Grace to You Resources
Grace to You - Resource

Questa sera continuiamo il nostr studio del libro di Genesi e siamo al capitolo 1: le origini, il sesto giorno, la creazione, oh come ci siamo divertiti nello studio di questo argomento, non riesco a pensare ad un’altra serie che ho predicato in questi ultimi anni che abbia avuto un riscontro simile a questa, infatti non appena termineremo, il che avverrà nelle prossime settimane, concluderemo la parte sulla creazione. Stiamo considerando di trasmetterla alla radio e di diffonderla in tutto il mondo inglese, così che molti altri avranno l’opportunità di conoscere la grande testimonianza del libro di Genesi.

Nel nostro studio di Genesi, siamo giunti al sesto giorno della creazione di Dio, l’apice dell’opera creativa di Dio, la creazione dell’uomo. Leggiamo a partire dal versetto 24 di Genesi 1: “Poi Dio disse: «Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie». E cosí fu. Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie. Dio vide che questo era buono. Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E cosí fu. Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno”.

Non potrebbe esserci un resoconto della creazione più chiaro e diretto di questo. Dice esattamente quello che Dio fece il sesto giorno: creò gli animali da terra, suddivisi in tre categorie, e qui li troviamo tutti, sia quelli domestici, come indicati dalla parola “bestiame”, sia quelli più selvatici, indicati con “le bestie della terra”, e poi tutto ciò che cammina sul terreno o che striscia, tipo gli insetti, i rettili, gli anfibi, i ratti, gli scoiattoli, eccetera eccetera. Poi, dopo aver creato tutta la forma di vita animale, già avendo creato tutti gli uccelli dell’aria e tutti gli animali marini il giorno prima, Dio aveva praticamente completato la sua creazione ad eccezione dell’uomo. E poi, come indicato dai versetti 26 e 27, completò il tutto creando anche lui. E tutto quello fu completato in sei giorni. Un periodo di 24 ore, come indicato alla fine del versetto 31, dall’espressione ‘fu sera e poi fu mattina’, un periodo di luce ed un periodo di tenebre, ovvero una rivoluzione della terra, un giro.

Ora, i nemici di Dio, i nemici della Bibbia hanno negato questa Parola rivelata da Dio. Hanno sostenuto il fatto che l’uomo si sia evoluto nel corso di milioni e miliardi di anni e che l’uomo moderno è il risultato di mutazione. Che l’uomo moderno è il risultato di una sorta di trasformazione genetica casuale volontaria; che l’uomo è il prodotto della sopravvivenza del più adatto. Però questo non è ciò che dice la Parola di Dio. Quello che vi ho appena letto non potrebbe essere più chiaro. E la cosa è anche ribadita nel secondo capitolo al versetto 7: “Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente”.

E giù al versetto 19: “Dio il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli avrebbe dato. L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui. Allora Dio il Signore fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa. Dio il Signore, con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo”, e questa è la creazione della donna. In entrambi i casi, la creazione dell’uomo e della donna sono un atto creativo di Dio, diretto ed immediato.

Nel capitolo 5 di Genesi, il quinto capitolo inizia dicendo: “Questo è il libro della genealogia di Adamo. Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di «uomo», nel giorno che furono creati”, ripetutamente dice che c’è stato un giorno in cui Dio creò l’uomo, e li creò maschio che femmina, questo è quello che dice la Bibbia. Così come lo ripete Isaia 45:12 dicendo: “Sono io, dice Dio, che ho creato l’uomo”, Giobbe 33:4, “Lo spirito di Dio mi ha creato”. Deuteronomio 4:32 parla di un giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra. Ora questo non è ripetuto solamente nei versetti che vi ho letto, ma anche altrove.

Nonostante il chiaro insegnamento della Bibbia, il chiaro insegnamento di Genesi e di altri passaggi nelle Scritture, gli evoluzionisti, alcuni dei quali si definiscono ‘cristiani’ e quindi ‘evoluzionisti teisti’, ovvero, credono che Dio ha usato l’evoluzione per portare l’uomo all’esistenza. Questi evoluzionisti hanno cercato, contro la chiara testimonianza delle Scritture che Dio ha creato tutte queste cose in un giorno, hanno cercato di dimostrare che l’uomo si è evoluto, che tutto si è evoluto da una creatura unicellulare che mutò e passò da animali acquatici, anfibi, scimmie o primati, per arrivare infine all’uomo eretto che è diventato il culmine della creazione. Ma agli scienziati, pur rinnegando la Bibbia, è stato impossibile trovare delle prove in sostegno a qualsiasi evoluzione, compresa quella dell’uomo.

Il motivo per cui non riescono a trovarne alcuna prova è perchè questa non esiste. Non si possono trovare prove per qualcosa che non è accaduto, e l’evoluzione non è mai avvenuta ed è per questo che non possono trovare alcuna prova. In sei giorni solari o di 24 ore, Dio ha creato l’universo intero: la terra e tutte le sue creature e, come abbiamo detto, lo fece circa sei o settemila anni fa.

Ora, questo solleva la questione dei fossili e devo parlarne un po’ seppur so che l’ho già menzionato la scorsa volta, ma so che molti di voi sono studenti, e anche coloro che sono alle elementari e più avanti, certamente alle medie, alle superiori, o persino all’università, so che vi sono state presentate documentazioni fossili che dovrebbero dimostrare che l’uomo si è evoluto da una sorta di creatura apelide a quattro zampe. Come dovremmo comportarci in luce alla testimonianza fossile che viene usata per dimostrare l’evoluzione? Gli scienziati non hanno forse trovato questi anelli mancanti? Sembra che ogni anno o ogni mese qui e lì un qualche scienziato si presenta ed afferma di aver trovato l’anello mancante in sostegno di una qualche forma scimmiesca transitoria. È così? La risposta è: assolutamente no, assolutamente no.

Un libro scientifico molto interessante, intitolato ‘Nel principio’ (In the Beginning), scritto da Walter Brown, che ha conseguito un dottorato di ricerca presso il M.I.T., l’istituto di tecnologia del Massachusetts (Institute of Technology), per 21 anni, Walt Brown ha lavorato come sovraintentente degli studi scientifici e tecnologici del college di Air War e come professore all’Accademia dell’Aeronautica, uno scienziato di un certo livello. E con i suoi studi, ha smascherato, così come hanno fatto molti altri, ha smascherato le menzogne degli evoluzionisti. Scrive che le storie che affermano che sono stati trovati fossili di uomini primitivi simili a scimmie sono grossolanamente esagerate. Per esempio, è ormai riconosciuto universalmente che l’uomo di Piltdown è una bufala totale, eppure esiste ancora ed è rimasto nei libri di testo per più di 40 anni.

