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Apriamo la nostra Bibbia al capitolo 1 di Genesi. Stiamo continuando lo studio della creazione, il resoconto della creazione; l’unico resoconto autorevole della creazione riportato nel primo capitolo del primo libro della Bibbia, il libro del principio, la Genesi.

Leggiamo fino al versetto 13, “Nel principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno. Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E cosí fu. Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno.

Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l’asciutto». E cosí fu. Dio chiamò l’asciutto «terra», e chiamò la raccolta delle acque «mari». Dio vide che questo era buono. Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E cosí fu. La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono. Fu sera, poi fu mattina: terzo giorno”.

Ora, permettetemi di riassumere quello che la Parola di Dio ci ha insegnato sulle origini in questa porzione di Genesi. Una comprensione semplice del testo, il racconto ineludibile dice che il Dio eterno ha creato dal nulla, senza materiale preesistente, i cieli e la terra, che significa semplicemente l’universo. Egli creò l’universo così com’è ora, e l’ha fatto in una sequenza di sei giorni solari, di cui abbiamo appena letto i primi tre. Il sesto giorno, come scopriremo, ha completato la sua creazione creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, un essere intelligente con personalità, con una coscienza e cognizione. Questa creazione avvenne nel corso di una settimana di giorni normali, circa 6000 anni fa, e la creazione intera era matura ed aveva una certa età nel momento in cui fu creata. La morte non esisteva, e nemmeno c’era alcuna influenza corruttrice, e la creazione in sè era quindi buona. La morte e la corruzione entrarono per la prima volta nella creazione con la Caduta di Adamo ed Eva che è riportata nel terzo capitolo di Genesi. Quando peccarono disobbedendo a Dio, la morte entrò in scena ma prima di allora non esisteva. E questo significa che non poteva esserci alcun processo evolutivo perché nulla moriva.

In seguito la superficie della terra fu rimodellata, drasticamente e drammaticamente dal grande Diluvio universale, descritto più avanti nello stesso libro di Genesi; un Diluvio che riorganizzò la terra in modo cataclismatico, perchè le acque che caddero dall’alto e risorsero dalle viscere della terra, innondarono tutto letteralmente fino alle vette delle montagne stesse. In quel Diluvio sopravvissero solamente otto persone: Noè, sua moglie, i suoi tre figli e le loro mogli, insieme agli animali che si trovavano nell’arca, ma da quel momento in poi, la terra doveva esser ripopolata. Questo è il resoconto della Genesi.

E come vi ho detto la settimana scorsa, la scienza non è ermeneutica. La scienza non è un principio per interpretare la Genesi o qualsiasi altro passo delle Scritture. E l’accuratezza del racconto di Genesi non è diversa da quella di qualsiasi altro testo biblico. Tutte le Scritture sono state date per ispirazione di Dio. Tutte le Scritture furono sospinte nel cuore degli uomini, furono prodotte nel cuore degli uomini dall’opera dello Spirito Santo, ed essi scrissero esattamente quello che lo Spirito voleva che scrivessero, e Gesù riassunse questo concetto quando disse, in Giovanni 17:17, “La tua Parola è verità”.

Ora, da questo fondamento principale dobbiamo concludere che qualsiasi forma evolutiva è una contraddizione ed una negazione della rivelazione chiara delle Scritture, e mi riferisco a qualsiasi forma, sia che provenga da un evoluzionista ateo come Julian Huxley, o che provenga da un evoluzionista teista come Hugh Ross, qualsiasi forma di evoluzione è una contraddizione ed una negazione della rivelazione chiara delle Scritture, che indica che circa 6.000 anni fa Dio ha creato l’universo intero così come lo conosciamo in sei giorni di 24 ore.

C’è solamente una fonte per il racconto delle origini ed è la Bibbia, la Parola di Dio, ed in particolare, nello specifico, il capitolo 1 di Genesi. Come ho detto, non ci sono fatti scientifici che contraddicono per necessità il racconto della creazione trovato in Genesi. Al contrario, tutta la vera scienza sostiene l’insegnamento biblico della creazione. Deve essere così perché la Genesi è vera! E quindi tutta la vera scienza deve sostenere il suo resoconto.

È difficile ammetterlo perché la scienza ha regnato suprema per così tanto sul trono del pensiero contemporaneo. L’evoluzione è stata un dato di fatto, (è stata presentata come un dato di fatto) a tal punto che è diventata un assoluto nella nostra società, ma si sta sistematicamente sgretolando, più comprendiamo la natura dell’universo, più ci rendiamo conto dell’impossibilità assoluta dell’esistenza di una qualsiasi forma d’evoluzione, fino al punto – e questo proviene da una fonte interessante – che Robert E. Smith, un membro dell’affiliata del Missouri occidentale dell’Unione Americana per le Libertà Civili, che si sa essere un amico delle Scritture, disse questo, e cito: ‘Negli ultimi cinque anni ho seguito da vicino la letteratura creazionista ed ho partecipato a conferenze e dibattiti su temi correlati. Basandomi esclusivamente sulle argomentazioni scientifiche pro e contro, sono stato costretto a concludere che il creazionismo scientifico non è solamente una teoria valida, ma che ha raggiunto la parità, se non ha persino superato la teoria normativa dell’evoluzione biologica. Il fatto che ciò avvenga oggi è alquanto sorprendente, soprattutto alla luce di ciò che alla maggior parte di noi è stato insegnato nella scuola primaria e secondaria’, e prosegue dicendo questo: ‘In termini pratici, l’ultimo decennio d’attività intensa da parte degli scienziati creazionisti ha lasciato la maggior parte dei professori evoluzionisti indisposti a discutere la question con i professori creazionisti. Troppi evoluzionisti sono stati umiliati pubblicamente in tali dibattiti dalla loro mancanza di erudizione e dalla debolezza della loro teoria’, fine della citazione.

