Grace to You Resources
Grace to You - Resource

Veniamo ora alla meravigliosa opportunità di considerare la grande dottrina dell’ispirazione della Scrittura. Guarderemo a quella categoria teologica che si chiama “Bibliologia”, lo studio della Parola di Dio. Alcuni anni fa ho letto un’intervista interessante. Ad un cantautore cristiano molto popolare, che scrisse molte delle canzoni che cantiamo ed apprezziamo, fu chiesto di spiegare come ha fatto a scrivere una certa canzone, e questa fu la risposta: “quella canzone venne rapidamente, non c’interessa discuterne la teologia. Infatti, pensiamo che dissezionarla sarebbe come manomettere l’ispirazione fatta dello Spirito Santo”, fine della citazione.

Beh, credo di capire un po’ cosa intendeva dire, ma credo che sia davvero un’affermazione sconvolgente, quella di dire che non voleva dissezionare la teologia della canzone né il suo testo perchè non voleva manomettere l’opera dello Spirito Santo, che l’aveva ispirato la canzone, potrebbe indicare che non capiva bene cosa significa che un qualcosa è ispirato. In loro favore, anche noi usiamo spesso quella parola. La usiamo specialmente per quanto riguarda la musica. Una cosa è dire: “Sono stato ispirato dalla musica”, oppure dire qualcosa come: “Quell’interpretazione musicale era d’ispirazione”, che di fatto significa che siamo stati sollevati, incoraggiati, e che le nostre emozioni sono state elevate nell’esperienza. Uno scrittore potrebbe anche dire: “scrivere quella canzone è stata un’esperienza d’ispirazione”,

ma dire che una canzone è ispirata dello Spirito Santo, e che quindi non dovrebbe essere dissezionata o manomessa, è rendere la canzone uguale alla Scrittura. Dobbiamo dire, allora, che un cantautore sarebbe ispirato nello stesso modo in cui Luca fu ispirato quando scrisse il vangelo di Luca? O che Paolo fu ispirato quando scrisse il libro dei Romani? O Isaia quando scrisse la profezia che prende il suo nome? Cosa intendiamo dire quando diciamo che la Bibbia è ispirata? Intendiamo che è un libro ispirato perché c’ispira alla fede, al sentimento religioso e la comprensione? E le persone di oggi sono ancora ispirate quando scrivono canzoni, nello stesso modo in cui gli scrittori della Bibbia erano ispirati? I libri di oggi sono ispirati? E che dire dei sermoni? Sono ispirati?

Il termine “ispirare” deriva dal latino, “respirare dentro, respirare dentro”, ed è un po’ fuorviante, in realtà, in 2 Timoteo 3:16, dice che: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio”, e realmente credo che abbiamo creato un problema a causa di quel termine Italiano, “ispirare”, perchè il termine Greco vero e proprio è respirata da Dio, theopneustos, da cui otteniamo pneumatica,o la pneumoniae, la polmonite, o tutte quelle cose collegate al respiro. Ma la vera parola tradotta con “ispirata” in 2 Timoteo 3:16, “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio, data per ispirazione di Dio”, sarebbe “Tutta la Scrittura è soffiata da Dio”. Non siamo noi che inspiriamo, è Dio che la espira. È Dio che soffia le Sue parole, non che le soffia in noi in una qualche ispirazione.

Noi crediamo che la Bibbia venne proprio fuori dalla bocca di Dio, Dio l’ha respirata fuori, l’ha data, l’ha pronunciata. È dunque giusto dire che la stessa cosa è successa per una canzone? È giusto dichiarare la stessa cosa per un libro, un sermone, un’idea, un pensiero, per un piano di ministero? Stiamo realmente sperimentando una diretta rivelazione dalla bocca di Dio? Be, di fatto sappiamo che non è così, non è vero? Non ho mai predicato un sermone soffiato da Dio. In quel senso, non son mai stato il destinatario della rivelazione divina per ispirazione così che Dio ha respirato un sermone dentro di me che poi io vi ho predicato. E che ne facciamo del parlare in lingue? Che ne facciamo delle persone che ricevono profezie, parole di saggezza, parole di conoscenza? È quella forse una rivelazione soffiata dalla stessa bocca di Dio? E di conseguenza, potremmo dire dunque che è uguale ad un qualsiasi libro della Bibbia?

Be, alcuni direbbero, “ti stai spingendo un po’ troppo quì” ci sono gradi d’ispirazione. Alcuni predicatori possono esser ispirati, alcuni cantautori possono esser ispirati, alcune persone che ricevono rivelazioni, parole di saggezza e di conoscenza da parte di Dio possono esser ispirati, ed ho avuto questo tipo di conversazione con molte persone nel corso degli anni, dicono “sì, loro sono ispirati, ma non sono ispirati così come gli scrittori della Bibbia sono ispirati, è comunque ispirazione, ma di un grado inferiore. Alcune cose sono ispirate al livello massimo, come i libri della Bibbia, altre invece sono ispirate di meno”. Però “ispirare” significa, respirate da Dio, significa che Dio l’ha detto e non ci possono essere livelli di differenza.