Prima del 1978, le prove del Ramapithecus consistevano in una mera manciata di denti e frammenti di mascella e, come vi ho detto la settimana scorsa, il Ramapithecus è una delle più grandi scoperte di uomini scimmia in transizione. Ora però sappiamo che il tutto è fondato semplicemente su alcuni denti e frammenti di mascella. Ora si sa che il Ramapithecus non era altro che un primato, una scimmia. La detronizzazione del Ramapithecus, che presumibilmente era il primo essere umano, tale detronizzazione non è stata un qualcosa da poco. Ora crediamo, gli scienziati credono, che il Ramapithecus probabilmente non era altro che il parente estinto di una famiglia di orangotanghi e niente di più. Si possono trovare delle informazioni interessanti al riguardo in un libro scritto da Roger Lewin intitolato ‘Ossa della discordia’ (Bones of Contention), e ne ho già parlato la settimana scorsa.

Una delle altre forme di transizione presunte è l’uomo del Nebraska. Ed è stato dimostrato che l’unica prova in sostegno dell’uomo di Nebraska risale al dente di un maiale, un salto mica da ridere. I crani del famoso uomo di Pechino sono considerati da molti esperti dei resti di scimmie che furono sistematicamente decapitate e furono mangiate da uomini del tempo. La classificazione dell’Homo Erectus è considerata dalla maggior parte degli esperti una categoria che non avrebbe mai dovuto essere presentata, secondo quello che dicono. Recentemente sono state scoperte le prime ossa degli arti dell’Homo habilis. E queste dimostrano che questo animale aveva chiaramente proporzioni apelidi e non dovrebbe mai esser stato considerato come Homo o essere umano.

E poi c’è l’australopiteco, come ho detto la volta scorsa, scoperta che fu resa famosa da Louis e Mary Leakey, trovato soprattutto nella zona del Sudafrica, si distingue parecchio dall’uomo. Diversi studi dettagliati su quest ultimo hanno dimostrato che le loro proporzioni corporee non erano affatto caratteristiche intermedie tra gli esseri umani e le scimmie. Un ulteriore studio delle loro ossa dell’orecchio interno, utilizzate per mantenere l’equilibrio, mostra una somiglianza sorprendente con quelle degli scimpanzé e dei gorilla, ma sono completamente diverse da quelle degli esseri umani; infatti, uno dei fossili scoperti, sembra esser quello di un adulto alto un metro e mezzo, dalle braccia lunghe e dal peso di 60 chili, e fu chiamato Lucy – e ve lo ricorderete certamente, la scoperta di Lucy – ma è stato inizialmente presentato come prova che le australopitecine camminavano in posizione eretta come gli esseri umani. Tuttavia, gli studi sull’intera anatomia di Lucy, non solamente sull’articolazione del ginocchio, hanno dimostrato che ciò non è vero; Lucy, mi spiace dirlo, ma Lucy si dondolava sugli alberi.

Per un centinaio di anni, il mondo è stato indotto a credere che l’uomo di Neandertal fosse chino e simile ad una scimmia. Studi recenti dimostrano invece che questa convinzione errata era basata su alcuni uomini di Neandertal che erano storpi a causa di alcune malattie ossee come l’artrite e il rachitismo, però sia l’Uomo di Neanderthal, che l’Uomo di Heidelberg e l’Uomo di Cro-Magnon erano esseri umani e le rappresentazione artistica, soprattutto quelle delle loro parti carnose, sono piuttosto fantasiose e non sono affatto supportate dalle prove, e così via...

Inoltre, come abbiamo sempre detto, anche i metodi di datazione degli evoluzionisti sono grossolanamente errati, quindi, in conclusione, non hanno trovato alcuna forma transitoria, non hanno alcuna prova dell’evoluzione di nulla, e certamente non hanno alcuna prova dell’evoluzione dell’uomo, e il motivo per cui stanno avendo tante difficoltà a dimostrarlo è perché non è accaduto e, quindi, non può essere dimostrato.

Ciò che è accaduto è riportato nella Bibbia, torniamo al capitolo 1 di Genesi. Il primo giorno, secondo i versetti 24... oh, dovrei dire, il sesto giorno, secondo i versetti 24 e 25: il sesto giorno è caratterizzato dalla creazione degli animali da terra asciutta: “Il bestiame”, come già detto la volta scorsa, rappresenta gli animali domestici che posson esser dominati, o domati; “i rettili” sono tutte le creature che sono basse vicino al terreno; “gli animali selvatici della terra” sono tutti gli animali a quattro zampe che non sono addomesticati. Fatto tutto quello, possiamo andare ai versetti 26 e 27 e qui troviamo la creazione dell’uomo. Che è avvenuta immediatamente ‘ex nihilo’, per così dire, e Dio ha portato l’uomo all’esistenza con tutta la sua complessità immensa, istantaneamente. Creò Adamo adulto e poi, come indica il capitolo 2, in seguito creò anche un’aiutante, Eva, anch’essa adulta e pienamente funzionante.

Ora, tutto ciò che fu creato fino alla creazione dell’uomo: maschio e femmina; fu creato per fornire l’ambiente in cui l’uomo avrebbe vissuto ed in cui l’uomo avrebbe goduto della benedizione di Dio e per cui avrebbe ringraziato e lodato Dio, il creatore di tutto. Per quanto meravigliosa fosse tutta la vita creata, per quanto fosse buona, e Dio disse che era buona, per quanto intricata, complessa e vasta fosse, non c’era nulla di simile all’uomo. Era separata dalla natura dell’uomo da un abisso così grande da non poter essere superato da alcun processo naturale. Nulla poteva mai diventare un essere umano, nulla! Nessun pesce, nessun mammifero marino, nessun rettile, nessuna scimmia, nessun primato, nessun gorilla, nessuna creatura poteva diventare un essere umano. L’abbiamo già ripetuto più volte perchè è impossibile grazie al DNA ed il codice genetico.

Ma c’è un altro componente che non si trova nel DNA, c’è un’altro componente che è meravigliosamente misterioso e che ci viene presentato nel versetto 26 con le parole “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza”, e poi al versetto 27 dice: “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio”, e poi, come vi ho letto pocanzi, in Genesi 5:1, “Nel giorno in cui Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio”. Questa è l’identità unica degli esseri umani, questa è la parte dell’uomo che non può essere ridotta alla genetica, questa è quella parte misteriosa spirituale dell’uomo che non può essere messa in una provetta. Questa è la parte dell’uomo che non può diventare... che non può venire all’esistenza tramite una mutazione o una transizione. Questa è l’immagine di Dio.