Paul Ackerman ha scritto un libro intitolato ‘Dopo tutto, è una terra giovane’ (It’s a Young World After All), dove dice questo – mi sembra di capire che alcuni di voi sono stati a Disneyland... Ma nel libro dice questo: ‘Permettetemi di essere schietto su questo argomento. Gli evoluzionisti di tutto il mondo hanno dovuto imparare a proprie spese che l’evoluzione non può competere con il creazionismo in un dibattito equo e imparziale, dove la posta in gioco sono i cuori e le menti di un pubblico intelligente, indeciso, ma comunque obiettivo ed aperto. L’esperienza dimostrerà che lo stesso vale anche per la questione dell’età della terra. Le convinzioni degli evoluzionisti sull’origine e lo sviluppo della vita non possono reggere l’esame di un’opposizione informata, né gli evoluzionisti possono affermare che l’universo è esistito da 10–20 miliardi di anni e la Terra da 4,5 miliardi di anni. Per ritardare il crollo dell’accettazione diffusa di tali affermazioni da parte dell’opinione pubblica, sarà necessario che gli scienziati evoluzionisti evitino il dibattito in tutto e per tutto”, fine della citazione; non possono sopravvivere il dibattito e quindi non son disposti a farlo.

Ora, ci sono illustrazioni su illustrazioni scientifiche, su qualche aspetto della scienza che sostiene l’età giovane della terra ed il resoconto biblico della creazione, ed ho cercato di darvene alcune durante il corso di questi studi, ma eccone un altra che trovo alquanto affascinante. Di tanto in tanto si vede sul meteo che c’è una sorta d’indicazione di quante gocce di pioggia sono cadute, e la somma risale a 0.2, o mezzo centimetro o quello che è... ma per determinare tale quantità non si ha a che fare con un test troppo sofisticato, hanno un contenitore aperto e quando piove misurano quanta acqua si trova nel contenitore. Potete farlo anche da soli. Piove un certo numero di gocce che riempie il contenitore fino a un certo livello e poi dopo che ha piovuto escono e possono sapere quanto ha piovuto misurando la quantità d’acqua presente nel contenitore.

Ora, con questo metodo semplice sarebbe anche possibile, con una leggera modifica della procedura, sarebbe possibile trasformare il pluviometro in una sorta d’orologio. Supponiamo di vivere in un posto dove piove sempre, e piove ad una velocità nota. Quando mettiamo il contenitore, quando lo esponiamo a quelle condizioni piovose ad un tasso già noto, possiamo, misurando la quantità d’acqua, possiamo determinare quanto tempo è passato – è una cosa abbastanza ovvia – e così facendo, il contenitore con l’acqua è anche una misura del tempo, una sorta d’orologio. Più a lungo il contenitore è stato esposto all’acqua, più acqua ci sarà, più acqua ci sarà più a lungo è stato esposto, e quindi, così facendo, possiamo misurare il tempo trascorso. Ora, so che con questo non sto mettendo a dura prova la vostra intelligenza, è solamente un esempio, ovviamente non voglio sfidarvi, è solamente un illustrazione. Quando vedete dei lavoratori costruire strade tra le montagnette del sud della California e lì vedete tagliare una parte della montagna per fare strada alla carreggiata e così facendo si può vedere il lato esposto della montagna, la stratificazione; oppure, quando andate al Grand Canyon e vedete la stratificazione geologica incredibile delle montagne, state osservando quello che gli evoluzionisti credono sia il continuo accumulo di sedimenti per miliardi e miliardi e miliardi di anni.

Ora, gli evoluzionisti ci credono fermamente, credono che per miliardi di anni questi sedimenti si siano accumulati, ma ci sono diversi modi per questionare la cosa, e questo è uno chetrovo particolarmente interessante: gli scienziati son in grado di dire con quanta regolarità i meteoriti colpiscono la Terra; è una cosa che hanno misurano da tantissimo tempo. Son in grado di dire quante meteore si sgretolano nello spazio prima di colpire la Terra e quante meteore all’anno colpiscono la terra, in generale si tratta di meteore molto piccole. Con il passare di miliardi e miliardi di anni e l’accumulo di sedimenti, dovrebbe essere vero che tali sedimenti avrebbero, al loro interno, meteore ad ogni intervallo. Se la continuità, la perpetuità e l’uniformità della vita delle meteore è uguale alla continuità, alla perpetuità e all’uniformità di tutto il resto in questa teoria dell’uniformità, allora questa terra, nel corso di 4,5 miliardi di anni, dovrebbe esser sommersa da meteore, per tutto il corso dei suoi anni ovviamente. Quindi scendendo giù lungo gli strati, scendendo giù lungo la colonna geologica si dovrebbero trovare meteroe un po’ ovunque, in quel modo si dovrebbe esser in grado di misurare l’età della terra, un po’ come la pioggia.

Ed è interessante notare che... e questo è quello che dimostrano i dati: da un’indagine su tutta la letteratura relativa alla presenza di meteoriti nelle rocce sedimentarie dimostra che non esiste un solo caso di ritrovamento di un meteorite ritrovato in nessuna colonna geologica. L’orologio dei meteoriti indica quindi che la Terra è molto, molto giovane, perchè, tutti i meteoriti si trovano solamente in cima, alla superficie.

Philip Johnson ha scritto un libro affascinante intitolato ‘Darwin sotto processo’ (Darwin on Trial), se siete interessati a maggiori informazioni scientifiche, leggetelo perchè lì presenta un sacco di prove scientifiche contro l’evoluzione, così come fanno molti altri autori... ma questo è solo per introdurre e presentare un po’ il lato scientifico delle cose. Vorrei anche menzionare un’altra cosa che è una questione biblica, prima di guardare al terzo giorno.

Ci si chiede sempre: in quale momento sono stati creati gli angeli? Non sono menzionati in Genesi 1, quindi come facciamo a sapere quando furono creati? Beh, né la Genesi, né alcun altro testo della Scrittura, indica specificamente quando gli esseri angelici sono stati creati. Ciò che è certo è che sono delle creature, sono stati creati, e hanno avuto, ovviamente, un inizio. Sono immortali, una volta creati non son destinati a morire, ma solamente il Dio trino è eterno, senza principio e senza fine, gli angeli sono esseri creati, sono creature.

Ora, alcuni hanno suggerito che devono esser stati creati il sesto giorno, perché lì Dio creò l’uomo, e gli angeli, secondo Ebrei 1:14, sono stati creati per essere degli ‘spiriti servitori, inviati a servire coloro che avrebbero ereditato la salvezza’. E visto che sono stati creati per servire gli esseri umani, coloro che avrebbero ricevuto la salvezza, allora dovrebbero esser stati creati insieme a loro nel sesto giorno. Francamente trovo quest’argomento piuttosto debole, perché gli angeli non fanno solamente quello, non sono limitati al servizio dei santi; infatti, se andate in Cielo, in Apocalisse 4 e 5, li troverete facendo, cosa? Adorando Dio.

