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Bene, questa mattina voglio tornare al nostro studio dell’anatomia della chiesa, e voglio parlare di un altro atteggiamento, e molte persone mi hanno spinto a continuare a predicare sul tema del perdono. Alcuni mi hanno persino detto che il messaggio della settimana scorsa sul perdono è stato così potente che pensavano che io conoscessi la loro storia personale e sapessi cosa stava succedendo nella loro vita; ed infatti, diverse persone mi hanno detto — non solamente una, ma diverse persone — mi hanno detto: “Sai, quel messaggio era per me, ed ha cominciato a portare alla luce cose nella mia vita con cui devo fare i conti, e non so se siano ancora venute tutte fuori, quindi non è che potresti continuare a predicare e continuare a mettermi a nudo finché tutto non sarà sistemato?” Ed è stata una risposta meravigliosa, davvero meravigliosa.

E sapete che le persone amano la verità ed amano il Signore quando amano anche il rimprovero e la correzione che la Scrittura porta nella loro vita, ed è molto incoraggiante; però, credo che il Signore ci benedirà anche se andiamo oltre quella questione del perdono; al quale, ovviamente ci torneremo di nuovo, però voglio passare al prossimo atteggiamento di tutta questa questione dei sistemi interni che devono esistere nella chiesa. Abbiamo parlato di come la vita della chiesa scorre attraverso certi atteggiamenti, atteggiamenti spirituali, come la fede, l’ubbidienza, l’amore, l’umiltà, l’unità e, naturalmente, il perdono. E voglio parlare di un altro di questi atteggiamenti — anzi, di due questa mattina — ed entrambi emergono dallo stesso passo della Scrittura.

Quindi aprite con me 1 Tessalonicesi, capitolo 5. Ci sarebbero parecchi passi della Scrittura ai quali potremmo andare per trovare questo prossimo atteggiamento spirituale che dovrebbe caratterizzare la chiesa. Ci sarebbero molti testi. Infatti, il libro di Filippesi sarebbe probabilmente il posto più evidente dove andare, perché continua a far risuonare questo tema ancora ed ancora. Però voglio che andiamo a 1 Tessalonicesi perché è così conciso, così inevitabile, e così diretto. In 1 Tessalonicesi, capitolo 5, al versetto 16, leggiamo questo versetto molto breve: “Siate sempre gioiosi.” Tutto qui. Infatti, nella lingua originale l’avverbio viene per primo, quindi suona così: “Sempre…” — ed il comando è al tempo presente — “…continuate a gioire; siate sempre pieni di gioia.”

Ora, questo è il comandamento del versetto 16, e l’atteggiamento di cui voglio parlarvi è la gioia — la gioia. Ci sono moltissime ragioni, nel mondo in cui viviamo, per essere tristi, afflitti, turbati, sconvolti, preoccupati, ansiosi, stressati, pieni di paura e di dubbi — ma non per il cristiano. A noi viene comandato di gioire sempre. E questo non è un comandamento isolato; diciassette volte, nella lettera ai Filippesi, Paolo parla della gioia. Mi vengono in mente solo alcuni passi — Filippesi capitolo 2: “Anche se io sto per essere offerto in libazione sul sacrificio e sul servizio della vostra fede, io ne gioisco e ne gioisco con tutti voi. E allo stesso modo, anche voi gioitene e rallegratevi con me.” Qualunque cosa stia succedendo — anche se sono prigioniero, anche se potrei perdere la vita e finire sacrificato pur di portarvi il Vangelo — io gioisco. Condivido la mia gioia con voi, ed io mi aspetto che voi gioiate e condividiate la vostra gioia con me.

Nel capitolo 3, versetto 1 di Filippesi: “Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore.” E nel capitolo 4, versetto 4: “Rallegratevi sempre nel Signore; ripeto: rallegratevi.” Ci viene comandato di gioire. Ci viene comandato di avere gioia. Ora, sto per fare un’affermazione che potrebbe sembrare un po’ dura — se non addirittura impossibile — da credere; ma intendo esattamente quello che sto dicendo, e cercherò di mostrarvi perché. Ecco l’affermazione: non esiste alcun evento e non esistono circostanze nella vita che dovrebbero diminuire la gioia del cristiano. Lasciate che lo ripeta. Non esiste alcun evento e non esistono circostanze nella vita che dovrebbero diminuire la gioia del cristiano.

Anzi, lasciatemi andare ancora oltre. Se ci sono circostanze o eventi che diminuiscono la vostra gioia, allora avete peccato — avete peccato. Vi sembra assurdo, considerando le sofferenze della vita? Vi sembra impossibile da credere? Eppure la Bibbia dice: “Rallegratevi”… quanto spesso? “Sempre.” E, nel caso non l’abbiate capito, “di nuovo vi dico: rallegratevi.” Ora guardiamo insieme a questo comandamento qui, e vediamo perché quello che ho appena detto è vero, perché non esiste evento o circostanza che possa entrare nella vita di un cristiano e che debba diminuire la sua gioia. Guardiamo prima di tutto al comandamento. “Siate sempre gioiosi,” e, come ho detto, non è isolato; un simile comandamento viene ripetuto certamente in Filippesi, ma anche altrove.

Penso a 1 Pietro 4:13. Dice: “Continuate a gioire anche nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo.” Paolo disse: “Anche se sto soffrendo, io gioisco.” Pietro dice: “Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, in quella stessa misura continuate a gioire.” È quasi come dire: più aumenta la vostra sofferenza, più dovrebbe aumentare anche la vostra gioia. La Scrittura ha molto da dire su questo — davvero molto. Ricordate il discorso che il nostro Signore fece ai discepoli nella sala superiore, la notte del Suo tradimento. Giovanni 13 ci mostra Gesù seduto a tavola con i discepoli, e da lì, fino al capitolo 17, scorre questo straordinario dialogo nel quale Egli lascia loro una sorta di eredità.

