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Per molti mesi alla Domenica sera abbiamo studiato alcuni temi dottrinali, e cioè argomenti trattati dalla Bibbia, dei quali Dio ha parlato che sono critici per la nostra fede e la nostra vita. E a partire da stasera, e per alcune settimane a venire, esamineremo l’ispirazione e l’autorità delle Scritture. Apriamo la Parola di Dio ogni volta che ci riuniamo nei servizi del giorno del Signore, nelle lezioni che si svolgono nel campus della chiesa sia la Domenica mattina che la Domenica sera, negli studi più piccoli che si svolgono durante la settimana attorno al paese, la Parola di Dio viene aperta nelle vostre case, e molti di voi leggono regolarmente la Parola di Dio giorno dopo giorno.

La Parola di Dio è l’argomento della nostra conversazione ed è, a nostro giudizio, il sentiero, come dice la Scrittura stessa: “La Parola è la via. La Parola è la lampada ed il cammino”, crediamo nella Parola di Dio. Crediamo che sia ispirata. Crediamo che sia senza errori negli autografi originali, e che Dio l’abbia protetta e conservata fino al giorno d’oggi affinchè rimanga fedele in sostanza alla rivelazione originale. Crediamo che quando la Parola parla, ci è comandato di ascoltare, ed ecco perché la Bibbia è il tema di tutto ciò che facciamo. Definiamo la vita e il ministero in termini biblici. È ciò che crediamo, determina il modo in cui ci comportiamo, ed è il messaggio che proclamiamo. E la Bibbia afferma di essere la vera Parola di Dio e lo fa in modo inequivocabile e senza ambiguità.

Gli scrittori dell’Antico Testamento, per esempio, si riferiscono a ciò che scrissero a come le parole stesse di Dio più di 3800 volte. Gli scrittori del Nuovo Testamento citano l’Antico Testamento come Parola di Dio 320 volte e vi fanno riferimento almeno 1000 volte. Sia gli scrittori del Nuovo Testamento che quelli dell’Antico Testamento affermano l’ispirazione divina ripetutamente. Gesù stesso affermò che sia l’Antico che il Nuovo Testamento sono ispirati da Dio.

Ci sono un paio di dichiarazioni definitive nel Nuovo Testamento che definiscono la natura dell’ispirazione della Scrittura. Ascoltate a 2 Pietro capitolo 1 al versetto 20: “Ma sappiate questo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio”.

La Scrittura fu scritta da uomini che non scrissero per volontà o per interpretazione personale, ma furono invece mossi dallo Spirito Santo a scrivere ciò che Dio diceva. Una parte molto familiare della Scrittura che parla di questo argomento si trova nella seconda lettera di Paolo a Timoteo al capitolo 3, al versetto 16, dice: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio”, letteralmente theopneustos, respirata da Dio.

Proviene da Dio ed è utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”. Ogni Scrittura è ispirata da Dio, e questa ispirazione significa che proviene da Dio tramite degli scrittori che furono mossi dallo Spirito a scrivere quello che Dio voleva che dicessero e non quello che volevano dire, è la vera Parola di Dio. Questi sono solo due testi definitivi, ma naturalmente ce ne sono molti altri, e ne esamineremo alcuni nel corso delle settimane.

Ora ovviamente tutto quello che dobbiamo sapere su Dio, su di noi, sulla salvezza, sul futuro, sul tempo e sull’eternità si trova nella Scrittura, è tutto qui. Tutto ciò che Dio vuole che sappiamo si trova qui. Ecco perché alla fine dell’ultimo libro, il libro dell’Apocalisse, lo Spirito di Dio ha sospinto Giovanni a scrivere di non aggiungere nulla a questo libro, né togliere nulla, è esauriente e completo.

È persino riferito da Giuda come “la fede tramsessa ai santi una volta per sempre”, è un corpo di verità trasmesso in una sola volta da non esser diminiuto o abbellito. Tutto ciò che dobbiamo sapere per quanto riguarda la nostra comprensione dell’universo, la nostra comprensione di Dio, della nostra relazione con Lui, così come per il resto delle relazioni, si trova quì in questo libro.

E visto che tutto ciò di cui abbiamo bisogno si trova quì nella Scrittura, e che siamo salvati dalla Parola della verità, e che siamo santificati da quella stessa verità, dalla Parola di Dio, e visto che troviamo la nostra speranza di gloria nella Parola, e visto che vi sono contenute tutte le istruzioni per vivere, questo diventa allora il punto di assalto costante ed implacabile dei nemici, e questo non dovrebbe sorprenderci affatto.

Torniamo al capitolo 3 della Genesi e cominciamo dall’inizio. Genesi capitolo 3, ora voglio solo che guardiamo brevemente ai cinque versetti iniziali di questo capitolo molto significativo. I capitoli 1 e 2 descrivono la creazione, Adamo ed Eva che vivevano in un mondo di beatitudine in un ambiente senza peccato, in perfetta comunione ed in compagnia di Dio. Alla fine del capitolo 2 riassume un po’ il tutto, “L’uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna”, la vergogna non esisteva perché il peccato non esisteva.

Però tutto cambia nel capitolo 3 e voglio che vediate la natura di questo cambiamento, “Il serpente era il piú astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il Signore aveva fatti. Esso disse alla donna: “Come!? Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?” La donna rispose al serpente: “Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”.

Il serpente disse alla donna: “No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male”. E, naturalmente, vi ricordate il resto della storia, credette a Satana, mangiò, cadde e portò giù con lei l’umanità intera e con quell’atto macchiò l’intero universo.

Satana è un bugiardo ed è “il padre della menzogna”, come disse Gesù in Giovanni 8:44, e qui opera il suo primo grande inganno, e lo fa con grande successo. Guardiamo indietro al versetto 1 per un momento. “Il serpente”, Satana in forma di serpente, viene alla donna e le dice: “Come!? Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?”

E naturalmente sappiamo che Dio in effetti aveva detto che non dovevano mangiare da un albero particolare del giardino, capitolo 2 versetto 16, “Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai”, per cui, Satana approccia la donna e le dice: “Come!? Dio vi ha detto?”.