In primo luogo, e per tutto il corso dell’eternità, gli Angeli sono adoratori di Dio! Quindi sarebbe più appropriato per loro proposito, ovvero l’adorazione di Dio, la lode a Dio, sarebbe più logico associarli lì dov’è più logico che ci siano stati presenti a lodare ed adorare Dio. Nel libro di Apocalisse stanno senza ombra di dubbio adorando Dio alla fine della storia, e mi sembra normale presumere che avrebbero iniziato ad adorare Dio al principio della storia.

In effetti, c’è un passaggio della Scrittura a cui potremmo rivolgerci; mi limiterò a citarlo e lo potrete guardare poi per conto vostro, ma sto parlando di Giobbe 38 dal versetto 4 al 7; Giobbe 38, dal versetto 4 al 7, lì si legge che gli angeli erano presenti quando furono gettate le fondamenta della terra ed erano lì che se ne rallegravano. Quindi potrebbe essere che quello fosse il primo giorno, se per ‘fondamenta della terra’ si intende la terra originaria, informe e vuota, che non era stata ancora modellata e perfezionata nella sua forma finale. Se s’intende che le fondamenta siano gli elementi ed i componenti che Dio ha creato, che però non erano ancora stati modellati nella loro forma finale, allora se così fosse, gli angeli sarebbero stati creati in quel momento. Il Salmo 104, scrivetelo, Salmo 104 dal versetto 2 al 5 parla dello splendere della luce di Dio durante il processo creativo originario e menziona gli angeli poco prima di parlare del ‘porre le fondamenta della terra’, del fondare la terra.

Ora, se lo splendere della luce di Dio si riferisce al versetto 3, “Sia la luce”, che si verificò durante il primo giorno, ed è stato poi seguito dalle fondamenta della terra, che si riferisce al modellamento della terra che avvenne effettivamente il terzo giorno, potrebbe benissimo essere che gli angeli siano stati creati dopo quello splendere e prima delle fondamenta della terra, che si riferisce al modellamento della terra piuttosto che al suo carattere informe; il modellamento che ha avuto luogo, come vedremo, il terzo giorno.

Quindi potete scegliere, ma io credo che gli angeli siano stati creati da Dio o prima della creazione completa della terra descritta nel primo giorno della creazione, in modo che potessero adorare Dio per quell’opera, oppure sono stati creati prima della sua formazione, prima del terzo giorno, quando la terra fu separata dalle acque, come abbiamo letto.

Ora, ovviamente, la questione di quando furono stati creati non era abbastanza importante per Dio da includerla. Ciò che è importante è sapere che sono stati creati da Dio. Essi, come si legge nel Credo Niceno, sono il prodotto del creatore di tutte le cose, visibili – che si riferisce al mondo materiale – e quelle invisibili – che si riferisce al mondo spirituale, il mondo degli angeli.

Ora torniamo al testo di Genesi capitolo 1. Credo sia lecito supporre che a questo punto gli angeli siano già stati creati e che erano lì ad lodare Dio e ad adorare Dio per la meraviglia di ciò che stavano testimoniando nel mentre egli stava portando la sua creazione in una forma magnifica e bellissima. Il versetto 1 offre la panoramica: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra”, e quella non è altro che una panoramica di tutto; il versetto 2 poi ritorna a descrivere un po’ com’è che lo fece. Ovviamente, include tutti gli elementi e tutti i componenti; ex nihilo, ‘dal nulla’, creò tutta la materia necessaria per dare forma al suo universo. E poi la terra è arrivata nella sua condizione preliminare, ‘informe e vuota’, ovvero, era caotica. Non era stata ancora inserita nell’ordine che avrebbe avuto modo di sostenere la vita, non era ancora stata abitata, e poi Dio, dopo aver creato la terra che era ancora circondata dalle tenebre, vi aggiunse la luce al versetto 3, così avendo una terra informe, non abitabile, una sorta di composto d’elementi non ancora organizzati nella forma finale circondata da tenebre e luce.

E poi, il secondo giorno, a partire dal versetto 6, Dio crea i cieli. La terra è inghiottita d’acqua, come ci ricorderemo, e come indicato chiaramente nel versetto 2, e vediamo che seppur la terra è inghiottita dall’acqua, Dio sopraggiunge e la taglia mandando una porzione d’acqua verso l’alto; e mi sembra che sia meglio vedere che quell’acqua andò fino allo spazio, perchè lo spazio presente tra l’acqua superiore e quella inferiore si chiama distesa o spazio, si chiama cielo! Ed è dove c’è la luce ed è dove, in seguito, sono collocati i corpi stellari, i corpi celesti, il sole, la luna, le stelle. E quindi, in qualche modo, una parte di quell’acqua andò nella parte più remota dell’universo, non sappiamo esattamente come spiegare il tutto, non possiamo spingerci più di quello che troviamo in Genesi, non vogliamo esser dogmatici; e poi Dio lasciò la terra sommersa dall’acqua, ma creò anche il cielo, e poi alla fine del secondo giorno, il cielo era pieno di luce.

E prima del terzo giorno, la terra è ancora disabitata, inabitabile, e lontana dalla sua forma definitiva. Prima di passare al terzo giorno però, voglio aggiungere qualcosa per farvi riflettere. Il giorno in cui Dio creò la distesa, ci fu questo movimento cataclismico tremendo d’acqua che si staccò dalla terra e si spostò letteralmente verso le estremità dell’infinità del cielo. C’era questa grande distesa che conosciamo come spazio, la grande distesa che conosciamo come Cielo, prese forma e naque; ed immaginate per un momento la velocità con cui il Cielo infinito fu creato. Più tardi, quando parleremo delle stelle, parleremo di quanto lo spazio sia vasto; e la cosa ci lascia senza parole; ma tutto quello venne all’esistenza istantaneamente, la vastità dell’universo, in un istante!

La scienza è arrivata al punto di doverlo riconoscere, ci sono indizi scientifici; la chiamano ‘La teoria del Big Bang’, a noi ci piace chiamarla, ‘La teoria del Dio grande’. Sappiamo che è stato un Dio grande, loro pensano che sia stato una grande esplosione (un Big Bang). La rivista Mondo (World Magazine) ne parla; e questo l’ho letto dal numero di Maggio di quest anno, che ho appena letto. E disse che le prove scientifiche del Big Bang diventano sempre più teologiche, secondo la cosmologia dell’inflazione cosmica. L’idea è che, in qualche modo, l’universo intero sia finito così...