Io chiamo quella sezione “l’eredità di Gesù”; ci ho persino scritto un libro sopra. E una delle cose che Gesù lascia ai Suoi è proprio la gioia — e in quella sezione, per otto volte, Egli parla di gioia o di gioia completa. Arriva persino a dire: “Vi ho detto tutte queste cose affinché la vostra gioia sia completa.” Io me ne vado, sto per morire, sto per essere crocifisso, non sarò più qui, non sarò più con voi. Avrete molti problemi. Nel mondo avrete tribolazione. Vi perseguiteranno. Quelli che guidano la sinagoga vi daranno la caccia; vi toglieranno la vita. Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi — e tutto questo. Ma vi sto dicendo tutte queste cose perché voglio che abbiate una gioia completa.

Incredibile. Nel mezzo di circostanze spaventose — la morte del Signore, la perdita di Colui che era la loro vita, mentre stava per lasciarli — nel mezzo dell’attesa di terribili sofferenze, persecuzioni e perfino della morte, in tutto questo Egli dice: “Dovreste avere una gioia completa.” Continuamente questo viene sottolineato. E l’avversità non cambia nulla. Torniamo per un momento a Matteo capitolo 5. Non importa quanto grave sia la difficoltà; questo non cambia la richiesta. Il versetto 10 di Matteo 5 dice: “Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate.”

Ragazzo, non è sempre facile farlo quando si viene insultati, perseguitati, e quando ogni sorta di male viene detta falsamente contro di voi. “Rallegratevi e giubilate.” C’è un passo molto simile nel Vangelo di Luca. Luca 6:22-23 dice: “Beati voi quando gli uomini vi odieranno,” e la parola “beati” significa felici. “Felici voi quando gli uomini vi odieranno, vi escluderanno, vi insulteranno e respingeranno il vostro nome come malvagio perché siete associati a Cristo.” Ascoltate questo: “Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia.” Saltare di gioia? Fare salti di gioia? È come quando tornate a casa dopo una giornata di lavoro, fischiettando una melodia e cantando una canzone, con un sorriso da un orecchio all’altro.

E ve ne andate in giro quasi saltellando, tutti allegri, magari improvvisando pure un piccolo balletto, e vostra moglie vi dice: “Ma che ti è successo?” “Oh, oggi sono stato perseguitato, insultato, escluso, e hanno detto ogni sorta di male contro di me.” Non molto tempo fa stavo parlando con un amico, e mi raccontava di quanto terribilmente fosse trattato, di tutte le cose orribili che venivano dette su di lui, degli insulti terribili e delle false rappresentazioni che gli venivano riversate addosso. Ed era stufo di tutto questo, stanco di tutto questo, non gli piaceva, non era giusto. Io ascoltavo, cercando di essere comprensivo… fino a un certo punto. E alla fine gli dissi: “Posso farti una domanda?”

Gli dissi: “A parte il fatto che non sembri molto gioioso, hai mai pensato a ciò che Dio sta cercando di compiere nella tua vita attraverso tutto questo?” “Beh,” disse lui, “probabilmente sta cercando di mostrarmi che dovrei stare attento a chi dico certe cose.” “Davvero? Non credo proprio che sia questo il punto. Non sto parlando di questo — cosa pensi che stia cercando di fare in te? Cosa pensi che il Signore stia cercando di compiere dentro di te? Non pensi forse che voglia renderti più simile a Suo Figlio?” Accidenti, è una cosa che colpisce nel profondo da dire a qualcuno che si sta crogiolando nella propria miseria e si sente perfettamente giustificato. “Che ne dici di saltare di gioia? Ti sembra qualcosa che dovresti fare?” “Ma stai scherzando?”

Eppure, se obbedite a questo comandamento, gioire quanto spesso? Sempre. Anche quando soffrite, anche quando siete perseguitati, emarginati, esclusi, quando ogni sorta di male viene detta contro di voi; anche quando siete maltrattati, fraintesi e travisati, dovete rispondere gioendo. Ma come si può fare una cosa del genere? Beh, certamente l’apostolo Paolo era bravo a farlo. Doveva esserlo, perché tutta la sua vita fu una vita di dolore. E Giacomo è molto istruttivo quando dice, nel capitolo 1, versetto 2: “Considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate.” Dovreste essere più felici per le vostre prove che per i tempi buoni, perché le prove raffinano molto di più, non è vero? Producono molto di più spiritualmente, non è vero?

Sono molto più capaci di spogliarvi del vostro egoismo. Sono molto più capaci di convincervi che non avete il controllo di tutto e di spezzare il vostro orgoglio. Sono molto più capaci di umiliarvi. Sono molto più capaci di rendervi dipendenti da Dio. Sono molto più capaci di arricchire la vostra vita di preghiera. Sono molto più capaci di farvi partecipare alle sofferenze di Cristo e al dolore degli altri. Oh, compiono un’opera così preziosa. Giacomo dice: “Considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede” — o il collaudo della vostra fede — “produce perseveranza, e la perseveranza compie un’opera perfetta.”

Vi rallegrate nelle vostre prove? Vi rallegrate nella vostra sofferenza? Vi rallegrate nel vostro dolore, nelle vostre difficoltà? Beh, è proprio questo che la Bibbia vi chiama a fare. Ora, qualcuno potrebbe dire: “Aspetta un momento, però Romani 12:15 dice: ‘Rallegratevi con quelli che sono allegri e piangete con quelli che piangono.’ Non è una contraddizione? Voglio dire, non c’è un momento in cui bisogna smettere di gioire?” Beh, in un senso esteriore, sì. Ieri ero a questa conferenza a Chicago, dove ho predicato tutto il giorno sulla grande autorità e potenza della Scrittura. È stato un tempo meraviglioso. C’erano anche altri predicatori, e io ero fuori dall’auditorium mentre uno di loro stava finendo di parlare. E uno dei miei più cari amici uscì e venne verso di me completamente frustrato. Lo si vedeva dappertutto.