E potreste chiedere: “Perché venne alla donna piuttosto che ad Adamo?” Beh, forse 1 Pietro 3:7 ci dà la risposta: “Lei è il vaso più debole, e suo marito è il protettore a cui deve sottomettersi e sotto la cui protezione trova sicurezza”. E così Satana la trova in un momento in cui è vulnerabile e indifesa, e la sua strategia è progressivamente più e più ingannevole, ed incomincia con quella che sembra essere una domanda un innocua: “Come! Dio vi ha detto?” e questa è la prima domanda della Bibbia, la prima domanda nella storia dell’umanità.

Fino a questo momento non ci furono alcune domande, solo risposte. Non c’erano misteri, non c’erano dilemmi fino a questo quì. E Satana escogita tale domanda per portare Eva su di un percorso che l’avrebbe portata a legittimare il mettere in discussione ciò che Dio aveva detto, questo è il punto intero di questa sezione, di condurla... ed insieme a lei, condurre anche suo marito... a dubitare la veridicità di ciò che Dio aveva detto. Questo è esattamente quello che fece. Si potrebbe tradurre dall’Ebraico: “Dunque, Dio ha detto questo, vero?” E per la prima volta dalla creazione, la forza spirituale più mortale mai rilasciata in questo mondo fu rilasciata, contrabbandata di nascosto, in superficie è quasi innocente, ma è una forza mortale, e cioè, quella forza che ti da il diritto, a te, come creatura, di giudicare quello che Dio ha detto.

Portò Eva a mettere in dubbio ciò che Dio aveva detto. E notate come Satana ripete quello che Dio aveva detto: “ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?” Lo capovolge da un tono positivo a un negativo, tralasciando da parte il fatto che potevano mangiare tutto il resto... distorcendo, pervertendo, invertendo, mettendo l’accento su ciò che non potevano fare piuttosto che su tutto quello che potevano fare, premendo sulla questione della proibizione. E la vera domanda che stava sollevando nella sua mente è: “Perché mai Dio vuole limitarti?” Questo è l’assalto principale.

La questione è che tu hai il diritto di giudicare Dio e di chiedergli il perché ti avrebbe imposto tali limitazioni. Questa è un’affermazione negativa, è una proibizione, è restrittiva, è stretta, è limitante. E l’implicazione è: perché mai Dio, se fosse davvero pienamente buono, perchè mai farebbe una tale cosa? L’implicazione è che c’è un qualcosa nel carattere di Dio, lo spinge a limitare il tuo libero arbitrio, è come se lui volesse limitare il tuo piacere, la tua gioia, la tua soddisfazione, il tuo appagamento, sì la tua libertà.

In qualche modo Dio sta manomettendo i tuoi diritti. Ti sta togliendo alcune scelte, e tutto questo solleva la domanda del perché lo farebbe mai. Che cosa lo spingerebbe a farlo? È crudele? È per quello che lo fa? E forse se c’è qualche difetto nel Suo carattere che lo spinge a limitarti, forse non è completamente di fiducia. E dunque Satana mise nella sua mente l’idea che l’unica proibizione, che non era nient’altro che un mezzo per il quale potevano dimostrare obbedienza, divenne invece nel pensiero di Eva prova di un difetto del carattere divino, che gettava sospetto sul carattere di Dio e che la portò a giudicare ciò che Dio disse come se avesse il diritto di determinare se fosse buono o malvagio, giusto o sbagliato.

Ora era in moto per diffidare di quello che Dio aveva comunicato. Lei risponde in modo molto debole, versetto 2: “La donna disse al serpente: “Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare”. Ed è lì che avrebbe dovuto prendere una posizione più forte su ciò che sapeva essere vero a riguardo a Dio, lei lo conosceva, sapeva che Dio era vero e che diceva solo il vero, sapeva che Dio era perfetto in bontà, che gli aveva dato un comando molto chiaro che non era affatto ambiguo. Avrebbe dovuto essere sospettosa di chiunque la portasse a mettere in dubbio Dio, ed in realtà, avrebbe dovuto esser sospettosa di un serpente parlante.

Ma di fatto ci ha provato a difendere Dio nel verso 3: “ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate”’, e poi aggiunge questo: “né lo toccherete, altrimenti morirete”. La sua risposta è... è debole. E credo davvero che è qui che è avvenuta la caduta, proprio qui, ancor prima che mangiasse. Non appena non confidò completamente, con tutto il cuore, senza riserve nel fatto che Parola di Dio è vera, è buona ed è la fonte della nostra gioia più alta e del nostro appagamento più alto, questa sfiducia in Dio aveva preso piede ed il peccato era entrato nel suo cuore e la caduta era avvenuta.

Non solo non difende Dio, ma aggiunge anche a ciò che Dio disse per farlo sembrare più duro dicendo: “Non ne mangerete e non lo toccherete”, Dio non aveva detto quello, ma ora lo stava accettando come inutilmente restrittivo, ed infatti, è così restrittivo per lei, che lo rende ancor più restrittivo. Era irritata dal fatto che Dio le diede tali restrizioni. Giudicò Dio come se avesse dato un comando inaccettabile e dunque era inaffidabile. E questa è stata la caduta, diffidare di ciò che Dio aveva detto. E tutto quello che che venne dopo non è nient’altro che la prova della caduta.

E poi al versetto 4: “Il serpente disse alla donna: “No, non morirete affatto!” Satana avanza perché sa a che punto si trova e sa che stava diffidando la Parola di Dio. Che lei non credeva più che Dio era degno di fiducia, che c’era un difetto nel suo carattere. Che era inutilmente restrittivo e che dunque doveva esser libera ed aveva il diritto di sedersi in giudizio contro quello che Dio aveva fatto, e persino di dire che era ancora più restrittivo di quello che realmente era perché era cascata nella sua negatività, e Satana sapeva che era caduta, e dunque si mosse verso una piena negazione della Parola di Dio e disse: “No, non morirete affatto”, Dio ha mentito, Dio ha mentito. Infatti, Dio mente ed ecco un’illustrazione;

quello che Satana sta dicendo è che lui dice la verità, ed è quello che dice ancora oggi, anche se è il bugiardo più grande di tutti, “Oh, non morirai affatto. Dio non è veritiero. Non ci si può fidare della Sua Parola rivelata. Lui non ha in mente il tuo migliore interesse, e così lei comprò il fatto che Dio era difettoso, ingannevole ed inutilmente restrittivo, che toglie la libertà e che limita la gioia.