Ora, il versetto 26 inizia con: “Poi Dio disse”, ed il versetto 27 dice: “E Dio creò”. La stessa formula: Dio dice e Dio crea, ed in realtà sono entrambi sinonimi, Dio disse: ‘Che così sia’, e la cosa fu. Però, questa volta c’è una differenza molto importante; una differenza molto importante. Per la prima volta, si verifica un cambiamento linguistico importantissimo. Mai prima d’ora il testo ha detto: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza’, Dio non aveva mai parlato in forma plurare, è sempre stato: ‘sia’, ‘sia’, ‘sia’, era sempre un qualcosa di impersonale. Nulla di quello che Dio ha creato fino a questo momento ha avuto un legame personale collegato a Lui stesso, e dovete sottolineare questa cosa qui perchè è molto importante che lo comprendiate.

Il linguaggio è sempre stato impersonale, ‘che così sia’, ‘che accada!’ E Dio lo pronunciò all’esistenza, lo creò, ma non s’identificò mai personalmente con ciò che creò: non fu così con l’acqua, non fu così con gli elementi, con il sole, la luna, le stelle, i corpi stellari, con la terra, con la separazione della terra dal mare, non dimostrò mai alcun rapporto personale collegato a nessuna di queste creazioni; nè con gli uccelli, nè con la vita marina, nè con quella terrestre. Mai ci fu alcun rapporto personale, alcun coinvolgimento personale, né nel tempo né nell’eternità. Non c’è alcun uccello che si trova in relazione a Dio personalmente; non c’è alcun – scusatemi se lo dico – ma non c’è alcun cane o alcun gatto che si trovi in una relazione personale con Dio.

Non c’è alcuna creatura collegata a Dio personalmente, finchè non arriviamo a questo punto. A questo punto, Dio diventa personale e comincia a parlare in termini relazionali. “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, e Dio, per la prima volta nella Bibbia, si presenta - ascoltate attentamente – si presenta come facendo parte di una relazione. Fino a questo punto, c’era solamente Dio. Ma ora Dio si definisce con dei pronomi plurali. ‘Fa si... - non dice, ‘fatemi fare..’. ma, “facciamo”, e qui ci viene presentato il fatto che Dio, nella Sua stessa natura è relazionale. Questo può avvenire solamente quando ci sono più individui. Ora ci viene presentato per la prima volta il fatto che Dio è una Trinità, e naturalmente ci è già stato accennato perché la parola per Dio, elohim, ha una desinenza plurale, ma qui diventa tutto più specifico.

Ora, all’improvviso, ci viene presentato un Dio che è più di uno. E con quest’affermazione, ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine’, ci viene presentata la relazione intra-trinitaria, e tutto d’un tratto ci viene introdotta la realtà che esiste un comitato divino esecutivo. Che c’è un consiglio divino esecutivo. Ne abbiamo già avuto un piccolo accenno nel capitolo 1 al versetto 2, dove Dio creò, all’inizio del versetto 1, e poi nel versetto 2 ci viene presentato lo spirito di Dio che aleggiava sulla superficie dell’abisso. E quando andiamo al Vangelo di Giovanni, nel Nuovo Testamento, leggiamo questo sul racconto della creazione, “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”, e questo è in referenza al secondo membro della Trinità, Gesù Cristo.

Ora ci viene presentato Gesù Cristo e poi dice: “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di Lui; e senza di Lui neppure una delle cose fatte è stata fatta”. In Giovanni 1, troviamo che il secondo membro della Trinità, “la Parola che si è fatta carne”, del quale, Giovanni 1:14, ci dice che era il secondo membro della Trinità, Gesù Cristo, ma qui ci viene detto che era in realtà il creatore. In Genesi 1 vediamo Dio era il creatore. In Genesi 1 vediamo che lo spirito di Dio fece parte della creazione, ed in Giovanni 1 vediamo il Figlio di Dio o la Parola di Dio, la Parola incarnata, nel suo carattere da creatore; ed ora quindi, ci viene presentato il fatto che Dio è più di uno, e da tutte le testimonianze della Scrittura sappiamo che Dio è tre persone in un essere.

Ora ci viene presentata una relazione, e questo è molto, molto importante, non utilizza la terminologia impersonale del “fiat”, del “Che-ci-sia”, no, usa un linguaggio che rivela il fatto che Dio era in comunicazione con altri, che, in questa creazione, Dio era in comunione con altri. Ora voglio che mi seguiate perché questo è davvero importante; questo si tratta di un riferimento chiaro, inequivocabile ed indiscutibile alla Trinità; anche se il chiarimento più completo della dottrina della Trinità non si svilupperà fino al Nuovo Testamento. Non possiamo comprendere appieno la Trinità fino a quando la terza persona... la seconda persona della Trinità si incarna e fino a quando la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo, non arriva a Pentecoste ed inizia a compiere la sua potente opera rivelata in quel momento. Ma i semi della dottrina della Trinità sono stati piantati proprio qui.

Sarebbe un esagerazione aspettarsi che i destinatari originali di Genesi avrebbero compreso a pieno la dottrina della Trinità dal capitolo 1 di Genesi, quella sarebbe un’esagerazione, non è lì, ma B.B. Warfield, il grande teologo di Princeton, scrisse: ‘I tempi non erano maturi per la rivelazione della Trinità nell’unità della Divinità fino a quando la pienezza del tempo non arrivò e Dio mandò Suo Figlio per la redenzione ed il Suo Spirito per la santificazione’, ed è esattamente così, non vediamo la pienezza della trinità prima dell’arrivo del Signore Gesù Cristo e prima dell’arrivo dello Spirito Santo.

Quindi questo versetto non può essere usato semplicisticamente come prova della Trinità, ma guardandolo dal punto di vista dell’incarnazione e della venuta dello Spirito Santo, possiamo vedere la ricchezza del significato di questo testo grazie alla rivelazione che già abbiamo.

Ora, in tutto l’Antico Testamento – ed è importante menzionare questa cosa qui – ma nel corso dell’Antico Testamento, ci sono passaggi della Scrittura che indicano una certa comunicazione tra i membri della Trinità. Per esempio, nel capitolo 2 dei Salmi o nel Salmo 2 al versetto 7, il salmista scrive: “ Io annunzierò il decreto: Il Signore mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t’ho generato”, e lì troviamo il primo membro della Trinità: il Padre, che si trova in comunicazione con il secondo membro della Trinità, il Figlio, e che naturalmente profetizzò ciò che si è adempiuto nell’incarnazione di Cristo e a cui fa riferimento anche Ebrei, capitolo 1.

