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Di tanto in tanto, mentre sfoglio giornali qua e là, la mia attenzione è attratta dalla rubrica di Ann Landers. Non so perché, ma è così. Recentemente ho letto questo nella sua rubrica: “Cara Ann Landers, il nostro Cocker Spaniel, Rags, è morto ieri. Aveva 15 anni e tutti lo adoravano. Ci sono ricordi di quel caro animale ovunque: una ciotola per il cibo, una bambola di pezza, e la palla che amava inseguire. Nostro figlio Terry, di 9 anni, ha chiesto: ‘Rags è in cielo? Lo vedrò quando morirò?’ Ho chiesto al nostro pastore come rispondere. Mi ha detto di dirgli di no, che gli animali non vanno in cielo. Credo che questa sia una risposta insensibile per un bambino di nove anni. Puoi darmi una risposta migliore? Firmato, San Juan”.

“Caro San Juan, ho consultato diverse autorità, e la risposta migliore è venuta da Andrew McKenna, che non è un teologo, ma vicepresidente del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Notre Dame. E, ha detto, di dire al ragazzo che il cielo è qualsiasi cosa egli voglia che sia. Assicuragli che vedrà tutti coloro che vuole vedere in cielo, compresi i suoi animali domestici”, fine citazione. Il cielo è qualsiasi cosa tu voglia che sia e puoi vedere lì chiunque tu voglia, compresi i tuoi animali domestici. Vi dico con certezza che quell’uomo non è un teologo. Il cielo non è qualsiasi cosa tu voglia che sia. Il cielo è esattamente ciò che Dio ha fatto che sia.

E noi abbiamo osservato il cielo che è il vero cielo, il cielo preparato da Dio per il Suo popolo. Ed abbiamo posto una serie di domande. E ci siamo chiesti: che cos’è il cielo? Ed abbiamo cercato di rispondere da Scrittura. Ci siamo chiesti: dov’è il cielo? E abbiamo cercato di rispondere. E poi abbiamo considerato il tema: com’è il cielo? E siamo stati tremendamente entusiasti di vedere la realtà di come sia quel luogo e di ciò che contiene per noi.

Ora, voglio andare avanti stasera e considerare un’altra domanda. E ce ne sono ancora alcune che arriveranno in futuro, ma per stasera voglio che consideriamo la domanda: come saremo in cielo? Come saremo noi? Per darvi una risposta generale, e poi approfondire un po’ di più, la Bibbia insegna che sperimenteremo la perfezione eterna del corpo e dell’anima. Sperimenteremo la perfezione eterna del corpo e dell’anima. Cioè, la perfezione dell’intera persona. Il cielo è un luogo perfetto per persone rese perfette. E visto che noi, come esseri umani, siamo uomo interiore e uomo esteriore, anima e corpo, o, se volete, spirito e corpo, saremo spirito e corpo perfetti per sempre e sempre.

Ora stasera, voglio parlare un po’ di questo affinché abbiate una prospettiva. L’intera idea della redenzione di Dio è renderci perfetti. L’intera idea è prepararci a dimorare per sempre alla presenza di Dio. Questo è lo scopo dell’intera salvezza. Ora, la salvezza, voglio che mi comprendiate, è un processo. Siete venuti a Cristo per fede e siete stati rigenerati, ma quello ha soltanto iniziato il processo, perché non siete ancora stati completati. Ecco perché l’apostolo Paolo dice in Romani 13: “Ora, la nostra salvezza è più vicina di quando abbiamo creduto”, siamo nel processo di essere salvati. Stiamo andando verso l’espressione ultima della salvezza quando saremo resi perfetti. Quest’opera di salvezza è già iniziata nella salvezza delle nostre anime, nella trasformazione dell’uomo interiore che conosciamo come “nuova nascita”.

Ma quella non è la fine; è soltanto l’inizio. Quando avete posto la vostra fede in Gesù Cristo siete stati fatti nuova creazione, dice 2 Corinzi 5:17. Colossesi 2:10 dice che siete stati resi completi in Cristo. E Pietro dice che ora avete tutte le cose che appartengono “alla vita ed alla pietà”, 2 Pietro 1:3 e 4, quindi, siete nuova creazione, completi in Cristo con tutto ciò che riguarda la vita e la pietà. La vita di Dio dimora nella vostra anima. Siete una nuova persona nell’intimo, c’è una certa novità in voi.

Per capire questo, brevemente, e non voglio spendere molto tempo perché potete ascoltare la serie su Romani 6 e 7, ma solo per toccarlo leggermente, aprite la vostra Bibbia a Romani 6, e vediamo se non possiamo iniziare a costruire una comprensione di ciò che il cielo sarà veramente per tutti noi in termini di perfezione della nostra persona. Ora, siamo stati resi nuove creazioni in Cristo. Ci è stata data, per così dire, una nuova vita in Cristo. Ci è stato dato un nuovo cuore, dice la Bibbia. Ci è stato dato un nuovo spirito. Questo fa parte di ciò che significa essere nati di nuovo, convertiti, rigenerati, redenti, fatti nuovi in Cristo. Abbiamo, dice il capitolo 6, se guardate al versetto 18, siamo diventati schiavi della giustizia. Abbiamo una nuova vita. Invece di essere schiavi del peccato, ora siamo schiavi o servi della giustizia. Invece di sperimentare, versetto 23, il salario del peccato che è la morte, abbiamo ricevuto il dono gratuito di Dio che è la vita eterna. Infatti, il versetto 22 dice che siamo stati liberati dal peccato e resi schiavi di Dio. Il risultato è la santificazione e l’esito è la vita eterna.

Ora, questi sono tutti modi per dire che c’è stato un cambiamento drammatico in noi. Non siamo più schiavi del peccato; siamo schiavi di Dio. Non siamo più servi della malvagità; siamo servi della giustizia. Non possediamo più un principio che porta alla morte; possediamo un principio che porta alla vita. Siamo nuova creazione. Egli lo chiarisce molto bene. Infatti, la vecchia creazione è morta. La vecchia creazione è morta. Versetto 11: “Consideratevi morti al peccato”. Qualcosa è morto e qualcosa di nuovo vive. Questa è nuova vita. Questa è la parte rigenerata di voi che Dio ha ricreato.