E Satana disse: “Tu non morirai affatto. Non morirai. Liberati da tali restrizioni, fai quello che vuoi, senza alcun limite, nessun giudizio, nessuna conseguenza. Sii libera. Un Dio così non è amorevole. Un Dio così non è gentile. Un Dio restrittivo, è legge, non è amore. Io sono amore”, dice Satana, “Io ti do la libertà. Seguimi e fai quello che vuoi”.

E allora la domanda naturalmente posta sarebbe: “Beh, perché mai l’avrebbe fatto? Perché mai mi vorrebbe limitare in tal modo? Potrebbe dire Eva” E Satana ha una risposta, versetto 5, “Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male”, non vuole che tu diventi come Lui, è geloso, è invidioso, è protettivo, vuole rimanere superiore. Mente perché odia i rivali. Da dov’è che prese spunto? Satana cercò di essere un rivale di Dio, vero? E fu cacciato dal cielo.

“Fai quello che vuoi, sii libera proprio come Lui. Lui fa quello che vuole, lui è libero, non ha alcuna restrizione, e non dovrebbero esserci restrizioni neanche per te, l’unico motivo per la quale ti restringe è perchè odia avere rivali”, per cui il padre della menzogna ha fatto cadere l’umanità intera sulla premessa che non ci si può fidare della Parola di Dio rivelata.

È ingannevole perché Dio è imperfetto ed è imperfetto per gelosia. Contrasta la perfetta fiducia di Gesù verso la Parola di Dio, perfetta fiducia tramite la sofferenza di gravi privazioni, di gravi limitazioni delle sue stesse prerogative divine nella sua incarnazione e, in particolare, nella sua tentazione dove disse: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”.

Ebbene, senza prendere tempo per tracciare l’intero flusso di questo assalto Satanico, la Scrittura ci rivela la storia che iniziò quel giorno e continuò fino alla fine del libro dell’Apocalisse. E che è una storia di attacchi alla Parola di Dio attraverso una serie infinita ed implacabile di falsi profeti, falsi insegnanti, bugiardi, falsi apostoli, ingannatori, per tutta la strada dalla Genesi all’Apocalisse. E l’attacco continua ancora oggi. La battaglia per l’autorità biblica continua in ogni generazione, ed in ogni luogo. C’è sempre la battaglia per la Bibbia, c’è sempre la necessità di alzarsi in difesa della Scrittura.

Potrei definire la mia vita intera in termini di focalizzazione su quelle battaglie. Se mi limitassi a suddividere in periodi di dieci anni la mia vita ed il ministero, approcciando i 40 anni. Potrei dire che nei primi anni era la battaglia sulla questione dell’inerranza e sull’autorità della Scrittura. Per dieci anni ero nel consiglio dell’inerranza guidato dal dottor Jim Boice con 100 studiosi. E stavamo lavorato duramente, scrivendo, producendo materiale in difesa all’autorità e l’inerranza della Scrittura, e da quello venne fuori la dichiarazione di Chicago sull’inerranza biblica, storicamente una dichiarazione monumentale per la chiesa.

Ed una volta che abbiamo affrontato gli attacchi frontali dei critici, arrivò il Movimento Carismatico ed il Movimento Mistico ed abbiamo affrontato anche quello. Negli anni successivi del mio ministero, forse durante il secondo decennio del mio ministero, affrontammo una battaglia per difendere la singolarità della Scrittura, perché in quel momento tutti avevano una nuova rivelazione, una nuova parola di saggezza, una nuova parola di conoscenza, e c’era una proliferazione di presunte parole di Dio, parole di Gesù, e la gente stava accumulando tutte queste rivelazioni ed eravamo pronti a difendere la singolarità della Scrittura contro tutti quei tipi di attachi.

E poi la Scrittura fu attaccatta dagli psicologi, dai pragmatici che volevano mettere da parte la Bibbia e stabilire la necessità della saggezza umana in un punto o nell’altro per stabilire la verità a cui la Bibbia poteva aggiungere qualche intuizione spirituale. E più recentemente, un’altra questione sulla Bibbia, è l’attacco alla sua chiarezza, del fatto che non è comprensibile, che non è capibile, che è impossibile interpretarla accuratamente o essere dogmatici, è stato un assalto dopo l’altro questo è stato il campo di battaglia, sempre lo sarà e sempre dovrebbe esserlo, perché, come ho detto all’inizio, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è nella Parola di Dio.

Ora questa sera sto avendo un approccio un po’ più a forma di classe, ma lasciate che vi parli un pochino di alcune delle cose che stanno assalendo le Scritture che avete bisogno di conoscere, alcune di queste cose le vedremmo un po’ come dei fuochi amichevoli. Vengono da persone che sembrano essere cristiane, ed in alcuni casi sono effettivamente Cristiani che sono ingannati nella loro comprensione della Scrittura, ma ecco a voi alcune illustrazioni.

Qualche anno fa, c’era un articolo nel decimo anniversario della rivista Modern Reformation Maganize, che per molti anni era una rivista che sosteneva la sola scriptura, ma questo articolo particolare era intitolato “L’insufficienza delle Scritture”. L’articolo era scritto da un uomo di nome Gordon che è un ministro della Chiesa Presbiteriana in America, una denominazione che uscì dalla Chiesa Presbiteriana USA perché era diventata liberale ed aveva negato la Scrittura; ma lui, suggerì in quest’articolo che la Scrittura non è davvero una guida alla vita così completa come la maggior parte dei Riformati credono che sia. In particolare sostenne che le informazioni provenienti dalla Scrittura non sono sufficienti per dirci come avere matrimoni di successo, scelse la questione del matrimonio.

E disse questo, e cito: “Seppur la Scrittura ci insegna che il matrimonio è un impegno che dura tutta la vita, la Scrittura non è manifestamente sufficiente ad insegnare alle persone come raggiungere tale fine. Oh sì, la Scrittura contiene alcuni principi generali come quelli che si trovano in Efesini 5 o in Proverbi 29, ma per tutti i discorsi evangelici sui ruoli degli uomini e delle donne, tali discorsi non hanno prodotto matrimoni felici o di successo”, fine della citazione. E poi continua dicendo questo: “dieci anni fa affermò la completa sufficienza della Scrittura in armonia con la posizione riformata standard sull’argomento”.

Oggi suggerisce, che coloro che hanno redatto il primo capitolo della Confessione di Fede di Westminster avrebbero potuto meglio esporre il loro caso se avessero sfumato un po’ di più il loro linguaggio. La Confessione di Westminster afferma la sufficienza della Scrittura, dice così: “L’intero consiglio di Dio riguardante tutte le cose necessarie alla Sua gloria, alla salvezza dell’uomo, alla fede e alla vita, o è espresso esplicitamente nella Scrittura, o può essere dedotto come buona e necessaria conseguenza dalla Scrittura”, e questa è la Confessione di Westminster, che è lo standard della teologia Riformata per secoli.

Gordon, tuttavia dice che: “L’intera questione sarebbe stata espressa meglio se i divini avessero articolato una dichiarazione più covenzionale che indicasse che le Scritture fossero una guida sufficiente per i vari patti che Dio strinse con varie persone”, in altre parole, gli sarebbe piaciuto avere un qualcosa di più vago. Non dovremmo mai fare affermazioni specifiche, sulla sufficienza delle Scritture, dovremmo parlarne in categorie più ampie e vaste. In particolare suggerisce che l’espressione “fede e vita” dovrebbe essere interpretata in un senso religioso più stretto. Cioè, non si riferisce realmente alla vita al di fuori della propria relazione con Dio, cioè alla vita in relazione con chiunque altro.

E si potrebbe porre la domanda: che cos’è che potrebbe mai provocare, qualcuno che ha creduto alla prospettiva della sola scriptura, della sufficienza delle Scritture... che cosa mai potrebbe fportare una persona come lui, ad allontanarsi? Che cos’è che l’ha fatto passare, da una condizione incondizionata, del fatto che la Bibbia contiene tutte le cose necessarie per la gloria di Dio, la salvezza dell’uomo, la fede e la vita? (Era quello che disse) A cambiare idea sulla sufficienza della Bibbia quando vide un sondaggio che indicava che il tasso di divorzio tra gli evangelici è più o meno uguale, o peggiore del tasso di divorzio tra i non credenti. Cioè ha cambiato la sua posizione sulla Scrittura perchè ha visto un sondaggio.

Scrisse: “La grande questione pratica che ha influenzato il mio pensiero sulla questione della sufficienza delle Scritture è stata la pubblicazione delle scoperte che il tasso di divorzio evangelico è all’incirca lo stesso di quello della popolazione generale. Se ci chiediamo il perché gli evangelici divorziano allo stesso tasso di coloro che non riconoscono necessariamente la Bibbia come fonte di guida autorevole, la risposta dev’essere qualcosa del genere: che mentre la Scrittura ci insegna che il matrimonio è un impegno a vita, la Scrittura non può esser manifestamente sufficiente ad insegnare alle persone come raggiungere tale fine”.

E poi continua suggerendo che credere nella sufficienza delle Scritture potrebbe addirittura esser controproducente al successo dei matrimoni evangelici. Dice: “Suggerirei che parte della ragione per cui i nostri amici non credenti hanno successo nel matrimonio così spesso come noi, è che non sono mai stati ingannati da un’incomprensione della sufficienza della Scrittura”.

Ora, di quale sondaggio sta parlando qui che gli ha fatto abbandonare la sua teologia? Beh, era un sondaggio che uscì nel Dicembre del 1999 con un comunicato stampa intitolato: “I cristiani hanno più probabilità di sperimentare il divorzio rispetto ai non cristiani”, mi ricordo quando vidi quel sondaggio sulla mia scrivania, ero piuttosto scioccato. Diceva che il 27% dei cristiani nati di nuovo avevano divorziato rispetto al 24% dei non cristiani che non avevano divorziato.

Beh, quella statistica di per sé non provava nulla. Erano divorziati prima di diventare cristiani? Il sondaggio diceva anche che il tasso di divorzio tra gli atei e gli agnostici era ben al di sotto della norma; solo il 21% degli atei e degli agnostici erano mai stati divorziati, quindi il 27% dei cristiani nati di nuovo ed il 21% di atei e agnostici. Ed a quel momento una domanda aveva immediatamente invaso la mia mente. Con quali criteri avevano determinato chi era un cristiano nato di nuovo? Vi sembra giusto? In base a quali criteri avevano determinato chi era un cristiano nato di nuovo? E mentre scavavo più a fondo nel sondaggio, era evidente che non c’era modo di determinare che le persone classificate come nate di nuovo andavano persino in chiesa.

Erano ritenuti nati di nuovo sulla base di due domande: prima domanda: hai mai preso un impegno personale con Gesù che è ancora importante? Che cosa significa? Hai mai preso un impegno personale con Gesù che sia ancora importante nella tua vita? I Cattolici potrebbero affermarlo, i Mormoni potrebbero dirlo, i Testimoni di Geova potrebbero affermarlo, un sacco di gente potrebbe aver affermato tale dichiarazione. E c’era anche una domanda a scelta multipla, una risposta possibile delle sette: quando morirò, andrò in Paradiso perché ho confessato i miei peccati e accettato Gesù Cristo come mio Salvatore.

Ora, in superficie questo suona bene, i Cattolici romani potrebbero affermarlo, i Mormoni potrebbero affermarlo, un sacco di sette potrebbero affermare una cosa simile, la gente che non capisce il significato della morte di Cristo potrebbero affermarlo. Non c’è niente sulla resurrezione. Niente sulla natura di Cristo, niente sulla natura di Dio, niente sulla natura dell’espiazione. Se però alla prima domanda dicevano di aver preso un qualche impegno personale con Gesù, ed avessero scelto la giusta categoria a scelta multipla, venivano classificati come nati di nuovo. Ma viviamo in una società nella quale la fraseologia di “accettare Gesù Cristo come salvatore personale” è diventato un cliché. Non c’è nulla in quelle due domande che garantisca che una persona sia veramente nata di nuovo.

Infatti, se si fa un ulteriore sondaggio tra le persone nate di nuovo, si nota che il 45% dice che Satana non è un essere vivente ma un simbolo del male. Il 34% dice che le persone sono abbastanza buone da guadagnarsi un posto in Paradiso, e queste sono le persone nate di nuovo, secondo i loro standard. Il 28% è d’accordo con il fatto che Gesù, quando vivette sulla terra peccò, proprio come chiunque altro. Il 15% dei Cristiani nati di nuovo sostiene che dopo essere stato crocifisso e morto, non tornò fisicamente in vita. Il 26% crede che non importa quale fede si segua perché tutte insegnano la stessa cosa.

Per cui s’inizia con una statistica che dice che i Cristiani nati di nuovo divorziano più degli atei e degli agnostici, ed è una cosa scioccante finché non si scopre che si tratta solo di persone che professano esser Cristiane. E ora, nel nostro paese, credo che abbiano raggiunto più dell’80%, e questo ha permesso che un uomo si liberasse completamente della sua fiducia nella sufficienza delle Scritture. Questi sono eventi davvero strani e tuttavia comuni al giorno d’oggi, le persone abbandonano la vera dottrina storica per la ragione più capricciosa. E visto che abbiamo person ogni capacità di definire realmente cosa significhi esser un vero cristiano, dobbimo diffidare di ogni sondaggio che identifichi tale.

Ora lasciatemi parlare di alcune categorie. Da dove vengono gli attacchi? Numero uno, gli attacchi vengono dai critici. Ci sono quelli della parte scolastica che attaccano la Scrittura in continuazione. Proviene tutto dal liberalismo Tedesco, la teoria della critica superiore di Graf-Wellhousen legata a un recupero della neo-ortodossia Barthiana che ha lasciato un’eredità che ha travolto le principali denominazioni, ha travolto i college, le università ed i seminari distruggendo e schiacciando la dottrina dell’ispirazione biblica. Tutto questo è stato affrontato, è stato confrontato per anni, anni e anni, negando apertamente la Scrittura come materia proveniente da Dio, vera, inerrante, ispirata ed autorevole.

E continua anche oggi nei modi più stolti e bizzarri. Ogni volta che accendete la televisione e vedete qualche esaminazione della Bibbia, sentirete da parte di questi critici. Recentemente sono stato contattato da History Channel e mi è stato chiesto se sarei stato disposto ad essere un esperto regolare e contributore regolare alle loro discussioni sulla Bibbia. Non ho potuto dire di no abbastanza velocemente perché non voglio essere fatto a pezzi, tagliato, montato ed incastrato tra tutte quelle persone che negano le Scritture.

Ma forse il gruppo principale che viene sempre, sempre sondato ed intervistato, ogni volta che c’è una discussione sulla Bibbia, sono quelli che appartengono a quello che si chiama Il Seminario di Gesù. Ne avete sentito parlare? Il Seminario di Gesù? Hanno guadagnato spazio nelle sciocche sezioni di religione dei giornali che normalmente forniscono una lista di posti da essere sicuri di evitare. Questi sedicenti ciechi e morti sono più di 200, oltre 200 pseudo studiosi che si professano saggi, che in realtà sono degli stolti. Pretendono d’essere le autorità scolastiche su Gesù e sulla Bibbia, e prendono decisioni sul conto della Bibbia sulla base di un voto di maggioranza.

Usano un metodo molto interessante. Prendono una sezione della Bibbia e la votano. Ogni partecipante lascia cadere una perlina rossa in un’urna per i detti che lui o lei crede che siano probabilmente autentici. In altre parole, quelle cose che probabilmente sono vere. Le perline grigie vengono usate per quei detti che si credono esser stati alterati dai discepoli o dai primi Cristiani. Le perline nere sono le più forti, sono negative. Queste vengono usate per i passaggi che, secondo loro, sono stati interamente fabbricati o pronunciati da qualcun’altro rispetto a quello che dice la Bibbia.

I risultati sono sorprendenti. Il gruppo ha decretato che solo 31 degli oltre 700 detti attribuiti a Gesù nei Vangeli sono considerati veramente autentici. E 16 di questi 31 sono duplicati da altri passaggi paralleli. Più della metà dei detti di Gesù hanno ricevuto il temuto bollino nero. In totale, la commissione ha rifiutato completamente l’80% delle parole che la Scrittura attribuisce a Gesù. Tra i passaggi estromessi, Matteo 5:11, “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia”, e anche Marco 10 dal 32 al 34 nel quale Gesù predisse la sua crocifissione.

Rifiutarono tutta la sezione apocalittica, che è tutta sul futuro. Rifiutarono tutto il vangelo di Giovanni tranne un versetto, il versetto 44 del capitolo 4 che si è preso il voto rosa. E quello che dice che un profeta non è onorato nella sua patria. Il fondatore del seminario, Robert Funk, ritiene che la maggior parte degli studiosi sono d’accordo con l’abbandono del vangelo di Giovanni perché, dice che “Gesù parla regolarmente in adagi, aforismi, in parabole o in arguzie create come rimprovero o replica in contesto di dialogo o dibattito, ed è chiaro che non parlava con monologhi lunghi del tipo che si trovano nel vangelo di Giovanni”, fine della citazione. E ci si potrebbe chiedere esattamente come fa a saperlo. Così i relitti in decomposizione del naufragio della teologia liberale continuano fino a riva.

E a proposito, quello... quello che vi ho appena citato è un qualcosa che ho scritto tempo fa, e sai di essere nei guai quando inizi a citarti da solo. È come predicare un messaggio così bello che ti autografi la tua stessa Bibbia. Quello che vediamo nel Seminario di Gesù, quello che vediamo nella teologia liberale sono i manifestanti radicali nei campus universitari degli anni ’60, che ora sono in posizioni d’amministrazione muovendosi piano piano verso il vertice dei sistemi universitari. Il loro credo ideologico è diventato il test dell’Ortodossia nella maggior parte dei circoli accademici.

Ci si aspetta che gli studiosi marcino dietro di loro e chiunque non lo faccia può perdere il posto di lavoro nei dipartimenti di religione, di filosofia o di sociologia nelle università. E questi liberali hanno alcuni dogmi sacri: uguaglianza per le donne, omosessualità come stile di vita alternativo, attivismo ambientale, diritti degli animali, quote razziali, dottrine di manifestazione anti-guerra e così via; e censurano chiunque sfidi uno di questi argomenti, e specialmente Gesù, specialmente Gesù. Basta guardare alle decisioni della commissione per capire qual’è l’agenda. Le parabole del Buon Samaritano, del fattore infedele, del granello di Senape, passaggi che sono critici per i ricchi, i comandi di amare i propri nemici, e quei versetti che trattano i discepoli... che esortano i discepoli ad amarsi l’un l’altro si prendono le perline rosse.

Ogni volta che si aiutano i poveri, gli abbattuti e gli umili, loro ci credono. I passi che invece invitano al ravvedimento, affermano la divinità di Gesù, richiedono cose difficili ai discepoli, parlano della necessità della redenzione e della nuova nascita, vengono letteralmente messi al bando, e non hanno ancora finito. Continueranno a farlo, ad aggredire la Parola e proponendolo ogni qual volta che trovano qualcuno che li ascolti, e questa è solo un’illustrazione di questo attacco che viene dai liberali, e potremmo parlarne a lungo, ma... andiamo avanti.

Potremmo parlare della “Nuova Prospettiva su Paolo”, che assale la comprensione neotestamentaria della dottrina della giustificazione. Potremmo parlare “Del Dio apero”, che è un attacco alla natura stessa di Dio, e di fatto forse dovrei dire una parola su questo; si chiama “Teismo Aperto” è un nuovo punto dell’agenda liberale che inizia con la negazione del fatto che Dio conosce e controlla perfettamente il futuro. Il Teismo Aperto è l’idea che Dio è aperto al futuro, che non ha idea di cosa succederà nel futuro, non ha la più pallida idea, è un po’ come noi, sta solo reagendo a quello che sta succedendo, e non ha più prescienza di quanta ne potremmo avere noi, perché se non è ancora successo, non può conoscerlo.

Non sa cosa succederà finché le persone faranno certe decisioni e non sa quali sono tali decisioni e dunque sta semplicemente rispondendo al tutto come farebbe un abile scacchista che fa del suo meglio per compiere la sua volontà in risposta alle nostre mosse. Questa è una posizione molto, molto popolare, diffusa ed in continuo sviluppo che si è intrufolata nella “Società Teologica Evangelica”, tra virgolette, che fino ad ora non ha respinto i proponenti di tale posizione che attaca la natura stessa di Dio. Attacca la divinità di Dio.

Dio non è il Dio che dice di essere, Dio non dice la verità quando disse che conosce la fine dal principio, e quindi, Dio è un bugiardo e questo non è nient’altro che una ripetizione di quello che abbiamo visto nel giardino. Ogni assalto da parte di questi critici che negano una qualsiasi parte della Scrittura è una battaglia che dev’essere combattuta ed un punto in cui dobbiamo difendere l’autorità della Scrittura. Ma non abbiamo solo assalti da parte dei critici, abbiamo anche assalti da parte dei settari, dai settari. E questo è solo... non voglio parlarne troppo...

Dei Mormoni, i Testimoni di Geova, quelli della Scienza Cristiana, Teosofia, Unitarianismo, fino a sette minori più bizzarre e strane; persone che non accettano la Parola di Dio e la sua interpretazione accurata, ma che vogliono aggiungere alla Parola di Dio gli scritti di qualche... di qualche persona, di qualche angelo che sia Joseph Smith, o che sia Mary Baker Eddy, Patterson Glover Frye... che aveva un problema con il marito, ovviamente... nella Scienza Cristiana, o che sia il giudice Rutherford o Annie Besant o chiunque altro abbia contribuito a queste sette. Aggrediscono la Parola di Dio senza tregua con documenti che distorcono e pervertono le Scritture, scritti da Satana stesso.

Poi direi che ci sono attacchi anche dai Carismatici, e lo dico con la consapevolezza che è un qualcosa di difficile d’ascoltare per alcuni di noi; ma quando dite che la Bibbia non è la fine della rivelazione, che non è tutto quello che Dio ha detto, che sta ancora parlando, che sta dando nuove rivelazioni, nuove visioni, voci dal cielo, viaggi in cielo, viaggi all’Inferno, interpretazioni mistiche iper-soggettive intuitive, segrete, mistiche, stai attaccando la Scrittura. Stai aggredendo la Scrittura.

È di critica importanza capire che non abbiamo altra rivelazione da parte di Dio se non quella scritta nella Scrittura, non abbiamo altra rivelazione da parte di Dio se non quella scritta nella Scrittura. Ed oggi si sente persino dire: “Ascolta la voce di Dio, ascolta e Dio ti parlerà. Allenati a sentire la voce di Dio”, tutto questo non è solo ridicolo ma pericoloso. Se vuoi sentire la voce di Dio, apri la Bibbia e leggi quello che ha detto.

C'è un quarto attacco che vi voglio solo menzionare per farvi un'idea completa del quadro, c’è l'attacco che viene dalla società, dai critici, dalle sette, dai carismatici, e dalla società, dalla cultura. Viviamo in un epoca nella quale la società sta dicendo alla chiesa ciò che la Bibbia può dire. Una grande illustrazione è quella della pubblicazione della TNIV la Zondervan Publishing Company, ha prodotto una Bibbia chiamata la TNIV. La TNIV si distingue nella considerazione particolare del movimento femminista. Ha alterato la Parola di Dio, cambiato la Parola di Dio per renderla compatibile con il movimento egualitario femminista contemporaneo.

E non è l'unica ad aver fatto una cosa del genere, ce ne sono altre, la Parola di Dio non dovrebbe mai essere usata in modo tale da accomodare una percezione della società. Non si può prendere la Parola di Dio, non si può torcere la Parola di Dio, non si può alterare la Parola di Dio, cambiare la Parola di Dio, abbellire o sminuire la Parola di Dio per ottenere qualcosa che si adatti alle aspettative della società. Ma questo è quello che si sta facendo, e lo si sta facendo proprio al cuore quando lo si applica alla traduzione della Bibbia.

Quando si traduce la Bibbia, si ha una responsabilità: si prende la Parola nell’Ebraico, o in Aramaico per quei passaggi dell'Antico Testamento che sono scritti in Aramaico, si prende la parola del Nuovo Testamento in Greco, e la si traduce. Si trova la traduzione più vicina possibile nella lingua in cui la si sta traducendo e basta. Non la si può cambiare perché si pensa che la società la vorrebbe in un altro modo, quella non è una traduzione pura e vera, ma soprattutto non la si può adattare agli atteggiamenti, alle aspettative, ed alle richieste sociali peccaminose, quella è la cosa peggiore di tutte.

Non possiamo permettere che la società definisca come tradurre la Bibbia o come la interpretiamo. Stavo leggendo un libro scritto da uno dei rappresentanti della chiesa emergente, e gli fu posta la domanda: accogliete gli omosessuali nella vostra chiesa? Permettete agli omosessuali di essere membri della chiesa? E la sua risposta era: "Certamente. Abbiamo anche persone in sovrappeso e persone a cui piace il cioccolato", quindi prese l'omosessualità e la mise sullo stesso livello dell'essere in sovrappeso o dell’amare il cioccolato, perché voleva ridefinire la chiesa e la Bibbia in termini che sono accettabili per la società.

Quindi il tentativo di distorcere o alterare la Scrittura c’è sempre stato a causa delle esigenze apportate dalla società. E parlando di questo, vorrei solo menzionare qualcosa che ho trattato con gli uomini al seminario, e ne ho anche parlato con i ragazzi al college l’anno scorso. La tendenza del nuovo movimento della chiesa emergente è dire che, e questo è un qualcosa che non fa altro che accomodare la nostra società, ma è dire che la Bibbia non è chiara.

Ragazzi, quello è un posto davvero comodo per atterrare. “Beh, sì noi crediamo alla Bibbia, amiamo la Bibbia, ma siamo onesti, non è chiara. Non possiamo sapere cosa significhi veramente quello che dice. Non possiamo essere davvero dogmatici. Non possiamo essere sicuri di poterla interpretare correttamente, è un libro antico. Ci sono un sacco d’interpretazioni. Non possiamo mai dire di esser nel giusto, e di fatto come dice Brian McLaren: "Nessuno l’ha mia interpretata correttamente, e nemmeno io l’ho interpretata correttamente”, e che nessuno dica mai di averla interpretata correttamente. Questo è l'alloggio sociale più confortevole.

Potreste dire: "Beh, la Bibbia è vera, e Dio ci ha dato la Bibbia. Ma non abbiamo la più pallida idea di cosa significhi", E quindi c'è gente che dice cose come questa, ecco un altro evangelico abbastanza noto che cambiò la sua posizione, e disse, e cito, “La certezza è spesso idolatrica. Sono stato costretto a rinunciare alla certezza. Se c'è un fondamento nella teologia Cristiana, non si trova nella Scrittura. La teologia dev’essere un umile tentativo di ascoltare Dio, non dovrebbe mai essere un approccio razionale al testo. Non puoi andare al testo ed usare la testa per trovare la verità. Bisogna essere molto più umili, la teologia è un tentativo umile umano, non si può trovare il fondamento della teologia Cristiana nella Scrittura. Perché? perché non è comprensibile".

Brian McLaren dice che “La chiarezza a volte è sopravvalutata”. Lesslie Newbigin dice: "Il vangelo non riguarda le certezze". Ci sono scrittori come N.T. Wright in Inghilterra, che scrivono materiale prolifico sulla Bibbia, che fondamentalmente si stanno inventano nuovi modi di capire tutto, come se tutti avessero sbagliato fino ad oggi. Il che fa chiedere: “Beh, se tutti sono nell’errore, e se nel corso della storia son sempre stati tutti nell’errore, perché pensi di aver ragione?” Il che alimenta di nuovo la mentalità del fatto che non possiamo mai arrivare alla verità.

E quando pensate alla Parola di Dio, dovete capire che la Bibbia stessa dichiara di essere chiara, d’essere chiara. Lasciate che vi dia alcuni pensieri a questo riguardo mentre ci avviciniamo alla conclusione. Romani 1, se un peccatore è considerato responsabile della rivelazione di Dio nella creazione, e come dice Romani 2, della rivelazione di Dio e della legge scritta nel suo cuore e nella sua coscienza affinchè sia senza scuse", ovvero, responsabile davanti a Dio, e colpevole davanti a Dio per aver rifiutato quella rivelazione che si manifesta nella creazione e nella coscienza. Se lui è senza scuse a quel punto, allora credetemi che è senza scuse quando rifiuta quella rivelazione che Dio ha scritto nella Sua parola. Il peccatore è responsabile, le Scritture sono chiare.

La Scrittura è necessariamente semplice, perché Dio, il suo vero creatore, redentore e giudice, parla in modo semplice, altrimenti non potrebbe realizzare la sua redenzione. Se non parlasse in modo semplice, le persone non saprebbero in cosa credere e come rispondere. Se non parlasse in modo semplice e chiaro, non sarebbe possibile sapere della salvezza, del giudizio imminente, del Paradiso e dell'Inferno, del peccato e della giustizia, però devono sapere e sono responsabili di sapere certe cose.

La Scrittura cede il suo significato alla ragione ordinaria e al senso letterale. Non ci sono misteriosi segreti o significati nascosti impliciti. Infatti viene sempre chiamata “luce”, anche luce per coloro che la rifiutano, Giovanni 3: "Odiano la luce e fuggono dalla luce, perché è luce". La Scrittura è chiara non solo perché è manifestamente chiara in sé e per sé, e chiara alla mente ragionevole, ma perché lo Spirito di Dio la illumina. E per grazia lo Spirito rende comprensibile ciò che è incomprensibile, a colui sul quale lo spirito si muove.

Per darvi un'illustrazione della chiarezza della Scrittura vorrei solo dire questo: la Scrittura dell'Antico Testamento, che per alcuni potrebbe sembrare un po' più confusionario, è in realtà così chiara, che Dio ha sempre ritenuto le persone responsabili di ciò che fu rivelato nell'Antico Testamento. Gesù stesso, per esempio, nel suo insegnamento, nelle sue conversazioni, nei suoi dialoghi, nelle dispute e dibattiti. Non ha mai, mai detto una volta agli Ebrei: “Comprendo la vostra confusione. L’Antico Testamento è davvero difficile, è molto difficile, e spesso non è chiaro”, non l’ha mai detto, mai.