Più avanti nei Salmi, nel Salmo 45 - e questo è molto fondamentale, quindi mi prenderò un minuto per parlarne, ma nel Salmo 45 al versetto 7 vediamo che di nuovo il Padre sta parlando, e sta parlando al Figlio, e dice: “ Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni”, e di nuovo questo è menzionato anche nel libro di Ebrei dove viene indirizzato direttamente al secondo membro della Trinità, al Figlio. Quindi di nuovo troviamo la comunione viva tra il Padre ed il Figlio; e forse il più familiare è il Salmo 110:1, che forse alcuni di voi conoscono bene, ma lì troviamo una comunicazione molto diretta... vediamo se riesco a trovarlo, ma dice: “Il Signore ha detto al mio Signore” – eccolo lì, due Signori, uno che parla all’altro. “Il Signore – il Padre – ha detto al mio Signore – il Figlio – Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi”, e di nuovo questo viene usato nel Nuovo Testamento come riferimento ad una profezia messianica.

Si può anche guardare a Isaia 48:16, dove si troverebbe la stessa cosa, c’è comunicazione tra i membri della Trinità, ma devo ripetermi, finchè non si arriva all’incarnazione, non si vede la piena identità del secondo membro, e finché non si arriva al libro di Atti con la venuta dello Spirito Santo, non si vede la piena presentazione del terzo membro, ovvero lo Spirito Santo. Ma qui abbiamo, già in Genesi, abbiamo indicazione che Dio, per natura, si trova in relazione con se stesso, è composto da persone molteplici che si trovano in perfetta relazione l’uno con l’altro. Ora, scaviamo un po’ più a fondo in tutto questo. Nel versetto 26 dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, questo implica che la Trinità intera fu impegnata nell’atto creativo. La Trinità intera si è riunita per fare questo, “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, e poi nel versetto 27 dice: “E Dio creò l’uomo”.

Si può parlare di Dio come di uno solo, come nel versetto 27, oppure si può anche parlare di Dio al plurale come al versetto 26 dove dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, plurale, Dio è uno, Dio; eppure è anche tre persone, come sappiamo bene. E quindi quello che abbiamo qui, è il consiglio della Trinità impegnato alla creazione di Dio, ed il momento è arrivato.

Ora, a questo punto mi devo fermare perchè altrimenti non sarei fedele all’intento della Scrittura se non lo facessi. Ma nel corso degli anni, ho cercato di mostrarvi che Dio aveva uno scopo divino stabilito prima che il mondo iniziasse. Ed ho cercato di dimostrare che tale proposito divino, era quello di prendere una sposa, per così dire, per Suo Figlio. Che Dio Padre desiderava dimostrare un’espressione d’amore nei confronti di Suo Figlio presentandogli una moglie che sarebbe stata composta da una porzione redenta dell’umanità che l’avrebbe amato, adorato e lodato per l’eternità, e che l’avrebbe anche servito. Tale proposito, fu sviluppato nel consiglio esecutivo Trinitario.

Permettetemi di ricordarvelo brevemente perché è un qualcosa di molto importante, molto importante. Parlando di Cristo, in 1 Pietro 1:20 ci viene detto che Egli fu “preconosciuto – ovvero, predeterminato – prima della fondazione del mondo, ma che è apparso in questi ultimi tempi per voi”, quindi Gesù, che si è rivelato in questi ultimi giorni per amor vostro, venne per morire sulla croce, per risorgere, per essere il vostro Salvatore. Gesù, che si è rivelato in questi ultimi giorni, è stato pianificato prima della fondazione del mondo. Quindi prima di Genesi 1, prima del primo giorno della creazione, prima che questa settimana di creazione si svolgesse e sviluppasse, la redenzione era già stata pianificata, ok? In altre parole, Dio aveva pianificato la redenzione prima di creare le persone dalle quali avrebbe tratto i redenti. Il suo proposito redentivo venne prima di tutto.

Seguiamo la cosa da ancora più vicino. Tito capitolo 1, per un momento, parla del Vangelo in Tito 1:1 e 2, dice: “Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo” - Paolo s’identifica, e dice che esiste “per promuovere la fede degli eletti di Dio”, e qui sta parlando della fede della salvezza degli eletti, “la conoscenza della verità che è conforme alla pietà, nella speranza della vita eterna”, quindi sta parlando del Vangelo. Il Vangelo comporta la fede salvifica, comporta l’elezione, include la conoscenza della verità, comporta la pietà, comporta la promessa e la speranza della vita eterna.

Ma notate questo: L’intero proposito salvifico di Dio, il proposito salvifico di Dio, era qualcosa che il Dio che non può mentire, promise – quando? Dice “Prima di tutti i secoli”, il greco dice: ‘prima del principio del tempo’. Ora, quand è che è iniziato il tempo? Quand è iniziato il tempo? Nel primo giorno. Quindi, prima del primo giorno, Dio aveva già pianificato il Vangelo. E c’era un elemento del Vangelo che era una promessa, e lo promise ‘prima di tutti i secoli’. Dio aveva promesso che avrebbe scelto alcuni, che gli avrebbe concesso la fede, che gli avrebbe dato la conoscenza della verità, che avrebbe prodotto in loro una certa pietà, che gli avrebbe concesso la vita eterna. Dio lo promise prima del primo giorno. La domanda è: a chi l’ha promesso?

Non lo promise a nessun essere umano perchè noi non c’eravamo fino al sesto giorno. Non lo promise agli angeli perchè come vi ho già detto, gli angeli sono stati creati nello stesso momento in cui è stato creato tutto il resto, non sappiamo con esattezza o con precisione quando, ma di certo non gli ha promesso la salvezza perché gli angeli non la sperimentano non è vero? Quindi lo promise a loro, perchè gli angeli che peccarono e caddero dal cielo, caddero per sempre e non c’è alcuna salvezza disponibile. Quindi, a chi è che Dio fece tale promessa prima del principio del tempo stesso?

Beh, andate a 2 Timoteo, capitolo 1 versetto 9. Approfondiremo un po’ di più questa questione, ma lì dice, che “Dio – alla fine del versetto 8 – Dio ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata... eccetera, eccetera, eccetera... e lo fece: “non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesú - e per qualche ragione i traduttori hanno tradotto la stessa frase che si trova in Tito 1:2, la stessa frase, ma lì è tradotta con ‘tutti i secoli... o quello che è, ma qui è tradotta con “fin dall’eternità”, ma è la stessa frase: prima dell’inizio dei tempi. Eccola qui di nuovo, Dio ha fatto una promessa, secondo Tito 1:2, prima dell’inizio dei tempi. E qui dice che aveva uno scopo che coinvolse Cristo Gesù ancora prima del tempo.

Quindi, prima dell’inizio dei tempi, Dio ha fatto una promessa ed ha promesso che avrebbe riscattato alcune creature che avrebbe creato e che le avrebbe riscattate per mezzo di Cristo Gesù. Sicuramente, quindi in quel momento, aveva già discusso con il secondo membro della Trinità la necessità dell’incarnazione, la necessità di entrare nel mondo, la necessità di un sacrificio per il peccato e tutto il resto... Ma era stato tutto pianificato prima dell’inizio dei tempi. Il versetto 10 dice: “ ma che è stata ora manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Gesú Cristo” o “Cristo Gesù”. Ora, qui vi sto portando a prima di Genesi 1. Vi sto portando prima dell’inizio del tempo, prima che la terra ricevesse le sue fondamenta, prima che ci fosse alcuna creazione, nel consiglio di Dio.