O l’ha detto, o non l’ha detto, ed ecco perchè dobbiamo stare attenti quando diciamo, “il Signore mi ha detto questo... o il Signore mi ha detto quello”, nel corso degli anni, mi vengono in mente un sacco di conversazioni che ho avuto con persone che credevano che il Signore gli aveva detto di fare un sacco di cose. Mi ricordo una conversazione che ho avuto con una signora che mi ha detto, “a me non interessa per niente quello che dice la Bibbia, so esattamente quello che Dio mi ha detto”, c’è d’aver paura... Non ci sono livelli d’importanza in quello che dice Dio. O l’ha detto, oppure no. O Dio l’ha respirata, o non l’ha respirata. O le parole sono parole di Dio, o non lo sono, non possono essere più o meno da Dio.

Una delle cose che potrebbe essere utile è capire il concetto del superlativo, ovvero che possiamo riferirci a qualcosa come il più alto, il meglio o il più, quello sarebbe il punto finale, per esempio: la montagna più alta, l’orologio migliore, colui che ha più soldi. Se la premessa è vera, allora non c’è montagna più elevata, nè orologio migliore o qualcuno che abbia più soldi. Non c’è nessuno che sia più alto del più alto, che sia migliore del migliore o che abbia più di colui che ha più di tutti. Allo stesso modo, non ci sono scritti di Dio che sono più o meno ispirati. Dio è assoluto, la Sua Parola di Dio è dunque assoluta, Dio è superlativo, e Dio parla in modo superlativo. L’ispirazione non ha livelli, l’ha detto oppure no.

E non c’è alcuna canzone, non c’è nessun libro, non c’è nessuna visione, non c’è alcuna rivelazione, alcun sermone che sia la rivelazione diretta di Dio. Infatti, la sola considerazione è una proposizione spaventosa visto che la Bibbia intera finisce con le seguenti parole, Apocalisse 22:18, “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro” – ovvero, del libro dell’Apocalisse, che sarebbe la fine della rivelazione di Dio, del Canone, e dunque è applicabile a qualsiasi cosa che si aggiunge a questo libro, che di conseguenza sarebbe in aggiunta alla Scrittura visto che è l’ultimo libro, dice “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro”, e questo è un avvertimento chiarissimo, ed è anche la fine della Bibbia.

Non aggiungere nulla a questo libro, e l’aggiungere qualcosa a questo libro, sarebbe come aggiungere qualcosa al Canone della Scrittura. E dunque, dire di esser ispirati, nel senso Biblico, è una dichiarazione veramente seria. Neanche uno dei miei sermoni è mai stato ispirato da Dio. Prendo la Parola, che è ispirata da Dio, che fu ispirata e che mi fu data in forma completa, e faccio del mio meglio per rendere quel messaggio ispirato chiaro per voi, ma il mio sforzo, è solamente il mio sforzo, nella speranza che sia sostenuto dall’opera dello Spirito Santo nella mia mente, ma le parole che vi comunico sono comunque le mie parole, sono il mio tentativo di spiegarvi il significato della rivelazione di Dio.

Mi ricordo di un’intervista alla radio di una predicatrice e la questione era – non credo che l’intervistatore sapeva in che direzione il tutto sarebbe andato a finire, ma disse, “com’è che metti giù un sermone? Com’è che metti giù un sermone?” e lei rispose con voce eterea, “Non li metto giù, li prendo da sù”, ed egli le chiese cosa intendesse dire, e lei proseguì spiegando che vengono giù dal cielo. Mamma, come sarebbe bello se fosse vero, mi semplificherebbe la vita di parecchio. I canti che scriviamo sono semplicemente riflessi di quello che Dio ha rivelato nella sua Parola. I sermoni che predichiamo sono semplicemente degli sforzi di rendere la già ispirata Parola di Dio più chiara all’ascoltatore, i libri che scriviamo seguono lo stesso cammino.

E se dicessi che Dio ha ispirato i miei sermoni o i libri che ho scritto, o persino una canzone, sarei uno stolto. Tutti i miei sermoni hanno bisogno d’essere aggiustati. Dio però non ha bisogno di alcun aggiustamento. Nel loro tentativo di prendere la Parola di Dio e di presentarla alle persone tramite un mezzo umano sono al loro meglio deboli, e dunque dobbiamo fare attenzione e proteggere l’ispirazione della Scrittura. Ora, con questo tipo d’introduzione, cerchiamo di definire l’ispirazione. Questa sera sarò un po’ come un professore del seminario, ma cercerò di rimanere semplice così che possiamo capirci. L’altro giorno ho letto nel LA Times che sono in grado di portare il fieno dove ci sono le capre. O io mi assumo quella responsabilità, non sono certo se voi vogliate esser considerate delle capre, ma questo è quello che dissero...

Cos’è la dottrina dell’ispirazione? Lasciate che vi dia alcune categorie con le quali pensare, va bene? Rivelazione – rivelazione è il contenuto – la rivelazione è il contenuto. È la divulgazione della verità stessa di Dio. L’ispirazione è il veicolo. La rivelazione è il contenuto, l’ispirazione è il come l’ha fatto. Quando parliamo della rivelazione divina, stiamo parlando del contenuto del messaggio, della verità che Dio ha rivelato o divulgato. Quando parliamo d’ispirazione, stiamo parlando del metodo che Dio ha usato, il come l’ha respirata fuori. Nella rivelazione, Dio si fa conoscere. Nell’ispirazione, lo Spirito di Dio prende la rivelazione e la mette nelle menti degli scrittori umani dell’Antico e del Nuovo Testamento che la scrissero mentre scorre da Dio lo Spirito Santo attraverso le loro menti.