“Oh,” disse, “oh, non riesco proprio a crederci.” Io dissi: “Parliamone.” Così si avvicinò e cominciò a piangere. E naturalmente questo mi tocca, sapete, quando un mio amico piange; gli misi il braccio attorno alle spalle e, per un momento, compresi cosa significhi piangere con chi piange. Ma questo non intaccò la mia gioia. Lui era traumatizzato da qualcosa che era successo e che gli aveva spezzato il cuore. Non intaccò la mia gioia, e in realtà nemmeno la sua. Attraverso la mia simpatia e la mia empatia, gli sorrisi e semplicemente gli suggerii che forse il Signore era ancora sul trono e che forse aveva ancora uno scopo che stava portando a compimento.

C’è qualcosa nell’identificarsi esteriormente con le normali emozioni umane; certo, condividiamo anche quello. C’è qualcosa in un tenero abbraccio dato a qualcuno che sta soffrendo ed è nel dolore. C’è qualcosa nel condividere una lacrima. C’è qualcosa nel comprendere con simpatia il dolore di qualcuno e nel mostrargli compassione. Però questo non tocca quella gioia profonda e permanente che abita dentro di noi. Non dovrebbe toccarla. Credo che l’equilibrio sia espresso in 2 Corinzi 6:10. L’apostolo Paolo dice: “Afflitti, eppure sempre gioiosi.” Questo è l’equilibrio di cui sta parlando — afflitti, eppure sempre gioiosi. Certo, c’è posto per la normale simpatia umana, ma sempre gioiosi. Sotto quelle lacrime e sotto quella simpatia c’è questa gioia inesauribile; in ogni momento, gioite.

Tra l’altro, questo era talmente parte integrante della chiesa primitiva che il loro saluto — e mi piacerebbe davvero che ricominciassimo ad usarlo — era chairōte. Sapete cosa significa? Significa: “Rallegrati.” “Gioisci.” E sapete chi ha iniziato ad usarlo? Gesù stesso. La mattina dopo la Sua resurrezione, ricordate, uscì dal sepolcro e poi incontrò i Suoi discepoli. E la prima cosa che disse loro come saluto fu: “Salve.” Che traduzione assurda. “Salve”… come se Gesù fosse inglese. Immagino che se la parola l’avessero tradotta degli americani avrebbero scritto: “Ciao.” Ma la parola è chairōte — “gioite”; è questo che disse, ed era proprio la cosa giusta da dire, non è vero?

Dopo la resurrezione, Egli si presenta a questi uomini che stanno tutti lamentandosi e piangendo perché Lui non c’è più, e appare dicendo: “Gioite,” e quello divenne il loro saluto. È decisamente meglio di “ciao.” Non potremmo ricominciare ad usarlo? “Gioisci”… “Buongiorno, gioisci.” Era questo il saluto comune che usavano — “gioisci.” Ed era giusto così, perché avevano continuamente motivo di farlo, ed era anche un comandamento. E avete bisogno che vi venga ricordato spesso questo comandamento. In Atti 15:23, ricordate, il Concilio di Gerusalemme inviò una lettera: “Gli apostoli e gli anziani fratelli, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia che provengono dai Gentili, salute.” “Salute”? In realtà dissero: “Gioite — gioite — gioite.”

E certamente abbiamo ogni ragione per gioire. Ci viene comandato di farlo. La Scrittura dice che la nostra gioia dev’essere grande, abbondante, traboccante, viva, ineffabile, piena di gloria e di stupore. Tutto questo è ciò che dice la Scrittura. Non è come la gioia che ha il mondo. La gioia del mondo è tutta un’altra cosa. Voglio dire, quando pensate alla gioia del mondo, suppongo che se voleste definirla biblicamente, la si potrebbe descrivere così. Prima di tutto, deriva dai piaceri terreni. La gioia del mondo viene dai piaceri terreni. Per esempio, in Ecclesiaste capitolo 2, versetto 10, e capitolo 11, versetto 9, in entrambi i passi si parla della gioia terrena, e si dice che le persone gioiscono seguendo gli impulsi del proprio cuore.

In altre parole, quando nasce una passione, un desiderio, una brama, una concupiscenza per qualcosa, e riuscite a soddisfarla, allora provate gioia — questa è la gioia terrena, completamente collegata al soddisfacimento dei desideri terreni. Però Proverbi 14 dice che questa è un’illusione, perché afferma che “la fine della gioia può essere il dolore.” Le persone desiderano, desiderano, desiderano, desiderano, e corrono verso ciò che desiderano, spinte dai loro impulsi; soddisfano quel desiderio, e molto spesso, non molto tempo dopo aver soddisfatto quella brama, tutto si trasforma in dolore. È un piacere di breve durata; dura soltanto quanto dura il piacere stesso. La gioia non sopravvive al piacere. Ecco perché Giobbe, capitolo 20, versetto 5, dice: “La gioia degli empi è momentanea.” È completamente legata a un piacere. Quando il piacere finisce, la gioia scompare, e spesso si trasforma in dolore.

Infatti, Ecclesiaste 7:6 dice che la gioia mondana è come legna da ardere: brucia e si consuma subito. Giacomo disse che spesso si trasforma in lutto: “La vostra gioia sia mutata in lutto.” E questo implica il giudizio. È molto possibile che, quando avete soddisfatto il vostro piacere momentaneo — i piaceri del peccato per una stagione — e quel piacere si trasforma in dolore, e dopo rimane il vuoto, ciò che vi attende sia il giudizio di Dio per quella indulgenza. Ecco perché Isaia 16:10 dice: “La gioia degli empi sarà tolta.” Quello è giudizio. Dunque non stiamo parlando di quel tipo di gioia.