Il piano era che ci sarebbe stata un’umanità redenta che sarebbe stata creata e redenta, portata alla gloria per mezzo dell’incarnazione e del sacrificio del secondo membro della Trinità. E per di più sappiamo che, secondo il Nuovo Testamento, sappiamo che sarebbero stati redenti dall’opera del terzo membro della Trinità, lo Spirito Santo, che avrebbe convinto i loro cuori del peccato, della giustizia e del giudizio, avrebbe illuminato le loro menti per fargli comprendere la verità, li avrebbe rigenerati e gli avrebbe concesso la nuova nascita, e naturalmente a quel punto sarebbero stati trasferiti dalla morte alla vita, e sarebbero entrati a far parte dei figli di Dio. E coloro che sperimenteranno tutto questo sono quelli che Dio ha scelto prima delle fondamenta della terra, prima dell’inizio dei tempi.

Efesini capitolo 1 versetto 3, parla dei propositi di Dio. “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo”, perché? “ In lui ci ha eletti prima – di cosa? Prima della creazione del mondo”, quindi il decreto divino di Dio si è svelato prima dell’inizio del tempo e prima che qualsiasi cosa fosse mai stata creata. E tutto questo avvenne proprio nel consiglio della Trinità. Il versetto 4 dice Egli ci ha predestinati e lo fece semplicemente grazie alla Sua volontà.

Fino a che punto si è spinto tutto questo? Beh, il Padre ha detto: ‘Creerò e redimerò alcune persone. Li darò al Figlio come dono d’amore’, infatti se guardate a Giovanni 6 - e non lo faremo adesso – ma se guardate anche a Giovanni 17, noterete che ripetutamente, Gesù si riferisce ad ogni credente come a coloro che il Padre ‘mi ha dato’, vi ricordate? Gesù in Giovanni 6 dice: “Nessun uomo viene a me se il Padre non lo attira”, Gesù disse: “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me e non ne perderò nessuno”. In Giovanni 17, Gesù prega: “Prego, Padre, che tutti quelli che mi hai dato vengano alla gloria per vedere la nostra gloria”. Gesù si riferisce quindi ai credenti come a coloro che il Padre gli ha dato, e questo comincia a plasmare questo stesso piano. Il Padre quindi desidera mostrare il Suo amore verso il Figlio. È un amore supremo, è un amore che conosce solamente Dio.

È un amore così grande che desiderare dare, e Dio ha determinato che il modo per esprimere quell’amore è di creare e redimere gli esseri umani e poi condurli alla gloria, ed una volta lì, li rende simili a Cristo. Filippesi ci dice nel capitolo 3 che saremo conformati alla Sua gloria, al corpo stesso della Sua gloria. 1 Giovanni 3 dice che saremo come Lui perché Lo vedremo come è. E quindi il Padre ci renderà letteralmente come dei riflessi, delle repliche, di Gesù Cristo, repliche che irradieranno la Sua gloria, e Lo loderemo, Lo onoreremo e Lo glorificheremo per tutta l’eternità e Lo serviremo. Questo è il dono d’amore del Padre al Figlio.

La storia meravigliosa - e ve l’ho già detto in passato – ma la storia meravigliosa è che 1 Corinzi 15 dice che quando il Figlio riceve quell’umanità redenta dal Padre, quando il Padre dà al Figlio quell’umanità redenta, quando saranno tutti condotti alla gloria, quando saremo tutti lì ed il tempo non esisterà più e saremo tutti alla presenza di Dio e saremo offerti al Figlio dal Padre, quando il Padre darà un’umanità completa e redenta al Figlio, 1 Corinzi 15 indica che il Figlio si girerà subito e la restituirà direttamente al Padre e Dio sarà tutto in tutti. Ed il risultato di tutto quello sarà un’umanità completamente redenta insieme ad angeli santi che popoleranno i nuovi cieli e la nuova terra per l’eternità, per nessun altro scopo se non per servire, lodare e glorificare Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo, che è degno di gloria.

Ora, questo diventa più personale in Apocalisse capitolo 13 e Apocalisse capitolo 17, dove in entrambi i casi, sia nel capitolo 13 al versetto 8, ed al capitolo 17 al versetto 8 dice la stessa cosa. E fa riferimento ai credenti come a coloro i cui nomi sono stati scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita. Coloro i cui nomi sono stati scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita, e di nuovo ci riporta a prima della fondazione del mondo. Ora torniamo a Genesi capitolo 1 con tutto questo in mente.

Quindi potremmo dire che la trinità ha pianificato tutto questo. C’è stata consultazione ed una certa comunione all’interno della divinità. Ed il tutto si è sviluppato ben prima del sesto giorno; ben prima ci fosse stata qualsiasi cosa, molto prima del tempo; il tutto si è sviluppato prima che ci fosse qualsiasi creazione. Molto prima c’era un piano prima di redenzione che fu attuato, e quindi, Dio sta dicendo: ‘Tutto il resto è impersonale. Tutto il resto brucia. Tutto il resto perisce. Nulla di ciò che ho creato è destinato a durare. L’universo intero si distruggerà’, così come ci dice Pietro nella 2 lettera di Pietro, si scioglieranno... - gli elementi si scioglieranno con calore ardente. Di fatto credo che effettivamente che ci sarà una sorta di “riavvolgimento del nastro” e la creazione diventerà de-creazione e ci sarà una dissoluzione atomica e l’intero universo cesserà di esistere, tutto brucierà.

L’unica componente dell’universo fisico che durerà per sempre è l’uomo. Perché alla fine solamente l’uomo sarà importante per Dio. Tutto il resto è stato solamente creato per fornire un mondo che avrebbe portato gli uomini a lodare, ringraziare e glorificare Dio. E a mostrare la potenza meravigliosa di Dio e la Sua saggezza ed intelligenza. Certamente la complessità e la varietà dell’universo fanno tutto questo e così facendo l’uomo può glorificare ed onorare Dio. Ma tutto brucierà, tutto brucierà. Solamente l’uomo è stato creato ad immagine di Dio. In fin dei conti, la Trinità, era solamente interessata all’uomo. Solamente l’uomo è stato il prodotto di una comunione intra-trinitaria.