Ora, potrei richiamare alla vostra mente quando abbiamo attraversato questa parte della Bibbia e semplicemente ricordarvi che il problema che avete è che avete un uomo interiore appena creato incarcerato nella carne, d’accordo? Incarcerato nella carne. Nel capitolo 7, notate per favore, com’è che Paolo lo evidenzia, a partire dal versetto 15. Dice: “Infatti ciò che faccio, non lo capisco”, e la ragione per cui non lo capisce è che nel suo cuore, in questo nuovo uomo interiore, ama le cose giuste, desidera le cose giuste. Però, dice, c’è qualcosa che non capisco, non pratico ciò che vorrei fare. Faccio proprio la cosa che odio. Ma se faccio proprio la cosa che non voglio fare, sono d’accordo con la legge riconoscendo che è buona. Il solo fatto che non voglio farlo indica che riconosco la legge di Dio.

Poi, dice al versetto 17: “Ora non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me”, ora, ecco un principio molto importante, Paolo dice: sono una nuova creazione, ho un nuovo principio di vita in me, sono nel processo di essere santificato, sono schiavo di Dio e servo della giustizia, ho un nuovo principio di vita dentro di me, però non è libero, notate questo, di esprimersi pienamente a causa della presenza di cosa? Del peccato, del peccato. Sono inibito, sono debilitato. Sono limitato nella mia capacità di vivere secondo la legge di Dio nella quale mi compiaccio a causa del peccato. Ora, seguiamo il suo pensiero nel versetto 18: “Infatti io so che in me, nulla di buono dimora - ed eccolo qui - cioè nella mia”, cosa? “Carne”, e quella è un’altra parola per umanità. Nella mia umanità, o nella mia natura umana decaduta, egli intende non solo il suo corpo fisico, ma l’intero complesso della sua caducità. Ha una mente decaduta. Ha emozioni decadute. Ha una volontà decaduta.

E quindi, qui c’è questo nuovo principio di vita, vita eterna, la vita di Dio nell’anima dell’uomo, è lì ma è incarcerata nella caducità. Lo capite? È incarcerata nella caducità: in un corpo decaduto, una mente decaduta, emozioni decadute, una volontà decaduta. Carne significa più che solo pelle, ossa e tessuti. Significa la mia umanità. Quindi, ecco il punto che voglio che comprendiate. Ascoltate, miei cari, la vostra anima è stata redenta e, nel profondo della vostra anima o nel vostro spirito umano, Dio ha piantato una nuova vita; la vita di Dio è in voi nella forma del Suo Spirito dimorante. Ma non può esprimersi pienamente, notate questo per bene, neppure in ciò che è nella vostra anima, perché è ostacolata dal peccato.

E dice ancora al versetto 19: “Il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello pratico. Ma se faccio proprio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me”, riconosco che c’è ancora quel principio nella mia umanità; e così, dice, versetto 21: “Trovo dunque questa legge: per me che voglio fare il bene, il male è presente in me; poiché”, versetto 22, “mi compiaccio nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra”, più e più volte egli dice che è nella mia carne, è nel mio corpo, è nelle mie membra, e lo chiama, al versetto 24, “il corpo di questa morte”. Versetto 25: “Con la carne servo la legge del peccato”, carne, corpo, parti del corpo, membra del corpo: tutto si riferisce alla sua umanità non redenta. D’accordo? Ora, imprimetelo nella mente.

Dio ha piantato una nuova creazione dentro di voi. Lo Spirito Santo dimorante è perfetto. Quella trasformazione è avvenuta. E i desideri dello Spirito Santo diventano i vostri desideri, e amate la giustizia, e amate la bontà, e amate la verità, e amate la giustizia (equità), ed amate Dio, ed amate la Bibbia. Ma tutto questo è inibito perché la vostra anima e il vostro corpo stanno ancora lottando con la loro condizione decaduta in cui il peccato dimora. Ora, sono d’accordo che l’autorità del peccato nella vostra vita è spezzata; il dominio del peccato è spezzato, ma la presenza del peccato non è stata eliminata del tutto, giusto? Infatti, 1 Giovanni dice: “Se diciamo di non avere peccato”, cosa? “Mentiamo”. Quindi, nella parte più profonda, e non comprendo il mistero di questo, ma nella parte più profonda della vostra anima eterna, Dio ha piantato il seme incorruttibile della vita eterna. E avete una nuova potenza di fare ciò che è giusto. Avete un nuovo cuore e un nuovo spirito. E tutto ciò, notate questo, è una caparra, una prima rata della pienezza di ciò che riceverete in futuro. Ma quella nuova creazione, quel nuovo cuore, quel nuovo principio, quel nuovo spirito, quella nuova vita è incarcerata nella carne. È impegnata in battaglia nella carne, nel mentre cerca di portare l’anima e il corpo in conformità agli standard giusti di Dio, ha una guerra vera e propria davanti a sé, perché sta combattendo contro la nostra caducità. Il seme della perfezione eterna è lì. Il seme della vita eterna incorruttibile è lì. È piantato, notate questo, ma non è ancora in piena fioritura. Perciò aneliamo al giorno in cui quella perfezione verrà. Aneliamo a essere ciò che saremo.

Guardate il capitolo 8 versetto 23. E Paolo, portando lo stesso pensiero nel capitolo 8, dice: “E non solo essa, ma anche noi stessi”, seconda frase lì, “noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito”, in altre parole, avendo ricevuto la caparra, avendo ricevuto la prima rata, avendo ricevuto il nuovo cuore, la nuova vita, il nuovo principio, il nuovo spirito in noi, avendo avuto un assaggio di ciò, “noi stessi gemiamo dentro di noi”. E di cosa gemiamo? “Aspettando ardentemente l’adozione, la redenzione del nostro corpo”. In altre parole, abbiamo avuto un assaggio di cosa sia un’anima redenta, vorremmo che l’intero fosse redento, capite? E quindi viviamo nella speranza, viviamo nella speranza, gemiamo aspettando di essere ciò che saremo.

Il peccato ha reso inferma la nostra anima. Ha deturpato il nostro spirito. Ha segnato le facoltà del pensiero, della volontà e del sentimento. E così aneliamo al giorno in cui quel seme eterno dentro di noi sboccerà in pienezza e saremo redenti dalla testa ai piedi, dall’esterno all’interno. Verrà il momento, e che pensiero tremendo è questo, verrà il momento in cui Dio stesso, con i Suoi occhi penetranti capaci di discernere ogni singola cosa esistente, scruterà voi e scruterà me con quegli occhi fiammeggianti e penetranti, e andrà fino alla più piccola parte del nostro essere e non troverà assolutamente alcuna traccia di peccato. Non sarà incredibile? Ma è ciò che sta arrivando! Dio ci percepirà in ogni singola dimensione della nostra esistenza come assolutamente, perfettamente ed eternamente santi, giusti e senza alcun difetto.