Un certo Gregg Easterbrook spiega, e cito: ‘l’universo intero è spuntato dal nulla senza alcun contenuto e senza dimensioni, espandendosi essenzialmente ed istantaneamente fino a raggiungere dimensioni cosmologiche’, e questo al giorno d’oggi viene insegnato a Stanford, all’istituto di Tecnologia del Massachusetts ed in altre scuole scientifiche di alto livello. Questa spiegazione del principio dell’universo è molto simile all’idea teologica tradizionale della creazione ex nihilo, ‘dal nulla’. Il Signor Easterbrook cita uno degli astronomi migliori al mondo, Allan Sandage, degli Osservatori dell’istituzione di Carnegie, che disse: ‘Il Big Bang può solamente essere compreso come un miracolo”. Fine della citazione.

Il secondo giorno è stato un grande bang da un grande Dio, che ha creato l’universo istantaneamente. Ora abbiamo una terra senza forma, abbiamo luce ed abbiamo un universo immenso, e così arriviamo al terzo giorno, nel versetto 9, “Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo..’. ora questo si riferisce alle acque che si trovavano ancora sulla terra; le altre erano già sopra il cielo, per contrario, e ovviamente il linguaggio lo indica chiaramente, “Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo ed appaia l’asciutto». E cosí fu”. Ora, al terzo giorno, Dio sta per dare forma alla terra.

Il versetto 9 dice, come sempre nel racconto di Genesi, “Poi Dio disse...”. lo stesso si vede nel versetto 11, “Poi Dio disse..”. Nel versetto 14, “Poi Dio disse...”. Nel versetto 20, “Poi Dio disse...”. E lo stesso anche al passato, nel versetto 2, “Poi Dio disse”, versetto 6, “Poi Dio disse”, tutto naque dal nulla, semplicemente perché Dio lo disse, lo pronunciò all’esistenza.

Nel primo giorno, Dio divise la luce dalle tenebre. Nel secondo giorno, Dio divise le acque inferiori da quelle superiori e durante il terzo giorno, Dio divise la terra dal mare, “«Le acque che sono sotto il cielo...”. Si tratta chiaramente dell’acqua che era ancora sulla terra. L’acqua di sopra era già andata nella distesa celeste. Le acque che rimasero sulla terra, però, versetto 2, ‘la terra era ricoperta d’acqua, dice: “la faccia dell’abisso”, così come la chiama, e “la supergicie delle acque”. La terra era ancora inghiottita da quell’acqua e sotto l’acqua c’era la materia solida, nascosta dall’acqua che copriva la terra.

E quindi, a questo punto, Dio ordinò che quelle acque che ricoprivano la terra si raccolsero tutte e fossero raduante in un posto solo. La Septuaginta usa il termine per ‘sinagoga’, un luogo d’incontro. Tutta l’acqua che circondava la terra era, tutto d’un tratto situata in un unica località, ed allo stesso tempo, il versetto 9 dice che Dio disse: “...ed appaia l’asciutto». E cosí fu”, quindi Dio separò l’acqua dalla terra asciutta. E questa è un’affermazione molto semplice, una frase semplice, ma riuscite ad immaginare il cataclisma che si verificò quando Dio pronunciò tali parole? All’improvviso, la materia che si trovava nella sua condizione informe, sepolta sotto le profondità del mare, iniziò a muoversi e tutti gli elementi necessari iniziarono a lavorare per produrre la terra, a spingere verso l’alto per creare la superficie della terra. L’acqua si spostò e si radunò in un unico luogo. Delle reazioni chimite incredibili s’innescarono quando gli elementi si combinarono per formare il complesso di minerali, il complesso di rocce e terreni, che costituiscono la terra solida, la crosta, il mantello ed il nucleo stesso, cioè un atto di creazione sbalorditivo!

Henry Morris scrive: “I grandi movimenti della terra si manifestarono. La superficie solida della terra apparve al di sopra delle acque, ed una rete intricata di canali e serbatoi si aprì nella crosta per ricevere le acque che ascesero dal continente”. Il continente stava sorgendo – potrebbe essere stato un unico grande continente, poi diviso in più continenti dal cataclisma della rottura delle placche tettoniche durante il Diluvio, quando le fontane degli abissi aprirono il continente e lo spinsero nella sua forma attuale. Ma in questo momento il continente, che probabilmente era solamente uno, si elevò e tutta l’acque si radunò in un unico luogo, e questa è una cosa incredibile! L’acqua si riunì, non solamente in un grande mare, ma in molti bacini distinti. La raccolta delle acque è presentata al plurale, c’erano devrsi tipi d’acqua e si toccavano, erano tutti collegati, come se fossero stati dei serbatoi sotterranei collegati, ci sarebbero state delle tubature sotterranee, dei ruscelli, fiumi, sorgenti e fontane sotterranee ma erano tutte collegate, tutta l’acqua scorreva un po’ ovunque sulla terra e lì era tutta interconnessa. E la condizione non sarebbe stata, come ho detto, la stessa dei nostri mari post–diluviani, con il Diluvio tutto cambiò, ma Dio creò i mari e creò anche la terra ferma, l’asciutto.

Ora, voglio mostrarvi che il fatto che Dio creò tutto istantaneamente è la testimonianza chiara delle Scritture. Seguitemi a Giobbe 38, questo merita una lettura perché vi condurrà a qualcosa che trovo veramente affascinante. Giobbe 38 versetto 8: ora, qui il Signore sta parlando a Giobbe, e credetemi, il Signore non è un evoluzionista. Giobbe 38:8, il Signore chiese a Giobbe, giusto per ricordargli che doveva tenere la bocca chiusa, sapete, al verso 4 prima di andare al versetto 8, dice: “Dov’eri tu quando io fondavo la terra?” E questa non è evoluzione, amici miei, questa è creazione, ‘ma dov’eri?’ “quando le stelle del mattino – gli angeli – cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia?” E questo è quel testo che indica il fatto che erano già presenti alla creazione. E poi nel versetto 8: “Chi chiuse con porte il mare balzante fuori dal grembo materno, quando gli diedi le nubi come rivestimento e per fasce l’oscurità, quando gli tracciai dei confini, gli misi sbarre e porte? Allora gli dissi: “Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerà l’orgoglio dei tuoi flutti”. Giobbe, dov eri quando ho creato il mare e l’ho delimitato con la costa? E gli ho detto, al mare, ‘Non puoi andare oltre questo punto, quello è il tuo limite’, e questo è un riferimento all’opera creativa di Dio, come descritto nel terzo giorno di Genesi.