Non stiamo parlando di una sorta di appagamento dei piaceri. E non stiamo nemmeno parlando di qualcosa che sia semplicemente un tratto della personalità. Alcune persone sono naturalmente più vivaci e spensierate di altre, ed alcune hanno una disposizione naturale che permette loro di vedere le cose in maniera positiva più facilmente di altri. Altre persone — le chiamiamo “umorali”, non è vero? — sembrano sprofondare sotto ogni cosa. È semplicemente il loro modo di essere, come se la loro struttura psicologica fosse una scusa per non ubbidire alla Parola di Dio. Non stiamo parlando di una caratteristica naturale, di una specie di capacità innata di stare al di sopra delle cose.

Non stiamo parlando di un approccio alla Norman Vincent Peale o alla Robert Schuller, quel pensiero positivo in cui cercate di ricrearvi una vostra fantasia di cose positive in mezzo a una realtà negativa. Non stiamo parlando di giochi mentali. Non stiamo parlando di qualcosa di naturale. Qui stiamo parlando di qualcosa che va oltre tutto questo, perché quelle cose funzionano soltanto per un po’, e solo in circostanze piuttosto superficiali. Stiamo parlando di una gioia soprannaturale. Stiamo parlando di qualcosa che appartiene solo ai cristiani, qualcosa di profondo. E, per quanto riguarda la sua origine, Galati 5:22 la identifica come un frutto dello Spirito: “Il frutto dello Spirito è amore, gioia…”

Infatti, Romani 14:17 dice che il regno di Dio consiste in “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.” Stiamo parlando di una gioia spirituale che viene dallo Spirito Santo, proprio come la pace spirituale, la giustizia spirituale e l’amore spirituale. Noi abbiamo un amore che non è l’amore terreno. Abbiamo una giustizia che non è auto-giustizia. Abbiamo una pace che non è la pace che il mondo dà. Ed abbiamo una gioia diversa. È una gioia profonda. Non è il tipo di gioia che il mondo conosce. Viene da Dio attraverso Cristo ed è dispensata dallo Spirito Santo. E nessuna circostanza — lo ripeto — nessuna circostanza, nessun evento dovrebbe causare l’assenza di quella gioia.

C’è una sola cosa — una sola — che può legittimamente rubarvi la gioia. Qual è? Il peccato. E non dovrebbe rubarvela per molto tempo, perché dovreste immediatamente… fare cosa? Confessare quel peccato e gioire del perdono di Dio. Ora lasciate che vi dia una definizione di questa gioia, così capite bene di cosa stiamo parlando. Non è una gioia naturale, non è questa gioia mondana, non è qualcosa che alcune persone hanno semplicemente perché riescono a vedere la vita in maniera positiva. Ecco cos’è: è l’esperienza del benessere — l’esperienza del benessere che nasce dalla profonda fiducia che Dio ha il perfetto controllo di ogni cosa, per il mio bene e per la Sua gloria. Va bene? È l’esperienza del benessere, ed è qualcosa che si vive realmente.

È sentirsi bene, in pace, forti, positivi, trionfanti, vittoriosi — non a causa delle circostanze, ma per quella profonda fiducia che Dio è al comando di tutto e che tutto si sta muovendo per il mio bene e per la Sua gloria. Tutti noi possiamo reagire ad ogni cosa della vita con gioia, se crediamo che Dio stia operando attraverso quella situazione per la Sua gloria e per il nostro bene. Ecco perché dissi al mio amico: “Che cosa pensi che il Signore stia cercando di fare attraverso tutto questo? Pensi che voglia renderti più simile a Cristo? Ragazzo, dovresti essere felice. Dovresti dire: ‘Grazie, Signore, per questa prova; grazie, grazie.’” Tutti noi dovremmo vivere nell’abitudine di esprimere costantemente una meraviglia piena di gioia quando pensiamo a ciò che Dio sta facendo nella nostra vita.

Ora, questo è il comandamento: gioite sempre. Lasciate che vi dia le ragioni per ubbidirvi, va bene? E vi darò semplicemente un piccolo elenco — molto semplice e diretto. Ecco le ragioni per cui dovreste essere gioiosi. Numero uno: perché la gioia è una risposta appropriata al carattere di Dio — una risposta appropriata al carattere di Dio. E sto riprendendo proprio da dove avevo lasciato. La gioia inizia perché io so che il mio Dio è sovrano, misericordioso, amorevole, pieno di grazia, onnipotente, onnisciente, onnipresente, e che ha in mente il mio bene. Giusto? Questa è la profonda fiducia: io conosco il mio Dio. E il mio Dio dice: “Loro possono averlo inteso per il male, ma Io lo intendo per il bene.” Il mio Dio dice: “Tutte le cose cooperano al bene per quelli che Mi amano.”

Wow — wow, io conosco il mio Dio, e posso gioire nel mio Dio. Non posso sempre gioire nelle mie circostanze, ma posso gioire nel Dio che controlla le mie circostanze. Posso gioire nel carattere del mio Dio. Non siete felici del fatto che il vostro Dio non cambia mai? E se Dio cambiasse il Suo modo di operare di tanto in tanto? Uh… che cosa spaventosa sarebbe. E se la Sua grazia fosse capricciosa, concessa solo in certe occasioni, quando ne ha voglia? E se la Sua giustizia andasse e venisse? E se avesse dei vuoti di memoria? E se avesse qualche momento di cedimento, sapete, come Greg Maddux ieri nella terza ripresa della partita di baseball? E se Dio avesse dei momenti di debolezza nelle Sue capacità? La maggior parte del tempo è piuttosto bravo, sapete, sette inning su otto è fantastico. Sarebbe terrificante.