Quindi, il cielo è il luogo della perfezione, della perfezione eterna dell’anima e del corpo. Perdiamo tutta la nostra caducità. Entriamo in tutta la perfezione pianificata da Dio. Entriamo in cielo perfetti. Infatti, cari amici, nessuno entra mai in cielo se non è assolutamente perfetto. Nessuno vi entra per rimanerci e dimorarvisi senza esser assolutamente perfetto. In Apocalisse 6:11, “Fu data a ciascuno di loro una veste bianca”, questi sono i martiri. “E fu detto loro che si riposassero ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro”. La veste bianca è il simbolo della loro assoluta e totale perfezione. La veste bianca è il simbolo della loro santità e della loro purezza. Sono rivestiti in accordo con la loro nuova natura che trova piena espressione.

In Apocalisse 7:14 ci viene detto che coloro che vengono dalla Grande Tribolazione “hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello”. E ancora l’enfasi lì è sulla bianchezza, sulla purificazione, sulla perfezione dei santi che entrano nel cielo dei cieli, dove Dio dimora con coloro che sono perfetti, che sono perfetti. Ora, ascoltatemi, abbiamo ancora bisogno di un’anima perfezionata. Abbiamo nella nostra anima, dentro il nostro uomo interiore, il seme della perfezione, ma l’anima o l’intera persona interiore non è ancora perfetta. Ascoltate, non è solo il mio corpo che pecca, è la mia mente, i miei pensieri, la mia volontà e le mie emozioni. La mia anima non è perfezionata, però nel momento in cui il credente muore, l’anima di quel credente entra immediatamente alla presenza di Dio ed è istantaneamente perfezionata e resa santa. Il corpo va nella tomba; l’anima va immediatamente in cielo. È così che è. Assenti dal corpo; presenti con il Signore. Molto meglio partire e essere con Cristo, dice Filippesi 1:23. Paolo dice: “Non sono qui. Sono con Cristo”. Quindi, quando un credente muore, quell’anima non ancora perfezionata è istantaneamente perfezionata nella presenza di Dio. Il corpo va nella tomba. Quindi, la prima cosa che dovete sapere è che andiamo in cielo senza corpo. D’accordo? I cristiani vanno in cielo senza corpo. Infatti, per quanto riguarda la chiesa di Gesù Cristo, i corpi sono tutti ancora sulla terra. Tutti i santi che sono morti e ora sono in cielo sono solo in cielo nel loro spirito o nella loro anima senza il loro corpo. Questo ci è reso chiaro, se non in altri luoghi certamente lo è in Ebrei capitolo 12. Il versetto 22 dice: “Voi vi siete avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste, a miriadi di angeli”, ascoltate qui, “all’assemblea universale e alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli”, venite in cielo, venite nel luogo dove si trova la chiesa, “E a Dio, il giudice di tutti”, ora ascoltate questo, “e agli spiriti dei giusti resi perfetti”. Quello che avete in cielo in questo momento sono spiriti perfezionati. E voi potreste dire: “Dove sono i corpi?” Nella tomba, in vari gradi di decomposizione.

Ma ora poniamoci la domanda: va bene, andiamo in cielo come anima, prima di tutto. Se dovessi morire oggi, la mia anima andrebbe in cielo; il mio corpo andrebbe probabilmente a Forest Lawn, e la mia anima o il mio spirito, stessa cosa, sarebbe con il Signore. Ora, come sarebbe la mia anima perfezionata? Beh, l’unica cosa che posso dirvi è che Dio potrebbe scrutare la mia anima perfezionata in ogni minimo dettaglio e non troverebbe alcuna imperfezione e alcun peccato. Sarei assolutamente perfetto. Non so in quale altro modo spiegarlo, quindi, tutto quello che posso dire a riguardo è che la perfezione che attendiamo, e che sperimenteremo quando le nostre anime vanno a stare con il Signore, ed è proprio questo: libertà perfetta da ogni male per sempre. Immaginate! Immaginate! Mai un pensiero peccaminoso, mai un pensiero egoista, mai una parola malvagia, mai una parola inutile, mai un’azione scortese, perfezione eterna assoluta. Mai contaminato, mai impuro, mai imperfetto, mai fare nulla se non ciò che è assolutamente giusto, santo e perfetto davanti a Dio. Potete immaginarvi comportarvi in modo così incredibile? Lo trovo quasi incredibile. Nessuna imperfezione, assolutamente nessuna.

Il libro dell’Apocalisse conclude e lo rende abbondantemente chiaro nel capitolo 21 versetto 27, che dice: “E non entrerà in essa nulla di impuro, né chi commette abominazioni o falsità”, nessuno che abbia la minima macchia entrerà mai nella città celeste, nella dimora di Dio, il cielo dei cieli. Il capitolo 22 riporta la stessa informazione. Dice al versetto 14: “Beati quelli che lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città. Fuori sono i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna”. Nessuno sarà là dentro se non è perfetto, “Non entrerà in alcun modo in quella città nulla che contamini”, pensateci su! Nessun peccato, nessuna sofferenza, nessun dolore, nessuna pena. Volete sapere una cosa? Non dubiterete mai di Dio in alcun modo. Non ci saranno dubbi là. Non ci sarà paura del dispiacere di Dio perché Dio non sarà mai dispiaciuto, poiché non farete mai nulla per dispiacerGli.