Sì, l’uomo era una creatura vivente come gli animali. Il che significa semplicemente che era in grado di muoversi e che aveva una coscienza. Sì, all’uomo è stato dato il respiro della vita, capitolo 2 versetto 7, “Dio soffiò nelle sue narici il respiro della vita e l’uomo divenne un essere vivente”, ma quello era anche vero per gli animali. In Genesi capitolo 7, al versetto 22 ci viene detto, “Tutto quello che era sulla terra asciutta e aveva alito di vita nelle sue narici morí”, tutti gli animali avevano quella caratteristica perchè son tutti vivi ed il respiro della vita, o l’essere una creaura vivente è la designazione di Genesi per quella vita creata che ha una coscienza; ovvero, ciò che è vivo ma non è una pianta, è una vita cosciente ed una vita in grado di muoversi, il che è certamente vero per gli esseri umani, ma a quel punto tutta la somiglianza finisce. E la Trinità ha pianificato una creatura che è diversa da qualsiasi altra parte della creazione, non ci si può evolvere in questo.

Ora, si discutono qui quattro caratteristiche sul conto dell’uomo. Quattro caratteristiche, la prima è ovvia: L’uomo è stato creato ad immagine di Dio. Lo dice ripetutamente, “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”, immagine e somiglianza sono sinonimi. Non c’è alcuna distinzione in ebraico per quanto riguarda il significato di questi due termini. Sono ripetuti per enfasi, il che è cosa molto tipico in ebraico. “A nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”, la stessa cosa, versetto 27, a Sua immagine, a immagine di Dio, li creò - ripetuto di nuovo, quattro volte diverse viene ripetuto che siamo stati creati a immagine di Dio. Beh, cosa significa? Beh, qualunque cosa significhi sappiamo che è davvero importante perché qualunque cosa significhi, è diverso. È ciò che identifica la differenza tra noi ed ogni altra cosa creata, persino la più alta delle creature create, gli animali coscienti.

La risposta a questo fatto è fondamentale, e la risposta ci dice ancora una volta che l’uomo non può evolversi che quello è impossibile. Non ci si può evolvere nell’immagine di Dio. Quello non è qualcosa che si manifesta nella genetica. Non è un qualcosa che si può trovare in un cromosoma. Non è qualcosa che appare nel DNA.

Che cos’è l’immagine di Dio? La radice della parola ebraica per ‘immagine’, tzelem, sembra significare l’idea d’intagliare o di tagliare via. In altre parole, l’uomo era in un certo senso un frammento di Dio, era stato, in qualche modo modellato e plasmato come Dio. È stato creato con una certa esaltazione, si potrebbe persino dire che è stato scolpito, incavato, per così dire, è stato plasmato come Dio. Ciò significa che siamo creati secondo con uno schema celeste, ragazzi! Ciò significa che siamo stati creati secondo uno schema divino, lasciate che mi spinga oltre – questo significa che siamo stati creati secondo uno schema eterno, il che non è vero per nient’altro, nient’altro, in quest universo spazio-temporale.

Condividiamo caratteristiche biologiche con il resto delle creature. Siamo stati tutti progettati da Dio per vivere in un ambiente comune. Dobbiamo condividere caratteristiche biologiche perché condividiamo l’ambiente biologico. Abbiamo una certa reciprocità biologica con le piante, non è vero? Creiamo anidride carbonica e loro creano cosa? Ossigeno, di cui abbiamo bisogno. Abbiamo una reciprocità con le piante perché le mangiamo. Abbiamo una reciprocità con gli animali, abbiamo una reciprocità con l’acqua, abbiamo una reciprocità con il sole e la luna e tutte le altre caratteristiche del nostro mondo, e quindi dobbiamo adattarci all’ambiente biologico, e quindi siamo stati creati della stessa materia fisica.

Ma non siamo primati altamente evoluti. Siamo trascendenti nella nostra importanza perché siamo stati letteralmente tagliati e scolpiti nell’immagine di Dio. Ora, questo deve descrivere alcuni aspetti della natura umana che non sono condivisi dagli animali, come l’autocoscienza. Gli animali sono coscienti; non sono autocoscienti. Il che significa che sono coscienti perchè reagiscono all’ambiente che li circonda ma non sono consapevoli di farlo: come la ragione, la capacità di pensare in modo astratto, cosa che gli animali non possono fare, e ciò è stato dimostrato ripetutamente. O come l’apprezzamento della bellezza e l’estetica; o la percezione di emozioni; o l’essere sensibili e moralmente consapevoli e coscienti. E questo si spinge al di sopra di tutto il resto – considerate questa – al di sopra di tutto, l’immagine di Dio indica la capacità di relazionarsi personalmente con qualcun altro, specialmente con Dio stesso. Essere in grado di conoscerlo, essere in grado di amarlo, essere in grado di obbedirgli, essere in grado di adorarlo.

Lasciate che ve lo dica: Il nucleo del concetto dell’immagine di Dio può essere riassunto dalla parola ‘personale’, siamo persone, siamo persone. Viviamo e ci muoviamo sulla base di relazioni, relazioni. Comprendiamo e viviamo in relazione, comprendiamo l’amore, comprendiamo la comunione, comprendiamo la conversazione, comprendiamo la condivisione di pensieri, d’atteggiamenti, di idee, di esperienze con altri. Ed è per questo che quando Dio ha creato l’uomo, disse immediatamente: ‘Non è bene che l’uomo sia solo’, perché? Perché l’immagine di Dio è quella di personalità e la personalità può solamente funzionare nel contesto di relazioni. L’immagine di Dio, amici miei, è la capacità di sperimentare relazioni personali e, soprattutto, di sperimentare una relazione personale con Dio stesso.

E non è quindi importante capire che quando Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, ci ha presentato, in quel momento, il concetto che Egli è un Dio di relazioni. E poi ci ha creato in quell’immagine stessa così che potessimo essere creature relazionali, questo è il punto! L’immagine di Dio è la capacità di relazionarci personalmente. Dio stesso non è mai esistito come un individuo singolo, solitario, isolato. È sempre esistito in un contesto familiare, Egli è il Padre, il secondo membro è il Figlio ed il terzo membro è lo Spirito. Come disse il grande Sant’Atanasio nel IV secolo, ‘il Padre non è mai esistito senza Suo Figlio’.

Questo è il mistero incredibile della personalità, dell’origine della personalità, è che il Dio che è uno esiste in tre persone presenti in un solo essere, una sola sostanza, una sola realtà e che quell’unica sostanza, quell’unico essere di Dio, include l’idea di personalità. E Dio ci ha creato nella sua immagine, ci ha creato come persone e questo include l’idea di relazioni. Ora, essendo persone, con una coscienza personale, e quindi capaci di relazionarci; se fossi un animale e non sarei nemmeno cosciente di esistere; come potrei mai esser cosciente che qualcun altro esiste? Ma io sono una persona e so che esisto e so che anche voi esistete e so che Dio esiste.

Dio è una pluralità, Dio esiste in una relazione trinitaria e sono stato fatto per godere di relazioni. Questo è l’aspetto ontologico o l’aspetto della natura, che del concetto dell’immagine di Dio: La personalità e la relazionalità.