La costanza del carattere del nostro Dio, l’assoluta immutabilità, la Sua sapienza immutabile, la Sua sovranità, la Sua potenza, la Sua grazia, la Sua misericordia — tutto questo produce gioia nel mio cuore. Mi dà gioia sapere che ciò che il mio Dio dice, Egli lo fa. Ciò che promette, Egli compie. Secondo: non potete toccare la gioia del cristiano, perché non potete toccare il Dio del cristiano, perché Egli è immutabile e verace. Secondo: la gioia è una giusta risposta di gratitudine per l’opera di Cristo. La gioia è una giusta risposta, un appropriato atto di riconoscenza per l’opera di Cristo. Quando realizzo che Gesù Cristo ha portato i miei peccati nel Suo corpo sul legno. Che Gesù Cristo, Colui che non conobbe peccato, è stato fatto peccato per me. Quando realizzo che Dio ha fatto ricadere su di Lui l’iniquità di tutti noi.

Quando realizzo che sono stato redento non con cose corruttibili come argento e oro, ma con il prezioso sangue di Gesù Cristo. Quando realizzo che, mentre ero nemico, mentre odiavo Dio ed ero odiato, mentre ero Suo nemico, contro di Lui, bestemmiatore e schernitore, Dio, nella Sua misericordia e nel Suo amore, ha mandato Suo Figlio per redimermi. Quando comprendo che la croce toglie via tutto il mio peccato. Quando comprendo che la Sua perfetta espiazione sostitutiva mi riveste della giustizia di Cristo. Quando comprendo che quindi il cielo è eternamente mio. Quando comprendo tutto ciò che Cristo ha compiuto, allora nasce in me una gioia permanente che nessuna circostanza passeggera e insignificante della vita dovrebbe poter intaccare.

Terzo: dovrei avere una gioia incessante come atto di fiducia nell’opera dello Spirito Santo — un atto di fiducia nell’opera dello Spirito Santo. Quando ci pensate, qual è l’opera dello Spirito Santo? Beh, vi ho già detto che Romani 14:17 dice che Egli produce giustizia, pace e gioia. In Galati 5 produce amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. E poi 2 Corinzi 3:18, ricordate quel meraviglioso versetto che dice che lo Spirito Santo ci sta trasformando da un livello di gloria all’altro, rendendoci sempre più simili a Gesù Cristo, e lo sta facendo continuamente. Lo Spirito Santo ci mostra le cose di Cristo. Nessuno conosce la mente di Dio e la mente di Cristo se non lo Spirito di Cristo.

E lo Spirito di Cristo vive in noi, e ci mostra Cristo, e ci guida in tutta la verità, e ci ricorda ogni cosa, e ci insegna ogni cosa. Ed Egli è l’unzione che abbiamo ricevuto da Dio. Ed Egli è l’arrabōn, la caparra, l’anello di fidanzamento, la prima rata della nostra eredità eterna — tutto questo — è ciò che lo Spirito di Dio sta operando in noi. Egli ci protegge dal peccato. Ci suggella per il giorno della redenzione. Riempie la nostra bocca di lode. E tutto questo continua incessantemente. Dunque la vostra gioia dovrebbe nascere dalla realtà del Dio trino: dal carattere immutabile e dalla grandezza del vostro Dio, dalla gloriosa opera compiuta da Cristo vostro Salvatore, e dalla continua potenza santificante dello Spirito Santo che dimora in voi. Questa è la profonda fiducia che tutto va bene.

Bene, lasciate che vi dia ancora qualche altra ragione. Passiamo dagli Operatori all’opera che essi compiono. Gioiamo per Dio, per Cristo e per lo Spirito Santo, ma guardiamo anche all’opera che stanno facendo. Quarto: dobbiamo gioire come atto di ragionevole risposta alle benedizioni spirituali continuamente riversate su di noi. E non si fermano mai. Mai. Per esempio, Efesini 1 dice che “siamo stati benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti,” e questo continua, continua, continua senza fine. Dio continua a riversare benedizioni spirituali. Voi dite: “Beh, cosa intendi? In questo momento non mi sembra che la mia vita sia poi così benedetta.” Lasciate che vi dica una cosa. Ogni singola volta che peccate e venite immediatamente perdonati, quella è una benedizione monumentale; l’assenza di quel perdono vi scaraventerebbe all’inferno.

Ogni volta che Dio vi porta un passo più vicino all’immagine di Gesù Cristo, quella è una benedizione immensa. Ogni volta che Dio vi affina attraverso le prove della vita, quella è una grande benedizione. Dio continua a riversare perdono, continua a provvedere. Dio vi ha fatto attraversare un altro giorno e vi ha risparmiato sofferenze di cui forse non avreste mai nemmeno immaginato l’esistenza, e che non conoscerete mai, proprio per via della Sua misericordia. Le benedizioni vengono riversate costantemente su di voi. In questo stesso momento Egli sta — e ci penso così spesso — preparando un luogo per noi. In cielo stanno accadendo cose proprio per prepararci delle benedizioni che ancora dobbiamo sperimentare.

Dio continua a riversare la Sua benedizione su di noi, continua a riversare il Suo perdono, la Sua guida, la Sua sapienza, la Sua potenza. Tutte le benedizioni spirituali vengono riversate incessantemente su di noi. Ogni gioia meravigliosa e preziosa di questa vita viene da Lui, benedizioni visibili e invisibili. Vi capita mai di pensare al fatto che lo Spirito Santo intercede continuamente per voi con sospiri ineffabili? Questo accade continuamente: lo Spirito Santo intercede per voi, invocando costantemente Dio affinché compia ciò che produce la vostra benedizione e la vostra gioia, e che porta gloria a Lui. E Romani 8 dice che lo Spirito Santo prega sempre secondo la volontà di Dio, quindi le Sue preghiere per voi ricevono sempre risposta.