Nessuna tentazione vi colpirà mai. Satana non sarà là. Il mondo non ci sarà, la carne non ci sarà, non ci sarà persecuzione. Non ci sarà abuso. Non ci sarà divisione. Non ci sarà discordia, né disarmonia, né disunione, né odio. Non ci saranno litigi, né liti, né discussioni, né disaccordi. Tutti saranno perfetti e tutti in cielo saranno d’accordo con quello che ho insegnato in tutti questi anni. Non ci saranno delusioni. Non ci sarà ira. Non ci sarà fatica. Non ci sarà più digiuno, perché non ci sarà nulla per cui digiunare o a causa di cui digiunare. Non ci sarà pentimento perché non ci sarà nulla di cui pentirsi. Non ci sarà confessione di peccato perché non ci sarà alcun peccato da confessare. Non ci saranno lacrime perché non ci sarà nulla che vi renda tristi. Non ci sarà vigilanza perché non ci sarà alcun pericolo, né tentazione, né prova di alcun tipo. Non ci sarà più insegnamento. Non ci sarà più predicazione. Non ci sarà più apprendimento. Non ci sarà più evangelizzazione. Non ci sarà più testimoniare ad altri. Ci sarà piacere perfetto nella Tua presenza. Ci sarà gioia; il Salmo 16 ne parla. Ci sarà conoscenza perfetta. Conosceremo come siamo conosciuti. Conosceremo come siamo conosciuti. Siamo conosciuti in modo completo e conosceremo in modo completo. Ci sarà conforto perfetto. Sarete assolutamente al culmine del conforto in ogni momento per tutta l’eternità. Non avrete mai, neppure per una frazione di secondo, un momento di disagio. Non è incredibile? Qualche moglie sta dicendo: “Non conosci mio marito”, beh, non sarà a disagio.

Luca 16:25, “Figlio, ricordati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro parimenti i mali; ma ora qui egli è consolato e tu sei tormentato”, l’inferno è tormento, il cielo è conforto eterno. Amore perfetto, “Ora dunque rimangono la fede, la speranza e l’amore, ma il più grande di questi è l’amore” (1 Corinzi 13:13). Amerete perfettamente, sarete amati perfettamente, amerete tutti perfettamente, tutti vi ameranno perfettamente. Amerete Dio perfettamente, Egli vi amerà perfettamente. Amerete come Gesù ha amato. Giovanni 13:1 dice che Egli “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”; ed è esattamente il modo in cui amerete. Sarete amati da Dio. La vostra anima sarà abbracciata da Dio. L’amore che era stanco e affamato e tentato e disprezzato e odiato e flagellato e sputato addosso, quell’amore che fu percosso e crocifisso e trafitto, quell’amore che pianse e sanguinò e sudò e morì, quell’amore per voi vi abbraccerà per sempre e sará abbracciato da voi, e voi ed io saremo avvolti in amore eterno.

Ora, tutto questo si riassume in gioia perfetta. E potremmo semplicemente dire che il cielo è il luogo della gioia senza mistura e senza fine, gioia senza mistura e senza fine. Qualunque gioia ci sia in questa vita è mescolata al dolore, non è vero? Ricevete un po’ di gioia e non potete goderla pienamente perché ci sono troppi altri problemi. La gioia è mescolata in questa vita. Nel migliore dei casi, è mescolata con tristezza e dolore, scoraggiamento e delusione, preoccupazione e ansia e attesa. Se non c’è un problema ora, non posso essere troppo felice perché appena passa la giornata arriverà una giornata di problemi. Non potete mai godervi la giornata per quello che il domani potrebbe portare. Tutte le nostre gioie sono mitigate dal peccato. Tutte le nostre gioie sono mitigate o inibite dal dolore. Tutte le nostre gioie sono mitigate e inibite dalla tristezza. E questa vita è lutto, lutto, lutto e ancora lutto e pianto quando guardiamo a ciò che realmente accade. Ma quando arriverete in cielo: gioia, gioia, gioia, gioia assoluta e senza mistura. Guardate Matteo 25. Vi sto semplicemente dicendo come sarà il vostro spirito lassù. E tutto si riassume in questa gioia senza mistura e senza fine. Matteo 25, ricordate la parabola del nostro Signore? È come un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi, versetto 14, Matteo 25, e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì per il suo viaggio.

Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò e li fece fruttare, guadagnandone altri cinque. Allo stesso modo, colui che aveva ricevuto i due talenti ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento andò, scavò una buca nel terreno e nascose il denaro del suo padrone. Qui si sta parlando di privilegio spirituale. Alcuni uomini usarono il loro privilegio spirituale e ottennero benedizione. Alcuni uomini presero il loro privilegio spirituale e lo sprecarono. Il padrone dei servi arriva per regolare i conti con loro. Versetto 20: colui che aveva ricevuto i cinque talenti si avvicinò, portò altri cinque talenti e disse: “Signore, mi hai affidato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. Il suo padrone gli disse: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella”, cosa? “Nella gioia del tuo signore”, questo è il punto del cielo stesso. Ti costituirò sopra molte cose. Entra nella gioia del tuo Signore. Avrete una gioia pura in cielo. Entrerete nella gioia del Signore. Avrete anche incarichi da svolgere. Ne parleremo nel prossimo studio. Colui che aveva ricevuto due talenti, il suo privilegio spirituale non era così grande come quello del primo, ma lo prese e ne fece qualcosa. E dice, versetto 23: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”, e ricordate cos’é successo a quello che non fece nulla con il suo privilegio spirituale? Il Signore gli tolse ciò che aveva, e invece di essere in un luogo di gioia, il versetto 30 dice: “Gettate il servo inutile nelle tenebre di fuori; là sarà pianto e stridor di denti”. Ora, il cielo quindi è un luogo di gioia. La caratteristica dominante del cielo è la gioia, gioia che nasce da tutte le meravigliose cose che vi ho menzionato, gioia. E qualsiasi gioia abbiate ora è solo un piccolo assaggio della gioia che vi attende. Il cielo è definito in termini puri e semplici come un luogo di gioia senza mistura e senza fine.

Ora, perché diciamo “senza fine”? Beh, deve essere senza fine perché le condizioni che rendono possibile avere gioia pura non cambiano mai, avete capito? Visto che le condizioni del cielo non cambieranno mai, qualsiasi cosa produca gioia all’inizio produrrà gioia per sempre e sempre e sempre, perché le condizioni non cambiano mai. La perfezione celeste non viene mai alterata. Mai, in alcun modo alterata. L’inferno è l’opposto, a proposito. L’inferno è un luogo di dolore puro e tormento senza fine. In cielo avete una vita eterna di soddisfazione per tutti i desideri dell’anima redenta. È quindi un luogo dove lo spirito e l’anima saranno perfezionati per sempre.