Ci sono anche altre cose etiche e ne ho già accennate alcune, ma come persona che è auto-cosciente, ci sono delle caratteristiche etiche. Riconosco il giusto dallo sbagliato. Comprendo le virtù, la moralità, comprendo la rettitudine, comprendo il peccato, comprendo la santità, comprendo la disobbedienza e la ribellione. Ho la capacità di fare ciò che è giusto. Ho la capacità di fare ciò che è sbagliato. Ho la capacità di fare ciò che è santo e amorevole e di aver comunione con il Padre celeste; ho la capacità di conoscere Dio, di conoscere Cristo, di conoscere lo Spirito Santo. Ho anche la capacità, come persona creata ad immagine di Dio, di sapere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, di sapere ciò che è buono e ciò che non lo è.

È vero che, come essere umano, assomiglio alle creature nella mia forma fisica e corporea. Sono fatto di carne, sono fatto degli stessi componenti, sono fatto della stessa materia atomica, degli stessi elementi grezzi. Ma ciò che mi rende diverso è la mia parte invisibile. È la parte che non si può trovare nel mio DNA; quella parte che non si trova nei miei cromosomi, è la parte invisibile, è la vera persona che mi rende simile a Dio, che è capace di relazionarsi con voi e con Dio. E la domanda è stata posta nel corso dei secoli: il corpo dell’uomo porta l’immagine di Dio? No, non nel senso più puro e veritiero.

Ovviamente non voglio spaccare il capello filosofico qui, ma in sostanza siamo polvere e torneremo alla polvere, e quello non è come Dio. La personalità è eterna e quello è divino. E siamo capaci ed un giorno godremo di relazioni personali l’uno con l’altro per l’eternità nel regno di Dio e con Dio stesso. Ma seppur il corpo non è tanto l’espressione dell’immagine di Dio, il corpo serve come veicolo tramite il quale l’immagine di Dio si manifesta. Per metterla in questo modo, se non avessi un corpo, avrei difficoltà a relazionarmi con voi. Quindi, seppur il corpo non è l’immagine di Dio, perché Dio è uno spirito e non ha un corpo, il mio corpo mi fornisce il veicolo in un mondo corporeo, in un mondo fisico, per far si che l’immagine di Dio si manifesti.

Agostino diceva che il corpo dell’uomo è adatto alla sua anima razionale, non a causa delle sue fattezze facciali e della struttura delle sue membra, ma piuttosto perché è in grado di alzarsi in piedi, ed è in grado di guardare in alto verso il cielo e di contemplare le regioni superiori. Giovanni Calvino la pensò nello stesso modo, che Dio ci permette di alzarci in piedi per poterci guardare in faccia e per permetterci di guardare verso l’alto come un emblema ed un simbolo della capacità di relazionarci. Il corpo non è l’immagine di Dio, ma il corpo è un veicolo. Henry Morris ha scritto questo a proposito: ‘Possiamo solamente dire che seppur Dio non ha un corpo fisico, ha progettato e formato il corpo dell’uomo in modo che possa funzionare fisicamente in modi in cui Lui stesso potrebbe funzionare senza un corpo.

Dio può vedere, sentire, odorare, secondo Genesi 8:21, può toccare e può parlare, anche se non ha occhi, orecchie, naso, mani o bocca. Inoltre, quando ha scelto di apparire visibilmente, lo ha fatto sotto forma di un corpo umano, come dice il capitolo 18 di Genesi, e lo stesso vale per gli angeli, sono spiriti ma ci sono state occasioni in cui hanno assunto un corpo umano.

C’è qualcosa, dice Morris, sul corpo umano che è unicamente appropriato alla manifestazione occasionale di Dio. Deve dunque aver progettato il corpo umano in luce a questa realtà; di conseguenza, non l’ha progettato come un corpo animale, ma con una postura eretta, con il volto rivolto verso l’alto, capace d’esprimere con il volto dei sentimenti emotivi e con un cervello ed una lingua in grado di esprimersi. Naturalmente, sapeva, che al momento opportuno, anche Lui sarebbe diventato uomo. Ed in quel giorno, avrebbe preparato un corpo umano per Suo Figlio, e sarebbe stato fatto in somiglianza degli uomini, proprio come l’uomo era stato fatto in somiglianza di Dio’, ben detto.

Quindi siamo stati creati a immagine di Dio, abbiamo una personalità, capacità di relazionarci e di comprendere il bene ed il male, abbiamo un senso di moralità, il che è fondamentale per tutte le nostre relazioni, in particolare per la nostra relazione con Dio.

A proposito, c’è un uso molto interessante di singolari e plurali qui, versetto 26: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano..”. Non è interessante che “l’uomo”, che in italiano è al singolare, qui riceve un pronome modificativo plurale, “Facciamo l’uomo” e “abbiano loro”, versetto 27: “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò”, lì, l’uomo è riferito al singolare. L’uomo può quindi essere riferito singolarmente o in senso generale e plurale. “L’uomo” si riferiva all’umanità intera. Dio creò l’umanità, ma creò l’umanità creando prima un uomo, e poi una donna, ed i due si moltiplicarono per generare il resto della razza umana.

“Uomo” si riferiva effettivamente ad un uomo singolo, così come dimostra il capitolo 2, Adamo fu creato per primo. Ma “Adamo” è anche un termine generico che include maschi e femmine, ecco perchè lì viene usato anche il pronome plurale ‘loro’ e vediamo quindi la creazione distinta di ciascuno nel capitolo 2. Prima venne l’uomo, poi diede il nome agli animali.

Qualcuno ha detto che il motivo per cui Dio non gli diede una moglie fino a dopo aver nominato gli animali è ovvia. Non doveva confrontarsi con un secondo parere. Non so se sia vero o no. Potrebbe aver rallentato il processo, mettiamola così. Non ha nulla a che fare con il femminile, ma certamente un’altra opinione.

Ora diamo un’occhiata nuovamente al testo e concluderemo il tutto. C’è così tanto da vedere qui. Ma quando Dio creò l’uomo, il motivo per cui disse: ‘loro’ alla fine del versetto 27, è perché dice che lo creò e poi dice maschio e femmina, li creò. ‘Maschio e femmina, li creò’, e questo ci porta al secondo punto, e penso che probabilmente sia meglio svilupparlo la prossima volta, è un qualcosa di affascinante, ma permettetemi di dirvi solamente quali sono le quattro cose distintive della creazione dell’uomo.