Andate al Salmo 74. Salmo 74, innanzitutto, versetto 13; qui il salmista sta innalzando Dio, ed al versetto 12 parla di Dio come se fosse il suo Re dei tempi antichi, del suo antico Re colui che opera la salvezza sulla terra; che compie opere di salvezza sulla terra, e poi al versetto 13: “Tu, con la tua forza, dividesti il mare”, ‘Tu, con la tua forza, dividesti il mare’. In altre parole, tu hai creato il mare. Ed aggiunge, al versetto 13, una dichiarazione interessantissima, dice: “Spezzasti la testa ai mostri marini sulle acque”.

Andate al Salmo 104. Tornerò fra un attimo, ma Salmo 104, versetto 7, dice al versetto 5 ha fondato la terra sulle sue basi così che essa non vacillerà mai. V’immaginate un mondo storto che gira così, e noi ci muoveremmo tutti nello stesso modo, saltando un paio di metri ad ogni rotazione? Questa si chiama scienza dell’isostasìa, che la terra si trova in un equiliprio perfetto. I materiali più pesanti si trovano al centro, quelli più leggeri sono più esteriori e la cosa è perfettamente bilanciata. E poi, versetto 6 dice: “Tu l’avevi coperta dell’oceano come d’una veste”, e questo è esattamente quello che dice Genesi 1, “Tutta la terra era coperta d’acqua; tanto le acque si erano fermate sui monti. Ma alla tua minaccia – versetto 7 – Alla tua minaccia esse si ritirarono, al fragore del tuo tuono fuggirono spaventate, scavalcarono i monti, discesero per le vallate fino al luogo che tu avevi fissato per loro. Tu hai posto alle acque un limite che non oltrepasseranno; esse non torneranno a coprire la terra”, e certamente, quello potrebbe riferirsi all’opera creativa di Dio; ma anche a quello che Dio fece dopo che il Diluvio sommerse la terra. Penso che, mi protengo al fatto che si riferisce alla creazione, perchè la descrizione di Colui che stabilì la terra, al versetto 5 ed il ricoprirla con l’acqua al versetto 6, come con un vestito. Credo che qui si riferisce al contesto creativo ed il linguaggio del salmista sta descrivendo quello che è accaduto quando Dio ha riunito la terra ed ha separato il mare. Il versetto 10 prosegue nello stesso contesto, quello creativo e dice: “Egli fa scaturire fonti nelle valli ed esse scorrono tra le montagne;” e quindi anche quella è un’affermazione che si riferisce alla creazione.

In Proverbi al capitolo 8 – e notate il fatto che tutto questo si trova nella letteratura sapienziale, in Giobbe, nei Salmi e nei Proverbi, c’è un certo disegno poetico, ma nel capitolo 8 di Proverbi al versetto 27, qui sta parlando della sagezza, ovviamente personificata, ed al versetto 27... di fatto potreste tornare indietro alla Sua natura eterna, dove Dio aveva tutta la saggezza nel principio, verso 22; da sempre aveva saggezza, prima che le montagne furono stabilite, prima che le colline fossero generate, versetto 25, e di nuovo sta parlando di quel contesto della creazione. Versetto 26, “quand’egli ancora non aveva fatto né la terra né i campi né le prime zolle della terra coltivabile. Quand’egli disponeva i cieli – nel secondo giorno – io ero là”, la saggezza era presente, “quando tracciava un circolo sulla superficie dell’abisso, quando condensava le nuvole in alto, quando rafforzava le fonti dell’abisso, quando assegnava al mare il suo limite”, tutto quello, tutto, esclude una qualsiasi attività evolutiva! Tutto è attribuito direttamente a Dio. Dio fece tutto, proprio come descritto nel capitolo 1 di Genesi.

Ora prima ho letto, nel Salmo 74, ho letto la menzione – e questo è un commento interessante – ma ho letto di una sorta di mostro marino. Se studiaste la letteratura sapienziale, lo vedreste in diversi luoghi, in Giobbe, ad esempio, al capitolo 7 versetto 12, “Sono io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia?” E di nuovo, sta dicendo la stessa cosa, che Dio mise una guardia sul mare... ma molto spesso, quando la Scrittura parla del fatto che Dio mise una guardia intorno al mare, menziona questo, questo mostro marino. Lo si può anche vedere in Giobbe 9:13, “Dio non ritira la sua collera; sotto di lui si curvano i campioni di Raab..”. E Raab può esser tradotto come “mostro marino”.

Ora, di cosa si tratta? Beh, Raab è il nome di un mostro marino antico mitologico. Raab era un termine familiare per descrivere il mostro marino che si ribellò contro Dio. Apparentemente c’erano alcune leggende antiche tra i pagani secondo le quali, quando gli dèi stavano progettando il mondo e volevano creare la terra ed il mare, c’era un mostro marino grande e ribelle chiamato Raab che cercò d’impedirgli tale separazione. Voleva che il mare continuasse a sommergesse la terra. E quindi Dio doveva confinare il mare e per farlo doveva limitare anche questo mostro marino che voleva ribellarsi, e quindi Dio, nel definire i confini del mare e della costa, ovviamente secondo la leggenda, doveva sconfiggere questo grande mostro noto come Raab, che voleva combattere contro Dio. Ovviamente questa è una leggenda che non è presente nel resoconto di Genesi, ma era una leggenda che diceva che c’era un mostro marino che voleva impedire la separazione dell’acqua e della terra.