Ma lasciatemi fare un passo più in là... Non siamo stati ideati, creati, per essere spiriti disincarnati e per fluttuare semplicemente in qualche forma spirituale. Possiamo funzionare anche senza un corpo. Posso chiamare qualcuno al telefono e parlargli, e non so cosa stia facendo il suo corpo, ma posso comunque comunicare con la sua persona. Posso scrivere una lettera o ricevere una lettera da qualcuno e sto comunicando con il suo spirito, la sua persona interiore, senza alcun contatto con il suo corpo. Potremmo comunicare, e Dio potrebbe toglierci i corpi, come fa, portarci in cielo come spiriti e potremmo comunque essere un’entità spirituale, come Dio è un’entità spirituale. Ma non è ciò che siamo stati creati per essere. Quando Dio creò l’uomo lo fece anima e corpo. Lo fece uomo interiore e uomo esteriore. E quando lo perfeziona, lo perfezionerà anche come uomo interiore ed esteriore. Siamo stati progettati da Dio per essere un corpo e un’anima. E la nostra perfezione finale richiede che siamo un corpo e un’anima. E la creazione di un nuovo cielo e di una vera nuova terra richiede anche che abbiamo corpi che possano camminare su una terra reale.

Quindi, è questo quello che Dio sta facendo. Anche dopo che le nostre anime sono perfezionate, non è la fine. Non è la fine. Ci sarà una risurrezione del corpo che si unirà a quello spirito, questo è il piano di Dio. Potete leggere della risurrezione degli empi in Apocalisse capitolo 20 a partire dal versetto 11, il mare restituirà i morti, la morte e la tomba restituiranno i morti, e saranno tutti giudicati secondo le loro opere. E poi, ovviamente, saranno gettati nello stagno di fuoco. Ci sarà una risurrezione per la condanna, una risurrezione per il giudizio, però, che dire della nostra risurrezione? Per quanto riguarda la redenzione dei nostri corpi? E ricordate che poco fa, in Romani 8, ho detto che stiamo aspettando la redenzione dei nostri corpi? Stiamo aspettando quella che 2 Corinzi 5:2 chiama la nostra “abitazione che è dal cielo, una casa non fatta da mani d’uomo, eterna nei cieli”. Guardate 1 Tessalonicesi capitolo 4, un testo molto familiare; 1 Tessalonicesi capitolo 4 versetto 13: “Non vogliamo, fratelli, che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono”, e questo si riferisce ai corpi dei santi; i loro spiriti sono andati a stare con il Signore, i loro corpi sono nella tomba. “Non siate tristi, perché se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così anche Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati”, quando Gesù ritornerà, porterà con Sé gli spiriti dei santi che sono morti. Quando il rapimento avverrà e Gesù scenderà dal cielo, gli spiriti dei santi verranno con Lui. “Perché questo vi diciamo per parola del Signore, che noi viventi”, siamo ancora qui in corpo e spirito, non ancora glorificati, “coloro che rimarranno fino alla venuta del Signore, non precederanno quelli che si sono addormentati”.

In altre parole, loro riceveranno i loro corpi prima che noi saliamo. Perché? Perché hanno aspettato a lungo. Alcuni di loro per secoli, fluttuando come spiriti disincarnati in un’umanità non ancora pienamente perfezionata, perché non hanno ancora i loro corpi. Quindi, quando Gesù verrà per rapire la chiesa, il primo gruppo che sarà preso in considerazione sarà quello di coloro che sono stati disincarnati: riceveranno i loro nuovi corpi e poi noi saliremo dopo di loro. Lo dice al versetto 16: “Poiché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo; e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore”, questa è un’altra caratteristica del cielo: sarete sempre con il Signore per sempre, sempre, sempre, e sempre. Ma i morti saliranno per primi perché hanno aspettato a lungo i loro corpi. I loro corpi usciranno dalle tombe, si uniranno ai loro spiriti disincarnati, saranno istantaneamente perfezionati per tutto ciò che il cielo ha per loro. Poi li seguiremo e saremo trasformati lungo il cammino. Saremo perfezionati quando lasceremo questo mondo nel rapimento, se saremo qui quando Gesù verrà, ora questa è la promessa di Dio che ci attende: un nuovo corpo glorificato per accompagnare uno spirito glorificato. Questa tenda terrena, dice Paolo in 2 Corinzi 5:1, sarà disfatta, e riceveremo un edificio nuovo da Dio.

Ora, questo pone la domanda su cui voglio concentrarmi mentre concludiamo stasera: come saranno questi corpi? Come saranno? L’anima nel suo stato perfezionato, notate qui, deve avere un corpo in stato perfezionato per esprimersi pienamente. L’anima umana è limitata nella sua espressione senza un corpo, perché siamo quella combinazione perfetta. Ma come sarà il nostro corpo? Andiamo a 1 Corinzi 15. Ci sarebbe molto da dire su questo. Cercherò di mordermi la lingua e di scorrerlo rapidamente. Versetto 35: “Ma qualcuno dirà”, e lo riesco a sentire, so che ci avete già pensato: come risuscitano i morti? E con quale corpo verranno? Vedete, qualcuno dice: “Ah, stai scherzando, risurrezione corporea? Le persone staranno nella tomba per secoli e secoli. Non ci sarà nient’altro che un mucchio di polvere. E che dire di quelli che sono stati bruciati, e di quelli che sono esplosi? Il Signore andrà a raccogliere tutti i pezzi? E che dire di quelli che sono annegati nell’oceano, e che si sono decomposti lì per secoli e secoli? Com’è che risusciteranno i morti?”

Un autore, Charles Ball, dice: “La limitazione della nostra conoscenza attuale rende quasi impossibile comprendere la risurrezione di un corpo. Ci poniamo domande sulla carne sepolta in una tomba e ridotta agli elementi, o bruciata in cenere, o disciolta nel mare. È possibile che questi elementi sparsi vengano riassemblati con la stessa struttura molecolare dell’ora della morte? Alcuni hanno ridicolizzato quest’immagine immaginando un corpo nella tomba che si dissolve con l’azione della pioggia e del calore del sole, e col tempo fertilizza l’erba soprastante. E dove una mucca pascola, la mucca produce latte che viene consumato a colazione e nutre un’altra generazione. Poi, muoiono e vanno nella tomba, si decompongono, fanno crescere l’erba, e un’altra mucca mangia quell’erba, e quella mucca produce latte, e quel latte viene consumato a colazione, e quel latte nutre un’altra generazione. E chi mai potrà sapere quali molecole appartengono a quale persona?” Bene, questo è il tipo di ragionamento con cui ci si confronta. E si dice che Dio avrebbe un problema impossibile da risolvere per capire di chi siano le molecole.