Quello che scrissero erano in esattezza le parole che costituiscono il messaggio che Dio voleva che sia scritto. La rivelazione è dunque, il messaggio stesso e l’ispirazione è il mezzo tramite il quale venne rivelato e scritto nelle pagine delle Scritture. Ora, lasciate che mi esprima un po’ più chiaramente a questo riguardo suggerendo alcune cose che non rientrano nella categoria dell’ispirazione. L’ispirazione Biblica non è un alto livello di successo umano. Non è un alto livello di successo umano. Nel corso degli anni, ci sono stati alcuni critici della dottrina dell’ispirazione, del fatto che Dio ha respirato nella mente degli scrittori ogni singola parola che doveva esser scritta, affinchè ogni parola fosse direttamente dalla mente di Dio.

Ci sono alcuni che dicono che non è vero, che la Bibbia non è nient’altro che un libro umano d’alto livello, e di fatto, se si voglia rinnegare l’autorialità divina è l’unica cos ache si può dire, visto che abbiamo quest’incredibile libro, con un enorme quantità di saggezza; e quindi è normale dire che questa è una raccolta di cose che furono scritte da persone che posseggono un’alto livello di genialità religiosa. Sono come qualsiasi altro genio, come l’Odissea di Omero, o la Divina Commedia di Dante, o le tragedie di Shakespeare, questo è semplicemente un alto livello d’artisticità, di talento letterario, proprio come un qualsiasi altro capolavoro. La Bibbia è un capolavoro di genialità umana, ma comunque umana e fallibile. Questa posizione esalta l’autorialità umana ad un livello geniale, ma rinnega del tutto l’autorialità divina.

Ora ovviamente questo non ha senso, e non ha senso per molte ragioni, ma ve ne suggerisco solo alcune. La personalità di Gesù Cristo ed il modo in cui è descritto sorpassa ogni pensiero umano. Chi mai s’inventerebbe una persona come Gesù Cristo? Nessuno potrebbe mai inventarsi una persona tale. Sorpassa ogni personaggio mai trovato nella letteratura umana in purezza, in amore, in perfezione e rettitudine. Non c’è nessuno che vi assomigli nella letteratura umana, nessuno. Va al di là delle capacità ingengiose di chiunque.

E poi quando ti rendi conto che è il tema di tutta la Bibbia, e che c’è un periodo di almeno 1500 anni, e un po’ più di 40 scrittori che scrissero durante il corso di quell’arco temporale di 1500 anni, e che tutto quello che dissero su di lui è consistente, coerente e trascendente, è inspiegabile che un tale assemblaggio di geni umani vagamente connessi crei la stessa persona, che è notevole ben al di là di ogni possibile immaginazione. Inoltre, chi avrebbe mai scritto un libro che danna l’umanità intera? Chi scriverebbe mai un libro, quale gruppo di geni scriverebbe mai un libro che dice che non c’è alcuna speranza a parte di questa persona, Gesù Cristo? Tutti gli altri libri religiosi di tutti gli altri geni religiosi, aiutati e sostenuti da geni soprannaturali che identificheremmo come demoni, contengono una salvezza per opere, s’inchinano all’orgoglio umano.

Non c’è nessun’altro come Gesù Cristo in nessun’altra religione al mondo, e come sempre il genio si auto esalta. E se gli autori della Bibbia erano dei geni religiosi, persone che avevano semplicemente raggiunto un alto livello di genialità, perché mai tali scrittori non hanno prodotto altri scritti uguali a quelli della Bibbia? Il fatto è che, lasciati a se stessi, potevano produrre alcune cose buone, ma non delle scritture ispirate. Paolo scrisse molte lettere, ce ne sono 13 nel Nuovo Testamento ma ne scrisse molte di più che non sono contenute nel Nuovo Testamento.

Erano semplicemente Paolo, Paolo al suo meglio, ma Paolo. Infatti, ai Corinzi ne scrisse un paio di più di quelle che vediamo nella Bibbia, ma non erano ispiare da Dio. Era anche un pastore come qualsiasi altro pastore, un evangelista come qualsiasi altro evangelista, che diceva cose che erano vere, ma non erano parole direttamente ispirate dalla bocca di Dio. L’ispirazione non può essere solamente un alto livello di genialità. Non arriverebbe mai ad inventare Cristo, e non dannerebbero l’intera razza umana senza lasciare alcuna speranza al di fuori di questo Cristo perfetto.