Anche Isaia 51 menziona questa cosa, e lo fa in un contesto diverso, “Risvegliati, risvegliati” – versetto 9 – “prendi forza, o braccio del Signore; rivéstiti di forza, braccio del Signore! Risvégliati come nei giorni di una volta, come nelle antiche età! Non sei tu che facesti a pezzi Raab?” E di nuovo, questa è la stessa parola, Raab, questa sorta di mostro marino mitologico pagano... è anche visibile nel Salmo – ultimo commento e poi vi lascerò andare, ma penso che questo sia un punto interessante – Salmo 89 versetto 10, “Hai stroncato Raab, ferendolo a morte;”

Ora, ecco com’è che funziona la cosa. I Gentili, o gli stranieri, non credo si trattasse di Gentili in quel punto, ma perchè Israele non era ancora stata definita come nazione, ma i Pagani circostanti si erano inventati certe leggende sulla creazione secondo le quali gli dèi stavano cercando di separare la terra dal mare, contro la resistenza di questo mostro marino gigantesco che li combatteva con l’intento di poter sommergere la terra per poter continuare ad annegare chiunque volesse e quando lo volesse. Li dèi però riuscirono a sconfiggere il mostro marino.

Ebbene, questa leggenda trovò spazio nel mezzo di alcune delle tradizioni rabbiniche. E Raab, quindi, divenne un nome che si riferiva ad un qualsiasi tipo di realtà, o un qualsiasi tipo di fantasia, che avrebbe portato allo scompiglio – che si sarebbe ribellata contro Dio, che avrebbe combatutto contro i propositi divini o contro il popolo di Dio. Ed è possibile trovare un sacco di riferimenti a Raab, il mostro marino, nella letteratura rabbinica. Chiamavano Raab ‘il signore del mare’, oppure ‘Il grande mostro marino’ – suppongo che oggi il suo nome sarebbe Nettuno – ed in queste leggende si opponeva sempre alla volontà di Dio, ma il Santo fu in grado di contenerlo e controllarlo.

E sembra che gli Ebrei abbiano quindi preso in prestito l’idea di Raab e l’abbiano trasformato in una sorta di metafora per qualsiasi cosa che si oppone al potere di Dio; qualsiasi cosa di vero, di reale o di fantastico che si oppone al potere, alla potenza di Dio. E come ho dimostrato, si possono trovare riferimenti a Raab in tutta la letteratura sapienziale dell’Antico Testamento. E ciò che trovo così interessante è che quando si arriva al racconto di Genesi e specificamente al resoconto della creazione, Raab non esiste. Non c’è alcun mostro marino. Non c’è alcun altra potenza, non c’è alcun altra forza, o divinità in forma di mostro marino.

Quello che c’è in Genesi è un resoconto della creazione accurato, dettagliato, credibile e reale, senza alcun aspetto poetico, leggendario o mitologico. E credo proprio che questo fatto in sè funzioni un po’ come una protesta contro le mitologie antiche che tendevano a corrompere persino il pensiero degli Ebrei col passare del tempo. La Torah, la legge di Dio, la Genesi l’avrebbe spiegato in questo modo: ‘sia lontano da te pensare, come fanno alcuni pagani, che il mare sia dotato di un potere divino autonomo che ha combattuto, per così dire, contro il creatore dell’universo. Si allontani persino l’immaginazione, come affermano alcuni poeti Israeliti, che il mare abbia rifiutato di fare la volontà del suo creatore e che Egli sia stato costretto a sottometterlo e costringerlo ad obbedire. È vero che la Torah registra il fatto che Dio ha fissato un luogo per le acque del mare, ma questo non è stato fatto sopprimendo la Sua volontà che cercò di ribellarsi contro Dio, il Dio del cielo. Dio ha semplicemente detto: ‘Che le acque si radunino’, e così fu’.

Ora, ho detto tutto questo solamente per confrontare i critici di Genesi che vogliono trasformare questo testo in una leggenda, un mito, o che vogliono dargli una qualche licenza poetica infondata. Lo scrittore di Genesi ha dettagliatamente evitato l’uso di qualsiasi leggenda che si presenta persino in altre opere letterarie sapienziali che furono persino menzionate dal profeta Isaia! Lui la usò parlando in senso metaforico in riferimento a qualsiasi cosa che si ribella contro il creatore celeste. Non c’era alcuna battaglia, non c’è mai stata! Dio lo disse e così fu.

Torniamo a Genesi 1: quindi al verso 9, “Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo”, e quello includerebbe anche tutti i laghi, i fiumi, i ruscelli, le sorgenti ed i pozzi sotterranei, che erano tutti interconnessi; e così facendo, apparve la terra, probabilmente in un grande continente gigantesco, (la Pangea); Oh a proposito, giusto come nota a piè di pagina, se prendeste i continenti della Terra e li spingeste tutti insieme, notereste che combaciano quasi perfettamente, quasi come se si fossero spaccati e divisi.

E quindi poi, il versetto 10 ci dice che Dio diede un nome a quello che aveva creato, “Chiamò l’asciutto ‘erets’ – terra – e chiamò la raccolta delle acque, ‘mayim’ – ‘mari’. “E Dio vide che era buono”, era buono. E lo era già! All’inizio disse che creò la luce e la luce fu, e disse che: ‘creò il cielo e fu così’, e poi al versetto 9 creò la terra asciutta ed i mari, ‘e fu così’, ora però dice anche: ‘era buono’, ‘era buono’. Perché? Perché ora era abitabile, ora era abitabile. Oh, la luce era buona di per sé, secondo il versetto 4. Ma anche la terra divenne buona, e poi le piante, al versetto 12, erano buone. Ed al versetto 18, anche i corpi celesti erano buoni. Ed al versetto 21, tutto ciò che creò nel mare e nell’aria era buono. Ed al versetto 25, tutti gli animali erano buoni. Ed al versetto 31, creò l’uomo, guardò l’insieme, ed era tutto molto buono. Non c’era alcun peccato, gente, non c’era alcuna morte, era tutto molto buono.

Quindi, quando si arriva al nostro punto nel versetto 10, c’è un universo tripartito; tripartito, ovvero, suddiviso in tre parti: la terra, il mare ed il cielo. L’universo creato, ed era buono. E Dio poteva dire che era buono perché aveva raggiunto il punto in cui poteva contenere e sostenere la vita. E quindi Dio si mosse nella seconda fase della creazione durante il secondo giorno, versetto 11: “Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E cosí fu”. E di nuovo vi ricordo che fu così perché Dio lo disse, pronunciò tutto nell’esistenza, versetto 11, sempre ed inconfondibilmente Dio pronunciò tutto nell’esistenza, e qui si ha la vegetazione, versetto 11, “La terra produca la vegetazione”. Ora, penso che questo si tratti di una categoria generale composta da due parti. Ci sono le piante, al versetto 11, e gli alberi. La vegetazione è suddivisa in due parti: le piante e gli alberi.