Ora, nemmeno io voglio entrare in quel tipo di assurdità. Se Dio ha potuto crearci, può ricrearci. Non dobbiamo pensare in quel modo. Un cambiamento costante avviene nelle cellule del nostro corpo durante questa vita. Non siamo nemmeno gli stessi che eravamo tre anni fa. Ogni giorno le cellule del nostro corpo vengono eliminate; nuove cellule prendono il loro posto. Mi dispiace dirlo, ma è vero: la maggior parte della polvere nelle vostre case è pelle umana che si stacca, circa il 75 percento, da quello che ho letto. Vi sciocca forse questa cosa? Sì, state venendo sostituiti. È al di là della nostra comprensione, amici. Ma in qualche modo un nuovo corpo sarà fatto per accogliere un’anima eternamente perfetta. È una casa non fatta da mani d’uomo. È una casa eterna. I Greci dicevano che il corpo è una prigione che limita l’anima. No, certo che non lo è. Il corpo è un veicolo per esprimere l’anima, questa è l’idea. È un veicolo per esprimere l’anima.

Ora, com’è che sarà? Torniamo al versetto 36 per scoprirlo. Com’è? “Stolto”, dice, ed è gentile così, non dovreste nemmeno discutere in quel modo, “ciò che tu semini non prende vita se prima non muore”, il greco è “insensato”, un severo rimprovero, a proposito, che presuppone che l’obiettore fosse orgoglioso della propria intelligenza, “Non sai nemmeno di cosa stai parlando. Lascia che ti dia l’analogia del seme. Ciò che tu semini non è il corpo che deve nascere, ma un semplice granello, forse di grano o di qualche altro seme; ma Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme un proprio corpo”. Dice: guardate solo questa analogia. Avete un piccolo seme in mano, lo mettete nella terra, quel seme assomiglia in qualche modo a ciò che produrrà? Certo che no. C’è una differenza enorme! Il principio di vita è nel seme, ma non c’è modo di sapere, se non per esperienza passata, che quel tipo di seme produrrà quel tipo di pianta. Il seme muore. Questa è la prima cosa che fa un seme. Ora, spiegatemelo perfettamente, e poi io dipenderò anche dalla vostra spiegazione della risurrezione.

Come può qualcosa morire per dare vita? Come può? Come può un seme andare nella terra, decomporsi e dare vita? Non lo so. Non lo capisco. E come può un albero enorme uscire da quella piccola cosa? C’è una differenza enorme, ma Paolo sta dicendo che il vostro corpo morirà, andrà nella tomba e ne uscirà, ed è proprio come un seme che muore, in senso analogico, e produce una pianta che non avreste mai potuto vedere nel seme, mai. Gesù stesso lo disse riguardo alla Sua risurrezione. Giovanni 12:24: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto”, e stava dicendo: “morirò e farò la stessa cosa. Produrrò frutto. Risorgerò in un corpo glorioso che produrrà frutto”, il mistero del corpo della risurrezione, cari amici, non è diverso dal mistero del seme. Non è diverso.

E se volete dire: “Beh, non credo alla risurrezione perché non capisco il processo”, allora fareste meglio a non credere nemmeno al raccolto, perché non capite nemmeno quel processo. Ma accade, e così sarà per la risurrezione, questo è l’argomento di Paolo. I corpi avranno una certa connessione con quello che è stato sepolto, ma saranno diversi. Non so esattamente come. Saranno lo stesso organismo in un certo senso — io sarò io e voi sarete voi — solo che saremo tutti perfetti. Saremo gli stessi e tuttavia saremo diversi. Incredibile! Dalla decomposizione del corpo nella tomba non deriva alcun ostacolo alla risurrezione. Proprio come un seme che muore e porta vita, così la risurrezione verrà dalla morte del corpo.

Guardate il versetto 39, prende un’altra illustrazione. Dal seme, passa a parlare del corpo, “Ogni carne non è la stessa carne; altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella dei pesci”, ora, com’è che spiegate questo fatto qui? Voglio dire, in tutta la terra ci sono diversi tipi di carne, tanti tipi diversi. Le differenze nella carne degli animali sono determinate dagli amminoacidi, sapete cosa sono gli amminoacidi? Ho letto che ci sono seicento ottodecillioni di combinazioni di amminoacidi. Sono tante. Ed è questo che produce la carne. È questo che produce un certo tipo di carne. Voi producete carne. Producete la vostra carne, io produco la mia. Non importa cosa mangio, io produco carne umana. Se mangio pollo continuamente, non mi spuntano le piume. Perché? Perché la struttura di amminoacidi nel mio corpo si riproduce solo in combinazione con la mia carne. Quindi, anche se mangio solo hamburger, non comincerò a muggire. Non mi crescerà mica la coda, non avrò la pelle di una mucca. Perché? Perché la struttura di amminoacidi che Dio ha messo nella carne mantiene la carne distinta. Dio non si è limitato a un solo tipo di carne nella creazione; quindi, perché dovrebbe essere limitato a un solo tipo di carne nella risurrezione? Potremmo non capire nemmeno che tipo di nuova umanità sarà, proprio come, se conoscessimo solo gli uccelli e la loro carne, non potremmo capire i cavalli.

Poi dice, al versetto 40: “Vi sono anche corpi celesti e corpi terrestri; ma altra è la gloria dei corpi celesti e altra quella dei corpi terrestri”, ovvero, ci sono organismi terrestri e ci sono corpi che occupano lo spazio, il sole, la luna, le stelle. È incredibile. Dio ha fatto tutto, dal minuscolo insetto strisciante a un sole in rotazione, e tutto quello che sta in mezzo. E dal punto di vista umano, guardiamo queste cose e perché mai dovremmo dire: “Non capisco come potrebbe mai creare un corpo di risurrezione”? Ma guardate qui, Egli può fare qualsiasi tipo di corpo. “Un’altra è la gloria del sole”, versetto 41, “un’altra la gloria della luna, e un’altra la gloria delle stelle; e una stella differisce da un’altra in gloria”. Così è anche la risurrezione dei morti. È proprio così. Ci sono tanti tipi di corpi che Dio ha creato: corpi animali, corpi vegetali, corpi celesti, soli, stelle, lune, comete e così via...