E anche l’intercessione di Gesù Cristo per voi non si ferma mai. Egli è costantemente davanti al trono di Dio ad intercedere in vostro favore. Ci sono benedizioni senza fine — benedizioni senza fine. Numero cinque: la gioia è una giusta risposta alla provvidenza divina. E ne abbiamo già parlato un po’, ma lasciate che lo renda un punto specifico. La gioia è una giusta risposta alla provvidenza divina. Con “provvidenza divina” intendo semplicemente il fatto che Dio orchestra tutte le circostanze per produrre il vostro bene. Ho sempre detto che la provvidenza divina, per me, è un miracolo ancora più grande di un miracolo stesso. Se io fossi Dio, sarebbe molto più facile, se volessi fare qualcosa di preciso, raggiungere un certo obiettivo — se avessi uno scopo, un piano, un fine — semplicemente intervenire e farlo accadere.

Sapete, è proprio la mia natura. Le persone che mi conoscono e lavorano con me sanno che, se ho un obiettivo in mente, preferisco andare direttamente e farlo. Altri invece vogliono dire: “Beh, John, non avere troppa fretta. Dovremmo fare un comitato, parlare con queste persone, coinvolgere questi altri, seguire questo processo…” e così via. Ed io faccio un passo indietro e penso: “Sì, ma voglio dire… sappiamo tutti che questa è la cosa giusta.” “Sì, certo, è la cosa giusta.” Vedete, se io fossi Dio — cosa ovviamente impensabile — direi semplicemente: “Lasciate perdere tutta questa faccenda della provvidenza, faccio subito un miracolo” — bang, fatto.

Ma Dio dice: “No, lasceremo che tutte queste cose accadano, e Io controllerò tutte queste cose — miliardi di contingenze — e tutto arriverà esattamente al fine che Io voglio.” Che tipo di genio è mai questo? E Dio controlla tutto ciò che accade nella vostra vita per il Suo scopo, che è conformarvi a Gesù Cristo. Immaginate se Dio fosse lassù a dire: “Oh, accidenti, questa proprio non me l’aspettavo. E adesso come faccio a sistemarla?” Ma quale profonda fiducia sapere che Egli ha tutto sotto controllo. Incredibile. Numero sei: la gioia è una giusta risposta alla promessa della gloria futura. La ragione per cui ho scritto il libro sul cielo è che, se i cristiani non hanno questa prospettiva, finiscono completamente confusi rimanendo bloccati quaggiù.

Se riuscite a perdervi nelle glorie di ciò che deve venire, improvvisamente tutto questo qui perde importanza, non è vero? Voglio dire, quando l’apostolo Paolo disse ai Colossesi: “Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra,” non stava dicendo qualcosa di doloroso, come per dire: “Fatelo anche se vi costa.” Stava dicendo qualcosa che li avrebbe liberati da tutta quella debilitante preoccupazione per cose che in fondo non contano nulla. Voglio dire, la vostra gioia non dovrebbe mai, mai essere toccata. Ho telefonato a mia sorella, che ha un cancro terminale, e stavamo parlando al telefono, come facciamo spesso. Infatti questa settimana andrò a trovarla. E le dissi: “Beh, Julie,” dissi, “guarda, la cosa peggiore che potrebbe succederti è la cosa migliore che possa capitare a chiunque.”

Lei disse: “Lo so, non l’ho mai messo in dubbio.” Io dissi: “Sai, il peggio che può succedere è che ti ritroverai nella presenza del Signore, nelle glorie del cielo.” E lei rispose: “Ed è questa la mia fiducia.” Poi aggiunse: “Oggi qui in ospedale mi hanno mandato uno psichiatra insieme ad altre persone, e mi hanno detto: ‘La inseriremo in una terapia di gruppo, e faremo una terapia speciale perché vogliamo che entri in contatto con la sua bambina interiore.’” E lei rispose: “No grazie. Non ho bisogno di entrare in contatto con la mia bambina interiore, grazie. Sono in comunione con il mio Signore Gesù Cristo, ed è tutto a posto — tutto a posto.” Potete affrontare qualsiasi situazione quando avete una speranza del genere nel cuore.

Questa è una parte essenziale del mantenere la vostra gioia. Io non mi lascio mai troppo turbare da ciò che accade qui, perché è tutto così temporaneo, e comunque non potrei sistemare tutto nemmeno volendo. E questo rende il cielo ancora più meraviglioso e desiderabile. Bene, settimo punto della mia piccola lista: la gioia, quella gioia profonda, dovrebbe sempre esserci come atto di riconoscenza per le preghiere esaudite. “Chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa,” Giovanni 16:24. Che cosa ho mai chiesto al Signore che Egli non abbia fatto, se era conforme al Suo carattere e al Suo scopo? Il Signore ha risposto alle mie preghiere ancora, ancora, ancora e ancora. E come atto di gratitudine per tutte le preghiere esaudite, e anche per quelle che ancora attendono risposta ma che so Egli ascolterà ed esaudirà, la mia gioia può restare intoccabile.

Numero otto: come atto di gratitudine per le Scritture — come atto di gratitudine per le Scritture. Salmo 19, versetto 8 — sapete che è uno dei miei Salmi preferiti. Predicherei sempre su quel Salmo, se potessi. Continuerei a far risuonare quella campana senza sosta. “I precetti del Signore sono giusti e rallegrano il cuore.” Le Scritture mi portano gioia. Geremia dice: “Appena ho trovato le Tue parole, le ho divorate, e la Tua parola è stata la gioia e l’allegrezza del mio cuore.” Il salmista, nel Salmo 119… leggete il Salmo 119: quante volte Davide dice che la Parola gli porta gioia, che la Parola è la sua delizia? Dovreste avere quella profonda gratitudine per la Parola di Dio che vi riempie di gioia, ringraziandoLo per tutto ciò che vi ha dato. Ascoltate cosa disse Giovanni: “Vi scrivo queste cose affinché la vostra gioia sia completa — completa.”