Giù al versetto 29, “Dio disse: «Ecco, io vi do – parlando all’uomo – ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento”. Quindi Dio suddivide la vegetazione in due parti: ‘le piante e gli alberi’. E qual è la differenza? La differenza è che le piante hanno il seme all’interno e gli alberi cel’hanno nei loro frutto. E questo è indicato chiaramente al versetto 11. ‘Le piante che producono seme e gli alberi da frutto che portano frutto con il seme in essi’. Questa è la distinzione: tutta la vegetazione che ha il seme in sè fa parte della categoria delle piante; tutta la vegetazione che cel ha nei frutti fa parte degli alberi. Quindi, non appena la materia inanimata era pronta a sostenere la vita, senza alcun indugio, la vita nella sua forma più semplice fu creata e destinata ad essere il cibo per la vita superiore che doveva ancora essere creata.

Ora, voglio che notiate prima di tutto che nel descrivere le piante, dice al versetto 11, “delle piante o erbe che producano seme”. E lo dice di nuovo al versetto 12, “delle piante che producano seme”, e poi di nuovo al versetto 29, ‘delle piante che producano seme”. E continua a ripetere quella stessa caratteristica per farci capire – e questo è importante – che la vegetazione era in grado di far cosa? Cosa? Di riprodursi, questo è il punto principale. Dio creò della vegetazione completamente cresciuta, completamente matura con del seme che poteva disperdersi, una delle meraviglie più grandi del mondo è la scienza della dispersione dei semi. Ho guardato un video intero su questo, la cosa è assolutamente sorprendente! Vedere com’è che Dio ha progettato la dispersione dei semi, senza considerare il fatto che in parte viene effettuata da uccelli che lo fanno nel vostro stesso giardino ed a volte persino sulle vostra macchina o sulla vostra testa. La dispersione pre–fertilizzata dei semi è molto efficiente, e mi fermo qui.

Ci sono molti altri modi, uno dei tanti è l’opera meravigliosa del vento... ma il campo scientifico della dispersione dei semi è assolutamente fenomenale. Quindi, le piante sono state create da Dio, non in forma di semi, ma come piante già adulte, contenenti dei semi che potevano moltiplicarsi, ed è così che la creazione intera è stata creata, e voglio ricordarvelo di nuovo, è stata creata già matura. Quando l’uomo è stato creato, non è stato creato come un bambino, che doveva crescere, è stato creato già da uomo adulto. Tutto è stato creato già maturo. E c’erano delle piante – piante commestibili, naturalmente – che producevano semi – versetto 11 – degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E cosí fu”. Quindi ci sono queste due categorie di vegetazione; e su questo, un commento molto importante, lì c’è una frasetta molto importante: ripetuta più e più volte – versetto 11, “secondo la loro specie”, versetto 12, “secondo la loro specie;” una volta nel mezzo del versetto, e poi ancora alla fine, “secondo la loro specie”. Potrei incoraggiarvi a considere che quella frase viene ripetuta per dieci volte nel primo capitolo di Genesi, dieci volte! La parola ebraica per “specie” è “min”, M–I–N; e quello che fa è che limita le variazioni. Una pianta può solamente produrre secondo la sua stessa specie. Un albero può solamente produrre secondo la sua stessa specie. Ha solamente la capacità di funzionare sulla base del suo stesso codice genetico.

Ora, il fatto che il termine Ebraico, ‘specie’ corrisponda alla nostra parola, ‘genere’, oppure ‘specie’, oppure ‘famiglia’, o ‘fili’ o qualunque termine vogliamo usare, e sto solo menzionando termini che mi ricordo dalle lezioni universitarie ma non ho idea di cosa significhino; ma qualunque sia il significato della parola ebraica “min”, o a cosa corrisponda in Italiano, la cosa che certamente fa, è che elimina qualsiasi possibilità del processo evolutivo. Perché qualunque sia la pianta o l’albero, può solamente riprodursi secondo il suo genere, la sua specie. Ed affermare che tutti gli esseri viventi provengono da un’origine comune è un qualcosa che viene smentito dalla frasetta ripetuta dieci volte: “secondo la sua specie”, secondo la sua specie. Tempo fa offrivo un illustrazione agli studenti universitari con il concetto degli aminoacidi, voglio dire la cosa è così individuale perchè tutti noi siamo composti da aminoacidi, ed il nostro corpo, a pesare da quello che gli diamo da mangiare, produrrà solamente più sostanza in sintonia con chi sei veramente. Infatti, se gli diamo troppo, produrrà persimo più di te di quanto vogliamo anche vedere. Ma gli aminoacidi vengono chiamati ‘i mattoni della vita’. Ora, potresti decidere di mangiare pollo fritto per il resto della vostra vita, fra 20 anni non starnazzerai. Nessuna combinazione di aminoacidi del pollo e aminoacidi umani produrrà il ‘big bird’ l’Uccellino Giallo. Tutto ciò che il nostro corpo produrrà, sarà solamente più di noi stessi, al di là di quello che gli mettiamo dentro, perchè tutto è secondo il proprio genere.

Nel capitolo meraviglioso della resurrezione, 1 Corinzi 15, versetto 38, “e Dio gli dà un corpo – beh, di fatto tornate un po’ indietro, “quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore”, versetto 36, versetto 37, “e quanto a ciò che tu semini, non semini il corpo che deve nascere, ma un granello nudo di frumento per esempio, o di qualche altro seme; 38 e Dio gli dà un corpo come lo ha stabilito; ad ogni seme, il proprio corpo. Non ogni carne è uguale; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella dei pesci”, qui Dio sta dicendo che ci sono delle distinzioni, ci sono disegni che limitano ogni essere vivente.

Il significato di ‘seme’ può essere compreso facilmente. Il seme è la capacità di riprodurre una forma di vita nella propria somiglianza. ‘Innato – dice Henry Morris – in ogni organismo c’è un seme programmato per consentire la replicazione continua di quello stesso organismo. La comprensione moderna delle complessità estreme della cosiddetta molecola DNA e del codice genetico contenuto in essa ha rafforzato l’insegnamento biblico sulla stabilità dei generi. Ogni tipo d’organismo ha una struttura personale ed unica fissa nel proprio DNA e può solamente portare alla riproduzione di quello stesso genere, c’è un’enorme quantità di variazione potenziale all’interno di ogni genere, che facilita la generazione d’individui distinti e persino di molte varietà all’interno del genere stesso, precludendo comunque l’evoluzione di generi nuovi. È possibile avere una grande quantità di variazione orizzontali, ma nessun cambiamento verticale”.