Non so se ci avete mai pensato; anni fa lessi un articolo di Donald Peady, che diceva: “Come i fiori, le stelle hanno i loro colori. A un primo sguardo verso l’alto, tutte brillano di bianco come cristalli di brina. Ma osservandone una e poi un’altra, troverete una sottile gamma di colori nelle stelle. La qualità della loro luce è determinata dalla loro temperatura. Nel cielo di dicembre vedrete Aldebaran come un pallido rosa, regale bianco-azzurro; Betelgeuse arancione tendente al giallo topazio”, fine citazione. In altre parole, anche le stelle sono diverse. Temperature diverse, colori diversi. Tutti i corpi celesti variano, tutti i semi. Vi rendete conto che non esistono due alberi identici sulla faccia della terra? Nessun seme uguale a un altro. Nessun animale uguale a un altro. Nessuna persona esattamente uguale a un’altra. Nessun corpo celeste identico a un altro. E qualcuno dice: “Come potrebbe Dio creare un corpo di risurrezione?” Non è un problema, ha abbastanza potere creativo già in mostra da non doverlo mettere in dubbio.

Versetto 42: “Così è pure della risurrezione dei morti”, le illustrazioni della natura e le illustrazioni dell’astronomia ci mostrano che Dio può fare qualsiasi tipo di corpo voglia. Come un corpo differisce da un altro, così il corpo di risurrezione può differire dal corpo che conosciamo ora. È possibile che Dio crei un corpo unico, un corpo che non comprendiamo. In qualche modo sarà collegato a noi. Avrà la nostra personalità umana in esso, ma sarà preservato per sempre con tutte le sue distinzioni, con tutta la sua unicità, in assoluta e eterna perfezione. Così i cimiteri degli uomini diventano i campi di semina della risurrezione, e i cimiteri del popolo di Dio diventano, per mezzo della rugiada celeste, i campi di risurrezione della perfezione promessa. Poi, al versetto 42: “Si semina un corpo corruttibile, si risuscita incorruttibile”. Ed ecco i contrasti: “Si semina nella corruzione, si risuscita nell’incorruttibilità”. Questa è la differenza.

Poi dice: “Si semina ignobile a causa del peccato, si risuscita glorioso. Si semina debole, si risuscita potente. Si semina corpo naturale, si risuscita corpo spirituale”, ora, cos’è che intende con “corpo spirituale”? Non vuol dire che è uno spirito: è un corpo. Ma è un corpo, è un corpo che può contenere ed esprimersi in modi spirituali. In parole semplici, è un corpo che esprime lo spirito, i bisogni di uno spirito perfetto. Ascoltate, com’è il vostro corpo? Sarà incorruttibile, cioè non si deteriora mai. Non perderete mai alcuna parte di quel corpo. Non rigenererete la pelle ogni sette anni. Non ci sarà alcun processo di eliminazione nel vostro corpo. È un corpo incorruttibile. Sarà permanentemente ed eternamente perfetto, senza cambiamenti, mai. Non guarderete mai la vostra mano e direte: “Che cos’è questo? Non l’ho mai visto prima”. Non vi chiederete mai: “Da dove viene questo nodulo?” In cielo non ci saranno radiografie per tumori. Nessuno svilupperà mai nulla là. Perfezione assoluta e incorruttibile.

Non solo questo: sarà glorioso, glorioso. Sarà un riflettore della gloria di Dio. Sarà risuscitato in potenza. Avrà potenza oltre ogni vostra immaginazione: potenza di volare, potenza di compiere qualunque cosa desideri. Sarà un corpo spirituale nel senso che esprime uno spirito rinnovato, uno spirito perfetto. È incredibile pensarci. È adattato per l’esistenza dei redenti in un ordine celeste che non conosciamo ancora. È semplicemente straordinario. E poi, al versetto 45, ci porta un passo oltre e dice: “Così anche sta scritto: il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente; l’ultimo Adamo”, cioè Cristo, “è divenuto spirito vivificante”, confronta i capi di due famiglie. Si appella alla Scrittura per il suo argomento. E dice che l’ultimo Adamo è spirito vivificante. Gesù Cristo è l’ultimo Adamo. E Lui darà vita; darà vita dove Adamo ha dato morte.

Adamo, l’uomo naturale, peccò e portò la morte al genere umano. L’ultimo Adamo porta la vita. «Il primo non è lo spirituale, ma il naturale; poi viene lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra», cioè Adamo, «è terreno; il secondo uomo viene dal cielo. E come è il terreno, così sono anche i terrestri, e come è il celeste, così sono anche i celesti». Fermatevi un momento, amici. Avete appena ricevuto un’intuizione straordinaria. Come siamo su questa terra simili ad Adamo, saremo in cielo simili a chi? A Cristo. E poi il versetto 49 lo dice: «E come abbiamo portato l’immagine del terreno, porteremo anche l’immagine di», quale? «Del celeste». È incredibile! Saremo come Gesù Cristo. Saremo esattamente come Gesù Cristo. E com’era? Egli era incorruttibile ed eterno. È glorificato e lo saremo anche noi. È spirituale, cioè esprime uno spirito perfetto attraverso la Sua umanità glorificata, e così faremo anche noi. Possederemo, secondo Filippesi 3:21, una grande dichiarazione: «Il corpo della Sua gloria». Non riesco nemmeno ad immaginarlo. Ma vedete, siamo stati salvati per essere conformati all’immagine del Figlio di Dio. Siamo predestinati a essere conformati all’immagine del Suo Figlio, dice Romani 8. Saremo come Lui, 1 Giovanni 3:2, perché lo vedremo come Egli è. Saremo come Lui. Com’era Lui? È incredibile pensarci. Volò in cielo. Si trovava sul monte, in Atti capitolo 1, e una nuvola lo portò direttamente in cielo. Poteva volare. Si muoveva liberamente. Appariva all’improvviso dopo la Sua resurrezione in quella umanità glorificata. Passava attraverso i muri. Con i discepoli, come dice Luca 24, si sedette e mangiò. In un’occasione spezzò il pane. In un’altra mangiò pesce. Chiese qualcosa da mangiare, glielo diedero ed Egli lo mangiò. E Apocalisse 22 dice che in cielo ci saranno alberi da frutto per la pienezza e la salute di tutti i popoli. Come Cristo mangiò dopo la Sua resurrezione, anche noi mangeremo. E non perché ne avremo bisogno, ma per la pura gioia e piacere di farlo. Così passeremo l’eternità mangiando il frutto degli alberi celesti non per necessità, ma per piacere.

Non so come funzionerà. Non so come si possa mangiare frutto eterno senza che questo cambi in alcun modo il nostro corpo. Non capisco tutto questo, ma sarà certamente entusiasmante. Saremo come Cristo. Poteva muoversi ovunque volesse. Aveva il potere di apparire e scomparire. Aveva il potere di infondere forza negli uomini. Aveva il potere, anche nella Sua resurrezione, di compiere cose miracolose che realizzò tramite i Suoi apostoli. Camminava. Parlava. Lo si poteva toccare. Lo si poteva sentire, parlava, mangiava, e faremo tutto questo, solo in un’umanità glorificata che ora ci è inspiegabile.

Beh, ci sarebbe molto altro da dire, ma quando pensiamo a Gesù dopo la resurrezione, quella è la migliore immagine di ciò che saremo. Un corpo adatto a contenere e ad esprimere per sempre la pienezza della vita di Dio, un corpo che può mangiare ma non ne ha bisogno, un corpo che può volare nello spazio e attraversare i muri, un corpo senza limiti di tempo, senza età, un corpo esaltato a tutto ciò che Dio aveva in mente nel potenziale della creazione, un corpo pienamente soddisfatto, senza dolore, senza lacrime, senza tristezza, senza malattia, senza morte. Un corpo di splendore, un corpo che brilla come la luna e le stelle, secondo Daniele 12, la promessa ai santi dell’Antico Testamento nella loro resurrezione, un corpo luminoso come il sole a mezzogiorno, un corpo che splende come il sole nella sua forza. Che cosa incredibile su cui riflettere. Che cosa incredibile. Voglio che ascoltiate per concludere; chiuderò tra circa due minuti. Che cosa significa tutto questo per voi? Vi dirò cosa significa per me. Significa che il nostro desiderio per il cielo dovrebbe essere intenso. Dovrebbe essere intenso. Lasciate che lo dica in modo molto pratico, ok? Se trovate la vostra gioia e il vostro conforto in questa vita, se trovate le vostre delizie in questa vita al punto che il cielo non vi attrae, ciò è irrazionale, è irrazionale.

Lasciate che vi spieghi il perché. Prima di tutto, state idolatrando un mondo passeggero, pieno di peccato e in decadimento. In secondo luogo, state contraddicendo il fine di Dio. Il fine di Dio è farvi diventare come Cristo, e per questo dovrete andare là dove potrete essere resi tali. Quindi, se desiderate aggrapparvi a questo mondo e non volete lasciarlo, se qui cercate il vostro conforto e accumulate il vostro tesoro, siete irrazionali oltre che peccatori. E lo sono anch’io se penso così, perché stiamo idolatrando un mondo decadente, empio, che rifiuta Cristo e sta passando. Stiamo contraddicendo il fine di Dio. Inoltre, stiamo cercando ciò che non troveremo mai e, quindi, stiamo aggravando la nostra miseria, perché non saremo mai soddisfatti.

Quanto è meglio desiderare il cielo? Dovremmo sospirare per il cielo come un prigioniero sospira per la libertà, come un malato sospira per la salute, come un affamato desidera il cibo, come un assetato desidera l’acqua. Dovremmo desiderare il cielo come il contadino desidera il raccolto, come il lavoratore aspetta il giorno di paga, come il corridore desidera la vittoria. E se non lo facciamo, c’è qualcosa che non va. Se non stiamo dicendo con Giovanni: «Sì, vieni, Signore Gesù», c’è qualcosa che non va quando pensiamo a ciò che Dio ha per noi. Se non siete cristiani, non compiangete i cristiani. Non compiangeteci. So che alcuni pensano che conduciamo una vita un po’ noiosa, e che tutta la nostra gioia sia rovinata perché abbiamo voltato le spalle alle cose del mondo. Ma voglio che sappiate, amici, non compiangeteci, compiangete voi stessi. Noi abbiamo goduto del meglio della vita nella gioia del Signore, e passeremo l’eternità nelle glorie della Sua promessa, mentre coloro che si fermano a compiangere la “festa” che i cristiani si stanno perdendo, passeranno l’eternità senza Dio nel tormento dell’inferno. Tutto ciò che è glorioso, tutto ciò che è nobile, tutto ciò che è benedetto e tutto ciò che è emozionante ci aspetta in cielo. Spero che sarete lì, e spero che, se siete diretti in cielo, abbiate nel cuore un desiderio per quell’incontro con Cristo. Preghiamo insieme.

Padre, Ti ringraziamo per il nostro tempo di questa sera. Che momento meraviglioso nella Tua Parola, e quanto siamo entusiasti di ciò che hai preparato per noi. E sebbene occhio non ha visto, né orecchio ha udito, e non è salito nel cuore dell’uomo ciò che Tu hai preparato per noi, non potremmo mai comprenderlo. Solo questo piccolo scorcio è sufficiente a riempire i nostri cuori di gioia. Prego per ogni anima qui presente, affinché sia preparata per l’inevitabile giorno della morte, e in quel giorno possa entrare nel cielo dei cieli e non sperimentare l’ira di Dio, affinché possa conoscere gioia per sempre e non il pianto, lo stridore di denti e il dolore. E Padre, per noi che siamo diretti in cielo, riempici di attesa. Aiutaci a tenere leggermente a questo mondo e a desiderare di essere con Te. Aiutaci a essere stanchi del peccato, a vedere l’inutilità di questo mondo, a investire tutto ciò che abbiamo nel desiderio del cielo. Aiutaci, come Paolo disse ai Colossesi, a fissare le nostre affezioni sulle cose di lassù e non su quelle della terra. Aiutaci a desiderare quel giorno in cui scambieremo questi corpi umili, come Paolo disse ai Filippesi, con il corpo glorioso simile a quello di Gesù Cristo, quella perfezione di corpo e anima che attende noi, cittadini del cielo. Aiutaci a desiderare quella trasformazione. Ti ringraziamo per questa meravigliosa speranza piantata nei nostri cuori, perché ci hai detto abbastanza sul cielo da darci un tale desiderio. Ti ringraziamo per la Tua grazia, per ciò che ci dai in questa vita e per ciò che hai preparato per noi nella vita futura. Amen.

FINE

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