Numero nove: dovreste gioire sempre come atto di gratitudine per la comunione cristiana — per la comunione cristiana. Che dolce benedizione è la comunione cristiana. Paolo dice in 1 Tessalonicesi 3:9: “Quali ringraziamenti possiamo rendere a Dio per voi, in cambio di tutta la gioia con cui ci rallegriamo davanti a Dio a motivo vostro?” Paolo dice: “Io ho gioia semplicemente a motivo vostro.” E io posso dire la stessa cosa. Ho così tanti motivi di gioia nella mia vita a motivo vostro, per come Dio vi sta usando, vi sta benedicendo, per come ricevete la Parola e servite il Signore. E per come io vado in varie parti del mondo, e in giro per il paese, e le persone vengono e mi raccontano cosa significhi per loro il Signore, e cosa significhi la Parola.

Quando sono tornato a Chicago, ero a cena e un uomo mi disse: “Devo raccontarti una storia.” Disse: “Sono andato in un posto chiamato Hundred Mile Post.” Io dissi: “Che razza di posto è?” È un villaggio in Canada. Quando lasciate la civiltà e andate verso nord in Canada, in direzione del Circolo Polare Artico, salite nella zona dei taglialegna, e lì mettono un palo ogni ottanta chilometri; così c’è l’ottantesimo chilometro, il centosessantesimo chilometro, il duecentoquarantesimo chilometro e il trecentoventesimo chilometro. Ed è praticamente verso il nulla. E lui disse: “Arrivai in un posto chiamato Hundred Mile Post per parlare, e incontrai un uomo. E lì c’era una chiesa.” E credo abbia detto che era una chiesa di 150 o 200 persone, in un posto che a malapena aveva così tante persone.

E disse: “Lui mi raccontò come era cominciata questa storia. Un missionario era volato fin lì. Era un gruppo di taglialegna. Questo missionario era arrivato lì e aveva dato loro alcune cassette di Grace To You, quindici anni prima. Non avevano alcun ministero, e quest’uomo cominciò ad ascoltare le cassette, si convertì, e cominciò a procurarsi altre cassette, e poi altre cassette, e poi altre cassette ancora. E ora c’è una chiesa di duecento persone in un posto chiamato Hundred Mile Post.” E quest’uomo gioiva nella comunione, nel fatto che ci fosse una tale comunanza, perché erano, in un certo senso, un’estensione della Grace Community Church, a motivo dell’insegnamento. C’è forse qualcosa di più dolce di questo? La comunione cristiana quando ne avete bisogno: un amico, qualcuno lì con voi, pronto a pregare con voi e ad essere la vostra forza.

Infine, numero dieci: dovremmo avere una gioia costante come atto di gratitudine per il privilegio di testimoniare — il privilegio di predicare il Vangelo. Che privilegio proclamare Cristo — che privilegio, che onore. Ricordate gli apostoli nei primi capitoli del libro degli Atti: li frustarono, li flagellarono, li percossero. Poi li mandarono via di lì, e loro cosa fecero? Se ne andarono per la loro strada come? Gioendo, perché erano stati ritenuti degni di soffrire per il nome di Cristo; era una tale gioia per loro poter predicare il Vangelo, qualunque fosse il costo. Bene, queste sono le ragioni. Sapete, ci sono cose che vi ostacoleranno.

Se non avete gioia nella vostra vita, posso suggerirvi quale potrebbe essere il motivo, e poi chiudiamo? Prima di tutto, potrebbe essere che non siate salvati. Proprio così. Potrebbe trattarsi di una falsa salvezza. Ricordate Matteo 13: il seme cadde nel terreno, ma quel terreno era roccioso. Germogliò, ci fu gioia, poi uscì il sole, lo bruciò, morì e lì non c’era vita. Può esserci una specie di entusiasmo momentaneo, iniziale, psicologico o emotivo, e poi scompare. Se state lottando, e semplicemente non avete gioia nella vostra vita, e non riuscite proprio a venirne fuori, forse non conoscete veramente Cristo, e dovreste esaminare voi stessi per vedere se siete nella fede.

Secondo, forse siete tentati. Forse siete sotto una tentazione molto forte, perché se c’è qualcosa che Satana vorrebbe fare, è rubarvi la gioia. “Egli va attorno come un leone ruggente, cercando chi possa divorare,” dice Pietro. E quindi Pietro dice: ecco la soluzione: “gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione.” Forse state portando troppo del vostro peso. E questo si trasformerà molto rapidamente in tentazione, perché non ve ne state liberando, non lo state gettando su di Lui — gettatelo su di Lui. Forse sono false aspettative. Forse pensate di meritare più di quanto state ricevendo, quando in realtà meritereste meno. Non è forse vero? Che cosa merita una persona non rigenerata? Che cosa merita un peccatore malvagio? L’inferno.

Dio, nella Sua misericordia, dona loro vita, sole, pioggia, cibo, famiglia, amore, molto più di quanto meritino. Dio fa questo persino per quelli che non sono Suoi, e guardate cosa dona a noi che non meritiamo nulla — così tanto. Perché le persone si aspettano tutto? Una donna lasciò la chiesa e andò in una chiesa carismatica che predicava il vangelo della prosperità. Poi tornò e disse: “Non voglio andare lì. Non ti permettono di essere povero o malato.” Ehi, nella vita alcune persone sono povere e malate, alcune sono solo povere, e alcune sono solo malate. Che cosa vi aspettate dalla vita, dopotutto? Felicità, ricchezza, successo, salute costante e miracoli a non finire? Così vi preparate un grosso problema.