Qualcun altro ha suggerito che l’ispirazione è estesa solo ai pensieri degli scrittori; che Dio ha semplicemente dato idee nobili, pensieri impiantati nella loro testa. Il primo tipo d’ispirazione si chiama ispirazione naturale, limitata solamente alla genialità umana. Il secondo tipo è chiamato l’ispirazione del pensiero. Questa prospettiva suggerisce che Dio è arrivato ad un certo punto e ha dato un’idea a certi scrittori, un’idea religiosa, un’idea spirituale, e che poi li ha lasciati liberi d’esprimersi come volevano, e questa è una negazione dell’ispirazione verbale. Se fosse vero, allora staremmo sprecando tempo con l’esegesi del testo, perché le parole non contano. Come già vi ho detto, quello che m’ha detto il signore l’altra sera allo Show di Larry King, “Sei così preso dalle parole che ti stai perdendo il messaggio della Bibbia”, questo fa comodo! L’idea che ci sia una qualche idea, un concetto, una nozione religiosa, che potrebbe, come non potrebbe essere collegata alle parole - ma la Bibbia afferma d’essere la parola stessa di Dio.

1 Corinzi 2:13, “e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito”. Paolo sta dicendo: “Quando divulgo la rivelazione di Dio, quando scrivo ciò che Dio ha ispirato, non sto pronunciando parole che provengono dalla saggezza dell’uomo, ma parole insegnate dallo Spirito”. In Giovanni 17:8, Gesù disse: “poiché le parole che tu mi hai date le ho date loro; ed essi le hanno ricevute”. Il messaggio era nelle parole. Non c’è messaggio a parte delle parole; non c’è ispirazione a parte delle parole. Più di 3800 volte nell’Antico Testamento, abbiamo espressioni come “Così dice il Signore”, “La parola del Signore venne”, “Dio disse” – è tutto a rigaurdo delle parole, e tra l’altro non esistono concetti senza parole.

Quando Mosè disse che non poteva servire il Signore, disse: “ah, devo fare qualcos’altro perchè non sono eloquente”, Dio non ha detto: “Ti darò delle idee grandiose. Troverai il modo di comunicarle”, Dio non ha detto: “Io sarò con la tua mente”. Dio gli ha detto: “sarò con la tua bocca, e t’insegnerò ciò che dovrai dire”. E questo spiega perché 40 anni dopo, secondo Deuteronomio 4:2, Mosè disse a Israele: “Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del Signore vostro Dio, che io vi prescrivo”, non toccate nulla di quello che vi prescrivo di fare perchè proviene tutto da Dio.

Di fatto, il contrario è vero. Gli scrittori della Bibbia scrissero parole che nemmeno loro capivano. In 1 Pietro, capitolo 1, ci viene detto che i profeti scrissero parole senza capire cosa volessero dire. “I profeti”, versetto 10 di 1 Pietro 1, “che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. 11 Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle”, eccoli qui, che scrivono a riguardo delle sofferenze del Messia a venire, che scrivono della gloria che seguirà tali sofferenze, e poi si ritrovano a ricercare quello che scrissero, si ritrovano ad indagare le stesse parole che furono ispirati a scrivere, per capire di chi ed in quale epoca si stessero riferendo. Non potevano nemmeno interpretare in maniera completa il significato delle parole che stavano scrivendo. Dio non diede idee senza parole, ma in alcuni casi, diede parole senza idee complete.

In Matteo 24:35, la Scrittura è molto chiara: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole” - le mie parole - “non passeranno”. Quando Dio parla, parla con parole, e la Bibbia è la rappresentazione scritta delle parole venute da Dio - le parole che Dio ha parlato. I pensieri sono legati alle parole come l’anima è legata al corpo. Uno scrittore dice: “Parlare di pensieri ispirati a parte delle parole che li esprimono, si potrebbe anche parlare di una melodia senza note, o di una somma senza numeri. Non si può avere geologia senza rocce, né antropologia senza uomini. Non possiamo avere una melodia senza musica, né possiamo avere una testimonianza divina del Dio parlante senza parole”. I pensieri vengono trasmessi dalle parole, ed i pensieri di Dio sono trasmessi dalle parole di Dio, e trasmessi a noi da Dio che ha soffiato quelle parole nelle menti degli scrittori affinchè scrivessero esattamente quello che voleva che scrivessero, e raccogliessero tutto nella Bibbia.

Altri fanno altri giri interessanti sulla dottrina dell’ispirazione, dicono che l’ispirazione è solo in riferimento agli insegnamenti spirituali e morali. Questa viene chiamata “ispirazione parziale”, che sarebbe a dire che solo una parte della Bibbia è ispirata, la parte spirituale, la parte morale, si, quella è ispirata. Non dobbiamo preoccuparci della parte storica. Non dobbiamo preoccuparci della parte geografica. Non dobbiamo preoccuparci della parte scientifica. La Bibbia non dev’essere accurata in tutte le categorie; dev’esser solamente accurata quando parla di cose spirituali e morali. E questo spiega gli errori nella Bibbia, delle leggende, e di tutte le nozioni che sono false. Tutto ciò che l’ispirazione garantisce, suggeriscono questi tali, è il sacro, ma non garantisce il secolare.

Beh, questo è un problema, perché o Dio l’ha scritta o no. E se non ci si può fidare di Dio sulla storia, sulla geografia, o sulla scienza, allora perché mai dovremmo fidarci per le cose spirituali? Se Dio non è di fiducia del fatto che ci dica la verità sulla storia, o sulla verità del mondo materiale nel quale viviamo, allora perché dovremmo mai affidargli le nostre anime eterne, e su quali basi saremmo mai sicuri che possiamo davvero fidarci? Perché dovremmo credere allo spirituale, che non può neanche essere verificato, se non possiamo credere allo storico, al fisico, al materiale, che può essere verificato? Una cosa critica - non appena ammettiamo che la Bibbia non è degna della nostra fiducia in qualsiasi aspetto, si progredisce verso il suo rifiuto totale. E perché mai dovremmo fidarci di un Dio per ciò che non possiamo vedere o provare, se ha mentito su quello che si può vedere e provare?

È una posizione inutile, perché quando la Bibbia parla storicamente, è vera, è stata verificata e non c’è mani niente che è mai stato dimostrato come errore in quello che dice la Bibbia, che sia una cosa scientifica, o geografico. Ora, c’è un’altra posizione sull’ispirazione, e questa è la posizione che dice che l’ispirazione è un atto di Dio sul lettore. Questo è fondamentalmente un libro umano, scritto da alcuni geni religiosi. Alcune delle idee possono essere venute da Dio. Si potrebbe ammassare un po’ tutte le posizioni precedenti. Ma quello che Dio fa è che esistenzialmente si muove sul lettore. All’improvviso, quando stai leggendo questo libro morto, si vivifica, perché lo Spirito di Dio t’ispira e ti risveglia. Questo è, francamente, l’esistenzialismo teologico, talvolta chiamata neo-ortodossia. Questa non è una parola infallibile di Dio, non venne dalla bocca di Dio.

Ma Dio fa una cosa molto buona mentre la leggi, e quando cel’hai di fronte ai tuoi occhi ed al tuo cuore, la sveglia; azzera la parola, perché ti dà una sorta d’esperienza estatica. Ti offre un momento di contatto con questa realtà divina. In un certo senso ad un certo punto riesci a sentire Dio. Non è autorevole, tra l’altro, è un po’ come una sorta di pelle d’oca spirituale, e succede quando leggi la Bibbia. Forse ti colpisce in un modo diverso da tutti, è un po’ così per tutti noi. Stiamo vivendo nel momento, il momento esistenziale, l’essere di questo momento, ed all’improvviso in quel momento c’è un qualcosa che salta fuori dalla pagina della Bibbia, e troviamo il fattore wow, che sarebbe l’ispirazione. Le stesse persone che dicono questo dicono anche, “non pensate neanche per un momento che la Bibbia vi stia effettivamente dicendo la verità storica”, infatti, le stesse persone che credono all’ispirazione esistenziale credono anche nella demistificazione della Bibbia.

Demistificare la Bibbia? Esattatamente, è un enorme movimento liberale che è andato avanti per anni e anni, di fatto per secoli, e la demistificazione della Bibbia è la rimozione di tutti i miti dalla Bibbia. E quali sono i miti? La Trinità, la preesistenza di Cristo, la nascita verginale, la divinità di Cristo, i miracoli di Cristo, la morte sostitutiva di Cristo, la resurrezione di Cristo, l’ascensione di Cristo, la seconda venuta di Cristo, il giudizio eterno - dobbiamo demistificare la Bibbia, dobbiamo sbarazzarci di tutto quello. Ora, basta prendere il resto, e sperare che ad un certo punto, mentre la leggiamo, Dio ci dia una scossa e ci dia un’esperienza religiosa. Questo è quello che Francis Schaeffer chiamava un passo di fede, un passo nel nulla.

Uno scrittore dice: “Tali uomini rifiutano di credere che Dio abbia compiuto il miracolo di darci per ispirazione una Bibbia infallibile, ma sono pronti a credere che Dio compia quotidianamente un miracolo ancora più grande nel permettere agli uomini di trovare e di vedere nella parola fallibile degli uomini, una parola infallibile di Dio”. Come si potrebbe mai avere un’esperienza divinamente corretta tramite un libro che è umanamente errato? Dio starebbe convalidando delle menzogne. Dio starebbe convalidando l’inganno. Il libro stesso, la Bibbia, non è benigno; pretende di essere la Parola di Dio. O è la Parola di Dio, o è la più grande bufala di sempre. E vuoi dire che Dio ti darà un’esperienza spirituale legittima tramite una bufala? Perché mai?

Ma è così sofisticato che ci sono filosofi come Kierkegaard che dicono cose come: “Solo la verità che edifica è verità per te”, era una sorta di moderno post-modernista. Se tutta la documentazione biblica è una menzogna, come potremmo mai accettare la veridicità di qualche esperienza spirituale indotta dalla sua lettura? Beh, ci sono molte opinioni erronee. Un’ultima, la quinta nella mia lista, è che si tratta di un dettato meccanico. Questo è un po’ il contrario, che ogni parola viene da Dio, e che gli scrittori della Bibbia erano robot, una dettatura meccanica; si chiama ispirazione per dettatura. Visto che diciamo che Dio ha scritto ogni parola, i liberali amano dire: “oh va bene, va bene, voi credete all’ispirazione per dettatura” ovvero, che gli scrittori erano in una sorta di trance, che erano in una sorta di modalità visionaria trascendentale, e che divennero niente più di una macchina per scrivere parole comandate da Dio”.