Innanzitutto, è stato fatto a immagine di Dio: Questa è la prima cosa, è stato fatto con personalità e la capacità di relazionarsi. In secondo luogo, è stato fatto re della terra per governare e soggiogare la creazione. In terzo luogo, è stato fatto come propagatore della razza umana per popolare la terra, e quarto, è stato fatto per essere il beneficiario dell’abbondanza e la ricchezza che lo circonda. Molto più elevato degli animali. Un’ultima caratteristica distintiva: se si parla della personalità, e se si parla di relazioni, ascoltate attentamente – bisogna anche parlare del linguaggio, giusto? Quanto può essere profonda una relazione se si possono solamente fare dei versi? Diciamo, ‘Beh, ci sto lavorando su con mio marito perchè quello è tutto’, Beh, ed avresti ragione non è vero?

Al cuore di ogni relazione che cosa c’è? La comunicazione, non è vero? Gli animali non possono relazionarsi. Non hanno una coscienza personale, non hanno una personalità, non hanno relazioni. Fanno quello che devono fare per istinto, e lo fanno per raggiungere un unico scopo nella loro vita, ovvero? Il cibo e la conservazione propria. Ma quando si parla degli esseri umani, si parla della capacità di parlare, il che è straordinario. E, un paio di settimane fa vi ho detto che c’è stato un articolo nella rivista Newsweek, dove viene riportato che gli scienziati hanno e stanno provando disperatamente a capire, senza alcun successo, com’è che gli uomini hanno sviluppato la capacità di parlare. Di parlare in modo astratto, di ragionare in modo astratto.

Gli studi linguistici dimostrano, come, Oller e Amdahl hanno affermato, due linguisti, che dissero: ‘apparentemente, gli esseri umani e solamente gli esseri umani sono progettati specificamente per acquisire una gamma di sistemi linguistici, la gamma di sistemi linguistici che vediamo manifestarsi in oltre 5.000 lingue presenti nel mondo’, è interessante che ci siano circa 5.000 lingue presenti nel mondo, e solamente gli esseri umani sono in grado d’impararle. E potremmo dire: ‘che dire dei defini? Quando gli diciamo di saltare, saltano, non è vero? Ma non è che saltano perchè gliel’abbiamo detto, non è che comprendono che il significato di quella parola significa ‘devi spostarti in aria’, no, comprendono il fatto che c’è un tipo di suono che risulta con l’arrivo di un pesce, e quello sì che son in grado d’impararlo.

Oller e Amdahl hanno affermato che il tasso d’acquisizione del vocabolario è così elevato in certi momenti della vita e la precisione e la delicatezza dei concetti acquisiti così straordinarie che sembra necessario concludere che in qualche modo il sistema concettuale con cui gli elementi lessicali sono collegati è già sostanzialmente in atto, wow. Quello è un linguaggio tecnico per dire che che c’è qualcosa che avviene nella capacità di ragionamento astratte del cervello umano che esige l’acquisizione del linguaggio per soddisfarle. E questo è evidente con i bambini, non è vero? Iniziano a parlare e iniziano ad acquisire le complessità della comunicazione nel linguaggio.

Noam Chomsky, un grande linguista ebreo, ha dimostrato che la capacità d’imparare il linguaggio è una caratteristica innata degli esseri umani. Ha dimostrato che anche le scimmie più elevate non sono in grado di gestire nemmeno un sistema numerico semplice o qualsiasi proprietà spaziale astratta o in generale qualsiasi sistema astratto d’espressione. Chomsky parla, altrove, di strutture presenti nella mente e di fatto parla di strutture complicate, presenti nella mente umana, e dice che queste danno origine ad una grammatica universale - ascoltate - invariante tra gli esseri umani, ed è vero. Puoi prendere qualsiasi lingua esistente e tradurlo in qualsiasi altra lingua esistente perché i componenti strutturali del linguaggio sono identici. Fanno letteralmente parte del tessuto dell’immagine di Dio, così che noi, esseri relazionali con personalità, possiamo connetterci.

Tutta la predisposizione strutturale è presente. La sua ricerca, per inciso, questa di Noam Chomsky, sulla unicità della specie umana riguardo al linguaggio è così convincente che non è ben accolto nei circoli evoluzionisti e l’hanno etichettato come creazionista, cosa che lui stesso rinnega.

A differenza delle scimmie e altre creature viventi, la capacità umana di comunicare tramile il linguaggio è una porta verso il regno eterno, è una porta verso la presenza di Dio e richiede il riconoscimento che siamo stati creati secondo un modello celeste per comunicare tra di noi e comunicare con il Creatore che ci ha fatto a Sua immagine. Oller e Amdahl scrivono, e cito: ‘La nostra capacità linguistica non può avere origine entro i limiti ristretti di qualsiasi durata finita d’esperienza. Se tutti gli eoni del mondo spazio-temporale potessero essere moltiplicati chiaramente all’infinito, il mondo materiale fallirebbe comunque nel rendere conto delle concezioni astratte che qualsiasi essere umano potrebbe concepire facilmente tramite il dono del linguaggio’, incredibile! Solamente un Dio parlante, avrebbe mai potuto creare degli esseri parlanti, giusto? E visto che Dio comunica anche noi possiamo comunicare. Siamo quindi fatti in questo modo, a Sua immagine. La prossima settimana parleremo di quei punti rimanenti, l’uomo come re della terra, propagatore della vita e beneficiario di benedizioni ricche.

Signore, è stata una giornata meravigliosa ed una serata meravigliosa alla considerazione di tutte queste cose. Ti ringraziamo per il potere della Parola che ha pulito le ragnatele e la confusione presente nella nostra mente, che è stata spesso seminata da persone incredule. Ti ringraziamo che la Tua Parola è chiara e vogliamo esserle fedeli in ogni senso. Ti riconosciamo come Creatore che ha creato esattamente nel modo descritto nelle Scritture, che ci hai fatto per avere una relazione con Te. Ci hai fatto per Te stesso e siamo inquieti finché quella relazione non è stabilita. Grazie perché è possibile conoscerti così come possiamo conoscerci l’un l’altro. Grazie che il meglio della vita si trova nelle relazioni personali. Ed il meglio di tutto è avere una relazione con Te, il nostro Creatore e Salvatore. Siamo così privilegiati, così benedetti e così grati. Amen.

FINE

This sermon series includes the following messages:

Please contact the publisher to obtain copies of this resource.

Publisher Information
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969

Welcome!

Enter your email address and we will send you instructions on how to reset your password.

Back to Log In

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize
View Wishlist

Cart

Cart is empty.

Subject to Import Tax

Please be aware that these items are sent out from our office in the UK. Since the UK is now no longer a member of the EU, you may be charged an import tax on this item by the customs authorities in your country of residence, which is beyond our control.

Because we don’t want you to incur expenditure for which you are not prepared, could you please confirm whether you are willing to pay this charge, if necessary?

ECFA Accredited
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Back to Cart

Checkout as:

Not ? Log out

Log in to speed up the checkout process.

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize