloro che non si avvicinano a lei, ha toccato e sta toccando. Non toccherà solo coloro che si avvicinano, ma si protende verso coloro che stanno lontani, con l’intento di nutrirli, vestirli e arricchire la loro vita attraverso le sue risorse.
È veramente il modello e l’esempio di Dorcas, della quale si dice in Atti 9:36 che era “ricca di opere buone e di elemosine che faceva continuamente”, e vi ricordate, quando morì? Le vedove stavano vicino a Pietro piangendo e mostrando tutte le tuniche e i vestiti che Dorcas aveva fatto mentre era con loro. Aveva confezionato tutti i vestiti per i poveri e per le vedove, e questa è la donna devota, virtuosa, “Tende le mani al bisognoso”, la sua generosità come vicina. È completamente immersa nella sua famiglia, ma non è miope. Non è tutto ciò che vede nel mondo, non è esagerata. Non è isolamento. Si preoccupa anche degli altri.
E questo ci porta alla quarta descrizione: la sua influenza come insegnante, che inizia dal versetto 25 e poi al versetto 26, e cominciamo dal versetto 25 perché l’insegnamento parte dal carattere, “Forza e dignità sono il suo vestito”, è rivestita di forza e dignità, “E ride del tempo a venire”. La forza riguarda il carattere spirituale. La dignità ha a che fare con la classe, la qualità. È una donna di grande carattere, forte, dignitosa. Ha una grazia innata. Ha una fiducia serena. Ha una spiritualità che è davvero il fondamento del suo insegnamento. Vedete, non si insegna nel vuoto, non in una casa. Voglio dire, si può essere insegnanti in una scuola, e presentarsi a dire quello che si vuole, ma non farete così e sarete creduti da persone che vivono in casa con voi, a meno che non viviate ciò che insegnate, giusto? Quindi l’insegnamento parte da una piattaforma di carattere in casa, altrimenti state insegnando alle persone ad essere ipocriti, e di certo non volete dare quella lezione. Quando pretendete che la vostra famiglia sia ciò che voi non siete, state dicendo loro che non è davvero importante imparare ciò che dite, è importante solo fingere e tramandare l’eredità dell’ipocrisia. No, l’insegnante in casa è la donna che si è guadagnata il diritto di essere ascoltata e creduta, perché forza e dignità sono il suo vestito.
Dice che “sorride al futuro”, non ha paura, non ha timore, perchè sa in chi ha posto la sua fiducia, è profondamente spirituale. Tutte le cose sono nelle mani di Dio. Ha preparato ogni cosa con eleganza. Il futuro andrà bene perché è in pace con Dio. Il futuro andrà bene per la sua casa perché ogni cosa è in ordine. Il futuro andrà bene per i suoi figli perché sono stati educati nel nutrimento e nell’istruzione del Signore. Il futuro andrà bene per suo marito, perché ha provveduto affinché egli possa essere il meglio che può essere, e nell’eternità futura andrà bene per tutti loro grazie alla sua vita, ha lasciato un’impronta spirituale.
E poi arriva l’insegnamento del versetto 26, fondato su quel carattere: “Apre la bocca con saggezza”, guida la sua famiglia ogni giorno con saggezza e credo che il padre debba esser l'insegnante della casa. Credo che sia il sacerdote della famiglia. Ma non credo nemmeno per un momento che ciò escluda la realtà che è la madre colei che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, insegna saggezza ai figli. Non necessariamente con lezioni formali, ma istruzione nel flusso della vita; è lei l’insegnante. Uomini, noi possiamo anche dare le lezioni formali, ma giorno dopo giorno, è lei l’insegnante. E con quale atteggiamento insegna? Versetto 26 dice: “La saggezza di Dio esce dalla sua bocca, e la legge della bontà è sulla sua lingua”, la torah di chesed, la Torah della benevolenza amorosa si trova sulla sua lingua. L’atteggiamento con cui insegna tutto ciò è un atteggiamento dominante di bontà amorevole, che sfida! Cosa significa? Discorso di grazia, parole gentili, parole tenere, parole piacevoli, parole compassionevoli, che ministrano grazia agli ascoltatori, come disse Paolo; edificanti, che costruiscono. Ciò che esce dalla sua bocca è la saggezza di Dio, in parole tenere, compassionevoli, gentili, e piene di grazia, che insegnante. La più grande tra tutte, perché il carattere della vita la rende credibile, perché la saggezza di Dio è vera, e perché l’atteggiamento è compassionevole e pieno di grazia – non c’è insegnante come questa, che ritratto! Credetemi, donne, questa è la sfida di una vita intera.
In quinto luogo, notiamo anche la sua benedizione come madre, o la sua efficacia come madre. Il versetto 27 riassume la sua leadership in casa dicendo: “Sorveglia l’andamento della sua casa”, in altre parole, esercita una vigilanza costante su tutto. Gestisce bene i figli, tutte le risorse, tutta la casa. “E non mangia il pane della pigrizia”, in altre parole, non si nutre del frutto della pigrizia; si nutre del frutto della fatica. Ci lavora su duramente, ed ha una vera soddisfazione che viene da uno sforzo supremo. Vigila sulla casa. Ha tutto sotto controllo. Soddisfa ogni bisogno. E questo implica che in tutto ciò, i suoi figli ne sono coinvolti, perché il versetto 28 dice: “I suoi figli si alzano e – cosa? – la proclamano beata”, le portano rispetto, la onorano, la tengono in grande considerazione e stima
Lasciate che vi dica una cosa che dovete sapere: Nella prima metà della vostra vita, donne, state facendo un investimento, i cui dividendi raccoglierete nella seconda metà. Si ribalta il tutto, questa donna avrebbe cresciuto i suoi figli, e quando i suoi figli fossero stati abbastanza grandi per camminare da soli, avrebbero trascorso il resto della loro vita benedicendo la donna che aveva dato la sua vita per loro, questo è il disegno di Dio. La ricompensa, quindi, per la vecchiaia, è la gioia esaltante e benedetta del ritorno dell’investimento della giovinezza nei figli; la cosa triste è che se sarete la donna degli anni ‘80, nella seconda metà della vostra vita non potrete più esserlo, non reggerete, e non ci sarà nessuno intorno a cui importi. Questa è la tragedia, Dio ha disegnato la nostra vita in stagioni, e quando investiamo la nostra vita nei figli che Dio ci dà, scopriremo che la seconda parte della nostra vita sarà il periodo più grande e dolce di benedizione, quando loro ci restituiranno la benedizione che abbiamo dato. Questo è il disegno di Dio, quando i figli diventano adulti, hanno a loro volta altri figli, e cercano di educarli come sono stati educati loro stessi, e quindi la loro madre è costantemente davanti ai loro occhi: la loro guida di tenerezza, la sua consigliera di saggezza, la sua disciplina d’amore, il loro esempio più santo, il suo lavoro di fatica de il suo donare altruista non cessano mai di dimorare nella memoria dei suoi figli, che a loro voglia cercano di trasmetterli ai propri figli.
E c’è un altro dividendo per la sua maternità. Il versetto 28 dice: “Anche suo marito la loda”, e dice: “Molte figlie si sono comportate valorosamente, ma tu le superi tutte”, ci sono molte donne forti, donne di forza, donne di carattere, “ma tesoro, tu sei la migliore”. Questa è la ricompensa di una donna. Questa è la ricompensa di una donna, investe nei suoi figli e loro le restituiscono, investe in suo marito e lui ne restituisce. Però come può una donna essere così? Sembra quasi idilliaco essere una tale moglie, e una tale casalinga, e una tale vicina, e una tale insegnante, e una tale madre. Come può una donna essere così?
Questo ci porta all’ultimo punto: la sua eccellenza come persona. Tutto inizia con la dimensione spirituale. Notate, per favore, il versetto 30: “L’apparenza/la grazia è ingannevole”, sapete a cosa si riferisce “l’apparenza o la grazia” in ebraico? Aspetto fisico, è ingannevole – è ingannevole. Alcune passano tutto il loro tempo sull’aspetto fisico, e quello è ingannevole, perché non è il vero “te”. La bellezza non ha vero valore; è vana, è inutile, è vuota. “L’aspetto è ingannevole” – pensate di ricevere qualcosa che però non state ricevendo. La bellezza non ha alcun vero valore. Volete sapere una cosa? Quello sono le due cose che il nostro mondo ricerca sempre. Non c’è da stupirsi se le relazioni sono vuote e piene d’inganno, è quello che cercano... sono degli stolti, degli stolti assoluti. Però... ecco la donna che desiderate: “Ma una donna che teme il Signore, essa sarà lodata. Datele del frutto delle sue mani, e le sue opere la lodino alle porte”, di che donna si tratta? Ama Dio, è una vera adoratrice. Teme il Signore. Dovete vivere con questo per tutta la vita, e se vivete con una donna che teme Dio, ama Dio, vi troverete nell’ambiente migliore di tutti. E, tra l’altro, essa diventerà ogni anno più bella ai vostri occhi.
Questa è la donna di carattere. Solamente Dio può formarla. Matthew Henry disse: “Proverbi 31 è lo specchio davanti al quale ogni donna cristiana deve stare e guardare sé stessa”, questo è il disegno di Dio. E solo Dio può produrre questa donna. Ma questa è la donna che Dio desidera. Questa è la donna che sarà lodata dai suoi figli e da suo marito. Questa è la donna a cui sarà dato il frutto delle sue mani; riceverà indietro tutto ciò che ha dato, e coloro per cui ha vissuto, vivranno per lei. Questa è la donna che non solo sarà ricompensata privatamente con il frutto delle sue mani da coloro che ama, ma anche pubblicamente, poiché le sue opere la loderanno alle porte.
Ascoltatemi: questa è la donna che Dio vuole, e che ogni uomo dovrebbe desiderare, e che ogni donna dovrebbe desiderare di essere – una che è fedele al suo sposo, una che amministra bene la sua casa, una che si prende cura compassionevolmente dei bisognosi, una che vive ed insegna la saggezza divina con bontà, compassione e grazia, una che adempie pienamente alla chiamata di madre, così che i suoi figli la benedicano, ed una che, pur non cercando alcuna lode, la riceverà comunque, a causa del carattere della sua vita. So che non possiamo “vendere” questa donna alla nostra società. Prego solo che noi, nella chiesa, possiamo continuare a concentrarci sullo standard di Dio. È uno standard elevato, ma è lo standard di Dio. E la mia preghiera è che ogni donna che porta il nome di Cristo desideri essere questo tipo di donna, per la grazia di Dio. Preghiamo insieme.
Padre, voglio pregare ora per tutte coloro che sono madri, affinché, Signore Dio, Tu possa dare loro la potenza del Tuo Spirito per guidarle verso questo modello, questo disegno, questo ritratto di santità. Possa, inoltre, ogni madre conoscere la Tua grazia che perdona ogni fallimento lungo il percorso, perché lo standard è così alto. Ti ringraziamo per lo standard, Ti ringraziamo per la potenza dello Spirito che rende possibile raggiungerlo, Ti ringraziamo per la grazia del perdono per i fallimenti. Prego per ogni madre sola, a causa della morte o del divorzio, che lotta per essere tutto ciò che dovrebbe essere senza quell’uomo che possa guidarla, quell’uomo per cui possa vivere, e nel cui amore possa essere pienamente ricompensata. E voglio pregare anche con gratitudine per quelle donne, Padre, a cui non sono stati dati figli, perché non era nel Tuo piano; fá che la loro vita sia pienamente realizzata nel loro marito. Prego per quelle che sono state chiamate alla vita celibe; possano servirTi in quel modo unico che solo una persona non sposata può vivere, senza le preoccupazioni della casa e della famiglia, e possano essere pienamente ricompensate nella beatitudine di sapere di essere nella Tua volontà. Prego per le giovani ragazze ancora non sposate, che Tu possa farle diventare la donna che Tu desideri che siano. Per i giovani uomini che stanno scegliendo una moglie, che possano cercare di trovare il carattere che è esemplificato qui, non come qualcosa già compiuto, ma come scopo e direzione nella donna della loro scelta.
E, Signore, anche mentre rifletto su tutto questo, è un peso grande da portare per una donna, e non posso fare a meno di pensare dentro di me: “Chi sarei io per meritare una donna così, io che sono un uomo come sono?” Signore, siamo così lontani da ciò che dovremmo essere. Nessun uomo tra noi è degno di una donna così. Una donna simile, nella nostra vita, ci renderebbe consapevoli della nostra colpa. Perciò, Signore, rendici gli uomini che dovremmo essere. E poi, Signore, voglio ringraziarTi oggi per mia moglie, Patricia, che per tutti gli anni del nostro matrimonio ha cercato di essere questo tipo di donna – che ha versato la sua vita in me, nei suoi figli, negli altri, nella nostra casa, e che è diventata talmente parte di ciò che sono che non so più dove finisca lei e cominci io. Ti ringrazio per il dono che lei è, da parte Tua, per me. E prego che in qualche modo, Signore, io possa essere per lei ciò che un marito deve essere, affinché lei possa essere pienamente realizzata. Questo è ciò che prego, Signore, per tutti noi: è che possiamo essere tutto ciò che Tu vuoi che siamo, per la Tua gloria, nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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