Voglio dire, guardate attorno, osservate quante persone diverse ci sono qui presenti, ci sono tantissime persone diverse, ma sono comunque tutte persone. I limiti esatti del genere possono essere un po’ più difficili da comprendere. Non sappiamo esattamente cosa intendesse il Libro di Genesi, ma sappiamo che sono stati stabiliti certi limiti, e lo capiamo bene, gli organismi dovevano rimanere all’interno del proprio genere. La cosa più grande che possiamo dire è che gli uccelli rimangono uccelli, gli animali rimangono animali, i pesci rimangono pesci, i rettili rimangono rettili, gli insetti rimangono insetti, e questo in sè, ferma il processo evolutivo, ed è così che Dio ha creato.

Quindi abbiamo già parlato della genetica e di come garantisce il fatto che l’evoluzione possa mai verificarsi, che è assolutamente impossibile. Michael Behe, che ho già menzionato, autore di “La scatola nera di Darwin”, non un opera Cristiana, ma mette in discussione letteralmente tutto il concetto dell’evoluzione, e lì dedica due capitoli interi per dimostrare che man mano che si apprende di più la complessità straordinaria della struttura cellulare, la teoria dell’evoluzione chimica sta risultando sempre più impossibile d’accettare. Dice: “Questa roba è l’incubo del chimico prebiotico”.

E quindi, cos’è che abbiamo fin ora? Tornate al testo. In Genesi 1:11 e 12, abbiamo l’origine di tutta la vegetazione, e non abbiamo solamente la Sua origina, ma anche una certa continuità fissata tramite certi semi e tipi che perpetuano la stessa vita. Una pianta non si è mai evoluta in qualcosa di superiore; quello succede solamente sui canali di fantascienza, non nella realtà. Infatti, se studiate le mutazioni ed i cambiamenti genetici, scoprireste che sono sempre negativi, sono sempre negativi, sono sempre discendenti. Lo studio delle mosche della frutta è stato un qualcosa a cui gli evoluzionisti hanno dedicato la loro vita perché – le mosche della frutta hanno una vita così breve che è possibile osservarle tramite molte generazioni. E secondo la loro teoria è possibile notare, durante il corso di molte generazioni, un certo cambiamento, l’applicazione diretta del processo evolutivo, ma l’unico problema è che prendono queste mosche e, per farle mutare rapidamente, le bombardano con radiazioni, le irraggiano. E la radiazione, l’esser esposte al calore, ai prodotti chimici e alle radiazioni può creare mutazioni, e lo sappiamo bene, questo è vero, lo sappiamo anche nella chimica delle radiazioni utilizzate per curare il cancro. Ha la capacità di uccidere certe cellule e di cambiarle. Ma le mutazioni non creano nuove strutture genetiche. In uno studio delle mosche si potrebbero avere delle ali increspate, o delle ali sovradimensionate o sottodimensionate, si potrebbero avere delle doppie serie di ali, ma non si avrebbero mai nuovi tipi d’ala, nè la trasformazione da mosca a ape. E tra l’altro, le mutazioni sono molto rare, e questo è un bene, perchè sono praticamente tutte dannose. Declinano tutte la realtà e nella maggior parte dei casi le mutazioni non sopravvivono nemmeno. Ecco perché l’evoluzione è stata chiamata ‘Scienza priva di fatti’, lo sapevo che ci sarebbe piaciuta.

Quindi, cos’è che stiamo imparando in Genesi dall’1 al 12 ci mostra che l’agente intelligente è il Dio vivente, che al terzo giorno della creazione separò la terra dal mare, fece sorgere la vita vegetale dalla terra, suddivisa in due categorie, le piante quelle che hanno il loro seme già in loro; e gli alberi che hanno il seme nel frutto che ne deriva; e son quindi in grado di replicarsi e saranno in grado di farlo fino alla fine dei tempi finché la specie esisterà. Dio osservò tutto, nel versetto 12 e vide che era buono; e poi Dio firmò la cosa di nuovo, nel versetto 13: “E vi fu sera e fu mattina: terzo giorno”. C’era ‘erev’ e c’era ‘boker’ un giorno di 24 ore, una realtà così chiara. Quei termini, ‘sera’ e ‘mattino’ furono usati più di cento volte nell’Antico Testamento, sempre in riferimeto ad un periodo di 24 ore. Dio lo fece al terzo giorno.

Permettetemi di concludere così – Giobbe 26, verso 7, Dio è sia l’oggetto che il soggetto, “Egli distende il settentrione sul vuoto”, ah, che affermazione! “Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla. Rinchiude le acque nelle sue nubi, e le nubi non scoppiano per il peso. Nasconde l’aspetto del suo trono, vi distende sopra le sue nuvole. Ha tracciato un cerchio sulla superficie delle acque – e quello è l’orizzonte della terra – e là dove la luce confina con le tenebre. Le colonne del cielo sono scosse, tremano alla sua minaccia. Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza ne abbatte Raab, Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il serpente agile. Ecco, questi” – amo questo – “non sono che gli estremi lembi della sua azione. Non ce ne giunge all’orecchio che un breve sussurro. Ma il tuono delle sue potenti opere chi può comprenderlo?»“

Quando Dio – sta parlando della pioggia – e quando Dio irrompe nell’oscurità con la luce, la pioggia, le tempeste ed i fulmini, la furia e con tutto questo, stiamo solamente sentendo un sussurro, un’indicazione debole della suo tuono immenso ed incomprensibile. Stiamo solamente osservando gli estremi lembi della sua azione, che Dio che abbiamo!

Padre, ti ringraziamo nuovamente per la Parola che illumina in questa area così importante ed urgente della creazione. Ti ringraziamo per questa porzione della Scrittura straordinaria e fa si che possiamo adorarti ancora di più per la grandezza della tua potenza, per chiamare all’esistenza cose che non erano. Tu sei il creatore, sei il nostro Signore e Salvatore, il nostro grande Redentore ed amico, l’amico dei peccatori, che verità gloriosa... grazie, grazie, amen.

FINE

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