È vero, Dio avrebbe potuto usare la dettatura, avrebbe potuto, ed avremmo avuto un testo ispirato, ma non fece così. Ci sono molte variazioni di stile. Da autore a autore ci sono molte variazioni nel linguaggio, le diverse personalità sono evidenti. Le loro emozioni sono ovvie nei loro scritti. Dice il Nuovo Testamento che Dio ha usato scrittori che erano trasportati dallo Spirito Santo, erano mossi dallo Spirito Santo. Non erano estranei al processo, erano inclusi, erano inclusi nella scrittura. Infatti, scrissero le attitudini del loro cuore, i loro pensieri, le loro intuizioni, le loro esperienze, e le loro comprensioni dei fatti sotto il controllo totale di Dio.

E questa cosa è evidente in diversi passaggi che sono critici per la nostra comprensione di questo tema, lasciate che ve ne mostri tre. Ebrei è un buon posto per incominciare, Ebrei 1:1 e 2, ci sarebbe molto di più da dire su questi passaggi di quello che diremo questa sera, ma in Ebrei capitolo 1, versi 1 e 2, abbiamo una buona indicazione dell’autore divino della Scrittura, “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi”, prima di tutto, “Dio ha parlato” - questa è la chiave ad una comprensione biblica dell’ispirazione - Dio ha parlato. Il Creatore stesso ha rimosso gli ostacoli alla nostra comprensione di sè stesso, rivelandosi.

“Dio ha parlato per mezzo dei profeti” - e con questo intende dire, gli scrittori della Scrittura – dice: “in molte volte”, polumerōs, molte sezioni, molti libri, 66 per l’esattezza, 39 nell’Antico e 27 nel Nuovo, ha parlato in molte volte, “e in molte maniere”, polutropōs. Che cosa vuol dire? Tramite visioni, profezie, parabole, tipologie, simboli, cerimonie, teofanie, a voce udibile, e tutto questo fu registrato nell’Antico Testamento. Tutte le volte che Dio ha parlato e ha voluto che fosse scritto, è stato scritto. Era Dio che parlava ai padri con i profeti, tramite molte sezioni diverse, diversi segmenti, libri ed in molti altri modi raccolti insieme nell’Antico Testamento. Ora, dice: “in questi ultimi giorni ha parlato a noi” - di nuovo - “per mezzo del Figlio” e questo è un riferimento al Nuovo Testamento, è Dio che parla di nuovo, è l’auto-rivelazione di Dio.

L’Antico Testamento non è una raccolta di saggezza di uomini antichi, è la voce stessa di Dio tramite tutti i mezzi con i quali ha parlato, ciò che ha detto e voluto inscritto è stato scritto dagli scrittori dell’Antico Testamento. Nel Nuovo ha fatto lo stesso, e ciò che ha voluto scrivere fu scritto dagli scrittori del Nuovo Testamento. Ora guardiamo a due testi in più, giusto per richiamare la vostra attenzione, 2 Pietro 1 - 2 Pietro 1 versetto 20, “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” La parola chiave che vorrei che guardaste qui è la parola “sospinti - sospinti”, alla fine del versetto 21 ci dice che degli uomini sono stati sospinti dallo Spirito Santo, trasportati, trascinati come una foglia galleggiante su di un ruscello, erano nel processo, sono stati trasportati.

E di nuovo in 1 Corinzi capitolo 2, al versetto 10, Paolo scrisse: “A noi Dio le ha rivelate”, riferendosi alle sue verità gloriose, ha divulgato la sua rivelazione, dice: “A noi Dio le ha rivelate”, che si riferisce alla totalità della sua rivelazione - “perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Cosí nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito”. Ora, tutto quello che sta dicendo è che gli erano insegnate dallo Spirito, e che erano le cose che avevano ricevuto e scritto. Questo è quello che significa essere mossi, esser mossi dallo Spirito Santo a scrivere queste cose.

E di nuovo il versetto 21 dice: “Nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo”, profezia qui, è una parola che include tutta la Scrittura, si riferisce a tutta la Scrittura, non solo alle predizioni, come spesso ci viene in mente quando parliamo di profezia. Questo significa il messaggio, significa alzarsi in piedi e parlare, prophēteia, parlare, rivelare, parlare in faccia a qualcuno, pronunciare, tutto ciò che Dio ha detto, tutto ciò che Dio ha detto, tutto ciò che Dio ha detto nella Scrittura, tutto venne, “non per volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perchè sospinti dallo Spirito Santo”, e quindi, se tornate di nuovo al versetto 20, dice “che nessuna scrittura”, o “nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale”.

Ora, velocemente, lasciate che vi parli un po’ della parola “interpretazione”, è la parola epilusis – epilusis, potrebbe anche esser la parola rilasciare – rilasciare, e qui, questo termine significa “ispirazione”. L’uso del caso genitivo punta alla fonte, e quindi l’idea è che nessuna profezia della Scrittura trova la sua origine, trova la sua fonte in una persona. Nessuna profezia proviene dalla volontà umana. Tutta la Scrittura viene dallo Spirito Santo nel mentre gli uomini furono mossi, furono sospinti come una barca a vela che salpa ed è guidata dallo Spirito Santo nella direzione che desidera, affinchè scrissero esattamente quello che Dio aveva detto.

Un altro passaggio, e ancora, stiamo solo dando un occhiata veloce a questi testi, 2 Timoteo 3:16, un passaggio molto familiare, “Ogni Scrittura è ispirata da Dio”, ed è proprio da quì che siamo partiti, “ogni Scrittura”, pasa graphē theopneustos, tutti gli scritti, la Scrittura, tutta la scrittura divina è respirata da Dio, è il respiro stesso di Dio. Ecco perché Romani 3:2 chiama la Scrittura “un oracolo divino, gli oracoli di Dio”. Dio è l’autore di ciò che dice la Bibbia. E questa stessa testimonianza è ovviamente data da molti, moltissimi scrittori della Bibbia. Si vede nell’Antico Testamento, più e più volte – un buon test sarebbe quello di leggere Geremia dall’1 fino al capitolo 3, e vedete quante volte Geremia dice: “Così dice il Signore - così dice il Signore”.

Inizia la sua profezia al capitolo 1 versetto 4, “Ora la parola del Signore mi fu rivolta in questi termini” – lui ricevette le parole che vennero direttamente dalla bocca di Dio, e dunque dobbiamo comprendere l’ispirazione, come la rivelazione di Dio che ci è stata data in forma di scritta dallo Spirito di Dio, che ha comunicato quel messaggio nella mente degli scrittori, mischiandolo sovranamente e soprannaturalmente con la sua propria esperienza, il suo vocabolario, ed è da lì riceviamo ogni parola che Dio vuole che sia scritta. Dio non ha problemi a usare qualsiasi cosa o persona che ha creato per raggiungere i suoi fini. La Scrittura dà ampia testimonianza al fatto che è la Parola di Dio.

Ma voglio chiudere questa sera - e c’è molto di più che potrei dire - ma voglio chiudere stasera con quella che penso sia la testimonianza più importante, la testimonianza di Gesù Cristo - la testimonianza di Gesù Cristo. Qual era la sua posizione sulla Scrittura? Cosa pensava della Scrittura? Prima di tutto, e vi darò una piccola lista, ma prima di tutto riconobbe il fatto che Lui stesso era il tema centrale della Scrittura. Giovanni 5:39, “Voi investigate le Scritture, perchè pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me”.

Cristo sapeva di essere il tema di tutte le Scritture e che le Scritture parlavano accuratamente di Lui. Dall’inizio fino alla fine, le Scritture parlavano accuratamente di Lui. In Luca 24:44, apre l’Antico Testamento ed insegna a quelli sulla strada verso Emmaus tutto ciò che lo riguardava dall’Antico Testamento. E dunque sta dicendo che quello che insegna la Scrittura era una rappresentazione accurata e veritiera e che di fatto lui era il tema centrale.

In secondo luogo, venne per adempiere la Scrittura; cioè, non venne per correggerla. Non venne per modificarla. Non venne per alterarla, venne per adempierla, “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti”, non c’è niente da manomettere, niente da cambiare, niente da mettere da parte, “Non sono venuto per abolirla, ma per portarla a compimento”. Matteo 26:24 dice: “il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui”, sto seguendo un programma divino; sto facendo esattamente ciò che è stato scritto. In quello stesso capitolo, Matteo 26, comandò a Pietro di mettere via la spada, perché disse: “Pietro, Come dunque si adempirebbero le Scritture?” stava adempiendo le Scritture in tutto quello che faceva.

Gesù, quindi, affermò di essere il tema di tutta la Scrittura, che di fatto è una sua presentazione accurata. Che da una parte, è venuto per adempiere la Scrittura, che in essa, nulla doveva esser annullato, e dall’altra che ogni singola parte doveva esser adempiuta. Disse che neppure un iota o un apice della legge sarebbe mai passato senza esser adempiuto. Per Lui, la Scrittura era nel suo insieme, la rivelazione di Dio. Ecco perché in Giovanni 10:35 dice che la Scrittura “non può essere annullata”, non la si può tagliare da nessuna parte, non la si può rompere, è coesa, esauriente, completa ed intera. Ha paragonato la durata della Scrittura alla durata dell’universo. E sappiamo tutti che la morte arriva con il peccato, dove c’è il peccato, c’è la morte, ma la Parola di Dio è pura e dura per sempre perchè non è toccata dal peccato, il che significa che è perfetta.

È stato Gesù a sottolineare l’importanza di ogni parola –ogni parola ed ogni lettera quando disse: “Neppure uno iota o un apice della legge passerà”, disse in Luca 18:31, “Tutte le cose scritte dai profeti saranno compiute”, ha persino basato la Sua interpretazione dell’Antico Testamento su una singola parola - una singola parola. Le parole sono importanti, Gesù stava rispondendo ai Sadducei in Matteo 22, e disse loro: “Voi errate perchè non conoscete le Scritture nè la potenza di Dio. Perchè alla risurrezione non si prende” - parlando degli angeli - “nè si da moglie, ma i risorti sono come angeli nei cieli”.

Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: “Io sono il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe”? Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi”, e la sua prova era che Dio ha detto: “Io sono - io sono l’eterno”, ed inoltre, non è l’unico che vivrà in eterno, ma tutti vivremo eternamente. Non credevano alla resurrezione, ma dimostrò il suo punto, o per lo meno a nostra soddisfazione, parlando dell’eternità di Dio con il verbo “essere” al tempo presente.

Ha inoltre posto la Scrittura sulla stessa importanza delle sue stesse parole. Dovete fare attenzione a quelle Bibbie con i paragrafi rossi, perché potrebbero farvi pensare che i paragrafi rossi di quelle cose dette da Gesù siano più importanti del resto, ma non è così, le sue parole sono d’uguale importanza. Matteo 24:35, “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”, la Scrittura non passerà mai e le Mie parole non passeranno mai, sono uguali. Le sue non sono importanti, sono uguali, nessuna delle due passerà mai. Riconosce il potere della parola di Dio nella tentazione - in Matteo 4 ed Luca 4, quando fu tentato, rispose con la Scrittura.

Si riferì alla Scrittura dicendo ripetutamente: “Non avete letto - non avete sentito - non avete mai letto - non è scritto - è scritto”, sulla croce adempì personalmente alle profezie dell’Antico Testamento quando disse: “Ho sete”, perché questo è esattamente ciò che il Salmo 22 indicava che avrebbe detto. confermò i seguenti racconti dell’Antico Testamento con le Sue stesse parole: la creazione di Adamo ed Eva, l’omicidio di Abele, Noè e il diluvio, il ruolo di Abraamo, la circoncisione, la distruzione di Sodoma e della moglie di Lot, la salvezza di Lot, la chiamata di Mosè, la legge di Mosè, la manna dal cielo, il serpente di bronzo, e potrei continuare e continuare e continuare... Affermò la verità dell’Antico Testamento.

Gesù stabilì anche la sufficienza della Scrittura per la salvezza quando disse in Luca 16:29: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro”, era tutto quello di cui avevano bisogno per non andare all’inferno. Dimostrò loro che la fonte di ogni errore viene dal non conoscere la Scrittura. Marco 12, “Non errate voi proprio perchè non conoscete le Scritture?” Un decimo delle parole che disse Gesù nella Scrittura vennero dall’Antico Testamento. Ha citato l’Antico Testamento 180 volte nei 1.800 versetti che riportano ciò che disse. Un decimo delle volte si riferì all’Antico Testamento, e disse che è la verità, che è la parola eterna; Lui è il nostro modello sul come approcciare la Bibbia.

Ora, infine, questo presenta una triplice possibilità. Uno, non ci sono errori nella Bibbia, in base alla testimonianza di Gesù. Due, ci sono errori nella Bibbia, ma Gesù non ne era al corrente. Tre, ci sono errori nella Bibbia, e ne era al corrente ma li nascose. C’è solo una possibilità, se dovessero esserci errori ma Lui non ne sapeva nulla, allora non è Dio. Se ci sono errori nella Bibbia, e ne era a conoscenza, ma li ha nascosti, Gesù è il diavolo.

Ma Lui è Dio e non è il diavolo e non ci sono errori nella Scrittura. L’autorità di Cristo risolve la questione del testo ispirato. La Scrittura dunque è la parola vincolante di Cristo, dice: “Che la parola di Cristo abiti in voi riccamente”, la Scrittura è la parola di Cristo, se ne appropria completamente. Nella Scrittura, dice 1 Corinzi 2:16 che “abbiamo la mente di Cristo”, quando portiamo la Parola di Dio, portiamo ogni pensiero ubbidiente a Cristo, 2 Corinzi 10:5. Cristo si appropria di tutta la Scrittura, e così dovremmo fare anche noi, con grande fiducia basandoci sulla Sua testimonianza. C’è molto altro da dire, ma il nostro tempo è terminato per questa sera. Unitevi a me nella preghiera.

Ti ringraziamo, Padre, per la fiducia che la Scrittura ci porta da sè; che è il suo più grande difensore, perché in essa Tu parli veramente. Non sappiamo come sia avvenuto il miracolo dell’ispirazione; non possiamo comprenderne la patologia, la patologia spirituale, ma sappiamo che è vero. Sappiamo che gli scrittori scrissero la loro esperienza, le loro intuizioni, le loro prospettive, e tuttavia tu ti sei assicurato che ogni parola venisse dalla tua mente, così che ciò che abbiamo è veramente la Parola di Dio. Fa si che possiamo sapere che questa parola dà vita, sostiene la vita, ed un giorno ci condurrà in quella vita eterna che ci attende alla Tua presenza. La Tua Parola dà luce, e quella luce è la nostra vita. Ti ringraziamo per la Parola, ti ringraziamo per l’opera che compie, fa sì che possa continuare a compiere la sua potente opera in noi nel mentre dimora in noi riccamente. Ti preghiamo nel nome del nostro Salvatore. Amen.

FINE

This sermon series includes the following messages:

Please contact the publisher to obtain copies of this resource.

Publisher Information
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969

Welcome!

Enter your email address and we will send you instructions on how to reset your password.

Back to Log In

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize
View Wishlist

Cart

Cart is empty.

Subject to Import Tax

Please be aware that these items are sent out from our office in the UK. Since the UK is now no longer a member of the EU, you may be charged an import tax on this item by the customs authorities in your country of residence, which is beyond our control.

Because we don’t want you to incur expenditure for which you are not prepared, could you please confirm whether you are willing to pay this charge, if necessary?

ECFA Accredited
Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Back to Cart

Checkout as:

Not ? Log out

Log in to speed up the checkout process.

Unleashing God’s Truth, One Verse at a Time
Since 1969
Minimize