Quindi, a volte, quando non avete gioia, potrebbe essere perché forse non siete cristiani. Potrebbe essere perché venite bombardati dalla tentazione. Potrebbe essere perché vi siete creati false aspettative, e questo è collegato all’orgoglio, fratelli. Potrebbe essere orgoglio. Potrebbe essere il peccato dell’orgoglio, quel peccato brutto, brutto, che dice: “Non ho abbastanza. Voglio più di questo, o di quello, o di quell’altro.” E sapete, tutta la cultura vende insoddisfazione, giusto? Voglio dire, mettono donne sullo schermo della televisione per rendervi scontenti di quella che avete. Mettono uomini sullo schermo per rendervi scontenti di quello che avete. Mettono automobili sullo schermo per rendervi scontenti di quella che avete.

Vi mettono davanti tutte quelle cose per rendervi insoddisfatti. La premessa di tutto il marketing è: “rendiamoli insoddisfatti,” e così la cultura vi bombarda con questo. E voi tornate a casa da vostra moglie, da vostro marito, dalla vostra automobile, dalla vostra vita, dal vostro lavoro, e non è la fantasia che cercano di vendervi; però è esattamente quell’insoddisfazione che vi spinge a comprare, o ad abbandonare ciò che avete per inseguire l’inganno. L’orgoglio vi farà correre dietro a quelle cose. L’ingratitudine ucciderà la vostra gioia. Ne parleremo ancora questa sera. Un’altra cosa è la mancanza di preghiera. La mancanza di preghiera vi porterà via la gioia, e questo torna a ciò che dicevo prima, perché finirete per portare il peso da soli.

Porterete tutto il carico sulle vostre spalle. Non avete bisogno di farlo. Lasciatelo andare, portatelo davanti al Signore, consegnatelo a Lui, lasciate che lo porti Lui per voi. Gettate su di Lui ogni vostra preoccupazione. Filippesi 4: entrate nella preghiera. “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa, mediante preghiere e suppliche, fate conoscere le vostre richieste a Dio.” E come risultato, la pace di Dio prenderà il sopravvento. E un’altra cosa su cui potrei fare un commento sono i sentimenti. Se vivete in base ai sentimenti e operate in base ai sentimenti, avrete molta difficoltà a mantenere la gioia. La gente dice: “Beh, semplicemente non mi sento felice. Non mi sento di gioire. E come posso gioire se non me la sento? E come posso controllare i miei sentimenti?” Lasciate che ve lo dica: è meglio che impariate a farlo.

Voglio dire, se tutti andassero in giro facendo quello che sentono di fare, che razza di mondo avremmo? Tutti controlliamo i nostri sentimenti in qualche misura. È sciocco andare in giro dicendo: “Beh, semplicemente non me la sento.” Ma voi controllate i vostri sentimenti continuamente. Dovete farlo. E il modo per controllare quei sentimenti che vi rubano la gioia è avere la mente riempita della verità. E ora arrivo al punto principale, e il punto principale è questo: il fattore numero uno che contribuisce alla mancanza di gioia è l’ignoranza. Non conoscete la verità su Dio, su Cristo, sullo Spirito Santo; non avete la mente di Cristo; non conoscete la sovranità di Dio, la misericordia di Dio, la provvidenza di Dio, tutte quelle cose di cui abbiamo parlato.

Quando la vostra mente è piena di sana dottrina, e voi la credete con tutto il cuore, essa prende il controllo delle vostre emozioni. E allora non andate in giro lasciandovi semplicemente trascinare dalle emozioni. Siamo degli esseri razionali, e i vostri sentimenti devono essere controllati dalla vostra ragione, dalla vostra mente. E la vostra mente, quando è piena della verità di Dio, controllerà le vostre emozioni. Voglio dire, può essere una cosa semplice come trovarsi su un aereo, e qualcosa va storto, perde un motore, comincia a sobbalzare, a tremare, a sbandare — inizialmente le emozioni prendono il sopravvento. Poi però dite a voi stessi: “Oh, questa potrebbe essere l’esperienza più nuova della mia vita. Potrebbe essere… questo potrebbe essere il volo 841 per il cielo. Potrei vedere… potrei vedere il Signore fra poco. L’opera di Dio continuerà. Non è una possibilità meravigliosa?”

Vedete, la ragione deve prendere il sopravvento, e ciò che è nella vostra mente controlla le vostre emozioni. Alcune persone direbbero: “Non crollerò, non mi farò prendere dal panico, devo… controllati, non vuoi metterti in imbarazzo.” Sapete, a quel punto la mente prende il sopravvento in modo superficiale, e quella persona stringe i denti e si aggrappa alla vita con tutte le sue forze. A me è successo decollando da LAX. Un motore si spense subito dopo il decollo, e una donna mi affondò le unghie nel braccio, sapete — ahi. E io semplicemente… sorrisi, sapete. Certo, avete una reazione emotiva a una cosa del genere, ma poi… all’improvviso, io comincio a pensare a tutta questa realtà di ciò che potrebbe accadere.

Vedete, dovete… le vostre emozioni possono essere controllate dalla vostra mente; quindi, se la vostra mente è controllata dalla verità della Parola di Dio, è così che le vostre emozioni risponderanno, giusto? E così avranno risposte vere alla realtà più importante, cioè la realtà spirituale. Bene, credo che ormai abbiate capito il messaggio. Gioite sempre, volete? Preghiamo. Padre, Ti ringraziamo per questa meravigliosa mattina. Ti ringraziamo per la gioia di stare insieme. Sappiamo che la gioia del Signore è la nostra forza, e ci dà la forza per affrontare tutte le questioni della vita. Grazie per averci dato motivo di gioire senza fine.

FINE

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