E sta parlando a persone del primo secolo. Sono lontani 1000 anni da Davide, 1500 anni dopo Mosè, e 2000 anni dopo Abrahamo, e Gesù presume che sono in grado di leggere e d’interpretare correttamente le Scritture dell'Antico Testamento, e se era impossibile comprendere le Scritture per persone che erano lontane 1000 o 2000 anni, come ci dicono che lo è per noi ora a 2000 anni dalla Scrittura del Nuovo Testamento.

Allora ci aspetteremmo che Gesù dicesse qualcosa del tipo: "Oh capisco come è venuto fuori il tuo problema", ma non l'ha mai detto. E sia che stesse parlando agli studiosi, ai Farisei e agli scribi, o alla gente comune, dà sempre per scontato che erano responsabili dell'incomprensione di qualche insegnamento della Scrittura. Ancora ed ancora dice: “Non avete letto? Non avete mai letto? Non avete mai letto le Scritture?” E dice: “Vi sbagliate, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio. Il vostro problema è che non cercate le Scritture, che parlano di me”.

E si spinse persino a dire che è un qualcosa che può essere compreso anche da Gentili. Paolo scrivendo ai Corinzi, in 1 Corinzi 10, dice: “Gli scritti dell’Antico Testamento furono dati per la nostra istruzione, anche se siamo Gentili”, e quando in Luca 24, il Signore era sulla strada per Emmaus, aprì l’Antico Testamento, la legge, i profeti e gli scritti sacri, e spiegò loro le cose che lo riguardavano e che avrebbero dovuto già sapere.

E pensate alle epistole del Nuovo Testamento, e voi direste: “Beh, il Nuovo Testamento è difficile”, veramente? Le epistole del Nuovo Testamento non furono scritte a teologi, non furono scritte a guide di chiesa, non furono scritte a studiosi. Furono scritte a congregazioni, alla chiesa di Dio a Corinto, alle chiese della Galazia, a tutti i santi in Cristo Gesù a Filippi, e così via. Sempre alle chiese, al minimo comune denominatore, al nuovo credente in Gesù Cristo.

Ed in ogni lettera, Paolo presume, così come Pietro, Giacomo, Giovanni, e Giuda, che i suoi ascoltatori avrebbero capito esattamente quello che stava scrivendo. Per esempio, in Colossesi 4:16, Paolo dice: “Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea”, diffondete le lettere e leggetele in ogni chiesa, e quindi dovete capire che i Cristiani del primo secolo erano ritenuti responsabili di comprendere le Scritture.

Cristiani gentili del primo secolo erano responsabili di comprendere le Scritture del Nuovo Testamento basate sulle Scritture dell’Antico Testamento. Le epistole del Nuovo Testamento furono scritte a chiese che erano dominate da Gentili convertiti dal Paganesimo senza alcuna conoscenza dell’Antico Testamento. Ed avevano comunque la responsabilità di comprendere ed obbedire. La Scrittura sarà sempre attaccata, senza tregua da ogni angolo, che sia da parte di critici, da settari, o da carismatici che vogliono aggiungerci qualcosa, o che sia da parte della società.

Potrei anche includere i capricciosi, stolti, ed insensati attacchi dai codici biblici. Una volta ero in un programma radiofonico e qualcuno disse: “Cosa ne pensi dei codici biblici?” E io dissi: “Beh, te lo dico io cosa ne penso dei codici biblici, penso che faresti meglio a stare attento quando dici che Dio ha detto qualcosa che non ha detto, perché Dio condanna i falsi insegnanti”, quello che Dio ha detto nella Bibbia è chiaro, ma cercare di trovare qualche acrostico in un computer e pensare che quello che Dio ha comunicato è scritto in diagonale da questo lato e a metà da quell’altro lato, e che ciò che Dio intendeva dire era che Gandhi sarebbe morto nell’Ottobre del 1984 è molto lontano dalla rivelazione di Dio. Infatti, alcuni hanno trovato le stesse cose in Moby Dick.

E per finire, ci sono sempre attacchi da parte della saggezza carnale. La gente guarda alla Bibbia e dice: “Beh, non è ragionevole. Non mi piace la dottrina dell’elezione. Non mi piace la dottrina della punizione eterna. Voglio fregare Dio”. Gli attacchi della saggezza carnale, “Non posso accettarlo”. Roba pericolosa! C’inginocchiamo completamente alla Parola di Dio. Ci posizioniamo in sua difesa innalzandola e facendo si che si difenda da sola. Ed è quello che faremo incominciando da Domenica prossima. Andremo oltre tutti questi attacchi negativi tramite i quali abbiamo presentato i problemi, e guarderemo a come la Bibbia innalza la propria autorità, per questa sera però è abbastanza. Preghiamo.

Padre, ti ringraziamo per la... la Parola. Cosa possiamo dire? È da anni, ed anni, ed anni, ed anni che la guardiamo, e si difende ogni volta. È viva, potente, pura, vera e penetrante, è distruttiva per coloro che la rifiutano, ed è costruttiva per coloro che l’accettano, è la Parola vivente. Ti ringraziamo per la tua Parola. In essa riposa tutta la nostra speranza, tutta la nostra fede si basa sulla sua verità. Fa sì che noi possiamo essere non solo dei difensori ma proclamatori della sua gloriosa verità e che possiamo esserne obbedienti.

Ti ringraziamo per il tesoro che è, che il suo tesoro è inesauribile, le sue ricchezze sono illimitate e sempre disponibili per coloro che apriranno le sue pagine in preghiera, e le studieranno attentamente. Ti ringraziamo, e preghiamo che in questi giorni, dove molti stanno assalendo la Tua Parola, preghiamo che ci sia un grande movimento per tornare ad innalzarla, dice il Salmo 138:2, che “Tu hai innalzato la Tua Parola oltre ogni fama”, e noi vogliamo fare lo stesso. Per essa siamo grati, perché da lì conosciamo tutto ciò che Tu vuoi che conosciamo, tutto ciò che dobbiamo sapere per poterti dare gloria, ed è per questo ti offriamo la nostra lode nel nome di Cristo. Amen.

FINE

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